The Secret of Roan Inish

work in progress

Cinematic transposition of the novel “Secret of the Ron Mor Skerry” by Rosalie K. Fry (1959) it tells of a blood bond between a family community of the island and the selkies. The version of the film is fairly faithful to the novel, but it transposes the story from the islands of Scotland to Ireland, both countries that still retain the same legendary tales about aquatic shapeshifters. (first part)
Trasposizione cinematografica del romanzo “Il segreto di Ron Mor Skerry” di Rosalie K. Fry (1959) si racconta di un legame di sangue tra una comunità familiare dell’isola e le selkie. La versione del film è abbastanza fedele al romanzo, ma traspone la storia dalle isole della Scozia all’Irlanda, paesi che conservano ancora le stesse storie leggendarie sui mutaforma acquatici.
(prima parte)

Selkie Song (An Mhaighdean Mhara)

The soundtrack curated by Mason Daring combines traditional pieces with compositions by the author, in particular “Selkie Song” is taken from a traditional Donegal song in Gaelic entitled “An Mhaighdean Mhara“.
La colonna sonora a cura di Mason Daring accosta brani tradizionali a composizioni dell’autore, in particolare Selkie Song è tratto da un tradizionale del Donegal dal titolo in gaelico “An Mhaighdean Mhara“.

Eileen Loughanne -Selkie Song 1994

I
Is cosuil gura bheath tu, No do rugadh tu an gcrann.
Ta an sneachta go freasach Fa a bhialainn ann.
Do shiuil bi deitil (1), Is do bhealain samh,
Suid thugaibh mEire chinnle (2), Is e an Eire naomh (3).
II
Mathairin mhilis, A duirt Maire Bhain,
Ar bharr na dtoinnti, Is ar bhruach na tra.
Mathair an bharr, Mo mhathair in ard,
Suid thugaibh mEire chinnle, Is e an Eire naomh.
III
Taimse tuirseach, Agus beidh go neal,
Mo bha ar a bhruinne, Is mo phadraic ban.
Ar bharr na dtoinnti, Is ar bhruach na tra,
Suid thugaibh mEire chinnle, Is e an Eire naomh.
English translation*
I
It seems that you have faded away
and abandoned the love of life
The snow is spread
about the mouth of the sea 
Your yellow curly hair
and your gentle mouth,
I give you Mary Kenny (2),
to swim in the Éirne (3)
II
“Sweet Mother” – said blonde Mary
On the crest of the waves,
And the opening of the strand
Maid of the Sea
my mother, my pride”
I give you Mary Kenny,
to swim in the Éirne
III
I am weary now
And soon it will be
my fair maiden
and my pale Pádraig
On the crest of the waves,
And the opening of the strand
I give you Mary Kenny,
to swim in the Éirne
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Sembra che ti strugga
e abbia perso il buon umore.
La neve si accumula
all’imboccatura del mare
i tuoi riccioli biondi
e la tua dolce boccuccia
ecco Mary Kenny
a nuotare nell’oceano

II
“Cara Madre -grida la bionda Maria
sulla cresta delle onde
e l’imboccatura della spiaggia-
Fanciulla del mare
mia nobile madre”
ecco Mary Kenny
a nuotare nell’oceano

III
Sono stanca 
e presto accadrà
la mia bella bambina
e il mio biondo Patrick
sulla cresta delle onde
e l’imboccatura della spiaggia
ecco Mary Kenny
a nuotare nell’oceano

NOTE
1) Do chúl buí daite= Your fair hair
2) la frase è una storpiatura di “Siúd chugaibh Máirí Chinidh”
3) ‘s í ‘ndiaidh ‘n Éirne ‘shnámh= to swim forever in the Éirne

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
https://thesession.org/recordings/4322

The Seal-woman croon/ An Cadal Trom

Marjory Kennedy-Fraser , influenced by the folk tales on the selkie, arranged a Scottish Gaelic song of the Hebrides that is at the origins of the Celtic tale “Mac Codrum of the Seals” (to read in English here)
Suggestionata dai racconti popolari sulle selkie Marjory Kennedy-Fraser arrangiò un canto in gaelico scozzese delle Isole Ebridi che è alle origini della fiaba celtica di Mac Codrum delle Foche

MacCodrum delle Foche

Il re e la regina del Mare del Nord (la leggenda dice che il loro regno si trovava in Norvegia nella Terra di Lochlan), vivevano felici con i loro numerosi figli, ma la regina morì, così nessuno si prendeva più cura dei principini e delle principessine; il  re decise di risposarsi, chiedendo in sposa una misteriosa strega marina che viveva in una oscura foresta sul fondo dell’oceano. Date le premesse la matrigna non poteva che essere gelosa dei figli del re e per pura cattiveria trasformò i loro splendidi corpi in foche, condannandoli a nuotare tra i sette mari durante tutto l’anno.
Neppure il re riuscì a sciogliere il maleficio, i suoi figli potevano riprendere la loro forma originaria solo per un unico giorno dell’anno dal tramonto del sole e fino al crepuscolo successivo (in alcune versioni della leggenda sono invece le notti di luna piena dell’anno). Così le foche cantavano la loro disperazione per il maleficio che le condannava a fuggire dal padre e dal loro reame per vagare nei mari del mondo. 
Accadde che un pescatore dell’isola di Bernaray nelle Ebridi Esterne di nome Roderic MacCodrum del clan dei Donald udisse un giorno un canto proveniente dalle rocce vicino alla scogliera, dove vide i figli e le figlie del Re del Mare ritornati in forma umana.
(leggi in Fiabe Celtiche F. Fornaciani)

Contrary to the version in which the fisherman hides the seal skin to tie the selkie to himself and convince her to marry him, here he returns her to the sea and to his fellows; here is Kenneth MacLeode who describes the legend , in the book “Songs of the Hebrides” as compendium of the gaelic song “An cadal trom” (Deeply sleep).
The seals are the children of the King of Lochlann under spells — Clann Righ Lochlainn fo gheasaibh. Beauty, wisdom and bravery were in their blood as well as in their skins, and that was why their step-mother took the bate of destruction for the, and live she would not unless she got them out of the way. Seven long years did she spend with a namely magician, a-learning of the Black Arts, until at last she was as good as her master at it, with a woman’s wit, forby. And what think ye of it! Did not the terrible carlin put her step-children under eternal spells that they should be half-fish half-beast so long as waves should beat on the shores of Lochlann!
Och! Och! That was the black deed — sure you would know by the very eyes of the seals that there is a kingly blood in them. But the worst is still untold. Three times in the year, when the full moon is brightest, the seals must go back to their own natural state, whether they wish it or no. Their step-mother put this in the spells so that there might be a world of envy and sorrow in their hearts every time they saw others ruling in the kingdom which is theirs by right of blood. And if you were to see one of them as they should be always, if right were kept, you would take the love of your heart for that one, and if weddings were in your thoughts, sure enough a wedding there would be.
Long ago, and not so long ago either, a man in Canna was shore-wandering on an autumn night and the moon full, and did he not see one of the seal lady-lords washing herself in a streamlet that was meeting the waves! And just as I said, he took the love of his heart for her, and he went and put deep sleep on her with a sort of charm that he had, and he carried her home in his arms. But och! och! when she wakening came, what had he before him but a seal! And though he needed all the goodness he had, love put softening in his heart, and he carried her down to the sea and let her swim away to her own kith and kin, where she ought to be. And she spent that night, it is said, on a reef near the shore, singing like a daft mavis, and this is one of her croons — indeed, all the seals are good at the songs, and though they are really of the race of Lochlann, it is the Gaelic they like best.

Contrariamente alla versione in cui il pescatore nasconde la pelle di foca per legare a sè la selkie e convincerla a sposarlo, qui la restituisce al mare e ai suoi simili, così descrive la leggenda Kenneth MacLeod riportandola nel libro “Songs of the Hebrides” a compendio della canzone “An cadal trom”.
Le foche sono i figli del re di Lochlann sotto un incantesimo. La bellezza, la saggezza e il coraggio erano nel loro sangue e nella loro pelle, e fu perciò che la loro matrigna decise di distruggerli, e che non sarebbe vissuta a meno di liberarsi di loro. Sette lunghi anni trascorse con un mago, per imparare la Magia Nera, finché alla fine fu brava come il suo padrone, in aggiunta all’arguzia di donna. E cosa ne pensate! La terribile megera mise i suoi figliastri sotto un eterno incantesimo per metà-bestia e per metà pesce fino a quando le onde si frangeranno sulle coste di Lochlann!
Un’azione malvagia invero- dovreste sapere dagli occhi delle foche, che c’è sangue regale in loro. Ma il peggio deve ancora venire. Tre volte all’anno, quando la luna piena è più brillante, le foche devono tornare al loro stato naturale, che lo vogliano o no. La matrigna ha fatto l’incantesimo in modo che ci fosse invidia e dolore nei loro cuori ogni qualvolta vedevano altri governare il regno che era loro per diritto di sangue. E se vi capitasse di vedere uno di loro come dovrebbe essere sempre, v’innamorereste all’istante, e se i vostri  pensieri fossero rivolti al matrimonio, di certo ci sarà un matrimonio.
Molto tempo fa, e tuttavia non molto tempo fa, un uomo di Canna vagava sulla spiaggia in una notte d’autunno con la luna piena, e chi ti vide se non una donna-foca che si lavava nella corrente! E come ho detto, il suo cuore si innamorò di lei, e lui le andò vicino e l’affascinò con lo sguardo, facendola cadere in un sonno profondo, e la portò a casa tra le sue braccia.
Ma quando lei si risvegliò lui vide solo una foca! Facendo ricorso a tutta la sua bontà d’animo, con il cuore mosso a compassione, lui la portò giù al mare e la lasciò andare a nuoto verso i suoi consimili, dove avrebbe dovuto stare. E lei trascorse quella notte, si dice, su una scogliera vicino al mare, cantando come a perdifiato, e questo è uno dei suoi lamenti- anzi, tutte le foche cantano bene, e se appartengono alla stirpe di Lochlann, è il gaelico che preferiscono!

Selkie by Jessica Shirley

Joan Busby in Songs of the Hebrides 2010 (chorus, I, III)

Chorus
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho (1)
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho ho ro
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho
An cadal trom ‘san deachaidh mi
I
Tha mo chlu-as ag an cras gail dhonn
Anns an lonn ar-as gheal o ho
Tha mo dhuan ag an gair-iéh thonn
‘Se’n cad-al trom a dhealaich sinn.
II
Tha mo ghru-ag ach-sa fa-da thall
Air na dàimh sgeir-e gheal o hi
Fàth mo ghruamain gu’n d’rinn mi chall
‘Se’n cad-al trom a dhealaich sinn.
III
Bidh mi mair each a’ snamh nan tonn
Thar an lonn ar-as gheal o hi
Ni mi àbh achd le gràdh-an donn
An cad-al trom cha dhealaich sinn

English version
Chorus
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho (1)
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho ho ro
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho
An cadal trom ‘san deachaidh mi (2)
I
Pillowed on the sea-wrack (3), brown am I (4) 
On the gleaming white-sheen sand
Lulled by the sweet croon of the waves I lie
Did slumber deep, part thee and me (5)
II
Far away, my own gruag-ach (6) lone
On the gleaming white-friend reefs
Lies that cause of all my moan
Did slumber deep, part thee and me
III
On the morrow shall I, o’er the sound (7)
O’er the gleaming white-sheen sand
Swim until I reach my loved one brown
Nor slumber deep, part thee and me
Traduzione italiano Cattia Salto
Coro
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho ho ro
Bheir mi hiù-ra bho nail-e bho
il sonno profondo in cui sono caduta
I (Foca)
Avvolta nelle alghe a terra, scura sono
sulla serica sabbia bianca scintillante
cullata dal dolce mormorio delle onde rimango,
dormire profondamente o separarci?
II (pescatore)
Lontano la mia fanciulla solitaria
sulla bianca scogliera amica scintillante 
giace la causa del mio lamento:
dormire profondamente o separarci?
III (foca)
Domani dovrò, oltre la baia,
oltre la serica sabbia bianca scintillante,
nuotare fino a raggiungere i miei amati scuri
non dormirò e ci separeremo

NOTE
1) non sense verses [ i vocalizzi sono in simil gaelico e non hanno un significato]
2) in english “the deep sleep into which I went”
3) seaweed cast ashore in masses [le alghe spinte dal mare sulla spiaggia]
4) she is a ‘dark one.’ Unlike the many irish blondes (or with red hair), a selkie is a true ‘black Irish’ with dark long hair, wavy, full curls, skin as porcelain, and striking dark eyes [A differenza delle molte bionde irlandesi (o con i capelli rossi), una selkie è un irlandese “scuro” autentico , con capelli scuri lunghi, ondulati e ricci, pelle di porcellana e intensi  occhi scuri]
5) deachaidh =Go, proceed, move, travel, walk. – to fall; the sentence has an interrogative form; sunn= we, us
6) “The long-haired one” and also sea maiden from the Gaelic “gruag, gruagach”
7) sound geography:  is a large sea or ocean inlet

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
https://terreceltiche.altervista.org/gruagach-mhara-a-gruagach-or-a-selkie/
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Selkie_statue_in_Mikladalur.jpeg
https://www.electricscotland.com/POETRY/purves/MacCodrum.pdf
http://echoes.devin.com/selkie/croon.html

Celtic Music and Electronic Music: Clannad & Enya

Leggi in italiano

From Gweedore, a small town in Donegal which boasts the largest number of musicians per square meter, in the early 70’s three children of the Brennan family (Ciáran, Pól, Máire) and two uncles of the Duggan family (Noel and Padraig) founded the Clannad, an clann as Dobhar, “the original family of Dore”, a musical group linked by blood but also by the same passion for traditional Irish music (and the music of the Pentangle): harp, mandola, flute, guitar and electric bass and above all the voice of Máire (Moya).
The atmospheres are delicate, the songs are in Gaelic, but the turning point comes in 1982 with Fuaim (pronounced fùum “Sound”) when the group appears in sextet with the addition of the younger sister Eithne (Enya) – in the group from 1979.

An tull ‘(the apple) is a traditional piece in Irish Gaelic arranged by Ciarán Brennan & Pól Brennan

English translation
I
I have a new story to tell you
It’s good crack and chat over drink
A fine lovely apple I put in my pocket (1)
And all I found was a seed potato
Chorus:
Oh sadly my eyes cry
After that fine yellow apple
And the lovely young woman
who gave it to me
And I’d give a pound to taste it again
II
I walked Clare Island and Fastnet rock
The bays of of Béara Island were before me on the way
Puinte na nGréige and Dorsaí Maola
The raven and the calf outside of Bhaoi (2)
III
I walked through Cualach because I was sad
The northern parish and Eyeries
On the Island of Muarseadh a young man told me
That I wouldn’t get word of her until I’d tie the knot (3)
IV
I walked through Cobh and Ballinamoney
Cathar Tún Tóime and Sherkin Island
On the east coast someone told me
That it was the laughing stock of Kenmare
Irish Gaelic
I
Tá scéilín nua ‘gam le h-insint dóibhse
Cúrsaí spóirt agus comhrá dí
Úll breá gleoite do chuireas i mo phóca
‘S ni bhfuaras romham ach prátín síl
Curfá:
Ó mo thuirse mar shileann mo shúile
Indiadh an úll ud a bhí breá buí
An óig-bhean uasal bhí t’reis é thabhairt domh
‘S do thabhairfinn púnt ar é bhlaiseadh arís
II
Do shiúlais Cléire agus Carraig Aonair
Cuanta Béara bhí romham sa tslí
Puinte na nGréige ‘gus na nDorsaí Maola
An fhiach ‘s an lao taobh amuigh de Bhaoi
III
Do shiúlais Cualach mar a bhíos buartha
An pharoiste thuaidh a ‘s na hAdhraí
San oileán Muarseadh d’inis dom buachaill
Nach bhfáilghinn a thuairisc go dtéinn thar snaidhm
IV
So shiúlios Coíbh agus Baile na Móna
Cathair Tún Tóime ‘gus Inis Seircín
Soir ar a chósta sea d’inis domh stróinse
Go rabh sé ‘na sheo acu ar Sráid Néidin

NOTE
1) the apple is a metaphor for sex
2) probably the local name given to rocks due to their shape or shape
3) way of saying to get married

The song that climbs the charts bringing the group to the forefront is however “Theme from Harry’s Game” from the BBC television: it is the music that will distinguish them in the years to come, evocative sound carpets, solemn and majestic choirs, something of mystical in that fairy and magical Gaelic.

Moya Brennan vs Enya

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è enya.jpg“Enya” was Enya’s debut album in 1987 and was reprinted in 1992 with the title “The Celts” when the singer was now known internationally (an extraordinary success achieved without having practically ever done a live concert). Originally the musical project was born as a soundtrack to the BBC documentary on the Celts (broadcast in 1986) electronic music in post-production, composed in front of a synthesizer to which are added multiple overlaps and the “ethereal” effects that are the style of Enya.
That supernatural aura is a product of the most modern musical technology and the collaboration of three minds: Enya who composes the music (filtering his background of classical studies and traditional Irish music), plays (superbly) the keyboard and sings; Nicky Ryan, the producer and arranger (who had the genius to apply the technique of multivocals, the choirs with the overdub, to the voice of Enya) and Rome Shane Ryan who writes the lyrics in different languages ​​(English, Gaelic, Spanish, Latin and languages tolkeniane).
Not least important are the videos punctually produced for the launch of the albums, which to a good extent satisfy the need for artistic visibility for the audience of a musician who does not like performing live.

THE CELTS

THE PLOT

Between a flight of doves, the crown of sovereignty (the Celtic inheritance) is placed in a silver casket from two white-dressed girls, in a fade of light emerges a lady (Enya) riding a white steed and wearing on the long robes of medieval style with a red cloak edged and gold embroidery.
While the tolling of the bell rung by the Christian monks marks the beginning of the melody, the dame goes beyond the hall of the turreted castle (in whose courtyard the bell is found) and gallops past the long wooden bridge that joins the islet to the mainland.
On the fade it appares the image of the two girls wrapped in a supernatural light, they await the arrival of a knight, who kneels before them.
The scene takes place within the walls of a ruined castle, decked with red drapes and swept by the wind, in one corner a sword stuck in the rock (a tribute to the Arthurian myth); after delivering the treasure chest, the two ladies head towards a Magical Portal decorated along the edges with embossed friezes, beyond which opens the vision of the World of men: we understand that girls are two fairy creatures in the Other World gazing the world of men.
The face in the foreground of Enya connects the continuation of the story, even the knight is now in the real world (and the colors are more vivid) and is in search of the lady.
The lady, after having gone into the woods, reaches a gorge where she meets a sylvan creature, the guardian spirit of the place. Here Enya begins to sing and we see her following the guardian spirit on foot, who reveals a cave suffused with an unearthly light in which an old king with a white beard (king Arthur) is sleeping on a golden throne. The king holds in his hands a stick surmounted by an emblem depicting a rooster with a dragon’s tail (still a reference to the Celtic heritage): the fairy teases him with a feather and the king wakes up from sleep and beats the his stick on the ground; a crepuscular light darts among the leaves of a majestic oak in a swirl of leaves, the image of one of the two girls next to the sword in the rock that rises awakened by the thunder appears in fading: in the sky shrouded in clouds a lightning and as soon as the fog clears we see a floating boat carrying the lady (the tribute here goes to the lady of Shalott and to the painting by John William Waterhouse).
Here, finally, even the knight reaches the river and the shore on which the boat has landed and kneeling when the lady opens the fairy chest from which a very white light is released that dissolves everything.


Life of lives (1),
Beginning to the end.
We are alive
Forever.
Hi-ri, Hi-ro, Hi-ri.
Hoireann is O, ha hi, ra ha, ra ho ra.
Hoireann is O, ha hi, ra ha, ra ha ra.
Hi-ri, Hi-ra, Hi-ri.
Saol na saol,
Tus go deireadh.
Ta muid beo
Go deo.

NOTE
1) to say: “for ever” or “endless world”

OF THIS LAND

“Of this Land” in the “Landmarks” 1997 album (John McSherry, Ian Parker, Anto Drennan, Deirdre Brenna), summarizes the misty and melancholy atmospheres that characterized the Celtic music of those years, the instruments are traditional, but the keyboards and the synthesizers introduced at the time by Enya, who has now embarked on a dazzling solo career, are the characteristic sound carpet of the Clannad and their mysticism: in the Nineties the group returns to the celtic spirituality that had distinguished them before the pop drift, and recorded four “artistic maturity” albums: Anam, Banba, Lore and Landmarks.


I
How gentle was the breeze
that surrounded the way
How loud the sea’s roar on the four
winds everyday
Sharing love, wounded gifts (1) from
ancient long ago (2)
together they closed in
the circles we know
[CHORUS:]
Will we treasure all the secrets
with life’s changing scenes (4)
Where our hearts were warm with love
So much love
Will the flowers grow again
as I open out my hand
Precious time
Time for healing
The beauty of this land
[repeat Chorus]
II
How soulful those words
that confuses the way
How wild the mountains stare
as they guard our everyday
Take for granted noble hearts
in the golden age that’s flown
Between us recall on
a strong road
we’ve known
[Chorus]
“Of this land “is a tribute to Ireland and the text is obscure, patinated by legend.
NOTE
1) shared love (given and received) versus a wounded gift, offended in a broad sense betrayal, on the one hand the true love and from the other false love
2) I am reminded of the phrase coined by Robert Burns auld lang syne
3) “Through all the changing scenes of life” is a hymn

In 1995 Pól Brennan left the group for a solo career and Moya devoted herself to her solo musical projects starting from 1992 with the album Máire.
Formally the Clannad never broke up even though they took a good record break after the release of Landmarks, the last studio album is 2013 Nádúr (Nature)

Follow the reviews of Enya and Clannad on Terre Celtiche BLOG  with
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LINK

http://www.ondarock.it/popmuzik/clannad.htm
http://www.folkbulletin.com/clannad-christ-church-cathedral-arc-music-eucd-2441/
https://currerjames.wordpress.com/2008/10/21/il-disco-watermark-di-enya/
http://www.radioswisspop.ch/it/banca-dati-musicale/musicista/21538b32cbaf701a79012661b70c99d0460d6/biography
http://www.pathname.com/enya/celts.html

http://www.celticlyricscorner.net/clannad/antull.htm
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/antull.htm
http://www.bearatourism.com/bweyeries.html
http://www.taramusic.com/sleevenotes/cd3008.htm

http://enya.sk/lyrics.php

Het Lied van Heer Halewijn

Lady Isabel and the Elf Knight (Child ballad #4) defines a very specific theme of popular narrative through song, the Bluebeard of fairy tales. 
Lady Isabel and the Elf Knight
(Child ballad #4) 
è diventato il titolo con cui per convenzione si definisce un tema ben preciso delle ballate popolari, il tema del predatore, il Barbablù delle fiabe.

llustrazione di Hendricus Jansen

“Heer Halewijn” is a popular ballad of the Dutch / Flemish tradition, the first text of literature in ancient Dutch, rediscovered in full romanticism and still sung by folk groups in the great wave of folk revival of the 1970s. The first printed version we find in a collection of the fifteenth century but the ballad dates back at least to the thirteenth century. The mythological themes addressed in the ballad are much more ancient than the Middle Ages and recall the pre-Christian Germanic / Celtic culture, starting with the elf knight, or at least a creature endowed with magic, in the role of the sexual predator and “multiple uxoricide“. This creature is often associated with water and some scholars identify it with the mythological Germanic / Scandinavian nix , a solitary male aquatic spirit that attracts its victims with music, a shapeshifter that could present itself with the appearance of a horse or a beautiful man (see more).
Heer Halewijn attracts women in the thick of the forest with his magic song and then kills them by making them dangle from the branches of a tree. But a princess of rare beauty succeeds in deceiving him and cutting off his head.
“Heer Halewijn” è una ballata popolare della tradizione olandese/fiamminga, il primo testo di letteratura in antico neerlandese, riscoperto in pieno romanticismo e ancora cantato dai gruppi folk nella grande ondata del folk revival degli anni 1970. La prima versione stampata la troviamo in una raccolta del XV secolo detta “Antologia d’Anversa”, ma la ballata risale quantomeno al XIII secolo. I temi mitologici affrontati nella ballata sono molto più antichi del Medioevo e richiamano la cultura germanica/celtica pre-cristiana, a cominciare dal cavaliere elfo, o comunque una creatura dotata di magia, nei panni del predatore sessuale e “uxoricida multiplo”. Questa creatura è spesso associata all’acqua e alcuni studiosi l’identificano con il mitologico nix germanico/scandinavo, uno spirito acquatico maschile solitario che attira le sue vittime con la musica, un mutaforma che poteva presentarsi con l’aspetto di un cavallo oppure di un uomo bellissimo (continua).
Messer Alichino attira le donne nel folto della foresta con il suo canto magico e poi le uccide facendole penzolare ai rami di un albero. Ma una principessa dalla rara bellezza riesce a ingannarlo e a mozzargli la testa.

THE TALKING HEAD
[LA TESTA PARLANTE]

lens2333511_99f4-f6a50The head of Heer Halewijn, however, can still talk and order the girl to play his horn, so that his friends hear it and can come and help him. Faced with the girl’s refusal, the knight’s severed head insists: “Rub me with sage on my bloody neck and I will heal!” (translated from here)
La testa di Heer Halewijn, però, può ancora parlare e intima alla fanciulla di suonare il suo corno, in modo che i suoi amici lo sentano e possano venire ad aiutarlo. Davanti al rifiuto della ragazza, il capo mozzato del cavaliere insiste: “Strofinami della salvia sul collo insanguinato e guarirò!” (da qui)

For the Celts (and the Norse) the head was the home of the Soul and in particular of the value of a warrior, preserving the enemy’s heads was equivalent to possessing a talisman, so the elf’s head has much in common with that of the giant Mimir, kept alive by the magic of Odin to be consulted as an oracle.
Per i Celti (e i Norreni) la testa era la dimora dell’Anima e in particolare del valore di un guerriero, conservare le teste del nemico equivaleva a possedere un talismano, così la testa dell’elfo/nix ha molto in comune con quella del gigante Mimir, mantenuta in vita dalla magia di Odino per essere consultata come oracolo.

Rum in Rum 2 1974

Heer Halewijn zong een liedekijn;
Al die dat hoorde wou bij hem zijn.

En dat vernam een koningskind,
Die om haer schoonheid zoo werd bemind.

Zij ging voor haren vader staen;
‘Och vader, mag ik naer Halewijn gaen?’

‘Och neen, gij dochter, neen gij niet!
Die derwaert gaen en keeren niet.’

Zij ging voor haren broeder staen:
‘Och broeder, mag ik naer Halewijn gaen?’

“‘t Is mij aleens waer heen gij gaet,
Als gij uw eer maer wel bewaert”

En gij is dan naer haer kamerken gegaen
En trok haer allerschoonste kleeren aen.

Toen trad zij al haer vaders’ stal,
En koos daer ‘t besten ros van al.

Schrijlings zette zij zich op het ros:
Al zingend en klingend reed zij door ‘t bosch.

Als zij te midden ‘t bosch moge zijn.
Daer zag zij heer Halewijn.

‘Gegroet!’ zei hij, en kwam tot haer.
‘Gegroet, gy schoone maegd, Gegroet
bruin oogen klaer!’

‘Vermits gij de schoonste maget zijt,
Zoo kiest uw dood! Het is nog tijd.’

‘Vermits ik hier dan m’n dood kiezen zal,
Zoo kieze ik dan het zwaard voor al.

Maer trekt eerst uit uw opperst kleed,
Want maegdenbloed dat spreit zoo breed;

Maer eer dat zijn kleed getogen was,
Zijn hoofd lag voor zijn voeten ras;

Zij nam het hoofd al bij het haer
En waschte ‘t in een bronne klaer.

Toen ze aen haer vaders poorte kwam,
Zij blaesde den horen als eenen man.

Daer werd gehouden een banket;
Het hoofd werd op de tafel gezet.

English translation
Lord Halewijn(1) sang a song (2),
all who heard it wanted to be with him.
And that became known to a king’s child,
who was very beautiful and beloved.
She stood befor her father:
‘Oh father, may I go to Halewijn?’
‘Oh no, you daughter, no not you:
none who go there, ever return!’
She stood befor her brother (3):
‘Oh brother, may I go to Halewijn?’
“I will agree, that you can go,
as long as you keep your honour”
She then went to her room
and put on her finest clothes (4).
She went into her father’s stable/ and there she chose the best steed of them all.
She sat herself astride on the steed:
And singing (5) and riding through the woods.
When she was in the middle of the forest,
She found lord Halewijn.
‘Greetings -he said, and came to her-
Greetings, beautiful maiden, Greetings clear brown eyes
‘Because you are the most beautiful maiden,
you may choose your death! there is still time.’/”Well, if I have to choose here,
I choose the sword above all.
But first take off your upper cloth.
Because a maiden’s blood spreads far”
But before his cloth was taken off,
his head already lay before his feet;
She took the head by the hair (6),
and washed it clear in a well (7).
When she arrived at her father’s gate,
she blew the horn like a man.
There was held a banquet (8),
And the head was put on the table (9).
traduzione italiano Cattia Salto
Messer Alichino cantava una canzone e tutti coloro che la sentivano volevano stare con lui.
E questa era l’intenzione di una figlia di Re, che era molto bella e amata.
Andò dal padre dicendo:
“Oh padre posso andare da Alichino?”
“Oh no figlia, non puoi: nessuno di coloro che c’è andato e più ritornato”
Andò dal fratello dicendo:
“Oh fratello posso andare da Alichino?”
“Ti do il mio consenso per andare,
purchè tu mantenga il tuo onore”
Allora lei andò nella sua stanza
e si mise gli abiti più belli
andò nella stalla del padre
e scelse il migliore destriero tra tutti:
montò sul cavallo
e andò cantando e cavalcando verso il bosco.
Quando fu nel folto della foresta
trovò Messer Alichino.
“Benvenuta -disse andando verso di lei-
benvenuta,  benvenuta, bella fanciulla dagli occhi color nocciola
poichè sei la più bella fanciulla, puoi scegliere la tua morte fin che sei in tempo!”
“Beh, se devo decidere qui,
preferisco la spada.
Ma prima levati la tua casacca, perchè il sangue di una vergine schizza lontano”
Ma prima che si levasse l’abito
la sua testa già giaceva ai suoi piedi;
lei prese la testa per i capelli
e la lavò bene in un pozzo.
Quando arrivò all’ingresso del castello di famiglia, soffiò nel corno come un uomo.
Si teneva un banchetto
e la testa venne messa sulla tavola.

NOTE
1) some scholars underline the similarity between the name Halewijn and Harlequin (Halloween) and interpret it as a deity of the Otherworld that requires a sacrifice for the welfare of the community (the return of the spring) to the god of the underworld / winter. Erlenkönig (King Erlen) is an elf of Scandinavian mythology, Herla King (King Herla) leads a “hellish hunt” of souls and howling beasts in stormy nights (the wild hunt) Called by Dante Alighieri Alichino
alcuni sottolineano la somiglianza tra il nome  il nome Halewijn con Arlecchino (Halloween) e lo interpretano come una divinità dell’Altromondo che richiede un sacrificio per il benessere della comunità (il ritorno della bella stagione) al dio del mondo sotterraneo/inverno. Erlenkönig (Re Erlen) è un elfo della mitologia scandinava, Herla King (Re Herla) è alla guida di una “masnada infernale” di anime e belve ululanti nelle notti di tempesta (la caccia infernale). Dante Alighieri lo cita nella quinta bolgia con il nome di Alichino, traducendo dall’Harlequin francese (o Herlequin o Hellequin)
2) the music was an instrument for spells in ancient times, in particular the melody played by the elf’s horn is an irresistible song to the ears of the girls, like a siren’s song. It is the demon lover equivalent to the Queen of Fairies (the dame sans mercì) who brings her knight-lovers to death.
la musica anticamente era uno strumento per gli incantesimi, in particolare la melodia suonata dal corno dell’elfo è una nenia irresistibile alle orecchie delle fanciulle, come canto di sirena. E’ l’amante demone equivalente alla Regina delle Fate (la dame sans mercì) che porta alla morte i suoi cavalieri-amanti.
3) in the Nordic sagas the figure of the brother (major) is of equal importance compared to the paternal figure and in the Carolingian culture he was the one who watched over the honor of the sisters
nelle saghe nordiche la figura del fratello (maggiore) è di pari importanza rispetto alla figura paterna e nella cultura carolingia era colui che vegliava sull’onore delle sorelle
4) in the ballad there is a long description of the beautiful dresses and the magnificent jewels worn by the princess; in later versions, nice clothes and jewelry (as well as some gold bags) are the main motive for the murder
nella ballata ci si dilunga nella descrizione dei begli abiti e dei magnifici gioielli indossati dalla principessa; nelle versioni successive begli abiti e gioielli (nonchè qualche borsa d’oro) sono il movente principale per l’omicidio
5) also the princess sings, it is a counter spell that will allow her to escape the magic-seduction of the elf. The girl definitely takes on the appearance of a warrior girl, strong and courageous who faces the dangers of the forest with the intention of defeating the elf-demon that dwells there
anche la fanciulla canta, il suo è un contro incantesimo che le permetterà di sfuggire alla magia-seduzione dell’elfo. La fanciulla assume decisamente l’aspetto di una ragazza guerriera, forte e coraggiosa che affronta i pericoli della foresta con l’intenzione di sconfiggere l’elfo-demone che vi alberga
6) the stanzas in which the head speaks are omitted
sono omesse le strofe in cui la testa parla
7) the fairy context is evident we find ourselves in the greenwood next to a sacred well, the elf is the guardian spirit of those magical waters to which sacrifice is bestowed, except that now it’s the elf’s head to being cutted. Our heroine is a warrior girl, the strong and courageous teenage virgin.
il contesto fatato è evidente ci troviamo nel bosco più fitto accanto ad un pozzo sacro, l’elfo è lo spirito guardiano di quelle acque al quale è tributato il sacrificio, senonchè è la testa dell’elfo a essere mozzata. La nostra eroina è una ragazza guerriera, la vergine adolescente forte e coraggiosa 
8) probably the banquet was held just to celebrate the victory of the  maiden
probabilmente il banchetto si teneva proprio per festeggiare la vittoria della fanciulla
9) abrupt and disturbing conclusion with the head – presumably alive on the table
brusca e inquietante conclusione con la testa -presumibilmente viva- posata in tavola

LINK

http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/essay5.ht
http://www.geocities.ws/reginheim/heerhalewijn.html

“What women really want” /“King Henry”

The centuries go by, but the big questions and the answers are still the same, so in the film directed by Nancy Meyers “What Women Want” (2000) it is revisited in a contemporary key the story of the medieval ballad  entitled “King Henry“.
[Passano i secoli ma le grandi domande e le risposte restano sempre le stesse, così nel film diretto da Nancy Meyers “What Women Want” (in italiano “Quello che le donne vogliono”) (2000) si rivisita in chiave contemporanea la storia della ballata medievale intitolata “King Henry”:]

This ballad to ask the question and give the answer, however, recalls the language of the fairy tale and so re-elaborates the story of “Beauty and the Beast“: it is King Henry who agrees to sleep next to a monstrous woman and she will transform in a beautiful lady.
In the ballad the magic is accomplished because the man submits completely to the will of a woman, and here is the answer to the question
“What do women want?”
-The power on men!
[La ballata medievale per porre la domanda e darsi la risposta ricorre tuttavia al linguaggio della fiaba e così rielabora al femminile la storia di “Bella e la Bestia”: è re Enrico ad accettare di dormire accanto ad una donna dall’aspetto mostruoso che si trasformerà in una bellissima fanciulla.
Nella ballata la magia si compie perchè l’uomo si sottomette completamente al volere della donna, ed ecco la risposta alla domanda
“Cosa vogliono le donne? “
Il potere sugli uomini!]
A similar story can be found in the scandinavian saga of Hrólfr Kraki and in the Celtic tale of Diarmuid and the daughter of the King of the Otherworld, while in The Wedding of Sir Gawain and Dame Ragnelle the narration depicts a typically courteous and arturian context. Later also Chaucer claims the story in his novel “The Wife of Bath’s Tale” (Canterbury’s Tale)
[Un racconto analogo lo ritroviamo nella saga norrena di Hrólfr Kraki e nel racconto celtico di Diarmuid e la figlia del Re di Altrove, mentre nelle Nozze di Messer Galvano e Madamigella Raganella (The Wedding of Sir Gawain and Dame Ragnelle) la narrazione si cala in un contesto tipicamente cortese e arturiano. Più tardi anche Chaucer inserisce la storia nella sua novella “The Wife of Bath’s Tale”]


The Wedding of Sir Gawain and Dame Ragnelle
[Messer Galvano e Madamigella Raganella]

King Arthur, chaising a deer, encounters Sir Gromer heavily armed and angry with him because he dared to give the lands belonging to his family to Sir Gawain. Instead of killing Arthur, Gromer subjects him with an enigma “What is the most desired thing for all women?” Arthur will have a year to find the answer and saving his own life.
[Artù nell’inseguire un grosso cervo s’imbatte in Messer Gromer armato di tutto punto e arrabbiato con il re perchè aveva avuto l’ardire di donare le terre appartenute alla sua famiglia a Messer Galvano. Gromer  invece di uccidere  Artù gli sottopone un enigma “Qual’è la cosa più desiderata da tutte le donne?” Artù avrà tempo un anno per trovare la risposta e avere salva la vita.]
The year passes and Arthur has many answers but none seems the right one, when he meets Dame Ragnelle, a woman horribly ugly and deformed, willing to solve the enigma only in exchange for the wedding with Sir Gawain, the most beautiful knight of the Realm.
[Passa l’anno e Artù ha tante risposte ma nessuna gli sembra quella giusta quando incontra Madamigella Raganella, una donna orribilmente brutta e deforme, disposta a risolvere l’enigma solo in cambio delle nozze con Messer Galvano, il più bel cavaliere del Reame.]
Gawain agrees to marry Ragnelle and all the courtiers are horrified by the ugliness and the voracity of the bride during the banquet. When it comes time to go to bed Ragnelle asks for a kiss and as soon as they kiss, the loathly dame turns into the most beautiful lady. Perplexed and dazed Sir Gawain asks her “Who are you?” and the lady answers “I am your loving bride”  But this isn’t over: Ragnelle explains she is the victim of a spell and she can keep her beautyful appearance only for half a day, it is up to her husband to decide if he prefers her beauty at night (in his bed) or her beauty during the day (for the all court ). And Gawain answers “You decide” and breaks the spell forever.
[Galvano accetta di sposarsi con Raganella e alle nozze sfarzose partecipa tutta la corte. Tutti inorridirono davanti alla sua bruttezza e alla voracità della sposina durante il banchetto. Arrivato il momento di andare a letto Raganella chiede un bacio e non appena si baciano la megera più brutta si trasforma nella più bella delle belle.  Perplesso e frastornato Galvano chiede “Chi siete” e la fanciulla risponde “Sono la vostra amorevole sposa”. Ma non finisce qui: Raganella spiega che essendo vittima di un incantesimo può mantenere il suo aspetto solo per metà giornata, spetta al marito decidere se la preferisce bella di notte (nel suo letto) o bella di giorno (davanti a tutta la corte). Ed ecco Galvano che risponde “Decidi tu” e spezza per sempre il maleficio.]

The answer to the riddle that only Ragnelle (that is, the woman made grotesque by the fear of men) knows: it is the women autonomy or the sovereignty of their lives. But since the male and female principles are interrelated, they depend on each other, so Ragnelle’s self-determination depends on Ragnelle’s relationship with Gawain.
As we can see the answer is not exactly the same as before, the autonomy and self-determination of the women does not necessarily mean that they have power over men, not as the patriarchal society has exercised male power over women.
[La risposta all’enigma che solo Raganella  (cioè la donna resa grottesca dalla paura degli uomini) conosce è: l’autonomia o la sovranità della propria vita. Ma poichè il principio maschile e quello femminile sono correlati tra loro, dipendono uno dall’altro, così l’autodeterminazione di Raganella dipende dal rapporto di Raganella con Galvano.
Come si vede la risposta non è esattamente la stessa data in precedenza, l’autonomia e l’autodeterminazione della danna non vuol dire necessariamente avere il potere sugli uomini, non come fino ad ora la società patriarcale ha esercitato il potere sulle donne.]

King Henry

Child #32

Professor Child reports only one version of this ballad from a late eighteenth-century transcription (Jamieson-Brown MS) classifying it to the number 32; it follows a Celtic tale collected by John Francis Campbell in “Popular Tales of the West Highlands” titled “The Daughter Of King Under-Waves “: story goes that at the time of the Fianna a wild woman went on a winter’s night to ask the most talented warriors to welcome her in their bed, but both Finn and Oisin cast out her, only Diarmuid welcomed her , first next to the fire and then allowing her to get under the covers with him. The woman turned out to be a beautiful girl who gave him a sumptuous palace stocked with servants and every good. It is obviously a fairy creature and the story goes on with the return to Otherword kingdom of the beautiful girl, her illness and her healing always because of Diarmuid who, however, will lose at the same time the love he felt for the fairy. (see)
[Il professor Child riporta una sola versione di questa ballata da una trascrizione tardo settecentesca (JamiesonBrown MS) classificandola al numero 32,  la quale ricalca un racconto celtico collezionato da John Francis Campbell in “Popular Tales of the West Highlands” dal titolo “The Daughter Of King Under-Waves”: si narra che ai tempi dei Fianna una donna  selvaggia andasse in una notte d’inverno a chiedere ai più valenti guerrieri di accoglierla nel loro giaciglio, eppure sia Finn che Oisin la scacciarono, solo Diarmuid l’accolse, prima facendole spazio accanto al fuoco e poi permettendole di entrare sotto le coperte con lui. La donna si rivelò essere una bellissima fanciulla che gli dona un sontuoso palazzo rifornito di servi e di ogni bene. Si tratta ovviamente di una creatura fatata e la storia prosegue con il ritorno ad Altrove della bella fanciulla, la sua malattia e la guarigione sempre a causa di  Diarmuid il quale però perderà nel contempo l’amore che sentiva per la fata. (vedi storia)]

So the ballad at first describes King Henry hunting in the woods and then feasting in his castle, when a ugly shrew comes in demanding to be fed with his hounds, his goshawk and his faithful horse; then she claims to sleep with Henry in his bed! Henry fulfils all her requests witout avoid that “kiss” (clearly in the dark of the night they did not just go to sleep) but in the morning the sun bathes the room and Henry, in his bed, sees a beautiful lady.
[Così la ballata descrive prima re Enrico che è andato a caccia nel bosco, poi riunito con la sua corte a banchettare quando irrompe nella sala una orribile megera, brutta come la fame, che esige di essere sfamata con gli animali da caccia nonchè animali d’affezione di un cavaliere (i suoi segugi, l’astore e il fedele cavallo) e pretende di dormire nel letto di Enrico con lui sdraiato al suo fianco, Enrico soddisfa tutte le richieste della dama arrivando anche al fatidico bacio (chiaramente nel buio della notte non si sono limitati a dormire) ma al mattino il sole inonda la stanza e al suo fianco nel letto Enrico vede una bellissima fanciulla.]

If on the one hand the ballad fits into the group of fairy encounters (with a troll or witch as in Her Mannelig) it is undeniable its connection with the Captain Wedderburn’s courtship: the woman subjects her knight to a series of impossible requests / tasks that are in fact some riddles to be solved.
[Se da una parte la ballata s’inserisce nel gruppo degli incontri fatati (con una trolla o strega come in Her Mannelig) è innegabile il suo collegamento con la Captain Wedderburn’s courtship: la donna sottopone il suo cavaliere a una serie di richieste/compiti impossibili che si trattano in realtà di enigmi da risolvere.]

The ballad has known a certain disclosure in the folk revival circuits with the version of Steeleye Span
[La ballata ha conosciuto una certa divulgazione nei circuiti del folk revival con la versione degli Steeleye Span]

Steeleye Span in Below the Salt 1972 (which recorded it again in 2002 on the occasion of their reunion tour) [che la registrano ancora nel 2002 in occasione del loro tour di reunion]

Martin Carthy, a former member of the Steeleye Span, also took up the ballad a few years later, but combined it with a melody (Bonaparte’s Retreat) which he thought was best matched with the verses
[Martin Carthy ex membro degli Steeleye Span ha ripreso anch’egli la ballata qualche anno più tardi abbinandola però a una melodia (Bonaparte’s Retreat) che secondo lui meglio si abbinava ai versi]

Let’s listen in a version of the Cloudstreet (2002)
[Ascoltiamola in una versione dei Cloudstreet
  del 2002 ]

Heather Alexander

The Furrow Collective in At Our Next Meeting 2014

Emily Portman commented in their sleeve notes: “A tale of bewitchment and metamorphosis with a moral to men that appearances can be deceptive and they shall reap great rewards if they give women what they want! I came across King Henry in Bronson’s The Traditional Tunes of the Child Ballads and, feeling like the first person to unearth such a gem in hundreds of years, I set about collating my own text, adapting the melody from Mrs Brown of Aberdeenshire.”
[Emily Portman ha commentato nelle note di copertina: “Una storia di incantesimi e metamorfosi con una morale per gli uomini che le apparenze possono essere ingannevoli e raccoglieranno grandi ricompense se daranno alle donne quello che vogliono! Ho conosciuto King Henry in The Traditional Tunes of the Child Ballads di Bronson e, sentendomi come se fossi la prima persona a portare alla luce una simile gemma dopo centinaia di anni, ho iniziato a mettere insieme il mio testo, adattando la melodia della signora Brown di Aberdeenshire. “]


I
Let never a man a-wooing (1) wend
That lacks these virtues three:
A routh of gold, an open heart,
A cup of charity.
King Henry’s taken him (2) to his hall
For to make burly cheer,
When loud the wind was heard to sound
An earthquake rocked the floor.
II
And darkness covered all the hall
Where they sat at their meat.
The greyhounds, yowling, left their food
And crept to Henry’s feet.
And louder howled the rising wind,
Burst the fastened door.
In there came a grisly ghost (3),
Stood stamping on the floor.
III
Her hair was hanging at her heels,
Streaming with the rain.
She said, “It has been seven long years
Since I felt fires flame.”
Her teeth were like the tether stakes (4),
Hideous was her form (5).
He’s thrown to her his mantle,
Saying, “Lady, come into the warm.”
IV
“Some meat, some meat, King Henry,
Some meat you give to me!”
“Oh, what meat’s in this house, Lady,
That I can give to thee?”
“Oh, you can kill your good greyhounds
And bring them here to me!”
Oh, when he slew his good greyhounds
How his heart was sore.
She ate them up, both skin and bone,
Left nothing but hide and hair.
V
“More meat, more meat, King Henry,
More meat you give to me!”
“Oh, what meat’s in this house, Lady,
That I can give to thee?”
“Oh, you can kill your gay goshawk
And bring it here to me!”
Oh, when he slew his gay goshawk
How his heart was sore.
She ate it up, both skin and bone,
Left nothing but feathers there.
VI
“More meat, more meat, King Henry,
More meat you give to me!”
“Oh, what meat’s in this house, Lady,
That I can give to thee?”
“Oh, you can kill your berry-brown steed
And bring it here to me!”
Oh, when he slew his berry-brown steed
How his heart was sore.
She ate it up, both skin and bone,
Left nothing but hide and hair.
VII
“Now a drink, a drink, King Henry,
A drink you give to me!”
“Oh, what drink’s in this house, Lady,
That I can give to thee?”
“Oh, sew you up your horse’s hide
And bring a drink to me!”
So he sewed up the bloody hide,
A wine he has put in.
She drank it up all in one sip,
Ne’er a drop left in the skin.
VIII
“Now a bed, a bed, King Henry,
Now make for me a bed!
Pull from the heather so green
And over with your mantle spread.”
So he has pulled of the heather green,
Made for her a bed,
He’s taken his mantle gold,
And over he has spread.
“Now take off your clothes, King Henry,
And lie down by my side!”
“That I forbid,” King Henry said,
“That ever the like betide!
That ever a fiend from out of hell
Should lie down by my side!”
IX
But as he spoke a bloody tear
Trickled from her eye,
Softer grew King Henry’s heart
And down he went with her side.
X
When night was gone and day was come
And the sun shone through the hall,
The fairest lady that ever was seen
Lay between him and the wall (6).
“Oh well is me,” says Henry,
How long will this vision last? (7)”
And up and spoke the lady fair,
“Till all your days are past.”
XI
“For I was witched to a ghastly shape
By my step-mother’s skill
Till I should meet with a corteous knight
That gave me all I will.”
“And I’ve met many’s the gentle man
That’s given me such fill,
But never before with such a man
Who’s given me all I will.”

Traduzione italiano Cattia Salto
I
Che mai uomo vi corteggi
Che manchi di queste tre virtù:
Profusione d’oro, buon cuore,
Abbondanza di compassione.
Re Enrico lo portò nel suo castello
Per fare una gran baldoria
Mentre forte ululava il vento
E il terremoto squassava il pavimento
II
E l’oscurità copriva la sala
Dove si sedevano per il banchetto
I levrieri, mugolando, lasciarono gli avanzi
E strisciarono ai piedi di Enrico.
E più forte ululò la raffica del vento
Rompendo la porta chiusa.
Entrò un’anima dannata
Stava impalata sul pavimento
III
I capelli lunghi fino ai piedi
Gocciolavano di pioggia
e disse “Sono passati sette lunghi anni
Da quando sento il fuoco delle fiamme”
I suoi denti come rastrelliere
Orribile di forma.
Egli la coprì con il mantello
Dicendo “Madama venite dentro al caldo”
IV
“Della carne, della carne, Re Enrico
Datemi da mangiare carne!”
“Oh quale carne in questa casa, madama,
Vi posso dare?”
“Potete uccidere i vostri buon levrieri
E portarli qui da me”
Oh quando lui uccise i suoi buon levrieri
Aveva il cuore addolorato.
Lei se li divorò, con la pelle e le ossa,
lasciando solo pelle e peli.
V
“Altra carne, altra carne, Re Enrico
Datemi altra carne da mangiare!”
“Oh quale carne in questa casa, madama,
vi posso dare?”
“Potete uccidere il vostro bell’astore
E portatelo qui da me”
Oh quando lui uccise il suo bell’astore
Aveva il cuore addolorato.
Lei se lo divorò, con la pelle e le ossa,
lasciando solo le penne.
VI
“Altra carne, altra carne, Re Enrico
Datemi altra carne da mangiare!”
“Oh quale carne in questa casa, madama,
Vi posso dare?”
“Potete uccidere il vostro destriero morello
E portatelo qui da me”
Oh quando lui uccise il suo destriero morello
Aveva il cuore addolorato.
Lei se lo divorò, con la pelle e le ossa,
lasciando solo pelle e criniera.
VII
“Ed ora da bere, da bere, Re Enrico,
datemi da bere!”
“Oh che bevanda in questa casa, Madama
Posso offrirvi?”
“Oh cucite la pelle del vostro cavallo
e portatemi da bere”
“Così egli cucì la pelle insanguinando
Il vino che ci mise dentro.
Lei lo bevve tutto in un sorso,
E nemmeno una goccia lasciò sulla pelle.
VIII
“Ora il letto, il letto, Re Enrico,
Ora preparate per me il letto”
Prendete dell’erica verde
E stendete il vostro mantello”
Così lui raccolse la verde erica
e le fece il letto,
Prese il suo mantello dorato
E sopra lo stese.
“Ora toglietevi i vestiti, Re Enrico
e coricatevi al mio fianco!”
“Questo lo proibisco -Re Enrico disse
“Che mai accada una cosa simile!
Che mai un demone dell’Inferno
Potrà giacermi accanto!”
IX
Ma mentre lui parlava una lacrima di sangue
Spuntò dagli occhi di lei
Si addolcì il cuore di Re Enrico
E accanto a lei si stese
X
Passò la notte e venne il giorno
E il sole brillò nella stanza
La donna più bella mai vista
Giaceva tra lui e il muro.
“Oh beato me – Enrico dice-
Per quanto durerà questa visione?”
E così parlò la bella dama
“Finchè tutti i tuoi giorni saranno trascorsi
XI
Perchè fui stregata in forma spaventosa
Dall’arte della mia matrigna
Fino a quando non avessi incontrato un cavaliere cortese
Che mi avrebbe dato tutto ciò che voglio.
E ho conosciuto più di un gentiluomo
Che mi ha dato della soddisfazione,
Ma mai prima d’ora un uomo simile
Che mi ha dato tutto ciò che voglio”

NOTE
1) the first stanza puts the ballad inside the warning song and warns us that the following is a love courtship, a teaching on marital relations [la prima strofa colloca la ballata all’interno delle warning song e ci avvisa che cioè che segue è una schermaglia amorosa, un insegnamento sui rapporti coniugali]
2) probable mistake: the king was first hunting so him is the prey for the banquet; in reality, the game just killed usually was not consumed immediately, but left to hang in the cool place for a week [probabile refuso il re è stato prima a caccia e porta le prede al castello per il banchetto; in realtà la selvaggina appena uccisa non veniva consumata subito, ma lasciata frollare al fresco per una settimana]
3) here ghost means a damned soul, not exactly an incorporeal creature or a revenant and in fact in the next stanza she said “It has been seven long years
Since I felt fires flame.”
[qui s’intende un’anima dannata, non esattamente una creatura incorporea o un revenant e infatti nella strofa successiva dice che ha trascorso sette anni all’Inferno]
4) tether stake: the upright post in a stall to which a cow is fastened
5) more than describing an old one she is a wild and grotesque creature. In the Arthurian story, the name itself recalls in the features of the face a frog: low and receding forehead, large eyes and out of the orbits wide mouth without lips and toothless, stubby limbs and bent shoulders.[più che descrivere una vecchia si tratta di una creatura selvatica e grottesca. Nel racconto arturiano il nome stesso richiama nelle fattezze del viso i lineamenti di una rana, fronte bassa e sfuggente, occhi grandi e fuori dalle orbite bocca larga senza labbra e sdentata, membra tozze e spalle incurvate.]
6) in the Middle Ages the bed was an alcove in the wall more than a canopy in the middle of the room, it was the woman to sleep on the side of the wall, a sign of her submission to her husband see more [nel medioevo il letto era un alcova nel muro più che un isolato baldacchino al centro della stanza, era la donna a dormire dalla parte del muro, segno della sua sottomissione al marito continua]
7) in the Arthurian story the transformation is first temporary: the lady explains that the spell of which she is the victim allows her to have her true form only half the day and leaves to Gawain the power to decide if he wants her beauty only for himself or in front of others. Gawain leaves the decision to the lady. [nel racconto arturiano la trasformazione dapprima è temporanea: la dama spiega che l’incantesimo di cui è vittima le permette di avere la sua vera forma solo per metà del tempo e lascia a Galvano il potere di decidere se la vuole bella solo per sè oppure se la vuole bella davanti agli altri. Galvano lascia la decisione alla dama.]

Herr Heinerich

Faun translated the song into German as “Herr Heinerich” for their album Buch der Balladen [Faun traducono la canzone in tedesco con il titolo “Herr Heinerich” ]

Wenn einer um eine Fraue freit
Der braucht der Dinge drei
Ein offen Herz, ein Säcklein Gold
Und hohen Mut dabei

Herr Heinrich, er reitet im tiefen Wald
Trinkt Wasser statt kühlem Wein
Wohl sieben Meilen vor der Stadt
Denkt an die Liebste sein

Er jagt den Hirsch von Berg zu Tal
Er treibt ihn vor sich her
Hart fliegt sein heller Eschenspeer
Bringt jäh das Wild zu Fall

Er trägt die Beute in sein Haus
Sein Herz ist freudenvoll
Er setzet sich zum Mahle
Es wurde finstere Nacht

Da fängt der Hund zu heulen an
Schmiegt sich an Herr Heinrichs Knie
Es tritt ein Trollweib in den Saal
Ein graues, grausiges Ding

Elf Ellen hoch ihr Riesenrumpf
Zwei Säue breit ihr Leib
„Bedecket euch, Dame“, Herr Heinrich ruft
„Nehmt meinen Mantel als Kleid“

Die Zähne wie ein Zaun im Moos
Die Nase wie ein Baum
Kein Ding auf Erden, das ihr gleicht
Es sei denn der Höllengeist

„Schafft frisches Fleisch, Herr Heinerich
Schafft frisches Fleisch herbei“
„Sagt an, wo gibt es Fleisch im Haus
Das euch willkommen sei?“
„So schlachtet euer braunes Ross
Und bringt es her zu mir“

Er schlachtete das braune Ross
Das Herz ward ihm so schwer
Sie schlang es in ihr Maul hinein
Kein Knochen blieb zurück

„Mehr Fleisch, mehr Fleisch, Herr Heinerich
Mehr Fleisch schafft mir herbei“
„Sagt an, wo gibt es Fleisch im Haus
Das euch willkommen sei?“
„So schlachtet euern guten Hund
Und bringt ihn her zu mir“

Er schlachtete den guten Hund
Das Herz ward ihm so schwer
Sie schlang ihn in ihr Maul hinein
Kein Knochen blieb zurück

„Ein Bett, ein Bett, Herr Heinerich
Ein Bett schafft mir herbei
Ein Lager weich von Heidekraut
Soll unser Brautbett sein“

Er rupft und zupft das Heidekraut
Bereitet ein Lager fein
Er breitet seinen Mantel darauf
Die Hexe legt sich hinein

„Legt ab eure Kleider, Herr Heinerich
Und legt euch mir zur Seit“
„Gott sei davor“, Herr Heinrich spricht
„Dass jemals das geschieht
Dass ich mit einem Höllengeist
Des Nachts mein Lager teil“

Die Nacht verging, der Tag war da
Die Sonne durchs Fenster sah
Die schönste Frau im ganzen Land
Lag zwischen ihm und der Wand

„Ein guter Tag“, Herr Heinrich spricht
„O dass er doch immer so blieb“
Darauf die schöne Fraue:
„Er währt bis an euer End

Gar manchen Ritter fing ich mir
Ein jeder hat versagt
Ihr seid der erste, der mit mir schlief
Die liebe lange Nacht“

English translation *
I
When one courts a women,
There are three things he needs
An open heart, a little sack of gold
And a lot of courage, too
II
Sir Heinerich rides into the depths of the forest,/Drinks water instead of cool wine
About seven miles before the town,
He thinks of his beloved
III
He hunts the deer from the mountain to the valley,/He goes after it
Violently flies his ash tree spear,
Suddenly bringing the game to its fall
IV
He carries the catch to his home,
His heart is filled with joy
He sits at the table
And the somber night falls
V
Then the dog starts to howl
And presses against Sir Heinerich’s knee
A troll woman walks into the room,
A gray, horrible thing
VI
Eleven cubits high is her torso,
Two sows wide is her body
“Cover yourself, Lady”, calls out Sir Heinerich/”Take my coat by way of dress”
VII
The teeth, a moss-covered fence
The nose, a tree
Nothing on this earth ressembles her,
She must then be the ghost of hell
VIII
“Bring some fresh meat, Sir Heinerich,
Bring some fresh meat over here”
“Tell me, where in this house is there flesh
To which you’d be welcomed?”
IX
“Then slaughter your brown steed
And bring it here to me”
He slaughtered the brown steed,
His heart became so heavy
X
She threw it down her throat,
And there was not even a bone left
“More meat, more meat, Sir Heinerich
Bring some more meat over here”
XI
“Tell me, where in this house is there flesh
To which you’d be welcomed?”
“Then slaughter your good dog
And bring it here to me”
XII
He slaughtered the good dog,
His heart became so heavy
She threw it down her throat,
And there was not even a bone left
XIII
“A bed, a bed, Sir Heinerich,
Bring me a bed over here
A soft heather bed
Should be our wedding bed”
XIV
He plucks and pulls at the heather,
Prepares a good bed
He spreads his coat over it
And the witch lies down on it
XV
“Remove your clothes, Sir Heinerich
And lay down by my side”
“Heaven forbid”, says Sir Heinerich
“That I would ever do such a thing,
XVI
To share my bed at night
With a ghost come from hell”
The night passed by, the day was here
Through the window, the sun saw
The most beautiful woman in this country
Lying there, between the wall and him
XVII
“What a nice day”, says Sir Heinerich
“May it forever stay that way”
To which the beautiful woman answers:
“It will stay that way until your end
XVIII
I found myself many knights,
But every single one has failed
You are the only one who slept with me
Throughout the entire lovely night”
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Quando si corteggiano le donne
Occorrono tre cose:
Cuor sincero, un po’ d’oro
E anche molto coraggio.
II
Messer Enrico cavalca nel bosco più folto
Beve acqua invece di vino fresco
A circa sette miglia dalla città
Pensa alla sua innamorata
III
Caccia il cervo dal monte a valle
Lo insegue
Con forza vola la sua lancia di frassino
Facendo cadere di colpo la preda.
IV
Trasporta la preda a casa
Con il cuore pieno di gioia
Si siede a tavola
E scende una notte oscura
V
Allora il cane inizia a ululare
E preme contro le ginocchia di Messer  Enrico/ Una trolla entra nella stanza/Una cosa grigia e orribile
VI
Alto 11 cubiti il suo torso
Come due scrofe il suo corpo
“Copritevi Madama – grida Messer  Enrico
Prendete il mio mantello per vestirvi”
VII
I denti, uno steccato ricoperto dal muschio
Il naso un albero
Niente sulla terra le assomigliava
Doveva essere uno spirito dell’Inferno
VIII
“Portate carne fresca, Messer  Enrico,
Portate un po’ di carne fresca qui”
“Ditemi, dove in questa casa c’è la carne
Che vi aggrada?”
IX
“Macellate il vostro destriero morello
E portatelo qui da me”
Egli macellò il destriero morello
Con il cuore diventato pesante
X
Lei se lo ficcò in gola
E non ne rimase nemmeno un osso
“Altra carne, altra carne Messer  Enrico
Portate altra carne qui”
XI
“Ditemi, dove in questa casa c’è la carne
Che vi aggrada?”
“Macellate il vostro buon cane
E portatelo qui da me”
XII
Egli macellò il buon cane
Con il cuore diventato pesante
Lei se lo ficcò in gola
E non ne rimase nemmeno un osso
XIII
“Un letto, un letto Messer  Enrico
Portatemi un letto qui
Un soffice letto d’erica
Sarà il nostro letto nunziale”
XIV
Egli raccoglie e prende l’erica
Prepara un buon letto
Stende il suo mantello sopra
E la strega ci si sdraia dentro”
XV
“Toglietevi i vestiti, Messer  Enrico
E coricatevi al mio fianco”
“Non voglia il cielo -dice Messer  Enrico-
“Che io faccia mai una cosa simile
XVI
Condividere il mio letto di notte
Con uno spirito venuto dall’Inferno”
La notte passò e venne il giorno
Dalla finestra il sole vide
La donna più bella del paese
Distesa lì, tra il muro e lui
XVII
“Che bella giornata -dice Messer  Enrico
Che possa restare così per sempre”
A cui la bellissima donna risponde
“Sarà così fino alla vostra fine
XVIII
Mi sono ritrovata con molti cavalieri
Ma ognuno ha fallito
Voi siete il solo che ha dormito con me
Per un’intera notte d’amore”

NOTE
* from here

https://en.wikipedia.org/wiki/Loathly_lady
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/kinghenry.html

https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=104292

http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_32
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d03201
http://www.lone-star.net/mall/literature/gawain.htm
http://www.medievalists.net/2011/03/the-loathly-lady-and-the-riddle-of-sovereignty/
https://love-literature.com/authors-and-works/geoffrey-chaucer/the-wife-of-bath/

https://d.lib.rochester.edu/camelot/theme/loathly-lady

 

Morag and the Kelpie

Leggi in italiano

In the most placid rivers of Ireland and in the dark depths of the Scottish lakes live water demons, fairy creatures, that feed on human flesh: they are “kelpie”, “each uisge” (in English water-horse), “eich- mhara “(in English sea horse); to want to be picky kelpie lives preferably near the rapids of the rivers, fords and waterfalls, while each uisge prefers the lakes and the sea, but kelpie is the most used word for both. Similar creatures are also told in Norse legends (Bäckahästen, the river horse) – and Germanic (nix in the form of fish or frog). (first part)

MORAG AND THE KELPIE

At the summer pastures of the Highlands they are still told of the beautiful Morag (Marion) seduced by a kelpie in human form; she, while noticing the strangeness of her husband, did not understand his true nature, if not after the birth of their child and … she decided to abandoning baby in swaddling clothes and husband shapeshifter!

On the Isle of Skye they still sing a song in Gaelic, ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ or ‘Oran each-uisge’ (The water kelpie’s song) the “Lullaby of the kelpie” a melancholy air with which the kelpie cradled his child without a mother, and at the same time a plea to Morag to return to them, both he and the child needed her.
Of this lament we know several textual versions handed down to today in the Hebrides. The melodies revolve around an old Scottish aria entitled “Crodh Chailein” (in English “Colin’s cattle) evidently considered a melody of the fairies.
Another song, sweet and melancholic at the same time, is entitled Song of the Kelpie or even ARRANE GHELBY

Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich

So translates from Scottish Gaelic Tom Thomson “I got up early, it would have been better not to” (see)

Julie Fowlis in Alterum 2017

Scottish gaelic
Dh’èirich mi moch, dh’èirich mi moch, B’fheàrr nach d’ dh’èirich
Mo chreach lèir na chuir a-mach mi.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Bha ceò sa bheinn, Bha ceò sa bheinn, is uisge frasach
’s thachair orms’ a’ ghruagach thlachdmhor.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò
Bheir mi dhut fìon, Bheir mi dhut fìon, ‘S gach nì a b’ ait leat,
Ach nach èirinn leat sa mhadainn,
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
’Nighean nan gamhna, ’Nighean nan gamhna, Bha mi ma’ riut,
Anns a’ chrò is càch nan cadal
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
An daoidh gheal donn, An daoidh gheal donn, Rug i mac dhomh.
Ged is fuar a rinn i altram,
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
[instrumental]

Bha laogh mo laoidh, Bha laogh mo laoidh, ri taobh cnocan
gun teine, gun sgàth, gun fhasgadh.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
A Mhòr a ghaoil, A Mhòr, a ghaoil, Till ri d’ mhacan,
’S bheir mi goidean breagha breac dhut.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
English translation *
I arose early
I arose early –
would that I hadn’t.
I was distressed by what sent me out (1).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
There was mist on the hill
There was mist on the hill
and showers of rain
and I came across a pleasant maiden
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
I’ll give you wine
I’ll give you wine
and all that will please you
but I won’t arise with you in the morning (2).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Girl of the calves (3)
Girl of the calves
I was with you in the cattle-fold (4)
and the rest were asleep.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
The fine brown wicked one (5)
The fine brown wicked one
bore me a son
although coldly did she nurse him
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
The calf (6) of my song
The calf of my song
was beside a hillock
without fire, protection or shelter (7).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Mòr, my love
Mòr, my love, return to your little son
and I’ll give you a beautiful speckled withes (8).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
NOTE
English translation also here
1)  the kelpie, suffering from loneliness, leaves the lake early in the morning and takes on human form
2) the shapeshifter promises food and comfort to the girl to convince her to follow him, but he warns her, he is a nocturnal creature and will not wake up with her in the morning!
3) gamhna = cattle between 1 year and 2 years translates Tom Thomson stitks; that is heifer, the cow that has not yet given birth, the verse in addition to qualifying the work of the girl (herdswoman) also wants to be a compliment, in Italian “bella manza” as a busty woman, with abundant and seductive shapes
4) the kelpie remembers the night meeting when they had sex (and obviously nine months later their son was born)
5) after the good memories of the past it comes the present, the woman has discovered the true nature of her companion and she dislikes their child
6) continuing in the comparison the kelpie calls “calf” its baby, that is “small child”
7) A typical “exposition” of fairy children is described. A practice of “birth control” widespread in the countryside of Europe, was the abandonment of newborns in the forest, so that fairies would take care of them; once the practice was widespread both against illegitimate people, and newborns with obvious physical deformations or ill-looking. The custom of “exposing” the baby was connected with the belief that he was “swapped” or kidnapped by the fairies and replaced with a changeling, a shapeshifter who for a while resembles the human child, but ultimately always takes its true appearance.
8) breagha breac dhut. Tom Thomson translates = speckled band (of withy). I searched the dictionary: it is a crown made by intertwining the branches of willow; it reminds me of the Celtic crowns of flowers and leaves

 

Margaret Stewart & Allan MacDonald recorded it under the title “Òran Tàlaidh An Eich-Uisge” in 2001 (from Colla Mo Rùn) following the collection of Frances Tolmie (‘Cumha an EichUisge’ vol I)

english translation *
I and III
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
Chorus
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
Fast of foot you are
Great as a horse you are
II and IV
My darling son
Oh my lovely little horse
You are far from the township
You will be sought after (1)
scottish gaelic
I
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao i hà
(chorus)
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
‘S luath dha d’ chois thu, hó bha hó
‘S mór nad each thu, hao i hà
II
O hó m’eudail a mac hó
O hó m’eachan sgèimheach hà
‘S fhad ‘n ‘n bhail’ thu, hò bha hò
Nìtear d’iarraidh, hao i hà

NOTE
1) The kelpie sings the lullaby to its child abandoned by the human mother and comforts him by telling him that when he grows up he’ll be a little heartbreaker

With the title of ‘A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan the same story is present in the archives of Tobar an Dualchais, from the voice of three witnesses of the Isle of Skye
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/99707/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/99703/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/99714/1

A similar story is told in the island of Benbecula with the title of Bheirinn Dhut Iasg, Bheirinn Dhut Iasg see


Caera
in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006 sings another fragment with the title “The Skye Water Kelpie’s lullaby” (see the version of Marjory Kennedy-Fraser below)

English translation *
Mór (1), my love! Mór, my treasure!
Come back to your little son
and you will get a speckled trout from the lake.
Mór, my darling! Tonight the night
Is wetly showering my son
on the shelter of a knoll.
Mór, my love! Mór, my treasure!
Lacking fire, lacking food, lacking shelter,
and you continually lamenting (2).
Mór, my love! Mór, my darling!
My gray, old, toothless mouth
to your silly little mouth,
and me singing  tunes by Ben Frochkie. (3)
Scottish gaelic
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Till gu d’mhacan is gheabh
thu’m bradan breac o’n loch.
A Mhór a shògh! Tha’n oiche nochd
Gu fliuch frasach aig mo mhacsa
ri sgath chnocain.
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Gun teine, gun tuar, gun fhasgadh,
is tu sìor chòineadh.
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Mo sheana-chab liath ri
do bheul beag baoth
is mi seinn phort dhuit am Beinn Frochdaidh.

NOTE
1) Mhórag or Mór is the name of the maiden loved by the kelpie
2) it is the incessant cry of the child abandoned by his human mother in the cold and without food
3) mountain between Gesture and Portree on the Isle of Skye

Skye Water Kelpie’s Lullaby

With the title “Cronan na Eich-mhara”, the same fragment sung by Caera is also reported in the book of Marjory Kennedy-Fraser and Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (page 94)

Kenneth MacLeod
I
Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch
Avore, my heart, the night is dark,
wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
II
Avore, my love, my joy,
wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
III
Avore, my heart, my bridet
My gray old mouth
touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee,
by Ben Frochkie (1)
NOTE
1) between Gesto and Portree in Skye
Scottish gaelic
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Till gu d’mhacan is gheabh
thu’m bradan breac o’n loch.
A Mhór a shògh! Tha’n oiche nochd
Gu fliuch frasach aig mo mhacsa
ri sgath chnocain.
II
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Gun teine, gun tuar, gun fhasgadh,
is tu sìor chòineadh.
III
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Mo sheana-chab liath ri
do bheul beag baoth
is mi seinn phort dhuit am Beinn Frochdaidh.
Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestARCHIVE
Skye Water Kelpie’s Lullaby
Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich
Òran Tàlaidh An Eich-Uisge
A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan
Cronan na Eich-mhara
Song of the Kelpie
Up, ride with the kelpie

Sources
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg

Kelpie: water shapeshifter of the Celtic folklore

Leggi in italiano

In the most placid rivers of Ireland and in the dark depths of the Scottish lakes live water demons, fairy creatures, that feed on human flesh: they are “kelpie”, “each uisge” (in English water-horse), “eich- mhara “(in English sea horse); to want to be picky kelpie lives preferably near the rapids of the rivers, fords and waterfalls, while each uisge prefers the lakes and the sea, but kelpie is the most used word for both. Similar creatures are also told in Norse legends (Bäckahästen, the river horse) – and Germanic (nix in the form of fish or frog). (first part)

Liiga Klavina Kelpie

KELPIE: WATER SHAPESHIFTER

In the time of the myth it was believed that there was a certain symmetry between the terrestrial creatures and those of the waters, so men and women were the newts and the mermaids, while among the marine animals there was the horse with the fish tail. It sleeps in solitary ponds or in the sea, is shown on the banks of rivers and lakes, and although its reign is the aquatic one, the kelpie can take the form of a beautiful horse (sometimes with a white mantle sometimes with a black mantle) but also of a beautiful boy or of a lovely girl.

a Kelpie in the form of a maiden

FAIRY LOVERS

Being a solitary creature, Kelpie is often looking for a partner who is described as a “leannan-sith” (a fairy-lover). Mary Mackellar in her essay ‘The Shieling: Its Traditions and Songs‘ writes of the many enchanted seductions to the summer pastures, when shepherds carried sheep on the highlands, going to live for the whole season in the isolated huts (shielings) next to rivers and ponds. The only way to distinguish the shapeshifters when they took the form of a young boy or a girl was to comb their hair: if sand and algae were caught in the comb it was a kelpie!

LOCH GARVE’s KELPIE

In some legends the kelpie is described as a solitary crature that to find a partner, it abducts a young woman: the kelpie is considerate and kind to her, and while keeping her prisoner, tries to comfort her. This one comes from the land of Clan Mackenzie and concerns the kelpie who lives in Loch Garve (Inverness)

“There’s a spot at the eastern end of Loch Garve, ye ken,” [Rupert] said, rolling his eyes around the gathering to be sure everyone was listening, “that never freezes. It’s always black water there, even when the rest o’ the loch is frozen solid, for that’s the waterhorse’s chimney.”
The waterhorse of Loch Garve, like so many of his kind, had stolen a young girl who came to the loch to draw water, and carried her away to live in the depths of the loch and be his wife. Woe betide any maiden, or any man, for that matter, who met a fine horse by the water’s side and thought to ride upon him, for a rider once mounted could not dismount, and the horse would step into the water, turn into a fish, and swim to his home with the hapless rider still stuck fast to his back.

(From OUTLANDER by Diana Gabaldon, chapter 18, “Raiders in the Rocks”. Copyright© 1991 by Diana Gabaldon. All rights reserved.)

With the passing of time in Scotland the kelpie has become however a monster of the waters as the infamous Nessie of the Loch Ness.

THE WATER DEMON

The Kelpie is considered an evil creature a kind of demon that hunts victims to seduce and drown (and devour) them in the abyss (a memory of ancient sacrifices to the spirits of the waters?) So popular wisdom first recommended not to climb incautiously on the back of a lonely horse (because once we climbed on a kelpie there is no possibility of going down) and secondly if we have climbed and we are going to end up dragged in the deep water, we have to look for bridles to tame it (easier said than done naturally).

THE WATER FAIRES

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Nix of german river

The equivalent in Germanic folklore is nix or nixie (depending on whether male or female) of which the kelpie is one of the possible incarnations: the nix is shown in the form of frog or toad or small fish or a strange fish to human form. Wanting to make a distinction between Kelpie and Nix we can say that the first prefers to attract the victims in the form of a horse to get them on the back and carry them to the abyss; the second instead attracts them in human form with sweet melodies (they are sirens / nymphs with a beautiful singing or mermen skilled musicians)

Liga Kļaviņa

Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestARCHIVE
Skye Water Kelpie’s Lullaby
Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich
Òran Tàlaidh An Eich-Uisge
A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan
Cronan na Eich-mhara
Song of the Kelpie
Up, ride with the kelpie

Sourses
http://novelpointsofview.blogspot.it/2016/02/valentines-not-just-for-february_11.html
http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/

Il Kelpie mutaforma acquatico del folklore celtico

Read the post in English

Nei fiumi più placidi d’Irlanda e nelle profondità oscure dei laghi scozzesi vivono dei demoni acquatici, creature fatate mutaforma, che si nutrono di carne umana: sono “kelpie“, “each uisge” (in inglese water-horse),  “eich-mhara” (in inglese sea horse), cavalli d’acqua e del mare; a voler essere pignoli il kelpie vive preferibilmente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate, mentre l’each uisge preferisce i laghi e il mare, ma kelpie è la parola più usata per entrambi. Di creature analoghe si narra anche nelle leggende norrene (Bäckahästen, il cavallo di fiume)- e germaniche (nix sotto forma di pesce o di rana). (prima parte)

Liiga Klavina Kelpie

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Nel tempo del mito era convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene, mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce. Dorme negli stagni solitari o in mare, si mostra sulle rive dei fiumi e dei laghi, e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo (a volte dal manto candido a volte dal manto nero) ma anche di bel ragazzo o d’amabile fanciulla.

un Kelpie in sembianze di fanciulla

AMANTI FATATI

Essendo una creatura solitaria, il Kelpie  è spesso in cerca di un compagno/compagna e viene descritto come un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante”. Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive delle molte seduzioni fatate ai pascoli estivi, quando i pastori portavano le pecore sugli altopiani, andando a vivere per tutta la stagione nelle isolate malghe (shielings) accanto a fiumi e laghetti. L’unico modo per distinguere i mutaforma quando prendevano le sembianze di un giovanetto o di una fanciulla era quella di pettinare i loro capelli: se sabbia e alghe restavano impigliate nel pettine si trattava di un kelpie!

IL KELPIE DI LOCH GARVE

In alcune leggende il kelpie è descritto come una cratura solitaria che per mettere su famiglia, rapisce una giovane donna, eppure è premuroso e gentile con lei, e pur tenendola prigioniera, cerca di confortarla. Questa viene dalla terra del Clan Mackenzie e riguarda il kelpie che abita nel Loch Garve (dalle parti di Inverness)

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. » (Pag.317)

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato tuttavia un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness.

IL DEMONE ACQUATICO

Più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?) Così la saggezza popolare raccomandava per prima cosa di non salire mai incautamente in groppa ad un cavallo solitario (perchè  una volta saliti su un kelpie non c’è più possibilità di scendere) e per seconda cosa se proprio ci siamo saliti e stiamo per finire trascinati nelle acque profonde, di cercare le briglie per domarlo (più facile a dirsi che a farsi naturalmente).

I FOLLETTI ACQUATICI

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Nix del fiume

Il corrispettivo nel folklore germanico è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira in forma umana con dolci melodie (sono sirene/ninfe dal bel canto o tritoni abili musicisti).

Liga Kļaviņa

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Skye Water Kelpie’s Lullaby
Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich
Òran Tàlaidh An Eich-Uisge
A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan
Cronan na Eich-mhara
Song of the Kelpie
Up, ride with the kelpie

FONTI

http://novelpointsofview.blogspot.it/2016/02/valentines-not-just-for-february_11.html
http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/

A ghaoil, leig dhachaigh gum mhàthair mi (O love, let me home to my mother)

Warwick Gobe

A ghaoil, leig dhachaigh gum mhathair mi (O love, let me home to my mother) is a Scottish Gaelic song from the Hebrides: it is the plea of a girl kidnapped by the kelpie to be allowed to return home. It was customary for the Kelpie to take a human bride to feel less alone, but the brides were not always happy to live on the bottom of the lake, to take care of the kelpie’s house! Although the Scottish maidens are dissuaded by many folk tales to walk alone on the moors and on the banks of the loch, there is always the most innocent or adventurous, which inevitably ends up making bad encounters.
[A ghaoil, leig dhachaigh gum mhàthair mi
(O love, let me home to my mother) è un canto in gaelico scozzese proveniente dalle Isole Ebridi: è la supplica di una fanciulla rapita dal kelpie affinchè le sia concesso di ritornare a casa. Era consuetudine per il Kelpie prendersi una sposa umana per sentirsi meno solo, ma non sempre le spose erano felici di vivere sul fondo del lago ad accudire alla casetta del kelpie! Sebbene le fanciulle scozzesi siano dissuase da molti racconti popolari ad andarsene sole solette per la brughiera e sulle rive dei loch, c’è sempre quella più ingenua o avventurosa, la quale immancabilmente finisce per fare brutti incontri..]

At the moment the only sources of the song on the net are filed on Tobar an dualchais
[Al momento le uniche fonti in rete della canzone sono archiviate su Tobar an dualchais]
‘A Ghaoil Leig Dhachaigh gu Mo Mhàthair Mi’- Kate Nicolson (dall’isola di South Uist)
Julie Fowlis in ‘Gach Sgeul / Every Story’ 2014

Ulli Boegershausen guitar arrangiament [arrangiamento per chitarra]

Scottish Gaelic
I
A ghaoil, leig dhachaigh gum mhàthair mi;
A ghràidh, leig dhachaigh gum mhàthair mi;
A ghaoil, leig dhachaigh gum mhàthair mi –
An tòir chrodh-laoigh a thàine mi.
II
Gur ann a-raoir a chuala mi
Mo ghaol a bhith ri buachailleachd,
’S ged fhuair thu ’n iomall na buaile mi,
A ghaoil, leig dhachaigh mar fhuair thu mi.
III
‘S mi dìreadh ris na gàrraidhean,
’S a’ teàrnadh ris na fàirichean,
Gun d’ thachair fleasgach bàigheil rium,
’S cha d’ dh’ fheuch e bonn ga chàirdeis rium.
IV
Ged bheireadh tu crodh agus caoraich dhomh,
Ged bheireadh tu eachaibh air thaodaibh dhomh,
Ged bheireadh tu sin agus daoine dhomh,
A ghaoil, leig dhachaigh mar fhuair thu mi.
V
Trodaidh m’ athair ’s mo mhàthair riut,
Trodaidh mo chinneadh ’s mo chàirdean riut,
Ach marbhaidh mo thriùir bhràithrean thu
Mura tèid mi dhachaigh mar thàine mi.
VI
Gheall mo mhàthair gùn thoirt dhomh,
Gheall i ribean a b’ ùire dhomh,
Is gheall i breacan ùr thoirt dhomh
Ma thèid mi dhachaigh mar fhuair thu mi.

English translation *
I
Love, let me home to my mother
Darling, let me home to my mother
Love, let me home to my mother
I only came for the cattle.
II
It was only last night
That I heard that my love was herding
And though you found me at the brim of the  fold
Love, let me home as you found me.
III
I was clambering up the dykes
And descending the ridges
When a friendly lad met me
And he did not enforce his friendship on me.
IV
Though you were to give me cattle and sheep
Though you were to give me tethered horses
Though you were to give me that and men
Love, let me home as you found me.
V
My mother and father will chastise you
My clan and my relatives will chastise you
But my three brothers will kill you
If I don’t return home as I came.
VI
My mother promised me a gown
Decorated with the newest of ribbons
And she promised me a new plaid
If I return home the way you found me. 
traduzione italiano Cattia Salto
I
Mio caro, fammi tornare a casa da mia madre
Fammi tornare a casa da mia madre
Amore (1), fammi tornare a casa da mia madre
Sono arrivata qui solo per il bestiame (2).
II
E ‘ stato solo la scorsa notte
Ho sentito che il mio amore era al pascolo
E anche se mi hai trovata ai bordi del pascolo
Fammi tornare a casa come mi hai trovata.
III
Mi arrampicavo sulle erte
E scendevo dalle creste,
Quando un giovanotto cordiale mi ha incontrato
E non mi ha imposto la sua amicizia.
IV
Anche se tu potessi darmi bestiame e pecore,
Anche se tu potessi darmi dei cavalli impastoiati,
Anche se tu potessi darmi questo e dei servitori,
Fammi tornare a casa come mi hai trovata.
V
Mia madre e mio padre ti puniranno
Il mio clan e i miei parenti ti puniranno
Ma i miei tre fratelli ti uccideranno
Se non tornassi a casa come sono venuta.
VI
Mia madre mi ha promesso un abito
Decorato con i nastri più nuovi
E lei mi ha promesso un nuovo mantello
Se tornassi a casa come mi hai trovata.

NOTE
1) the girl coaxes the kelpie, but to call him “my love” it is a bit out of the context of a fleeting encounter, maybe they have lived together and now she feels homesick . Yet that of the girl is clearly a plea of not being violated to return home with her virginity intact [la fanciulla blandisce il kelpie, ma chiamarlo amore mio è un po’ fuori dal contesto di un fugace incontro, forse i due hanno vissuto insieme per un po’ di tempo e adesso lei sente la nostalgia di casa. Eppure quella della fanciulla è chiaramente una supplica di non essere violata per ritornare a casa con la sua verginità intatta]
2) the girl justifies her curiosity by explaining that she had gone to those solitary places for her job as guardian of the family’s cattle; in the next stanza she even explains that she hoped to meet another herdsman / shepherd boy; that is she is there for the cattle, not for sex [la fanciulla giustifica la sua curiosità spiegando di essersi spinta verso quei luoghi solitari nella sua mansione di guardiana del bestiame della famiglia; nella strofa successiva addirittura spiega che sperava d’incontrare un altro mandriano/pastorello; lei è li per il bestiame, non per fare sesso]

“Up, ride with the kelpie” by Ian Anderson

LINK
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/104490/4
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/36511/4
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/85703/4
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/26812/4

Dream Angus the scottish Sandy (l’omino dei sogni scozzese)

“Dream Angus” is the Scottish version of Sandman (affectionately called Sandy) a mythical character of Northern Europe folklore, the sandy wizard, who brings happy dreams sprinkling magic sand into the eyes of sleeping children. In the animated movie by Dreamworks “Rise of the Guardians” he is a mute character who communicates through images formed with his magic golden dust; always cheerful, provides children with beautiful dreams and unleashes their imagination.
[“Dream Angus” è la versione scozzese dell’Omino dei Sogni (in inglese Sandman chiamato affettuosamente Sandy) un personaggio mitico del folklore del Nord Europa, il mago sabbiolino, che porta sogni felici cospargendo di sabbia magica gli occhi dei bambini addormentati. Nella versione animata della Dreamworks “Le 5 Leggende” (in inglese “Rise of the Guardians”) è un personaggio muto che comunica attraverso immagini formate con la sua dorata polvere magica; sempre allegro, fornisce ai bambini dei bei sogni e sbriglia la loro immaginazione.]

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In the fairy tale of Andersen, Ole Lukøje (in English Ole-Luk-Oie) tells the sleeping children fantastic stories opening up an umbrella full of drawings on their heads (but only good children can make happy dreams, the disobedient ones sleep without dreams and the little man opens an umbrella without drawings on their heads). The italian Gianni Rodari has undergone the charm of this character dedicating him a nursery rhyme in which he outlined a mischievous but good-natured spirit.
[Nella fiaba di Andersen Ole Chiudigliocchi (Ole Lukøje in inglese Ole-Luk-Oie) racconta ai bambini addormentati delle storie fantastiche aprendo sopra alla loro testa un ombrello pieno di disegni (ma solo i bambini buoni possono essere felici nel sogni, quelli disobbedenti dormono senza sogni e l’omino apre sulle loro teste un ombrello senza disegni). Il nostro Gianni Rodari ha subito il fascino del personaggio dedicandogli una filastrocca in cui l’onimo dispettoso ma bonario dorme sotto il nostro comò di giorno.]

And yet Hoffmann recounts about Der Sandmann who is a dark version of the boogeyman: he snatch the eyes of the children who does not want to sleep to feed his ravenous offspring.
E tuttavia Hoffmann racconta dell’uomo della sabbia (Der Sandmann) che è una cupa versione dell’uomo nero: ai bambini che non volevano dormire strappava gli occhi per darli in pasto alla sua è famelica prole dal becco ricurvo come i rapaci della notte.]

Angus

In the Celtic mythology Angus (Aengus) is the god of youth, of poetic inspiration and love, son of the Nymph Boann and of the Dagda of the Tuatha Dé Danann. In a scottish goodnight song he is called “Dream Angus“, the god of dreams and by night he carries a bag full of dreams. His wife is Caer Ibormeith and their love story is the meeting of the twin souls that can not be separated.
[Nella mitologia celtica Angus (Aengus) è il dio della giovinezza, dell’ispirazione poetica e dell’amore, figlio della Ninfa Boann e del Dagda dei Tuatha Dé Danann. In una canzone della buonanotte è chiamato “Dream Angus”, il dio dei sogni e la notte porta una sacca piena di sogni in vendita. Sua moglie è Caer Ibormeith (Bacca di Tasso) la loro storia  è l’incontro delle anime gemelle che non possono essere separate. ]

Twin souls

Illustration from The Dream of Aengus, by Ted Nasmith

 According to the myth, Angus fell in love with a maiden he saw in his dreams.
But she was under a spell and to be able to free her, Angus had to recognize her while she was living in the form of a swan. After much research he knew he would have to waited till Samain for going to Lake Dragon’s Mouth (Loch Bel Dracon), where he found 150 swans tied to couples with silver chains.

[Secondo il mito, Angus si innamorò della fanciulla che vedeva nei suoi sogni. Ma la fanciulla era sotto un sortilegio e per poterla liberare Angus doveva riconoscerla mentre viveva nella forma di cigno. Dopo molte ricerche seppe di doverla aspettare per la festa di Samain al lago di Dragon’s Mouth (Loch Bel Dracon in italiano Bocca del Drago) dove trovò 150 cigni legati a coppie con catene d’argento.]

Aengus sings in front of the lake during his transformation into a swan [Aengus canta davanti al lago nella sua trasformazione in cigno]- John Duncan 1908

Angus turned into a swan to call Caer, so they flew together over the lake three times singing a sweet melody that fell asleep all Ireland for three days and three nights; now they live in Brugh Na Boinne (Newgrange).
[Angus si trasformò in cigno per poter chiamare la sua Caer, così volarono insieme sorvolando il lago per tre volte cantavano una dolce melodia che addormentò l’Irlanda per tre giorni e tre notti; ora dimorano nel Brugh Na Boinne (Newgrange).]

Yeats dedicates a poem to him The song of wandering Aengus published in 1899, in the collection of poems “The Wind among the reeds”.
The first to put the poem into music was the same Yeats who composed or adapted a traditional Irish melody: in 1907 he published his essay ‘Speaking to the Psaltery’ in which the poem is recited bardically, sung with the accompaniment of the psaltery; but many other artists were inspired by the text and composed further melodies. (see more)

Yeats gli dedica una poesia The song of wandering Aengus (La canzone di Aengus l’errante) pubblicata nel 1899, nella raccolta di poesie “The Wind among the reeds” (Il vento fra le canne). Il primo a mettere in musica la poesia è stato lo stesso Yeats che la compose o che vi adattò una melodia tradizionale irlandese : nel 1907 diede alle stampe il suo saggio ‘Speaking to the Psaltery’ in cui la poesia viene recitata alla maniera bardica ovvero cantata con l’accompagnamento del salterio; ma molti altri artisti furono ispirati dal testo e composero ulteriori melodie. continua

Dream Angus

Dream Angus is a legendary character in Scottish folklore that brings beautiful dreams to sleeping children.
From the moment Angus is born it is obvious that he is a gentle spirit and will be universally loved. Songbirds circle his head to serenade him to sleep as he rocks in his cradle, and the wildest hunting dog calms when in his presence.” (from qui)

Angus dei Sogni è un personaggio leggendario nel folklore scozzese che porta bei sogni ai bambini addormentati “Subito dalla sua nascita Angus è uno spirito gentile e sarà universalmente amato: gli uccelli canterini gli girano intorno alla testa per farlo addormentare, mentre si dondola nella culla, e il cane da caccia più selvaggio si calma quando è in sua presenza“.

Jackie Oates

Jean-Luc Lenoir in Old Celtic & Nordic Lullabies” 2016

Lynn Morrison


I
Can ye no hush your weepin’?
All the wee lambs are sleepin’
Birdies are nestlin’ nestlin’ together
Dream Angus is hirplin’ oer the heather
Chorus
Dreams to sell, fine dreams to sell
Angus is here wi’ dreams to sell
Hush my wee bairnie and sleep without fear
Dream Angus has brought you a dream my dear.
II
List’ to the curlew cryin’
Faintly the echos dyin’
Even the birdies and the beasties are sleepin’
But my bonny bairn is weepin’ weepin’
III (1)
Soon the lavrock sings his song
Welcoming the coming dawn
Lambies coorie doon the gither
Wi’ the yowies in the heather
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Perchè non smetti di piangere?
Tutti gli agnellini sono addormentati,
gli uccellini si stanno accoccolando insieme
Angus dei Sogni si aggira per la brughiera
Coro
Sogni da vendere, bei sogni da vendere
Angus è qui con i sogni da vendere
shhh mio piccolino, dormi senza paura
Angus dei Sogni ti ha portato un sogno mio caro
II
Ascolta il chiurlo che grida
piano si smorza l’eco
anche gli uccellini e le bestie dormono
ma il mio piccolino piange, piange
III
Presto l’allodola leverà il suo canto
per salutare l’arrivo dell’alba
gli agnelli si rannicchiano assieme
con le pecorelle nell’erica

NOTE
1) or
Sweet the lavrock sings at morn,
Heraldin’ in a bright new dawn.
Wee lambs, they coorie doon taegether
Alang with their ewies in the heather.

The musical arrangements are however for everyone.
[Gli arrangiamenti sono però per tutti i gusti]
Debra Fotheringham

The Corries

Annie Lennox

Nam bu leam fhin thu thaladhainn thu

The melody of Dream Angus is very similar to a Gaelic lullaby “Nam bu leam fhin thu thaladhainn thu“, which is believed to have been sung by a fairy to an abandoned human child in the forest. On the Isle of Skye (Hebrides) it is associated with MacLeods clan of Dunvegan, who took enchanted creatures as nurses for their children.
Christina Stewart reports a couple of legends associated with this song:
In an alternative story, the wife of the chief of the MacLeods gives birth to a baby, much to the joy of the family.  However, the mother is a fairy woman and while the child is still a baby, she is forced to return to her own people.  One night, there is a great feast going on in Dunvegan Castle and the nursemaid who is supposed to be caring for the child is so attracted by the colour and festivity that she leaves the baby sleeping and goes to watch.  While she is away, the baby wakens and begins to cry.  When she hears it, she comes back and finds a woman cradling the baby, singing this song to him.  She has wrapped the child in an embroidered, yellow covering.  As the child calms, the woman hands the child back to the nursemaid and leaves.  The story goes that the woman was the baby’s mother, returned to see that her child was kept from harm and the yellow cover was the so-called Fairy Flag of Dunvegan, a banner which the clan should wave at times of dire need.  Legend has it that this otherworldly banner has miraculous powers and when unfurled in battle, the clan MacLeod would invariably defeat their enemies.  It can only be waved 3 times, though, after which it will fall into dust.  The flag has been waved twice so far – in 1480 at Blàr Bàgh na Fala and ten years later at the Battle of Glendale.  The flag itself certainly exists and is a popular attraction at Dunvegan Castle.  There are many stories associated with it and it’s origins and this is not the only lullaby said to have been sung by the baby’s mother. (from here)

La melodia di Dream Angus è molto simile a una ninna nanna gaelica “Nam bu leam fhin thu thaladhainn thu”, che si ritiene sia stata cantata da una fata a un bambino umano abbandonato nella foresta. Sull’isola di Skye (Isole Ebridi) è associata al clan MacLeods di Dunvegan che prendeva delle creature fatate come balia per i figli.
Christina Stewart riporta un paio di leggende associate a questo canto “In una storia alternativa, la moglie del capo dei MacLeod da alla luce un bambino, tutto per la gioia della famiglia. Tuttavia, la madre è una fata e quando il bambino è ancora piccolo, è costretta a tornare dalla sua stessa gente. Una notte, c’è una grande festa in corso nel Castello di Dunvegan e la bambinaia che doveva prendersi cura del bambino è così distratta dalla festa che lascia il bambino addormentato e va a vedere. Mentre lei è via, il bambino si sveglia e comincia a piangere. Quando lo sente, torna e trova una donna che culla il bambino, cantando questa canzone per lui. Aveva avvolto il bambino in una coperta gialla ricamata. Mentre il bambino si calma, la donna restituisce il bambino alla balia e se ne va. La storia racconta che la donna era la madre del bambino, tornata a vedere che il suo bambino fosse al sicuro e la copertina gialla era la cosiddetta “Fairy Flag of Dunvegan”, uno stendardo che il clan avrebbe dovuto agitare nei momenti di estremo bisogno. La leggenda narra che questo vessillo ultraterreno abbia poteri miracolosi e quando dispiegato in battaglia, il clan MacLeod avrebbe invariabilmente sconfitto i loro nemici. Può essere sventolato solo 3 volte, dopo di che cadrà nella polvere. La bandiera è stata sventolata due volte finora – nel 1480 a Blàr Bàgh na Fala e dieci anni dopo nella Battaglia di Glendale. La bandiera di per sé certamente esiste ed è un’attrazione popolare al Castello di Dunvegan. Ci sono molte storie associate ad esso e alle sue origini e questa non è l’unica ninnananna che si dice sia stata cantata dalla madre del bambino.”

Christina Stewart in Bairn’s Kist 2011

Scottish gaelic
Thàladhainn, thàladhainn, thàladhainn thu
Nam bu leam fhìn thu, leanabh mo chìche
Nam bu leam fhìn thu, thàladhainn thu
Thàladhainn, thàladhainn, thàladhainn thu
English translation:
If you were mine, I would lull you
Lull, lull, lull you
If you were mine, child of my breast
If you were mine, I would lull you
Lull, lull, lull you
traduzione italiano Cattia Salto
Se tu fossi mio, ti cullerei
cullerei, cullerei
se tu fossi mio, bimbo del mio seno
se tu fossi mio, ti cullerei
cullerei, cullerei

LINK
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_dream.htm
http://bardmythologies.com/aengus-og/
http://www.kistodreams.org/dreamangus.asp
https://thesession.org/tunes/16464
http://www.ericdentinger.com/dream-angus_en.html
http://www.kistodreams.org/index.asp?pageid=652608