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Celtic Canada: Nova Scotia (Nuova Scozia)

Nuova Scozia (in inglese Nova Scotia) è una penisola del Canada così battezzata da sir William Alexander nel 1621; già terra dei nativi Mi’kmaq (chiamati Micmac) poi colonia francese, passò agli Inglesi alla fine del conflitto anglo-francese con il Trattato del 1713. Con la Guerra d’Indipendenza americana gli Inglesi che vollero restare sudditi dell’Impero Britannico preferirono migrare nella Nuova Scozia.
Nel 1867 entrò a far parte del Dominio del Canada.

Nova Scotia is a peninsula of Canada thus baptized by Sir William Alexander in 1621; already land of the natives Mi’kmaq (called Micmac) then French colony, passed to the English at the end of the Anglo-French conflict with the Treaty of 1713. With the American War of Independence the English who wanted to remain subjects of the British Empire preferred to migrate in Nova Scotia.
In 1867 it became part of the Dominion of Canada.

La Penisola sembra una Scozia dal muso allungato e circa un quarto della popolazione è di discendenza scozzese. Le città hanno conservato un fascino d’antan come Halifax con i suoi palazzi georgiani e vittoriani o Louisborg che sembra rimasta congelata al XVIII secolo con i suoi edifici in pietra, i bastioni e le locande.
Gli itinerari sono chiamati “trail” e il più bello per gli scorci paesaggistici è la pista di Caboto dedicato all’italiano Giovanni Caboto che “scoprì” la penisola nel 1497.

The Peninsula looks like a Scotland with a long snout and about a quarter of the population is of Scottish descent. The cities have retained an old-world charm like Halifax with its Georgian and Victorian buildings or Louisborg which seems to have remained frozen in the 18th century with its stone buildings, ramparts and inns.
The itineraries are called “trail” and the most beautiful for landscapes is the Caboto trail dedicated to the Italian Giovanni Caboto who “discovered” the peninsula in 1497.

Anche qui ci sono le Highlands e si trovano nella punta settentrionale di Capo Bretone (in parte Parco Nazionale) l’isola che più scozzese non si può, la comunità  è legatissima alla tradizione (gaelico, clan, tartan, musica, balli sociali) sede del Celtic Music Interpretive Centre, la scuola istituzionale di musica celtica

Even here there are the Highlands and are located in the northern tip of Cape Breton (part National Park) where the community is very attached to the tradition (Gaelic, clan, tartan, music, social dances) with the Celtic Music Interpretive Center, the institutional school of Celtic music

L’isola di Cape Breton sembra la chela di un granchio (e a dispetto del nome non è bretone) è ancora la Terra Promessa

The island of Cape Breton looks like the claw of a crab (and in spite of the name it is not Breton) it is still the Promised Land

“Siamo un negozio situato nel cuore di Cape Breton, isola ricca di posti di lavoro, terra e potenzialità, ma non di persone”. Inizia così la lunga lettera-appello pubblicata su Facebook da Heather e Sandee, le figlie di un contadino proprietario del negozio ‘The Farmer’s Daughter Country’, nel villaggio di Whycocomagh di Cape Breton, isola della Nuova Scozia, Canada. In cerca di dipendenti, hanno promesso un’occupazione e alcuni acri di terra da lavorare a chiunque fosse disposto a trasferirsi lì per almeno 5 anni. L’offerta era rivolta a persone che cercavano “una vita semplice, vicino alla natura, in un posto dove si crede ancora nel mangiare insieme e nelle jam session di musica settimanali. Non possiamo dare tanti soldi, ma possiamo proporre una bella vita”.  (tratto da La Repubblica GIACOMO TALIGNANI)

“If you will stay close to nature, to its simplicity, to the small things hardly noticeable, those things can unexpectedly become great and immeasurable.” ~ Rainer Maria Rilke

LA MUSICA TRADIZIONALE SCOZZESE
(Scottish Folk music)

Cristallizzata per mantenere sempre vivo il ricordo della madre patria la musica degli immigrati scozzesi è un baluardo della tradizione più pura, così il Cape Breton fiddle è lo stile con cui il bisnonno suonava il violino.

Crystallized to keep the memory of the mother country alive, the music of the Scottish immigrants is a bulwark of the purest tradition, so the Cape Breton fiddle is the style with which the great-grandfather played the violin.

La Cape Breton Fiddlers’ Association  nasce agli inizi degli anni 70 per salvaguardare e rinvigorire questo immenso patrimonio musicale, così leggiamo nella loro pagina di presentazione dell’associazione:

The Cape Breton Fiddlers’ Association was founded in the early 70s to safeguard and reinvigorate this immense musical heritage, so we read in their presentation page of the association:
In February, 1972, a CBC documentary entitled The Vanishing Cape Breton Fiddler was produced by Ron MacInnis. The premise of this film was the traditional Cape Breton violin music was in a state of decline, and that it would soon disappear entirely! Reaction to this documentary was swift and disbelieving. The most notable achievement of the film was that it shook Cape Bretoners out of their complacency, and it made them aware of that, quite possibly, the Cape Breton Fiddle was facing extinction.
Father John Angus Rankin was one of the key people who vowed that this would never happen! A group composed of Frank MacInnis, Father Eugene Morris, Burton MacIntyre, Archie Neil Chisholm, Father John Angus Rankin, Rod Chisholm, Judge Hugh J. MacPherson, Anne Marie MacDonald, Jeannette Beaton, Joey Beaton, and Ray MacDonald met as a result of a letter sent out by Frank MacInnis. This group discussed the possibility of forming some kind of a fiddlers’ festival. This dedicated group of people decided to proceed with the concept; thus, the very seed of the Cape Breton Fiddlers’ Association began. Because of the efforts of this determined group, the first Festival of Cape Breton Fiddling was held in Glendale in July 1973. Over one hundred and thirty proud Cape Breton fiddlers arrived in Glendale that weekend and gave one of the greatest concerts ever witnessed in Cape Breton. Several thousand people made up the audience.” (tratto da qui)

FIRE IN THE KITCHEN

Nel 1998 i Chieftains con l’album Fire In The Kitchen incontrano tutti musicisti canadesi ed esplorano la musica tradizionale della Nuova Scozia.

In 1998 the Chieftains with the album Fire In The Kitchen meet all Canadian musicians and explore the traditional music of Nova Scotia.

An Innis Aigh con The Rankins: l’autore del brano è Angus Y. MacLellan che per una trentina d’anni è stato guardiano del faro su Margaree Island ossia la Sea Wolf Island National Wildlife Area, un isolotto dalla curiosa forma di balena, abitato solo da uccelli (vedi) che si trova nel Golfo di San Lorenzo al largo della costa di Capo Bretone, Nuova Scozia.(la Nuova Scozia è ricca di fari se ne contano 150 e la Lighthouse route è anche un itinerario turistico)- per l’analisi della canzone continua

An Innis Aigh with The Rankins: the author of the song is Angus Y. MacLellan who for thirty years was a lighthouse keeper on Margaree Island or the Sea Wolf Island National Wildlife Area, a small island with a curious whale shape, inhabited only by birds (see) that is located in the Gulf of San Lorenzo off the coast of Cape Breton, Nova Scotia. (Nova Scotia is rich in lighthouses if there are 150 and the Lighthouse route is also a tourist route) – for the analysis of the song continues
Leahy: Madame Bonaparte / Devil’s Dream / Mason’s Apron (medley di hornpipes) con uno scatenato Donnell Leahy (dopo il primo brano “di riscaldamento”)
La Bottine Souriante Le Lys Vert

Donnell Leahy,
The Rankins,
Great Big Sea,
Laura Smith,
Natalie MacMaster,
Mary Jane Lamond,
Barra MacNeils,
The Ennis Sisters, e
La Bottine Souriante

E GLI AUTOCTONI? (AND THE AUTOCTONS?)

Sopravvivono ancora dei nativi americani e uno sparuto numero di Acadini cioè i primi francesi che si insediarono nella penisola e la chiamarono Arcadia e che, rimasti fedeli al cattolicesimo negando la fedeltà alla monarchia inglese – protestante, furono dispersi e perseguitati.

There are still some Native Americans and a small number of Acadians, the first French who settled on the peninsula and called it Arcadia and who, remaining faithful to Catholicism, denying the loyalty to the English-Protestant monarchy, were dispersed and persecuted.

L’UOMO ROSSO ESPLORATORE
(THE RED EXPLORER MAN)

E’ storicamente assodato che i nativi americani attraversarono l’Oceano molto prima di Colombo. Prendiamo i Micmac ipotesi non proprio campate in aria argomentano che siano loro i misteriosi Pitti: Gli storici confinano queste persone ad una zona di Terranova e della Nuova Scozia, benché una parte della tribù non appartenesse al gruppo più alto degli Algonchini, ma ad un gruppo più basso, dalla pelle più scura, e si coloravano la pelle con tintura blu. Tatuaggi e visi tinti in blu valsero loro il nome di “nasi blu”, un soprannome che ancora esiste in centinaia di barche da pesca da Terranova al Maine. E’ anche un soprannome per i residenti costieri del Nord–Est. Tatuaggi e visi tinti in blu valsero loro il nome di “nasi blu”, un soprannome che ancora esiste in centinaia di barche da pesca da Terranova al Maine. E’ anche un soprannome per i residenti costieri del Nord–Est. Quando sbarcarono in Scozia, i popoli celtici più alti li chiamarono “folletti” (pixies), un nome che esiste ancora nel folclore delle isole britanniche. I Romani li chiamavano Pitti. continua
e il cerchio si chiude!

It is historically established that the Native Americans crossed the ocean long before Columbus. Someone believes that the Mi’kmaq are the mysterious Pitti

 Celtic Canada: Newfoundland (Terranova)

LINK
http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=330
https://ocanadablog.com/category/nova-scotia/
https://ocanadablog.com/tag/cape-breton/

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