TAKE HER UP TO MONTO

“Take up to Monto” o più comunemente “Monto” è una canzone cha invita ad andare nel quartiere a luci rosse di Dublino. Chiuso nel 1925, aveva origine in Montgomery street (rinominata Foley Street): è stato il più grosso mercato del sesso di metà ottocento, il più grande d’Europa per quei tempi.

COME HOME WITH ME, LITTLE MATTY GROVES

“Little Musgrave” ovvero “Matty Groves” è una murder ballad sull’adulterio medievale che si conclude tragicamente con la morte dei due amanti. La melodia di questa ballata cambia a seconda degli artisti che l’hanno interpretata, questa è la versione dei Fairport Convention che hanno composto una melodia sul testo tradizionale. Il racconto è ancora più conciso delle versioni testuali già esaminate.

POLLY VAUGHAN, AMERICAN VERSIONS

Le versioni americane della ballata Molly B(r)own con testo, traduzione in italiano e commento.
La ballata non è presente nella raccolta del professor Child e quindi alcuni studiosi mettono in dubbio la sua antichità, tuttavia Jennifer O’Connor ha pubblicato sul Canadian Journal for Traditional Music (1986) un esaustivo articolo a proposito, dal titolo “The Irish Origins and Variations of the Ballad “Molly Brown” al quale si rimanda per l’approfondimento.

POLLY VAUGHAN

La versione inglese della ballata Molly Brown con testo, traduzione in italiano e commento.
La ballata non è presente nella raccolta del professor Child e quindi alcuni studiosi mettono in dubbio la sua antichità, tuttavia Jennifer O’Connor ha pubblicato sul Canadian Journal for Traditional Music (1986) un esaustivo articolo a proposito, dal titolo “The Irish Origins and Variations of the Ballad “Molly Brown” al quale si rimanda per l’approfondimento.

KISHMUL’S GALLEY OR THE STORY OF ‘UNA THE LONELY’

Nelle note a corollario dello spartito di Kishmul’s galley pubblicato nel suo “Songs of the Hebrides” Marjory Kennedy-Fraser favoleggia la storia di ‘Una the Lonely’ che ha perso (come tante altre spose dei border reivers) padre, marito e figli, e lei che si reca sulla cima del Beann a’ Cheathaich con l’intento di buttarsi giù.
Ma mentre scruta il mare per l’ultima volta vede la galea di Kishmul che ritorna a Barra, lottando tra i flutti di un mare minaccioso e avverso, così dalla tenacia degli uomini, trova la forza per continuare a vivere.

ONDINE, SPIRITI DELL’ACQUA

Paracelso descrive l’ondina nel suo libro “De Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus” chiamandola ninfa e catalogandola tra gli spiriti elementari (elementali): è lo spirito dell’acqua che vive nelle polle e nei laghi, nei rivi e nei fiumi, sorta di genio protettore o guardiano, una ninfa dalla voce melodiosa e incantatrice. Il nome evoca l’onda, le increspature dell’acqua generate dalla corrente o dal vento, e si manifesta nella spuma che cavalca le onde. Viene raffigurata in genere come una bella donna dai lunghi e fluenti capelli biondi, dalle forme sinuose e dall’incarnato di perla.

THE  BELTANE CHASE SONG: FITH FATH SONG

Il Fith Fath è un’incantesimo di occultamento o di trasmutazione. E’ riportato e descritto nel libro “Carmina Gadelica” di Alexander Carmicheal (vol II, 1900). Il testo di “Beltane love chase” è stato scritto da Paul Huson nel suo “Mastering Witchcraft“- 1970 (pubblicato in lingua italiana dalla casa editrice Astrolabio con l’infelice titolo Il dominio della magia nera) ispirandosi alla ballata scozzese “The Twa Magicians” e all’incantesimo di Isobel Gowdie, processata per stregoneria nel 1662 in Scozia (anche in Robert Graves -La Dea Bianca). Caitlin Matthews nel 1978 ci aggiunse la melodia. Oggi il brano è considerato tradizionale.

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA

“Chi, chi mi na mor-bheannaibh” è una canzone in gaelico scozzese scritta da John Cameron di Ballachulish (Iain Camshroin) nel 1856.
Il titolo iniziale della canzone era” Duil ri Baile Chaolais Fhaicinn” (Hoping to see Ballachulish), la sua pubblicazione nella raccolta “The Gaelic Songster” (An t-Oranaiche) di Archibald Sinclair, -Glasgow 1879 ci permette di cogliere le differenze testuali con la versione “O, chì, chì mi na mòrbheanna” diventata poi standard. Nel settimanale della contea di Argyll “The Oban Times” (8 Aprile 1882) vennero pubblicate anche le altre strofe della canzone intitolata questa volta “Chi, chi mi na mor-bheannaibh” Il testo è stato scritto in gaelico scozzese ed è incentrato sulla nostalgia per le amate montagne, la melodia è lenta con l’andamento di una ninna-nanna. Una versione in inglese porta il titolo The Mist-Covered Mountains