Als I lay on Yoolis Night

Among the Christmas Carols we can count a series of lullabies from medieval origins even today in the choral repertoires and in Christmas music compilations; also called Cradle songs are simple songs, evocative of an intimate moment between Mary and Jesus.
[Tra i Christmas Carols possiamo annoverare una serie di ninna-nanne dalle origini medievali ancora oggi nei repertori delle Corali e nelle compilation di musica natalizia; dette anche Cradle songs sono canti semplici, evocativi di un intimo momento tra Maria e Gesù.]

AS I LAY ON YULIS NIGHT

Madonna con bambino XIV secolo

The lullaby dates from the fourteenth century, from the manuscript of John of Grimestone (1372), a Franciscan friar from Norfolk who had noted sermons, poems and songs for the purpose of his preaching among the crowd. (The manuscript is now in Edinburgh, in the National Library of Scotland, signed MS. 18.7.21.) However, it is not certain whether the song was composed by him or simply copied from other sources. Finally this song was found in other manuscripts of the fifteenth century, also accompanied by musical notation.
[La ninna nanna risale al XIV secolo, dal manoscritto di John of Grimestone (1372), un frate francescano di Norfolk che aveva annotato sermoni, poesie e canti ai fini della sua predicazione tra la folla. (il manoscritto si trova ora a Edimburgo, nella Biblioteca nazionale, siglato MS. 18.7.21.) Non è però certo se il canto sia stato composto da lui o semplicemente ricopiato da altre fonti. Come sia il canto è stato ritrovato in altri manoscritti del XV secolo, finalmente anche accompagnato da notazione musicale.]

Of the 14 stanzas of which the “Als I lay on Yoolis Night” lullaby is composed, today only the first 6/7 are sung (full version here)
The melody is deliberately simple, but not trivial, a precise stylistic choice to spread the mystery of the Nativity.
[Delle 14 strofe di cui è composta la ninna-nanna “Als I lay on Yoolis Night” oggi si cantano per lo più solo le prime 6/7 (versione integrale qui)
La melodia è volutamente semplice, ma non banale, una precisa scelta stilistica per divulgare il mistero della Natività.]

Eeva-Maria Kauniskangas & Kristian Kokko

Origo Ensemble

Martin Best Ensemble in “Thys Yool” 1988: Martin Best, Donna Deam, Kristine Szulik

Anonymous 4


Lullay, lullay, lay lay, lullay,
Mi deere moder, synge lullay…
I
Als I lay on Yoolis Night,
Alone in my longynge,
Me thought I saw a well faire sight,
A maid hir childe rockynge.
II
The maiden wolde withouten song
Hir childe aslepe to brynge;
The childe him thought sche ded him wrong,
And bad his moder synge.
III
“Synge now, moder,” saide the childe,
“Wat schal to me befall
Heerafter wan I cum til eld,
For so doon modres all.
IV
Ich a moder, trewely,
that kan hir credel keep,
is wun to lullen luvely
and sing hir child o sleep
V
“Swete moder, faire and fre,
Because that it is so,
I pray thee that thou lulle me
And synge sumwat therto.”
VI
“Swete sune,” saide sche,
“Weroffe schuld I synge?
Ne wist I nere yet more of thee
But Gabriels gretynge.
VII
“He grett me goodli on his knee
And saide, ‘O Hail, Marie!
Hail, full of grace, God is with thee;
Thou beren schald Messie.'”
VIII
“I wundred michil in my thought,
for man would I richt none.
“Marie”, he saide, “dred thee hought:
let God of heven alone.”
IX
“the Holi Gost schal doon al this,”
he said withouten wun,
that I schuld beren mannis blis
and Godis owne sun.
X
He saide, “thou schalt bere a king
in king Davitis see;
in all Jacobes wuniing
ther loverd schuld he be”
XI
“I answered blethely
for that his word we paid,
lo Godis servant heer am I
be et as thou me said”
XII
The schepperds waked
in the wold thei herd a wundermirth
of angels ther, as theim thei told
the tiding of thi birth
XIII
Sweete sune,
sikerly, no more kan I say,
and if I koulde, fawn wold I,
to doon al at thi pay’
XIV
Serteynly this sicht I say,
this song I herde sing,
als I me lay this Yoolis day
alone in my longing.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Ninna nanna
mamma cara canta ninna
I
Mentre stavo nella notte del Solstizio,
solo con la mia nostalgia,
pensai di vedere una bella scena (1):
una fanciulla cullare il suo bambino
II
La fanciulla voleva, senza il canto
far addormentare il bimbo;
il bimbo pensava che gli facesse torto
e invitò sua madre a cantare.
III
“Canta ora mamma –disse il bimbo-
di ciò che mi accadrà
fino a quando diventerò grande,
perché tutte le mamme fanno (2)”
IV
Ogni madre in verità
che si prende cura della culla
desidera cullare amorevolmente
e cantare per far addormentare il suo bambino
V
“Cara mamma, bella e buona
poiché è proprio così,
ti prego di cullarmi
e cantare per me un po’”
VI
“Caro figlio –disse  lei-
di cosa dovrei cantare?
Non conosco nulla di te,
tranne l’annunciazione di Gabriele (3)”
VII
“Lui mi salutò dolcemente inginocchiato
e disse “Ave Maria!
Salve piena di Grazia, il Signore è con te;
tu porterai il Messia”
VIII
“Rimasi un poco pensierosa,
perchè non conoscevo uomo
“Maria -disse- non temere:
sarà fatta la volontà di Dio”
IX
“Verrà dallo Spirito Santo”
disse senza indugio,
che avrei concepito la beatitudine degli uomini
e il figlio stesso di Dio.
X
Disse “Concepirai un re
che avrà il trono di Re Davide
e regnerà per sempre
sulla casa di Giacobbe”
XI
“Risposi con gioia
che ero grata per le sue parole
“Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto”
XII
I pastori che si svegliarono
sulle colline sentirono
il meraviglioso canto degli angeli
che annunciavano la notizia della tua nascita.
XIII
Caro figlio
di certo altro non posso dire,
e se potessi volentieri
farei di tutto per compiacerti”
XIV
E’ questa la canzone che ho visto,
questa la canzone che ho sentito cantare
mentre stavo nella notte del Solstizio,
solo con la mia nostalgia.

NOTE
1) according to a topical of the popular ballad the narration is reported as a testimony of an anonymous character who happens to witness events. Thus also aislings are part of the genre.
[secondo un topico delle ballata popolare la narrazione è riportata come una testimonianza di un personaggio anonimo che per caso assiste agli eventi. Così anche le visioni (aisling) fanno parte del genere.]
2) in the lullabies of the popular tradition, mothers predict the future of children, according to gender and social class.
[nelle ninne nanne della tradizione popolare le mamme predicono il futuro dei figli, secondo i generi e la classe sociale.]
3) only now the listener realizes that the protagonists are not only a mother and a child, but the Mother and the Son of God.
[solo adesso chi ascolta si rende conto che i protagonisti non sono una mamma e un bambino qualsiasi, ma la Madre e il Figlio di Dio.]

LINK
http://corymbus.co.uk/as-i-lay-on-yules-night/
http://www.markwinges.com/scores/yoolis.pdf

GREEN GROW’TH THE HOLLY

Green groweth the Holly” è un madrigale rinascimentale attribuito a Enrico VIII. Una trentina di composizioni gli sono state attribuite  e compaiono nell'”Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922) compilato da un anonimo cortigiano coevo.
Un brano con lo stesso nome e con la stessa prima strofa che si sviluppa poi con versi differenti sulla stessa melodia rinascimentale, è stato scritto da Percy Dearmer (1867-1936), egli raccolse molti inni religiosi per reintrodurre la tradizione musicale e la musica medievale inglese nella Chiesa d’Inghilterra

LA VERSIONE RINASCIMENTALE

Enrico VIII, diventato re d’Inghilterra a 18 anni, parlava 4 lingue, suonava 3 strumenti musicali, cantava e componeva brani musicali. Nei primi anni del suo regno si comportava in effetti più come un principe dedito ai piaceri che un re preoccupato dagli affari del suo regno.
“Green grows the holly” (in italiano Verde cresce l’agrifoglio) è stato pubblicato nel 1522 come madrigale a 3 voci.
Nell’affermare la forza maschia e vigorosa dell’agrifoglio, il poeta dichiara la propria fedeltà all’amata: lei è l’edera che gli cresce attorno, e mentre nel rigore dell’inverno tutti gli altri alberi sono spogli, solo il re agrifoglio e la regina edera crescono verdeggianti e rigogliosi, così solo a lei, cortesemente, egli affida il suo cuore; anche che la poesia d’amore del tempo era espressa nelle forme convenzionali dell’amor cortese,  molto probabilmente, l’amore era sentito veramente dal poeta.
L’intreccio tra i due sempreverdi richiama il Nodo d’Amore celtico tra il rovo e la rosa già lungamente trattato nella categoria delle ballate celtiche e europee (vedi) in cui corollario all’amore romantico ma non socialmente approvato, è il nodo d’amore tra rovo e rosa, che cresciuti dalle rispettive tombe degli amanti si congiungono e intrecciano tra loro.

Enrico vide per la prima volta Anna nel marzo del 1522 che partecipava, assieme a sua sorella Maria, a un ballo organizzato da Wolsey in onore degli ambasciatori imperiali. Era un ballo in maschera sul tema dell’assalto al castello d’Amore dal titolo Chateau Vert.

IL CASTELLO D’AMORE CORTESE

Un castello in miniatura era stato allestito nella sala del ricevimento con alti bastioni e torri merlate, l’impalcatura di legno era strata rivestita con carta verde, per un effetto spettrale la carta era stata tinteggiata con il verderame. Abbiamo un resoconto scritto dal cronista di corte Edward Hall, che descrive tutto lo svolgimento del balletto, ma guardiamolo nella trasposizione della Serie Tv I Tudors (vedi).


E’ il momento dell’Assalto dei cavalieri Amorosità, Nobiltà, Giovinezza, Assistenza, Lealtà, Piacere, Garbo e Libertà che gettano sui difensori arance e datteri contro ai petali di rose e confetti lanciati dalle dame. Subito le protettrici del castello, (nel video indossano abiti neri) cioè i sentimenti più ostili all’amore, fuggono e i cavalieri possono scalare le mura del castello per avventarsi sulle otto ragazze biancovestite: Bellezza, Onore, Perseveranza, Costanza, Cortesia, Generosità, Misericordia e Pietà. Anna impersonava la Perseveranza e fu subito notata dal re che si mise a corteggiarla durante il ballo per festeggiare la  conquista del Castello Verde. O almeno è così che potrebbe essere andata…

Pare che lei gli avesse sussurrato “Seducetemi, scrivetemi lettere, poesie! Io adoro le poesieIncantatemi con le parole, seducetemi.. ” e la “Grene growth the holy” potrebbe essere proprio una di queste poesie messe in musica per meglio aiutare il Re nel suo corteggiamento..

I Fagiolini: Grene growth the holy madrigale a 3 voci “Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922 British Library, Londra)

Anonymous 4

Henry VIII
I
Green groweth the holly,
so doth the ivy.
Though winter blasts
blow never so high,

Green groweth the holly.
II
As the holly groweth green
And never changeth hue,
So I am, and ever hath been,
Unto my lady true.
III
As the holly groweth green,
With ivy all alone,
When flowerys cannot be seen
And green-wood leaves be gone,
IV
Now unto my lady
Promise to her I make:
From all other only
To her I me betake.
V
Adieu, mine own lady,
Adieu, my specïal,
Who hath my heart truly,
Be sure, and ever shall.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Come l’agrifoglio cresce verde
e mai cambia tono,
così io, mai son cambiato
verso la mia amata Signora.
III
Come l’agrifoglio cresce verde
con l’edera, tutto solo,
quando i fiori non ci son più
e le foglie del bosco sono cadute.
IV
Ora innanzi alla mia Signora
una promessa faccio:
fra tutti gli altri,
solo a lei, mi affiderò.
V
Addio, mia Signora.
Addio mia favorita,
colei che tiene il mio cuore,
ora e per sempre
Enrico VIII e Anna Bolena nella serie I Tudors

LA VERSIONE VITTORIANA

Percy Dearmer prende spunto dal madrigale rinascimentale per modificare il testo in chiave salvifica ma anche per celebrare il ciclo agrario e il lavoro dei campi.
Susan McKeown & Lindsey Horner

Barry&Beth Hall

Percy Dearmer
I
Green grow’th the holly
So doth the ivy
Though winter blasts blow na’er so high
Green grow’th the holly
II
Gay are the flowers
Hedgerows and ploughlands
The days grow longer in the sun
Soft fall the showers
III
Full gold the harvest
Grain for thy labor
With God must work for daily bread
Else, man, thou starvest
IV
Fast fall the shed leaves
Russet and yellow
But resting buds are smug and safe
Where swung the dead leaves
V
Green grow’th the holly
So doth the ivy
The God of life can never die
Hope! Saith the holly
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali
non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Gai sono i fiori
le siepi e i campi arati
i giorni si snodano lenti nel sole,
piano cadono le piogge.
III
L’oro accende il raccolto
del grano per il tuo lavoro,
in Dio si lavora per il pane quotidiano altrimenti, uomo, tu morirai di fame
IV
Presto cadono le foglie
rossicce e gialle
ma i germogli riposano sani e salvi
dove giacciono le foglie morte.
V
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera
il Dio della Vita non può mai morire
Speranza! Dice l’agrifoglio!

FONTI
http://www.thetudorswiki.com/page/MASQUERADES+on+The+Tudors
http://ontanomagico.altervista.org/holly.htm
http://www.luminarium.org/renlit/greengroweth.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/grene_growith_the_holy.htm

http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/green_growth_the_holly.htm

The seven joy of Mary

Once in the british countryside between the poor of the village and especially the elderly women and widows, there was the custom of going to beg for alms at home for Christmas to get so many good things to eat. It was simply said “a-gooding“, and in particular women in addition to the wassail bowl carried the effigy of the Holy Mary wreathed with branches of evergreens. “These are two dolls, dressed the one to represent the Savior, and the other the Virgin Mary, and during the week before Christmas, they are carried about the country by poor women, who, in return for their exhibition, expect a halfpenny, which it is considered as insuring the height of ill-luck to deny “(from here).
[Un tempo nelle campagne inglesi tra i poveri del villaggio e in particolare le donne anziane e le vedove, c’era l’usanza di andare a chiedere l’elemosina di casa in casa in vista del Natale per procurarsi tante cose buone da mangiare (good things). Si diceva semplicemente “a-gooding”, e in particolare le donne oltre alla coppa di wassail (vedi) per il brindisi benaugurale portavano in giro l’effige della Madonna inghirlandata con rami di sempreverdi. “Queste sono due bambole, erano vestite per rappresentare l’una il Salvatore, e l’altra la Vergine Maria, e durante la settimana prima di Natale vengono portate in giro per il paese dalle donne povere, che, in cambio della loro esibizione, si aspettano un mezzo penny, per assicurarsi la buona sorte”.]

THE ADVENT IMAGES

Called more generically “the advent images” these dolls brought luck to the houses and nobody denied an offer in money to the poor women of the country! Among the songs sung for the occasion there was a Marian carola entitled “The seven joy of Mary“. The song is reported in the “The Oxford Book of Carols” in which publishers refer as sources some broadsides of the nineteenth and eighteenth centuries. But a medieval origin of the song is very likely (Roy Palmer in Bushes and Briars, 1999 quotes the text “The five joys of Mary” from a sixteenth-century manuscript -the commonplace book by Richard Hill).
[Chiamate più genericamente “the advent images” queste raffigurazioni portavano fortuna alle case e nessuno negava un’offerta in danaro alle povere donne del paese! Tra le canzoni cantate per l’occasione c’era una carola mariana dal titolo “The seven joy of Mary“. Il canto è riportato nel “The Oxford Book of Carols” in cui gli editori fanno riferimento come fonte a dei broadsides del XIX e XVIII secolo. Ma è assai probabile un’origine medievale del canto (Roy Palmer in Bushes and Briars, 1999 cita il testo “The five joys of Mary” da un manoscritto cinquecentesco -il commonplace book di Richard Hill).]

The Seven Rejoices of Mary
[LE SETTE GIOIE DELLA VERGINE]

leonardo-da-vinci-madonna“The Seven Rejoices of Mary” is a traditional song about the happy moments of Mary inspired by the rhetorical figure of the Seven Joys of the Virgin in medieval devotional literature.
Originally five they became subjects of art from the Middle Ages:
1) the annunciation
2) the birth of Jesus
3) adoration of the Wise Men
4) the resurrection of Jesus
5) ascension in Heaven
6) Pentecost
7) the coronation of the Virgin in Heaven
[“Le Sette Beatitudini di Maria” anche noto come “The Seven Rejoices of Mary” è un canto tradizionale sui momenti felici di Maria ispirati alla figura retorica delle Sette Gioie della Vergine nella letteratura devozionale medievale.
Le beatitudini di Maria (originariamente cinque) divennero soggetto d’arte a partire dal medioevo:
1) l’annunciazione (nel Rosario francescano la seconda beatitudine è la visita a Santa Elisabetta) (vedi)
2) la nascita di Gesù
3) l’adorazione dei Magi
4) la resurrezione di Gesù (nel Rosario francescano la quinta beatitudine è il ritrovamento di Gesù al tempio)
5) l’ascensione in Cielo
6) la pentecoste
7) l’incoronazione della Vergine in Cielo]
“Joys” are understood as divine bliss: the concept is ancient, once it was believed that only gods could be fully and totally happy, so man was not worthy of bliss and the ancient gods when they saw a mortal “too” happy, they sent to him some misfortune or trouble! With Christianity the concept is totally overturned, so that anyone can become blessed in faith in Christ; so in the Gospel of Luke Mary is called blessed by her faith and only subordinately for her motherhood.
[“Joys” intese come beatitudine divina: il concetto è antico, un tempo si credeva che solo gli dei potessero essere pienamente e totalmente felici, così l’uomo non era degno di beatitudine e gli antichi dei quando vedevano un mortale “troppo” felice gli mandavano qualche disgrazia o affanno! Con il Cristianesimo il concetto viene totalmente ribaltato, perchè chiunque può diventare beato nella fede in Cristo; così nel Vangelo di Luca Maria viene chiamata beata per la sua fede e solo subordinatamente per la sua maternità.]

THE SEVEN SORROWS OF MARY
[I SETTE DOLORI DI MARIA]

Parallel to the five joys, always in the Middle Ages, starting from the eleventh century, we also celebrate the five sorrows of Mary (Mary of Sorrows), depicted by five swords that pierce her heart; in the fourteenth century the cult of Our Lady of Sorrows was celebrated during Easter Holy Week and only in the seventeenth century was “institutionalized” on September 15th.
[Parallelamente alle cinque gioie sempre nel medioevo a partire dal XI secolo si celebrano anche i cinque dolori di Maria vista come Maria Addolorata, pene raffigurate da cinque spade che le trafiggono il cuore; nel trecento il culto dell’Addolorata viene celebrato nella Settimana Santa di Pasqua e solo nel seicento viene “istituzionalizzato” il 15 settembre nella Festa dell’addolorata.]

The seven sorrows of Mary are traditionally: 1) the prophecy of Simeon on the mission of Jesus 2) the flight into Egypt 3) the loss of Jesus in the Temple 4) the meeting of Mary and Jesus carrying the cross 5) Mary at the feet of the crucifixion 6) Mary who takes Jesus dead in her arms (sublimated by Michelangelo in the Pietà) 7) ​​Mary who sees Jesus locked in the sepulcher
[I sette dolori di Maria sono tradizionalmente:
1) la profezia di Simeone sulla missione di Gesù
2) la fuga in Egitto
3) la perdita di Gesù nel Tempio
4) l’incontro di Maria e Gesù che porta la croce
5) Maria ai piedi della crocefissione
6) Maria che prende Gesù morto tra le braccia (sublimata da Michelangelo nella Pietà)
7) Maria che vede Gesù chiuso nel sepolcro]

The Seven Rejoices of Mary

The text, also present in many variations, is not uniquely combined with a single melody, the most used is however that of Richard Terry in “Two Hundred Folk Carols” (London 1933) although the English Churches prefer the variant published in Christmas Carols New and Old (London 1871)
[Il testo, peraltro presente in molte varianti, non è abbinato univocamente ad una sola melodia, la più utilizzata è tuttavia quella di Richard Terry in “Two Hundred Folk Carols” (Londra 1933) sebbene le Chiese inglesi preferiscano la variante pubblicata in Christmas Carols New and Old (Londra 1871)]

English tune
Richard TerryTwo Hundred Folk Carolssee

Great Big Sea


I
The first good joy that Mary had
It was the joy of one
To see her own son Jesus Christ
When He was first of son
When He was first of son,
good man
And blessed may he be
CHORUS:
Oh, oh, Father, Son, and Holy Ghost
For all eternity
Oh, oh, Father, Son, and Holy Ghost
For all eternity
II
The next good joy that Mary had
It was the joy of two
To see her own son Jesus Christ
When he was to sent school
III
The next good joy that Mary had
It was the joy of three
To see her own son Jesus Christ
To make the blind to see
IV
The next good joy that Mary had
It was the joy of four
To see her own son Jesus Christ
To read the bible lore
V
The next good joy that Mary had
It was the joy of five
To see her own son Jesus Christ
To bring the dead alive
VI
The next good joy that Mary had
It was the joy of six
To see her own son Jesus Christ
Upon the crucifix
VII
The last good joy that Mary had
It was the joy of seven
To see her own son Jesus Christ
To wear the crown of Heaven
Traduzione italiano Cattia Salto
I
La prima buona gioia che Maria ebbe
fu la gioia numero uno.
di vedere suo figlio Gesù Bambino
quando era neonato,
quando era neonato;
brav’uomo
che sia benedetto.
CORO:
Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
II
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero due.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
quando fu mandato a scuola.
III
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero tre.
Vedere suo figlio Gesù Cristo
che ridava la vista ai ciechi.
IV
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero quattro.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
leggere la Bibbia,
V
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero cinque.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
riportare in vita il morto.
VI
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sei.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
crocefisso;
VII
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sette.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
portare la corona del cielo.

DIVES AND LAZARUS Tune (see)
Will Fly

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008


I
The first good joy that Mary had
It was the joy of one
The first rejoice that Mary had
Was to see her newborn son
To see her newborn son,
CHORUS
good man
And blessed may he be
Sing Father, Son and Holy Ghost
To all eternity
II
The next good joy that Mary had
It was the joy of two
To see her son Jesus
Make the lame to go
III
The next rejoice that Mary had
It was the joy of three
To see her own son Jesus
To make the blind to see
IV
The next good joy our lady had
It was the joy of four
It was the rejoice of her dear son
When he read the Bible o’er
V
The next good joy that Mary had
It was the joy of five
To see her own son Jesus
To make the dead alive
VI
The next rejoice our lady had
It was the rejoice of six
To see her own son Jesus
To bear the crucifix
VII
The next good joy that Mary had
It was the joy of seven
To see her own son Jesus
To wear the crown of heaven
VIII
And glory may he be
And blessed now be she
And those who sing the seven long verses in honor of our lady
Traduzione italiano Cattia Salto
I
La prima gioia di Maria
fu la gioia numero uno.
La prima gioia di Maria
fu di vedere suo figlio neonato.
Vedere suo figlio neonato,
CORO:
brav’uomo,
che sia benedetto.
Canta Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
II
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero due.
Vedere suo figlio Gesù,
far camminare gli zoppi.
III
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero tre.
Vedere suo figlio Gesù,
che ridava la vista ai ciechi.
IV
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero quattro.
fu la gioia del suo caro figlio,
quando lesse la Bibbia.
V
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero cinque.
Vedere suo figlio Gesù,
ridare la vita al morto.
VI
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sei.
Vedere suo figlio Gesù,
portare la croce
VII
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sette.
Vedere suo figlio Gesù,
portare la corona del cielo.
VIII
E sia gloria a Lui,
e benedetto ora sia Lei.
e quelli che cantano i sette lunghi versi, in onore della Madonna.

Anonymous 4
another more ancient tune [in una seconda melodia di sapore più antico]


I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one:
it was the rejoice of Her dear Son
when He was born young.
CHORUS
Glory may he be,
and blessed now is she,
and those who sing the seven long verses
in honour of our Lady.

II
The second rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of two:
It was the rejoice of Her dear Son
when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of three,
it was the rejoice of Her dear Son
when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of four:
it was the rejoice of Her dear Son
when He read the Bible o’ er.
V
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of five:
it was the rejoice of Her dear Son
when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of six:
It was the rejoice of Her dear Son
when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of seven:
it was the rejoice of Her dear Son
when He opened the gates of heaven
Sing alleluia,
the heavens are true,
Traduzione italiano Cattia Salto
I
La prima beatitudine di Maria
fu la gioia numero uno:
fu la gioia del suo caro figlio
quando nacque.
CORO:
Che sia egli benedetto
e anche lei benedetta
e coloro che cantano i sette lunghi versi,
in onore della Madonna.

II
La seconda beatitudine di Maria
fu la gioia numero due.
fu la gioia del suo caro figlio,
quando fu mandato a scuola.
III
La terza beatitudine di Maria
fu la gioia numero tre.
fu la gioia del suo caro figlio,
che ridava la vista ai ciechi.
IV
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero quattro.
fu la gioia del suo caro figlio
quando lesse la Bibbia.
V
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero cinque.
fu la gioia del suo caro figlio
che ridava la vita al morto.
VI
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero sei.
fu la gioia del suo caro figlio
mentre portava il crocefisso.
VII
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero sette.
fu la gioia del suo caro figlio
mentre apriva i cancelli del paradiso
Cantate alleluia
il paradiso esiste

SEACHT SUÁILCÍ NA MAIGHDINE MUIRE (irish gaelic)

“The seven consolations of the Virgin Mary” with a rather different text reported in “Traditional Songs of the North of Ireland” (Derek Bell & Liam Ó Conchubhair, Dublin: Wolfhound Press, 1999), collected by the popular tradition by Liam Ó Conchubhair ( Rann na Feirste, Donegal) while that of Aoife Ní Fhearraigh is the Irish translation of Anonymus 4).
[“The seven consolations of the Virgin Mary” con un testo piuttosto diverso riportato in “Traditional Songs of the North of Ireland” (Derek Bell & Liam Ó Conchubhair, Dublino: Wolfhound Press, 1999), raccolta dalla tradizione popolare da Liam Ó Conchubhair (Rann na Feirste, Donegal) mentre quello di Aoife Ní Fhearraigh è la traduzione in irlandese della versione di Anonymus 4]
Aoife Ní Fhearraigh



 “The enumeration of the seven joys of Mary has the magical effect of a litany. This type of religious song was once widespread in Donegal. Antaine Ó Dochartaigh [of Cruit, near Dungloe] had a version from his mother and another version existed in Ranafast. Women were the chief bearers of this particular song tradition which was mostly associated with Lent.”
[Nelle note di copertina si legge: L’enumerazione delle sette gioie di Maria ha l’effetto magico di una litania. Un tempo questo tipo di canzone religiosa era molto diffuso nel Donegal. Antaine Ó Dochartaigh [di Cruit, vicino a Dungloe] aveva una versione di sua madre e un’altra versione si trova a Ranafast. Le donne erano i principali portatori di questa particolare tradizione musicale, che era per lo più associata alla quaresima.]

I
An chéad suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go bhfuair sí a haon mhac beo.
II
An dara suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go deachaidh sé a léamh na leabhar.
III
An triú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug uirthi bláth na n-ord.
IV
An ceathrú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gurbh é fhéin an Slánaitheoir.
V
An cúigiú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go ndearna sé na mairbh beo.
VI
An séú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug sé fíon le hól.
VII
An seachtú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go dtabharfadh sé í suas ar neamh.

Noirin Ni Riain has released three versions: the first entirely in Irish (from Vox de Nube 2010), the second in English with the monks of the Glenstal Abbey (from The Darkest Midnight). and a third version in Seinn Aililiu 2011
[Noirin Ni Riain ha rilasciato tre versioni: la prima interamente in irlandese (da Vox de Nube 2010), la seconda in inglese con i monaci della Abbazia di Glenstal (da The Darkest Midnight). e una terza versione in Seinn Aililiu 2011]
(Vox de Nube 2010)

[Luinneog]
alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.
alleluia, alleluia,
alleluia, alleluia, alleluia.
I
An chéad suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go bhfuair sí a haon mhac beo.
II
An dara suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go deachaidh sé a léamh na leabhar.
III
An triú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug uirthi bláth na n-ord.
IV
An ceathrú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gurbh é fhéin an Slánaitheoir.
V
An cúigiú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go ndearna sé na mairbh beo.
VI
An séú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug sé fíon le hól.
VII
An seachtú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go dtabharfadh sé í suas ar neamh.
FIRST CHORUS
Seinn alleluia, seinn alleluia,
Seinn alliliú, seinn alliliú,
Seinn alleluia.
I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one,
It was the rejoice of Her dear Son when
He was born young
SECOND CHORUS
Glory may he be, and blessed now is she,
and those who sing the seven long verses
in honour of our Lady.
II
The second rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of two,
It was the rejoice of Her dear Son
when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of three,
It was the rejoice of Her dear Son
when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of four,
It was the rejoice of Her dear Son
when He read the Bible oer.
V
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of five,
It was the rejoice of Her dear Son
when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of six,
It was the rejoice of Her dear Son
when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of seven,
It was the rejoice of Her dear Son
when He opened the gates of heaven

LINK
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54434
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2351 http://www.lib.rochester.edu/camelot/teams/joys72.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/seven_joys_of_mary-niles.htm http://mainlynorfolk.info/wyndham-read/songs/thesevenjoysofmary.html

CHERRY TREE CAROL

dodo_ceraUna leggenda popolare, trasformata in carola di Natale, derivata forse dai Vangeli apocrifi, racconta di Giuseppe e Maria, novelli sposi, mentre passeggiano in giardino; ma Maria è già gravida (anche se non si nota ancora) e ha voglia di ciliegie (è noto che le donne incinte bramano il cibo rosso) e chiede a Giuseppe di prendergliene qualcuna; Giuseppe, sapendo di non essere lui il padre del nascituro (stranamente secondo i Vangeli i due non ebbero mai rapporti sessuali..), risentito della presunta infedeltà di Maria, risponde in malo modo:”Falle raccogliere al padre del tuo bambino”. E fu così che accadde il miracolo: il ciliegio abbassa i suoi rami per permettere a Maria di raccogliere i suoi frutti!

Nel Vangelo dello Pseudo Matteo i due invece che nel giardino, sono in fuga verso l’Egitto, con Gesù nato da poco, e l’albero che piega i suoi rami è una palma da dattero, ma la fantasia popolare ha voluto unire il momento in cui Giuseppe viene a conoscere della maternità divina di Maria, al simbolismo della ciliegia (che rimanda al sangue che verrà versato nella Passione di Gesù).
In alcune versioni è Gesù stesso nel grembo materno a compiere il miracolo, ordinando all’albero di piegare i suoi rami a terra, in altre è il vento divino. Oggi la carola termina qui, ma un tempo arrivava anche l’Angelo a rabbonire Giuseppe e, con un balzo temporale degno di una ballata, ecco Gesù, nato nel frattempo, che parla alla madre dicendole della sua futura morte e resurrezione.

La ballata risale al Medioevo o quantomeno era già cantata agli inizi del Quattrocento per la Festa del Corpus Domini nei Coventry Mysteries ed è stata collezionata nelle Child Ballads al numero 54, le apparenti incongruità temporali possono essere conseguenza dell’accorpamento in un’unica ballata di tre canti distinti: “Joseph and Mary” o “Joseph Was An Old Man”, “Joseph and the Angel” o “As Joseph Was A Walking”, “Mary’s Question” o “Then Mary Took Her Young Son”.
Le versioni sono tante e anche le melodie (se ne contano almeno quattro) diffuse sia in Inghilterra che in America in particolare sui Monti Appalachi. Per ogni confronto e documentazione si rimanda all’ottima pagina in “The Hymns and Carols of Christmas” (vedi)

THE CHERRY TREE

La popolarità della carol natalizia è documentata dalle numerose versioni date in stampa nell’Ottocento ed è stata diffusa da Joan Baez negli anni del Folk Revival Americano.

ASCOLTA Pentangle in Solomon’s Seal (1972). Delicato arrangiamento strumentale con fioriture rinascimentali delle chitarre (e stiamo parlando di John Renbourn e Bert Jansch) sulla voce cristallina di Jacqui Mcshee

W. Sandys, Christmas Carols, 1833
I
Joseph and Mary walked through
an orchad green(1)
They saw berries and saw cherries fair to be seen
As Joseph and Mary walked
in the wood
They saw berries and berries
red as any blood
II
Oh then bespoke Mary
so meek and so mild
“Pluck me one cherry(2)
for I am with child”
Oh then bespoke Joseph
with words unkind
“Let him pluck thee a cherry
that brought thee with child”
III
Oh then bespoke the babe
within his mother’s womb
“Bow down your tall tree
and give my mother some”
Then bowed down the cherry tree
to his mother’s hand
Then she cried see Joseph
I have cherries at command
IV
Then Mary plucked a cherry
as red as the blood
She went home with her heavy load
Then Mary took her babe
all on her knee
Saying “my dear son tell me
what this world will be”
V
“Oh I shall be as dead
as the stones in the wall
Oh the stones in the streets shall mourn me all
Upon Easter day uprisen I’ll be
For the sun and moon shall
both rise with me”
traduzione italiano di Musica&Memoria
I
Giuseppe e Maria camminavano
in un bel frutteto (1)
Videro bacche e videro ciliegie
belle da vedersi
Mentre Giuseppe e Maria camminavano nel bosco
Videro ciliegie e bacche
rosse come il sangue
II
Oh, poi Maria così docile e gentile
chiese un favore
Prendimi una ciliegia (2)
perché ho un bambino

Oh, -rispose Giuseppe
con parole scortesi-
fa raccogliere una ciliegia a colui
che ti portò il bambino

III
Oh, allora chiese il bimbo
nel grembo della madre
Prostrati, tu grande albero,
e danne un po’ a mia madre

Allora il ciliegio si prostrò
fino alla mano di sua madre
Allora lei gridò: “vedi Giuseppe
ho ciliegie a comando

IV
Poi Maria prese una ciliegia
rossa come il sangue
rientrò a casa col suo carico pesante
e si portò il bambino
alle ginocchia
dicendo: “Mio caro figlio,
dimmi che ne sarà del mondo?

V
Oh, sarò morto
come le pietre del muro!

Oh, tutte le pietre della strada
piangeranno la mia morte.

Il giorno di Pasqua resusciterò
perché il sole e la luna
si leveranno con me”

ASCOLTA Sting in “If On a Winter’s Night“, 2009, la melodia è quella più conosciuta, proveniente dai Monti Appalachi. L’interpretazione di Sting è quasi un gospel


I
When Joseph was an old man,
an old man was he
He courted Virgin Mary,
the Queen of Galilee(3)
He courted Virgin Mary,
the Queen of Galilee.
II
When Joseph and Mary
were walking one day
Here is apples and cherries
so fair to behold
Here is apples and cherries
so fair to behold
III
Then Mary spoke to Joseph
so meek and so mild
’Joseph, gather me some cherries(2) for I am with Child’
’Oh, Joseph, gather me some cherries for I am with Child’.
IV
Then Joseph flew in anger,
in anger he flew
’Let the father of the baby gather cherries for you’
’Let the father of the baby gather cherries for you’
V
The cherry tree bowed low down, bowed low down to the ground
And Mary gathered cherries
while Joseph stood around
And Mary gathered cherries
while Joseph stood around.
VI
Then Joseph took Mary
all on his right knee
Crying, “Lord, have mercy
for what I have done”
Crying, “Lord, have mercy
for what I have done”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Quando Giuseppe era un vecchio,
un vecchio era,
corteggiò la Vergine Maria,
Regina della Galilea. (3)
corteggiò la Vergine Maria,
Regina della Galilea.
II
Mentre Giuseppe e Maria
erano a passeggio un giorno,
c’erano mele e ciliegie,
così belle da vedere
c’erano mele e ciliegie,
così belle da vedere
III
Allora Maria così dolce e cara
disse a Giuseppe
“Giuseppe, mi raccogli delle ciliegie? Perché io aspetto un bambino”.
“Giuseppe, mi raccogli delle ciliegie? Perché io aspetto un bambino”.
IV
Così Giuseppe si adirò
si adirò:
“Che sia il padre del bambino a raccogliere le ciliegie per te”.
“Che sia il padre del bambino a raccogliere le ciliegie per te”.
V
Il ciliegio si prostrò
si prostrò fino a terra
e Maria raccolse le ciliege mentre Giuseppe stava seduto.
e Maria raccolse le ciliege mentre Giuseppe stava seduto.
VI
Allora Giuseppe prese
sulle ginocchia Maria
lamentandosi “Oh, cosa ho fatto, Signore!? Abbi pietà di me”
lamentandosi “Oh, cosa ho fatto, Signore!? Abbi pietà di me”

ASCOLTA Anonymous 4 in The Cherry Tree 2010 (il testo cantato è diverso da quello inserito nel book dei testi trovato nel sito del gruppo vedi) la melodia deriva da un arrangiamento di un innario del Kentucky del 1917. Le pura voce di Marsha Genesky è accompagnata all’arpa gotica da Andrew Lawrence-King


ASCOLTA
Forest Mountain Hymnal
in Christmas Hymnal 2011

ASCOLTA Arborea in Fortress of the Sun 2013. Altra voce delicata, morbida come la seta, lieve come la neve, quella di Shanti Curran

ASCOLTA Mark Lanegan sulle note di chitarra elettrica e basso


I
Joseph was an old man,
an old man was he,
When he married Virgin Mary,
the Queen of Galilee(3).
As Mary and Joseph
were walking one day,
To an orchard of cherry trees(1),
they happened to stray
Mary said to Joseph
so meek and so mild:
II
“Pick me some cherries(2), Joseph,
for I am with child.
Joseph flew in angry, so angry flew he:
“Let the father of the baby
gather cherries for thee”.
Then up spoke Lord Jesus
from in his mother’s womb
“Bow low down, cherry tree,
low down, to the ground.”
The cherry tree bowed low down, bowed down to the ground,
III
And Mary gathered cherries
while Joseph stood around.
Joseph he kneeled down
and a question gave he,
“Come tell me, pretty baby, when your birthday shall be.”
“On the fifth day of January(4)
my birthday shall be,
and the stars in the heaven shall all bow down to me.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Quando Giuseppe era un vecchio.
un vecchio era
sposò la Vergine Maria,
Regina della Galilea. (3)
Mentre Giuseppe e Maria camminavano un giorno
in un frutteto(1) di ciliegi,
si smarrirono.
Maria dolce e cara
disse a Giuseppe
II
“Giuseppe, mi raccogli delle ciliegie (2)? Perché io aspetto un bambino”.
Così Giuseppe in collera così si adirò:
“Che sia il padre del bambino
a raccogliere le ciliegie per te”.
Allora forte parlò il Signore Gesù
dal grembo della madre
“Prostrati, ciliegio,
prostrati fino a terra”
Il ciliegio si prostrò fino a terra,
si prostrò fino a terra
III
E Maria raccolse le ciliege
mentre Giuseppe stava lì attorno.
Giuseppe si inginocchio
e così lo interrogò
“Dimmi piccolino, quando sarà il tuo compleanno? ”
“Il mio compleanno sarà
il 5 di gennaio (4)
e le stelle in cielo si inchineranno davanti a me”

NOTE
1) il parallelismo con l’Eden, ovvero il Paradiso in terra contrappone Eva a Maria entrambe si cibano del frutto.. ma la prima per la dannazione la seconda per la redenzione
2) Nell’alimentazione romana, e non solo, le ciliegie rimasero a lungo un cibo di lusso. Esse venivano normalmente consumate fresche, ma potevano anche essere essiccate al sole e riposte in barili, come si faceva con le olive. Nel Medioevo, soprattutto nel periodo delle invasioni barbariche, la coltivazione del ciliegio attraversò un periodo di grave crisi, conservandosi in pratica solo nei giardini dei monasteri e nelle corti fortificate. La diffusione europea delle migliori cultivar fu particolarmente attiva durante il periodo rinascimentale, quando ceraseti specializzati furono piantati in gran parte dell’Europa. Nel 17° e 18° secolo il ciliegio fu introdotto anche nel Nord America, rispettivamente nelle colonie orientali e in quelle occidentali. Attualmente il ciliegio è coltivato in Europa, Asia, America e Australia; l’Italia è uno dei maggiori produttori mondiali. (tratto da vedi)
3) si dice Maria fosse della stirpe di Davide re della Giudea (poco meno di mille anni prima di Cristo)
4) raramente si trovano date della Nascita di Gesù, leggiamo nelle note di Cecil Sharp “The references to the birthday do not appear in the English texts. It is of interest that the date is given in the texts B and C as ‘the fifth day of January’, which according to ‘Old Style’ reckoning was the date of Christmas Day between the years 1752 and 1799. In 1751, when a change in the calendar had become expedient, eleven days were dropped out between September 2nd and 14th, 1752, thus making January 4th the date of Old Christmas Day. In 1800, another day was taken from the calendar, and in 1900 still another, so that Old Christmas Day now falls on January 7th. In Miss McGill’s version [Folk Songs of the Kentucky Mountains] the date is given as the 6th of January”.

ASCOLTA Angelo Branduardi, Il Ciliegio in “La pulce d’acqua” 1997. Branduardi rivisita la ballata dal punto di vista di Giuseppe che, consapevole della sua vecchiaia, accoglie Maria, tenero fiore, giovane e fresca, come la sua ultima gioia. Eppure si sente ferito quando Maria gli rivela la sua gravidanza, ma Maria non ha nulla da farsi perdonare e così si compie il miracolo.

I
Già ero vecchio e stanco
per prenderla con me,
ma il vecchio giardiniere(5)
rinunciare come può
all’ultimo suo fiore,
se l’inverno viene già.
II
Già ero vecchio e stanco,
ma la volli per me
e il sorriso della gente
di nascosto accompagnò
il mio andare verso casa
e l’inverno viene già…
III
Lei era la più bella
che avessi visto mai:
sorrideva fra le ciglia
e il mio cuore riscaldava,
era l’ultimo mio fiore
e l’inverno viene già..,
IV
Poi anche il mio ciliegio
a suo tempo maturò;
lei venne un mattino
a chiedermene i frutti.
“Devo avere quelle ciliegie
perche presto un figlio avrò”.
V
Io guardavo le sue guance:
più bella era che mai.
e sentivo dentro me
già crescere la rabbia:
“Chiedi al padre di tuo figlio di raccoglierle per te”.
VI
Sorridendo come sempre,
le spalle mi voltò
e la vidi in mezzo ai prato
verso l’albero guardare:
era l’ultimo mio fiore
e l’inverno viene già.
VII
Fu il ramo suo più alto
che il ciliegio chinò
ed il padre di suo figlio
così l’accontentò.
ed il padre di suo figlio
così l’accontentò.
VIII
Già ero vecchio e stanco
per prenderla con me,
ma il vecchio giardiniere
rinunciare come può
all’ultimo suo fiore,
se l’inverno viene già.

NOTE
5) ovviamente Giuseppe non è un giardiniere ma si tratta di una metafora

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-CherryTree.html
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/thecherrytreecarol.html
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/cherry_tree_carol-notes.htm
http://www.issues.louisvillemusicnews.net/2013/2013September/2013SeptemberTerrabeat.php