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Tha Mo Leabaidh ‘san Fhraoch

Stemma del clan Cameron di Lochiel, il motto originario era: Mo Righ ‘s Mo Dhuchaich (For King and Country)

Read the post in English

“Tha Mo Leabaidh ‘san Fhraoch” (In the Heather’s My Bed) è un canto giacobita risalente al 1747 attribuito ad un guerriero highlander sostenitore della causa giacobita tale Dougal Roy Cameron.
La storia legata alla canzone è oltremodo avvincente: Dougal Roy Cameron (MacGillonie/MacOllonie) (oppure Dughall Ruadh Camaran) era un soldato nel reggimento di Donald Cameron di Lochiel, preso prigioniero nella battaglia di Culloden (o in qualche conflitto appena precedente) e poi liberato il 15 luglio 1747.
Poco prima della cattura aveva appreso della morte del fratello, giustiziato per ordine di uno spietato ufficiale di nome Grant di Knockando, mentre era in procinto di arrendersi insieme ai suoi comagni. Alcuni Cameron, che avevano assistito da vicino all’esecuzione, assicurarono che il capo plotone era un ufficiale che indossava una redingote blu e cavalcava un cavallo bianco. Al suo rilascio Dougal andò alla ricerca di quell’ufficiale per ucciderlo e lo trovò nei pressi del Loch Arkaig, ma ci fu uno scambio di persona  e uccise Munro di Culchairn che indossava la stessa giubba. Ecco perchè il nostro fuorilegge trascorre le notti insonni, nascosto in qualche buio e umido anfratto tra le forre, pentendosi di non essere riuscito nell’intento di vendicare il sangue del fratello .
Alla storia personale del guerriero s’intreccia la delusione per l’amara sconfitta della causa giacobita (attribuita come da copione al volta faccia di alcuni tra i maggiori capi clan) e la speranza di un ritorno trionfale del Bel Carletto.

ASCOLTA The Lochies riassumono il testo in otto strofe, per la versione integrale qui

I
Tha mo leabaidh ‘san fhraoch
Fo shileadh nan craobh,
‘S ged tha mi ‘sa choille
Cha do thoill mi na taoid.
II
Tha mo leab’ air an làr
‘S tha mo bhreacan gun sgàil,
‘S cha d’fhuair mi lochd cadail
O’n a spaid mi Cùl Chàirn.
III
Tha mo dhùil ann an Dia
Ged a dhìobradh Loch Iall,
Fhaicinn fhathast na chòirneal
An Inbhir Lòchaidh seo shìos.
IV
Bha thu dìleas do’n Phrionns’
Is d’a shinnsre o thùs,
‘S ged nach tug thu dha t’fhacal
Bha thu ceart air a chùl.
V
Cha b’ionnan ‘s MacLeòid
A tha ‘n-dràsd’ aig Rìgh Deòrs’,
Na fhògarrach soilleir
Fo choibhreadh ‘n dà chleòc.
VI
Cha b’ionnan ‘s an laoch
O Cheapaich nan craobh
Chaidh e sìos le chuid ghaisgeach,
‘S nach robh tais air an raon.
VII
Ach nuair a thig am Prionns’ òg
Is na Frangaich ‘ga chòir,
Théid sgapadh gun taing
Ann an campa Rìgh Deòrs’.
VIII
‘S ged tha mis’ ann am fròig
Tha am botal ‘nam dhorn,
‘S gun òl mi ‘s chan àicheadh
Deoch-slàint a’ Phrionns’ òg.
Traduzione inglese*
I
In the heather ‘s my bed
‘Neath the dew-laden trees,
And though I’m in the green-wood
I deserved not the ropes.
II
My bed’s on the ground
And uncovered’s my plaid,
Sleep has not come upon me
Since I murdered Culchairn.
III
My hope rests in God,
Though Lochiel has gone,
I’ll yet see him a colonel
In Inverlochy down here.
IV
Thou wast true to the Prince
And his race, from the first,
Though thou hadst never promised
Thou didst give him true aid.
V
Not so did MacLeod,
Who is now for King George,
A manifest outcast
‘Neath the shade of two cloaks.
VI
Not so the warrior brave
From Keppoch of the trees,
Who charged down with his heroes,
Unafraid on the field.
VII
But when comes the young Prince
With the Frenchmen to aid,
Unthanked will be scattered
The camp of King George.
VIII
And though I’m in a den,
There’s a glass in my hand,
And I’ll drink, and refuse not,
A health to Prince Charles.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
L’edera è il mio giaciglio
sotto gli alberi carichi di rugiada
e sono (nascosto) nel folto del bosco
perchè non meritavo l’impiccagione
II
Il mio giaciglio è la terra
e mi corpo con il mantello (1)
ma il sonno non viene
da quando ho ucciso Culchairn (2)
III
La mia speranza affido a Dio
anche se Lochiel (3) è partito
lo vedrò ancora colonnello
laggiù a Fort William (4).
IV
Tu eri un seguace del Principe
e alla sua causa, dal principio
e senza aver prestato giuramento,
gli desti il tuo aiuto sincero
V
Non così fece MacLeod (5),
che ora parteggia per Re Giorgio
un palese reietto
colui che serve due padroni (6)
VI
Non così il guerriero coraggioso
da Keppoch degli alberi (7)
che andò all’assalto con i suoi eroi
senza paura sul campo di battaglia
VII
Ma quando ritornerà il giovane Principe
aiutato dai Francesi (8)
in un amen sarà disperso
l’esercito (9) di Re Giorgio
VII
Anche in questo nascondiglio (10)
alzo il bicchiere
e non mi rifiuterò di bere
alla salute del Principe Carlo

NOTE
* John Lorne Campbell in “Highland Songs of the ’45” (1932)
1) è il pratico kilt del montanaro scozzese: Il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi).  Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico”abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!) Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera. (continua)
2) il capitano Murno di Culcairn che aveva preso in prestito il mantello (o la giubba) di Grant
3) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) soprannonimato semplicemente “Gentle Lochiel” per i suoi atti di magnanimità nei confronti  dei prigioneri,  fu tra i più influenti capoclan tradizionalmente fedele alla Casa Stuart. Si unì al Principe Carlo nel 1745 e dopo Culloden fuggì in Francia dove morì in esilio. La sua famiglia fu riabilitata e reintegrata nel titolo con l’amnistia del 1748.
4) Fort William a Inverlochy: uno dei forti che faceva parte della catena di fortificazioni (insieme a Fort Augustus e Fort George) utilizzata per tenere sotto controllo le possibili rivolte giacobite. E’ rimasto come presidio militare fino al 1855. Fort William è il centro più importante della Scozia, snodo ferroviario e stradale (qui si dipartono la West Highland Way e la Great Glen Way).
5) McLeod di McLeod ha promesso il suo sostegno al Principe per rimangiarsi la parola quando l’ha visto arrivare senza soldi e senza uomini. La sua defezione ha pesato pesantemente nel fallimento della rivolta.
6) Nel Medioevo il servizio feudale al proprio sire era tributato simbolicamente mettendosi “sotto al suo mantello”, così anche alla sposa durante la celebrazione del Matrimonio veniva appoggiato il mantello del futuro marito sulle spalle, in segno di sottomissione
7) Alexander McDonald di Keppoch morì alla testa del suo clan a Culloden mentre il resto dei McDonalds ripiegava
8) il Bel Carletto non ritornerà più in Scozia vedi
9) letterlamente l’accampamento
10) dopo Culloden molti guerrieri cercarono rifugio in grotte e anfratti per sfuggire ai rastrellamenti delle truppe inglesi:  nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

continua

APPROFONDIMENTO
https://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

https://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/

FONTI
https://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Cameron
http://chrsouchon.free.fr/hamoleab.htm

The Bonny Moorhen

Ennesima jacobite song made in Scozia, scritta in codice e in cui l’uccello invocato non è un “moorhen” ma il Bel Carletto.
La melodia è quantomeno seicentesca (in Henry Atkinson MS, 1694, dal titolo “Take tent to the rippells good Man”).
C’è anche una versione goliardica di Robert Burns riportata nelle “Merry Muses of Caledonia” uscito postumo dal titolo “The Bonie Moo-hen” a hunting song”: nella versione di Robert Burns si tratta di una battuta di caccia alla gallinella d’acqua (vedi). Il poemetto è un linguaggio cifrato tra lui e la bella Nancy McLehose con cui il bardo intratteneva una relazione adulterina, ennesima prova di una loro relazione molto più carnale di quanto sia stato lecito supporre nei salotti edimburghesi del tempo.

Bear McCreary ne ha fatto un personale arrangiamento strumentale per la serie Outlander (stagione 1) con il titolo “Tracking Jamie” in Outlander: Season 1, Vol. 2 (Original Television Soundtrack)  ascolta su Spotify (qui)

LA VERSIONE TRADIZIONALE

La bella gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) –  il maschio e la femmina hanno una livrea identica con colorazione prevalentemente marrone scuro-grigio e nera – porta i colori del vecchio tartan Stuart: becco rosso acceso, zampe verdi, piumaggio nero e grigio con una spruzzata di bianco, e molto probabilmente proprio per questo è stata presa come avatar del  “giovane” e ultimo pretendente Stuart al trono di Scozia, tuttavia alcuni ritengono offensivo paragonare il bel principe a una gallinella (moor-hen) e preferiscono considerare il termine come un ulteriore allusione al moor-cock!
Già in “The mountain streams where the moorcocks crow” mi sono soffermata sul Moorcock, perchè ben due uccelli si condendono il nome: il gallo cedrone ma anche la pernice di Scozia, entrambi della famiglia dei fagiani. (continua)

La versione testuale proviene da “The Jacobite Relics of Scotland, being the Songs, Airs and Legends of the Adherents to the House of Stuart”( James Hogg, 1818)
ASCOLTA The Corries


I
My bonnie moorhen,
my bonnie moorhen,
Up in the grey hills,
and doon in the glen,
It’s when ye gang butt the hoose,
when ye gang ben
I’ll drink a health tae
my bonnie moorhen.
II
My bonnie moorhen’s gane
o’er the main,
And it will be summer
till she comes again,
But when she comes back again
some folk will ken,
Oh, joy be with you
my bonnie moorhen.
III
My bonnie moorhen
has feathers anew,
And she’s a’ fine colours,
but nane o’ them blue,
She’s red an’ she’s white,
an’ she’s green an’ she’s grey
My bonnie moorhen come hither way.
IV
Come up by Glen Duich,
and doon by Glen Shee
An’ roun’ past Kinclaven
and hither by me,
For Ranald and Donald
lie low in the fen,
Tae brak the wing o’
my bonnie moorhen.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
La mia bella gallinella d’acqua,
la mia bella gallinella
su per le grige colline
e giù nelle valli
è quando uscirai di casa
per venire qui [1]
berrò alla salute della mia bella gallinella d’acqua
II
La mia bella gallinella d’acqua
è andata oltre il mare
ma quando sarà estate
ritornerà di nuovo
e quando ritornerà,
e lo sapete bene
che la gioia sia con te [2]
mia bella gallinella
III
La mia bella gallinella
ha un nuovo piumaggio,
ha tanti bei colori,
ma tra di essi non c’è l’azzurro.[3]
Rosso e bianco
e verde e grigio[4]
la mia bella gallinella verrà quaggiù
IV
Vieni su per Glenduich
e giù per Glendee
e superato Kinclaven[5]
e poi da me
perchè Ranald e Donald[6]
sono acquattati nel fango
per spezzare le ali
alla mia bella gallinella

NOTE
1) “when ye gang but the house, when ye gang ben…” =when you go out of the house and when you come in. Il Bonny Prince si trova esule in Francia
2) frase tipica di un brindisi benaugurale
3) blu significa anche triste
4) sono i colori del tartan stuart
5) a detta di James Hogg un itinerario non corretto
6) i soldati inglesi, anche se Ranald e Donald sono nomi tipicamente scozzesi, si vuole forse alludere ai traditori

LA VERSIONE DELLA FAMIGLIA CARTHY

E’ una versione testuale completamente diversa anche se cantata sulla stessa melodia (vedi)

FONTI
http://www.luontoportti.com/suomi/en/linnut/moorhen
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/bonnymoorhen.html
https://mudcat.org//thread.cfm?threadid=10726
http://chrsouchon.free.fr/moorhen.htm
http://www.robertburns.org/works/157.shtml
https://nslmblog.wordpress.com/2015/01/16/the-bonie-moorhen-1788/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=50450&lang=en

Bannocks of Barley

IL BANNOCK SCOZZESE

La preparazione di questa alternativa del pane cotto in forno è antichissima, perchè per ottenere il primo pane nella storia probabilmente si schiacciarono tra due pietre i chicchi dei primi cereali coltivati,  e con l’aggiunta di acqua si cossero in strati sottili su delle pietre piatte poste sul fuoco (o tra la cenere). L’ulteriore variante fu poi la cottura nella padella in ghisa dei traveiller e dei primi pionieri d’oltreoceano.
Il bannock scozzese ha uno spessore maggiore rispetto alle varianti tipo piadina o gallette (come di chiamano in Bretagna) o alle miacce della Valsesia perchè si stende un po’ spesso, circa alto uno o due dita; storicamente è stato il pane dei pionieri americani e canadesi, che però aveva già il suo equivalente tra i popoli nativi i quali lo preparavano con la farina di mais (o con il grano integrale). Le farine d’un tempo erano quelle d’avena o d’orzo che meglio si adattano ai climi estremi del Nord, un pane preparato in fretta e senza lasciarlo lievitare, anche se nel tempo con l’aggiunta di un po’ di lievito, si trasforma in focaccia e con una manciata di uvetta diventa addirittura un dolce. Una cottura ancora alternativa è quello della frittura.
Il problema della cottura sulla fiamma viva di un fuoco da campo è la distribuzione del calore perchè se il fuoco è troppo vivo, si rischia di bruciare la crosta e di lasciare l’interno poco cotto (il mio consiglio è d’imparare direttamente da chi ha già esperienza). In mancanza di padella l’impasto un po’ più denso viene avvolto intorno a un bastoncino di legno e cotto sopra le fiamme.

LA RICETTA DELLE ISOLE ORCADI

I Bannock d’orzo hanno un sapore caratteristico un po’ dolciastro e sono cotti sulla piastra/padella invece che nel forno, perfetti per la vita da campo dei rudi montanari scozzesi (e del rancio dei guerrieri scozzesi).
La ricetta presa da Elizabeth’s kitchen diary è molto semplice: 2 tazze di farina d’orzo, 1 tazza di farina di grano, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio e 1 di crema di tartaro (ok oggi possiamo usare tranquillamente lo lievito in polvere), un pizzico di sale. L’aggiunta dello lievito rende più appetibile ai palati moderni questo tipo di pane, ma un tempo si doveva trattare di una semplice miscela di farina e acqua, io uso il lievito istantaneo in polvere sciolto nel latticello, ma fate un po’ come vi pare, anche il bicarbonato può andare. Come per tutti gli impasti che devono restare morbidi si devono maneggiare il meno possibile.
Fare una fontanella con tutti gli ingredienti secchi, aggiungere tanto latticello quanto basta per ricavare una palla, (usando la stessa tazza dosare 3/4 di latticello, l’aggiunta della parte liquida è da fare però a occhio, in base alla consistenza da dare all’impasto) spianare la pasta con un po’ di farina dando la forma rotonda -si può fare un unico “pane tondo” (con il segno della croce impresso con il manico di legno) o tagliarlo in quarti.
Scaldare una padella di ghisa (senza ungerla, ma c’è chi la unge)  fino a farla diventare ben calda. Cuocere per circa 5/10 minuti su ogni lato senza scordare i bordi.
Per gustarlo al meglio tagliate il bannock ancora caldo aprendolo in due e spalmateci sopra il burro. Servire caldo con formaggio tipo fontina o asiago (che non è la stessa cosa del formaggio delle Orcadi, ma .. è da provare con i formaggi italiani a pasta semi molle anche quelli erborinati)

LA RICETTA STORICA

Un’altra versione (qui) aggiunge invece le due farine d’orzo e d’avena, sale, un po’ di burro e del latte e suggerisce un curioso procedimento per amalgamare gli ingredienti: sbriciolare il burro nelle farine come quando si prepara la pasta frolla (burro freddo che si consiglia di grattugiare per amalgamare più velocemente) e poi mettere a mollo nel latte in modo che risulti ben bagnato ma non troppo e lasciare riposare 15 minuti. Presumo che questo tipo di preparazione sia dovuta al fatto che si macinino “in casa” i chicchi (usando un frullatore, o il vecchio macinino del caffè) e che quindi non si ottenga una vera e propria farina. Come sia dopo l’ammollo si impasta con della farina d’avena e si procede spianando in forma tonda. Per la cottura in padella indica 15 minuti per lato

IL BANNOCK BISCOTTINO

Diciamolo francamente, la cottura in forno è migliore, l’impasto si cuoce bene anche all’interno, senza rischio di bruciacchiature e mezze cotture come in padella. Così elaborando appena un poco la ricetta precedente si ottengono dei gustosi (per il palato scozzese) biscottini (oatcake) da abbinare a un accostamento agrodolce, tipo formaggio e marmellata (o a burro/formaggio e miele).
La ricetta (qui) una miscela farina di grano (2 tazze) e d’avena (1 tazza), poco zucchero  e lievito, il solito pizzico di sale, burro a temperatura frigo, latte e yogurt (o il latticello se avete appena preparato il burro fresco). Procedere come al solito per la preparazione della pasta frolla (parte secca + burro  grattugiato) poi quando il burro è tutto sbriciolato aggiungere la parte liquida e mescolare con un cucchiaio di legno e poi continuare a impastare aggiungendo della farina fino a quando l’impasto non è più appiccicoso. Invece di usare gli stampini, modellare la pasta come un salame e tagliare a fette spesse 1 cm circa, se invece vogliamo fare dei biscottini rettangolari modellare un salamino più lungo e sottile (come per gli gnocchi). Cuocere a 200° per 10-15 min

IL BANNOCK LIEVITATO

Ed eccoci arrivare alla versione pane dolce lievitato, nella ricetta del Selkirk Bannock (qui e qui) si usa una farina forte (500 gr), lievito di birra, acqua o latte tiepido per attivare la lievitazione, un etto abbondante di burro (100-150 gr), 50/100 gr di zucchero e  uvetta a piacere.
Un tempo era preparato con la farina d’orzo, ma per farlo lievitare bene è preferibile la farina di grano; questo dolce più ricco è probabilmente il Bride bannock (bonnach Bride) descritto da Alexander Carmichael, che le donne sposate preparavano per la festa di Imbolc.

E mentre stiamo ai fornelli ascoltiamoci un po’ di musica tradizionale scozzese

Bannocks o’ bear meal

Sulla melodia tradizionale The Killogie nel 1688 Lord Newbottle scrisse una poesiola satirica, con il titolo di “Cakes o’ Croudy” (Crowdie è una densa pastella di farina e acqua preparata per la cottura sulla piastra). In Scozia questo tipo di satira si dice Pasquil proprio come le nostre “pasquinate” in cui il popolo sfoga il suo malumore verso i potenti. Trasformata da Robert Burns in una canzone giacobita per la raccolta dello “Scots Musical Museum” (1796). Anche James Hogg ha pubblicato un testo simile a quello di Burns con il titolo  “Cakes o’ Croudy”  (“Jacobite Relics”, 1819) che prende anche il titolo di Bannocks o Barley: nella canzone si rende omaggio ai guerrieri dei clan scozzesi (i Montanari della Scozia alta e delle Isole) che combatterono per cercare di rimettere sul trono l’ultimo pretendente della casa Stuart
lads wi the bannocks o’ barley (i ragazzi che mangiano panini d’orzo)

Non posso fare a meno di notare che anche i ribelli irlandesi del 1798 furono associati all’orzo “L’orzo che si muove nel vento”:  pare che sulle fosse comuni dove venivano seppelliti i “croppy boys“, crescesse l’orzo, germogliato dalle razioni di cibo che si portavano in tasca; così lo spirito del nazionalismo irlandese non poteva essere distrutto e tornava a rinasce.

Al momento in rete di Bannocks o Barley si trovano le versioni classiche nelle variazioni di Haydn, oppure nel The Complete Songs of Robert Burns, Vol. 6 (qui)

ASCOLTA Daniela Bechly su Spotify la versione classica su arrangiamento di F.J. Haydn; il testo è però “Argyle is my name” (testo qui)
ASCOLTA in verisone marcia del Gloucester Regiment detta anche “Kinnegad Slashers” (una variante di Brian O’Linn e per questo viene archiviata talvolta come melodia irlandese)

The Kinnegad Slashers
Bannocks o’ Barley Meal

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS
Bannocks o’ bear meal (1),
Bannocks o’ barley,
Here’s to the Highlandman’s
Bannocks o’ barley!
I
Wha in a brulyie
Will first cry ‘ a parley’?
Never the lads
Wi the bannocks o’ barley!
II
Wha, in his wae days,
Were loyal to Charlie (2)?
Wha but the lads
Wi the bannocks o’ barley!


LA VERSIONE DI JAMES HOGGS
I
Bannocks o’ bear meal,
Bannocks o’ barley,
Here’s to the Highlandman’s
Bannocks o’ barley!
Wha in a bruilzie
will first cry ” a parley ?”
Never the lads
wi’ the bannocks o’ barley !
II
Wha was it drew
the gude claymore for Charlie ?
Wha was it cowed
the English lowns rarely ?
An’ clawed their backs
at Falkirk (3) fairly ?
Wha but the lads
wi’ the bannocks o’ barley !
III
Wha was’t when hope
was blasted fairly,
Stood in ruin (4)
wi’ bonny Prince Charlie?
An’ ‘neath the Duke’s (5)
bluidy paw dreed fu’ sairly ?
Wha but the lads
wi’ the bannocks o’ barley !
Traduzione italiano di Cattia Salto
Panini (tortino) di farina d’orzo (1),
panini d’orzo
per gli Highlanders
panini d’orzo!
I
Chi nella lotta
griderà per primo “tregua”?
Nessuno dei ragazzi
che mangia panini d’orzo!
II
Chi nei giorni del dolore
fu fedele a Carletto (2)?
Chi se non i ragazzi
che mangiano panini d’orzo?!


Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Panini (tortino) di farina d’orzo,
panini d’orzo
per gli Highlanders
panini d’orzo!
Chi nella lotta
griderà per primo “tregua”?
Nessuno dei ragazzi
che mangia panini d’orzo!
II
Chi ha sferrato il colpo con il suo valoroso spadone per Carletto?
Chi ha intimidito
le canaglie inglesi?
E artigliato finalmente
le loro schiene a Falkirk (3)?
Chi se non i ragazzi
che mangiano panini d’orzo?!
III
Chi fu, quando la speranza
venne spazzata via,
ad ergesi tra le rovine (4)
con il bel Carletto?
E sotto la zampa insanguinata
del Duca (5) tremò pieno di rimpianto?
Chi se non i ragazzi
che mangiano panini d’orzo?!

NOTE
1) bear (che si pronuncia proprio come la parola inglese per “orso” è un tipo particolare d’orzo coltivato nell’antichità nelle isole Orcadi, usato sia per la panificazione che per la birra. Gli storici presumono che sia arrivato nelle isole (Orcadi e Shetland) insieme ai vichinghi, è seminato in primavera e raccolto in estate ( per la sua rapida crescita è detto anche l’orzo dei 90 giorni).
2) il nostro Bonny Prince
3) la battaglia di Falkirk fu la più grande battaglia della Rivolta giacobita combattuta il 17 gennaio 1746 tra gli Inglesi e i sostenitori di Charles Edward Stuart  (vedi) già nel 1298 si era dispitata un’altra battaglia tra gli Inglesi e i ribelli scozzesi di William Wallace, vinta da Edoardo I a caro prezzo. Purtroppo, però, anziché riprendere l’avanzata verso sud,  il principe Carlo Edoardo preferì fermarsi a Inverness con l’intenzione di svernarvi.
4) Christian Souchon nella sua traduzione suggerisce ” si sacrificò fino alla morte”
5) il Duca di Cumberland chiamato dagli amici “il macellaio”, e paragonato ad un orso sanguinario:  gli scozzesi furono sconfitti pochi mesi dopo la vittoria di Falkirk nella battaglia di Culloden, anche quel giorno pioveva era il 16 aprile 1746 continua

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/bannocks_o_bear_meal.htm
http://chrsouchon.free.fr/bannock.htm
http://chrsouchon.free.fr/croudy.htm
http://abcnotation.com/tunePage?a=www.campin.me.uk/Flute/Webrelease/Flute/09Duet/09Duet/0002

RICETTE
http://ontanomagico.altervista.org/alimentazione.html
http://ontanomagico.altervista.org/cereali.htm
http://outlanderkitchen.com/2014/08/13/bannocks-castle-leoch/
https://www.elizabethskitchendiary.co.uk/2013/04/orkney-beremeal-bannocks.html/
https://honey-guide.com/2013/11/24/bere-and-beremeal-bannocks/

https://www.bbcgoodfood.com/recipes/1129665/selkirk-bannock
https://foodanddrink.scotsman.com/food/a-history-of-the-selkirk-bannock-including-recipe-for-making-your-own/

TRANENT MUIR

Adam Skirving (circa 1746) scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans, la prima con una venatura comica è la ben più famosa “Johnnie Cope“; la seconda invece dal titolo “Tranent Muir” è quasi un reportage di guerra. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir, per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia, sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir; la battaglia si svolse in effetti proprio nei pressi del villaggio,  nella piana semi-paludosa tra Tranent e Prestonpans, ma la proclamazione a Re del Bel Carletto sarà solo una effimera stagione che condurrà i fedeli highlanders alla disfatta di Culloden!

LA CARICA DEGLI HIGHLANDER

Gli scozzesi così andavano in battaglia: all’assalto!
La famigerata carica dei rudi montanari scozzesi consisteva nel correre precipitosamente verso la schiera dei nemici, slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid; procedevano con impeto, a grandi balzi, urlando come ossessi, (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo) e brandendo minacciosamente la tipica spadona detta claymore.
Il vero kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia come nel più tardo little kilt, una pratica coperta-materasso in cui avvolgersi la notte dormendo all’aperto, sotto un cielo di stelle (ma anche sotto la pioggia) – così era la tempra con cui si forgiava il carattere.
Nelle rievocazioni storiche il particolare del kilt lasciato cadere a terra viene per lo più omesso, caso mai si esibiscono maschi petti villosi senza camicia .

Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope
(vedere prima parte)


per il brano del video YE JACOBITES BY NAME

TRANENT MUIR

La canzone è quasi un reportage di guerra, dalle tredici strofe e più, il testo riportato da David Herd in “Ancient and Modern Scottish Songs”, Volume 1, page 109, 1776 è collezionato anche nello “Scots Musical Museum” Volume III N°102, 1790; opportunamente sforbiciato in quella che è diventata la versione standard da Archie Fisher e ridotto a sei strofe.

La melodia risale al 1694 (qui) anche con il nome di “The Battle of Killicrankie”, ‘Gillicrankie’ (Killikrankie) “Original Sett of Killiekrankie” (in Gow “First Repository”, 1799 ) ma Archie Fisher ne riporta una diversa forse proveniente dalla tradizione orale, e registra il brano nel 1969 con il titolo di “The Battle of Prestonpans”

ASCOLTA Archie Fisher in “The Fate O’Charlie”, 1969

ASCOLTA The Corriers

sono stati però i Tannies come affettuosamente vengono chiamati a rielaborare il brano e a presentarlo in modo nuovo e più scintillante
ASCOLTA Tannahill Weavers in “The best of the Tannahil Weavers”, 1979-1989

TRANENT MUIR
I
The chevalier being void o’ fear
did march doon Birsle Brae man (2)
Through Tranent e’er he did stent (3)
as fast as he could gae man
While General Cope did taunt and mock
wi’ many a loud hurrah man
E’er next morn proclaimed the cock
we heard another craw man
II
The brave Lochiel as I heard tell
led Cameron on in cloods (6) man
The morning fair and clear the air
they loosed wie devilish thuds man
Doon guns they threw and swords
they drew and soon did chase them aff man
On Seaton’s crafts (7) they burst their chafts(8)
and gart them run like daft man
III
The bluff dragoons swore blood and oons
they’d mak’ the rebels run man
And yet they flee when them they see
and winnae fire a gun man
They turned their backs the fit tae crack (9)
such terror siezed them a’ man
Some wet their cheeks some fyled their breeks
and some for fear did fa’ man
IV
Smith (10) made sic’ haste sae spurred his beast
‘twas little there he saw man
Tae Berwick rade and safely said
the Scots were rebels a’ man
O’er Soutra Hill ere he stood still
afore he tasted meat man
Lang may he brag on his swift nag
that bore him aff sae fleet man
V
But Gardner brave did still behave
like to a hero bright man
His courage true, like him were few,
that still despised flight man
For king and laws and country’s cause
in honours bed did fa’ man
His life but not his courage fled
while he had breath tae draw, man
VI
At yon thorn tree that you may see
beneath the Meadow mill, man
There’s many slain lie on the plain
the clans pursuing still man
Sic’ unco whacks and deadly hacks
I never saw the likes man
Lost hands and heids cost them their deeds
that fell near Preston dyke man
LA PIANURA DI TRANENT
(traduzione  di Cattia Salto)
I
Il Cavaliere (1) senza esitazione alcuna
attraversò in marcia le colline di Birsle
e superato Tranent si schierò,
più in fretta non poteva andare.
Mentre il Generale Cope insultava e scherniva con tanti veementi Evviva
prima del seguente mattino annunciato dal gallo (4), udimmo un altro grido (5)
II
Il prode Lochiel come sentii dire
portò i Cameron in battaglia
nell’aria limpida di un chiaro mattino
spararono dei colpi infernali,
poi gettarono le pistole,
le spade sguainarono e in breve li scacciarono,
sui poderi di Seton (7) spaccarono i grugni
e li fecero correre come pazzi
III
I dragono sbruffoni giurarono sangue e lacrime,
che avrebbero fatto scappare i ribelli,
eppure fuggirono quando li videro,
e senza colpo ferire
voltarono la schiena a gambe
levate
pieni di un tal terrore,
chi si bagnò le guance, chi se la fece nei pantaloni
e chi per la paura cadde
IV
Smith fece così in fretta a spronare la bestia che ben poco vide
per correre a Berwick in salvo disse
“Erano tutti gli Scozzesi in rivolta!”
e ancora a Soutra Hill se ne sta
piuttosto che assaggiare cibo,
a lungo potrà vantarsi del suo rapido ronzino che lo portò via così velocemente
V
Ma Gardner si comportò
come si conviene a un fulgido eroe
con vero coraggio e come lui furono pochi, che pure disdegnarono la fuga,
per il re e il governo e per la causa del paese, cadde nel letto dell’onore
la sua vita, ma non il coraggio venne meno, mentre esalava l’ultimo respiro
VI
Al biancospino che puoi vedere laggiù
sotto al il mulino di Meadow
ci sono molti cadaveri che stanno sul prato, i clan ancora incalzano
una batosta così colossale e una carneficina, mai ne vidi di tal fatta
mani mozzate e corpi
decapitati
caduti vicino agli argini di Preston

Note
1) Bonny Prince Charles Stuart
2) la parola uomo è usata come intercalare
3) to place something or someone, with the implication of being overstretched or overtaxed.
4) Lo scontro tra i due eserciti avvenne alle 6 del mattino e durò una decina di minuti
5) quello degli Highlander lanciati nella carica
6) clouds letteralmente “nuvole”
7) “”crafts” = “crofts” in modern Scots, i.e. smallholdings. The Seatons (or Setons) were the biggest landowners and industrialists of the Prestonpans area, and their tenants were one of the worst-hit groups of casualties of the invasion”.
8) termine desueto per jaw
9) the foot they brake
10) la strofa con i nomi dei codardi non è univoca in Herd ad esempio diventa
Menteith the great, when hersel shit,
Un’wares did ding him owre, man,
Yet wadna stand to bear a hand,
But aff fu fast did scour, man,
Si dice che il tenente Smith abbia sfidato a duello Skirving per aver menzionato espressamente la sua fuga dalla battaglia, così si riporta nello SMM “He [Burns] also heard a story about the Lieutenant Smith mentioned in the ninth stanza, in which Mr Smith demanded that Mr Skirvan present himself and explain his portrayal of Mr Smith. Mr Skirvan refused and further insulted Mr Smith by referring to his cowardice again“. (qui)

FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://lagazzettadioutlander.altervista.org/all-interno-dell-episodio-210-di-outlander/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTtranmu.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-102,-pages-103-and-104-tranent-muir.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1114
http://alaguerre.luridoteca.net/?page_id=459
http://learningtowhistle.blogspot.it/2005/08/tunes-tranent-muir.html
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiTRANMUI2.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/4454lyL2.htm
http://www.theballadeers.com/scots/tw_c1989_bo.htm
http://chrsouchon.free.fr/tranentm.htm

CAITILIN NI UALLACHAIN

Caitilín Ní Uallacháin = Katty Hualloghan è il titolo di un canto giacobita irlandese settecentesco, attribuito al maestro di scuola William Heffernan (di Lattin) abbinato a una melodia che conobbe una grande fortuna nell’Ottocento, essendo stata associata alla poesia di Sir Samuel Ferguson, “The Lark in the clear air” .

Il canto si inserisce nel filone delle aisling song in cui il poeta viene abbagliato al sorgere dell’alba da una visione soprannaturale: una splendida fanciulla personificazione dell’Irlanda è in mestizia e predice un tempo in cui la terra irlandese sarà libera. Il tema conobbe una grande fioritura nel Settecento, quando i poeti irlandesi dovevano nascondere il loro nazionalismo nella poesia bucolica di genere amoroso. (vedi)

UNA VECCHIA DEA

Qui però l’Irlanda non è una fanciulla ma una “povera vecchia” (la Sean-Bhean bhocht – scritto foneticamente come “the Shan Van Vocht”), la signora Katty Hualloghan – Cathleen o Kathleen Nì Houlihan-,  padrona di quattro campi verdi (cioè le quattro province in cui è divisa per tradizione l’Irlanda). Il nome è anche il titolo di una opera teatrale di W.B. Yeats e Lady Augusta Gregory ambientata nel 1798.

Maud Gonne (a destra) nel ruolo di Cathleen Ni Houlihan, 1902
Macha Curses The Men Of Ulster – Stephen Reid (1904)

Cathleen mitica regina d’Irlanda è una dea-guardiana che appartiene alla terra, la personificazione della dea Ana (iath nAnann -la terra di Ana ) costretta all’esilio dai troppi stranieri che l’anno vilipesa e che vaga in cerca di aiuto, così è una dea decaduta, povera, invecchiata, scacciata da casa. Ma è pur sempre una dea e ancora chiede sacrifici umani, incanta i giovani uomini e li convince a dare la vita per amor suo: la Cathleen di Yeats ringiovanisce poi nutrendosi del sangue degli eroi.

Caitilín Ní Uallacháin è riportato nel “Ancient Music of Ireland” di George Petrie vol II pg 8 (vedi) che così scrive
Of this song at least two versions have been already printed, and both with English metrical translations, – one by the late Mr. Edward Walsh, in his “Irish Popular Songs,” and the other by Mr. John O’Daly, in his “Poets and Poetry of Munster,” the versifications in which were made by the late James Clarence Mangan. In both these works the authorship of this song is assigned, but, as it would appear, erroneously, to one of the Irish poetic celebrities of the eighteenth century, – a blind Tipperrary poet named William O’Heffernan; for Mr. Curry has supplied me with a copy of the song which he transcribed from a manuscript now in his possession, and which was written in the year 1780 by a distinguished Clare scribe and Irish scholar, named Peter Connell, or O’Connell; and as in this MS. the name William O’Hanrahan is given as that of its author, such authority is certainly superior in weight to any that has been,m or probably could be, assigned for ascribing it to the Tipperary poet; for it can scarcely be doubted that Connell was personally acquainted with its true author.

Nella canzone il poeta spera in una sconfitta inglese in guerra con le potenze del tempo, e invoca la libertà dell’Irlanda.

LA MELODIA

Il testo fu associato a una melodia intitolata Kathleen Nowlan  scritta da Edward Bunting nelle sue notazioni, da non confondersi però con la melodia Kitty Nowlan sempre annotata da Bunting e trascritta nelle raccolte della Irish Folk Society: fu Charlotte Milligan Fox (1864-1916) a far pubblicare la vecchia melodia irlandese Kathleen Nowlan  nel volume VIII della Raccolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

continua

Mise Éire – I am Ireland

FONTI
http://www.writerscafe.org/writing/B-Medb/248036/
https://archive.org/details/petriecollection01petr
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33347

THERE’LL NEVER BE PEACE TILL JAMIE COMES HAME

“There’ll Never Be Peace Till Jamie Comes Hame” è una vecchia canzone giacobita pubblicata nello “Scots Musical Museum”,  (vol IV, 1791) con il testo riscritto da Robert Burns, che conosceva la melodia con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa”. Giacomo è il figlio del deposto re Giacomo VII di Scozia che i Giacobiti riconoscevano come unico legittimo successore al trono e soprannominarono The Old Pretender per distinguerlo dal figlio il Principe Carlo Stuart.

Così scrive Robert Burns in una lettera ad Alexander Cunningham (1791) “You must know a beautiful Jacobite air “There’ll never be peace till Jamie comes hame”. When political combustion ceases to be the object of princes and patriots, it then, you know, becomes the lawful prey of historians and poets.”

LA MELODIA

La melodia è una slow air dolce e malinconica pubblicata da James Oswald in due raccolte “Curious Scots Tunes”, 1740, 22, e in “Caledonian Pocket Companion”, 1743, I. 20, conosciuta anche con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa” oppure di “By yon Castle wa’”
ASCOLTA Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri, Giorgio Dellarole (viol. e v.cello barocco e fisarm. 415)

ASCOLTA Sophie Ramsay in ‘The Seas Between Us‘ (vedi)

ASCOLTA Dougie Mathieson & Mags Macfarlane  in “A Tribute to Rabbie Burns”, 2015

ASCOLTA The Whistlebinkies


I
By yon Castle wa’ (1), at the close of the day,
I heard a man sing, tho’ his head it was grey:
And as he was singing, the tears doon came, –
There’ll never be peace till Jamie  (2) comes hame.
II
The Church is in ruins, the State is in jars,
Delusions, oppressions, and murderous wars,
We dare na weel say’t, but we ken wha’s to blame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
III
My seven braw sons for Jamie drew sword,
But now I greet (3) round their green beds in the yerd (4);
It brak the sweet heart o’ my faithful and dame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
IV
Now life is a burden that bows me down,
Sin’ I tint (5) my bairns (6), and he tint his crown;
But till my last moments my words are the same, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ai piedi del castello all’imbrunire
udii un uomo cantare, sebbene con il capo canuto
e mentre cantava le lacrime scendevano –
“Non ci sarà mai pace finchè Giacomo (2) ritornerà sul trono”
II
La Chiesa è in rovina e lo Stato in discordia,
delusione, oppressione
e guerre feroci
e noi sappiamo bene
chi è da biasimare
– Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
III
I miei sette bravi figli per Giacomo cinsero la spada,
ma ora io li piango nei loro verdi giacigli al camposanto
e il povero cuore della mia leale dama si spezzò –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
IV
Ora la vita è un fardello che mi piega in due
dacchè persi i miei figli ed egli perse la corona;
ma fino all’ultimo respiro le mie parole saranno le stesse –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono

NOTE
1) wa’=wall
2) La discendenza maschile del ramo Stuart  (la parte cattolica della famiglia) cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna: Giacomo Francesco Edoardo Stuart tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715 sbarcando in Scozia e mettendosi alla testa dei suoi seguaci con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar: il 6 settembre 1715 Lord Mar si incontrò con un gruppo di Highlander e nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Anche questo secondo tentativo fallì e Giacomo passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia. (vedi scheda dei personaggi principali qui)
3) greet=weep
4) yerd=kirkyard
5) sin I tint=as I lost
6) bairns=children

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/therellb.htm
https://www.flutetunes.com/tunes.php?id=2322
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-326,-pages-336-and-337-as-i-cam-down-by-yon-castle-wa.aspx

ORAN EILE DON PHRIONNSA

Read the post in English

Il Bonny Prince (Carlo Edoardo Stuart) ritratto da Allan Ramsay subito dopo la marcia su Edimburgo

Oran Eile Don Phrionnsa,  “Canzone per il Principe” (= Song to the Prince) ma anche dal primo verso “Moch sa Mhadainn ‘s Mi Dùsgadh” (in italiano “Appena mi sveglio”) venne scritta nel 1745 da Alexander McDonald (Alasdair mac Mhaighstir Alasdair)  bardo delle Highlands e fervente giacobita, perché fosse indirizzata come missiva al Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart, noto più semplicemente come il Bonnie Prince Charlie o The Young Pretender. All’epoca il Principe si trovava in Francia nella vana attesa di un cenno di favore da parte del Re Luigi XV affinchè lo aiutasse a riprendersi il trono d’Inghilterra e Scozia. Ma la questione si trascinava per le lunghe, Luigi non ricevette mai a Corte il suo parente povero, così il ragazzo venne snobbato anche dalla Nobiltà parigina e di certo le parole d’incoraggiamento dei sostenitori in Scozia non potevano che dargli conforto. continua
Il testo originale di Oran Eile Don Phrionnsa ( anche “Moch Sa Mhadainn”, “Hùg Ò Laithill Ò” “Hùg Ò Laithill O Horo”), è scritto in gaelico scozzese, lingua che il principe non capiva (essendo nato e cresciuto a Roma).

Ne “The Elizabeth Ross Manuscript Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 By Elizabeth Jane Ross” (qui) sono riportati testo e melodia (#113) così nelle note dell’edizione pubblicata per lo School of Scottish Studies Archives, Edimburgo 2011 leggiamo “Questa toccante canzone giacobita è stata attribuita a Alasdair mac Mhaighstir Alasdair (Alexander MacDonald, c.1698–c.1770). Il testo e la traduzione di  JLC [John Lorne CAMPBELL(1933, Rev.1984)], riporta 17 strofe più il ritornello. Il testo deriva dall’edizione del 1839  (p.85) dalla collezione di Mac Mhaighstir Alasdair (ASE); l’edizione del 1839 è identica a quella del 1834, ma il fatto che la canzone non appaia nella prima edizione (1751) solleva dubbi sull’attribuzione (vedi JLC 42, n.1): in effetti il testo è stato quasi certamente preso dall’edizione 1834 da PT, dov’è semplicemente intitolato ‘LUINNEAG’ senza alcuna attribuzione.

ASCOLTA Capercaillie in “Glenfinnan (Songs Of The ’45)” (1998) album interamente dedicato ai canti in gaelico che si sono conservati nelle Isole Ebridi sulla rovinosa parabola della ribellione giacobita capeggiata dal Bonnie Prince Charlie nel 1745

ASCOLTA Dàimh in Moidart to Mabou 2000, un gruppo di nuova generazione dalla West Coast della Scozia formato da musicisti  dall’Irlanda, Scozia, Capo Bretone e California.

Chi canta dopo aver impostato la prima strofa, prosegue riprendendo gli ultimi due versi come i primi della strofa successiva, e aggiunge altri due nuovi versi
Thug ho-o, laithill ho-o
Thug o-ho-ro an aill libh
Thug ho-o, laithill ho-o
Seinn o-ho-ro an aill libh
I
Och ‘sa mhaduinn’s mi dusgadh
‘S mor mo shunnd’s mo cheol-gaire
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
II
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
III
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
IV
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
V
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
Us nan tigeadh tu rithist
Bhiodh gach tighearn’ ‘n aite

The Elizabeth Ross Manuscript
I
Early as I awaken
Great my joy, loud my laughter
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
II
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
III
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
IV
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
V
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Appena mi sveglio
grande la gioia, forte il riso
da quando seppi che il Principe (1) verrà nella terra del Clanranald (2)
II
Da quando seppi che il Principe verrà nella terra del Clanranald
Voi che siete il migliore tra i re
bevo alla salute del vostro ritorno
III
Voi che siete il migliore tra i re
bevo alla salute del vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
IV
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
V
Colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.

NOTE
1) Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart
2) il Clan dei Macdonald di Clanranald (Clan RanaldClan Ronald) è uno dei rami più grandi dei clan scozzesi in cui si eleggeva il Re delle Isole e di Argyll. All’epoca delle ribellione del 1745 il vecchio capo clan non era favorevole agli Stuard, ma non impedì al figlio di allearsi con il Giovane Pretendente. I due si conobbero a Parigi. Ranald il giovane fu tra i primi ad aderire alla causa giacobita facendo proseliti presso gli altri clan.

LA SERIE OUTLANDER

Il brano è stato riportato alla popolarità con l’inserimento nella seconda stagione della serie televisiva Outlander (sulle orme del grandissimo successo editoriale dell’omonima serie scritta da Diana Gabaldon), come sottolinea lo stesso direttore artistico Bear McCreary questo è uno dei pochi canti scritti proprio nel farsi della ribellione scozzese.
“Quando Jamie apre la lettera nell’episodio  “The Fox’s Lair” e scopre di essere stato invischiato nella rivoluzione, questa canzone era contemporanea essendo stata composta da qualche parte in Scozia  proprio in quel preciso momento.” (qui).

ASCOLTA Griogair Labhruidh in Outlander: Season 2, (Original Television Soundtrack) il brano ha un andamento marziale  e Griogair racconta
“È sempre difficile mediare il divario tra tradizione e innovazione, ma è qualcosa a cui mi sto abituando sempre più spesso, ho eseguito la canzone ad un ritmo molto più lento di quello tradizionale, ma penso che abbia raggiunto un grande effetto con i ricchi cori dei violini e gli elementi percussivi. Sono stato anche molto contento di lavorare con il mio amico John Purser che ha contribuito a dirigere la mia esecuzione della canzone per adattarla all’arrangiamento.

Hùg hó ill a ill ó
Hùg hó o ró nàill i
Hùg hó ill a ill ó
Seinn oho ró nàill i.
I
Moch sa mhadainn is mi dùsgadh,
Is mòr mo shunnd is mo cheòl-gáire;
On a chuala mi am Prionnsa,
Thighinn do dhùthaich Chloinn Ràghnaill.
II
Gràinne-mullach gach rìgh thu,
Slàn gum pill thusa Theàrlaich;
Is ann tha an fhìor-fhuil gun truailleadh,
Anns a’ ghruaidh is mòr nàire.
III
Mar ri barrachd na h-uaisle,
Dh’ èireadh suas le deagh nàdar;
Is nan tigeadh tu rithist,
Bhiodh gach tighearna nan àite.
IV
Is nan càraicht an crùn ort
Bu mhùirneach do chàirdean;
Bhiodh Loch Iall mar bu chòir dha,
Cur an òrdugh nan Gàidheal.


I
Early as I awaken,
Great my joy, loud my laughter,
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
II
Thou’rt the choicest of all rulers,
Here’s a health to thy returning,
His the royal blood unmingled,
Great the modesty in his visage.
III
With nobility overflowing,
And endowed with all good nature;
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird.
IV
And thy friends would be joyful
If the crown were placed on thee,
And Lochiel, as he should be
Would be leading the Gaëls.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Appena mi sveglio
grande la gioia, forte il riso
da quando seppi che il Principe (1) verrà nella terra del Clanranald (2)
II
Voi che siete il migliore tra i re
bevo alla salute del vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
III
Colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.
IV
I vostri amici saranno pieni di gioia
se sarete incoronato,
e Lochiel (3), come si conviene, farà arrivare i Gaeli per la battaglia

NOTE

Fedeli agli amici

3) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) tra i più influenti capoclan tradizionalmente fedele alla Casa Stuart. Si unì al Principe Carlo nel 1745 e dopo Culloden fuggì in Francia dove morì in esilio.
La famiglia fu riabilitata e reintegrata nel titolo con l’amnistia del 1748.

FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.ed.ac.uk/files/imports/fileManager/RossMS.pdf
http://chrsouchon.free.fr/bonnie1.htm
http://chrsouchon.free.fr/bonnie2.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/oraneile.htm
http://www.bearmccreary.com/#blog/blog/outlander-return-to-scotland/
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/63749/3
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/94215/5;jsessionid=40262AAD448EC6A5BD09862C091AD047

SCOTS CALLAN’ O’ BONNIE DUNDEE

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La ballata “Scots callan’ o’ bonnie Dundee” è passata per la penna di Robert Burns, ma gli studiosi non sono concordi nell’attribuzione dei versi. Probabilmente deriva da “Jockey’s Escape from Bonnie Dundee” ed è stata pubblicata nello “Scots Musical Museum”, N° 99, Vol 1, 1787.

ADEW DUNDEE

La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è diventata un modello per una serie di canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee (vedi).
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.

ASCOLTA Rob MacKillop al liuto

SCOTS CALLAN’

dundee“Callant” è una vecchia parola scozzese per ragazzo, la versione popolare della ballata raccontava delle prodezze amorose di un ragazzo – soldatino pronto a darsela a gambe piuttosto che sposare la ragazza ingravidata.
La ragazza però è innamorata del suo bel soldatino e cantando la nanna al loro bambino ne attende il ritorno. E tuttavia è anche un anti-war song con l’andamento di un lamento.

ASCOLTA The Cast (Mairi Campbell, Dave Francis) in “The Winnowing” 1996. Una voce pura e cristallina quella di Mairi Campbell che ha interpretato il brano con un misto di dolcezza e di dolore. La parte finale strumentale è uno sviluppo della melodia che richiama la versione più moderna.


I
O, whaur gat ye that hauver-meal bannock (1)?
O, silly blind body, o, dinna ye see?
I gat it frae a brisk sodger laddie (2),
Atween Saint Johnstone(3) and Bonnie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gi’ed me’t,
Aft has he doudl’d me upon his knee.
May heaven protect my bonnie Scots laddie,
And send him in safe tae his baby and me.
III
My heart has nae room when I think on my laddie,
His dear rosy haffets bring tears tae my een.
And oh! He’s awa, and I dinna ken whaur he’s (4)-
He’s awa frae his lassie and Bonnie Dundee.
IV
O, light be the breeze around him saftly blawin,
And o’er him sweet simmer still blink bonnilie,
May the rich dews o’plenty, around him wide fa’in,
Prevent a’ his fears for his baby and me!
V
My blessings upon that sweet wee lippie!
My blessings upon that bonnie ee-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer and dearer tae me.
VI
And I’ll big a bower on yon green bank sae bonnie,
That’s lave’d by the waters o’ Tay wimplin’ clear,
And cleed thee in tartans, my wee smiling Jonnie,
And mak thee a man like your daddie dear.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Da dove credi che venga questo biscottino (1)?
O sciocchino non lo sai?
L’ho preso da un vivace soldatino (2)
tra Perth (3) e la nostra bella Dundee.
II
Mi sembra di vedere il ragazzo che me l’ha dato, che spesso mi teneva sulle sue ginocchia.
Che il cielo protegga il mio bel ragazzo scozzese e lo riporti in salvo da me e il suo bimbo.
III
Il mio cuore non ha quartiere quando penso al mio ragazzo, le sue care rosee guance mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Ah, lui è lontano e non so dove sia (4),
è lontano dalla sua ragazza e dalla bella Dundee.
IV
Oh lieve sia la brezza che intorno a lui soffia,
che su di lui la dolce estate ancora sorrida lieta e cada la ricca rugiada dell’abbondanza
a scongiurare tutte le sue paure per il bimbo e me.
V
Le mie benedizioni su quelle dolci piccole labbra!
Le mie benedizioni su quei begli occhi
il tuo sorriso è  quello del mio allegro soldatino, si, tu mi sei caro sopra ogni cosa
VI
E costruirò una fattoria su quelle rive verdi così belle,
bagnate dalle acque increspate e chiare del Tay,
e ti vestirai con il tartan, mio piccolo sorridente Jonnie,
e farò di te un uomo come il tuo caro padre

NOTE
1) “Bannock” è il nome generico con cui oggi si indica una focaccia di forma rotonda cotta al forno.  (vedi ricetta) Il termine ha radice celtica ed è un pane preparato soprattutto in Irlanda, Scozia e Inghilterra del Nord. In antico l’impasto era di farina d’avena o d’orzo con acqua, senza lievitazione, cotto su di una pietra di arenaria apposita messa direttamente sul fuoco. Oggi il selkirk bannock in Scozia è un tipico pane dolce all’uvetta.
La prima frase è posta in forma di domanda da una seconda persona e letteralmente si traduce: “dove hai preso questo pane d’avena?” Il termine si riferisce al bambino “sfornato” dalla donna ovvero alla “sorpresa” che il bel soldatino le ha lasciato!
2) “I gat it frae a bonny Scots callan'”
3) Saint Johnstone= Perth
4) forse è uno scozzese ribelle che ha partecipato alla Jacobite Rising e ora è esule 

Il testo pubblicato nello Scots Musical Museum, Vol 1, 1787 è però il seguente 
I
‘ O, whar gat ye that hauver-meal bannock?’
‘ Silly blind body, O, dinna ye see?
I gat it frae a young, brisk sodger laddie
Between Saint Johnston and bonie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gae me’t!
Aft has he doudl’d me up on his knee:
May Heaven protect my bonie Scots laddie,
And send him hame to his babie and me!
III
My blessin’s upon thy sweet wee lippie!
My blessin’s upon thy e’e-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer, and dearer to me!
IV
But I’ll big a bow’r on yon bonie banks,
Whare Tay rins wimplin’ by sae clear;
An’ I’ll cleed thee in the tartan sae fine,
And mak thee a man like thy daddie dear.

PER VISITARE DUNDEE

Dove il fiume Tay si tuffa nel Mare del Nord, sulla sponda settentrionale dell’ampio estuario, sorge la quarta città più popolosa della Scozia continua

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Veduta di Dundee ai tempi di Robert Burns

FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/bonnie-dundee/
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15103
http://www.carterhaugh.co.uk/lyrics/scotscallan.html
http://chrsouchon.free.fr/bonndund.htm

WHA’LL BE KING BUT CHERLIE?

Lady Nairne (Caroline Oliphant) sulla popolare giga “Behind the Bush in the Garden”scrisse la canzone giacobita “Wha’ll be King but Charlie?” conosciuta anche con il titolo di “The News Frae Moidart“. Nel brano si evoca con toni di esultanza la chiamata dei clan dopo lo sbarco in Scozia del Bonny Prince Charlie.

La questione giacobita è stata discussa in una pagina dedicata alla quale si rimanda per ogni collegamento storico (vedi)

LADY NAIRNE

Poetessa scozzese (Gask, Perthshire, 1766-1845) e collezionista di vecchi brani della tradizione popolare, fu strenua sostenitrice della causa Stuart , le sue poesie apparse anonime in vita, vennero raccolte e pubblicate postume. (continua)
Silly Wizard in “Glint of Silver” 1986: l’ultimo album del gruppo


I
The news from Moidart(1) cam yestreen
Will soon gar mony ferlie,
For ships o war hae just come in
And landed Royal Charlie.
CHORUS
Come through the heather, around him gather,
Ye’re all the welcomer early;
Around him cling with a your kin,
For wha’ll be King but Charlie?
II
Come through the heather, around him gather
Come Ronald, come Donald, come a thegither;
And crown your rightfu lawfu King
For wha’ll be King but Charlie?
III
The Highland clans with sword in hand
Frae John o Groats tae Airlie
Hae tae a man declared to stand
Or fa wi Royal Charlie.
IV
The Lowlands  a’,  both great an sma,
Wi many’s a lord and laird hae
Declared for Scotia’s King an Law,
And spier ye wha, but Charlie.
V
There’s ne’er a lass in a the land
But vows both late and early
To man she’ll neer give heart nor hand
Wha wadna fecht fer Charlie.
VI
Then here’s a health tae Charlie’s cause,
And be’t complete and early;
His very name our heart’s bluid warms;
Tae arms for Royal Charlie.
tradotto da Cattia Salto
I
Le notizie da Moidart sono arrivate ieri
e presto più di uno si farà molte domande sulle navi da guerra che sono appena arrivate
e hanno sbarcato il Principe Carlo
RITORNELLO
Venite dalle brughiere, per radunarvi attorno a lui,
sarete i primi a dare il benvenuto,
adunatevi con i vostri clan attorno a lui
chi altro re se non Carlo?
II
Venite dalle brughiere, per radunarvi attorno a lui, venite Ronald, Donald, venite tutti insieme e incoronate il vostro vero Re
chi altro re se non Carlo?
III
I Clan delle Highland con la spada in pugno, da John O’Groats a Airlie
hanno dichiarato uno per uno
di vincere o morire per il Principe Carlo
IV
Quelli delle Lowlands, grandi e piccoli
con molti lord e laird hanno
proclamato il vero re della Scozia
e chi altro se non Carlo?
V
Non c’è ragazza sulla terra
che prima o poi non abbia giurato
che non rifiuterà mai il cuore né la mano all’uomo che lotta per Carlo
VI
Allora alla salute della causa di Carlo
al suo successo
il suo stesso nome fa esultare i nostri cuori, alle armi per il Principe Carlo.

NOTE
1) il bel Carletto sbarcò il 25 luglio 1745 a Lochnanuagh lo stretto che divide il distretto di Arisaig e Moidart


TRADUZIONE INGLESE di CATTIA SALTO
I
The news from Moidart(1) came yestrerday
Will soon make many wonder
For ships of war have just come in
And landed Royal Charlie.
CHORUS
Come through the heather, around him gather,
You are all the welcomer early;
Around him cling with a your kin,
For who will be King but Charlie?
II
Come through the heather, around him gather
Come Ronald, come Donald, come all together;
And crown your rightfull lawfull King
For who will be King but Charlie?
III
The Highland clans with sword in hand
From John of Groats to Airlie
Have to a man declared to stand
Or fall with Royal Charlie.
IV
The Lowlands a, both great an small,
With many’s a lord and laird have
Declared for Scotia’s King an Law,
And speak you who, but Charlie.
V
There’s never a lass in a the land
But vows both late and early
To man she’ll never give heart nor hand
Who would not fight for Charlie.
VI
Then here is a health to Charlie’s cause,
And be not complete and early;
His very name our heart’s blood warms;
To arms for Royal Charlie.

Prima parte continua

FONTI
https://thesession.org/tunes/10017
http://www.jacobite.ca/songs/whallbeking.htm
http://chrsouchon.free.fr/charli1e.htm
https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/8443
http://archives.law.virginia.edu/records/mss/79-8/digital/2005
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/whall-be-king-but-charlie.html
http://www.newworldencyclopedia.org/entry/Lady_Carolina_Nairne

 

BONNIE HOUSE OF AIRLIE

Child ballad # 199
Melodia: “Young Airly”

La ballata, ambientata nelle Highland scozzesi, è un gran pastiche storico in cui si mescolano tranquillamente fatti e personaggi di quella che era fin dal Medioevo l’ordinaria amministrazione tra clan: una cordiale rivalità!
E’ la volta del potente clan Campbell contro gli Ogilvie nella contesa territoriale per le Angus Glens. Il contorno è quello della guerra civile scoppiata in Scozia in nome della fede, in questa occasione tra presbiteriani ed episcopali, sempre protestanti si dirà eppure di confessioni diverse: dopo che un re scozzese era salito al trono d’Inghilterra, il di lui figlio, Carlo I, volle riformare la liturgia della Chiesa d’Inghilterra (e della Kirk di Scozia che tanta indipendenza aveva ottenuto all’Unione delle due Corone); volle introdurre dei libri di preghiere, ma l’approccio era troppo cattolico per i puritani scozzesi che volevano continuare a leggere direttamente la loro Bibbia!! Così i presbiteriani si ribellarono e Archibald Campbell si mise a capo dei Covenanter (così si chiamavano i puritani scozzesi) in quella che venne detta “la guerra dei Vescovi” (1639), la guerra civile scoppiò poco dopo.
Tuttavia i Covenanter furono contrari alla decapitazione di re Carlo e finirono per schierarsi contro il parlamento inglese per andare ad appoggiare la successione al trono di Carlo II, il quale pensò bene di promettere loro mari e monti pur di averne l’appoggio.

TIME-LINE
1603
 – Unione delle due corone, Giacomo VI sale al trono di Inghilterra con il nome Giacomo I.
1638 – 300 000 scozzesi firmano il National Covenant vedi
1644-1651 – La guerra civile inglese si estende alla Scozia (parlamentaristi e realisti)
1652-1660 – La Scozia fa parte del Commonwealth (una repubblica più nominale che altro, governata in modo dittatoriale da Oliver Cromwell) anche se il parlamento scozzese ha proclamato re Carlo II

 

L’INCENDIO DEL CASTELLO DI AIRLIE

Il fatto storico dietro questa ballata ha avuto luogo il 7 luglio 1640, quando l’ottavo conte di Argyll, Archibald Campbell distrusse il Castello di Airlie, roccaforte di James Ogilvie (primo conte di Airlie), andato con i suoi uomini verso Sud, in soccorso al re verso il quale rimase sempre fedele. Si trattò di una efferata rappresaglia al limite della razzia e come tale rappresentata nella ballata in cui la moglie Lady Margaret Ogilvy viene brutalmente violentata e il castello depredato dei suoi tesori (sembra tuttavia che la donna fosse stata messa in allerta e sia riuscita a fuggire a Dundee con i figli, dove diede alla luce la bambina che portava in grembo).

La prima documentazione scritta della ballata si ha da un broadside del 1790, il professor Child nel suo libro “The English and Scottish Popular Ballads”, 1882 ne raccoglie quattro versioni. Louis Killen imparò la ballata da Laurie Charlton e la registrò nel 1978 così scrive nelle note di copertina “Laurie Charlton, borderer, gunsmith, art teacher, ballad singer, and fisherman, who ran Folksong and Ballad in Newcastle after I took off for London in 1961.” Un’altra versione orale ci viene dalla traveller scozzese Belle Stewart.
Sembrerebbe una ballata d’altri tempi che ormai nessuno canta più (tranne qualche scozzese nostalgico), e invece ecco una serie di versioni moderne.

ASCOLTA FullSet in “Notes After Dark” 2013


I
It fell on a day,
on a bonny summer’s day
When the sun shone bright and clearly,
That there fell oot a great dispute
Between Argyll and Airlie.
Argyll(1) he has mustered a thousand o’ his men,
And he’s marched them in right early;
He’s marched them up by the back o’ Dunkeld(2),
Tae plunder the bonnie hoose of Airlie(3).
Lady Ogilvie(4) she looked frae her window sae high,
And oh but she grat sairly,
To see Argyll and a’ his men
Come plunder the bonny hoose of Airlie.
II
Come doon, come doon, Lady Ogilvie,” he cried:
“Come doon and kiss me fairly,
Or I swear by the hilt on my broadsword
I’ll never leave a standin’ stane(3) in Airlie.”
“Oh I wadna come doon, ye cruel Argyll,
And I wadna kiss ye fairly;
Oh I wadna kiss, nay, false Argyll,
Though ye wadna leave a standin’ stane in Airlie.”
“Come tell me whaur your dowry is hid,
Come doon and tell me fairly.”
“l winna tell ye whaur my dowry is hid,
Though ye wadna leave a standin’ stane in Airlie.”
III
Oh they sought it up and they sought it doon,
And aye they sought it early;
And it was ablow yon bowling green
They found the dowry of Airlie.
“Gin my guid lord had been at hame,
But he’s awa’ for Charlie(5),
There wadna be a Campbell in a’ Argyll
Set foot on the bonny hoose of Airlie.”
He’s ta’en her by the milk-white hand(6),
But he didna lead her fairly;
And he’s led her up to the top o’ the hill,
Where she saw the burnin’ doon o’ Airlie.
The smoke and the flames they rose so high
And the walls they blackened fairly;
And the lady’s laid her doon on the green grass to die
When she saw the burnin’ doon o’ Airlie.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Avvenne un tempo ,
in un bel giorno d’estate
quando il sole splendeva luminoso e chiaro
che si verificò una grande disputa
tra Argyll e Airlie.
Argyll (1) aveva radunato un migliaio di uomini
e li fece subito marciare in grande furia
li fece marciare di ritorno dalla battaglia di Dunkeld (2)
per saccheggiare la bella dimora di Airlie (3).
Lady Ogilvie (4) guardò dall’alto della sua finestra
e si diede una grande pena
nel vedere Argyll e tutti i suoi uomini
venuti a saccheggiare la bella dimora di Airlie.
II
Scendete, Lady Ogilvie
– lui gridò –

Scendete e baciatemi a viso aperto
o giuro sull’elsa del mio
spadone

che non lascerò una sola pietra
di Airlie

O non voglio scendere, crudele
Argyll

e non vi bacerò mai,
no mai vi bacerò falso Argyll,
anche se non lascerete una sola pietra di Airlie
Venite a dirmi dove è nascosta la vostra dote
scendete e ditemelo francamente
Non vi dirò dove è nascosta la mia dote
anche se non lascerete una sola pietra di Airlie
III
Oh essi si misero a cercare in lungo e in largo
e cercarono presto e bene
e fu a un tiro dal prato
che trovarono la dote di Airlie.
Se il mio buon Lord fosse stato a casa
e non fosse via con Charlie (5)
non ci sarebbe stato un Campbell in tutta Argyll a mettere piede nella bella dimora di Airlie
Lui la prese per la mano bianca come latte (6),
ma non la portò secondo la richiesta
invece la condusse fino in cima alla collina
dove lei vide bruciare
Airlie.
Fumo e fiamme s’innalzarono
al cielo
e le mura erano tutte annerite
e la Lady si stese sull’erba
per morire
quando vide bruciare Airlie

NOTE

Il conte da giovane

1) Nell’enciclopedia Treccani leggiamo: Argyll ‹aaġàil›, Archibald Campbell I marchese e VIII conte di. – Nobile scozzese (n. 1598 – m. Edimburgo 1661); disponendo di 20.000 vassalli, fu il più potente signore del regno. Nelle guerre di religione, difese i presbiteriani contro Carlo I d’Inghilterra, e riuscì a far accettare al re notevoli limitazioni del suo potere assoluto di fronte a un’assemblea rappresentativa scozzese. Nel1641 riuscì a farsi concedere il titolo di marchese. Durante la guerra civile inglese, si schierò con il “Parlamento lungo” e lottò contro i realisti in Scozia, ma ruppe con il parlamento quando questo giustiziò Carlo I; appoggiò allora Carlo II, facendolo incoronare in Scozia nel 1651. Collaborò poi con Cromwell, come deputato dell’Aberdeenshire. Alla restaurazione degli Stuart, fu processato per alto tradimento e condannato a morte. (tratto da qui)
Archibald Campbell era strabico e per questo venne soprannominato Gillespie Grumach, il Grim, o anche Glied, il suo cambio di fronte lo ha condotto alla condanna a morte per tradimento, decapitato niente meno che con l’antenata della ghigliottina. La Scottish maiden (in italiano la pulzella scozzese) era detta comunemente patibolo di Halifax (Halifax Gibbet) perchè in uso ad Halifax fin dal 1280
2) chiaramente un anacronismo: la battaglia di Dunkeld fu combattuta si tra Covenanter e Giacobiti ma nell’agosto del 1689 quando il re in questione era Giacomo VII e non Carlo I.
3) si tratta del Forter Castle (Glenisla, Perthshire) costruito nel 1560 come casa-forte e distrutto nel 1640. In realtà un bel po’ di pietre rimasero sul posto anche se il castello venne abbandonato; è stato ricostruito solo nel 1990 ed oggi è possibile soggiornarvi (e anche sposarsi nella cappella del castello)
4) Ogilvie ovvverto il clan Oglesby scritto anche come Ogilvy, Ogilby, Ogleby
5) il re storico è Carlo I ma l’allusione è al Bonnie Prince Charlie e alla sua ribellione del 1745, in altre versioni nominato come Prince Charlie (Versione B Kinloch Manuscripts)
6) a quanto pare la dama nominata Margaret è stata violentata (tale era il linguaggio in codice nelle ballate); in realtà il castello era disabitato e già abbandonato dal clan

Kate Rusby in The Girl Who Couldn’t Fly 2005


I
It fell on a day,
a bonnie, bonnie day,
When the corn,
grew green and yellow,
That there fell out,
a great dispute,
Between Argyll and Airlie
Argyll he’s raised up,
five hundred men,
Five hundred men, and many,
He’s led ‘em down
to the bonnie Dunkell,
Made them shoot
the bonnie house of Airlie
II
A Lady was looking,
over the castle walls,
And oh, but she looks weary,
And there she spied the great Argyll,
Come to plunder
the bonnie house of Airlie
“Come down, the stairs,
Lady he said,
Come down and kiss me fairly”
“I’ll not come down,
nor kiss you she said,
Though you won’t leave,
a standing stone at Airlie”
III
“I have but one favour,
to ask of thee Argyll,
And I hope, that you will
grant me fairly,
Oh take me down to
some dark, dowry den
Where I can’t see,
the plundering or Airlie”
He’s taken her by,
her left shoulder,
And oh, but she looks weary,
He’s led her up,
to the top of the town,
Made her watch,
the plundering of Airlie
IV
“Oh fire on, fire on,
my many men oh,
and see that you fire clearly.
Oh I vow and I swear
by this broad sword I wear,
I wont leave a standing
stone at Airlie”
V
“If the great Sir John
had been but at home
as he is this night
with Prince Charlie(2).
Neither Argyll nor any Scottish Lord dare have plundered
the bonnie house of Airlie.
Seven saddend sons
I brought unto him
and the eighth ner saw his daddy.
If I were to bear a hundred more
they all draw sword
for Prince Charlie,
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Avvenne un tempo ,
in un bel giorno d’estate
quando il grano cresceva
e s’indorava
che si verificò
una grande disputa
tra Argyll e Airlie.
Argyll aveva radunato
500 uomini
500 uomini e più
e li condusse fino
alla bella Dunkell (1)
per saccheggiare
la bella dimora di Airlie.
II
Una dama guardò
dalle mura del castello
e sembrava preoccupata
e lì vide il grande Argyll
venuto a saccheggiare
la bella dimora di Airlie.
Scendete, le scale
Madama –
lui gridò
Scendete e baciatemi a viso aperto
O non scendo,
e nemmeno vi bacio
– disse la Dama-
anche se non lascerete
una sola pietra di Airlie!”
III
“Devo però chiedervi un favore
una richiesta per voi Argyll,

e spero me lo vogliate
concedere apertamente,

portatemi in una
valle oscura e ombrosa

dove non potrò vedere
il saccheggio di Airlie”

Lui la prese per
il fianco sinistro
e oh lei sembrava proprio stanca
e la portò in alto,
in cima alla città
per farle vedere
il saccheggio di Airlie
IV
Oh date al fuoco
miei molti uomini,
vedete di appiccare il fuoco
giuro e prometto
sul questo spadone che porto

che non lascerò
una sola pietra a Airlie

V
Se il grande sir John
fosse stato in casa

invece di essere questa notte
con il Principe Charlie (2)

né Argyll e nessun altro Lord di Scozia avrebbe osatosaccheggiare
la bella dimora di Airlie.

Sette figli
gli ho dato

e l’ottavo non ha ancora visto suo padre
e se potessi generarne un altro centinaio
essi alzerebbero tutti la spada per il Principe Charlie

NOTE
1) Dunkeld è una piccola cittadina vicino a Perth sede di una cattedrale, importante centro ecclesiastico di tutta la parte Est della Scozia
2) la confusione venne sicuramente dal fatto che il conte di Airlie fu di fede cattolica e seguace giacobita,  il re storico è Carlo I ma l’allusione è al Bonnie Prince Charlie e alla sua ribellione del 1745, in altre versioni nominato come Prince Charlie (Versione B Kinloch Manuscripts)

Malinky in Far Better Days 2015 la versione è ripresa da Belle Stewart,  una versione che, tranne la prima strofa. ricalca quella di Ewan MacColl


I
It fell on a day
and a bright summer’s day,
When the corn grew green and yellow,
There fell out a great dispute
Between Argyll and Airlie.
Argylle he has mustered a thousand o’ his men,
He has marched them oot right early;
He has marched them in by the back o’ Dunkeld,
To plunder the bonnie hoose o’ Airlie.
II
Lady Ogilvie has looked frae her window so high,
And O, but she grat sairly,
To see Argylle and a’ his men
Come plunder the bonnie hoose of Airlie.
“Come doon, come doon, Lady Ogilvie,” he cried:
“Come doon and kiss me fairly,
Or I swear by the hilt
o’ my gewwd braidsword
That I winna leave a stan’in’ stane in Airlie.”
“I winna come doon,
ye fause Argylle,
I winna kiss ye fairly;
I wadna kiss ye, fause Argylle,
Though ye sudna leave a stan’in’ stane in Airlie.”
III
“Come, tell me whaur your dowry is hid,
Come doon and tell me fairly.”
“l winna tell ye whaur my dowry is hid,
Though ye sudna leave a stan’in’ stane in Airlie.”
They socht it up and they socht it down,
I wat, they socht it early;
And it was below yon bowling green
They found the dowry o’ Airlie.
“Eleven bairns I ha’e born
And the twelfth ne’er saw his daddie,
But though I had gotten as mony again,
They suld a’ gang to fecht
for Charlie.
Gin my gweed lord had been at hame,
As he’s awa’ for Charlie,
There dursna a Campbell o’ a’ Argylle
Set a fit on the bonnie hoose o’ Airlie.”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand,
But he did not lead her fairly;
He led her up to the top o’ the hill,
Where she saw the burnin’ o’ Airlie.
The smoke and flame they rose so high,
The walls were blackened fairly;
And the lady laid her doon on the green to dee,
When she saw the burnin’ o’ Airlie.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Avvenne un tempo ,
in un bel giorno d’estate
quando il grano cresceva
e s’indorava
che si verificò una grande disputa
tra Argyll e Airlie.
Argyll aveva radunato un migliaio di uomini
e li fece marciare
in grande furia
li fece marciare
di ritorno da Dunkeld
per saccheggiare la bella dimora
di Airlie.
II
Lady Ogilvie guardò dall’alto della sua finestra
e si diede una grande pena
nel vedere Argyll e tutti i suoi uomini
venuti a saccheggiare la bella dimora di Airlie.
Scendete, Lady Ogilvie
lui gridò –
Scendete e baciatemi a viso aperto
o giuro sull’elsa
del mio buon spadone

che non lascerò una sola pietra in piedi
di Airlie”

O non voglio scendere,
falso Argyll

e non vi bacerò mai
no mai vi bacerò falso Argyll,
anche se non lascerete
una sola pietra di Airlie”
III
“Venite a dirmi dove è nascosta la vostra dote
scendete e ditemelo a viso aperto”
” Non vi dirò dove è nascosta
la mia dote

anche se non lascerete una sola pietra di Airlie”
Oh essi si misero a cercare in lungo e in largo
e cercarono presto e bene
e fu a un tiro dal prato
che trovarono la dote di Airlie.
Undici bambini ho dato alla luce (1)
e l’ottavo non ha ancora visto
suo padre

ma se potessi generarne
molti altri

essi si unirebbero tutti a combattere per Charlie
Se il mio buon Lord fosse stato
a casa

e non fosse via con Charlie
non ci sabebbe stato un Campbell in tutta Argyll
a mettere piede nella bella dimora
di Airlie”
IV
Lui la prese per la mano bianco
latte
ma non la condusse onestamente
e la condusse fino in cima alla collina
dove lei vide bruciare Airlie.
Fumo e fiamme si innalzarono
al cielo
e le mura erano tutte annerite
e la Lady si stese sull’erba
per morire
quando vide bruciare Airlie

NOTE
1) il verso è un po’ diverso dalla versione testuale di Ewan MacColl
FONTI
http://www.fortercastle.com/castleHistory.html
http://www.thereformation.info/argylltrial.htm
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/thebonnyhouseofairlie.html
http://songoftheisles.com/2014/08/14/the-bonnie-house-of-airlie/
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_199
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/32978/1