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Skellig

Con “Skellig”(dal cd The Book of Secrets) Loreena McKennitt ripercorre gli ultimi istanti di vita di un monaco irlandese vissuto nel Medioevo, ritraendolo accanto al suo fedele discepolo: erano i tempi del primo monachesimo quando uomini asceti e mistici si ritiravano dal mondo per vivere in luoghi isolati e impervi. Così Loreena s’interroga “Qual’è il ruolo che l’isolamento gioca nell’incoraggiare qualcuno a raggiungere l’essenza divina?”

[With “Skellig” (from The Book of Secrets) Loreena McKennitt traces the last moments of life of an Irish monk lived in the Middle Ages, portraying him next to his faithful disciple: it was the time of the first monasticism when men ascetics and mystics withdrew from the world to live in isolated and inaccessible places. So Loreena wonders “What is the part that plays in encouraging some to reach closer to the essence of God?”]

Nel silenzio dei loro eremi questi monaci compilavano codici e copiavano manoscritti tutto per amore del sapere illuminato dalla parola di Dio, quasi che fosse Dio a sussurrare al loro orecchio.

[In the silence of their hermitages, these monks compiled codes and copied manuscripts all for the sake of knowledge enlightened by the word of God, as if God were whispering in their ear.]


I
O light the candle, John
The daylight has almost gone
The birds have sung their last
The bells call all to mass
Sit here by my side
For the night is very long
There’s something I must tell
Before I pass along
II (1)
I joined the brotherhood
My books were all to me
I scribed the words of God
And much of history
Many a year was I
Perched out upon the sea
The waves would wash my tears,
The wind, my memory
III
I’d hear the ocean breathe
Exhale upon the shore
I knew the tempest’s blood
Its wrath I would endure
And so the years went by
Within my rocky cell (2)
With only a mouse or bird
My friend; I loved them well
IV
And so it came to pass
I’d come here to Romani (3)
And many a year it took
Till I arrived here with thee
On dusty roads I walked
And over mountains high
Through rivers running deep
Beneath the endless sky
V(4)
Beneath these jasmine flowers
Amidst these cypress trees
I give you now my books
And all their mysteries
Now take the hourglass
And turn it on its head
For when the sands are still
‘Tis then you’ll find me dead
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Oh accendi la candela, John
La luce del giorno è quasi svanita
Gli uccelli hanno intonato l’ultimo canto/Le campane richiamano tutti alla messa/Siediti qui accanto a me
Perché la notte sarà molto lunga
C’è qualcosa che ti devo dire
Prima di morire.
II
Mi sono unito ai fratelli
Avevo con me i miei libri
Ho scritto le parole di Dio
E tante cose del passato.
Per molti anni sono rimasto
Appollaiato in mezzo al mare
Le onde lavavano le mie lacrime
(e) Il vento i miei ricordi
III
Ho sentito il respiro dell’oceano
Evaporare sulla spiaggia
Conoscevo la linfa della tempesta
Sopportavo la sua ira
E così gli anni passavano
Nel mio eremo-scoglio (2)
Con soltanto un topo o un uccello
Come amico; Tanto li ho amati.
IV
E poi tutto finì
sono venuto qui sulla strada per Roma (3)/e ci ho messo più di un anno
per arrivare qui da te
Su strade polverose ho camminato
E su alte montagne
Attraverso le gole dove scorrono i fiumi/ Sotto al cielo infinito
V
Sotto a questo pergolato di gelsomino/Tra questi cipressi
Io ti consegno i miei libri
E tutti i loro misteri
Ora prendi la clessidra
E rigirala sottosopra
Perchè quando la sabbia si fermerà
Allora mi troverai morto

NOTE
1) Nella versione Live in Paris and Toronto (1999), la strofa è modificata
(from a live version appears on Live in Paris and Toronto)
I joined the brotherhood
It’s books were all to me
I scribed the words of God
And much of history
‘Twas not my place to lead
This life of solitude
Until the day there came
A boat of the brotherhood
(traduzione italiano:
Mi sono unito ai fratelli
e i loro libri erano tutti a mia disposizione
ho scritto le parole di Dio
e tante cose del passato.
Non era il mio posto dove condurre
questa vita di solitudine
fino al giorno in cui arrivò
una barca dei monaci)
2) come dal titolo Skellig Michael (la roccia di Michele) è un’isoletta rocciosa nell’Oceano Atlantico a una ventina di kilometri dalla coste del Kerry (Irlanda): soprannominata l’Irish Machu Picchu centro di vita monastica dal VII al XIII secolo, il monastero che si trova in cima alla roccia appollaiato a pareti quasi verticali è diventato patrimonio mondiale dell’UNESCO.
[Skellig Michael (the rock of Michael) is a rocky island in the Atlantic Ocean about twenty kilometers from the coast of Kerry (Ireland): nicknamed the Irish Machu Picchu center of monastic life from the 7th to the 13th century, the monastery that sits atop the rock perched on almost vertical walls has become a UNESCO World Heritage Site.]
3) Così scrive Thomas Cahill nel suo libro How The Irish Saved Civilization : “Cambiarono il loro orizzonte ma non il loro spirito che oltrepassò l’Oceano .” Il primo insediamento in Italia fu il monastero irlandese di Bobbio in Emilia Romagna
[Thomas Cahill writes in his book How The Irish Saved Civilization: “The first settlement in Italy was the Irish monastery of Bobbio in Emilia Romagna]
Romani (Bi’r ar Rummanah) è una località sulla costa mediterranea della penisola del Sinai, oppure è un comune della Romania,  ma quando Loreena scrive la canzone (o inizia a meditare sulla sua composizione) si trova in viaggio in Italia, prima in Toscana e poi in visita al monastero irlandese di Bobbio. Ho preferito così tradurre Romani più liberamente.
[Romans (Bi’r ar Rummanah) is a town on the Mediterranean coast of the Sinai peninsula, or is a town in Romania, but when Loreena writes the song (or begins to meditate on its composition) she is traveling to Italy, first in Tuscany and then on a visit to the Irish monastery of Bobbio.]
4) Nella versione Live in Paris and Toronto (1999), la strofa è modificata
(from a live version appears on Live in Paris and Toronto)
Now beneath these jasmine flowers
Amidst these cypress trees
I give you now my books
And all their mysteries
Harken, John, my word
Let not these keys be lost
The secrets lie within
The writers of the past
(traduzione italiano:
Sotto a questo pergolato di gelsomino
tra questi cipressi
io ti consegno i miei libri
e tutti i loro misteri.
Ascolta bene John le mie parole
non lasciare che vadano perdute queste chiavi,
i segreti che conservano
gli scrittori del passato)

LINK
https://www.adventurous-travels.com/posts/how-to-get-to-skellig-islands
https://www.turistadimestiere.com/2013/11/skellig-michael-il-luogo-piu-inaccessibile-dirlanda.html
https://josvg.home.xs4all.nl/cits/lm/lorecd83.html

Never-ending Road (Amhrán Duit)

Ultima traccia del cd “An Ancient Muse” registrato da Loreena McKennitt nel 2006 “Never-ending Road (Amhrán Duit)” è apparentemente un lament in memoria del fidanzato deceduto nell’estate del  1998, in realtà è una riflessione spirituale sulla scia del cd “The Mask and the Mirror”: l’amore mistico che unisce l’anima a Dio.

[Last track from the cd “An Ancient Muse” recorded by Loreena McKennitt in 2006 “Never-ending Road (Amhrán Duit)” is apparently a lament in memory of her deceased boyfriend in the summer of 1998, in reality it is a spiritual reflection on the wake of the cd “The Mask and the Mirror”: the mystical love that unites the soul with God.]

Così scrive l’artista nelle note “L’amore è un tema universale, e in questo cammino senza fine di vita e rinascita, di sicuro è questo il sentimento che deve resistere.” (qui)
Il cammino che non ha fine è quello della vita.

[The artist writes in the notes “The universal theme is one of love, and this is the never-ending road of life and rebirth, surely this is the sentiment that must endure.” (here)
The journey that has no end is that of life.]


I
The road now leads onward
As far as can be
Winding lanes
And hedgerows in threes
By purple mountains
Round every bend
All roads lead to you
There is no journey’s end
Chorus
Here is my heart and I give it to you
Take me with you across this land
These are my dreams, so simple and few/Dreams we hold in the palm of our hands
II
Deep in the winter
Amidst falling snow
High in the air
Where the bells they all toll
And now all around me
I feel you still here
Such is the journey
No mystery to fear
III
The road now leads onward
I know not where
I feel in my heart
That you will be there
Whenever a storm comes
Whatever our fears
The journey goes on
As your love ever nears
Traduzione italiana Cattia Salto
I
La strada adesso corre in avanti
assai lontano
per viottoli tortuosi
e ammassi di siepi (1),
tra montagne violacee (2)
dietro a ogni curva,
tutte le strade portano a te
non c’è fine al viaggio
Coro:
ecco il mio cuore e lo dono a te
prendimi con te (3) su questa terra;
questi sono i miei sogni, così semplici e pochi, sogni che stanno sul palmo della mano
II
Nel mezzo dell’inverno
tra la neve che cade,
nell’alto dei cieli
dove risuonano tutte le campane,
e ora tutto intorno a me
ti sento ancora qui,
è questo il viaggio
nessun mistero da temere
III
La strada adesso corre in avanti
dove non so,
sento nel mio cuore
che tu ci sarai
ogni volta che arriva una tempesta
qualunque siano le nostre paure,
il viaggio continua
così come il tuo amore si avvicina sempre più.

NOTE
1) hedgerows in threes letteralmente “siepi a tre a tre”, il tipico fitto groviglio che borda le strade di campagna
2) non si traduca purple con porpora perchè è piuttosto il colore il viola, un colore intermedio tra il rosso e il blu, ma più vicino al rosso, mentre con violet si identifica un viola più vicino al blu
3) in genere Take me with you si traduce come portami con te, ma nel contesto mi sembra più coerente l’altro significato

Belle Dame sans Merci, by John Keats in music and film

Leggi in italiano

John Melhuish Strudwick

In 1819 the English poet John Keats reworked the figure of the “Queen of Faerie” of Scottish ballads (starting with Tam Lin and True Thomas) in turn writes the ballad “La Belle Dame sans Merci”, giving rise to a theme that has become very popular among the Pre-Raphaelite painters, that of the vamp woman who has however already a consideration in the beliefs of folklore: the
Lennan or leman shee – Shide Leannan (literally fairy child) that is the fairy who seeks love between humans. The fairy, who is both a male and a female being, after having seduced a mortal abandons him to return to his world. The lover is tormented by the love lost until death.
Fairy lovers have a short but intense life. The fairy who takes a human as lover is also the muse of the artist who offers talent in exchange for a devout love, bringing the lover to madness or premature death.
The title was paraphrased from a fifteenth-century poem written by Alain Chartier (in the form of a dialogue between a rejected lover and the disdainful lady) and became the figure of a seductive woman, a dark lady incapable of feelings towards the man the which falls prey to its spell. We are in reverse of the much older theme of “Lady Isabel and the Elf Knight

John William Waterhouse – La Belle Dame sans Merci (1893)

THE SEASONS OF THE HEART

In the ballad there are two seasons, spring and winter: in spring among the meadows in bloom, the knight meets a beautiful lady, a forest creature, daughter of a fairy, who enchants him with a sweet lullaby; the knight, already hopelessly in love, puts her on the saddle of his own horse and lets himself be led docilely in the Cave of the Elves; here he is cradled by the dame, who sighs sadly, and he dreams of princes and diaphanous kings who cry out their slavery to the beautiful lady.
On awakening we are in late autumn or in winter and the knight finds himself prostrate near the shore of a lake, pale and sick, certainly dying or with no other thought than the song of the fairy.
The keys to reading the ballad are many and each perspective increases the disturbing charm of the verses

There are two pictorial images that evoke the two seasons of the heart and ballad, the first – perhaps the most famous painting – is by Sir Frank Dicksee, (dated 1902): spring takes the colors of the English countryside with the inevitable roses in the first plan; the lady has just been hoisted on the fiery steed of the knight and with her right hand firmly holding the reins, with the other hand she leans against the saddle to be able to lean towards the beautiful face of the knight and whisper a spell; the knight, in precarious balance, is totally concentrated on the face of the lady and kidnapped.

caitiffknight
Sir Frank Dicksee La Belle Dame sans merci

The second is by Henry Meynell Rheam (painted in 1901) all in the tones of autumn, which recreates a desolate landscape wrapped in the mist, as if it were a barrier that holds the knight prostrate on the ground; while he dreams of pale and evanescent warriors (blue is a typical color to evoke the images of dreams) that warn him, the lady leaves the cave perhaps in search of other lovers.

Curiously, the armors of the two knights are very similar, but both are not really medieval and more suitable for being shown off in tournaments that on the battlefields. Elaborate and finely decorated models date back to the end of the fifteenth century.

Henry Meynell Rheam La Belle Dame sans merci

BELLE DAME SANS MERCI: a “live action short” by Hidetoshi Oneda

The ballad could not fail to inspire even today’s artists, here is a cinematic story a “live action short” directed by the Japanese Hidetoshi Oneda. The short begins with giving body to the imaginary interlocutor who asks the knight “O what can ail thee, knight-at-arms …” so we find ourselves in 1819 on an island after the shipwreck of a ship and we witness the meeting between the castaway and an old decrepit kept alive by regret ..

THE PLOT (from here) 1819. The Navigator and the Doctor survive a shipwreck only to find themselves lost in a strange forest. The Navigator is challenged by the gravely ill Doctor into pursuing his true passion – art. While he protests, the ailing Doctor dies. Later, the Navigator is beside a lake, where he finds an Old Knight who tells him his story: once, he encountered a mysterious Lady, and fell in love with her. But horrified by her true form – an immortal spirit and the ghosts of her mortal lovers – the Young Knight begged for release. Awoken and alone, he realized his failure. Thus he has waited, kept alive for centuries by his regret. The Navigator considers his own crossroads. What will he be when he returns to the world?

La Belle Dame Sans Merci by Hidetoshi Oneda – 2005

BELLE DAME SANS MERCI IN MUSIC

The first to play the ballad was Charlse Villiers Stanford in the nineteenth century with a very dramatic arrangement for piano but a bit dated today, although popular in his day.
The ballad was put into music by different artists in the 21st century.

Susan Craig Winsberg from La Belle Dame 2008

Jesse Ferguson

Giordano Dall’Armellina from “Old Time Ballads From The British Isles” 2007

Penda’s Fen (Richard Dwyer)

Loreena McKennitt from “Lost Souls” 2018

POETIC READING
 Ben Whishaw

I
O what can ail thee, knight-at-arms,
Alone and palely loitering?
The sedge is wither’d from the lake(1),
And no birds sing.
II
O what can ail thee, knight-at-arms,
So haggard and so woe-begone?
The squirrel’s granary is full,
And the harvest ‘s done.
III
I see a lily(2) on thy brow thy
With anguish moist and fever dew;
And on thy cheeks a fading rose
Fast withereth too.’
IV
I met a lady in the meads,
Full beautiful — a faery’s child,
Her hair was long, her foot was light,
And her eyes were wild(3).
V
I made a garland for her head,
And bracelets too, and fragrant zone;
She look’d at me as she did love,
And made sweet moan.
VI
I set her on my pacing steed
And nothing else saw all day long,
For sideways would she lean, and sing
A faery’s song(4).
VII
She found me roots of relish sweet
And honey wild and manna(5) dew,
And sure in language strange she said,
“I love thee true (6)
VIII
She took me to her elfin grot(7),
And there she wept and sigh’d fill sore(8);
And there I shut her wild, wild eyes
With kisses four.
IX
And there she lullèd me asleep,
And there I dream’d — Ah! woe betide!
The latest dream I ever dream’d
On the cold hill’s side.
X
I saw pale kings and princes too,
Pale warriors, death-pale were they all;
They cried – “La Belle Dame Sans Merci”
Hath thee in thrall!”
XI
I saw their starved lips in the gloam
With horrid warning gapèd wide,
And I awoke and found me here,
On the cold hill’s side.
XII
And this is why I sojourn here
Alone and palely loitering,
Though the sedge is wither’d from the lake,
And no birds sing.’

NOTES
1) not by chance the landscape is lacustrine, the waters of the lake are beautiful but treacherous, but it is a desolate landscape and more like the swamp
2) the lily is a symbol of death. The knight’s brow of a deadly pallor is bathed in the sweat of fever and the color of his face is as dull as a dried rose. The symptoms are those of the consumption: the always mild fever does not show signs of diminution, turns on two “roses” on the cheeks of the sick. It is also said that Keats was a toxic addict to the use of nightshade that in the analysis of Giampaolo Sasso (The secret of Keats: The ghost of the “Belle Dame sans Merci”) is represented in the Lady Without Mercy
3) the whole description of the danger of the lady is concentrated in the eyes, they are as wild but also crazy. The rider ignores the repeated signs of danger: not only the eyes but also the strange language and the food (honey wild)
4) the elven song leads the knight to slavery
5) the manna is a white and sweet substance. It is well known that those who eat the food of fairies are condemned to remain in the Other World
6) the fairy is expressed in a language incomprehensible to the knight and then in reality could have said anything but “I love you”; yet the language of the body is unequivocal, at least as far as sexual desire is concerned
7) the elf cave is the Celtic otherworldly (see more)
8) why the fairy is sorry? Would not want to annihilate the knight but can not do otherwise? Does she know that a man’s love is not eternal and that sooner or later his knight will leave her with a breaking heart? Is love inevitably destructive?

LA BELLA DAMA SENZA PIETA’

To the disquieting fascination of the ballad could not escape Angelo Branduardi the Italian Bard, the final part of the melody of each stanza takes the traditional English song “Once I had a sweetheart.”

Angelo Branduardi from La Pulce d’acqua 1977


Guarda com’è pallido
il volto che hai,
sembra tu sia fuggito dall’aldilà…
Vedo nei tuoi occhi
profondo terrore,
che bianche e gelide dita tu hai…
Guarda come stan ferme
le acque del lago
nemmeno un uccello che osi cantare…
“è stato in mezzo ai prati
che io la incontrai
e come se mi amasse lei mi guardò”.
Guarda come l’angoscia
ti arde le labbra,
sembra tu sia fuggito dall’aldilà…
“E`stato in mezzo ai prati
che io la incontrai…”
che bianche e gelide dita tu hai…

“Quando al mio fianco
lei poi si appoggiò
io l’anima le diedi ed il tempo scordai.
Quando al mio fianco
lei poi si appoggiò…”.
Che bianche e gelide dita tu hai…”
Al limite del monte
mi addormentai
fu l’ultimo mio sogno
che io allora sognai;
erano in mille e mille di più…”
Che bianche e gelide dita tu hai…”
Erano in mille
e mille di più,
con pallide labbra dicevano a me:
– Quella che anche a te
la vita rubò, è lei,
la bella dama senza pietà”.

BELLE DAME SANS MERCI: GERMAN VERSION

Faun from “Buch Der Balladen” 2009.


“Was ist dein Schmerz, du armer Mann,
so bleich zu sein und so gering,
wo im verdorrten Schilf am See
kein Vogel singt?”
“Ich traf ein’ edle Frau am Rhein,
die war so so schön – ein feenhaft Bild,
ihr Haar war lang, ihr Gang war leicht,
und ihr Blick wild.Ich hob sie auf mein weißes Ross
und was ich sah, das war nur sie,
die mir zur Seit’ sich lehnt und sang
ein Feenlied.Sie führt mich in ihr Grottenhaus,
dort weinte sie und klagte sehr;
drum schloss ich ihr wild-wildes Auf’
mit Küssen vier.
Da hat sie mich in Schlaf gewiegt,
da träumte ich – die Nacht voll Leid!-,
und Schatten folgen mir seitdem
zu jeder Zeit.Sah König bleich und Königskind
todbleiche Ritter, Mann an Mann;
die schrien: “La Belle Dame Sans Merci
hält dich in Bann!”Drum muss ich hier sein und allein
und wandeln bleich und so gering,
wo im verdorrten Schilf am See
kein Vogel singt.”
English translation (from here)
“What ails you, my poor man,
that makes you pale and humbled so,
among the withered seashore reeds
where the song of no bird is heard (1)?”
“I met a noble lady on the Rhine,
so very fair was she – a fairy vision,
her hair was long, her gait was light,
and wild her stare.I lifted her on my white steed
and nothing but her could I see,
as she leant by my side and sang
a song of the fairies.She led me to her cave house
where she cried and wailed much;
so I closed her wild deer eyes (2)
with four kisses of mine.
She lulled me to sleep then,
and I dreamt a nightlong song!
and shadows follow me since
be it day or night (3).I saw a pale king and his son
knights pale as death, face to face;
who cried out: “The fair lady without mercy
has you in her spell!”Thus shall I remain here alone
to wander, pale and humbled so,
among the withered seashore reeds
where the song of no bird is heard”


NOTES
1) lit “(where) no bird sings”
2) I assume it’s “Aug(en)” instead of “Auf'”
3) the original says “all the time” but I opted for (hopefully) more colorful English

LINK
http://academic.brooklyn.cuny.edu/english/melani/cs6/belle.html http://ebooks.adelaide.edu.au/k/keats/john/la-belle-dame-sans-merci/
http://noirinrosa.wordpress.com/tag/la-belle-dame-sans-merci/ http://zerkalomitomania.blogspot.it/search/label/Belle%20Dame%20sans%20Merci
http://www.celophaine.com/lbdsm/lbdsm_top.html
http://www.craigrecords.com/recordings/la-belle-dame/

Loreena McKennitt

Leggi in italiano

Loreena McKennitt (Morden, 1957) has often been called a goddess of Harmony for her beautifull voice (lyrical singing with the Celtic technique of the “old style” Sean-nós) combined with the charming amber-haired figure.
A clever multi-instrumentalist (piano, Celtic harp, dulcimer, accordion) and composer, as well as a tenacious supporter of her musical project defined by herself as “eclectic Celtism“.
Her activity as a musician began in the corners of the Canadian streets where she played and sang the traditional Irish music with her harp and she self-produced her CD: Elemental, Parallel Dreams and The visit are essential musical projects, practically filmed live; the breakthrough comes with “The Mask and the Mirror” (1994), a concept album immersed in world music along the path of Santiago that welds the spirituality (and music-prayer) of Islam, Christianity and Judaism.

Elemental 1985

The debut album of the Canadian singer (Irish father and Scottish mother) when she was still playing on the street with her celtic harp and the offer box, it was recorded in a Stratford barn with almost all of the traditional Irish songs.
Blacksmith
She Moved Through the Fair
Stolen Child
The Lark
Carrighfergus 
Kellswater
Banks of Claudy
Come by the Hills
Lullaby

To Drive the Cold Winter Away 1987

The album consists of winter and Christmas songs, recorded in part at Annaghmakerrig, in County Monaghan (Ireland), in the Benedictine Abbey of Glenstal in Limerick (Ireland) and in the Church of Our Lady in Guelph, Ontario, in Canada. Essential and sparse it is centered on the angelic vocalism of the artist, so the author writes in the notese “As a child my most vivid impression of music for the winter season came from songs and carols recorded in churches or great halls, rich with their own unique ambience and tradition. In that spirit, I have ventured into several similar locations that I have come to cherish in my travels.”
In Praise of Christmas 
The Seasons
The king (Hunting the Wren)
Banquet Hall
Snow (poema di Archibald Lampman)
Balulalow
Let Us the Infant Greet
The Wexford Carol
The Stockford Carol
Let all that are to Mirth Inclined

Parallel Dreams 1989

Samain Night
Moon Cradle
Huron ‘Beltane’ Fire Dance
Annachie Gordon
Standing Stones
Dickens’ Dublin (The Palace)
Breaking the Silence
Ancient Pines

The visit 1991

All Souls Night
Bonny Portmore
Between the Shadows
The Lady of Shalott
Greensleeves
Tango to Evora
Courtyard Lullaby
The Old Ways
Cymbeline

The Mask and Mirror 1994

Loreena McKennitt reads the book of Idries Shah “The Sufi” (1964) and composes an album “The Mask and the Mirror” (1994) in which she asks herself about spirituality and religion: “… Who was God? And what is religion, spirituality? What was revealed and what was hidden … what was the mask and what was the mirror?
And she does so by exploring mysticism, the violent, sudden, irruption of God in the soul.

The Mystic’s Dream
The Bonny Swans 
The Dark Night of the Soul
Marrakesh Night Market
Full Circle
Santiago

Cé Hé Mise le Ulaingt? The Two Trees
Prospero’s Speech

A Winter Garden – Five Songs for the Season 1995-2008

1995
Coventry Carol
God Rest Ye Merry, Gentlemen
Good King Wenceslas
Snow (poema di Archibald Lampman)
Seeds of Love

2008
The Holly & The Ivy
Un flambeau, Jeannette, Isabelle
The Seven Rejoices of Mary
Noël Nouvelet!
Breton Carol
Gloucestershire Wassail
Emmanuel
In the Bleak Midwinter 

The Book of Secrets 1997

It is the cd that decrees the worldwide success of Loreena and leads her to face a world tour in spring 1998; in the summer of that year, near the wedding, the fiancé drowns during a boat crossing in Lake Huron, to his memory the artist dedicates the double “Live in Paris and Toronto” (1998)

Prologue
The Mummers’ Dance
Skellig
Marco Polo
The Highwayman
La Serenissima
Night Ride Across The Caucasus
Dante’s Prayer

Seven years of silence followed (with the exception of the collaboration with the Chieftains for the track YOU RAMBLING BOYS OF PLEASURE in Tears of Stone 1999) and of travels for the Mediterranean between 2000 and 2005, in particular Greece. A wanderer who wins the nickname of Irish gypsy

An Ancient Muse 2006

Some of the songs on this album were premiered at the Alhambra in Granada (Spain) on the dates 14, 15 and 16 September 2006 to inaugurate the return to the artist’s stage; of the concerts was released a memorable live album entitled “Nights from the Alhambra”.
The publication of the album An Ancient Muse was followed by a tour (in 2007)
Incantation
The Gates of Istanbul
Caravanserai

The English Ladye and the Knight (poesia di Sir Walter Scott)
Kecharitomene
Penelope’s Song
Sacred Shabbat
Beneath A Phrygian Sky
Never-ending Road (Amhrán Duit)

bonus track
Raglan Road

The Wind That Shakes the Barley 2010

collection of traditional Irish songs rearranged by the artist
As I Roved Out
On a Bright May Morning
Brian Boru’s March
Down by the Sally Gardens
The Star of the County Down
The Wind That Shakes the Barley
The Death of Queen Jane
The Emigration Tunes

The Parting Glass

Lost Souls 2018

Spanish Guitars and Night Plazas
A Hundred Wishes
Ages Past, Ages Hence
The Ballad of the Fox Hunter (poesia di William Butler Yeats)
Manx Ayre (dall’isola di Man)

La Belle Dame Sans Merci (poesia di John Keats )
Sun, Moon and Stars (da Israele)

Breaking of the Sword
Lost Souls

Loreena McKennitt

Read the post in English

Loreena McKennitt (Morden, 1957) è stata spesso definita una dea dell’Armonia per la bellezza della sua voce (il canto lirico declinato con la tecnica celtica del “vecchio stile” – in gaelico Sean-nós ) unita all’affascinante figura dai capelli ambrati.
Un’abile polistrumentista (pianoforte, arpa celtica, dulcimer, fisarmonica) e compositrice, nonchè tenace sostenitrice del suo progetto musicale da lei stessa definito “celtismo eclettico“.
La sua attività di musicista è iniziata negli angoli delle strade canadesi dove suonava e cantava le musiche tradizionali irlandesi con la sua arpa e si autoproduceva i cd (e con la sua etichetta la Quinlan Road ne ha fatta di strada!): Elemental, Parallel Dreams e The visit sono progetti musicali essenziali, ripresi praticamente in diretta; la svolta arriva con  “The Mask and the Mirror” (1994) un concept album tuffato nella world music lungo il cammino di Santiago che salda la spiritualità (e la musica-preghiera) dell’Islam, del Cristianesimo e dell’Ebraismo.

Elemental 1985

L’album d’esordio della cantante canadese (padre irlandese e madre scozzese) quando ancora andava a suonare per strada con la sua arpa e la cassetta delle offerte, fu registrato di getto in un granaio di Stratford con quasi tutte canzoni  della tradizione irlandese.
Blacksmith
She Moved Through the Fair
Stolen Child
The Lark
Carrighfergus 
Kellswater
Banks of Claudy
Come by the Hills
Lullaby

To Drive the Cold Winter Away 1987

L’album è composto da canzoni invernali e natalizie, registrate in parte a Annaghmakerrig, nella Contea di Monaghan (Irlanda), nell’abbazia benedettina di Glenstal a Limerick (Irlanda) e nella chiesa di Nostra Signora a Guelph, nell’Ontario, in Canada. Essenziale e scarno è incentrato sulla vocalità angelica dell’artista, così scrive l’autrice nelle note “As a child my most vivid impression of music for the winter season came from songs and carols recorded in churches or great halls, rich with their own unique ambience and tradition. In that spirit, I have ventured into several similar locations that I have come to cherish in my travels.”
In Praise of Christmas 
The Seasons
The king (Hunting the Wren)
Banquet Hall
Snow (poema di Archibald Lampman)
Balulalow
Let Us the Infant Greet
The Wexford Carol
The Stockford Carol
Let all that are to Mirth Inclined

Parallel Dreams 1989

Samain Night
Moon Cradle
Huron ‘Beltane’ Fire Dance
Annachie Gordon
Standing Stones
Dickens’ Dublin (The Palace)
Breaking the Silence
Ancient Pines

The visit 1991

All Souls Night
Bonny Portmore
Between the Shadows in una bellissima versione live a San Francisco nel Palazzo delle Belle Arti (con diversi solo). Anche in “Troubadours On The Rhine” con la versione trio

The Lady of Shalott
Greensleeves
Tango to Evora
Courtyard Lullaby
The Old Ways
Cymbeline

The Mask and Mirror 1994

Loreena McKennitt  legge il libro di Idries Shah “I Sufi” (1964) e compone un album  “The Mask and the Mirror” (1994) in cui s’interroga sulla spiritualità e la religione: “…Chi era Dio? E che cos’è la religione, la spiritualità? Che cos’è stato rivelato e che cos’è stato nascosto… qual era la maschera e quale lo specchio?
E lo fa esplorando il misticismo, la violenta, improvvisa, irruzione di Dio nell’anima.

The Mystic’s Dream
The Bonny Swans 
The Dark Night of the Soul (poesia del sacerdote spagnolo San Giovanni della Croce, dal trattato “La Notte Oscura”)
Marrakesh Night Market
Full Circle
Santiago

Cé Hé Mise le Ulaingt? The Two Trees
Prospero’s Speech

A Winter Garden – Five Songs for the Season 1995

integrato in e sostituito da A Winter Garden 2008
La cantautrice scrive nel libretto del CD contenente 5 sole tracce: Questa registrazione è il risultato di una collaborazione di qualche giorno, a luglio 1995, tra alcuni dei musicisti con cui lavoro abitualmente ed altri artisti ospiti. Lo scopo principale è stato quello di analizzare il potenziale presente nella nostra chimica musicale. Come veicolo, ho scelto alcune canzoni natalizie ed invernali poco note, insieme ad una lirica tradizionale inglese da me messa in musica nel 1982 (“Seeds of Love”)Questo periodo, vissuto nel clima molto rurale e confortevole dei Real World Studios nel Wiltshire, Inghilterra, è divenuto un delle esperienze di registrazione più piacevoli che io abbia mai avuto. La compagnia degli artisti e il loro talento musicale sono stati elementi magnifici e stimolanti, pertanto il mio ringraziamento speciale va a tutte le persone coinvolte
Coventry Carol
God Rest Ye Merry, Gentlemen
Good King Wenceslas
Snow (poema di Archibald Lampman)
Seeds of Love

integrazione 2008
The Holly & The Ivy
Un flambeau, Jeannette, Isabelle
The Seven Rejoices of Mary
Noël Nouvelet!
Breton Carol
Gloucestershire Wassail
Emmanuel
In the Bleak Midwinter 

The Book of Secrets 1997

Il cd che decreta il successo di Loreena e la porta ad affrontare una tournée mondiale nella primavera del 1998 ; nell’estate di quell’anno, in prossimità delle nozze,  il  fidanzato annega durante una traversata in barca nel lago Huron, alla sua memoria l’artista dedica il doppio “Live in Paris and Toronto” (1998)

Prologue
The Mummers’ Dance
Skellig
Marco Polo
The Highwayman
La Serenissima
Night Ride Across The Caucasus
Dante’s Prayer

Seguono sette anni di silenzio (ad accezione della collaborazione con i Chieftains per la traccia YOU RAMBLING BOYS OF PLEASURE in Tears of Stone 1999)  e di viaggi per il Mediterraneo tra il 2000 e il 2005, in particolare la Grecia.  Un vagabondare che le aggiudica il nomignolo di Irish gypsy

An Ancient Muse 2006

Alcuni brani di quest’album sono stati presentati in anteprima, all‘Alhambra di Granada (Spagna), nelle date 14, 15 e 16 settembre 2006 per inaugurare il ritorno sulla scena dell’artista ; dei concerti è stato rilasciato un memorabile album live dal titolo “Nights from the Alhambra“.
La pubblicazione dell’album An Ancient Muse è stata seguita da una tournée (nel 2007)
Incantation
The Gates of Istanbul
Caravanserai

The English Ladye and the Knight (poesia di Sir Walter Scott)
Kecharitomene
Penelope’s Song
Sacred Shabbat
Beneath A Phrygian Sky
Never-ending Road (Amhrán Duit)

Traccia bonus
Raglan Road

The Wind That Shakes the Barley 2010

raccolta di brani tradizionali irlandesi riarrangiati dall’artista
As I Roved Out
On a Bright May Morning
Brian Boru’s March
Down by the Sally Gardens
The Star of the County Down
The Wind That Shakes the Barley
The Death of Queen Jane
The Emigration Tunes

The Parting Glass

Lost Souls 2018

con i colleghi storici Caroline Lavelle al violoncello, Hugh Marsh al violino, Brian Hughes alla chitarra e Dudley Phillips al basso.
Spanish Guitars and Night Plazas
A Hundred Wishes
Ages Past, Ages Hence
The Ballad of the Fox Hunter (poesia di William Butler Yeats)
Manx Ayre (dall’isola di Man)

La Belle Dame Sans Merci (poesia di John Keats )
Sun, Moon and Stars (da Israele)

Breaking of the Sword
Lost Souls

STOLEN CHILD

Le fate non sono affatto creature benevole, attratte dalla forza e vitalità del genere umano, rapiscono i bambini e in particolare i neonati, o seducono (a scopo di rapimento) belle fanciulle e giovinetti.
I Rapimenti fatati erano un tempo un tentativo di razionalizzazione del dolore per una morte sconvolgente, quando coglie la vita ancora in boccio. Si trovava consolazione nel pensare che le fate abbiano sottratto quella giovane vita a un triste destino, secondo l’antica religione solo chi è caro agli dei muore giovane!


Si cercava anche di spiegare dei comportamenti anomali, come l’autismo o la depressione, così si diceva che i rapiti ritornati avevano perso l’anima, perchè avevano assaggiato  il cibo delle fate!
Racconti, fiabe e ballate della tradizione celtica sono ricchi di rapimenti fatati e descrivono una vasta gamma di situazioni per mettere in guardia i malcapitati: non bisogna mai fermarsi su di un prato d’erba alta e dentro un cerchio di funghi perchè sono anelli fatati, porte verso l’altro mondo; mai addormentarsi ai piedi di una collina perchè potrebbe essere un tumulo fatato, dimora del castello degli elfi. Ma il pericolo più grande è costituito dal cibo delle fate, perchè chi lo assaggia ne conserva uno struggente desiderio molto spesso fatale.  (vedi)

STOLEN CHILD

Slish Wood and Lough Gill, Co. Sligo (tratto da qui)

E’ la poesia scritta da W. B. Yeats (in The Wanderings of Oisin and Other Poems, 1889)  in cui si descrive per l’appunto un rapimento fatato. Yeats fu uno studioso di mitologia irlandese e appassionato raccoglitore di racconti e leggende sulle fate (ha pubblicato Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry nel 1888 e Fairy Folk Tales of Ireland nel 1892)

La poesia è ambientata nella contea di Sligo, dove il poeta trascorse la maggior parte del suo tempo, “la sua patria spirituale”, “terra dei desideri e del cuore!” e precisamente al Lough Gill un lago a forma di drago, ricco di isolette. Nella poesia descrive anche altre due località care alle fate: Rosses Point nella Baia di Sligo e la cascata di Glencar a metá strada tra Sligo e Manorhamilton, nella contea di Leitrim.

Sono le acque in cui le fate della contea vanno a divertirsi, quelle lacustri di Gill, dove sull’isola di Innisfree accumulano le provviste e banchettano, poi la Baia di Sligo sulla cui rena amano danzare al chiaro di luna, rincorrendo la spuma delle onde che si rifrangono sul bagnasciuga, e infine la cascata di Glencar dove giocano scherzetti alle trote e si fanno la doccia sotto alle felci.

ASCOLTA la poesia recitata da Anya Yalin e illustrata (salta la III strofa)

Stolen Child
W. B. Yeats
I
Where dips the rocky highland
Of sleuth wood in the lake
There lies a leafy island
Where flapping herons wake
The drowsy water rats
There we’ve hid our fairy vats
Full of berries
And of reddest stolen cherries.
Come away oh human child
To the waters and the wild
With a faery hand in hand
For the world’s more full of weeping
Than you can understand
II
Where the wave of moonlight glosses
The dim grey sands with light
By far off furthest Rosses
We foot it all the night
Weaving olden dances
Mingling hands and mingling glances
Till the moon has taken flight
To and fro we leap
And chase the frothy bubbles
Whilst the world is full of troubles
And is anxious in its sleep.
Come away oh human child
To the waters and the wild
With a faery hand in hand
For the world’s more full of weeping
Than you can understand
III
Where the wandering water gushes
From the hills above glen car
In pools among the rushes
That scarce could bathe a star
We seek for slumbering trout
And whispering in their ears
Give them unquiet dreams
Leaning softly out
From ferns that drop their tears
Over the young streams
Come away oh human child
To the waters and the wild
With a faery hand in hand
For the world’s more full of weeping
Than you can understand
IV
Away with us he’s going
The solemned eyed
He’ll hear no more the lowing
Of the calves on the warm hillside
Or the kettle on the hob
Sing peace unto his breast
Or see the brown mice bob
Round and round the oatmeal chest.
For he comes, the human child
To the waters and the wild
With a faery hand in hand
For the world’s more full of weeping
Than you can understand.
Il fanciullo rapito
Traduzione italiano di Roberto Sanesi*
I
Laggiù dove i monti rocciosi
Di Sleuth Wood si tuffano nel lago,
Laggiù si stende un’isola fronzuta
Dove gli aironi svegliano, sbattendo
Le ali, i sonnolenti topi d’acqua;
Laggiù abbiamo nascosto i nostri tini
Fatati, ricolmi di bacche e ciliege
Fra le più rosse di quelle rubate.
Vieni, fanciullo umano!
Vieni all’acque e nella landa
Con una fata, mano nella mano,
Perché nel mondo vi sono più lacrime
Di quanto tu non potrai mai comprendere.
II
Laggiù dove l’onda del chiaro di luna risveglia
Riflessi luminosi nelle grigie e opache
Sabbie, lontano, là presso la lontana
Rosses (3), tessendo danziamo
Tutta la notte le più antiche danze,
Intrecciando le mani e intrecciando gli sguardi
Finché la luna non abbia preso il volo;
E avanti e indietro a balzi
Inseguiamo le bolle spumeggianti,
Mentre il mondo è ricolmo di pene
E dorme un sonno ansioso.
Vieni, fanciullo umano!
Vieni all’acque e nella landa
Con una fata, mano nella mano,
Perché nel mondo vi sono più lacrime
Di quanto tu non potrai mai comprendere.
III
Dove l’acqua zampilla, vagabonda,
Dalle colline sopra Glen-Car
Nei laghetti fra i salici
Dove a stento una stella potrebbe
Bagnarsi, cerchiamo le trote assopite
E bisbigliando, ai loro orecchi doniamo
Ad esse sogni inquieti;
Lievemente sporgendoci
Dalle felci che versano
Le loro lacrime sui giovani ruscelli.
Vieni, fanciullo umano!
Vieni all’acque e nella landa
Con una fata, mano nella mano,
Perché nel mondo vi sono più lacrime
Di quanto tu non potrai mai comprendere.
IV
E con noi egli viene,
Il fanciullo dall’occhio solenne:
Mai più potrà udire i muggiti
Dei vitelli sui tepidi pendii
O la teiera sopra il focolare
Cantargli la pace nel petto,
Né vedere i sorci bruni
Che corrono attorno alla madia.
Perché egli viene, il fanciullo umano,
Viene all’acque e nella landa
Con una fata, mano nella mano,
Da un mondo dove esistono più lacrime
Di quanto egli potrà mai comprendere.

NOTE
* traduzione di Roberto Sanesi da Poesie di Yeats, Mondadori 1974

La poesia fu  messa in musica  nel secolo successivo dal compositore inglese Cyril Rootham
ASCOLTA Stolen Child op 38, la versione per coro e orchestra

A dare notorietà alla poesia nell’ambito della musica folk ci ha pensato Loreena McKennitt con il suo album d’esordio, componendo la melodia.
ASCOLTA Loreena McKennitt in Elemental, 1985 nel video si mostrano i paesaggi nella contea di Sligo tra la foschia, in suggestive albe o crepuscoli

ASCOLTA Cuan Alainn (in inglese Beautiful Harbour) hanno realizzato un arrangiamento in russo della composizione di Loreena McKennitt -2014, testo tradotto da Gregory Kruzhkova per info sul video (qui)
ASCOLTA La versione folk-rock dei Waterboys risale al 1988: che mettono in musica il “ritornello” lasciando il parlato sulle strofe (voce di Tomas Mac Eoin)

ASCOLTA Heather Alexander in Wanderlust 1994, altra melodia

ASCOLTA Hamilton Camp  compone ancora un’altra melodia -piuttosto interessante, con un ritornello molto orecchiabile – e registra il brano con il titolo “Celts” nell’album Sweet Joy, 2006 (su Spotify)
ASCOLTA Merrymouth nell’album d’esordio “Simon Fowlers Merrymouth” 2012, su melodia composta da Simon Fowler/ Dan Sealey /Mike Mcnamara , molto intensaASCOLTA Kate Price (rifacimento della versione Merrymouth) in Songs from the Witches Wood 2009


I
Where dips the rocky highland
Of Sleuth Wood in the lake
There lies a leafy island
Where flapping herons wake
The drowsy water rats
There we’ve hid our fairy vats
Full of berries
And of reddest stolen cherries.
Come away oh human child
To the waters and the wild
With a faery hand in hand
For the world’s more full of weeping
Than you can understand
II
Where the wave of moonlight glosses
The dim grey sands with light
By far off furthest Rosses
We foot it all the night
Weaving olden dances
Mingling hands and mingling glances
Till the moon has taken flight
To and fro we leap
And chase the frothy bubbles
Whilst the world is full of troubles
And is anxious in its sleep.
III
Where the wandering water gushes
From the hills above glen car
In pools among the rushes
That scarce could bathe a star
We seek for slumbering trout
And whispering in their ears
Give them unquiet dreams
Leaning softly out
From ferns that drop their tears
Over the young streams
IV
Away with us he’s going
The solemned eyed
He’ll hear no more the lowing
Of the calves on the warm hillside
Or the kettle on the hob
Sing peace unto his breast
Or see the brown mice bob
Round and round the oatmeal chest.
For he comes, the human child
To the waters and the wild
With a faery hand in hand
For the world’s more full of weeping
Than you can understand.
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Dove l’altipiano roccioso
di Sleuth Wood (1) si immerge nel lago,
laggiù si trova un’isola boscosa (2)
dove il battito d’ali degli aironi,
sveglia i topi d’acqua dormiglioni;
laggiù abbiam nascosto delle fate
i mastelli ricolmi di mirtilli,
e delle più rosse ciliege rubate .
Vieni, fanciullo umano!
alle acque e ai boschi
mano nella mano di una fata
perché il mondo contiene più lacrime
di quante tu possa sopportare (3)
II
Dove l’onda al chiaro di luna tira a lucido le sabbie grigio scuro
lontano, presso la lontana Rosses (4),
per tutta la notte danziamo
la trama dei balli più antichi,
intrecciando mani e sguardi
finché la luna avrà preso il volo;
e avanti e indietro a balzi
inseguiamo le bolle schiumose,
mentre il mondo è ricolmo di pene
e dorme un sonno ansioso.
III
Dove l’acqua errabonda zampilla,
dalle colline sopra Glencar (5)
in pozze fra i giunchi, che a stento una stella potrebbe bagnarsi, (6)
cerchiamo le trote addormentate
e bisbigliandogli nelle teste (7)
doniamo loro sogni inquieti,
sporgendoci piano
dalle felci che piangono lacrime
sui rivoli novelli.
IV
Via con noi egli andò,
il fanciullo dagli occhi gravi:
mai più sentirà i muggiti
dei vitelli sui tiepidi pendii,
o il bollitore sopra il focolare
cantargli la pace nel petto,
nè vedrà i topolini bruni
circolare attorno alla dispensa.(8)
Perché egli viene, il fanciullo umano,
alle acque e ai boschi
mano nella mano di una fata
perché il mondo contiene più lacrime
di quante tu possa sopportare

NOTE
1) Sleuth Wood noto come Slish Wood,  “Sleuthwood by the lake”, un tempo un folto bosco di querce lungo la sponda meridinale  del Lago Gill, gran parte degli alberi vennero abbattuti per procurare il legname necessario agli sforzi bellici della II Guerra Mondiale. Il bosco scende ripido per incontrare l’acqua tra grandi massi coperti di muschio
2) letteralmente “isola di foglie”, è Innishfree (‘Isle of Heather’) l’isola disabitata nel Lough Gill in cui Yeats avrebbe voluto vivere abitando in un piccolo cottage (continua)
3) l’atteggiamento delle fate è compassionevole, il fato del fanciullo (o il mondo degli uomini) è crudele e vogliono evitargli delle sofferenze
4) Rosses Point è una spiaggia nella baia di Sligo, (dalla parte opposta del lago) una popolare località di villeggiatura della famiglia Yeats: una piccola striscia di sabbia e alle spalle una distesa d’erba. All’angolo nord di Rosses c’è un piccolo promontorio di sabbia, rocce ed erba: nessun contadino saggio si addormenterebbe ai suoi piedi per timore di un rapimento fatato
5) è la cascata di Glencar vicino al lago omonimo, nella contea di Leitrim.  Quando il vento soffia da Ovest l’acqua, invece di cadere, s’innalza verso il cielo. Per questo motivo, la cascata viene anche chiamata “il comignolo del diavolo”. Per la verità le cascate sono due, quella più alta e imponente e quella più bassa e più modesta, incastonata tra le rocce e il fogliame con una polla a gradoni
6) le chiazze d’acqua sono così piccole che a malapena rispecchiano le stelle del cielo
7) letteralmente “sussurrando alle loro orecchie” Sebbene i pesci non abbiano l’orecchio esterno, sono tuttavia in grado di udire: gli organi dell’udito sono localizzati nella parte posteriore del cranio ( orecchio interno). I pesci percepiscono i suoni che hanno una frequenza compresa tra i 16 e i 7.000 hertz.
8) la madia con la farina d’avena

ASCOLTA Clann una versione strumentale intitolata Stolen Child (le parole sono solo dei vocalizzi -di Charlotte Oleena- ma che atmosfera!!) in Seelie e di cui la KIN Fables ha prodotto una trilogia: Kin, Salvage, Requiem

FONTI
http://www.turismoletterario.com/blog/viaggio-con-yeats-a-sligo-parte-seconda/

http://walksireland.com/?p=1129
http://www.voicesfromthedawn.com/rosses-point/
http://ireland-calling.com/the-stolen-child-notes-and-analysis/
http://unitalianoasligo.com/archives/42730
http://benvenutiasligo.blogspot.it/2013/05/una-gita-glencar.html
https://www.aransweatersdirect.com/blogs/blog/121549377-glencar-waterfall-and-lake

Noël Nouvelet

Molti canti sulla Natività risalgono al tardo Medioevo e sono originari di una vecchia Europa in cui si parlava francese; i noels raccontano gli avvenimenti ben noti relativi alla Natività di Gesù, a cominciare dalla visione profetica di Isaia, l’annuncio angelico della lieta novella, l’adorazione dei pastori e dei Magi, fino alla presentazione di Maria al tempio (cerimonia ebraica con cui la donna che aveva partorito -e quindi ritenuta impura- veniva riaccolta dalla comunità.)
Il termine francese Noel, ha vari significati: è il giorno della nascita di Gesù, ma anche nome del Messia (Emanuel), o più spesso esclamazione di gioia, una sorta di “evviva”. I testi, dalla versificazione semplice  pur essendo di argomento religioso erano sempre cantati su musiche della tradizione popolare, dal tempo vivace e sostenuto,  vuoi perchè erano l’espressione del sentimento genuino e semplice del popolo, vuoi con precisi intenti moralistici (contrafactum).

NOEL, NOUVELET

Canto natalizio francese del XV secolo che veniva tradizionalmente cantano a Capodanno, il cui titolo si traduce in “Nuovo canto di Natale ricco di notizie, si racconta con semplici parole la novella del Natale: Nouvelet è un vecchio termine desueto che sta per nouvel,  nouveau (nuovo, novello).
Lo troviamo in stampa nel 1483 nella racconta di canti del predicatore francescano Jehan Tisserand (Johannes Tisserandus) , Giovanni il Tessitore, originario di Bourg-en-Bresse (antico ducato di Savoia) e primo noeliste conosciuto. Non era un semplice fraticello bensì un dottore di teologia forse confessore dei reali di Francia.
Nel XVIII secolo si è diffuso anche in Inghilterra in una versione in inglese che traduce il titolo come “Sing we now of Christmas”,  “Noel! A New Noel! “,” Christmas Comes New “. La melodia è diventata anche una danza popolare ed è stata utilizzata per l’inno di Pasqua “Now the Green Blade Riseth”.
E’ uno dei tanti canti di Natale in cui gli angeli portano la buona novella ai pastori, che accorrono ad adorare Gesù bambino, così anche i Re Magi al seguito della Stella portano i loro ricchi doni.

LA MELODIA

L’arrangiamento per arpa di Kathryn Cater

LA VERSIONE IN FRANCESE

Il testo (di 13 strofe) è talvolta riportato in francese medievale, e ne esistono varie versioni, quelle più recenti sono di solito di 4-5 strofe.

Loreena McKennitt in “A Midwinter’s Night Dream.” Dawn Upshaw & Chanticleer (il testo modificato è nelle note)


I
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
Devotes gens rendons (1) a Dieu merci;
Chantons Noel pour le Roi nouvelet;
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
II
En Bethleem’ Marie et Joseph vy’
L’asne et le boeuf’ l’Enfant couche parmy (2);
La creche etait au lieu d’un bercelet.
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
III
L’estoile vint qui le jour esclaircy’
Et la vy bien d’ou j’etois departy
En Bethleem les trois roys conduisaient. (3)
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
IV
L’un portrait l’or’ et l’autre myrrhe aussi’
Et l’autre encens’ que faisait bon senty:
Le paradis semblait le jardinet.
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
V
En douze jours fut Noel accomply;
Par cinq vers sera mon chant finy’
Par chaque jour j’en ai fait un couplet (4).
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale

La gente devota rende grazie a Dio, Cantiamo il Natale per il nuovo Re
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
II
A Betlemme vidi Maria e Giuseppe l’asino e il bue e il bambinello disteso in una mangiatoria invece che in culla
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
III
La Stella vidi che rischiarò a giorno, e appena la videro bene s’incamminarono e a Betlemme i tre Re condusse
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
IV
Uno portò l’oro, e l’altro la mirra
e l’altro ancora
l’incenso che profuma di buono
il recinto sembrava il paradiso
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
V
In 12 giorni fu compiuto il Natale
e di cinque versi sarà il mio canto
per ogni cinque giorni ho fatto un distico, Un nuovo Natale, cantiamo il Natale qui

NOTE
1) oppure crions
2) oppure En Bethleem Marie et Josephis
l’âne et le boeuf, l’enfant couché au lit
3) oppure L’étoile y vis qui la nuit éclaircit
Qui d’Orient ou elle avait sorti.
En Bethleem les trois Rois amenet
4) En trente jours Noël fut accompli.
En douze vers sera mon chant fini
En chacun jours j’en ai fait un couplet
originariamente le strofe erano 13 e i giorni del Natale 30 perchè venivano contati includendo anche il 2 Febbraio cioè la Candelora. Più che al numero dei giorni ci si riferisce al mese  che va dall’Epifania alla Purificazione della Vergine. 
[Il Natale in trenta giorni è stato compiuto.
Tra dodici giorni la mia canzone sarà finita;
In ogni giorno ho fatto un distico]

la festa della Candelora è la festa della purificazione della vergine che coincide con il 2 febbraio: secondo la consuetudine ebraica la donna che partorisce è considerata impura fino al 40esimo giorno. 

Anúna hanno registrato molti canti natalizi, alcuni confluiti anche in due  christmas album “Songs for a Celtic Christmas” (1998) e “Winter Songs” (2002) e in uttimo ne “A Christmas Selection” (2017) un digital album per lo Streaming + Download dei brani più belli remasterizzati e remixati.


I
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Dé-évotes gens, crions à-à Dieu merci !
Chantons Noël pour le Roi nouvelet
Noël nouvelet, Noël chantons ici.

II
Quand je m’éveillai, et j’eus assez dormi,
Ouvris les yeux, vis un arbre fleuri (1),
Dont il sortait un bouton vermeillet.
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
III
D’un oyselet(2) après le chant ouï,
Qui aux pasteurs disait: “Partez d’ici”
En Bethléem trouvèrent l’agnelet
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale

La gente devota rende grazie a Dio, Cantiamo il Natale per il nuovo Re
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
II
Quando mi svegliai che avevo dormito abbastanza,
aprii gli occhi e vidi un albero fiorito
dal quale spuntava un rosso germoglio
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
III
Poi sentii il canto degli angeli,
che dicevano ai pastori “andate”
a Betlemme troverete l’agnello.
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale qui

NOTE
1) è la visione profetica di Isaia e l’albero di Jesse cioè l’albero genealogico di Gesù: dalla cima del ramo (Maria) fiorirà una rosa (Gesù)
2) letteralmente “oyselet” si traduce con piccolo uccello. Sarebbe interessante andare a confrontare le raffigurazione degli angeli in epoca paleocristiana e medievale. I pittori davano forma e colore alle speculazioni della patristica, distinguendo le varie gerarchie angeliche.

continua seconda parte: la versione inglese
FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/noel-nouve.htm
http://www.madbeppo.com/french-songs/noel-nouvelet/
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/noel_nouvelet.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/sing_we_now_of_christmas2.htm
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-sing-we-now-of-christmas
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-french-carol-he-is-born-celebrates-joyous-season

THE HOLLY BEARS A BERRY

La tradizione medievale del Natale voleva che le case fossero decorate da rami di sempreverde, in particolare agrifoglio ed edera, affinche il princio maschile e quello femminile si unissero; l’Agrifoglio emblema del principio maschile nel suo trionfo invernale è così rivisitato dal Cristianesimo e identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo.

THE HOLLY BEARS A BERRY

Illustrazione di Margaret Tarrant (1888-1959)

I fiori candidi dell’agrifoglio sono la purezza di Gesù, le sue bacche rosse sono il sangue versato dal Messia, il margine fogliare acuminato la corona di spine del Re dei Giudei.
L’agrifoglio maschio inizia a fiorire “da grande”, quando ha circa 20 anni e produce dei fiori piccoli e bianco-rosato profumati da maggio a giungo. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo: restano sull’albero per tutto l’inverno costituendo una importante fonte di cibo per gli uccelli. A volte sulle stesso albero compaiono sia i fiori che i pistilli ovarici – come per l’albero del castagno- è la natura che provvede spontaneamente a far riprodurre esemplari isolati oppure è la mano del giardiniere che ha creato un innesto sullo stesso fusto di un ramo femmina e di un ramo maschile (tecnicamente la pianta si definisce dioica..) continua

agrifoglio-inverno

THE HOLLY AND THE IVY

“The Holly and the Ivy” è un inno natalizio che compare in forma scritta in un broadside (in italiano volantino) del 1710, la melodia è fatta risalire (molto genericamente) ad un’antica carol francese; possiamo però affermare, stando ai vari riferimenti contenuti nel testo, che il brano affonda le sue radici quanto meno nel Medioevo. Probabilmente è il canto natalizio sull’agrifoglio più popolare e più registrato nelle Christmas Compilations del quale esistono tantissime versioni e interpretazioni.

LA VERSIONE INGLESE

La melodia diventata standard è quella riportata da Cecil Sharp nel suo “English Folk Carols”, 1911 (raccolta nel Gloucestershire a inizio secolo) riportata anche in “Oxford Book of Carols” 1928 .
In epoca vittoriana era un tipico canto dei questuanti per gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo con le strofe moraleggianti sul messaggio salvifico di Gesù, il peccato e il pentimento.


Versione strumentale di Thad Salter  con arrangiamento per chitarra

Manor House String Quartet (arrangiamento per violini, viola e clavicembalo di Vaughan Jones)

ASCOLTA Medieval Baebes in Mistletoe and Wine, 2003

ASCOLTA Heather Dale in “This Endris Night” 2002


I
The holly and the ivy (1),
Now both are full well grown.
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown.
Chorus
Oh, the rising of the sun (2),
The running of the deer (3).
The playing of the merry organ (4),
Sweet singing in the quire (5).
II
The holly bears a blossom
As white as lily flower;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To be our sweet Savior.
III
The holly bears a berry
As red as any blood;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To do poor sinners good.
IV
The holly bears a prickle
As sharp as any thorn;
And Mary bore sweet Jesus Christ
On Christmas day in the morn.
V
The holly bears a bark
As bitter as any gall;
And Mary bore sweet Jesus Christ
For to redeem us all.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’agrifoglio e l’edera
quando sono entrambi adulti
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
CORO
Il sorgere del sole
il correre del cervo
il suono gaio della ghironda
è amabile cantare intorno al fuoco
II
L’agrifoglio porta un fiore
bianco come il giglio
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per essere il nostro amato Salvatore.
III
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione dei peccati.
IV
L’agrifoglio porta margine acuminato
appuntito come una spina
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
il Mattino di Natale
V
L’agrifoglio porta una scorza
amara come fiele
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione di noi tutti.

NOTE
1) Nella canto si parla solo dell’agrifoglio, molto probabilmente i versi che riguardavano l’edera (vedi contrasti agrifoglio-edera) sono stati sostituiti da quelli su Maria e Gesù. Così si ribalta il principio maschile ed è Maria, la pianta dell’agrifoglio (al femminile) ad essere incoronata Regina dei Cieli.
2) il verso the rising of the sun è riferito al risorgere del sole dopo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno.
hollytapestry3) Franco Cardini riassume in poche frasi tutto il ricco simbolismo riferito alla figura del cervo. “Presso i Celti, il cervo era sacro al “dio cornuto” Cernumn, identificato con l’Apollo ellenico-romano e con la luce diurna, vale a dire con l’eternamente giovane dio Lug. D’altronde, nei miti che riguardano Lug, il cervo gioca un ruolo collegato al ciclo dell’eterno ringiovanimento simboleggiato forse dalle sue corna che cadono e nascono di nuovo, e che è agevole connettere con il solstizio d’inverno e quindi con l’anno nuovo.”
Il “running of the deer” nella strofa del ritornello si riferisce forse alla consuetudine medievale di andare a caccia il giorno dopo il solstizio, trasformatasi in epoca vittoriana in una caccia all’uccellagione con le cui carni si preparava una torta ripiena di Natale.
4) antico strumento dal suono lamentoso simile alla ghironda, trasformato in “organ”, in altre versioni diventa “harp”
5) oppure “sweet singing in the choir”

ALTRE MELODIE

ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1996
The Young Tradition con Shirley&Dolly Collins in “The Holly Bears the Crown” 1969

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008; una versione crepuscolare

Kate Rusby in Sweet Bells 2008

Con un titolo che parrebbe richiamare questa carol Tori Amos canta Holly, Ivy And Rose che tuttavia è tutta un’altra canzone.

Simile a “The Holly and the Ivy” ma nota con il titolo di “Sans day carolo” (The holly bears a berry) è la versione cornica continua

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=42010
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15689
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thehollyandtheivy.html

White are the far-off plains

Nel cd “To drive the cold winter away” (1987) Loreena Mckennitt rende omaggio alla sua terra, il Canada e al suo illustre poeta in lingua inglese Archibald Lampman (1861 –1899)  mettendo in musica la poesia “Snow”. Denominato il “Canadian Keats” Lampman scrisse più di 300 poesie la maggior parte basate sull’osservazione del paesaggio sia rurale che  naturale, ma morì a soli 38 anni per un attacco di cuore; amante della vita all’aria aperta trasse ispirazione dal territorio nei dintorni della città di Ottawa, dove visse per la maggior parte della sua vita; fu amico del poeta Duncan Campbell Scott, che si prodigò per pubblicarne gli ultimi lavori letterari post-mortem.
Lyrics of Earth” è la sua seconda raccolta di poesie pubblicata nel 1895 da Copeland and Day di Boston, tuttavia le vendite furono scarse, sebbene il poeta fosse già noto per le sue pubblicazioni letterarie presso varie e prestigiose riviste inglesi, americane e canadesi.

Tom Thomson: The last snow

ASCOLTA Loreena McKennitt, il brano è riportato oltre che in  “To drive the cold winter away” (1987) anche in “A Midwinter nights dream” (2008) che riprende e amplia l’EP “A winter garden: five songs for the season” del 1995. La prima versione ha un arrangiamento musicale più essenziale, incentrato sull’arpa e il suono lontano del flauto; nella seconda versione si aggiungono violoncello, violino e organetto. La melodia composta dalla McKennitt è una soave ninnananna che rasserena e invita a dolci sogni.

ASCOLTA la prima versione; è questo il secondo album dell’artista canadese ancora improntato alla semplicità e essenzialità della forma (strofe I e da III a VI)

ASCOLTA la seconda versione (strofe I e da III a VI)

ASCOLTA Cedar Breaks in “Tyme, Aspects of Home” 2013: lasciano che sia il violino a portare il lamento, addolcito dalle armonie delle chitarre e dalle voci di Rebecca Croft e Diana Glissmeyer  (strofe I, III, II, VI) il video è prodotto da Norman Bosworth filmato nell’inverno del 2012 presso le Rocky Mountains.


I
White are the far-off plains (1),
and white the fading forests grow;
wind dies out along the heights
denser still the snow,
A gathering weight on roof and tree,
Falls down scarce audibly.
II
The road before me smooths
and fills apace, and all about
The fences dwindle, and the hills
Are blotted slowly out;
The naked trees loom spectrally
Into the dim white sky.
III
Meadows and far-sheeted streams
Lie still without a sound;
Like some soft minister(2) of dreams
The snow-fall hoods me round;
In wood and water, earth and air,
silence is everywhere.
IV
Save when at lonely spells (3)
Some farmer’s sleigh, urged on,
With rustling runners and sharp bells,
Swings by me and is gone;
Or from the empty waste I hear
A sound remote and clear;
V
The barking of a dog,
To cattle, is sharply pealed,
Borne echoing from some wayside stall
Or barnyard far afield;
Then all is silent and the snow falls
Settling soft and slow
VI
The evening deepens and the gray
Folds closer earth and sky
The world seems shrouded far away.
Its noises sleep, and I
secret as yon buried streams
plod dumbly on and dream.
I dream
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Bianche sono le pianure lontane,
e bianche le foreste che si scolorano
il vento svanisce dietro le alture
si addensa la neve,
accumulando peso su tetti e alberi
mentre scende silenziosa.
II
La strada innanzi a me si addolcisce
e si riempie in fretta e tutt’intorno
gli steccati scompaiono e le colline
sono pian piano offuscate;
gli alberi spogli si profilano spettrali
contro il cielo bianco e fioco.
III
Prati e torrenti ricoperti di neve
giacciono immobili senza suono;
come un sommesso Ministro dei sogni, la nevicata mi sovrasta;
nel bosco e nell’acqua, in cielo e in terra, il silenzio è in ogni dove.
IV
Tranne quando sporadicamente
la slitta di un contadino, incitata,
con sottili lame e stridule campanelle, mi scivola accanto e scompare; o sento, dalla landa disabitata un suono remoto e chiaro;
V
l’abbaiare di un cane,
lo scampanare acuto del bestiame
eco partorito da qualche stalla ai bordi della strada o da un aia in lontananza;
poi tutto è silenzio e la neve cade
depositandosi soffice e lenta.
VI
La sera imbrunisce, ed il grigio
unisce cielo e terra
il mondo appare velato e lontano;
i suoi rumori dormono, ed io, nascosto come quel torrente sepolto, persevero silente e sogno.
Io sogno

NOTE
*tratta in parte da qui, la poesia di Archibald Lampman nella versione integrale qui
1)  nella seconda versione diventa fields
2) l’angelo, ministro di Dio, mediatore tra l’uomo e la divinità, ambasciatore; la nevicata  mette tutto a tacere e invita al sonno, ottundendo i sensi sia della vista che dell’udito e ponendo l’io al centro di sè, racchiuso in sè. L’immagine è conclusa nella strofa finale in cui il poeta sogna. L’immagine evoca il cimitero e la morte, l’angelo di pietra ritratto su molte tombe.
3) lonely spells è da intendersi in senso temporale, letteralmente “periodi isolati” infatti nell’originale è scritto “lonely intervals” che ho preferito risolvere con un avverbio

FONTI
http://www.biographi.ca/en/bio/lampman_archibald_12E.html
https://www.kobo.com/it/it/ebook/archibald-lampman

The Mystic’s Dream

Loreena McKennitt legge il libro di Idries ShahI Sufi” (1964) e compone un album  “The Mask and the Mirror” (1994) in cui s’interroga sulla spiritualità e la religione: “…Chi era Dio? E che cos’è la religione, la spiritualità? Che cos’è stato rivelato e che cos’è stato nascosto… qual era la maschera e quale lo specchio?
E lo fa esplorando il misticismo, la violenta, improvvisa, irruzione di Dio nell’anima, la loro unione sacra.
Nella traccia “The Mystic’s Dream“, il sogno del mistico, Loreena scrive un testo che è poesia sufi e compone una musica che è musica sufi e musica celtica insieme, con il nay (il flauto d’Asia) i tamburi e i cordofoni (del sitar, dell’oud),  i Küdum ( piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e gli halile ( piatti in rame ), ma anche il canto gregoriano dei monaci che si leva all’alba, vibra tra le volte di pietra di una cattedrale in Terra Santa; il motivo di questo canto muto è ripreso dalla cornamusa, così oriente e occidente si fondono nella musica.

LA POESIA SUFI

La poesia sufi è il linguaggio segreto dell’amore mistico, del simbolismo e della metafora, scrive Ibn Al-Arabi
Il mio cuore è capace di qualunque forma
un chiostro per i monaci, un tempio per gli idoli, 
un pascolo per le gazzelle, la Ka’ba del pellegrino
le tavole della Torah, il Corano.
L’Amore è il credo che sostengo: ovunque girino
i suoi cammelli, l’Amore è sempre il mio credo e la mia fede.

Date le premesse non sorprende che “The Mystic’s Dream” sia diventata la canzone principale del film per la Tv “Le nebbie di Avalon“, tratto dal romanzo omonimo scritto da Marion Zimmer Bradley nel 1983: la barca scivola nella nebbia e trasporta Morgana e Viviana (la Dama del Lago) verso il magico regno di Avalon.


I
A clouded dream on an earthly night
hangs upon the crescent moon
a voiceless song in an ageless light
sings at the coming dawn
birds in flight are calling there
where the heart moves the stones
it’s there that my heart is longing
all for the love of you
II
A painting hangs on an ivy wall
nestled in the emerald moss
the eyes declare a truce of trust
and then it draws me far away
where deep in the desert twilight
sand melts in pools of the sky
when darkness lays her crimson cloak
your lamps will call me home.
III
And so it’s there my homage’s due
clutched by the still of the night
and now I feel you move
every breath is full
so it’s there my homage’s due
clutched by the still of the night
even the distance feels so near
all for the love of you.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sogno offuscato nella notte sulla Terra,
appeso a falce di luna crescente,
cantico muto, nella luce eterna,
canta all’alba imminente
i richiami degli uccelli in volo (1) là
dove il cuore sposta le pietre (2)
è là che il mio cuore vuole andare
tutto per amor tuo
II
Ritratto appeso tra l’edera sul muro,
incastonato nel muschio di smeraldo,
occhi dichiarano la tregua sulla fede
e allora mi allontana via (3) dove nel profondo crepuscolo del deserto,
sabbia si fonde in cumuli di cielo (4), mentre tenebra adagia il manto cremisi, le tue fiamme mi porteranno a casa
III
Così è là che il mio omaggio è rivolto
circondato dal silenzio della notte
e ora ti sento passare
ogni respiro è colmo.
Così è là che il mio omaggio è rivolto
circondato dal silenzio della notte
anche la distanza sembra così poca
tutto per amor tuo.

NOTE
1) Il volo degli Uccelli simboleggia il desiderio dell’anima di separarsi dall’intelligibile, mentre il cielo significa le alte sfere celesti, dimora dell’intelligibile, quel luogo dove l’anima trae l’ispirazione per elevarsi senza riuscirci perché è impedita dai legami che intrattiene con il corpo.
2) le pietre sono macigni, pesantezze di vita e di animo; preoccupazioni e paure sono chiamate a dileguarsi davanti all’Amore
3) “Diretto” è tutto ciò che non fa ricorso a “intermediari” e proprio per questo è im-mediato, cioè senza mediazione, non fa uso di immagini, di affetti, di prese di coscienza, di ricordi memorizzati nel corso degli anni. La filosofia ci dice che lo stesso soggetto pensante è a sua volta medium nell’azione conoscitiva, perché ha impresse in sé le immagini di ogni oggetto di conoscenza e se ne serve.
Anche il linguaggio, espressione delle innumerevoli immagini che abbiamo catalogato nel fondo della memoria, diviene mediazione dialogica. Cosa avviene allora quando Dio si comunica “direttamente” all’uomo? Egli produce una realtà interiore assolutamente “nuova” e il mistico, così si chiama colui che riceve questa autodonazione divina, vede in qualche modo svanire, scomparire, tutti gli archetipi psicologici, e non può fare riferimento ad alcuna immagine o stato d’animo, non può esprimere tale realtà interiore con un linguaggio umano, perché le parole non si adattano al divino (tratto da qui)
4) lo scioglimento delle nevi nel deserto le cui acque scorrono, evaporano e si elevano verso il cielo sotto forma di nubi piene di pioggia dispensatrice di una vita rinnovata, offerta di Dio alla terra come simbolo della sua rivelazione.

I DERVISCI

Non si odono solo gli strumenti ma la voce stessa dei Sufi, quasi ipnoticamente, ripete la sillaba hu, Lui, Allah, a cui seguono quelle della professione di fede: La illaha illa-llah, “Non c’è Dio all’infuori di Dio”. Così facendo, i Sufi riescono a proiettarsi in una dimensione spirituale e a percepire il suono etereo della Creazione, la voce ineffabile di Dio che l’umanità dimentica quando, nascendo, il corpo materiale imprigiona l’anima. Ma come la canna recisa dalla giuncaia (immagine presa dai poemi di Rumi), l’anima anela continuamente verso il suo Creatore, spinta da una struggente nostalgia. (tratto da qui)

CIELO D’AMORE (Kabir)
Cadono le ombre della sera
lunghe, serrate,
di buio avvolgono il corpo e la mente.
Tu apri la finestra che dà a ponente
perditi nel cielo d’amore.
Bevi il miele stillato dai petali
del loto che hai in cuore.
Lascia che ti penetrino
le onde del mare, le onde
di splendore.
Ascolta,
un suono di conchiglie, di campanelli
si leva dalle acque.
Kabir dice:
«Fratelli,
è Dio in questo vaso,
in questo mio corpo»

FONTI
https://www.esonet.org/wp-content/uploads/2013/05/125453371-Idries-Shah-I-Sufi.pdf
http://www.mistica.it/index.php/14-percorso/12-1-definizione-di-mistica
http://www.demetra.org/index.php/i-classici-della-letteraratura-antica-sp-476846801/63-letteratura-orientale/304-la-poesia-sufi-e-il-suo-simbolismo
http://arabpress.eu/musica-e-sufismo-il-sema/24952/