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Bretagna (Brittany)

Già terra gallica conquistata dai Romani ai tempi di Cesare, prende il suo nome Bretagna (piccola Britannia, Brittany in inglese con quella y finale nel nome per differenziarla dalla Grande) dai Celti isolani che, fuggendo nel V secolo sotto le spinte degli invasori anglo-sassoni, si rifugiarono in una piccola terra sul continente proprio al di là del Mare Celtico.

Already a Gallic land conquered by the Romans in the time of Caesar, it takes its name Brittany (Small Britain), from the Celts islanders who, fleeing from the Great Britain in the fifth century under the pressure of the Anglo Saxons invaders, took refuge in a small land on the continent just beyond the Celtic Sea.

Da allora la sua è una storia di dinastie ducali e di un braccio di ferro con il regno di Francia, finchè venne, sul finire del Seicento, definitivamente sottomessa al sistema amministrativo francese; ancora oggi è una regione della Francia composta da quattro province o dipartimenti: Finistère, Côtes d’Armor, Morbihan e Ile et Vilaine; ai tempi del Ducato di Bretagna si comprendeva anche la Loira Atlantica.

From then on his is a history of ducal dynasties and a tug of war with the kingdom of France, until it came, at the end of the seventeenth century, definitively subjected to the French administrative system; still today it is a region of France composed of four provinces or departments: Finistère, Côtes d’Armor, Morbihan and Ile et Vilaine; at the time of the Duchy of Brittany, the Loire-Atlantique was also included.

La nuova bandiera bretone è detta Gwen ha Du (letteralmente “bianco e nero”). È stata realizzata da Morvan Marchal nel 1923; le sue 5 strisce nere rappresentano i 5 antichi vescovadi dell’Alta Bretagna: Rennes, Nantes, Dol, Saint-Malo e Saint-Brieuc. Le 4 strisce bianche simboleggiano, invece, i vescovadi della Bassa Bretagna: Léon, Cornouaille, Vannes e Tréguier. Le code d’ermellino evocano l’antico ducato, poiché questo piccolo animale era un simbolo del potere.” (tratto da Wikipedia)

bretagne

BREIZH PRIDE

I Bretoni hanno saputo salvaguardare la propria identità culturale, tramandando un ricco corpus di canti e danze provenienti dal Medioevo. Negli anni 70 anche la musica bretone si è rinnovata sulla scia del revival folk di quegli anni e i suoi artisti hanno raggiunto la fama internazionale.
Le Feste sono ancora feste da ballo popolare dove si ripetono passi e gesti antichi di secoli.

The Bretons have been able to safeguard their cultural identity, passing on a rich corpus of songs and dances from the Middle Ages. In the 70s also Breton music was renewed in the wake of the revival folk of those years and its artists have achieved international fame.
The Feasts are still popular dance parties where steps and ancient gestures of centuries are repeated.

ALAN STIVELL
ARZ NEVEZ
DAN AR BRAZ
GILLES SERVAT
TRI YANN

IL SITO CON TUTTO E DI PIU’ SULLA BRETAGNA: Stefano Pecchi http://www.bretagna.com (un italiano in Bretagna)

IL FESTIVAL INTERCELTICO DI LORIENT
(THE LORIENT INTERCELTIC FESTIVAL)

Dal 1971 ad agosto nella regione del Morbihan  si tiene il Festival Interceltico di Lorient il più grande raduno delle culture del mondo celtico, un festival di ricerca, di creazione, e incontri aperto a tutto il mondo, un appuntamento annuo inevitabile per tutte le nazioni Celtiche. Per dieci giorni rivivono le antiche tradizioni celtiche in un ricco calendario di spettacoli, giochi, esibizioni, mercati tradizionali e cene tipiche.

From 1971 to August in the Morbihan region is held the Interceltic Festival of Lorient the largest gathering of cultures in the Celtic world, a festival of research, creation, and meetings open to the whole world, an inevitable annual meeting for all the Celtic nations . For ten days the ancient Celtic traditions live again in a rich calendar of shows, games, performances, traditional markets and typical dinners

I Bretoni hanno cantato la loro vita a voce alta o con basso lamento, per esprimere la loro gioia o alleviar il dolore. Dalla culla alla tomba sono stati accompagnati dai canti e ogni occasione era buona per scrivere una canzone”  Pierre Jakez Helias
“The Bretons have sung their lives at the top of their voice or with a tone of lament, to express their joy or soften the pain. From the cradle to the grave, they were accompagnied with songs, and every opportunity was good to create a real diary in verses” Pierre Jakez Helias

Il Festival raccoglie l’eredità un po’ appassita del Campionato Nazionale di Bagadou che si svolgeva a Brest, introdotto poco dopo la guerra ispirandosi alle celebri pipe band scozzesi era ormai in declino, ma il testimone passo allora in mano a dei “sognatori” tra i quali Jean Pierre Pichard e Pierre Guercadic trovando nella città portuale di Lorient la nuova sede e la nuova linfa tantè che oggi è il primo festival di Francia e il più importante raduni interceltico al mondo.
Un ponte tra terra e mare, tra passato e futuro, ricerca delle proprie radici e ascolto degli altri: patria della world music in segno di pace e amicizia per la rinascita di un sentimento celtico (pan-celtico).

The festival brings together the faded heritage of the Bagadou National Championship in Brest, introduced shortly after the war, inspired by the famous Scottish pipe bands, but the witness then passed into the hands of some “dreamers” as Jean Pierre Pichard and Pierre Guercadic; they put the new headquarters in the port city of Lorient and now it is the first festival of France and the most important interceltic gatherings in the world.
A bridge between land and sea, between past and future, searching for one’s roots: homeland of world music as a sign of peace and friendship for the rebirth of a Celtic feeling (pan-Celtic)

Grandi e piccoli concerti, magnifiche opere a tema, le quattro notti magiche allo stadio di Moustoir con la folla di cornamuse e un susseguirsi di suonatori e ballerini. Ogni anno è dedicato in particolare a una delle otto nazioni celtiche con allestimenti e mostre dedicate; ma anche artigianato e stage di danze, conferenze e dibattiti.
In chiusura la “nuit du port de peche” una notte bianca lungo il viale della Perrière passata tra vari palchi dove si alterneranno fino all’alba una sessantina di gruppo dagli accenti più o meno tradizionali.

Big and small concerts, magnificent themed works, the four magical nights at the Moustoir stadium with the crowd of bagpipes and a succession of musicians and dancers. Every year it is dedicated in particular to one of the eight Celtic nations with dedicated exhibits; but also crafts and stage dance, conferences and debates.
In closing the “nuit du port de peche” a white night along the avenue of Perrière with various stages where a group of sixty with more or less traditional accents, will alternate until dawn.

ARCHIVIO (ARCHIVE)

ALARC’H
BIN BAN KORRIGANAN
COMPLAINTE DE LA BLANCHE BICHE
O, LAKAIT HO TROADIG
PÉH TROUZ ZOU AR EN DOAR
SON AR CHISTR
TOUTOUIG
TRI MARTOLOD

LINK
Pierre Quentel: Son ha ton
Christian Souchon:
http://chrsouchon.free.fr/barzha1e.htm
http://chrsouchon.free.fr/danses1a.htm
COOP  BREIZH

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti