No Roses

Pubblicato nel 1971 e accreditato come disco di “Shirley Collins & The Albion Country Band”, No Roses è uno degli album più belli della sua carriera. Il titolo sono le ultime parole della prima strofa del traditional The False Bride (“Sono andata nella foresta a raccogliere bei fiori, ma la foresta non mi darà nessuna rosa”), che Shirley Collins aveva cantato nel suo EP Heroes in Love del 1963.

Classe 1935, Shirley Collins è stata negli anni ‘60 e ‘70 una indiscussa protagonista del folk revival inglese. Un problema alle corde vocali ha provocato nel 1978 il suo ritiro dalle scene, durato fino al 2016, quando è rientrata in studio per registrare un nuovo album (“Lodestar”) salutato con grande favore di pubblico e critica. Negli anni seguenti ha inciso altri due dischi e non è detto che sia finita.

Ashley Hutchings, già fondatore dei Fairport Convention e degli Steeleye Span, (e all’epoca marito di Shirley) non solo produsse il disco ma per realizzarlo chiamò a raccolta molti musicisti appartenenti al gotha del british folk del periodo: componenti di Fairport e Steeleye, The Watersons, The Dransfields, Nic Jones e molti altri, a comporre un cast d’eccezione per interpretare una manciata di ballate tradizionali.

La maggior parte dei brani sono cantati da Shirley Collins con l’accompagnamento di alcuni dei musicisti coinvolti: i più presenti Ashley Hutchings (in otto dei nove brani), Richard Thompson e Simon Nicol (sette brani ciascuno), Roger Powell (batterista in sei brani) e Dave Bland (concertina o dulcimer in sei brani)

Ricordava Ashley Hutchings: “All’inizio non avevamo previsto di avere 26 musicisti, ma alla fine è andata così. Non c’è mai stato alcun conflitto tra i membri dei Fairport e gli altri musicisti. Erano aperti e interessati a ciò che facevano gli altri, e c’era sicuramente una bella atmosfera in studio (Sound Techniques). Il posto era pieno di gente che continuava a passare, a rimanere e a chiedere di suonare nei brani: semplicemente felici di essere lì. Nessuno sembrava sconcertato da ciò che facevano gli altri, solo un po’ perplesso forse dalla varietà di strumenti esoterici che entravano e uscivano dallo studio.”

No Roses

Raccontava Shirley a proposito del disco: “È stata la mia prima incursione nel folk-rock e suppongo che inizialmente non pensassi che la mia voce fosse adatta. Qualunque accompagnamento abbia usato, ho sempre cantato nel mio stile, con la mia voce naturale, che è un’estensione del mio parlare. Quindi sono stati gli arrangiamenti che si sovrapponevano alle canzoni a dare al disco il suo sapore folk/rock. Sono sempre stata disposta a sperimentare a patto di credere di poter mantenere intatta l’integrità della musica. Questo è fondamentale. Ho un grande amore per la musica tradizionale inglese e, insieme ad essa, un grande rispetto per quelle persone delle classi lavoratrici che hanno mantenuto vive le canzoni attraverso i secoli come unico mezzo di espressione. È stata un’impresa straordinaria, soprattutto perché molti di loro erano analfabeti. Non hanno mai ricevuto abbastanza credito o rispetto per la loro arte. Al contrario, sono stati derisi, disprezzati e in gran parte ignorati. È uno dei motivi per cui ho sempre citato le mie fonti. Confido che No Roses avesse quell’integrità, così come forza e bellezza in alcuni degli arrangiamenti e un grande senso dell’umorismo e fascino negli altri.”

https://genius.com/albums/Shirley-collins-and-the-albion-country-band/No-roses
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/records/noroses.html


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Pubblicato da Sergio Paracchini

Sergio Paracchini, ascoltatore seriale di buona musica, dagli anni ’70 innamorato del folk revival (celtico e non solo). Gestisce il gruppo Facebook “Folk rock e dintorni”.

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