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GO TO SEA ONCE MORE

Stan Hugill classifica “Go to sea once more” come un “American/English forebitter”  (vedi sea shanty) e siccome si parla di un imbarco su una baleniera diretta nel Mare Artico, era la canzone favorita tra i cacciatori di balene.
Nella canzone il marinaio si rammarica di essere costretto ad andare per mare ancora una volta, perchè ha già speso tutti i soldi appena guadagnati, ubriacandosi e facendosi derubare da una puttana. La canzone fa il paio con “Holy Ground once more” con la quale condivide la melodia e alcune strofe.

RAPPER BROWN

Italo Ottonello scrive “All’atto della firma del contratto d’arruolamento per i viaggi di lungo corso, i marinai ricevevano un anticipo pari a tre mesi di paga che, a garanzia del rispetto del contratto, era erogato in forma di pagherò, esigibile tre giorni dopo che la nave aveva lasciato il porto, “sempre che detto marinaio sia salpato con detta nave”.Tutti, invariabilmente, correvano a cercare qualche ‘squalo’ compiacente che comprasse il loro pagherò ad un valore scontato, di solito del quaranta per cento, con molta parte dell’importo fornito in natura. Gli acquirenti, procuratori d’imbarco e procacciatori vari, – gli ‘arruolatori’, com’erano soprannominati – erano indotti a ‘sequestrare’ i marinai e portarli a bordo, ubriachi o drogati, con poco o niente vestiario oltre quello che avevano indosso, e sperperare o rubare loro tutto l’anticipo.”
Così dietro alla vicenda c’è probabilmente lo zampino del “sailor boarding-house master” (in italiano: “tenutari di pensioni per marinai”) di turno che assoldava dei prezzolati ladruncoli per derubare i marinai approfittando della loro ubriachezza o si metteva in combutta con qualche puttana, tutti sistemi ben collaudati per spennare il marinaio incauto appena sbarcato (vedi).
Le autorità del resto chiudevano un occhio perchè alle compagnie mercantili faceva comodo avere manovalanza sempre a disposizione anche per i lavori più duri (come sulle baleniere) e le rotte più sfavorevoli come quelle dei mari artici.

whale-ship

TITOLI ALTERNATIVI: GO TO SEA NO MORE, OFF TO SEA ONCE MORE, JACKIE BROWN, SHANGHAI BROWN. I Byrds lo hanno registrato con il titolo di “Jack Tarr The Sailor”. In alcune versioni è cantato sull’aria di Greensleeves che ricorda vagamente.

ASCOLTA the Dubliners

ASCOLTA Jerry Garcia & David Grisman in “Grateful Dawg” 1990

ASCOLTA Ryan’s Fancy in “Songs From The Shows” 2001

ASCOLTA Macy Gray in Son of Rogues Gallery Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys


I
When first I landed in Liverpool(1),
I went upon a spree
Me money alas I spent it fast,
got drunk as drunk could be
And when that me money was all gone, ‘twas then I wanted more
But a man must be blind
to make up his mind
to go to sea once more
CHORUS
Once more, boys, once more,
go to sea once more

II
I spent the night with Angeline(2)
too drunk to roll in bed
Me watch was new
and me money too,
in the morning with them she fled
And as I walked the streets about,
the whores they all did roar
“There goes Jack Strapp(3),
the poor sailor lad,
he must go to sea once more”
III
And as I walked the streets about,
I met with the Rapper Brown(4)
I asked him for to take me on
and he looked at me with a frown
He said “last time you was paid off
with me you could no score
But I’ll give you a chance
and I’ll take your advance
and I’ll send you to see once more”
IV
He shipped me on board
of a whaling ship(5)
bound for the arctic seas(6)
Where the cold winds blow
through the frost and snow
and Jamaica rum would freeze(7)
But worse to bear,
I’d no hard weather gear(8)
for I’d spent all money on shore
‘twas then that I wished
that I was dead
and could go to sea no more
V
So come all you bold seafaring men, who listen to me song
When you come off them long trips,
I’ll have you not go wrong
Take my advice, drink no strong drink, don’t go sleeping with them whores
Get married instead
and spend all night in bed
and go to sea no more
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Dopo che sono sbarcato a Liverpool
sono andato a far baldoria,
il mio denaro ahimè l’ho speso subito ubriacandomi a più non posso
e quando i soldi erano tutti finiti
fu allora che ne volevo di più, ma un uomo deve essere cieco, per cambiare idea e andare ancora per mare!
CORO
Una volta, ragazzi ancora una volta,
andare per mare ancora una volta 

II
Trascorsi la notte con Angelina
troppo ubriaco per andare a letto,
il mio orologio era nuovo
e anche i miei soldi
al mattino con essi lei fuggì,
e mentre vagavo per le strade,
le puttane vociavano tutte
” Ecco che arriva Jack Strapp,
il povero marinaio, che deve andare per mare ancora una volta”
III
E mentre camminavo per strada incontrai Rapper Brown,(4)
gli chiesi di imbarcarmi
e lui mi guardò corrucciato dicendo
” L’ultima volta che sei stato saldato
non hai regolato i conti con me,
ma ti darò una possibilità
e prenderò il tuo anticipo e ti manderò per mare ancora una volta”
IV
Mi spedì a bordo
di una baleniera
diretta per i mari artici(6),
dove i venti freddi soffiano
tra il gelo e la neve
e il rum giamaicano congelerebbe,
ma ancora peggio da sopportare,
non ero equipaggiato per il brutto tempo, perchè avevo speso tutto il denaro a terra, fu allora che desiderai di essere morto e di non poter andare per mare ancora una volta
V
Così venite tutti voi marinai coraggiosi, che ascoltate la mia canzone, quando ritornate da quei lunghi viaggi,
per non sbagliare, date retta al mio consiglio, non bevete bevande forti,
non andate a dormire con quelle puttane,
piuttosto sposatevi
e trascorrete tutta la notte nel letto
e non andate più per mare

NOTE
1) nella versione americana la città diventa Frisco (San Francisco)
2) oppure Last night I slept with Angeline
3) oppure Jack Sprad
4 oppureJack Ratcliff o Jackie Brown; nella versione americana diventa Shanghai Brown famoso nella città di San Francisco. Il verbo shanghaiing e’ stato coniato verso la meta’ del 1800 per indicare la pratica, molto in voga sulla navi mercantili americane ed inglesi, di coscrizione violenta o fraudolenta di manodopera cinese a bordo delle navi. Lo shanghaiing era praticato soprattutto nel nord-ovest degli Stati Uniti. Gli uomini che gestivano questo “commercio di uomini” venivano detti “crimps” e non avevano scrupoli a drogare la birra del malcapitato con il laudano. Così scrive Lloyd in Leviathan (1967) Who was Rapper Brown, the villain of the piece? Particularly during the latter days of sail, many lodging house keepers encouraged seamen to fall in debt to them, then signed them aboard a hardcase ship in return for the “advance note” loaned by the company to the sailor ostensibly to buy gear for the voyage. Paddy West of Great Howard Street, Liverpool, was well-known for this, likewise John da Costa of the same seaport. But we do not find Rapper Brown in this rogues’ gallery. Perhaps there’s some confusion here with the fearsome Shangai Brown of San Francisco, through whose ministrations many a British seaman awoke from a drunken or drugged sleep do find himself aboard a vessel for the bowhead whaling grounds of the Bering Sea, a trip few men in their senses signed for, unless desperately hard pushed. Our version is from Ted Howard of Barry.

Shanghaied5) anche whaler bark (barque) o whaler pack
6) le rotte artiche erano le più temute dai marinai spesso le navi restavano intrappolate nei ghiacci.
7) oppure Jamaica rum ‘twas free (in italiano: il rum giamaicano era gratis) credo che ci sia una sfumatura umoristica nella frase e che voglia dire che il Rum giamaicano non si trovava
8) oppure I’d no oilskins (in italiano: non avevo giubba impeciata)

(Cattia Salto agosto 2014, revisionato giugno 2016)

FONTI
http://www.sfmuseum.org/hist11/sailors.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/offtoseaoncemore.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72360 http://aliverpoolfolksongaweek.blogspot.it/2012/05/49-go-to-sea-once-more.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/11/tosea.htm http://mysongbook.de/msb/songs/g/gotosean.html http://www.loc.gov/item/sm1849.461970/

BLOW THE MAN DOWN

Blow the man down nel gergo marinaro significa picchiare sodo fino a far cadere a terra il malcapitato, in genere bastavano i pugni ma all’occorrenza i marinai maneggiavano una caviglia o un’aspa d’argano.

Esistono una grande varietà di testi di questa halyard shanty, tutti sulla stessa melodia, che dopo la versione alla Braccio di ferro è diventata anche una canzone per bambini! Si distinguono tuttavia tre temi principali.

black-ball

PRIMA VERSIONE: BLOW THE MAN DOWN

La versione più antica è quella in cui gli “allegri” marinai novellini si accorgono presto del clima duro e violento sulle Black Baller.
Come dice Hugill ” Chief Mates in Western Ocean ships were known as “blowers”, second mates as “strikers”, and third mates as “greasers.”
Packets and Blowers
A Packet ship was one which had a contract to carry packets (formerly “paquettes”) of mail. The earliest and most famous transatlantic packet route was the Liverpool service, started in 1816 by the Black Ball Line, with regular departures from New York on the 1st and 16th of every month without fail, regardless of weather or other inconveniences. These early ships of 300 to 500 tons averaged 23 days for the eastward voyage and 40 days to return westward. Cabin passengers were usually gentlefolk of good breeding, who expected to find courtesy and politeness in the captains with whom they sailed. Packet captains were remarkable men, hearty, bluff, and jovial, but never coarse, always a gentleman.
The mates, on the other hand, had no social duties to distract their attention, and devoted their time and energies to extracting the very maximum of performance from both their vessel and its crew, so it is no surprise that it was on board the Black Ball liners that “belaying pin soup” and “handspike hash” first became familiar items of the shipboard regime. A hard breed of sailor was required to maintain the strict schedules whatever the weather, and it took an even harder breed of mate to keep this rough and ready bunch in some sort of order. If all else failed then then Rule of the Fist applied: to “blow a man down” was to knock him down with any means available – fist, belaying pin, or capstan bar being the weapons most often preferred. (tratto da qui)


VERSIONE in “Capstan Bars” di David Bone 1932
CHORUS
oh! Blow the man down, bullies.
Blow the man down W-ay! hey?
Blow the man down!
Blow the man down bullies.
Blow him right down,
give us the time and we’ll blow the man down!
Come all ye young fellers that follows the sea.
W-ay! hey? Blow the man down!
I’ll sing ye a song if ye’ll listen t’ me.
Give us the time an’ we’ll blow the man down!
‘Twas in a Black Baller I first served my time.
and in a Black Baller I wasted my prime.
‘Tis when a Black Baller’s preparin’ for sea.
Th’sights in th’ fo’ cas’le(1) is funny t’ see
Wi’ sodgers (2) an’ tailors an’ dutchmen an’ all,
As ships for prime seamen(3) aboard th’ Black Ball.
But when th’ Black Baller gets o’ th’ land
it’s then as ye’ll hear th’ sharp word o’ command.
oh! it’s muster ye sodgers an’ tailors an’ sich.
an’ hear ye’re name called by a son of a bitch.
it’s “fore-topsail halyards”(4), th’ Mate(5) he will roar.
“oh, lay along smartly you son of a whore”.
oh, lay along smartly each lousy recroot.
Wor it’s lifted ye’ll be wi’ th’ toe of a boot.
TRADUZIONE ITALIANO DI ITALO OTTONELLO
CORO
Buttate giù l’uomo, ragazzi. abbattetelo
Buttate giù l’uomo! W-ay! hey?
Buttate giù l’uomo!
Abbattete l’uomo, ragazzi.
Buttatelo giù
all’occasione abbatteremo l’uomo!

Venite tutti, voi giovani che andate per mare
W-ay! hey? Buttate giù l’uomo!
Se mi ascolterete vi canterò una canzone
all’occasione abbatteremo l’uomo!

Fu su un Black Baller il mio primo imbarco
e su un Black Baller sprecai la gioventù
Quando il Black Baller si appresta a salpare
è divertente dare uno sguardo all’equipaggio nel castello(1)
Con soldataglia, sarti, olandesi e tutto il resto
imbarcati da novellini(3) sul Black Ball
Ma quando il Black Baller lascia la terra
allora udrete l’aspra parola di comando
voi soldati, sarti e simili, sarete riuniti per udire
il vostro nome chiamato da figli di buona donna
“la drizza di parrocchetto(4)”, griderà il “primo(5)”
“Su arriva sparato, figli di p……a
vada arriva sparato ogni pidocchioso novizio.
o ci sarà fatto arrivare dalla punta di uno stivale”

NOTE
1) Sui velieri il cassero si estende dalla poppa fino all’albero di mezzana. La sua parte prodiera, dotata di ringhiera, costituisce il ponte di comando della nave a vela. Lo spazio coperto dal cassero è solitamente destinato agli alloggi. Il castello (forecastle) è il “locale equipaggio”, che ha conservato tale denominazione anche quando l’equipaggio dormiva in tuga. Quindi prora>castello>equipaggio mentre poppa>cassero>ufficiali. In merito Italo Ottonello cita Ishmael, il protagonista di Moby Dick, secondo il quale “il commodoro sul cassero riceve di seconda mano l’aria dai marinai del castello“.
2) sodger variante di soldier è usato come insulto nel senso di imboscato, scansafatiche, uno che cerca sempre di sfuggire al lavoro, che quando c’è da lavorare, si allontana o si ritira
3) gli inesperti e i novellini sono buoni solo per le facili manovre
4) fore-topsail halyards= Drizza: cavo con funzione di sollevamento (di pennone, di fiocco, di picco). Parrocchetto: secondo pennone a partire dal basso dell’albero di trinchetto e nome della vela relativa. Trinchetto: l’albero prodiero di un veliero a più alberi
5) Mate= il primo ufficiale

ASCOLTA The Seekers


Come all ye young fellows that follow the sea
To me weigh hey blow the man down
And pray pay attention and listen to me
Give me some time to blow the man down
I’m a deep water sailor just in from Hong Kong
If you’ll give me some rum I’ll sing you a song
T’was on a Black Baller I first spent my time
And on that Black Baller I wasted my prime
T’is when a Black Baller’s preparing for sea
You’d split your sides laughing at the sights that you see
With the tinkers and tailors and soldiers and all
That ship for prime seamen onboard a Black Ball
T’is when a Black Baller is clear of the land
Our boatswain then gives us the word of command
“Lay aft” is the cry “to the break of the poop
Or I’ll help you along with the toe of my boot”
T’is larboard and starboard on the deck you will sprawl
For Kicking Jack Williams commands the Black Ball
Aye first it’s a fist and then it’s a pall
When you ship as a sailor aboard the Black Ball
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Venite tutti, giovani compagni che andate per mare,
con me, W-ay! hey? Buttate giù l’uomo!
State attenti e ascoltatemi
all’occasione abbatterò l’uomo!
Sono un marinaio d’alto mare appena arrivato da Hong Kong
e se mi darai del rum ti canterò una canzone
Fu su un Black Baller il mio primo imbarco
e su un Black Baller sprecai la gioventù
Quando il Black Baller si appresta a salpare
è divertente dare uno sguardo all’equipaggio nel castello
con calderai, sarti, soldati e tutto il resto
imbarcati da novellini sul Black Ball
Ma quando il Black Baller lascia la terra
allora udrete l’aspra parola di comando
“andate a poppa” è il grido
“o vi farò arrivare a poppa dalla punta del mio stivale”
e a babordo e a tribordo sul ponte si ammucchieranno
perchè ” Kicking” Jack Williams comanda il Black Ball
si prima sono pugni e poi funerali
quando navighi come marinaio a bordo del Black Ball

SECONDA VERSIONE: BLOW THE MAN DOWN

La seconda versione racconta la storia di un flying-fish sailor appena sbarcato a Liverpool da Hong Kong, scambiato da un poliziotto per un “blackballer” e insultato o quantomeno apostrofato in malo modo. Il marinaio reagisce gettando il poliziotto a terra con un pungo e ovviamente finisce in prigione per qualche mese.

ASCOLTA Stan Hugill in Pusser’s Rum Sailing


I’ll sing you a song if you give some gin
To me wey-hey, blow the man down
….. down to the pin
Gimme some time to blow the man down
As I was rolling down Paradise street(1)
a big irish scuffer boy (2) I chanced for to meet,
Says he, “You’re a Blackballer from the cut of your hair(3);
you’re a Blackballer by the clothes that you wear.
“You’ve sailed in a packet that flies the Black Ball,
You’ve robbed some poor Dutchman of boots, clothes and all.”
“O policeman, policeman, you do me great wrong;
I’m a `Flying Fish’ sailor(4) just home from Hongkong!”
So I stove in his face and I smashed in his jaw.
Says he, “Oh young feller, you’re breaking the law!”
They gave me six months in Liverpool town
For bootin’ and a-kickin’ and a-blowing him down.
We’re a Liverpool ship with a Liverpool crew
A Liverpool mate(5) and a Scouse(6) skipper too
We’re Liverpool born and we’re Liverpool bred
Thick in the arm, boys, and thick in the head
Blow the man down, bullies, blow the man down
With a crew of hard cases(7) from Liverpool town
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Vi canterò una canzone se mi date del gin
con me, W-ay! hey? Buttate giù l’uomo!
(incomprensibile)
all’occasione abbatterò l’uomo!
Mentre veleggiavo per Paradise street(1)
ebbi la ventura di incontrare un poliziotto irlandese(2)
Dice “Sei un Blackballer per il taglio dei capelli(3)
e per i vestiti che porti.
Hai navigato su un postale Balck Ball,
e hai derubato qualche povero olandese
di stivali vestito e altro.”
“Poliziotto ti sbagli:
sono un “pesce volante”(4) appena arrivato da Hong Kong”.
Così lo colpisco in faccia e gli fracasso la mascella
dice” giovanotto stai infrangendo la legge”.
Mi diedero sei mesi a Liverpool
per averlo pestato, preso a calci e steso!
Siamo una nave di Liverpool con una ciurma di Liverpool,
un primo(5) di Liverpool e un comandante mangia-stufato(6).
Siamo nati a Liverpool e cresciuti a Liverpool,
forti di braccia e di testa.
Buttate giù l’uomo, ragazzi, abbattetelo
con una ciurma di casi difficili(7) dalla città di Liverpool

NOTE
1) Paradise street, una mitica strada di Liverpool il cui nome è tutto un programma, molto frequentata dai marinai
2) anche sassy policeman oppure big Irish copper: scuffer è un termine tipicamente ottocentesco per poliziotto
3) tutti i marinai della Black Baller line portavano i capelli tagliati corti
4) Secondo Hugill un flying-fish sailor è un marinaio ” who preferred the lands of the East and the warmth of the Trade Winds to the cold and misery of the Western Ocean
5) primo ufficiale
6) scouse è un termine usato dalla gente di Liverpool che è anche il nome dato al dialetto locale. In origine nasce proprio dalle abitudini dei marinai di Liverpool di mangiare lo stufato di agnello e verdure derivata probabilmente dal norvegese “skause”. Si riferisce alla parlata inglese tipica degli irlandesi immigrati
7) hard cases: una persona dura, poco accomodante, difficile da tenere sotto controllo e arrogante

TERZA VERSIONE: BLOW THE MAN DOWN

000brgcfLa versione più diffusa è quella in cui il protagonista incontra invece in Paradise street una giovane “damigella”  a volte paragonata a una nave nella quale, sempre metaforicamente, egli si vorrebbe imbarcare, e finisce immancabilmente lungo disteso a terra (dal bere o dal colpo ben assestato dal “compare” di lei).
Il risveglio è amaro, perchè il malcapitato si trova imbarcato a forza su una nave (a volte più genericamente un Yankee clipper o un packet, ma anche un Black Ball)

ASCOLTA da the Haunted Saloon

I’ll sing you a song, a good song of the sea
Way – hey, blow the man down.
I trust that you’ll join in the chorus with me;
Give me some time to blow the man down.
Chorus
Blow the man down, bully, blow the man down;
Way – hey, blow the man down.
Blow the man down, boys, from Liverpool town;

Give me some time to blow the man down.

As I was a-walking down Paradise street(1)
A handsome young damsel I happened to meet
At the pub down on Lime street I then went astray
I drank enough stout(2) for to fill Galway Bay
The next I remember I woke in the dawn
On a tall Yankee clipper that was bound round Cape Horn.
Come all ye young fellows who follow the sea
Beware of the drink whenever it’s free
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Vi canterò una canzone una bella canzone del mare
con me, W-ay! hey? Buttate giù l’uomo!
e confido che vi unirete con me nel coro
all’occasione abbatterò l’uomo!
CORO
Buttate giù l’uomo, ragazzi. abbattetelo
W-ay! hey? Buttate giù l’uomo!
Abbattete l’uomo, ragazzi di Liverpool
all’occasione abbatterò l’uomo!
Mentre passeggiavo per Paradise street(1)
ebbi la ventura di incontrare una bella damigella
allora mi fiondai dritto nel pub di Lime Street
e bevvi abbastanza stout(2) da riempire la Baia di Galway.
Al mio risveglio all’alba,  ero imbarcato
su un clipper americano diretto a Capo Horn.
Venite tutti voi, giovani compagni che andate per mare
attenti alle bevande soprattutto quando sono gratis

NOTE
1) Paradise street, una mitica strada di Liverpool il cui nome è tutto un programma, molto frequentata dai marinai
2) birra scura

ASCOLTA Woody Guthrie Songs of American Sailormen, Joanna Colcord


As I was out walkin’ down Paradise street(1),
To me way, hey, blow the man down!
A pretty young damsel I chanced for to meet,
Give me some time to blow the man down!
She was round in the counter and bluff in the bow,
So I took in all sail and cried “way enough now”(2)
I hailed her in English, she answered me clear
“I’m from the Black Arrow bound to the Shakespeare”
So I tailed her my flipper(3) and took her in tow
And yard-arm to yard-arm(4), away we did go
But as we were a-going she said unto me
“There’s a spankin’ full rigger(5) just ready for sea”
That spankin’ full rigger to New York was bound
She was very well mannered and very well found
But as soon as that packet was clear of the bar(6)
The mate knocked me down with the end of a spar(7)
As soon as that packet was out on the sea
‘Twas devilish hard treatment of every degree
So I give you fair warning before we belay
Don’t never take heed of what pretty girls say.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mentre passeggiavo per Paradise street(1)
con me, W-ay! hey? Buttate giù l’uomo!
ebbi la ventura di incontrare
una bella e giovane damigella
all’occasione abbatterò l’uomo!
Era tonda a poppa e dritta a prua
così ammainai tutte le vele e gridai “Tira i remi in barca”(2)
La salutai in inglese e lei mi rispose in modo comprensibile
“Sono della Black Arrow imbarcato sulla Shakespeare”
Così la legai alla mia barca a motore(2)  e la presi a rimorchio
e vicini-vicini (3) siamo andati al largo
ma mentre stavamo andando lei mi disse
” C’è una rigger(4) nuova di zecca pronta per il mare”
Quella rigger nuova di zecca era in partenza per New York
si dava un contegno ed era ben messa
ma non appena quel postale ebbe superato la barra(5)
il primo ufficiale mi stese con una legnata(6)
non appena il postale fu al largo
iniziarono i dannati maltrattamenti di ogni tipo.
Così vi do un buon avvertimento, prima di arruolarvi
non date mai retta a quello che dicono le belle ragazze

NOTE
1) Paradise street, una mitica strada di Liverpool il cui nome è tutto un programma, molto frequentata dai marinai
2) way enough now deriva da un’espressione marinaresca Weigh enough – Take the stroke, put the blades on the water and relax. “Weigh enough” (or “Wain…’nuff”, or “Way enough”) (USA) The command to stop what ever the rower is doing, whether it be walking with the boat overhead or rowing. Mi viene da tradurre con un’espressione idiomatica italiana  “Tira i remi in barca”: il marinaio alla vista di cotale bellezza subito si ferma per parlarle, ovvero l’abborda!!
3) flipper= barca a motore
4) yard-arm to yard-arm letteralmente da pennone a pennone in italiano potrebbe essere equivalente all’espressione vicini-vicini
5) rigger? come termine nautico significa attrezzature, ma qui è chiaramente riferito alla nave: più sotto la nave viene chiamata packet
6) La barra del fiume (la Mersey dato che si parla di Liverpool) così uscendo in mare aperto.
7)  Italo Ottonello traduce “il primo ufficiale mi stese con una legnata” e precisa: dorma o droma, l’insieme delle parti di rispetto per alberi, pennoni ed aste varie. In questo caso (end of a spar), un pezzo asta della dorma.

BLOW THE MAN DOWN: VARIANTE CARAIBICA

Due varianti dalle isole Nevis e Carriacou
ASCOLTA così annotato: “The variation from Nevis, with its repeated phrase “in the hold below”, suggests the song was once associated with stevedores loading cargo. This is fascinating, because it is consistent with (my reading of the) evidence that “Blow the Man Down” was initially a stevedore song, in which the act of blowing “the man down” was perhaps a metaphor for stowing each piece of cargo. Also, the many variations, “hit,” “knock,” “kick,” “blow” are consistent with other historical data that “knock a man down” was an/the early form. The variation was sung by Roy Gumbs and party of Nevis in 1962. Lomax recorded it, and Abrahams transcribed it in his 1974 book. The second variation is from Carriacou. It refers to a vessel named _Cariso_. It was sung by Daniel Aikens and chorus in 1962.”

FONTI
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/blowdown http://www.jsward.com/shanty/btmd/
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/blow-the-man-down.html http://www.shanty.org.uk/archive_songs/flying-fish-sailor.html http://www.acousticmusicarchive.com/blow-the-man-down-chords-lyrics
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/blowthemandown.htm

HEAVE AWAY MY JOHNNY

HEAVE AWAY MY JOHNNY (JOHNNIES) – WE’RE ALL BOUND TO GO

Il secondo sea shanty cantato da A.L. Lloyd nel film Moby Dick, girato da John Huston nel 1956 , è un windlass shanty o un capstan shanty. Come si vede bene nella sequenza è intonato dallo shantyman al verricello dell’ancora. (vedi parte prima)

Kenneth S. Goldstein ha commentato nelle note di copertina dell’album Thar She Blows di Ewan MacColl and A.L. Lloyd (1957) “A favourite shanty for windlass work, when the ship was being warped out of harbour at the start of a trip. A log rope would be made fast to a ring at the quayside and run round a bollard at the pierhead and back to the ship’s windlass. The shantyman would sit on the windlass head and sing while the spokesters strained to turn the windlass. As they turned, the rope would round the drum and the ship nosed seaward amid the tears of the women and the cheers of the men. This version was sung by the Indian Ocean whalers of the 1840s“.

E tuttavia il brano presenta una grande varietà di testi anche con storie diverse, così a volte è una canzone delle baleniere altre volte un canto d’emigrazione. (una raccolta di varie versioni testuali qui).

VERSIONE WHALE SHIP SONG

Doppiare Capo Horn era un’impresa temuta dai marinai, essendo un tratto di mare quasi perennemente sconvolto dalle tempeste, cimitero di numerose navi sfortunate.
Il vento dominava di prua, così la nave veniva spinta indietro per giorni e giorni con l’equipaggio stremato dallo sforzo e dall’acqua gelida che rompeva da tutte le parti.

ASCOLTA Louis Killen in Farewell Nancy 1964 che scrive nelle note: “capstan stands upright and is pushed round by trudging men. A windlass, serving much the same function, lies horizontally and is revolved by means of bars pulled from up to down. So windlass songs are generally more rhythmical than capstan shanties. Heave Away is usually considered a windlass song. Originally, it had words concerning a voyage of Irish migrants to America. Later, this text fell away. The version sung here was “devised” by A. L. Lloyd for the film of Mody Dick” (vedi prima parte)

ASCOLTA Roger McGuinn

There’s some that’s bound for New York town,
And some that’s bound for France;
Heave away, my Johnny
heave away.

And some that’s bound for the Bengal Bay,
To teach them whales a dance;
Heave away, my Johnny boy
we’re all bound to go.

The pilot he is awaiting for,
The turnin’ of the tide;
And then, me girls, we’ll be gone again,
With a good and a westerly wind.
And farewell to you, you Kingston girls,
Farewell, St. Andrews dock;
If ever we return again,
We’ll make your cradles rock.
Come all you hard workin’ sailor men,
Who round the cape of storm;
Be sure you’ve boots and oilskins,
Or you’ll wish you never was born.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Ecco che alcuni partono per la città di New York
e altri per la Francia
vira a lasciare, mio Johnny,
vira a lasciare
E altri partono per
il Golfo del Bengala
ad insegnare la danza alle balene
vira a lasciare, mio Johnny,
siamo in partenza.
Il pilota è in attesa
che cambi la marea
e poi mie ragazze, la faremo
andare ancora
con una buona brezza da ovest.
E addio a voi,
ragazze di Kingston (1)
addio moli di St Andrews
se mai ritorneremo ancora,
faremo dondolare le vostre culle.
Venite tutti marinai, uomini che
che lavorano sodo
che doppiano il capo delle tempeste (2),
accertatevi di avere stivali e cerate
o non vorrete essere mai nati

NOTE
1) Kingston upon Hull (o, più semplicemente, Hull) è un rinomato porto di pescatori da cui fin dal medioevo partivano le flottiglie per la pesca nel Mare del Nord. Nella canzone le navi in partenza si dirigono anche nell’oceano indiano (vedi rotte)
2) il temuto Capo Horn spesso menzionato negli shanties

La variante pubblicata da Genevieve Lehr (Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook #49) è stata raccolta da Pius Power, Southeast Bight, (Terranova) nel 1979 Genevieve Lehr scrive “this is a song which was often used to establish a rhythm for hauling up the anchors aboard the fishing schooners. Many of these ‘heave-up shanties’ were old ballads or contemporary ones, and very often topical verses were made up on the spur of the moment and added to the song to make the song last as long as the task itself.”

ASCOLTA The Fables in Tear The House Down, 1998 un’allegra versione da Terranova con un arrangiamento decisamente country

Come get your duds(1) in order ‘cause we’re bound to cross the water.
Heave away, me jollies,
heave away.
Come get your duds in order ‘cause we’re bound to leave tomorrow.
Heave away me jolly boys,
we’re all bound away
.
Sometimes we’re bound for Liverpool,
sometimes we’re bound for Spain.
But now we’re bound for old St. John’s where all the girls are dancing.
I wrote me love a letter,
I was on the Jenny Lind.
I wrote me love a letter and I signed it with a ring.
Now it’s farewell Nancy darling, ‘cause it’s now I’m going to leave you.
“You promised that me you’d marry me, but how you did deceive me.(3)”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Venite e mettete la vostra sacca (1) in ordine
perchè stiamo per attraversare il mare
virate a lasciare, compagni,
virate a lasciare
Venite e mettete la vostra sacca in ordine, perchè partiremo domani
virate a lasciare, allegri compagni,
siamo in partenza.
a volte partiamo per
Liverpool
a volte partiamo per la Spagna
ma ora siamo in partenza per il vecchio St. John (2), dove tutte le ragazze ballano.
Ho scritto al mio amore una lettera, mentre ero sulla Jenny Lind.
Ho scritto al mio amore una lettera e l’ho firmata con un anello
e ora addio mia cara Nancy
perchè ti devo lasciare
adesso
“mi hai promesso che mi avresti sposato, ma ora mi lasci(3)”

NOTE
1) duds  in questo contesto significa “vestiti” ma più genericamente la grossa sacca di tela contenente il bagaglio del marinaio
2) Saint John’s, conosciuta in italiano come San Giovanni di Terranova per l’esperimento di Marconi, è una città del Canada, capitale della provincia di Terranova e Labrador, situata nella penisola di Avalon, che fa parte dell’isola di Terranova.
3) chiaramente un verso “volante” preso dai tanti farewell qui è Nancy che risponde

continua versione emigration song

FONTI
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/heave-away,-my-johnnies—kingston.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/heaveawaymyjohnny.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/heave.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/36/heave.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/24/heave.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/02/heave.htm http://aliverpoolfolksongaweek.blogspot.it/2011/07/13-were-all-bound-to-go.html

WE’RE ALL BOUND TO GO: BLOOD RED ROSES

Ho Molly, come down
Come down with your pretty posy
Come down with your cheeks so rosy
Ho Molly, come down”

Per introdurre due nuovi sea shanties nell’archivio parto dal film Moby Dick girato da John Huston nel 1956 che mostra l’equipaggio della “Pequod” impegnato in due manovre per uscire dal porto di New Bedford, grande centro baleniero sull’Atlantico: Starbuck l’ufficiale in seconda saluta la moglie e il figlio (e la camera stacca spesso sulle mogli e le fidanzate andate a salutare i marinai che non vedranno più per 6-7 mesi). La nave dopo aver doppiato il capo Horn si dirigerà verso il mare del Giappone.

Come riportato nelle note di commento alla traccia video “contained some great chanteys, led by the famed English folklorist and singer, A.L. Lloyd. He himself had experience working as a whaler in the Antarctic for 7 months back in the 1930s. This scene contains two chanteys (shanties). The first is “Blood Red Roses,” which is being used to haul up a tops’l yard. Then we hear “Heave Away My Johnnies,” being used for the old fashioned spoke windlass to warp the ship out of the dock. (The montage superimposes some hauling over this song, which doesn’t go?)

BLOOD RED ROSES

A.L. Lloyd scrive nelle note all’album A Hundred Years Ago (1963): “One of the best of halyard shanties, undeservedly little known until it became current in the folk song clubs fairly recently. Old Cape Horners have been unable to suggest the meaning of the refrain. Stan Hugill, in his excellent Shanties from the Seven Seas quotes a fragment that may be relevant:
Ho Molly, come down
Come down with your pretty posy
Come down with your cheeks so rosy
Ho Molly, come down

e ancora in Classic (1994) “For a halyard shanty this one is unusually well evolved. Stan Hugill thinks it probably started life early in the nineteenth century. I’d have thought later, by its shape. Its first mention in print is 1879. Old Cape Horners have been unable to suggest the meaning of the refrain. In some Napoleon ballads the British army is referred to as “the bunch of roses.” More probably it’s an image garbled from a scrap quoted by Hugill: Come down with your pretty posy Come down with your cheeks so rosy”

ASCOLTA Albert Lancaster Lloyd, Ewan MacColl & Peggy Seeger

It’s round Cape Horn we all must go
Go down, you blood red roses, Go down
For that is where them whalefish blow
Go down, you blood red roses, Go down
Oh, you pinks and posies
Go down, you blood red roses, Go down
It’s frosty snow and winter soul(?)
under’s(?) many ships they ‘round Cape Horn
It’s your boots to see again
let you them for whaler men

ASCOLTA Sting in “Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys” 2006. La versione testuale riprende quella di Louis Killen e l’interpretazione musicale è decisamente caraibica, cadenzata e ipnotica..


Our boots and clothes are all in pawn(1)
Go down, you blood red roses(2),
Go down

It’s flamin’ drafty(3) ‘round Cape Horn(4)
Go down, you blood red roses,
Go down

Oh, you pinks and posies
Go down,
you blood red roses,
Go down

My dear old mother said to me,
“My dearest son, come home from sea”.
It’s ‘round Cape Horn we all must go
‘Round Cape Horn in the frost and snow.
You’ve got your advance, and to sea you’ll go
To chase them whales through the frost and snow.
It’s ‘round Cape Horn you’ve got to go,
For that is where them whalefish blow(5).
It’s growl you may, but go you must,
If you growl too much your head they’ll bust.
Just one more pull and that will do
For we’re the boys to kick her through(6)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I nostri stivali e i vestiti sono ancora da pagare,(1)
andate giù, voi rose rosso sangue,(2)
andate giù
i venti ruggiscono(3) nei pressi di Capo Horn(4)
andate giù, voi rose rosso sangue,
andate giù
o voi rose e viole del pensiero
andate giù,
Oh voi rose rosso sangue,
andate giù.
La mia cara vecchia mamma mi disse
“Caro figlio, fai ritorno a casa dal mare”.
A doppiare Capo Horn tutti dobbiamo andare,
a doppiare Capo Horn con il gelo e la neve.
Hai preso il tuo anticipo e per mare devi andare
a inseguire le balene tra gelo e neve.
A doppiare Capo Horn devi andare
perchè è dove vanno le balene(5).
Puoi brontolare, ma devi andare,
se brontoli troppo ti spaccheranno la testa.
Ci vuole solo un altro tiro e sarà fatto
perchè noi siamo quelli che la fanno ripartire

NOTE
1) come ci insegna Italo Ottonello ” All’atto della firma del contratto d’arruolamento per i viaggi di lungo corso, i marinai ricevevano un anticipo pari a tre mesi di paga che, a garanzia del rispetto del contratto, era erogato in forma di pagherò, esigibile tre giorni dopo che la nave aveva lasciato il porto, “sempre che detto marinaio sia salpato con detta nave”. Tutti, invariabilmente, correvano a cercare qualche ‘squalo’ compiacente che comprasse il loro pagherò ad un valore scontato, di solito del quaranta per cento, con molta parte dell’importo fornito in natura. Gli acquirenti, procuratori d’imbarco e procacciatori vari, – gli ‘arruolatori’, com’erano soprannominati – erano indotti a ‘sequestrare’ i marinai e portarli a bordo, ubriachi o drogati, con poco o niente vestiario oltre quello che avevano indosso, e sperperare o rubare loro tutto l’anticipo. In questo senso, fino a quando non avevano restituito l’anticipo ricevuto, essi avevano tutto “impegnato” (all in the pawn).
2) scritto anche come “Hang down”; con buona pace di tutte le speculazioni avanzate sull’origine dell’insolito verso molto probabilmente esso è stato creato dallo stesso A.L. Lloyd per il film di Mody Dick, rimaneggiando il verso tradizionale “come down, you bunch of roses“. Non credo proprio che in questo contesto ci siano riferimenti ai soldati inglesi (in epoca napoleonica ci si riferiva alla Gran Bretagna come il ‘Bonny bunch of roses’, i francesi anche si riferivano ai soldati inglesi come i “bunch of roses” per via delle loro divise rosso acceso) né tantomeno alle balene, quanto piuttosto sia un vezzeggiativo riferito alle ragazze (un pensiero fisso dei marinai, ovviamente appena dopo il drinking). Secondo alcuni vecchi marinai you blood red roses è riferito alla morte delle balene: “a whale was harpooned from a rowing boat, unless it was penetrated and hit in a vital organ it would swim for miles sometimes attacking the boats. When it died it would be a long hard tow back to the ship, something they did not enjoy. If the whale was hit in the lungs it would blow out a red rose shaped spray from its blowhole. The whalers refered to these as Bloody Red Roses, when the spray became just frothy bubbles around the whale as it’s breathing stopped it looked like pinks and posies in flower beds” (tratto da mudcat qui)

oswald-brierly

Oswald Brierly, “Whalers off Twofold Bay” da Wikimedia Commons. Il dipinto è datato 1867 ma mostra la caccia alla balena e la Baia com’era negli anni del 1840

3) Tutta la canzone in questa versione è tinta di rosso con “flaming draughty” al posto di “mighty draughty”. E tuttavia anche se flaming ha come primo significato “Burning in flame” significa anche  “Bright; red. Also, violent; vehement; as a flaming harangue” Così Italo Ottonello cita il (WEBSTER DICT. 1828) per tradurre più propriamente   come “i venti ruggiscono”
In 1879, Captain R.C. Adams, in On Board the Rocket, gave the chorus (text only) of “Come Down, you bunch of roses” as heard sung some decades earlier by an all African-American crew headed out of Boston for Virginia; they followed it by the quintessential Caribbean shanty, “Sally Brown” (1879:65). We do not read of this shanty again until 1924 when, in obvious reference to Adam’s text (as well as to Dana 1869), shanty scholar Joanna Colcord wrote, What would lovers of shanties not give to hear “Captain Gone Ashore,” or “Come Down, You Bunch o’ Roses, Come Down”? They were sung once, and their names survive, but there is in all probability no one living today who ever heard those tunes lifted to halliards or windlass. (Colcord 1938:35) Colcord would be proven wrong; however, her statement demonstrates the great rarity of the shanty—at least in Anglo-American circles. A version of this song, although not used as a shanty, was recorded by Alan Lomax in the Bahamas in 1935 (Lomax 1999), entitled “Come Down, You Roses.” Lomax recorded what seems to be another related song, “Coming Down with a Bunch of Roses” in Trinidad in 1962 (Lomax 1997). It was a play song sung by schoolgirls, but this would not be the first time Caribbean play songs correlate with shanties (e.g. “Little Sally Rackett”). Doerflinger (1990 [1951]) was the first collector to print a full text and melody for the shanty form, “Come Down, You Bunch of Roses.” He called it “very rare,” getting it not from an oral source, but rather finding it only in an 1893 manuscript of a sailor from Salem, Mass., Nathaniel Silsbee, who had learned it in the late 1880s. The solo verses have a particularly “downhome” African-American, Southern or minstrel-song flavor, for example:         Oh, what do yer s’pose we had for supper?         Black-eyed beans and bread and butter.         Oh, Poll’s in the garden picking peas. She’s got fine hair way down to her knees. (Doerflinger 1990:22) A couple other song samples seem to be of a related strain. Harlow documented a sing-out (a form of short shanty or work-chant) “of negro origin,” that he heard in 1875 aboard the Akbar out of Boston, having the phrase “Oh Mary! Come down with your bunch of Roses!” (2004:29). And a Gordon Grant book from circa 1931 has, “Ho, Molly come down, Come down with your pretty posey, Come down with your cheeks so rosy. Ho, Molly, come down.” This, then, was an uncommon shanty with a curious connection to trade with Massachusetts and that only seemed lived on in, if it was not derived from, music of the Afro-Caribbean world. The phrase, “bunch of roses,” if not literal, is perhaps a term of endearment. The trajectory of the song changes drastically with A.L. Lloyd’s rendition of the shanty, as “Go Down, You Blood Red Roses,” on a 1956 album, The Singing Sailor. In June of that year, more significantly, Lloyd appeared in the film adaptation of Moby Dick. The tune of his rendition matched that printed by Doerflinger, a text that he clearly utilized on occasion (i.e. as seen from a pattern of other renditions in his recordings). However, the phrases “go down” and “blood red roses” were new. Some now believe these lines were inspired by the image of killing whales, but that legend probably derives from the song’s strong association with the film. The performance and picturization of the song in the film are excellent, which is probably one reason why “Blood Red Roses” comes off so convincingly as something “traditional.” Other folk revival singers followed Lloyd with similar renditions, such as Paul Clayton, who, being present as a performer at the Moby Dick premiere in New Bedford (Coltman 2008:68-9), was inspired to record it in 1956 on an album in reference to the Moby Dick theme. Apparently it gained such momentum in the late 50s Revival that Alan Lomax included “Blood Red Roses” in The Folk Songs of North America (1960), stating that the song was, “As sung by A.L. Lloyd and Paul Clayton, rarely published.” Thus gaining the seal of such luminaries as Lloyd, Clayton, and Lomax, along with the legitimizing effect of popular media, “Blood Red Roses” became a convincing simulacrum of a shanty that once was. Doerflinger, the collector whose book had introduced the shanty to revival singers, recognized this. In the revised edition of his text, 1972, he added to his notes about “Come Down, You Bunch of Roses”: “I doubt that the movie version, with a ‘blood-red roses’ chorus, is authentic folklore. “Blood Red Roses,” however, had already been canonized in the Revival, and Hugill was not immune to its influence. In SFSS, he gave what we have seen to be the original refrain, “Come down, ye bunch o’ roses.” His version was distinctive, having come from the Barbadian shantyman, Harding. However, he gave an alternate title for the shanty as “Blood-Red Roses.” It is a clear possibility that that came from the influence of Lloyd and company, as Hugill mentions both the Moby Dick film and The Singing Sailor LP. He goes one step further in remarking that, “it appears to be a British shanty, probably derived from a song about Napoleon and the British soldiers—’Redcoats’ or ‘Blood-red Roses’ as they were called on account of the red jackets they invariably wore” (1994:274-5).   While I find that to be pure speculation with little to support it, I am nonetheless comforted by the fact that the reader is free to take or leave this opinion. What really counts, Harding’s shanty, is there to speak for itself. Moreover, while Hugill did not believe the chantey had African-American origins, on the grounds that “bunch o’ roses” was allegedly a phrase characteristic of “true English folk-song,” he did allow that, “Of course, the shanty may have passed, like many others, through the Gulf Ports’ shanty mart” (275). However, in his 1969 book, Hugill switched over to calling the shanty just “Blood Red Roses” (also preferring the phrase, “hang down”). More disappointingly, the notated tune now pretty much matched Lloyd’s rendition. With it, the “Redcoats” theory is stated as strong probability, with none of the other messy details about the shanty’s provenance. In addition, he cites “Blood Red Roses” as supposed evidence that this shanty, being allegedly about Napoleon, may be one of the few extant shanties to have originated in the 18th century (1969:33-4; 184). I believe this is an unfortunate case of faith in the Revival dynamics being so strong as to compromise even the “last” representative of pre-Revival shanties.” (tratto da Mudcat vedi)
4) un tempo passaggio obbligato delle baleniere che dall’atlantico si dirigevano verso il pacifico a volte è scritto “Cape Stiff” che è un modo marinaresco per indicare Capo Horn
5) blow= “soffiare”
6) tipici versi fluttuanti

(prosegue seconda parte)

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/bloodredroses.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34080 http://www.well.com/~cwj/dogwatch/chanteys/Blood%20Red%20Roses.html http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/36/blood.htm http://will.wright.is/post/1367066738/jon-contino

ROLLING DOWN TO OLD MAUI (MOHEE): THE LOST PARADISE

Una whaling sea song che esprime la felicità della ciurma, provata dal clima polare, ansiosa di lasciare il mare artico per far ritorno a Maui (isole Hawaii). Si tratta di una “forebitter” song per le ore di riposo e svago dei marinai che appare trascritta in varie versioni testuali verso la metà del 1800. La varietà di versioni testuali giunte fino a noi ci testimoniano la popolarità della canzone sulle baleniere.

Le isole Hawaii incorporate negli U.S.A. solo alle soglie del 1960 sono state “scoperte” da James Cook nel 1778 e battezzate isole Sandwich dal nome di uno dei principali suoi finanziatori (John Montagu Lord di Sandwich, si proprio quello del tramezzino!)
A mezza via tra Asia e America diventarono presto un passaggio obbligato per le navi mercantili e le baleniere. Sebbene più in generale le isole della Polinesia non diventino “colonie” di fatto sono state ridotte a pedine al servizio delle potenze colonialistiche del tempo. Un reportage sull’isola ci viene da Herman Melville nel suo primo romanzo Typee (in italiano Taipi) 1846 dove in appendice mostra tutta l’illusorietà del paradiso hawaiano. (continua)

All’epoca della canzone il lavoro di baleniere era molto pericoloso e praticato da uomini duri e incuranti del pericolo, che dovevano spingersi nel Mare Artico dove il ghiaccio ricopre terra e oceano, perchè le balene erano diventate sempre più rare negli altri mari; uomini che stavano fuori per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa e che finirono per considerare “casa” i caldi e “accoglienti” litorali delle isolette polinesiane.

La versione che conosciamo è quella riportata da Stan Hugill negli anni 70 che dice di aver imparato da Paddy Griffith intorno al 1920 e tuttavia si trovano diverse versioni testuali collezionate in varie raccolte del XX secolo. La melodia risale al XVIII secolo ed è conosciuta anche con il nome di “The Miller of Dee” (anche usata per “Lowlands, Lowlands, Low.”). Ma nelle collezioni date in stampa la canzone è stata abbinata anche ad altre melodie (Frederick P. Harlow, Gale Huntington). Gale Huntington nel suo libro “Songs the Whalemen Sang” (1970) ci dice che il testo arriva dalla trascrizione sul diario di bordo del vascello Atkins Adams (1858), mentre la melodia viene dalla raccolta “Chanteying Aboard American Ships” (1962) di Frederick P. Harlow. Harlow il quale ha trascritto la melodia dalla voce di R. W. Nye capitano del C. Goss (1947). La differente grafia con cui è scritta la parola Maui deriva dalla trascrizione così come viene pronunciata “Mo-hee”.

Secondo Hugill “…(it) is probably the work of some Bowhead whaleman who had experienced the rigors of the Kamchatka Sea and warmth of the Ship Girls’ welcome. .. This song I would place at an earlier date than the booklet (A. L. Lloyd’s LEVIATHAN recording) gives (1850). Maui was the Hawaiian island where Lahaina, the greatest ‘homeport’ of the Bowhead whalers was situated and whalemen were rolling down from the Arctic to this excellent sheltered haven as early as 1820.”

Whaling-hawaii

Louis Killen in Steady as She Goes 1977 Nelle note scrive: “Stan Hugill of Liverpool says that as early as 1820 Maui, one of the Hawaiian Islands (then the Sandwich Islands), was considered “home” by the Yankee sailors who hunted the northern grounds of the Behring Straits for right and bowhead whales. This is an off-watch song, as distinct from a working song, of whalermen longing for the women and weather of better latitudes.”

E tuttavia è stato il musicista canadese Stan Roger a rendere popolare la canzone e a farne una sorta di standard interpretativo
ASCOLTA Stan Roger in Between the Breaks… Live! 1979

ASCOLTA The Dreadnoughts in Uncle Touchy Goes To College 2011

ASCOLTA Ernesto Villarreal & TJ Hull bella la voce, notevole l’arrangiamento del violino

Una versione decisamente danzerina in stile “california” dei Gaelic Storm


I
It’s a damn tough life,
full of toil and strife,
we whalermen undergo,
And we won’t give a damn
when the gales are done
how hard the winds did blow,
For we’re homeward bound
from the Arctic grounds
with a good ship taut and free,
And we won’t give a damn
when we drink our rum
with the girls from old Maui.
CHORUS:
Rolling down to old Maui(1),
me boys,
rolling down to old Maui,
We’re homeward bound
from the Arctic grounds,

rolling down to old Maui.
II
Once more we sail
with the northerly gales
through the ice and wind and rain,
Them coconut fronds,
them tropical shores,
we soon shall see again;
Six hellish months we’ve passed away
on the cold Kamchatka sea(2),
But now we’re bound
from the Arctic grounds,
rolling down to old Maui.
III
Once more we sail
with the Northerly gales,
towards our island home(3),
Our whaling done,
our mainmast sprung,
and we ain’t got far to roam;
Our stuns’l’s bones(4) is carried away,
what care we for that sound,
A living gale is after us,
thank God we’re homeward bound.
IV
How soft the breeze
through the island trees,
now the ice is far astern,
Them native maids,
them tropical glades,
is awaiting our return;
Even now their big brown
eyes look out,
hoping some fine day to see,
Our baggy sails, running ‘fore the gales,
rolling down to old Maui.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
E ‘una fottuta vita,
piena di fatiche e lotte,
che noi cacciatori di balene subiamo
e non ci frega niente delle tempeste
e di come i venti soffino forte,
perchè siamo di ritorno
dalla terra artica
con una buona nave disciplinata e indipendente
e non ci frega di niente
quando beviamo il rum
con le ragazze della vecchia Maui.
CORO
Ci muoviamo verso la vecchia Maui,
ragazzi,

ci muoviamo verso la vecchia Maui,
siamo di ritorno dalla terra artica,
ci muoviamo verso la vecchia Maui
II
Ancora una volta si naviga
con il vento fortissimo da nord
attraverso ghiaccio e vento e pioggia,
e quelle fronde di cocco,
quelle terre tropicali,
presto vedremo di nuovo;
Sei mesi infernali abbiamo passato lontano sul freddo mare Kamchatka,(2)
ma ora siamo di ritorno
dalla terra artica,
ci muoviamo verso la vecchia Maui
III
Ancora una volta si naviga
con il vento fortissimo da nord,
in direzione della nostra isola(3),
finita la caccia alle balene
alzato il nostro albero maestro,
e non c’è da andare ancora lontano;
le vele addizionali(4) sono spazzate via,
non ci preoccupiamo per quel suono,
una tempesta infernale ci viene dietro,
ma grazie a Dio siamo di ritorno a casa!
IV
Come dolce è la brezza
tra gli alberi dell’isola,
ora il ghiaccio è lontana dalla poppa
quelle fanciulle native,
quelle radure tropicali,
attendono il nostro ritorno;
anche ora i loro grandi
occhi castani scrutano,
sperando di vedere un bel giorno,
le nostre ampie vele,
arrivare prima della tempesta,
muovendosi verso la vecchia Maui

hawaii-maidenNOTE
1) I primi sbarchi dei balenieri nelle isole Hawaii risalgono al 1819 proprio a Lahaina l’allora capitale delle Hawaii. “According to Starbuck’s History of the American Whale Fishery (1877 [1989]), whalers began working the northwest coast of N. America 1835, got up around Kamchatka to begin the bowhead fishery in 1843, and in 1848, Captain Royce of the bark Superior, out of Sag Harbor, N.Y., was the first to work a season North of the Bering Straits. Royce wrote that since they were the first to whales on those grounds, the whales were comparatively tame and easy to strike” stralciato da Mudcat (qui) Il porto di Lahaina non era l’unico nelle isole Hawaii (c’erano Hilo e Honolulu) ma era indubbiamente molto frequentato dalle baleniere americane e dal punto di vista urbanistico venne via via assumendo l’aspetto di una cittadina del New England.

Balenieri e missionari arrivarono a Lahaina all’inizio degli anni ’20 del XIX secolo, ma presto entrarono in conflitto. Poco dopo essere giunto nell’isola, dove era sbarcato nel 1823, William Richards, primo missionario protestante di Lahaina, convertì al cristianesimo il governatore di Maui, Hoapili. Grazie all’influenza di Richards, Hoapili promulgò delle leggi che punivano l’ubriachezza e i facili costumi, per cui i balenieri dovettero rivolgersi altrove per trovare alcolici e donne dopo aver trascorso mesi in mare e non gradirono affatto l’ingerenza puritana dei missionari. Nel 1826 il capitano inglese William Buckle fece scalo a Maui e scoprì che a Lahaina era stato introdotto un nuovo ‘tabù dei missionari’ contro gli uomini che correvano dietro alle gonnelle. L’equipaggio, infuriato, scese a terra per vendicarsi di Richards, a fianco del quale però si schierò un gruppo di hawaiani cristianizzati che costrinsero i balenieri ad andarsene. Nel 1827 il governatore Hoapili fece arrestare il capitano della nave John Palmer per aver fatto salire a bordo delle donne, e come rappresaglia l’equipaggio prese a cannonate la casa di Richards. Il capitano fu rilasciato, ma le leggi – e le tensioni – rimasero. Dopo la morte del governatore Hoapili le leggi contro gli alcolici e la prostituzione furono fatte rispettare con minore severità e i balenieri tornarono a frequentare Lahaina. Verso la metà del XIX secolo i due terzi dei balenieri che arrivavano alle Hawaii sbarcavano a Lahaina, che prese il posto di Honolulu come porto più importante dell’arcipelago. La caccia alle balene cominciò a dare segni di crisi intorno al 1860, in conseguenza dell’impoverimento delle ultime riserve dell’Artico, e ricevette infine il colpo di grazia dall’emergere dell’industria petrolifera. Con la scomparsa dei balenieri, Lahaina divenne una sorta di città fantasma. (tratto da qui)
2) alcuni propendono stia per indicare il mare di Bering (che nelle mappe ottocentesche era più genericamente indicato come Artic Sea) scritto su alcune mappe sempre ottocentesche come Kamchatka sea , che delimitano più strettamente la zona polare
3) l’isola è oramai diventata casa loro
4) Stuns’l  = studding sail o studsail si prunincia stuns’l, sono le vele addizionali poste lateralmente rispetto alle vele quadre che in italiano si dicono (partendo dall’alto) coltellaccino, coltellaccio e scopamare con le relative aste di sostegno (booms). Bones o è termine gergale marinaresco o è un refuso e sta per boom. Le vele addizionali sono dispiegate con il bel tempo e il vento favorevole per prendere la massima velocità. E tuttavia con il cattivo tempo vengono ammainate perchè c’è il rischio che siano strappate via. La frase vuole dire i marinai preferiscono far garrire tutte le vele anche con il rischio di danneggiarle pur di arrivare prima a Maui!

strofa aggiuntiva V (in Stan Hugill)
And now we’re anchored in the bay
with the Kanaka’s(5) all around
With chants and soft aloha ois(oes),
they greet us homeward bound;
And now ashore we’ll have some fun,
we’ll paint them beaches red(6);
Awaken in the arms of an island maid
with a big fat aching head(7).

(Traduzione italiano):
adesso siamo all’ancora alla baia
con le hawaiane(5) tutt’intorno,
con canti e dolci “aloha”
che salutano il nostro ritorno a casa;
e ora a terra ci divertiremo
tingeremo le loro spiagge di rosso(6), risvegliandoci fra le braccia di una fanciulla nativa
con un grande fottuto mal di testa(7)

5) “kanakas” — kanaka is the Hawaiian word for man, or person, or human being. Another word for man is “kane”, which is specifically male, as opposed to “wahine”, woman più in generale indica gli “Hawaiian.”
6) si riferisce al sangue delle balene, oggi l’isola di Maui è il punto di partenza da dicembre a maggio per il “whale waching” quando le megattere migrano verso le acque calde hawaiane per accoppiarsi e partorire. ” Be Aware Whale ” è il motto del Pacific Whale Foundation che ogni anno organizza la giornata mondiale delle balene per festeggiare il ritorno delle balene nell’isola. Se proprio non potete fare a meno di visitare l’isola un ottimo vademecum di Mattia Pedrani qui
7) noto effetto postumo di una colossale sbornia

APPROFONDIMENTO
Jack Tar nelle sea shanty
The Bonny Ship The Diamond

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/rollingdowntooldmaui.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/03/maui.htm http://www.jsward.com/shanty/old_maui.html http://www.8notes.com/scores/5512.asp
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=33324
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94585

HAUL AWAY JOE: THE HALYARD SHANTY

Una sea shanty che ha conosciuto un’enorme divulgazione grazie al film “The Finest Hours” di Craig Gillespie (in italiano “L’ultima tempesta” 2016) così come arrangiata dal gruppo irlandese Kodaline (Alternative rock): il film narra l’epico salvataggio della Guardia Costiera a Cape Code nella terribile tempesta del 18 febbraio 1952.

ASCOLTA Kodaline, la versione testuale è riscritta per il film


When I was a little boy
So my mother told me,
CHORUS
Way, haul away,
we’ll haul away Joe 

We’re loaded for a homeward bound,
we took it free and easy
Setting sail to new found lands,
the wind was high and breezy
We overcome and rose above
the storm that we were facing
Finally arriving home,
together warm and safely
CHORUS
We sail on,
we sail on
With the music playing free
Our spirits light and gay
We sail on today
CHORUS
Now up aloft this yard must go
We’ll pull her free and easy
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
Quando ero un ragazzo
così mia madre mi disse
CORO
Via, tira (1)
tiriamo tutti Joe

Abbiamo caricato per fare rotta verso casa,
ce la prendevamo comoda
a salpare verso la scoperta di nuove terre, il vento era teso
per vincere e superare la tempesta che avevamo di fronte
per arrivare finalmente a casa,
insieme, al caldo e in salvo.
CORO
Navighiamo,
navighiamo
con il canto che s’innalza liberamente
il nostro spirito sollevato e lieto
navighiamo oggi
CORO
E su in alto questo pennone deve andare facciamola andare a zonzo (2)

NOTE
1) alare è un termine marinaresco che significa “tirare una cima”
2) letteralmente libera e comoda

Della  versione “Haul Away Joe” si conoscono una ventina di versi, come collezionati da Stan Hugill

ASCOLTA The Clancy Brothers (belle immagini della Marina Americana nel 1800)

ASCOLTA Fisherman’s Friends, una versione da rudi marinai

ASCOLTA Mark Anthony Thompson in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, 2006. L’interpretazione è decisamente riferita ai canti di lavoro afro-americani.. L’andamento è cadenzato e ipnotico quasi un lamento.


I
When I was a little boy(1)
So my mother told me,
Way, haul away, we’ll haul away Joe,
That if I did not kiss a girl
My lips would grow all moldy,
Way, haul away,
we’ll haul away Joe.

Way, haul away,
the good ship now is rollin,(2) 

Way, haul away, we’ll haul away Joe.
II
King Louis was the King of France
Before the Revolution,
And then he got his head cut off
It spoiled his constitution.
III
Now first I met a yankee girl (3)
and she was fat and lazy,
And then I met an irish girl,
she damn near drove me crazy 
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Quando ero un ragazzino (1)
così mia madre mi diceva, 
Via, tira, tiriamo tutti Joe
che se io non avessi baciato una ragazza, le mie labbra avrebbero fatto la muffa.
Via, tira, tiriamo tutti Joe
Via, tira
la bella nave ora sta rollando (2),
via, tira, tiriamo tutti Joe.

II
Re Luigi era il re di Francia
prima della Rivoluzione
e quando gli hanno tagliato la testa
gli rovinarono la costituzione.
III
Prima incontrai una ragazza (3) americana che era grassa e pigra,
e poi ho incontrato una ragazza irlandese che mi fece quasi impazzire

NOTE
1) lad
2) anche “we’ll haul away together.. we’ll haul for better weather” “Way haul away, well roll me in the clover”
3) oppure english, spanish o german irish o scotch ma anche cornish o brooklin (si sa che i marinai hanno una ragazza per ogni porto)

Strofa aggiuntiva
A hey cant you see the black clouds arising
A hey cant you see the storm clouds are gathering
Way haul away,
rock and roll me over

Way haul away,
well roll me in the clover

TRADUZIONE
Non vedi i nuvoloni
che crescono,
le nuvole della tempesta che si stanno ammassando?
Via, tira
dacci dentro
Via, tira
rotolami nel trifoglio

La versione più irlandese aggiunge strofe riprese dalla canzone “St Patrick was a gentleman“ (vedi)


Saint Patrick was a gentleman.
He came from decent people.
He built a church in Dublin town
and on it put a steeple.
TRADUZIONE
San Patrizio era un signore,
di onesta stirpe
a Dublino ha costruito una chiesa
e ci ha messo sopra un campanile.

oppure


Once I was in Ireland
a’digging turf and taties.
But now I’m on a Yankee ship a’hauling on the braces.
TRADUZIONE
Una volta ero in Irlanda
a raccogliere torba e patate
ma ora sono su una nave americana
ad alare i bracci (4)

NOTE
4) braccio = cavo che regola orizzontalmente un pennone.

HAUL AWAY FOR ROSIE

A.L. Lloyd così commenta: “This was a favourite short-drag shanty, used almost exclusively for hauling aft the foresheet or sweating-up halyards to take in the slack—jobs that called for a short pull but a good ‘un. Well-known both to Briths and American seamen on the Western Ocean run, it is first-cousin to the better-known Haul Away, Joe. The tune carries a whole anthology of verses, some decorous, others not.” (tratto da qui)

ASCOLTA


CHORUS
away haul away
well haul away for rosie

way haul away well for rosie oh
king louie was the king of france before the revolution
(way haul away well for rosie oh)
but then he got his head cut off
and spoiled his constitution
When I was a little boy
my mother she told me
if i didnt kiss the girls
my lips would get all moldy
Once I had a chinese girl
as sweet as sugar candy
I lost her to a portugee dressed
just like a dandee.
And then I had a german girl
and she was fat and lazy
and then I had a yankee girl,
damn near drove me crazy
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
CORO
Via, tira
tiriamo per Rosy
tiriamo bene per Rosy oh
Re Luigi era il re di Francia
prima della Rivoluzione
( via tiriamo, tiriamo bene per Rosy oh)
e quando gli hanno tagliato la testa
gli rovinarono la costituzione.
Quando ero un ragazzino
mia madre mi disse che se non avessi baciato le ragazze, le mie labbra avrebbero fatto la muffa.
Una volta avevo una ragazza cinese
così dolce come lo zucchero
l’ho persa per portoghese vestito
proprio come un dandy.
E poi ho avuto una ragazza tedesca
grassa e pigra
e poi ho avuto una ragazza americana
che dannazione mi fece quasi impazzire

FONTI
http://www.contemplator.com/sea/hauljoe.html
http://www.contemplator.com/sea/joe2.html
http://www.acousticmusicarchive.com/haul-away-joe-chords-lyrics
http://www.artofmanliness.com/sea-shanty-haul-away-joe/ http://www.chivalry.com/cantaria/lyrics/haul_away_joe.html http://www.metrolyrics.com/haul-away-for-rosie-lyrics-lloyd.html
http://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/haulawayforrosie.html http://www.loc.gov/item/afc9999005.1910

VAN DIEMEN’S LAND: LA TERRA DEL DIAVOLO

La produzione di ballate ottocentesche che hanno come tema la deportazione in Australia è ricorrente per tutto il secolo.
Botany Bay, Moreton Bay, Van Diemen’s Land, Port Phillis, Port Arthur, Macquarie Harbour, e Norfolk Island sono tristi nomi che ricorrono nelle ballate sulle deportazioni in cui si mescolarono realtà a fantasia tese a formare l’opinione e le aspettative dell’uomo comune su quelle terre.

VAN DIEMEN’S LAND SEA SHANTY

La canzone è intitolata anche “The Gallant Poachers” o “Young Henry the Poacher” e compare stampata su molti broadsides per tutto l’Ottocento a testimonianza della sua grande popolarità in Gran Bretagna e Irlanda. Era conosciuta anche nelle Americhe e nel repertorio delle canzoni dei marinai. Ovviamente si ritrovano molte versione testuali (per un analisi più puntuale delle varianti testuali vedi) ma anche melodie molto diverse tra loro. (prima parte qui)

ASCOLTA Archie Fisher 1969.

Il testo è quasi identico a quello di Stan Hugill come pubblicato nel suo “Shanties from the Seven Seas” che così scrive in merito: “Still in the realms of convict ships and transportation, we have next the old forebitter often used as a capstan song, The Banks of Newf’n’land. Its convict connection is the fact that it was really a parody of an older forebitter, itself originally a shore ballad called Van Diemen’s Land, a song often sung in Liverpool and as a forebitter often heard in Liverpool ships. A note attached to the record The Singing Sailor states that “Versions can still be heard in Scotland and Ireland, but it is in Liverpool and Salford (Lancs.) that the song lives most vigorously”. It tells of the sufferings of poachers transported to Van Diemen’s Land.”


I
Ye rambling boys of Liverpool,
I’ll have ye to beware,
‘Tis when ye go a-hunting wid yer dog, yer gun, yer snarea,
Watch out for the game-keepers, keep your dog at your command
Just think on all them hardships, goin’ to Van Diemen’s Land (1).
II
We had two Irish lads on board, Jimmy Murphy an’ Paddy Malone,
And they were both the stoutest friends that ever a man could own.
But the gamekeeper he’d caught them, and from ol’ England’s strand
They were seven years (2) transported for to plough Van Diemen’s Land.
III
We had on board a lady fair, Bridget Reilly wuz her name,
An’ she wuz sent from Liverpool for a-playin’ of the game(3).
Our captain fell in love wid her and he married her out of hand,
And she gave us all good usage, boys, goin’ to Van Diemen’s Land.
IV
The moment that we landed there, upon that fatal shore,
The planters they inspected us, some fifty score or more,
Then they marched us off like hosses, an’ they sold us out of hand,
They yoked us to the plough (4), me boys, for to plough Van Diemen’s Land.
V
As I lay in me bunk one night, a dreamin’ all alone,
I dreamt I wuz in Liverpool, ‘way back in Marybone (5),
Wid me own true love beside me, an’ a jug o’ ale in me hand
Then awoke so broken-hearted, lyin’ on Van Diemen’s Land.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Voi, ragazzi vagabondi di Liverpool,
dovrò avvisarvi di stare attenti,
quando andate a caccia con il vostro cane, pistola e trappola,
state attenti ai guardiacaccia,
tenete il vostro cane a bada,
pensate ai tutti quelli che se la passano male nella Terra di Van Diemen
II
Avevamo due ragazzi irlandesi a bordo Jimmy Murphy e Paddy Malone, ed erano entrambi i più robusti amici che un uomo potesse mai avere,
ma il guardiacaccia li aveva catturati e dalle spiagge della vecchia Inghilterra sono stati trasportati ad arare la terra di Van Diemen per sette anni (2).
III
Avevamo a bordo una bella donna Bridget Reilly si chiamava
e lei fu spedita da Liverpool per aver rivenduto la selvaggina (3).
Il nostro capitano si innamorò di lei e la sposò immediatamente
e lei ci trattò tutti bene mentre andavamo nella Terra di Van Diemen
IV
Quando siamo scesi là,
su quella spiaggia fatale,
i coloni ci hanno ispezionato, dovevano essere una cinquantina o più,
poi ci hanno fatto mettere in marcia come cavalli e ci hanno venduto su due piedi e ci hanno aggiogato all’aratro (4), ragazzi, per arare la Terra di Van Diemen
V
Una notte, mentre stavo nella mia branda e dormivo tutto solo,
ho sognato di essere a Liverpool, nel lontano Marybone (5)
con il mio vero amore accanto e una brocca di birra in mano.
Allora mi svegliai con il cuore spezzato là nella Terra di Van Diemen

NOTE
1) La Terra di Van Diemen (da Anthony van Diemen, governatore generale della Indie Orientali Olandesi tra il 1636 e il1645) oggi è chiamata Tasmania, la grande isola dell’Australia famosa per essere stata una colonia penale inglese dal 1800 al 1856.
2) in altre versioni gli anni diventano 14
3) “Play the Game” vuol dire prendersi dei rischi, non seguire le regole; in senso lato “the game” si riferisce alla prostituzione, anche se storicamente le donne erano deportate per lo più per piccoli furti (Black Velvet Band vedi) ma non per prostituzione. Alcuni ipotizzano che la frase in origine fosse “selling of the game” e quindi che la donna avesse venduto la selvaggina illecitamente catturata dai bracconieri … C’è anche da dire che l’autore della frase volesse comunque riferirsi al mestiere della prostituzione incurante del dato storico. Anche il verso finale della strofa potrebbe allude ad un trattamento particolare..
4) usati come bestie da soma
5) quartiere popolare di Liverpool

LA VERSIONE IRLANDESE

La versione irlandese abbina spesso la melodia “Star of the county Down”
ASCOLTA
Barbara Dickson (rock e uno spruzzo di digeridoo)


I
Come all you gallant poachers,
that ramble void of care,
that walk out on a moonlight night
with your dog, your gun and snare.
the harmless hare and pheasant
you have at your command,
never thinkin’ of your last career
up on Van Dieman’s land.
II
Poor Jackie Brown from Nenagh town, Jack Murphy and poor Joe
Were three determined poachers
as the country well does know,
By the keepers of the land, my boys, one night they were trepanned(1)
And for fourteen years transported unto Van Dieman’s Land.
III
The first day that we landed
upon that fatal shore
The planters came around us, there might be twenty-score
They ranked us off like horses,
and they sold us out of hand
And they yoked us to the plough, brave boys, to plough Van Dieman’s Land.
IV
The cottages we live in
are built with sods of clay
We have rotten straw for bedding
but we dare not say nay
Our cots we fence with firing
and slumber when we can
To keep the wolves and tigers
from us in Van Dieman’s Land.
V
Oft times when I do slumber
I have a pleasant dream
With my sweet girl sitting near me close to a purling stream
I am roaming through old Ireland
with my true love by the hand
But awaken broken-hearted
upon Van Dieman’s Land.
VI
Oh if I had a thousand pounds
all laid out in my hand
I’d give it all for liberty
if that I could command
Again to Ireland I’d return
and be a happy man
And bid adieu to poaching
and to Van Dieman’s Land.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite voi tutti giovani bracconieri che andate in giro senza prestare attenzione,
e al chiaro di luna camminate
con il vostro cane, pistola e trappola,
la lepre innocua e il fagiano
sono ai vostri piedi
e mai pensereste di finire la carriera nella Terra di Van Diemen
II
Il povero Jack Brown della città di Nenagh, Jack Murphy e il povero Joe
erano tre bracconieri decisi come tutti sanno,
dai guardiacaccia, ragazzi miei,
una notte sono stati intrappolati (1)
e deportati nella Terra di Van Diemen per quattordici anni.
III
Il primo giorno che siamo sbarcati su quella spiaggia fatale,
i coloni ci sono venuti incontro, dovevano essere una ventina
ci hanno fatto mettere in marcia come cavalli e ci hanno venduto su due piedi
e ci hanno aggiogato all’aratro, bravi ragazzi,
per arare la Terra di Van Diemen
IV
Le capanne in cui viviamo
sono costruite con zolle d’argilla,
abbiamo paglia marcia come letto,
ma non osiamo lamentarci,
le baracche le proteggiamo con il fuoco
e dormiamo per quanto possibile,
per nasconderci dai lupi e le tigri nella Terra di Van Diemen
V
Ci sono momenti nel dormiveglia che faccio un bel sogno
con la mia fidanzata seduta accanto a me nei pressi di un ruscello gorgogliante, a zonzo per la vecchia Irlanda, con la mia innamorata per mano, ma mi sveglio con il cuore spezzato sulla Terra di Van Diemen
VI
Se avessi mille sterline
in mano
le darei tutte per la libertà
se potessi di nuovo in Irlanda mi piacerebbe tornare
per essere un uomo felice
darei l’addio al bracconaggio
e alla Terra di Van Diemen.

NOTE
1) La parola trepan vuole dire sia trapano e forare che intercettare, accalappiare

Mi resta solo da citare la versione degli U2 il cui testo non è tradizionale ma è stato scritto dal chitarrista David Howell Evans (The Edge): “La canzone è l’unica interamente scritta (ed eseguita) da “The Edge” nello storico album degli U2 Rattle and Hum del 1988. Ha un’origine ben precisa: The Edge la scrisse ispirandosi alla vicenda del poeta “feniano” irlandese John Boyle O’Reilly (1844-1890), che fu deportato in Australia a causa delle sue poesie. La “Terra di Van Diemen” nominata nella canzone è l’odierna isola di Tasmania; in realtà Boyle O’Reilly non vi fu deportato (lo fu, invece, in Australia occidentale), ma il titolo della canzone di The Edge risente dell’esistenza di un’antica ballata popolare irlandese recante lo stesso esatto titolo (Van Diemen’s Land). Continua da antiwarsong.org con video, testo e traduzione.

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_22.htm
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/vandiemensland.html
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/henrythepoacher.html
http://www.contemplator.com/england/vland.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=45139&lang=it
http://forum.wordreference.com/showthread.php?t=2056581&langid=14
http://www.founders-storylines.com/accessible/index.php/
storyline/id/thepoacher/lifeline/description

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34061

(Cattia Salto febbraio 2014)

LOWLANDS AWAY

“Lowland away” è un canto marinaresco (sea shanty) che si è ritenuto influenzato da una ballata tradizionale (alcuni ipotizzano del Border inglese per quelle Lowlands sia nel versante scozzese che inglese) ed è datato molto genericamente al XVII secolo. Ma il collegamento sembra essere più una “ricostruzione” letteraria di fine ottocento! (per i dettagli vedere qui ). E’ più probabile, dalle testimonianza rese sul campo, che il brano sia nato nell’ambito della cultura americana e afro-americana.

PRIMA VERSIONE: IL LAMENT DELLA SIRENA

mermaid-drowned-sailorLa donna sogna il suo marinaio, ma lo vede come un annegato, così lei si taglia i capelli e porta il lutto per la sua morte. Sebbene non sia espressamente citata l’immagine rievoca l’abbraccio fatale di una sirena!

Il canto è stato reso come una ballata dal ritmo fluido come il respiro, per dirla con le parole di W.L. Alden the song is the sighing of the wind and the throbbing of the restless ocean translated into melody” .. sospiro del vento e onde dell’oceano.

La versione dal film “Moby Dick” cantata da Ali Darragh



ASCOLTA
Rufus Wainwright e Kate McGarrigle in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs & chanteys 2006

ASCOLTA Anne Briggs

 

I dreamed a dream the other night,
Lowlands, lowlands away, my John(1),
I dreamed a dream the other night,
My lowlands away.
I dreamed I saw my own true love,
I dreamed I saw my own true love,
He was green and wet with weeds so cold,
He was green and wet with weeds so cold,
I’ll cut away my bonny hair,
For no other man shall think me fair,
For my love lies drowned in the windy lowlands,
For my love lies drowned in the windy lowlands(2)

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Ho fatto un sogno l’altra notte
Lowlands, Lowands lontane, mio John(1)
Ho fatto un sogno l’altra notte
mie Lowlands lontane
Ho sognato di vedere il mio amore,
Ho sognato di vedere il mio amore
era verde e bagnato con alghe tanto fredde.
era verde e bagnato con alghe tanto fredde.
Ho tagliato i miei bei capelli
per nessun altro uomo mi farò bella perchè il mio amore giace annegato nelle pianure ventose.(2)

NOTE
1) la ciurma si una nave mercantile era detta in modo gergale “the Johns”, così in questo contesto my John può tradursi anche come “my lad”
2) nel Settecento-Ottocento con questo termine generico si indicavano le colonie olandesi, e più in generale molte terre e isole nelle Indie Occidentali, in questo contesto le terre basse diventano gli abissi del mare

SECONDA VERSIONE: IL LAMENT DEL MARINAIO

Qui è il marinaio a fare il sogno e vede la moglie vestita di bianco, ma il presagio è funesto perchè lei è morta.

ASCOLTA in una versione shanty dal film “Treasure Island”

(inizia da 2:07)


VERSIONE in Stan Hugill
I
I dreamed a dream the other night,
(Ch: Lowlands, Lowlands away my John!)
I dreamed a dream the other night,
(Ch: Lowlands away!)
II
I dreamed my love came in my sleep,
Her eyes were wet, her eyes did weep.
III
She came to me as my best bride,
All dressed in white like some fair bride.
IV
An’ bravely in her bosom fair,
A red, red rose did my love wear.
V
She made no sound, no word she said,
An’ then I knew my love was dead.
VI
I bound the weeper round my head,
For now I knew my love was dead.
VII
An’ then awoke to hear the cry,
“Oh, watch on deck, oh, watch ahoy!”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Ho fatto un sogno l’altra notte
Lowlands, Lowands lontane, mio John
Ho fatto un sogno l’altra notte
Lowlands lontane
II
Ho sognato che il mio amore veniva nel sonno,
gli occhi umidi di pianto
III
Veniva come la mia diletta sposa,
tutta vestita in bianco come una bella sposa
IV
E sul bel petto con orgoglio
una rosa, una rosa rossa portava il mio amore
V
Non fece alcun rumore, non disse una parola e allora seppi che il mio amore era morto
VI
Ho legato il fazzoletto intorno alla testa,
perchè adesso so che il mio amore è morto.
VII
E quando mi sono alzato ho sentito un grido “Guarda sul ponte, guarda!”

LA VERSIONE BLUES

Detta anche “My Dollar and a Half a Day” è la versione testuale più propriamente riscontrata sul campo. Anche la melodia è da intendersi in versione decisamente blues: sono in molti infatti a propendere per le influenze dei canti africani nelle sea shanties e in particolare i lamenti degli schiavi negri.

ASCOLTA Hulton Clint

Lowlands,
Lowlands,
 Away my John,
Lowlands, away,
 I heard them say,
My dollar and half a day.
A dollar half a day is a black man’s pay.
I thought I heard the old man(1) say
Oh a white man’s pay  is rather high
a black man’s pay is rather low
A dollar and half a day is a man low pay
A dollar and half a day want pay my way
Five dollars a day is a hugest pay
Five dollars a day is a hugest pay
Watch are we all a-screwing crew
We got no money and we can’t get home
I’ll pack my bag and I’ll bound away
I’ll bound away to Mobil Bay(2)
I’m bound away to Mobil Bay
We’re bound away at the break of day
Oh, was you never down Mobile Bay,
A-screwing cotton all the day
Oh heave her up and then we’ll go
Oh heave her up and then we’ll go
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Lowlands, Lowands lontane, mio John
li ho sentiti dire
il mio mezzo dollaro al giorno
Mezzo dollaro al giorno è la paga di un nero
la paga di un bianco è un po’ più alta
mezzo dollaro al giorno è una paga misera per un uomo, mi vogliono pagare un mezzo dollaro al giorno
Cinque dollari al giorno sono una paga più alta
guardaci siamo un equipaggio che stiva il cotone, non abbiamo soldi e non possiamo tornare a casa
prenderò la mia sacca e andò per mare
andrò a Mobile Bay
andrò a Mobile Bay
siamo in partenza all’alba
non sei mai stato a Mobile Bay
a caricare cotone tutto il giorno
la carichiamo e poi partiamo
la carichiamo e poi partiamo

NOTE
1) il capitano della nave
2) Mobile, città portuale dell’Alabama nel Golfo del Messico, già capitale della Louisiana francese. Mobile passò sotto il controllo britannico (Florida) e finì sotto il dominio spagnolo (dal 1780 al 1812) per poi diventare territorio degli Stati Uniti. “Tra il 1819 ed il 1822, con la creazione delle piantagioni, la popolazione aumentò a dismisura, inoltre, a favorire lo sviluppo cittadino vi era la sua posizione geografica, al centro delle tratte commerciali tra l’Alabama ed il Mississippi. Si sviluppò particolarmente il settore legato alla vendita ed al commercio del cotone, tanto che nel 1840, Mobile era seconda solo a New Orleans per esportazione del prezioso materiale.” (Wikipedia).

(Cattia Salto luglio 2013, revisionato giugno 2016)

FONTI
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/PBB100.html
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/lowlands.html
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.it/2011/11/17-21-lowlands-away-my-dollar-and-half.html
http://www.gutenberg.org/files/20774/20774-h/20774-h.htm

http://www.jsward.com/shanty/lowlands/index.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=134132
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=123027

SAUCY SAILOR BOY OR JACK TAR IN THE SEA SHANTY

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo e piantagrane, sempre pronto a fare a pugni.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune, è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio (vedi Sailor laddie)!

THE SAUCY SAILOR BOY

Il marinaio è guardato con diffidenza dalle donne, quando non proprio con disprezzo come nella sea song dal titolo “The Saucy Sailor Boy dove il giovane marinaio “insolente” corteggia una donna di campagna: assistiamo a quello che viene chiamato contrasto amoroso che si inserisce in una lunga tradizione popolare, per lo più di argomento bucolico, in cui un uomo e una donna duettano tra loro in una serie di schermaglie amorose; nel genere di questo filone poetico e/o canoro è sempre la donna a rifiutare le proposte dell’uomo, per preservare la sua virtù o per meglio stuzzicare l’appetito amoroso; l’uomo invece promette mari e monti, nonchè amore eterno, millanta ricchezze e la certezza di una vita agiata, pur di conquistare le grazie della donna.
In Saucy Sailor la donna però respinge il marinaio con mala grazia, perchè i suoi vestiti puzzano ancora di catrame; la musica cambia quando il marinaio tira fuori i soldi, così lei abbassa le sue arie da gran dama e gli promette di sposarlo; ora è la volta del marinaio a mostrarsi schizzinoso e a rifiutarla!

Il testo si ritrova in molte collezioni ottocentesche e nei broadside soprattutto in Gran Bretagna per arrivare anche in America, e probabilmente ha origini settecentesche (William Alexander Barret nel suo “English Folksong” pubblicato nel 1891 ritiene che il brano sia comparso in stampa nel 1781 e cita la sua grande popolarità fra le ragazze che lavorano negli opicifi dell’Est London).

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Stan Hugill nella sua Bibbia degli Shantyman ci dice che la canzone oltre ad essere una forebitter song veniva occasionalmente cantata durante le noiose ore di pompaggio dell’acqua dalla sentina, quando le pompe si azionavano a mano! (vedere sea shanty)

ASCOLTA The Tarry Sailor dalle collezioni popolari (voce di Andrew Robbie di Strichen, Aberdeenshire)

La versione più filologica è quella dei Quadriga consort


I
“Come, my dearest, come, my fairest,
Come and tell unto me,
Will you pity a poor sailor boy,
Who has just come from sea?”
II
“I can fancy no poor sailor:
No poor sailor for me!
For to cross the wide ocean
Is a terror to me.
III
You are ragged, love, you are dirty, love,
And your clothes they smell of tar.
So begone, you saucy sailor boy,
So begone, you Jack Tar(1)!”
IV
“If I’m ragged, love, if I’m dirty, love,
If my clothes they smell of tar,
I have silver in my pocket, love,
And of gold a bright store.”
V
When she heard those words come from him,
On her bended knees(2) she fell.
“To be sure, I’ll wed my sailor,
For I love him so well.”
VI
“Do you think that I am foolish?
Do you think that I am mad?
That I’d wed with a poor country girl
Where no fortune’s to be had?
VII
I will cross the briny ocean
Where the meadows they are green;
Since you have had the offer, love,
Another shall have the ring.
VIII
For I’m young, love, and I’m frolicksome,
I’m good-temper’d, kind and free.
And I don’t care a straw, love,
What the world says of me.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
“Vieni mia cara, vieni mia bella
vieni e dimmi,
ti potresti interessare a un povero giovane marinaio, appena arrivato dal mare?”
II
“Non mi piace nessun povero marinaio,
nessun povero marinaio per me!
Perchè attraversare il vasto oceano
mi mette terrore
III
Sei cencioso, caro, e sporco tesoro,
i tuoi vestiti puzzano di catrame
così stai lontano, impertinente ragazzino, stai lontano Jack Tar(1)”
IV
“Se sono cencioso, cara, e sporco
e i miei vestiti puzzano di catrame
ho argento nelle tasche, cara,
e oro in gran quantità”
V
E allora quando lo sentì parlare così
i suoi piedi lei si gettò
“stanne certo, sposerò il mio marinaio
perchè lo amo così tanto”
VI
“Credi che io sia scemo cara?
Credi che io sia pazzo?
A sposare una povera ragazza di campagna
dove non c’è fortuna da fare?
VII
Ho attraversato l’oceano salmastro
dove le terre sono verdi
e visto che tu hai rifiutato l’offerta, cara,
qualche altra ragazza porterà l’anello.
VIII
Oh io sono giovane, cara
e un allegrone
di buon carattere disponibile e libero
e non mi importa un fico secco, cara
di quello che il mondo pensa di me”

NOTE
1) Jack Tar è il termine comunemente usato, non necessariamente in senso dispregiativo, per indicare un marinaio delle navi mercantili o della Royal Navy. Probabilmente il termine è stato coniato nel 1600 alludendo al catrame (in inglese “tar”) con il quale i marinai impermeabilizzavano i loro abiti da lavoro.
2) letteralmente dice ” alle sue ginocchia”, ma l’espressione in italiano più appropriata è “cadere ai piedi di”

La versione che è diventata quella standard nei repertori dei cantanti e gruppi folk, è degli Steeleye Span: la versione manca di una strofa e i versi sono molto simili
ASCOLTA Steeleye Span in Below the Salt, 1972

Un’altra interessante versione
ASCOLTA Wailin Jennys 


I

“Come my own one, come my fair one,
Come now unto me.
Could you fancy a poor sailor lad
Who has just come from sea?”
III
 “You are ragged, love, you’re dirty, love,
And your clothes smell much of tar.
So be gone, you saucy sailor lad,
So be gone, you Jack Tar(1)”
IV
“If I am ragged, love, and I’m dirty, love,
And my clothes smell much of tar,
I have silver in my pocket, love
And gold in great store.”
V
And then when she heard him say so
On her bended knees(2) she fell,
“I will marry my dear Henry
For I love a sailor lad so well.”
VI
“Do you think that I am foolish love?
Do you think that I am mad?
For to wed with a poor country girl
Where no fortune’s to be had?
VII
I will cross the briny ocean,
I will whistle and sing.
And since you have refused the offer, love,
Some other girl shall wear the ring.
VIII
Oh, I am frolicsome and I am easy,
Good tempered and free,
And I don’t give a single pin, my boys,
What the world thinks of me.”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
“Vieni mia cara, vieni mia bella
vieni ora con me,
ti potresti interessare a un povero giovane marinaio, appena arrivato dal mare?”
III
“Sei cencioso, caro, e sporco tesoro,
i tuoi vestiti puzzano di catrame
così stai lontano, impertinente ragazzino
stai lontano Jack Tar(1)”
IV
“Se sono cencioso, cara, e sporco
e i miei vestiti puzzano di catrame
ho argento nelle tasche, cara,
e oro in gran quantità”
V
E allora quando lo sentì parlare così
ai suoi piedi lei si gettò
“Ti sposerò, mio caro Henry
perchè io amo un marinaio così tanto”
VI
“Credi che io sia scemo cara?
Credi che io sia pazzo?
A sposare una povera ragazza di campagna
dove non c’è fortuna da fare?
VII
Ho attraversato l’oceano salmastro
ho suonato e cantato
e visto che tu hai rifiutato l’offerta, cara,
qualche altra ragazza porterà l’anello.
VIII
Oh io sono uno allegro e disponibile,
di buon carattere e libero
e non mi importa un fico secco, ragazzi,
di quello che il mondo pensa di me”

ASCOLTA Hulton Clint versione shanty

SAUCY SAILOR BOY
(in Hugill – Shanties from the Seven Seas, trascrizione solo parziale da completare)
Come on my fair ones,
Come on my fan ones,
Come and listen unto me.
Could you fancy a boldly sailor lad
That has just come home from sea?
Could you fancy a boldly sailor lad
That has just come home from sea?
No, ..
When the sailors
For they smell too much of tar!
You are ruggy, you are sassy,
get you gone Jackie Tar.
You are ruggy, you are sassy,
get you gone Jackie Tar.
I have ship on all the ocean,
I have golden great …
All my clothes they may be all..
but the coin can buy me more
All my clothes they may be all ..
but the coin can buy me more
If I am ruggy, if I am sussy
And may by a tarry smell
I had silver in my pockets
For they knew can every tell
I had silver in my pockets
For they knew can every tell
When she heard him
that distressed

Saying “Ruggy dirty saylor boy
I love more than you can tell”
Saying “Ruggy dirty saylor boy
I love more than you can tell”
Do you think that I’m foolish,
Do you think that I’m mad?
……
You refuse me ruggy dearty
Not for you the wedding ring
You refuse me ruggy dearty
Not for you the wedding ring
JACK TAR
(in Doerflinger – ‘Songs of the Sailor and Lumberman‘ pp 294-295)
Come all my fair ones,
Come all my dear ones,
Come and listen unto me.
Could you fancy a jolly sailor lad
That has just come from sea?
Could you fancy a jolly sailor lad
That has just come from sea?
No, I dislike them
No I despise them
For they smell so much of tar!
So be gone, you sassy sailor lad,
so be gone, you Jack Tar.
I have ship on the ocean, love,
I have money in my pocket, love,
I have gold in great store
I would give to a poor country girl
If she would wed Jack Tar.
Soon as she heard him say
Down on her bending knees fell she,
Saying, Forgive me my jolly sailor lad,
for I love none but thee.
Do you think I’m foolish, love
Do you think I’m crazy, love?
Do you think I’m going mad,
For to wed with a poor country girl
That’s no fortune to be had?

FONTI
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/saucysailor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=133473
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16440

THE ROSABELLA SEA SHANTY

103244Drunken_SailorUna canzone marinaresca tipicamente inglese  (sea shanty) nota anche con il titolo “The Saucy Rosabella”. Del Rosabella si trova traccia tra gli anni 1837 e 1846 quando sembra che il vascello sia andato distrutto (o gravemente danneggiato) a Capo Cod (Massachusetts) nel 1846.

Ci sono tre registrazioni sul campo dalla voce di vecchi marinai, una collezionata da Cecil Sharpe nel 1914 dalla testimonianza di John Short e due da JM Carpenter 1928-9 (la prima dalla testimonianza di JS Scott e l’altra di John MaPherson – South Shields), ma solo nel 1979 Tom e Barbara Brown hanno iniziato il progetto Short Sharp Shanties (vedi) e realizzato la prima versione revival dal materiale rilasciato da John Short.
I versi riportati da John Short erano solo due ovvero la strofa I e il coro, Tom e Barbara Brown hanno aggiunto un verso e gli altri sono stati aggiunti da Johnny Collins e Jim Mageen.

Per l’ascolto ho selezionato la versione “classica” per voce e concertina
ASCOLTA Robin Madge in The Harbour Wall 1986

e questa versione più particolare con voce, chitarra e violino del duo olandese dal suggestivo nome Drijfhout ossia il legno abbandonato dal mare.
ASCOLTA Drijfhout in Over Drijven En Stranden 2010 (il loro sito qui)
bravi per l’arrangiamento vocale e il riff del violino, anche il video è “poetico”


I
One Monday morning in the month of May, (x2)
I thought I heard the captain(1) say,
“The Rosabella” will sail today”.
CHORUS
And I’m goin'(2) on board the Rosabella(x2)
I’m goin’ on board, right down to board
“The Saucy(3) Rosabella”.
II
She’s a deepwater ship with a deepwater crew (x2)
You can stick to the coast but we’re damned if we do
On board “The Rosabella”.
III
All around Cape Horn in the Month of May  (x2)
Around Cape Horn is a bloody long way
Aboard “The Rosabella”.
IV
Them Bowery(4) girls will make me grieve, (x2)
They’ve spent all my money, they’ll make me leave
On board “The Rosabella”.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Un lunedì mattina nel mese di maggio
Mi parve di sentire il capitano(1) che diceva:
“Il Rosabella salperà oggi”
RITORNELLO
Vado a bordo(2) del Rosabella
proprio dritto a bordo
del “Saucy(3) Rosabella”
II
E’ una nave d’alto mare con una ciurma d’altomare
si può restare a vista della costa,
ma che sia dannato se lo facciamo
a bordo del Rosabella
III
Doppiare Capo Horn nel mese di maggio,
per Capo Horn è una lunga strada maledetta,
a bordo del Rosabella
IV
Ora le ragazze di Bowery(4) mi faranno disperare
spenderanno tutto il mio denaro
e poi mi lasceranno a bordo del Rosabella

NOTE
1) nella versione riportata da John McPherson è: I shipped e quindi nel terzo verso diventa “I’ve shipped on board, and I’ve signed on board
2) la versione con captain è quella riportata da John Short in altre versioni anche come old man
3) la versione con saucy è quella riportata da John Short.  Saucy è un aggettivo talvolta utilizzato nel nome di una nave per indicare un’eleganza impertinente
4) il nome della località varia a seconda delle versioni.

ShortHeadJOHN SHORT

Nel procedere del progetto Short Sharp Shanties ovvero i Sea Shanty raccolti da John Short (1839-1933) di Watchet alla terza uscita possiamo ascoltare una versione che integra le varie strofe riportate dalle tre registrazioni sul campo collezionate negli anni 1914 e 1928-9.
Yankee Jack“, come viene affettuosamente chiamato, durante i suoi anni di navigazione ha imparato e collezionato una sessantina di canzoni di lavoro dei marinai; il Watchet Market House Museum Society gli ha dedicato una statua di bronzo (dell’artista scozzese Alan Beattie Herriot), mentre se ne sta seduto sulla bitta tenendo in mano un pezzo di cima, sguardo rivolto verso il mare!

Tom e Barbara Brown di Combe Martin scoprirono l’eredità del marinaio, il manoscritto di Sharp nel “Vaughan Williams Memorial Library” (vedi) conservato a Londra nella casa di Cecil Sharp e consegnarono il testo del Rosabella a Johnny Collins e Jim Mageean che rilasciarono nel 1980 la prima versione standard della canzone, da allora ripresa da vari artisti e gruppi corali.

Iniziò così il progetto Short Sharp Shanties per registrare tutte le canzoni di Sharp interpretate da vari artisti.
“Some of the 60 are familiar versions, others rarer, and the rest have remained unsung – until now. Some of the versions are from a very early period in the life of shanty-singing, and all have been taken directly from Sharp’s manuscripts, rather than from the printed page, thereby keeping the idiosyncrasies that are characteristic of Short’s singing.”

ASCOLTA San Lee in Short Sharp Shanties vol3 2012


I
One Monday morning in the month of May,(x2)
I thought I heard the captain say,
The “Rosabella” will sail today.
CHORUS
And I’m goin’ on board the Rosabella(x2),
I’m goin’ on board, right down to board “The Saucy Rosabella”.
II
O the Rosabella’s a packet ship
A packet ship of great reknown
And if you’ve heard the old refrain
The song sung round the town
III
She’s a deepwater ship with a deepwater crew(x2)
You can stick to the coast but we’re damned if we do
On board the “Rosabella”.
IV
For the Rosabella beat the Kinoda
The Kinoda beat the old Conductor
and the Boston Times says she beat them all
Sailin’ out from the old North River.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Un lunedì mattina nel mese di maggio
Mi parve di sentire il capitano che diceva:
“Il Rosabella salperà oggi”
RITORNELLO
Vado a bordo del Rosabella
proprio dritto a bordo del “Saucy  Rosabella”
II
Il Rosabella è un postale
una nave rinomata se hai ascoltato il vecchio ritornello della canzone che si cantava per la città
III
E’ una nave da alto mare con una ciurma d’altomare
è possibile restare a vista della costa, ma che sia dannato se lo facciamo
a bordo del Rosabella
IV
Che il Rosabella batte il Kinoda
il Kinoda batte il vecchio Conductor
e il Boston Times dice che li sconfigge tutti
veleggiando sul fiume Hudson

NOTE
II) strofa registrata da James M. Carpenter cantata da John McPherson, South Shields
Packet ship: una nave che trasportava la posta, il significato si estende a indicare un servizio di linea merci e passeggeri
IV) strofa registrata da James M. Carpenter 1928 cantata da J.S. Scott, Londra, il North River è l’Hudson River

VERSIONE CARAIBICA

E’ quella testuale riportata da Horace P. Beck in “Folklore and the Sea” (1973) collezionata nel Mar dei Caraibi forse a Bequia o Carriacou. Anche John Hutcheson (a bordo delle navi mercantili già dal 1871) testimonia di aver sentito i neri della Giamaica cantare “The Saucy Rosabella” nelle manovre di carico delle navi.

ASCOLTA Hulton Clint (del tutto non autentica ma verosimile!)

Come let me join Rosabella. “Heave away”(1)
Come let me join Rosabella. “Heave away”
Come let us join, Come let us join,
The saucy Rosabella. “Heave away.”
The Orinaca beart the Contractor, “Heave away”
The Orinaca beat the Contractor, “Heave away.”
He beat her once, he beat her twice
He beat her right down the Orinoco. “Heave away”

NOTE
1) sta per “tira”

FONTI
http://www.umbermusic.co.uk/SSSnotes.htm
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.it/2012/06/121-rollin-down-river-and-saucy.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=62948
http://www.quantockonline.co.uk/news/2008/yankee_jack.html