The Outlandish Knight or Lady Isabel and the Elf Knight

The Ballad “Lady Isabel and the Elf Knight” defines a very specific theme of the popular ballads, the Bluebeard of fairy tales. Some versions lose the magical aura of the oldest tradition to become murder ballads, so the “False Sir John” is a sadistic murderer, but a murderous thief who takes advantage of the naivety of young marriageable girls to take their dowry.
Lady Isabel and the Elf Knight
 è diventato il titolo con cui per convenzione si definisce un tema ben preciso delle ballate popolari, il Barbablù delle fiabe. Alcune versioni perdono l’aura fiabesca-magica della tradizione più antica per diventare delle murder ballads, così il “False Sir John” (per niente cavaliere e nemmeno innamorato) non è tanto un omicida sadico, quanto un omicida ladro che si approfitta dell’ingenuità delle giovani ragazze da marito per prendersi la loro dote.

In this variant the false knight is a stranger who, with the promise of a marriage and a journey to some distant lands of the North, seduces his victim. Everything takes place as in the text already examined here, in front of the cliff and the prospect of being killed, the girl rebels and throws the man into the sea (in the lake or in the river).
In questa variante il cavaliere è uno straniero che con la promessa di un matrimonio e di un viaggio verso le lontane terre del Nord, seduce la sua vittima. Tutto si svolge come nel testo già esaminato qui, davanti alla scogliera e alla prospettiva di essere uccisa la fanciulla si ribella e getta l’uomo in mare (nel lago o nel fiume). 

Kate Rusby, live


I
An outlandish (1) knight came from the north (2) lands /He courted a lady fair
He said he would take her to those northern lands/ And there he would marry her
II
“Go fetch some of your fathers gold
And some of your mothers fee
And two of the horses from out of the stables Where there stands thirty and three”
III
She’s mounted on the lilly white steed
And he the dapple gray
They’ve rode til they come unto the sea side Three hours before it was day
IV
“Lights off Lights off, your lily white steed Deliver it unto me
Six pretty maidens have I drowned here
And the seventh will surely be thee
V
Take off take off
Your silken gowns
Deliver them unto me
For I do feel that they are too fine
To rot in the sun salt sea.”
VI
“If I take off my silken gowns
And turn your back on me
For it is not fitting that such a cruel world
A naked woman should see
VII
And cut away the brambles so sharp
The brambles from of the brim
For I do feel that they’ll tangle my hair
And scratch my tender skin”
VIII
So he’s turned his back all on the fair maid
And leant down over the brim
She’s taken him by his slander waist
And tumbled him into the stream
IX
“Lie there, lie there, you false-hearted man,
Lie there instead of me,
For six pretty maidens have you drowned here The seventh hath drown-ed thee”
traduzione italiano Cattia Salto 
I
Uno strano cavaliere venuto dal Nord
corteggiò una bella dama
Disse che l’avrebbe portata in quelle terre del Nord / E laggiù l’avrebbe sposata
II
“Vai a prendere un po’ d’oro di tuo padre
e una parte della dote di tua madre
e due cavalli della stalla
dove ce ne stanno 33″
III
Lei montò sul suo destriero bianco-giglio
e lui su un pezzato grigio
e cavalcarono fino a raggiungere la riva del mare/mancavano solo tre ore al farsi del giorno
IV
“Scendi, scendi dal tuo destriero bianco-giglio
consegnalo a me;
sei belle fanciulle ho affogato qui
e tu sarai sicuramente la settima.
V
Levati, levati
i tuoi vestiti di seta,
consegnali a me,
perchè credo che siano troppo preziosi
per marcire al sole nel mare salato”
VI
“Se mi leverò i vestiti d’argento
dammi le spalle
perchè non è lecito che in un mondo crudele
si debba vedere una donna nuda
VII 
E taglia i rovi appuntiti
i rovi lungo il bordo
perchè temo che si impiglieranno nei miei capelli e mi graffieranno la pelle delicata”
VIII
Così lui voltò le spalle alla fanciulla
e si sporse oltre il bordo
lei lo prese per la vita snella
e lo fece cadere nella corrente
IX
“Resta là, resta là giovanotto bugiardo
resta là al mio posto,
hai annegato qui sei belle fanciulle qui
e la settima ha annegato te”

NOTE
1) outlandish= foreign [ “un uomo di un paese straniero”] Knight= young man not a necessarily nobleman
2) in popular ballads the reference to the North more than a geographical reference indicates that something terrible / obscure is about to happen
nelle ballate popolari il riferimento al Nord più che un riferimento geografico indica che qualcosa di tremendo/oscuro sta per accadere

In this version we are again in a fairy-tale world with castles and realms, initially the knight is only a little “strange” and comes from the sea, only halfway to a ballad we discover that he is an elf knight who comes from the Other World (“From over the raging sea”)
In questa versione siamo di nuovo in un mondo fiabesco con castelli e reami, inizialmente il cavaliere è solo un po’ “strano” e viene dal mare, solo a metà ballata scopriamo che è un cavaliere elfo che preveniene da Altrove (“From over the raging sea“)

While the knight is drowning, he asks for help in exchange for marriage, but she is no longer deceived and refuses to give him her hand. As already stated for version B, it is very strange that a spirit of the water could drown!
Mentre affoga il cavaliere le chiede aiuto in cambio del matrimonio, ma lei non si lascia più ingannare e si rifiuta di dargli la mano. Come già espresso per la versione B è ben strano che uno spirito delle acque muoia annegato

Kadia – Lady Isabel and the Elf Knight in The Outlandish EP, 2017

Miranda Sykes & Rex Preston


I
There was a proper and tall young knight
And William was his name
He sailed across the raging sea
A’ courtingly he came
II
He took all of my father’s gold
And all my mother’s fee
He took two of my father’s horses
Best of thirty-three
[Chorus]
He promised we would ride the land
And he would marry me
Oh, you’re nothing but a false young knight
From over the raging sea
III
He rode on the milk-white steed
And she on the dappled grey
Together they made the North of Scotland
Hours before the day
IV
“Lie down, lie down -to her he said-
You never will be free
Six king’s daughters drowned here
The seventh one you shall be
V
She saw right through this tall young knight
He’d tricked her false love in
She saw the wrong intentions
That the bold knight had within
VI
He thought her just a fair young lass
With not the strength to win
Against this foolish Elfin knight
She hatched a plan for him
VII
So turn your back to the billowy waves
And your face to the old oak tree
You’re far too bad an outlandish knight
To view a stark lady”
VIII
So he turned his back to the billowy waves
And his face to the old oak tree
She threw her hands around his neck (2)
And tossed him into the sea
IX
Lie there, lie there, you false young man
Lie there in place of me
You’ve nothing fine nor costly
So you’ll rot far out to sea
X
And as he rose and as he sank,
And as he rose, said he,
“Oh, give me your hand (1), my pretty maid,
My bride forever you’ll be.
XI
“Lie there, lie there, you dirty dog
Lie there instead of me
You’re none too fine nor costly
So you’ll rot in the briney sea”
XII
She rode upon the milk white steed
And led the dappled grey
Returning to the castle
In the morning the next day
XIII
“Oh father, he had fase intentions
After courting me
Oh he’s nothing but a false young knight
From over the raging sea “
traduzione italiano Cattia Salto 
I
C’era un aitante cavaliere
di nome William
che attraversò il mare in tempesta
per venirmi a corteggiare
II
Prese tutto l’oro di mio padre
e la dote di mia madre
prese due dei cavalli di mio padre
i migliori dei 33″
Coro
Promise che avremmo galoppato per il paese
e che mi avrebbe sposato
ma non era altro che un falso giovane cavaliere
d’oltre mare
III
Lui cavalcava sul destriero bianco latte
e lei sul un pezzato grigio
insieme fecero il Nord della Scozia
mancavano quattro ore all’alba
IV
“Scendi, scendi -le disse-
non sarai mai libera
sei figlie di re ho affogato giù
e tu sarai la settima.
V
Lei si rese conto che quel giovane e alto cavaliere/ l’aveva ingannato con un falso amore
lei vide le brutte intenzioni
che il baldo cavaliere aveva dentro
VI
Lui credeva che lei fosse solo una ragazzina carina/ senza la forza per vincere
contro questo cavaliere elfo sciocco,
lei ordì un piano contro di lui
VII
“Gira le spalle ai marosi
e volgi il viso alla vecchia quercia
sei un cavaliere troppo cattivo e strano
per guardare una dama onesta”
VIII
Così lui girò le spalle ai marosi
e il viso rivolse alla vecchia quercia
e gli buttò le mani attorno al collo 
e lo gettò nel mare
IX
“Resta là, resta là giovanotto bugiardo
resta là al mio posto,
non hai niente di bello nè di prezioso
così marcirai in mare aperto”
X
E lui galleggiava e affondava
e quando fu in superficie disse
“Oh, dammi la tua mano, mia bella fanciulla
e diventerai per sempre la mia sposa”
XI
“Resta là, resta là, lurido cane
resta là al mio posto,
non hai niente di bello nè di prezioso
così marcirai in mare aperto”
XII
Lei cavalcò sul suo destriero bianco latte
e condusse il pezzato grigio
per ritornare al castello
al mattino del giorno dopo
XIII
“Oh padre aveva cattive intenzioni
dopo avermi corteggiata,
non era altro che un falso giovinastro
dall’oltre mare”

Note
1) the reference goes to the ballad Cruel Sister in which the drowning girl asks for help from her sister who had pushed her into the water out of jealousy
il riferimento corre alla ballata Cruel Sister in cui la fanciulla che sta annegando chiede aiuto alla sorella che l’aveva spinta in acqua per gelosia
2) there are some inconsistencies in the verses, one would expect that the girl pushes the knight into the water, rather than embrace him; in other versions it is the girl who is already in the water and still managing to touch the bottom that convinces the knight to kiss her and she pull him down from the horse (see version B) The line probably stands for a kiss.
ci sono delle incongruenze nei versi, ci si aspetterebbe che la fanciulla spinga il cavaliere in acqua, invece di abbracciarlo; in altre versioni invece è la fanciulla che già si trova in acqua riuscendo ancora a toccare il fondo che convince il cavaliere a darle un bacio e lo tira giù dal cavallo. (vedi versione B) Il verso sta per indicare un bacio

Pretty PollY

In some versions we also find the episode of the parrot, whose silence is bought with the promise of a golden cage
In alcune versioni ritroviamo anche l’episodio del pappagallo, il cui silenzio viene comprato con la promessa di una gabbietta d’oro

Danù in Think Before You Think 2005


I
He’s followed her up and he followed her down
And into the room where she lay
She hadn’t the strength for to flee from his arms/Nor the tongue for to answer him nay (1)
II
“Rise up, rise up, my pretty Polly
Rise up and go with me
And I will take you to North Scotland
And there you’ll married be
III
Go fetch you a bag of your father’s gold
And some of your mother’s fee
And two fine horses out of the stable
Where there stands thirty and three”
IV
So she’s lit upon her nimble-going brown
He’s mounted the dapple-gray
And when they came to North Scotland
‘Twas just three hours ‘til day
V
“Light you down, light you down,
my pretty Polly
Light you down, I say to thee
For six kings’ daughters have I drowned here
And the seventh will surely be thee
VI
And pull off, pull off your fine gay clothes
And hang them on yonder tree
For they are too fine and they cost too much
To rot in the salt lake sea”
VII
“Well, then you take a sickle
and you cut down the nettles
That grow so close to the brim
For I fear they’ll tangle my long yellow hair
And they’ll tear my lily-white skin”
VIII
So then he took a sickle
and he cut down the nettles
That grow so close to the brim
And she’s picked him up so skillfully
And she’s pushed the false knight in
IX
“Lie there, lie there, my false young man
Lie there in the room of me
For six kings’ daughters have you drowned here/And the seventh has drowned thee”
X
So she’s lit upon her nimble-going brown
And she’s lead the dapple-gray
And when she came to her father’s door
‘Twas just three hours ‘til day
XI
“Hush up, hush up, my pretty Polly bird (2)
And don’t you tell tales on me
Your cage will be made of the very beaten gold
And the door of the best ivory”
XII
But then up spoke a fine young man
In the chamber where he lay
“What’s the matter, what’s the matter
with my pretty Polly bird
You’re talking so long before day?”
XIII
“Oh There’s two black cats at my caging door
And my life they will betray
And I’m just calling for my pretty Polly
To drive those cats away”
traduzione italiano Cattia Salto 
I
Lui la inseguì in lungo e in largo
fino nella camera da letto dove stava
e lei non ebbe la forza di respingerlo con le braccia/ nè la lingua per risponderli di no
II
“Alzati, mia bella Polly
alzati e vieni con me
e ti porterò nel Nord della Scozia
e là ci sposeremo”
III
“Vai a prendere una borsa con l’oro di tuo padre
e una parte della dote di tua madre
e due bei cavalli della stalla
dove ce ne stanno 33″
IV
Lei montò sul suo agile destriero morello
e lui su un pezzato grigio
e quando arrivarono nel Nord della Scozia
mancavano solo tre ore al farsi del giorno
V
“Scendi, scendi
mia bella Polly,
ti dico di scendere
che sei figlie di re ho gettato giù
e tu sarai la settima.
VI
Levati i tuoi bei vestiti colorati
e appendili all’albero
perchè sono troppo preziosi
per marcire nel lago salato”
VII
“Allora prendi un falcetto
e taglia le ortiche/che crescono così vicino alla riva/perchè temo che  s’impiglieranno nei miei lunghi capelli biondi
e mi sciuperanno la pelle bianco-giglio”
VIII
Così lui prese un falcetto
e tagliò le ortiche
che crescevano così vicino alla riva
e lei lo prese con agilità
e spinse dentro il falso cavaliere
IX
“Resta là, resta là, giovanotto bugiardo
resta là al mio posto,
hai annegato qui sei donne
e la settima ha annegato te”
X
Così è salita sull’agile destriero morello
e ha guidato il pezzato grigio
e quando è arrivata alla casa paterna
mancavano solo tre ore al farsi del giorno
XI
“Zitto, zitto mio pappagallino
e non raccontare storie su di me
la tua gabbia sarà fatta d’oro zecchino
con la porta del migliore avorio”
XII
Allora parlò un bel giovanotto
nella camera dove stava
“Che succede, che succede
al pappagallino Polly
che chiacchiera così tanto prima del giorno?””
XIII
“Oh ci sono due gatti neri alla porta della mia gabbia/che attentano alla mia vita
e io sto chiamando la mia bella Polly
perchè mandi via quei gatti”

NOTE
1) the sentence could be a euphemism to indicate a consensual sexual relationship; It is significant that the girl is held responsible for her wrong choice, that of relying on a stranger instead of letting the family choose the appropriate husband. While in the older versions the knight seduces the girl with magic (the horn, the harp) here it is a very normal assiduous courtship that breaks the heart and desire of the girl
la frase potrebbe essere un eufemismo per indicare un rapporto sessuale consensuale; è significativo che la ragazza sia ritenuta responsabile della sua scelta sbagliata, quella di affidarsi a uno sconosciuto invece di lasciare scegliere il marito appropriato dalla famiglia. Mentre nelle versioni più antiche il cavaliere seduce la fanciulla con mezzi magici (il corno, l’arpa) qui è un normalissimo assiduo corteggiamento che fa breccia nel cuore e desiderio della fanciulla
2) the little bird is a parrot with the same name as the girl: the identity between the two creatures who prefer to live in a golden cage instead of savoring the dangers of freedom is thus further reiterated
l’uccellino è un pappagallo con lo stesso nome della fanciulla: viene così ulteriormente ribadita l’identità tra le due creature che preferiscono vivere prigioniere in una gabbia dorata invece di assaporare i pericoli della libertà

LINK
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theoutlandishknight.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=22848

https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18292
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/77.html
http://www.broadside.org/music/lyrics/false.html
http://mbmonday.blogspot.it/2013/02/a-cage-of-beaten-gold-false-sir-john.html

http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-LadyIsabel.html

The Night Visiting Song

This is the traditional Irish version of a typical “night-visiting song” in which the lover knocks on his girlfriend’s window and is let into the bedroom at night; however, to read between the lines, it is also a revenant ballad. The song takes up “The Gray Cock” without however the more directly explicit stanzas to the condition of ghost lover and to the cock’s call of the at dawn.
Questa è la versione irlandese tradizionale di una tipica night-visiting song”  in cui l’amante bussa alla finestra della fidanzata e viene fatto entrare nella camera da letto nottetempo; tuttavia, a leggere tra le righe, e anche una revenant ballad. Nella sua struttura riprende “The Gray Cock” senza però le strofe più direttamente esplicite alla condizione di redivivo dell’amante e al canto del gallo all’alba

A very similar version is titled  I’M A ROVER SELDOM SOBER
Una versione molto simile è intitolata I’M A ROVER SELDOM SOBER

Ray Fisher ‘Traditional Songs of Scotland’, 1991.

Luke Kelly live 1973

Halali

Kate Rusby


I=VI (1)
I must away now, I can no longer tarry
This morning’s tempest(2) I have to cross
I must be guided without a stumble
Into the arms I love the most
II
And when he came to his true love’s dwelling
He knelt down gently upon a stone (3)
And through her window he’s whispered lowly/Is my true love within at home?
III
Wake up, wake up love, it is thine own true lover
Wake up, wake up love, and let me in
For I am tired love and oh, so weary
And more than near drenched to the skin (4)
IV
She’s raised her off her down soft pillow
She’s raised her up and she’s let him in
And they were locked in each others arms
Until that long night (5) was past and gone
V
And when that long night was past and over
And when the small clouds began to grow
He’s taken her hand and they’ve kissed and parted
Then he saddled and mounted and away did go
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Dove andare non posso restare più a lungo
questa tempesta mattutina devo attraversare
Sarò guidato senza passi falsi 
tra le braccia di chi amo tantissimo” 
II
Quando venne alla dimora del suo vero amore, si inginocchiò piano sulla pietra
e dalla finestra sussurrò piano
“Amore mio, sei in casa?”
III
Sveglia, sveglia amore c’è qui il tuo innamorato,
Sveglia, sveglia amore, e fammi entrare
perchè sono stanco amore e affaticato
e inzuppato fino all’osso
IV
Lei sollevò la testa dal suo morbido cuscino
si sollevò e lo lasciò entrare
e si tennero stretti tra e braccia uno dell’altro
finchè la lungo notte passò e finì
V
E quando quella lunga notte passò e finì
e quando le nuvole tte iniziarono ad aumentare, lui le prese la mano e si baciarono e si separarono
poi lui montò in sella e se ne andò via

NOTE
1) the first two stanzas take up the version of Mrs. Cecilia Costello “The Gray Cock” [le prime due strofe riprendono la versione della signora Cecilia Costello “The Gray Cock”]
2) in Mrs Costello’s, the lover has to cross ‘the burning Thames’, while in Bill Cassidy’s it is ‘the burning mountains’,symbolising the difficulty of the dead returning [nella signora Costello, l’amante deve attraversare “il Tamigi che brucia”, mentre in Bill Cassidy sono “le montagne in fiamme”, a simboleggiare la difficoltà dei morti a ritornare tra i vivi]
3) those who come to visit from the Other Celtic World (where they lived according to the passage of time enchanted – one day at Fairy corresponds to a terrestrial year) not they must rest their feet on the ground because otherwise they are reached by the earth age
“Senza posare piede” sono espressioni che stanno a indicare una vecchia credenza popolare: coloro che vengono in visita dall’Altro Mondo Celtico (dove hanno vissuto secondo lo scorrere del tempo fatato – un giorno presso Fairy corrisponde ad un anno terrestre) non devono posare i piedi sul suolo perchè altrimenti vengono raggiunti dall’età terrestre
4) I translated the expression according to the equivalent idiomatic phrase in Italian: in the ballad “The Gray Cock” William is wet because he presumably died drowned, here it is supposed to be bad weather; one of the pretexts shared in night songs to open the door to the sleeping girl is precisely that of the cold and rainy night.
ho tradotto l’espressione secondo l’equivalente frase idiomatica in italiano: nella ballata “The Grey Cock” William è bagnato perchè presumibilmente è morto annegato, qui si suppone che si tratti del cattivo tempo; uno dei pretesti condivisi nelle night songs per far aprire la porta alla fanciulla dormiente è proprio quello della notte fredda e piovosa.
5) Winter solstice night  [la notte è quella del solstizio d’inverno]

https://mainlynorfolk.info/folk/songs/thenightvisitingsong.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=127524
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=126650

Joy to the world! The Lord is come & Bradfield from Yorkshire

Joy to the world -Christmas carol
Word: Isaac Watts (1719)
Tune: Lowell Mason (1836-8)

The text of “Joy to the World” was written by Isaac Watts when he was a Protestant pastor in the Church of St. Mark’s Lane (Stoke Newingron, London); the intent was to create more current hymns, for reviving the psalms of the Old Testament, so the psalm 98 “Sing to the Lord a new song” (refrain: “The Lord has revealed his justice to the people “) has become the more poetic “Joy to the World” published in his collection “The Psalms of David, Imitated in the Language of the New Testament” (1719); originally it was not a Christmas carol, as it referred to the second coming of Jesus, so Watts reinterpreted the Old Testament psalm in the light of the New Testament.
[Il testo di “Joy to the World” è stato scritto da Isaac Watts quando era pastore protestante nella Chiesa di St. Mark’s Lane (Stoke Newingron, Londra); l’intento era quello di creare degli inni più attuali, rinverdendo i salmi del Vecchio Testamento,  ispirandosi ai Salmi di Davide, così il salmo 98Cantate al Signore un canto nuovo(ritornello: “Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia”) è diventato il molto più poetico “Joy to the World” pubblicato nella sua raccolta  The Psalms of David, Imitated in the Language of the New Testament (1719); in origine non era un canto natalizio, in quanto si riferiva alla seconda venuta di Gesù, così Watts reinterpretò il Salmo del Vecchio Testamento alla luce del Nuovo.]
The most popular melody, at least in the USA, derives from “Antioch” by the American Lowell Mason composed in 1836-8 making an arrangement of Handel’s “Messiah (1742)”.
[La melodia più popolare, perlomeno negli USA, deriva da “Antiochia” dell’americano Lowell Mason composta nel 1836-8 facendo un arrangiamento del “Messia” di Handel (1742).]

The Gothard Sisters in “Falling Snow” 2016 (I, II, I, IV)

Pentatonix 2015 (I, II, IV)

Celtic Woman 2013

Moya Brennan  in An Irish Christmas 2005 (I, II, IV)


I
Joy to the world (1)! the Lord is come;
Let earth receive her King;
Let every heart prepare him room,
And heaven and nature sing,
And heaven and nature sing,
And heaven, and heaven, and nature sing. (3)
II
Joy to the world (earth)! the Saviour reigns;
Your sweetest songs employ (4);
While fields and floods, rocks, hills, and plains
Repeat the sounding joy
III (6)
No more let sins and sorrows grow,
Nor thorns infest the ground;
He comes to make His blessingsflow
Far as the curse (7) is found
IV
He rules the world with truth and grace,
And makes the nations prove (8)
The glories of His righteousness,
And wonders of His love.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Gioia nel mondo (1)! il Signore è venuto;
la terra riceverà (2) il suo Re,
ogni cuore preparerà un posto per Lui,
e cielo e terra cantano
cielo e terra cantano
cielo, e cielo e terra cantano (3)
II
Gioia nel mondo! Regna il Salvatore;
le più dolci canzoni si ricorrono (4),
mentre terra e mare (5), rocce, colline e pianure, ripetono il suono gioioso.
III (6)
Non più peccati e affanni cresceranno,
né le spine infesteranno il terreno;
Egli viene a diffondere la Sua benedizione
fin dove si annida la maledizione (7).
IV
Egli governa il mondo con verità e grazia
e dimostra alle nazioni (8)
gli splendori della Sua rettitudine
e i prodigi del suo amore.

NOTE
1) the psalm describes the second coming of Jesus when he returns in triumph at the end of time. The birth of Jesus overlaps with his second coming when the Earth will be the renewed Earthly Paradise
[il salmo descrive la seconda venuta di Gesù quando ritornerà in trionfo alla fine dei tempi. La nascita di Gesù si sovrappone alla sua seconda venuta quando la Terra sarà il rinnovato Paradiso Terrestre]
2) In his first coming Jesus was not accepted by all men, indeed he was crucified
[ho preferito risolvere l’imperativo con il futuro. Nella sua prima venuta Gesù non è stato accettato da tutti gli uomini, anzi è stato crocefisso]
3) fuging tune  [tipico esempio di melodia fugata]
4) also written as
 [scritto anche come] “Let men their songs employ” ègli uomini canteranno le loro canzoni] they are the righteous men entered the kingdom of God to sing hymns to the Lord [sono i giusti gli uomini entrati nel regno di Dio a cantare inni al Signore]
5) letteralmente “campi e acque”
6) the verse is generally skipped because it is not part of psalm 98 [la strofa generalmente è saltata perchè non facente parte del salmo 98]
the Pentatonix sing a kind of refrain in its place [i Pentatonix cantano al suo posto una specie di ritornello]
Joy to the world, now we sing
Let the earth receive her king
Joy to the world, now we sing
Let the angel voices ring
Joy to the world, now we sing
Let men their songs employ
Joy to the world, now we sing
Repeat the sounding joy
7) the curse thrown by God to Adam after the original sin “Cursed is the ground because of you” [la maledizione è quella lanciata da Dio ad Adamo dopo il peccato originale “Maledetto è il suolo per causa tua”]
8) only with the kingdom of God on earth there will be the peace in the world [solo con il regno di Dio sulla Terra si troverà la pace nel mondo]; letteralmente “fa sì che i popoli provino”

Bradfield

The version of “Joy to the World” according to the tradition of South Yorkshire (Berkshire village) when the singers gathered in the pub to sing Christmas with traditional songs considered too “popular” by the Church.
[La versione di “Joy to the World” secondo la tradizione del South Yorkshire (Berkshire village) quando i cantori si riunivano nel pub per cantare il Natale con canti tradizionali ritenuti troppo “popolari” dalla Chiesa.]
Kate Rusby in “The Frost is All Over” 2015


I
Hark to the bells on Christmas Day
From the church on the hill above
Telling the birth of our Saviour dear
With His message of truth and love
chorus:
Oh the merry bells of Christmas
Ring their sound (message)* so sweet and gay
May you know true joy and gladness

On every Christmas Day
II
Born in a stable cold and bare
With a manger for His bed
Mary and shepherds on holy ground
In that lowly cattle shed
III
Carols and choirs fill the air
With this joyfull (wonderful) * song of peace
And there is joy on earth today
With this song (our praise)* that that will never cease
IV
Peace to the world (Glory to God)* and peace to men
Is the sound (news)* our dear bells bring
Nations will worship on earth below
With this carol that Angels sing
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Ascolta le campane il giorno di Natale
dalla chiesa in cima alla collina
che annunciano la nascita del nostro amato Salvatore, con il suo messaggio di verità e amore
Coro
Le allegre campane di Natale
cantano il loro canto (messaggio) dolce e gaio

per farvi conoscere la vera gioia e felicità
a ogni Natale
II
Nato in una stalla al freddo e nudo
con una mangiatoia come culla
Maria e i pastori sulla terra santa
in quell’umile ricovero per il bestiame
III
Inni e cori riempiono l’aria
con questo gioioso (meraviglioso) canto di pace
e c’è gioia in terra oggi
con questo canto (la nostra preghiera) che non finirà mai
IV
“Pace alla terra (Gloria a Dio) e pace agli uomini”
è il canto (la novella) che le nostre amate campane portano,
le nazioni ti adoreranno giù sulla terra
con questo inno che gli angeli cantano

NOTE
*alcune variazioni testuali

LINK
https://www.christianitytoday.com/history/people/poets/isaac-watts.html

http://www.parrocchiatresanti.bz.it/images/lectio/salmi/lectio-salmi-10ott.pdf
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-joy-to-the-world

http://www.americanmusicpreservation.com/joytotheworldmason.htm
http://globalworship.tumblr.com/post/135746033350/bradfield-uk-pub-christmas-carol-by-kate-rusby

Bold Riley oh

Leggi in italiano

A sea shanty collected by A.L. Lloyd who recordered for his album “A Sailor’s Garland” (1962): “Shellbacks manning the windjammers of the West Indies trade brought back to Liverpool and Bristol more than sugar, bananas and rum; they also brought back many songs. Some of these they kept to themselves, some they handed on to vessels sailing in other waters. Thus the fine hexatonic tune of Bold Riley O, which started life as a Tobago reel, was sung at the halyards of many an East Indiaman bound for Bombay and the Bengal ports.”
Part of the song was found in the Georgia Sea Islands where a work song entitled “Riley” was collected (Roud 18160, also inThe Friends of Old Time Music: The Folk Arrival 1961-1965 – Smithsonian Folkways anthology 2006), but it is only after Lloyd’s recording that the song knew a certain popularity in the folk circuits during the 70s.

A.L. Loyd from “A Sailor’s Garland” 1962

Clayton Kennedy from Assassin’s Creed Rogue

The folk versions prefer a slower melody that emphasizes the farewell / lament mood
Johnny Collins & Jim Mageean from Shanties and Sea Songs (1996) who sing a more extensive version of the one reported

Kate Rusby from Hourglass 1997  who learned the song from Jim Mageean’s version

The Wailin’ Jennys live 2014 (also in  Live at the Mauch Chunk Opera House, 2009) except first stanza


Chorus :
Goodbye, my darling,
goodbye, my dear O,

Bold Riley O, boom-a-lay (1)
Goodbye, my sweetheart(2),
goodbye, my dear O,

Bold Riley O, gone away
I
The anchor is weighed and the rags we’ve all set,
Bold Riley O, boom-a-lay
Them Liverpool judies we’ll never forget,
Bold Riley O, (has) gone away
 
II
The rain it is raining all the day long,
The northerly winds they blow so strong,
III
Cheer up, Mary Ellen (3), and don’t look so glum,
On Whitestocking Day (4) you’ll be drinking (hot) rum.
IV
We’re outward bound for the Bengal Bay (5)
Get bending, my lads, it’s a hell of a way.

NOTES
1) Nautical term in the folk versions is replaced by “Bold Riley”
2) or my darling
3) Kate Rusby sings “Well come on, Mary”
4) also quoted in Rio Grande (Boung for the Rio Grande) the Whitestocking Day was the day when the wives (mothers) of the sailors dressed well to go and collect the advance on the salary accrued by the sailor, the promissory note (advance note) it was only payable if the sailor had actually embarked the month before. The Allotment of Pay was instead issued by the Admiralty (since the Napoleonic wars) to pay in the due month, part of the salary of the sailor to his wife or to the boarding master. A practice spread also at the merchant marine that became mandatory with the Merchant Shipping Acts in the late 1800s. White cotton stockings were synonymous with elegance.
5) typhoons that are formed in the Bengal Bay have two seasonal peaks one in April and the other in October-November in conjunction with the monsoon winds

LINK
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/boldriley.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/bold-riley.html

https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50732
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17866

I SAW THREE SHIPS

Nella tradizione cristiana, i Magi fanno visita a Gesù bambino poco dopo la sua nascita, portando in dono oro, incenso e mirra.
Ma un viaggio altrettanto intricato fu compiuto dalle loro reliquie!

IL VIAGGIO DEI RE MAGI

Nel 1270 Marco Polo ha visto le tombe dei Magi a Saba: “In Persia è la città eh’ è chiamata Sabba (Saba), dalla quale si partirono li tre re che andarono ad adorare a Cristo quando nacque. In quella città sono seppelliti gli tre magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti intieri e co’ capegli. L’uno ebbe nome Baltasar, l’altro Melchior, e l’altro Guaspar. Messer Marco domandò più volte in quella città di questi tre re: ninno gliene seppe dire nulla, se non ch’erano tre re seppelliti anticamente. E andando tre giornate, trovarono un castello chiamato Galasaca (Cala Ataperistan), cioè a dire, in francesco, castello degli oratori del fuoco. È ben vero che quegli del castello adorano il fuoco, ed io vi dirò perché. Gli uomini di quello castello dicono che anticamente tre re di quella contrada andarono ad adorare un profeta, lo quale era nato, e portarono tre offerte: oro per sapere s’era signore terreno, incenso per sapere s’era Iddio, mirra per sapere s’era eternale.”
Il francescano Odorico da Pordenone (anch’egli in viaggio per la Cina) cinquant’anni dopo Marco Polo dice che la città dei Re Magi era Cassam l’attuale Kasham, a sud del mar Caspio e di Teheran, nell’attuale Iran.

Eppure già da un secolo prima, la tradizione li vuole sepolti nel Duomo di Colonia; fu Elena, la madre di Costantino a “trovarli” nel suo famoso pellegrinaggio in Palestina e Terra Santa dal quale ritornò carica di reliquie, e li fece trasportare nella chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. Solo nel 344 Sant’Eustorgio vescovo di Milano si ricordò del reliquiario e lo richiese gentilmente all’imperatore d’Oriente che altrettanto gentilmente lo recapitò a Milano. Ma nel 1162 Federico Barbarossa sceso nel Bel Paese per punire i comuni italiani riottosi a riconoscerlo come Imperatore distrusse la Basilica di Sant’Eustorgio e si portò a casa la reliquia dei Magi. Infine fu Colonia la città che costruì una nuova chiesa per i Magi che lì rimasero e perciò ricordati come i Re Magi di Colonia..

I SAW THREE SHEEP

Le peripezie compiute dalla reliquia dei Re Magi (e tanti frammenti e ossicini si rintracciano lungo l’itinerario!) sono diventate il pretesto per il testo di una canzoncina per bambini risalente al 1500-1600, ancora oggi molto popolare per il suo testo scorrevole e ripetitivo.  La sua grande popolarità ha fatto si che esistano tantissime varianti, Joseph Ritson, nel suo “Scotish songs,” vol. I riporta alcuni versi di un canto natalizio scozzese risalente alla metà del 1500 che ci ricorda la nostra carol
There comes a ship far sailing then,
Saint Michael was the stieres-man;
Saint John sate in the horn:
Our Lord harped, our Lady sang,
And all the bells of heaven they rang,
On Christ’s sonday at morn.

thre-shipsConosciuto anche come On Christmas Day In The Morning il brano è stato riarrangiato a fine Ottocento, in cui i Magi vengono sostituiti dalla Sacra Famiglia. Nel “The Nursery Rhyme Book” del 1897 i tre viaggiatori delle navi sono diventate tre graziose fanciulle che arrivano a Capodanno
And one could whistle,
and one could sing
And one could play on the violin

Di paese in paese la canzone si è arricchita di strofe e di numerose varianti (vedi).

Lindsey Stirling in “Warmer in the Winter” che nei suoi live trasforma in una scatenata danza delle Befane

The Chieftains

Blackmore’s Night in “Winter Carols

Sting

Così la versione di “Sunny Bank” è quella diffusa in Cornovaglia con il titolo “As I Sat on a Sunny Bank ”
Kate Rusby in “The Frost is All Over” 2015


I (1)
I saw three ships come sailing in
On Christmas day, on Christmas day;
I saw three ships come sailing in
On Christmas day in the morning.
II
And what was in those ships all three,
On Christmas day, on Christmas day?
And what was in those ships all three,
On Christmas day in the morning?
III
Our Savior Christ and His lady,
On Christmas day, on Christmas day;
Our Savior Christ and His lady,
On Christmas day in the morning.
IV
Pray, whither sailed those ships all three,
On Christmas day, on Christmas day?
Pray, whither sailed those ships all three,
On Christmas day in the morning?
V
They sailed into Bethlehem,
On Christmas day, on Christmas day,
O they sailed into Bethlehem(2),
On Christmas day in the morning
VI
And all the bells on earth shall ring(3),
On Christmas day, on Christmas day;
And all the bells on earth shall ring,
On Christmas day in the morning.
VII
And all the angels in Heav’n shall sing,
On Christmas day, on Christmas day;
And all the angels in Heav’n shall sing,
On Christmas day in the morning.
VIII
And all the souls on Earth shall sing,
On Christmas day, on Christmas day;
And all the souls on Earth shall sing,
On Christmas day in the morning.
IX
Then let us all rejoice again,
On Christmas day, on Christmas day;
Then let us rejoice again,
On Christmas day in the morning
Traduzione italiano
I
Ho visto tre navi in mare
il giorno di Natale, di mattina.
Ho visto tre navi in mare
il giorno di Natale, di mattina.
II
E cosa c’era sulle tre navi?
il giorno di Natale, di mattina.
E cosa c’era sulle tre navi?
il giorno di Natale, di mattina.
III
Cristo, nostro Salvatore e la sua madre.
il giorno di Natale, di mattina.
Cristo, nostro Salvatore e la sua madre.
il giorno di Natale, di mattina.
IV
Vi prego, dite, verso dove erano dirette le tre navi? il giorno di Natale, di mattina.
Vi prego, dite, verso dove erano dirette le tre navi? il giorno di Natale, di mattina.
V
Navigavano verso Betlemme.
il giorno di Natale, di mattina.
Navigavano verso Betlemme.
il giorno di Natale, di mattina.
VI
E tutte le campane della Terra risuoneranno,
il giorno di Natale, di mattina.
E tutte le campane della Terra risuoneranno,
il giorno di Natale, di mattina.
VII
Tutti gli angeli in Cielo canteranno,
il giorno di Natale, di mattina.
Tutti gli angeli in Cielo canteranno,
il giorno di Natale, di mattina.
VIII
Tutte le anime sulla Terra canteranno.
il giorno di Natale, di mattina.
Tutte le anime sulla Terra canteranno.
il giorno di Natale, di mattina.
IX
Gioiamo allora tutti insieme,
il giorno di Natale, di mattina.
Gioiamo allora tutti insieme,
il giorno di Natale, di mattina.

NOTE
1) As I sat on a sunny bank,
A sunny bank, a sunny bank
As I sat on a sunny bank
On Christmas day in the morning
I saw three ships come sailing in.
2) ovviamente Betlemme non ha sbocchi sul mare, così qualcuno ha ipotizzato che si stesse parlando di cammelli noti come “le navi del deserto”
3) le campane un tempo suonavano per annunciare alla comunità ogni evento importante o particolare specialmente se si trattava di una lieta notizia da festeggiare

FONTI
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/isawthreeships.html
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/i_saw_three_ships.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54593
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=96549

Hark! The herald angels sing

Hark! The herald angels sing: il testo è stato scritto nel 1739 dal pastore metodista e poeta inglese  Charles Wesley con il titolo “For Christmas Day“, una poesia successivamente abbinata a molte melodie, con varie revisioni e aggiunte testuali, finchè il musicista inglese William Hayman Cummings ebbe la felice idea di adattarlo alla melodia “Mendelssohn” del secondo movimento della cantata  “Festgesang an die Künstler” che Felix Mendelssohn aveva composto nel 1840 (in omaggio all’invenzione della stampa a caratteri mobili), accoppiata diventò subito la versione standard. Uno dei pochi canti natalizi ad essere ammesso nelle liturgie della Chiesa Inglese.
Le prime modifiche al testo furono apportate da George Whitefield (1740-1770) predicatore e amico dei fratelli Wesley (ma su posizioni più calviniste) a cominciare dalla prima strofa, fu proprio la sua versione riveduta ad essere presa come modello per la melodia di Mendelssohn, aggiungendo un ritornello ed unendo le strofe a due a due per formare un ottava.

Celtic Woman
live (strofe I, II, III, IV, V, VI, I)

Amy Grant (strofe I, II, V, IV, V, VII)

Blackmore’s Night in “Winter Carols” ne fanno un medley strofe I, II, III-V, VI +”Come All Ye Faithful” (la versione inglese di Adeste fidelis)

The Gothard Sisters in “Falling Snow” 2016

Pentatonix

Una melodia completamente diversa, presa dalla tradizione dello Yorkshire, molto più dolce e intimista è proposta da Kate Rusby per il suo Cd “The Frost is All Over” con il titolo “Little Bilberry” (strofe I, VI, II,

Hark the herald angels sing*
I
Hark! The herald (1) angels sing,
“Glory to the new born King; (2)
Peace on earth, and mercy mild,
God and sinners reconciled!”
II
Joyful, all ye nations (3) rise,
Join the triumph of the skies;
With angelic host  proclaim,
“Christ is born in Bethlehem!”
III
Christ, by highest heaven adored.
Christ, the everlasting Lord,
(Late in time behold Him come,
Offspring of a virgin’s womb (4).
IV
Veiled in flesh the Godhead see,
Hail the incarnate Deity!
Pleased as Man with man to dwell;
Jesus, our Immanuel (5)!
V
Hail the heav’nly Prince of Peace!
Hail the Sun of Righteousness!)
Light and life to all He brings,
Ris’n with healing in His wings (6).
VI (7)
Mild He lays His glory by,
Born that man no more may die .
Born to raise the sons of earth,
Born to give them second Birth (8).
VII
Christ, by highest heav’n adored;
Christ the everlasting Lord;
Come desire of nations come,
fix in us thy humble home


Come All Ye Faithful

I
Come All Ye Faithful
Joyful and triumphant
Come ye oh come ye to Bethlehem
Come and behold him
Born the king of angels
CHORUS
Come let us adore him
Come let us adore him
Oh come let us adore him
He is the Lord!
II
Sing choirs of angels
Sing in exultation
Sing all ye citizens of heaven above
Glory to God
Glory in the highes
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Udite! Gli angeli araldi cantano,
“Gloria al Re appena nato!
Pace in terra, agli uomini di buona volontà,
Dio e i peccatori riconciliati!”
II
Pieno di gioia popolo sorgi,
unisciti al trionfo dei cieli
con le schiere angeliche proclama,
“Cristo è nato a Betlemme”.
III
Cristo adorato nell’Alto dei Cieli
Cristo, l’Eterno
Tempo prima predissero la sua venuta,
germoglio del grembo di una vergine
IV
Mirate il Dio Supremo fatto carne,
salutate la divinità incarnata,
felice, come uomo, di stare tra gli uomini,
Gesù, il nostro Emmanuele!
V
Ave! Al Principe della pace celeste!
Ave! Al Sole della Giustizia!
La luce e la vita a tutti porta, promettendo
la salvezza tra le sue braccia
VI
Mite Egli lascia da parte la sua Gloria,
nato affinché l’uomo non possa più morire,
nato per risollevare i figli della terra,
per dar loro una seconda vita.
VII
Cristo, adorato nell’alto dei Cieli,
Cristo, l’Eterno, vieni,
Desiderio delle Nazioni, veni
fissa in noi la tua umile dimora

Venite tutti voi fedeli
I
Venite tutti voi fedeli
gioiosi e trionfanti
Venite, venite a Betlemme
Venite a vedere lui,
è nato il re degli Angeli
CORO
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Lui è il Signore
II
Canta il coro degli angeli,
canta ed esulta
cantate tutti voi cittadini del Paradiso
Gloria a Dio
nell’alto dei Cieli

NOTE
* per comodità ho suddiviso il testo in quartine, (così com’era in origine la poseia pubblicata in Hymns and Sacred Poems (1739) per  il testo nella sua interezza qui
1) i messaggeri, gli angeli che portano un messaggio di buone novelle; in origine Wesley scrisse  “Hark how all the welkin rings!” con welkin, un termine arcaico per indicare la sfera del cielo più vicina a Dio, quella popolata dagli Angeli “Udite come la sfera celeste risuona!” Una citazione molto colta che richiama i concetti pitagorici sull’armonia . La musica delle sfere, detta anche musica universale, è un antico concetto filosofico che considerava l’universo come un enorme sistema regolato dalle proporzioni numeriche. Il movimento dei corpi celesti (che ruotano intorno alla Terra in orbite circolari) produce un suono variando tra toni acuti e gravi.
Il Cristianesimo approfondì il concetto della musica delle sfere traslandola agli Angeli musicanti suddivisi in Cori angelici gerarchicamente ordinati, identificati con le orbite celesti di astri e pianeti.
2) Il Vangelo di Luca dice “Gloria a Dio nell’Alto dei celi e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Il versetto diventa un ritornello.
3) Ad Abraamo fu profetizzato che sarebbe divenuto “padre di una moltitudine di nazioni” (Gn 17:4). Da Abraamo discesero non solo gli israeliti, ma anche ismaeliti, edomiti, medaniti, madianiti, e altri (Gn 25:1,2; 1Cron 1:28,32,34). L’Islam considera Abraamo (ابراهيم, Ibrāhīm) antenato del popolo arabo, attraverso Ismaele (Gn 16:3,15,16). Ma era da Isacco che doveva venire la discendenza che Dio avrebbe eletta suo popolo. – Gn 18:16–21:7;21:8-21;15:13. (tratto da qui)
Il termine “nazioni” è usato spesso dagli scrittori biblici per indicare i non ebrei (i “Gentili”) in questo contesto ho preferito tradurre con popolo: il significato ribadito anche nell’appellativo biblico “Desire of Nations” (nella VII strofa) è che Gesù risorga per tutti i popoli, tutte le nazioni senza distinzione di razza
4) il profeta Isaia e l’albero di Jesse
5) ancora Isaia profetizzò l’Emmanuele (Dio è con noi)
6) citazione biblica da Malachia 4:2 “But unto you that fear my name shall the Sun of righteousness arise with healing in his wings”  (Ma per voi che temete il mio nome si leverà il sole della giustizia, e la guarigione sarà nelle sue ali)
7) nella versione dei  Blackmore’s Night la strofa V diventa:
Mild He lays His glory by
Born that man no more may die
Bringing hope through all the land
His to every child and man
8) la rinascita in Cristo

continua

FONTI
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-hark-the-herald-angels-sing
http://www.lutheran-hymnal.com/lyrics/tlh094.htm

THE HOLLY BEARS A BERRY

La tradizione medievale del Natale voleva che le case fossero decorate da rami di sempreverde, in particolare agrifoglio ed edera, affinche il princio maschile e quello femminile si unissero; l’Agrifoglio emblema del principio maschile nel suo trionfo invernale è così rivisitato dal Cristianesimo e identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo.

THE HOLLY BEARS A BERRY

Illustrazione di Margaret Tarrant (1888-1959)

I fiori candidi dell’agrifoglio sono la purezza di Gesù, le sue bacche rosse sono il sangue versato dal Messia, il margine fogliare acuminato la corona di spine del Re dei Giudei.
L’agrifoglio maschio inizia a fiorire “da grande”, quando ha circa 20 anni e produce dei fiori piccoli e bianco-rosato profumati da maggio a giungo. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo: restano sull’albero per tutto l’inverno costituendo una importante fonte di cibo per gli uccelli. A volte sulle stesso albero compaiono sia i fiori che i pistilli ovarici – come per l’albero del castagno- è la natura che provvede spontaneamente a far riprodurre esemplari isolati oppure è la mano del giardiniere che ha creato un innesto sullo stesso fusto di un ramo femmina e di un ramo maschile (tecnicamente la pianta si definisce dioica..) continua

agrifoglio-inverno

THE HOLLY AND THE IVY

“The Holly and the Ivy” è un inno natalizio che compare in forma scritta in un broadside (in italiano volantino) del 1710, la melodia è fatta risalire (molto genericamente) ad un’antica carol francese; possiamo però affermare, stando ai vari riferimenti contenuti nel testo, che il brano affonda le sue radici quanto meno nel Medioevo. Probabilmente è il canto natalizio sull’agrifoglio più popolare e più registrato nelle Christmas Compilations del quale esistono tantissime versioni e interpretazioni.

LA VERSIONE INGLESE

La melodia diventata standard è quella riportata da Cecil Sharp nel suo “English Folk Carols”, 1911 (raccolta nel Gloucestershire a inizio secolo) riportata anche in “Oxford Book of Carols” 1928 .
In epoca vittoriana era un tipico canto dei questuanti per gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo con le strofe moraleggianti sul messaggio salvifico di Gesù, il peccato e il pentimento.


Versione strumentale di Thad Salter  con arrangiamento per chitarra

Manor House String Quartet (arrangiamento per violini, viola e clavicembalo di Vaughan Jones)

ASCOLTA Medieval Baebes in Mistletoe and Wine, 2003

ASCOLTA Heather Dale in “This Endris Night” 2002


I
The holly and the ivy (1),
Now both are full well grown.
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown.
Chorus
Oh, the rising of the sun (2),
The running of the deer (3).
The playing of the merry organ (4),
Sweet singing in the quire (5).
II
The holly bears a blossom
As white as lily flower;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To be our sweet Savior.
III
The holly bears a berry
As red as any blood;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To do poor sinners good.
IV
The holly bears a prickle
As sharp as any thorn;
And Mary bore sweet Jesus Christ
On Christmas day in the morn.
V
The holly bears a bark
As bitter as any gall;
And Mary bore sweet Jesus Christ
For to redeem us all.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’agrifoglio e l’edera
quando sono entrambi adulti
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
CORO
Il sorgere del sole
il correre del cervo
il suono gaio della ghironda
è amabile cantare intorno al fuoco
II
L’agrifoglio porta un fiore
bianco come il giglio
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per essere il nostro amato Salvatore.
III
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione dei peccati.
IV
L’agrifoglio porta margine acuminato
appuntito come una spina
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
il Mattino di Natale
V
L’agrifoglio porta una scorza
amara come fiele
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione di noi tutti.

NOTE
1) Nella canto si parla solo dell’agrifoglio, molto probabilmente i versi che riguardavano l’edera (vedi contrasti agrifoglio-edera) sono stati sostituiti da quelli su Maria e Gesù. Così si ribalta il principio maschile ed è Maria, la pianta dell’agrifoglio (al femminile) ad essere incoronata Regina dei Cieli.
2) il verso the rising of the sun è riferito al risorgere del sole dopo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno.
hollytapestry3) Franco Cardini riassume in poche frasi tutto il ricco simbolismo riferito alla figura del cervo. “Presso i Celti, il cervo era sacro al “dio cornuto” Cernumn, identificato con l’Apollo ellenico-romano e con la luce diurna, vale a dire con l’eternamente giovane dio Lug. D’altronde, nei miti che riguardano Lug, il cervo gioca un ruolo collegato al ciclo dell’eterno ringiovanimento simboleggiato forse dalle sue corna che cadono e nascono di nuovo, e che è agevole connettere con il solstizio d’inverno e quindi con l’anno nuovo.”
Il “running of the deer” nella strofa del ritornello si riferisce forse alla consuetudine medievale di andare a caccia il giorno dopo il solstizio, trasformatasi in epoca vittoriana in una caccia all’uccellagione con le cui carni si preparava una torta ripiena di Natale.
4) credo si tratti dell’organistrum, antico strumento dal suono lamentoso antenato della  ghironda, ma a forma di cassetta rettangolare, trasformato in “organ”, in altre versioni diventa “harp”
5) oppure “sweet singing in the choir”

ALTRE MELODIE

ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1996
The Young Tradition con Shirley&Dolly Collins in “The Holly Bears the Crown” 1969

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008; una versione crepuscolare

Kate Rusby in Sweet Bells 2008

Con un titolo che parrebbe richiamare questa carol Tori Amos canta Holly, Ivy And Rose che tuttavia è tutta un’altra canzone.

Simile a “The Holly and the Ivy” ma nota con il titolo di “Sans day carolo” (The holly bears a berry) è la versione cornica continua

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=42010
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15689
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thehollyandtheivy.html

POOR OLD HORSE: MARTINMAS DAY

La festa di Samain (il Capodanno dei Celti) si concludeva l’11 novembre una festa pagana ancora sentita nell’Alto Medioevo, a cui la Chiesa sovrappose il culto cristiano di San Martino.
Nel calendario cristiano l’11 Novembre fu consacrato a San Martino e rimase tradizione il macello del bestiame. Sangue era versato dal capofamiglia sulle soglie di casa, forse in ricordo degli antichi sacrifici invernali. La gente si nutriva con la carne del toro, del cinghiale e del cavallo (ma anche dell’oca) e si vestiva con i teschi e le pelli per condividerne la forza. (continua prima parte)

IL CULTO DEL CAVALLO

Per i Celti era un animale sacro, simbolo della regalità e attributo di varie divinità in particolare delle dee-giumente.
Simbolo di ricchezza e seppellito insieme al suo padrone (o degno di una sepoltura rituale se caduto in battaglia) era allevato se di manto bianco dai druidi e utilizzato per i vaticini  e i riti propiziatori (animale sacrificale).
Animale totemico per molte tribù celtiche che ne riprendono il nome, la sua carne era tabù tranne che in particolari momenti rituali. continua

LA TRADIZIONE D’INVERNO

I soulers e i wassailers o più in generale le bande di giovani che giravano per le fattorie come questuanti nelle feste dell’inverno erano un tempo (e ancora oggi) accompagnati dall’hobby horse.
Gli spiriti della Terra che governano la fertilità erano raffigurati in guisa di cavallo e associati con le portatrici della fertilità, le giovani donne non ancora sposate. Una connotazione ancor più prettamente celtica è l’identificazione del “cavallino” con la Dea Giumenta (la Dea Terra): la ritroviamo nel mito della dea gallese Rhiannon e della Dea nord italica Epona.

HOODENING A SAN MARTINO

obby_oss_sRiferimenti storici all’hobby horse risalgono al tardo Medioevo (inizi del 1500) con tracce ancora in epoca vittoriana: nel 1803 è documentata la presenza di un cavallo fabbricato con la pelle di uno stallone con un uomo all’interno che spruzzava acqua sulla folla.
Nel Medioevo il “cavallino” era un personaggio  dell’allegra brigata di Robin Hood ed era connesso con i rituali della fertilità propri durante la festa di primavera e le danze del Maggio, ma anche nei festeggiamenti del Natale.
Alcuni studiosi fanno risalire il rituale a celebrazioni precristiane, connesse con la festa celtica di Beltane. Ma altrettanto numerosi sono i riferimenti ai rituali invernali di Samain che iniziavano alla fine di ottobre e si concludevano dopo circa dodici giorni.
Nel rituale dell’hoodening un uomo indossa una coperta o un lenzuolo bianco che lo ricopre interamente e porta una testa di cavallo su un bastone, più comunemente una testa di legno munita di mascelle con cardini in modo che possa essere manovrata per aprire e chiudersi (un tempo un vero teschio di cavallo). A volte nel cranio è collocata una candela accesa con effetti molto inquietanti.

LÁIR BHÁN

A Samain in Irlanda delle parate spaventose avevano luogo nelle campagne e nei villaggi medievali,  capitanate da Láir Bhán (la cavalla bianca)  seguita da una banda di giovinastri che agitavano delle corna e chiedevano delle offerte per Muck Olla.
Così riporta William Hackett (1853) ‘It is not many years since on Samhain’s eve, 31st October, a rustic procession perambulated the district between Ballycotton and Trabolgan, along the coast. The parties represented themselves as messengers of Muck Olla, in whose name they levied contributions on farmers; as usual they were accompanied by sundry youths, sounding lustily on cows’ horns; at the head of the procession was a figure enveloped in a white robe or sheet, having, as it were, the head of a mare, this personage was called the Láir Bhán, “the white mare,” he was a sort of president or master of ceremonies. A long string of verses was recited at each house. (continua)

by Niamh Ní Ruairc

MARI LWYD

AdventCalendar-22Dec-lores
Paul Bommer: Calendario dell’Avvento

Mari Lwyd, o anche “Y Fari Lwyd” (in inglese “Grey Mare“= cavalla grigia) è la versione gallese dell’hooden horse. Tradizione ancora praticata nel Galles centrale e meridionale, in particolare a Llantrisant e Pontyclun a Capodanno. La maschera consiste in una testa di cavallo (un teschio vero) con la mascella movibile e degli inquietanti occhi ricavati da due pezzi di bottiglia verde, addobbata con nastri colorati e portata su un palo da una persona celata sotto un ampio mantello bianco. I questuanti si fermano a cantare davanti all’uscio delle case e chiamano la padrona e la sfidano in un pwnco una sorta di botta e risposta in versi spesso insolente. La vittoria della sfida canora consente ai questuanti di entrare in casa per mangiare i dolci e bere birra.
Come si vede nell’illustrazione la padrona di casa tiene in mano una scopa e non vuole far entrare il gruppo perchè portatore di disordine. Infatti non appena entrata la cavalla girerà per la stanza cercando di prendere le donne, è chiaramente una creatura mostruosa e ultraterrena che deve essere rabbonita con offerte. Talvolta un bambini piccolo si frappone con un dolcetto e riesce a calmare la bestia.



Gaelico gallese
I
Wel dyma ni’n dwad
Gyfeillion diniwad
I ofyn am gennod i ganu
II
Os na chawn ni gennad
Rhowch wybod ar ganiad
Pa fodd mae’r ‘madawiad, nos heno
III
‘Does genni ddim cinio
Nac arian iw gwario
I wneud i chwi roeso, nos heno


I
Here we come
Dear friends
To ask permissions to sing
II
If we don’t have permission,
Let us know in song
How we should go away tonight
III
I have no dinner
Or money to spend
To give you welcome tonight
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Siamo qui
cari amici
a chiedervi il permesso di cantare
II
Se non abbiamo il permesso
ditecelo con il canto
che dobbiamo andarcene stasera
III
Non ho cena (1)
o soldi da spendere
per darvi il benvenuto stasera

NOTE
1) se la gente della casa restava sconfitta nella tenzone poetica, la Mari Lwyd rivendicava il diritto di restare a cena con tutto il suo seguito. In alternativa era offerto un glennig, (una piccola mancia), un bicchiere di glaster, (acqua e latte) o di birra.

HOODEN HORSE

Nel Kent sono ritornati i gruppi dell’Hoodening (nei paesi di San Nicola-a-Wade, Nether Hale, Sarre) in particolare la tradizione è molto radicata a San Nicola-a-Wade dove l’hooden horse si chiama Dobbin, un vecchio povero cavallo stremato dalla fatica del lavoro: è messa in scena una sorta di “sacra rappresentazione” con vari personaggi e canzoni; un tempo i gruppi dell’hoodening andavano di casa in casa con tanto di musici e fracasso di campanelli: il cavallo era accompagnato da un gruppo di contadini, chi tiene le redini (il domatore), chi porta un cesto di frutta, chi lo cavalca sulla schiena, c’è anche “Mollie” o la “vecchia dama” che porta una scopa di saggina. Ecco che il capo bussa e appena la porta si apre il cavallo scalcia e spaventa spalancando la bocca, mentre Mollie scopa i piedi di chi ha aperto. (vedi)
The Horse regularly appeared through the year at, especially in Midwinter (Hallowtide, the Twelve Days of Christmas, et al). The Horse was a man dressed as an animal, covered in blanket and carrying a horse’s head, with reins, on a pole. The head was sometimes wooden but usually a real horse skull – hinged jaws allowed the mouth to snap open and shut. Along with other young men the horse ‘galloped’ and visited hoses as a ‘lick-bringer’. This was not always successful and in 1839 at Broadstairs a woman was so terrified coming face-to-face with the ‘horse’ she died of fright. The custom was subsequently forbidden by local magistrates.
In East Kent Hoodening took place at Christmas. The Horse had a wooden head and sometimes a lighted candle was placed in the mouth. Farmworkers walked with the horse, one leading it by the reins or a rope and carrying a whip, and another worker light enough to ride on the horse’s back. A third known as Mollie or Old Woman was in female attire and carried a broom or besom.
In Reculver, only men who had worked with horses during the year were allowed to partake.  (in “A Dictionary of British Folk Customs” di Christina Hole, 1995 tratto da qui)
Probabilmente un tempo solo le gilde dei cavallanti potevano partecipare all’hoodening, nel Cheshire il teschio del cavallo era seppellito secondo uno scherzoso servizio funebre.
Oggi l’Hoodening o Souling play è messo in scena nei pub, vedasi questa spassosa Comberbach Souling Play

POOR OLD HORSE

Frank Kidson declared in his usual categoric way, that Poor Old Horse is a purely humanitarian view of the fate of old worn-out horses. But in fact, in at least three counties, in Yorkshire, Nottinghamshire, and Wiltshire the song was an integral part of the Christmas Ritual performed by parties of mummers, with one of their number disguised roughly as a horse. Celebrated in Kent is the Hooden Horse, banned in 1834 for creating havoc among the elderly people, but now resurrected, (it accompanies the East Kent and Ravensbourne Morris Men). The notion of the sacred luck-bringing, even world-creating horse (or bull, ram or billy-goat) is spread throughout the primitive world. In Britain, the ancient Celts had their horse-rituals, and the idea was reinforced by invading Norsemen. There are still plenty of evidences to be seen, from the great Uffington White Horse to the fiery, fecund, May-day Padstow ‘oss in Cornwall. Minehead has its town hobbyhorse, and in Wales at Midwinter the baleful Mari Llwyd appears with the dancer carrying a beribboned horse’s skull. In Cheshire, the mild-eyed souling horses of Antrobus are famous. Not forgetting the horse-headed man engraved on a bone, found in Pinhole Cave, Derbyshire, the only palaeolithic representation of a human figure discovered in England. (note in album The Lark in the Morning di Dave&Toni Arthus 1969)

Esistono molte versioni della canzone, la quale era una parte della rappresentazione dei Mummers, che mettevano in scena la morte e resurrezione del cavallo “In South Yorkshire, North Derbyshire and Nottinghamshire there’s a Christmas play “The Old Horse”. It’s a brief, riotous visiting ceremony, the horse often being made from the skull of a real horse painted red and black, killed and brought back to life. The song also circulated independently from the ritual, and this version is based on the one collected by Cecil Sharp in 1904 at Langport, Somerset, from C. Shire who appropriately, was a blacksmith.” (note nel Cd Blackbone di Pete Coe 2010)

ASCOLTA Shirley Collins in “False True Lovers” 1959

la versione è solo un frammento e manca la parte iniziale in cui i mummers/soulers chiedono di essere accolti in casa


I
My clothing was once of a linsey-woolsey fine,
My mane it was sleek and my body it did shine.
But now I’m getting old and I’m going to decay,
Me master frowns upon me and thus they all do say, “Poor old horse.”
II
My living was once to the best of corn and hay
As ever grew in England, and that they all did say.
But now there’s no such comfort as I can find at all.
I’m forced to nab the short grass that grows against the wall,
“Poor old horse.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
I miei drappi erano un tempo di fine lino,
la mia criniera era lucida e il mio corpo era uno splendore,
ma ora mi sono fatto vecchio e discendo la china,
il mio padrone mi guarda male e così tutti dicono “Povero vecchio cavallo”.
II
Vivevo un tempo del miglior grano e fieno
che mai crescesse in Inghilterra così tutti dicevano.
Ma ora non riesco a trovare un simile conforto.
Sono costretto ad afferrare l’erba corta che cresce contro il muro “Povero vecchio cavallo”

ASCOLTA Kate Rusby in Sweet Bells 2008


I
We’ve got a poor old horse,
He’s standing at your door,
And if you’ll only let him in,
He’ll please you all I’m sure (x2)
II
Now that he’s grown old
And nature doth decay,
My master frowns upon him now,
These words I’ve heard him say (x2)
III
Now that he’s grown old
And scarcely can he crawl,
He’s forced to eat the coarsest grass
That grows against the wall (x2)
IV
This poor horse was once young,
And in his youthful prime
My master used to ride on him,
He thought him very fine (x2)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Abbiamo un povero vecchio cavallo che sta alla vostra porta,
e se soltanto lo lascerete entrare,
vi ricompenserà di certo (1).
II
Adesso che è diventato vecchio,
nel suo naturale decadimento,
il mio padrone lo guarda male
e questo gli ho sentito dire:
III
“Ora che lui è invecchiato,
e a malapena si regge in piedi,
dovrà mangiare l’erba più ruvida
che cresce contro il muro”
IV
Questo povero cavallo una volta era giovane, e nel fulgore della sua giovinezza il mio padrone lo usava per cavalcare e pensava molto bene di lui

NOTE
1) nel verso si evidenzia il canto come canto di questua con rituale propiziatorio

La versione sea shanty  “Paying off the dead horse.

LA TRADIZIONE D’ESTATE

oldossOSS
Per le strade di Padstow, un piccolo porto di pescatori della Cornovaglia settentrionale sulla foce del fiume Camel ora a vocazione turistica ogni Calendimaggio è festeggiato con l’Obby Oss Festival (continua)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/epona.html
http://paleopix.com/blog/2013/10/31/lair-bhan-and-the-mast-beast/
https://thefadingyear.wordpress.com/2016/10/26/origins-of-trick-or-treating/
https://www.omniglot.com/songs/bcc/marilwyd.php
http://www.folkwales.org.uk/arctd9a.html
http://hoodening.org.uk/hooden-horses.html
http://www.hoodening.org.uk/hoodening-history1.html http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-22nd-mari-lwyd.html http://www.museumwales.ac.uk/cy/279/
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/pooroldhorse.html

SIR EGLAMORE THE HUNTER

Child ballad # 18
TITOLI: “Sir Lionell”,  “Sir Eglamore”, “Sir Egrabell”, “Bold Sir Rylas”, “The Jovial Hunter (of Bromsgrove)”, “Horn the Hunter”, “Wild Boar”, “Wild Hog in the Woods”, “Old Bangum”, “Bangum and the Boar”, The Wild Boar and Sir Eglamore, “Old Baggum”, “Crazy Sal and Her Pig”, “Isaac-a-Bell and Hugh the Graeme”, “Quilo Quay”, “Rury Bain”, “Rackabello”, “The Old Man and hisThree Sons”

San Giorgio e il Drago, Girard Master

La ballata è incentrata sul prode cavaliere errante che sfida le forze oscure rappresentate da giganti o streghe, cinghiali o draghi, come da copione nei racconti sui Cavalieri della Tavola Rotonda.
La storia del prode cavaliere che sconfigge il male è stata narrata sia nel romance dal titolo Sir Eglamour of Artois  (circa 1350) che nella ballata Sir Lionel riportata dal professor Child e conosciuta con vari titoli. (prima parte qui)

LA VERSIONE DI THOMAS D’URFEY

La ballata sul finire del Seicento è incentrata sulla lotta tra il cavaliere e il drago
ASCOLTA The City Waites  riprendono per buona parte il testo del broadside del XVII secolo (vedi) COURAGE CROWNED WITH CONQUEST, OR, A brief Relation how that valiant Knight and heroick champion, Sir Eglamore, bravely fought with, and manfully slew a terrible huge great monstrous Dragon.” (strofe I, II da V a IX e l’intercalare diventa: with his fa, la, lanctre down dilie)

In “Wit and Mirth, Or, Pills to Purge Melancholy” Thomas D’Urfey riporta testo e melodia di Sir Eglamore (III, 1719-1720)

ASCOLTA su Spotify Jean Luc Lenoir Sir Eglamore /The Dragon Jig in Old Celtic & Nordic Ballads 2013 (che segue integralmente la versione di D’Urfey)

ASCOLTA Kate Rusby (versione rifatta in polacco dai GreenWood Qui) (strofe da I a VIII)

I
Sir Eglamore was a valiant knight,
fa la lanky down dilly,
He took up (fetcht) his sword and he went to fight,/fa la lanky down dilly.
As he rode (went) o’er hill and dale,
All armed (clothed) in a coat of mail,
Fa la la m ba di n da da n da, lanky down dilly..
II
Out came (1) a dragon from her (2) den,/That killed (3)  God (the Lord) knows how many men,/When she saw Sir Eglamore,/You should have hear that dragon roar(4).
III
Then the trees began to shake,
Horse (stars) did tremble and man did quake,
The birds betook them all to peep (5),
it would have made a grown man weep(6)
IV
But all in vain it was to fear,
For now they fall to fight like bears (7),
To it they go and soundly fight,
the live-long day from more ‘till night,
V
This dragon had a plaguey hide,
That could the sharpest steel abide (8),
No sword could enter through her skin (with cuts), (9)
Which vexed the knight and made her grin (10)
VI (11)
But as in choler she did burn,
He fetched the dragon a great good turn,
As a yawning she did fall,
he thrust his sword up, hilt and all,
VII
(Then the dragon) Like a coward she did fly (began to fly),
(Un)To her den which was hard by,
There she lay all night and roared (12),
the knight was sorry (vexed) for his sword (13)
VIII
When all this was done, to the ale-house he went,
And by and by his twopence he spent,
For he was so hot with tugging with the dragon,
That nothing would quench him but a whole flaggon.
IX
Now God preserve our King and Queen
And eke in London may be seen,
As many knights – and as many more
And all so good as  Sir Eglamore
Tradotto da Cattia Salto
I
Sir Eglamore era un prode cavaliere
fa la lanky down dilly,
prese la spada e andò a combattere
fa la lanky down dilly,
cavalcò per colli e valli
tutto bardato con la cotta di maglia
Fa la la m ba di n da da n da, lanky down dilly..
II
Un drago sbucò dalla tana,
uccisore Dio solo sa di quanti uomini,
quando vide Sir Eglamore,  avreste dovuto sentire che ruggito !
III
Gli alberi tremavano, il cavallo tremava e l’uomo tremava
gli uccelli si misero a pigolare e
un uomo adulto si sarebbe disperato
IV
Ma era inutile aver paura perchè iniziarono a combattere come orsi vanno all’assalto con forza e clangore per tutto il giorno e anche fino a notte
V
Quel drago aveva una maledetta pelle
che poteva resistere all’acciaio più affilato
nessun colpo di spada la feriva, il che preoccupava il cavaliere e faceva sogghignare il drago
VI
Ma mentre in collera sputava fuoco
riportò sul drago un gran bel tiro
appena si abbassò a prender fiato, nelle fauci
lui spinse la spada fino all’elsa
VII
Da vigliacco volò via
nella sua tana tra le rocce
là stette tutta la notte e ruggì
mentre il cavaliere era dispiaciuto per la sua spada
VIII
Quando tutto fu finito andò nella locanda
e pian piano spese i suoi due penny
perchè si era così accaldato nella lotta con il drago
che solo un intero bottiglione avrebbe potuto dargli sollievo
IX
Che Dio preservi il nostro Re e la Regina
che anche a Londra si possano vedere tanti cavalieri e anche più,
tutti bravi come Sir Eglamore

NOTE
1) D’Urfey scrive “There leap’d a Dragon out of her Den” mentre nel broadside è scritto “A huge great dragon leapt out of his den”,
2) per D’Urfey il drago è una draghessa, nel broadside invece è un maschio
3)  D’Urfey scrive “had slain”
4) il verso di drago è solitamente una via di mezzo tra il grugnito di un cinghiale e il ruggito di un leone. D’Urfey scrive “Oh that you had but heard her roar!” Il broadside dice invece: “Good lack, had you seen how this dragon did roar!”
5) Il broadside dice invece: “But had you seen how the birds lay peeping”,
6) D’Urfey scrive “Oh!T’would have made one fall a-weeping” e il broadside “‘Twould have made a man’s heart to fall a weeping. ”
7) D’Urfey scrive “For now they fall to’t, fight Dog, fight Bear”
8) nel broadside si legge “Which could both sword and spear abide”,
9)  nel broadside si legge “He could not enter with hacks and cuts”.
10) D’Urfey scrive “wich vexed teh Knight unto the Guts” e il bradside “Which vexed the knight to the very heart’s blood ”
11) Nel broadside il verso è così modificato
“But now as the knight in choler did burn,
He owed the dragon a shrewd good turn,
In at his mouth his sword he bent,
The hilt appeared at his fundament. ”
12) Il broadside dice “And there he laid him down, and roar’d”
13) D’Urfey  aggiunge: but riding away, he cries, I forsake it,he that will fetch it, let him take it

continua

FONTI
https://www.patana.ac.th/Music/Student%20Resources%20and%20recordings/sir_eglamore_and_the_dragon.htm
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5369
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50640

Bold Riley sea shanty

Read the post in English

Una sea shanty raccolta da A.L. Lloyd che la registrò per il suo album “A Sailor’s Garland” del 1962, così scrive nelle note “Shellbacks manning the windjammers of the West Indies trade brought back to Liverpool and Bristol more than sugar, bananas and rum; they also brought back many songs. Some of these they kept to themselves, some they handed on to vessels sailing in other waters. Thus the fine hexatonic tune of Bold Riley O, which started life as a Tobago reel, was sung at the halyards of many an East Indiaman bound for Bombay and the Bengal ports.”
Una traccia della canzone è stata trovata nelle Georgia Sea Islands dove è stato collezionato un canto di lavoro dal titolo “Riley” (Roud 18160, anche in The Friends of Old Time Music: The Folk Arrival 1961-1965 – Smithsonian Folkways anthology 2006), ma è solo dopo la registrazione di Lloyd che la canzone conobbe una certa popolarità nei circuiti folk durante gli anni 70.

A.L. Loyd in “A Sailor’s Garland” 1962

Clayton Kennedy in Assassin’s Creed Rogue

Le versioni folk prediligono una melodia più lenta che sottolinea la dimensione di farewell/lament del brano
Johnny Collins & Jim Mageean in Shanties and Sea Songs (1996) che cantano una versione più estesa di quella riportata

Kate Rusby in Hourglass 1997 (salta la strofa I) che ha appreso il brano dalla versione di Jim Mageean

The Wailin’ Jennys live 2014 (anche in  Live at the Mauch Chunk Opera House, 2009) anche loro saltano la I strofa


Chorus :
Goodbye, my darling,
goodbye, my dear O,

Bold Riley O, boom-a-lay (1)
Goodbye, my sweetheart(2),
goodbye, my dear O,

Bold Riley O, gone away
I
The anchor is weighed and the rags we’ve all set,
Bold Riley O, boom-a-lay
Them Liverpool judies we’ll never forget,
Bold Riley O, (has) gone away
II
The rain it is raining all the day long,
The northerly winds they blow so strong,
III
Cheer up, Mary Ellen (3), and don’t look so glum,
On Whitestocking Day (4) you’ll be drinking (hot) rum.
IV
We’re outward bound for the Bengal Bay (5)
Get bending (6), my lads, it’s a hell of a way.
Traduzione italiana di Cattia Salto
Coro
Addio tesoro,
addia mia cara
bravo Riley oh, in posizione il boma 
Addio amore, 
addia mia cara
bravo Riley oh, in partenza
I
L’ancora è alzata e tutte le vele sono dispiegate
bravo Riley oh, in posizione il boma
quelle ragazze di Liverpool non dimenticheremo mai
bravo Riley oh, in partenza
II
Piove da tutto il giorno
i venti del Nord soffiano così impetuosi
III
Su di morale Mary Ellen  non essere triste,
il giorno delle Calze Bianche berrai il tuo rum caldo
IV
Stiamo facendo rotta per il Golfo Di Bengala
fatevi in quattro, ragazzi, è un vero inferno

NOTE
1) boma: (s.m.) (Alberatura e vele) boom Asta orizzontale utilizzata sui velieri per mantenere distesa una vela di tipo triangolare, normalmente una randa. Il boma della randa (o della trinchetta) è fissato all’albero con un perno rotante mentre l’altro capo ruota trattenuto da una cima (chiamata “scotta”) permettendo di variare l’orientazione della vela rispetto al vento. Meno comune è l’uso del boma per le vele di prua (fiocco bomato, trinchetta bomata); in tal caso il boma è imperniato sul relativo strallo ed è regolato da una scotta. Siccome il termine è molto tecnico nelle versioni folk è sostituito da “Bold Riley”
2) oppure my darling
3) Kate Rusby dice “Well come on, Mary” (=beh vieni Maria)
4) citato anche in Rio Grande (Boung for the Rio Grande) il Whitestocking Day era il giorno in cui le mogli (madri) dei marinai si vestivano bene per andare a ritirare l’anticipo sulla paga maturato dal marinaio, il pagherò (advance note) infatti era esigibile solo se il marinaio si fosse effettivamente imbarcato il mese prima. L’Allotment of Pay era invece emesso dall’Ammiragliato (dai tempi delle guerre napoleoniche) per pagare nel mese dovuto, una parte del salario del marinaio alla moglie o al boarding master. Una pratica diffusasi anche presso la marina mercantile e diventata obbligatoria con il Merchant Shipping Acts alla fine del 1800. Le calze bianche erano sinonimo di signorilità.
5) i tifoni che si formano nel bacino del Bengal Bay  hanno due picchi stagionali uno in aprile e l’altro in ottobre-novembre in concomitanza con i venti di monsone
6) la versione più volgare della frase è fottetevi ragazzi, andate all’inferno

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/boldriley.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/bold-riley.html

https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50732
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17866