La ricerca folklorica ed etnomusicologica nell’alessandrino

Franco Castelli, etnomusicologo alessandrino, è stato tra i primi a registrare canti e tradizioni popolari nell’alessandrino, attingendo dalla memoria di anziani testimoni le tracce di un ricco repertorio folklorico che accompagnava i vari momenti della vita quotidiana e si esprimeva particolarmente nelle feste, nei lavori nei campi e nei momenti rituali.

La musica della tradizione popolare nella provincia di Alessandria non è un patrimonio statico, ma un organismo vivo che attraversa decenni di ricerca, militanza culturale e rielaborazione artistica. Va detto innanzitutto che per tutto l’Ottocento gli studiosi e i ricercatori della cultura orale tradizionale furono letterati che focalizzarono il loro interesse sui canti popolari solo per il testo verbale, inteso come espressione di “poesia popolare”, trascurandone spesso del tutto la parte musicale.

L’Ottocento

Tra i protagonisti locali della ricerca folklorica è importante, innanzitutto, ricordare Domenico Buffa (Ovada 1818 — Torino 1858), la cui raccolta degli anni Quaranta dell’Ottocento, intitolata “Canti popolari in vari dialetti d’Italia”, fu pubblicata solo nel 1979 come “Canti popolari raccolti da D. Buffa dal Centro Studi Piemontesi”, in un’edizione a cura di Alessandro Vitale Brovarone. Sempre nell’Ottocento, Giuseppe Ferraro (Carpeneto 1545 — Massa 1907) documentò numerosi canti nella provincia alessandrina, che vennero pubblicati in due raccolte: “Canti popolari monferrini” (Torino-Firenze, Loescher, 1570) e “Canti popolari del Basso Monferrato” (Palermo,Pedone-Lauriel,1888). Entrambe le raccolte sono state successivamente riproposte in “Canti popolari piemontesi ed emiliani”, a cura di Roberto Leydi e Franco Castelli (Milano, Rizzoli, 1977).

Il Novecento

Nel Novecento altri autori hanno contribuito a documentare le tradizioni popolari in area alessandrina: Agostino Barolo (Asti 1898 — Torino 1965) con “Folklore monferrino” (Torino, 1930), Nicola Basile (Viggiano 1583 — Genova 1979) in “Appunti di folklorismo alessandrino” (in «Rivista di storia, arte e architettura per la provincia di Alessandria», XLIII, n. 4, 1934) e Augusto Vivanti in “Canti popolari in Monferrato. Pasqua, le uova, la Passione” (Acqui, Tip. Popolare, 1954).

È però solo a partire dagli anni Cinquanta, in un Paese in piena trasformazione, che studiosi e appassionati hanno iniziato a documentare e salvaguardare i canti e le musiche popolari con l’ausilio di strumentazioni atte a registrare direttamente voci e suoni dai testimoni della tradizione orale, dando vita al moderno filone di ricerca “sul campo”.
Il primo a farlo fu l’etnomusicologo americano Alan Lomax che, tra il 1954 e il 1955, insieme a Diego Carpitella, condusse una pionieristica indagine sulla musica popolare italiana, registrando anche canti e musiche in alcuni paesi del Piemonte.

Il contributo di Franco Castelli

Franco Castelli, etnomusicologo alessandrino, a metà degli anni Sessanta, è stato tra i primi a registrare canti e tradizioni popolari sullo specifico territorio provinciale alessandrino, attingendo dalla memoria di anziani testimoni le tracce di un ricco repertorio folklorico che accompagnava i vari momenti della vita quotidiana e si esprimeva particolarmente nelle feste, nei lavori nei campi e nei momenti rituali.

Boschetto di Cascinagrossa (AL), 1974, Franco Castelli intervista una contadina, classe1893.

Tra i suoi innumerevoli lavori citiamo: “Cultura popolare valenzana. Canti, proverbi, testimonianze” (Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1982), “Ballate d’amore e d’ironia. Canti della tradizione popolare alessandrina” (Alessandria, Il Quadrante, 1984), “La danza contro il tiranno” (Rocca Grimalda, 1995), “Maschere e corpi. Percorsi e ricerche sul Carnevale, con Piercarlo Grimaldi” (Meltemi Editore, 1997), “I peccati in piazza” (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società, 1999), “Chari-vari. Mascherate di vivi e di morti” (Edizioni dell’Orso, 2004) e, naturalmente, il fondamentale disco di registrazioni originali “Canti popolari del Piemonte. Alessandria e il suo territorio“, che ha vinto nel 1975 il Premio della critica discografica italiana per la sezione folk.
Questo lavoro ha posto le basi per una raccolta metodica e scientifica del repertorio del territorio della provincia alessandrina e della particolare area dell’Appennino ligure cosiddetta delle Quattro Province (AL-GE-PC-PV).

Tali ricerche hanno aperto la strada a una tradizione di studio e valorizzazione che ancora oggi influisce sulla scena folk locale.

tratto da “Radici vive. Musiche e canti della tradizione popolare nella provincia di Alessandria” di Enzo G. Conti per la rivista URBS giugno 2026

La totalità dell’archivio sonoro di Franco Castelli  è depositato presso il Centro di Cultura Popolare “Giuseppe Ferraro” dell’ISRAL di Alessandria che Castelli ha contribuito a fondare nel 1977.
I documenti riguardano le ricerca sul campo condotte da Castelli a partire dal 1967 sul territorio alessandrino allo scopo di documentare i molteplici aspetti del patrimonio folklorico locale (canto popolare, ritualità  contadina, forme  drammatiche popolari, narrativa di tradizione orale, credenze e religiosità, vita quotidiana e cultura materiale), nonché i modi di trasmissione orale di una memoria e di una storia legata alle classi popolari, alle loro condizioni di vita e di lavoro, alla loro identità culturale. Della documentazione sonora è disponibile un inventario dettagliato.
https://archivi.polodel900.it/scheda/oai:polo900.it:225957_fondo-franco-castelli

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Pubblicato da Enzo G. Conti

Musicista alessandrino e ricercatore etnomusicologo, fondatore del gruppo di musica popolare piemontese Tre Martelli, Presidente dell'Associazione Culturale Trata Birata, con cui realizza produzioni discografiche ed editoriali, concerti, mostre, convegni, seminari ed eventi vari legati alla cultura popolare ed etnica.

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