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COME HOME WITH ME, LITTLE MATTY GROVES

“Little Musgrave” ovvero “Matty Groves” è una murder ballad  sull’adulterio medievale che si conclude tragicamente con la morte dei due amanti.

SECONDA MELODIA: MATTY GROVES

Questa versione della ballata è stata resa popolare dai Fairport Convention che hanno composto una melodia sul testo tradizionale. Il racconto è ancora più conciso delle versioni testuali già esaminate (vedi prima parte) e si sofferma sul dialogo dei tre protagonisti, tagliando il ruolo dei servitori.

ASCOLTA Fairport Convention in Liege & Lief 1969 con la voce di Sandy Danny

e questa basterebbe ma curiosando tra le varie e tantissime  “cover” ecco dei giovanissimi

ASCOLTA Strangelings


I
A holiday, a holiday and the first one of the year(1)
Lord Donald’s wife came into the church
the Gospel for to hear
and when the meeting it was done, she cast her eyes about
and there she saw little Matty Groves walking in the crowd.
“Come home with me, little Matty Groves.
Come home with me tonight.
Come home with me, little Matty Groves and sleep with me ‘til light”
“Oh, I can’t come home, I won’t come home and sleep with you tonight
by the rings on your fingers I can tell you are Lord Donald’s wife”
“But if I am Lord Donald’s wife Lord Donald’s not at home
he is out in the far cornfields bringing the yearlings home”
II
And a servant who was standing by and hearing what was said
he swore Lord Donald he would know before the sun would set
and in his hurry to carry the news he bent his breast and ran
and when he came to the broad mill stream he took off his shoes and he swam.
III
Little Matty Groves, he lay down and took a little sleep
when he awoke, Lord Donald was standing at his feet
saying, “How do you like my feather bed and how do you like my sheets?
How do you like my lady who lies in your arms asleep?”
“Oh, well, I like your feather bed and well, I like your sheets
but better I like your lady gay who lies in my arms asleep”
IV
“Well, get up, get up”, Lord Donald cried “Get up as quick as you can!
It’ll never be said in fair England I slew a naked man”
“Oh, I can’t get up, I won’t get up I can’t get up for my life
for you have two long beaten swords and I not a pocket knife”
“Well, it’s true I have two beaten swords
and they cost me deep in the purse
but you will have the better of them and I will have the worse.
And you will strike the very first blow and strike it like a man
I will strike the very next blow and I’ll kill you if I can”
V
So Matty struck the very first blow and he hurt Lord Donald sore
Lord Donald struck the very next blow and Matty struck no more.
And then Lord Donald he took his wife and he sat her on his knee
saying, “Who do you like the best of us Matty Groves or me?”
And then up spoke his own dear wife never heard to speak so free
“I’d rather a kiss from dead Matty’s lips than you or your finery”
VI
Lord Donald, he jumped up and loudly he did bawl
he struck his wife right through the heart and pinned her against the wall
“A grave, a grave”, Lord Donald cried “To put these lovers in
but bury my lady at the top for she was of noble kin”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Era un giorno di festa il primo dell’anno (1)
e la moglie di Lord Donald andò in chiesa
per sentire il Vangelo
e quando l’incontro terminò,
lei si guardò intorno
e là vide il giovane Matty Groves camminare tra la folla.
Vieni con me,
giovane Matty Groves, vieni a casa con me stanotte
Vieni con me, giovane Matty Groves
e dormirai con me
finchè sarà giorno
Oh, io non posso e non voglio venire a dormire con voi stanotte,
perchè dagli anelli alle vostre dita presumo voi siate la moglie di Lord Donald“”Anche se fossi la moglie di Lord Donald, Lord Donald non è a casa,
è nei campi di grano, lontano per riportare a casa i puledri di un anno
II
E un servitore che le stava accanto e sentì quello che si dissero,
giurò che Lord Donald avrebbe saputo tutto, prima del tramonto.
E nella fretta di portare la notizia, fece un inchino e corse via.
E quando arrivò al mulino presso il fiume
si tolse le scarpe e nuotò.
III
Il giovane Matty Groves, si sdraiò (2)
e si addormentò un poco,
quando si alzò Lord Donald stava dritto ai suoi piedi
e disse “Quanto ti piace il mio letto di piume, quanto ti piacciono le mie lenzuola? (3)
E quanto ti piace la mia signora che giace tra le tue braccia addormentata?

Oh beh, mi piacciono il tuo letto di piume, le tue lenzuola e ancora di più la tua allegra moglie, che giace tra le mie braccia addormentata
IV
Beh allora alzati – gridò Lord Donald – più in fretta che puoi che non si dica mai nella bella Inghilterra che io abbia ucciso un uomo disarmato (4)”
Oh io non posso e non voglio alzarmi, perchè voi avete due lunghe spade affilate e io nemmeno un coltello in tasca
E’ vero che ho due lunghe spade
affilate che mi hanno alleggerito la scarsella (5),

ma tu avrai la migliore delle due
e io avrò la peggiore.

E tu potrai colpire per primo
e colpire con forza (6).
Io colpirò per secondo
e cercherò di ucciderti

V
Così Matty fece il primo affondo e lasciò il segno su Lord Donald,
Lord Donald colpì per secondo e Matty non rispose più.
E poi Lord Donald prese sua moglie e la fece sedere sulle sue ginocchia
e le disse “Chi preferisci tra Matty Groves e me?
E così parlò la sua cara moglie e mai prima parlò in modo così sincero “Preferisco una bacio dalle labbra di Matty morto che voi e le vostre buone maniere
VI
Lord Donald balzò in piedi e forte tirò una stoccata
e colpì suo moglie dritto al cuore
e la infilzò contro il muro
Una tomba, una tomba – Lord Donald gridò- Per metterci questi amanti dentro, ma seppellite la mia signora in cima perchè lei era di nobile nascita

NOTE
1) il primo giorno dell’anno secondo il vecchio calendario giuliano coincideva con il 25 marzo giorno dell’Annunciazione così era in Inghilterra fino al 1752
2) facendo quello che era andato a fare con la Lady
3) tutta la situazione richiama un po’ la Raggle Taggle Gypsy
4) il termine “nudo” viene più propriamente definito come
“disarmato
5) nel senso che sono costate molto
6) letteralmente “come un uomo”

continua

FONTI
http://zeegrooves.blogspot.it/2010/02/fairport-convention-matty-groves.html

YE MARINERS ALL OR A JUG OF THIS

sailor drinkingRaccolta sul campo agli inizi del Novecento dalla signora Marina Russell di Upwey, Dorset e pubblicata nel The Penguin Book of English Folk Songs (1959) “Ye Mariners All” è una drinking song dalla vena malinconica o caustica. Il testo compare in stampa verso il 1840 abbinato alla melodia “A Brisk Young Sailor Courted Me” ovvero “Died for Love” cioè il lamento di una fanciulla tradita da un marinaio.
La ballata è classificata per lo più nelle sea songs e non è propriamente una canzone irlandese sul bere anche se finisce nei repertori di alcuni gruppi di musica celtica e non manca certo di precedenti come Rosin the Beau. I Clancy Brothers l’hanno registrata con il titolo di “A Jug of this” l’effetto è una sorta di irish lament.
ASCOLTA Tommy Makem

ASCOLTA Seth Lakeman in The Punch Bowl 2002.

ASCOLTA Lehto&Wright live 2010

ASCOLTA Fairport Convention in Tipplers Tales 1978 con un lungo preambolo strumentale il canto inizia a 2:30


I
Oh ye Mariners(1) as you pass by,
Well come into drink if you are dry.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
Drink another) jug of this(2).
II
Oh ye tipplers, have you that crown(3)?
For you are welcome all to sit down.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
In another) jug of this.
III
Now I’m old and I can scarcely crawl,
I’ve an old grey beard and a head that’s bald.
Crown my desire and fulfill my bliss,
With a pretty young girl
And a(nother) jug of this(4).
IV
Now I’m in my grave
and I am dead(5),
And all these sorrows are passed and fled.
Go and turn myself (transform me) into a fish(6),
And let me swim (around you)
In a(nother) jug of this.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Voi marinai di passaggio
entrate a bere se avete sete,
venite a spendere, ragazzi i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia(2)
II
Tu beone hai quella corona(3)?
Perchè siete tutti invitati a sedervi,
venite e spendete, ragazzi, i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia
III
Ora sono vecchio e riesco camminare a malapena, ho una vecchia barba grigia e una testa calva,
corono il mio desiderio e soddisfo la mia beatitudine
con una bella ragazzina
e questa boccia(4)
IV
Ora che sono nella tomba
e sono morto(5)
e tutti i dolori sono passati e finiti
mi trasformo in un pesce(6)
per poter nuotare (intorno a te)
in questa boccia

NOTE
1) nelle prime trascrizioni si riporta “mourners” come se gli invitati ad entrare nel pub per bere fossero quelli di un corteo funebre. In realta si tratta della parola mar’ners una forma dialettale per marinai
2) ovvero “e infilate il naso in questo, bevete un’altra boccia di questo“. Non è automatico tradurre in italiano il temine jug: in fiorentino si direbbe boccia, che richiama l’immagine delle bottiglie di vino da 5 litri (una bottiglia piuttosto grande con il collo stretto). Ma può essere anche una caraffa con tanto di manico e collo più svasato che assomiglia a una brocca. Potrebbe anche essere un vaso di vetro per conservare marmellate o ortaggi o il barattolo del miele. Un termine quanto mai generico che a me richiama l’orcio toscano, il recipiente di terracotta, panciuto e di forma allungata con il collo ristretto, spesso a due manici in cui si conservavano o trasportavano i liquidi. In antico era una unità di misura equivalente a circa 38 litri, ma rimpicciolito ecco che l’orcio era usato come una brocca.
jug= boccia, brocca, caraffa, bottiglia.
3) nel senso di soldi
4) letteralmente “in un’altra boccia (brocca) di questo
5) evidentemente non tutti quelli che finiscono nella tomba possono considerarsi morti, così chi canta preferisce specificarlo!
6) mi piace l’idea della reincarnazione in un pesce anche se non so se ci siano intenzionali connotazioni verso simbologie cristiane, ma quale paradisiaca beatitudine per chi ama il bere!!

Per ravvivare l’atmosfera propongo una contraddanza in tema marinaresco “Row Well, Ye Mariners”

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/yemarinersall.html
http://mysongbook.de/msb/songs/xyz/yemarine.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49380
http://celtic-lyrics.com/lyrics/279.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/mariners
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/27.html

GLASGERION (JACK ORION)

Ballata tradizionale inglese
Child Ballad #67
Musica: Andrew Lancaster Lloyd (1961)

Glasgerion, è il bardo gallese Keraint (Geraint the Blue Bard )-qualificato dall’aggettivo glas ossia Azzurro (erano infatti i Bardi -perlomeno quelli in cima alla gerarchia (ossia di nobili natali) – a vestirsi d’azzurro -come carattere distintivo del loro status sociale) “Keraint il Bardo Azzurro” è citato nei Mabinogion: Keraint figlio di Owain, Principe di Glamorgan visse probabilmente nell’VIII- IX secolo e 500 anni dopo Chaucher lo colloca nel suo “House of Fame” accanto ad Orfeo (o almeno così ritengono gli studiosi identificando il Glaskirion di Chaucer con il bardo gallese).

George Sheridan Knowles - Glasgerion 1892

NEL BLU TINTO DI BLU

Pare che i bardi vestissero tradizionalmente in blu o meglio un blu verde grigio ricavato dall’erba guada, un erba detta anche erba gialla per via del colore delle sue infiorescenze. Isatis tinctoria delle Brassicaceae (la famiglia dei cavoli per indenderci). Il colorante si trova nelle foglie le quali si raccolgono con frequenti tagli (4-5 all’anno) che per tradizione si concludevano con l’equinozio d’autunno (e nel Medioevo cristiano con il giorno di San Michele Arcangelo)
A parte i reperti tessili datati al V secolo a.C. anche Giulio Cesare e Plinio descrivono l’usanza dei celti di tingersi i corpi prima della battaglia con il guado. La pianta oltre che nel Nord europa fu coltivata anche in molte regioni italiane fino a quanto venne soppiantata dall’indaco indiano portato da Marco Polo dai suoi viaggi in Oriente, una pianta di maggior resa tintoria

La sua coltivazione è stata oggi ripresa e valorizzata sia in Francia che in Italia con ottimi risultati.

Glasten o glas ma un tempo woad ossia “erba selvatica” detta glastum da Plinio, indica una colorazione azzurro-verde; a causa delle caratteristiche chimiche della sostanza la colorazione della stoffa passa per due fasi di lavorazione: per dirla in modo semplice il bagno a caldo della stoffa (o lana) viene svolto tenendo coperto il recipiente dell’ammollo perchè non deve esserci contatto con l’aria, mentre nella fase successiva del lavaggio il coperchio viene levato; a contatto con l’ossigeno l’iniziale colorazione gialla della tinta vira velocemente al verde e diventa blu con un’intensità variabile in funzione della concentrazione della tintura madre.

Nel corso dell’800 gli storici notarono che nell’Atene di Omero e nella Roma imperiale il blu era un colore senza prestigio, spesso confuso con il verde ed il grigio, e che nella letteratura greca e romana non compare un aggettivo che qualifichi in modo preciso questo colore. Perché il blu diventasse un colore significativo, capace di trasmette idee e suscitare emozioni, furono necessarie nell'Europa cristiana almeno due cose: che le materie di base per la pittura e la tintura delle stoffe non fossero più un bene raro e difficile da distillare come nell'antichità; e che nuove abitudini si sedimentassero nell'inconscio collettivo trasformando la sensibilità ed il gusto degli individui.
 Lo storico francese Michel Pastoureau ha datato al 1100 il punto di svolta riguardo al colore blu. Grazie allo sviluppo del commercio e dei mezzi di produzione materiale nacque una nuova sensibilità religiosa e culturale, ed il colore blu si impose sulla scena europea per rimanerci fino ai giorni nostri.
 Il primo segnale che qualcosa stava cambiando lo diede, in pittura, il mantello della Vergine: precedentemente era stato quasi sempre dipinto di bruno, violetto o bianco in segno di lutto ed  afflizione. Poi, improvvisamente, diventò ovunque di un bel blu chiaro e luminoso, trasformandosi in un simbolo di purezza e misericordia. Vestirsi di blu ormai non era più una stravaganza. Ma nessun libro - scrive Pastoureau- nessuna opera d'arte e nessun avvenimento esercitò tale influenza sulla moda quanto il libro di Goethe “I dolori del giovane Werter”, pubblicato nel 1774. Per almeno 10 anni il capo più richiesto dai giovani di tutta Europa fu proprio “l’abito alla Werter” e cioè la marsina blu che l’eroe indossava quando conobbe Carlotta. Lo stesso Goethe vestiva spesso di blu, e nella sua Teoria dei Colori definì l'associazione del blu e del giallo come l'armonia cromatica assoluta. Ma non fu il solo: al pari del grande scrittore tedesco tutto il movimento romantico portò un culto assoluto al colore blu. Per i romantici il blu costellava la poesia, il sogno, la melanconia, il languore assetato di assoluto.  (tratto da qui)

LA BALLATA

La ballata in Reliques of Ancient English Poetry di Sir Thomas Percy risale sicuramente al medioevo e il nostro Bardo è coinvolto in una vicenda tragicomica: vezzeggiato ospite alla mensa del Re, riesce a sedurre con il suo canto la bella Principessa la quale lo invita a recarsi nella sua camera nel cuore della notte.
Il servitore del Bardo approfitta dell’occasione e gioca d’anticipo entrando per primo nella camera della principessa,  la prende così per terra, senza tante buone maniere. Poi torna negli alloggi del Bardo e lo sveglia per esortarlo ad andare all’appuntamento fissato. Nel vederlo ritornare la Principessa sulle prime si mostra sorpresa e poi scopre di essere stata violata dal servitore del Bardo e preferisce uccidesi. Glasgerion va dal  paggio e lo uccide e poi volge la lama su di sè. Una storia come piaceva a quei tempi con tanto spargimento di sangue e uccisioni di giovani vite e rigide regole di comportamento sociale da far rispettare.

Nelle versioni inglesi più tarde, Glasgerion diventa Jack Orion ovvero Jack O’Rian.  Ed è proprio la versione tardo settecentesca della ballata ad essere stata rimaneggiata e messa in musica da Andrew Lancaster Lloyd (1961)
È la versione interpretata e fatta conoscere da Bert Jansch nel 1966, nell’album omonimo. Probabilmente di origine tardosettecentesca, si tratta di una versione un po’ edulcorata nel linguaggio ma comunque che non si allontana da quella più antica tramandata dal Folio Percy. La storia di questa versione è comunque controversa e riflette interventi arbitrari moderni che non sono stati infrequenti nel Folk revival degli anni ’60. Fu infatti nel 1961 che, basandosi su una autentica versione stampata prima che la ballata scomparisse del tutto dalla tradizione orale, che lo studioso e folklorista Albert Lancaster Lloyd (1908-1982) compose una versione “modernizzata” e una melodia adatta (della versione più antica e anche di quelle più tarde non si è mai conosciuta la musica). Lloyd, che era anche cantante in proprio, la incise nel 1966 nell’album First Person con Dave Swarbrick (“Swarb”) al fiddle: fu questa versione che fu poi ripresa da Bert Jansch e dai Pentangle. Nel 1968 era stata interpretata anche da Martin Carthy, ancora con Dave Swarbrick al fiddle, nell’album But Two Came By. In una nota nel libretto dell’album, Martin Carthy osserva interessantemente: ‘The song in its traditional form was, according to evidence at our [his and A. L. Lloyd’s] disposal, not very widespread, which serves to highlight one of the curious features of the folk revival, that is, the many songs which were not at all common in tradition are very commonly sung in the revival and vice versa.’ Nel 1970, infine, la sua versione più famosa e nella quale viene generalmente ricordata: quella dei Pentangle in Cruel Sister, interpretata a tre voci da Bert Jansch, John Renbourn e Jacqui McShee. (tratto da qui)

ASCOLTA Dave Swarbrick · A.L. Lloyd in English & Scottish Folk Ballads 2006

ASCOLTA Pentangle Jack Orion in Cruel Sister, 1967. In una versione a tre voci Bert Jansch (il narratore), John Renbourn i(il bardo e lo scudiero), Jacqui McShee (la principessa)

ASCOLTA Trees – Glasgerion 1970

ASCOLTA Fairport Convention – Jack O’Rion 1978

ASCOLTA Laura Cortese

ASCOLTA  Galley Beggar in Silence & Tears 2015

Jack Orion was as good a fiddler(1)
As ever fiddled on a string
He could make young women mad
To the tune his fiddle would singHe could fiddle the fish out of salt water
Or water from a marble stone
Or milk from out of a maiden’s breast
Though baby she’d got none

He’s taken his fiddle into his hand
He’s fiddled and he’s sung
And oft he’s fiddled unto the King
Who never thought it long

And he sat fiddling in the castle hall
He’s played them all so sound asleep
All but for the young princess
And for love she stayed awake

And first he played at a slow grave tune
And then a gay one flew
And many’s the sigh and loving word
That passed between the two

Come to my bower, sweet Jack Orion
When all men are at rest
As I am a lady true to my word
Thou shalt be a welcome guest

He’s lapped his fiddle in a cloth of green
A glad man, Lord, was he
Then he’s run off to his own house
Says, Tom come hither unto me

When day has dawned and the cocks have crown
And flapped their wings so wide
I am bidden to that lady’s door
To stretch out by her side

Lie down in your bed, dear master
And sleep as long as you may
I’ll keep good watch and awaken you
Three hours before ‘tis day

But the rose up that worthless lad
His master’s clothes did don
A collar he’s cast about his neck
He seemed the gentleman

Well he didn’t take that lady gay
To bolster nor to bed
But down upon the bower floor
He quickly had her laid

And he neither kissed her when he came
Nor when from her he did go
And in and out of her window
The moon like a coal did glow

Ragged are your stockings love
Stubbly is your cheek and chin
And tangled is that yellow hair
That I saw yestereen

The stockings belong to my boy Tom
They’re the first come to my hand
The wind has tangled my yellow hair
As I rode o’er the land

Tom took his fiddle into his hand
So saucy there he sang
Then he’s off back to his master’s house
As fast as he could run

Wake up, wake up my good master
I fear ‘tis almost dawn
Wake up, wake up the cock has crowed
‘Tis time that you were gone

Then quickly rose up Jack Orion
Put on his cloak and shoon
And cast a collar about his neck
He was a lord’s true son

And when he came to the lady’s bower
He lightly rattled the pin
The lady was true to her word
She rose and let him in

Oh whether have you left with me
Your bracelet or your glove?
Or are you returned back again
To know more of my love?

Jack Orion swore a bloody oath
By oak and ash and bitter thorn(2)
Saying, lady I never was in your house
Since the day that I was born

Oh then it was your young footpage
That has so cruelly beguiled me
And woe that the blood of the ruffian lad
Should spring in my body

Then she pulled forth a little sharp knife
That hung down at her knee

O’er her white feet the red blood ran
Or ever a hand could stay
And dead she lay on her bower floor
At the dawning of the day

Jack Orion ran to his own house
Saying, Tom my boy come here to me
Come hither now and I’ll pay your fee
And well paid you shall be

If I had killed a man tonight
Tom I would tell it thee
But if I have taken no life tonight
Tom thou hast taken three

Then he pulled out his bright brown sword
And dried it on his sleeve
And he smote off that vile lad’s head
And asked for no man’s leave

He set the sword’s point to his breast
The pommel to a stone
Through the falseness of that lying lad
These three lives were all gone.

Traduzione italiano Riccardo Venturi (da qui)
Jack Orion era il miglior violinista(1)
Che mai avesse suonato su corda,
Faceva impazzire le giovani donne
Quando suonava una melodia sul suo violinoAvrebbe fatto uscire i pesci dall’acqua salata
O acqua da una lastra di marmo,
O latte dal petto di una vergine
Sebbene mai avesse avuto figliPrese il suo violino in mano
E si mise a suonare e a cantare;
E spesso suonava al cospetto del Re
Che mai se ne aveva a annoiare.

E continò a suonare nella sala del castello
Finché, suonando, non li fece addormentar tutti;
E tutto questo a causa della giovane principessa
Che per amore se ne stava sveglia.

E prima suonò una melodia solenne e lenta
E poi ne fece sgorgare una allegra;
E molti furono i sospiri e le parole d’amore
Che scorsero fra quei due.

Vieni in camera mi, dolce Jack Orion,
Quando tutti saranno a riposare;
Sono una donna fedele alla mia parola,
Sarai un ospite ben gradito.

Ripose il violino in una tela verde
E, com’è vero Iddio, era un uomo felice;
Poi corse via a casa sua
E disse, Tom, vieni qui da me

All’alba, quando i galli avranno cantato
E ben sbattuto le loro ali,
Sono stato invitato a entrare da quella dama
Per distendermi al suo fianco.

Giaci pure nel tuo letto, caro padrone,
E dormi quanto più puoi;
Farò buona guardia e ti sveglierò
Tre ore prima che faccia giorno.

Invece si alzò, quell’indegno ragazzo,
E indossò i vestiti del suo padrone;
Si mise pure un colletto al collo,
Sembrava proprio un gentiluomo.

Beh, non prese quella bella signora
Sul capezzale e neanche sul letto,
La rovesciò giù sul pavimento
E rapidamente la montò.

Non le diede un bacio né all’arrivo
E neppure quando andò via;
Splendeva la luna come brace
Guizzando dentro e fuori dalla finestra.

Le tue calze sono stracciate, amore,
Hai le guance ispide di barba,
Pieni di nodi sono i tuoi capelli biondi
Che ho visto solo ieri sera.

Le calze sono del mio paggio Tom,
Sono le prime che mi son capitate in mano,
I capelli me li ha annodati il vento
Mentre cavalcavo per la campagna.

Tom prese il violino in mano
E cantò in modo insolente,
Poi tornò alla casa del suo padrone
Il più veloce che poté.

Svegliati, svegliati, mio buon padrone,
Temo che sia quasi l’alba,
Svegliati, svegliati, il gallo ha cantato,
È ora che tu vada.

Allora si alzò veloce Jack Orion,
Si infilò il mantello e le scarpe,
E si mise un colletto al collo,
Era davvero figlio di un signore.

E quando giunse alla camera della signora
Toccò leggermente il battente;
La signora fu fedele alla sua parola,
Si alzò e lo fece entrare.

Oh, lai lasciato qui da me
Il tuo braccialetto o un guanto?
Oppure sei tornato
Per fare ancora l’amore con me?

Jack Orion tirò una bestemmia sanguinosa
Sulla quercia, le ceneri e le amare spine(2):
Disse, Signora, non sono mai stato in casa tua
Dal giorno che sono nato.

Oh, allora è stato il tuo paggetto
Che mi ha ingannata così crudelmente,
Che sventura che il sangue di quel furfante
Scorra dentro al mio corpo.

Allora sguainò un pugnaletto acuminato
Che teneva appeso al ginocchio.

Sui suoi candidi piedi scorse il sangue
Prima che mano la potesse fermare;
E morta giacque sul pavimento della camera
Mentre spuntava il giorno.

Jack Orion corse a casa,
Disse, Tom, ragazzo mio, vieni qua da me.
Vieni qua che ti devo pagare,
E ben pagato tu sarai.

Se io avessi ucciso un uomo stanotte
Tom, io te lo avrei detto;
Ma tu non hai preso una sola vita, stanotte,
Tom, tu stanotte ne hai prese tre.

E allora sguainò la sua spada brunita e lucente
E se la asciugò sulla manica;
Poi troncò la testa a quel ragazzo dappoco
E non chiese il permesso a nessuno.

Si appoggiò la punta della spada al petto
E l’impugnatura a una pietra;
Per la falsità di quel ragazzo bugiardo
Quelle tre vite se n’eran tutte andate.

NOTE
1) lo strumento in origine era l’arpa bardica
così recita la versione del foglio Percy
Glasgerion was a kings owne sonne,
And a harper he was good,
He harped in the kings chamber
Where cappe and candle yoode,
And soe did hee in the Queens chamber
Till ladies waxed wood.
[traduzione italiano tratta da qui]
Glasgerion era l’unico figlio d’un re,
Era un buon suonatore d’arpa;
Suonava l’arpa alla corte del re
Dove passavan calici e candelabri,
E così fece nelle stanze della regina
Facendo impazzire le dame.
2) Cioè sulla quercia con la quale era stata fabbricata la croce di Gesù, sulle sue ceneri e sulle spine della corona.  Per i puritani standard inglesi, anche moderni, si tratta di una bestemmia veramente sanguinosa (Riccardo Venturi)

Il racconto tragico diventa una storiella comica nella versione intitolata Do Me Ama, una fo’c’sle song  dalle origini settecentesche. continua 

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/arpa-celtica.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it#agg229803
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/jackorion.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_67
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jackorio.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=32313
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18386

http://www.dyeinghousegallery.com/tingere-lindaco-ecco-si-fa/
http://www.oikos-group.it/contenuti/colore/colore-e-societa/storia-archivio

MY LAGAN LOVE

Con la stessa melodia, una slow air delicata e malinconica, e due titoli simili si identificano ben tre canzoni.

LA VERSIONE DELLA TRADIZIONE IRLANDESE

Il testo è stato scritto nel 1904 dal poeta di Belfast Joseph Campbell (1879-1944) su una melodia tradizionale irlandese del Donegal. La canzone è stata pubblicata in “Songs of Uladh” di Herbert Hughes e Joseph Campbell, scritta probabilmente nel 1903 durante una vacanza nel nord del Donegal e nella nota si spiega come il brano sia arrivato a lui dalla tradizione orale ottocentesca.

“I got this from Proinseas mac Suibhne who played it for me on the fidil. He had it from his father Seaghan mac Suibhne, who learned it from a sapper working on the Ordnance Survey in Tearmann about fifty years ago. It was sung to a ballad called the “Belfast Maid,” now forgotten in Cill-mac-nEnain”
[Traduzione in italiano: Ho ricevuto questo da Proinseas mac Suibhne che lo ha suonato per me al violino. L’ha avuto da suo padre Seaghan mac Suibhne, che lo imparò da un lavoratore… circa 50 anni fa. Era cantata con una melodia detta Belfast Maid ormai dimenticata.]

E’ la storia di un innamorato e del suo “lily fair” (in italiano bel giglio) dai capelli neri e dagli occhi nocciola che vive lungo le rive del fiume Lagan. L’uomo sbircia dal buco della serratura la vita della donna, che vive da sola con il padre barcaiolo, e nella quarta strofa finalmente anche lei ricambia il suo amore.

Sono le parole, unite alla melodia, ad essere intense, espressione di un amore totalizzante, che rende l’uomo schiavo perchè “love is lord of all“!

Ma nella prima strofa il poeta, noto nazionalista irlandese, dichiara velatamente il suo amore per l’Irlanda! Seosamh MacCathmhaoil cosi come si faceva chiamare il poeta in uno pseudonimo in gaelico, infarcisce il brano di credenze tradizionali preveniente da un mondo rurale idealizzato.

My-Lagan-Love
Illustrazione relativa a My Lagan Love pubblicata in “Songs of Uladh”

LA GUIDA ALL’ASCOLTO

In genere nelle registrazioni in commercio la II strofa è saltata. Ottime registrazioni anche da Anuna in Invocation, Jim McCann in Grace, ma sono tantissimi gli artisti e i gruppi che la propongono.

ASCOLTA Lisa Hannigan & The Chieftains in Voice of Ages, un’interpretazione crepuscolare da pelle d’oca (molto bello anche il video di Leslie Spencer)

ASCOLTA Sinead O’Connor in Sean Nos Nua

ASCOLTA The Corrs in Home


I
Where Lagan(1) stream sings lullaby
There blows a lily fair
The twilight gleam is in her eyes
The night is on her hair
And, like a love sick lennan-shee(2)
She has my heart in thrall
No life have I, no liberty,
For love is lord of all
II
Her father sails a running-barge
‘Twixt Leamh-beag and The Druim(3);
And on the lonely river-marge
She clears his hearth for him.
When she was only fairy-high
Her gentle mother died;
But dew-Love keeps her memory
Green on the Lagan side
III
And sometimes when the beetle’s horn
Hath lulled the eve to sleep,
I steal unto her shieling(4) lorn
And through the door-ring peep,
There on the crickets’ singing-stone(5)
She spares the bogwood fire,
And hums in sad sweet and undertone,
The song of heart’s desire
IV
Her welcome, like her love for me,
Is from her heart within:
Her warm kiss is felicity
That knows no taint of sin.
And, when I stir my foot to go,
‘Tis leaving Love and light
To feel the wind of longing blow
From out the dark of night.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Là dove il fiume Lagan(1) canta una nenia
cresce un bel giglio
il riflesso del crepuscolo brilla nei suoi occhi, la notte sui suoi capelli
e come una fata gelosa(2), malata d’amore,
lei tiene il mio cuore in schiavitù
non vivo più, non sono più libero
che Amore è padrone di ogni cosa
II
Suo padre spinge le vele della chiatta
tra Lamberg e il Drum(3)
e sulla sponda del fiume solitario
lei accudisce la sua casa per lui.
Quando era solo una piccola fata
la sua buona madre morì,
ma l’amore rinverdisce il ricordo di lei con le lacrime, sulla sponda del Lagan.
III
A volte quando il corno del coleottero
ha fatto addormentare la sera cullandola,
io mi avvicino alla sua dimora(4) solitaria
attraverso la soglia sbircio,
là sul focolare dove cantano i grilli(5),
lei che alimenta il fuoco con la legna di brughiera e mormora dolcemente sottovoce la canzone dei desideri del cuore.
IV
Il suo benvenuto, come il suo amore per
me, giunge dal più profondo:
il suo bacio caldo è la felicità
che non conosce la macchia del peccato
e, quando riesco ad andarmene
così lascio Amore e luce
per sentir soffiare il vento della nostalgia
fuori nel buio della notte

NOTE
1) Lagan: fiume che attraversa Belfast, Altri però ritengono che il fiume sia un torrente che sfocia nel Lough Swilly nella contea di Donegal, non lontano da Letterkenny, dove Herbert Hughes raccolto la canzone nel 1903.
2) Lennan-shee – Shide Leannan (lett fata bambino) leman shee  è la fata che cerca l’amore tra gli umani. La fata, che è un essere sia di genere maschile che femminile, dopo aver sedotto un mortale lo abbandona per ritornare nel suo mondo. L’amante si tormenta per l’amore perduto fino alla morte.
Gli amanti delle fate hanno una vita breve, ma intensa. La fata che prende come amante un umano e anche la musa ispiratrice dell’artista che offre il talento in cambio di un amore devoto, portando l’amante alla follia o a una morte prematura.
3) Lambeg è un villaggio tra Lisburn e Belfast e the Drum è il sito di un canale parallelo al fiume in prossimità del ponte che lo attraversa
4) shieling: riparo stagionale di pastori tipo capanno
5) Crickets’ singing-stone: I grilli sono animali portafortuna e sentire il loro canto vicino al focolare era di buon auspicio. Era consuetudine per i novelli sposi portare nella nuova casa una coppia di grilli dalla casa dei genitori.

MY LAGAN LOVE BY CARDER BUSH

ASCOLTA Kate Bush (vedi Hounds of Love ristampa 1997 nelle bonus track) con l’incanto della sola voce

Il testo del fratello non tiene conto di quello di J. Campbell, ma, suggestionato della melodia, parla di Lagan come di una persona che muore ed è rimpianto dalla donna che lo amava.

TESTO DI JOHN CARDER BUSH
I
When rainy nights   are soft with tears,
And Autumn leaves are falling,
I hear his voice on tumbling waves
And no one there to hold me.
At evening’s fall he watched me walk.
His heart was mine.
But my love was young, and felt
The world was not cruel, but kind.
II
Where Lagan’s light fell on the hour,
I saw him far below me-
Just as the morning calmed the storm-
With no one there to hold him.
My loves have come, my loves have gone,
And nothing’s left to warm me,
Save for a voice on the traveling wind,
And the glimpse of a face at morning.
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
Quando le notti di pioggia sono leggere come lacrime,
e le foglie d’autunno cadono,
sento la sua voce nelle onde agitate,
e non c’è nessuno a sorreggermi.
All’arrivo della sera mi guardava passeggiare,
il suo cuore era il mio..
Ma il mio amore era giovane e credeva che il mondo non fosse crudele, ma   buono.
II
Nell’ora in cui la luce è caduta su Lagan,
l’ho visto lontano sotto di me –
proprio mentre il mattino calmava la tempesta – con nessuno lì a prenderlo.
I miei amanti sono venuti, e sono andati
e niente è rimasto per scaldarmi,
eccetto che una voce nel vento vagabondo
e il lampo di un volto al mattino.

THE QUIET JOYS OF BROTHERHOOD

Canzone scritta sulla melodia popolare My Lagan Love da Richard Fariña e interpretata dalla sua compagna Mimi Baez, il brano compare nell’album “Memories” del 1968 pubblicato dopo la morte dello stesso autore in un incidente, subito ripreso dai Fairport Convention (in Liege and Lief -1969)

La poesia richiama una mitica terra dalla natura incontaminata contrapposta alla terra deturpata dalla mano dell’uomo ispirata dalla magica frase “For love is lord of all“.

ASCOLTA Mimi e Richard Fariña

ASCOLTA con la voce magica di Sandy Danny e un violino da brivido

TESTO DI RICHARD FARIÑA
I
Where gentle tides go rolling by
Along the salt-sea strand
The colours blend and roll as one
Together in the sand
And often do the winds  entwine
To send their distant call
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
II
Where oat and wheat together rise
Along the common ground
The mare and stallion light and dark
Have thunder in their sound
The rainbow sign, the blended flood
Still have my heart enthralled
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
III
But men have come to plow the tides
The oat lies on the ground
I hear their fires in the field
They drive the stallion down
The roses bleed, both light and dark
The winds do seldom call
The running sands recall the time
When love was lord of all
TRADUZIONE ITALIANO
I
Dove vanno e vengono soavi le maree
lungo il filo di sale che il mare lascia
i colori si mescolano e si confondono in uno, insieme alla sabbia
E spesso i venti si intrecciano
per inviare il loro richiamo lontano
la gioia e la pace della fratellanza
quando Amore è padrone di ogni cosa
II
Dove avena e grano insieme crescono
nella stessa terra
la cavalla e lo stallone, bianco e nero,
hanno il tuono nei loro nitriti,
la traccia dell’arcobaleno, il flusso delle acque, hanno ancora incantato il   mio cuore.
La gioia e la pace della fratellanza
quando l’amore è padrone di ogni cosa
III
Ma gli uomini vennero a offendere le maree,
l’avena giace a terra
ho sentito i loro spari nel campo
hanno domato lo stallone
la rose muoiono di giorno e di notte
i venti soffiano di rado
il bagnasciuga ricorda quel tempo
quando Amore era padrone di ogni cosa.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5808 http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/quietjoysofbrotherhood.html

PATRICK SPENS

Una ballata dalle antiche origini che riporta un fatto della storia della Scozia, che non trova ancora un chiaro riscontro o perlomeno un riscontro condiviso dagli storici.

La versione più antica si trova in Reliques of Ancient English Poetry di Thomas Percy (1765) e la ballata è riportata con molte sue varianti come Child ballad #58.

Nella sua essenzialità è la cronaca di uno sventurato viaggio in mare che si conclude con un naufragio, ma la caratteristica che rende particolare il racconto è che si tratta di una importante e inderogabile missione per ordine del Re.

Alcuni ricercatori hanno ipotizzano che si trattasse della nave incaricata al trasporto di Margherita figlia di Alessandro III di Scozia data in sposa ad Erik II re di Norvegia; era l’agosto del 1281 e sulla via del ritorno, probabilmente ad autunno inoltrato, la nave affondò al largo delle Isole Ebridi. Oppure che la vicenda si riferisca all’altra Margherita, nota come la “Vergine della Norvegia” figlia dei due, che morì in mare nel settembre del 1290 all’età di 7 anni nei pressi delle isole Orcadi. Ma questa seconda eventualità esclude che il re potesse dare ordini essendo il trono di Scozia vacante.

Altri invece ritengono che il re fosse Giacomo VI, che nell’agosto del 1589 inviò i suoi emissari per il “matrimonio per procura” con Anna di Danimarca. La spedizione che doveva portare la sposa in Scozia fu dispersa in mare a causa di una tempesta e la nave di Anna riuscì a sbarcare sulle coste della Norvegia, altre navi affondarono e una riuscì ad arrivare in Scozia con la triste notizia. A ottobre il re partì personalmente per cercare la moglie e la raggiunse a Oslo il 19 novembre. In questa seconda spedizione era imbarcato anche Sir Patrick Vaus di Barnbarroch che alcuni storici vogliono identificare con il nostro Sir Spens, e quindi lo mettono a bordo della prima più sfortunata spedizione; c’è da sottolineare però che la morte del Lord è riportata a otto anni dopo.

Sull’isola Papa Stronsay (Isole Orcadi) a Knowle Earl c’è una tomba che viene ricordata dagli abitanti del luogo come la tomba di Sir Patrick Spens.

the-shipwreck

La ballata ha numerose varianti e melodie abbinate: quella interpretata da Ewan MacColl ASCOLTA nella versione imparata dal padre è quella più epica!

Un’altra versione collezionate dalla tradizione orale scozzese negli archivi Tobar an Dualchais ASCOLTA

Le due melodie che sono state riprese maggiormente a partire dal folk revival americano degli anni 70 sono sostanzialmente però due: quella dei Fairport Convention e quella di Nic Jones.

ASCOLTA Fairport Convention

La prima release   ufficiale del brano è in Full House   1970 con Dave Swarbrick voce solista (pur essendo uscita una bonus track in Liege & Lief 2002 con la voce di   Sandy Danny, – una versione a mio avviso meno convincente di quella   rilasciata nel secondo Album). Qui in un live del 2012   ascoltabile direttamente dall’album su Spotify.
La melodia è la stessa della ballata Hughie Graeme   (versione di Ewan MacColl)

I
The King sits in Dunfirmline town, drinking of a blood Red wine
“Where can I get a steely skipper
to sail this might boat of mine?”
II
Then up there spoke a bonny boy,
sitting at the King’s right knee
“Sir Patrick Spens is the very best seaman
that ever sailed upon the sea”
III
The King has written a broad letter
and sealed it up with his own right hand
Sending word unto Sir Patrick
to come to him at his command
IV
“An enemy then this must be
who told the lie concerning me
For I was never a very good seaman,
nor ever do intend to be”
V
“Last night I saw the new moon clear
with the old moon in her hair (1)
And that is a sign since we were born
that means there’ll be a deadly storm”
VI
They had not sailed upon the deep a day,
a day but barely free
When loud and boisterous blew the winds
and loud and noisy blew the sea
VII
Then up there came a mermaiden,
a comb and glass all in her hand
“Here’s to you my merry young men
for you’ll not see dry land again”
VIII
“Long may my lady stand
with a lantern in her hand
Before she sees my bonny ship come
sailing homeward to dry land”
IX
Forty miles off Aberdeen,
the waters fifty fathoms deep
There lies good Sir Patrick Spens
with the Scots lords at his feet

Questa versione testuale pur sintetica riprende i tratti più salienti della   ballata: il perentorio ordine del re nel mandare un comandante esperto del   mare in un pericoloso viaggio (o per una missione particolarmente delicata e   della massima importanza); il tentativo di Spens di declinare l'”invito” adducendo il pretesto di non essere l’uomo più adatto per l’impresa; il presagio della luna e l’avvistamento della sirena; l’ultimo pensiero alla moglie che attenderà invano il suo ritorno

TRADUZIONE ITALIANO
I
Sta il Re nella città di Dumferling
bevendo vino, rosso come il sangue:
“Dove lo trovo un capitano d’acciaio
per far salpare questa mia nave?”
II
S’alza a parlare un bel fanciullo
che stava al fianco destro del Re:
” Sir Patrick Spens è di certo il miglior marinaio che conosca il mare   ”
III
Il Re ha scritto una lettera ufficiale
firmandola di sua propria mano
e l’ha mandata a Sir Patrick Spens,
perchè si rimettesse al suo comando.
IV
“Un nemico di certo deve essere,
che ha mentito su di me
perchè io non sono un buon marinaio,
e mai ho preteso di esserlo”
V
“La luna nuova, l’ho vista bene iersera
con quella vecchia tra i capelli;
e questo è da sempre un segno
per indicare una tempesta mortale.”
VI
Non avevano nemmeno navigato sul mare da un giorno, che il vento soffiò forte   e tempestoso,
e il mare si sollevò alto e impetuoso.
VII
Allora venne una sirena
con il pettine e lo specchio tra le mani;
“Ecco a voi, cari giovanotti
non vedrete più la terraferma”.
VIII
“A lungo, la mia sposa starà
con la lanterna in mano
prima di vedere la mia bella nave
veleggiare verso la terraferma”.
IX
Quaranta miglia al largo di Aberdeen
l’acqua è profonda cinquanta metri;
là giace il bravo Sir Patrick Spens,
ed i signori scozzesi ai suoi piedi.

NOTE
1) è opinione dei marinai scozzesi che vedere la sagoma scura della luna nuova con una piccola porzione di falce della luna vecchia sia segno di tempesta. Il verso più ripetuto non è però questo della luna tra i capelli ma:

Late yestreen I saw the new moon,
With the old moon in her arms

che è citato anche da Samuel Taylor Coleridge in “Rime of the Ancient Mariner”

Questa versione testuale è più articolata pur non essendoci riferimenti al periodo dell’anno e al tipo di missione: la missione resta segreta ed è conservata nel testo della lettera recapitata a Sir Patrick mentre si trova sulla spiaggia; nel leggere le prime righe egli si mettere a ridere pensando ad uno scherzo, ma arrivato alla fine della lunga lettera piange per la crudeltà della sorte: il re gli ha affidato una missione ovvero gli ha impartito l’ordine di comandare una nave (qui una piccola flotta di 7 navi) in una stagione inadatta ai viaggi per mare: nella ballata resterà sempre vago il ruolo diplomatico di Spens che più probabilmente è un semplice comandante di vascello e buon marinaio ma non un nobile essendo l’appellativo di Sir un aggiunta gratuita o più tarda (riferita alla nobiltà d’animo e alla sua condotta valorosa).

Pur nella drammaticità della cronaca non mancano ironiche pennellate ai danni della nobiltà scozzese, la prima nella VII strofa, una sorta di “visione” da parte di Spence in cui immagina i Lord preoccupati di bagnarsi le scarpe mentre stanno per annegare, e i loro cappelli piumati galleggiare sull’acqua dopo che la nave è affondata; e nell’ultima strofa in cui l’abisso accoglie i corpi dei nobili.. ai piedi di Spens, in una sorta di giustizia divina.

Magistrale e “cinematografica” come nota Roberto Venturi, la scena delle donne in attesa, che non sanno ancora ciò che è accaduto ai loro sposi: un dolore solo annunciato con la forza evocativa dell’immagine.

Concludo citando le parole di Riccardo Venturi:
“Sir Patrick Spens è da molti anche vista come il contrasto tra il Potere e la Ragione, con il Re che, bevendo il suo prezioso vino, ordina all’esperto marinaio una cosa assurda e pericolosa senza neanche chiedere il suo parere; con i nobili che, in una situazione tanto tragica, altro non pensano che ai loro bei vestiti ed alle scarpe; con i poveri marinai che periscono tragicamente per assolvere al loro dovere. Ma tutto sfuma con un tono dolente, di rassegnazione: così è stato, e così doveva essere.”

MU6
James Archer: The Legend of Sir Patrick Spens, 1870

ASCOLTA Nic Jones in Ballad and Song 1970

La melodia è quella contenuta nei due volumi “Traditional Ballad Airs” pubblicati alla fine del XIX secolo da Dean William Christie, Vol I pag 6 (per scaricare i volumi vedi)

I
The King he sits in Dunfermline town,
A-drinking the blood-red wine;
“O where will I get a fine mariner
To sail seven ships or mine?”
II
And then up spoke a fine young man,
Sat at the King’s right knee: “Sir Patrick Spens is the best mariner
has ever sailed the seas.”
III
So the King has a-written a broad letter,
And signed it with his own hand, And he’s sent it off to Sir Patrick Spens,
a-walking all on the strand.
IV
And the very first line that Patrick he read
a little laugh then gave he,
And the very last line that Patrick read
The salt tears filled his eyes.
V
‘Oh who is he that’s done this deed
And told the King of me?
For never was I a good mariner
and never do intend to be’
VI
“Late yestreen I saw the new moon,
With the old moon in her arms,
And I fear, I fear, a deadly storm
our ship’n she will come to harm.”
VII
O our Scots nobles were licht laith
To weet their cork-heil’d schoone;
Bot lang owre a’ the play wer playd
Their hats they swam aboone.
VIII
“But rise up, rise up my merry men all.
Our little ship she sails in the morn
Whether it’s a-windy, or whether it’s a-wet
or whether there’s a deadly storm”
IX
And they hadn’t been a-sailing a league or more, A league but barely nine.
‘Til the wind and wet and sleet and snow
coming a-blowing up behind.
X
“O where can I get a little cabin boy
to take the helm in hand?
While I go up to the topmast high
and see if I can ‘t spy land”
XI
“Come down, come down Sir Patrick Spens
We fear that we all must die
For in and out of the good ship’s hull
The wind and the ocean fly”
XII
And the very first step that Patrick he took
The water it came to his knees
And the very last step that Patrick he took
They drowned they were in the seas
XIII
And many was the fine feathered bed
That floated on the foam
And many was the little Lord’s son
That never never more came home
XIV
And long long may their Ladies sit
With their fans all in their hands
Before they see Sir Patrick Spens
Come a-sailing along the strand
XV
For it’s fifty miles to Aberdeen shore
It’s fifty fathoms deep
And there does lie Sir Patrick Spens
With the little Lords at his feet

TRADUZIONE ITALIANO
I
Sta il Re nella città di Dumferling
bevendo vino, rosso come il sangue:
“Dove lo trovo un bel marinaio
per far salpare sette delle mie navi?”
II
S’alza a parlare un bel giovanotto
che stava al fianco destro del Re:
” Sir Patrick Spens è di certo il miglior marinaio che conosca il mare   ”
III
Il Re ha scritto una lunga lettera
firmandola di sua propria mano
e l’ha mandata a Sir Patrick Spens,
che camminava sulla spiaggia.
IV
La prima riga che Sir Patrick lesse
scoppiò a ridere proprio di gusto;
ma la seconda riga che lesse,
gli occhi gli si empiron di pianto.
V
“Oh chi è stato a farmi questo,
e a parlato di me al Re?
Perchè io non sono un buon marinaio,
e mai ho preteso di esserlo”
VI
“La luna nuova, l’ho vista bene iersera
con quella vecchia tra le braccia;
e io temo una tempesta mortale
ai danni delle nostre navi.”
VII
Eran restii, quei nobili scozzesi
a bagnarsi i loro tacchi di sughero;
ma prima che tutto fosse finito
i loro cappelli galleggiavan sull’acqua.
VIII
“Ma alzatevi, alzatevi tutti miei bravi uomini
La nostra cara nave naviga dal mattino
sebbene ci sia vento o che sia umido
o che ci sia una tempesta mortale”
IX
E non avevano percorso una lega o poco più di nove che il vento e la pioggia, il nevischio e la neve vennero a soffiare contro
X
“Dove posso trovare un mozzo
che prenda il timone in mano?
Mentre vado sulla coffa
e cercare di avvistare una terra”
XI
“Scendi Sir Patrick Spens
temiamo che moriremo tutti
che dentro e fuori allo scafo della nave
vento e oceano andranno”
XII
E al primo passo che Sir Patrick Spens fece, l’acqua gli arrivò alle   ginocchia
e l’ultimo passo che Sir Patrick Spens fece,
erano annegati nell’oceano
XIII
E molti furono i bei letti di piuma
che galleggiarono sulle onde
e molti furono i figli di Lord
che mai più tornarono a casa
XIV
A lungo, a lungo le   loro spose
li aspetteranno con il ventaglio
prima che vedano Sir Patrick Spens
veleggiare verso terra.
XV
Cinquanta miglia al largo di Aberdeen
l’acqua è profonda cinquanta metri;
là giace il bravo Sir Patrick Spens,
ed i signori scozzesi ai suoi piedi.

Aggiungo all’ascolto ancora due interpretazioni, anche per le varianti
testuali contenute: fu Sir Walter Scott nel suo Minstrelsy of the Scottish Border – Volume 1 a ricamare sul
riscontro storico della cronaca e ad aggiungere i riferimenti alla Norvegia

“To Noroway, to Noroway To Noroway o’er the faem
The king’s daughter o Noroway it’s you must bring her hame.”

“Per la Norvegia
per la Norvegia sulle onde del mare
la figlia del re di Norvegia
devi riportare a casa”

In cui Sir Scott propende per il ritorno in Scozia di Margherita “Vergine della Norvegia” in qualità di nuova regina dopo la morte senza eredi del nonno Alessandro III.

ASCOLTA Jim Malcolm in Home (2002) Melodia di Jim Malcom.
Su Spotify si può ascoltare la versione audio dal Cd

  I
The king sits in Dunfermline town
Drinking the blude-red wine;
“Whare will I find a skeely skipper
To sail this new ship o mine?”
II
And up and spak the eldest knicht (1)
From where he sat by the king’s richt knee;
“Sir Patrick Spens is the best sailor
That ever sail’d the sea.”
III
The king has written a braid letter
And seal’d it with his hand
And sent it to Sir Patrick Spens
Who was walking on the strand.
IV
The first word that Sir Patrick read
So loud, loud laugh did he;
The neist word that Sir Patrick read
The tears blinded his e’e.

Chorus (repeat):
“To Noroway, to Noroway
To Noroway o’er the faem
The king’s daughter o Noroway
it’s you must bring her hame.”

  V
“O wha is this has done this deed
And tauld the king o me
To send us out, this time of year(2)
To sail upon the sea?”
VI
“Be it wind, weet, hail, or sleet
Our ship must sail the faem;
The king¹s daughter o Noroway
‘Tis we must bring her hame.”
VII
“Mak ready all my merry men
our gude ship sails the morn.”
“Alas alack, my master dear,
for I fear a deadly storm.
VIII
I saw the new moon late yestreen
Wi’ the auld moon in her arm;
And if we gang to sea the morn
I fear we’ll come to harm.”

Chorus (repeat)

IX
They hadna sail’d a league, a league
A league but barely three
The darkness grew the wind blew loud
And gurly grew the sea.
X
The ankers brak, the topmast lap
And it was sic a deadly storm:
The waves cam owre the broken ship
Till a’ her sides were sorely torn.
XI
O laith o laith, were our Scots lords
To wet their cork-heel’d shoon;
But lang afore the play was play’d
They wat their hats aboon.
XII
And mony was the feather bed
That flatter’d on the faem;
And mony was the gude lord’s son
That never mair cam hame.

Chorus (repeat)

XIII
O lang, lang may the ladies sit
Wi’ their fans into their hand
Before they see Sir Patrick Spens
Come sailing to the strand.
XIV
Half-owre, to Aberdour
Tis fifty fathoms deep;
And there lies Sir Patrick Spens
Wi’ the Scots lords at his feet.

ASCOLTA Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballads 2013. Su Spotify si può ascoltare l’audio direttamente dal Cd (in un ascolto più ottimale rispetto al video)

I
The king sits in Dumfermline town
Drinking the blood red wine
Where can I get a good captain
To sail this ship of mine?
Then up and spoke a sailor boy
Sitting at the king’s right knee
“Sir Patrick Spens is the best captain
That ever sailed to sea”
II
The king he wrote a broad letter
And he sealed it with his hand
And sent it to Sir Patrick Spens
Walking out on the strand
“To Norroway, to Norroway
To Norway o’er the foam
With all my lords in finery
To bring my new bride home”
III
The first line that Sir Patrick read
He gave a weary sigh
The next line that Sir Patrick read
The salt tear blinds his eye
“Oh, who was it? Oh, who was it?
Who told the king of me
To set us out this time of year(2)
To sail across the sea”
IV
“But rest you well, my good men all
Our ship must sail the morn
With four and twenty noble lords
Dressed up in silk so fine”
“And four and twenty feather beds
To lay their heads upon
Away, away, we’ll all away
To bring the king’s bride home”
V
“I fear, I fear, my captain dear
I fear we’ll come to harm
Last night I saw the new moon clear
The old moon in her arm”
“Oh be it fair or be it foul
Or be it deadly storm
Or blow the wind where e’er it will
Our ship must sail the morn”

VI
They hadn’t sailed a day, a day
A day but only one
When loud and boisterous blew the wind
And made the good ship moan
They hadn’t sailed a day, a day
A day but only three
When oh, the waves came o’er the sides
And rolled around their knees
VII
They hadn’t sailed a league, a league
A league but only five
When the anchor broke and the sails were torn
And the ship began to rive
They hadn’t sailed a league, a league
A league but only nine
When oh, the waves came o’er the sides
Driving to their chins
VIII
“Who will climb the topmast high
While I take helm in hand?
Who will climb the topmast high
To see if there be dry land?”
“No shore, no shore, my captain dear
I haven’t seen dry land
But I have seen a lady fair
With a comb and a glass in her hand”
IX
“Come down, come down, you sailor boy
I think you tarry long
The salt sea’s in at my coat neck
And out at my left arm”
“Come down, come down, you sailor boy
It’s here that we must die
The ship is torn at every side
And now the sea comes in”

X
Loathe, loathe were those noble lords
To wet their high heeled shoes
But long before the day was o’er
Their hats they swam above
And many were the feather beds
That fluttered on the foam
And many were those noble lords
That never did come home
XII
It’s fifty miles from shore to shore
And fifty fathoms deep
And there lies good Sir Patrick Spens
The lords all at his feet
Long, long may his lady look
With a lantern in her hand
Before she sees her Patrick Spens
Come sailing home again

NOTE:

1) quella del vecchio cavaliere è un topico per indicare un consigliere del Re di provata esperienza

2) in questo verso si fa riferimento alla consuetudine, diventata anche legge, di non andare per i mari del Nord da ottobre a febbraio, i mesi più pericolosi per le frequenti tempeste

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch058.htm
http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/sirpatrickspens.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=24503&lang=en
http://sites.williams.edu/sirpatrickspens/the-library/
http://sairam-english-literature.blogspot.it/2009/06/ballad-sir-patrick-spens-poem-summary.html
http://rmangum2001.wordpress.com/2010/05/16/sir-patrick-spens/
http://sites.williams.edu/sirpatrickspens/origins/
http://www.papastronsay.com/island/
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_58
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8429
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=63902

SHE MOVED THROUGH THE FAIR

Il testo originale risale ad una antica ballata irlandese del Donegal, mentre la melodia potrebbe essere di epoca medievale (per la scala musicale utilizzata che richiama quella araba). Del testo esistono molte versioni (strofe aggiuntive, riscrittura dei versi), anche in gaelico, a testimonianza della grande popolarità del brano: Padraic Colum (Padraic Columb 1881-1972) nel 1909 riscrisse le tre strofe iniziali prendendo l’ultimo verso e la melodia da una canzone tradizionale, la canzone venne pubblicata in Irish Country Songs di Herbert Hughes, nella prima stampa però manca la terza strofa aggiunta in un secondo momento.

Il tema è identico alla canzone “Our Wedding Day” cantata con la stessa melodia, qui però la storia si sviluppa con la fuga della ragazza di nome Molly che nonostante prometta al protagonista eterno amore, fugge con un altro. In generale la canzone è conosciuta anche come “The Wedding Song” (vedi testo)

Nella sua essenza la storia narra di una fanciulla promessa in sposa che appare in sogno al suo innamorato. Ma i versi sono criptici, forse perchè sono mancanti quelli che ne avrebbero chiarito il significato; è quello che succede alla tradizione orale (chi canta non ricorda i versi o li cambia a suo piacimento) e la ballata si presta ad almeno due possibili interpretazioni.

LA MORTE

Nelle prime strofe la donna, speranzosa, rassicura l’innamorato che la sua famiglia, nonostante lui non sia ricco, approverà la sua proposta di matrimonio, e loro presto si sposeranno; i due si sono incontrati nel giorno di mercato, e lui la guarda mentre si allontana e, in un’immagine crepuscolare, la paragona ad un cigno che si muove sulle placide acque.

La terza strofa è spesso omessa, ed è a prima lettura di non facile interpretazione: “La gente diceva / “Non si sposeranno mai” / ma uno era il dolore / che non fu mai detto”
il dolore inespresso potrebbe essere la malattia della ragazza (che ne causerà la morte) -data l’epoca probabilmente la tisi, ossia la morte per consunzione– per questo la gente era convinta che il matrimonio non si sarebbe celebrato.
E arriviamo all’ultima strofa, quella rarefatta e sognante in cui il fantasma di lei appare di notte (immagine rafforzata dalla aggiunta della parola dead accanto ad amore) : una figura evanescente che si muove piano senza alcun rumore e che lo chiama presto alla morte (anche lui si deve essere ammalato!).

L’ABBANDONO

L’altra interpretazione del testo (condivisa dai più) vede l’uomo abbandonato dalla donna, perchè fuggita con un altro (o più probabilmente la sua famiglia le ha combinato un matrimonio più vantaggioso, non essendo il pretendente amato da lei abbastanza ricco). Ma il suo amore per lei è così grande che, anche se lui proseguirà la sua vita sposandosi con un’altra, continuerà a sentirne la mancanza.
I versi relativi al dolore inespresso vengono quindi interpretati come la mancata confidenza alla moglie di essere ancora, e per sempre, innamorato della sua prima fidanzata.
La strofa finale diventa l’epilogo della sua vita, quando vecchio e in punto di morte, vede il suo amore apparirgli accanto, il suo vero amore, che lo consola e lo chiama perchè presto si ricongiungeranno nella morte (un’ipotesi più prosaica è che sogni di loro due da giovani, ancora promessi sposi).

Come si vede entrambi le ricostruzioni sono adattabili ai versi, ammirevoli e affascinanti proprio per la loro scarna essenzialità (un ermetismo ante litteram?): nessuna autocommiserazione, nessun dolore sbandierato, ma la semplicità di un amore così grande, che pochi ricordi passati insieme possono bastare per riempire una vita.

Un’unica, forte, immagine elegiaca, di lei candido cigno che incede nel crepuscolo, anticipazione del suo passaggio fugace sulla terra. Il brano è un lament dalla tristezza infinita e sono moltissimi i musicisti che lo hanno interpretato, ricreando quell’atmosfera rarefatta, spesso delineata con il delicato suono dell’arpa.

Del testo esistono molte versioni Loreena McKennitt
ad esempio ne canta una leggermente diversa (vedi) da quella standard

Moya Brennan (ossia Máire che si è decisa a inglesizzare il suo nome, visto che tutti lo pronunciavano non tenendo conto dell’accentazione gaelica) con Cormac De Barra all’arpa in Against the wind

Cara Dillon in Hills of Thieves, 2009 (nel video live con Solas)

In queste versioni la III strofa è mancante
ASCOLTA Fairport Convention 1969
ASCOLTA Irish Roses
Una giovanissima Sinead O’Connor che ha così intensamente espresso la strofa finale, quasi sussurrata (lei cambia il soggetto in chiave femminile)

  VERSIONE DI MOYA BRENNAN
I

My young love said to me,
“My mother(1) won’t mind
And my father won’t slight you
for your lack of kind(2)”
she stepped away from me(3)
and this she did say:
“It will not be long, love,
till our wedding day”
II
She stepped away from me
and she moved through the fair
And fondly I watched her
move here and move there
And then she turned homeward
with one star awake(4)
like the swan in the evening(5)
moves over the lake
III
The people were saying
“No two e’er were wed”
for one has the sorrow
that never was said(6)
And she smiled as she passed me
with her goods and her gear
And that was the last
that I saw of my dear.
IV
Last night she came to me,
my dead(7) love came
so softly she came
that her feet made no din
and she laid her hand on me
and this she did say
“It will not be long, love,
‘til our wedding day”
TRADUZIONE ITALIANO
I
Il mio giovane amore mi disse:
“A mia madre non importerà,
e mio padre non ti disdegnerà
per la tua mancanza di proprietà”,
e si allontanò da me
ed ecco cosa mi disse,
“Non manca molto, amore
al nostro matrimonio”.
II
Si allontanò da me,
attraverso il mercato
e con amore la seguii con gli occhi   mentre si spostava di qua e di là.
Poi si diresse verso casa,
c’era una sola stella nel cielo,
e lei mi parve un cigno
che si muove sulle acque del lago.
III
La gente diceva
“Non si sposeranno mai”
ma uno era il dolore
che non fu mai detto
e lei mi sorrise mentre passava
con le sue merci e la sua andatura
che fu l’ultima cosa
che vidi del mio amore
IV
Stanotte venne da me,
il mio amore defunto,
venne da me così piano
che i suoi piedi non fecero alcun rumore,   e pose la mano su di me
ed ecco cosa mi disse,
“Non manca molto, amore
al giorno del nostro matrimonio”.

NOTE
1) nella poesia di Padraic Colum sono i fratelli al posto della madre e i genitori al posto del padre
2) kind – kine: termine di difficile definizione, si può intendere come “ricchezza” o “proprietà” nel senso di beni in natura, per il tempo in questione poteva trattarsi di bestiame (kine che si scrive in modo simile) perciò the lack of kind potrebbe essere un termine colloquiale nel linguaggio anglo-irlandese per indicare “la mancanza di sostanza”. Altri interpretano la parola come “parenti” ovvero il protagonista è orfano o dalle origini oscure
3) in altre versioni she laid her hand on me
4) la stella della sera che compare prima di tutte le altre è il pianeta Venere
5) in the evening è riferito al momento in cui i due si separano
6) the sorrow that never was said: la donna era malata o è una mancata confidenza?
7) alcuni interpreti omettono la parola propendendo per la versione del sogno, oppure dicono “my dear love” o “my own love” o anche “my young love”

IL CIGNO E IL SUO SIMBOLISMO
Il cigno è uno degli animali maggiormente rappresentati nella cultura celtica, effigiato su diversi oggetti e protagonista di numerosi racconti mitologici. continua

FONTI
http://thesession.org/tunes/4735
http://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-moves-through-the-fair-meaning-and-interpretation-part-1/
http://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-moves-through-the-fair-modern-lyrics-and-variations/
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/shemovesthroughthefair.html

TAM LIN

a sidheLa ballata del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo , ci sono molte varianti del nome Tom Line, Tom Linn, Tamlin, Tomaline Tam-line e Tam Lane come moltissime sono le varianti testuali. Una melodia dal nome “Young Thomlin” è del 1600, ma gli storici riallacciano l’origine della ballata al XIII secolo. La ballata è stata trascritta da Robert Burns nel 1792 (in Johnson’sMuseum) e costituisce una delle varianti collezionate da Francis James Child in “The English and Scottish Popular Ballads

La storia è narrata anche come fiaba e ha mantenuto molti riferimenti alle leggende celtiche più antiche, la versione attualmente accreditata è quella per bambini, ma la storia di Tam Lin è molto più complessa e oscura.

janetI protagonisti della storia sono due: la giovane nobildonna di nome Janet o Margaret, che all’arrivo della Primavera decide di andare nel bosco a raccogliere i fiori e resta incinta dell’elfo; Tam Lin il giovane cavaliere prigioniero delle fate che desidera fuggire per ritornare al mondo degli uomini.
A leggere tra le righe sembra che l’uomo sia stato sottoposto a una specie di apprendistato magico e che si trovi a vivere come dire “in prova” nel bosco sacro: solo dopo sette anni apparterrà definitivamente al mondo delle fate e perderà la sua umanità (storicamente Tamlane è stato identificato come figlio di Randolph conte di Moray o Murray)

C’è anche un terzo personaggio della storia, la Regina delle Fate, che compare nella seconda parte: per lo più considerata in modo neutro e in alcune versione vista in chiave negativa.

Nella tradizione popolare celtica le fate vivono raggruppate per regni ognuno con il suo tumulo o collina fatata come “castello” in cui vivono allegramente tra feste, musica e balli. La loro dimensione spaziale e temporale è diversa dalla nostra e possono camminare tra di noi senza essere visti. Si muovono velocemente nell’aria e mutano forma a piacimento, non è chiaro però se siano immortali. E’ importante non offendere queste creature fatate con comportamenti azzardati o sciocchi perché possono essere molto vendicative.
A volte sono considerati spiriti della natura e guardiani di alcuni luoghi, alberi o sorgenti e laghetti incontaminati. (continua)

I LUOGHI
La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow

borders

1 bosco di Carterhaugh
2 pozzo di Tam Lin (oggi contrassegnato da una targhetta): le sorgenti spontanee sono delle entrate nel mondo delle fate e principalmente un dono della madre terra. Oltre alle proprietà curative si riteneva che queste acque magiche portassero fertilità alle donne sterili. Anticamente si gettavano monete, amuleti ed oggetti vari in questi pozzi sacri (il pozzo dei desideri delle fiabe). Tam Lin vive proprio nel pozzo e compare solo quando si colgono le rose che presumibilmente vi crescono accanto (l’elfo delle Rose).
Attualmente la sorgente naturale è incanalata in un tubo ed è raccolta da una piccola vasca di pietra, ma è documentata dalla Commissione Reale sui monumenti storici e antichi della Scozia che un tempo qui doveva esserci un avvallamento con il pozzo (vedi). La leggenda locale narra che il giovane Tamlane era a caccia, ma cadde da cavallo e venne rapito dalla Regina delle Fate per essere trasformato in elfo custode del pozzo.
3 ponte dove la donna si apposta per vedere il passaggio della schiera fatata. E’ noto che solo in periodi particolari dell’anno è possibile vedere le fate e solo in posti particolari che sono una via di mezzo o un confine come ad esempio i ponti
4 Vecchio Mulino (altro alternativo luogo dell’incontro)
5 Newark Castle: secondo Sir Walter Scott il castello di Janet è quello di Newark già all’epoca un “rudere romantico” che sovrasta il fiume Yarrow.
6 Aikwood (altra possibile alternativa del castello di Janet)

PRIMA VERSIONE
Anche se non è espressamente citato il mese di Maggio è del tutto evidente che il periodo in cui si incontrano la bella Janet e l’elfo è quello primaverile, essendo fiorite le rose: per la verità è un po’ insolito che in un bosco selvatico crescano dei cespugli di rose, ma qui siamo nel regno delle fate -che amano le rose- e quindi le fanno crescere dove vogliono (ce la possiamo però immaginare nella varietà di rosa canina).
Tutta la prima parte della ballata è una chiara allusione alla prima esperienza sessuale, volontariamente ricercata dalla fanciulla che si addentra nel bosco sacro: la rosa è anche “la rosa delle rose” femminile e il mantello che copre il pudore della donna (e rappresenta la protezione paterna) deve essere lasciato in pegno e quindi perso, non concordo perciò con le interpretazioni che vedono il rapporto tra i due come una violenza da parte maschile, anzi ci sono tutti i segni di un antico rituale di iniziazione sessuale.
Il rapporto sessuale tra i due qui non è esplicitato, ma il padre dopo un po’ si accorge della gravidanza della figlia ed ella rivendica con orgoglio la paternità all’elfo non accettando nessun altro matrimonio riparatore.
Nella seconda parte è arrivata la stagione dell’Inverno, durante la festa celtica di Samain, e ci sono le prove che Janet deve superare per liberare l’elfo, le illusioni della regina delle fate che le faranno credere di assistere alla trasformazione di Tam Lin in drago (o serpente) e in orso; ma lei dovrà dare prova di coraggio e di grande amore e tenere stretto a sè il cavaliere finchè comparirà nudo tra le sue braccia; allora lo dovrà avvolgere nel suo mantello. In altre versioni lo dovrà gettare nelle acque del pozzo, che qui però non è mai citato.
Un tema simile di trasmutazione in animali è presente nella favola cretese di Thetis e Peleus ovvero i genitori di Achille, e in effetti i due racconti sono simili ma nel mito greco è la donna ad essere una nereide e a trasformarsi prima di poter diventare umana.

StephanieLawTamLin-TheFaeryHostLarge

Nella illustrazione (fiabesca, sognante) di Stephanie Law vediamo il passaggio della schiera fatata sul ponte, ove si distingue il cavallo bianco di Tam Lin. La luna è calante, ma il dettaglio è errato perché la notte di Samain coincide con la luna nuova (la data una volta non era fissa, ma era regolata sul calendario lunare)

La ballata non ha un lieto fine perché la regina delle fate lancia una maledizione mortale sulla donna.

ASCOLTA Fairport Convention in “Fairport’s Sense of Occasion” album (2007) ma la prima versione con Sandy Denny è in “Liege and Lief” del 1969.
Non ci sono parole, semplicemente mitici!

“I forbid you maidens all
that wear gold in your hair (1)
To travel to Carter Hall (2)
for young Tam Lin is there
None that go by Carter Hall
but they leave him a pledge
Either their mantles of green
or else their maidenhead”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she.
She’d not pulled a double rose,
a rose but only two
When up there came young Tam Lin
says “Lady, pull no more”.
“And why come you to Carter Hall
without command from me?” (3)
“I’ll come and go”, young Janet said,
“and ask no leave of thee”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to her father
as fast as go can she
Well, up then spoke her father dear
and he spoke meek and mild
“Oh, and alas, Janet,” he said,
“I think you go with child”
“Well, if that be so,” Janet said,
“myself shall bear the blame
There’s not a knight in all your hall
shall get the baby’s nameFor if my love were an earthly knight
as he is an elfin grey
I’d not change my own true love
for any knight you have”Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she

“Oh, tell to me, Tam Lin,” she said,
“why came you here to dwell?”
“The Queen of Faeries caught me
when from my horse I fell

And at the end of seven years (4)
she pays a tithe to hell
I so fair and full of flesh
and feared it be myself

But tonight is Hallowe’en
and the faery folk ride
Those that would their true love win
at Miles Cross they must buy.
So first let past the horses black
and then let past the brown
Quickly run to the white steed (5)
and pull the rider down
For I’ll ride on the white steed,
the nearest to the town
For I was an earthly knight,
they give me that renown
Oh, they will turn me
in your arms to a newt or a snake
But hold me tight and fear not,
I am your baby’s father.
And they will turn me
in your arms into a lion bold
But hold me tight and fear not
and you will love your child.
And they will turn me
in your arms into a naked knight
But cloak me in your mantle
and keep me out of sight.”
In the middle of the night
she heard the bridle ring
She heeded what he did say
and young Tam Lin did win
Then up spoke the Faery Queen,
an angry queen was she
“Woe betide her ill-farred face,
an ill death may she die”Oh, had I known, Tam Lin,” she said,
“what this knight I did see
I have looked him in the eyes (6)
and turned him to a tree” 

TRADUZIONE ITALIANO IN RIMA tratto da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che avete il capello dorato (1)
all’Argine dei Biancospini (2)
che da Tamlino è abitato
!Chi passa per i Biancospini
un pegno lasciare dovrà:
Il verde mantello che porta
o la sua verginità.
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
all’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può.
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
Ed ecco, le appare Tamlino:
“Donna, non me le toccare!
Perché vieni qui ai Biancospini
se non hai l’invito da me? (3)”
“Io vado dovunque mi pare,
non devo chiederlo a te!”
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori
corre più svelta che può.
Il padre la guarda e le parla,
la voce è un sommesso bisbiglio
“Ahimè mia Giovanna” le dice
“Credo che tu aspetti un figlio.”
“Se è vero” risponde Giovanna
“Io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
Se solo il mio amore
non fosse un elfo verdastro e fatato!
Perché non lo voglio cambiare
con chi è del nostro casato.”Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
All’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può”Tamlino, raccontami” dice
“Perché vivi qui in questo stallo?”
“La Fata Regina mi prese
quando cascai dal cavallo.

Al settimo anno (4) lei deve
pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte:
temo che io sarò quello.

Ma questa è la notte dei Santi
e tu mi puoi ancora salvare,
ché passa il corteo delle fate:
devi a un incrocio aspettare.
Tu lascia passare i cavalli
che han pelo nero o marrone,
Ma quando vedrai quello bianco (5)
tira giù chi è sull’arcione,
perché io sarò il cavaliere
che ti troverai fra le mani:
Il bianco destriero è un onore
solo per gli esseri umani.
Allora sarò trasformato
in drago o serpente fischiante
ma stringimi senza temere,
pensa che sono il tuo amante.
Allora sarò trasformato
in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere,
son il padre del tuo bambino.
Infine sarò trasformato
in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello,
tienimi bene celato.”
Giovanna nella notte fonda
ascolta il corteo scalpitare
fa come Tamlino le ha detto
e lo riesce a salvare.
La Fata Regina si volta
le parla con voce furiosa:
“Tu sia maledetta,
tu muoia di morte assai dolorosa.
Se avessi saputo, Tamlino,
di avere da te questo sdegno
ti avrei trasformato con gli occhi
in un bel pezzo di legno!” (6)

NOTE
1) wear gold in your hair: il traduttore italiano scrive “capello dorato”. In effetti è un po’ strano che il cantastorie si voglia rivolgere solo alle fanciulle dai capelli biondi (anche se nel Medioevo erano “di moda”) ma ricordando quanto già espresso da Giordano Dall’Armellina in merito, sappiamo che era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!) infatti nella strofa successiva si annuncia proprio il rischio di perdere la verginità a causa dell’elfo.
2) Carterhaugh: è una località della Scozia e il pozzo dell’elfo è ancora esistente, qui tuttavia non è mai citato, forse nel tentativo di cristianizzare la storia
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
5) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
6) l’uomo con gli occhi intatti ha mantenuto la conoscenza appresa nel mondo fatato o quantomeno la capacità di vedere ancora le fate (che notoriamente hanno il dono dell’invisibilità).

SECONDA VERSIONE
Questa lunghissima versione è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente la ballata era eseguita nell’antichità. Rispetto alla prima versione si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet: lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nei pressi in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia.

newark
I ruderi di Newark Castle

Quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti la donna non vuole dire il nome del padre e rifiuta di essere data in sposa a qualcuno della corte.
In questa versione ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, ma quando coglie le rose Tam Lin riappare e le rivela di essere stato un uomo anche di un certo rango. Anche in questa versione non viene menzionato il pozzo ma è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)

ASCOLTA Ewan MacColl VERSIONE CHILD#39. Ascoltiamo la ballata così come doveva essere eseguita in epoca medievale, con la sola voce (forse accompagnata dall’arpa bardica) qui in un seducente accento scozzese! Nella sua lunghezza diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine dei bardi.

I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund (8)
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose
As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”

O Haud   yer tongue, ye old grey knicht
And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.

Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”

“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.

Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie

She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.”

“Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”

“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee.(9)

“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.

Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.

The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.

The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win
At Miles Cross they maun bide.”
But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? (10)”
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.”
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.”
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad (11) to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.First put me in a stand o’ milk (12)
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.

The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by
She let them gang their way
But the third company that passed her by
Then he was yin o’ they.

She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.

They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.

Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom

Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me. (13)

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”

TRADUZIONE ITALIANO parzialmente presa da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli
di venire o andare a Carterhaugh
che il giovane Tam Lin vi dimora!Tutte coloro che vanno a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.

Vanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
fino a Carterhaugh procede,
corre più svelta che può.

Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
ed ecco, le appare Tam Lin:
“Donna, non me le toccare!

Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
e perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso?”

Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”

La prese per la mano bianca come giglio (8)
e per la manica verde-erba
e la appoggiò a terra
senza chiederle il permesso

Vanna rimbocca la veste verde
un po’ sopra il ginocchio,
va al palazzo del padre
più veloce che può.
C’erano ventiquattro belle dame
che giocano a palla
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle

Ventiquattro belle dame
giocano agli scacchi;
ecco che viene la bella Vanna
più verde dell’erba.

Parlò un vecchio cavaliere grigio
appoggiato al muro del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio,
la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.

“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
che tu muoia di morte tremenda!
accetta come padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”

Parlò allora il vecchio padre amato
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che dovrai andare via con il tuo bambino.”

“Se con lui devo andarmene, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ signore nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.

Vanna rimbocca la veste verde
che scopre le gambe di un po’,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.

Aveva colto due rose,
una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo di non coglierne più.

“Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi,
per uccidere il bimbo grazioso,
forse, che e’ nato fra noi?”

“Dimmi, dolce Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una cappella,
o hai mai visto i cristiani?” (9)

“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno l’ora
in cui male mi colse:

Si, giunse un giorno l’ora
un giorno freddo e pungente.
tornavamo da caccia
e caddi dal mio cavallo;

La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano
ma quando scadono i sette anni
si paga un tributo all’Inferno.

Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attendere alla croce.””Come riconoscerti, Tam Lin, – lei disse-
come trovare il mio vero amore
in mezzo a tanti cavalieri
fantastici e senza simili?” (10)

“Lascia passare il cavallo nero,
poi lascia passare il morello,
corri al destriero biancolatte
e trascina in terra il cavaliere.

Nella destra avrò un guanto, Vanna,
e la sinistra sarà nuda,
questi sono i segni che ti do
e non temere non mancherò.

La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.

Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in una vipera e un serpente, (11)
ma tienimi stretto, non temere,
sono il padre del tuo bambino.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma tienimi stretto, non temere,
per godere del tuo bel corpo.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
diventerò un nudo cavaliere
coprimi con il tuo manto verde
e nascondimi alla vista.”

Prima mettimi in una tinozza di latte (12)
poi in una d’acqua
e tienimi stretto tra le braccia
sono il padre del tuo bambino

La bella Vanna col manto verde
un po’ alzato sulle ginocchia
va in cerca della croce
più veloce che può

La prima schiera che le passa vicino
dice “no” e la lascia andare
la seconda schiera che passa
la lascia andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passa vicino,
allora egli sarà tra di loro.

Corre lesta verso il cavallo biancolatte
e trascina a terra il cavaliere
getta il suo mantello verde su di lui
e lo nasconde alla vista.

Lo mutarono nel suo abbraccio (11)
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
era il padre del suo bambino.

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
per godere del suo bel corpo

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un nudo cavaliere
lei lo coprì con il tuo manto verde
e lo nascose alla vista.

Lo mise in una tinozza di latte (12)
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto tra le braccia
egli era il padre del suo bambino

Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”

Parlò ancora la Regina delle Fate
da un cespuglio spinoso assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (13)

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno.

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”

NOTE
8) prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
9) lungo giro di parole per sapere se Tam Lin appartenesse al mondo degli uomini
10) il corteo delle fate è descritto in termini di ammirazione.
11) gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità.
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12) sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che comunque doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” potrebbe essere un semplice, anche se più prosaico, secchio).
049
Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto.
In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
E’ curioso come le versioni delle ballate non menzionino il pozzo (contrariamente a quelle della fiaba). Comunque c’è una leggenda nella località in cui si è svolta la storia che vuole vedere due o tre anelli nel bosco di Carterhaugh dove non cresce più l’erba e che stanno a indicare la posizione dei contenitori posti dalla nobildonna. A mio avviso una allusione al cerchio delle fate ovvero ai funghetti che crescono nei prati e nel sottobosco delimitando un cerchio
13) la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, che gli aveva lasciato il suo cuore umano.

TERZA VERSIONE
margaretQuesto testo è stato raccolto nel 1956 dal ricercatore scozzese Hamish Henderson quando incontrò persone nelle Highlands che cantavano questa ballata perché credevano ancora nell’esistenza di fate ed elfi.
In questa versione non ci sono aggiunte significative, ma tutte le strofe acquistano il loro significato compiuto alla luce delle considerazioni già analizzate in precedenza. E’ evidente che si tratta di una versione molto ridotta, rispetto alle settecentesche, che sottolinea gli aspetti più magici.
Margaret è intenta a ricamare (tipica occupazione femminile medievale anche tra le nobildonne ), ma vede i boschi diventare sempre più verdi (she saw those merry green woods growing green), ecco il richiamo sessuale che si risveglia con il risveglio della natura e l’arrivo della primavera; per la donna il richiamo è irresistibile ma solo dopo aver colto le rose delle fate compare l’elfo e l’incontro amoroso sembra alludere ai riti della fertilità che si svolgevano a Maggio per la festa di Beltan.
L’elfo è al comando della regina delle fate rapito molto tempo prima e messo a guardia di un pozzo fatato. Solo ad Halloween, la notte che segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, notte in cui umani e spiriti si incontrano, Margaret riuscirà a resistere agli incantesimi della regina e a liberare l’elfo, perché lui è il padre del bambino che lei porta in grembo e solo il coraggio di lei e il suo amore potranno vincere la magia delle fate.

Lady Margaret, Lady Margaret
Been sewing at a seam,
She looked East, she looked West
And she saw those merry
green woods growing green,
She saw those merry green woods.For she kilted up her petticoats
It’s up to them she ran;
And when she came to those
merry green woods
She pulled those branches down, my dear,
She pulled those branches down.

For it’s there she spied a gentleman
Coming through the wood to her side.
‘O it’s who gave you oh leave my dear
To pull those branches down, my dear,
It’s who gave you oh leave?’

For it’s onst I could pull those trees,
those trees,
It’s onst I could pull those trees.
It’s onst I could pull those trees,
those trees,
All without the leave of you, my dear,
All without the leave of you.

For he catched her by the middle small
He gently laid her down (8);
‘It’s since you’ve got your will of me
Come tell to me your name, kind sir,
Come tell to me your name.’

‘For tomorrow it is new Halloween,
And the quality’s going to ride;
you’ll pass them by at the old millbridge
as they go riding by, my dear,
as they go riding by.’For the first will be is a white-milk steed
And it’s then there’ll be a black;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a snake so large;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a naked man;
You’ll throw your mantle all around
And cry, you’re won, my dear, you’re won,
You’re the father of my child.’

TRADUZIONE ITALIANO di Giordano Dall’Armellina

Lady Margaret era intenta a cucire guardò a est guardò a ovest e vide quei bei boschi verdi diventare più verdi e vide quei bei boschi verdi.

E allora allacciò il suo corpetto e corse verso di loro e quando arrivò a quei bei boschi verdi strappò quei rami, mio caro strappò quei rami.

Ed è là che vide un gentiluomo che veniva per il bosco verso di lei “Chi ti ha dato il permesso, mia cara di strappare quei rami, mia cara chi ti ha dato il permesso?”

“Una volta io potevo strappare da quegli alberi una volta io potevo strappare una volta io potevo strappare da quegli alberi e tutto senza il tuo permesso, mio caro e tutto senza il tuo permesso.”

E allora lui la prese per i fianchi (8) e si stesero a terra. “Dal momento che hai disposto di me allora dimmi il tuo nome, gentile signore dimmi il tuo nome”

“Domani è il nuovo anno e le fate cavalcheranno; passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino mentre loro cavalcano, mia cara mentre loro cavalcano”

“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa, non dovrai avere paura è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

Poi si trasformerà  in un grande serpente; lo terrai per la testa, non aver paura, è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro, ti ho vinto tu sei il padre di mio figlio”.

NOTE:
8) lui la prese per i fianchi e si stesero a terra : l’accoppiamento sessuale è decisamente più esplicito rispetto al “prendere per la mano bianco latte”, ma sempre in codice
ASCOLTA Alice Castle versione live 2003. Gruppo italiano di musica celtica vedi sito e anche in questa versione live del 2007 ASCOLTA

VERSIONE DI ALICE CASTLE (melodia di Sal Russo)
Lady Margaret, Lady Margaret was sewing at a seam
she saw those marry green woods it’s up to them she ran
For it’s there she spied a gentleman coming to her side
for he catched her by the middle small he gently laid her down. (8)

“It’s since you’ve got your will of me
come out tell to me your name”
Tomorrow it’s new Halloween and the quality’s going to ride
you’ll pass them by at the old millbridge”

chorus: She was those marry green Woods it’s up to them she ran
she pulled those branches down, my dear
“Oh it’s who gave you leave, it’s who gave you leave
to pull those branches down my dear”

“At first will be white milk-steed and then there’ll be a black
one you’ll hold his head, the next will be is a snake so large
you’ll fear no ill you’ll hold his head.
And next will be is into a naked man you’ll throw your mantle all around
and cry, you’re won, my dear, and cry you’re won you’ll be the father of my child”

chorus
For it’s once I could I could pull those trees.
All without the leave of you, my dear

TRADUZIONE ITALIANO
Lady Margareth era intenta a ricamare e vide quei bei boschi verdi e corse verso di loro. Laggiù vide un gentiluomo che veniva verso di lei e la prese per i fianchi e si stesero a terra. “Poiché è stata fatta la tua volontà allora dimmi il tuo nome” Domani è il nuovo anno e le fate sfileranno in corteo passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino”.E lei corse per quei boschi verdi e corse verso di loro strappò quei rami, mio caro “Chi ti ha dato il permesso di strappare quelle rose mia cara?”“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa poi si trasformerà in un grande serpente, non aver paura, lo terrai per la testa. La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro tu sarai il padre del mio bambino”

ASCOLTA Anne Briggs in Young Tambling – 1971 con la sola melodia della voce, così come era tramandata dai traveller. Qui il testo è assemblato con una tecnica tipicamente applicata nelle lunghe ballate per memorizzarle più facilmente: l’ultima frase della strofa è ripetuta due volte.

Anne Briggs – Young Tambling

1.
Lady Margaret, Lady Margaret,was sewing at her seam
And she’s all dressed in black.
And the thought come in her head to run in the wood
to pull flowers to flower her hat, me boys,
to pull flowers to flower her hat.
2.
So she hoisted up her petticoats a bit above the knee
And so nimbly she’d run o’er the ground.
And when she come in the merry greenwood,
Well, she pulled them branches down, me boys,
Well, she pulled them branches down.
3.
Suddenly she spied a fine young man,
He’s standing by a tree.
He says, “How dare you pull them branches down
Without the leave of me, my dear,
Without the leave of me?”
4.
Well, she says, “This little wood, oh, it is me very own,
Me father gave it to me.
I can pull these branches down
Without the leave of thee, young man,
Oh, without the leave of thee.”
5.
And he took her by the milk-white hand
And by the grass-green sleeve,
He pulled her down at the foot of a bush,
And he never once asked her leave, me boys,
No, he never once asked her leave.
6.
And when it was done she twist about
To ask her true-love’s name.
But she nothing heard and she nothing saw
And all the woods grew dim, grew dim,
And all the woods grew dim.
7.
There’s four and twenty ladies all in the land
and they’re all playing at chess.
Except it was the Lady Margaret
And she’s green as any glass, me boys,
Oh, she’s green as any glass.
8.
And there’s four and twenty ladies all in the land
Grow as red as any rose.
Except it was the Lady Margaret,
She’s pale and wan, me boys,
Oh, pale and wan she goes.
9.
Up then spoke the little servant girl,
She lift her hand and smiled,
Says, “I think my lady has loved too long
And now she goes with child, me dears,
Oh, and now she goes with child.”
10.
Up then spoke the second serving girl
“Oh, ever and alas,” said she,
“But I think I know a herb in the merry greenwood,
It’ll twine thy baby from thee, madam,
It’ll twine thy baby from thee.”
11.
So Lady Margaret she got her silver comb,
Made haste to comb her hair,
And then she’s away to the merry greenwood
As fast as she can tear, me boys,
Oh, as fast as she can tear.
12.
And she hadn’t pulled in the merry greenwood
A herb but barely one
When by her stood the young Tambling,
He says, “Margaret, leave it alone,
Oh Margaret, leave it alone.”
13.
“Why d’you pull that bitter little herb,
The herb that grows so grey,
For to destroy that fine young babe
That we got in our play, my dear,
That we got in our play?”
14.
“Well, come tell me now, young Tambling,” she says,
“If an earthly man you be.”
“I’ll tell you no lies,” says young Tambling,
“I was christened as good as thee, me dear,
I was christened as good as thee.”
15.
“But as I rode a-hunting on a bitter, bitter night,
It was from my horse I fell,
And the Queen of Elfland she caught me
In yonder green hill to dwell, to dwell,
Oh, in yonder green hill to dwell.”

16.
“But tonight is Halloween, lady,
The Elven Court will ride.
And if you would your true love win,
By the mill bridge you must hide, me dear,
By the mill bridge you must hide.”
17.
“And first will run the black horse and then will run the brown,
And then race by the white.
You hold him fast and you fear him not,
For he’s the father of your child, my love,
Oh, he’s the father of your child.”
18.
“They’ll turn me all in your arms, lady,
Into many’s the beasts so wild.
But you’ll hold on fast and you fear no ill,
For it’s the father of your child, my love,
It’s the father of your child.”
19.
So Lady Margaret she got her silver comb,
She made haste to comb her hair.
Then she’s away to the old mill-bridge
As fast as she could tear, me boys,
Oh, as fast as she could tear.
20.
And about the dead hour of the night
She heard the bridles ring.
And oh, me boys, it chilled her heart
More than any earthly thing it did,
More than any earthly thing.
21.
And first run the black horse and then run the brown
And then race by the white.
Well, she hold it fast and feared it not,
For it’s the father of her child,
Oh, it’s the father of her child.
22.
The thunder rolled across the sky,
The stars blazed bright as day.
The Queen of Elven gave a thrilling cry,
“Young Tambling’s away, brave boys,
Young Tambling’s away.”
23.
And the very first thing they turned him into
Was a lion that runs so wild.
But she held him fast, she feared him not,
For he’s the father of her child, me boys,
Oh, he’s father of her child.
24.
And the very next thing they turned him into,
It was a loathsome snake.
He says, “Hold me fast and fear me not,
For I’m one of God’s own make, my love,
Oh, I’m one of God’s own make.”
25.
And again they changed him all in her arms
To a red hot bar of iron.
But she held it fast, she feared it not,
And it did to her no harm, no harm,
And it did to her no harm.
26.
And the very last thing they changed him into
Was like any naked man.
She flung her mantle over him,
She cried, “Me love I’ve won, I’ve won,”
Oh, she cried, “Me love I’ve won.”
27.
And the Queen of Elven she called from a bush,
She’s red as any blood.
“I should have tore out your eyes, Tambling,
And put in two eyes of wood, of wood,
And put in two eyes of wood.”

TRADUZIONE ITALIANO

Lady Margaret era intenta a cucire
tutta vestita di nero
e le venne il pensiero di correre nel bosco
di raccogliere i fiori e di decorare il cappello, miei cari,
di raccogliere i fiori e di decorare il cappelloE allora sollevò le sottane un po’ sopra il ginocchio
e corse più agilmente sul terreno
e quando arrivò a quei bei boschi verdi
strappò quei rami, miei cari
strappò quei rami

Ed è là che vide un gentiluomo
che stava in piedi accanto ad un albero
“Chi ti ha dato il permesso, mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”

Beh, dice “Questo piccolo bosco mi appartiene
mio padre me lo ha lasciato.
Io posso strappare i rami
e tutto senza il tuo permesso, mio caro
e tutto senza il tuo permesso.

E allora lui la prese per la mano bianco-latte
e per la manica verde-erba
e si stesero ai piedi di un cespuglio
e lui nemmeno una volta chiese il suo permesso, miei cari
no, nemmeno una volta chiese il suo permesso

Una volta finito lei cercò
di chiedere il nome del suo amante
ma nulla sentì e nulla vide
e tutto il bosco si offuscò
e tutto il bosco si offuscò

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
e giocavano a scacchi
tranne Lady Margaret
e lei è verde come il vetro, miei cari
verde come il vetro.

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
arrossate come una rosa rossa tranne Lady Margaret
e lei è pallida e patita, miei cari
pallida e patita.

Allora parlò la servetta
lei alzò la mano e sorrise
“Credo che la mia signora abbia amato troppo
e adesso aspetta un bambino, miei cari
adesso aspetta un bambino”

Allora parlò la seconda serva
“Ahimè – disse
credo di conoscere un erba nel bosco
per perdere il bambino, signora
per perdere il bambino”

Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli,
e poi andò per il bosco
più veloce che poteva, miei cari

E lei aveva appena preso nel bosco
un erba ma proprio una
che accanto a lai stava il giovane Tambling
“Margaret, lascia stare
oh Margaret lascia stare”

“Perché cogli quella piantina amara
l’erba che cresce così grigia
per uccidere quel bel bimbo
che abbiamo fatto insieme, mia cara
che abbiamo fatto insieme

“Allora dimmi, giovane Tambling
se sei un uomo terreno”
“non ti mentirò” – dice il giovane Tambling
“Sono stato battezzato come te, mia cara
Sono stato battezzato come te”

“Ma mentre correvo per la caccia, o notte triste
caddi da cavallo
e la regina delle fate mi catturò
per farmi dimorare nella collina verde laggiù
per farmi dimorare nella collina verde laggiù”

“Stanotte è il nuovo anno, signora
e le fate cavalcheranno; e se vuoi che l’amore trionfi ti devi nascondere al ponte del Mulino, mia cara ti devi nascondere al ponte del Mulino

“Il primo sarà un cavallo nero e poi ci sarà quello marrone
e poi ce ne sarà uno bianco latte,
lo terrai per la testa, non dovrai avere paura
è il padre di tuo figlio, mia cara
è il padre di tuo figlio.

Il tuono rimbombò nel cielo
le stelle lucevano come se fosse giorno
la regina delle fate gridò forte
“Il Giovane Tambling c’è, cari,
Il Giovane Tambling c’è”

La prima trasformazione
fu in leone che corre selvaggio
ma lei lo tesse forte, senza temerlo
è il padre di suo figlio, miei cari
è il padre di suo figlio.

Poi si trasformò
in un serpente disgustoso;
“Afferrami forte e non temere
che io sono stato fatto dal volere di Dio, mio amore
io sono stato fatto dal volere di Dio.

E ancora si trasformò tra le sue braccia
in una barra di ferro incandescente
ma lei lo tenne forte, senza temerlo,
e non le ha fatto del male
e non le ha fatto del male.

E l’ultima trasformazione
fu in un uomo nudo,
lei gettò il mantello su di lui
e gridò:” Il mio amore ha vinto, mio caro,
e gridò:” Il mio amore ha vinto”

E la regina delle fate gridò da un cespuglio,
rossa come il sangue
“Avrei dovuto strapparti gli occhi, Tambling,
e metterci due pezzi di legno
e metterci due pezzi di legno”

VARIANTI

4PP_DVF_1POCKET_STRAIGHTEDGE3Sono queste combinazioni tra le varianti di Child#39 e parziali riscritture moderne.

Incomincio con l’interpretazione che mi piace di più, la trovo strepitosa, dolce e triste nello stesso tempo, un atmosfera fuori dal tempo ma così attuale. Un folk elegante!

ASCOLTA Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013 sodalizio recente tra i due cantautori americani e speriamo duraturo per la fecondità creativa: cosa possono fare solo due chitarre e due voci, quella maschile appena più scura in secondo piano e quella femminile dal timbro fanciullesco, ma particolare, vibrante da superba narratrice (anche live qui)

I
Janet sits in her lonely room
Sewing a silken seam
And looking out on Carterhaugh
Among the roses green
II
And Janet sits in her lonely bower/
Sewing a silken thread
And longed to be in Carterhaugh /
Among the roses red
III
She’s let  the seam fall at her heel /
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh/
As fast as she can go
IV
She hadn’t pulled a rose, a rose
A rose, but only one
When then appeared him, young Tamlin
Says, “Lady, let alone”
V
“What makes you pull the rose, the rose?
What makes you break the tree?
What makes you come to Carterhaugh
Without the leave of me?”
VI
“But Carterhaugh is not your own
Roses there are many
I’ll come and go all as I please
And not ask leave of any”
VII
And he has took her by the hand
Took her by the sleeve
And he has laid this lady down
Among the roses green
VIII
And he has took her by the arm/
Took her by the hem
And he has laid this lady down
Among the roses red
IX
There’s four and twenty ladies fair /
Sewing at the silk
And Janet goes among them all /
Her face as pale as milk
X
And four and twenty gentlemen /
Playing at the chess /
And Janet goes among them all /
As green as any glass
XII
Then up and spoke her father
He’s spoken meek and mild
“Oh, alas, my daughter
I fear you go with child”
XIII
“And is it to a man of might
Or to a man of means
Or who among my gentlemen
Shall give the babe his name?”
XIV
“Oh, father, if I go with child
This much to you I’ll tell
There’s none among your gentlemen
That I would treat so well”
XV
“And, father, if I go with child
I must bear the blame
There’s none among   your gentlemen
Shall give the babe his name”
XIV
She’s let the seam fall at her hell
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh
As fast as she could go
XV
And she is down among the weeds
Down among the thorn
When then appeared Tamlin again
Says, “Lady, pull no more”
XVI
“What makes you pull the poison rose?
What makes you break the tree?
What makes you harm the little babe
That I have got with thee?”
XVII
“Oh I will pull the rose, Tamlin
I will break the tree
But I’ll not bear the little babe
That you have got with me”
XVIII
“If he were to a gentleman
And not a wild shade
I’d rock him all  the winter’s night
And all the summer’s day”
XIX
“Then take me back into your arms
If you my love would win
And hold me tight and fear me not
I’ll be a gentleman”
XX
“But first I’ll change all in your arms
Into a wild wolf
But hold me tight and fear me not
I am your own true love”
XXI
“And then I’ll change all in your arms
Into a wild bear
But hold me tight and fear me not
I am your husband dear”
XXII
“And then I’ll change all in your arms
Into a lion bold
But hold me tight and fear me not
And you will love your child”
XXIII
At first he changed all in her arms
Into a wild wolf
She held him tight and feared him not
He was her own true love
XXIV
And then he changed all in her arms
Into a wild bear
She held him tight and feared him not
He was her husband dear
XXV
And then he changed all in her arms/
Into a lion bold
She held him tight and feared him not
The father of her child
XXVI
And then he changed all in her arms
Into a naked man
She’s wrapped him in her coat so warm
And she has brought him home

Una variante più mistica quella delle Mediaeval Baebes che si avvalgono di una struttura musicale appoggiata al solo pizzicare sul violino (lo stesso ritmo come gocce d’acqua che cadono) e di qualche effetto “creepy” ma le voci tessono tutta la bellezza della malia

ASCOLTA Mediaeval Baebes in Mirabilis (2005)

What gar’s ye pu’ the rose Janet
What gars ye break the tree
I’ll come and go by Carterhaugh
And ask me leave of thee.

He’s ta’en her by the milk white hand
And by the grass green sleeve
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

A word I winna lie Janet
The truth to thee I’ll tell
My father was a noble knight
And loved hunting well

And on a cold and frosty day
Down from my horse I fell
The queen of fairies she caught me
In yon green hill to dwell

And at the end of seven years
We pay a tiend to hell
I am sae fair and fu’of flesh
I’m feared it be myself

This night is Hallwe’en Janet
When fairy folk moun ride
And they that would their truelove win
At miles cross they must bide

So gloomy gloomy was the night (14)
And eiry was the way
As Janet in her mantle green
To miles Cross she did gae

And then upspke the Fairy Queen
Tam Lin if I had know
I would have pulled out both your eyes
To give you eyes of stone

TRADUZIONE ITALIANO
“Perché raccogli le rose Janet Perché spezzi i rami?”
“Io vengo e vado da Carterhaugh senza chiederti il permesso!”
La prese per la mano bianca come giglio e per la manica verde-erba
e la appoggiò sulla terra delle fate senza chiederle il permesso

Non ti voglio mentire Janet ti dirò la verità
mio padre era un nobil cavaliere ed amava la caccia.
E in un giorno freddo e gelato giù da cavallo caddi
la regina delle fate mi catturò per abitare nella collina verde
ma quando scadono sette anni si paga un tributo all’inferno
sono un uomo così piacevole e forte temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei santi(14), Janet quando le fate cavalcano
e se vuoi che il vero amore vinca devi aspettare alla croce.
Così cupa era la notte e lugubre il cammino
mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.
E allora la Fata Regina si volta “Se avessi saputo Tam Lin
ti avrei strappato i begli occhi grigi e messo al posto due occhi di legno.”

NOTE
14) la notte di Samain coincide con la luna nuova quindi non c’è la luna a rischiarare il cammino

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina

NB al momento non riesco a trovare la versione testuale, ho solo dei frammenti ricostruiti dalla versione più antica di Child, ma alcune strofe sono sostanzialmente diverse, e qui finalmente si parla del pozzo fatato.

ASCOLTA Tricky Pixie in Mythcreant, 2009 interessante arrangiamento di questi tre stravaganti folletti burloni e molto stilosi steampunk di Washington (US) nati nel 2006. Devo dire che io ho una particolare predilezione per il violoncello e quindi non faccio testo! Belle anche le voci (dalle timbriche molto adatte al genere) e l’interpretazione.

refrain:
I forbid ye maidens all
who let fly your lovely hair
to go down to Carterhaugh
for young Tam Lin is thereJanet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s gone to carterhaugh
just as fast as she can go

She’s come to the roses growing
wild she’s pulled a single one
when a wild young man appears
and cries ‘O, lady, let alone!

‘How dare you pull my roses out,
How dare you break my tree
How dare you run in these green woods
Without asking leave of me?’

Says Janet fair ‘this wood’s my own
My father gave it me
And I can pluck myself a rose
Without asking leave of thee.’

Bold as brass, he takes her hand
and color rises to her skin
She looks the young man in the eye
and knows him now for young Tam Lin.

Janet holds her petticoats
well above her dirty knee
and she’s gone to her father’s hall
just as fast as she can hie.

All the ladies of the court
at their play turn red as rose
except for Janet, fainting fast,
green as growing grass she goes

Out then speaks her father dear,
doting, caring, meek and mild.
‘Janet, darling daughter mine,
I fear you go with child.’

‘Father, if I be with child,
be sure myself shall bear the blame.
There’s not a knight within your hall
shall get the baby’s name.

Father, if I be with child,
‘twill prove a wondrous birth
for well I swear it’s not the get
of any mortal man on earth.’

Janet’s tied her kirtle green
When near nine months are gone
And she’s away to Carterhaugh,
To speak with young Tam Lin.

But young Tam Lin will not be found
and Janet’s in despair
to the forest floor she falls
and swift her lover catches her

Janet asks ‘Tam Lin, my love,
why is it in these woods you hide?’
‘The queen of faeries stole me hence,
alas, when I was but a child.

‘My lordly sire was a skillful man
and hunting he loved well
but I was prey for the faerie Queen
when from my horse I fell.

‘Ever since, in yon green hill,
with the Queen I’m bound to dwell
I’d never tire of living there
for Faerie does me well

‘But at the end of seven years,
the queen doth pay a tithe to hell
I am so fair and full of flesh,
I fear ‘twill be myself.’

Tonight’s the night of Halloween,
and the fairy court will ride;
And she that would her true love win
at Miles Cross must bide.”But how shall I thee ken, Tam-lin?
Or how shall I thee know?
Amang a troupe of faerie knights,
The like I never saw?”

First let pass the horses black
then let pass the brown
Run ye to the milk white steed
and pull that rider down.

‘They will change me in your arms
into a deadly adder
but hold me fast and fear me not
I am the baby’s father

‘They will change me in your arms
into a bear or lion bold
but hold me fast and fear me not
I am the father of your child

‘At last they’ll change me in your arms
into a naked knight.
Then cast your mantle over me
and keep me out of sight.’

Gloomy, gloomy, was the night,
And eery was the way,
As Janet in her mantle green
To Miles Cross did hie.

The heavens dressed in baleful black
and all was silent as the grave,
But Janet waited in the dark
Her own true love to save.

Betwixt the hour of twelve and one,
the north wind blew and tore and rent
she heard the elfin bridles ring
upon the wind where e’er it went

Janet stood, with mind unmoved,
The gloomy heath upon,
And louder, louder rang the bells,
As the fairy court came riding on.

And first rode by the night black steeds
and then went by the brown;
then up she ran to the charger pale
and pulled her lover down.

They changed him in her arms to all
the beasts and flames and hateful things,
but she did all that her lover bade
and young Tam Lin she won.

Up then spoke the Faery Queen
An angry queen was she.
‘Woe betide the wretch who’s ta’en
the best knight of Our company.

‘Had I but known, Tam-Lin, she said
What defeat this night I’d see
I’d’ve stolen both thine eyes
and changed thee fast into a tree.

‘Had I but known, Tam-lin, she said
before we left this night to roam,
I’d’ve et thy heart of flesh
and left thee with a heart of stone!’

Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s off to Carterhaugh
as fast as love can go.

TRADUZIONE ITALIANO

ritornello
Attente voi tutte fanciulle che lasciate sciolti i vostri bei capelli di andare a Carterhaug che dal giovane Tam Lin è abitato!

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ al bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

Venne alle rose che crescevano e colse una rosa ed ecco, un giovane appare e grida: “Donna, lascia stare!”

Come osi cogliere le mie rose, come osi spezzare i miei rami. Come osi correre nel bosco senza chiedermi il permesso?”

Giovanna risponde” Questo bosco mi appartiene, mio padre me lo diede e posso cogliere una rosa senza chiederti il permesso”

Scuro come l’ottone lui le prende la mano e il colore arrossa la pelle di lei ella guarda il giovanotto negli occhi e ora sa che lui è il giovane Tam Lin.

Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori corre più svelta che può.

Tutte le dame della corte giocano tra loro arrossate come rose, ma non Giovanna che subito sviene verde come l’erba che cresce

Il padre le parla, la voce bassa,
vecchio, amorevole, mite e dolce
” Giovanna mia cara figlia,
credo che tu aspetti un figlio.”

“Padre se aspetto un bambino
io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.

Padre se aspetto un bambino si mostrerà come una nascita meravigliosa perché ti giuro che non è il risultato di un uomo mortale sulla terra.”

Giovanna indossò il suo verde mantello quando era prossima al nono mese e andò a Carterhaug a parlare con il giovane Tam Lin.

Giovanna chiede “Tam Lin, amor mio perché ti nascondi in questi boschi?” “La Fata Regina mi prese, ahimè, quando ero ancora bambino”

Il mio nobile padre era un uomo esperto e a caccia amava andare,
ma io fui la preda della Fata Regina quando caddi da cavallo”

“Da allora in quella verde collina laggiù con la Regina devo abitare
non mi stanco mai di viverci perché le Fate mi trattano bene

Ma alla fine dei sette anni la regina deve pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte: temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei Santi e la corte fatata cavalcherà,
e se vuoi che il vero amore trionfi all’incrocio devi aspettare.

Ma come ti riconoscerò, Tam Lin? Come potrò riconoscerti?
Tra la schiera dei cavalieri fatati che non ho mai visto?”

“Tu lascia passare i cavalli che han pelo nero o poi quelli marrone,
corri verso quello bianco e tira giù chi è sull’arcione.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in una vipera mortale
ma stringimi senza temere, pensa che sono il padre del tuo bambino.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere, son padre del tuo bambino.

Infine sarò trasformato tra le tue braccia in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello e tienimi bene celato.”

Così cupa era la notte e lugubre il cammino mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.

I cieli vestiti in un funereo velo e tutto era silenzioso come un cimitero, ma Giovanna attese nell’oscurità per salvare il suo amante.

Tra la mezzanotte e l’una il vento del nord soffiò e strappò e se ne andò.
Lei sentì tintinnare le briglie delle fate tra il vento che se n’era andato

Giovanna stette, con la mente fissa, nella fosca brughiera e più forte suonarono le campane mentre la corte fatata a cavallo arrivava

E prima passò il cavallo nero e poi quello marrone poi lei corse verso quello chiaro e tirò giù il suo amante.

Lo trasformarono tra le sue braccia in ogni cosa, le bestie e le fiamme e cose paurose, ma lei fece tutto ciò che era in suo potere e vinse il giovane Tam Lin

Forte allora parlò la Fata Regina e arrabbiata come può esserlo una regina. “Dolore sulla testa di chi a preso il miglior cavaliere della nostra schiera”

Ma se avessi saputo, Tam Lin, che sconfitta questa notte avrei visto
ti avrei strappato entrambi gli occhi e messo al posto due legni.

Ma se avessi saputo, Tam Lin, prima che questa notte finisse
ti avrei strappato il tuo cuore di carne e messo al posto un cuore di pietra”

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ via dal bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

GLASGOW REEL

E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Superpopolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

ASCOLTA Rising Gaael (sublime) un giovane gruppo del Wisconsin (US) nato nel 2004
ASCOLTA Fiddler Green (in una versione rock)
VIDEO

FONTI E APPROFONDIMENTO
Giordano Dell’Armellina:  “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.

http://tam-lin.org/intro.html

http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-39-tam-lin.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/meft/meft33.htm
http://celticanamcara.blogspot.it/2010/03/aos-si-kings-and-queens-of-fairies.html
http://www.howarddavidjohnson.com/fairies.htm
http://faeryfolklorist.blogspot.it/2011/06/tam-lin-carterhaugh.html
http://thesession.org/tunes/248

LE DANZE DEL MAGGIO: TO THE MAYPOLE HASTE AWAY

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John Cousen: Ballando intorno al palo del Maggio in epoca elisabettiana

I pali del Maggio nel XVI-XVII secolo erano molto alti e decorati con ghirlande verdi, nastri o dipinti a strisce bicolori: la tradizione è radicata in Inghilterra, Italia, Germania e Francia.
Nella serie-tv “The Tudors” è stata allestita una Festa del Maggio all’aperto, con i pittoreschi danzatori delle Morris Dance, i loro sonagli e fazzolettini, il tiro con l’arco, la lotta dei galli, le danze con i nastri intorno al palo di maggio, eseguita da leggiadre fanciulle con le coroncine di fiori tra i capelli. La musica in sottofondo è intitolata “Stanes Morris”, nel video seguono due riproduzioni, la prima del gruppo Les Witches, la seconda un po’ più lenta del gruppo The Broadside Band.

Per le istruzioni della danza qui

TO THE MAYPOLE HASTE AWAY

La melodia è abbinata ad un testo in tema, che invita i giovani ad abbandonarsi ad Amore per danzare e cantare intorno al Palo del Maggio
ASCOLTA Sue White
ASCOLTA Fairport Convention

Ascolto completo per:
ASCOLTA Maddy Prior
ASCOLTA Morris On


I
Come, ye young men, come along
with your music, dance and song;
bring your lasses in your hands,
for ‘tis that which love commands.
Refrein:
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday,
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday
II
‘Tis the choice time of the year,
For the violets now appear:
Now the rose receives its birth,
And pretty primrose decks the earth.
III
Here each bachelor may choose
One that will not faith abuse
Nor repay, with coy disdain
Love that should be loved again
IV
And when you are reckoned now
For kisses you your sweetheart gave
Take them all again and more
It will never make them poor
V
When you thus have spent your time,
Till the day be past its prime,
To your beds repair at night,
And dream there of your day’s delight.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Venite, voi giovinetti, venite tutti
con musica, danze e canti
portate le vostre fanciulle per mano
che questo comanda amore
Ritornello
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa.
II
E’ la stagione preferita dell’anno
che le violette ora spuntano:
spuntano i boccioli delle rose
e le belle primule decorano il suolo.
III
Qui ogni cavaliere sceglierà
colei che non abuserà della sua fede,
né ricompenserà, con scortesia
Amore che sarà riamato
IV
E allora voi sarete ricompensati
con i baci della vostra innamorata
prendeteli ancora e ancora
che non vi sembreranno mai abbastanza
V
Così dopo il sollazzo
che il giorno sarà sfiorito
al vostro letto ritornate per la notte
e sognate con gioia del giorno

seconda parte: Joan to the Maypole

FONTI
Traditional Music (con spartito)