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Terre Celtiche Blog

Hare spell (l’incantesimo della lepre) – Fith Fath

Hare spell è un incantesimo di occultamento ovvero la trasmutazione in lepre secondo l’antico insegnamento druidico detto “Fith Fath”. L’incantesimo è riportato e descritto nel libro “Carmina Gadelica” di Alexander Carmichael (vol II, 1900) (cf), una preziosa testimonianza di rime, preghiere, benedizioni, e canti raccolti dalla voce della gente, tra il 1860 e 1909, nelle Highlands e le isole della Scozia.

“Men and women were made invisible, or men were transformed into horses, bulls, or stags, while women were transformed into cats, hares, or hinds. These transmutations were sometimes voluntary, sometimes involuntary. The ‘fīth-fāth’ was especially serviceable to hunters, warriors, and travellers, rendering them invisible or unrecognisable to enemies and to animals.” 

FATH fith
Ni mi ort,
Le Muire na frithe,
Le Bride na brot,
Bho chire, bho ruta,
Bho mhise, bho bhoc,
Bho shionn, ‘s bho mhac-tire,
Bho chrain, ‘s bho thorc,
Bho chu, ‘s bho chat,
Bho mhaghan masaich,
Bho chu fasaich,
Bho scan foirir,
Bho bho, bho mharc,
Bho tharbh, bho earc,
Bho mhurn, bho mhac,
Bho iantaidh an adhar,
Bho shnagaidh na talmha,
Bho iasgaidh na mara,
‘S bho shiantaidh na gailbhe

“Uomini e donne venivano resi invisibili o gli uomini venivano trasformati in cavalli, tori o cervi, mentre le donne venivano mutate in gatti, lepri o cerve. Queste trasformazioni erano talvolta volontarie, talvolta no.
Il “fīth-fath” era particolarmente utile ai cacciatori, ai guerrieri ed ai viaggiatori, rendendoli invisibili o irriconoscibili ai nemici ed agli animali.”

L’incanto del cervo
farò su di te
per Danu delle Profezie
per Bride dalla Corazza,
da pecora, da ariete,
da capra, da caprone,
da volpe, da lupo,
da scrofa, da cinghiale,
da cane, da gatto,
da orso dai fianchi opimi,
da cane selvatico,
da lepre,
da mucca, da cavallo,
da toro, da giovenca,
da figlia, da figlio,
dagli uccelli dell‟aria,
dalle creature che strisciano sulla terra
dai pesci del mare
dai folletti della tempesta

[Analisi del testo e approfondimento in Fith fath song: L’incantesimo del cervo con la Fith fath di Caitlin Matthews]

La lepre mutaforma

La lepre (probabilmente il scan foirir “vigile esploratore” nel Fith Fath) è un animale particolarmente caro agli dei di tutte le latitudini della nostra Terra.

dea Unut
cartiglio egizio
dea Unut

Terri Windling in “Into the Woods” series, 43: The Folklore of Rabbits & Hares (dicembre 2014) percorre le tracce lasciate dalla Lepre nelle civiltà più antiche a cominciare dall’antico Egitto, in cui la lepre è un dio androgino associato alla luna (maschile quando crescente, femminile quando calante) o raffigurato come la dea Unut dalla testa di lepre. La controparte maschile è Osiride e quindi simbolo della rinascita.

Ostara
Ostara (1884) – Johannes Gehrts.

Nel mito greco-romano, la lepre rappresentava l’amore romantico, ma anche la lussuria. Lepri care ad Artemide, dea dei Boschi e della Caccia, conigli sacri ad Afrodite che hanno ricevuto in dono la fertilità (e come tali erano regalati alle matrone romane per augurare il parto o un dono d’amore tra innamorati). Sulle tombe greche e romane la lepre che si nutre di uva e fichi è simbolo di rinascita.
Presso i norreni Holda e Freja erano servite dalle lepri, come Eostre nella mitologia anglosassone -versione celtica di Ostara- dea-lepre della luna, della fertilità e della primavera della mitologia germanica, tutte dee dell’Alba.
La lepre era l’animale sacro anche della Dea britannica Andraste dea della guerra degli Iceni e una dea madre.

Giulio Cesare scrive che la carne di lepre è un cibo tabù per le tribù celtiche. Possiamo supporre che si trattasse di un animale totemico, tant’è che in Irlanda fino a poco tempo fa si diceva che mangiare una lepre, era come mangiare la propria nonna. Spiega la Windling:

perhaps due to the sacred connection between hares and various goddesses, warrior queens, and female faeries, or else due to the belief that old “wise women” could shape-shift into hares by moonlight

forse a causa della sacra connessione tra lepri e varie dee, regine guerriere e fate femmine, oppure a causa della convinzione che le vecchie “donne sagge” potessero trasformarsi in lepri al chiaro di luna.

Anche per i nativi americani la Grande Lepre è un mutaforma creatore, più spesso descritto come il Trickster, un termine adottato dagli studiosi dei miti e del folklore per descrivere “l’ingannatore” (vedasi ancora Terri Windling in Shaking up the World: Trickster Tales)

La lepre nei Canti popolari

hare spell
lepre sciamana

In questa puntata voglio soffermarmi sul tema della lepre nel Folklore, introducendo anche alcuni canti relativi.
Dal punto di vista sciamanico l’invocazione di un aiutante magico -nel caso in esame, di una lepre- è lo spirito ausiliario (il doppio o l’alter ego dello sciamano) il quale prende forma di lepre per volare nel regno degli spiriti e procurare la guarigione[1].
Lévra lévra ch at pàsa la févra la lévra la vóla la tórna pió sóla ed là da la lòuna la lévra la vóla
[‘Lepre lepre che ti passa la febbre la lepre vola torna più sola di là dalla luna la lepre vola’.]

[1] Da F.Benozzo, “Lepri che volano, carri miracolosi, padelle come tamburi: una tradizione etnolinguistica preistorica in area emiliana”

Hare spell
Hare Spell

Psicopompi, messaggeri della dea, le lepri vendono guardate con sospetto dal Cristianesimo e considerate come streghe in forma animale o famigli delle streghe. Così i racconti popolari narrano di cacciatori beffati dalle lepri o di donne anziane ferite mentre erano in forma di lepre.

Servitore per eccellenza delle streghe (seconda solo al gatto) la lepre ha dei comportamenti peculiari che l’hanno resa tale: agile e veloce si regge sulle zampe posteriori in un una postura quasi umana, quando ha paura lancia un grido quasi umano. Amante prolifico e orgiastico nel periodo dell’accoppiamento, può distruggere interi raccolti (e la lepre-strega rubare il latte ai contadini sottraendolo alle mucche). Sono stati avvistati dei “raduni” notturni di lepri disposte in cerchio, che si guardano silenziosamente, stando in posizione seduta sulla zampe posteriori.

hare spell
Raduno di Lepri al Crepuscolo

Incrociare una lepre all’alba era sinonimo di sfortuna e se una lepre correva per le strade di un villaggio era segno di un imminente incendio. Curiosamente però la zampa di lepre ha sempre portato fortuna (la supposizione avanzata dai più e che essendo molto veloce (e intelligente) la lepre riesce sempre a “schivare” i guai).

Hare spell

Nel 1662 in Scozia nel corso del processo per stregoneria a Isobel Gowdie viene rivelata la formula di un Fith Fath
I sall gae intil a haire,/ Wi’ sorrow and sych and meikle care;
And I sall gae in the Devillis name,/ Ay quhill I com hom againe.

Fay Hield in Hare Spell 2020

Nel post “Go into a hare” Fay Hield spiega come abbia fatto a trasformare le parole dell’incantesimo in musica, cercando delle parole di potere nella stessa scala musicale. Scrive infatti nelle note
Taken from Isobel Gowdie’s witch trial confessions of 1622 where she shares this spell to become a hare. Following the pattern of finding magic within, the melody comes out of the words, using the corresponding note name letters to build the frame of the tune.”

[in italiano Tratto dalle confessioni nel processo per stregoneria di Isobel Gowdie del 1622 in cui condivide questo incantesimo per diventare una lepre. Per costruire la cornice della melodia, con l’intento di trovare la magia nella parola, ho usato le note corrispondenti alle lettere (della scala musicale inglese) ]

I shall go into, go into a hare
With sorrow sigh and with mickle care
I shall go into, go into a hare
With sorrow sigh and with mickle care

I go to the Devil in the Devil’s name
And stay till I come home again
I go to the Devil in the Devil’s name
And stay till I come home again


I shall go into, go into a crow
With sorrow sigh and a jet black throw
I shall go into, go into a crow
With sorrow sigh and a jet black throw

I shall go into, go into a cat
With sorrow sigh and a jet black shot
I shall go into, go into a cat
With sorrow sigh and a jet black shot

in lepre entrerò
con dolore e affanno e grande tribolazione.
in lepre entrerò
con dolore e affanno e grande tribolazione.

Andrò dal Diavolo, nel nome del diavolo
finchè ritornerò un’altra volta nella mia forma
Andrò dal Diavolo, nel nome del diavolo
finchè ritornerò un’altra volta nella mia forma


in corvo entrerò
con dolore e affanno e grande tribolazione.
in corvo entrerò
con dolore e affanno e grande tribolazione.

in gatto entrerò
con dolore e affanno e grande tribolazione.
in gatto entrerò
con dolore e affanno e grande tribolazione.

triscele della lepre
triscele della lepre

La triscele della lepre

La triscele è un simbolo del divenire che giunge dal neolitico mediterraneo e lo troviamo nel nord dell’Europa e in Asia. Nella sua forma più semplice sono tre spirali, ma possono essere tre gambe (la trinacria in Sicilia e nell’isola di Man) o tre lepri.

Le tre lepri in cerchio condividono le orecchie tra di loro, disposte a formare un perfetto triangolo equilatero. Un antico indovinello tedesco (citato in Wikipedia) recita
«Tre lepri che condividono tre orecchie, eppure ognuna di loro ne ha due

Il simbolo è particolarmente diffuso nelle chiese del Devon in Inghilterra e si ritrova anche in Francia e in Germania, ma in misura minore. Il simbolo per quanto sia stato oggetto di studi e ricerche resta ancora avvolto nel mistero.

The earliest known examples of the design can be found in Buddhist cave temples in China (581-618 CE); from there it spread all along the Silk Road, through the Middle East, through Hungary and Poland to Germany, Switzerland, and the British Isles. Though now associated with the Holy Trinity in Christian iconography, the original, pre-Christian meaning of the Three Hares design has yet to be discovered, but we can glimpse possible interpretations by examining the wealth of world mythology and folklore involving rabbits and hares.
In numerous traditions, these animals were archetypal symbols of women, femininity, female deities, and women’s hedgerow magic, associated with the lunar cycle, fertility, longevity, and rebirth. If we dig a little deeper into their stories, we find that they are also contradictory, paradoxical creatures: symbols of both cleverness and foolishness, of femininity and androgyny, of cowardice and courage, of rampant sexuality and virginal purity. In some lands, Hare is the messenger of the Great Goddess, moving by moonlight between the human world and the realm of the gods; in other lands he is a god himself, wily deceiver and sacred world creator rolled into one.

[Terri Windling in “Into the Woods” series, 43: The Folklore of Rabbits & Hares]

I primi esempi conosciuti del progetto si possono trovare nei templi rupestri buddisti in Cina (581-618 dC); da lì si diffuse lungo tutta la Via della Seta, attraverso il Medio Oriente, attraverso l’Ungheria e la Polonia fino alla Germania, alla Svizzera e alle isole britanniche. Sebbene ora associato alla Santissima Trinità nell’iconografia cristiana, il significato originale e precristiano del disegno delle Tre Lepri deve ancora essere scoperto, ma possiamo intravedere possibili interpretazioni esaminando la ricchezza della mitologia mondiale e del folklore che coinvolge conigli e lepri.
In numerose tradizioni, questi animali erano simboli archetipici delle donne, della femminilità, delle divinità femminili e della magia degli intrecci femminili, associati al ciclo lunare, alla fertilità, alla longevità e alla rinascita. Se scaviamo un po ‘più a fondo nelle loro storie, scopriamo che sono anche creature contraddittorie e paradossali: simboli di intelligenza e follia, di femminilità e androginia, di codardia e coraggio, di sessualità dilagante e di purezza verginale. In alcuni paesi, la Lepre è il messaggero della Grande Dea, che si muove al chiaro di luna tra il mondo umano e il regno degli dei; in altri paesi è il dio stesso, astuto ingannatore e creatore del mondo sacro riunito in uno.

Hare spell
Hare spell: la donna-lepre fugge alla caccia degli uomini

“THE FABLED HARE”

Maddy Prior ha dedicato una suite musicale alla Lepre dal titolo “The Fabled Hare” (in italiano la favolosa lepre) mettendo in apertura proprio l’incantesimo di  Isobel Gowdie. La Prior in questa song cycle ha colto e trasformato in linguaggio poetico tutti i miti e le credenze sulla lepre. Molto significativo anche il video. Nell’ultimo pezzo I SHALL RUN AND RUN l’identificazione tra lepre e principio femminile è palese e perfetta.

Maddy Prior in Year 1993

I Sall Goe Until a Hare

I sall go until a hare(1)
Wi sorrow and sick mickle care
I sall goe in the devil’s name
An while I come home again.

Ruled By the Moon

I am ruled by the moon(2), I move under her mantle.
I am the symbol of her moods, of rebirth cycle.
I am companion to the gods,
I can conceive while I’m pregnant(3).
I call the dawn and spring in, I am the advent.
I bring life from water in a cup
that must be broken.
I whisper to the bursting egg,
I’m Aestre’s token.

Scent of Dog

Scent of dog, scent of man(4).
Closer, closer, smell them coming.
Hot breath, hot death.
Closer, closer, hard the running.
Tongues pant, hearts thump.
Closer, closer, through the fields.
Teeth snap, Bones crack.
Closer, closer, at my heels.
Nearer yet and nearer.
I can feel the poacher’s knife.
He is running for his dinner.
I am running for my life.

Winter Wakeneth

Wynter wakeneth al my care(5),
Nou this leves waxeth bare;
Ofte I sike ant mourne sare
When hit cometh in my thoht
Of this worldes joie, hou hit goth al to noht.

The Hare Said

Man sprays no weeds.
The scythe cuts, the corn bleeds.
Leverets trapped in a harvest blade.
Tis the time of man the hare said.
Here’s the tractor, here’s the plough.
And where do we go now?”
We’ll lie in forms as still as the dead.
In the open fields(6) the hare said.
No cover but the camouflage
From the winter’s wild and bitter rage.
All our defense is in our legs.
We run like the wind the hare said.

I Shall Run and Run

I’ve been cursed, I’ve been despised
As a witch with darkest powers
I sall goe until a hare
I’ve been hunted, trapped and punished
In these my darkest hours
Wi sorrow and such mickle care.

I’ve been thrown into the fire(7)
But I do not fear it
It purifies and resurrects
And I can bear it

I have outrun dogs and foxes
And I’ve dodged the tractor wheels
I’ve survived you persecution
And your ever-changing fields

I will run and run forever
Where the wild fields are mine
I sall go until a hare
I’m a symbol of endurance
Running through the mists of time
Wi sorrow and such mickle care.

in lepre entrerò

in lepre entrerò
con dolore e grande affanno
e andrò nel nome del diavolo
finchè ritornerò un’altra volta nella mia forma

Governata dalla Luna

Governata dalla Luna, mi muovo sotto il suo manto
sono il simbolo delle sue fasi, il cerchio della rinascita.
Sono la compagna degli dei,
e posso concepire mentre sono incinta
Annuncio l’alba e la Primavera, io sono l’avvento.
Porto la vita dall’acqua in una coppa
che deve essere rotta,
sussurro all’uovo che si schiude,
sono la sorpresa di Ostara.

Odore di cane

Odore di cane, odore di uomo,
più vicini, più vicini, li sento arrivare
respiro caldo, morte calda.
Più vicino, più vicino, dura la corsa
le lingue penzoloni, i cuori a martello.
Più vicino, più vicino nei campi.
I denti agguantano, le ossa si spezzano
Più vicino, più vicino alle mie calcagna
Ancora più vicino e vicino
posso sentire il coltello del bracconiere
corre per la sua cena
io corro per la mia vita.

L’inverno risveglia

L’inverno risveglia tutti i miei affanni
ora queste foglie crescono spoglie;
spesso sospiro e piango in doglie
quando penso alla gioia di questo mondo,
e come tutto finisca nel niente.

Diceva la lepre

L’uomo non innaffia le erbacce
la falce miete, il grano sanguina.
I leprotti intrappolati nella lama del raccolto.
“Questo è il tempo dell’uomo-diceva la lepre-
ecco il trattore, ecco l’aratro
e adesso dove andiamo noi?”
“Staremo immobili, come i morti.
All’aperto nei campi -la lepre diceva
non più coperte, ma camuffate
dalla furia selvaggia e accanita dell’inverno.
Tutte le nostre difese nelle gambe,
correremo come il vento” diceva la lepre.

Dovrò correre e correre

Sono stata maledetta, sono stata disprezzata
come una strega dai poteri oscuri
in lepre entrerò
sono stata cacciata, intrappolata e punita
in questi tempi più oscuri
con dolore e grande affanno


Sono stata gettata nel fuoco
ma non lo temo
purifica e rinasce
e lo posso sopportare

Ho superato cani e volpi
E ho schivato le ruote del trattore
Sono sopravvissuta alla vostra persecuzione
E ai vostri campi sempre mutevoli.

Correrò e correrò per sempre
dove i campi selvatici sono la mia dimora
in lepre entrerò
sono il simbolo della resistenza
correrò attraverso le nebbie del tempo
con dolore e grande affanno.

NOTE
1) Isobel Gowdie strega o visionaria, sicuramente depositaria di una lunga catena di conoscenze druidiche preservate nella pratica comune della “povera” gente, la gente delle campagne. Antica religione e credenze che Carmichael ha trovato ancora vivide seppure amalgamate alla religione cristiana, fino alle soglie del Novecento)
2) in questa parte la Prior racconta della lepre sacra
3) Alcuni antichi scrittori credevano che non solo i sessi nella lepre fossero interscambiabili, ma anche che i leprotti si formassero in uteri separati. Claudius Aelianus, scrittore del 3° secolo, sosteneva che la lepre aveva alcuni dei suoi piccoli formati per metà nel suo utero, alcuni in procinto di nascere ed altri già nati. Anche se questo processo sembra impossibile, si è invece oggi scoperto come questo animale sia unico nella capacità di concepire una 2° volta pur essendo già incinta. Scientificamente tutto questo viene definito come “Superfetazione”. (tratto da qui)
4) la caccia alla lepre in Gran Bretagna si svolgeva come la caccia alla volpe, però per lo più a piedi, con la razza di cani beagle selezionata e addestrata allo scopo. In Italia si è preferito piuttosto il segugio italiano.
5) una poesia in Inglese Medio sull’Inverno datata al 1310 di cui la Prior riporta la prima strofa in inglese moderno
Winter awakens all my sorrow,
now these leaves grow bare;
often I sigh and mourn sorely
when I come to think of this world’s joy,
and how it all goes to nothing.
La musica per questo brano è stata composta da Martin Edmund Kiszko che ha collaborato con Maddy Prior nella realizzazione dell’album, tuttle le altre musiche della piece sono di Maddy Prior
6) contrariamente ai conigli che scavano una tana sottoterra, la lepre vive negli ambienti aperti, nei campi agricoli tradizionali o nelle aree di pascolo e prato
7) il riferimento è alle credenze orientali della lepre che si getta sul fuoco e risorge come la fenice. si veda La Lepre nella Luna

The White Hare

Bronwen David in Moonstruck

Do you see the white hare?
Standing still for a moment
There are footprints there
Underneath the earth
The Lady is sleeping
And the Lord of the wood is waiting…

Do you see the white hare?
Standing still for a moment
There are footprints there
Underneath the earth
The Lady is stirring
And the Lord of the wood is making the table ready
And the Lord of the wood is waiting

Do you see the white hare?
Standing still for a moment
There are footprints there
Underneath the earth
The Lady is rising
Hear the Lady rising
See the Lady rising
la, la, la, la, la, la
And the Lord of the wood
And the Lord of the wood
And the Lord of the wood
is ready

Vedi la lepre bianca?
In piedi ferma per un attimo
Ci sono impronte lì
Sotto la terra
La Signora sta dormendo
E il Signore del bosco sta aspettando …

Vedi la lepre bianca?
In piedi ferma per un attimo
Ci sono impronte lì
Sotto la terra
La Signora si sta agitando
E il Signore del Bosco sta preparando la tavola
E il Signore del bosco sta aspettando

Vedi la lepre bianca?
In piedi ferma per un attimo
Ci sono impronte lì
Sotto la terra
La Signora si sta alzando
Ascolta la Signora che si alza
Vedi la Signora che si alza
la, la, la, la, la, la
E il Signore del bosco
E il Signore del bosco
E il Signore del bosco
è pronto

Il naso del cacciatore

Bowerman’s Nose, Dartmoor, Devon

Una famosa storia di Dartmoor, narra di un cacciatore assai popolare che viveva da quelle parti con la sua muta di cani, sempre pronto a inseguire lepri.

Non aveva paura di andare a caccia nelle ore della sera, anche se i boschi e certe vallette si dicevano luoghi di raduno delle streghe. Una sera d’autunno, proprio mentre inseguiva una lepre, si abbattè su di una congrega di streghe facendole molto arrabbiare.

Una di loro, dal nome Levera, decise di vendicarsi dell’uomo. Si trasformò in lepre e guidò Bowerman in una caccia forsennata per la brughiera e le colline. Infine quando cacciatore e cani erano rimasti quasi senza forze, li condusse in una trappola, proprio in mezzo alla congrega delle streghe, che li trasformarono in tanti mucchi di pietre (per alcuni si tratta della località detta Bowerman’s Nose, secondo altri dell’Hound Tor)

THE WHITE HARE OF OLDHAM/HOWDEN

Nelle canzoni popolari troviamo diverse canti sulla caccia alla lepre, in cui l’animale riesce a sfuggire all’inseguimento della muta di cani (con agilità e astuzia).
Percy Grainger registrò  Joseph Taylor di Brigg, Lincolnshire,nel 1906 mentre cantava The White Hare of Oldham, una versione simile si è tramandata nella famiglia dei Watersons.

The Watersons in The Watersons 1966
Jack Sharp  2020

In Howden town, in Howden town,
as I have heard them tell
Oh once there was a white hare uséd there to dwell
She’s been hunted by the greyhounds
and the beagle dogs(1) so fair
But there’s never one amongst them
can come up(2) to this white hare
Chorus
For she’s faster than the black
and she’s bonnier than the brown
And there’s not a dog in England
as’ll ever bring her down


Oh and when they came unto the place
where this white hare did lie
The beagles they uncoupled
and they began to try
And then all the crafty greyhounds
they beat the bush around
But there never was a white hare
in that field to be found

“Oh -says Jimmy the bold huntsman
then to Tom the whipper-in-
Go look in yonder fernside
to see if she lies in”
Well with that she gave a jump boys
fast away she ran
And it’s yonder that she’s going
just as fast as e’er she can

Oh both horse and foot they did them
unto the place draw nigh
Thinking that the white hare was going for to die
But she slipped out of the bush boys
over Howden Hill
And the beagles and the greyhounds
they was one short in the kill

Nella città di Howden, nella città di Howden
ho sentito raccontare che una volta
c’era una lepre bianca che era solita vivere là
E’ stata cacciata dai levrieri
e dai bracchetti così graziosi
Ma non ce n’era uno tra di loro
che stava al passo di questa lepre bianca
Coro
Perchè era più veloce di quello nero
e più bella di quello marrone
e non c’era un cane in tutta l’Inghilterra
che l’avrebbe catturata


E quando arrivarono nel posto
dove dormiva la lepre bianca
i bracchetti si separarono
e iniziarono a cercare
e poi gli astuti levrieri
setacciavano i cespugli intorno
ma la lepre bianca non fu mai
trovata in quel campo.

“Oh -dice Jimmy il coraggioso cacciatore
a Tom il battitore-
vai a guardare laggiù nel campo di felci
per vedere se si trova lì”
allora [la lepre] diede un gran balzo, raga
e veloce via scappò
ed è laggiù che sta andando
proprio più veloce che può

Sia a cavallo che appiedati
si avvicinano in quel posto
pensando che la lepre bianca fosse moribonda
ma lei sbucò fuori dalla boscaglia, ragazzi
sulla collina di Howden
e i bracchetti e i levrieri
mancarono l’uccisione

Note
1) l’antico metodo inglese di caccia alla lepre senza l’uso di fucili, con l’ausilio di 10/15 coppie di cani, seguendo la caccia a piedi.
2) L’unico cane che aveva qualche speranza di catturare la lepre in corsa era il levriero, originale dell’Asia minore e dell’Egitto, che cacciava unicamente a vista e in spazi aperti. 

Scultura di “donna lepre” – Sophie Ryder

Seth Lakeman in “The White Hare” in Freedpom Fields 2006 rielabora la leggenda locale del Dartmoor e mette in guardia su una lepre bianca che è in realtà una donna-lepre.

qui la versione acustica
versione video

I heard her in the valley,
I heard her in the dead of night
The warning of a white hare
Her eyes burning bright.
Careful you don’t catch her
Or give her right of way.
For she will look upon you
Steal your soul away.
Chorus
For the white hare is calling
She’s dancing in the night
And she’ll be out ‘til the morning light

With her eyes burning bright
the white hare is calling

Out upon the heather
A shadow came onto me
Her hair was hanging over
Her face I could not see.
She ran behind the rocks
I heard the hounds cry
The image of a woman
Her head she held up high.

L’ho sentita nella valle
l’ho sentita nel cuore della notte
il richiamo di una lepre bianca
dagli occhi di bragia.
Attento a non catturarla
e dalle il passo.
Perchè lei ti guarderà
e ti ruberà l’anima.

Perchè la lepre bianca chiama
e danza nella notte
e starà fuori fino alle luci dell’alba,
con gli occhi di bragia,
la lepre bianca chiama.


Fuori nella brughiera
un’ombra mi si avvicinò,
i capelli sparsi
non riuscivo a vederla in volto.
Corse dietro alle rocce,
sentivo i segugi abbaiare,
l’immagine di una donna
la sua testa sollevò in alto.

Masche e Lepri

In Piemonte la strega prende nome di masca e non manca mai qualche storia che le riguarda nei racconti dei vecchi. Spiritelli, om servaj, preti che praticavano la fisica (cioè la magia) e masche sono gli ingredienti di tutti i racconti che nonni, mamma e zie mi raccontavano da bambina. Fabrizio Borgio nel suo post Le Masche e l’inquietante folklore piemontese mette bene in evidenza la doppia natura delle masche

Questa doppia natura, a detta di diversi studiosi, sarebbe il segno rivelatore della sua natura più ancestrale. Una figura ereditata dalle sovrapposizioni celtiche che hanno interessato il nord Italia verso IV-III secolo dopo Cristo. Corrispettivo femminile dei druidi, probabilmente dedite a una forma di sciamanesimo. Le masche, appaiono così come le ultime vestigia di un paganesimo che la storica regione ai Piè dei monti ha mantenuto, nonostante la cristianizzazione,  a tratti forzata, che ha subito.” [Fabrizio Borgio]

E anche noi come la Scozia abbiamo la nostra masca famosa processata dall’inquisizione, Giovanna De Monduro, “La Strega di Miagliano” che fu bruciata nell’estate del 1471.

La Lepre nella luna

Nella favola di Esopo la lepre è l’antagonista della lumaca da cui si evincono due massime: “chi va piano va sano e va lontano”, ma anche “chi si ferma è perduto”. La lepre che corre a perdifiato e si ferma sotto ad un albero per concedersi un sonnellino – già sicura della vittoria- e la tartaruga che pian pianino, ma con costanza e determinazione arriva al traguardo e vince. Oggi più che mai la riscoperta del “vivere con lentezza” per seguire i ritmi naturali (e il corollario dello slow-food) in controtendenza all’eterna lotta della vita che premia il più veloce , il più tecnologico, il più progredito (e chi rallenta è perduto).

Dall’oriente invece due favole che fanno riflettere sul significato dell’amicizia e del sacrificio (e spiegano il motivo dell’immagine di una lepre sulla luna). Nel folklore cinese le lepri concepiscono bagnandosi nella luce della luna o leccando la luce della luna dal pelo del maschio e la Lepre bianca (il potere femminile dello Yin) è il simbolo della longevità e fertilità.

Angelo Branduardi “La pulce d’acqua” 1977

Sebbene si citi il maestro Ryokan come autore della poesia, la versione italiana di Branduardi (ovvero della moglie Luisa Zappa) è diversa.

Il libro “Poesie di Ryōkan, monaco dello Zen“, a cura di Luigi Soletta, Milano, La Vita Felice è uscito nel 1994 e la poesia racconta di di tre amici, lepre, volpe e scimmia e di un vecchio, (il re del Cielo) che chiede un po’ di cibo agli animali, ma ..
Nella versione del monaco la lepre, dispiaciuta di non riuscire a raccogliere altro che l’erba di cui si nutre (mentre la scimmia porta della frutta e la volpe un bel pesce catturato nel ruscello) chiede ai suoi due amici di preparare un bel fuocherello e ci si getta dentro offrendosi come cibo per il vecchio affamato.

Angelo Branduardi: La Lepre nella Luna

Viveva già molto tempo fa, la lepre con la volpe e la scimmia…Non ricordo chi ne raccontò la storia, molti anni fa.
Per tutto il giorno giocavano felici su per colline e giù per i prati e a sera si stringevano vicini, per affrontare il buio della notte.
Chissà chi me lo raccontò…
Veniva per la stessa via un vecchio che a sé li chiamò: “Chi di voi tre mi aiuterà sarà da me premiato”.
Volpe e scimmia si diedero da fare, mentre la lepre continuava a giocare: correva per i prati spensierata e dai suoi stessi amici fu tradita.
Chissà chi me lo raccontò…
Davanti al cibo che gli fu servito il vecchio certo pensò: “Povera lepre ti han tradita gli amici che tu amavi”. Volpe e scimmia si guardarono stupite mentre la lepre col vecchio se ne andava; da allora sempre gioca spensierata là in alto, nel palazzo della luna.
Viveva già, ma è tempo fa…la lepre con la volpe e la scimmia. Non ricordo chi mi raccontò la storia, molti anni fa di come la lepre un giorno li lasciò e nella luna a vivere se ne andò: correva per i prati spensierata e dai suoi stessi amici fu tradita.Chissà chi me lo raccontò…

“Tutti  e tre, da buoni amici, avete agito bene. Ma la lepre mi ha commosso.” Ripresa la forma di Re del Cielo, raccolse dal fuoco i resti della lepre e li depose nel Tempio della Luna. Questa è la storia della lepre sulla luna, tramandata fino ad oggi. Quando la sento, la mia veste si bagna di lacrime. [Daigū Ryōkan]

Il Lébérou bretone

Questa ricerca è partita dall’ascolto del disco di dell’arpista Lina Bellard Toutes les filles s’appellent Jeanne che inizia dalla storia di Lébérou (la grande lepre) una creatura mutaforma del Périgord, una bestia mitologica che è donna (o uomo) di giorno e bestia di notte. La sua condizione di meta-uomo è dovuta ad una maledizione, e per espiare una colpa non ben precisata, deve spostarsi incessantemente in sette parrocchie passando sotto i sette diversi campanili. La caratteristica che rende inquietante il Lébérou è il fatto che possa aggrapparsi alle spalle dell’incauto passante, il quale non riuscirà in nessun modo a scrollarsi la bestia di dosso. Lo sfortunato nottambulo sarà costretto a compiere per intero tutto il percorso delle sette parrocchie con l’ansia di veder spuntare l’alba troppo presto, prima che sia passato sotto al settimo campanile. Allora la maledizione colpirà anche lui e si trasformerà notte stante in un Lébérou.

LINK
https://spookyscotland.net/isobel-gowdie/
https://www.terriwindling.com/blog/2014/12/the-folklore-of-rabbits-hares.html
https://www.terriwindling.com/blog/2015/10/mythic-hares.html
https://www.terriwindling.com/blog/2015/08/devon-folklore.html
https://loasiditammuz.altervista.org/animali-nella-storia-e-nella-letteratura-seconda-parte/
https://www.dartmoor.gov.uk/learning/dartmoor-legends/the-legend-of-bowermans-nose
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thefabledhare.html
https://mainlynorfolk.info/joseph.taylor/songs/thewhitehare.html
https://interestingliterature.com/2016/12/a-short-analysis-of-wynter-wakeneth-al-my-care/
https://fayhield.com/blog/hares
https://simbologiadellaruota.wordpress.com/2017/12/02/12_simboli-del-divenire/
http://www.continuitas.org/texts/benozzo_lepri.pdf
http://www.sacred-texts.com/neu/celt/cg2/cg2014.htm
https://terreceltiche.altervista.org/the-beltane-chase-song-fith-fath-song/
http://www.mastrohora.it/luisa/fonti/lepreluna.htm
https://taccuinodaaltrimondi.wordpress.com/2013/10/30/immancabile-special-per-halloween-le-masche-e-linquietante-folklore-piemontese/

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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