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Terre Celtiche Blog

Bothy Ballads & Others (I canti tradizionali dei contadini d’Irlanda, Scozia e Inghilterra)

I canti tradizionali dei contadini d’Irlanda, Scozia e Inghilterra sono canti di lavoro, ma anche conviviali nel tempo libero. Sono canti rituali delle feste contadine che scandiscono i tempi del calendario agricolo.

The traditional songs of the farmers of Ireland, Scotland and England are songs of work, but also convivial in leisure time. They are ritual songs of peasant festivals that mark the times of the agricultural calendar.


Bothy Ballads

I canti tradizionali dei contadini di Scozia sono detti Bothy Ballads: bothy sono gli alloggiamenti dei braccianti agricoli, compresi i cavallanti, situati in un edificio a parte della fattoria, dormitori riservati ai soli uomini non sposati: qui mangiavano e trascorrevano il tempo libero; e così cantavano vecchie canzoni per passare in allegria la serata, o componevano canzoni dai doppi sensi che esaltavano la virilità maschia dell’aratore, ma anche canzoni satiriche sui capetti locali, canzoni erotiche o umoristiche e gli amorelli tra i lavoranti della fattoria. La zona di provenienza di queste ballate rustiche è il Nord Est della Scozia (in particolare l’Aberdeenshire) e la lingua utilizzata è il dorico, un dialetto, ancora comune al giorno d’oggi.

MacColl in “Folk Songs and Ballads of Scotland” scrive: “Era un’usanza nel nord della Scozia che i cavallanti venissero assunti stagionalmente nelle fiere mercatali. Durante il periodo di servizio i cavallanti dormivano in piccoli edifici (bothies) separati dalla fattoria vera e propria. Quando la giornata lavorava era finita, dopo cena si divertivano spesso cantando e inventando canzoni.”

Traditional Scottish peasant songs are called Bothy Ballads: bothy is the Scottish term that indicates the lodgings of agricultural workers, located in a separate building of the farm, reserved for unmarried men: here they ate and spent leisure time; and so they sang old songs to cheer the evening. They composed bawdy songs that exalted the male virility of the plowman, but also satirical songs on the local boss, humorous songs and the loving intercourses among the farm workers.

The area of origin of these rustic ballads is the North East of Scotland (in particular the Aberdeenshire) and the language used is Doric, a dialect, still common today.

MacColl writes in his “Folk Songs and Ballads of Scotland“: “It was the custom in N.E. Scotland for ploughmen to be hired at seasonal hiring fairs. During the period of service, the ploughmen slept in small buildings (bothies) set apart from the farmhouse proper. When the day’s work was done and the evening meal ended, they would often amuse themselves by singing and making up songs.

Il lavoro dell’aratore [The work of the plowman]

Il lavoro dell’aratore era stagionale e durava dai tre ai sei mesi. La fiere e i grandi mercati dove si assumevano i braccianti si svolgevano in Scozia ogni 3 mesi (i cosiddetti Old Scottish term days): Candelora (2 febbraio), Whitsunday (domenica di Pentecoste legislativamente fissato a questo scopo il 15 maggio), Lammas (1 agosto) San Martino (11 novembre). Anche i mietitori erano stagionali e si riversavano nelle Lowlands dal Nord della Scozia, raggruppati per famiglie per lo più composte sia da uomini che da donne. Quando un gruppo numeroso di lavoranti era al soldo di un solo fattore a volte era chiamato un piper perchè suonasse per incentivarne la produttività.

The work of the plowman was seasonal and lasted from three to six months. The fairs and the big markets where the laborers were hired took place in Scotland every 3 months ( Old Scottish term days): Candlemas (2 February), Whitsunday (Pentecost Sunday legally set for this purpose on May 15), Lammas (1 August) Saint Martin (11 November). Even the reapers were seasonal and poured into the Lowlands from the north of Scotland, grouped by families mostly composed of both men and women. When a large group of workers was in the pay of only one factor, it was sometimes called a piper to boost productivity.

“Nel nord-est [della Scozia] ci sono due tipi distinti di ballate. La prima, la ballata popolare ‘muckle sang’, può essere ulteriormente suddivisa in due categorie; le ballate storiche che riguardano eventi reali come ‘The Fire Of Frendraught’ (1630), e ‘The Battle Of Harlaw’ (1411), e le ballate romantiche che spesso raccontano il vero amore e il suo percorso irregolare; canzoni di inganno – ‘I Aince Hid A Lass’ e tragedia – ‘The Mill 0’ Tifty’s Annie “, a volte noto come” Andrew Lammie “, (Annie morì a Fyvie nel 1673).
I titoli delle canzoni summenzionate non sono che esempi casuali di una vasta collezione.
Il secondo tipo, nato e cresciuto nell’Aberdeenshire, è il “cornkister” o “Bothy ballad”. Come le loro controparti “muckle”, le ballate Bothy si riferiscono al romanticismo e all’amore, denunciano ingiustizie, raccontano eventi reali, ma in particolare sono cresciute e sono state nutrite dalle esperienze degli uomini e delle donne che lavoravano nelle fattorie e nei dintorni di Fairmtoun del XIX e XX secolo. . “

In the north east there are two distinct types of ballads. The first, the popular ballad or ‘muckle sang’, can further be sub-divided into two categories; the historical ballads which relate actual events such as ‘The Fire Of Frendraught’ (1630), and ‘The Battle Of Harlaw’ (1411), and, the romantic ballads often telling of true love and its erratic path; songs of deceit – ‘I Aince Hid A Lass’, and tragedy – ‘The Mill 0’ Tifty’s Annie’, sometimes known as ‘Andrew Lammie’, (Annie died in Fyvie in 1673). The forementioned song titles are but random examples from a vast collection.
The second type, born and bred in Aberdeenshire, is the “cornkister” or “bothy ballad”. Like their ‘muckle’ counterparts the bothy ballads refer to romance and love, expose injustice, recount real events but specifically have grown and been nurtured from the experiences of the men and women working in and around the farms or fairmtouns of the 19th and 20th centuries.” (tratto da qui)

LE CANZONI A DOPPIO SENSO [bawdry songs]

Ci sono professioni nelle ballate popolari che richiamano di per sé una certa promiscuità sessuale: così il soldato e il marinaio per la loro condizione girovaga, ma anche l’aratore, il fabbro, o il calzolaio o ancora il mugnaio (un po’ come per le professioni odierne dell’idraulico o il postino!). Così le bothy ballads sono talvolta da interpretare e possono essere considerate da bollino rosso (bawdry songs).

There are professions in popular ballads that in themselves recall a certain sexual promiscuity: so the soldier and the sailor for their wandering condition, but also the plowman, the blacksmith, or the shoemaker or even the miller (a bit like for today’s professions of the plumber or the postman!). Thus bothy ballads are sometimes to be interpreted and can be considered as a red dot (bawdry songs).

HIGHLAND/IRISH TRAVELLERS

Buona parte dei canti tradizionali dei contadini d’Irlanda e Scozia vengono dai travellers.
Per i braccianti agricoli la strada era la loro casa,  detti anche poeticamente “summer walkers” ma più comunemente “traivellers” o in senso spregiativo “tinkers” (dal gaelico lattoniere = calderai), probabilmente discendenti dalla popolazione autoctona di lingua gaelica, seguivano uno stile di vita nomade; vivevano come calderai, venditori ambulanti e commercianti di cavalli; erano anche lavoranti stagionali nelle aziende agricole o pescatori, sempre stagionali, che si spostavano a seconda della disponibilità di lavoro. Alcuni erano organizzati in gruppi o comunità, ma spesso viaggiavano soli o con il proprio nucleo famigliare. Spesso musicisti ambulanti, erano i depositari dei canti e delle musiche della tradizone popolare.
Nelle ballate condividevano molti luoghi comuni attribuiti anche agli zingari:  una Lady o la figlia del Laird viene “conquistata” dal fascino esotico di un rude zingaro o dal fascino di un virile e possente aratore e preferisce la strada che le comodità di un castello o di una ricca fattoria; come per il fascino esotico degli zingari così dei cavallanti si diceva che conoscessero arti segrete per “sussurrare” ai cavalli: si attribuiva loro un potere magico di seduzione che poteva piegare la volontà di bestie e donne (potere che aveva effetto sulla mente femminile perchè debole, ovviamente secondo una certa mentalità).
Così una sottocategoria è dedicata ai canti dei mendicanti e degli ambulanti.

Much of the traditional songs of Irish and Scottish farmers come from travellers (or travelers, traveillers) because the street was their home, also poetically called “summer walkers” but more commonly “travelers” or in a derogatory sense “tinkers” (from the Gaelic tinsmith = boilermakers), probably descendants from the native Gaelic-speaking population, they followed a nomadic lifestyle; they lived as coppersmiths, peddlers and horse traders; they were also seasonal workers on farms or fishermen, always seasonal, who moved according to the availability of work. Some were organized into groups or communities, but often traveled alone or with their own family. Often traveling musicians, they were the custodians of the songs and music of the popular tradition.
In the ballads they shared many clichés also attributed to gypsies: a Lady or the daughter of the Laird is “conquered” by the exotic charm of a rude gypsy or by the charm of a virile and powerful plowman and prefers the road to the comforts of a castle or a a rich farm; as for the exotic charm of the gypsies so of the horsemen it was said that they knew secret arts to “whisper” to the horses: they were attributed a magical power of seduction that could bend the will of beasts and women (power that had an effect on the female mind because it was weak , obviously according to a certain mentality).
Thus a sub-category is dedicated to the songs of beggars and street vendors.

Canti tradizionali dei contadini d’Irlanda, Scozia e Inghilterra

SCOZIA
Bothy-Lads
Canti tradizionali dei contadini d’Irlanda e Scozia
IRLANDA
INGHILTERRA

Canti dei Mendicanti e degli Ambulanti

Alle soglie dell’età moderna troviamo una vasta tipologia di servitori (servi agricoli e servi domestici); molti privi di abitazione vivono con i padroni, quelli che vengono licenziati e non riprendono presto a lavorare diventano dei vagabondi.

On the threshold of the modern age we find a vast typology of servants (agricultural servants and domestic servants); many homeless live with their employers, those who are fired and don’t get back to work soon become vagabonds.

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/lavorazioni-tradizionali.html
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
http://www.nefa.net/archive/songmusicdance/bothy/

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