Chanticleer

Chanticleer è il gallo che annuncia l’alba, il giorno o una nuova era; l’appellativo deriva dal francese Chanteclair o Chante-clair, nome proprio del gallo nel Roman de Renart.
“All This Night Shrill Chanticleer” è una poesia composta da William Austin (1587-1633) e pubblicata postuma nel 1635 sul canto del gallo a mezzanotte che annuncia la nascita di Gesù, il Nuovo Sole[1]

[1] Già nella Bibbia il canto del gallo è il richiamo alla verità che risveglia le coscienze indebolite dal peccato vedasi per l’approfondimento IL CANTO DEL GALLO: il canto della rinascita, pubblicato in https://terreceltiche.altervista.org/herod-cock-carol/


All this night shrill Chanticleer,
Day’s proclaiming trumpeter
Claps his wings and loudly cries,
Mortals, mortals, awake and rise.

See a wonder heaven is under;
From the earth is risen a sun,
Shines all night though day be done.


Wake O earth, wake everything,
Wake and hear the joy I bring;
Wake and joy for all this night,
Heaven and every twinkling light.

All men stare amazing
Still now stand a-gazing.
Angels, Powers and all that be,
Wake and joy this sun to see.

Hail, O sun, O blessed light,
Sent into the world by night.
Let thy rays and heavenly powers
Shine in these dark souls of ours.

Traduzione italiana Sergio Paracchini/Cattia Salto
Per tutta questa notte il gallo stridulo,
Il trombettiere che annuncia il giorno
Batte le ali e grida forte,
“Mortali, mortali, svegliatevi e alzatevi(1).

Guardate che meraviglia, il Paradiso è sceso;
Dalla terra è sorto il Sole,
Brilla tutta la notte anche se il giorno è finito.


Svegliati, o terra, che tutto si desti,
Svegliatevi e ascoltate la gioia che porto;
Svegliate e rallegratevi perché tutta questa notte,
(vedrete) Le scintillanti luci del Paradiso

Tutti gli uomini guardano strabiliati
Ancora adesso guardano fisso
Gli Angeli, le Potestà(2) e tutto ciò che è,
Svegliatevi per godere nel guardare questo Sole.

Salve, o Sole, o luce benedetta,
Inviato nel mondo di notte.
Lascia che i tuoi raggi e le potenze celesti
Splendano in queste nostre anime oscure

Note di Cattia Salto
(1) che il gallo cantasse nella notte di Natale è tradizione antica diffusa in tutta l’area romanza e ai tempi di Austin anche riportata da William Shakespeare nell’Amleto “Some say that ever ‘gainst that season comes, Wherein our Saviour’s birth is celebrated, The bird of dawning singeth all night long”. La tradizione sembrerebbe essere originaria nella penisola iberica: al momento della nascita di Gesù tutti i galli di Betlemme cantarono a squarciagola nel bel mezzo della notte. Ancora oggi la Messa “di mezzanotte” in Spagna e nell’America latina è “la Messa del gallo”.
Vedasi anche la leggenda del miracolo del gallo alla tavola di Re Erode. https://terreceltiche.altervista.org/herod-cock-carol/
(2) le Potenze o Podestà, gli angeli guerrieri che vediamo raffigurati nell’iconografia del primo cristianesimo con le ali nei colori dell’arcobaleno. Secondo Dionigi l’Areopagita risiedono sul Sole http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/misticacristiana/gerarchia.htm
https://it.aleteia.org/2018/08/26/coro-angelico-potenze-potesta

Steeleye Span in Winter 2004.
The Festival Consort in Renaissance Glory 2006

https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/chanticleer.html
https://hymnary.org/text/all_this_night_shrill_chanticleer

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Pubblicato da Sergio Paracchini

Sergio Paracchini, ascoltatore seriale di buona musica, dagli anni ’70 innamorato del folk revival (celtico e non solo). Gestisce il gruppo Facebook “Folk rock e dintorni”.

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