Composizione non arrangiata da un’aria tradizionale, è il primo brano interamente composto da Gabriel Yacoub, influenzato dalla lettura di Claude Seignolle e narra di un uomo che ha capacità di comunicazione coi lupi. Sembra quasi una compensazione della selvaggia canzone precedente “Alexandre”. Uomo e il lupo in effetti hanno molto in comune, vivono prevalentemente in gruppo, le loro rispettive società si fondano sulla famiglia che per un lupo rappresenta tutto: protezione, guida, identificazione, difesa, scopo, affetto. In ogni branco una coppia di lupi rimane fedele per sempre e questo animale è talmente intelligente d’aver capito che per lui, l’uomo è un gravissimo pericolo, assolutamente da evitare, anzi, si potrebbe affermare che il lupo tema unicamente l’uomo e perciò non lo attacca.
In occasione della criptica narrazione di questo incontro fantastico Yacoub mescola musicalmente una parte barocca di clavicembalo e flauti nelle strofe, con una rockeggiante nel ritornello, condita di assolo finale violinistico in stile “fairportiano” a richiamo di danza. La teatrale esecuzione possiede ricchezza di variazioni d’intensità, passaggi epici di chitarra e violino, sonorità campestri, marcia percussiva, accenti neo-classici. L’arrangiamento di legni e corde è opera di Brian Gulland.
En allant à Montpellier
Passant par Saint-Martin de Londres
Par un bois, je suis passé
Qu’on disait Bois de la Valenne
Mais quand la nuit est tombée
J’ai trouvé l’herbe qui égare
Je ne savais plus où j’étais
Lorsque la lune a été haute
Un loup grand comme un homme
Un homme noir comme un loup
Je les suis, je l’mène son du violon
Je les suis, je l’mène son du violon
Alors, j’ai vu un grand feu
Tout au mitan d’une clairière
Il y avait 120 loups
Qu’étaient assis sur leur derrière
Quand je me suis approché
Ils grondaient en grattant la terre
Mais un chant les a calmés
Et c’est Jean de loups qui s’avancent
Il m’a salué poliment
En disant de venir m’asseoir
Il m’a parlé gentiment
C’est pour raconter ses histoires
Quand je suis arrivé
De la paille dans mes souliers
Ma vie, j’ai dû gagner
Et en faisant le ménétrier
En rentrant d’une assemblée
Un grand loup, j’ai rencontré
Avec un air à faire trembler
Tout à l’ombre d’un noyer
Il s’est mis à me parler
Et mes deux mains a léché
Avec lui, j’ai dû marcher
Prenant garde de ne pas tomber
Dans ce bois, il m’a mené
Un oiseau de chaque côté
Trois sorcières sur un bûcher
Trois pénitents à chanter
Ses frères, il m’a présenté
Et moi, je leur ai parlé
Un hiver, deux étés
Et tous les jours de l’année
La lune nous a donné
La faim dans nos deux côtés
Et nous serons rassasiés
Le jour du jugement dernier
Alors, je suis reparti
Passant par Saint-Martin de Londres
Et deux grands loups m’ont suivi
Tout en marchant dessus la route
Quand les loups furent retournés
Dedans le Bois de la Valenne
Un gros pain leur ai donné
Ils ont mangé devant ma porte
Un loup grand comme un homme
Un homme noir comme un loup
Je les suis, je l’mène son du violon
Je les suis, je l’mène son du violon
Traduzione italiana Flavio Poltronieri
Andando a Montpellier
Sono passato da Saint-Martin de Londres
Ho attraversato un bosco
Chiamato “Bosco della Valène”
Ma quando è caduta la notte
Mi sono smarrito nell’erba
Non sapevo più dove mi trovavo
Fin quando la luna non è stata alta
Un lupo grande come un uomo
Un uomo nero come un lupo
Lo seguo e lo conduco al suono del violino
Lo seguo e lo conduco al suono del violino
Allora ho visto un grande fuoco
Proprio in mezzo a una radura
C’erano centoventi lupi
Seduti sul proprio didietro
Quando mi sono avvicinato
Ringhiavano, grattando per terra
Ma un canto li ha calmati
Era Jean dei Lupi che si avvicinava
Mi ha salutato gentilmente
Dicendomi di venire a sedermi
Mi ha parlato cortesemente
Raccontandomi le sue storie
Quando sono arrivato
Avevo la paglia nelle scarpe
Mi guadagnavo da vivere
Facendo il menestrello
Di ritorno da una riunione
Ho incontrato un grande lupo
Con un aspetto da far tremare
All’ombra di un noce
Mi ha parlato
E leccato le mani
Ho camminato con lui
Stando attento a non cadere
Mi ha condotto in questo bosco
Un uccello a ogni lato
Tre streghe in un rogo
Tre penitenti a cantare
Mi ha presentato i suoi fratelli
E ho parlato con loro
Un inverno, due estati
E tutti i giorni dell’anno
La luna ci ha donato
La fame da entrambe le parti
E saremo soddisfatti
Il giorno del giudizio finale
Quindi sono ripartito
Passando da Saint-Martin de Londres
E due grandi lupi mi hanno seguito
Camminando sulla strada
Quando i lupi sono tornati
Al Bosco della Valène
Ho dato loro un grosso pane
Che hanno mangiato alla mia porta
Un lupo grande come un uomo
Un uomo nero come un lupo
Lo seguo e lo conduco al suono del violino
Lo seguo e lo conduco al suono del violino

