E’ innamorato della bella Saro ma non potrà mai averla perché lui è povero, uno straniero o un lavoratore senza terra mentre lei è ricca (forse figlia di un proprietario terriero). Impossibilitato a coronare il sogno d’amore se ne va in una terra lontana, laddove si ritrova solo a piangere la sua triste sorte.
Pretty Saro è una ballata lirica e malinconica, una delle canzoni d’amore e di lontananza più celebri della tradizione anglo-americana. Pur essendo una ballata tradizionale, non ne segue i canoni tipici. Non racconta una storia, ma è una specie di monologo interiore dell’infelice protagonista, un registro lirico che diverrà caratteristico delle canzoni d’amore moderne.

La ballata è nata in Inghilterra nei primi anni del 1700. Verso la metà del XVIII secolo era completamente scomparsa dalla tradizione orale britannica, ma è sopravvissuta oltreoceano. È stata infatti “riscoperta” all’inizio del Novecento nelle comunità rurali dei Monti Appalachi, preservata dai discendenti dei coloni europei. Il celebre etnomusicologo Cecil Sharp ne raccolse una versione nel 1916 in Nord Carolina.
Jean Ritchie, la “mother of folk” americana fu tra le prime ad interpretare la canzone e a inciderla.
Shirley Collins riportò il brano in Europa cantandolo nel suo primo album Sweet England (1959) e poi nel fondamentale disco con Davy Graham Folk roots new routes (1964). La canzone ha trovato poi numerosi interpreti, tra i quali anche Bob Dylan (che la incise nel 1970 durante le registrazioni Self Portrait, ma la traccia rimase inedita e venne recuperata solo nel 2013, nel volume X delle Bootleg Series)
Pretty Saro / At the Foot of Yonder Mountain
[ Roud 417 ; Ballad Index R744 ; VWML CJS2/9/2358 ; Folkinfo 689 ; DT PRETSARO , PRETSAR2 ; Mudcat 15862 ; trad.]
la versione cantata da Shirley Collins
I came to this country in eighteen-forty-nine,
I saw many true loves but never saw mine.
I viewed all around me and I am alone,
And me a poor soldier and far from my home.
It’s not the long journey I’m dreading to go,
Nor leaving the country for the debts that I owe.
There is nothing that grieves me nor troubles my mind
Like leaving pretty Saro my darling behind.
I wish I was a poet and could write a fine hand,
I’d write my love a letter that she might understand.
I’d send it by the island where them waters overflow
I’d think on pretty Saro wherever I go.
Farewell, my dear father, likewise mother too,
I’m going for to ramble this country all through.
And when I get tired I’ll sit down and cry
And think on Pretty Saro with tears in my eye
Arrivai in questo paese nel milleottocentoquarantanove(1)
Vidi molti veri amori ma non vidi mai il mio.
Guardai tutto intorno a me e sono solo,
Io, un povero soldato(2) e così lontano da casa
Non è il lungo viaggio che temo di affrontare,
Né il dover lasciare il paese per i debiti che ho(3).
Non c’è nulla che mi addolori o mi tormenti l’anima
Quanto il lasciarmi alle spalle la bella Saro, il mio tesoro
Vorrei essere un poeta e saper scrivere con bella grafia, scriverei una lettera al mio amore affinché possa capire.
La manderei attraverso l’isola dove le acque straripano,
e penserei alla bella Saro ovunque io vada
Addio, mio caro padre, e altrettanto a te, madre,
Me ne vado a vagabondare per tutto questo paese.
E quando sarò stanco, mi siederò e piangerò,
E penserò alla bella Saro con le lacrime agli occhi.
(1) Mentre le versioni tradizionali degli Appalachi non menzionano date, quella cantata da Shirley Collins ne cita una, a metà dell’Ottocento. Il 1849 evoca il periodo della Corsa all’oro californiana, suggerendo che il protagonista potrebbe essere uno dei tanti cercatori di fortuna di quel periodo
(2) Qui invece il protagonista diventa un “soldato”; sembra che nel suo adattamento Shirley Collins abbia voluto rendere più universale la figura del personaggio, riassumendo in esso le diverse condizioni di povertà
(3) Nell’Inghilterra del Settecento e dell’Ottocento, non riuscire a pagare i propri creditori significava finire nella prigione per debitori. Fuggire all’estero, spesso imbarcandosi o arruolandosi, era l’unica via di scampo per i più poveri.
la versione di Jean Ritchie
Down in some lone valley in a lonesome place,
Where the wild birds do whistle and their notes do increase,
Farewell, Pretty Saro, I bid you adieu;
And I’ll dream of Pretty Saro wherever I go.
My love she won’t have me, so I understand.
She wants a freeholder who owns house and land.
I cannot maintain her with silver and gold,
Nor buy all the fine things that a big house can hold.
If I were a merchant and could write a fine hand,
I would write my love a letter that she’d understand;
I’d write it by the river where the waters o’erflow,
And I’ll dream of Pretty Saro wherever I go.
Giù in una valle solitaria, in un luogo sperduto,
Dove gli uccelli selvatici fischiano e le loro note fanno crescere,
Addio, bella Saro, ti porgo il mio addio;
E sognerò la bella Saro ovunque io vada.
Il mio amore non mi vuole, per quanto ho capito.
Lei vuole un proprietario(1) che possieda casa e terreni.
Io non posso mantenerla con argento e oro,
Né comprare tutte le belle cose che una grande casa può contenere
Se fossi un mercante(2) e sapessi scrivere con bella grafia,
Scriverei una lettera al mio amore, affinché possa capire;
La scriverei lungo il fiume, dove le acque straripano,
E sognerei la bella Saro ovunque io vada
(1) Un freeholder era un cittadino che possedeva una terra libera da vincoli feudali o d’affitto, godendo quindi di un’indipendenza economica e del diritto di voto. Il fatto che Saro (o la sua famiglia) pretenda un freeholder evidenzia il netto rifiuto verso il protagonista, che è solo un lavoratore povero o un soldato.
(2) Rispetto alla versione di Shirley Collins che usava “poet”, questa versione è più tipica del repertorio folk americano. Nella società ottocentesca di oltreoceano il mercante non era solo sinonimo di ricchezza, ma apparteneva a quella ristretta cerchia di persone istruite che sapevano leggere, far di conto e scrivere lettere d’affari. Il protagonista desidera quello status economico e intellettuale per poter finalmente comunicare con Saro a un livello considerato accettabile dalla famiglia di lei.
la versione di Bob Dylan
Down in some lone valley
In a sad lonesome place
Where the wild birds do all
Their notes to increase
Farewell pretty Saro
I bid you Adieu
But I dream of pretty Saro
Wherever I go
Well my love, she won’t have me
So I understand
She wants a freeholder
Who owns a house and land
I cannot maintain her
With silver and gold
And all of the fine things
That a big house can hold
If I was a poet
And could write a fine hand
I’d write my love a letter
That she’d understand
And write it by the river
Where the waters overflow
But I dream of pretty Saro
Wherever I go
Giù in qualche valle solitaria
In un luogo triste e solitario
Dove gli uccelli selvatici fanno tutto
Per accrescere le loro note
Addio, bella Saro
Ti dico addio
Ma sogno la bella Saro
Ovunque io vada
Beh, amore mio, lei non mi vuole
Così io capisco
Vuole un proprietario terriero
Che possieda una casa e un terreno
Io non posso mantenerla
Con argento e oro
E tutte le cose belle
Che una grande casa può contenere
Se fossi un poeta
E sapessi scrivere con una bella grafia
Scriverei una lettera al mio amore
Che lei potrebbe capire
E la scriverei in riva al fiume
Dove le acque straripano
Ma sogno la bella Saro
Ovunque io vado
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/prettysaro.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Pretty_Saro
