Eliz Iza/Enez Eusa/Plac’hig Eusa

Eliz Iza è stato il primo gwerz bretone che ho ascoltato e che ha aperto una porta fino ad allora sconosciuta e rimane quindi per me una canzone simbolica. In Terra Armoricana però tutti la conoscono e la amano, rappresenta da sola tutta la Bretagna. Come Ne me quitte pas rappresenta Brel, La locomotiva, Guccini, Il vino, Piero Ciampi, Lonely Woman, Ornette Coleman, Blowin’ in the wind, Bob Dylan o Suzanne, Leonard Cohen.

Sommo canto bretone delle montagne, un gwerz molto noto (dalle molte variazioni) in cui una giovinetta di nome Kaourantenig piange la morte del padre ucciso dagli Inglesi e della madre (morta di crepacuore nell’apprendere la notizia).

Ti Eliz Iza

versione interpretata da Denez Prigent
Ti Eliz Iza ‘zo ur plac’hig
Eürus dous koan’vel un aelig
Eürus dous koan’vel un aelig
He anv’zo Korantenig
‘Vond d’an ejip dre ar saozon
Ma zad’zo beuzet kreiz ar mor don 
Kalon ma mamm baour a ranne
Pa n’oa klevet ar cheloù se 
War vord ar mor war ar chorre
Korantenig oele doureg
Alas, alas piv ez on me
Me n’am eus den war ar bed-man 
Me n’am eus den war an douar
Na tad na mamm, na breur na c’hoar 
‘Barzh an envoùzo un tad mad
E Rumengol’zo vamm vad 
Korantenig’oele doureg
E Rumengol p’oa erruet
Gwerchez vari, me a zo paour
N’am eus mann’bet, blev melen aour
Me m’eus na koar na goulaouen
Netra, netra, ‘med ma feden 
Me a rei doch’vit kurunen
Ur guden deuz ma blev melen

NOTE
(1) Corentina/Corentinette è la dea romana della cura e della guarigione, in Bretagna è stato portato al seguito dell’omonima Santa
(2) mentre combatteva in mare contro la flotta navale inglese
(3) A Rumengol c’è il famoso santuario della Vergine, vicino a Faou (Finistère) che fa parte della Diocesi di Kemper

Nella casa di Eliz Iza


Nella casa di Eliz Iza c’era una ragazzina
Felice, dolce e graziosa come un angioletto
Felice, dolce e graziosa come un angioletto
Si chiamava Corentinette(1)
“Mentre veniva portato in Egitto dagli Inglesi(2)
Mio padre è stato ucciso e gettato nel mare profondo
Il cuore della mia povera mamma si è lacerato
Nel sentire la notizia”
In riva al mare, a pelo d’acqua
Corentinette piange lacrime calde
“Ahimè, ahimè, chi sono dunque io?
Non mi resta nessuno in questo mondo
Non mi resta più nessuno in questo mondo
Né padre, né madre, né fratello, né sorella
Nella mia memoria c’è un buon Padre
E una buona Madre a Rumengol(3)”
Corentinette piange lacrime calde
Arrivando a Rumengol
“Vergine Maria, io sono una miserabile
Non possiedo che i miei capelli biondi dorati
Non ho né cero, né candela
Niente, niente, tranne la mia preghiera
Voglio offrivi come corona
Una ciocca dei miei capelli biondi”
(Traduzione italiana di Flavio Poltronieri dal volume “Koroll Ar C’hleze” – Danza della Spada – Raccolta di testi bretoni contemporanei – 1985)

Ur mor a zaeloù 2022
Denez Prigent live
Hervé Cudennec il canto raccontato con le immagini e il sottotesto
Alan Stivell la imparò dalle sorelle Goadec e la propose a conclusione della prima facciata di “Renaissance De La Harpe Celtique” nel 1971 in loro omaggio.

Plac’hig Eusa (La ragazzina di Ouessant)

Jean Pierre Marie Le Scour nella propria raccolta di poesie “Telen Rumengol” (1867) la intitola Plac’hig Eusa (La giovane ragazza di Ouessant) specificando anche che va cantata sulla melodia di “An deiz kentan deus a viz du” (Il primo giorno di Novembre), altrimenti nota come Marivonik.

La prima frase melodica ricorda un mottetto per i defunti dal titolo “Languentibus in Paradisum” composto da Jean de Langouesnou, abate di Landévennec durante il XIV secolo.

versione interpretata da Yann-Fañch Kemener
En enez Eusa, ur plac’hig
Yaouank, fur, koant ‘vel un aelig,
Hec’h anv oa Kaourantenig.
Siwazh ! ne oa ket pemzek vloaz,
Ar plac’hig a zouge he c’hroaz.
E-harz ar mor, war ur garreg,
Kaourantenig ‘ouele dourek.
A-greiz he c’halon, he fedenn
‘Savas d’an neñv evel-hen :
O stourm ouzh listri ar Saozon,
Ma zad ‘zo beu’t ‘kreiz ar mor don.
Kalon ma mamm baour a rannas
Gant ar c’heloù-se pa glevas.
Me n’em eus den, allas! bremañ :
Petra rin-me war ar bed-mañ ?
Me n’em eus mui war an douar
Na tad, na mamm, na kar, na par ;
Ma buhez ‘vo kañv ha glac’har.
Ar paour en neñv deus un tad,
E Rumengol ur vamm vad.

(traduzione italiana Flavio Poltronieri)
Nell’isola di Ouessant c’era una ragazzina
Giovane, saggia, bella come un angelo
Si chiamava Corentina
Non aveva neppure quindici anni
E già portava la sua croce
Sul bordo del mare, su una roccia
La piccola Corentina piangeva amaramente
Dal fondo del cuore la sua preghiera
Si levava così al cielo:
“Combattendo i vascelli inglesi
Mio padre è annegato nel mare profondo
Il cuore di mia madre si è spezzato
Di dolore, quando ha saputo questa notizia
Non ne posso più, ahimè! nessuno vivo
Che farò io adesso qui?
Non ho più nessuno sulla terra
né padre, né madre, né parenti, né amici
La mia vita non sarà che lutto e dolore
Il povero ha un Padre in cielo
E a Rumengol una buona Madre”

(Traduzione italiana di Flavio Poltronieri dal volume “Koroll Ar C’hleze” – Danza della Spada – Raccolta di testi bretoni contemporanei – 1985)

Didier Squiban (piano), Yann-Fañch Kemener
Pêr Vari Kervarec – Caroline Paget al piano
Korydwenn
Pêr Vari Kervarec in “Kan An Anaon” (Le Chant Des Trépassés) (2022)

Il Pardon di Rumengol

Il Pardon di Rumengol è uno dei più antichi di Bretagna, una volte avveniva quattro volte all’anno (oggi due), solamente la Rivoluzione Francese lo interruppe temporaneamente.
Rumengol era in origine un centro religioso degli Osimi dove in epoca di pre-cristianizzazione venivano praticate cerimonie druidiche, specialmente nella Foresta di Cranou. Nei pressi del santuario della Vergine si trova una fontana tradizionalmente miracolosa che guarisce le impurità dell’anima e del corpo.
La gente arrivava numerosa anche dai Monts d’Arrée o dalle coste del nord, viaggiando a piedi per giorni interi ad implorare la bontà della Santa Madre. Facevano il giro della cappella tre volte, a piedi nudi, camminando controsole e recitando l’antica ballata armoricana Riva de la Vergine (Signora Maria, la dolce nel suo letto riposava quando fece un sogno: suo figlio passava e ripassava davanti a lei e la contemplava…). Dalla fine del XIX° secolo i pellegrini poterono usufruire del trasporto su ferrovia, anche se Rumengol non possedeva una propria stazione, bisognava fermarsi a quella di Quimerc’h. Spesso molti approfittavano per scendere del passaggio a livello 543 nella Foresta, tra Quimech e Hanvec.

Il Bardo di Notre-Dame-de-Rumengol

Nell’800 c’era un poeta molto devoto del Finistère, Jean-Pierre-Marie Le Scour, figlio di un falegname, che desiderava a tutti i costi occuparsi di quel luogo di culto e tra i suoi numerosi interventi, fece costruire un reliquiario alto due metri, atto a contenere omaggi a ciascun santo per ogni giorno dell’anno e che costò una fortuna. Accanto ad una immagine della Vergine compare anche un suo componimento in bretone che racconta la leggenda di Ys, dove si narra che il Re Gradlon e Saint Guénolé di passaggio, diretti all’Abbazia di Landévennec, abbiano fondato questo luogo di preghiera come atto di riconoscenza per essere scampati alla sommersione della città maledetta. Veniva soprannominato Il Bardo di Notre-Dame-de-Rumengol ma lo chiamavano talvolta anche “Abate”. In gioventù era stato davvero ordinato diacono ma aveva poi lasciato la vita ecclesiastica per lavorare come ufficiale giudiziario al tribunale di Brest e in seguito come impiegato a Morlaix. Si era infine sposato con Angéline, la figlia di un commerciante di vini e bevande.

Il bardo attribuiva alla Madonna di Rumengol il merito di averlo guarito da una paralisi infantile agli arti inferiori e di averlo anche fatto sopravvivere al colera durante la terribile epidemia del 1854, che colpì anche Morlaix. Compose molti canti e inni e fu agitatore culturale, fondò pure una accademia letteraria, la Breuriez Breiz-Izell (Confraternita della Bretagna occidentale), in contrasto con quella di Théodore de La Villemarqué e polemizzando con quest’ultimo proprio a riguardo il Barzaz Breiz. Il suo sogno era di organizzare una compagnia di bardi con lo scopo di illuminare i bretoni. La sua canzone di maggior successo fu un lungo gwerz di 47 versi, Metik ha Gwenole, il cui sottotitolo recitava “Kloarek Koat-ar-Rannou ha penn-herez Kerzanton” (Il seminarista di Bois-des-Séries e l’ereditiera di Kerzanton). Morì improvvisamente proprio il giorno in cui fu dichiarata la guerra nell’anno 1870.

Folk Revival

Le versioni del gwerz Eliz Iza ufficialmente registrate su disco in Bretagna, finora sono state:

– LES SOEURS GOADEC: Elisa (Les Soeurs Goadec de Carhaix – Mouez Breiz – 1967)

– ALAN STIVELL: Eliz Iza (Renaissance de la harpe celtique – Fontana – 1971)

– LES SOEURS GOADEC: Elysa (1er Festival Pop Celtic Kertalg ‘72 – Le Chant Du Monde – 1973) (accompagnamento di Alan Stivell all’arpa)

– GWERZ: Eliziza (Live – Coop Breizh – 1993)

– DENEZ PRIGENT: Ti Elz Iza (Ar Gouriz koar – Barclay – 1993)

– DAN AR BRAZ: Eliziza (L’Héritage des Celtes – Columbia – 1994)

– DAO DEZI: Ti Eliz Iza (World Mix Album – EMI – 1995)

– KROAZHENT: Eliz Iza (Extraits EP – 1995)

– DAN AR BRAS et L’HERITAGE DES CELTES: Enez Eusa (Dan Ar Bras et les 50 Musiciens de L’Héritage des Celtes en concert – Columbia – 1995) (Yann-Fañch Kemener al canto e Didier Squiban al pianoforte)

– YANN FANCH KEMENER/DIDIER SQUIBAN: Plach’ig Eusa (Exil – L’OZ – 1996)

– DIDIER SQUIBAN: Enez Eusa (Molène/Suites pour piano solo – Coop Breizh – 1998)

– BAGAD KEMPER: Eliz Iza (Hep Diskrog – Keltia Musique – 1999)

– JACQUES PELLEN: Eliza (Les Tombée de la nuit/A Celtic Procession Live – Naive, 1999)

– ARZ NEVEZ: Enez Eusa (Pevar en Avel – Pem Masq/Pluriel – 2000)

– BAGAD KEMPER: Eliz Iza – Ti Eliza – Azeliz Iza (Azeliz Iza – Keltia Musique – 2001)

– TRI YANN: Korantenig (Le Pélérin – Marzelle – 2001)

– ANDRE’ LE MEUT/PHILIPPE BATAILLE: Plah Ennézen Eusa (Bombarde et Orgue/Sonamb Ihuèl – Coop Breizh – 2006)

– GWENNYN: E Ti Eliz Eliza (Avalon – Coop Breizh – 2016)

– DOMINIQUE MOLARD: Eliz Iza (B.R.O. Breizh Rythmik Orchestrad – Coop Breizh – 2017)

– PAT O’MAY Band and friends: Eliz Iza (One night in Breizh land – Coop Breizh – 2018)

– DENEZ PRIGENT: Ur Mor A Zaeloù (Arsenal Productions – Coop Breizh – 2022)

Il Festival di Pop Celtico di Kertalg (Festival de Kertalg)

Pure a Martin Carthy dev’essere piaciuto assai questo gwerz, anche se non ne conosco sue interpretazioni, poiché ha messo questo nome alla propria unica amata figlia, erede dell’arte folk dei suoi illustri genitori. Martin Carthy che fu anche uno dei partecipanti alla terza edizione del Festival di Pop Celtico di Kertalg. La kermesse musicale che esordì il 13 agosto 1972 a Moëlan–sur–Mer, nel sud del Finistère, attirò migliaia di giovani e potrebbe essere storicamente considerata come la Woodstock bretone, organizzata e diretta da Gwenn Le Goarnig.

Si presentava come una vetrina della musica folk aperta a fiamminghi, valloni, alsaziani, baschi, catalani, corsi, cajun e quebecchesi. In quegli anni, avvenimenti più o meno militanti di questo tipo fiorivano ovunque in Europa e in America e non rappresentavano certo unicamente manifestazioni musicali, bensì culturali e politiche.

Alle tre edizioni furono invitati tra gli altri: Gilles Servat, Happy Traum, Le Bagad Bleimor, Tri Yann, The Chieftains, Katel, Les Soeurs Goadec con Alan Stivell (nel 1972), Brenda Wootton, Planxty, Kirjuhel, Robin Dransfield, Pierre Bensusan, Diaouled Ar Menez, Zachary Richard, Glenmor (nel 1973), Dick Gaugham, Malicorne, Martin Carthy, The Boys of the Lough, The Waterson, La Bamboche (nel 1974). Se ne svolse anche una quarta nel 1976 ma divieti e problemi burocratici insormontabili la limitarono enormemente. Va ricordato come nell’edizione del 1974, i Malicorne fossero alle prove d’esordio, essendosi formati solo nel settembre precedente, il nome stesso del gruppo era stato scelto da Gabriel Yacoub proprio in occasione del viaggio verso Moëlan–sur–Mer durante l’edizione precedente del Festival, in occasione dell’ultimo concerto con il gruppo di Alan Stivell, quello che il 28 febbraio 1972 era salito sul palco dell’Olympia di Parigi per lo storico concerto testimoniato dal famoso, omonimo disco.

https://philippesaintmarc.wixsite.com/croyances-populaires/fontaine-rumengol
https://fr.wikipedia.org/wiki/Pardon_de_Rumengol
https://fr.wikipedia.org/wiki/Festival_de_Kertalg

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Pubblicato da Flavio Poltronieri

Etnomusicologo. Autore e traduttore di canzoni. Ha pubblicato su riviste di avanguardia musicale in Italia/Francia/Germania. Fa parte della redazione giornalistica di Blogfoolk, Lineatrad e leonardcohenfiles.com

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