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Terre Celtiche Blog

General Taylor: Walk Him Along John

General Taylor” is a sea shanty (aka “Carry him to his burying ground” or ” Walk Me Along JohnnyWalk Him Along John“).
With regard to its origins, there are those who support the English sailors and those who support the African-American slaves. Cecil Sharp collected it from sailor John Short.
Stan Hugill quotes. “[this] comes from the same [gulf port or West Indian] part of the world and in all probability has stemmed from a slave song. As a cotton stowers chant, but to fit the words the tune must have been slightly different from the one I give [from Harding the Barbarian]. Several negro songs exist which point to its origin

General Taylor” è una sea shanty nota anche con i titoli “Carry him to his burying ground” o ” Walk Me Along JohnnyWalk Him Along John“; riguardo alle origini c’è chi parteggia per i marinai inglesi e chi per gli schiavi afro-americani. Cecil Sharp la collezionò dal marinaio John Short.
Scrive Stan Hugill: “proviene dalla stessa parte [del porto del golfo o dell’India occidentale] del mondo e con ogni probabilità deriva da una canzone degli schiavi. Come il canto degli stivatori del cotone, ma per adattarsi alle parole la melodia deve essere stata leggermente diversa da quella data [da Harding the Barbarian]. Esistono diverse canzoni afro-americane che indicano la sua origine

General Taylor sea shanty

Roud 216 ; Ballad Index Hugi078 ; trad.]

Ci sono ben due riferimenti incrociati di questa shanty ad altri canti marinareschi: Santy Ano e Stormalong.

Stan Hugilles quotes: “[R.R.] Terry and [Cecil] Sharp, both of whom had it from the same shantyman, [John] Short of Watchet, Somerset, call it “halyards”, but although I also give it as a halyard song, I am inclined to believe that it must have been used as a capstan song or pump shanty at some time or other, since the last two solos and refrains suggest that they were once sung as a full chorus.

Walk Him Along, John (General Taylor) [78-80] (72-73)
Seán Dagher

scrive Stan Hugill nel libro “Shanties from the Seven Seas”: Terry e Sharp, che ottennero la stessa shanty da John Short di Watchet, Somerset, la classificano come “halyards” ma se anch’io la metto come canzone per le manovre alle vele, credo debba essere usata come canzone al salpa-ancora o anche per il lavoro alle pompe di quando in quando, poichè gli ultimi due solo e i ritornelli suggeriscono che un tempo era cantato come un grande coro”.

RIFERIMENTI
Shanties from the Seven Seas(p72-3),
Shanties from the Seven Seas (complete)(p78-80)
The Way Of The Ship(p148-9)
Naval Songs(p129)

The Longest Johns

General Taylor (1) he’s dead and he’s gone!
Walk him along, Johnny, carry him along!
General Taylor he’s long dead and gone!
Carry him to his burying ground.

Chorus
To me way, hey, Storm and Blow!
Walk him along, Johnny, carry him along!
To me way, hey, Storm and Blow!
Carry him to his burying ground!


We’ll dig his grave with a silver spade!
His shroud of the finest silk will be made.
We’ll lower him down with a silver chain.
On every link, his name is engraved. (2)
Taylor lies low in a salt sea bed
Our hearts, they are sore and our eyes, they are red!

Il generale Taylor è morto stecchito
accompagnalo, marinaio, portalo con te
il generale Taylor è morto stecchito
portalo al suo luogo di sepoltura

Coro
a me via, vento di tempesta
accompagnalo John, portalo con te
a me via, vento di tempesta
portalo al suo luogo di sepoltura

Gli scaveremo la tomba con una spada d’argento
il sudario sarà fatto della migliore seta
e lo caleremo giù con una catena d’argento,
ad ogni anello incideremo il suo nome.
Taylor dorme in fondo al mare salato
i nostri cuori soffrono e i nostri occhi sono arrossati

NOTE e Traduzione italiana di Cattia Salto
1) Il generale Zachary Taylor sconfisse il generale messicano Santa Ana a Buenavista nel febbraio 1847, contribuendo ad assicurarsi il Texas e ad ottenere la California per gli Stati Uniti. Divenne Presidente degli Stati Uniti dopo la guerra con il Messico, ma morì dopo solo un breve periodo in carica. Nelle versioni irlandesi la verità storica viene stravolta ed è Santa Ana ad aver vinto la battaglia di quel giorno  (vedi)
2) al Generale Taylor viene tributato un funerale rituale come a Alfred Bulltop Stormalong il leggendario marinaio; il funerale è l’ultimo addio alla gloriosa era dei grandi velieri, sconfitti sul finire dell’Ottocento dai battelli a vapore.

Il marinaio John Short canta la shanty sia a Cecil Sharp che a RR Terry.

It is surprising, given its widespread popularity in the revival, that this shanty comes only from Sharp and Terry (i.e. Short,) – and of course Hugill had his own Harding the Barbadian version. Sharp’s notes quote Short as saying: “Might be used as a capstan shanty but we mostly used him for pulling” – this would account for the crying-out lines being solo and not chorus!  Short’s text focuses on Stormy himself and, unlike modern sets, fails to mention who General Taylor was and that he beat Santy Anna. The verses which, in the revival, are most frequently sung to this shanty were used by Short for his version of Old Stormey (Mister Stormalong).

Scrivono i curatori del progetto Short Sharp Shanties: “È sorprendente, data la sua diffusa popolarità nel folk revival, che questa shanty provenga solo da Sharp e Terry (via Short,) – e ovviamente anche Hugill aveva la sua versione da Harding the Barbadian. Nelle note di Sharp Short dice: “Potrebbe essere usata come canzone all’argano ma l’abbiamo usata principalmente per l’alaggio” – questo spiegherebbe perchè i versi del lamento siano del solista e non del coro! Il testo di Short si concentra sullo stesso Stormy e, a differenza dei set moderni, non menziona chi fosse il generale Taylor e che abbia battuto Santy Anna. I versi che, nel folk revival, sono più frequentemente cantati in questa shanty sono stati usati da Short per la sua versione di Old Stormey (Mister Stormalong)]”

Sam Lee in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor Vol. 1

General Taylor gained the day
Walk him along, John, carry him along
Oh General Taylor he gained the day
Carry him to the burying ground
Chorus
Oo oo oo you Stormy
Walk him along, Johnny, carry him along
oo-oo you Stormy,
Carry him to the burying ground

General Taylor & Folk Revival

La versione che ha influenzato il folk-revival è quella degli Steeleye Span negli anni ’70 che hanno preso testo e musica da “Shanties from the Seven Seas” di Stan Hugill (1961)

AL Lloyd 1962 (con Ewan MacColl, Alf Edwards, e Dave Swarbrick)
Ma sono i Great Big Sea a riportare alla ribalta la shanty negli anni ’90, trasformandola in un’elegia (sempre sulla melodia di Santiana)
i Great Big Sea -il gruppo più popolare di Terranova- sono del grandi trascinatori di folle, ecco come trasformano il brano durante un live (solo Séan McCann)
Steeleye Span (voce Tim Hart) 1971 -richiamando la registrazione a cappella di AL Lloyd
Fairport Convention in The Bonny Bunch Of Roses 1977 con Dave Swarbrick, Simon Nicol, Dave Pegg, Bruce Rowland
Molto interessante la versione del chitarrista-cantante Richard Thompson (già Fairport Convention negli esordi)
Richard Thompson Son Of Rogues Gallery ‘Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys ANTI 2013


General Taylor gained the day
Walk him along, John, carry him along
Oh General Taylor he gained the day
Carry him to his burying ground
Chorus
To me way hey, you Stormy /Tell me where is Stormy
Walk him along, John, carry him along
To me way hey, you Stormy
Carry him to his burying ground

[Oh I wish I was old Stormy’s son
I’d build a ship ten thousand tons
I’d load her down with ale and rum
And every shellback (1) should have some]
Oh we dig his grave with a silver spade
And his shroud of the softest silk is made
And we lower him down on a golden chain
On every link we’ll carve his name
[General Taylor died long ago
He’s gone where the stormy winds won’t blow]
General Taylor’s dead and gone
General Taylor’s (long) dead and gone
Tell me where you’re Stormy
Tell me where you’re Stormy

Traduzione italiana di Cattia Salto
Il generale Taylor ha ottenuto la vittoria
accompagnalo John, portalo con te
il generale Taylor ha ottenuto la vittoria
portalo al suo luogo di sepoltura/al cimitero
Coro
a me via, ehi tu Stormy /
ditemi dov’è Stormy
accompagnalo John, portalo con te
a me via, ehi tu Stormy
portalo al suo luogo di sepoltura

Se fossi il figlio del vecchio Stormy
costruirei una nave di mille tonnellate.
La stiverei con birra e rum
e tutti i marinai ne avrebbero un po’.
Scaviamo la fossa con una spada d’argento,
il sudario è fatto della migliore seta
e lo caliamo giù con una catena d’argento,
ad ogni anello incideremo il suo nome
il Generale Taylor morì molto tempo fa
è andato dove non soffiano più le tempeste
Generale Taylor è morto stecchito
Il Generale Taylor è morto da un pezzo
Dimmi dove sei Stormy
Dimmi dove sei Stormy

1) shellback è un termine gergale per il marinaio che ha già ricevuto il suo “battesimo del mare”; un rituale d’iniziazione che avveniva quando il veliero attraversava la linea dell’equatore;  coloro che avevano già superato la prova erano soprannominati Shellbacks ovvero i figli di Nettuno; la prova forse iniziata come un momento di divertimento per il morale degli uomini, è degenerata in atti violenti di nonnismo con pratiche degradanti e violente

FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/una-canzone-per-ogni-manovra/
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.com/2011/11/27-28-walk-him-along-john-general.html
https://www.umbermusic.co.uk/SSSnotes.htm
https://genius.com/Storm-weather-shanty-choir-general-taylor-lyrics
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/generaltaylor.html
https://terreceltiche.altervista.org/santy-anna-santy-ano/
https://terreceltiche.altervista.org/stormalong-john/
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=79270
http://www.contemplator.com/sea/stormalong.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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