Mobile Bay /John, Come Tell Us As We Haul Away 

“Mobile Bay” è una halyard/pump shanty (chanty) relativamente poco diffusa nel Folk revival e tuttavia piuttosto popolare tra i marinai che ancora la cantavano durante il noioso lavoro di pompaggio dell’acqua di sentina. A detta di Stan Hugill è una sea shanty per due shantyman e inoltre si ipotizza un’origine come canto di lavoro degli scaricatori di cotone (cotton hoosiers/screwers[1]) nei porti del Golfo del Messico.

Screwing cotton bales in the hold of a ship, drawn by J. O. Davidson, Harper’s Weekly, July 14, 1883, p. 440.


La città di Mobile[2] nel 1840 divenne il secondo porto dopo New Orleans per esportazione del cotone. Prima della guerra civile, i porti della costa del Golfo erano i principali esportatori di balle di cotone in Inghilterra e Francia. Le balle di cotone delle piantagioni erano caricate sulle chiatte che percorrevano i fiumi fino ai principali porti del Golfo. Qui marinai bianchi e portuali neri lavoravano fianco a fianco nello stivaggio delle navi. (si veda ad esempio Roll the Cotton Down e anche My Dollar and a Half a Day)

Mobile Bay

Roud #4696

Una manciata di strofe[3] con due versi in rima alternati alla linea di coro John, come tell us as we haul/pump away a cui si aggiunge un terzo verso in stile jodel (Aye, aye, haul, aye, che diventa Way, Hey, Hauley).
A fare scuola la registrazione di Peter Kennedy dalla versione del popolare shantyman di Bristol Stanley Slade[4].

la versione di Stanley Slade
Solo From Bristol(1) town we sailed away
Chorus
John come tell us, as we haul(2) away
We were outward bound, for Mobil bay
John come tell us, as we haul away,
(solo/chorus) Way, Hey, Hauley(3).
John come tell us as we haul away
And what did I do down, in Mobil bay?
I was screwin’ cotton all the day(4)
And who did I see down in Mobil bay?
Were the gals all free and gay?
I met a maid who’s name was May
I gave that girl all my pay!

Traduzione italiana Cattia Salto
Prendemmo il mare dalla città di Bristol
Vieni marinaio, raccontaci, mentre veliamo via
eravamo diretti alla baia di Mobile
Vieni marinaio, raccontaci, mentre veliamo via
via, su, issa
Vieni marinaio, raccontaci, mentre veliamo via
E che ci facevo a Mobile?
Stivavo cotone tutto il giorno
E chi ti vidi a Mobile?
Dove le ganze sono allegre e spensierate?
Incontrai una fanciulla di nome May
e diedi a quella ragazza tutta la mia paga.

NOTE
(1) oppure Liverpool
(2) a seconda del tipo di lavoro la parola era sostituita con “heave” o “pump”. Come halyard shanty i marinai univano i loro sforzi sulla cima nelle parole John e haul
(3) un tipico jodel marinaresco
(4) secondo la ricerca di WM Doerflinger (in “Shantymen and Shantyboys”) molti marinai irlandesi preferivano “svernare” a Mobile e New Orleans lavorando stagionalmente allo “screwing cotton” (comprimere e caricare il cotone) nelle stive delle navi in partenza per l’Europa e principalmente per il porto di Liverpool; il lavoro infatti era concentrato nei mesi invernali essendo il cotone raccolto in autunno.
Lavoratori bianchi e neri si trovavano quindi fianco a fianco nel lavoro di stivaggio e anche i canti di lavoro finirono per mescolarsi. Un’altra influenza sulle sea shanthy americane arrivava anche dalla contaminazione con le minstrel songs dei teatri nelle città portuali del Sud americano.

RIFERIMENTI
“Sailors’ Songs or Chanties”
“Roll and Go”
Everyman’s Book of Sea Songs(p75),
Shanties from the Seven Seas (p210-11)
Shanties from the Seven Seas (complete)(p287-8)
The Chanty Man Sings(p12),
Songs of American Sailormen(p118),
Chanteying Aboard American Ships(p86-7)

Stanley Slade
The Exmouth Shanty Men da Tall Ships and Tavern Tales 2022
William Warfield · Otto Herz in Black Swans: at Mid-Century la registrazione risale agli anni 50
Hulton Clint dalla notazione di Stan Hugill


[1] “cotton screwers” stivatori specializzati nel caricare le balle di cotone nelle stive delle navi per mezzo di giganteschi martinetti a vite.

dalla Biblioteca nazione di New York tra le collezioni digitali: Screwing cotton into the hold, Galveston, Tex. (datazione 1820-1920) in cui vediamo degli stivatori che azionano i martinetti a vite


[2] Mobilecittà dell’Alabama nel Golfo del Messico, è uno scalo portuale che ricorre in molte sea shanties. Sotto il dominio spagnolo dal 1780 al 1812 è diventato territorio degli Stati Uniti al centro delle tratte commerciali tra l’Alabama ed il Mississippi nel 1840.
[3] testi https://mainsailcafe.com/songs/mobile-bay/lyrics
https://www.exmouthshantymen.com/songbook.php?id=199
http://www.judybwebdesign.com/handspikes/boldly_westward/bftw_lyrics/ka07mobile.htm
[4} STANLEY SLADE – Bristol Shellback Shantyman: 28 canti marinareschi registrati negli anni 50 da Peter Kennedy e pubblicato nel 1975 su audiocassetta per la Folktrax

Link
https://mobilebaymag.com/shanties-by-the-bay/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Hugi287.html




Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.