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Terre Celtiche Blog

As I roved out

A title for three songs and two different melodies, one slow and melancholy, the other lively and cheerful, all coming from the Irish musical tradition handed down orally for generations and generations of its people.
Un titolo per tre canzoni e due diverse melodie, una lenta e malinconica, l’altra vivace e allegra, tutte provenienti dalla tradizione musicale irlandese tramandata per via orale da generazioni e generazioni della sua gente.

As I roved out (a broken romance) 
As I roved out (courting song)
As I roved out (an hectic night)
The Trooper (Soldier) and the Maid (Child #299)


WHO ARE YOU?: a courting song
[La notte d’amore]

Also entitled “And Who are you?” it owes its diffusion to Christy Moore: the anecdote that Christy himself tells about it is to have her hear it at a musical gathering in Roscommon in the 70s sung by John Riley (1926-1969) described as “travelling singer from the old tradition that has now died out – the kind of man who travelled around passing on stories and songs”.
Intitolata anche “And Who are you?” si deve la sua diffusione a Christy More: l’aneddoto che Christy stesso racconta in merito è di averla sentirla ad una raduno musicale a Roscommon negli anni 70 cantata da John Riley (1926-1969) descritto come :“Un menestrello della vecchia tradizione che si è ormai estinta – Il tipo d’uomo che vagabonda in giro tramandando storie e canzoni”

The melody is different from the previous version, and is quite original, easy-going and catchy.
La melodia è diversa dalla versione precedente, ed è piuttosto originale, scanzonata e orecchiabile.

soldierPLOT
It belongs to the ballads called “night visiting songs” with a stereotypical love adventure in which a young man (a soldier or a sailor or even a passing nobleman) for his attractiveness and gallantry, he manages to obtain the virtue of a young girl, entering her bedroom at night (usually on a rainy night). A popular version of Romeo’s night visit to Juliet’s balcony.
The girls are always naive peasant women or shepherdesses who believe in the sweet words of love whispered by man, and expect him to marry them, but they are invariably abandoned (and sometimes left with an unwanted pregnancy)! Some stories also end with the girl’s suicide incapable of facing dishonor. (see more)
Appartiene alle ballate dette  “night visiting song” ovvero le avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un giovanotto (un soldato o un marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza, spesso intrufolandosi in camera sua nottetempo (in genere in una notte di pioggia). Una versione popolare della visita notturna di Romeo al balcone di Giulietta. Le ragazze sono sempre delle ingenue contadinotte o pastorelle che credono alle dolci parole d’amore sospirate dall’uomo, e si aspettano che lui le sposi dopo aver consumato, ma sono immancabilmente abbandonate (e a volte lasciate con una gravidanza indesiderata)! Alcune storie finiscono anche con il suicidio della ragazza incapace di affrontare il disonore. continua

Nowadays these stories make us smile because they seem some tales of a bully boy or moralistic exempla instead of reality, surely sexual promiscuity was once very widespread among the poorer classes (not to mention rapes), but women in general were careful to safeguard their virginity as leverage; if anything, they could give themselves to the boyfriend they knew well, rather than the passing stranger.
Ai nostri giorni queste storielle fanno sorridere perché sembrano più vanterie da galletti del pollaio o exempla moralistici che specchi della realtà, sicuramente la promiscuità sessuale era una volta molto diffusa tra le classi più povere (senza parlare degli stupri), ma le donne in generale erano ben attente a salvaguardare la loro verginità come merce di scambio; semmai potevano concedersi al fidanzatino che ben conoscevano, che all’estraneo di passaggio.
In this version it is the girl who takes the initiative and she offers of food and drinks, pretty allusive.
In the morning the fun is over and the girl sees the scoundrel leave without any promise of marriage, indeed with an ironic joke!
In questa versione è la ragazza a prendere l’iniziativa e a portare nottetempo il giovane soldato nientedimeno che in casa, e qui ci sono delle offerte di cibo e bevande quanto meno allusive.
Al mattino il divertimento è finito e la ragazza vede il mascalzone andarsene senza nessuna promessa di matrimonio, anzi con una battuta ironica!

Loreena McKennitt in “The wind that shakes the barley” – 2011: a masterfully interpreted and modulated version of the voice, characterized by the riff of the bagpipe that insinuates itself between the sentences and a refined instrumental rug (with that unmistakable style and elegance that is the Canadian singer’s brand).
una versione magistralmente interpretata e modulata dalla voce, caratterizzata dal riff della cornamusa che si insinua tra le frasi e un raffinato tappeto strumentale (con quella inconfondibile cifra di stile ed eleganza che è il marchio della cantante canadese).

But among the proposals of the emerging groups the one that struck me most is the version of the Doolin ‘a French group of Celtic music
from Toulouse , born in 2005 and (which in some ways resemble the Capercailles) composed of six talented elements.
Ma tra le proposte dei gruppi emergenti quella che mi ha colpito maggiormente è la versione dei Doolin’ un gruppo francese di Tolosa di musica celtica, nato nel 2005 e (che per certi versi ricordano i Capercaille) composto da sei talentuosi elementi

Doolin’ a live version, very impactful, full of improvisations and with a good feeling with the audience: a rhythm a bit’ funky guitar – bodhran with a beautiful only jazz of acoustic bass and then the song well carried and easygoing, perfect the interventions of violin and flute, not even too much the rapped final (it is not really my genre); the studio version is also interesting
Doolin’ una STREPITOSA versione live, molto d’impatto, ricca di improvvisazioni e con un bel feeling con il pubblico: un ritmo un po’ funky chitarra – bodhran con un bel solo jazz del basso acustico e quindi il canto ben portato e scanzonato, perfetti gli interventi di violino e flauto, neanche troppo forzato il finale rappato (e dire che non è proprio il mio genere); interessante anche la versione da studio

Omnia in Musick and Poëtree 2011


 I
And who are you, me pretty fair maid
And who are you, me honey?
She answered me quite modestly:
I am me mother’s darling.
chorus:
With me too-ry-ay Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
And will you come to me mather’s house,
When the moon is shining clearly
I’ll open the door and I’ll let you in
And divil ‘o one would hear us.
III
So I went to her house in the middle of the night
When the moon was shining clearly
She opened the door and she let me in
And divil the one did hear us.
IV
She took me horse by the bridle and the bit
And she led him to the stable
Saying “There’s plenty of oats for a soldier’s horse,
To eat it if he’s able.”
V
Then she took me by the lily-white hand
And she led me to the table
Saying: There’s plenty of wine for a soldier boy,
To drink it if you’re able.
VI
Then she got up and made the bed
And she made it nice and aisy
Then I got up and laid her down
Saying: Lassie, are you able?
(She got up and laid me down
“I hope to God you’re able”)
VII
And there we lay till the break of day
And divil a one did hear us
Then I arose and put on me clothes
Saying: “Lassie, I must leave you.”
VIII
“And when will you return again
And when will we get married”
“When broken shells make Christmas bells
We might well get married.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“E tu chi sei, mia bella fanciulla,
chi sei, amore mio?”
Lei mi rispose senza modestia:
“sono la cocca di mamma”.
CORO
Con me Too-ry-a Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
“Vuoi venire a casa di mia madre,
quando la luna splende chiara?
Aprirò la porta e ti farò entrare
e al diavolo chi potrebbe sentirci.”
III
Così andai a casa sua nel cuore della notte
mentre la luna splendeva chiara.
Lei aprì la porta e mi fece entrare
e al diavolo chi ci ha sentito.
IV
Lei mi prese il cavallo per la briglia ed il morso
e lo guidò nella stalla
dicendo “C’è molta biada per il cavallo del soldato,
che la mangi se ne vuole (1)”.
V
Poi mi prese con la mano bianco-giglio
e mi portò alla tavola
dicendo “C’è molto vino per il soldato,
che la beva se ne vuole”.
VI
Poi si alzò a preparare il letto
lo fece bello morbido.
Allora mi alzai e la distesi sopra
dicendo “Ragazzina, ti va?”
(Lei si alzò e mi distese sopra
“Spero per Dio, che tu lo sappia fare”).
VII
E lì noi restammo fino allo spuntare del giorno e al diavolo chi ci ha sentito.
Poi mi alzai e mi misi i vestiti
dicendo “Ragazzina ti devo lasciare”.
VIII
“E quando tornerai ancora?
Quando ci sposeremo? “
“Quando i gusci rotti diventeranno campanelle di Natale, allora forse ci sposeremo.

NOTE
1) allusivo: se ci riesce, se ne è capace; tutti i versi successivi sono a doppio senso riguardanti le prestazioni sessuali dell’uomo

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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