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BACK HOME IN DERRY

La canzone  fu scritta in carcere da Bobby Sands, (1954-1981) attivista politico di Belfast, nonchè volontario dell’IRA, imprigionato dagli inglesi nel carcere “Maze” a Long Kesh, dove morì dopo un lungo periodo di sciopero della fame.
Una scelta d’amore (Some Mother’s Son) film del 1996 diretto da Terry George: Aidan Gillen e John Lynch nei panni di Gerard Quigley e Bobby Sands

I detenuti politici rivendicavano il status di prigionieri di guerra  (condizione privilegiata rispetto ai comuni prigionieri annullata dopo il marzo 1976): la protesta iniziò prima con il rifiuto di indossare la divisa carceraria, un paio d’anni dopo fu la volta della “protesta delle latrine”, in cui si rifiutavano di usare le docce e l’acqua per lavarsi e imbrattavano le pareti con le loro feci. Ragazzi poco più che ventenni si aggiravano per le celle pallidi ed emaciati. Nel volgere di alcune settimane, sudici e malati, a chi li visitava apparivano irriconoscibili, sinistri come fantasmi. (Luca Galassi )
Ma gli anni passavano sena alcun risultato, infine il 27 ottobre 1980 sette detenuti rifiutarono di nutrirsi arrivando quasi alla morte.
Il secondo digiuno protratto ad oltranza si concluse con la morte  di dieci uomini tra il maggio e l’agosto del 1981.
Lo sciopero della fame dei giovani repubblicani non piegò l’animo di ferro di Margaret Thatcher, che, il 6 maggio dell’81 dichiarò: “Il signor Sands era un criminale, condannato a scontare la sua pena. Ha scelto di togliersi la vita. E’ stata una scelta che la sua organizzazione non ha mai lasciato alle sue vittime”. Parole dure, che spinsero molti alla militanza armata. Anche tra i 100 mila che due giorni dopo seguirono il feretro di Sands fino al cimitero di Milltown, nel cuore cattolico di Belfast. Lo status di prigionieri politici fu riconosciuto ai detenuti di Long Kesh solo il 3 ottobre 1981, quando gli ultimi cinque interruppero lo sciopero della fame su pressione dei loro familiari, dell’esecutivo dell’Ira e di alcuni uomini di chiesa. Insieme alla possibilità di indossare abiti civili, fu concesso loro di tenere le chiavi della propria cella e di muoversi liberamente all’interno del loro blocco ‘H’. (Luca Galassi tratto da qui)
E solo due anni più tardi ci fu una fuga in massa di tutti i detenuti (che esercitarono un loro diritto di prigionieri di guerra, l’evasione)

MARTIRI DELLA LIBERTA’

L’intransigenza degli inglesi che risposero con maltrattamenti e pestaggi, il rifiuto del primo ministro Margaret Thatcher al dialogo, trasformò in martirio il sacrificio di Bobby e dei suoi compagni, e fece accrescere il consenso dell’opinione pubblica al movimento repubblicano; il Sin Féin in seguito crebbe fino a diventare il maggior partito dell’Irlanda del Nord.
Proprio in carcere Sands sviluppò la sua vena poetica e le sue abilità di scrittore e i suoi articoli furono pubblicati dal giornale repubblicano An Phoblacht-Republican News, voce del movimento, con lo pseudonimo di “Marcella”.
Scrisse anche un libro intitolato Un giorno della mia vita.
“Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”.

BACK HOME IN DERRY

Bobby scrisse il testo come una poesia durante lo sciopero della fame in carcere e subito dopo la sua morte già circolava una versione cantata; Christy Moore che si trovava nel Derry per una serie di concerti la sentì in più occasioni e trascrisse il testo, fu lui ad abbinarlo con la melodia  “Wreak of the Edmond Fitzgerald” di Gordon Lightfoot ( in Summertime Dream 1976 album finito subito nella classifica “Billboard 200” i 200 più venduti negli States).
La canzone tratta della deportazione in Tasmania dei rivoluzionari Irlandesi dopo il fallito tentativo insurrezionale anti-inglese guidato da Robert Emmet nel 1803.
L’ultima strofa è certamente autobiografica e la colonia penale in Tasmania è in realtà  The Maze, il labirinto, la prigione di massima sicurezza del Regno Unito costruita proprio nel 1976 con gli H Blocks. La struttura è stata chiusa nel 2000 e demolita in buona parte, l’area è  in attesa di riqualificazione e oggetto di un decennale dibattito per la destinazione a Centro per la Pace
Raymond McCartney ha trascorso 17 anni della sua vita nelle celle di Long Kesh. Nel 1980 rifiutò il cibo per 53 giorni prendendo parte al primo sciopero della fame, quello che si concluse senza morti. Adesso è un parlamentare eletto nelle liste del Sinn Féin e non ha dubbi: “questo è un luogo unico che è già da tempo un’attrazione per i visitatori di tutto il mondo. Noi ex prigionieri repubblicani siamo sempre stati favorevoli a una riconversione che ne massimizzasse il potenziale economico e storico, e favorisse al tempo stesso la riconciliazione. E siamo convinti che per chiudere le ferite del passato vadano rispettate le diversità e le storie differenti di ciascuna parte in causa”. Anche Jude Collins, anziano giornalista di Belfast, la pensa allo stesso modo. “Non c’è alcun rischio che Long Kesh diventi un tempio del terrorismo. D’altra parte, chi fece lo sciopero della fame non è ricordato per quello che aveva fatto prima di finire in carcere. Ai visitatori sarà ricordato lo straordinario coraggio di quei dieci uomini che preferirono morire piuttosto che essere riconosciuti come criminali comuni”. (tratto da qui)

ASCOLTA Christy Moore in Ride On, 1984

ASCOLTA Gary Og & Sean Lyons in Songs of Rebellion


I
In 1803 we sailed out to sea
Out from the sweet town of Derry.
For Australia bound
if we didn’t all drown
And the marks of our fetters were heavy
In the rusty iron chains
we sighed for our weans
Our good women
we left there in sorrow
As the mainsails unfurled,
our curses were hurled
At the English and the thoughts of tomorrow
CHORUS
Oh, I wish I was back home in Derry.
Oh, I wish I was back home in Derry.
II
At the mouth of the Foyle,
bid farewell to the soil
As down below decks
we were lying.
O’Docherty’s scream
woke him out of a dream
By a vision of
bold Robert dying.
The sun burned cruel
and they dished out the gruel
Dan O’Connor was down with the fever
Sixty rebels that day
bound for Botany Bay
How many would reach
there this evening?
III
I cursed them to hell,
as her bow fought the swell
Our ship danced like a moth on the firelight
Wild horses rode high
as the devil passed by
Taking souls into Hades by twilight light
Five weeks out to sea
we were now 43
We buried our comrades each morning
And in our own slime
we were lost in a time,
Endless days without dawning
IV
Van Diemen’s Land
is a hell for a man
To live out his life in slavery
Where the climate is raw
and the gun makes the law
Neither wind nor rain
care of bravery
Twenty years have gone by and I’ve ended my bond
My comrades’ ghosts
walk beside me
Well a rebel I came
and sure I’ll die the same
On a cold winter’s night you will find me.
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Nel 1803 prendemmo il mare
dalla dolce città di Derry (1).
Diretti in Australia,
a meno di non annegar tutti.
Le tracce lasciate dai nostri ceppi erano pesanti,
in rugginose catene di ferro
gemevamo di pena
Lasciammo le nostre brave donne nel dolore
e mentre le vele si spiegavano
urlammo maledizioni
agli inglesi, e le preoccupazioni per il domani
CORO
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
II
Alla foce del Foyle
dicemmo addio al nostro paese
mentre giacevamo
distesi sotto i ponti della nave.
O’Docherty si risvegliò
urlando da un sogno
dove aveva visto
il coraggioso Robert (2) morire.
Il sole bruciava crudele
e ci misero la brodaglia nei piatti,
Dan O’Connor era disteso in preda alla febbre
Sessanta ribelli, quel giorno,
diretti alla baia di Botany (3),
quanti di loro sarebbero
arrivati a sera?
III
Li maledissi a morte
mentre la prua lottava contro l’onda,
la nostra nave ballava come una farfalla (4) alla luce del fuoco
dei cavalli selvaggi caracollavano insieme al diavolo
per portare le anime nell’Ade al crepuscolo
Cinque settimane in mare,
eravamo ora quarantatré
seppellivamo i nostri compagni ogni mattina
Sporchi di fango,
fuori dal tempo,
giorni infiniti senza un’alba
IV
La Tasmania (5) è un inferno per un uomo
per vivere tutta la sua vita in schiavitù
là dove il clima è orrendo
e l’arma è legge
e né al vento né alla pioggia importa del coraggio
Sono passati vent’anni e ho scontato la mia pena
i fantasmi dei miei compagni mi camminano al fianco
sono arrivato da ribelle
e di sicuro morirò ribelle,
mi ritroverete una fredda notte d’inverno.

NOTE
1) Derry/Londonderry è la città lacerata anche nel nome tra Inghilterra e Repubblica d’Irlanda: dal gaelico Doire “bosco di querce” è Derry per i cattolici nazionalisti e Londonderry per i protestanti unionisti, perchè così la chiamarono i coloni britannici nel 1613 volendo riprodurre una novella Londra sul fiume Foyle.
2) Robert Emmet (1778-1803) giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese. Dopo la rivolta del 23 luglio 1803 Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.
3) Botany Bay è l’attuale Baia di Sydney in cui sbarcarono i primi esploratori europei nel 1770, un nome entrato nell’immaginario ottocentesco come sinonimo di Australia.  (vedi)
4) moth è nello specifico una falena; la farfalla che danza nel fuoco potrebbe essere una citazione alla farfalla degli dei, ossia la farfalla dorata simbolo dello spirito del defunto vedi
5) La Terra di Van Diemen (da Anthony van Diemen, governatore generale della Indie Orientali Olandesi tra il 1636 e il1645) oggi è chiamata Tasmania, la grande isola dell’Australia famosa per essere stata una colonia penale inglese dal 1800 al 1856. continua

FONTI
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2013/04/29/long-kesh-lex-carcere-diventa-un-centro-per-la-pace/16185/
http://it.peacereporter.net/articolo/8251/Belfast,+il+labirinto+della+memoria
http://terreceltiche.altervista.org/derry-the-town-i-loved-so-well/
http://terreceltiche.altervista.org/sunday-bloody-sunday/
http://terreceltiche.altervista.org/emigration-songs/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4562&lang=it
http://www.christymoore.com/lyrics/back-home-in-derry/

OLD WOMAN FROM WEXFORD

Esilarante “comic ballad” della tradizione britannica trapiantata in America, che racconta la storia di un uomo il quale con uno stratagemma, uccide la moglie infedele; il tema è trattato in un gruppo di ballate diffuse in Irlanda, Scozia, Inghilterra e America con titoli diversi. La storia è giunta dall’Ottocento in una miriade di versioni e la località di provenienza dei protagonisti varia da Wexford a Belfast, Dublino o Kelso, ma anche Oxford . (prima parte)

MIDOLLO OSSEO IN CUCINA

L’avvio della storia inizia con la donna che si reca dal farmacista per chiedere una medicina o meglio un consiglio, su come fare per rendere cieco il marito e riceve come risposta: cucinagli del midollo osseo. Mentre noi siamo abituati alla preparazione “alla milanese” dell’ossobuco, questa ricetta prevede il consumo del midollo senza la carne, le ossa vengono cotte in acqua o arrostite in forno.
Non è ben chiaro come la signora della ballata lo cucinasse, ma la ricetta dello chef britannico Fergus Henderson mi sembra spettacolare (vedi)

LE VERSIONI IRLANDESI:OLD WOMAN FROM WEXFORD

Questa versione dell’Irlanda Sud-Est è sostanzialmente identica alla storia scozzese (vedi), anzi un po’ più asciutta e mancante di qualche passaggio. Qui possiamo immaginarci che il dottore si inventi uno stratagemma per prendere tempo con la donna e le consigli una ricetta bizzarra, ma che poi avverta il marito del pericolo. Il marito così finge di essere diventato cieco e a sua volta architetta un piano per uccidere la moglie. In questa versione la morale della storia sembrerebbe prendere le parti delle donne.

La canzone è stata divulgata al grande pubblico dai Clancy Brothers e Dubliners
ASCOLTA The Fables


I
Ah, there was an old woman from Wexford, in Wexford town did dwell;
She loved her husband dearly,
and another one twice as well.
With me right foll diddy foll dearo,
and me right foll tour a lee.
II
One day she went to the doctor
some medicine for to find;
She said, “Doctor give me something
for to make the old man blind.”
III
“Feed him eggs and marrowbone(1),
and make him suck them all;
It won’t be very long after, sure,
he won’t see you at all.”
IV
She fed him eggs and marrowbone,
and made him suck them all;
It wasn’t very long after, sure,
he couldn’t see the wall.
V
Says he, “I think I’ll drown myself,
but that might be a sin.”
Says she, “I’ll go to the water,
just to see you don’t fall in.”
VI
The old woman she stepped back
for to have a run and go;
The old man gently stepped aside,
and she went down below.
VII
She swam and swam and swam
until she could no further swim;
The old man grabbed a long,
black pole and pushed her further in.
VIII
Now eatin’ eggs and marrowbone
won’t make the old man blind;
But, if you want to drown him,
you must creep up close behind.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
C’era una vecchia da Wexford
che abitava a Wexford;
lei caramente amava suo marito
e un altro uomo due volte di più
con me a dritto fino a (non-sense)
con me a dritto fino a (non-sense)
II
Un giorno andò dal dottore
per prendere delle medicine
“Dottore datemi qualcosa
che possa accecare il mio vecchio”
III
“Dategli da mangiare uova e ossa con il midollo e fateglieli succhiare tutti
non ci vorrà molto, di sicuro,
prima che non ci vedrà più”
IV
Lei gli diede uova e ossa con il midollo
e glieli fece succhiare tutti
e non ci volle molto prima che
egli non vedesse più il muro
V
“Vorrei annegarmi,
ma temo che sarebbe un peccato”
“Verrò al fiume – lei dice-
solo per vedere che tu non ci cada dentro”
VI
La vecchia fece un passo indietro
per prendere la rincorsa;
e il vecchio  piano si spostò di lato
e lei cadde giù
VII
Lei nuotò e nuotò e nuotò
finchè non riuscì a nuotare più;
il vecchio prese un lungo palo scuro
e la spinse ancora più sotto
VIII
Mangiare uova e ossobuco
non fa diventare cieco un uomo;
ma se lo vuoi annegare
devi stargli più vicino

NOTE
1) In tempi non sospetti di mucca pazza una vecchia barzelletta irlandese raccontava di come mangiare il midollo osseo rendesse ciechi: basta ottenere un brodo facendo bollire delle ossa. Dopo averlo bevuto provate a guardare attraverso il buco tenendo in mano l’osso! Nella pozione malefica oltre al midollo ci sono anche le uova presumibilmente impastate con il midollo.

TIPPING IT UP TO NANCY

Questa versione sempre irlandese è la più dura ed amara, c’è una bel pugno di cattiveria mescolata al pizzico di ironia: il protagonista cornuto si chiama Martin e appena arrivati al fiume è lui per primo a spingerci la moglie dentro, l’ultima strofa è un amara riflessione sulla paternità della prole: dei nove figlioletti nessuno probabilmente è suo! Curiosamente sebbene la canzone provenga dall’Irlanda il ritornello conserva un riferimento topografico alla Scozia.

ASCOLTA Christy Moore in Whatever Tickles Your Fancy (1975) che è diventato uno standard per le versioni successive

ASCOLTA Quilty in I’m Here Because I’m Here, 2001


I
Oh, there’s been a woman in our town
A woman you ought know well
She dearly loved her husband
And another man twice as well
With me right finnickineerio(1)
Me tip finnick a wall
With me right finnickineerio
We’re tipping it up to Nancy
II
She went down to the chemist shop
Some remedies for to buy
Have you anything in your chemist shop
To make me old man blind?
III
Give him eggs and marrowbones
And make him suck them all
Before he has the last one sucked
He won’t see you at all
IV
She gave him eggs and marrowbones
And made him suck them all
Before he had the last one sucked
He couldn’t see her at all
V
If in this world I cannot see
Here I cannot stay
I’d drown myself, “Come on” says she
“And I’ll show you the way”
VI
She led him to the river
She led him to the brim
But sly enough of Martin
It was him that shoved her in
VII
She swam through the river
She swam through the brine
“Oh Martin, dear Martin
Don’t leave me behind”
VIII
“Oh Martin, dear Martin
Don’t leave me behind”
“Yerra shut up outa that ye silly aul fool
Ye know poor Martin is blind”
IX
There’s nine in me family
And none of them is my own
I wish that each and every man
Would come and claim his own
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
C’era stata una donna nella nostra città, una donna che tu dovresti conoscere bene, lei amava tanto suo marito, ma un altro uomo due volte più
con me dritti a Finerio
il mio suggerimento ficcatelo nel muro,
con me dritti a Finerio
la facciamo pagare a Nancy

II
E’ andata dal farmacista
per comprare delle medicine
“Avete qualcosa nella vostra farmacia
che possa accecare il mio vecchio uomo?
III
“Dategli uova e ossa con il midollo
e fateglieli succhiare tutti
e prima che abbia succhiato l’ultimo
non ci vedrà più”
IV
Lei gli diede uova e ossibuchi
e glieli fece succhiare tutti
e prima che ebbe succhiato l’ultimo
lui non ci vide più
V
“Se a questo mondo non posso vedere,
qui non ci voglio stare
Andrò ad affogarmi” “Andiamo – lei dice- e ti mostrerò la strada”
VI
Lei lo guidò fino al fiume
e lo portò fino al bordo
ma quel furbone di Martin
fu lui a spingerla dentro
VII
Lei nuotò nel fiume
nuotò fino a riva
“O Martin, caro Martin
non lasciarmi sotto”
VIII
“O Martin, caro Martin
non lasciarmi sotto”
“Taci povera sciocca
e pazza
lo sai che il povero Martin è cieco”
IX
Ce ne sono nove nella mia famiglia
e nessuno di loro è mio
vorrei che ogni singolo uomo
venga e reclami il proprio

NOTE
1) probabile storpiatura di Fyvio, ovvero Fyvie, il Fife in Scozia, nome che presenta una grande varietà ortografica (Fernario, Finario, Fennario, Finerio ecc.), dalla parola scozzese fen = “palude, pantano, acquitrino. Il termine ricorre in una serie di ballate scozzesi (The Bonny Lass of Fenario o Fyve vedi). Qui indica un luogo dell’immaginario, paludoso, il posto perfetto per far sparire un cadavere.

continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/marrowbones.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/455.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/23/wexford.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/wexford.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/36/bones.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50419
http://sniff.numachi.com/pages/tiMARBONE2;ttMARBONE2.html

TESTI
Marrowbones
Auld Man and the Churnstaff
Tipping It Up To Nancy
Eggs and Marrowbones 4
Old Woman From Wexford
Old Woman From Wexford
Old Woman From Belfast

AVONDALE A SONG FOR PARNELL

La canzone è stata scritta da Dominic Behan (1928-1989), scrittore e drammaturgo irlandese e militante repubblicano, proveniente da una famiglia con forti ideali socialisti.
Sia lui che il fratello entrarono e uscirono di prigione per le loro convinzioni politiche. Dominic fu autore di molte canzoni che cantava egli stesso, mentre le melodie erano prese per lo più dalle arie tradizionali irlandesi, innestandosi così con la sua opera, nel vivo solco della trasmissione orale e conservazione di un immenso patrimonio musicale popolare

La canzone è dedicata a Charles Stewart Parnell (1846-1891), membro della nobiltà protestante anglo-irlandese e uomo politico carismatico che lottò per realizzare la Riforma Agraria in favore dei contadini poveri. Nel 1870 fu tra i fondatori dell’Home Rule Party [in italiano “il partito per l’autonomia“] che si era posto come primo obiettivo  il conseguimento dell’autonomia dell’Irlanda, anche se non era chiaro tra tutti i suoi sostenitori, se si auspicasse un completo distacco dell’Irlanda dal Regno Unito, o solo una  limitata autonomia.
La melodia è un’aria tradizionale dal titolo “The Orange Maid of Sligo

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann)

ASCOLTA Christy Moore 1969

CHORUS
Oh, have you been to Avondale
and lingered in its lovely vale
Where tall trees whisper of
the tale of Avondale’s proud eagle(1).
I
Where pride and ancient glory fade,
such was the land where he was laid
Like Christ(2), was thirty pieces paid,
for Avondale’s proud eagle.
II
Long years that green and lovely vale,
has nursed Parnell, our grandest Gael
And curse the land that has betrayed
Fair Avondale’s proud eagle.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Sei stato ad Avondale
a passeggiare nella sua bella valle
dove alti alberi  sussurrano la leggenda dell’Aquila gloriosa di Avondale(1)?
I
Dove la fama e l’antica gloria tramontano
tale era la terra in cui egli venne deposto
come Cristo(2), furono pagati 30 denari
per l’Aquila gloriosa di Avondale
II
Per lunghi anni in quella verde e bella valle
fu nutrito Parnell il nostro grande celta, maledetta la terra che ha tradito
l’Aquila gloriosa della bella Avondale

NOTE
1) nei canti di protesta e di ribellione era consuetudine identificare il personaggio con uno pseudonimo
2) Cristo e Parnell sono accomunate nel novero delle vittime storiche anche da James Joyce (il quale paragonò Parnell a Mosè: “poiché ha portato un popolo turbolento e instabile dalla vergogna ai confini della Terra Promessa”). Ma il natale di quell‟anno, il 1889, il destino mutò definitivamente per Parnell: il capitano William O’Shea chiese il divorzio alla moglie Katharine, rea di aver commesso adulterio con Parnell. Egli aveva tollerato la faccenda per dieci anni e gli fu addirittura offerto un seggio in parlamento in cambio del silenzio. Il divorzio fu accordato il 17 novembre 1890. Inizialmente Parnell riuscì a tenere le redini del partito e il suo luogotenente Tim Healy affermò fermamente che non si poteva abbandonare il leader in vista della Terra Promessa. Ma ben presto la pressione di Davitt, di Gladstone, dei vescovi cattolici e dello stesso Healy causarono la fine della carriera politica di Parnell. Nel 1891 le sue condizioni di salute peggiorarono drasticamente e dopo alcuni mesi dopo aver sposato Kitty O‟Shea, morì di crepacuore il 6 ottobre 1891. Al funerale del re senza corona parteciparono circa 150.000 persone. (tratto da vedi). Parnell aveva solo 45 anni!

IL GIARDINO D’IRLANDA

avondaleAvondale è una tranquilla città a Wicklow, contea eletta a “giardino d’Irlanda” per i suoi paesaggi; si trova proprio a Sud di Dublino e ne costituisce il polmone verde, un incantato paradiso naturale dominato per la maggior parte dalle Wicklow Mountains, luoghi favoriti dagli amanti dell’escursionismo!!
Ad Avondale si trova la casa natale di Charles Stewart Parnell, una villa georgiana ora sede di un museo a lui dedicato.

FONTI
http://www.irlanda.cc/contea-di-wicklow.html http://ilforumdellemuse.forumfree.it/?t=57057531 http://www.irlandando.it/cultura/storia/nuove-rivolte
http://etd.adm.unipi.it/t/etd-06202011-234944
http://www.storiainpoltrona.com/la-rivoluzione-irlandese-nel-xix-secolo http://www.irlanda.cc/lhome-rule-irlandese.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50601
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23701 http://www.folklorist.org/song/The_Blackbird_of_Avondale_ (The_Arrest_of_Parnell) http://www.historylearningsite.co.uk/charles_stewart_parnell.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=153261 http://www.jstor.org/discover/10.2307/850011?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21104241628977

ONLY OUR RIVERS RUN FREE

“Solo i nostri fiumi scorrono liberi” è una canzone scritta negli anni della “beat generation” per denunciare il perdurare dello stato di discriminazione dei cattolici in terra d’Irlanda, sotto il controllo-dominio inglese. E’ stata scritta da Mickey MacConnell, classe 1947, nei tempi delle proteste civili nell’Irlanda del Nord, era il 1965 e l’anno precedente era iniziata a Belfast la campagna per la giustizia sociale: i conflitti tra le due comunità (quella cattolica e protestante) divamparono alla fine degli anni 60 dando origine al periodo denominato The Troubles, la cosiddetta guerra a bassa densità, un coacervo di violenza e sordi rancori, di marce per la pace e bombe.

La canzone è stata anche tradotta in gaelico irlandese e lo stesso Michey scrive su Mudcat ” The song was largely inspired by the claustrophia of South Fermanagh..I was bought up on the banks of the River Erne near Enniskillen and, I’m a River Man.   It is a song that has taken on more and more significance over the years and I have to admit that I’m very proud of it. I have written quite a lot of other stuff but have to say that “Only Our Rivers Run Free” was the one that attracted all the attention.   Sadly so, in my view.

La canzone è stata divulgata già negli anni 70 dai Planxty e dai Wolfestone

ASCOLTA Christy Moore in una intensa interpretazione live del 1973 al National Stadium di Dublino


I
When apples still grow in November
When Blossoms still bloom(1) from each tree
When leaves are still green in December
It’s then that our land will be free
I wander her hills and her valleys
And still through my sorrow I see
A land that has never known freedom
And only her rivers run free
II
I drink to the death(2) of her manhood
Those men who’d rather have died
Than to live in the cold chains of bondage
To bring back their rights were denied
Oh where are you now when we need you
What burns where the flame used to be
Are ye gone like the snows of last winter
And will only our rivers run free?
III
How sweet is life but we’re crying
How mellow the wine but it’s(3) dry
How fragrant the rose but it’s dying
How gentle the breeze but it sighs
What good is in youth when it’s aging
What joy is in eyes that can’t see
When there’s sorrow in sunshine and flowers
And still only our rivers run free
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Quando i meli ancora matureranno a Novembre,
quando a Dicembre i fiori sbocceranno sui rami
e le foglie saranno ancora verdi,
solo allora  la nostra terra sarà libera;
ho vagato per colline e valli
e ancora con dolore vedo
una terra che non ha mai conosciuto la libertà
e solo i suoi fiumi scorrono liberi
II
Bevo per la morte dei suoi giovani coraggiosi
e a questi uomini che preferirebbero morire,
piuttosto che vivere nelle fredde catene della servitù,
per riavere i diritti che gli sono stati negati,
oh dove sei adesso che abbiamo bisogno di te?
ciò che brucia dove la fiamma dovrebbe essere,
te ne sei andata come la neve dell’inverno passato,
e solo i nostri fiumi scorrono liberi
III
Com’è dolce la vita, ma noi piangiamo,
Com’è succoso il vino seppure è amaro,
Com’è profumata la rosa eppure appassisce,
Com’è lieve la brezza eppure sospira,
che cos’è la gioventù quando sei vecchio
che cos’è la gioia per gli occhi che non possono vedere
quando c’è dolore nella luce del sole e nei fiori
e ancora solo i nostri fiumi scorrono liberi.

NOTE
1) scritto anche come: “When blossoms remain on each tree”
2) il verso è stemperato a volte preferendo usare la parola “depht”
3) scritto anche come “we are”

FONTI
https://loscrignodellapoliteia.wordpress.com/2009/11/25/only-our-rivers-run-free/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=13283
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3042
http://www.mickeymacconnell.com/Page%202.htm
http://www.irish-folk-songs.com/only-our-rivers-run-free-sheet-music.html

LORD BAKER/YOUNG BEICHAN/LORD BATEMAN

Child ballad #53

Una ballata che è in pratica una fiaba in musica, così come nel Medioevo si divulgavano  “le storie romanzate” con i menestrelli e i cantastorie che le cantavano e mimavano .. questa ha un fondamento storico o presunto tale, riportato dai biografi di Thomas Becket (1118-1170), il futuro arcivescovo di Canterbury in merito ai suoi genitori:  il padre quando era giovanotto conobbe una bellezza d’oltremare, ribattezzata con un nome cristiano prima di renderla sua sposa.

batemanLA TRAMA

Una trama che non sfigurerebbe in una moderna serie televisiva! Erano i tempi delle Crociate e dei grandi pellegrinaggi nella Terra Santa e il nostro protagonista partito dalle Isole Britanniche finisce in mano ai Mori (Saraceni) ed è in attesa che qualcuno paghi il suo riscatto; in alcune versioni è messo in prigione perchè si rifiuta d’accettare la religione islamica (vedi).
La bella figlia del Turco innamoratasi del prigioniero, lo aiuta a fuggire con la promessa che quando vorrà prendere moglie, sarà lei la sua sposa. Prima della separazione, i due amanti si giurano eterno amore, e Beichan promette di ritornare entro sette anni; come pegno la fanciulla gli regala l’anello che porta al dito. Nei lunghi anni di separazione, la principessa saracena soffre e si ammala per la depressione, invece il bel Lord si è dimenticato della bellezza orientale: è la ragazza, oramai donna e stanca di aspettare, a prendere l’iniziativa e ad attraversare il mare per riunirsi al promesso sposo, ma giunta in Inghilterra, apprende che il suo Lord sta per convolare a nozze con una pallida bellezza inglese! Allora corre fino al castello dove si festeggiano le nozze, in alcune versioni giunge sotto le mentite spoglie di mendicante.
Ovviamente il lieto fine non può mancare e così la storia si conclude con la ri-unione dei due innamorati!!

plate11

Per molti aspetti la storia richiama un’altra ballata Hind Horn in cui è l’uomo a ritornare dopo anni d’assenza per trovare la sua donna in procinto di sposarsi con un altro uomo.
Il richiamo corre anche ad una novella del Boccaccio “La Novella di messer Torello“(Decamerone, X. 9): a Pavia messer Torello ospita il Saladino facendolo passare per mercante e preparando per lui un sontuoso banchetto; quando arriva il momento di partire per le Crociate dice alla moglie di attendere il suo ritorno per 1 anno, 1 mese e 1 giorno,  oltre i quali potrà risposarsi. Durante la Crociata Torello viene fatto prigioniero, ma riconosciuto dal Saladino è liberato; nel frattempo la moglie è in procinto di sposarsi, Torello si affida ad un negromante del Saladino per ritornare subito a Pavia e impedire il matrimonio della moglie. (vedi)

Il testo è lungo come ogni ballata medievale che si rispetti, incentrato sulla vera protagonista della storia che è un’eroina, forte e determinata. Il protagonista maschile della storia è chiamato  Young Bicham/Beichan  o Baker/Bekie, ma anche Lord Bateman o Lord Ateman. Il professor Child riporta 14 versioni della ballata nota anche con il titolo Lord Bateman, Lord Beichan and Susie Pye, The Turkish Lady; così come per i testi anche la melodia presenta un’ampia serie di variazioni e qui sarebbe arduo proporle tutte sebbene raggruppate, così mi limiterò alla selezione di alcuni ascolti  che ritengo essere più significativi; la ballata è stata anche interpretata da Angelo Branduardi nel già citato lavoro “Il rovo e la rosa“,  2013, nella traduzione italiana della moglie Luisa Zappa

ASCOLTA Angelo Branduardi in Il rovo e la rosa, 2013

Testo: Luisa Zappa Branduardi (tratto da qui): come potete notare le strofe non sono suddivise rigorosamente nella stessa lunghezza metrica e musicale, è questa una caratteristica della musica medievale più antica.


I
Lui era il Lord di queste terre,
era un signore di gran lignaggio
e prese il mare su  una grande nave,
verso paesi sconosciuti.
II
Lui viaggiò ad Est e viaggiò ad Ovest,
fino al freddo Nord e al caldo Sud.
Ma il giorno in cui lui sbarcò in Turchia,
fu catturato e imprigionato
dal fiero Turco che viveva lì.
III
Ed era padre di una figlia sola,
la più bella lady nata in Turchia
prese le chiavi e ingannò suo padre,
rese a Lord Baker la libertà.
IV
Lo so che hai case, tela di lino,
il Northumber s’inchina a te,
ricorderai la ragazza turca
che oggi ti ha reso la libertà?
V
Lo so che ho case, tela di lino,
il Northumber s’inchina a me,
tutto ai tuoi piedi metterò, mia cara,
perché mi hai reso la libertà.”
VI
Lei lo condusse giù fino al porto,
per lui armò una ricca nave,
Ed ad ogni sorso di quel vino rosso
Brindò: “Lord Baker, che tu sia mio!
VII
Ci fu tra loro una promessa
Per sette anni ed ancora sette…
Se non prenderai mai un’altra sposa,
non sarò mai io di un altro uomo.”
VII
E sette anni eran passati
E sette ancora sommati a quelli…
Lei radunò tutti i suoi vestiti,
giurò:” Lord Baker, ti troverò!
VIII
Lei viaggiò ad Ovest e viaggiò ad Est,
sino a che giunse ad un grande palazzo.
Chi c’è, chi c’è?” – si destò il guardiano
Bussa gentile a questa porta?”

IX
È qui che Lord Baker vive? – chiese la lady –Ed ora è in casa il tuo signore?
È qui che Lord Baker vive – replicò il guardiano –E proprio oggi lui prende moglie.”
X
Vorrei un poco di quel loro dolce
Ed un bicchiere di vino rosso,
che si ricordi la bella lady
che là in Turchia lo liberò.”
XI
E corse, corse il buon soldato
Fino ai piedi del suo signore.
Ora alza il capo, mio buon guardiano,
che novità porti con te?
XII
Per te io annuncio un grande evento,
la più bella lady che si vide mai
resta in attesa di carità.
XIV
Porta un anello ad ogni dito,
solo al medio ne porta tre.
E con quell’oro lei può comprare
Tutto il Northumber ed anche te.
Ti chiede un poco del vostro dolce
Ed un bicchiere di vino rosso.
Ricorderai la bella lady
che là in Turchia ti liberò?
XV
Scese la madre della sua sposa:
Figlia mia cara, che sarà di te?
Con me tua figlia non ha mentito,
non ha mai detto d’amare me.
Venne da me con una borsa d’oro (1),
ne avrà in cambio ben trentatrè.”
XVI
Prese la spada tra le sue mani
E poi di fette ne tagliò tre:
una alla madre della mia sposa,
una al mio amore, una per me.”
XVII
Così Lord Baker corse alla porta,
di ventun passi ne fece tre.
Prese tra le braccia la ragazza turca
E baciò il suo amore… teneramente.

NOTE
1) per non mettere il Lord in difficoltà con la promessa sposa inglese il loro rapporto viene ridotto a un contratto d’interesse, la donna sarà ampiamente ripagata per lo scioglimento del contratto.

Le versioni che seguono provengono dall’area Inghilterra-Scozia-America, ma  la ballata si è diffusa in varie parti d’ Europa, la ritroviamo in particolare nei paesi  scandinavi, Spagna e Italia (vedi Moran d’Inghilterra).

ASCOLTA Sinéad O’ConnorChristy Moore in Sean-Nós Nua, 2002

ASCOLTA Planxty 1983


I
There was a Lord who lived in this land/He being a Lord of high degree
He left his foot down a ship’s board
And swore strange countries he would go see.
II
He’s travelled east and he’s travelled west/Half the north and the south also/Until he arrived into Turkey land./There he was taken and bound in prison/ Until his life it grew weary.
III
And Turkey bold had one only daughter/ As fair a lady, as the eye could see/ She stole the key to her Daddy’s harbour/ And swore Lord Baker, she would set free.
IV
Singing, ‘You have houses and you have linen,/All Northumber belongs to thee/ What would you give to Turkey’s daughter/If out of prison she’d set you free?’
V
Singing, ‘I have houses, I have linen,/All Northumber belongs to me/I would will them all to you my darling,/If out of prison you set me free?’
VI
She’s brought him down to her Daddy’s harbour/And filled for him was the ship of fame/And every toast that she did drink round him,/’I wish Lord Baker that you were mine.’
VII
They made a vow for seven years
And seven more for to keep it strong
Saying ‘If you don’t wed with no other woman/I’m sure I’ll wed with no other man.’
VIII
And seven years been past and over
And seven more they were rolling on
She’s bundled up all her golden clothing/And swore Lord Baker she would go find.
IX
She’s travelled East and she’s travelled West/Until she came to the palace of fame/ ‘Who is that, who is that?’ called the young foot soldier (cried the bold young porter)/ ‘Who knocks so gently and can’t get in?’
X
‘Is this Lord Baker’s palace?’ replied the lady/’Or is his lordship himself within?’/’This is Lord Baker’s palace’ replied the porter,
‘This very day took a new bride in.’
XI
‘Well ask him send me a cut of his wedding cake/A glass of his wine that been e’er so strong/And to remember the brave young lady/ Who did release him in Turkey land.’
XII
In goes, in goes, the young foot soldier/Kneels down gently on his right knee/’Rise up, rise up now the brave young porter,/What news, what news have you got for me?’
XIII
Singing, ‘I have news of a grand arrival,/As fair a lady as the eye could see/She is at the gate/Waiting for your charity.’
XIV
‘She wears a gold ring on every finger,
And on the middle one where she wears three,/She has more gold hanging around her middle
Than’d buy Northumber and family.’
XV
‘She asked you send her a cut of your wedding cake/ A glass of your wine, it been e’er so strong,/And to remember the brave young lady/Who did release you in Turkey land.’
XVI (4)
Down comes, down comes the new bride’s mother/’What will I do with my daughter dear?’/’I know your daughter, she’s not been covered/Nor has she shown any love for me.
XVII
Your daughter came with one pack of gold/ I’ll avert her home now, with thirty-three.’/ He took his sword all by the handle/And cut the wedding cake, in pieces three/Singing ‘here’s a slice for the new bride’s mother/A slice for me new love and one for me.’
XVIII
And then Lord Baker, ran to his darling
Of twenty-one steps, he made but three/ He put his arms around Turkey’s daughter/And kissed his true love, most tenderly.
Tradotto da Cattia Salto
I
C’era un Lord che viveva in questo paese, ed era un Lord d’alto lignaggio,
prese il mare a bordo di una nave
e giurò che sarebbe andato a vedere dei paesi sconosciuti (1)
II
Viaggiò ad Est e viaggiò ad Ovest,
fino al  Nord e al Sud.
finchè arrivò in Turchia,
dove fu catturato e imprigionato
e ne ebbe abbastanza della sua vita.
III
Il fiero Turco (2) aveva una sola figlia
la più bella dama che mai si vide,
rubò al padre  la chiave del covo
e giurò che avrebbe liberato Lord Baker.
IV
Dicendo ” Hai case, tela di lino,
il Northumber t’appartiene,
cosa darai alla figlia del Turco
se ti libererà dalla prigione?
V
“Ho case, tela di lino,
il Northumber m’appartiene,
tutto ai tuoi piedi metterò, mia cara,
se mi libererai dalla prigione.”
VI
Lei lo condusse giù fino al porto del padre,
per lui armò una ricca nave,
ed ad ogni sorso che beveva
brindò: “Lord Baker, che tu sia mio!
VII
Ci fu tra loro una promessa (3)
per sette anni ed ancora sette per mantenerla salda
Se non prenderai mai un’altra sposa,
non sarò mai io di un altro uomo.”
VIII
E sette anni eran passati
e altri sette si aggiunsero
lei radunò tutti i suoi vestiti preziosi,
e giurò che avrebbe trovato Lord Baker
IX
Lei viaggiò ad Ovest e viaggiò ad Est,
sino a che giunse ad un grande palazzo.
Chi c’è, chi c’è?– disse la giovane sentinella –
chi bussa con grazia per entrare?
X
È questo il palazzo si Lord Baker  – rispose la lady –Ed ora è in casa il tuo signore?
È questo il palazzo di Lord Baker – replicò il guardiano –
E proprio oggi lui prende moglie.”
XI
Allora ditegli di farmi mandare una fetta del suo dolce
ed un bicchiere del suo vino che non sarà troppo forte
che si ricordi la giovane e audace dama
che in Turchia lo liberò.”
XII
E corse, corse la giovane sentinella
si inginocchiò con grazia ai piedi del suo signore.
Alzati, alzati ora buon guardiano,
che novità, che novità mi porti?
XIII
Per te io annuncio un grande evento,
la più bella lady che si vide mai
è ai cancelli
in attesa della tua carità”.

XIV
Porta un anello d’oro ad ogni dito,
e al dito medio ne porta tre.
Ha più oro intorno al suo dito medio
che potrebbe comprare
 il Northumber e accasarsi.
XV
Ti chiede udi mandarle una fetta del vostro dolce
ed un bicchiere di vino che non sarà troppo forte
e che si ricordi la giovane e audace dama
che in Turchia ti liberò.

XVI
Scese, scese giù la madre della sua sposa:
Che ne sarà della mia cara figlia?
Con me tua figlia non ha mentito,
non ha mai detto d’amare me (5).
XVII
Vostra figlia venne con una borsa d’oro,
la rimanderò a casa ora con ben trentatrè.”
Prese la spada tra le sue mani
e taglio dalla torta nunziale tre fette :
dicendo “una alla madre della mia sposa,
una al mio amore, una per me.”
XVIII
Così Lord Baker corse dal suo amore,
di ventun passi ne fece tre.
Prese tra le braccia la figlia del Turco
e baciò il suo amore teneramente.

NOTE
1) già in apertura si delinea il personaggio, non certo un pellegrino penitente o un mercante medievale, piuttosto un uomo di mondo, uno spirito inquieto. Di certo la ballata si è adattata allo spirito del Settecento e Lord Bateman è molto più simile a Lord Byron
His goblets brimmed with every costly wine,
And all that mote to luxury invite.
Without a sigh he left to cross the brine,
And traverse Paynim shores, and pass earth’s central line. (tratto da qui)
2) il turco è un corsaro o un predone, crudele e spietato
3) strano giuramento o promessa, quella di mantenersi casti per sette anni, proprio mentre i due si sollazzano bevendo vino!!
4) I Planxty invertono le strofe
XVI
He took his sword all by the handle
Cut the wedding cake in pieces three
Singing here’s a piece for Turkey’s daughter
Here’s a piece for the new bride and one for me
XVII
Down comes, down comes the new bride’s mother
“What will I do with my daughter dear?”
“Your daughter came with one bag of gold
I’ll let her to home love with thirty-three”
5) si suppone che il matrimonio non essendo stato consumato possa essere dichiarato nullo

ASCOLTA Chris Wood in The Lark Descending 2005: molto gradevole la modulazione della voce.
Si aggiunge la strofa con l’albero che cresce nella prigione, a cui il Lord viene incatenato
“And in this prison there grew a tree,
It grew so large and it grew so strong;
Where he was chain-ed around the middle
Until his life it-e-was almost gone.”

interessante anche l’arrangiamento del gruppo folk australiano Stray Hens ASCOLTA

LA VERSIONE DEI MONTI APPALACHI

ASCOLTA Elizabeth Laprelle

ASCOLTA su Spotify Custer LaRue (Baltimore Consort) in “The Lover’s Farewell – Appalachian Folk Ballads, 1995; ho riportato la maggior parte del testo ad orecchio e in parte da qui

I
Lord Bateman was so noble lord,
and he was handsome high degree;
but yet he could not rest contented
some foreign country he would see.
II
He sailed east and he sailed west,
until he came to Praterky;
where he was took and put in prison,
Until his life grew quite weary.
III
The Sogger had one only daughter
the fairest creature as eyes did see
She stole the key to her father’s prison
and said, “Lord Bateman I’ll free”
IV
“Have you got houses, have you got land ?
and are you hold some high degree
What would you give to the fair young lady
that out of prison will set you free?”
V
“Oh I’ve got house and I’ve got land
Half of Northumberland belongs to me.
I’ d give it all to the fair young lady
that out of prison would set me free”
VI
She took him to her father’s table,
And gave to him the best of wine;
And every health she drank to him,
“I wish Lord Bateman that you were mine”.
VII
She lead him to her father’s harbor
And give to him a ship of fame.
“Fare-the-well Fare-the-well to you, Lord Bateman
Fare-the-well Fare-the-well till we meet again”
VIII
“It’s seven long years I will make this honour
it’s seven long years I’ll give my hand;
If you will wed no other woman,
Then I will wed no other man.”
IX
When seven long years had gone and passed,
And fourteen days well known to me;
She dressed herself in a fine gay clothing,
And said “Lord Bateman I’ll go see”
X
And when she came to Lord Bateman’s castle,
So boldly there she rang the bell;
“Who’s there who’s there?” cried the proud young porter,
“Who’s there who’s there, unto me tell.”
XI
She said , “Is this Lord Bateman’s castle,
and is his Lordship here within?”
“Oh, yes, this is  Lord Bateman’s castle,
“He’s just now taken his young bride in.”
XII
“Go tell to send me a slice of cake,
And a bottle of the best of wines;
Not to forget the fair young lady,
That did release him when he was close confined”.
XIII
Away, away went that proud young porter
untill Lord Bateman  he did see.
“What news? What news, my proud young porter?
What news, what news have you brought to me?”
XIV
“That stand at your gate the fairest lady
That ever my two eyes did see.
‘She has a ring on every finger,
And round one of them she has got three”
XV
“She says to bring a slice of cake,
a bottle of your best wine.
And not to forsake the fair young lady
That did release you when close confined”
XIV
Lord Bateman in a passion flew,
His sword he broke in pieces three;(1)
“Oh how forsake my fair young lady
Sophia has crossed the sea.”
XV
It’s up then  spoke the young bride’s mother,
Who was never heard  to speak so free:
“Don’t forget my only daughter,
although Sophia has crossed the sea.”
XVI
“I own I’ve made a bride(2) of your daughter,
and so she’s none  worse by me;
She came here on a horse and saddle,
and I’ll send her home in a coach and three.”
XVII
Lord Bateman prepared another wedding ,
With both their hearts so full of glee;
“I’ll range no more to foreign countries,
now Sophia has crossed the seas “

NOTE
1) mentre nelle altre versioni testuali il Lord utilizza la spada per tagliare dalla torta nunziale tre fette, qui spezza la spada in tre pezzi. Gli studiosi si sono interrogati sul perchè del gesto: scaramanzia, la frenesia del momento nell’apprendere la notizia?
plate102) Come se nulla fosse successo il Lord manda a casa la moglie (ricompensandola per il disturbo con un po’ d’oro o una bella carrozza) e prepara un’altro matrimonio per sposare la sua Sofia (evidentemente quello precedente viene annullato perchè non consumato!)

continua

FONTI
http://www.gutenberg.org/files/15618/15618-h/15618-h.htm
http://www.contemplator.com/child/bateman.html
http://www.mainlesson.com/display.php?author=marshall&book=island&story=gilbert
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_53
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8950
https://www.mainlynorfolk.info/joseph.taylor/songs/lordbateman.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/13/bateman.htm
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/angelo-branduardi-il-rovo-e-la-rosa-ballate-damore-e-di-morte-

DARK EYED SAILOR

La canzone nota anche con il titolo di “Fair Phoebe and her Dark-Eyed Sailor” proveniente originariamente dall’Inghilterra, ed è databile con buona approssimazione alla fine dell’Ottocento. Viene classificata come reily ballad o broken token ballad (per via del pegno d’amore scambiato tra i due innamorati) sul modello di una “return song” che andava per la maggiore già ai tempi dei Classici: il protagonista (sotto mentite spoglie) Willie (ma in genere chiamato John o George,  o Thomas Riley -Rally, Reilly-) pone delle domande per indagare sulla fedeltà della donna (in alcune versioni chiamata Phoebe), mentre il suo promesso è da anni assente, andato per mare a causa di una guerra.

sailor-returnNella maggior parte di queste storie l’uomo ritorna dopo molto tempo e, non riconosciuto dalla donna, mette alla prova la sua fedeltà corteggiandola. Ma la fanciulla rifiuta dicendo di non potergli dare il suo cuore perchè è in attesa del ritorno del suo vero amore. L’uomo così rassicurato, si rivela alla donna e i due coronano il loro amore con il matrimonio.
La storia richiama le figure archetipe di Ulisse e Penelope, quando Ulisse, che ritorna dopo vent’anni dalla guerra (e dalle sue peripezie nei mari) alla sua Itaca sotto mentite spoglie, non è riconosciuto dalla moglie, e la interroga per mettere alla prova la sua fedeltà. E’ anche un tipico tema da romanzo sugli uomini che ritornano dalla guerra cambiati nel fisico e nella psiche o che sono palesemente un’altra persona, accettata nonostante tutto dalla moglie per lo più per motivi pratici; la moglie finisce poi per preferire questa nuova o diversa persona al precedente marito!

Raccolta in Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda e Nord America secondo A.L. Lloyd tutte le versioni hanno una matrice comune nella ballata pubblicata su un broadside stampato da James Catnach (Londra 1813-1838) Flanders in “The New Green Mountain Songster”, pp. 36-38, osserva “The air to which it is almost universally sung, both in the old-country and American tradition, belongs to another ballad, “The Female Smuggler“.

ASCOLTA Steeleye Span in “Hark! The Village Wait” (1970) (strofe da I a VII)

ASCOLTA Christy Moore Prosperus 1972 (strofe da I a VII)

ASCOLTA Quilty (strofe I, II, IV, VI, VII)

ASCOLTA Karen Mal in una versione più lenta e sognante (anche se solo come “assaggio”)

I
As I went a walking (roved out ) one evening fair,
it being the summer to take the air
I spied a female (maiden) with a sailor boy
and I stood to listen, I stood to listen
to hear what they might say.
II
He said “Young maiden (fair lady)
now why do you roam
all along by yonder Lee?”
She heaved a sigh and the tears they did roll, / “For my dark eyed sailor,
he ploughs the stormy seas.”
III
“‘Tis seven long years(1) since he left this land,
A ring he took from off his lily-white hand.(2)
One half of the ring is still here with me,
But the other’s rollin’
at the bottom of the sea.”
IV
He said “You can drive him from your mind for another young man you surely will find.
Love turns a sight and it soon grows cold/ Like a winter’s morning
the hills are white with snow.”
V
She said “I’ll never forsake my dear
Although we’re parted this many a year/ Genteel(3) he was and a rake(4) like you/ To induce a maiden
to slight the jacket blue(5).”
VI
One half of the ring did young William show
She ran distracted in grief and woe
Sayin’ “William, William, I have gold in store(6)/ For my dark-eyed sailor
has proved his honour long”
VII
There is a cottage by yonder Lee,
the couple live there and do agree.
So maids be true when your lover’s at sea,
For a stormy morning
brings on a sunny day.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre camminavo una bella sera d’estate,
per prendere una boccata d’aria
intravidi una femmina con un marinaio
e mi fermai per sentire
quello che si dicevano.
II
“Giovane fanciulla
perchè te ne vai
tutta sola tra le rocce?”
Lei sospirò e fece cadere una lacrima
“Per il mio marinaio dagli occhi scuri
che solca i mari in tempesta.
III
Sono sette anni (1) da quanto ha lasciato questo paese
e un anello lui si è sfilato dalla bianca mano (2).
Una metà dell’anello lo porto ancora con me,
ma l’altra metà
è finita in fondo al mare”
IV
“Levatelo dalla testa
e di certo un altro giovane uomo troverai.
L’amore è un colpo di fulmine e presto si raffredda
come un mattino d’inverno
le colline diventano bianche di neve.”
V
“Non dimenticherò mai il mio amore
sebbene ci siamo separati da molti anni
era gentile (3) e affascinante (4) come voi
tanto ad indurre una fanciulla
a prendere il mare (5)”
VI
Una metà dell’anello il giovane William mostrò.
Lei corse tra le sue braccia in lacrime
dicendo “William ho i soldi da parte (6)
per il mio marinaio dagli occhi neri
che ha dimostrato il suo onore”
VII
C’è una casetta lontana
lì la coppia vive sposata.
Così fanciulle siate certe che quando il vostro amore è in mare,
per una mattina tempestosa
ci sarà un giorno di sole!

NOTE
1) sono sempre sette gli anni della separazione e dell’attesa. Sette è un numero ricorrente nelle ballate per indicare la durata di una separazione. Il riferimento al numero sette non è casuale: è un numero magico o simbolico legato alla morte o al cambiamento. Un tempo la ferma del servizio militare durava sette anni, se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi.
2) nelle ballate di questo genere compare spesso un oggetto mediante il quale i due innamorati si riconoscono, sia un dono scambiato o un anello spezzato a metà come in questo caso
3) for gentle
4) La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, ma anche uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi nel corso del 17° secolo. E tuttavia è anche un termine utilizzato in senso positivo
5) “slight the jacket blue” letteralmente significa indossare la giacca blu della divisa del marinaio inglese. In altre versioni il verso dice”he shall come home again
6) in altre versioni “I’ve lands and gold For my dark-eyed sailor so manly, true and bold

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/fair-young-maid-garden/
http://www.traditionalmusic.co.uk/maine-lumberjacks/songs-ballads%20-%200208.htm
http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk.php?id=926 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=80849 http://www.itma.ie/inishowen/song/dark_eyed_sailor_kate_doherty http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thedarkeyedsailor.html http://www.christymoore.com/lyrics/dark-eyed-sailor/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/13/sailor.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=149660 https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LN35.html

BOYS OF MULLAGHBAWN

Hobart-chain-gangUn lament dell’Ulster (South Armagh) la parte Nord D’Irlanda, che parla di un gruppo di ragazzi di Mullaghbawn condannati ai lavori forzati nelle colonie inglesi d’oltre oceano. La tradizione locale li vuole imprigionati per aver preso parte alla “Rising of 1798“, mentre i detrattori dicono si sia trattato del rapimento di una ereditiera. E’ considerata oltre che una “transporting song” anche come una “rebel song”.

Ci sono molte registrazioni del brano reperibili su Youtube e qui ho fatto una selezione come guida all’ascolto

ASCOLTA Dylan Pearse

ASCOLTA Skylark (Len Graham)

ASCOLTA James Kelly, Paddy O’Brien & Daithi Sproule 2006 con un bello sviluppo della versione strumentale

ASCOLTA Christy Moore il brano è interpretato come un vero e proprio lamento, sia nell’intonazione della voce che nell’accompagnamento strumentale

ASCOLTA Colleen Raney
On a Monday morning early my wandering steps they’d lead me
Down by a farmer’s station, through meadows and green lawn(1)
I heard great lamentation, the small birds they were warbling
We’ll have no more engagements with the boys of Mullaghbawn(2).

I beg your pardon, ladies, but grant me this one favour
I hope it is no treason on you I now must call
I’m condoling late and early, my heart is near to breaking
All for a noble lady that lives near to Finnae(3).

Squire Jackson(4) he’s unequalled for honour and for reason
He never turned traitor or betrayed the rights of man(5)
But now we are in danger from a vile deceiving stranger(6)
Who has ordered transportation for the boys of Mullaghbawn.

As our heroes(7) crossed the ocean I’m told the ship in motion
Did stand in great commotion as if the seas ran dry
With the trout and salmon gaping the cuckoo’s left her station(8)
“Farewell to old Killeavey and the hills of Mullaghbawn”.

To end my lamentation we’re all in consternation
For want of education I here must end my song
Who cares for recreation without consideration
We’re sent for transportation from the hills of Mullaghbawn.

NOTE
1) meadow è il prato incolto con fiori di campo e l’erba alta lawn invece è il prato vicino alla casa con l’erba tagliata a raso , perfetto per i campi da golf
2) Mullaghbawn è un piccolo villaggio nel sud Armagh il cui nome si scrive in diversi modi; l’ortografia irlandese è Mullach Ban, ma è anche comunemente scritto come Mullaghbawn, Mullaghban, Mullachbawn e Mullachban.
3) questa strofa è spesso omessa: le frasi sono pompose e ricercate ma in uno stile volutamente enfatizzato e picaresco. Grosso modo dice: “Chiedo il vostro perdono signore, ma concedetemi questo solo favore, spero di non turbarvi per quanto adesso vado a richiamare, vi faccio le condoglianze prima e dopo, con il cuore a pezzi a causa di una nobile signora che vive vicino a Finae.” edidentemente si tratta della signora che i ragazzi hanno cercato di rapire.
4) Nel 1700 Richard Jackson era il signorotto inglese della tenuta Forkhill, che preferì vivere nelle sue terre si prese cura della sua gente “In the eighteenth century, Mullaghbawn was was part of the Forkhill Estate, owned by Richard Jackson who was the local Squire. In an era of absentee landlordism, Jackson lived on his Estate, tilled his land and encouraged his tenants to do the same. In his will he provided for the poorest and oldest of his tenants, and to this day people in the district benefit from his bequests. He died in 1787, and his authority passed over to someone less acceptable to the people of Mullaghbawn” tratto da qui
5) il gruppo politico denominato Society of United Irishmen era formato da intellettuali ed eminenti cittadini per lo più di confessione presbiteriana e anglicana che volevano riunire tutti gli Irlandesi (senza distinzione di fede) in una repubblica indipendente. L’associazione, fondata nel 1791 a Belfast da nove presbiteriani capeggiati da Theobald Wolfe Tone, voleva riformare il Parlamento irlandese di Dublino (per ampliarne la base di rappresentatività) e perseguiva l’unione di tutti gli irlandesi a prescindere dalla loro osservanza religiosa e provenienza sociale, affinchè la minoranza anglicana privilegiata concedesse piena uguaglianza politica ai presbiteriani e ai cattolici.
6) probabilmente il Rev. Hudson: ” when Jackson died in 1787 he left a few sectarian timebombs in his will, the main one being that expiring leases of papists could only be renewed by Protestants. Over the next few years there was an influx of Protestants, particularly in Carrickasticken. His estate was administered by a trust chaired by the Protestant rector, Rev. Hudson who fired Mr Knowledge and replaced him with a Protestant called Barclay. Sectarian violence followed and the local Defenders cut out Barclay’s tongue leading to repression and a group of local men in shackles heading for Botany Bay” tratto da qui
7) la rivolta del 1798
8) la frase è un po’ confusa si tratta di un probabile riferimento al traditore, una donna di nome Betty O’Neial da Tullydonnell che evidentemente era a bordo della nave

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un lunedì mattina sul presto i miei passi vagabondi mi condussero verso la tenuta di un contadino tra l’incolto e i verdi prati e udii un grande lamento tra i gorgheggi degli uccellini “Non c’è più lavoro per i ragazzi di Mullaghbawn. Il cavaliere Jackson non ha eguali per onore e ragione, non è mai diventato un traditore nè ha mai tradito i diritti dell’uomo, ma ora siamo in pericolo a causa di un vile detrattore straniero che ha ordinato la deportazione dei ragazzi di Mullaghbawn”. Mentre i nostri eroi attraversavano l’oceano mi hanno detto che la nave in movimento si è fermata con grande trambusto come se i mari si fossero prosciugati con la trota e il salmone ad annaspare il cuculo ha lasciato la sua postazione dicendo: “Addio alla vecchia Killeavey e alle colline di Mullaghbawn”. Per terminare il mio lamento siamo tutti costernati e in modo poco educato devo qui finire la mia canzone, nessuno ha interessa a divertirsi da quando senza considerazione, siamo mandati alla deportazione dalle colline di Mullaghbawn.

FONTI
http://digital.nls.uk/english-ballads/pageturner.cfm?id=74895160
http://mullaghbawntoliverpool.blogspot.it/2006/07/boys-of-mullaghbawn.html http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/the_boys_of_mullaghbawn_jlyons.htm http://tunearch.org/wiki/Boys_of_Mullaghbawn_(The) http://www.chivalry.com/cantaria/lyrics/boys-mullaghbawn.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=140076 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16165 http://comhaltas.ie/music/detail/the_boys_of_mullaghbawn/ http://folktrax-archive.org/menus/cassprogs/165armagh.htm https://sites.google.com/site/gapothenorth/about-us/calendar/walks—history-notes

EASTERSNOW A TRIP TO LOUGH KEY

La canzone “Eastersnow” è un tradizionale irlandese, la cui melodia è stata resa famosa da Seamus Ennis (Dublino 1919- Naul 1982) il piper maestro del tight style! (vedi). Una slow air tra le sue melodie preferite al punto da chiamare la sua casa mobile in cui visse negli ultimi anni sul suo pezzo di terra a Naul, con lo stesso nome.

 La melodia è di fine Ottocento ed è stata attribuita al piper cieco Jimmy Fallon di Dysart – contea di Roscommon. La principale fonte del canto viene da Brigid Tunney (da ascoltare  nella raccolta di Peter Kennedy qui)

LA MELODIA

Una slow air dalla delicatezza di un “canto del mattino” ovvero la malinconica dolcezza tipica delle “aisling song“.

ASCOLTA Wolfy Green tin whislte

ASCOLTA il magico flauto  di Matt Malloy (che guarda caso viene proprio dal Roscommon) & Brian Mcgrath  segue un reel

ESTERSNOWE NEL ROSCOMMON

Apparentemente un toponimo Easter Snow= Estersnowe è un villaggio nella contea di Roscommon ovvero  un modegreen dal gaelico Díseart (or Íseart) Nuadhain” [DEESH-art (or: EESH-art) NOO-in] =“desert or retreat of (St.) Nuadh.
Ancora un pezzo d’Irlanda nascosta quello della contea di Roscommon (le colline boscose di Coman, il cuore costante d’Irlanda) ovvero l’antico Connacht della regina  Medb.

L’eremo di San Nuadh o Nuadu era una grotta, essendo la zona ricca di grotte che si ritiene si sviluppino in notevoli estensioni, (i cui ingressi sono stati in gran parte chiusi).
In antichi documenti irlandesi compare un vescovo, abate di Armagh, di nome Nuadu (Noda, Nuadha; lat. Nuadatus). Gli annalisti lo descrivono come un santo anacoreta e lo associano a Loch Uama, che significa letteralmente “lago della caverna”. Questo toponimo, che indica probabilmente il luogo del romitorio del santo, è stato identificato da qualcuno anche come luogo di nascita. Per indentificare Loch Uama sono stati fatti vari tentativi: Loch Nahoo, presso Drumleas, nella contea di Leatrim, Cavetown Loch, nella contea di Roscommon, ecc. In favore della prima ipotesi sta comunque il riferimento negli annali, all’anno 809, a Dísert Nuadháin (romitorio di Nuadu), luogo ora noto come Estersnow, presso Cavetown; non lontano di qui vi è inoltre un pozzo sacro chiamato Tobar Nuadháin, un tempo centro di culto (Grannell, 1967)…
Si tratta di una cosiddetta grotta lattaia. Lo stillicidio di acque sature in un ambiente riparato parzialmente illuminato porta alla formazione di concrezioni stalattitiche particolari che si accrescono per incrostazione successiva di muschi e altri organismi vegetali a costituire una massa spugnosa rotondeggiante. Queste concrezioni richiamano nell’aspetto la morfologia delle mammelle infatti al posto del capezzolo lo stillicidio mantiene sulla sommità di queste un tubicino non ancora incrostato sempre ripieno d’acqua lattescente. In Toscana le chiamano “pocce lattaie”, in Puglia l’acqua dall’aspetto lattescente è chiamata “latte di grotta” e in generale il fenomeno ha colpito la fantasia popolare per i suoi naturali richiami, dando il via ai miti relativi (Corrain, Rittatore, Zampini, 1967)
.(tratto da qui)

LA GROTTA DI ISSERTNOWNE

Abbiamo quindi un “sito alto” consistente in una grotta lattaia (eremo di un anacoreta o di un antico dio), un pozzo curativo detto “Tobar Nuadhain” (Tirs Nuadhain) e una pietra.
Ai tempi della regina Elisabetta la località era luogo di mercato:”Quod est quoddam forum sive mercatum in die Sabbatis qualibet septimana quondo non est guerra in patria, juxta templum Sancti Wogani vulgarite Temple-Issetnowne in baronia de Moy Lurg.”  (Annals of the Four Masters 1330) Risale a quest’epoca l’appellativo della località come Issertnowne.
John O’Donovan nelle sue “Ordnance Survey letters” del 1835  scrive “The original site of the church is still occupied by the Protestant one, and there is a holy well not far from it called Tobar Nuadhain, which is said to have been blessed by a monastic old gentleman of the name of Noone (a surname numerous in this country of Moylurg) but at what period no one remembers. This well is fast losing its sanctity and is now but seldom resorted to for cure. When it was in vogue it was visited by great numbers, and when the patient was not to recover from his malady, when he came to drink of its water, the blessed trouts of the well turned their bellies up, and seemed to be sickish and languid, but when he was to recover through the blessed waters of the well, they looked healthy and swam about briskly“. (tratto da qui)
E scrive ancora in merito alla grande pietra detta Clogh-na-stucceen (the stone of the little hill) o anche Clogh-cam (the crooked stone) : “The Castle of Moylurg, of which the foundations only are now traceable, stood on a remarkable rock, which was anciently almost surrounded by water; it lies opposite the remarkable stone called Clogh-a-Stuakeen, and immediately to the right of the road as one goes from Boyle to the village of Croghan”. (tratto da qui)

IL TESTO

Un pastorello di Estersnowe incontra una fanciulla simile a una dea e, trafitto da una freccia di Cupido, si innamora perdutamente ; vorrebbe portare via con le sè la bella come sposa ipso facto, ma lei preferisce aspettare di ottenere il consenso di entrambi i genitori. La citazione “colta” a Diana, Venere e Cupido, divinità della Roma antica, come pure le rime baciate, ci fanno presumere che il testo sia stato scritto da un maestro di scuola (erano in molti nei villaggi di campagna, a dilettarsi nello scrivere e cantare quelli che sono diventati i canti della tradizione popolare).

diana-cupido
Il genere riprende il tema poetico dei trovatori medievali detto “reverdie” in cui il poeta incontra una bella donna che simboleggia la Primavera. In questo genere poetico si festeggia l’arrivo della bella stagione e lo sbocciare dell’amore, ma più spesso nella tradizione irlandese la donna raffigura più o meno velatamente l’Irlanda. continua

Il brano è stato registrato da Paddy Tunney nel suo album “A wild bee’s nest” 1965 (da ascoltare su Spotify) ma è più diffuso  come melodia che come brano cantato.
Paddy Tunney’s mother Brigid appears to have been the oral the source of this in Ireland; another version was recorded in New Brunswick, Canada. Sam Henry included a 1925 version in his ‘Songs of the People’ column in the ‘Northern Constitution’ newspaper under the title Westersnow and an earlier one was discovered in J.P. McCall’s unpublished songbook, where it was said to have come from ‘County Carlow/County Wicklow’, there given the title Esther Snow.
An instrumental version of the tune is in the Standford-Petrie Collection with two titles in Irish-Sneachta Casga (a literal translation of Easter Snow) and Diseart Nuadhan (the original Gaelic name of the district).
The final folk etymology of the name was one I heard from the Donegal Fiddler John Doherty, who played the tune for me but did not know the words of the song. He called the tune Esther Snow and told me that Esther was “a most beautiful lady, with skin as white as the snow.”
(tratto da qui)

ASCOLTA John Lyons


I
At twilight in the morning as I roved out upon the dew
With my morning cloak around me intending all my flocks to view
I spied a pretty fair one
she was a beauty bright
And I took her for Diana(1)
or the evening star that rules the night
II
I being so much surprised by her it was the forenoon of the day
To see that lovely creature coming o’er the banks of sweet Loughrea(2)
Her snow-white breast lay naked and her cheeks they were a rosy red
And my heart was captivated by the two black eyes rolled in her head(3)
III
“Fair maid” I cried, “your love I crave for Cupid(4) is a cruel foe
I’ll roll you in my morning cloak (5)
and I’ll bring you home to Easter Snow(6)”
“Go home, acquaint your parents and indeed kind sir, I’ll do the same
And if both our parents give consent neither you nor I will bear the blame”
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
All’alba mentre camminavo tra la rugiada del mattino,
con indosso il mio mantello
apprestandomi a sorvegliare il gregge, vidi una graziosa fanciulla,
era di una fulgida bellezza
e la scambiai per Diana (1) o per la Stella della sera che governa la notte.
II
Ero così sorpreso da lei che stetti tutto il mattino
a guardare quella bella creatura venire sulle rive dell’ameno Lough Key (2):
il suo petto bianco-latte stava nudo e le sue guance erano due rose rosse
e il mio cuore fu conquistato dai suoi vivaci occhi neri. (3)
III
“Bella fanciulla – dissi -imploro il tuo amore, perchè Cupido (4) è un nemico crudele. Ti avvolgerò nel mio mantello (5)
e ti porterò a casa come una sposa a Estersnowe”(6)
“Andate a casa a informare i vostri genitori, gentile signore, e così farò anch’io e se entrambi i nostri famigliari daranno il consenso, nè io né voi saremmo da biasimare”

NOTE
1) Diana è la giovane vergine abile nella caccia, dea del Bosco e custode delle fonti.
Ma la Stella della Sera è il pianeta Venere (ovvero la dea greca Afrodite).  Gli antichi greci identificavano con il termine “stella Diana” la “stella” errante -ovvero il pianeta- Venere dandogli il doppio nome di Lucifer (all’alba) e Vesper (alla sera). Fu in pieno Stil Novo che il pianeta Venere venne chiamato Stella Diana, nome che non derivava dalla omonima dea della caccia,  ma dal latino dies (giorno), dea del giorno puro o del giorno sereno, richiamando l’immagine del chiarore rosato di un’alba nitida.
Ed ecco che anche il testo si ricollega al genere musicale detto anche in alcune parti d’Italia “la diana” antiche nenie che si suonavano nel dormiveglia prima dell’alba. Ma la diana è anche il rullo di tamburo e lo squillar di trombe per la sveglia delle truppe (prima del sorgere del sole) e un turno di guardia per i marinai a bordo (dalle 4 alle 8)
2) Lough Key è un lago del nord-ovest nella contea di Roscommon vicino alla città di Boyle. Il Lough Key (lago Key) è stato per molti secoli ammirato per i suoi paesaggi spettacolari, una ricca fauna selvatica, edifici storici e bellissimi isolotti.
Questo splendido paesaggio è intriso di una lunga e ricca storia, a cominciare dagli insediamenti neolitici dell’età del bronzo. L’antica tenuta della famiglia Rockingham è stata trasformata in un parco forestale. Nel parco di 350 ettari progettato da Humphry Repton vennero piantati nel XVIII sec. numerosi alberi ornamentali.
Un sentiero naturale conduce alla “sedia dei desideri” (Wishing Chair) e al “ponte delle fate” (Fairy Bridge), costruito nel 1836 con la pietra calcarea locale, e prosegue fino al giardino detto Bog Garden, dove crescono numerosi i rododendri, le azalee e altre piante di palude. I sentieri sono lastricati con rondelle di tronchi di quercia. (tratto da qui)

3) letteralmente ” che roteavano sul suo capo”. E’ la descrizione poetica del sorgere dell’alba personificata in una creatura ultraterrena.
4) Cupido è il dio dell’Amore e del desiderio sessuale
5) mettere il mantello sulle spalle di una donna è un gesto feudale di possesso e si usava nel matrimonio medievale come simbolo del passaggio della donna dalla potestà del padre  a quello del marito
6) Estersnowe è un villaggio nella contea di Roscommon. ‘Easter Snow’ è anche il nome popolare del biancospino che fiorisce lungo le rive in Primavera.

Una seconda canzone sempre dal titolo “Easter snow” è invece stata scritta da Christy Moore come tributo a Seamus Ennis. Così scrive nel suo sito” I first met Seamus Ennis in 1968.I was living in Yorkshire and he stayed with me for a week while he played some Folk Clubs. When I played with Planxty in 1972-74), Seamus was sharing a house with Liam and Michael O’Flynn. Lastly I used to visit him towards the end of his life when he lived back in the home place in The Naul,Co.Dublin. During those visits he talked about Music and Songs  and shared deeply.I wrote this tribute after he passed.” (Christy Moore)

FONTI
http://www.tseac.ie/page/seamus-ennis
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/easter_snow_jlyons.htm
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Easter_Snow
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=61345 https://thesession.org/tunes/10319 http://blogs.transparent.com/irish/sneachta-casca-easter-snow-the-song-not-the-weather-forecast/ http://www.christymoore.com/lyrics/easter-snow/

IN VIAGGIO
http://www.ireland.com/it-it/articoli/roscommon/
http://www.irlandaonline.com/cosa-vedere/ovest/roscommon/

http://www.ireland.com/it-it/destinazioni/republic-of-ireland/roscommon/articoli/roscommon/

LIMERICK RAKE

Una “irish street ballad” del 18° secolo pervenuta in un centinaio di versi attraverso la tradizione orale a sottolineare la sua popolarità. Probabilmente in origine scritta in gaelico irlandese si trovano trascrizioni nei broadsides ottocenteschi. Secondo la irish traveller Margaret Barry fu suo nonno a scrivere la melodia che lui chiamava “Castle Comer jig”, altri la attribuiscono all’irish piper Robert Thompson, di fatto si tratta di una melodia molto popolare e utilizzata anche per un gran numero di altri testi.

IL LIBERTINO NELLA STORIA

La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi in quello che venne definito “the period of the rake“, nel corso del 17° secolo, alla corte di Carlo II d’Inghilterra: il libertino aristocratico era intelligente, colto, di spirito arguto e non poneva freni alle avventure amorose e all’abuso di sostanze inebrianti e allucinogene.

JohnWilmot

John Wilmot

Così nel film “The Libertine” diretto dal regista Laurence Dunmore (anno 2004) si narra la vera storia di John Wilmot, conte di Rochester (1647-1680), aristocratico libertino esperto, come afferma egli stesso, nelle tre più importanti occupazioni del suo tempo: la scrittura di versi, lo svuotamento di bottiglie ed il riempimento di fanciulle. Per dirla con la blogger di “Cannella e cumino”: ” ..scrittore, eroe di guerra, polemista, sarcastico provocatore dei potenti, lucido seduttore, rapitore della sua sposa, trasgressore di ogni ordine costituito, ateo dichiarato, ribelle a ogni forma di ipocrisia sociale tanto da farsi fare il ritratto coniugale con una scimmia anzichè con sua moglie, uomo di grandissimo talento che gettò al vento l’occasione della sua vita pur di fare uno sberleffo colossale all’uomo che gliel’aveva offerta [re Carlo II d’Inghilterra], paga con la salute e la vita le sue tendenze autodistruttive“. (tratto da qui)

Il libertino è a mezza strada tra “lo spirito mondano” (elegante, sensuale, eloquente, colto ma in fondo superficiale e disimpegnato) e una vita secondo natura insofferente a ogni restrizione che persegue come unico scopo l’ottundimento dei sensi e il piacere in tutte le sue forme.
Facilmente il libertinismo scivola nella dissolutezza così il libertino seduce e abbandona una giovane donna dopo averla messa incinta o si approfitta di una matura matrona per sperperarne il patrimonio, più spesso finisce in prigione per debiti di gioco o al manicomio per aver contratto la sifilide!

GUIDA ALL’ASCOLTO

Il libertino della ballata è un gaudente che segue i suoi appetiti terreni (donne, the drink, il gioco d’azzardo, la caccia, la lotta ..) mangia quando ha fame, beve quando ha sete, corteggia tutte le ragazze e non si conformerà mai alla morale restrittiva dei benpensanti! Per l’ascolto ho selezionato le versioni più conosciute e comparato le strofe in un’unica sequenza, anche se non sempre il significato è palese e alcune allusioni mi sfuggono.

ASCOLTA Wolfe Tones in The Foggy Dew 1965 (il loro primo album!) (strofe IA, IIA, ?, VB, VIA, VII, VIIIA, XIII, XV, ?) introducono anche una specie di ritornello con versi non-sense (?)
ASCOLTA Ronnie Drew in “The Humour Is On Me Now” 1999 (versi IA, IIA VB, VIA, VII, VIIIA, VA, VIB, XIII, XVIB) già proposta dai Dubliners nell’album “A drop of the Hard Stuff” 1967 con la voce senza accompagnamento
ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem in Welcome To Our House, 1970 (strofe IA, IIA, VA, VIB, VII, VIIIA, XIII, XII, XV, XVIC)
ASCOLTA Christy Moore in Christy Moore (The Balck Album) 1976 con bellissime immagini (ASCOLTA come traccia migliore) (strofe IA, IIA, III, IV, VB, VIA, VII, VIIIA, IX, X, VA, VIB, XIII, XII, XV, XVIB )
ASCOLTA Pogues in Peace and Love, 1989 (strofe IA, IIA, XIII, XI, VIIIA, XVIA) che ne fanno una versione concisa e moderna
ASCOLTA The Irish Rovers titolo The Rake in Another Round 2002 (versi IB, IIB, VC, VIC, VII, VIIIB, XIII, XIV)è la versione con molte variazioni nei versi, ogni due strofe è introdotto il ritornello “I’ll eat when I’m hungry, I’ll drink when I’m dry, I will court all the lassies or at least I will try, And I’ll never conform ‘til the day that I die, Agus fagaimid suid mar ata se

IA I am a young fellow that’s easy and bold, In Castletown Conners I’m very well known. In Newcastle West I spent many a note(1), With Kitty and Judy and Mary.IIA My father(2) rebuked me for being such a rake, And spending my time in such frolicsome ways, But I ne’er could forget the good nature of Jane, Agus fagaimid siud mar ata se (3)III My parents had reared me to shake and to mow, To plough and to harrow, to reap and to sow. But my heart being airy to drop it so low, I set out on high speculation IB I am a young fellow from County Tyrone, In the town of Strabanshire I’m very well known, For down to the alehouse I’m frequently gone, With Kitty and Ginny and Mirrie.IIB My father rebuked me for being such a rake, And for spending my money on whiskey and cakes, But the lassies are sweet and its all for their sakes, And it keeps me lighthearted and merry.IV On paper and parchment they taught me to write, In Euclid and Grammar they opened my eyes, And in Multiplication in truth I was bright, Agus fagaimid siud mar ata se
VA If I chance for to go to the market at Croom, With a cock in my hand and my pipes in full tune(4), I am welcome at once and brought up to a room, Where Bacchus is sporting with Venus..VIA There is one from Askeaton and one from the Pike, Another from Arda, my heart was beguiled, Tho’ being from the mountains her stockings are white, Agus fagaimid siud mar ata seVII To quarrel for riches I ne’er was inclined, For the greatest of misers must leave them behind. I’ll purchase a cow that will never run dry, And I’ll milk her by twisting her horn (8).IX This cow can be milked without clover or grass, For she’s pampered with corn, good barley and hops. She’s warm and stout, and she’s free in her paps, And she’ll milk without spancel or halter. VB If I chance for to go to the town of Rathkeale(5), The girls all round me do flock on the square. Some give me a bottle and others sweet cakes, To treat me unknown to their parents(6)VIB There’s Peggy and Jane from the town of Bruree, And Biddy from Bruff and we all on the spree Such a combing of locks as there was about me(7) Agus fagaimid siud mar ata seVIIIA John Damer of Shronel had plenty of gold(9), And Devonshire’s treasure is twenty times more, But he’s laid on his back among nettles and stones, Agus fagaimid siud mar ata seX The man that will drink it will cock his caubeen, And if anyone coughs there’ll be wigs on the green, And the feeble old hag will get supple and free,(7) Agus fagaimid siud mar ata se VC If I chance for to wander on down to the fair, All the lassies all around me do flock on the square, I’ll pull out me fiddle and play an auld air, And soon we’re all off on the spree.VIC There’s Peggy and Jane form the banks of Loch Nee, There’s Kitty and Molly down Donegalleon Way, And there’s another from Coutstown who makes me head sway, Such a fuss they all make over me.VIIIB For the rich never spend any gold of their own, Sure they hold it away like a dog and it’s bone, But they end on their back among nettles and stones, And I hear there’re no pockets in shrouds.XI In Euclid and grammar they taught me to write But my heart, it was stolen by a pair of brown eyes That came from the mountains, her stockings are white, I’d love to be tied to her garter.
XII I’ll take a good garden and live at my ease, and each woman and child can partake of the same, If there’s war in the cabin, themselves they may blame, Agús fagaimid siúd mar atá sé.XIV So I’ll call for the lassies and ask them to wed, And we’ll all be content in the one marriage bed, While the rich count their gold we’ll count children instead, And we’ll raise them up true and stout hearted XIII There’s some say I’m foolish and more say I’m wise, But being fond of the women I think is no crime(10), Sure the son of King David had ten hundred wives, And his wisdom was highly regarded(11)XV And now for the future I mean to be wise, And I’ll send for the women that acted so king, And I’ll marry them all on the morrow by and by, If the clergy agree to the bargain.
XVIA And when I am dead and I’m laid to my rest My women and children will keen at my wake, They’ll gather around and they’ll offer a prayer To the Lord for the soul of their father. XVIB And when I’m laid out(12) and me soul is at peace Those women will come for to cry at me wake And their sons and their daughters will offer a prayer To the Lord for the soul of their father. XVIC When the devil he comes my soul for to take, all the women will gather to cry at my wake, And they sons all gathers and offers their prayers, To the Lord for the soul of their father.

NOTE
1) Pogues dicono “night
2) anche “parents
3) “And we’ll leave that as it is“. ovvero “It doesn’t matter to me“. A volte il verso è riportato in inglese come “and I’d like to be twisting their garters.” oppure “I ‘m the greatest old rake of the nation
4) grasse allusioni per indicare l’eccitazione sessuale
5) Adare
6) I Wolfe Tones modificano il verso
7) il senso della frase non è molto chiaro
8) Irish Rovers dicono “So me money I spend with no thought in me mind, But to kick up our heels and carrouse
9) la variante dei Pogues dice ” And some you’ll fuss over, and some you’ll forego
10) Irish Rovers dicono “For loving the women and the whiskey like wives“,
11) Pogues dicono ” And some yearn for silver, and some yearn for gold
12) anche “I’m on my back

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
IA. Io sono un giovane campagnolo che è piacevole e audace, a Castletown Conner sono ben noto; a Newcastle West ho trascorso molte notti con Kitty e Judy e Maria.
IB. Io sono un giovane compagnolo della contea di Tyrone, e nella città di Strabanshire sono ben noto; perchè sono andato spesso nella birreria con Kitty e Ginny e Maria.
IIA. Mio padre mi ha rimproverato di essere una tale banderuola che trascorre il tempo in un modo così spensierato, Ma io non potrei mai dimenticare la buona natura di Jenny.
IIB. Mio padre mi ha rimproverato di essere una tale banderuola che spende il denaro in whisky e dolcetti ma le ragazze sono dolci ed è tutto per amor loro che mi tengono spensierato e allegro
III. I miei genitori mi hanno allevato a vangare e a falciare ad arare e passare con l’erpice, a mietere e a seminare ma il mio cuore essendo fantasioso per non cadere così in basso l’ho rivolto a più alte speculazioni
IV. Su carta e pergamena mi hanno insegnato a scrivere, ho aperto gli occhi su Euclide e la Grammatica a nelle moltiplicazioni per la verità ero brillante
VA. Se mi capita di andare al mercato di Croom, con un gallo in mano e la cornamusa intonata(4) sono in un tempo il benvenuto e portato fino alla stanza dove Bacco si diverte con Venere
VB. Se mi capita di andare alla città di Rathkeale le ragazze si affollano intorno a me nella piazza alcune mi danno una bottiglia e altre dei dolcetti per curarsi di me sebbene sconosciuto dai loro genitori
VC. Se mi capita di andare in giro per la fiera le ragazze si affollano intorno a me nella piazza tiro fuori il violino e suono una vecchia melodia e presto siamo tutti presi dalla frenesia
VIA. C’è n’è una da Askeaton e una da Pike Un’altra da Arda e il mio cuore è prigioniero Pur venendo dalle montagne le loro calze sono bianche
VIB. C’è Peggy e Jane dalla città di Bruree e Biddy da Bruff e con frenesia una tale acconciatura mentre sono su di me(7)
VIC. C’è Peggy e Jane dalle rive di Loch Nee c’è Kitty e Molly da Donegalleon Way e ce n’è un’altra da Coutstown che mi fa girare la testa tale è la confusione che tutte fanno su di me
VII. Di litigare per i soldi non sono mai stato portato che il più grande degli avari deve essere lasciato indietro. Compro una mucca che non resterà mai a secco e la mungo strizzandole il corno
VIIIA. John Damer di Shronel aveva un mucchio d’oro e il tesoro del Devonshire è 20 volte di più eppure (anche) lui se ne sta seduto tra le ortiche e le pietre
VIIIB. Che i ricchi non spendono mai soldi propri di certo li custodiscono via come un cane e il suo osso ma finiscono seduti tra le ortiche e le pietre e mi dicono che non ci sono tasche nei sudari
IX. Questa mucca può dare latte senza trifoglio o erba perchè è coccolata con grano, buon orzo e luppolo. E’ calda e forte, ed è abbondante nelle mammelle e si munge senza lacci e briglie
X. L’uomo che lo berrà inclinerà il suo cappello e se qualcuno tossisce ci saranno parrucche sull’erba e la vecchia strega debole diventerà flessuosa e libera(7)
X.I A scrivere e a far di conto mi hanno insegnato ma il mio cuore è stato rubato da un paio di occhi scuri anche se è venuta dalle montagne le sue calze sono bianche mi piacerebbe essere legato alla sua giarrettiera
XII. Mi prendo un bel giardino e ci vivo comodo e con ogni donna e bambino lo condivido se c’è guerra in casa sono loro stessi da biasimare
XII.I C’è chi dice che sono stupido, c’è chi dice che sono saggio, ma essere innamorati delle donne credo che non sia un crimine; di certo il figlio del re Davide aveva diecimila mogli e la sua saggezza era in gran considerazione.
XIV. Così chiederò alle ragazze di sposarmi e staremo tutti contenti in un letto matrimoniale mentre i ricchi contano il loro denaro noi invece conteremo i bambini e li alleveremo con cuore forte e sincero
XV. E ora in futuro voglio essere saggio e convocherò le donne che si comportano così regalmente e le sposerò tutte l’indomani una ad una se i preti accettano l’affare
XVIA. E quando sarò morto e disteso a riposare le mie donne e i bambini baderanno alla mia veglia, si riuniranno intorno e offriranno una preghiera al Signore per l’anima del loro padre.
XVIA. E quando sarò sistemato e la mia anima sarà in pace quelle donne verranno per piangere alla mia veglia, se i loro figli e figlie offriranno una preghiera al Signore per l’anima del loro padre.
XVIC. Quando il diavolo verrà per prendersi la mia anima tutte le donne si riuniranno per piangere alla mia veglia, e i loro figli tutti si uniranno per offrire le loro preghiere al Signore per l’anima del loro padre.

FONTI
http://www.baroque.it/societa-barocco/john-wilmot-il-libertino.html http://www.baroque.it/curiosita-del-periodo-barocco/il-libertino.html
http://digital.nls.uk/english-ballads/pageturner.cfm?id=74893822&mode=transcription http://sniff.numachi.com/pages/tiLIMERAKE;ttLIMERPRG.html http://media.smithsonianfolkways.org/liner_notes/folkways/FW08729.pdf http://thesession.org/tunes/6643
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18013 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17493
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45120 http://www.christymoore.com/lyrics/limerick-rake/ http://clancybrothersandtommymakem.com/lyrics_l1.htm http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTlimera.html

SONG OF THE WANDERING AENGUS

MARGARET MACDONALD MAKINTOSH (1865-1933) The Silver Apples of the Moon
MARGARET MACDONALD MAKINTOSH (1865-1933)
The Silver Apples of the Moon

The song of wandering Aengus (La canzone di Aengus l’errante) è stata pubblicata nel 1899, nella raccolta di poesie “The Wind among the reeds” (Il vento fra le canne) di William Butler Yeats (1865-1939).

Aengus (Oengus) è il dio dell’amore della mitologia irlandese, appartenente alle mitiche schiere dei Tuatha De Dannan, eternamente giovane regnante del Brug na Boinne vicino alle rive del fiume Boyne. Di lui si narra che si fosse innamorato di una bellissima fanciulla vista in sogno e, malato d’amore, la cercasse a lungo prima di trovarla e portarla nel suo regno.

Nella poesia però il personaggio è un giovane mortale (forse il poeta stesso) alla ricerca dell’ispirazione poetica o del lato più ancestrale della conoscenza. Egli narra della sua iniziazione al passato, poiché si è fatto vecchio, alla perenne ricerca della bellezza, ovvero dell’illuminazione poetica, incarnata dalla fanciulla con i boccioli di melo tra i capelli. L’accesso (in vita) all’Altro Mondo celtico è un onore riservato a poeti, eroi semi-divini e pochi privilegiati visitatori (a volte rapiti dalle fate per la loro bellezza), Yeats spera di potersi nutrire delle mele di Avalon e di ottenere il dono dell’immortalità (poetica).

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Il primo a mettere in musica la poesia sembra essere stato lo stesso Yeats che la compose o che vi adattò una melodia tradizionale irlandese : nel 1907 diede alle stampe il suo saggio ‘Speaking to the Psaltery’ in cui la poesia viene recitata alla maniera bardica ovvero cantata con l’accompagnamento del salterio; ma molti altri artisti furono ispirati dal testo e composero ulteriori melodie.

ASCOLTA Burt Ives con il titolo The Wandering of Old Angus‘Burl Ives: Songs of Ireland‘ Decca DL 8444 (ca. 1954) in cui nelle note di copertina si accredita la melodia a Yeats
ASCOLTA Judy Collins con il titolo ‘Golden Apples of the Sun’  – Golden Apples of the Sun 1962. La stessa Collins dice in merito: “Learned from the singing of Will Holt, this stunning song is a musical setting of a W. B. Yeats poem ‘The Song of the Wandering Angus’. It is not a folk song, it tends to be an art song. It has a traditional feeling about it; the repetitiveness gives you the impression of an incantation, which the poem does too. Of her learning it I had heard the song almost two years ago. When I heard Will Holt sing it late one night at the Gate of Horn, I was greatly impressed, and determined to learn it. Will sang it for me a number of times, and even gave me a tape of it. I lived with the Golden Apples of the Sun almost a year-and-a-half before I ever sang it, and then it burst out one day – almost of its own accord – while I was visiting friends. It took me a long time to assimilate it, but now it’s part of me. I feel that the song has something to do with what people want – what they don’t have – and sometimes the desire for these things is almost as satisfying as the getting.'”
ASCOLTA Donovan in H. M. S. 1971

ASCOLTA Richie Havens in “Mixed Bag II” 1974
ASCOLTA Christy Moore in “Ride On” 1986

ASCOLTA Paul Winter & Karen Casey in Celtic Solstice 1999

ASCOLTA Jolie Holland in Catalpa 2003 con venature country

ASCOLTA Waterboys in “An Appointment with Mr Yeats” 2011
una versione quasi parlata che chiude con la melodia del flauto, come un refolo di vento

ASCOLTA Eoin O’Brien 2013
ASCOLTA Sedrenn  in De l’autri cotè 2013 (la recensione del cd qui)
I
I went out to the hazel wood
because a fire was in my head(1)
and cut and peeled a hazel wand(2)
and hooked a berry to a thread.
II
And when white moths were on the wing
and moth-like stars were flickering out
I dropped the berry in the stream(3)
and caught a little silver trout(4).
III
When I had laid it on the floor
I went to blow the fire aflame
But something rustled on the floor
and someone called me by my name.
IV
It had become a glimmering girl
with apple blossom(5) in her hair
who called me by my name and ran
and vanished through the brightening air
V
Though I am old with wandering
through hollow lands and hills lands
I will find out where she has gone
and kiss her lips and take her hands.
VI
And walk among long dappled grass
and pluck till time and times are done
the silver apples of the moon
the golden apples of the sun(5).

NOTE
1) il ‘fuoco nella testa’ è quello che caratterizza l’esperienza visionaria propria dello sciamanesimo (vedi). Nel libro “Il fuoco nella testa (2007) Tom Cowan esamina le connessioni tra sciamanismo e immaginazione celtica, analizzando i miti, i racconti, gli antichi poeti e narratori celtici e descrivendo le tecniche usate per accedere al mondo degli sciamani. Gli sciamani sono in grado di accedere a un particolare stato di coscienza nel quale sperimentano un viaggio nei regni non-ordinari dell’esistenza dove raccolgono conoscenza e potere che usano poi per se stessi o a favore di altri membri del loro gruppo sociale. In quest’ottica e in una lettura autobiografica il protagonista si avvicina alle acque del fiume per praticare un rituale che gli permetta di viaggiare nell’Altro Mondo
2) la nocciola è frutto della scienza e cade nella sorgente sacra, dove viene mangiata dal salmone/trota (che diventa il salmone della conoscenza). Il legno di nocciolo serve, quasi sempre, per fabbricare le bacchette magiche usate dai druidi.
3) molto probabilmente si tratta del fiume Boyne. Secondo la mitologia il Brug na Boinne o «Palazzo del fiume Boyne», è l’attuale Newgrange. Dimora del Dagda e poi del figlio Aengus (Oengus) e degli dèi più importanti. Il tumulo sorge sulla riva settentrionale del fiume Boyne, a est di Slane (contea di Meath).

new-grange
ecco come doveva presentarsi un tempo il tumulo

4) Il riferimento ai boschi di nocciolo e all’apprestarsi a cucinare una trota appena pescata sembra riferirsi ad un racconto mitologico di Fionn Mac Cumhaill. All’epoca era a fare il suo apprendistato presso il maestro Finnegas che da ben sette anni dava la caccia al salmone della saggezza (o conoscenza, ispirazione poetica): infine lo cattura e lo fa cucinare dal fanciullo con la raccomandazione di non mangiare la sua carne (perchè tutta la saggezza va a colui che ne mangia il primo boccone) Fionn si scotta un pollice e si porta il dito alla bocca, così facendo inghiotte un pezzetto di pelle di salmone: ogni volta che si succhierà il dito potrà fare ricorso alla saggezza.
Anche la trota è considerata dalla tradizione celtica uno spirito-guardiano dei corsi d’acqua, e rappresenta il Mondo di Sotto, che materialmente si incarna sotto lo sguardo del poeta in una fanciulla dell’Altro Mondo, in una sorta di sogno o visione (aisling) che scompare al rischiararsi del giorno: il poeta ci dice dedicherà la sua vita a inseguire quella fanciulla ovvero a raggiungere (in vita) l’Altro Mondo 
5) Il melo e il suo frutto sono sempre presenti nell’AltroMondo e il più delle volte è una creatura femminile a offrire la mela d’oro all’eroe o al poeta, perchè è colei che offre la conoscenza e l’immortalità al fortunato prescelto. La mela è il frutto dell’immortalità ma anche della morte, del sonno eterno. Secondo Frank Browning (in ‘Apples: the story of the fruit of temptation’, 1998) ‘In the beginning there were roses. Small flowers of five white petals opened on low, thorny stems, scattered across the earth in the pastures of the dinosaurs, about eighty million years ago. …These bitter-fruited bushes, among the first flowering plants on earth, emerged as the vast Rosaceae family and from them came most of the fruits human beings eat today: apples, pears, plums, quinces, even peaches, cherries, strawberries, raspberries and blackberries. ‘The apple [paleobotanists believe]… was the unlikely child of an extra-conjugal affair between a primitive plum from the rose family and a wayward flower with white and yellow blossoms of the Spirea family, called meadowsweet.’

La canzone di Aengus il vagabondo

Angelo Branduardi in “Branduardi canta Yeats” 1986 sulla melodia di Donovan, testo-traduzione di Luisa Zappa

Fu così che al bosco andai,
chè un fuoco in capo mi sentivo,
un ramo di nocciolo io tagliai
ed una bacca appesi al filo.
Bianche falene vennero volando,
e poi le stelle luccicando,
la bacca nella corrente lanciai
e pescai una piccola trota d’argento.
Quando a terra l’ebbi posata
per ravvivare il fuoco assopito,
qualcosa si mosse all’improvviso
e col mio nome mi chiamò.
Una fanciulla era divenuta,
fiori di melo nei capelli,
per nome mi chiamò e svanì
nello splendore dell’aria.
Sono invecchiato vagabondando
per vallate e per colline,
ma saprò alla fine dove e`andata,
la bacerò e la prenderò per mano;
cammineremo tra l’erba variegata,
sino alla fine dei tempi coglieremo
le mele d’argento della luna,
le mele d’oro del sole.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44244 http://branoalcollo.wordpress.com/2011/07/11/le-metamorfosi-di-yeats/ http://lebuoneinterferenze.blogspot.it/2010/02/le-mele-della-notte.html http://www.ilcerchiosciamanico.it/articoli/p2/123/il-regno-sotto-le-acque-il-recupero-dello-sciamanesimo-celtico-di-sharon-paice-macleod.html