Jessie the Flower of Dunblane

Perhaps the most popular song by his contemporaries written by Robert Tannahill with music composed by his friend Robert A.Smith.Many hypotheses about who the beautiful Jessie was even though it was probably just a literary fiction. Ramsay noted “The truth is that Tannahill never was in Dunblane, and knew no person belonging to it; and that the words were written to supplant the old doggerel song of the ‘Bob o Dunblane,’—hence the title.” 
Forse la canzone più popolare presso i suoi contemporanei scritta da Robert Tannahill con la musica composta dall’amico Robert A.Smith.
Molte le ipotesi su chi fosse la bella Jessie anche se probabilmente era solo una finzione letteraria.
Annota Ramsay “In verità Tannahill non si trovè mai a Dunblane, e non conosceva nessuna persona che vi appartenesse, e che le parole erano state scritte per sostituire la vecchia canzoncina ” Bob o Dunblane “, da cui il titolo.”

Ross Kennedy in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I (2006) 


I
Sun has gane doun
o’er the lofty Benlomond,
And left the red clouds
to preside o’er the scene,
While lanely I stray
in the calm simmer gloaming,
To muse on sweet Jessie,
the flower o Dunblane.
II
How sweet is the brier
wi its saft faulding blossom,
And sweet is the birk,
wi its mantle o green;
Yet sweeter, and fairer,
and dear to this bosom,
Is lovely young Jessie,
the flower o Dunblane.
Chorus
Is lovely young Jessie,
Is lovely young Jessie,

Is lovely young Jessie,
the flower o Dunblane
.
III
She’s modest as ony,
and blythe as she’s bonnie,
For guileless simplicity
marks her its ain ;
And far be the villain,
divested o feelin,
Wha’d blight in its bloom
the sweet flower o Dunblane.
IV
Sing on, thou sweet mavis,
thy hymn to the e’enin,
Thou’rt dear to the echoes
o Calderwood glen ;
Sae dear to this bosom,
sae artless and winnin,
Is charming young Jessie,
the flower o Dunblane.
V
How lost were my days
till I met wi my Jessie,
The sports o the city
seemed foolish and vain ;
I ne’er saw a nymph
I would ca my dear lassie,
Till charmed wi sweet Jessie,
the flower o Dunblane.
VI
Tho mine were the station 
o loftiest grandeur (1),
Amidst its profusion
I’d languish in pain,
And reckon as naething
the heicht o its splendour,
If wantin sweet Jessie,
the flower o Dunblane.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
il sole è tramontato
dietro l’alto Monte Lomond
lasciando le nuvole rossastre
a presidiare sulla scena,
Mentre solitario camminavo
nello splendore della quieta estate
per pensare alla bella Jessie
il fiore di Dunblane
II
Com’è dolce il roseto
con i boccioli che si chinano lievi
e dolce è la betulla
con il suo manto verde
eppure più dolce e più bella
e cara a questo cuore
è l’amata giovane Jessie
il fiore di Dunblane
Coro
E’ l’amata giovane Jessie
l’amata giovane Jessie
l’amata giovane Jessie
il fiore di Dunblane
III
E’ modesta come poche
tanto gaia quanto bella
per la sua ingenua semplicità
che la contraddistingue;
che lontano stia il villano
spogliato dal sentimento
che rovinerà nella sua fioritura
il dolce fiore di Dunblane
IV
Canta tu dolce tordo
il tuo inno alla sera
tu che sei caro all’eco
della valle di Calderwood
altrettanto caro a questo petto
così ingenua e vittoriosa
è l’affascinante giovane Jessie
il fiore di Dunblane
V
Che sprecati furono i giorni
prima d’incontrare la mia Jessie
i passatempi cittadini
sembravano sciocchi e vani
non ho mai visto una ninfa
che avrei chiamato la mia cara ragazza finchè fui incantato dalla dolce Jessie,
il fiore di Dunblane
VI
Anche se soggiornassi
in pompa magna
in mezzo a tal profusione
languirei nelle pene
e non stimerei affatto
il grado del suo splendore
se dovessi desiderare la dolce Jessie,
il fiore di Dunblane

NOTE
1)  la grandezza nel senso di posizione in primo piano, ma anche la sontuosità intesa come lusso, abbinato al termine station mi fa pensare allo stazionamento in un luogo sontuoso in mezzo agli agi . Il senso è rafforzato dall’uso successivo di splendour che oltre alla rima suggerisce  le bellezze di un luogo o di un oggetto che desta ammirazione

Link
http://richardrobinson.tunebook.org.uk/Tune/11405
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2010.htm

Meg o the Glen by Robert Tannahill

Only four verses of a stanza and four others of the probably choir for the humorous “Meg or the Glen” written by Robert Tannahill, but even the verses added by Alexander Rodger would not be enough to make a song; except if we add “The Lassie or Merry Auchteen” as Fred Freeman did to get a story about the melody “When she cam ben she bobbit
Solo quattro versi  di una strofa e altri quattro del presumibile coro per la spassosa “Meg o the Glen” scritta da Robert Tannahill, ma per farne una canzone non basterebbero nemmeno i versi aggiunti da Alexander Rodger; senonchè unendoli con “The Lassie o Merry Auchteen” ecco che Fred Freeman ha ottenuto una storia, sulla melodia “When she cam’ ben she bobbit

John Croall in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I (2006) 


I, V
Meg o the Glen set aff tae the fair,
Wi ruffles, an ribbons,
an meikle prepare ;
Her heart it was heavy,
her heid it was licht,
For a the lang way
for a wooer she sicht.
Chorus
She spak tae the lads,
but the lads slippet by,
She spak tae the lassies,
the lassies war shy ;
She thocht she micht dae,
but she didna weel ken,
For nane seem’d tae care
for puir Meg o the Glen.
II (1)
“But wat ye what was’t made
the lads a gae by?
An wat ye what was’t made
the lasses sae shy ?
Puir Meg o the Glen had nae tocher ava,
An, therefore, coud neither
be bonnie nor braw
III (2)
My faither wad hae me
tae marry the miller, 
My mither wad hae me
tae marry the laird,
But brawly I ken it’s
the luve o the siller, 
That brichtens their fancy
tae ony regaird.
IV
The miller is cruikit (3),
the miller is crabbit,
The laird, tho he’s wealthy,
he’s lyart an lean ;
He’s auld, an he’s caul,
an he’s blin, an he’s baul (4), 
An he’s no for a lassie
o merry auchteen.
Traduzione italiano Cattia Salto
I, V
Meg di Glen andò alla fiera,
con merletti e nastri
e un’acconciatura elaborata,
con il cuore gonfio
e la testa leggera,
per tutta la lunga strada
per il corteggiatore che cercava
Coro
Parlò con i ragazzi,
ma i ragazzi scappavano,
parlò con le ragazze,
ma le ragazze erano timide;
sapeva di dover osare,
ma non sapeva bene come
perchè nessuno sembrava interessarsi
alla povera Meg di Glen
II
“Ma cosa hai fatto
per far scappare i ragazzi?
E che cosa fai fatto
per rendere le ragazze così timide?
La povera Meg di Glen non aveva dote,
e quindi non poteva
essere (per loro) nè graziosa nè bella
III
Mio padre avrebbe voluto
che sposassi un mugnaio,
mia madre avrebbe voluto
che sposassi un laird,
ma ben sapevo
che è l’amore del denaro
ad accendere la loro attenzione
al riguardo
IV
Il mugnaio è curvo,
il mugnaio è un brontolone,
il laird che è ricco
è brizzolato e secco;
è vecchio, è freddo 
è orbo e baldanzoso
e non è per una ragazza
da sposare diciottenne

NOTE
1) Alexander Rodger stanza
2) from “The Lassie o Merry Auchteen”
3) crooked: it refers not only to the bent back [ si allude non solo alla schiena piegata]
4) it is a topic, the sprightly old man who, since he is wealthy, “buys” a young wife because she cares for him and gives him descendants see more
[è un classico del genere, il vecchietto arzillo che siccome è benestante si “compra” una giovane moglie perchè badi a lui e gli dia una discendenza]

Eddi Reader in Cavalier 2018
She elaborates the song with a happy ending [rielabora ulteriormente la canzone con un lieto fine]


I
Meg o’ the Glen went aff tae the fair,
Wi’ ribbons and bows
in her bonnie brown hair
Her head it was heavy,
her heart it was light,
A’ the long way fur a wooer to find.
II
She spoke to the lads, but the lads slipped by
Spoke to the lassies, the lassies were shy
Meg O’ the Glen had nae dowry at a’
To them could never be bonnie nor braw.
III
Her mither would have her
to marry the miller
Her father would have her
to marry the laird
Brawly we ken its the lure o’ the silver
That brightens their fancy
to ONY regard.
IV
The miller is crooked,
the miller is crabbit
The laird thou he’s wealthy
is a liar and mean
Auld and cauld and blin and bauld
Thur no fur a lassie o’ merry 18.
V
She danced wi’ the miller
But he was o’er fly
So she married the laird
But he suddenly died
Now our Meg’s a rich widow
With silver to spend
And —— everyone cares for oor
Meg O’ the Glen.
VI
Meg o’ the Glen went aff tae the fair,
Wi’ ribbons and bows
in her bonnie brown hair
Her head it was heavy,
her heart it was light,
A’ the long way fur a love to find.
VIII
Meg o’ the Glen went aff tae the fair,
Wi’ ribbons and bows in her bonnie brown hair
She thought she would dae
but she didnae weel ken
Why everyone cares for our
Meg O’ the Glen.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Meg di Glen andò alla fiera,
con merletti e nastri
e la bella acconciatura castana
con la testa pesante
e il cuor leggero 
una lunga strada per cercare un partito
II
Parlò con i ragazzi, ma i ragazzi scappavano,
parlò alle ragazze,  le ragazze erano timide;
Meg di Glen non aveva dote, per loro non sarebbe mai stata graziosa e bella
III
La madre avrebbe voluto che lei
sposasse un mugnaio,
il padre avrebbe voluto che lei
sposasse un laird,
ma è risaputo che è l’amore del denaro
ad accendere la loro attenzione
al riguardo
IV
Il mugnaio è curvo,
il mugnaio è un brontolone,
il laird che è ricco
è un bugiardo e avido;
è vecchio, è freddo, orbo e baldanzoso
e non è per una sposa diciottenne
V
Lai ballò con il mugnaio
ma lui aveva sorvolato
così sposò il laird
che improvvisamente morì
ora Meg è una ricca vedova
con denaro da spendere
e tutti si prendono cura della nostra
Meg di Glen
VI
Meg di Glen andò alla fiera,
con merletti e nastri
e la bella acconciatura castana
con la testa pesante
e il cuor leggero 
una lunga strada per cercare un amore
VIII
Meg di Glen andò alla fiera,
con merletti e nastri
e la bella acconciatura castana
sapeva di dover osare,
ma non sapeva bene come
perchè tutti s’interessavano
alla nostra Meg di Glen

LINK
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2036B.htm

http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2034B.htm
http://eddireader.co.uk/music/cavalier/cavalier-lyrics/

The Five Friends: An we’re a noddin, nid nid noddin

Robert Tannahill wrote this song to describe how five friends spent their time in the “taverns” of Scotland at the end of the 18th / early 19th century, we are not at the level of debauchery of the “rakes” but rather it is a convivial meeting with drinks, good food and songs! On the melody “They’re a ‘Nodding,” which Robert Burns had reworked for the SMM .
Robert Tannahill
scrisse questo canto per descrivere come passavano il tempo cinque amici nei “bar” della Scozia alla fine del 700/primi dell’800, non siamo ai livelli della dissolutezza dei “modaioli” rakes quanto piuttosto si tratta un incontro conviviale con bevande, buon cibo e canzoni! 
Sulla melodia They’re a’ Nodding,” che già a suo tempo Robert Burns aveva rielaborato per lo SMM. 

In a letter addressed to pen friend James Clark (who is one of the five) dated November 22, 1809, Tannahill encloses the poem.

His friend R.A. Smith about the same convivial meeting wrote The little bacchanalian rant you are so anxious to know the history of was written in commemoration of a very happy evening spent by the Poet with four of his musical friends. At that meeting he was in high spirits, and his conversation became more than usually animated ; many songs were sung, and we had some glee singing, but neither fiddle nor flute made its appearance in company, nor were any of us ‘laid, nid, noddin.’ 

In una lettera indirizzata all’amico di penna James Clark (che è uno dei cinque) datata il 22 novembre 1809 Tannahill acclude la poesia
Scrive l’amico R.A. Smith a proposito dello stesso incontro conviviale “Il piccolo baccanale di cui siete così ansioso di conoscere la storia è stato scritto in commemorazione di una serata molto felice trascorsa dal Poeta con quattro dei suoi amici musicisti. In quell’incontro era di buon umore e la sua conversazione divenne più animata del solito; molte canzoni furono cantate, e abbiamo cantato allegramente, ma né il violino né il flauto hanno fatto la loro comparsa in compagnia, né nessuno di noi è stato “laid, nid, noddin“. 

 

Jim Reid in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I (2006) 


I
Weel, wha’s in the bouroch,[1]
an what is your cheer (2) ?
The best that ye’ll fin
in a thousan a year.
Chorus
An we’re a noddin, nid nid noddin, 
We’re a noddin fu at e’en.
An we’re a noddin, nid nid noddin, 
We’re a noddin fu at e’en.
II
There’s our ain Jamie Clark,[3]
frae the Ha o Argyle,
Wi his leal Scottish heart,
an his kind (4) open smile.
III
There is Will the guid fallow,[5]
wha kills a our care
Wi his sang an his joke,
an a mutchkin mair.
IV
There is blythe Jamie Barr [6]
frae “Sanct Barchan’s” toun,
Whan wit gets a kingdom,
he’s sure o the croun.
V
There is Rab, frae the south, [7]
wi his fiddle an his flute ;
I coud list tae his strains (8)
till the starns fa out.
VI
Apollo, for our comfort,
has furnish’d the bowl,
An here is my bardship,
as blin as an owl (9)
Traduzione italiano Cattia Salto*
I
Beh chi c’è al raduno
e qual’è la vostra occasione?
I migliori che si possano trovare
in un centinaio d’anni!
Coro
E stiamo annuendo, an-an annuendo
stiamo annuendo e anche tanto
E stiamo annuendo, an-an annuendo
stiamo annuendo e anche tanto
II
C’è il nostro Jamie Clark,
dal Castello di Argyle
con il suo leale cuore scozzese
e il suo sorriso aperto
III
C’è Will il buon compagno
che uccide il malumore
con il suo canto e i suoi scherzi
e molto di più
IV
C’è l’allegro Jamie Barr
da “Sanct Barchan’s”
che se prenderemo un regno
lui avrà di certo la corona
V
C’è Rab dal Sud
con violino e flauto
potrei elencare tutte le sue melodie
finchè le stelle cadranno
VI
Apollo per il nostro agio
ha messo la boccia
ed ecco il mio essere poeta
cieco come un gufo

NOTE
* con qualche perplessità
1) secondo la definizione data dallo stesso autore: “bouroch is either Gaelic or old Scotch, and means, a core, meeting”
2) credo voglia sapere l’occasione dei festeggiamenti, il motivo dell’allegro raduno
3) James Clark was born in Paisley in 1781 ; and he and William Stuart, ‘the guid fallow,’ were schoolfellows. In 1798, when he was eighteen years of age, he volunteered into the Argyleshire Militia [James Clark è nato a Paisley nel 1781; e lui e William Stuart, ‘the guid fallow,’, erano compagni di scuola. Nel 1798, all’età di diciotto anni, si arruolò volontario nella Milizia dell’Argleshire]
4) kind è usato come avverbio
5) William Stuart
6) James Barr who lived at Kilbarchan
7) Richard Archibald Smith l’amico musicista che ha adattato le maggior parte delle melodie ai testi di Robert
8) tra i tanti significati di strain
9) non conosco il modo di dire, in italiano non esiste, forse equivale a “Blind as a Bat”: refers to someone who is unwilling to recognize bad things, or someone who is completely blind. You can use the idiom ‘As Blind as a Bat’ to describe someone who refuses to notice an obvious thing.

LINK
https://roberttannahill.weebly.com/letter-to-james-clark-22-november-1809.html
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2040B.htm
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20POEMS%2024.htm

Hey, Donald ! How, Donald ! by Robert Tannahill

Robert Tannahill (1774 – 1810) “the poet-weaver of Paisley”, wrote a pastoral song recalling a very popular melody in the previous century entitled “Donald Couper”. In the mighty compilation “The Complete Songs of Robert Tannahill” by Fred Freeman (divided into 4 volumes) we find two versions, incidentally the melody is the same remembered by Mary Brooksbank (a poet-worker at the spinning-wheel) who sang her mother when she was a child . Not remembering the words she too rewrites Hey, Donald! How, Donald!
Robert Tannahill (1774 – 1810) “il poeta-tessitore di Paisley”,  scrisse una canzoncina pastorale richiamando una melodia molto popolare nel secolo precedente dal titolo “Donald Couper”. 
Nella poderosa compilation The Complete Songs of Robert Tannahill di Fred Freeman (suddivisa in 4 volumi) troviamo ben due versioni, incidentalmente la melodia e la stessa ricordata da Mary Brooksbank (poeta-lavoratrice alla Filanda) che le cantava la madre quando era bambina. Non ricordando le parole anche lei la riscrive Hey, Donald ! How, Donald !

THE SIXTH CENTURY VERSION
[LA VERSIONE SEICENTESCA]

The tune called “Donald Couper” is very old, and it can be traced back at least as far as the middle of the 17th century. 
La melodia “Donald Couper” è molto antica, la ritroviamo alla metà del 17 ° secolo. Un testo fu pubblicato da Herd e riportato parzialmente nello SMM.

Wendy Weatherby in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I (2006) 

Chorus
Hey, Donald, howe (1) Donald,

Hey Donald Couper!
He’s gane awa’ to seek a wife,
And he’s come hame without her.
I=IV
O Donald Couper and his man
Held to a Highland fair, man;
And a’ to seek a bonnie lass—
But fient a ane was there, man.
II
At length he get a carlin gray, (2)
And she’s come hirplin’ hame (3), man;
And she’s fawn ower the buffet stool (4),
And brak’ her rumple-bane, man(5)
III 
“I downa look on bank and brae, 
I downa greet where a’ are gay, 
But O! my heart will break wi’ wae, 
Gin Donald cease to lo’e me”

Traduzione italiano Cattia Salto
Coro
Ehi Donald, come va Donald
Donald Couper!
E’ andato a cercare moglie
ed è ritornato a casa senza di lei
I
Donald Couper e il suo uomo
si recarono alla fiera delle Highland
per cercare una bella ragazza
ma diavolo se ce n’era una!
II
Alla fine ha preso una befana
che è arrivata lemme-lemme a casa
e si è seduta sullo sgabello
e si è rotta il coccige
III LEI
“Non guarderò alla riva e al colle
non brinderò quanto tutti sono allegri,
ma il mio cuore si spezzerà dal dolore
se Donald cesserà di amarmi”

English translation
Hey, Donald, how Donald,
Hey Donald Couper!
He’s gone away to seek a wife,
And he’s come home without her.
I=IV
O Donald Couper and his man
Held to a Highland fair, man;
And all to seek a pretty maid—
But devil a one was there, man.
II
At length he get an old woman gray,
And she’s come hirpling home, man;
And she’s sitting over the buffet stool,
And broke her rump-bon, man.
III
“I will not yet look on bank and hill, 
I will not yet greet where all are gay, 
But O! my heart will break with woe, 
if Donald will cease to love me”

NOTE
from Johnson’s Musical Museum, Part IV., 1792 but not the last stanza [Il testo proviene dallo “Scots Musical Museum” di Johnson, Part IV., 1792, ma non l’ultima strofa]
1) sono incerta se howe sia da considerarsi un intercalare “how” o voglia dire “zappatore”
2)  carlin means old woman, but it does not necessarily mean an old woman; used to indicate a wife (to whom one is attached) but also an hag; gyre-Carling is in fact the term with which in the Borders it was called the mother goddess
carlin significa vecchia donna, ma non necessariamente sta a indicare una donna anziana; usato per indicare una moglie (a cui si è affezionati) ma anche una megera  Gyre-Carling è infatti il termine con cui nel Borders veniva chiamata  la dea madre che si trasformerà in Italia nella Befana
3) per questo Donald era ritornato a casa solo, la “vecchietta” andava piano
4) buffet stole (c 1440)= a low stool, a footstool. In the 15th c. described as a three-legged stool, but in the 18th c. denoting in north of England a low stool of any kind and in Scotland a four-footed stool
[ è uno sgabello da buffet: uno sgabello basso, un poggiapiedi. Nel 1400 descritto come uno sgabello a tre gambe, ma nel 1700 denota nel Nord Inghilterra uno sgabello basso di ogni tipo e in Scozia uno sgabello a quattro piedi
5) Herd writes another verse “And Donald he’s as daft o’ her/As a ripe rosie dame, man

TANNAHILL VERSION: Tho’ simmer smiles 

Tannahill reworks the humorous situation of popular verses by writing a pastoral courting song.
R. A. Smith, who possessed Tannahill’s fragment, set it to a Highland air, which he took down from the voice of a country girl in Arran.
Tannahill rielabora la situazione umoristica dei versi popolari scrivendo una courting song di genere pastorale. R. A. Smith, che possedeva il frammento di Tannahill, lo musicò su un’aria delle Highland, che prese dal canto di una contadina ad Arran.

Marieke McBean in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume II (2010)

I
Though simmer smiles on bank and brae,
And nature bids the heart be gay,
Yet a’ the joys o’ flowery May 
Wi’ pleasure ne’er can move me (1).
Chorus
Hey, Donald ! how, Donald !

Think upon your vow, Donald ;
Mind the heather knowe (2), Donald,
Where you vowed to love me.
II (3)
The budding rose and scented brier, 
The siller fountain skinkling clear, 
The merry lav’rock whistling near, 
Wi’ pleasure ne’er can move me
III
“I downa look on bank and brae, 
I downa greet where a’ are gay, 
But O! my heart will break wi’ wae, 
Gin Donald cease to lo’e me”

Traduzione italiano Cattia Salto
I
Sebbene l’estate sorrida tra il rivo e il colle
e la natura esorti il cuore ad essere gaio
pur tutte le gioie della florida May
di piacere non mi commuoveranno
Coro
Ehi Donald, come va Donald
pensa alla tua promessa Donald, rammenda quando ci siamo conosciuti tra l’erica
dove hai giurato di amarmi
II
Il bocciolo di rosa germoglia soave
la fontana argentina spruzza chiara
l’allegra allodola fischietta vicina,
di piacere non mi commuoveranno
III
“Non guarderò alla riva e al colle
non brinderò quanto tutti sono allegri,
ma il mio cuore si spezzerà dal dolore
se Donald cesserà di amarmi”

NOTE
1) they won’t convince him to marry [non lo convinceranno a sposare la bella May]
2) probably a carnal knowledge [probabilmente una conoscenza carnale]
3) “These two supplemental stanzas were written by Motherwell about the year 1820, at the request of Smith, who was fond of the air, which he took down from the voice of a country girl in Arran. Smith afterwards inserted the whole song, as now given, in the second volume of his Scotish Minstrel. (by Ramsay)
Queste due strofe supplementari furono scritte da Motherwell intorno al 1820, su richiesta di Smith, che amava l’aria, ripresa dal canto di una contadina ad Arran. Successivamente Smith ha inserito l’intera canzone, come ora fornita, nel secondo volume del suo Scotish Minstrel.

LINK
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2029B.htm
https://en.wikisource.org/wiki/The_Book_of_Scottish_Song/Donald_Couper
https://en.wikisource.org/wiki/Page:The_Book_of_Scottish_Song.djvu/45

Fly We To Some Desert Isle

Robert Tannahill  entitled this song “A Scottish Song,” written to the Air—“Rory Fraser ‘s Winsome Lassie.” In a letter dated 1st March, 1810, written by Tannahill to Mr. Thomas Stewart, bookseller, Greenock, the Poet was proposing to publish a second edition of his Works.
Robert Tannahill  ha intitolato questa canzone “A Scottish Song”, scritta sulla melodia- “Rory Fraser ‘s Winsome Lassie”. In una lettera datata 1 marzo 1810, scritta da Tannahill a Thomas Stewart, editore di Greenock, il Poeta stava proponendo di pubblicare una seconda edizione delle sue opere.

A love song (love on a shoestring style) still fresh and modern
Una canzone sull’amore (alla due cuori e una capanna) che è ancora fresca e modernissima

Emily Smith in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I (2006)

Jim Malcolm · Susie Malcolm · Marie Fielding in Sparkling Flash 2011

Kateřina Garcia in Before Dawn 2010


I
Fly we tae some desert isle,

There we’ll pass our days thegither, 
Shun the world’s derisive smile,
Wand’ring tenants o the heather ; 
Shelter’d in some lanely glen, 
Far removed frae mortal ken, 
Forget the selfish ways o men,
Nor feel a wish beyond each ither.
II
Tho my frien’s deride me still, 
Jamie, I’ll disown thee never ;
Let them scorn me as they will,
I’ll be thine, and thine for ever.
What are a my kin tae me,
A their pride o pedigree !
What war life, if wantin thee,
An what war death, if we maun sever!

Traduzione italiano Cattia Salto
I
Involarsi verso un’isola deserta
Dove trascorrere i nostri giorni insieme
Ed evitare il ghigno beffardo del mondo!
Inquilini vagabondi dell’erica;
Riparati in una valletta solitaria,
Lontano dal consorzio mortale,
Dimentichi dei modi egoistici degli umani,
Nè provare desiderio che non sia nell’altro.
II
Anche se i miei amici mi deridono,
Jamie, non ti rinnegherò mai;
Che mi disprezzino quanto vogliono
Sarò tua e tua per sempre.
Che cosa sono i parenti per me?
Il loro orgoglioso lignaggio!
Che cosa sarebbe la vita se ti desiderassi (1)
E che cosa sarebbe la morte se ci dovessimo separare!

Nota
1) il senso dell’esclamazione è: che vita triste sarebbe se dovessi desiderarti (perchè non ti avrei accanto a me!)

LINK
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2028B.htm

Oh, are ye sleepin’ Maggie?

Leggi in italiano

From the tradition of “night visiting songs” the text is attributed to the Scottish poet Robert Tannahill and in fact various findings place the story in the woods of Paisley. ( in ‘The Poems and Songs of Robert Tannahill’ – 1874  assigned as a “Sleeping Maggie” melody.)
The heroine of this song was Margaret Pollock, a cousin of the Author by the mother’s side. She was the eldest daughter of Matthew Pollock (3rd) of Boghall, by his second marriage (mentioned in the Memoir of the Tannahills); and it is very probable the Poet beheld such an evening as he had described, in walking from Paisley over the high road to his uncle’s farm steading in Beith Parish. Margaret Pollock afterwards lived in family with William Lochhead, Ryveraes, and she and Mrs. Lochhead frequently sang that song together. Miss Pollock died unmarried (from here)

NIGHT VISITING IN DARK STYLE

The scene described is not really autobiographical (pheraps more in keeping with Robert Burns‘s temperament): the protagonist arrives at Maggy’s house in a dark and stormy night (the picture is rather gothic: an icy winter wind raging in the woods , a night of new moon without stars, the disturbing moaning of the owl, the iron gate that slams against the hinges) and he hopes that in the meantime the lover has not fallen asleep, letting come him in secret! And then no more worries or fears in the arms of Maggy every gloomy thought is dissolved!

http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/
http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/

I must mention the version collected by Hamish Henderson from the voice of Jeannie Robertson (see fragment of 1960) which shows a different melody from that later made famous by Tannahill Weavers.

The song was made known to the general public by the Tannahill Weavers, the good “weavers” of Robert Tannahill, also by Paisley,
At the moment you can find several live versions on you tube, but the best performances of the group are two: one in Mermaid’s Song 1992 (listen from Spotify) a faster version integrated with the reel “The Noose In The Ghillies” (with Roy Gullane , Phil Smillie, Iain MacInnes, Kenny Forsyth) and the first in Are Ye Sleeping Maggie 1976 with Roy Gullane, Phil Smillie, Hudson Swan, and Dougie MacLean (fiddle). In this first version the melody is slower and full of atmosphere (with hunder, wind and the rain effect)

Tannahill Weavers from Are Ye Sleeping Maggie 1976

Dougie Maclean (who collaborated with Tannahill Weavers from 1974 and until 1977 and then toured with them in 1980) in Real Estate -1988 and also in Tribute 1995

Jim Reid in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I(2006) 


I
Mirk and rainy is the nicht,
there’s no’ a starn in a’ the carry(1)
Lichtnin’s gleam athwart the lift,
and (cauld) winds dive wi’ winter’s fury.
CHORUS
Oh, are ye sleepin’ Maggie
Oh, are ye sleepin’ Maggie
let me in, for loud the linn
is roarin'(2) o’er the Warlock Craigie(3).
II
Fearfu’ soughs the boortree(4) bank
The rifted wood roars wild an’ dreary.
Loud the iron yett(5) does clank,
An’ cry o’ howlets mak’s me eerie.
III
Aboon my breath I daurna’ speak
For fear I rouse your waukrif’ daddie;
Cauld’s the blast upon my cheek,
O rise, rise my bonnie ladie.
IV
She op’d the door, she let him in
I cuist aside my dreepin’ plaidie(6).
‘Blaw your warst, ye rain and win’
Since, Maggie, now I’m in aside ye.
V
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
What care I for howlet’s cry,
For boortree bank or warlock craigie?
English translation
I
Dark and rainy is the night
there’s no star in all the carry
lightning flashes gleam across the sky
and cold winds drive with winters fury.
CHORUS
Oh, are you sleeping Maggie
Oh, are you sleeping Maggie
let me in, for the loud the waterfall
is roaring over the warlock crag.
II
Fearful sighs on the elder tree bank
The rifted wood roars wild and dreary
Loud the iron gate does clank,
And cry of owls makes me fearful.
III
Above my breath I dare not speak
For fear I rouse your wakeful father
Cold is the blast upon my cheek
O rise, rise my pretty lady.
IV
She opened the door, she let him in
I cast aside my dripping cloak
“Blow your worst, you rain and wind
Since, Maggie, now I’m beside you.”
V
Now, since you’re woken, Maggie
Now, since you’re woken, Maggie
What care I for owl’s cry,
For elder tree bank or warlock crag?

NOTES
1) carry is for sky, “the direction in which clouds are carried by the wind”
2) howling
3) warlock crag is the name of a waterfall at Lochwinnoch that forms a large pool or a small pond
4) elder tree in which the fairies prefer to dwell
5) yett is gett according to the ancient custom of writing the two vowels interchangeably
6) plaidie  see more

Great horned owl and chicks. Image size 5.6 by 7.9 inches @ 300 dpi. Photo credit: © Scott Copeland


SLEEPY & DROWSY MAGGY REELS

“Sleepy Maggie” is a reel in two-part and is often paired with the “Drowsy Maggie” reel, sometimes the two melodies are, mistakenly, confused. In the version of Francis O’Neill and James O’Neill (in O’Neill’s Music of Ireland) it is in 3 parts.

Sleepy Maggie as reported by Fidder’s Companion is a traditional Scottish melody whose oldest transcribed source is in Duke of Perth Manuscript or Drummond Castle Manuscript (1734)

Sleepy Maggie is also known in Ireland under different names “Lough Isle Castle,” “Seán sa Cheo” or “Tullaghan Lassies” and is the model for “Jenny’s Chickens”.

Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)
Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)

“Drowsy Maggie” is instead a traditional Irish tune in 2, 3 or 4 parts, but much more popular at least at the recording level (it will be for its appearance in the movie “Titanic”!)

Gaelic Storm  (Titanic Set) – of course there is also the Scottish version: usually slow part and then it gets faster and faster so the title between in deception because there is nothing “sleepy” in the melody that comes to a final paroxysm .

SLEEPY MAGGIE

Sleepy Maggie Alasdair Fraser on fiddle
Sleepy Maggie
Gabriele Possenti  on a Mcilroy AS 65c (C)
Tullaghan Lassies Fidil Irish Fiddle trio
Jenny’s Chickens Shanon Corr on fiddle

DROWSY MAGGIE
John Simie Doherty Donegal fiddle master
Comhaltas Ceoltóirí Éireann live

The Chieftains 
 

Driftwood (Joe Nunn on fiddle)

Jake Wise live

Rock versions
Dancing Willow an Irish folk band from Münster (Germany)
DNA Strings from Cape Town ( South Africa)
Lack of limits faster more and more

 

LINKS
http://archive.org/details/poemssongsofrobe00tannrich
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/64522/1;
jsessionid=B312B09442ED31BB18C4FDA5E2E2BB59

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59687
http://members.aol.com/tannahillweavers/
http://www.lochwinnoch.info/tales/warlock-craigie.php
http://thesession.org/tunes/787
http://thesession.org/tunes/27
http://www.ibiblio.org/fiddlers/SLA_SLE.htm#SLEEPY_MAGGY/MAGGIE

Tannahill Weavers, la tradizione che vive

Una band tra le più longeve della scena folk targata Scozia che ha portato la musica tradizionale scozzese in tutto il mondo.
I Tannahill Weavers nascono a Paisley nel 1966 e con il nome “I Tessitori di Tannahill” omaggiano il suo poeta-tessitore più illustre  Robert Tannahill; un nome così lungo viene inevitabilmente storpiato e accorciato e i fans li chiamano affettuosamente “the Tannies”.

(da sinistra: Phil Smillie, Roy Gullane, John Martin, Lorne MacDougall)

Nella line up degli esordi mancano per la verità i componenti che saranno lo zoccolo duro del gruppo, ma arrivano giusto qualche anno dopo la fondazione: Roy Gullane frontman del gruppo (1969) e il giovanissimo flautista-bodranista Phil Smillie (1968) -già rodie della band.
Il primo album del 1976 “Are Ye Sleeping Maggie” li vede oramai usciti dai circuiti amatoriali e in concerto sul Continente in particolare la Germania. Ci troviamo il violino e la chitarra (mandolino e banjo) di Dougie MacLean che era stato reclutato qualche anno prima al Kinross Festival (e che si trovò a sostituire per qualche tempo Mike Ward, rimpiazzati poi nel 1989 da John Martin -già ex-Ossian) . Così racconta la storia Dougie “I was just kind of standing at the side of the road. I had a nice wee job as a gardener up in Aberdeen and had a nice wee flat, and we were just going round the festivals, and we went to Kinross. But I remember standing on the pavement and the white Tannahill van just pulling up in front and basically Roy just got out the van and said, “Dougie, d’you want to join a band, we’re going to Germany in three days’ time,” or something like that. So I said, “well can I have five minutes to think about that!” So I went back to the campsite to the tent where I was staying with all my friends from Aberdeen and I said, “Roy Gullane’s just asked me to join his band, and they’re going to Germany in three days, what do you think I should do?” And they’re all saying, “go for it!” And actually, if I hadn’t made that decision my life would have been completely different.” (tratto da qui)

LA GREAT HIGHLAND BAGPIPE

(1978 dal basso a sinistra: Roy Gullane e Alan MacLeod, dall’alto a sinistra Phil Smillie, Mike Ward, Hudson Swan

La cornamusa entra nell’inconfondibile sound del gruppo con il pipaiolo Alan MacLeod (i pipaioli cambiano quasi ad ogni stagione, ma sono un punto fermo che contraddistinguerà la sonorità dei Tannies, una delle prime band trad scozzesi ad aver incorporato il suono della Great Highland Bagpipe con gli altri strumenti folk, oggi supportato da un giovanissimo ma prodigioso Lorne MacDougall) e il secondo album “The Old Woman’s Dance” (1978) è un’esplosione di vitalità ed energia, speziata da molto humor.

(1987 da sinistra: Stuart Morison, Iain MacInnes, Phil Smillie, Ross Kennedy, Roy Gullane)

Il gruppo tuttavia sembra un po’ arrancare negli anni 80, e si guadagna la nomea di scapestrati bevitori (ecco una simpatica cronaca del loro concerto in quel di Santa Croce- Firenze del 1982 scritta da Riccardo Venturi continua), botte di vita della gioventù, lasciate alle spalle negli anni 90.
Con “Capernaum” uscito nel 1994 pubblicato  dall’etichetta discografica Green Linnet Records si aggiudicano un Indie Award come migliore album di musica celtica dell’anno. Accanto a Roy e Phil  suonano il già citato John Martin (violino, viola, violoncello), Les Wilson (bouzouki e tastiere) e Kenny Forsyth con l’highlands bagpipes, la scottish small pipes e i whistles.
Ancora un cambio di formazione con l’uscita del Cd “Leaving St. Kilda” è la volta del pipaiolo Duncan J. Nicholson.
I “Tessitori” si  sono esibiti molte volte in Italia ospiti dei principali festival celtici in primis Trigallia (spesso presenti nelle compilation della rivista Celtica delle Edizioni 3ntini&C): nel 2000 esce il loro cd “Alchemy” (con copertina di Luca Tarlazzi) e ancora un cd nel 2003 “Arnish Light” sempre con la copertina di Luca Tarlazzi e con un nuovo pipaiolo Colin Melville.
L’ultimo cd (per ora) è “Live and In Session” registrato principalmente durante l’US Tour del 2005 (metà sono live e metà tracce studio): la prima traccia è un set strumentale live “THE GEESE IN THE BOG/THE JIG OF SLURS” già inciso nel Cd “The Tannahill Weavers” (1979) che è rimasto nel tempo la loro firma anche se le melodie non sono dei tradizionali scozzesi bensì due jigs irlandesi!

ASCOLTA la travolgente accoppiata di Atholl Highlander con la canzone giacobita Johnnie Cope.

Nel loro repertorio non mancano drinking songs, ballate, canzoni nostalgiche e malinconiche slow air, ripetuti omaggi ai due poeti Robert Burns e Robert Tannahill: un genuino (istintivo, immediato) spirito scozzese.
Nel blog ho spesso inserito le loro versioni dei brani tradizionali scozzesi seguite il tag Tannahill Weavers

FONTI
http://www.theballadeers.com/scots/tw_01.htm
http://www.tannahillweavers.com/biography.htm
http://www.tannahillweavers.com/records.htm
https://tannahillweavers.bandcamp.com/

The Braes Of Balquhidder

BALQUHIDDER (or BALQUHITHER) pronounces ‘Balwhither’ is a small village in Scotland in the middle of the mountains in the MacGregor lands, next to a small lake where Robert Tannahill set this song; Francis McPeake in 1957 wrote his Wild Mountain Thyme on words and music of “The Braes of Balquhidder” by Robert Tannahill, however, the Irish version has become much more popular!
BALQUHIDDER (scritto anche come BALQUHITHER) è un piccolo villaggio della Scozia in mezzo ai monti nelle terre dei MacGregor, accanto a un piccolo lago dove Robert Tannahill ha ambientato questa canzone; conosciuta anche in Irlanda e resa famosa da Francis McPeake nel 1957 con il titolo di Wild Mountain Thyme, versione che finì per oscurare quella del primo autore!

Vexata quaestio

It is better not to go into the heated dispute over the authorship of text and melody that divides Irish and Scottish, but we take note of the wide popular diffusion of a theme that expresses the love for one’s own land and its beauties, and a melody that is a slow air with deep sweetness.
Meglio non addentrarsi nell’accesa disputa sulla paternità di testi e melodia che divide irlandesi e scozzesi, bensì prendiamo atto dell’ampia diffusione popolare di un tema che esprime l’amore per la propria terra e le sue bellezze, e una melodia che è una slow air dalla profonda dolcezza.

Air—“The three carles o Buchanan.”
This song appeared twice in R. A. Smith’s Scotish Minstrel,—Vol. I., page 49, and Vol. IV., page 89,—and he gives the Air, “The Braes o Balquither.”

John Croall in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I (2006) 

Skylark in “All of It”, 1979

Tannahill Weavers in Capernaum 1994


Chorus
Let us go, lassie, go
Tae the braes o’ Balquhidder
Whar the blueberries (1) grow
‘Mang the bonnie Hielan’ heather
Whar the deer and the rae
Lichtly bounding thegither
Sport the lang summer day
On the braes o’ Balquhidder
I
I will twin thee a bow’r
By the clear silver fountain
And I’ll cover it o’er
Wi’ the flooers o’ the  mountain
I will range through the wilds
And the deep glens (2) 
 sae dreary
And return wi’ their spoils
Tae the bow’r o’ my dearie
II
When the rude wintry win’
Idly raves roun’ oor dwellin’
And the roar o’ the linn(3)
On the nicht breeze is swellin’
So merrily we’ll sing
As the storm rattles o’er us
Till the dear shielin’ ring
Wi’ the licht(4) liltin’  chorus.
III
Noo the summers in prime
Wi’ the flooers richly bloomin’
Wi’ the wild mountain thyme
A’ the moorlan’s perfumin’
Tae oor dear native scenes
Let us journey thegither
Whar glad innocence reigns
‘Mang the braes o’ Balquhidder
traduzione italiano Cattia Salto
ritornello
Andiamo, ragazza, andiamo
per i pendii di Balquhidder
dove crescono i mirtilli (1)
tra la bella erica d’altura,
dove il cervo e il capriolo
vanno assieme con piede leggero,
passiamo l’interminabile estate,
sui pendii di Balquhidder
I
Ti intreccerò un frondoso riparo
vicino alla pura sorgente cristallina
e lo ricoprirò tutto
con i fiori di montagna,
cercherò per i boschi
e nelle profonde forre (2)  sì ombrose
e ritornerò con i loro tesori
alla capannuccia del mio amore.
II
Quando il forte vento invernale
vagherà inoperoso attorno alla nostra dimora e il rimbombo della cascata(3)
nella brezza notturna  si gonfierà,
così allegramente  canteremo,
mentre la tempesta  infurierà su di noi
fino a che il caro rifugio risuonerà
con un allegro coro melodioso.
III
Ora l’estate è in arrivo
con i fiori che sbocciano a profusione
con il timo selvatico di montagna
che profuma la brughiera,
per le nostre care terre natie
andiamoci tutti insieme
dove regna la lieta  innocenza
sui pendii di Balquhidder

NOTE
1) The song describes a social occasion still sporadically practiced in Scotland and Ireland: the harvest of blueberries, a mid-summer party called Bilberry Sunday It was celebrated mostly in July, when the berries of the blueberry ripen or in August, often combined with Celtic festival of Lughnasa or on Sunday (or Monday) closer to the party. At one time the youngsters and the young girls stood up in the mountains on the moors from morning to evening gathering blueberries and making friends, it was therefore a celebration dedicated to courtship and combining marriages.
Nella canzone si descrive una ricorrenza sociale ancora sporadicamente praticata in Scozia e Irlanda: la raccolta dei mirtilli, una festa di mezz’estate denominata Bilberry Sunday Si celebrava per lo più a luglio, quando maturano le bacche del mirtillo o ad Agosto, spesso abbinata alla festa celtica di Lughnasa o alla domenica (o lunedì) più prossima alla festa. Un tempo i giovinetti e le giovanette stavano su per i monti nella brughiera da mattino a sera a raccogliere i mirtilli e a fare amicizia, era perciò una festa dedicata al corteggiamento e a combinare i matrimoni. continua
2) glen: è una  tipica valle scozzese solitamente allungata e profonda con una forma ad U
3) linn:  cascata dal gaelico scozzese linne
4) licht:  termine scozzese per light qui con significato di allegro

LINK
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2026.htm
https://thesession.org/tunes/10655
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

Will Ye Gang Tae Sherramuir

Una canzone pro-giacobita sulla battaglia fu scritta anche da Robert Tannahill, ma prima di analizzare il testo è necessaria una premessa per aggiungere ancora un tassello da aggiungere alla questione giacobita già analizzata in vari post su questo BLOG e che si è meritata una sua pagina fissa (vedi)

JACOBITE REBELLION: FIRST ACT

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John Erskine, Lord Mar

Alla morte della regina Anna (1 agosto 1714) senza eredi diretti, il risentimento scozzese per l’unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra era vivo più che mai. Molti nobili erano giacobiti, gli Highlanders cattolici e giacobiti odiavano gli scozzesi delle Lowlands presbiteriani e i Campbells di Argyll, la grande famiglia dei Whigs. L’anno prima John Erskine ovvero Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori (i Tory) così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Non che tutti i Tories fossero giacobiti, ma erano in odore di giacobitismo, quel tanto che bastava per impedir loro di diventare degli amministratori politici sotto gli Hannover. C’è un immagine molto calzante citata da A. I. Morton (in Storia del popolo inglese, Roma,1973):” Il Giacobitismo era politicamente morto in Inghilterra dopo il 1715, ma ne rimase a lungo lo scheletro nell’armadio dei Tories“. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715, Lord Mar innalzò lo stendardo Stuart presso Braemar. Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands.

LA BATTAGLIA DI SHERIFFMUIR

Le rivendicazioni al trono si infransero nella Battaglia di Sheriffmuir del 13 novembre 1715, che si concluse in sostanza con un nulla di fatto (a parte tanti morti).
Al cadere dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono verso Perth e i governativi, comandati dal Duca di Argyle, tornarono a Stirling. Giacomo (Giacomo Francesco Edoardo Stuart detto “The Old Pretender”) arrivò a bordo di una nave francese in dicembre, trovò la sua causa disperata e fuggì in Francia: l’esercito di Mar si disperse e la rivolta finì. Nel 1717 venne concesso, con l'”Act of Grace” un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.

I clan delle Highlands erano accorsi in grande numero ma non sempre le battaglie vengono vinte con la forza bruta e l’abbondanza di uomini: mentre c’erano quelli che avevano uomini tra entrambi gli schieramenti, c’erano anche quelli che restarono a guardare senza prendere parte alla battaglia (come fece il celebre Rob Roy); gli Scozzesi non vogliono ammetterlo, ma la battaglia fu una sconfitta (della serie quando un comandante non conosce terreno, tattiche e nemico).

Sono state scritte diverse ballate sulla battaglia, ma due sono le versioni principali.


ROBERT TANNAHILL: WILL YE GANG TAE SHERRAMUIR

Solo le prime due strofe sono attribuite a Robert Tannahill, mentre le seconde due strofe sono riportate da James Hogg nel suo “Jacobite Relics” è probabilmente farina del suo sacco (vedi)


Ewan MacColl & Peggy Seeger in
Songs of Two Rebellions: The Jacobite Wars of 1715 and 1745 in Scotland 2004

Max Dunbar

Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume III (2012)


I
Will ye go to Sheriffmuir,
Bauld John o Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Heiland laddies.
A’ the true men o the north,
Angus, Huntly and Seaforth,(2)
Scouring on tae cross the Forth,
Wi their white cock-a-dies(3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
Wi the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s raws,
A’ the clans wi loud huzzas,
Rushing tae the battle(5).
III
There you’ll see the noble Whigs(6),
A’ the heroes o the brigs(7),
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Rien hose and raggit hools,
Sour milk(6) and girnin’ gools,
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never mair, man.
IV
Will ye go to Sheriffmuir,
Bold John o’ Innisture?
Sic a day and sic an hour,
Neir was in the north man.
Siccan sichts will there be seen;
And gin some be nae mistaen,
Fragrant gales will come bedeen,
Frae the water o Forth, man.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture(1)?
Là vedrai Lord Mar
e i suoi ragazzi delle Highlands,
tutti i veri uomini del Nord,
Angus, Huntly e Seaforth,
in perlustrazione per varcare il Forth
con le loro coccarde bianche.
II
Là vedrai gli stendardi garrire,
là sentirai le cornamuse ruggire
e le trombe squillare a morte
con le raffiche dei cannoni,
là vedrai il prode McCraws
e le schiere dei Cameron e del Clanronald,
tutti i clan con i loro forti Hurrà
affrettarsi alla battaglia.
III
Là vedrai i nobili Whigs,
tutti ceffi da galera,
pelli raggrinzite e parrucche imbiancate
muoversi a ventaglio, amico.
Calze strappate e vestiti laceri,
latte acido e gole ringhianti,
libri dei salmi e sgabelli delle penitenze
non si vedranno mai più, amico.
IV
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture?
Un tale giorno e un tale momento
non ci sono mai stati nel Nord,
tali cose là saranno viste amico
e se non ci sbagliamo
brezze fragranti verranno presto
dalle acque del Forth, amico

NOTE
1) l’identità di John o’ Innisture è rimasta sconosciuta
2) Huntly, Seaforth: capi clan rispettivamente dei Gordon e dei McKenzie.
3) La coccarda appuntata sul cappello (berretto scozzese) è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia, o anche come indicazione di status sociale (e più spesso parte della divisa di un servitore). In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu.
4) sono le cornamuse grandi del nord usate in ambiente aperto per la sveglia, per richiamare i clan all’ordine e per spronare gli uomini in battaglia.

Highland Charge ©2002 Charles Keegan
Highland Charge ©2002 Charles Keegan
5) gli scozzesi andavano così in battaglia: La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid, ossia il kilt; si procedeva con impeto, a grandi balzi urlando come ossessi e brandendo minacciosamente la grande spada (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo). Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia 

6) una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido (Sour milk), di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica, ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia inaugurata con l’elezione di Re Giorgio I di Hannover. Di fatto sotto gli Hannover furono i Whighs a detenere il controllo del potere e a fare i loro affari o a litigare tra di loro.
7) letteralmente “eroi delle prigioni”
8) cutty stool: una sorta di sgabello delle penitenze dove chi aveva peccato veniva messo in castigo (tipo dietro la lavagna per i bambini indisciplinati a scuola) e subire una punizione simbolica e umiliante sotto gli occhi di tutta la congregazione. The custom of performing penance in public by humiliation in church either through significant action, position or confession has often been held to be peculiar to the Presbyterian and Puritan churches. In Scotland the ordeals of sitting on the repentance-stool or cutty-stool were most frequent. In economic and social histories of Scotland, and especially in Edgar’s Old Church Life in Scotland, many instances are enumerated. Sometimes [Pg 107]the offender wore a repentance-gown of sackcloth; more frequently he stood or sat barefoot and barelegged. (tratto da qui)

English translation
I
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Highland laddies.
All the true men of the north,
Angus, Huntly and Seaforth(2),
Scouring on to cross the Forth,
With their white cockadies(3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
With the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s rows,
All the clans with loud huzzas,
Rushing to the battle(5).
III
There you’ll see the noble Whigs(6),
All the heroes of the brigs,(7)
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Riven hose and ragged coats
Sour milk(6) and snarling. throats;
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never more, man.
IV
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture?
Such a day and such an hour,
Never was in the north man.
Such sights will there be seen;
And if some be not mistaken,
Fragrant gales will come soon,
From the water of Forth, man.

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2027C.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/454.htm
http://digital.nls.uk/1715-rising/songs/will-ye-go-tae-sheriffmuir/index.html
http://www.contemplator.com/scotland/sheriffmur.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7898
http://data.historic-scotland.gov.uk/pls/htmldb/f?p=2500:15:0::::BATTLEFIELD:17
https://thesession.org/tunes/284
http://chrsouchon.free.fr/sheramui.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sheriffm.html
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sherramu.html
http://www.readbookonline.net/readOnLine/29309/

The Braes o’ Glenifer

A young girl complains about having to part from Johnny, who left as a soldier, and she awaits his return, remembering the times she spent wandering together on the Gleniffer hill. Thus the winter season reflects the pain in her soul. The song written by Robert Tannahill in 1806 was initially combined with the melody “Bonnie Dundee“, later sung on the melody “Saw ye my wee thing ” composed by John Ross of Aberdeen,
Una fanciulla si lamenta per essersi dovuta separare dal suo Johnny, partito come soldato, e ne attende il ritorno, ricordando i tempi trascorsi a vagabondare insieme sulla collina di Gleniffer. Così la stagione invernale riflette il tormento nell’animo dell’innamorata.
La canzone scritta da Robert Tannahill nel 1806 fu abbinata inizialmente alla melodia “Bonnie Dundee”, in seguito si cantò sulla melodia “Saw ye my wee thing” composta da John Ross di Aberdeen.

Today the Gleniffer hill is included in a park, the Robertson Country Park, formed by wooded areas and moorland, on the ridge you can enjoy the panoramic view of Paisley and the Clyde valley.
Oggi la collina di Gleniffer è compresa in un parco, il  Robertson Country Park, formato da zone boschive e brughiera, sul crinale si gode la vista panoramica di Paisley e della valle del Clyde.

The Tannahill Weavers in Epona 2006

Fiona Hunter in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume III (2012)

I
Keen blaws the win’ o’er the braes o’ Gleniffer
The auld castle’s turrets(1) are covered wi’ snaw
How changed frae the time when I met wi’ my lover
Amang the brume bushes by Stanley green shaw(2)
II
The wild flowers o’ simmer were spread a’ sae bonnie
The Mavis sang sweet frae the green birkin tree
But far to the camp they ha’e marched my dear Johnnie
And now it is winter wi’ nature and me
III
Then ilk thing aroun’ us was blythsome and cheery
Then ilk thing aroun’ us was bonnie and braw
Now naething is heard but the win’ whistlin’ dreary
And naething is seen by the wide spreadin’ snaw
IV
The trees are a’ bare, and the birds mute and dowie
They shake the cauld drift  frae their wings as they flee
And chirp out their plaints, seeming wae for my Johnnie
‘Tis winter wi’ them and ‘tis winter wi’ me
V
Yon caul sleety could skiffs alang the bleak mountain
And shakes the dark firs on the stey rocky brae
While doun the deep glen  bawls the snaw-flooded fountain(3)
That murmur’d sae sweet to my laddie an’ me
VI
‘Tis no’ its loud roar, on the wintry win’ swellin’
‘Tis no’ the caul’ blast brings the tear to my e’e
For, oh, gin I saw my bonnie Scots callan
The dark days o’ winter war simmer tae me

English translation Cattia Salto
I
Keen blows the wind
over the hillside of Gleniffer
The old castle’s turrets
are covered with snow
How changed from the time
when I met with my lover
Among the broom bushes
by Stanley green shaw
II
The wild flowers of summer
were spread all so bonny
The song thrush sang sweet
from the green birch tree
But far to the camp
they have marched my dear Johnny
And now it is winter with nature and me
III
Then every thing around us
was blithesome and cheery
Then every thing around us
was bonnie and braw
Now nothing is heard but the wind
whistling dreary
And nothing is seen
by the wide spreading snow
IV
The trees are all bare,
and the birds mute and sad
They shake the cold drift
from their wings as they flee
And chirp out their plaints,
seeming woe for my Johnnie
This is winter with them
and this is winter with me
V
That call sleety cold blow over
along the bleak mountain
And shakes the dark firs
on the steep rocky hill
While down the deep glen
bawls the snow-flooded fountain
That murmured so sweet
to my lad and me
VI
This is now its loud roar,
on the wintry wind swelling
This is now the cold blast
brings the tear to my eye
For, oh, if I saw my bonnie Scots lad
The dark days of winter
will be summer to me
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Lamentoso soffia il vento
sulla collina di Gleniffer
e i torrioni del vecchio castello (1)
sono ricoperti di neve.
Com’è mutato dal tempo
in cui mi incontravo con il mio amore
tra i cespugli di ginestra
nel verde boschetto di Stanley (2).
II
I fiori selvatici dell’estate
erano tutti sbocciati così belli,
il tordo cantava dolcemente
tra la verde betulla
ma via dall’accampamento
hanno fatto marciare il  mio caro Johnny
e adesso è inverno nella natura e in me.
III
Allora ogni cosa intorno a noi
era gioiosa e allegra,
allora ogni cosa intorno a noi
era bella e giusta,
ora si sente solo il vento
che soffia triste
e non si vede altro
che la neve sparsa dappertutto.
IV
Gli alberi sono tutti spogli
e gli uccelli muti e tristi,
scuotono l’aria fredda
dalle ali mentre fuggono
e cinguettano i loro lamenti,
forieri di guai per il mio Johnny.
Questo è l’Inverno per loro
e questo è l’inverno per me.
V
Quello richiama nevischio e vento freddo
sulla montagna brulla
e scuote i cupi abeti
sulla ripida collina rocciosa,
mentre nella gola profonda
crepita la cascata coperta dalla neve (3)
che mormorava così dolcemente
al mio ragazzo e a me.
VI
Questo è ora il suo forte ruggito
sul vento invernale che si ingrossa,
questi sono ora i colpi del freddo
che mi fanno lacrimare gli occhi,
oh se potessi vedere il mio bel scozzese,
i bui giorni dell’inverno
sarebbero la mia estate!

NOTE
1) Stanley Castle surrounded by hills and in pond, today only the vestiges of a tower remain. [circondato dalle colline e in una polla d’acqua, oggi restano solo le vestigia di una torre.]
2) The Paisley forest was initially divided into three large areas called Stanely, Thornly and Fereneze, the north side later became Paisley Braes, or Braes of Gleniffer, the south side Fereneze Braes. “The lands of Stanely, part of the ridge of Paisley Braes, were granted by King Robert III. to Sir Robert Danyelston in 1392. One of his two daughters and co-heiresses married Sir Robert Maxwell, laird of Calderwood, in the parish of East Kilbride, and these lands, along with others, were allocated to Lady Calderwood. In the middle of the 15th century, the Maxwell family built on the lands a strong baronial residence, a massive piece of masonry, 40 feet high, which became well known by the name of Stanely Castle. The Maxwells continued in possession of the estate for several generations, and John Maxwell, in 1629, with consent of his son John, sold the estate to Jean Hamilton, dowager of Robert, fourth Lord Ross. It has continued in the Ross-Boyle families till the present time. The roof was taken off in 1714, when the “auld castle’s turrets” and the inside of the building were exposed to the inclemency of the weather. Stanely Castle, so hoary and grey, is now surrounded with a fine sheet of water,—the Reservoir of the Paisley Water Works.” (from here)
[la foresta di Paisley inizialmente fu suddivisa in tre grandi aree chiamate Stanely, Thornly e Fereneze, il lato nord divenne poi Paisley Braes, ovvero Braes of Gleniffer, il lato sud Fereneze Braes. “Le terre di Stanely, parte della dorsale di Paisley Braes, furono concesse dal re Roberto III a Sir Robert Danyelston nel 1392. Una delle sue due figlie sposò Sir Robert Maxwell, laird di Calderwood, nella parrocchia di East Kilbride, e queste terre, insieme ad altre, furono assegnate a Lady Calderwood. A metà del XV secolo, la famiglia Maxwell costruì sulle terre una massiccia residenza baronale in pietra alta 40 piedi, che divenne famosa con il nome di Stanely Castle. I Maxwell continuarono a possedere la tenuta per diverse generazioni, e John Maxwell, nel 1629, con il consenso di suo figlio John, vendette la proprietà a Jean Hamilton, la vedova di Robert, il quarto Lord Ross. E’ rimasta alle famiglie di Ross-Boyle fino ai giorni nostri. Il tetto crollò 1714, quando le “auld castle’s turrets” e l’interno dell’edificio furono esposti alle intemperie del tempo. Il castello di Stanely, così canuto e grigio, è ora circondato da un sottile specchio d’acqua, il bacino idrico di Paisley.”]
3) the area is rich in streams and spectacular waterfalls, in the Park the Tannahill Walkway and the Tannahill Well are dedicated to the poet  [la zona è ricca di ruscelli e spettacolari cascate, nel Parco sono dedicati al poeta la Tannahill Walkway e il Tannahill Well]

LINK
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1193lyr4.htm http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%204.htm http://www.renfrewshire.gov.uk/wps/wcm/connect/6bb7b542-a62f-4bd7-93cb-b083ff493d25/pt-as-JohnstoneToPaisley.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=6bb7b542-a62f-4bd7-93cb-b083ff493d25
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/10801/
2;jsessionid=137B387BD270A11CEA4498400668AC80