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Piw ‘zo mestr?

Poesia di Yann-Bêr Piriou, grande studioso di letteratura bretone, difensore della lingua bretone e poeta militante, composta e interpretata da Gweltaz Ar Fur, Piw ‘zo mestr? (Chi è il maestro?) -brano al momento non reperibile in rete.


I
Pa rankomp luskell hor melkoni
Gant hiraezh d’ar c’hantvedoù kent
Ha kuitaet o deus hon domani
Anelerc’h hag an erevent?
II
Perak tamall hon enebourion
M’hon eus na kalon na divrec’h?
An teodoù flour a zo treitourion
Diwar hetiñ n’eus ket a drec’h.
III
Ha bez’ e vo kaeroc’h hêrezh
Eget trefoedach an enkrez
Eget luc’hach an dienez
Eget tunodo ruz ar vezh
Eget ar parlant rust ha fraezh
Eget hor yezh a wirionez
Diaes?
Aner eo klemm ha lez-ober
Piv a zo mestr e skol ar gêr
Lenner?
IV
Komz a ran brezhoneg
d’am bugale
ha te?
Traduzione italiana e note di Flavio Poltronieri
I
Anche se dobbiamo cullare la nostra malinconia
Conservando la nostalgia dei secoli passati
Hanno lasciato il nostro territorio
I cigni e i draghi?
II
Perché accusare i nostri nemici
Se non abbiamo né cuore né braccia?
Le lingue dolciastre sono traditrici
Non desiderose di vittoria.
III
Sarebbe una miglior eredità
Il patois [1] dell’angoscia
L’argot [2] della miseria
Il tunodo [3] rosso della vergogna
Il linguaggio rude e chiaro
La nostra lingua della verità
Difficile?
E’ inutile lamentarsi e lasciar fare
Chi è dunque il maestro nella scuola della casa
Lettore?
IV
Io parlo la lingua bretone
ai miei figli
e tu?

testo in bretone trascritto all’ascolto da Flavio Poltronieri nella grafia “unificata”
NOTE del traduttore
[1] Patois: è un termine (sovente usato in modo dispregiativo) che descrive una lingua diversa da quella dominante e che si presume venga utilizzata da individui rurali o comunque arretrati culturalmente. Deriva dal francese antico patoier, che significa gesticolare, da patte ovvero zampa. In Francia vengono chiamati così dialetti e lingue regionali quali ad esempio l’occitano, il savoiardo, il piccardo o per l’appunto il bretone, ma può essere utilizzato anche per descrivere un cittadino francese che non sia parigino. Viene utilizzato anche in Italia per definire degli idiomi regionali alpini del nord-ovest, quali il dialetto valdostano, le parlate gallo-italiche o il franco-provenzale di alcune valli piemontesi. 
[2] Argot: si può definire come il corrispondente francese dell’inglese “slang”. Non ne esiste uno solo ma diverse parlate in varie epoche in seno alle più disparate classi sociali, fondamentalmente con lo scopo di escludere gli estranei dalla comunicazione o anche di rafforzare il senso di appartenenza ad un gruppo. Per sua stessa natura quindi ha bisogno continuamente di un processo di rinnovamento (alcune canzoni in questo linguaggio sono presenti nel sito Antiwar Songs).
[3] Tunodo: trattasi di un linguaggio correntemente parlato dalla popolazione trégoroise de
La Roche-Derrien, comune di poco più di mille abitanti situato nel dipartimento della Côtes-d’Armor nel nord della Bretagna.

Per il brano riportato nell’ascolto dal titolo Er soudarded zo gùisket é ru vedasi https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=6381

LINK
http://www.lefolkfrancaisnexistepas.fr/?p=3131
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=en&id=51365
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=55466&lang=it

5 Risposte a “Piw ‘zo mestr?”

  1. Ulteriori testi poetici di Yann-Ber che ricordo musicati e inseriti in dischi bretoni sono:

    – “Ne Bado Ket Atao” (“Questo non durerà per sempre”) interpretato da Alan Stivell in: “E Langonned” 1974
    di cui propongo anche una traduzione spagnola qui:
    https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4167&lang=it

    – “Ever (A-viskoazh ha da viken)” (“Per sempre”) interpretato da Alan Stivell in:
    “1 Douar” 1998

    – “Planedenn” (“Destino”) interpretato dal gruppo Gwalarn nell’LP “Selaouit, Koz Ha Yaouank” (“Ascoltate giovani e vecchi”) 1983 – MAI RISTAMPATO IN CD

    Se qualcuno volesse infine ascoltare direttamente le poesie dalla voce dell’autore, è reperibile il libro “Kestell Traezh”, pubblicato nel 2001, con allegato un CD audio dove Yann-Ber è accompagnato dal famosissimo pianista bretone Didier Squiban e da sue composizioni musicali originali.

  2. Per completezza d’informazione bisogna aggiungere che anche Gilles Servat ha musicato e cantato “Planedenn” in “La Liberté brille dans la nuit” nel 1975. A proposito di questo disco si può leggere un mio ricordo inserito il 23/7/2018 in questa pagina:

    https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=47248

    Anche il caro Manu Lannhuel nel 1974 ha musicato il testo di “Pic’hirinadenn” di Yann-Ber Piriou in un oscuro 45 giri IRIS come retro della sua fantastica “Passant par les chaps le long de la rivière” (il brano è stato poi inserito nel 1976 anche nel disco collettivo in sostegno alle famiglie dei detenuti politici bretoni “Kan Bale Lu Poblek Breizh). Le informazioni le trovate qui:

    https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=55365

    Rimane infine da aggiungere che nel disco “Bonedoù Ruz” di Gweltaz è presente anche un altro testo di Yann-Ber dal titolo “Diaspora” che qui:

    https://www.discogs.com/it/Gweltaz-Bonedo%C3%B9-Ruz-/release/4442646

    viene erroneamente attribuito a Norbert Periault che invece è il chitarrista autore della musica.

  3. La melodia di “Piw ‘zo mestr?” è composta da Gweltaz Ar Fur (il cui nome all’anagrafe è Gildas Le Fur).
    Premesso ciò, purtroppo la canzone non è reperibile in rete (come non lo era il suo testo originale).
    Invece quella che ascoltiamo qui sopra è la famosissima “Er soudarded zo gùisket é ru” (“Ar soudarded zo gwisket e ruz”) scritta da suo padre Max Ar Fur, (oramai a tutti gli effetti divenuta canzone popolare e interpretata da molti) e l’immagine raffigura la copertina del 45 giri NOROIT da cui è tratta: è la medesima che apre la facciata B dell’LP WEA di cui ho parlato nel mio precedente intervento.
    Mi ricordo che nel 2009 Gweltaz era entrato pure nel Consiglio Municipale di Quimper e aperto la sua terza libreria a Lorient dove trovai parecchie chicche musicali come il 45 giri “Kanaouennoù Evit Ar Vugale” inciso a supporto della prima scuola in lingua bretone Diwan verso la fine degli anni ’70, con la partecipazione di Denez Abernot, Dan Ar Bras e altri e che conteneva anche un altro testo anonimo musicato da Gweltaz, “Ar C’hi Talabarder” (che non appare in nessun altro disco). In una di quelle occasioni scoprii che amava a tal punto la lingua da aver sempre parlato con il figlio Kevin solamente in bretone.

  4. Gweltaz Ar Fur è nato a Hennebont nel 1950 e ha iniziato a prendere coscienza delle sue radici bretoni all’età di 14 anni quando la sua famiglia si è trasferita a Metz. Qualche anno dopo mentre studiava a Rennes, pur possedendo una scarsa tecnica strumentale e un registro vocale assai limitato, componeva le sue prime canzoni. L’epoca di lotte lo coinvolse completamente. I gruppi che allora amava erano Steeleye Span, Pentangle, Fairport Convention. Per uno straordinario colpo di fortuna, addirittura la WEA gli permise di incidere un disco nei suoi prestigiosi studi parigini situati sui Champs-Elysées e lui pensò di intitolarlo Champs Celtiques. Ma l’etichetta impose il più “funzionale alle vendite” “Chants Celtiques” e grazie alla pubblicità corposa, il disco vendette in effetti un milione di copie. Era il 1973. Subito dopo Gweltaz, l’antimilitarista, dovette partire per il servizio alla bandiera e quando ritornò la WEA lo scaricò senza troppi scrupoli. Incise quindi frettolosamente un secondo disco per la ben più modesta MUSIDISC che, ricordo, trovai per pochi spiccioli al Mercato delle Pulci e poi per un terzo disco “Mebay ‘vo glaw…”si dovette attendere…..35 anni! Il suo tempo preferì impiegarlo a curare le scuole elementari bretoni Diwan, l’apertura di tre librerie celtiche in Bretagna e l’impegno ecologista.

    In Bretagna, in aggiunta a quelle indicate da Cattia, altre significative interpretazioni di testi di Yann-Ber Piriou, sono state:

    Gilles Servat nel suo secondo disco “Ki du” nel 1973
    https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=9596

    Alan Stivell nell’album “E Langonned” nel 1974:
    https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=818

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