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MNÁ NA HÉIREANN

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

Versi del poeta nord irlandese Peadar Ó Doirnín (1704–1796), messi in musica 200 anni dopo circa da Seán Ó Riada, colui che contribuì alla rinascita della musica irlandese tradizionale proprio negli anni 60 con il gruppo Ceoltóirí Chualann (da cui si staccarono i Chieftains) morì a soli 40 anni nel 1971.

La versione più famosa in assoluto di questo brano è proprio quella dei Chieftains del 1973, finita nella colonna sonora del film Barry Lyndon ( le cui musiche sono una più bella dell’altra) con la regia di Stanley Kubrick (1995)
Una Aislin song che è insieme canto d’amore e rebel song in cui la donna amata è la personificazione dell’Irlanda.

VERSIONE Sinead O’Connor & Chieftains

ASCOLTA Alan Stivell

ASCOLTA Kate Bush

Tá bean in Éirinn a phronnfadh séad domh is mo sháith le n-ól
Is tá bean in Éirinn is ba bhinne léithe mo ráfla ceoil
Ná seinm théad; atá bean in éirinn is níorbh fhearr léi beo
Mise ag léimnigh nó leagtha i gcré is mo thárr faoi fhód

Tá bean in Éirinn a bheadh ag éad liom mur’ bhfaighfinn ach póg
Ó bhean ar aonach, nach ait an scéala, is mo dháimh féin leo;
Tá bean ab fhearr liom nó cath is céad dhíobh nach bhfagham go deo
Is tá cailín spéiriúil ag fear gan Bhéarla, dubhghránna cróin.

Tá bean a déarfadh dá siulfainn léi go bhfaighinn an t-ór,
Is tá bean ‘na léine is is fearr a méin ná na táinte bó
Le bean a bhuairfeadh Baile an Mhaoir is clár Thír Eoghain,
Is ní fheicim leigheas ar mo ghalar féin ach scaird a dh’ól

VERSIONE DI KATE BUSH
I
There’s a woman in Ireland who’d give me a gem and my fill to drink,
There’s a woman in Ireland to whom my singing is sweeter than the music of strings
There’s a woman in Ireland who would much prefer me leaping
Than laid in the clay and my belly under the sod.
II
There’s a woman in Ireland who’d envy me if I got naught but a kiss
From a woman at a fair, isn’t it strange, and the love I have for them
There’s a woman I’d prefer to a battalion, and a hundred of them whom I will never get
And an ugly, swarthy man with no English has a beautiful girl
III
There’s a woman who would say that if I walked with her I’d get the gold
And there’s the woman of the shirt whose mien is better than herds of cows
With a woman who would deafen Baile an Mhaoir and the plain of Tyrone
And I see no cure for my disease but to give up the drink.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
C’è una donna in Irlanda che mi avrebbe dato una pietra preziosa e riempito il bicchiere,
c’è una donna in Irlanda per la quale i miei canti sono più dolci delle corde dell’arpa (violino)
c’è una donna in Irlanda che preferirebbe vedermi vivo e vegeto
che sepolto nella terra ricoperto dalle zolle.
II
C’è una donna in Irlanda che sarebbe gelosa se ricevessi un bacio da un’altra alla festa, sono strane, ma le amo tutte
ce né una su mille (1) e un centinaio di loro che non avrò mai
ma un uomo malvagio che non parla nemmeno inglese (2) si è preso questa bella figliola
III
C’è una donna che mi disse che se fossi andato con lei avrei trovato un tesoro
C’è una donna in camiciola il cui aspetto vale più di una mandria di mucche (3)
di una donna che avrebbe assalito (4) Bllymoyer e la piana di Tyrone
e non vedo cura per le mie pene che smettere di bere. (5)

NOTE
1) Letteralmente “una che preferirei a un battaglione”
2) re d’Inghilterra Giorgio I o II che erano sassoni di Hannover
3) nel 700 doveva essere un bel complimento, ma non è semplicemente un paragone: il poeta dice è meglio essere povero nella propria terra (con la propria donna) che ricco con la regina Maeve del Connacht .
4)il riferimento è alla regina Maeve e alla razzia del bestiame di Cooley: Maeve assalì Tyrone nell’Ulster per rendersi un toro.
Bllmoyer è pure una cittadina dell’Ulster (Irlanda del Nord) Ballymoyer nella contea di Armag (Irlanda del Nord)
5) è la donna a chiedere ragioni agli uomini irlandesi del perchè non l’abbiano difesa dagli usurpatori, preferendo ubriacarsi al pub. Gli anni sono quelli dei “Troubles” quando i cattolici nordirlandesi iniziano una campagna per ottenere i diritti civili loro negati dalla maggioranza protestante (1969-1998)

LA VERSIONE STRUMENTALE

THE CHIEFTAINS soundtrack del film Barry Lindon

Jeff Beck

Celtic Woman (ovvero Máiréad Nesbitt)

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=46077&lang=it

IL RE DELLE FATE NELLA TRADIZIONE D’IRLANDA

Sull’Isola Verde le fate sono il popolo della Dea Danann (Tùatha Dé Danann) sconfitto nell’ultima migrazione “celtica” dai Gaeli (provenienti molto probabilmente dalla Spagna) vedi.
I Milesi erano solo uomini eppure riuscirono a sconfiggere un mitico popolo semi-divino, il quale si ritirò, grazie ai suoi poteri magici, in una dimensione sovrannaturale, invisibile. Il regno delle fate sono i sidhe (i grandi tumuli sepolcrali dell’Irlanda preceltica) e così sid (al singolare) e sidhe al plurale è il nome sia della fata che della sua dimora. Tuttavia le fate vivono anche nelle acque e nei boschi o nelle valli incontaminate dell’Isola, che non vollero abbandonare.

Newgrange-drawing-1866
Va da sé che non c’è quindi un unico re delle fate, ma il re del Brú na Bóinne (il sito archeologico di Newgrange), il «Palazzo del fiume Boyne», è anche considerato il Signore dell’Oltre. Il tumulo sorge sulla riva settentrionale del fiume Boyne, a est di Slane (contea di Meath) (vedi). Al tempo della ritirata di fronte all’avanzare del popolo degli uomini era re il Dagda (ma poi suo figlio Aengus ne prese il posto) vedi

IL DAGDA: IL RE DELLA COMPAGNIA DORATA

Nel ciclo delle invasioni di Ériu, padre spirituale dei Túatha Dé Dánann. Si adoperò per ottenere la vittoria contro i Fomoriani nella seconda battaglia di Mág Tuired. Fu re di Ériu per ottanta anni. Divise i síde tra i Túatha Dé Dánann quando essi lasciarono la terra ai Milesi. Risiedeva nel Brúg na Bóinne, da cui, secondo una tradizione, venne estromesso dal figlio Óengus ÓcLa sua figura nasconde probabilmente qualche antico dio della morte e dell’aldilà. (tratto da bifrost.it qui)
Il suo nome significa “Dio Benevolo”: la sua mazza da guerra abbatteva nove uomini con un solo colpo, il suo calderone non si svuotava mai, la musica della sua arpa magica faceva ridere, piangere o sprofondare nel sonno.

Gli Dei possiedono il potere dell’invisibilità o si nascondono tra una nebbia magica per rivelarsi solo al prescelto (in sembianze umane o di animale).

Gli Dei sono esseri immortali ma spesso si uniscono coi mortali: le dee cercano l’amore degli eroici guerrieri e gli dei quello delle principesse, spesso perciò gli dei interferiscono nelle vicende umane, aiutando i loro figli o eroi preferiti. Così tra gli dei esistevano dei rapporti clientelari analoghi a quelli fra gli esseri umani, e la vittoria o la preponderanza di un gruppo sociale su un altro determinava la modifica del rapporto di forze fra le rispettive divinità tutelari.

THE KING OF THE FAERIES TUNE

è una melodia irlandese (in gaelico irlandese Ri Na Sidheog) dedicata al Re delle Fate.
“One tale attached to the tune (albeit perhaps a modern piece of ‘blarney’, as there is no folkloric connection) has it that “The King of the Fairies” is a summoning tune, and if played three times in a row during a festivity the King must appear. Once summoned, however, the King assesses the situation, and if the gathering is to his liking he may join in; if however, he does not find it to his liking he may cause great mischief”  (tratto da qui) -(tradotto in italiano: si pensava che avesse un potere evocativo e che, se suonata per tre volte consecutive durante una festa, il Re delle Fate potesse realmente comparire. Una volta evocato, il Re poteva unirsi alle danze se deliziato dalla festa e dalla musica oppure creare gran scompiglio se deluso.)

Nel VIDEO le immagini del mondo delle fate come immaginato dagli uomini (la versione strumentale è tratta da “Lord of Riverdance”, lo show di Michael Flatley)

“A version of this tune appears in the second volume of the James Aird’s book of airs, entitled Aird’s Airs, in 1789.  Aird (d. 1795) was a Scotsman running a music shop in Glasgow, and published six volumes (containing 1200 tunes) between 1778 and 1801.  His small volumes were best-sellers in Scotland of the late 18th century, and were used as source-books by Robert Burns (1759-1796), and the tunes are used in many of his songs —  see, e.g., The Songs of Robert Burns, ed. Donald Low (Routledge: 1993, p. 928).  Another version of the tune “King of the Faries” was published earlier by the Irishman John Edward Pigot (1822–1871) in the mid-1800s. Some people dubiously claim the title refers to Charlie Edward Stuart, better known as Bonnie Prince Charlie (1720-1788), others just as dubiously say that it refers to William of Orange (1650-1694)” (tratto da qui)

“The King of the Fairies” è un hornpipe,  questa melodia in particolare è così delicata che viene eseguita spesso come danza femminile (step dance). E tuttavia non mancano le versioni folk rock, tra le quali “il mio best of”:
ASCOLTA Alan Stivell 1972 (l’album live À l’Olympia  -al teatro Olympia di Parigi- ottenne un enorme successo commerciale) la parte di solo è affidata al violino, nella seconda ripetizione alla chitarra elettrica e infine nella terza al flauto suonato da Stivell

ASCOLTA Horslips (registrato sui tetti di Dublino nel 1973)

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordica Ballads” 2013

ASCOLTA Beer Belly, in King Of Bellies 2011 (la quarta uscita di questo gruppo sloveno) una versione più patinata anche qui in tre parti, la prima affidata alla chitarra acustica, la seconda al flauto  e la terza all’organetto (il video è una sequenza di bellissime immagini dell’Irlanda)

nella ricerca mi sono imbattuta anche in questa formazione al femminile proveniente dalla Romania (un po’ troppo pop per i miei gusti, ma so non mancheranno gli estimatori!) La melodia è stata anche riproposta in versione  decisamente Folk metal (per esempio dai Waylander)

ASCOLTA Amadeus in “Meridian” (2003)

e adesso LA DANZA (tratta dallo spettacolo “Lord of Riverdance”)

VIDEO Children of Lir

FONTI
http://bifrost.it/CELTI/7.Milesi/1-OriginedeiGaeli.html
http://bifrost.it/CELTI/Schedario2/DagdaMor.html
http://www.lacooltura.com/2015/12/tuatha-de-danann-i-semidivini/
http://ontanomagico.altervista.org/megalitismo.html
http://ontanomagico.altervista.org/religione-celti.html

http://thesession.org/tunes/475
http://tunearch.org/wiki/Annotation:King_of_the_Fairies_(The)
http://slowplayers.org/2014/05/05/king-of-the-fairies-edor/
http://ontanomagico.altervista.org/danze-irlandesi.html
http://terreceltiche.altervista.org/luovo-dellequinozio-di-primavera-e-la-danza#hornpipe

SIUBHÁN NÍ DHUIBHIR

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

‘Siúbhán’ o Siúbhán è un vecchio nome gaelico equivalente a ‘Siun’, derivato dal francese normanno “Jehanne, Jean”, che è equivalente a Jane, Janet (in italiano Giovanna), ma per assonanza anglicizzato in Susan . Ni (figlia di) Dhuibhir porta l'”h” – se fosse un maschio il cognome sarebbe scritto O’ (oppure Mac) Duibhir- che in inglese diventa Dwyer o Macguire (per assonanza fonetica Gwir). Il titolo è trasposto in inglese più spesso come Susan O’Dwyer oppure Susy Mac Guire.

La canzone a volte è confusa con un altro titolo “Sean Ni Duibhir” che però si riferisce ad un uomo , ossia John O’Dwyer Of The Glen, il cui testo è stato scritto da Canon Patrick Augustine Sheehan alla fine dell’Ottocento o agli inizi del Novecento su una melodia tradizionale irlandese (vedi) – alla quale dedicherò un altro post.

LA MELODIA
E’ una slow air tradizionale originaria del Donegal
ASCOLTA Patrick Ball e la sua caratteristica arpa con le corde metalliche

Il testo in gaelico irlandese, riprende il tema tipico degli affanni amorosi, come per Scarborough fair i due ex si avvalgono di un intermediario con il compito di riferire le reciproche ambasciate, la melodia è malinconica con una venatura di rimpianto.

ASCOLTA Clannad, nell’album d’esordio dal titolo omonimo pubblicato nel 1973 (e ristampato come cd nel 1997) l’arrangiamento è molto “anni 70”

ASCOLTA Alan Stivell in Chemins de Terre 1973, con il titolo di Susy Mac Guire

ASCOLTA Relativity

ASCOLTA Cait Agus Sean in Celtic Heart, 2008

ORIGINALE IN GAELICO IRLANDESE
I(1)
A Shiubhán Nic Uidhir, ‘s tú bun agus bárr mo scéil.

Ar mhná na cruinne go dtug sise ‘n báire léi;
Le gile, le finne, le maise vs le dhá dtrian scéimh,
‘S nach mise ‘n truagh Mhuire bheith scaradh amárach léi.
II
D’éirigh mé ar maidin a tharraing
Chun aonaigh mhóir
A dhíol ‘s a cheannacht
Mar dhéanfadh mo dhaoine romham
Bhuail tart ar a’ bhealach mé
‘S shuí mise síos a dh’ól
‘S le Siún Ní Dhuibhir
Gur ól mise luach na mbróg
III
A Shiún Ní Dhuibhir
An miste leat mé bheith tinn?
Mo bhrón ‘s mo mhilleadh
Má’s miste liom tú ‘bheigh i gcill
Bróinte ‘s muilte bheith
Scileadh ar chúl do chinn
Ach cead a bheith in Iorras(2)
Go dtara síoi Éabh ‘un cinn
IV
A Shiún Ní Dhuibhir
‘S tú bun agus barr mo scéil
Ar mhná an cruinne
Go dtug sise ‘n báire léi
Le gile le finne le mais’
Is le dhá dtrian scéimh
‘S nach mise ‘n trua Mhuire
Bheith scaradh amárach léi
V
Thiar in Iorras tá searc
Agus grá mo chléibh
Planda ‘n linbh a d’eitigh
Mo phósadh inné
Beir scéala uaim chuicí
Má thug mise póg dá béal
Go dtabharfainn dí tuilleadh
Dá gcuirfeadh siad bólacht léi
VI
“Beir scéala uaim chuige
Go dearfa nach bpósaim é
Ó chuala mise gur chuir sé
Le bólacht mé
Nuair nach bhfuil agamsa
Maoin nó mórán spré
Bíodh a rogha aige
‘s beidh mise ar mo chomhairle féin.
VII(3)
‘S beith mise ‘r mo chomhairle féin”
Saighdiúirín singil mé a briseadh as gárda ‘ rí,
‘S gan aon phighinn agham a bhéarfainn ar chárta dighe;
Bhuailinn a’ droma ‘s sheinninn ar chláirsigh chaoimh,
Is ar Churrach Chill Dara gur scar mé le grádh mo chroidhe.


TRADUZIONE INGLESE (da qui)
II
I set out one morning
For market
Buying and selling
As my people did before me
I got thirsty on the way
And sat down to drink
And with Susan O’Dwyer
I drank the price of the boots
III
Susan O’Dwyer
Do you care if I’m ill?
Sorrow and ruin be upon me
If I wish you to be in a graveyard
My grief and troubles
Rain down on you
But you can stay in Irras(1)
Until the tribe of Eve comes to the fore(2)
IV
Susan O’Dwyer
You’re the beginning and the end of my story
From the women of the world
She took the prize
With brightness and fairness, goodness
And almost perfect beauty
And I’m the sad case
To leaving her tomorrow
V
My true love is
Over in Irras
The young sweet thing
That refused to marry me yesterday
Tell her from me
If I give her a kiss
That I would give her more
If they’d send me a dowry with her
VI
“Tell him from me
For certain I won’t marry him
For I heard that he wanted
Me with a dowry
Since I don’t have wealth
Or much of a fortune
Let him have whoever he wishes
And I’ll be about my own business”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
II
Una mattina sono andato
al mercato
per comprare e  vendere
come altri hanno fatto prima di me
per strada mi è venuta sete
e mi sono fermato a bere,
con Susan O’Dwyer
ho bevuto per il prezzo di un paio di scarponi
III
Susan O’Dwyer
non ti importa se sono malato?
Dolore e rovina che si avvicinano
se voglio che tu sia in un cimitero
il mio rimorso e gli affanni
cadono su di te
che resterai a Erris
finchè le donne si faranno avanti
IV
Susan O’Dwyer
inizio e fine della mai vita tu sei
di tutte le donne del mondo
lei è la prima
per intelligenza, onestà e bontà
e una perfetta bellezza
e io sono triste
di lasciarla domani
V
Il mio amore è
finito a Erras
la dolce giovane
che si è rifiutata di sposarmi ieri,
dille da parte mia
che le do un bacio
e le avrei dato di più
se( i genitori) me l’avessero mandata con la dote
VI
“Ditegli da parte mia
che di sicuro non lo sposerò
perché ho saputo che mi voleva
con la dote
ma poiché non ho ricchezza
o una fortuna,
che vada dove vuole
e io mi farò i fatti miei”

NOTE
1) versione testuale in Pádraig Mac Seáin. “Ceolta Theilinn”. Belfast: Institute of Irish Studies – Queen’s University, 1973. (come collezionata a Teelin, Co. Donegal, Irlanda). Il primo verso dice: Beautiful Siubhán/Joan Maguire is all my concern. I am wretched at leaving her tomorrow.
2) Iorras tradotto come Irras. Erras è una regione nel nord-ovest della contea di May, oin Irlanda per lo più montuosa e ricca di torba.
3) la traduzione in inglese: I’m a single soldier who was expelled from the King’s Guard. I’ve no money for a drink. I used to play the drum and harp and I parted from my love in the Curragh in Kildare.

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/relativity/siun.htm
http://thesession.org/tunes/9585
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=68340
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=55863
http://songsinirish.com/p/siun-ni-dhuibhir-lyrics-chords.html

SON AR CHISTR

“La canzone del Sidro” viene dalla Bretagna, ma non è un’antica aria bretone bensì una composizione popolare di Jean-Bernard e Jean-Marie Prima due giovanissimi agricoltori di Guiscriff (Morbihan), che nel 1929 una sera dell’estate, mentre si ultimava il lavoro di trebbiatura, con una tazza di sidro in mano davano il via alla prima strofa «Yao jistr ‘ta Laou». Il brano è successivamente pubblicato da Polig Monjarret nel 1951 con il titolo “Ev jistr’ta laou” finche negli anni 70 Alan Stivell lo registra con il titolo “Son ar chistr” e lo consegna alla popolarità sovranazionale.
A quanto mi sembra di capire leggendo l’articolo pubblicato in Musique bretonne (la rivista dell’associazione Dastum) -n 136 del 1995 pag 22 – i due sono compositori per le parole e la musica del brano in questione. A me sembra sentir riecheggiare il Branle d’Escosse, ma non è la stessa melodia! Nel 1976 i Bots ne fanno una versione che spopola in Olanda e Germania, con il titolo “Zeven dagen lang” e nel 1980 Angelo Branduardi canta Gulliver (testo di Luisa Zappa su musica accreditata alla canzone tradizionale bretone).

ASCOLTA The Chieftains, “Ev Chistr ‘ta, laou!”, in Celtic Wedding: Music of Brittany, 1987 (guarda caso Polig Monjarret ha collaborato con Paddy Moloney nella cernita delle melodie)

ASCOLTA Alan Stivell Son Ar Chistr


Ev'( 1) chistr ‘ta Laou rak chistr ‘zo mat, lonla,
Ev’ chistr ‘ta Laou(2) rak chistr ‘zo mat.
Ev’ chistr ‘ta Laou rak chistr ‘zo mat,
Ur blank ur blank ar chopinad, lonla,
Ur blank ur blank ar chopinad.
Ar chistr ‘zo graet e’it bout(3) evet, lonla,
Hag ar merc’hed e’it bout karet.
Karomp pep hini e hini, loñla
‘Vo kuit da zen kaout jalousi
N’oan ket c’hoazh tri miz eureujet, lonla,
Benn’ vezen bamdeiz chikanet.
Taolioù botoù, fasadigoù, loñla
Ha toull an nor ‘wechadigoù
Met n’eo ket se ‘ra poan-spered din, loñla
Ar pezh ‘oa bet lavaret din
Lâret ‘oa din’oan butuner, loñla
Ha lonker sistr ha merc’hetaer
Ev chistr ‘ta Laou, rak chistr zo mat, loñla
Ur blank, ur blank ar chopinad
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Bevi dunque il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
Bevi  il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
Bevi  il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
un centesimo, un centesimo a bicchiere
un centesimo, un centesimo a bicchiere
Il Sidro è fatto per essere bevuto
e le ragazze sono fatte per essere amate
che ognuno allora ami la sua
e non ci saranno più gelosie
ero sposato appena da tre mesi
che ero sgridato ogni giorno.
Mi prendeva a calci e a schiaffi
e talvolta, ero buttato fuori dalla porta
Non è questo che più mi addolora
ma quello che è stato detto su di me:
che ero un fumatore
bevitore di sidro, a caccia di gonnelle
Bevi il sidro, Elmo, perchè il sidro è buono
un centesimo a bicchiere

NOTE
1) yao pronunciato yo vuol dire “c’est parti”
2) in francese è Guillaume ossia Willy
3) si pronuncia “bet”

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
Drink cider, Laou(1), for cider is good
Drink cider, Laou, for cider is good
Drink cider, Laou, for cider is good
A penny, a penny a glass
A penny, a penny a glass

Cider is made to be drunk
And girls are made to be loved
Let each of us love his own
And there will be no more jealousy
I was not married for three months
Before I was nagged every day
Kicks and slaps
And sometimes, the doorstep
But that is not what grieves me most
It is what was said about me
It was said of me that I was inconstant
A drinker of cider and a chaser of skirts
Drink cider, Laou, for cider is good
A penny, a penny a glass

ASCOLTA Rapalje

continua 

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/johnny-jump.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/Son_Ar_Chistr
http://www.biostat.wustl.edu/~erich/music/songs/son_ar_chistr.html
http://mediatheque.dastum.net/GEIDEFile/MB136-brv4.PDF?Archive=170141399832&File=MB136-brv4_PDF (pg 22-23)
http://mediatheque.dastum.net/GEIDEFile/MB173-brv4.PDF?Archive=170178099835&File=MB173-brv4_PDF (pg 36-37)

A FAERIE’S LOVE SONG

TITOLI: Buain Na Rainich,Tha Mi Sgith

La canzone è stata raccolta da Marjory Kennedy-Fraser (1857-1930) durante il suo soggiorno nelle Ebridi (isola di Eriskay) e registrata con i metodi del tempo (su cilindro). La versione però pubblicata nel 1909 in “Songs of the Hebrides” è stata modificata nel testo e anche arrangiata nella melodia.

LA VERSIONE IN GAELICO: BUAIN NA RAINICH

Più comunemente conosciuta come Tha Mi Sgith (in inglese “I am tired”) la canzone narra di una storia d’amore tra una fanciulla e un Sidhe, un essere soprannaturale ovvero una creatura fatata. La famiglia di lei venuta a conoscenza degli incontri nei boschi pensò bene di tenere segregata la figlia in casa e così il sidhe attende invano il ritorno della fanciulla e canta il dolore della perdita.
La struttura è tipica delle waulking songs e in Nuova Scozia è ancora cantata nella lavorazione del Tweed.

ASCOLTA Fiona J Mackenzie, 2006 (strofe da I a III)
ASCOLTA Jean Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads” 2012 (strofa IV).

ASCOLTA Alan Stivell che la propone in concerto dagli anni 70 trasformandola in un an dro

GAELICO SCOZZESE
Sèist (chorus)
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich, buain na rainich
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich daonnan
I
‘S tric a bha mi fhìn ‘s mo leannan
Anns a’ ghleannan cheothar
‘G èisteachd còisir bhinn an doire
Seinn sa choille chòmhail;
II
‘S bochd nach robh mi leat a-rithist
Sinn a bhitheadh ceòlmhor,
Rachainn leat gu cùl na cruinne,
Air bhàrr tuinne a’ seòladh.
III
Ciod am feum dhomh bhi ri tuireadh?
Dè ni tuireadh dhomhsa
‘S mi cho fada o gach duine
B’ urrainn tighinn gam chòmhnadh?
IV
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
Cùl an tomain bhòidheach,
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
H-uile là nam ònar

TRADUZIONE INGLESE
Chorus
I am weary all alone,
The whole day,
Cutting the bracken(1)
I
Often I was with my sweetheart
in the misty glens
Listening to the sweet choir of the grove
Singing in the dense wood
II
It’s a pity that I am not with you again,
We would be tuneful
I would go with you to the ends of the earth
Sailing on the crest of the waves
III
What is the point of me being mournful
What will a lament do for me
And am I so far from any man
Who could come to my aid.
IV
Behind the knoll(2), the top of the knoll,
Behind the lovely knoll,
Behind the knoll, the top of the knoll,
Every day, all alone
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
CORO
Sono stanco e solo
e per tutto il giorno
taglio  le felci
I
Spesso stavo con  il mio amore
nelle valli nebbiose
ad ascoltare il dolce mormorio dei cespugli
che cantano nel folto del bosco
II
Peccato che non sono con te di nuovo
saremmo stati in sintonia,
vorrei andare con te ai confini del mondo
per navigare sulla cresta delle onde
III
Cosa è in me che mi addolora,
cosa mi farà lamentare,
sono così lontano dagli uomini
chi potrebbe venire in mio aiuto?
IV
Dietro il tumulo, in cima al tumulo
dietro l’amato tumulo
Dietro il tumulo, in cima al tumulo
ogni giorno, da solo

NOTE
1) Braken è di origine norrena e si traduce come felce; andare a tagliare le felci era un lavoro riservato alle donne, con le felci si facevano lettiere per animali e giacigli per la notte; trovavano impiego nelle coltivazioni come antiparassitari e fertilizzanti. La felce era anche considerata una pianta commestibile (nonostante la sua moderata tossicità) da mangiare anche fresca; tuttavia l’uso principale (sia le fronde che i rizomi) è nella produzione della birra; i rizomi essiccati inoltre vengono ridotti in farina e utilizzati per la panificazione. Dal punto di vista medicinale la felce è “un’erba da fuoco” utilizzata per il trattamento delle bruciature e ustioni. E’ un erba di San Giovanni con proprietà magiche
2) probabile riferimento ai tumuli fatati sotto i quali si ritiene siano nascoste le dimore delle creature fatate.

VERSIONE INGLESE: A FAERIE’S LOVE SONG

Riportato nel volume I delle “Songs of the Hebrides” (pag 90) il testo in inglese è composto da ritornello e tre strofe, non è una traduzione del gaelico ma è un arrangiamento sulla melodia con il ribaltamento dei ruoli: è la figlia delle fate ad aspettare invano l’arrivo del suo amante mortale. Le ulteriori due strofe sono state aggiunte nel 2010 da Ruth Barrett e Cyntia Smith

fae ASCOLTA Susan Young (strofe I, IV, III e V)
ASCOLTA Siobhan Owen (strofe III e IV)
ASCOLTA Savina Yannatou in Terra Nostra (strofe I e III)

CHORUS
Why should I sit and sigh,
Puin’ bracken, Puin’ bracken (1)
Why should I sit and sigh,
On the hillside dreary? (2)
I
When I see the plover rising,
Or the curlew wheeling,
Then I know(3) my mortal lover
Back to me is stealing.
II
When the day wears away,
sad I look a-down the valley
Ilka(4) sound wi’ a stound (5)
sets my heart a-thrilling
III
Oh, but there is something wanting
but I am weary
Come my blithe and bonny lad(6)
Come ower the the knowe(7) to cheer me
IV (strofa aggiuntiva)
When the moon begins her waning
I sit by the water
Where a man born of the sunlight(8)
Loved the Fairies daughter
V (strofa aggiuntiva)
Who is that I see before me?
Through the willow peering,
A smile as sweet as hawthorn blooming
My love is come to cheer me.
TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Ritornello
Perchè dovrei sedermi e piangere
o raccogliere le felci
Perchè dovrei sedermi e piangere
sulla collina tenebrosa?
I
Quando vedo il piviere che si alza
o il chiurlo che gira in tondo
allora so che il mio amante mortale
è di ritorno da me furtivo
II
Quando il giorno svanisce
triste guardo giù nella valle
e ogni suono con un dolore acuto
fa sobbalzare il mio cuore
III
Ma c’è qualcosa che voglio
e mi rattristo,
che venga il mio luminoso e bel ragazzo
che venga dalla collina a consolarmi
IV
Quando la luna inizia a calare
mi siedo accanto all’acqua
dove un uomo nato nella luce del sole
amava la figlia delle Fate
V
Chi è che vedo davanti a me?
Attraverso il salice piangente
un sorriso dolce come il fiore del biancospino
il mio amore è venuto a consolarmi

NOTE
1) pulling bracken: diventa anche Broo in’ bracken, broo in’ bracken
2) cantato anche come: All alone and weary oppure All alone and worry
3) cantato anche come trow= trust, believe
4) each, every
5)stound= sharp pain
6) anche come traidee
7) knolls
8) nella versione di Susan Young dice “Where the one in silver starlight”

LA MELODIA: THA MI SGITH

Per finire la versione strumentale intitolata più spesso come  Tha Mi Sgith (“I am tired) o Cutting Bracken
ASCOLTA Silly Wizard suonata come una strathspey

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12931 http://www.bbc.co.uk/alba/foghlam/beag_air_bheag/songs/song_02/index.shtml http://thesession.org/tunes/647 http://cornemusique.free.fr/ukcuttingferns.php http://plheineman.net/cuttingbracken.htm http://javanese.imslp.info/files/imglnks/usimg/1/1b/IMSLP55851-SIBLEY1802.9594.bba1-39087012504124pp55-112.pdf

LADY MARY ANN: THE TREES THEY DO GROW HIGH

daily-growingNella sua versione standard la ballata ha come protagonista Lady Mary Ann la quale è stata data in sposa ad un ragazzino essendo la pratica del matrimonio tra fanciulli e adulti già diffusa fin dai tempi medievali. Più diffusa la casistica di uomini maturi, per non dire vecchi, con spose-bambine, ma non insoliti anche gli abbinamenti all’inverso (con donne comunque ancora in età fertile)
La ballata risale quantomeno al 1600 ed è conosciuta con vari titoli come “Lady Mary Ann“, “The College Boy” oppure “Long-A-Growing“, “Daily Growing” e anche “Bonny Boy is Young (But Growing)“. Forse di origine scozzese potrebbe riferirsi ad una storia vera quella del matrimonio tra il figlio (o il nipote) di Lord John Urquhart di Craighton, Craigston o Craiginstray (morto pochi anni dopo il matrimonio nel novembre del 1634) e Elizabeth Innes.

La bellezza e la complessità della storia narrata risiede nei continui “flesh-back” tra una strofa e l’altra in cui la protagonista davanti alla tomba del marito, mentre anno dopo anno osserva crescere gli alberi, ricorda di come un tempo si fosse opposta al loro matrimonio spaventata dalla troppo giovane età di lui: eppure si era innamorata del suo sposo fanciullo (forse presa da un colpo di fulmine) troppo prematuramente strappato alla vita. L’amarezza del ricordo e la solitudine della donna si stemperano nella visione del nuovo bambino che sta crescendo al posto del padre!

Così scrive A.L. Lloyd: "A ballad common all over the British Isles. Scottish, Irish and English versions resemble each other in text but not always in tune. In Irish sets, the young lovers are of more respectable age. There is a story that the ballad was made after the death in 1634 of the juvenile laird of Craigton who married a girl some years older than himself, and died within a short time. In fact, the song is probably older, and may have originated in the Middle Ages when the joining of two family fortunes by child-marriage was not ununsual. Our tune was notated by Bertha Bidder from a woman in Stoke Fleming, Devon, some time before 1905."

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY MARY ANN

Robert Burns prese dalla collezione di ballate scozzesi di David Herd le prime due strofe e ci scrisse una canzone intitolandola “Lady Mary Ann” (SMM 1792). Per l’ascolto ho selezionato la melodia abbinata da Robert Burns nello “Scots Music Museum” e quella dalla tradizione orale raccolta sul campo

ASCOLTA Billy Ross
ASCOLTA Lizzie Ann Higgins. Lizzie spiega nella registrazione che ha imparato il testo dalla zia di suo padre, ma la melodia è stata abbinata su suggerimento del padre Donald Higgins suonatore di cornamusa, con un brano dal titolo ‘Mrs MacDonald of Dunacht’ composto un centinaio d’anni prima da J.R. McColl di Oban


I
O, Lady Mary Ann looks o’er the Castle wa’(1),
She saw three bonie boys playing at the ba’,
The youngest he was the flower amang them a’
My bonie laddie’s young, but he’s growin yet!
II
‘ O father, O father, an ye(2) think it fit,
We’ll send him a year to the college(3) yet;
We’ll sew a green ribbon round about his hat(4),
And that will let them ken he’s to marry yet!’
III
Lady Mary Ann was a flower in the dew,
Sweet was its smell and bonie was its hue,
And the longer it blossom’d the sweeter it grew,
For the lily in the bud will be bonier yet.
IV
Young Charlie Cochran was the sprout of an aik(5);
Bonie and bloomin and straucht(6) was its make;
The sun took delight to shine for its sake,
And it will be the brag(7) o’ the forest yet.
V
The simmer is gane when the leaves they were green,
And the days are awa that we hae seen(8);
But far better days I trust will come again.
For my bonie laddie’s young, but he’s growin yet.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lady Mary Ann guarda dalle mura del castello
e vede tre bei fanciulli giocare a palla
il più giovane era il fiore tra tutti
il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà
II
O padre, padre, se credi che vada bene
lo manderemo un anno all’Università(2)
cuciremo un nastro verde sul suo cappello(3)
per far sapere a tutti che sta per sposarsi
III
Lady Mary Ann era un fiore nella rugiada
dolce il suo profumo e bello era il suo colorito
e più sbocciava più dolce cresceva
come un giglio in boccio sarà più bello in fiore.
IV
Il giovane Charlie Cochran era il germoglio di una quercia, b
ello, florido e dritto si faceva
il sole si compiaceva di brillare per il suo bene
e sarebbe stato il vanto di tutta la foresta
V
L’estate è passata da quando le foglie erano verdi
e i giorni che sono stati sono lontani(8)
ma giorni di gran lunga migliori sono certa verranno
perchè il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà

NOTE
1) La tenuta di Craystoun o Craigston è stata acquisita da John Urquhart di Craigston Castle, Turriff, Aberdeenshire che lo costruì nel 1604-1607
2) An ye: if
3) il college poteva essere il King’s College di Aberdeen, università fondata nel 1495 (la terza di Scozia dopo Glasgow e St Andrews, Fife)
4) un’usanza prematrimoniale tipica in Gran Bretagna: il colori dei nastri variano a seconda delle versioni in blu, verdi e bianchi
5) Aik: oak
6) Straught: straight
7) Brag: boast
8) in questa versione di Burns non è esplicitamente menzionata la morte del giovane marito. Lady Mary Ann potrà vedere il marito diventare l’uomo atteso e sognato nel figlio che cresce giorno dopo giorno.

LA VERSIONE INGLESE: THE TREES THEY DO GROW HIGH

La versione è stata ripresa nel folk revival degli anni 60 da molti artisti tra cui Joan Baez che ha fatto scuola per le versioni successive. Per l’ascolto ho selezionato interpretazioni che girano sostanzialmente sulla stessa melodia. Ma le versioni melodiche e testuali della ballata sono molteplici.

ASCOLTA Pentangle in Sweet Child, 1968 altra versione diventata standard
ASCOLTA Donovan live “Young but growing” la stessa melodia cantata con un pizzico di swing: la trovo una interpretazione molto intensa per nella sua essenzialità
ASCOLTA Alan Stivell in “A L’Olympia” 1971
ASCOLTA John Renbourn Group in ‘The John Renbourn Group Live In America‘ 2005
ASCOLTA Altan Daily Growing in “The Blue Idol” 2002

ASCOLTA Shannon 2013 interessante arrangiamento vocale che riprende in qualche modo la versione di Donovan più rappata!

ASCOLTA Simon Fowler in Merrymouth 2012 con una seconda melodia più “moderna” (strofe I, II, VII con lievi variazioni nei versi)

I
The trees they grow high,and the leaves they do grow green
Many is the time my true love I’ve seen
Many an hour I have watched him all alone(1)
He’s young, but he’s daily growing
II
Father, dear father, you’ve done me great wrong
You have married me to a boy who is too young
I’m twice twelve(2) and he is but fourteen
III
Daughter, dear daughter, I’ve done you no wrong
I have married you to a great lord’s son
He’ll be a man for you when I am dead and gone
IV
Father, dear father, if you see fit
We’ll send my love to college for another year yet
I’ll tie blue ribbons all around his head
To let the ladies know that he’s married(3)
V
One day I was looking o’er my father’s castle wall
I spied all the boys playing at the ball(4)
My own true love was the flower of them all
VI (Strofa solo in Altan)
And so early in the morning at the dawning of the day
They went into a hayfield for to have some sport and play
And what they did there she never would declare
But she never more complained of his growing
VII
At the age of fourteen, he was a married man
At the age of fifteen, the father of a son
At the age of sixteen, on his grave the grass was green
Cruel death had put an end to his growing
VIII
I’ll make my love a shroud of holland so fine(7
Every stitch I put in it the tears come trickling down
Once I had a true love but now I’ve ne’er one
But I’ll watch o’er his son while he’s growing..
NOTE
1) Letteralmente “ho guardato lui da solo
giovane-16002) Letteralmente “due volte dodici“, il numero dodici è alla base del sistema numerico inglese tradizionale. L’età da marito del ragazzo in alcune versioni è di 13 anni, in altre (quelle irlandesi) di 17.
3) In altre versioni invece di “ladies”, è scritto “maiden”, termine che sta a indicare le ragazze da sposa.
4) probabilmente si riferisce al gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parala fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi distinto dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
Altro gioco con la palla molto praticato e diffuso tra la nobiltà era quello del tennis all’epoca più antica detto della pallacorda (prediletto da Enrico VIII) ma era praticato anche l’hokey e l’antenato del baseball
5) Quest’ultima strofa, omessa nella versione della Baez, è quella che varia maggiormente nelle varie trascrizioni. Qui è riportata come cantata da Jacqui McShee. la versione di Altan dice “I’ll buy my love some flannel, I’ll make my love a shroud”

TRADUZIONE ITALIANO in vedi
I
Gli alberi sono alti e le foglie crescono verdi
molto tempo da quando ho visto il mio vero amore
molte le ore da quando sono stata da sola con lui (1)
è giovane, ma sta crescendo giorno dopo giorno
II
Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo troppo giovane
io ho ventiquattro anni e lui ne ha appena quattordici (2)
III
Figlia, mia cara figlia non ti ho fatto alcun torto
ti ho fatto sposare il figlio di un gran signore
lui sarà per te è un uomo quando io sarò morto e sepolto
IV
Padre, caro padre, se lo ritieni giusto
manderemo il mio amore a scuola un altro anno ancora
Io legherò nastri blu attorno al suo capo
Per far sapere alle signore che lui è sposato (3)
V
Un giorno stavo guardando oltre
il muro di cinta del castello di mio padre
Spiavo i ragazzi che giocavano alla palla(4)
Il mio vero amore era un fiore (che spiccava) tra tutti
VI
E da mattina a sera
andavano in un campo di fieno per divertirsi
e ciò che facevano là lei non volle mai dirlo
ma non si lamentò più della sua crescita
VII
All’età di quattordici anni, era un uomo sposato
all’età di quindici anni, il padre di un bambino
all’età di sedici anni, l’erba era verde sulla sua tomba
Una morte crudele aveva posto fine alla sua vita
VIII
Farò per il mio amore un velo di tessuto di fiandra così bello (5)
Ad ogni punto che cucio mi scendono le lacrime
Un tempo avevo un vero amore, ma ora non ne ho nessuno
Ma io guarderò (lui) in suo figlio, mentre crescerà ..

ASCOLTA Steeleye Span in “Now we are six” 1974. La medodia è sempre di tradizione popolare
I
As I was walking by yonder church wall.
I saw four and twenty young men a-playing at the ball.
I asked for my own true love but they wouldn’t let him come.
for they said the boy was young but a-growing.
II
Father dear father you’ve done me much wrong.
you’ve tied me to a boy when you know he is too young.
but he will make a lord for you to wait upon.
and a lady you will be while he’s growing.
III
We’ll send him to college for one year or two.
and maybe in time the boy will do for you.
I’ll buy you white ribbons to tie around his waist.
for to let the ladies know that he’s married.
IV
The trees they do grow high and the leaves they do grow green.
the day is passed and gone my love that you and I have seen.
it’s on a cold winter’s night that I must lie alone.
for the bonny boy is young but a-growing.
V
At the age of sixteen he was a married man.
and at the age of seventeen the father to a son.
and at the age of eighteen his grave it did grow green.
cruel dead had put an end to his growing.

LA VERSIONE ITALIANA: GLI ALBERI SONO ALTI

La versione di Angelo Branduardi parte dal 1975 con il suo album d’esordio dal titolo “La luna“, ben presto andato esaurito e “rifatto” con un’altra etichetta cinque anni più tardi: egli riprende l’arrangiamento di Joan Baez, ampliandolo con interessanti abbellimenti sia con la chitarra che con l’armonica; anche in questa versione la canzone gioca sul ricordo evocativo della donna che nel giovane figlio che cresce rivede il giovane sposo morto prematuramente: Branduardi ci dice che la donna rivede il suo amore in estate, ma non ci dice il motivo dell’allontanamento (IV strofa), così nella II strofa inizia il primo flash back della donna che ricorda il dialogo avuto con il padre l’anno prima, quando si era dovuta sposare per un tipico matrimonio d’interesse, eppure in lei era sbocciato l’amore per quel giovane ragazzo (in vero in pochissimo tempo, forse un colpo di fulmine) con il quel in una brevissima notte d’amore concepisce un bambino. Ma come apprendiamo appunto nella IV strofa il marito quindicenne (mentre lei era ventenne) viene allontanato per un anno. Nell’ultima strofa è sempre evocato il marito quindicenne diventato padre e morto poco dopo.

Il testo nella sua vaghezza si presta ad una interpretazione ambigua, di un tempo circolare e ciclico in cui il figlio ricalca le orme del padre; nel ricordo della madre-moglie le due figure si fondono così il ragazzo della I strofa potrebbe benissimo essere sia il figlio che il marito della donna.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Gulliver la luna e altri disegni 1980

I
Gli alberi sono alti, le foglie crescon verdi
Da quanto tempo non vedevi il tuo amore,
da tanto, ed oggi è tornato tutto solo:
è giovane ma crescerà.
II
Padre, o padre, mi hai fatto un grave torto
mi hai dato in moglie a chi è poco più di un bimbo,
ha quindici anni ed io già quasi venti:
è giovane ma crescerà.
III
Figlia, o figlia, non ti ho mai fatto torto,
ti ho dato in moglie al figlio di un signore,
il tuo bambino sarà ricco e rispettato:
è giovane ma crescerà.
IV
Padre, o padre, domani sarò sola,
lo manderanno lontano un anno ancora,
e al suo ritorno avrà un figlio a lui straniero:
è giovane ma crescerà.
V
Ieri al mattino seduta al tuo balcone
spiavi i ragazzi giocare per la strada,
il tuo vero amore di loro era il più bello:
è giovane ma crescerà.
VI
Un anno dopo aveva preso moglie,
il tempo passa ed è padre di un bambino,
il tempo corre ed il tuo fior sulla sua tomba:
è giovane ma crescerà.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetreestheygrowsohigh.html
http://www.musicaememoria.com/pentangle_sweet_child.htm
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/170-2/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lady_mary_ann.htm
http://sangstories.webs.com/ladymaryann.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/66005/1
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO35.html
http://www.golftoday.co.uk/history/golf_the_true_history_1.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/92.html

MAIRI’S WEDDING

Canto nunziale dedicato a Mary McNiven scritto in gaelico scozzese nel 1934 da John Bannerman e successivamente riscritto in inglese da Sir Hugh Roberton (1874-1952).

L’antefatto alla canzone è abbastanza curioso: John ha conosciuto Mary al festival annuale della cultura gaelica (Mod) di Oban in cui lei ha vinto la medaglia d’oro nella gara canora, John rimane così affascinato dalla donna e dalla sua voce da dedicarle una canzone in cui esprime tutta la sua ammirazione per lei e il desiderio di sposarla. Mary ormai novantenne ricorda ancora quel momento in un intervista in occasione del suo compleanno: “Johnny said the song was just for me. I can’t believe it became so popular. But when it was first played to me I found it very catchy — and I still do”

scottish-wedding-1940

(foto vintage del 1940 tratta da vedi)

Roberton amico e collaboratore musicale di Bannerman ha scritto nel 1936 la sua versione in lingua inglese con il titolo di The Lewis Bridal Song. Pur non restando fedele al significato originale il testo mantiene un carattere agreste infarcito con alcune parole in dialetto scozzese. Curiosamente quando il brano venne pubblicato da Roberton in “Songs of the Isles” (1951) non si cita la versione in gaelico n’è il credito a John Bannerman, per la melodia invece si indica un “noted from Dr. Peter A. MacLeod.”

A quanto risulta quindi la melodia è un vecchio brano scozzese; così come riarrangiato, orecchiabile e ripetitivo, il motivo si diffuse ben presto ed ancora oggi il brano viene eseguito da molti gruppi e musicisti folk oltre ad essere una delle più popolari canzoni cantate in occasione dei matrimoni.

ASCOLTA Van Morrison e The Chieftains in ‘Irish Heartbeat’ 1987

ASCOLTA The High Kings
ASCOLTA Alan Stivell

Chorus
Step we gaily on we go
Heel for heel and toe for toe
Arm in arm and row and row
All for Mairi'(1) s wedding

I
Over hill-way up and down
Myrtle green and bracken brown
Past the shieling(2) through the town
All for Mairi’s wedding

II
Plenty herring plenty meal
Plenty peat tae fill her creel(3)
Plenty bonny bairns(4) as weel
That’s the toast for Mairi

III
Cheeks as bright as rowans are
Brighter far than any star
Fairest of them all by far
is my darling Mairi

IV
Over hill-ways up and down
Myrtle green and bracken brown
Past the sheiling through the town
All for sake of Mairi

NOTE
1) Mairi in alcune versioni è scritto Marie ed è in scozzese per Mary
2) shieling capanna di pastori o piccolo cottage
3) creel cesto di vimini
4) bairns bambini

TRADUZIONE ITALIANO
Coro
Andiamo con passo allegro
tacco per tacco, punta per punta
braccio con braccio e fila con fila
tutti al matrimonio di Mary

I
Per le strade di collina su e giù
mirto verde e felci brune
superato il capanno e verso la città
tutti al matrimonio di Mary

II
Tante aringhe e tanto cibo
tanta torba per riempire il cesto
tanti bambini così graziosi
questo è il brindisi per Mary

III
Rosse le guance come le bacche del sorbo,
brillanti gli occhi come stelle
di gran lunga la più bella
è la mia cara Mary.

IV
Per le strade di collina su e giù
mirto verde e felci brune
superato il capanno e verso la città
tutti alla salute di Mary

MAIRI BHAN

La versione in gaelico di John Bannerman non è invece riferita al matrimonio dal punto di vista degli invitati come nella variante in Inglese, bensì al colpo di fulmine che è piombato sul bel Johnny alla vista della bella Mary, vincitrice della gara canora più ambita del tempo il MOD nazionale: così egli ne ammira la bellezza e la soavità del canto e la vuole sposare; tuttavia la storia non ebbe seguito e Mary convolò a nozze solo sei anni più tardi con il capitano di marina John Campbell di Glendale.

ASCOLTA The Lochies

ORIGINALE IN GAELICO

Gaol mo chrìdh-sa Màiri   Bhàn,
Màiri bhòidheach, sgeul mo dhàin;
‘S i mo ghaol-sa Màiri Bhàn,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.

Thuit mi ann an gaol a-raoir,
Tha mo chrìdh-sa shuas air beinn,
Màiri Bhàn rim’ thaobh a’seinn,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.

Cuailean òir is suilean tlàth,
Mala chaol is gruaidh an àigh,
Beul as binne sheinneas dàn,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.

‘S ann aig ceilidh aig a’ Mhòd
Fhuair mi eòlas air an òigh —
‘S ise choisinn am bonn òir,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.

Bidh mo ghaol do Màiri Bhàn
Dìleas, dùrachdach gu bràth;
Seinnidh sinn da chèil’ ar gràdh,
‘S tha mi ‘dol ga pòsadh.

 TRADUZIONE INGLESE

The love of my heart, fair-haired Mairi,
Beautiful Mairi, the story of my song;
She is my true love, fair-haired Mairi,
And I am going to marry her.

I fell in love last night,
My very heart is up on a mountain,
Fair-haired Mairi beside me, singing,
And I am going to marry her.

Golden locks and gentle eyes,
Narrow eyebrow and merry cheek,
Sweetest mouth to sing a song,
And I am going to marry her.

It was at a ceilidh at the Mod
I became aware of the young woman —
It was she that won the gold medal
And I am going to marry her.

My love for fair-haired Mairi will be
Faithful, sincere for ever;
Together we will sing our love,
And I am going to marry her.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
L’amore del mio cuore, Mary dai bei capelli bella Mary, l’ispirazione della canzone lei è il mio amore, Mary dai bei capelli e io la sposerò. Mi sono innamorato la notte scorsa il cuore su di una montagna Mary dai bei capelli accanto a me, che canta e io la sposerò. Riccioli d’oro e begli occhi sopracciglio fine e guancia sorridente la più dolce bocca per cantare e io la sposerò. Fu alla festa del Mod che mi accorsi di una giovane donna è stata lei a vincere la medaglia d’oro e io la sposerò. Il mio amore per Mary dai bei capelli sarà fedele, sincero per sempre; insieme canteremo il nostro amore e io la sposerò

SCOTTISH COUNTRY DANCE

Nel 1959 da James B. Cosh di Glasgow ideò una danza sulla melodia di Mairi’s wedding. Benchè composta da poche figure risulta un po’ più complicata per i principianti e non è una danza che si impara in due minuti. vedi

MHAIRI BHAN OG

macintyreNon so perché in alcuni siti questo brano viene considerato come il vecchio brano scozzese riarrangiato da John Bannerman per la versione di Mairi’s Wedding, tale riferimento può essere azzardato forse per la parte testuale, non certo per quella melodica, benchè il testo di Bannerman sia molto più essenziale e contingente al momento dell’incontro.

Si tratta invece di una slow air composta da Duncan Ban MacIntyre (1724-1812) come regalo di nozze per la moglie.

Soprannominato il Bello (Bàn – bhàn) per la sua particolare avvenenza anche in tarda età, fu considerato l’ultimo dei bardi gaelici del 1700. Donnchadh Mac an t-Saoir era la sua denominazione in gaelico scozzese ossia Duncan figlio del Carpentiere, ovvero il clan MacIntyre stanziatosi in Scozia nel XIV secolo.
Duncan era un illetterato e non sapeva scrivere, ma conosceva bene le opere di Alexander MacDonald il grande poeta della generazione precedente. Riuscì a pubblicare (ricorrendo alla dettatura) un libro dal titolo “The Gaelic songs of Duncan MacIntyre” in una prima edizione stampata ad Edimburgo nel 1790

Soprannominato anche “il bardo cacciatore di Glen Orchy” (ovvero la località in cui nacque nell’Argyllshire) ebbe una vita avventurosa e finì in prigione per aver scritto la canzone contro i pantaloni (che gli scozzesi dovevano indossare al posto del gonnellino dopo la sconfitta di Culloden)

La versione modale si trova nella collezione di Patrick MacDonald “A collection of Highland Vocal Airs” pubblicata nel 1783, spartito e testo anche in “The Elizabeth Ross Manuscript” (Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 di Elizabeth Jane Ross) vedi pdf

VERSIONE STRUMENTALE: Il brano ha un andamento sognante e dolce, ed è eseguito ai nostri tempi per lo più in versione strumentale, sia per arpa (o chitarra) che per violino, ma anche cornamusa o flauto. Spesso per formazioni in duo o in terzetto.

ASCOLTA Grace O’Malley Quartet in The speep’s dream del 2012.

VERSIONE CANTATA: Mhairi Bhan Og ovvero Oran Da Cheile Nuadh-Poste (Song To His Newly Wedded Wife) tratta da The Gaelic songs of Duncan MacIntyre di George Calder 1921 vedi testo

ASCOLTA James Graham. L’arrangiamento strumentale è essenziale in una venatura più malinconica o nostalgica.

ASCOLTA qui nella sola linea melodica del canto in versione integrale (tratto da http://www.tobarandualchais.co.uk un archivio poderoso raccolto in tutta la Scozia a partire dal 1930)