Tutti gli articoli di terreceltiche

Caravanserai: This glancing life is like a morning star

Caravanserai (in italiano caravanserraglio) ovvero il palazzo delle carovane era il luogo recintato in cui i viaggiatori del deserto trovavano riparo e ristoro lungo le vie commerciali dell’Asia e del Medio-Oriente.
E Loreena McKennitt nel suo album “An ancient muse” ci descrive una tappa del suo viaggio nel cuore della Turchia, quando sosta nel  caravanserai  Sadeddin di Konya e rivive le stesse pulsioni dei viaggiatori del passato, subendo lo stesso fascino del deserto del nomade di allora.
Caravanserai (caravanserai) or the caravan palace was the fenced place where desert travelers found shelter and refreshment along the trade routes of Asia and the Middle East.
And Loreena McKennitt in her album “” describes a stage of her journey in the heart of Turkey, when she stops in Konya’s Sadeddin caravanserai and relives the same drive of the travelers of the past, undergoing the same charm of the desert as the nomad at the time.

Cappadocia verso Konya, Turchia, ottobre 2003: Sulla strada per Konya, visitiamo un caravanserraglio; un edificio stupendo. Susan Whitfield, nel suo libro Life Along The Silk Road, descrive queste strutture come “luoghi di sosta per i mercanti ambulanti, i loro servi e gli animali … Qui si teneva il mercato …. Dieci o più lingue potevano essere ascoltate in qualsiasi momento, mentre la gente mercanteggiava su sete, spezie e altri benidi lusso… “. Questo mi fa riflettere sul concetto di casa, l’impulso nomade e il nostro rapporto con la natura, la terra … le nostre storie collettive che si fondono in qualcosa di nuovo. Sta succedendo troppo velocemente al giorno d’oggi?
Cappadocia to Konya, Turkey, October 2003: On the road to Konya, we visit a caravanserai; a stunning building. Susan Whitfield, in her book Life Along The Silk Road, describes these structures as “stopping places for itinerant merchants, their servants and animals… The bazaar was held here…. Ten or more languages might be heard at any one time, as people haggled over the silks, spices and other luxuries… ” This causes me to reflect on the concept of home, the nomadic impulse and our relationship to nature, the land… our collective histories merging into something new. Is it happening too quickly in our contemporary times?
Loreena McKennitt in An Ancient Muse 2006
Nights From The Alhambra (2007)


I
This glancing life is like a morning star
A setting sun, or rolling waves at sea
A gentle breeze or lightning in a storm
A dancing dream of all eternity
II
The sand was shimmering in the morning light
And dancing off the dunes so far away
The night held music so sweet, so long
And there we lay until the break of day
III
We woke that morning at the onward call
Our camels bridled up, our howdahs (1)  full
The sun was rising in the eastern sky
Just as we set out to the desert’s cry
Chorus
Calling, yearning, pulling, home to you
IV
The tents grew smaller as we rode away
On earth that tells of many passing days
The months of peace and all the years of war
The lives of love and all the lives of fears  (2)
Chorus
V
We crossed the river beds all etched in stone
And up the mighty mountains ever known
Beyond the valleys in the searing heat
Until we reached the caravanserai
Chorus
VI
What is this life that pulls me far away
What is that home where we cannot reside
What is that quest that pulls me onward
My heart is full when you are by my side
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Questa vita fugace è come la stella del mattino,  il tramonto; o le onde del mare, un venticello leggero o il fulmine nella tempesta,  un sogno a tempo di danza di tutta l’eternità
II
La sabbia  era scintillante nella luce del mattino e ballava sulle dune così lontane, la notte racchiudeva una musica così dolce e persistente, e lì rimanemmo fino all’alba.
III
Ci alzammo quel mattino alla sveglia, i cammelli erano in piedi, i bagagli caricati, il sole sorgeva verso est mentre siamo partiti verso il richiamo del deserto
Coro
che ci chiama, tira, verso casa da te
IV
Le tende diventavano più piccoline mentre correvamo via
su una terra che ci racconta di molti giorni passati
i mesi di pace e tutti gli anni di guerra
le storie amorose e tutte le storie spaventose
Coro
V
Abbiamo attraversato letti di fiumi scavati nella pietra
e scalato le alte montagne mai esplorate
al di là delle valli nel caldo rovente
finchè raggiungemmo il caravanserraglio
Coro
VI
Cos’è questa vita che mi spinge lontano?
Cos’è questa casa dove non si riesce a restare?
Cos’è questa ricerca che mi spinge in avanti?
Il mio cuore è pieno quando mi sei accanto

NOTE
1) tipica portantina sul cammello detto anche palanchino
2) letteralmente “le vite dell’amore e tutte le vite delle paure”

Dante’s Prayer

“Dante’s Prayer” è il brano di chiusura dell’album “The Book of Secrets” dell’artista canadese Loreena McKennitt, nato da un lungo viaggio in treno lungo il percorso della Transiberiana.
Dante è il nostro Dante Alighieri e Loreena leggendo l’Inferno si immagina un Dante disperato che alla fine del suo viaggio riesce a vedere Dio.
“Dante’s Prayer” is the closing track of the album “The Book of Secrets” of the Canadian artist Loreena McKennitt, born from a long train journey along the Trans-Siberian Railway.
Dante is our Dante Alighieri and Loreena reading “L’Inferno” imagines a desperate Dante who at the end of his journey can see God!

Così dichiara Loreena in un’intervista “Durante la realizzazione di “The Book of Secrets” ho provato il momento di maggior commozione viaggiando con la Transiberiana: il dramma umano che vedevo consumarsi fuori dal mio finestrino, al cospetto di tanta gente quasi sempre disperata, si è risolto, dentro di me, in un’esperienza spirituale formidabile. Proprio da qui ho tratto la convinzione che il bisogno di spiritualità degli esseri umani sta diventando sempre più forte. E, soprattutto, sempre più disponibile a svincolarsi dalle gabbie, alquanto rigide, predisposte dalle religioni istituzionalizzate”.

Il brano inizia con il canto  “Alleluia, Behold the Bridegroom” (Alleluia ecco lo sposo) del St. Petersburg Chamber Choir. (e per chi se lo vuole sentire tutto qui)
“Dante’s Prayer” begins with a portion of “Alleluia, Behold the Bridegroom” as sung by the St. Petersburg Chamber Choir.

18 Dicembre 1995, tratta Transiberiana:
Non riesco a togliermi dalla mente La Divina Commedia di Dante, mentre osservo il paesaggio che mi scorre innanzi, pensando alle persone che lo abitano e al modo in cui condividono questa condizione umana … Stiamo aiutandoci o ferendoci a vicenda? … Come l’Occidente viene in questo luogo di transizione? Onorevolmente? Cosa li stiamo portando? Quali sono le loro aspettative? Le nostre vite sono davvero ciò che immaginano? Vogliamo sempre credere che ci sia un posto migliore del nostro …
December 18, 1995, Trans-Siberian Railway:
Dante’s The Devine Comedy keeps running through my mind as I gaze out at the landscape passing before me, thinking of the people who inhabit it and how they share this human condition… Are we helping or hurting each other?… How has the West come to this place of transition? Honourably? What are we bringing them? What are their expectations? Are our lives really what they imagine? We always want to believe there is a place better than our own…

Loreena McKennitt in “The Book of Secrets” 1997


I
When the dark wood (1) fell before me
And all the paths were overgrown
When the priests of pride say there is no other way
I tilled the sorrows of stone (2)
II
I did not believe because I could not see
Though you came to me in the night
When the dawn seemed forever lost
You showed me your love in the light of the stars (3)
Chorus
Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me
III
Then the mountain (3) rose before me/ By the deep well of desire
From the fountain of forgiveness
Beyond the ice and the fire
IV
Though we share this humble path, alone
How fragile is the heart
Oh give these clay feet wings to fly
To touch the face of the stars
V
Breathe life into this feeble heart
Lift this mortal veil of fear
Take these crumbled hopes, etched with tears
We’ll rise above these earthly cares
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Quando la selva oscura mi si prostrò innanzi e tutti i sentieri erano impraticabili, mentre  i preti dell’orgoglio dicono che non c’è altra strada, io cavavo sangue dalle pietre
II
Non credevo perchè non riuscivo a vedere
eppure sei venuto da me nella notte
quando l’alba sembrava per sempre perduta, mi mostrasti il tuo amore nella luce delle stelle
Coro
Volgi gli occhi all’oceano
affida l’anima al mare
quando la notte buia sembra senza fine, ricordati di me
III
Allora la montagna si innalzò davanti a me, dall’oscuro pozzo del desiderio, alla fonte del perdono
oltre il ghiaccio e il fuoco
IV
Sebbene si condivida questo umile sentiero, soli,
quanto fragile è il cuore!
Oh da’ a questi piedi d’argilla ali per volare e toccare il volto delle stelle
V
Infondi nuova vita in questo flebile cuore, solleva questo velo mortale di paura, prendi queste speranze crollate, scavate dalle lacrime
ci innalzeremo sopra a questi affanni quotidiani

NOTE
1) Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Dante si trovava smarrito, come commenta Benigni nelle sue riflessioni sulla lettura dantesca, era perso davanti a un mondo che non riusciva a capire, sconfitto dalla vita, immerso nella depressione più nera
Dante was lost, as Benigni comments in his reflections on Dante’s reading, he was lost in front of a world that he could not understand, defeated by life, immersed in the blackest depression

2) credo che il significato della frase sia “to get blood out of a stone”.
I believe the meaning of the sentence is “to get blood out of a stone”.
3) per Dante Dio è L’amor che move il sole e l’altre stelle
for Dante God is “the love that moves the sun and the other stars”
4) è la montagna del purgatorio
it is the mountain of Purgatory

The moon-cradle’s rocking and rocking

Omaggio musicale a Padraic Colum, il padre del Revival Celtico irlandese, Moon Cradle è una ninna nanna ancora più onirica della traccia precedente nell’album “Parallel Dreams” di Loreena McKennitt, il primo dei suoi album con testi e musica di sua composizione.
Musical homage to Padraic Colum, the father of the Irish Celtic Revival, Moon Cradle is a lyrical yet more dreamlike lullaby than the previous track in the album “Parallel Dreams” by Loreena McKennitt, the first of her albums with lyrics and music of her own composition.
Credo che la poesia a cui si riferisce s’intitoli The Ballad of Downal Baun di cui Loreena mantiene in pratica solo la prima strofa, ma non ho trovato altri riferimenti al testo e al suo background, così per ora mi limito alla traduzione in italiano sebbene ci siano dei passaggi un po’ oscuri.
I believe that the poem to which he refers is titled The Ballad of Downal Baun of which Loreena maintains in practice only the first stanza, but I have not found other references to the text and its background, so for now I limit myself to the Italian translation although there are some dark passages.


I
The moon-cradle’s rocking and rocking/Where a cloud and a cloud go by/Silently rocking and rocking
The moon-cradle out in the sky.
II
Then comes the lad with the hazel (1) /And the folding star(2)’s in the rack/”Night’s a good herd’ to the cattle,/He sings, ‘she brings all things back.’
III
But the bond woman(3) down by the boorie
Sings with a heart grown wild
How a hundred rivers are flowing
Between herself and her child.
IV
‘The geese (4), even as they trudge homeward
They have their wings and the waste,
Let your thoughts be on Night the Herder
And be quiet for a space.’
V
The moon-cradle’s rocking and rocking
Where a cloud and a cloud go by
Silently rocking and rocking
The moon-cradle out in the sky.
VI
The snipe (5) they are cryng and crying
Liadine, liadine, liadine,
Where no track’s on the bog they are flying
A lonely dream will be mine!
Traduzione italiana Cattia Salto
I
La mezzaluna si dondola e dondola
dove si avvicendano le nuvole
silenziosamente dondola e dondola
la mezza luna nel cielo
II
Allora viene il ragazzo con il nocciolo e la stella di Espero è al suo posto
“La notte è una buona guardiana del bestiame- canta- riporta tutti a casa”
III
Ma la schiava nativa
canta con un cuore cresciuto libero
di come un centinaio di fiumi scorrano tra lei e il figlio.
IV
“Le oche, anche se si trascinano verso casa,
hanno le loro ali e la desolazione,
lascia i tuoi pensieri alla Notte del Pastore
che restino un po’ in pace”
V
La mezzaluna si dondola e dondola
dove si avvicendano le nuvole
silenziosamente dondola e dondola
la mezza luna alta nel cielo
VI
Le beccacce gridano e gridano
Liadine, Liadine, Liadine
dove non ci sono orme sulla palude  volano,
in un sogno solitario solo mio

NOTE
1) il bastone del pastore: credo che si riferisca alla costellazione del Pastore, una tipica costellazione primaverile situata lontana dalla Via Lattea, detta anche Bootes è il guardiano delle due orse
the shepherd’s staff: I think it refers to the constellation of the Shepherd, a typical spring constellation located far from the Milky Way, also called Bootes, the guardian of the two bears
2) è la stella della Sera o meglio il pianeta Venere detta anche la stella del pastore perchè quando si innalzava nel cielo (cioè era ben visibile poco prima del tramonto o allo spuntar dell’alba) era  il momento per i pastori di rientrare e poi di uscire con il gregge -o di dare la sveglia al gregge, per iniziare la mungitura.
it is the star of the evening or rather the planet Venus also called the star of the shepherd because when it rose in the sky (ie it was clearly visible just before sunset or dawn) it was time for the shepherds to return back and then to go out with the flock -or to wake the flock, to start milking.
3) termine biblico per schiava, ancella o serva letteralmente donna del vincolo, donna vincolata
biblical term for slave, maid or servant literally woman of the bond, bound woman
4) per gli Irlandesi le oche non sono solo oche (vedi wild geese)
for the Irish geese are not only geese (see wild geese)
5) la beccaccia è un uccello di palude
a swamp bird

Breaking the Silence by Loreena McKennitt

Il sogno di un mondo libero senza oppressioni è quello di “Breaking the Silence” (in italiano “Rompere il silenzio”) brano composto da Loreena McKennitt come tributo a Amnesty International.
The dream of a free world without oppression is that of “Breaking the Silence”, a song composed by Loreena McKennitt as a tribute to Amnesty International.

Una intro strumentale eterea e tragica dominata da toni bassi/cupi e sintetizzatori elettronici in cui si stagliano i fraseggi chitarristici di Brian Hughes un po’ jazz e un po’ musica latina; il canto è una cantilena con due frasi urlate nel ritornello Oh my heart be strong (and guide when eyes grow dim) when ears grow deaf with empty words (when I know there’s life within) e nella strofa consolatoria finale in cui Loreena grida”May the spirit never die”
An ethereal and tragic instrumental intro dominated by low / dark tones and electronic synthesizers in which the guitar phrasings of Brian Hughes stand out, a little jazz and a little Latin music; the song is a chant with two phrases screamed in the refrain  Oh my heart be strong (and guide when eyes grow dim) when ears grow deaf with empty words (when I know there’s life within)  and in the final consolatory stanza where Loreena screams “May the spirit never die
Loreena McKennitt in Parallel Dreams 1989, molto coinvolgente il video, montato con immagini calzanti e drammatiche
(the video is very engaging, mounted with sharp and dramatic images)


I
I hear some distant drumbeat
A heartbeat pulsing low
Is it coming from within
A heartbeat I don’t know
II
A troubled heart knows no peace
A dark and poisoned pool
Of liberty now lost
A pawn an oppressor’s tool
Chorus
Oh my heart be strong
and guide when eyes grow dim
when ears grow deaf with empty words
when I know there’s life within
III
A gunfire shatters silence
where birds once sweetly sang
a mother cradles a child now dead
now death where life began
IV
From the troubled heart of South Africa/Nicaragua’s festering sore
the turmoil on the streets of China
death crying out for more
[Chorus]
V
A change is slow in coming
my eyes can scarcely see
the rays of hope come streaming
through the smoke of apathy
[Chorus]
VIII
May the spirit never die
though a troubled heart feels pain
when the long winter is over
it will blossom once again.
Traduzione italiana di Cattia Salto *
I
Sento dei tamburi in lontananza, il pulsare di un debole cuore,
proviene da dentro?
Un battito cardiaco, chissà.
II
Un cuore afflitto che non conosce la pace, una nera e avvelenata pozza
di libertà oggi perduta
una pedina, strumento del tiranno
Chorus
Oh cuore mio fatti forza
guidami quando gli occhi si offuscano
quando le orecchie si assordano di parole vuote, quando so che la vita ritornerà (1)
III
Uno sparo frantuma il silenzio, dove prima gli uccelli cantavano dolcemente
una madre culla un bambino appena morto, morte dove cominciava la vita
IV
Dal tormentato cuore del Sud Africa
dalla piaga marcia del Nicaragua
dal tumulto nelle strade della Cina
la morte sta gridando: ancora!
[Chorus]
V
Un cambiamento è lento ad arrivare
i miei occhi  vedono a mala pena
i raggi della speranza che si diffondono
tra  il fumo dell’apatia
[Chorus]
VIII
Che lo spirito mai muoia,
sebbene il cuore afflitto provi dolore, quando il lungo inverno è finito
rifiorirà ancora e ancora

NOTE
*riveduta dalla traduzione di  Flavio Poltronieri pubblicata qui
revised by the translation of Flavio Poltronieri published here
1) letteralmente: c’è vita dentro

The Old Ways by Loreena McKennitt

The Old Ways nasce da una festa di capodanno passata in Irlanda nella parte occidentale dell’Isola dove più forti sono le tradizioni legate alla cultura celtica.
Così scrive Loreena McKennitt nelle note del booklet dell’album The Visit: ho trascorso il più spettrale capodanno a Doolin nella contea di Clare, Irlanda alcuni anni fa, e mi sono commossa per l’antichità di alcune celebrazioni. Fui sopraggiunta da profondi ricordi che potrebbero essere i resti del vecchio mondo che incontra il “nuovo”.
The Old Ways comes from a New Year’s Eve party in Ireland on the western side of the island where traditions linked to Celtic culture are stronger.
So Loreena McKennitt writes in the notes of the booklet of the album The Visit: I spent a most haunting New Year’s Eve in Doolin, County Clare, Ireland some years ago, and was moved by the antiquity of some of the celebrations. I was met by deep reminders that they may be the remnants of the old world meeting the “new”.

Una lunga introduzione strumentale (che richiama il tema di Huron ‘Beltane’ Fire Dance dell’album precedente) affidata dapprima all’arpa a cui si aggiungono in un crescendo violino, cornamusa, batteria e chitarra elettrica: quando entra il canto l’andamento epico si stempera e prevale un ritmo lento e meditativo.
A long instrumental introduction (which recalls the theme of Huron ‘Beltane’ Fire Dance from the previous album) starts with just harp, then adds on successive parts by violin, Uilleann pipes, drums, and electric guitar: when the song enters the epic performance  is dissolved and a slow and meditative rhythm prevails.

Così lo spirito dei tempi passati presenzia la festa di Capodanno e Loreena lo vede come se fosse una persona in carne ed ossa.
So the spirit of past times attends the New Year party and Loreena sees it as if it were a person in flesh and blood.

Loreena McKennitt in The Visit


intro
The thundering waves are calling me home, home to you
The pounding sea is calling me home, home to you
I
On a dark new year’s night on the west coast of Claire
I heard your voice singing
Your eyes danced the song,
your hands played the tune
‘Twas a vision (1) before me
II
We left the music behind as the dance carried on
As we stole away to the seashore
And smelt the brine,
felt the wind in our hair
With sadness you paused
III
Suddenly I knew that you’d have to go
Your world was not mine,
your eyes told me so
Yet it was there I felt the crossroads of time
And I wondered why
IV
As we cast our gaze on the tumbling sea
A vision came o’er me
Of thundering hooves and beating wings
In the clouds above (2)
V
Turning to go, heard you call out my name
Like a bird in a cage spreading its wings to fly
“The old ways are lost,”
you sang as you flew
And I wondered why
Traduzione in italiano Cattia Salto
intro
Le onde roboanti mi chiamano a casa, a casa da te
il mormorio del mare mi chiama a casa, a casa da te
I
In una notte buia di fine anno sulla costa ovest del Claire
sentivo la tua voce cantare
i tuoi occhi seguivano la canzone
le tue mani suonavano la melodia
c’era una visione davanti a me
II
Ci lasciammo la musica alle spalle mentre la danza proseguiva,
e fuggimmo sulla spiaggia
ad annusare la salsedine
e sentire il vento tra i capelli
ma con tristezza ti fermasti
III
Di colpo sapevo che tu dovevi andare via
il tuo mondo non era il mio
i tuoi occhi così mi dicevano,
tuttavia fu là che sentii  il bivio del tempo
e mi domandai perchè
IV
Appena posammo lo sguardo sul mare tumultuoso
una visione venne verso di me
di zoccoli tonanti e ali sbattute
nelle nuvole in cielo
V
In procinto di andare, ti sentii chiamare il mio nome,
come un uccello nella gabbia dispiega le sue ali per volare
“le vecchie usanze sono andate perdute”
cantavi mentre volavi via
e mi chiedevo perchè

NOTE
1) dalle note di commento di Loreena possiamo inquadrate spirito del passato
2) una tribù a cavallo con stendardi e insegne del clan

Courtyard Lullaby & Unicorn by Loreena McKennitt

la location di Courtyard lullaby Quinta das Torres

Loreena McKennitt nel suo album “The visit” compone una breve ma intensa canzone dal titolo  “Courtyard Lullaby“.
Il contesto in cui nasce il brano è  una location del Portogallo a Quinta das Torres in un palazzo del XVI secolo con il tipico cortile interno adornato da aranci, così scrive Loreena nel booklet: “l’atmosfera del posto mi ha ricordato gli arazzi dell’Unicorno appesi ai Cloisters di New York. Gli arazzi e il palazzo sono entrambi ricchi  di un’iconografia mondana pre-cristiana che rappresenta il misterioso ciclo di vita e morte delle stagioni. Fu nel cortile di Quinta das Torres che questo brano è stato concepito”
Loreena McKennitt in her album “The Visit” composes a short but intense song entitled “Courtyard Lullaby”.
The context in which the piece is born is a location of Portugal in Quinta das Torres, a 16th century palace with a typical courtyard decorated with orange trees, Loreena writes in the booklet “the feel of the place reminded me of the Unicorn tapestries which hang in The Cloisters in New York City. The tapestries and the lodge are both rich with earthy, pre-Christian iconography depicting the mysterious life and death cycle of the seasons. It was in the courtyard of Quinta das Torres that this piece was conceived.

L’UNICORNO
The unicorn

Se all’origine delle leggende sull’unicorno (liocorno) con tutta probabilità si nasconde un rinoceronte, nel Medioevo europeo dei bestiari viene raffigurato con fattezze di capra, tuttavia la figura che prende il sopravvento nell’immaginario collettivo (e nell’araldica) è quella di un piccolo cavallo bianco (per sottolinearne la purezza, allegoria della castità) con un singolo corno a spirale in mezzo alla fronte. Secondo le leggende è una creatura magica che si mostra solo ai puri di cuore e per poterlo catturare occorre la mano di una vergine.
If at the origin of the legends on the unicorn (unicorn) most probably hides a rhinoceros, in the European Middle Ages bestiaries the unicorn is depicted with features of goat, but the figure that takes over in the collective imagination (and in the heraldic crest) is that of a small white horse (to underline purity, allegory of chastity) with a single spiral horn in the middle of the forehead. According to the legends unicorn is a magical creature that shows itself only to the pure of heart and to be able to capture it takes the hand of a virgin.

Scrive il professor Franco Cardini nel suo saggio “Fra XII e XIII secolo, l’unicorno raggiunge il suo aspetto “classico”: è ormai – sia pure con parecchie varianti possibili – un candido cavallo dal mento barbato e dagli zoccoli bifidi (due attributi caprini), e reca sulla fronte un corno di narvalo. Si sottolinea il suo carattere di guaritore, sia perché il suo corno purifica le acque e allontana i veleni, sia perché – come si vede nell’unicorno donato da Candace, regina di Etiopia ad Alessandro nell’Alexanderlied, oppure nel Parsival di Wolfram von Eschenbach incastonata nella sua fronte c’è una pietra preziosa, il carbonchio, dal magico potere. Il corno, il candore, l’elemento acqua avvicinano d’altronde l’unicorno al regime femmineo del simbolo, e di esso si fa talora non solo il simbolo del Cristo, ma anche della vergine stessa. D’altronde, il simbolo è per sua natura ambivalente: e così, al pari di altri animali nobili quanto lui, anche all’unicorno spettò di rappresentare talora il Cristo, ma tal altra anche il suo avversario. La sua ferocia poteva essere interpretata come simbolo di malvagità..” (tratto da qui)

E’ proprio il corno, immagine fallica per eccellenza ad alludere alla sua carica erotica e feconda: il corno teso verso l’alto è spada (forza, sovranità, ma anche spada di Dio) e nello stesso tempo corno vuoto, cornucopia simbolo femminile di fecondità e abbondanza.
It is precisely the horn, a phallic image par excellence to allude to its erotic and fruitful charge: the horn stretched upwards is sword (strength, sovereignty, but also sword of God) and at the same time empty horn, cornucopia female symbol of fruitfulness and abundance.

La sua raffigurazione più rinomata è negli arazzi fiamminghi della Dama e l’Unicorno, ma anche nei sette arazzi della Caccia all’Unicorno conservati ai Cloisters di New York. Nel ciclo che riproduce una battuta di caccia come la tradizionale caccia al cervo assistiamo ad un prodigio: l’animale catturato e ucciso rinasce e in ultimo è raffigurato in un recinto sotto ad un albero di melograno, così si riassume il mistero della vita, la fertilità della terra e del cosmo con l’eterno ciclo di morte e rinascita delle stagioni.
Its most famous depiction is in the Flemish tapestries of the Lady and the Unicorn, but also in the seven tapestries of the Unicorn Hunting preserved at the Cloisters of New York; in the cycle that reproduces a hunting trip like the traditional deer hunting we witness a prodigy: the animal, captured and killed, is reborned and is ultimately depicted in an enclosure under a pomegranate tree, thus summarizing the mystery of life, the fertility of the earth and the cosmos with the eternal cycle of death and rebirth of the seasons

In questa chiave di lettura si decodifica il testo e il sogno notturno.
In this interpretation, the text and the nocturnal dream are decoded

Loreena McKennitt in The Visit (1991)


I
Wherein the deep night sky
The stars lie in its embrace
The courtyard still in its sleep
And peace comes over your face
II
“Come to me,” it sings (1)
“Hear the pulse of the land
The ocean’s rhythms pull
To hold your heart in its hand (2).”
III
And when the wind draws strong
Across the cypress trees
The nightbirds cease their songs
So gathers memories
IV
Last night you spoke of a dream
Where forests stretched to the east
And each bird sang its song
A unicorn (3) joined in a feast
V
And in a corner stood
A pomegranate tree (4)
With wild flowers there
No mortal eye could see
VI
Yet still some mystery befalls
Sure as the cock crows at dawn
The world in stillness keeps (5)
The secret of babes to be born
VII
Come to me, my love
Hear the pulse of the land
The ocean’s rhythms pull
To hold your heart in its hand
VIII
I heard an old voice say
“Don’t go far from the land
The seasons have their way
No mortal can understand.”
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Nel cielo scuro della notte
dove le stelle stanno abbracciate,
il cortile ancora dorme
e la pace ti sovrasta.
II
“Vieni da me- canta-ascolta il pulsare della terra e il richiamo dei battiti dell’oceano, per possedere in mano il tuo cuore”
III
E quando il vento soffia forte
tra i cipressi
gli usignoli smettono di cantare,
così si radunano i ricordi
IV
Ieri notte mi raccontavi di un sogno,
dove le foreste  si estendevano ad est
e ogni uccello intonava il suo canto
e un unicorno si unì alla gioia
V
E in un angolo stava
un melograno
con fiori selvatici, che nessun occhio mortale poteva vedere.
VI
Tuttavia ancora un mistero accade,
appena il gallo canta all’alba,
il mondo immobile custodisce
il segreto dei bimbi nascituri
VII
Vieni da me, amore mio
ascolta il pulsare della terra e il richiamo dei battiti dell’oceano, per possedere in mano il tuo cuore
VIII
Sentivo una vecchia voce dire
“Non allontanarti dalla terra,
le stagioni hanno i loro percorsi
che nessun mortale può capire”

NOTE
1) come ogni cortile che si rispetti, sia della tradizione medievale europea che di quella araba, al centro è costruita una fontana (o un pozzo come nei chiostri dei monasteri), immagino sia la fontana con il suo sommesso zampillo a porgere l’invito a coloro che dormono nel palazzo di scendere nel cortile
like any self-respecting courtyard, both in the European and Arab medieval tradition, in the center a fountain (or a well as in the cloisters of the monasteries) is built, I imagine that the fountain with its quiet gush sends the invitation to those who sleep in the palace to go down into the courtyard
2) è il cortile a tenere in palmo di mano il cuore di chi sogna
it is the courtyard that holds the heart of the dreamer in its hand
3) l’irruzione del sacro nel sogno
the irruption of the sacred in the dream
4) il melograno è un albero dal duplice significato fertilità e morte, frutto sacro,  alla Dea Madre e simbolo di rinascita e rigenerazione
the pomegranate is a tree with a double meaning fertility and death, sacred fruit, to the Mother Goddess and symbol of rebirth and regeneration
5) richiamo alla nascita di Gesù
a recall to the birth of Jesus

LINK
https://aispes.net/biblioteca/il-giardino-dei-magi/lunicorno/
http://mariateresalupo.it/analisi-dei-miti-2/la-dama-e-lunicorno/
https://www.mondimedievali.net/Immaginario/unicorno.htm
http://www.lanuovabq.it/it/il-mistero-degli-arazzi-dellunicorno
http://www.claudiazedda.it/la-melagrana-il-cibo-dei-morti/

The Lady of Shalott, la fanciulla giglio (lily maiden)

The Lady of Shalott è un poemetto romantico scritto dal poeta inglese Alfred Tennyson incentrato su una Dama del ciclo arturiano, condannata da una maledizione a restare prigioniera in una torre senza manco poter guardare il mondo dalla sua finestra.
The Lady of Shalott is a romantic poem written by the English poet Alfred Tennyson focused on a Lady of the Arthurian subject, condemned by a curse to remain a prisoner in a tower without even being able to look at the world from her window.

John William Waterhouse, The Lady of Shalott, 1915

Elaine è il suo nome, figlia di Bernard di Astrolat (Escalot, Ascolat): così nella Novella LXXXII si narra della morte di crepacuore della Dama di Scalotta, innamorata non corrisposta di Lancillotto.
Nelle prime versioni della leggenda non si parla però della maledizione.
Elaine is her name, daughter of Bernard of Astrolat (Escalot, Ascolat): so in the Novella LXXXII it is told of the death of heartbreak of the Lady of Scalotta, in love with Lancelot.
In the early versions of the legend there is no mention of the curse.

LA NOVELLA MEDIEVALE
Medieval Novella

La Dama soccorre amorevolmente Lancillotto ferito gravemente in un torneo, ma viene trattata con freddezza dal Lancillotto guarito. Respinta e offesa chiede al padre di esaudire le sue ultime volontà: vuole essere adagiata in una barca riccamente addobbata e lasciata alla corrente del mare. La navicella viene guidata dalla corrente fino a Camelot dove tutta la corte è attirata da tanto fasto e legge la lettera in cui la dama  spiega il motivo della sua morte “A tutti i cavalieri della tavola rotonda, manda salute questa damigella di Scalot, siccome alla miglior gente del mondo. E se voi volte sapere perch’io a mio fine sono venuta, si è per lo  migliore cavaliere del mondo e per lo più villano, cioè monsignore messer Lancillotto de Lac, ch’elli avesse di me mercede. E così lassa son morta per bene amare, come voi potete vedere” (da qui)
The lady take care Lancelot wounded seriously in a tournament, but is treated coldly by the healed Lancelot. Rejected and offended she asks her father to grant her last wishes: she wants to be laid down in a richly decorated boat and left to the current of the sea. The ship is guided by the current up to Camelot where the whole court is attracted by so much splendor and reads the letter in which the lady explains the reason for her death

George Edward Robertson ( 1864). ” The Lady of Shallot”: in alcuni dipinti ottocenteschi sulla barca è raffigurato anche un vecchio marinaio ai remi (in some nineteenth-century paintings on the boat is also depicted an old sailor with oars)

LA VERSIONE DI THOMAS MALORY
Thomas Malory version

Henry Meynell Rheam: The Lady of Shalott

Il racconto è stato ripreso nel XV secolo da Thomas Malory (La Morte di Artù) che ricama parecchio sull’attrazione fatale di Passarosa (dal francese Passerose la malvarosa) la figlia del valvassore di Escalot, presso il quale alloggiano una sera messer Galvano e il suo seguito.
The story was taken over in the fifteenth century by Thomas Malory (Le Morte d’Arthur =The Death of Arthur) who embroidered a lot on the fatal attraction of Elaine the daughter of the vavasour of Escalot, where they lodged one evening Messer Galvano and his follow-up.

Così ce la descrive “i capelli più lucenti d’un nappo d’oro, intrecciati con galloni d’oro e di seta, la pelle bianca e tenera come la neve che cade, gli occhi brillanti come quelli d’un falco di montagna, ma ridenti; della sua beltà la sala era tutta illuminata!“ (tratto da qui)

Lancillotto ha accettato di combattere al torneo indossando sull’elmo la manica di Passarosa, ma alla fine la respinge perchè già innamorato di Ginevra.
La storia prosegue come da copione e la barca porta il corpo esanime della dama che reca con sè la lettera d’accusa questa volta diretta a Lancillotto stesso.
Lancelot has agreed to fight at the tournament wearing the sleeve of Elaine on the helmet, but in the end he rejects her because he is already in love with Geneva.
The story continues as expected and the boat carries the dead body of the lady who carries the letter of accusation with herself, this time directed to Lancelot.

Tutta la materia sulla Lady Shalott è ulteriormente rielaborato da Tennyson nel 1833 (con una seconda stesura nel 1842).
All the material on Lady Shalott is further reworked by Tennyson in 1833 (with a second draft in 1842)

LA MALEDIZIONE DI MORGANA
Morgana’s course

La storia pone Shalott in un isolotto in mezzo al fiume Avon che attraversa più oltre la turrita Camelot, Lancillotto è quasi sempre lontano per riuscire a resistere alla passione per Ginevra.
The story puts Shalott in a small island in the middle of the river Avon that crosses the turreted Camelot, Lancelot is almost always far away to be able to resist the passion for Geneva.

La piccola Elaine è stata maledetta da Morgana quando era ancora in gestazione nel ventre materno. Morgana aveva avuto una visione, Lancillotto si sarebbe innamorato di Ginevra, ma una volta incontrato Elaine non avrebbe potuto fare a meno di amarla. Così però Artù non avrebbe mai sorpreso la moglie Ginevra tra le braccia di Lancillotto. Come ogni fiaba che si rispetti, la madre la chiude fin da bambina in una torre, sperando di proteggerla tragico destino di amore – morte.
Little Elaine was cursed by Morgana when she was still in her mother’s womb. Morgana had a vision, Lancelot would fall in love with Geneva, but once he met Elaine he could not help but love her. So Arthur would never have surprised his wife Ginevra in the arms of Lancelot. Like any self-respecting fairy tale, her mother closes her up in a tower as a child, hoping to protect her tragic destiny of love – death.
Elaine cresce con la consapevolezza che un solo sguardo verso il castello di Camelot sarebbe stato la sua rovina e così passa i suoi giorni, osservando la vita nel riflesso di uno specchio riportando ciò che vede in un arazzo dai vivaci colori.
Elaine grows with the awareness that a single glance towards the castle of Camelot would be her downfall and so she spends her days, observing life in the reflection of a mirror, bringing back what she sees in a brightly colored tapestry.
Aveva 22 anni quando Lancillotto decise di ritornare a Camelot, in un pomeriggio d’estate cavalca al passo davanti alla Rocca di Shalott e  non appena Elaine vede Lancillotto nello specchio,  spinta dall’amore e dal desiderio di ammirarlo (e forse anche dalla speranza di essere guardata da lui) si affaccia alla finestra: ma lo sguardo inesorabilmente cade su Camelot e lo specchio si spezza. Di nulla si accorge Lancillotto che prosegue il viaggio verso Camelot.
She was 22 years old, when Lancelot decided to return to Camelot: on a summer afternoon he is riding nearby the Rock of Shalott and as soon as Elaine sees Lancelot in the mirror, she is driven by love and the desire to admire him (and perhaps also she hopes of be watched by him) looks out the window: but her gaze inexorably falls on Camelot and the mirror breaks. Nothing is noticed by Lancelot who continues his journey to Camelot.

Elaine invece in attesa della morte, finalmente esce dalla sua prigione dorata, si stende su una barca sulla quale scrive “La Signora di Shalott” e si abbandona alla corrente cantando per l’ultima volta.
Elaine, on the other hand, awaiting her death, finally go away from her golden prison with a boat on which she wroted “The Lady of Shalott”: lulled by the river, she is singing for the last time.

The lady of Shalott, John William Waterhouse 1888

Loreena McKennitt The Lady of Shalott in The Visit 1991


I
On either side of the river lie
Long fields of barley and of rye,
That clothe the wold and meet the sky;
And thro’ the field the road runs by
To many-towered Camelot (1);
And up and down the people go,
Gazing where the lilies blow
Round an island there below,
The island of Shalott.
II
Willows whiten, aspens quiver,
Little breezes dusk and shiver
Thro’ the wave that runs for ever
By the island in the river
Flowing down to Camelot.
Four grey walls, and four grey towers,
Overlook a space of flowers,
And the silent isle imbowers (2)
The Lady of Shalott (3).
III
Only reapers, reaping early,
In among the bearded barley
Hear a song that echoes cheerly
From the river winding clearly
Down to tower’d Camelot;
And by the moon the reaper weary,
Piling sheaves in uplands airy,
Listening, whispers “‘tis the fairy
The Lady of Shalott.”
IV
There she weaves by night and day
A magic web with colours gay,
She has heard a whisper say,
A curse is on her if she stay
To look down to Camelot.
She knows not what the curse may be(4),/And so she weaveth steadily,
And little other care hath she,
The Lady of Shalott.
V
And moving through a mirror clear
That hangs before her all the year,
Shadows of the world appear.
There she sees the highway near
Winding down to Camelot;
And sometimes thro’ the mirror blue
The Knights come riding two and two.
She hath no loyal Knight and true,
The Lady Of Shalott.
VI
But in her web she still delights
To weave the mirror’s magic sights,
For often thro’ the silent nights
A funeral, with plumes and lights
And music, went to Camelot;
Or when the Moon was overhead,
Came two young lovers lately wed.
“I am half sick of shadows,” said
The Lady Of Shalott.
VII
A bow-shot from her bower-eaves,
He rode between the barley sheaves,
The sun came dazzling thro’ the leaves,
And flamed upon the brazen greaves
Of bold Sir Lancelot (5).
A red-cross knight for ever kneel’d
To a lady in his shield (6),
That sparkled on the yellow field,
Beside remote Shalott.
VIII
His broad clear brow in sunlight glow’d;
On burnish’d hooves his war-horse trode;
From underneath his helmet flow’d
His coal-black curls as on he rode,
As he rode back to Camelot.
From the bank and from the river
He flashed into the crystal mirror,
“Tirra Lirra ( 7),” by the river
Sang Sir Lancelot.
IX
She left the web, she left the loom,
She made three paces taro’ the room,
She saw the water-lily bloom,
She saw the helmet and the plume,
She looked down to Camelot.
Out flew the web and floated wide;
The mirror cracked from side to side;
“The curse is come upon me,” cried
The Lady of Shalott.
X (/8)
In the stormy east-wind straining,
The pale yellow woods were waning,
The broad stream in his banks complaining.
Heavily the low sky raining
Over towered Camelot;
Down she came and found a boat
Beneath a willow left afloat,
And round about the prow she wrote
The Lady of Shalott
XI
And down the river’s dim expanse
Like some bold seer in a trance,
Seeing all his own mischance –
With a glassy countenance
Did she look to Camelot.
And at the closing of the day
She loosed the chain and down she lay;
The broad stream bore her far away,
The Lady of Shalott.
XII
Heard a carol, mournful, holy,
Chanted loudly, chanted lowly,
Till her blood was frozen slowly,
And her eyes were darkened wholly,
Turn’d to towered Camelot.
For ere she reach’d upon the tide
The first house by the water-side,
Singing in her song she died,
The Lady of Shalott.
XIII
Under tower and balcony,
By garden-wall and gallery,
A gleaming (9) shape she floated by,
Dead-pale between the houses high,
Silent into Camelot.
Out upon the wharfs they came,
Knight and Burgher, Lord and Dame,
And round the prow they read her name,/”The Lady of Shalott”.
XIV
Who is this? And what is here?
And in the lighted palace near
Died the sound of royal cheer;
And they crossed themselves for fear,
All the Knights at Camelot;
But Lancelot mused a little space
He said (10), “She has a lovely face;
God in his mercy lend her grace,
The Lady of Shalott.”
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Sulle rive del fiume si stendono
vasti campi di orzo e segale
che rivestono la terra fino a incontrare il cielo;
e attraverso i campi corre la strada
verso la turrita Camelot;
e la gente va e viene,
guardando dove i gigli sbocciano
attorno all’isola laggiù in basso,
l’Isola di Shalott.
II
Salici sbiancati, pioppi tremuli, alle lievi brezze del crepuscolo fremono
nella corrente che scorre perpetua
intorno all’isola nel fiume,
fin verso Camelot.
Quattro mura grigie e quattro torri grigie sovrastano un prato di fiori,
e l’isola silenziosa protegge
la Signora di Shalott.
III
Solo i mietitori, falciando mattinieri,
nell’orzo barbuto, odono un canto
che riverbera gaio
dal fiume sinuoso e limpido
verso la turrita Camelot.
E sotto la luna lo stanco mietitore,
ammucchiando covoni sull’altipiano ventilato, ascoltando sussurra «È della maga la Signora di Shalott».
IV
Lì tesse giorno e notte
una magica tela dai colori gai.
Aveva sentito mormorare
che una maledizione l’avrebbe colpita
se avesse guardato verso Camelot.
Non sapeva quale fosse la maledizione,
e così tesseva assiduamente,
ed altre preoccupazioni non aveva,
la Signora di Shalott.
V
E muovendosi attraverso uno specchio lucido/ appeso di fronte a lei per tutto l’anno, le ombre del mondo appaiono.
Lì vede la vicina strada maestra
snodarsi verso Camelot;
ed a volte attraverso lo specchio azzurro, i Cavalieri vanno cavalcando a due a due: lei non ha un Cavaliere leale e fedele, la Signora di Shalott.
VI
Ma con la tela ancor si diletta
a tessere le magiche immagini dello specchio, perché spesso nelle notti silenti un funerale con pennacchi e luci
e musica andava a Camelot;
o quando la luna era alta, venivano due innamorati appena sposati
«Mi sto stancando delle ombre» disse
la Signora di Shalott.
VII
A un tiro d’arco dal suo balcone
lui cavalcava tra i covoni d’orzo.
Il sole filtrava abbagliante attraverso il fogliame, e splendeva sui gambali di ottone del prode Messer Lancillotto.
Un cavaliere crociato perpetuamente inginocchiato ad una dama sullo scudo,
che scintillava sul campo dorato,
vicino alla remota Shalott.
VIII
La fronte ampia e chiara scintillava al sole;
su zoccoli bruniti il suo destriero trottava;
dall’elmo fluirono i suoi riccioli neri come il carbone, mentre cavalcava,
cavalcava di ritorno a  Camelot.
Dalla riva e dal fiume
brillava nello specchio di cristallo,
“Tirra lirra” presso il fiume
cantò Messer Lancillotto.
IX
Lasciò la tela, lasciò il telaio,
fece tre passi nella stanza,
vide le ninfee in fiore,
vide l’elmo ed il pennacchio,
e guardò verso Camelot.
L’ampia tela volò via fluttuando;
lo specchio si spezzò da parte e parte
«La maledizione mi ha colta» urlò
la Signora di Shalott.
X
Sotto il tempestoso vento dell’est che sferzava i boschi giallo pallido scomparivano, l’ampio fiume si lamentava nel suo greto.
Dal cielo basso la pioggia scrosciò
sopra la turrita Camelot;
lei discese e trovò una barca
ormeggiata sotto a un salice,
e sulla prua scrisse
la Signora di Shalott.
XI
Ed oltre la pallida distesa del fiume
come un’audace veggente in estasi,
che contempli tutta la propria mala sorte, con una espressione vitrea
guardò verso Camelot.
E sul finir del giorno
mollò gli ormeggi, e si distese:
l’ampio fiume la portò assai lontano,
la Signora di Shalott.
XII
Si udì un inno triste, santo/cantato forte, cantato piano/finché il sangue le si freddò lentamente e gli occhi , rivolti alla turrita Camelot, si oscurarono completamente.
Prima che, portata dalla corrente,
raggiungesse la prima casa lungo l’argine, canticchiando il proprio canto morì, la Signora di Shalott.
XIII
Sotto la torre ed il balcone
accanto al muro del giardino e al portico lei galleggiava, figura splendente di un pallor mortale, tra le case alte, silente dentro Camelot.
Vennero sulla banchina
Cavalieri e cittadini, Signori e Dame
e intorno alla prua lessero il suo nome
“La Signora di Shalott”.
XIV
Chi è costei? E cosa ci fa qui?
Nel vicino palazzo illuminato
si spensero i festeggiamenti della Corte e, per la paura, si fecero il segno della croce tutti i cavalieri di Camelot.
Lancillotto rifletté un attimo
e disse «Ha un bel viso;
Dio misericordioso le ha concesso la pace/ la Signora di Shalott».

NOTES
rielaborata da quiqui 
(italian translation reworked by here and here)
Per la traduzione in rima baciata di Valentino Szemere qui
Sulle due rive del fiume lento
spighe d’orzo e segale in fermento
Dalla brughiera al cielo nel vento.
Corre la strada come un nastro argento
Verso le torri di Camelot
Avanti e indietro passa la gente
E guarda i gigli indifferente
Sulla riva che fende la corrente
Dell’isola di Shalott
Valentino Szemere translation here
1) dimora leggendaria di re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda (legendary home of King Arthur and the Knights of the Round Table)
2) embower
3)  Tennyson non ci dice mai il nome della dama, del resto lei è la donna che incarna l’ideale maschile della donna ottocentesca: passiva e remissiva, destinata a condurre una vita relegata nei confini della casa (Tennyson never tells us the name of the lady, after all she is the woman who embodies the masculine ideal of the nineteenth-century woman: passive and submissive, destined to lead a life relegated to the confines of the house)
4) letteralmente: quale fosse la maledizione, cioè il motivo della maledizione (literally: what was the curse, that is the reason for the curse)
5) Lancillotto è il campione di re Artù, il migliore tra i cavalieri e il più valente, innamorato di Ginevra  (Lancelot is the champion of King Arthur, the best of the knights and the most talented, in love with Geneva)
6) le insegne sullo scudo esprimono il voto del cavaliere: la sua totale devozione alla dama che ha scelto eternamente di servire (the signs on the shield express the knight’s vow: his total devotion to the lady who has eternally chosen to serve)
7)  è il canto di gioia dell’allodola, ripreso da Shakespeare, Racconto d’inverno, Atto IV, scena III (it is the song of joy of the lark, taken by Shakespeare, Winter’s Tale, Act IV, scene III: “The lark, that tirra-lirra chants“)
8) appena si avvera la maledizione svanisce il paesaggio solare descritto in apertura, ora sferza un tempo di tempesta e piove (as soon as the curse occurs, the solar landscape described in the opening vanishes, now it lashes a storm and it is raining)
9) altri autori ce la descrivono più puntualmente, vestita di bianco e scintillante d’oro e gemme preziose (other authors describehermore punctually, dressed in white and sparkling with gold and precious gems)
10) in Tennyson Lancillotto vede Elaine per la prima volta solo da morta (in Tennyson Lancelot sees Elaine for the first time only in death)

Waterhouse: The Lady of Shalott Looking at Lancelot 1894; Waterhouse riprende una postura, quella della dama imprigionata nei fili dell’arazzo che stava tessendo sulla scia del dipinto di William Holman Hunt (Waterhouse resumes a posture, that of the lady imprisoned in the threads of the tapestry she was weaving, in the wake of the painting by William Holman Hunt)

LINK
https://lartedeipazzi.blog/2018/09/16/bretagna-i-sospetti-di-artu-e-la-gelosia-di-ginevra/
https://www.nazioneindiana.com/2010/03/01/amor-cha-nullo-amato-amar-perdona/
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=135
https://www.londonita.com/thomas-malory-e-la-morte-di-artu/
http://qohelet.altervista.org/pagine/Shalott.htm
http://fascinointellettuali.larionews.com/il-mito-di-lady-of-shalott-tra-leggenda-e-poesia-pittura-e-musica/
http://www.missdarcy.it/the-lady-of-shalott-di-tennyson/

Bidh clann Ulaidh versus Song of the Exile (We will go home)

Leggi in italiano

Bidh clann Ulaidh (in English “The Clan of Ulster”) is a lullaby from the Hebrides, where the mother sleeps the baby (I imagine the baby is a female), telling her about the great wedding her family will organize when she arrives in the marriageable age. She mention the names of important Clans and also of the illustrious Irish relatives who will go to the wedding to celebrate the couple and honor the family .
Weddings between upper class families were famous events that people talked about and remembered for years, on which they wrote songs (here), in which the clan chiefs displayed their liberality and magnificence. Marriages allowed for alliances (though not always lasting) between clans and were contracts that involved the exchange of livestock, money and property, called tochers for the bride and dowry for the groom.

THE MELODY

The melody is something magical, there is a version that outclasses – in my opinion – all the others, that of the virtuoso (as well as Scottish) Tony McManus, the “Celtic fingerstyle guitar legend”

Tony McManus live

(I suppose the melody brings something to your mind … who has not seen King Arthur’s film?)
and if we add the violin too?
Alasdair Fraser & Tony McManus

and now we add the song..

Catherine-Ann MacPhee 2014

Can Cala 2014

English translation
I
My love, my darling child
The Clan of Ulster(2) will be at your wedding
My love, my darling child
The Clan of Ulster will dance at your wedding
Chorus:
The king’s clans, the king’s clans
The king’s clans will be at your wedding
The king’s clans playing the pipes
Wine will be drunk at your wedding
II
Clan MacAulay(3), a lively crowd
Clan MacAulay will be at your wedding
Clan MacAulay, a lively crowd
Will dance at your wedding
III
Clan Donald(4), who are so special(5)
Clan Donald will be at your wedding
Clan Donald, who are so special
Will dance at your wedding
IV
Clan MacKenzie(6) of the shining armor(7)
Clan MacKenzie will be at your wedding
Clan MacKenzie of the shining armor
Will dance at your wedding

I
Bidh clann(1) Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Bidh clann Ulaidh air do bhanais
Bidh clann Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Dèanamh an danns air do bhanais
Sèist:
Bidh clann a’ rìgh, bidh clann a’ rìgh
Bidh clann a’ rìgh air do bhanais
Bidh clann a’ rìgh seinn air a’ phìob
Òlar am fìon air do bhanais
II
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Bidh Clann Amhlaidh air do bhanais
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Dèanamh an danns air do bhanais
III
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach(5)
Bidh Clann Dhòmhnaill air do bhanais
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach
Dèanamh an danns air do bhanais
IV
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir(7)
Bidh Clann Choinnich air do bhanais
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir
Dèanamh an danns air do bhanais

NOTES
1) the word “clan” derives from the Scottish Gaelic “clann” = “child” to underline the strong bond of blood between the chief and the families (descendants). The clans are territorial extensions controlled by the chief who lives in an ancient castle or fortified house. Not all members of the clan are also descendants of blood, because they could also have “affiliated” to the clan in exchange for protection. At Hogmany or at the time of the election of the new chief all the respective heads of the family swore loyalty to the clan leader. The leader is a Laird, a clan leader and a legal representative of the community
2 ) in Ireland the Ard Ri, the king of kings comes from the North, from the Ulaidh, the land of the warriors and the Clan of the O’Neils always remained a prestigious clan even after the English conquest.
3) Clan MacAulay is a Scottish clan of Argyll, among the oldest in Scotland that boasted its descendants from the king of the Picts: they are located on the border between Lowland and Highland
4) the Clan Donald is one of the most numerous Scottish clans and divided into numerous subdivisions. The Lord of the Islands is traditionally a MacDonald (Hebrides)
5) also written “tha cha neonach” = “it’s no wonder”
6 )Clan MacKenzie is a Highlands clan whose coat of arms reproduces a mountain in flame and the motto says “Luceo non uro”
7) also translated as “bright clothing”

VANORA – WE WILL GO HOME (ACROSS THE MOUNTAINS) -KING ARTHUR (2004)

The song titled “The song of Exile” is sung by Vanora (wife of Bors) to the men of Arthur – of the people of the Sàrmati, (but in reality it is addressed to the child in his arms and therefore it is to him, but also to the warrior-husband, who sings a lullaby -anna) in the imminence of the departure for a “suicide” mission; men want to return home, they have the safe conduct that frees them from servitude in Rome, but choose to stay alongside their commander, the Roman-Briton Artorius (the plot here).

This is how Caitlin Matthews writes“I am the arranger/translator of “Song of the Exile” which appeared in the film and wasn’t recorded on the CD. Disney won’t allow me to sing or record it as they now own the copyright

These are the words sung in the film:

I
Land of bear and land of eagle
Land that gave us birth and blessing
Land that called us ever homewards
We will go home across the mountains
We will go home, we will go home…
II
When the land is there before us
We have gone home across the mountains
We have gone home, we have gone home
We have gone home singing our songs


A whispered lullaby, sweet-sad together, short but with an intense emotional charge, not included in the soundtrack CD “King Artur.” As an author there are those who thought to credit (wrongly) Hans Zimmer who actually signed the soundtrack of the film and we have seen a lot of complaints from the fans for the exclusion of the song. Hans Zimmer (here) writes “Song of the Exile” is composed and performed by Caitlin Matthews” (see more)

ADDITIONAL STANZAS

III
Land of freedom land of heroes
Land that gave us hope and memories
Hear our singing hear our longing
We will go home across the mountains
IV
Land of sun and land of moonlight
Land that gave us joy and sorrow
Land that gave us love and laughter
We will go home across the mountains

So there’s a song (Bidh clann Ulaidh?) in Scottish Gaelic at the beginning, arranged / translated by Caitlin Matthews and an avalanche of super-charged versions have come out (and keep going out) on YouTube!

ShaDoWCa7

Leah

Maria van Selm

Karliene

Anna Cefalo

Stephanie Hill  Norse version (here)
LINK
http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/bidh.htm
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/clannulaidh.php http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/gaelicsongs/bidhclannulaidh.asp
http://www.hallowquest.org.uk/
http://www.terrediconfine.eu/king-arthur/

Carrickfergus or Do Bhí Bean Uasal

Leggi in italiano

“Carrickfergus” comes from a Gaelic song titled Do Bhí Bean Uasal (see) or “There Was a Noblewoman” and is also known by the name of “The Sick Young Lover”, which appeared in a broadside distributed in Cork and dated 1840 and also in the collection of George Petrie “Ancient Music of Ireland” 1855 with the name of “The Young Lady”. Text and melody passed through the oral tradition have spread and changed, without leaving a consistent trace in the collections printed in the nineteenth century. This song has been attributed to the irish bard Cathal “Buí”

IRISH BREIFNE
cathal buiCathal “Buí” Mac Giolla Ghunna (c1680-c1756) a rake-poet from Co. Cavan.
Curious character nicknamed “Buil” the yellow, a bard vagabond storyteller and composer of poems, which have spread throughout Ireland and are still sung today.
The scholar Breandán Ó Buachalla has published his collection in the book “Cathal Bui: Amhráin” in 1975. In Blacklion County of Cavan there is also a small stele in his memory and it is celebrated the Cathal Bui Festival (month of June).
A incomplete priest able with words and with women, he also had a lot of “irish humor” and was obviously a heavy drinker, he went around Breifne, the Irish name of the area including Cavan, Leitrim, and south of Fermanagh ( one of the many traveler with his caravan or even less).

PETER O’TOOLE

But it is the version known by Peter O’Toole that was the origin of the version of Dominic Behan recorded in the mid-1960s under the title “The Kerry Boatman“, and also the version recorded by Sean o’Shea always in the same years with the title “Do Bhí Bean Uasal”. Also the Clancy Brothers with Tommy Makem made their own version with the title “Carrickfergus” in the 1964 “The First Hurray” LP.

Chieftains from “The Chieftains Live” 1977

DO BHÍ BEAN UASAL

This version has been attributed musically to Seán Ó Riada (John Reidy 1931-1971) it is not clear if it is only an arrangement or a real writing of the melody. Certainly the text is taken from the poetry of Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna.

Sean o’Shea in “Ò Riada Sa Gaiety” live in Dublino with the Ceoltóirí Chualann, 1969.

English translation
I
A lady was betrothed to me for a while
And she refused me, oh my hundred woes
I went to towns with her
And she made a cuckold (or a fool ) of  me before the world,
If I had got that head of hers into the church
And if I were again  n command of myself,
But now I’ weak and sore,  and there’s no getting of a  cure for me,
And my people will be weeping after me
II
I wish I had you in   Carrickfergus
not far from that place ‘Quiet Town”
Sailing over the deep blue waters
my bright love from a northern sky
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I
III
The cold and the heat are going together [in me]
and I can’t quench my thirst
And if I took my oath from November to February
I wouldn’t be ready until Michaelmas
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, my little darling, now   lay me down!

I

Do bhí bean uasal seal dá lua liom,
‘s do chuir sí suas díomsa faraoir géar;
Do ghabhas lastuas di sna bailte móra
Ach d’fhag sí ann é os comhair an tsaoil.
Dá bhfaighinnse a ceannsa faoi áirsí an teampaill,
Do bheinnse gan amhras im ‘ábhar féin;
Ach anois táim tinn lag is gan fáil ar leigheas agam.
Is beidh mo mhuintir ag gol im’ dhéidh.
II
I wish I had you in Carrickfergus
Ní fada ón áit sin go Baile Uí Chuain(1)/Sailing over the deep blue waters/ I ndiaidh mo ghrá geal is í ag ealó uaim./For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I.
III
Tá an fuacht ag teacht is an teas ag tréigint
An tart ní féidir liom féin é do chlaoi,
Is go bhfuil an leabhar orm ó Shamhain go Fébur
Is ní bheidh sí reidh liom go Féil’ Mhichíl;/I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, a stóirín, now lay me down!

NOTE
1) “baile cuain”= “quiet town” or Harbour Town

THE VERSION OF THE YEARS 60 AND MEANING

And we come to what remains of this song in our day, that is the version of Carrickfergus spread by the major interpreters of Celtic music.
The sweet melancholy of the melody and its uncertain textual interpretation have made the song very popular, some capture the romantic side and also play it at weddings, others at the funeral (for example that of John F. Kennedy Jr -1999).
Certainly it has something magical, sad and nostalgic, the man drowns in alcohol the pain of separation from his beloved (or more likely he drinks because he has a particular predilection for alcohol): a vast ocean divides them (or a stretch of sea) and he would like to be in Ireland, in Carrickfergus: he would like to have wings or to swim across the sea or more realistically find a boatman to take him to her, and finally he can die in her arms ( or at her tombstone) now that he is old and tired.

In my opinion, the general meaning of the text remains clear enough, but if you go into detail then many doubts arise, which I tried to summarize in the notes.

Loreena McKennitt & Cedric Smith  from Elemental, 1985


I
I wish I was
in Carrighfergus (1)
Only for nights
in Ballygrant (2)
I would swim over
the deepest ocean
Only for nights in Ballygrant.
But the sea is wide,
and I can’t swim over
Neither have I wings to fly
If I could find me a handsome boatman
To ferry me over
to my love and die(3)

II
Now in Kilkenny (4), it is reported
They’ve marble stones there as black as ink,
With gold and silver
I would  transport her (5)
But I’ll sing no more now,
till I get a drink
I’m drunk today,
but I’m seldom sober
A handsome rover
from town to town
Ah, but I am sick now,
my days are over
Come all you young lads
and lay me down.(6)

NOTES
1) Carrickfergus (from the Gaelic Carraig Fhearghais, ‘Rocca di Fergus’) is a coastal town in County Antrim, Northern Ireland, one of the oldest settlements in Northern Ireland. Here the protagonist says he wants to be at Carrickfergus (but evidently he is somewhere else) while in other versionssays “I wish I had you in Carrickfergus”: the meaning of the song changes completely.
Some want to set the story in the South of Ireland and they see the name of Fergus,as the river that runs through Ennis County of Clare.
2) Ballygran – Ballygrant – Ballygrand. There are three interpretations: the first that Ballygrant is in Scotland on the Hebrides (Islay island), the second that is the village of Ballygrot (from the Gaelic Baile gCrot means “settlement of hills”), near Helen’s Bay that it is practically in front of Carrickfergus over the stretch of sea that creeps over the north-east coast of Ireland (the Belfast Lough). It seems that the locals call it “Ballygrat” or Ballygrant “and that it is an ancient settlement and that at one time there were some races with the Carrickfergus boats at Ballygrat.The third is a corrupt translation from the Gaelic” baile cuain “of the eighteenth-century version and therefore both a generic quiet location, a small village.
But between the two sentences there is already an incongruity or better there is need of an interpretation, ascertained that Ballygrant is not a particular place of Carrickfergus for which the protagonist feels nostalgia for some specific connection with his love story passed in youth, then it is the place where it is at the moment. So the protagonist could be an Irishman who found himself in the Hebrides, but who would like to return to Carrickfergus from his old love or he is a Scot (who was a young soldier in Ireland) and remembers with regret the Irish woman loved in youth.
The protagonist could be in Helen’s Bay on the opposite side of the inlet that separates it from Carrickfergus: if he were healthy and young nothing would prevent him to go to Carrickfergus even on foot, but he is tired and he is dying and so in his fantasy or delirium he is looking at the sea in the direction of Carrickfergus deaming of flying towards his love of the past or he wants to be ferried by a boatman to be able to die next to her.
3) “and die” tells us that the protagonist who is in Ballygrant (wherever he is) would like to go to Carrickfergus to die in the arms of his love of youth.
In other versions the phrase is written as “To ferry me over my love and I” the protagonist would like to be transported by the boatman, together with his woman, to Carrickfergus. So nostalgia is about the place where the protagonist is supposed to have spent his youth and would like to see again before he died.
4) and 5)
Now on the Kilkenny stone it is written,
on black marble like ink,
with gold and silver I would like to comfort her
Replacing the verb “to transport” used by Loreena with “to support” more used in other versions. That is: on the black stone of Kilkenny (in the sense that it is usually a type of stone such as Carrara marble,  the black stone extracted from Kilkenny but also used in Ballygrant, wherever it is) that will be my tombstone where I have recorded my epitaph, I also wrote a sentence of comfort for my love
4) Kilkenny = Kilmeny some see a typo and note that Kilmeny is the parish church of Ballygrant (Islay Island) formerly a medieval church, also here there is a stone quarry, which was the main industry of Ballygrant in the eighteenth century and XIX. Now I ask myself: but with all these references to the Islay Island, (where at least there should be the tomb of the protagonist) how is it that the song is not known in the local tradition of the Hebrides and instead is it in Belfast?
6) the protagonist urges his friends to bury him

Nella versione live aggiunge anche la strofa intermedia che è stata scritta da Dominic Behan per la sua versione registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”.

Jim McCann in Dubliners Now 1975 (I and III)

Jim McCann live (with the second stanza written by Dominic Behan for his version recorded in the mid-1960s under the title “The Kerry Boatman”.

JIM MCCANN
I
I wish I was
in Carrickfergus (1)
Only for nights
in Ballygrand(2)
I would swim
over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrand.
But the sea is wide
and I cannot swim over
And neither have I the wings to fly
I wish I had a handsome boatman
To ferry me over my love and I(3)
II
My childhood days
bring back sad reflections
Of happy time there spent so long ago
My boyhood friends
and my own relations
Have all passed on now
like the melting snow
And I’ll spend my days
in this endless roving
Soft is the grass and my bed is free
How to be back now
in Carrickfergus
On the long road down to the sea
 

III
And in Kilkenny
it is reported
On marble stone
there as black as ink
With gold and silver
I would support her (5)
But I’ll sing no more now
till I get a drink
‘cause I’m drunk today
and I’m seldom sober
A handsome rover
from town to town
Ah but I am sick now
my days are numbered
Come all me young men
and lay me down

LINK
http://www.eofeasa.ie/cathalbui/public_html/danta_CB/who_was_CB.html
http://lookingatdata.com/m/204-mac-giolla-ghunna-cathal-bui.html
http://www.munster-express.ie/opinion/views-from-the-brasscock/the-yellow-bitternan-bonnan-bui/

http://jungle-bar.blogspot.it/2009/03/carrickfergus-ballad-of-peter-otoole.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16707
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=90070

Standing Stones by Loreena McKennitt

Una murder ballad composta da Loreena McKennitt seguendo i canoni della ballata tradizionale, per narrare una tragica storia d’amore finita nel sangue a causa della gelosia.
[A murder ballad composed by Loreena McKennitt following the canons of the traditional ballad, to tell a tragic love story ended in blood because of jealousy.]
Il geloso questa volta non è all’interno della coppia, ma è un promesso sposo respinto dalla ragazza, ci troviamo forse davanti ad un matrimonio combinato dalle famiglie mentre i due veri amanti si sposano in segreto con il rito dell’handfasting, scambiandosi le promesse in un luogo sacro, il cerchio di pietre degli Antenati.
[The jealous one this time is not within the couple, but he is a pretendent rejected by the girl; we are perhaps in front of a marriage combined by families while the two true lovers get married in secret with the handfasting, exchanging their votes in a sacred place, the circle of stones of the Ancestors.]

La storia è ambientata nelle isole Orcadi (Scozia) che custodiscono un grande santuario megalitico risalente al Neolitico, uno dei siti più antichi delle Isole Britanniche.
[The story is set in the Orkney Islands (Scotland) which house a large megalithic sanctuary dating back to the Neolithic, one of the oldest sites in the British Isles.]

Jim Richardson: Stones of Stenness (foto tratta da qui)

Loreena McKennitt in “Parallel Dreams”


I
In one of these lonely Orkney Isles
There dwelled a maiden fair.
Her cheeks were red, her eyes were blue/She had yellow, curling hair.
Which caught the eye and then the heart
Of one who could never be
A lover of so true a mind
Or fair a form as she.
II
Across the lake in Sandwick(1)
Dwelled a youth she held most true,
And ever since her infancy
He had watched these eyes so blue.
The land runs out to the sea
It’s a narrow neck of land
Where weird and grim the Standing Stones/ In a circle where they stand (2).
III
One bonny moonlight Christmas Eve
They met at that sad place.
With her heart in glee and the beams of love
Were shining on her face
When her lover came and he grasped her hand
And what loving words they said
They talked of future’s happy days,
As through the stones they strayed.
IV
They walked toward the lovers’ stone
And through it passed their hands.
They plighted there a constant troth
Sealed by love’s steadfast bands
He kissed his maid and then he watched her
That lonely bridge go o’er.
For little, little did he think
He wouldn’t see his darling more.
bridge
Standing Stones of the Orkney Isles
Gazing out to sea
Standing Stones of the Orkney Isles
Bring my love to me.
V
He turned his face toward his home
That home he did never see
And you shall have the story
As it was told to me.
When a form upon him sprang
With a dagger gleaming bright
It pierced his heart and his dying screams
Disturbed the silent night.
VI
This maid had nearly reached her home
When she was startled by a cry.
And she turned to look around her
And her love was standing by
His hand was pointing to the stars
And his eyes gazed at the light.
And with a smiling countenance
He vanished from her sight.
VII
She quickly turned and home she ran
Not a word of this was said,
For well she knew at seeing his form
That her faithful love was dead.
And from that day she pined away,
Not a smile seen on her face,
And with outstretched arms she went to meet him
In a brighter place.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
In una delle solitarie isole Orcadi
viveva una dama bella-
aveva guance di rosa e occhi azzurri,
aveva capelli biondi e fluenti
che catturarono prima lo sguardo e poi il cuore
di uno che non sarebbe mai stato degno di un’anima così sincera o leale come la sua.
II
Oltre il lago a Sandwick viveva un giovane a cui lei teneva davvero e fin dalla sua infanzia, lui aveva ammirato quegli occhi così azzurri.
La terra si esaurisce nel mare,
in uno stretto lembo di terra
dove strani e  sinistri i Menhir
stanno in cerchio.
III
In una bella vigilia di Natale al chiaro di luna s’incontrarono in quel posto triste
lei con il cuore contento
e i tremiti d’amore
che le brillavano sul viso;
poi il suo innamorato giunse e la prese per mano,
tante  parole d’amore si dissero,
parlarono dei loro futuri giorni felici
mentre tra le pietre passeggiavano.
IV
Camminarono fino  alla pietra degli amanti
e attraverso ad essa passarono le mani e stipularono là un patto di fedeltà sigillato dal laccio d’amore.
Lui baciò la sposa e poi la guardò
andare oltre quel ponte solitario,
per un solo istante pensò che non avrebbe più rivisto il suo amore!
bridge
Menhir delle isole Orcadi
che contemplate il mare
Menhir delle isole Orcadi
riportate il mio amore da me
V
Lui diresse lo sguardo verso casa
quella casa che non aveva mai visto
e voi dovreste conoscere la storia
come mi fu narrata.
Ecco una sagoma su di lui si gettò
con uno stiletto scintillante
gli trafisse il cuore e i suoi gemiti da moribondo
turbarono la notte silenziosa.
VI
La fanciulla aveva quasi raggiunto casa
quando fu scossa da un grido
e si guardò intorno
e il suo amore stava dritto in piedi
con la mano puntava alle stelle
e gli occhi fissavano la luce,
poi con una espressione sorridente
svanì alla sua vista.
VII
Veloce si voltò e corse verso casa
non disse una parola di ciò,
perchè bene sapeva da quello che aveva visto che il suo amore fedele era morto.
E da quel giorno lei languiva,
non un sorriso si vedeva sul suo viso,
e a braccia aperte andò a incontrarlo in un posto più luminoso

NOTE
1) Sandwick (dal norreno con significato Sandy Bay) è un villaggio sulla costa ovest della Mainland l’isola principale delle Orcadi
[Sandwick (from Old Norse with meaning Sandy Bay) is a village on the west coast of Mainland, the main island of Orkney]
2) si tratta delle Pietre erette di Stenness (Stones of Stenness) accanto al lago omonimo. Una pietra, conosciuta come la “Pietra di Odino”, aveva un buco circolare che veniva usato dalle coppie locali per scambiarsi le promesse. Si svolgevano attorno alla pietra anche altre cerimonie curative. La pietra fu distrutta da un contadino del luogo nel 1814 stanco dei turisti e dei rituali che si svolgevano intorno ai menhir  vicini ai suoi campi. Della pietra con il foro ci restano solo dei disegni. Il sito di Stennes presenta delle pietro molto alte (5 metri) ma il cerchio più grande anche se meno imponente si trova poco distante detto Cerchio di Brodgar (Ring of Brodgar)
[it is the Standing Stones of Stenness next to the lake of the same name. A stone, known as the “Odin Stone”, had a circular hole that was used by local couples to exchange promises. Other healing ceremonies took place around the stone. The stone was destroyed by a local peasant in 1814 tired of tourists and rituals that took place around the menhirs near his fields. Only the drawings remain of the stone with the hole. The site of Stennes has very high stones (5 meters) but the largest circle, although less impressive, is located not far from the Ring of Brodgar]

LINK
http://www.orkneyjar.com/history/brodgar/