Kellyburn Braes

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Il tema del Diavolo che cerca di portarsi all’inferno il peccatore, è un classico dei racconti popolari di area celtica. Nella ballata risalente al 1600 è la donna, per il suo comportamento bisbetico e irrispettoso, a meritarsi l’inferno; ma lo stesso diavolo non riesce a domarla, anzi rischia di perdere la sua tranquillità.

LITTLE DEVILS

La ballata ha avuto una grande diffusione in Inghilterra, Irlanda, Scozia e America con versioni testuali abbastanza simili seppure con melodie declinate in modo diverso.
THE DEVIL AND THE PLOWMAN (english version)
Lilli burlero
THE FARMER’S CURSED WIFE (american version)
KILLYBURN BRAE (Irish version)
KELLYBURN BRAES (Scottish version)

La versione di Robert Burns

Robert Burns ha riscritto il brano da una versione tradizionale locale, ma ha pubblicato anche un’altra versione più simile a quella diffusa in Irlanda.

PRIMA VERSIONE

Robert Burns in “Scots Musical Museum” 1792 No. 379, titolo: There lived a carl in Kelly burn braes. Melodia: Kellyburn braes
Alan Reid in The Complete Songs of Robert Burns Vol I, 2009


There lived a carl  (1)
in Kellyburn Braes,
Hey and the rue
grows bonie wi’ thyme; (2)

And he had a wife
was the plague o’ his days,
And the thyme it is wither’d
and rue is in prime

Ae day as the carl
gaed up the lang-glen,
He met with the devil,
says, how do you fen?
I’ve got a bad wife, Sir,
that’s a’ my complaint,
For, savin your presence,
to her ye’re a saint,
It’s neither your stot
nor your staig I shall crave,
But gie me your wife, man,
for her I must have,
O, welcome most kindly!
the blythe carl said;
But if ye can match her –
ye’re waur than ye’re ca’d,
The devil has got
the auld wife on his back,
And like a poor pedlar
he’s carried his pack,
He’s carried her hame
to his ain hallan-door, (3)
Syne bade her gae in,
for a bitch, and a whore,
Then straight he makes fifty,
the pick o’ his band,
Turn out on her guard
in the clap of a hand,
The carlin gaed thro’ them
like ony wud bear,
Whae’er she gat hands on,
cam near her nae mair,
A reekit wee devil
looks over the wa’,
O help, Master, help!
or she’ll ruin us a’,
The devil he swore
by the edge o’ his knife, (4)
He pitied the man
that was ty’d to a wife,
The Devil he swore
by the kirk and the bell,
He was not in wedlock, thank Heav’n,
but in hell,
Then Satan has travell’d
again wi’ his pack,
And to her auld husband
he’s carried her back,
I hae been a Devil
the feck  o’ my life,
But ne’er was in hell
till I met wi’ a wife
Traduzione italiano di  Cattia Salto
Viveva un vecchietto 
a Kellyburn Braes,
fieno e ruta
crescono belli con il timo 

e aveva una moglie
che era la rovina della sua vita.
e il timo è appassito
e la ruta è in sboccio
Un giorno, mentre il vecchietto
andava per la valle,
ha incontrato il diavolo,
e gli dice: “Come và? 
“Ho una cattiva moglie, signore,
che è tutta la mia disperazione,
e in confronto a lei,
voi siete un santo.”
“Non voglio né il tuo vitello,
né il tuo puledro,
ma dammi tua moglie, uomo,
è lei che devo avere”
“O, siate il benvenuto! –
tutto contento il vecchietto disse-
ma se non riuscirete a domarla,
di sicuro sarete fritto”.
Il diavolo si carica
la vecchia moglie sulla schiena,
come un povero viandante
con il suo fagotto,
se la porta
al cancello di casa.
poi le ordina “Entra,
porca puttana”.
Allora fece comparire una cinquantina
tra i migliori della sua combriccola
per la sua sorveglianza
con un battito di mani  .
La vecchia moglie si getta tra loro
come un orso impazzito,
chiunque le arrivasse tra le mani ,
non le andava più vicino!
Un diavoletto scuro
guarda oltre il muro,
“O aiuto, Padrone, aiuto!
o lei sarà la nostra rovina!”
Il diavolo ha giurato
sulla lama del suo coltello
di compatire l’uomo
che è stato legato a una moglie.
Il diavolo ha giurato
sulla chiesa e la campana,  
di non essere in un  matrimonio,
grazie al Cielo, ma all’inferno.
Poi Satana ha riportato
indietro il suo fagotto,
al vecchio marito
l’ha restituita!
“Sono stato un diavolo
per la maggior parte del tempo,
ma non sono mai stato all’inferno
finchè non ho incontrato tua moglie”

NOTE
1) Carl: old fellow
2) fieno e ruta crescono belli con il timo .. e il timo è appassito e la ruta è in sboccio: è una tipica filastrocca sulle erbe magiche presente in molte ballate Le erbe officinali immancabili nell’orto dei Semplici, erano gli ingredienti principali dei filtri d’amore o degli amuleti scaccia diavoli in grado di annullare le maledizioni e gli incantesimi malvagi.
3) hallan: Partition between cottage door and fireplace
4) Per i Celti il ferro è il sangue della terra ed ha sempre avuto un significato magico, un metallo porta fortuna, perchè la forza del ferro poteva contrastava gli spiriti che volevano fare del male; il potere del ferro o la sua magia era tale che riusciva a distruggere il male o allontanava gli spiriti e li faceva ritornare nel loro mondo.

SECONDA VERSIONE

Robert Burns in “Scots Musical Museum” 1796, No. 448, titolo: Kellyburnbraes. Melodia: The lass that made the bed to me

Stewart Cameron live


Thair wis an auld carle on Kellyburn Braes (ritefal, ritefal, tittie fal day)
Thair wis an auld carle on Kellyburn Braes
He mairriet a wife an he rued the day (wi ma rite falal, tittie falal, ritefal, ritefal, tittie falay)
Ae day the auld fairmer wis haudin the plou
Whan up jumps Auld Nick(1) an says “Hou dae ye do?”
Says the Deil tae the fairmer, “A’ve come for yer wife,
For A hear she’s the bane an the curse o yer life”
At this the auld fairmer he dances a reel
Cryin, “Tak her, O, tak her, O, tak her tae Hell”
The Deil he humphit her up oan his back/ Whan thae landit in Hell, lat her doun wi a crack
Thair wis seiven wee deivils wis hingin in chains
She picked up a stick an she scattert thair brains
The ither wee deivils aa stertit tae bawl
“O, tak her back, daddie, she’ll murder us aa”
Sae the Deil he humphs her again oan his back
Whan he got tae the tap, flung her doun wi a crack
He says, “A’ve been the Deivil for maist o ma life
But a ne’er wis in Hell til A met wi yer wife”
Nou, it’s true at the weemin is worse than the men
For thae gang doun tae Hell an get flung out again!
Traduzione italiano di Cattia Salto
C’era un vecchietto a Kellyburn Braes
(ritefal, ritefal, tittie fal day)
C’era un vecchietto a Kellyburn Braes
che si era sposato e la moglie comandava la sua vita.
(wi ma rite falal, tittie falal, ritefal, ritefal, tittie falay)
Un giorno il vecchio contadino stava tirando l’aratro,
che salta fuori in Vecchio Nick (1) e dice “Come stai?
Dice il Diavolo al Contadino: “Sono venuto per tua moglie
perchè ho saputo che lei è la rovina e la maledizione della tua vita!”
Così il vecchio contadino si mette a ballare un reel(2)
gridando” Prendila, prendila e portala all’Inferno!
Il diavolo se la carica sulla schiena
e quando atterrano all’Inferno la butta giù con un botto.
C’erano sette diavoletti che portavano le catene,
e lei prese un bastone e ne spappolò le cervella.
Gli altri diavoletti allora si misero a piangere
Riportala indietro, paparino, o ci ucciderà tutti!
Così il diavolo se la rimise sulla schiena.
Quando arrivò in cima (3) la gettò giù in un botto
Sono stato il Diavolo per la maggior parte del tempo,
ma non ero mai stato all’inferno fino a quando non ho conosciuto tua moglie!
Il che dimostra che le donne sono peggiori degli uomini,
quando vanno all’inferno sono buttate fuori di nuovo!

NOTE
1) nomignolo per il diavolo
2) tipica melodia da danza in 4/4 di area celtica
3) evidentemente l’inferno si trova sotto terra e per ritornare in superficie il diavolo deve salire

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/
There_lived_a_carl_in_Kelly_burn_braes

http://thesession.org/tunes/1200
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/kellybur.html

Oh, were my love (yon lilac fair) by Robert Burns

ritratto di Robert BurnsA love song that Robert Burns wrote in 1793 based on a fragment (the last 8 verses) already published in Herd; today little known, it had some success in the nineteenth century and was also translated into German and French; many combinations have alternated with various traditional melodies and as many composers
The melody chosen by Burns was “Hughie Graham”
Una canzone d’amore che Robert Burns scrisse nel 1793 a partire da un frammento (gli ultimi 8 versi) già pubblicati in Herd; oggi poco conosciuta, ebbe un certo successo nell’Ottocento venendo anche tradotta in tedesco e francese; si sono avvicendati molti abbinamenti con varie melodie tradizionali e altrettanti compositori
La melodia scelta da Burns era “Hughie Graham”


I
Oh, were my love yon lilac fair
Wi’ purple blossoms to the spring;
And I, a bird to shelter there,
When wearied on my little wing.
How I wad mourn when it was torn
By autumn wild, and winter rude!
But I wad sing on wanton wing
When youthfu’ May its bloom renew’d.
II
Oh, gin my love were yon red rose,
That grows upon the castle wa’,
And I mysel’ a drap o’ dow,
Into her bonnie breast to fa!
Oh ! there, beyond expression blest,
I’d feast on beauty a’ the night;
Seal’d on her silk-saft faulds to rest,
Till fleyed awa’ by Phoebus’ light.”
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Vorrei che il mio amore fosse quel lillà,
con fiori viola in primavera,
e io essere un uccello che ivi ripara, 
stanco di battere le piccole ali.
Quanto piangerei quando fosse colpito
dall’Autunno selvaggio e dall’Inverno rude!
Ma canterei sull’ala ribelle/ appena il giovane Maggio rinnovasse i suoi boccioli
II
Oh, se il mio amore fosse quella rosa rossa
che cresce tra le mura del castello,
ed io una goccia di rugiada
che cade tra il suo bel seno!
Oh lì con somma benedizione
onorerei la bella tutta la notte,
sigillato nelle sue pieghe di soffice seta
per riposare e svaporare alla luce di Febo”

NOTE
English translation

LINK
https://wikilivres.org/wiki/Songs_of_Robert_Burns/O,_were_my_love_yon_lilac_fair
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=3338

Johnnie Cope

From “Drums of Autumn” of the Outlander saga written by Diana Gabaldon chapter 4.
In the future Roger sings many popular airs at the Celtic Festival in New England (Outlander Season 4, episode 3)
And here’s one from the ’45,” he said. “This one is from the famous battle of Prestonpans, at which the Highland Army of Charles Stuart routed a much greater English force, under the command of General Jonathan Cope.” 
[In “Tamburi d’Autunno” della saga “La Straniera” di Diana Gabaldon, capitolo 4.
Nel futuro Roger canta molti brani popolari al Festival Celtico nel New England (Outlander stagione 4, terzo episodio)
“E adesso eccovene una del ’45” annunciò. “Viene dalla famosa battaglia di Prestonpans, nella quale l’Esercito delle Highlands di Charlie Stuart sbaragliò le forze inglesi, assai più numerose, sotto il comando del Generale Jonathan Cope”

“Johnnie Cope” is a jacobite song related to the Battle of Prestonpans (a location not far from Edinburgh – Scotland) composed by Adam Skirving . The Scots remember it as the battle of Gladsmuir because of an old prophecy that the pretender to the throne of Scotland would be victorious to Gladsmuir.
“Johnnie Cope” è una canzone giacobita riferita alla battaglia di Prestonpans (una località poco  lontano da Edimburgo – Scozia) composta da Adam Skirving. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir.

charlie-letterA lot of textual versions: almost all begin with the description of a correspondence between John Cope and Charlie Stuart (the Young Pretender), obviously invented, to create a tasty affair between them and they end with Cope terrified at the sight of the Highlanders charge!
The refrain taunts Cope giving him a Sleeping Beauty , the sarcastic verses and the cheerful melody have brought this piece to the present day, still played by many soloists and musical groups.
Le versioni testuali sono molteplici, anche se quasi tutte iniziano con  la descrizione di un carteggio tra John Cope e Charlie Stuart (il  Giovane Pretendente), ovviamente inventato, per creare un gustoso siparietto  tra i due protagonisti e si concludono con Cope terrorizzato alla vista della carica degli Highlander!
Il ritornello schernisce Cope dandogli del  bell’addormentato, i versi sarcastici e la melodia allegra, hanno fatto arrivare fino ai nostri giorni questo brano, ancora interpretato da molti  solisti e gruppi musicali.

TO THE TUNES ( LE MELODIE )

We have three distinct tunes as well as many textual versions, 
[Del brano ci sono almeno tre melodie distinte come pure  molte versioni testuali]
in “Companion” (Oswald, 1759, ix. 11)
in “Scots Tunes” (McLean, c. 1772, 23)
in “Airs” (Aird, 1783, ii. No. J2)
in “SMM”(Johnson, 1790)

The melody is the traditional march of the Scots Guards Regiment
La melodia è diventa la sveglia tradizionale delle Scots Guards Regiment 

Joseph Ritson version

A vigorous interpretation of a very young Andy Stewart ( I, II, IV, V, VI)
Una gagliarda interpretazione di un Andy Stewart giovanissimo 

Sparkling interpretation of Alaistair McDonald and an amazing arrangement with the banjo.
Spumeggiante  interpretazione di Alaistair McDonald e uno  strepitoso arrangiamento con il banjo.

The Tannahill  Weavers in Tannahill Weavers IV – 1981
the legendary “weavers of Tannahill” combined the melody with “The Atholl Highlanders” (here in jig version). The text has small variations in the choice of words [i mitici “tessitori di Tannahill” hanno accoppiato la melodia con “The Atholl Highlanders”  (qui in versione giga). Il testo ha delle piccole variazioni nella scelta delle parole]

Planxty in Cold Blow And The Rainy Night

And the Corries version with bodhran

Joseph Ritson, 1794
I
Cope sent a challenge frae Dunbar (1)
Sayin “Charlie (2) meet me an’ ye daur (3)
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
O Hey! Johnnie Cope are ye waukin’ (4) yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were waukin’ I wad wait
Tae gang tae the coals (5) in the morning.
II
When Charlie looked the letter upon
He drew his sword and scabbard (6) from
“Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.”
III
“Now Johnnie, be as good as your word
Come, let us try baith fire and sword
And dinna flee like a frichted bird
That’s chased frae its nest i’ the morning.”
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be a miss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
V
Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din (7)
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning (8).
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired (9) at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
VII
Now Johnnie, troth ye werena blate (10)
Tae come wi’ news o’ your ain defeat
And leave your men in sic (11) a strait
Sae early in the morning.
VIII
In faith, quo Johnnie, I got sic flegs (12)
Wi’ their claymores an’ philabegs (13
Gin (14) I face them again, de’il brak my legs
So I wish you a’ good morning.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Cope lanciò una sfida da Dunbar 
dicendo “Charlie incontratemi se osate,
e io vi insegnerò l’arte della guerra
se m’affronterete all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio ?
e i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio aspetterò prima
di andare nella miniera di carbone stamattina!
II
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite, seguitemi, miei valorosi
e affronteremo Johnny Cope all’alba”
III [Charlie]
“Ora Johnny, siate di parola,
venite, sfidiamoci con il moschetto e la spada
e non fuggite come un uccellino timoroso
che è cacciato dal nido all’alba”
IV
Quando Johnny Cope lo sentì
pensò che non sarebbe stato sbagliato
avere un cavallo pronto
per fuggire via all’alba.
V
Bene, allora Johnny alzati e scappa
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato all’alba
VI
Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò,
gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti all’alba”
VII
Non ti vergogni Johnny
di dover annunciare la tua sconfitta
e di aver lasciato i tuoi uomini nei guai
così di mattina presto?
VIII
“In fede” disse Johnny “mi è venuto un tale spavento per i loro spadoni e gonnellini,
che sia dannato se li affronterò di nuovo,
così auguro a tutti un buon giorno”

French translation
NOTE
1) Dunbar is a town on the south-east coast of Scotland about forty kilometers from Edinburgh, where Cope’s troops landed while the jacobites entered Edinburgh
Dunbar  è la cittadina della costa sud-est della Scozia a una quarantina di km da  Edimburgo, dove sbarcarono gli inglesi  mentre le truppe ribelli entravano in Edimburgo
2) Charles Stuart, the Young Pretender
3) daur =dare [sfidare]
4) wauking=waking 
5) 
The witness is a miner of the nearby coal mines who stopped for a few minutes to watch the British escape! [Il testimone è un minatore delle vicine miniere di carbone che si è fermato qualche minuto per assistere alla fuga degli inglesi e dice ironicamente a Cope: sbrigati ad alzarti che ho fretta di andare al lavoro!]
6) The phrase pronounced by the Bonnie Prince before the battle  “My friends I have flung away the scabbard!” [frase pronunciata dal Bonnie Prince prima della battaglia “Amici miei, ho gettato il fodero!“]
7)  “make their noise” [letteralmente fanno rumore]
8) bluidie morning= bloody morning [letteralmente  “perchè sarà una mattina sanguinosa (dannata)”]
9) speired=asked. The losses suffered by the British were heavy in the face of only thirty deaths in the Scottish camp. [Le perdite subite dagli inglesi furono pesanti a fronte di solo trenta morti nello schieramento scozzese.]
10) blate=shy, [timido]
11) sic=such
12) flegs=frights, [paure]
13) philabegs=kilts. The famous  highlanders charge!  [La famosa carica degli highlanders]
14) gin= if [Cope risponde “e se li incontrassi di nuovo, che il diavolo mi prenda”]

ATHOLL HIGHLANDERS

La melodia è stra-conosciuta, suonata come marcia o come jig. Atholl si trova nel cuore delle Highlands scozzesi e deriva il nome dal gaelico “ath Fodla” ovvero Nuova Irlanda conseguente alle invasioni nell’isola delle tribù irlandesi nel VII sec. Gli Atholl Highlanders sono un reggimento di fanteria scozzese alle dipendenze private del Duca di Atholl (tutt’ora effettivo a livello cerimoniale)
da The Fiddler’s  Companion
The name Athole (or Atholl) derives from  the Gaelic ath Fodla,  generally translated as New Ireland, and stems from the first invasion of the  northern land by the Irish tribe the Scots in the 7th century (Matthews,  1972). The tune, described sometimes as a Scottish warpipes  melody, is dedicated to the private army of the Duke of Atholl,  the last private army still legally existing (albeit on a token level) in the  British Isles (Boys of the Lough). The original Athole Highlanders (and the ones associated with the  tune) were the old 77th Highland Regiment, raised in 1778 and commanded by  Colonel James Murray. Musically, the tune contains a characteristic melodic  cliché in Scottish music in which a figure is followed by the same or a  related figure on the triad one tone below or above (Emmerson,  1971).

Il generale George Murray (1694-1760) che seguì la rivolta giacobita del 1745 era il sesto figlio di John Murray duca di Atholl.
The Argyll & Sutherland Highlanders

ROBERT BURNS: Sir John Cope Trode The North Right Far

“Sir John Cope Trode The North Right Far”, the Robert Burns version is collected in the Scots Musical Museum.
Burns recorded a short note on this piece in his commentary on the ‘Museum’ ‘The air was the tune of an old song, of which I have heard some verses, but now only remember the title, which was ‘Will ye go to the coals in the morning”. (from here)
“Sir John Cope Trode The North Right Far” è la versione di Robert Burns riportata nello Scots Musical Museum, nelle note Burns così commenta: “l’aria è la melodia di una vecchia canzone, di cui ho sentito alcuni versi, ma ora ricordo solo il titolo, che era ‘Will ye go to the coals in the morning”

Jamie McMenemy

Paul Kenna

Scots Musical Museum, 1790
I
Sir John Cope trode the north right far, 
Yet ne’er a rebel he cam naur,

Until he landed at Dunbar
Right early in a morning.
II
He wrote a challenge for Dunbar,

Come fight me Charlie an ye daur;
If it be not by the chance of war
I’ll give you a merry morning.
III
When Charlie look’d the letter upon

He drew his sword and scabbard from-
“So Heaven restore to me my own,
I’ll meet you, Cope, in the morning.”
Chorus
Hey Johnie Cope are ye wauking yet,
Or are ye sleeping I would wit:
O haste ye get up for the drums do beat,
Of fye Cope rise in the morning.

IV
Cope swore with many a bloody word
That he would fight them gun and sword,
But he fled frae his nest like an ill scar’d bird, And Johnie he took wing in the morning.

V
It was upon an afternoon,

Sir Johnie march’d to Preston town;
He says, “My lads come lean you down, 
And we’ll fight the boys in the morning.”
VI

But when he saw the Highland lads
Wi’tartan trews (1) and white cokauds,
Wi’ swords and guns and rungs and gauds,
O Johnie he took wing in the morning.
[chorus]

VII
On the morrow when he did rise,

He look’d between him and the skies;
He saw them wi’ their naked thighs,
Which fear’d him in the morning.
VIII
O then he flew into Dunbar,

Crying for a man of war;
He thought to have pass’d for a rustic tar,
And gotten awa in the morning.
IX
Sir Johnie into Berwick rade,

Just as the devil had been his guide;
Gien him the warld he would na stay’d
To foughten the boys in the morning.
[chorus]
X
Says the Berwickers unto Sir John,

O what’s become of all your men,
In faith, says he, I dinna ken,
I left them a’ this morning.
XI
ays Lord Mark Kerr (2), ye are na blate,

To bring us the news o’ your ain defeat;
I think you deserve the back o’ the gate (3),
Get out o’ my sight this morning.
[chorus]

traduzione italiano Cattia Salto
I
Sir John Cope prese la rotta per il Nord,
tuttavia mai nessun ribelle gli si avvicinò
finchè sbarcò a Dunbar
proprio all’alba
II
Egli scrisse una sfida da Dunbar 
“Charlie venite a combattere in duello se osate;
e se non fosse per il rischio della guerra
vi darei un Buon Giorno”
III
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Così il Cielo restituirà i miei diritti,
ti affronterò, Cope all’alba!”
Ritornello
Ehi Johnny Cope vorrei sapere
se sei già sveglio
o se stai dormendo,
affrettati ad alzarti che i tamburi rimbombano, vergogna, Cope, alzati è mattino!
IV
Cope giurò con parole di sangue,
che li avrebbe combattuti con il moschetto e la spada, ma fuggì dal suo nido come un uccellino timoroso e Johnny prese il volo all’alba
V
Era nel pomeriggio
che Sir John marciò su Preston
dicendo “Riposatevi miei compagni
e combatteremo i ribelli al mattino”
VI
Ma quando vide gli Highlander
con i pantaloni tartan e le bianche coccarde,
con le spade e moschetti e bastoni e pugnali
O Johnny prese il volo all’alba.
Ritornello
VII
Il giorno seguente quando si alzò
guardò tra lui e il cielo;
e li vide con le cosce nude
che lo spaventarono all’alba.
VIII
Oh allora si precipitò a Dunbar
gridando per i rinforzi,
credeva di essere preso per uno zoticone
a scappare all’aba
IX
Sir John corse a Berwick
come se avesse il diavolo alle calcagna;
non sarebbe rimasto per niente al mondo
a combattere i ribelli all’alba
Ritornello
X
Dicono quelli di Berwick a Sir John 
“Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti stamattina”
XI
Dice Lord Mark Kerr ” Voi non vi vergognate
di portarci la notizia della propria sconfitta?
Credo vi meritiate un punizione,
fuori dalla mia vista stamattina”
Ritornello

English translation
NOTE
1) tartan trousers
2) Cope had to report his defeat to the Berwick garrison commander, Lord Mark Kerr. He was court-martialed but exonerated from the accusation of having himself fled the battlefield.
Cope ha dovuto riferire la sua sconfitta al comandante della guarnigione di Berwick, Lord Mark Kerr. Fu sottoposto a corte marziale ma assolto dall’accusa di essere scappato dal campo di battaglia.
3) letteralmente “meritarsi il retro della porta” 

http://chrsouchon.free.fr/johnnie.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=111922

https://museu.ms/collection/object/55921/volume-iii-song-234-pages-242-and-243-johnie-cope-scanned-from-the-1853-edition-of-the-scots-musical?pUnitId=1134

http://singout.org/2013/01/29/robert-burns-and-the-art-of-rebellion-part-one-hey-johnie/
https://thesession.org/tunes/107

https://burnsc21.glasgow.ac.uk/johnie-cope/

Galloway Tam Cam Here To Woo

“O, Galloway Tam Cam Here To Woo” is a humorous song sent to James Johnson from Robert Burns to be published in the “SMM” (Volume IV) The melody with the title of “Gallua Tam” is transcribed in the Lute Book ( also called Straloch Manuscript) by Robert Gordon of Straloch, 1627.
“O, Galloway Tam Cam Here To Woo” è una canzone umoristica inviata all’editore James Johnson da Robert Burns per essere pubblicata nello “SMM” (Volume IV)
La melodia con il titolo di “Gallua Tam” è trascritta nel Lute Book (detto anche Manoscritto Straloch) di Robert Gordon di Straloch, 1627.
Galloway Tam was identified with a traveler named Thomas Marshall of Galloway, a Tinkler-Gypsy famous as a musician. The Marshall family was interviewed by Andrew McCormick for his book The Tinkler-Gypsies of Galloway published in 1906, one of the first books describing the life and culture of Scottish Traveler communities.
Galloway Tam è stato identificato  con un  traveller di nome Thomas Marshall di Galloway, un gitano (Tinkler-Gypsy) famoso come musicista. La famiglia Marshallè stata intervistata da Andrew McCormick per il suo libro The Tinkler-Gypsies of Galloway pubblicato nel  1906, uno dei primi libri che descrive la vita e la cultura delle comunità scozzesi dei Traveller.
Andrew McCormick wrote: “There can be no doubt that the Marshalls have also Gypsy blood in their veins. The appearance of the various members of the family prove it, and the presence of many Romani words in their cant confirms it. Tradition related that the Marshalls have been tinklers in Galloway since time out of mind; and it is likely there were tinkler Marshalls in Galloway in 1505.”
“Non c’è dubbio che i Marshall hanno anche sangue zingaro nelle loro vene, l’aspetto dei vari membri della famiglia lo dimostra, e la presenza di molte parole rom nel loro modo di esprimersi lo conferma. Secondo la tradizione i Marshall sono stati calderai nel Galloway da sempre, ed è probabile che ci siano stati Marshalls a Galloway nel 1505. “

Ian Bruce in Alloway Tales, 1999

Jean Redpath in Songs of Robert Burns, Vol. 5 & 6 1996 
Ewan MacColl in Songs of Robert Burns, 1959

English translation*
I
O, Galloway (1) Tam cam here to woo;
I’d rather we’d gien him the brawnit cow;
For our lass Bess may curse and ban
The wanton wit o’ Galloway Tam.
II
O, Galloway Tam cam here to shear (2);
I’d rather we’d gien him the gude gray mare;
He kist the gudewife and strack the gudeman;
And that’s the tricks (3) o’ Galloway Tam.
III (4)
Galloway Tam rides far and near
there’s nane can graith wi’ sic
can gear (5);
the loons (6) ca’ out, wha sing the Psalm,
“Room i’ the stool (7) for Galloway Tam!”
IV
The Howdie (8) lifts frae the Beuk (9) her ee,
says “Blessing light on his pawkie ee!”
An’ she mixes ‘maist i’ the holie Psalm,
“O Davie thou wert like Galloway Tam!”
Traduzione italiana Cattia Salto
I
O, Galloway Tam venne qui per fare la corte; piuttosto gli avrei dato la mucca rossa;
perche la nostra Bess maledice e condanna
lo spirito dissoluto di Tom di Galloway 
II
O, Tom di Galloway venne qui per la mietitura; piuttosto gli avrei dato la bella cavalla grigia,
lui baciò la moglie e bastonò il marito;
questo è il segreto di Tom di Galloway.
IV
Tom di Galloway corre in lungo e in largo,/ nessuno può competere con la sua bardatura,/ i giovinastri gridano a coloro che cantano il Salmo “Lo sgabello del pentimento per Tom di Galloway!”
V
La levatrice alza gli occhi dalla Bibbia e dice
“Siano benedetti i suoi occhi vivaci!”/e si confonde specie nel sacro salmo “Davide tu sei come Tom di Galloway”

NOTE
here
il frammento è troppo breve per inquadrarlo in una storia
1) Galloway, è una contea storica delle Lowland scozzesi inglobata nel 1975 con il Dumfries e si trova nel Border, dalla parte sud-ovest, dirimpetto all’Irlanda!
2) shear è la tosatura ma il termini in Scozia viene utilizzato anche per la stagione del raccolto:  “shearers” sono i mietitori  stagionali che si riversavano nelle Lowlands dal Nord della Scozia per la mietitura, Il lavoro era faticoso ancorchè monotono ma la stagione del raccolto era anche occasione di corteggiamenti come questa canzone ci ricorda (vedi)
3)  trick= il trucco, l’inganno, lo scherzo, burla
4) La versione pubblicata da Johnson nello “Scots Musical Museum” è di sole due strofe probabilmente opportunamente “censurata”  a causa dei doppi sensi, ho aggiunto la strofa III e IV collezionate da Allan Cunningham
5) credo ci sia un doppio senso, si riferisce alla bardatura del cavallo, ma in senso figurato è riferito alle sue “doti amatorie”
6) loun, lown o loon è un giovinastro o e se riferito a una donna ne sottolinea il comportamento sessuale disinibito
7) of Repentance: Lo Sgabello del Pentimento era un alto sgabello  usato dai presbiteriani scozzesi per la penitenza pubblica in chiesa, di persone che avevano offeso la moralità del tempo, spesso per fornicazione e adulterio. Poteva anche trattarsi di una struttura sopraelevata in legno
8) howdie= the midwife
9) beuck= book nel senso il Libro, la Bibbia

LINK

http://www.futuremuseum.co.uk/collections/arts-crafts/arts/photography/galloway-travellers.aspx
https://www.viewdumfriesandgalloway.co.uk/view-item?i=2000#.XPKUmBYzaUk
https://archive.org/details/remainsofnithsda00crom/page/n4
https://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/archive/91262534
https://en.wikisource.org/wiki/The_Book_of_Scottish_Song/Galloway_Tam
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-325,-page-336-galloway-tam.aspx
http://www.horntip.com/mp3/1700s/1770ca–1986ca_songs_of_robert_burns_vol_5_and_6__jean_redpath_(CD)/14_galloway_tam.htm
https://folkways.si.edu/ewan-maccoll/galloway-tam/celtic-world/music/track/smithsonian
http://tunearch.org/wiki/Galloway_Tom_(1)
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Galloway_Tom_(1)

Yon Burn Side: We’ll meet beside the dusky glen

Also with the title “The Dusky Glen” or “We’ll meet beside” here is the remake of Robert Tannahill of “The brier bush” (There grows a bonie brier bush) published by Johnson in the “Scots Musical Museum” already attributed to the pen by Robert Burns.
The melody The Brier Bush was arranged by RA Smith
Anche con il titolo “The Dusky Glen” o “We’ll meet beside” ecco il rifacimento di Robert Tannahill del “The brier bush” (There grows a bonie brier bush) pubblicato da Johnson nello “Scots Musical Museum” già attribuito alla penna di Robert Burns
La melodia The Brier Bush è stata arrangiata da R. A. Smith

Ian Anderson in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume I  (2006) 

I
We’ll  meet beside the dusky glen, on yon burn side,
Where the bushes form a cosie den, on yon burn side;
Though the broomy knowes be green, and there we may be seen,
Yet we’ll meet—we’ll meet at e’en,  down by yon burn side.
II
I’ll lead thee to the birken bower, on yon burn side,
Sae sweetly wove wi’ woodbine flower, on yon burn side;
There the mavis we will hear and the blackbird singin’ clear, (1)
As on my arm ye lean, down by yon burn side.

III
Awa’, ye rude, unfeeling crew, frae yon burn side,
Those fairy scenes are no for you, by yon burn side;
There fancy smooths her theme,  by the sweetly murmuring stream,
And the rock-lodged echoes skim, down by yon burn side.
IV
Now the plantin’ taps are tinged wi’ goud, on yon burn side,
And gloamin’ draws her foggy shroud  o’er yon burn side;
Far frae the noisy scene,  I’ll through the fields alane,
There we’ll meet, my ain dear Jean, down by yon burn side.
English translation Cattia Salto
I
We’ll  meet beside the dark glen,
on that stream side,
Where the bushes form a sheltered den,
on that stream side;
Though the broomy hillocks be green, 
And there we may be seen,
Yet we’ll meet—we’ll meet at even,
down by that stream side.
II 
I’ll lead thee to the birch bower,
on that stream side,
So sweetly wove with honeysuckle flower,
on that stream side;
There the thrush we will hear
and the blackbird singing clear, (1)
As on my arm you lean,

down by that stream side.
III
Away, you rude, unfeeling crew,
from that stream side,
Those fairy scenes are no for you,
by that stream side;
There fancy smooths her theme,
By the sweetly murmuring stream,
And the rock-lodged echoes skim,
down by that stream side
IV
Now the planting tops are tinged with gold,
on that stream side,
And twilight draws her foggy shroud
over that stream side;
Far from the noisy scene,  
I’ll through the fields alone,
There we’ll meet, my dear Jean,
down by that stream side.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
C’incontreremo davanti alla valle ombrosa
su quel lato del torrente,
dove i cespugli formano un riparo nascosto
su quel lato del torrente;
sebbene le collinette siano rinverdite di ginestre
e là potremmo essere visti
tuttavia c’incontreremo- c’incontreremo a sera
vicino a quel lato del torrente.
II 
Ti condurrò al pergolato di betulla
su quel lato del torrente,
così dolcemente intrecciato di caprifoglio
su quel lato del torrente;
là il tordo udremo
e il merlo canterino
mentre tra le mie braccia giaci
vicino a quel lato del torrente.
III
Via, voi rude e insensibile gente
da quel lato del torrente
quelle scene incantate non sono per voi
da quel lato del torrente;
là il piacere placa la sua proposta
dal torrente che dolcemente mormora
e tra gli anfratti rocciosi l’eco rimbalza
vicino a quel lato del torrente.
IV
Ora le cime degli alberi sono tinte d’oro
su quel lato del torrente;
e il crepuscolo stende il velo di bruma
su quel lato del torrente;
lontano dal luogo chiassoso
attraverserò i campi da solo
c’incontreremo, mia cara Jean
vicino a quel lato del torrente.

NOTE
1) the verses reported in “The Song of Scotland” from the collection of John Glenn replace the “standard” ones
“There the busy prying eye, ne’er disturbs the lover’s joy,
While in ither’s arms they lie”
[i versi riportati in “The Song of Scotland” dalla raccolta di John Glenn sostituiscono quelli “standard”
là lo sguardo vivace dell’indiscreto, mai disturberà la gioia dell’amante

mentre tra le braccia dell’altro si sdraiano]

LINK
https://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/archive/91338931
https://www.bartleby.com/333/183.html
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2019.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-v,-song-492,-page-508-there-grows-a-bonie-brier-bush-c.aspx

Johnny Cock Up Your Beaver

“Johnny Lad” is a traditional song located in the northern counties of Scotland and especially in the Lowlands (in particular in Aberdeenshire), but also widespread in Ireland and Cape Breton. There are many text versions combined with different melodies.
“Johnny Lad” è una canzone tradizionale diffusa nelle contee settentrionali della Scozia e soprattutto nelle Lowlands (in particolare nll’Aberdeenshire), ma popolare anche in Irlanda e a Capo Bretone. Esistono molte versioni testuali abbinate a diverse  melodie.

Johnny Lad: street ballad/ nursery song version
Jinkin’ You, Johnnie Lad: bothy ballad
Cock Up Your Beaver (Robert Burns)
Hey how Johnie Lad (Robert Burns)
Och, Hey! Johnnie, Lad (Robert Tannahill)

THE TUNE [La Melodia]

Johnny cock thy beaver is a dancing tune, first published in 1686 in the “Dancing Master” by John Playford and still today a favourite tune by the early music groups (other titles: “Horse and Away to Newmarket Races”, “Fenwick of Bywell”, “Gary Owen”, “Galloping over the Cow Hill”) and even Tourlough O’Carolan made his arrangement known as “Carolan’s Variations on the Scottish Air “Cock Up Your Beaver” 
[Johnny cock thy beaver è una melodia da danza trascritta da John Playford nel suo “The English Dancing Master (1686); ancora oggi è una melodia in repertorio tra i gruppi di musica antica. (altri titoli: “Horse and Away to Newmarket Races”, “Fenwick of Bywell”, “Gary Owen”, “Galloping over the Cow Hill”). Già un’ampia serie di variazioni sull’antica melodia scozzese erano state riportate nelle sue precedenti raccolte ”The Division Violin”  e “The Division Flute” (1684-1685) e lo stesso Tourlough O’Carolan ne fece un suo arrangiamento per arpa in stile barocco .]

Baltimore Consort (su Spotify)

Javier Sáinz in Silva Calendonia 2010, Scottish Harp Music of the 17th Century

Frédéric de Roos/Philippe Malfeyt in Les flûtes d’Angleterre: The Delightfull Companion 2002

A FASHIONED BEAVER
[UN BEAVER ALLA MODA]

In the portrait James Stuart (crowned King of England in 1603 and already king of Scotland with the name of James VI) is wearing a fashion beaver hat garnished with a showy plumage and richly bejeweled. [Vediamo un beaver alla moda seicentesca in testa a Giacomo Stuart (incoronato re d’Inghilterra  nel 1603 e già re di Scozia con il nome di Giacomo VI) guarnito da un vistoso piumaggio e riccamente ingioiellato.]

Beaver is a generic term that indicates the felt hat with beaver fur, but the model changes according to the fashions.
Beaver fur felt is of higher quality than wool felt, more resistant, with a vivid color and rich in luster, but also more expensive.
In the sixteenth century the hat with wide and soft brims (like that of the Three Musketeers for instance) triumphs with plenty of feathers, buckles and ribbons.

Beaver è un termine generico che indica il cappello in feltro con pelo di castoro, ma il modello cambia a seconda delle mode.
Il feltro di pelo di castoro è di qualità superiore rispetto al feltro di lana, più resistente, dal colore vivido e ricco di lucentezza, ma anche più costoso. 
Nel XVI secolo trionfa il cappello ad ampie e morbide falde (come quello dei Tre Moschettieri per intenderci) con abbondanza di piume, fibbie e nastri .

It was Louis XIV to start a trend of the “three cornered hat” at the end of the seventeenth century, which will be in fashion throughout the eighteenth century, the hat that in our imagination is the pirate one par excellence! It was also called “Cocked” hat, because the sides were folded (cocked up) to give it the shape. In the nineteenth century, fashion changed radically and beaver became synonymous with top hat!
Fu Luigi XIV a lanciare la moda del tricorno (in inglese “tricorne” o “three cornered hat”) sul finire del Seicento, che sarà di moda per tutto il Settecento,  quello che nel nostro immaginario è il cappello del pirata per antonomasia! Era detto anche “Cocked” hat, perchè i lati erano piegati (cocked up) per dargli la forma.
Nell’Ottocento la moda cambia radicalmente e beaver diventa sinonimo di cappello a cilindro!

COCK UP YOUR BEAVER BY ROBERT BURNS

ritratto di Robert BurnsIn the first stanza the song takes up the fragment by Herd (in Scots Songs, 1769) while the second stanza was written entirely by Robert Burns: the original text ridiculed the Scottish gentlemen who followed their London King James VI, who became James I of England in 1603, and yet the Scots trasformed it into a jacobite song. Burns sends it to Johnson for publication in the SMM (1792). James Hogg reported his version (in the Jacobite Songs and Ballads of Scotland from 1688 to 1746-) and rewrote a good part of it even though he noted it as a “clever old song”
La canzoncina riprende nella prima strofa il testo già riportato in forma di frammento da Herd (in Scots Songs, 1769) mentre la seconda strofa è stata scritta interamente da Robert Burns: il testo originale metteva in ridicolo i gentiluomini scozzesi  che seguirono a Londra il loro re  Giacomo VI, diventato nel 1603  Giacomo I d’Inghilterra, e tuttavia gli scozzesi lo trasformarono in una canzone jacobita. Burns la invia a Johnson per la pubblicazione nello SMM (1792)
Pure James Hogg riportò la sua versione (in Jacobite Songs and Ballads of Scotland from 1688 to 1746,- 1821) e ne riscrisse buona parte anche se la annotò come una “clever old song

Wendy Weatherby


I
When first my brave Johnie lad
came to this town (1),/ He had a blue bonnet (2) that wanted the crown (3);
But now he has gotten a hat and a feather,
Hey, brave Johnie lad, cock up your beaver (4)!
II
Cock up your beaver,
and cock it fu’ sprush, (5)
We’ll over the Border (6),
and gie them a brush;
There’s somebody there
we’ll teach better behaviour,
Hey, brave Johnie lad,
cock up your beaver!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Quando per la prima volta  il mio audace Johnny arrivò in questa città 
aveva un berretto blu (portato di) piatto;
ma ora indossa un cappello con la piuma.
Ehi bel Johnny raddrizza  il tuo cappello 
II
Raddrizza  il tuo cappello,
e ornalo con un rametto 
passeremo il Border 
e daremo una ripassata (agli Inglesi);
c’è qualcuno là
a cui insegneremo le buone maniere
Ehi bel Johnny
raddrizza il tuo cappello!

NOTE
french translation
1) This is the delegation of nobles, dignitaries and soldiers following the new king who moves from Edinburgh to London [Si tratta della delegazioni di nobili, dignitari e soldati al seguito del nuovo re che da Edimburgo si trasferisce a Londra]

2) the blue bonnet is the rustic highland cap called now the Balmoral Bonnet (from the end of the 19th century as a tribute to the Balmoral Castle, the Queen Victoria’s residence in Scotland) The blue bonnet style dates back in 1500 and the custom of wearing it gave the Highlanders the nickname of ‘Bluebonnets’. In ancient times it was knitted, then made of wood felt sewn on a lower border obtained from a rigid checkered ribbon or in solid color, tied tightly around the forehead with the ends left hanging freely or knotted in a bow (a code language for the girls: in the first case the young man was free and handy, in the second case he was engaged). It embellishes with a feather and the cockade (on the left side) The Irish variant takes the name of Irish Caubeen
il blue bonnet è il rustico berretto (basco, coppola) delle Highlands detto oggi Balmoral Bonnet (dalla fine Ottocento in omaggio al Balmoral Castle la residenza in Scozia della Regina Vittoria) La foggia del blu bonnet risale al 1500 e l’usanza di portarlo ha dato il soprannome di ‘Bluebonnets’ agli Highlanders. Anticamente era lavorato ai ferri, poi realizzato in feltro di lana cucito su un bordo inferiore ricavato da un nastro rigido a quadretti oppure in tinta unita, legato stretto intorno alla fronte con le estremità lasciate pendere liberamente oppure  annodate in un fiocco  (un linguaggio in codice per le ragazze: nel primo caso il giovanotto era libero e disponibile, nel secondo caso era fidanzato) . Si abbellisce con una piuma e la coccarda (sul lato sinistro) La variante irlandese prende il nome di Irish Caubeen
3) forse una frase a doppio senso, letteralmente “che voleva la cima” crown in questo contesto è la corona piatta e voluminosa del berretto= berretto portato di piatto
4) In the original meaning the phrase was an exhortation to wear a hat (beaver = beaver) according to fashion, thus emphasizing the lack of taste of the new arrivals; in the Jacobite code, on the other hand, it is an exhortation to go to England to straighten things out (and re-establish the legitimate king of the Stuart household)
Nel significato originario la frase era un esortazione ad indossare il cappello (beaver= castoro) secondo la moda, sottolineando così  la mancanza di gusto dei nuovi arrivati; nella lettura in chiave giacobita invece è un’esortazione ad andare in Inghilterra per raddrizzare le cose (e rimettere su trono il legittimo re della casa Stuart)
Cock up your beaver  in senso letterale=”piega la falda del tuo castoro” 

“Cock up your Beaver” -David Herd
When first my dear Johny came to this town,
he had a blue bonnet, it wanted the crown;
but now he has gotten a hat and a feather,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver.
Cock up your beaver, cock up your beaver,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver;
cock up your beaver, and cock it nae wrong,
we’ll a’ to England ere it be lang.
[traduzione italiano*
Quando per la prima volta  il caro Johnny arrivò in questa città aveva un berretto blu portato di piatto, ma ora indossa un cappello e la piuma/ Ehi mio Johnny raddrizza  il tuo cappello, raddrizza  il tuo cappello  
Ehi mio Johnny raddrizza il tuo cappello
raddrizza il tuo cappello e mettilo bene,
saremo in Inghilterra in men che non si dica

In Hogg’s stanza (probably in his own hand) the “style” with which the hat was to be worn, is descripted more precisely, in fact the Scots dressedd the blue bonnet so that it fell down on the right side.
Nei versi di Hogg (probabilmente di suo pugno) viene sviluppato più precisamente lo “stile” con cui si doveva portare il cappello: gli scozzesi infatti portavano il blu bonnet in modo che ricadesse verso il basso sul lato destro. 

“Cock up your Beaver” -James Hogg
III stanza
Cock it up right, and fauld it nae down,
And cock the white rose on the band o’ the crown;
Cock it o’ the right side, no on the wrang,
And yese be at Carlisle  or it be lang.
[traduzione italiano)
III strofa
Portalo bene e non piegarlo troppo verso il basso e porta la rosa bianca sulla fascia della coppola
inclinano sul lato destro, non su quello sbagliato e saremo a Carlise in men che non si dica

5) “Sprush” =”spruce” each clan has a distinctive branch. In the 1700s the Scottish Bonnet is embellished with a white cockade, the clan emblem and a feather
ogni clan ha un rametto distintivo. Nel 1700  lo Scottish Bonnet è abbellito da coccarda bianca, l’emblema del clan e una piuma
6) the border territory between Scotland and England 
il Border è il territorio di marca lungo il confine Scozia-Inghilterra

LINK
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=24649
http://www.mandolincafe.com/forum/showthread.php?96753-Johnny-Cock-Thy-Beaver-(Baroque-variations-1684)
http://bookkake.com/2009/12/07/cock-up-yer-beaver/
http://www.ibiblio.org/fiddlers/CO_COLL.htm
http://www.janeausten.co.uk/beaver-hats-build-a-nation/
http://ilblogdichiaraoscura.blogspot.com/2016/04/cronaca-matto-come-un-cappellaio-john.html
http://chrsouchon.free.fr/johnlad.htm

Contented Wi’ Little, And Cantie Wi’ Mair 

Robert Burns by Alexander Reid miniature
Alexander Reid: Robert Burns portrait miniature 1795

As the poet himself said, “Contented Wi’ Little, And Cantie Wi’ Mair” (Contented with little and jolly with more) is the self-portrait in verse by Robert Burns, who wrote in November 1794; according to the author’s intentions it should have been associated with the profile portrait that Alexander Reid will make to him the following summer: in order that the portrait of my face and the picture of my mind may go down the stream of Time together“.
Come ebbe a dire il poeta stesso, ” Contented Wi’ Little, And Cantie Wi’ Mair ” (Contento con poco e felice con più) è l’autoritratto in versi di Robert Burns, che scrisse nel novembre del 1794; secondo le intenzioni dell’autore avrebbe dovuto essere associato al ritratto di profilo che Alexander Reid gli farà nell’estate successiva  ‘di modo che il ritratto del mio viso e l’immagine della mia mente possano passare attraverso il fiume del tempo insieme“.

The song title condenses Burns’s philosophy toward life in general.
Il titolo della canzone condensa la filosofia di Burns verso la vita in generale.

EXCISE MAN [L’UOMO DELLE TASSE]

Alexander Reid’s miniature portrait belongs to the last eighteen months of Burns’s life, when he was working as an excise officer in Dumfries, in fact, although the publication of his works had opened for him the salons of the Edinburgh intellectual elite, his economic situation remained unstable. As a tax collector (since 1789) he could enjoy a stable income, but never stopped writing poetry and songs. He contributed, refusing any compensation, with over 200 songs to the update of the Johnson’ Scots musical museum (1787-1803) and to the Select collection of original scottish airs by G. Thomson (1793-1805).
Il ritratto in miniatura di Alexander Reid risale agli ultimi diciotto mesi della vita di Burns, quando lavorava come ufficiale delle accise a Dumfries, infatti per quanto la pubblicazione delle sue Opere gli avesse aperto i salotti dell’elitè intellettuale di Edimburgo, la sua situazione economica rimase sempre instabile. Nella veste di esattore delle tasse (dal 1789) poteva godere d’un’entrata stabile ma non smise mai di scrivere poesie e canzoni. Contribuì, rifiutando ogni compenso, con più di 200 canzoni all’aggiornamento dello Scots musical museum di J. Johnson (17871803) e alla Select collection of original scottish airs di G. Thomson (17931805).

Tune “Lumps o’ Puddin”

Johnson (1984) believes this popular tune to be a 17th century English country dance tune, though it was claimed by both England and Scotland. It was published in Henry Playford’s Dancing Master [1] editions of 1701 through 1728, the Sinkler Manuscript (1710, as “Sweet Pudding”), parodied in John Gay’s Beggar’s Opera (1728, as “Thus I stand like the Turk with his doxies around”), Oswald’s Caledonian Pocket Companion (c. 1756, vol. 2, p. 4), D’Urfey’sWit and Mirth:Pills to Purge Melancholy (vol. VI, 1720, song and tune), Walsh’s Caledonian Country Dancing Master, No. 45, and the Gillespie Manuscript of Perth (1768). The melody also appears in several Welsh manuscripts. (from here)
Johnson (1984) ritiene che questa melodia popolare sia una contraddanza inglese del XVII secolo, sebbene sia stata rivendicata sia dall’Inghilterra che dalla Scozia. È stata pubblicata nelle edizioni Dancing Master di Henry Playford dal 1701 al 1728, nello Sinkler Manuscript (1710, come “Sweet Pudding”), parodiata in Beggar’s Opera di John Gay (1728, come “Thus I stand like the Turk with his doxies around”), Caledonian Pocket Companion di Oswald (1756 circa, vol 2, 4), Wit and Mirth: Pills to Purge Melancholy di D’Urfey (volume VI, 1720, canzone e melodia), Caledonian Country Dancing Master di Walsh, n. 45, e il Gillespie Manuscript of Perth (1768). La melodia appare anche in diversi manoscritti gallesi. 


Susanna Borsch & Adrian Brown live 2014

CONTENT WITH LITTLE

Although the people in Scotland were often poor, many were contented with what little they had (many also emigrated for a better life). Tradition noted that Ribert Burns wrote “Content wi ‘little” in a moment of hope, when misfortune seemed inclined to stop raging against him, he hopes for economic independence while keeping “sorrow and care” at bay with a drink and a song.
Anche se gli Scozzesi erano spesso poveri, molti erano contenti del poco che avevano (e molti emigravano per una vita migliore). La tradizione annota che Robert Burns scrisse “Content wi ‘little” in un momento di speranza, quando la sfortuna sembrava incline a smettere di accanirsi contro di lui, egli spera nell’indipendenza economica, tenendo a bada nel frattempo “sorrow and care” con un brindisi e una canzone.


David Allan illustration:
Allan depicts a smiling man seated at a table raises his hand, possibly to signal to a woman that she can stop pouring the generous quantity of wine we can see flowing from the bottle she holds. This indicates that he is “contented” with what he has – and of course he would be “canty” if he had more! or perhaps the hand indicates that he is giving a “skelp” to “sorrow & care” (from here)
[Allan ritrae un uomo sorridente seduto a un tavolo che alza la mano, forse per segnalare alla donna che può smettere di versare la generosa quantità di vino che possiamo vedere scorrere dalla bottiglia che tiene in mano. Ciò indica che è “contento” di ciò che ha – e ovviamente sarebbe “canty” (felice) se ne avesse di più! O forse la mano indica che sta dando uno “schiaffo” a “dolore e tristezza”]

John Morran

Shira Kammen 2006


Chorus
Contented wi’ little, and cantie (1) wi’ mair,
Whene’er I forgather wi’ Sorrow and Care,
I gie them a skelp (2) as they’re creeping alang,
Wi’ a cog (3) o’ gude swats and an auld Scottish sang.
I
I whiles (4) claw (5) the elbow o’ troublesome thought (6);
But Man is a soger (7), and Life is a faught (8);
My mirth and gude humour are coin in my pouch (9)
And my Freedom’s my Lairdship nae monarch dare touch.(10) 
II
A townmond (11) o’ trouble, should that be may fa’ (12),
A night o’ gude fellowship sowthers (13) it a’:
When at the blythe end o’ our journey at last,
Wha the deil ever thinks o’ the road he has past?
III
Blind Chance (14), let her snapper and stoyte (15) on her way;
Be’t to me, be’t frae me, e’en let the jade gae (16):
Come Ease, or come Travail, come Pleasure or Pain,
My warst word is: “Welcome, and welcome again!”
Traduzione italiano Cattia Salto
coro
Contento con poco e felice con (poco) più,
ogni volta che si riuniscono dolore e tristezza, io li colpisco, / mentre avanzano strisciando, con un barilotto di buona birra e una vecchia canzone scozzese
I
A volte afferro per il gomito le preoccupazioni
ma l’uomo è un soldato e la vita una lotta;
la mia allegria e il senso dell’umorismo sono monete sonanti
e la mia Libertà è il dominio che nessun sovrano oserà toccare.
II
Un anno di guai dovrebbe essere molto,
una notte in buona compagnia rimette tutto a posto:
quando finalmente e felicemente alla fine del nostro viaggio, chi diavolo penserà ancora alla strada che ha trascorso?
III
Cieca Fortuna, lasciala inciampare e barcollare per la sua strada,
Sia a me, sia da me, che vada pure la vecchia!
Che venga l’Agiatezza o il Travaglio, che venga il Piacere o il Dolore,
la mia peggior parola sarà: – “Benvenuta, e benvenuta ancora!”

NOTE
English translation from here
1) cantie=jolly: excess of good spirit to the point of bursting into song; jolly with (little) more
[eccesso di buonumore al punto da mettersi a cantare]

2) skelp=smack 
3) cog o’ gude swats= pot (keg) of good new ale
4) whyles=sometimes 
5) claw=clasp 
6) letteralmente “il pensiero fastidioso”
7) sodger=soldier 
8) faught=fight 
9) letteralmente “monete in tasca”
10) if one is a slave he is not free and therefore not happy [se uno è schiavo non è libero e quindi non è felice]
11) towmond=twelvemonth 
12) fa’=lot 
13) sowthers=puts to rights 
14) Blind Chance is the Lady Luck of the Latins, blind because she distributes her favors / fruits without looking at anyone’s face. It is the pure chance without necessity or purpose in the unfolding of events. The opposed concept of Fate (a supernatural force capable of directing events) [è la Dea Bendata dei latini, cieca perchè distribuisce i suoi favori/frutti senza guardare in faccia a nessuno. E’ la fortuna cieca cioè il puro caso privo di necessità o finalità nello svolgersi degli eventi. La visione si oppone al concetto di Fato (una forza soprannaturale capace di orientare gli eventi)]
15) snapper and stoyte=stumble and stagger 
16) jade=name for a worn out horse, a jade, old nag= a woman past her prime; gae=go

LINK
http://www.rampantscotland.com/poetry/blpoems_contented.htm

https://thesession.org/tunes/8651
https://tunearch.org/wiki/Annotation:Lumps_of_Puddings_(2)

http://www.robertburnsfederation.com/poems/translations/contented_wi_little.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/ReidofKirkennanAlexander17471511823.734.shtml

The Highland Laddie: I Hae Been At Crookieden

A series of lyrics are grouped under the title “Hieland laddie/lassie” with the same melody (a traditional Scottish air) titled “If thou’t play me fair play” or “The Lass of Livingston” both sea shanties that jacobite songs. Also with the same title we find this “Bonie Laddie, Highland Laddie” aka “I ha’e been at Crookieden”.
Una serie di testi sono raggruppati sotto il titolo “Hieland laddie” con la stessa melodia (tradizionale) dal titolo “If thou’t play me fair play” o “The Lass of Livingston” sia come sea shanty che come canzoni giacobite. Sempre con lo stesso titolo troviamo questa “Bonie Laddie, Highland Laddie” o “I ha’e been at Crookieden

The tune is in Rutherford’s “Country Dances”, 1749, as “The new highland laddie”; it is in Oswald’s “Companion”, 1754, vi. 1, entitled “The old Highland laddie” as marked by Burns on the MS. of his verses.
La melodia è in “Country Dances” di Rutherford, 1749, come “The new highland laddie”; è nel “Companion” di Oswald, 1754, vi. 1, intitolato “The old Highland laddie” come indicato da Burns nel manoscritto dei suoi versi.

A JACOBITE SONG OF THE ’45

The text is a fragment of a Jacobite ballad published in “Jacobite Relics”, 1810, so Hogg writes “Is highly popular, and sung in many different ways. It appears, from the numberless copies I have got, that the song had been very short at first, and that parts had been added, now and then, by different hands, until some of the most common editions appear rather like a medley than a regular ballad. This set may be received as the most perfect, all the good verses being in it, and a kind of uniformity throughout. I have been told the song was originally composed by an itinerant ballad-singer, a man of great renown in that profession, ycleped ” mussel-mou’ed Charlie”[Charles Lesly (1687-1792)] see here for complete lyrics
Il testo è un frammento di una ballata giacobita pubblicata in “Jacobite Relics”, 1810, così Hogg scrive “È molto popolare e cantata in molti modi diversi. Dalle innumerevoli copie che ho ottenuto, sembra che la canzone fosse stata molto breve all’inizio, e che le parti fossero state aggiunte, di tanto in tanto, da mani diverse, fino a quando alcune delle edizioni più comuni appaiono come un miscuglio piuttosto che una ballata fissa. Possiamo considerare questo set come il più completo, essendoci tutti i versi più belli e omogenei. Mi è stato detto che la canzone fu originariamente composta da un cantante di ballate itinerante, un uomo di grande fama in quella professione,”mussel-mou’ed Charlie” [Charles Lesly (1687-1792)] continua

ROBERT BURNS VERSION

ritratto di Robert BurnsA couple of lines have been written by Robert Burns with satirical intent and published in the “Scots Musical Museum” Volume IV, 1792
Robert Riddell, a very good friend of Burns, wrote ‘This Jacobite song was written as a satyre on William Augustus Duke of Cumberland’. Although the tragedy of Culloden had been played out many years before the publication of the ‘Museum’, Jacobite sympathies and politics would still have been prominent during Burns’s generation’s childhood. This song is thought to have been accompanied by the melody ‘Highland Laddie’.
(from SMM here)
Un paio di versi sono stati scritti da Robert Burns con intento satirico e pubblicati nello “Scots Musical Museum” Volume IV, 1792
Robert Riddell, un ottimo amico di Burns, ha scritto “Questa canzone giacobita è stata scritta come satira su William Augustus Duca di Cumberland”. Sebbene la tragedia di Culloden avesse avuto atto molti anni prima della pubblicazione del “Museo”, le simpatie politiche giacobita avrebbero continuato a essere prominenti durante l’infanzia della generazione di Burns. Si pensa che questa canzone sia stata accompagnata dalla melodia ‘Highland Laddie’.

Susan Rode Morris


I
I ha(v)e been at Crookieden – 
My bonie laddie (1), Highland laddie!
Viewing Willie  and his men- 
There our faes (2) that burnt and slew – 
There at last they gat their due – 
II
Satan sits in his black neuk – 
Breaking sticks to roast the Duke – 
The bloody monster gae (5) a yell – 
And loud the laugh gaed (6) round a’ Hell- 
traduzione italiano Cattia Salto
I
Sono stato a Crookieden [all’inferno]
mio bel ragazzo delle Highland
a vedere Willy e i suoi uomini – dove i nostri nemici che incendiarono e uccisero, finalmente hanno quello che si meritano.
II
Satana siede in un angolo oscuro
a rompere i pali per arrostire il Duca,
il mostro sanguinario cacciò un urlo
e l’Inferno scoppiò a ridere.

NOTE
french translation here
1) handsome lad
2) foes
3) got
4) corner
5) gave
6) went

ROBERT TANNAHIILL VERSION: Bonnie Heilan’ laddie

This Jacobite song of the ’45 first appeared in 1822 in Smith’s Scotish Minstrel.
Questo canto giacobita del ’45 compare nello Scotish Minstrel di R.A. Smith, 1822

Jim Malcolm in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume II 2010


I
Will ye gang to Inverness,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie?
There ye ‘ll see the Hielan’ dress,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie
II
Philabeg and bonnet blue,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie,
For the lad that wears the trew,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie
III
Geordie sits in Charlie’s chair,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie;
Had I my will he ‘d no’ sit there,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie
IV
Ne’er reflect on sorrows past,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie,
Charlie will be king at last,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie
V
An’ tho’ now our sky may lower,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie,
It ‘s only like an April shower,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie
VI
Time an’ tide come roun’ to a’,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie,
An’ upstart pride will get a fa’,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie
VII
Keep up your heart for Charlie’s fight,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie;
An’ come what may, ye ‘ve done what ‘s right,
Bonnie laddie, Hielan’ laddie
traduzione italiano Cattia Salto
I
Andrai a Inverness
mio bel ragazzo delle Highland?
là vedrai la tenuta delle Highland
mio bel ragazzo delle Highland
II
Kilt e berretto blu
mio bel ragazzo delle Highland
per i ragazzi che indossano le braghe
mio bel ragazzo delle Highland
III
Giorgio siede sul trono di Carlo
mio bel ragazzo delle Highland
dipendesse da me non ci starebbe,
mio bel ragazzo delle Highland
IV
mai crogiolarsi nel dolore del passato,
mio bel ragazzo delle Highland
Carlo diventerà Re alla fine
mio bel ragazzo delle Highland
V
E sebbene ora il cielo pianga
mio bel ragazzo delle Highland
E’ solo pioggia d’Aprile
mio bel ragazzo delle Highland
VI
Il tempo è tiranno e passa per tutti (1)
mio bel ragazzo delle Highland
e la superbia del nuovo arrivato precipiterà
mio bel ragazzo delle Highland
VII
Mantieni i tuo cuore sulla lotta di Carlo
bel ragazzo delle Highland
e qualunque cosa accada, hai fatto ciò che è giusto bel ragazzo delle Highland

NOTE
1) nel senso di “cambia idea su tutti”

The Tannies make a mix between the two Robert versions!
I Tannies fanno un mix tra le versioni dei due Robert

The Tannahill Weavers – Greenwood Side/Highland Laddie/Pattie in “Mermaid’s song” 2006 (c’è un disturbo audio nella parte centrale, ma dura poco)


I
Where have you been all the day,
bonnie laddie, highland laddie
Saw ye him that’s far away,
bonnie laddie, highland laddie
On his head a bonnet blue,
Tartan plaid and highland trews (1).
II
I ha’e been at Crookieden(2),
Watching Wullie(3) and his men,
There our foes that burnt and slew,
There at last they got their due.
III
Satan sits in yon black neuk,
Breaking sticks tae roast the duke,
The bluidie monster gied a yell,
Loud the lach gaed roon’ a’ Hell(4),
IV
Geordie (5) sits in Cherlie’s chair,
Had I my wish he’d no’ sit there,
Ne’er reflect on sorrows past,
Cherlie will be king at last
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Dove sei stato tutto il giorno
bel ragazzo delle Highland
A vederlo, lui che è così lontano?
bel ragazzo delle Highland
Un berretto blu in testa; mantello tartan e braghe delle Highlands?
II
Sono stato a Crookieden a guardare
Guglielmo e la sua armata, dove i nostri nemici che incendiarono e uccisero,
finalmente hanno quello che si meritano.
III
Satana siede in un angolo buio
a rompere i pali per arrostire il Duca,
il mostro sanguinario cacciò un urlo
e l’Inferno scoppiò a ridere.
IV
Giorgio siede sul trono di Carlo,
dipendesse da me non ci starebbe,
mai crogiolarsi nel dolore del passato,
Carlo diventerà Re alla fine

NOTE
1) The Bonny Prince, Charles Edward Stuart the pretender to the throne of Scotland who, young and handsome in his traditional Scottish dress, managed to exert great fascination on the Highlanders! 
Here is described the Highland dress before the battle of Culloden: the blue wool bonnet worn flat across the head (with white cockade because jacobite one), loose-fitting thigh-length white linen shirt, which was also considered underwear and was often used as a nightshirt, the great kilt (belted plaid) and the trews (the word originates from the Gaelic for trousers) were short tartan trousers, made of wool and worn with thigh-high socks. On his top half, the man would have worn a waistcoat and a woollen coat or jacket. Sporran and belt were the complement of the kilt both to hold it at the sides and to carry various objects. The dress was completed by a “neckerchief” tied at the neck several times (a gift from his girlfriend) which also offered a a little protection against blades. At the foot you could wear brogues, solid shoes with buckles, riding boots or the typical soft leather gillies (open sandal-like shoes that tied up the calf). The Royal Dress Act of 1746, which was introduced several months after the Battle of Culloden, severely limited the use of the Highland dress (tartan). Certain groups of people, such as the nobles, the men who served in the Highland regiments and women, however, were exempted from the ban.
il “Bel Carletto”, Carlo Edoardo Stuart, il pretendente al trono di Scozia che, giovane e prestante nel suo abito tradizionale scozzese riuscì ad esercitare un grande fascino sugli Highlanders!
Qui viene descritta la tenuta di un Highlander prima della battaglia di Culloden: il berretto blu di lana dalla forma appiattita (con coccarda bianca perchè seguaci della casa Stuart), una camicia di lino bianca lunga fino alla coscia (che diventava camicia da notte) il grande kilt (belted plaid) e i trews, dei braghettoni corti di lana scozzesi indossati con calzini alti fino alla coscia. Sopra alla camicia considerata a tutti gli effetti un indumento intimo si portava un gilet e una giacca di lana. Sporran e cintura erano il complemento del kilt sia per tenerlo fisso ai fianchi che per portare vari oggetti. Completava la tenuta un “cravattino” legato al collo più volte (regalo della fidanzata) che offriva anche una minima protezione contro il taglio di una spada. Ai piedi si potevano portare delle solide scarpe con fibbia, stivali o le tipiche gillies in pelle morbida (scarpe aperte simili a sandali che legavano il polpaccio).  

Il Royal Dress Act del 1746, che fu introdotto diversi mesi dopo la Battaglia di Culloden, limitò notevolmente l’uso del vestito (tartan) delle Highland. Certi gruppi di persone, come i nobili, gli uomini che prestavano servizio nei reggimenti delle Highland e le donne, erano però esentati dal divieto.
The Dress Act stated that ‘That from and after the first day of August, one thousand seven hundred and forty seven, no man or boy, within that part of Great Briton called Scotland, other than shall be employed as officers and soldiers in his Majesty’s forces, shall on any pretence whatsoever, wear or put on the clothes commonly called Highland Clothes (that is to say) the plaid, philibeg, or little kilt, trowse, shoulder belts, or any part whatsoever of what peculiarly belongs to the highland garb; and that no tartan, or partly-coloured plaid or stuff shall be used for great coats, or for upper coats’  Anyone found breaking these rules could be imprisoned for six months, and, if they were caught again, they could be sent to a plantation overseas for seven years. (from here)
The Dress Act proclamava “A partire dal primo giorno di agosto, 1747, nessun uomo o ragazzo, all’interno di quella parte della Gran Bretagna chiamato Scozia, tranne chi sarà impiegato come ufficiale e soldato nell’esercito di Sua Maestà dovrà, con qualsiasi scusa, indossare o mettere i vestiti comunemente chiamati Vestiti delle Highland (vale a dire) il plaid, philibeg o il piccolo gonnellino ,trowse, le cinture a tracolla o qualsiasi parte di ciò che appartiene in modo particolare all’abito degli altipiani ; e che nessun tartan, o mantella a scacchi deve essere usato per giacche o gilet. Chiunque sia trovato in violazione di queste regole potrebbe essere imprigionato per sei mesi e, se fosse catturato nuovamente, potrebbe essere deportato ai lavori forzati oltremare per sette anni.
2) “Crooked den”= Hell  (evokes a “Culloden” for the Whigs)
3) William Duke of Cumberland (1721-1765) Culloden’s butcher is described as a bloodthirsty monster who suffers the right punishment in hell
Guglielmo Duca di Cumberland (1721-1765) il macellaio di Culloden è descritto come un mostro sanguinario che subisce la giusta punizione all’inferno
4) letteralmente “forte il riso correva per l’Inferno”
5) George II Augustus of Hanover [Giorgio II Augusto di Hannover]
6) Charles died in Rome in 1788, and since then the Jacobites were branded as nostalgic reactionaries, but they resurrected from the literary Romanticism (with Sir Walter Scott at the head) that kept the Jacobite aspirations alive, especially in Scotland, a period that saw a flourish of songs, handed down from generation to generation, inflaming the minds.
[Charles morì a Roma nel 1788, e da allora i giacobiti furono bollati come reazionari nostalgici, ma resuscitati dal Romanticismo letterario (con Sir Walter Scott in testa) che mantenne vive le aspirazioni giacobite, specialmente in Scozia, periodo che vide un rifiorire di canti che si tramandavano di generazione in generazione, infiammando gli animi. ] 

For all this Jacobite heritage associated with the Highland laddie, even the songs with the same subject, even if its do not contain explicit references to the rising of 1945, are often classified as jacobite songs.
Un po’ per tutto questo retaggio giacobita associato all’ Highland laddie, anche le canzoni con lo stesso soggetto pur non contenenti riferimenti espliciti alla rivolta del ’45 sono spesso classificate come canzoni giacobite.

LINK
https://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://chrsouchon.free.fr/crookie.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-332,-page-342-bonie-laddie-highland-laddie.aspx

http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2028C.htm

I Hae a Wife O’ Ma Ain

ritratto di Robert Burns

“I hae a wife o ma ain” (I have a Wife of My Own) is apparently the melody of a country-dance with some silly words added in an extemporaneous way and yet the song was already reported in ‘The Caledonian Pocket Companion’ ( 1740) by James Oswald. Thus Robert Burns rewrote it in 1788 for the SMM vol IV # 352
“I hae a wife o’ ma ain” (Ho una moglie tutta mia) è apparentemente la melodia di una country-dance con delle “silly words” aggiunte in modo estemporaneo e tuttavia la canzone era già riportata nel  ‘The Caledonian Pocket Companion’ (1740) di James Oswald. Così Robert Burns la riscrive nel 1788 per lo SMM vol IV #352

I did in my way..

A free spirit wanders around the country without roots and often outside civil society and just wants to be left in peace, so it responds to the conformists and moralists “Get your own business!”
Uno spirito libero vagabonda per il paese senza radici e spesso al di fuori dalla società civile e vuole solo essere lasciato in pace, perciò risponde ai benpensanti e ai moralisti “Fatti i fatti tuoi!” (continua)

Billy Ross

Ewan MacColl in “Songs of Robert Burns”, 1994.


I
Hae a wife of my ain,
I’ll partake wi’ naebody;
I’ll take Cuckold frae nane,
I’ll gie Cuckold to naebody.
II
I hae a penny to spend,
There-thanks to naebody!
I hae naething to lend,
I’ll borrow frae naebody.
III
I am naebody’s lord,
I’ll be slave to naebody;
I hae a gude braid sword,
I’ll tak dunts frae naebody.
IV
I’ll be merry and free,
I’ll be sad for naebody;
Naebody cares for me,
I care for naebody.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Ho una moglie tutta mia
con nessuno la condividerò
da nessuno prenderò le corna
e nessuno farò cornuto
II
Ho un penny da spendere
senza ringraziare nessuno
non ho niente da affittare
e niente affitterò
III
Di nessuno sono il signore 
di nessuno sarò servitore
ho una buona spada al fianco
con nessuno menerò colpi
IV
Sarò felice e libero
per nessuno sarò triste
nessuno si curerà di me
di nessuno mi prenderò cura 

Dave Swarbrick, I Have a Wife of My Own / Lady Mary Haye’s Scotch Measure

The melody recalls Brose&Butter with which it is sometimes played in the  set, Ossian adds the melody at the end of “The corncrake” (in “Ossian” 1977)
La melodia richiama Brose&Butter con la quale talvolta è suonata in set, Ossian aggiunge la melodia in coda a “The corncrake” (in “Ossian” 1977)

LINK
https://thesession.org/tunes/2433
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-352,-page-364-i-hae-a-wife-o-my-ain.aspx

Last May a braw wooer by Robert Burns

ritratto di Robert Burns

Robert Burns writes the humorous song “Last May a Braw Wooer” (Last May a fine lover) making some drafting revisions, on an old Scottish air ‘The Lothian Lassie”. The song was published in the SMM, 1787; in Thomson’s collection” Scotish Airs “, 1799 and in the SMM, 1803.
Robert Burns scrive la canzone umoristica “Last May a Braw Wooer” (Lo scorso Maggio un baldo pretendente)  facendone alcune revisioni di stesura, su una vecchia aria scozzese ‘The Lothian Lassie. La canzone fu pubblicata nello SMM del 1787, nella raccolta di Thomson “Scotish Airs”, 1799 e nello SMM del 1803.

Mr. Stenhouse says : ” This humorous song was written by Burns in 1787, for the second volume of the Museum ; but Johnson, the publisher, who was a religious and well-meaning man, appeared fastidious about its insertion, as one or two expressions in it seemed somewhat irreverent. Burns afterwards made several alterations upon the song, and sent it to Mr. George Thomson for his Collection, who readily admitted it into his second volume, and the song soon became very popular. Johnson, however, did not consider it at all improved by the later alterations of our bard. It soon appeared to him to have lost much of its pristine humour and simplicity ; and the phrases which he had objected to were changed greatly for the worse. He therefore published the song as originally written by Burns for his work. ” (from here)
Dice Stenhouse: Questa canzone umoristica fu scritta da Burns nel 1787, per il secondo volume del Museo; ma Johnson, l’editore, che era un uomo religioso e benevolo, appariva infastidito riguardo al suo inserimento, poiché una o due espressioni sembravano in qualche modo irriverenti. Burns in seguito apportò diverse modifiche alla canzone, e la mandò a George Thomson per la sua Collezione, che incluse prontamente nel suo secondo volume, e la canzone divenne presto molto popolare. Johnson, tuttavia, non la ritenne per niente migliorata dalle successive modifiche del nostro bardo. Gli sembrò aver perso molto del suo umorismo e della sua semplicità; e le frasi alle quali aveva obiettato erano molto cambiate in peggio. Ha quindi pubblicato la canzone come originariamente scritta da Burns per il suo lavoro.”


1870 vintage book: “The Illustrated Family Burns”

In the beginning of the story a young and affluent suitor asks our loath protagonist to marry him, swearing his eternal love but in a few weeks he is flirting with Bess, (although the two women are cousins). She held him too much on his toes and so as soon as he asks her again for a wife, this time she immediately answers yes!
Un giovane e benestante corteggiatore prima chiede in moglie la nostra riluttante protagonista, giurandole amore eterno e dopo qualche settimana fa il cascamorto con Bess, (sebbene le due donne siano cugine). Lei lo ha tenuto troppo sulle spine e così non appena lui la richiede in moglie questa volta risponde subito di sì!

Tannahill Weavers in Leaving St. Kilda 1996

Ewan MacColl 

Meredith Hall


I
Last May, a braw wooer
cam doun the lang glen,
And sair wi’ his love
he did deave (1) me;
I said, “there was naething I hated like men-
The deuce gae wi’m,
to believe me, believe me;
The deuce gae wi’m to believe me. “
II
He spak o’ the darts in my bonie black e’en (2), /And vow’d for my love he was diein,
I said, he might die when
he liked for Jean-
The Lord forgie me for liein, for liein;
The Lord forgie me for liein!
III
A weel-stocked mailen (3),
himsel’ for the laird,
And marriage aff-hand,
were his proffers;
I never loot on (4) that
I kenn’d it, or car’d;
But thought I might hae
waur offers, waur (5) offers;
But thought I might hae waur offers.
IV
But what wad ye think?
In a fortnight or less-
The deil tak his taste to gae near her!
He up the Gate-slack (6)
to my black cousin, Bess-
Guess ye how, the jad (7)!
I could bear her, could bear her;
Guess ye how, the jad! I could bear her.
V
But a’ the niest week,
as I petted wi’ care,
I gaed to the tryst (8) o’ Dalgarnock;
But wha but my fine fickle wooer was there,
I glowr’d (9) as I’d seen a warlock, a warlock,
I glowr’d as I’d seen a warlock.
VI
But owre my left shouther
I gae him a blink (10),
Lest neibours might say
I was saucy;
My wooer he caper’d as he’d been in drink,
And vow’d I was his dear lassie, dear lassie,
And vow’d I was his dear lassie.
VII
I spier’d (11) for my cousin fu’ couthy (12) and sweet, /Gin she had recover’d her hearin’,
And how her new shoon fit
her auld schachl’t (13) feet,
But heavens! how he fell a swearin, a swearin,
But heavens! how he fell a swearin.
VIII
He begged, for gudesake, I wad be his wife,
Or else I wad kill him wi’ sorrow;
So e’en to preserve the poor body in life,
I think I maun wed him tomorrow, tomorrow;
I think I maun wed him tomorrow.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Lo scorso Maggio un bel pretendente 
venne giù dalla lunga valle
e con il suo corteggiamento,
assai m’infastidì;
dissi “Non c’è niente che odio come gli uomini, che vadano al diavolo,
credimi, credimi,
che vadano al diavolo, credimi
II
Lui parlò dei dardi nei miei begli occhi neri
e giurò che sarebbe morto per amor mio,
io dissi che avrebbe dovuto morire quando era innamorato di Jean.
il Signore mi perdoni per la bugia, la bugia
il signore mi perdoni per la bugia
III
Una fattoria ben fornita,
se stesso come padrone
e un matrimonio senza indugio,
furono le sue offerte;
non ho mai dato a vedere
di saperlo o che me ne importasse
ma pensai che avrei potuto avere
offerte peggiori, offerte peggiori, ma pensai che avrei potuto avere offerte peggiori
IV
Eppure cosa credete?
In meno di due settimane
il diavolo gli fece cambiare idea
Su per il Gateslake
dalla mia cugina mora, Bess-
Immaginate quanto, la scostumata, potevo sopportarla, potevo sopportarla, immaginate quanto, la scostumata, potevo sopportarla
V
Ma la settimana seguente
mi pettinai con cura
e andai alla fiera di Dalgarnock, e chi se non il mio bel corteggiatore volubile era là.
Lo fissai come se avessi visto il diavolo
Lo fissai come se avessi visto il diavolo
VI
Gli lanciai uno sguardo sorridente
di traverso
per timore che i miei vicini dicessero
che ero una facile;
il mio corteggiatore annuiva come se avesse bevuto e giurava che ero la sua cara ragazza
e giurava che ero la sua cara ragazza
VII
(Gli) Chiesi della mia cugina affabile e dolce
se avesse recuperato il suo udito
e di come le sue nuove scarpe avessero preso
la forma dei suoi vecchi piedi contorti!
Ma cielo! Si è messo a giurare, giurare
Ma cielo! si è messo a giurare
VIII
Pregò per carità, che io fossi sua moglie
altrimenti lo avrei ucciso per il dolore, così per mantenere il suo povero corpo in vita
credo che lo sposerò domani, domani
credo che lo sposerò domani

NOTE
1. deafen
2. eyes
3. well-stocked farm.
4. let out
5. worse
6. Gateslake is the name of a particular place in the Lawter hills but Thomson corrected with “green lane”
7. jad= wanton; scottish, a mare, of a woman, usu. as a term of reprobation: a hussy
8. market, cattle fair
9. stared
10. smiling look 
11. asked
12. kind, kindly
13. twisted , distorted. In the revised version it becomes  “how my auld shoon suited (fitted) her shauchled feet”; auld shoon is a discarded lover (being a sarcastic expression when applied to a discarded lover who pays his addresses to another fair one. ) [Nella versione riveduta diventa “come le mie vecchie scarpe calzassero i suoi piedi storti”, la scarpa vecchia è un amante scaricato, l’espressione è usata sarcasticamente quando applicata ad un amante scaricato che rivolge le sue attenzioni ad un altra bella]

LINK

http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Last_May_a_braw_wooer
https://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/archive/91340095
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1176ly11.htm
http://www.bartleby.com/337/837.html
http://www.online-literature.com/robert-burns/2520/
https://www.wdl.org/en/item/3370/