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Terre Celtiche Blog

Bardic Music (I Bardi delle Terre Celtiche)

Who were the bards and how was the bardic music?

In our imagination, influenced by nineteenth-century romantic visions, the bard is a poet who sings the traditions of the Celtic people, defender of the identity of a nation.
Moreover we visualize him, while he caresses his bardic harp, long flowing hair and clothes fluttering in the wind.

The ancient bard really repudiated writing and preferred to entrust all his knowledge only to memory.
Having said that, there are still bards and what is bardic music today?

Chi erano i bardi e cos’era la musica bardica?

Nel nostro immaginario, influenzato dalle visioni romantiche ottocentesche, il bardo è un poeta cantore delle tradizioni del popolo celtico. Difatti con la sua musica bardica mette per iscritto l’identità di una nazione, nonché strenuo difensore delle peculiarità di un popolo. Inoltre lo visualizziamo mentre accarezza la sua arpa bardica, lunghi capelli fluenti e abiti svolazzanti nel vento. 

In realtà l’antico bardo ripudiava la scrittura e preferiva affidare tutta la sua conoscenza solo alla memoria.
Detto questo esistono ancora i bardi e qual’è la musica bardica oggi?

The Druid-bard (Il Druido Poeta )

In the Iron Age the Bard was a druid-poet, a bridge between the human and the divine, aimed at knowledge and on the path of profound understanding of existence.

The bard knew how to see things inside, grasp the most profound aspects in spiritual terms, in harmony with the elements, nature and in the balance of soul, spirit and body.

Nell’età del Ferro il Bardo era partecipe del sacro all’interno dell’ordine sacerdotale, un druido-poeta, ponte tra l’umano e il divino, teso alla conoscenza e sul sentiero della comprensione profonda dell’esistenza.

Il bardo sapeva vedere dentro alle cose, coglierne gli aspetti più profondi in termini spirituali, in armonia con gli elementi, la natura e nell’equilibrio di anima, spirito e corpo.

Ossian  suona la sua arpa bardica davanti agli dei
Ossian plays the harp beside the gods
[Ossian suona l’arpa davanti agli dei]

I am the son of Poetry..

“Io sono il figlio di Poesia,

Poesia, figlia di Riflessione,
Riflessione, figlia di Meditazione.
Meditazione, figlia di Credenza
Credenza, figlia di Ricerca.
Ricerca, figlia di Grande Conoscenza,
Grande Conoscenza, figlia d’Intelligenza.
Intelligenza, figlia di Comprensione,
Comprensione, figlia di Saggezza.

Saggezza figlia dei tre Dei di Dana”

I am the son of Poetry.

Poetry, daughter of Scrutiny
Scrutiny, son of Meditation.
Meditation, daughter of Great Knowing
Great Knowing, son of Seeking.
Seeking, daughter of Investigation
Investigation, daughter of Great Knowing.
Great Knowing, son of Great Good Sense
Great Good Sense, son of Comprehension.
Comprehension, daughter of Wisdom
Wisdom, daughter of the three gods of Dana.

Il bardo Nede – “Dal colloquio dei due Saggi” ( Nede from “The Colloquy of Two Sages”)

The professional bard (Il bardo di professione)

Celtic ancestry patrons

In the Middle Ages, with the spread of Christianity, even in Ireland, the Druidic order disappeared, and the Bards became professional poets employed by the aristocracy. Held in great honor and still full of privileges, they went hand in hand with decadence of their Celtic ancestry patrons.

HENRY VIII KING OF IRELAND

When in 1541 Henry VIII proclaimed himself king of Ireland, the socio-cultural power passed to the new English nobility transplanted into Irish country. The war against the British had led to tremendous massacres and Cromwell from 1598 to 1652 almost halves the population of the island.

So that in the seventeenth century, the bardic music calls on the Irish clans to unity, often in disagreement with each other, to fight the British.

But the decline is almost near!

Medieval Bardic Music

Mecenati di stirpe celtica

Nel Medioevo con il diffondersi del Cristianesimo anche in Irlanda l’ordine druidico scomparve, e i Bardi diventarono poeti di professione alle dipendenze dell’aristocrazia. Tenuti in grande onore e ancora ricchi di privilegi, iniziarono una lenta decadenza di pari passo con la perdita di potere dei loro mecenati di stirpe celtica. 

Brian Boru ‘s March
Karin Leitner – Flute, Cormac de Barra – Harp

Enrico VIII re d’Irlanda

Quando nel 1541 Enrico VIII si proclama re d’Irlanda, il potere socio-culturale passa alla nuova nobiltà inglese trapiantata in terra irlandese. La guerra contro gli inglesi aveva portato a tremendi massacri e Cromwell tra il 1598 e il 1652 quasi dimezza la popolazione dell’isola.

Così che nel Seicento, la musica dei bardi esorta all’unità i clan irlandesi, spesso in discordia tra loro, per combattere contro gli inglesi. Ma già il declino si fa sentire

E il bardo MacMahaon dice al figlio:
Figlio mio, non coltivare l’arte dei versi,
abbandona del tutto la professione degli avi;
benchè abbia diritto al primo degli onori,
la poesia da oggi in poi è presagio di miseria.
Non abbracciare il peggiore dei mestieri,
non comporre più canti irlandesi!

The irish wandering bard (Il bardo irlandese errante)

Irish bardic music was a peculiar tradition but not completely impervious to external influences. In fact it welcomed the musical style of the “Venetian concert”, so fashionable in the Irish noble environment between the seventeenth and eighteenth centuries.
And Turlough O ‘Carolan (1670 – 1738) was its greatest exponent.

Aryeh Frankfurter – The Music of O’Carolan: O’Carolan’s Dream
Patrick Ball: Carolan’s Welcome
Mark Harmer: Carolan’s Dream

However, becoming a wandering musician, the irish Bard approaches the common people and exhorting to revolt, defending the Celtic customs and traditions. And so poetry and bardic music grew together with the modes and sounds of common people.

Penal Laws in Ireland

After the Penal Laws (1695) and the stubborn ostracism towards the Irish language and customs, at the end of the eighteenth century the number of harpists was counted on the fingertips.

La musica bardica irlandese era una tradizione peculiare, ma non del tutto impermeabile alle influenze esterne. Infatti accolse lo stile musicale del “concerto veneziano” così di moda nell’ambiente nobile irlandese tra il XVII e il XVIII° sec. E Turlough O’ Carolan (1670 – 1738) ne fu il massimo esponente.

Derek Bell: O’Carolan’s Farewell

Tuttavia diventato musicista errante il Bardo irlandese si avvicina al popolo e lo esorta alla rivolta, difendendo i costumi e le tradizioni celtiche. E così la poesia e la musica bardica crebbero insieme alle modalità e ai suoni della gente comune.

The Chieftains – play 3 compositions by the blind harper Turlough O’Carolan:”Morgan Magan – Mabel Kelly – Planxty Johnson”.

Le Penal Laws in Irlanda

Dopo le Penal Laws (1695) e l’ostinato ostracismo verso la lingua e le usanze irlandesi, alla fine del Settecento il numero degli arpisti si contava sulla punta delle dita.

Moya Brennan & Cormac De Barra

Irish Bardic Music (La musica dei Bardi irlandesi)

The oldest musical compositions that have come down to us were transcribed by the Irish bards in the late 1500s, but most of these music was lost, because they were handed down orally from master to pupil. Starting from the High Middle Ages, the harp is elected as a privileged instrument of the Bard and is called bardic harp to underline the union between the two.

The Irish bardic order is “extinguished” in the eighteenth century and immediately some philanthropist was able to organize meetings (competitions, dances, festivals) to transcribe the melodies and preserve for the future centuries a vivid testimony of the legacy of the old Bards .

Belfast Bardic Music Festival

The first of these meetings was held in Belfast in 1792 in July, when only a dozen harpists showed up, the youngest was 15 and the eldest, Denis Hempson, was 97.

On that occasion Hempson still played the old way, pinching the strings with his fingernails and placing the harp on his left shoulder – with his hands moving in reverse to the more modern technique.

Edward Bunting Heritage

Edward Bunting was commissioned to transcribe the songs performed by the harpists in the 4 days of the festival and his enthusiasm was such that he did not stop for all his life.So he published three musical collections, in 1797, 1809, and 1840.

Bunting collected a lot of historical, technical and musical information from the harpists, unfortunately the transcribed melodies were often “arranged” by the same Bunting, a classical training organist, who wrote down mostly only the melodies and not the accompaniments.

Irish Bardic Music: Arthur O'Neill
Irish bardic music: Arthur O’Neill

Le composizioni musicali più antiche giunte fino a noi sono state trascritte dai bardi irlandesi alla fine del 1500, la maggior parte di queste musiche però sono andate perdute, perché erano tramandate oralmente da maestro ad allievo. A partire dall’Alto Medioevo l’arpa viene eletta a strumento privilegiato del Bardo ed è detta bardica a sottolineare il connubio raggiunto tra i due.

L’ordine bardico irlandese si “estingue” nel XVIII° sec e già da subito qualche filantropo si ingegnò ad organizzare degli incontri (concorsi, balli, festivals) per trascrivere le melodie e conservare per i secoli futuri una vivida testimonianza dell’eredità dei Bardi.

Belfast Festival 1792

Il primo di questi incontri si tenne a Belfast nel 1792 nel mese di luglio, a cui si presentarono solo una decina di arpisti, il più giovane aveva 15 anni e il più anziano, Denis Hempson ne aveva 97.

Irish bardic music: Denis Hempson
Irish bardic music: Denis Hempson

Hempson in quell’occasione suonò ancora alla vecchia maniera, pizzicando le corde con le unghie e appoggiando l’arpa sulla spalla sinistra – con le mani che si muovevano all’inverso rispetto alla tecnica più moderna.

L’eredità di Edward Bunting

Edward Bunting venne incaricato di trascrivere i brani eseguiti dagli arpisti nei 4 giorni del festival e il suo entusiasmo fu tale che non smise più per tutta la vita. Così pubblicò tre raccolte di musica, nel 1797, 1809, e 1840. 

Il pregio del lavoro di Bunting, fu quello di aver raccolto molte informazioni storiche, tecniche e musicali dagli arpisti, purtroppo le melodie trascritte furono spesso “arrangiate” dallo stesso Bunting, un organista di formazione classica, che annotò per lo più solo le melodie e non gli accompagnamenti.

Carmina Gadelica: scottish bardic music

Alexander Carmichael

Another precious source comes from the research work carried out by the Scottish scholar and Reverend Alexander Carmichael (1832-1912) who traveled far and wide to the Highlands and the Islands talking to folk people so that they would sing their songs and tell their lifestyle. Thus he had collected in his book “Carmina Gadelica” “hymns, spells and magic” from the oral tradition, translating them in English.

Ortha nan Gaidheal

In the peasant world still existed a whole series of prayers and invocations, often in the form of songs, (Ortha nan Gaidheal -the Songs of the Gaels) which were part of the cultural baggage dating back to the time of the Druids, to the bardic tradition that survived in the oral tradition of a people.

Un’altra preziosa fonte ci arriva dal lavoro di ricerca compiuto dallo studioso scozzese  nonchè Reverendo Alexander Carmichael (1832-1912). il quale girò in lungo e in largo le Highlands e le Isole parlando con le persone comuni affinchè cantassero le loro canzoni e raccontassero il proprio stile di vita. Così raccolse nel suo libro “Carmina Gadelica”, “inni, incantesimi e magie” della tradizione orale e li tradusse in inglese. [La Keltia editrice ha pubblicato il libro in italiano]

Ortha nan Gaidheal

Nel mondo contadino esistevano ancora tutta una serie di preghiere e invocazioni, spesso in forma di canzoni, che facevano parte del bagaglio culturale risalente al tempo dei Druidi, alla tradizione bardica sopravvissuta nella tradizione orale di un popolo.

Crodh Chailein

Themes of Bardic Music (I TEMI della Musica bardica)

The Heros

The task of the bard was to describe the deeds of the heroes and to pass on the name of the warriors to posterity and in particular to its patrons. As for the Homeric Achilles, a warrior went to meet a quick way to a short life as long as his feats were sung by poets!

Loved Land

Another favorite topic was the song of the beauty of the homeland or more generally of life in the woods to hunt the deer and to swim in the streams .. like the Scottish Gaelic chants coming from the Highlands and survivors in the working songs of the people .

Gli Eroi

Compito del bardo era descrivere le gesta degli eroi e tramandare il nome dei guerrieri ai posteri e in particolare dei suoi mecenati. Come per l’Achille omerico un guerriero andava incontro a piè veloce ad una breve vita purchè le sue imprese fossero cantate dai poeti!

Cara Terra

Un altro argomento prediletto era il canto della bellezza della terra natia o più in generale della vita nei boschi a cacciare il cervo e a nuotare nei ruscelli.. come i canti in gaelico scozzese provenienti dalle Highlands e sopravvissuti nei canti di lavoro della gente del popolo.

AISLING – A bardic Music [Musica dei Bardi]

A typical genre of Irish bardic poetry is called in Gaelic Aisling, where the poet meets a woman who symbolizes Ireland. The meeting has the character of a vision or a dream just before the day, in which the girl is of breathtaking beauty or sublime, compared to the most beautiful of the goddesses.

Freedom!

The dialogues are deliberately obscure at the time the harpists were often persecuted and banned because they incited the rebellion: the dawn that is about to rise is a clear allusion to the freedom that will come inexorably from the defeat of English domination.

A bright future

Generally she complains about the living conditions of the Irish people and foresees a bright future, in which she will be free from the oppressors.
The political key is a typically Irish reading of a genre developed in France with the term Reverdie, in which the poet meets a supernatural lady, symbolizing luxuriant nature and love. In this poetic genre it’s celebrate the arrival of the beautiful season and the blossoming of love.

Un genere tipico della poesia bardica irlandese è chiamato in gaelico Aisling, dove il poeta incontra una donna che simboleggia l’Irlanda. L’incontro ha il carattere di una visione o di un sogno poco prima del farsi del giorno , in cui la fanciulla è di una bellezza mozzafiato ovvero sublime, paragonata alla più bella delle dee.

La libertà

I dialoghi sono volutamente oscuri all’epoca gli arpisti erano spesso perseguitati e banditi perchè incitavano alla ribellione: l’alba che sta per sorgere  è una chiara allusione alla libertà che arriverà inesorabilmente dalla sconfitta del dominio inglese. 

Il Futuro radioso

In genere lei si lamenta delle condizioni di vita del popolo irlandese e prevede un futuro radioso, in cui sarà libera dagli oppressori. La chiave politica è una lettura tipicamente irlandese di un genere sviluppato in Francia con il termine Reverdie, in cui il poeta incontra una dama soprannaturale, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore. In questo genere poetico si festeggia l’arrivo della bella stagione e lo sbocciare dell’amore.

BARDIC MUSIC: Slow airs

The aisling songs are usually a slow airs of a sweetness mixed with infinite sadness and are mostly composed in Irish Gaelic, to claim cultural independence from English, and their Celtic roots!

Le aisling song sono in genere delle slow air di una dolcezza mista a tristezza infinita e per lo più sono composte in gaelico irlandese, per rivendicare l’indipendenza culturale dall’inglese, e le proprie radici celtiche!

Breton Bardic Music [LA RINASCITA DELL’ARPA IN BRETAGNA]

A new tradition, the revival of the Celtic harp, restarts at the beginning of the twentieth century in a country where the harp had disappeared much earlier than in the British Isles. It starts from Alan Stivell son of Jord Cochevelou, who in the fifties build a harp model more similar to medieval or late medieval models preserved in museums.

And so little by little the Celtic harp becomes again a symbol, a mythical dream, a desire to take its root in the popular music of one’s own nation or region, but also a place of the spirit, not necessarily tied to a geographical dimension.

In 2002 Alan Stivell released an instrumental album in which he plays six different types of harp, entitled Beyond Words: with his very personal style and his constant research Stivell is considered the greatest exponent of the Celtic harp .

Una nuova tradizione, la rinascita dell’arpa celtica, riparte agli inizi del Novecento in un paese in cui l’arpa era scomparsa molto prima che nelle isole britanniche. Prende le mosse da Alan Stivell figlio di Jord Cochevelou, che negli anni cinquanta si mise a costruire un modello d’arpa più simile ai modelli medievali o tardo medievali conservati nei musei.

E così poco a poco l’arpa celtica ritorna ad essere un simbolo, un sogno mitico, una volontà di radicarsi nelle musiche popolari delle proprie nazioni o regioni, sia anche un  luogo dello spirito, non necessariamente legato ad una dimensione geografica.

Nel 2002 esce un album tutto strumentale in cui Alan Stivell suona sei tipi diversi di arpa e che intitola  Beyond Words  (Al di là delle parole): con il suo stile personalissimo e la sua costante ricerca Stivell è considerato il massimo esponente dell’arpa celtica.

 Telenn la Harpe Bretonne Alan Stivell & Jean-Noel Verdier


Barcic Music nowaday?

Given that the bard was a poet-harpist of the Celtic people, the question arises spontaneously, who are the new bards today? Obviously the term will be reductive (compared to the primeval meaning of druid-bard), but paradoxically even more extensive: bard is the poet who writes in the language of the people; bard is the poet who writes and sings for the people (whatever the instrument used); the bard is the harpist who plays the traditional harp (the one without pedals) inspiring by the sounds of nature/soul and traditional melodies.

I nuovi Bardi?

Posto che il bardo era un poeta-arpista del popolo celtico, nasce spontaneo domandarsi, chi sono oggi i nuovi bardi? Ovviamente il termine sarà riduttivo (rispetto al primigenio significato di druido-bardo), ma paradossalmente anche più esteso: bardo è il poeta che scrive nel linguaggio del popolo, il bardo è il poeta che scrive e canta per il popolo (qualunque sia lo strumento utilizzato); il bardo è l’arpista che suona l’arpa tradizionale (quella senza pedali) ispirandosi ai suoni della natura/anima e alle melodie della tradizione.

BARDIC MUSIC Archive

Pay attention: many of the songs reported go back to the Bardic medieval tradition mostly only for the melody, being the textual versions attributable to more recent rewrites,; only very few have preserved the ancient texts (often combined with melodies of new composition)

Attenzione molti dei canti riportati risalgono alla tradizione bardica medievale per lo più solo per la melodia, essendo le versioni testuali riconducibili a riscritture più recenti; solo di pochissimi si sono conservati gli antichi testi (abbinati spesso a melodie di nuova composizione)

I POETI DELL’OTTOCENTO-NOVECENTO
(POETS OF THE 19TH-20TH CENTURY)

I BARDI CONTEMPORANEI (CONTEMPORARY BARDS)

APPROFONIMENTO

Rimando a quanto da me scritto sull’Arpa bardica nel sito “Terre celtiche e Medioevo

La peculiarità del suono dell’arpa è la naturalezza con cui si ottiene il suono, pizzicando le corde con i polpastrelli, senza mediazione di meccanismi esterni. La sua bellezza è proprio questa “fluidità” del suono che richiama il movimento dell’acqua; inoltre il suono è dinamico con possibilità di variare nel piano e nel forte sulle sue corde gravi.
I primi bardi suonavano l’antenata dell’arpa ossia la lyra, uno strumento diffuso presso la cultura greca ai tempi di Omero e anche nel Nord-Europa.
..

2 Risposte a “Bardic Music (I Bardi delle Terre Celtiche)”

  1. Tratto principale dell’identificazione dei popoli celtici e l’appartenenza a una medesima famiglia linguistica, quella delle lingue celtiche . Tale famiglia e parte del piu ampio insieme indoeuropeo, dal quale si distacco nel III millennio a.C. Tre sono le principali ipotesi che precisano meglio il momento della separazione del celtico comune o protoceltico .

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