Edi Beo Thu, Hevene Quene è un gymel[1] scritto in Inglese Medio nel XIII sec in lode della Vergine Maria. Shirley Collins, spesso insieme alla sorella Dolly Collins, è stata una pioniera nel fondere la musica folk tradizionale con la musica antica (Early Music) e il brano inserito nell’album Amaranth del 1976 le consentiva di esplorare le radici acustiche e spirituali della musica devozionale pre-elisabettiana
Edi Beo Thu, Hevene Quene
Secondo i canoni dell’epoca che accostano il linguaggio dell’amor cortese alla devozione religiosa, il poeta si rivolge alla Vergine Maria definendosi suo vassallo spirituale, offrendole una sottomissione totale del corpo e delle azioni (“honde and to fote”) e invocandone la misericordia in quanto regina potente ma al tempo stesso mite e dolce mediatrice di salvezza.
Edi beo thu, hevene quene,
Folkes froure and engles blis,
Moder unwemmed and maiden clene,
Swich in world non other nis.
On thee hit is wel eth sene,
Of all wimmen thu havest thet pris;
Mi swete levedi, her mi bene
And reu of me yif thi wille is.
Thu asteghe so the daiy rewe
The deleth from the deorke nicht;
Da te è nata una luce nuova
che tutto questo mondo ha la luce.
Nis non maide of your heowe
Swo fair, so schene, so rudi, swo bricht;
Swete levedi, di me thu reowe
E abbi merci di thin knicht.
Spronge blostme of one rote,
The Holi Gost thee rest upon;
Thet wes for monkunnes bote
And heore soule to alesen for on.
Levedi milde, softe and swote,
Ic crie thee merci, ic am thi mon,
Bothe to honde and to fote,
On alle wise that ic kon.
Beata sia tu, regina del cielo,
conforto degli uomini e gioia degli angeli,
madre immacolata e vergine pura,
al mondo non ve n’è un’altra simile.
In te si vede chiaramente che,
tra tutte le donne, tu hai il premio;
mia dolce signora, ascolta la mia preghiera
e abbi pietà di me, se vuoi.
Ascendi come il raggio dell’alba
che separa la notte oscura;
da te è scaturita una nuova luce
che ha illuminato tutto il mondo.
Non c’è fanciulla del tuo aspetto
così bello, così splendido, così fresco, così radioso;
dolce signora, abbi compassione
e abbi pietà del tuo cavaliere.
Germoglio sbocciato da una sola radice,
lo Spirito Santo si posò su di te(1);
ciò fu per il beneficio dell’umanità
e per redimere la loro anima.
Signora mite, dolce e tenera,
imploro la tua misericordia, sono tuo servo,
mano e piede,
in tutti i modi che conosco.
(1) Il testo unisce la profezia dell’Albero di Iesse di Isaia all’Annunciazione
[1] gymel, una forma di polifonia medievale tipicamente britannica caratterizzata da due voci che si muovono principalmente per intervalli paralleli di terza,
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/edibeothuhevenequene.html
