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Terre Celtiche Blog

Hey John Barleycorn/John Barleycorn Is A Hero Bold

Roud 2141 ; Ballad Index K277 ; Bodleian Roud 2141 ; Joseph Bryan Geoghegan (c.1816-1889)]

John Barleycorn
John Barleycorn

Hey John Barleycorn è un ramo della famiglia John Barleycorn -come spesso accade con le ballate più popolari, si parla di famiglia in riferimento ad un insieme di testi e melodie collegati tra di loro o imparentati.
Da una broadside ballad del XVII secolo, Cecil Sharp la raccolse da Albert Poole di Exford, Somerset, nel 1906 e Bob Copper la registrò per la BBC da George Attrill di Fittleworth, Sussex, nel 1954 circa.
Sebbene sia considerata una ballata tradizionale “Hey John Barleycorn” fu composta da Joseph Bryan Geoghegan, su musica di di John Blockley, per il music hall nel 1859 o 1860, con il titolo “John Barleycorn Is A Hero Bold.”

Scrive Pete Wood in John Barleycorn revisited

Hey John Barleycorn, whose history contrasts with that of John Barleycorn in several ways: we know the author, an Irishman J B Geogoghan of Sheffield; it is only about John Barleycorn as ale; was as common as John Barleycorn [Must die] in 19th century broadsides; and is distinctly rare in the tradition.  This writer has only managed to find four printed sources of this song, and it is notable that the Edwardian collectors never came across it other than a couple of two-line fragments found by Sharp in Somerset and Carey in Surrey.  This song, then, has had a more music-hall kind of history, with every version having exactly the same text, and where a tune is indicated or available, it is the same one.

Hey John Barleycorn la cui storia contrasta in diversi modi con quella di John Barleycorn: conosciamo l’autore, un irlandese JB Geogoghan di Sheffield; è una John Barleycorn solo come birra; era comune quanto la John Barleycorn [Must die] nelle bordate del XIX secolo; ed è decisamente rara nella tradizione. Questo scrittore è riuscito a trovare solo quattro fonti stampate della canzone, c’è da annotare che i collezionisti edoardiani non l’hanno mai rinvenuta tranne un paio di frammenti di due righe trovati da Sharp nel Somerset e Carey nel Surrey. Questa canzone, quindi, ha avuto una storia più nel music hall, con ogni versione che ha esattamente lo stesso testo, e dove una melodia è indicata o disponibile, che è sempre la stessa.

Per la verità la melodia abbinata alla canzone dalla tradizione popolare non è quella originaria cantata da JB Geogoghan, ma resta comunque sempre uguale. John Baxter curatore dell’eccellente blog “Folk song and Music Hall”, non manca di annotare la vasta popolarità della canzone nei Music Halls inglesi dell’anno 1860. Similmente il personaggio di John Barleycorn fece la sua comparsa anche nelle rappresentazioni natalizie (pantomime dei mummers) a partire dalla seconda metà del 1800.
Rimando al post di John Baxter che dice in inglese grossomodo le stesso cose scritte qui.

Jack Rutter in Hills (2017)
David Jones in The Wild Mountain Thyme 1994
Ian Giles in Folk Music of England 1999
Moonrakers in Beneath the Snow 2007

John Barleycorn is a hero bold(1) as any in the land,
For ages good his fame has stood
and shall for ever stand.
The whole wide world respect in him,
no matter friend or foe,
And where they be that makes so free
he’s sure to lay them low.

Chorus
Hey, John Barleycorn, ho, John Barleycorn,
Old and young thy praise have sung,
John Barleycorn.


To see him in his pride of youth
his robes are rich and green,
His head is speared with manly beard
fit nigh to serve the queen,
And when the reaping time comes round
and John is stricken down,
We’ll use his blood for Englands good
and Englishmen’s renown.

The lord in courtly castle,
the squire in stately hall,
The great of name, of birth and fame,
on John for succour call.
He bids the troubled heart rejoice,
brings warmth to natures cold,
Makes weak men strong, and old men young
and all men brave and bold.

Then shout for great John Barleycorn,
more heed his luscious vine.
I have no mind much charm
to find in potent draught of wine.
Give me my native nut brown ale (2),
all other drinks I scorn.
For English cheer is English beer,
our own John Barleycorn.

John Barleycorn è un eroe audace come tanti al mondo,
Nei secoli la sua fama è rimasta
e durerà per sempre.
Il mondo intero lo rispetta,
non importa se amico o nemico,
e ovunque essi siano da rendere liberi
è pronto a sacrificare la vita per loro.

Coro
Ehi, John Barleycorn, ho, John Barleycorn,
Vecchi e giovani hanno cantato la tua lode,
John Barleycorn.


Guardalo nel fiore della giovinezza
le sue vesti sono ricche e verdi,
La sua testa è trafitta da una barba virile,
adatto quasi a servire la regina,
E quando verrà il tempo della mietitura
e John è abbattuto,
Useremo il suo sangue per il bene dell’Inghilterra
e la fama degli inglesi.

Il Sire a Corte nel Castello,
lo scudiero nella maestosa sala,
Il grande di nome, di nascita e fama,
John chiamano a soccorso.
Invita il cuore tormentato alla gioia,
porta calore ai temperamenti freddi,
rende gli uomini deboli e vecchi, forti e giovani
e tutti gli uomini, coraggiosi e audaci.

Allora grida per il grande John Barleycorn,
più attenzione al suo vigoroso virgulto.
Non ritengo di trovare molto fascino
in un potente sorso di vino.
Datemi la mia birra scura natia
disprezzo tutte le altre bevande.
Perché l’allegria inglese è nella birra inglese,
il nostro John Barleycorn.

NOTE

  1. anche Robert Burns scrive alla XIII strofa
    John Barleycorn was a hero bold of noble enterprise,
    For if you do but taste his blood, ‘twill make your courage rise
  2. La Nut Brown Ale è una delle birre inglesi più antiche con un carattere nocciolato. Contrariamente alla versione “John Barlycorn must die” in questa canzone è esaltata solo la birra come bevanda nazionale.

FONTI:

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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