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MERMAID BALLAD

AMermaid-waterhouseNella tradizione folk non sono molte le canzoni e le ballate dedicate alle sirene, anche se spesso nei canti del mare si riportano avvistamenti di sirena che preannuncia sventura. La più popolare è certamente “THE MERMAID BALLAD”

Le sirene sono creature del mare mutevoli e terribili proprio come le acque in cui dimorano e l’amore di una sirena è spesso sinonimo di morte: la visione di una sirena intenta a pettinarsi i lunghi capelli e a rimirarsi nello specchio è presagio di una terribile tempesta e di un imminente naufragio. (prima parte e indice delle canzoni qui)

MERMAID BALLAD

La ballata risale al 1600 ed è riportata come Child Ballad #289 in ben 6 versioni testuali nella collezione di Francis J. Child “The English and Scottish Popular Ballads” (1882-1898). John Wright la pubblicò nel 1605 con il titolo di “The Praise of Sailors” e fu ulteriormente rielaborata da Martin Parker nel 1640 con il titolo di “Saylors of my money” che aggiunse il verso “How ere the wind doth blow” come coro, poi ancora nel 1660 J.P. (forse John Phillips) in quella che sarà chiamata “Ye Gentlemen of England” abbinata comunemente alla melodia “When the stormy winds do blow” (melodia B512 nei broadside ballad). Queste due varianti tuttavia non comprendono la figura della sirenetta e nemmeno il ritornello che ritroviamo invece in Child.
Esistono molte versioni testuali e varie melodie di questa popolarissima ballata diffusa sia in Gran Bretagna che in America come sea-shanty, ma anche come filastrocca– gioco per bambini e canzone per combriccole studentesche o scout e conosciuta con i nomi di “Waves on the Sea” “The Stormy Winds do blow” “The Wrecked Ship” “The Sinking Ship” o “Our Gallant Ship” e “Oh, the Lamp Burns Dimly Down Below

Con il titolo di Three Times Round went the Gallant Gallant Ship la ritroviamo in una registrazione fonografica dalla voce di Lizzie Ann Higgins di Aberdeen ASCOLTA come anche in ulteriori quattro versioni reperibili sempre in Tobar an Dualchais

mermaidLA VERSIONE TRAGICOMICA

Questa è la versione più “comica” con una allegra e vivace melodia ricca di varianti in cui ogni componente della nave che sta affondando dice la sua. Interpretata come sea shanties anche se più come canto di bevute che come canto di lavoro.

ASCOLTA The Sharecroppers bell’arrangiamento country e un video con belle immagini

ASCOLTA Paul Clayton


I
Twas Friday morn when we set sail
And we were not far from the land
When our captain, he spied a mermaid so fair
With a comb and a glass in her hand
CHORUS
O the ocean’s waves do roll
And the stormy winds do blow
While we poor sailors are skipping to the top
while the landlubbers(1) lie down below (below, below)
while the landlubbers lie down below
II
Then up spoke the captain of our gallant ship
And a fine old man was he
“This fishy mermaid   has warned me of our doom,
We shall sink to the bottom of the sea.”
III
Then up spoke the mate of   our gallant ship,
And a fine-spoken man was he,
Saying, “I have a wife in Brooklyn(2) by the sea,
And tonight a widow she will be.”
IV
Then up spoke the   cook of our gallant ship
And a greasy old butcher   was he,
Saying “I care much more for my pots and my pans
Than I do for the bottom of the sea”
V
Then three times around spun our gallant ship
And three times around spunt she
Three times around spun our gallant ship
And she sank to the bottom of the sea
TRADUZIONE ITALIANO Cattia Salto
I
Era un venerdì mattina quando abbiamo alzato le vele, non molto lontani da terra,
quando il nostro capitano avvistò una sirena così bella
con un pettine e uno specchio nelle mani.
RITORNELLO
Oh le onde dell’oceano rollano
e i venti di tempesta soffiano
mentre noi poveri marinai andiamo su
mentre i terricoli(1) rimangono giù
(giù, giù)
mentre i terricoli rimangono giù
II
Così parlò il capitano della nostra audace nave
ed era un vecchio brav’uomo
“Questa sirena mi ha avvertito del nostro destino,
finiremo sul fondo del mare”
III
Così parlò l’ufficiale della nostra audace nave
era un uomo dalla parlata fine,
disse: “Ho mia moglie a Brooklyn(2) accanto al mare
e stanotte diventerà una vedova”
IV
Così parlò il cuoco della nostra audace nave
ed era un grasso vecchio macellaio
“Tengo molto di più alle mie pentole e padelle
di quanto mi importi del fondo del mare”
V
Poi per tre volte filò in tondo la nostra nave audace
e tre volte filò in tondo
e affondò sul fondo del mare

NOTE
1) è un termine nautico che indica una persona attaccata alla terra ferma, non abituata al mare
2) la località cambia a seconda di chi canta

LA SEA SHANTY

Questa versione, così come è stata arrangiata da Martin Carthy, con il suo ritmo cadenzato e ipnotico, è decisamente una sea-shanty.

ASCOLTA Martin Carthy & Waterson in Rogue’s Gallery Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys 2006.

Martin Carthy nello stesso anno in Straws in the Wind ha registrato anche un’altra versione della ballata con il testo però come quello della terza versione. Il linguaggio è un po’ arzigogolato e lo mantengo anche nella traduzione (non arrivo alle vette di Riccardo Venturi..)


I
As we lay musing on our bed,
So early morn at ease,
We thought upon those lodging beds(1)
Poor sailors have at sea.
Though last Easter day in the morning fair,
We was not far from land,
We spied a mermaid sitting on a rock
With a comb and a glass in her hand, in her hand,
With a comb and a glass in her hand.
II
And first come the bosun of our ship
With courage, stout and bold:
“Stand fast, stand fast, brave lively lads,
Stand fast, brave hearts of gold.
For our gallant ship, she’s gone to wreck,
She was so lately trimmed,
The raging seas have sprung her good(2),
And the salt seas all run in, run in,
And the salt seas all run in.”
III
And up then spoke our cabin boy(3),
Oh, a well spoke boy was he:
“I’m sorry for my mother dear,
I’m lost in the salt, salt sea.
For last night, last night, the moon shone bright,
And you know that she had sons five,
Tonight she may look in the salt, salt waves
And find but one alive, alive,
And find but one alive.”
IV
For boats, for boats, you fair Plymouth(4) girls,
Don’t you hear how the trumpet(5) sound?
For the want of a boat our good ship is lost
And the most of the young men drowned, oh drowned,
And the most of the young men drowned.
TRADUZIONE ITALIANO Cattia Salto
I
Mentre stiamo meditando nel letto
di mattina presto belli comodi,
pensavamo a quelle cuccette
che noi
poveri marinai abbiamo in mare.
Così un bel mattino dell’ultimo giorno di Pasqua,
non eravamo lontani da terra
e vedemmo una sirena seduta sulla roccia
con un pettine e uno specchio nelle mani.
II
E per primo viene il nostromo della nostra nave, coraggioso, robusto e   audace:
“State saldi, ragazzi coraggiosi e pieni di vita, coraggiosi cuori d’oro.
che la nostra bella nave affonderà,
da poco riordinata
i mari impetuosi hanno messo sottosopra le sue merci(2)
e il mare salato è entrato, entrato
e il mare salato è entrato”
III
E poi parlò il nostro mozzo(3),
un ragazzo dalla parlata fine:
“Mi dispiace per la mia cara madre
sono disperso nel mare salato,
per l’ultima notte, la notte scorsa, la luna splendeva luminosa
si sa che lei aveva cinque figli
stanotte lei potrà guardare nelle onde salate
e non trovarne neppure uno vivo, vivo
e non trovarne neppure uno vivo”
IV
Per le scialuppe, le scialuppe voi belle ragazze di Plymouth(4)
non sentite come suonano le trombe(5)?
Per la mancanza di una scialuppa, la nostra bella nave è perduta,
e la maggior parte dei giovani uomini annegati, oh annegati
e la maggior parte dei giovani uomini annegati

NOTE
1) letteralmente “alloggi dei letti”
2) la frase acquista un senso alla luce del verso precedente, la frase è pronunciata dal nostromo, il sottufficiale capo del personale di coperta, quello che organizza il lavoro della ciurma e supervisiona carico e scarico delle merci. Così le onde del mare sono entrate nella stiva e le merci ci galleggiano dentro.
3) per lo più il mestiere di mozzo era svolto da ragazzi scappati di casa per vivere l’avventura o figli di marinai che facevano la gavetta, venivano arruolati già all’età di 10 anni
4) porto nella conta di Devon Sud-Ovest Inghilterra
5) si riferisce alle trombe dell’apocalisse?

LA BALLATA MEDIEVALE

Questa versione è forse quella che si avvicina di più allo spirito originale, quasi medievale, della ballata. All’epoca la sirena era oramai diventata una donna-pesce sia nei Mari del Sud (che la ritraevano agli inizi nella forma di uccello) che del Nord d’Europa: Melusina è la sirena che fa da cesura a questa trasformazione, ancora con ali da uccello ma la coda di serpente.

sirena-pettine-specchioLa Sirena è accompagnata sempre da pettine e specchio: l’uno a indicare la sessualità (nel gesto erotico del pettinarsi le chiome, un tempo potente strumento di seduzione), l’altro a sottolinearne la doppiezza e l’inganno. Ma il pettine o pecten dal greco plectron sta per indicare il plettro ovvero la lyra e quindi le virtù musicali della sirena, mentre lo specchio ne rappresenta i poteri magici.

E certamente i primi marinai europei scambiarono per delle sirene quelle donne subacquee polinesiane, mezze nude e bellissime che andavano incontro alle loro navi, tutto sorriso, fiori e canto!

sirenQui il testo è più simile alla seconda versione anche se non più dal punto di vista della ciurma, bensì del marinaio che presumibilmente si è salvato dal naufragio. Nella prima strofa il protagonista si ritrova di notte a ripensare al suo amore (la nave o la sirena?) e ai marinai che solcano i mari, ciò che segue è quindi il ricordo di un disastroso evento e di come lui sia (forse per l’intervento magico della sirena) sopravvissuto. Egli cerca di descrivere la malia che lo ha avvinto e reso prigioniero del canto della sirena, ma subito il presagio funesto si concretizza e il mare si gonfia in tempesta. La parte finale riprende lo schema tripartito delle versioni precedenti in cui tre membri della ciurma intervengono per annunciare il disastro imminente e inevitabile: qui sono il timoniere che non riesce più a scandagliare il fondo a causa dei marosi, il capitano che leva l’ultimo pensiero alla moglie e al suo dolore di vedova, il giovane mozzo invece pensa alla madre. L’ultima strofa è concitata , ormai persa la nave l’unica salvezza è riposta nelle scialuppe!

Il testo tratto da The Penguin Book of English Folk Song 1959 (a cura di Ralph Vaughan Williams e A.L. Lloyd) come arrangiato da Martin Carthy in Straws in the Wind
ASCOLTA Martin Carthy & Dave Swarbrick
ASCOLTA Flos Harmonicus voce baritonale di Adrian Horsewood  e arpa celtica (con una nota di bordone portata dalla ghironda, probabilmente nella sua costruzione più antica ovvero la symphonia medievale) su una melodia detta di Humpshire. Nel 2006 è stato stampato un cd dal titolo Hampshire Dance Tunes e i brani sono tratti dal manoscritto conservato nella Winchester Records Library (rif 210M87 / 1.) datato al 1822, c’è da presumere che la melodia provenga da una delle 171 melodie riportate in forma di country dance.


I
One night as I lay on my bed,
I lay so fast asleep,
When the thought of my true love(1) come running in my head,
And sailors that sail on the deep.
II
As I sailed out one day one day
And being not far from land,
There I saw a mermaid sat on a rock,
A comb and a glass in her hand.
III
Now the song she sang, she sang so sweet,
No answer at all could I say,
Till our gallant ship she swung round about,
Which made our poor hearts to ache.
IV
Then up stepped the helmsman of our ship,
In his hand a lead and line(2).
For to sound the seas so wide and so deep,
No hard rock or sand could he find.
V
Up stepped the captain of our ship,
And a well-speaking man is he.
He says, “I have a wife in fair Plymouth town(4),
This night and a widow she’ll be.”
VI
And then up stepped our cabin boy(3),
And a fine pretty boy was he.
He says, ”Oh, I grieve for my mother dear,
Whom I shall never more see.
VII
Last night last night when the moon shone bright,
My mother she had sons five.
But now she may look in the salt salt sea
And find but one alive.”
VIII
Call for boats, call for boats, my fair Plymouth boys,
Do you hear how the trumpets sound(5)?
For the want of a long-boat in the ocean we’re lost
And most of our merry men drowned.
TRADUZIONE ITALIANO Cattia Salto
I
Una notte ero sdraiato nel mio letto
e giacevo profondamente addormentato, quando il pensiero del mio amore(1) venne di corsa alla mia mente e quello dei marinai che solcano gli oceani.
II.
Mentre navigavo un giorno
non lontano da terra
vidi una sirena seduta sulla roccia
con un pettine e uno specchio tra le mani.
III
E il canto che cantava era così dolce
non potevo chiedere altro,
finchè alla nostra bella nave
lei nuotò intorno
facendo palpitare i nostri cuori.
IV
Poi si alzò il timoniere della nostra nave,
con in mano il filo a piombo(2)
per far risuonare il mare così selvaggio e profondo,
ma nessuna dura roccia o sabbia riusciva trovare
V
Poi si alzò il capitano della nostra nave, un uomo dalla parlata fine
disse: “Ho una moglie nella città di Plymouth(4)
e stanotte diventerà una vedova”

VI
E poi si alzò il nostro mozzo(3),
e che bel ragazzo era:
disse “Oh mi dispiace per la mia cara madre
che non rivedrò mai più”
VII
La notte scorsa, quando la luna splendeva luminosa
mia madre aveva cinque figli
ma ora lei potrà guardare nelle onde salate e non trovarne neppure uno vivo”
VIII
Chiamate le scialuppe, le scialuppe voi bei ragazzi di Plymouth
non sentite come suonano le trombe(5)?
Per la mancanza di una scialuppa nell’oceano ci siamo perduti,
e la maggior parte dei giovani uomini sono annegati.

NOTE
1) il vero amore è ovviamente la nave
2) termine nautico per indicare uno strumento che scandaglia la profondità del fondale
3) per lo più il mestiere di mozzo era svolto da ragazzi scappati di casa per vivere l’avventura o figli di marinai che facevano la gavetta, venivano arruolati già all’età di 10 anni
4) porto nella conta di Devon Sud-Ovest Inghilterra
5) si riferisce alle trombe dell’apocalisse?

Seconda parte: MERMAID AND SELKIE qui

FONTI
http://ilsettimopapiro.altervista.org/sirene.htm
http://www.geagea.com/17indi/17_06.htm
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/mermaid.html
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-289-the-mermaid.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66502
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19422
http://www.wildgoose.co.uk/displayAlbum.asp?PRODUCT_ID=124

MERMAID OR SELKIE SONG?

selkie-focheLa Scozia conserva ancora tantissimi canti sulle creature del mare, in particolare la tradizione è ancora viva nelle Isole Ebridi: qui le foche non sono dei semplici animali, bensì creature magiche chiamate selkie, che di notte prendono la forma di uomini e donne annegati. Ritenuti una sorta di guardiani del Mare (qui) o giardinieri del fondale marino ogni notte o solo nelle notti di luna piena, abbandonerebbero le loro pelli per rivelare sembianze umane, per cantare e danzare sulle scogliere d’argento.

LA SCHEDA continua

ORAN NA MAIGHDINN-MHARA

Melodia tradizionale scozzese, eseguita spesso con la sola cornamusa

ASCOLTA Tannahill Weavers

LA LEGGENDA DELLA SELKIE, LA FATA-FOCA

Alcuni interpretano questo canto alla luce di una leggenda scozzese che narra la storia di una selkie costretta a vivere con l’uomo che le aveva rubato la pelle. Dopo molti anni il figlio nato dal rapporto trova la pelle e la mostra alla madre, così lei è finalmente libera di riprendere il mare.

Si racconta che una notte, sulla piccola isola di Inis Oirr, Séan O’Shea incontrò una ragazza dai lunghi capelli rossi che sedeva nuda sugli scogli, cantando una canzone che parlava del Grande Padre Mare.foca-saluta
Séan, osservando la ragazza da lontano, vide la pelle di foca poco distante da lei e invaghitosi della giovane decise di prenderla con sé.
Da quel momento, la ragazza divenne la moglie di Séan, incapace per incanto di separarsi da lui.
Passarono molti anni e Séan e la selkie ebbero una bambina che entrambi amavano e coccolavano. La selkie era docile, affettuosa, una madre perfetta ed una moglie gentile, ma non perse mai il suo sguardo malinconico.
Ogni notte, alla fine dei lavori domestici, sedeva sugli scogli a guardare il mare cantando tristi melodie a suo padre, il Mare, dal quale non riusciva a separarsi.

Il tempo passò, la bambina crebbe e la selkie si innamorò veramente del suo uomo; ma una notte, nascosta in un vecchio canestro in fondo alla cantina della casa, trovò il mantello di foca che suo marito aveva nascosto per tanto tempo.
Il mattino dopo, Séan trovò soltanto una scritta fatta con un dito in un pugno di farina sparsa sul tavolo: “Vi amo”. Ma di sua moglie non c’era traccia, e Séan e la bambina non la videro mai più.

OPPURE E’ UNA SIRENA?

Ma c’è anche un altro racconto leggendario che ben si adatta a questo canto.
Una sirena si innamorò di un pastore delle Isole Ebridi e i due si incontravano sulla riva rocciosa dove consumavano il loro amore. Poi l’uomo stanco del rapporto non andò più alla riva. La bella sirena attese invano il ritorno del suo amore e alla fine scelse la morte gettandosi contro gli scogli. Sembra che l’ingresso di una grotta conservi ancora la forma della sirena impressa con un colore rosso scuro.
Con questa chiave di lettura il canto sarebbe quinti il canto di disperazione della sirena che attende invano il suo amante che l’ha tradita.

ASCOLTA Rich Hill, la canzone illustrata da The Crankie Factory

ASCOLTA Glasgow Islay Choir
ASCOLTA Ishbel MacAskill in Sioda

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
Hùbha i ‘s na horaibh hì
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
‘S ann le foill a mheall thu mì
I
A mach air bharr nan stuadh ri gaillionn
Fuachd is feannadh fad ‘o thìr
Tha mo ghaol dhuit daònan fallainn
Ged is Maighdinn mhara mì
II
Chaneil mo chadal-sa ach luaineach
‘Nuair bhios buaireas air an tìd’
Bha mi ‘n raoir an Coirre Bhreacainn(2)
‘S bi mi nochd an Eilean I
III
Seall is faic an grunnd na fairge
Uamhan airgiod ‘s òr gun dìth
Lainnearachd chan fhaca sùil e
Ann an cuirt no lùchairt righ

TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
Hùbha i ‘s na horaibh hì
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
It was with guile that you cheated me
I
Out on top of the tempest’s crest
Cold so bitter to skin alive
My love for you is constant and healthy
Though ‘tis a mermaid that I am
II
My sleep is sporadic
When the ocean’s in turmoil
Last night I spent in Corry Vreckan
And tonight it’s in Iona that I’ll be
III
Look and see on the   ocean’s floor
Endless caves of silver and gold
Such glittering beheld by no one
Even in the courts or palace of kings
TRADUZIONE  di Cattia Salto
Ritonello
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
Hùbha i ‘s na horaibh hì
Hùbha i ‘s na horaibh hùbhaidh
con la menzogna mi hai ingannato
I
Fuori sulla cresta delle onde in tempesta, freddo e ancora freddo sulla viva pelle, il mio amore per te è costante e vero, anche se sono una fanciulla del mare (1)
II
Il mio sonno è agitato
quando la tempesta infuria
Ieri sera ero a Corryvreckan (2)
stasera sarò nell’Isola di Iona.
III (3)
Guarda e osserva il fondo dell’oceano
grotte senza fine d’oro e d’argento
bellezza che nessun occhio ha mai visto
nella corte o nel palazzo di un Re

NOTE
1) se il verso fosse pronunciato dall’uomo sarebbe “Though ‘tis a mermaid that you are”: il mio amore per te è costante e vero anche se sei una sirena
2) Corry Vreckan è un mulinello nel mare tra Jura e Scarba
3) è la sirena-selkie che è finalmente libera di vagare per il mare (non solo nei suoi sogni inquieti) e di ritornare alla bellezza celata negli abissi.

lo stesso racconto nella tradizione irlandese continua

FAREWELL TO TARWATHIE

L’autore del testo è George Scroggie un poeta-contadino scozzese dell’Ottocento (non era insolito all’epoca che alcuni contadini fossero anche dei letterati autodidatti e scrivessero e pubblicassero poesie) che visse, a quanto pare dalla poesia, nella fattoria di Tarwathie nei dintorni di Crimond (piccolo paese nell’Aberdeenshire, Scozia Nord Est proprio sulla punta del “naso” di quella sagoma a forma di cane alla quale è riconducibile la terra di Scozia), a circa 3 km dalla costa.

Autore di “The peasant’s lyre” (vedi in archivio di “The Library of Congress” come depositato da Dwight Faw Rettie di Arlington, Virginia) pubblicato nel 1857 in Aberdeen, in cui troviamo la poesia “Farewell to Tarwathie” di ben 16 strofe, rimaneggiata e adattata a cinque nella forma-canzone attuale.

Che Scroggie sia stato un contadino e terricolo nulla toglie alla schiettezza della poesia; qualche ricercatore zelante ha rilevato vari gradi di parentela tra la famiglia Scroggie e i Cardno avendo quest’ultimi più affinità con il mare e il lavoro di “Arctic Whalerman“. Come sia in merito alla veridicità dell’Addio, la poesia è il saluto del protagonista alla sua amata terra natia, poco prima della partenza alla volta della Groenlandia su di una nave baleniera.

Il periodo in cui la poesia è stata scritta corrisponde proprio al nuovo impulso dato alla caccia delle balene con l’introduzione dei battelli a vapore, ma siccome la baleniera Tay fu la prima al mondo a montare un motore a vapore nel 1857 (porto di Dundee) è lecito presumere che la baleniera su cui si imbarcherà il protagonista sia ancora un tradizionale battello a vela. pescatori_balene1947_albertarelli All’epoca della canzone il lavoro di baleniere era molto pericoloso e praticato da uomini duri e incuranti del pericolo, che dovevano spingersi nel Mare Artico dove il ghiaccio ricopre terra e oceano, perchè le balene erano diventate sempre più rare negli altri mari; uomini che dovevano sentire un forte legame con il mare poichè stavano fuori per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa; il nostro protagonista invece ha radici contadine e vorrebbe rimanere nel suo paese ma è spinto dal desiderio di arricchirsi: probabilmente è un giovane ragazzo che non fa o farà il baleniere di mestiere.

Nella IV strofa il poeta ci lascia una toccante immagine, nel rievocare il dolce canto degli uccelli nella sua terra, si rammarica che non ci saranno uccelli a cantare per le balene!
"The cold coast of Greenland is barren and bare
No seed-time nor harvest is ever known there
And the birds here sing sweetly in mountain and dale
But there's no bird in Greenland to sing to the whale"

ORIGINI DELLA MELODIA

Per quanto riguarda la melodia nell’articolo di Jürgen Kloss (vedi) vediamo svelata la sua origine: Kloss dubita che nell’Ottocento la poesia di Scrooggie fosse una canzone e ritiene che sia stata pubblicata per la prima volta nel 1950 da A.L. Lloyd & Ewan MacColl in “Thar she blows!”. Il testo è stato riveduto e modificato rispetto alla versione comparsa nel primo decennio del 1900 in “Folk-Song of the North East” a cura del collezionista scozzese Gavin Greig.
La melodia è stata molto probabilmente aggiunta da Lloyd ispirandosi a una vecchia melodia scozzese.
La somiglianza più antica è in “Earl Douglas’s Lament” composta da James Oswald (1710-1769) e che ha dato il via a una serie di Lamenti o Addii abbastanza simili in particolare per “Armstrong’s Farewell” (in Caledonian Pocket Companion, 12 volumi pubblicati tra il 1745 e il 1765). Sempre dalla ricerca di Kloss apprendiamo che Oswald a sua volta aveva ripreso un vecchio brano scozzese “Daft Robin” o “Robbi donna gòrach“, anch’esso pubblicato in quegli anni in varie collezioni. Anche sul versante irlandese si riscontra un brano simile dal titolo “The Bockagh” Collection of the most Celebrated Irish Tunes pubblicato a Dublino da William e John Neal nel 1724.

Di fatto la melodia era molto popolare in Scozia e in Irlanda e venne utilizzata diffusamente per numerose nuove canzoni  per tutto l’Ottocento. Anche in America la ritroviamo in numerosi brani per arrivare in particolare alla raccolta di John LomaxCowboy Songs” pubblicata nel 1938 e alle versioni di “The Railroad Corral” e di “Rye Whiskey” che richiamano parti della melodia somiglianza riscontrabile anche in “Pretty Saro” e “My Horses Ain’t Hungry”: collezionata da Lloyd o composta ex-novo ispirandosi ad una lunga tradizione scozzese e irlandese: la bellezza della melodia è indiscutibile, così meditativa e nostalgica!

ASCOLTA Judy Collins in “Whales and Nightingales” 1970: con la sola voce umana unita al canto delle balene, sebbene il fine utilitaristico del testo prevalga su ogni istanza pro-balena l’aver dato voce alle prede le umanizza e fa riflettere. Da ascoltare anche in versione più tradizionale e infine rock

ASCOLTA Noel McLoughlin in “20 Best Of Scotland” di questa versione mi piace il rincorrersi dei fraseggi flauto come se fossero i richiami degli uccelli (della già citata strofa)
ASCOLTA Liam Clancy la versione di Liam è un “classico” della tradizione
ASCOLTA Eurythmics (a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, la modernità di una melodia risalente perlomeno al 1700)


I
Farewell to Tarwathie,
adieu Mormond Hill
And the dear land of Crimond,
I bid you farewell
I’m bound out for Greenland
and ready to sail
In hopes to find riches
in hunting the whale
II
Farewell to my comrades,
for a while we must part
And likewise the dear lass
who first won my heart
The cold coast of Greenland
my love will not chill
And the longer my absence,
more loving she’ll feel
III
Our ship is well rigged
and she’s ready to sail
The crew they are anxious
to follow the whale
Where the icebergs do fall
and the stormy winds blow
Where the land and the ocean
is covered with snow
IV
The cold coast of Greenland
is barren and bare
No seed-time nor harvest
is ever known there(1)
And the birds here sing
sweetly in mountain and dale
But there’s no bird in Greenland
to sing to the whale
V
There is no habitation
for a man to live there
And the king of that country
is the fierce Greenland bear
And there’ll be no temptation
to tarry long there
With our ship bumper full(2)
we will homeward repair
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Addio Tarwathie,
addio Mormond Hill

e terra amata di Crimond,
vi saluto

sono diretto in Groenlandia
pronto per partire

con la speranza di trovare la ricchezza
nella caccia alla balena

II
Addio compagni,
tra poco dobbiamo separarci

e così anche l’amata ragazza
che per prima ha conquistato il mio cuore-

La fredda costa della Groenlandia
non raffredderà il mio amore

e più a lungo starò lontano,
più amore lei proverà.

III
La nostra nave è ben attrezzata
e pronta a partire

la ciurma è ansiosa
di inseguire la balena

dove gli iceberg cadono
e il vento impetuoso soffia

dove terra e oceano
sono ricoperti dalla neve

IV
La costa fredda della Groenlandia
è sterile e nuda,

nessuna semina e nemmeno raccolto
là si conosce(1)

e gli uccelli qui cantano
dolcemente nelle montagne e valli,

ma non ci sono uccelli in Groenlandia
a cantare per le balene.

V
Non c’è dimora
per un uomo che vive là

e il re della terra
è il feroce orso polare,

non ci sarà la tentazione
di trattenersi a lungo là

con la stiva carica(2)
ci recheremo a casa!

NOTE
1) l’osservazione è propria di chi appartiene ad una generazione di contadini
2) nel contesto del racconto la caccia alla balena è vista come un atto predatorio, di sussistenza. Oggi la caccia alle balene è vietata, anche se legalmente praticata per la sussistenza di limitate popolazioni indigene e illegalmente praticata in Giappone, Norvegia, Islanda, Russia e Corea.
FONTI
http://www.clis.com/tarwathie/scroggie.html http://mysongbook.de/msb/songs/f/faweltar.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/farewelltotarwathie.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40025 http://justanothertune.com/html/tarwathie.html
https://lenathehyena.wordpress.com/tag/dundee/

CAPTAIN KIDD

v0_masterIl capitano William Kidd (1645-1701) fu impiccato a Londra il 24 maggio 1701 dopo essere stato processato con l’accusa di pirateria.

Il ritratto che lo raffigura con tanto di parrucca e cravatta (così viene chiamato questo nuovo capo dell’abbigliamento maschile, entrato nella moda nella seconda metà del 1650: ovvero una striscia in seta con alto bordo in pizzo annodata a fiocco o più semplicemente ravvolta a più giri) è quello di un fiero capitano della seconda metà del Seicento, non certo di un pirata (barbuto o baffuto, con sporchi capelli arruffati o treccine, orecchini e bandana  ) !!

UN RISPETTABILE CORSARO

C’era una linea, sempre più sottile all’epoca, che divideva i rispettabili corsari dai pirati: i corsari avevano la licenza di depredare le navi “nemiche” sia che fossero francesi o spagnole o navi pirata ed erano in possesso della “lettera di corsa” con siglate le varie condizioni in merito alla “licenza”, avvallate anche dai rispettivi regnanti (perciò una parte del bottino spettava alla Corona); i pirati depredavano qualunque nave mercantile o pirata e il bottino era spartito tra l’equipaggio, di cui una bella fetta andava ovviamente al capitano.
William Kidd quella lettera ce l’aveva quando ritornò a fare il corsaro nel 1696 alla volta dell’Oceano Indiano, per meritarsi la fama di “Terrore di tutti i Mari”, poi le sua gesta in odore di pirateria o più semplicemente il mutare del vento (gli interessi mercantili della sempre più potente Compagnia delle Indie) lo fecero cadere in disgrazia.
Alcuni storici parlano di congiura contro il capitano Kidd manovrato dalle alte sfere come capro espiatorio; come sia la sua impiccagione diede il via a una notevole mole di cronache, atti processuali e ballate e lo fece diventare un personaggio famoso, ripreso nella letteratura e nel cinema.

Il personaggio mi ha riportato alla mente la storia del pirata Long John Silver (La vera storia del pirata Long John Silver di Larsson Björn -1995), -che consiglio caldamente di leggere -non per assonanza di vicissitudini quanto, io credo, di filosofia così riassunta “Se c'è qualcosa che dà un senso alla vita, è senz'altro il fatto di non essere soggetto ad alcuna legge, di non avere mani e piedi legati. E non importa il tipo di fune o chi ha stretto il nodo. È la corda stessa il male. È con quella che prima o poi si finisce per legarsi da soli o per essere appesi a una forca. Questa è stata la mia filosofia, e giustamente sono ancora vivo”

PRIMA VERSIONE DELLA BALLATA, 1701

936La prima broadside ballad venne distribuita tra la folla andata ad assistere all’impiccagione: “Captain Kid’s Farewel to the Seas, or the Famous Pirate’s Lament” sulla melodia “Coming Down” conteneva una ventina di strofe in cui il capitano confessava i suoi crimini (le navi depredate, l’uccisione di William Moore, il ricco bottino accumulato) e concludeva con rassegnazione davanti alla morte, dando l’addio al mare.

La “confessione” in realtà non fu mai pronunciata da capitan Kidd che anzi si proclamò sempre innocente! Si tratta chiaramente di una “Good-night Ballads”  un genere di moda nel 1700, con cui il condannato a morte si accomiata dalla folla andata ad assistere all’esecuzione. Alcune di queste canzoni sono state commissionate dagli stessi prigionieri, eppure non bisogna dare troppo credito documentario alle storie narrate, in quanto l’autore anonimo del broadside ci ricamava parecchio sopra.
Gallows songs, printed for sale at public executions, were a popular form of broadside until public hanging was abolished in the mid nineteenth century. These events attracted great crowds […] and provided an eager market for broadside sellers. […]. There must have been hundreds, perhaps thousands, of gallows songs telling the stories of murderers, pirates, traitors and other felons. They fulfilled a similar role to that of today’s more sensational Sunday newspapers, and when more popular newspapers came on the market from the mid nineteenth century, gallows songs faded away, though many went on being sung in oral tradition. Some were noted by the early collectors, who tended to reject them as ‘vulgar’. (Pollard, Folksong 32) (tratto da qui)

La canzone rimbalzò nelle Colonie inglesi d’America in cui circolò in forma di ballata dal 1730 al 1820 (e curiosamente il nome del capitano divenne Robert) e si arricchì di altre strofe e vari rimaneggiamenti.

LE MELODIE

Nell’esaustiva e dettagliata dissertazione di David Kidd (vedi) possiamo seguire tutta la storia della melodia rintracciata in terra scozzese e nella seconda metà del 1500 (Complaynt of Scotland 1549) diventata “My luve’s in Germanie” (una canzone sulla guerra del 1630-1648) di cui si ritrova la stampa con il titolo “Germanie Thomas“, in data 1794 (ascolta) tuttavia non tutti gli storici sono disposti a vedere questa diretta discendenza, pur riconoscendo una sorta di “motivo musicale” comune nelle Lowlands scozzesi sul tema amoroso. Un’altra radice celtica è stata rintracciata nella canzone gallese Mentra Gwen (in inglese Plaint of the Widow).

Veniamo quindi alla melodia indicata nel foglio della ballata stampato nel 1701, detta “Coming Down“: come si sa, nei fogli di strada erano riportati solo i testi (per lo più anonimi) e per la melodia si faceva riferimento ad arie popolari e in voga; proprio l’anno prima era stato giustiziato un tale di nome Jack Hall la cui ballata conosciuta da tutti terminava con “but never a word I said coming down” diventata poi Sam Hall nel 1849, la straziante storia dello spazzacamino di Londra impiccato per l’accusa di furto aggravato. Incidentalmente la melodia è simile alla ballata Admiral Benbow Air scritta nel 1702, mentre lo spartito è pubblicato nel 1783 in The Vocal Enchantress. Dalla stessa melodia popolare discende anche il brano “Ye Jacobites by name” scritto da Robert Burns nel 1792.

In America sulla melodia così orecchiabile si sono composti molti inni religiosi che hanno generato a loro volta una serie infinita di varianti e aggiustamenti

IL FOLK REVIVAL

Le versioni moderne del brano derivano per lo più dall’arrangiamento fatto da Pete Seeger (in “Golden Ring”, 1964) sulla versione che aveva imparato da Steve Benbow a sua volta influenzato da Admiral Benbow.
ASCOLTA Carl Peterson in I Love Scottish and Irish Sea Songs 2003. Qui la melodia è proprio un lamento e il testo è più simile alla ballata nella sua prima edizione (le immagini abbinate nel video sono disegni a carboncino, schizzi a matita o a china, litografie con navi, barche e marinai di varie epoche)

 

I
My name is Captain Kidd,
as I sailed, as I sailed
My name is Captian Kidd, as I sailed
My name is Captian Kidd,
God’s laws I did forbid
And most wickedly I did,
as I sailed, as I sailed
II
I was born in Greenock(1) town
afore I sailed,
from where the great ship
they did abound and they sailed the whole world round
III
Oh, my parents taught me well,
to shun the gates of Hell
But against them I rebelled
IV
Well, I murdered William Moore (2),
and I left him in his gore
Forty leagues from shore,
V
To execution dock(3) I must go,
lay my head upon the block
And no more the laws I’ll mock

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Il mio nome è Capitan Kidd
e ho navigato
Il mio nome è Capitan Kidd
Il mio nome è Capitan Kidd
e le leggi che Dio ha vietato
con cattiveria ho perseguito
quando andavo per mare.
II
Sono nato a Greenock(1)
prima di andare per mare
da dove il grande veliero
è salpato
e si navigava in tutto il mondo
III
I miei genitori mi hanno ben insegnato
ad evitare i cancelli dell’Inferno,
ma contro di loro mi ribellai
IV
Ho assassinato William Moore(2)
e l’ho lasciato nel suo sangue,
20 leghe lontano dalla riva
V
Al molo degli impiccati(3) devo andare
metto la testa nel cappio,
non mi farò più beffe delle leggi

NOTE
1) William Kidd nacque intorno al 1645 a Greenock, porto scozzese nei pressi del fiordo di Clyde, figlio di un ministro presbiteriano a 14 anni scappò di casa per imbarcarsi e finalmente a 44 anni divenne capitano di una nave corsara che veleggiava nel mare dei Caraibi; due anni dopo si sistemò a New York (porto preferito da tanti pirati dell’epoca) con una ricca vedova in una bella casa di Coney Island. Però la vita da sposato (ancorchè trafficante) gli andava stretta e nel 1695 salpò per Londra a cercare dei finanziatori per riprendere i mari come corsaro.
2) l’uccisione immotivata di William Moore si unì all’accusa di pirateria, nonostante si trattasse di reazione ad un tentativo di ammutinamento della ciurma (pare che il capitano lo avesse colpito con un secchio sulla testa)
3) Kidd arrestato in America nel 1699 venne processato in Inghilterra e impiccato a Londra sul molo del Tamigi vicino a Wapping, famigerato per essere diventato “Il molo dell’esecuzione” (Galgendock). La pena capitale era riservata agli atti di ammutinamento e gli omicidi in alto mare per cui qui venivano impiccati ammutinati, contrabbandieri e pirati. La corda era tenuta corta, in modo che al condannato la morte sopraggiungesse lentamente per soffocamento (con la corda lasciata più lunga, la brusca caduta del corpo all’apertura della botola sottostante causava più facilmente  la rottura del collo). Pare che la corda di Kidd si ruppe al primo tentativo, e così pure al secondo, ma non sopraggiunse la grazia. Il suo corpo venne lasciato appeso in una gabbia di ferro a imputridire per tre anni, come avvertimento agli altri pirati.

La melodia è identica a Sam Hall, qui le versioni sono  più allegre e fanno assumere al testo una venatura ironica.
ASCOLTA Great Big Sea


Chorus:
My name is Captain Kidd
As I sailed, as I sailed
Oh, my name is Captain Kidd, as I sailed
My name is Captain Kidd
And God’s laws I did forbid
And most wickedly, I did
as I sailed
I
My father taught me well(1)
To shun the gates of hell
But against him I rebelled
as I sailed,
He stuck a bible in my hand
But I left it in the sand
And I pulled away from land
As I sailed
II
I murdered William Moore(2)
And I left him in his gore
Twenty leagues away from shore
And even crueler still,
his gunner I did kill
And his precious blood did spill
III
I was sick and nigh to death
And I vowed at every breath
To walk in wisdom’s path
But my repentance lasted not
For vows I had forgot
Oh damnation is my lot
IV
To the execution dock(3)
Lay my head upon the block
No more laws I will mock,
Take warning here and heed
To shun bad company
Or you’ll wind up just like me
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
CORO
Il mio nome è Capitan Kidd
e ho navigato
Il mio nome è Capitan Kidd
Il mio nome è Capitan Kidd
e le leggi che Dio ha vietato
con cattiveria ho perseguito
quando andavo per mare.
I
Mio padre mi ha ben insegnato(1)
ad evitare i cancelli dell’Inferno,
ma contro di lui mi ribellai;
e ho navigato 
lui mise la bibbia nella mano,
ma la abbandonai sulla sabbia
e mi allontanai dalla terra
II
Ho assassinato William Moore(2)
e l’ho lasciato nel suo sangue,
20 leghe lontano dalla riva
e ancor più crudelmente
il suo cannoniere ho ucciso
e il suo sangue prezioso ho versato
III
Ero malato e prossimo alla morte
e dedicai ogni respiro
a camminare sulla retta via
ma il mio pentimento non è durato
e quei voti ho dimenticato
oh la dannazione è il mio destino
V
Al molo dell’impiccato (3)
metto la testa nel cappio,
non mi farò più beffe delle leggi,
prestate attenzione qui e ascoltate:
evitate le cattive compagnie o
finirete proprio come me

LA VERSIONE SEA SHANTY

Non poteva mancare la versione sea shanty della ballata, anche se Stan Hugill non la riporta nella sua “Bibbia

ASCOLTA Assassin’s Creed 4 Black Flag

 

I
O, my name was Captain Kidd,
as I sailed, as I sailed,
O, my name was Captain Kidd,
as I sailed.
My name was Captain Kidd
And God’s laws I did forbid,
And so wickedly I did
as I sailed, as I sailed.
So wickedly I did
as I sailed.
II
I murdered William Moore(2),
I laid him in his gore,
Not many leagues from the shore,
O, I murdered William Moore,
as I sailed, as I sailed.
III
I spied three ships from Spain
and I fired on them a-main,
And most of them I slain,
as I sailed, as I sailed.
IV
Come all you young and old,
see me die, see me die.
Come all you young and old,
see me die.
You are welcome to my goal,
And by it I lost my soul
Come all you young and old,
I must die, I must die.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Il mio nome era Capitano Kidd
quando navigavo, quando navigavo
oh Il mio nome era Capitano Kidd
quando navigavo
oh Il mio nome era Capitano Kidd
e le leggi che Dio ha vietato
con cattiveria ho perseguito
quando andavo per mare
così crudelmente
quando navigavo
II
Ho assassinato William Moore(2)
e l’ho lasciato nel suo sangue,
a non molte leghe dalla spiaggia
oh ho assassinato William Moore
quando andavo per mare
III
Ho spiato tre navi dalla Spagna
e ho sparato su di loro in mare
e molti ne ho ucciso
quando andavo per mare
IV
Venite tutti, giovani e vecchi
a vedermi morire, a vedermi morire
Venite tutti, giovani e vecchi
a vedermi morire,
Siete i benvenuti al mio trionfo
e a causa sua ho perso la mia anima
Venite tutti, giovani e vecchi
devo morire, devo morire

Interessante anche questa versione folk-rock dei Tempest che hanno riscritto il testo in difesa del corsaro Kidd ASCOLTA

IL TESORO SEPOLTO

Il leggendario tesoro di Capitan Kidd è ancora sepolto da qualche parte a Long Island (oppure in un’isola sperduta nei Caraibi). Pare che il casus belli fosse l’ultima nave depredata, il mercantile Quedagh Merchant con oro, argento, pietre preziose e stoffe pregiate, per un valore di quattrocentomila sterline equivalenti a circa sessanta milioni di sterline odierne – poco meno di 67 milioni di euro. Purtroppo la maggior parte del carico apparteneva alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali che pretese la testa del Capitano!
Recentemente un noto cacciatori di tesori, Barry Clifford, ha rivendicato la scoperta del relitto della nave di Kidd, l’Adventure Galley.
Il mitico tesoro ha ispirato Robert Louis Stevenson nella stesura dell'”Isola del Tesoro”..

FONTI
http://www.instoria.it/home/capitano_kidd.htm
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LK35.html
http://www.davidkidd.net/Captain_Kidd_Lyrics.html
http://www.davidkidd.net/Captain_Kidd_Music.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=70693
http://people.brandeis.edu/~dkew/David/Bonner-CaptKidd_ballad-1944.pdf

BÁIDIN FHEILIMI

Anche nota come “Báidín Fheidhlimidh” questa antica ballata, si annovera tra le “canzoni del mare” e viene insegnata ai bambini irlandesi nelle scuole elementari essendo un rarissimo esempio di canzone bilingue. Quasi sicuramente tramandata per generazioni in forma orale, la canzone potrebbe essere stata composta nel XVII secolo, e solo successivamente trascritta anche con la traduzione in inglese, con il titolo Phelim’s Little Boat. Il gaelico qui è un po’ particolare perché proviene dal Donegal e ha diverse affinità con il gaelico scozzese.

UNA BARCHETTA IN MEZZO AL MAR

Malgrado si presenti come una filastrocca, la ballata narra la storia di Feilimí Cam Ó Baoill, ossia Phelim O’Boyle, che per sfuggire al suo acerrimo nemico, abbandona il Donegal. Egli era uno dei capi dell’Ulster (vedi), guerriero-pescatore che, per evitare il conflitto con il clan dei Mac Suibhne, ovvero gli Sweeney, prende il mare su una piccola barca alla volta dell’isola di Gola; ma, non sentendosi ancora al sicuro, cambia la rotta verso l’isola di Tory, più frastagliata e ricca di nascondigli, anche se più infida per la presenza degli scogli. E proprio sugli scogli la piccola barca si infrange e Phelim annega. Tra l’altro c’è anche una danza popolare dal titolo “Waves of Tory” la quale riproduce proprio il frangersi delle onde sugli scogli dell’isola!

TORAIG~1
isola di Tory

Baidin è una parola in gaelico irlandese che indica una piccola barca e il concetto di piccolezza ritorna ossessivamente nelle strofe.

ASCOLTA Sinéad O’Connor in Sean-Nós Nua 2002:  una voce dal timbro così particolare, quella di Sinéad O’Connor; qui l’intonazione è malinconica sostenuta da un effetto eco da voce di sirena

Nel commento sul libretto Sinéad scrive:
It tells the story of Feilim Cam Baoill, a chieftain of the Rosses [in Donegal] in the 17th century. He had to take to the islands off Donegal to escape his archenemy Maolmhuire an Bhata Bu Mac Suibhne. Tory Island was more inaccessible and seemed safer than Gola, but his little boat was wrecked there. For me, the song is one of defiance and bravery in spite of terrible odds. It is a song of encouragement that we should be true to ourselves even if being true means ‘defeat’. A song of the beauty of freedom. And a song of the power of the sea as a metaphor for the unconscious mind. It shows that we can never escape our soul.”

ASCOLTA Na Casaidigh in Singing for memory 1998: ancora una versione con la batteria ma con un tempo un po’ più sostenuto; un bell’arrangiamento delle voci nel coro e uno strumentale finale lasciato alla chitarra elettrica in un mix tra sonorità tradizionali e moderne molto gradevole e misurato.

Anche Angelo Branduardi si è cimentato nella canzone (anche se il suo gaelico è un po’ strano!) molto prezioso l’arrangiamento con il violino


DONEGAL GAELIC VERSION
I
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Gabhla,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Gabhla,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann
Curfá:
Báidín bídeach, Báidín beosach,
Báidín bóidheach, Báidín Fheidhlimidh,
Báidín díreach, Báidín deontach,
Báidín Fheidhlimidh’s Feidhlimidh ann.
II
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Toraigh,
Báidín Fheidhlimidh’s Feidhlimidh ann
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Toraigh,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann.
III
Báidín Fheidhlimidh briseadh i dToraigh,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann
Báidín Fheidhlimidh briseadh i dToraigh,
Báidín  Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann (1)

ENGLISH VERSION
I
Phelim’s little boat went to Gola,
Phelim’s little boat and Phelim in it,
Phelim’s little boat went to Gola,
Phelim’s little boat and Phelim in it
Chorus:
A tiny little boat, a lively little boat,
A foolish little boat, Phelim’s little boat,
A straight little boat, a willing little boat,
Phelim’s little boat and Phelim in it.
II
Phelim’s little boat went to Tory,
Phelim’s little boat and Phelim in it,
Phelim’s little boat went to Tory,
Phelim’s   little boat and Phelim in it.
III
Phelim’s little boat crashed on Tory,
Phelim’s little boat and Phelim in it,
Phelim’s little boat crashed on Tory,
Phelim’s little boat and Phelim in it.

TRADUZIONE ITALIANO DALL’INGLESE
La barchetta di Phelim è andata a Gola,
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.

CORO
Una minuscola barchetta, una vivace barchetta,
Una pazza barchetta, la barchetta di Phelim
Una barchetta ordinaria e maneggevole
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.

La barchetta di Phelim è andata a Tory,
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.
La barchetta di Phelim si è sfasciata a Tory,
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.

NOTE
1) oppure Iasc ar bhord agus Feilimí ann  [Laden with fish and Phelim on board = carica di pesci e con Phelim a bordo]

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=18074#177081

THE WILD ROVER

wild-roverThe Wild Rover è una classica canzone da marinai, da cantare durante le colossali bevute nei pub. Le sue origini sono controverse, ma gli irlandesi Dubliners l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

Scrive Malcom Douglas su Mudcat “The Wild Rover as we know it today started out as an English broadside song of the early 19th (just possibly late 18th) century; this however was a re-write, much shortened, of an earlier song by Thomas Lanfiere. Lanfiere wrote a whole series of sermonising tavern or “goodfellows” songs in the latter part of the 17th century” (tratto da qui)
Il “sermone” in questione s’intitola “The Good Fellow’s Resolution; Or, The Bad Husband’s return from his Folly” come trascritto in Roxburghe Ballads (vol VI 1889).

UN RICHIAMO ALLA TEMPERANZA

Il brano ci consegna un’immagine un po’ stereotipata dello spirito irlandese gran bevitore e ricco di sarcasmo, ma un’altra lettura propende a voler credere ai buoni propositi che il ragazzo esprime nel finale e quindi a prendere la canzone come un richiamo alla temperanza, per la verità non seguito dagli ascoltatori che cantano la canzone sorseggiando svariati bicchieri di birra. In effetti il brano è immancabilmente eseguito negli spettacoli dal vivo nei pub irlandesi, con il ritornello da cantare con il coretto del pubblico.

Il protagonista passa le giornate al pub spendendo tutti i soldi in whisky e birra: perciò è sempre al verde. Il ragazzo descrive, con toni scherzosi, l’imbarazzante situazione di chiedere credito e di vederselo negare, così promette a se stesso di cambiare stile di vita, ma quando si trova ad avere qualche soldo in tasca, non riesce a rinunciare alle attenzioni della proprietaria del locale.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA The High Kings


I
I’ve been a wild rover for many’s the year,
And I’ve spent all my money on whiskey and beer,
But now I’ve returned with gold in great store,
And I never will play the wild rover no more.
CHORUS
And it’s no, nay, never
No, nay(1), never, no more,
will I play the wild rover
No never, no more.
II
I went into an ale house(2) I used to frequent,
And I told the landlady(3) my money was spent.
I asked her for credit, but she answered me “Nay.
Such custom like yours
I could have any day.”
III
I took from my pocket ten sovereigns bright,
And the landlady’s eyes opened wide with delight,
She said, “I have whiskeys and wines of the best,
and I’ll take you upstairs, and I’ll show you the rest.”
IV
I’ll go home to my parents, confess what I’ve done,
And I’ll ask them to pardon their prodigal son.
And if they caress me as oft times before,
I never will play the wild rover no more (4)!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono stato un vagabondo donnaiolo per anni,
e ho speso tutti i miei soldi in whisky e birra,
ma ora che sono tornato con una palata di soldi,
non farò più il vagabondo, mai più.
RITORNELLO
E no, no, mai, no, no, mai,
non più  non farò più il vagabondo
No, mai, non più.
II
Entrai nella  birreria che ero solito frequentare,
e dissi alla padrona che avevo speso tutti i soldi,
le chiesi di farmi credito, ma lei mi rispose: “No, di clienti come te
ne posso trovare ogni  giorno”
III
Tirai fuori dalla tasca dieci sovrane luccicanti,
e gli occhi della padrona si spalancarono dalla gioia,
lei disse “Ho whiskey e vini
dei migliori,
ti riporto al piano di sopra,
e ti faccio vedere il resto.”
IV
Tornerò a casa dai miei genitori, confesserò quello che ho fatto,
e chiederò loro di perdonare il figliol prodigo,
e quando mi coccoleranno come ai vecchi tempi,
allora non mi verrà più voglia di fare il vagabondo (4)!

NOTE
1) nay: forma arcaica e colloquiale della negazione no
2) alehouse: letteralmente, “casa dei distillati”; si tratta di una antica forma dialettale, sinonimo di “pub”, “bar” o “birreria”
3) landlady: colloquiale per “padrona”, “proprietaria”
4) il ragazzo è certo che, tornando a casa dai suoi genitori, il loro affetto unito al perdono gli farà smettere di condurre uno stile di vita così sconsiderato: o è solo una promessa da marinaio?

La stessa situazione è ripresa anche in un canto in gaelico irlandese Níl sé ‘na lá.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31678
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thewildrover.html

AILEIN DUINN

Aileen Duinn, un canto, in gaelico scozzese, originario delle Isole Ebridi : un lament per il naufragio di una barca di pescatori, in origine una waulking song (vedi).

La canzone è diventata famosa perché inserita nella colonna sonora del film Rob Roy e interpretata magistralmente da Karen Matheson – la cantante del gruppo scozzese i Capercaillie.
L’autrice è Annie Campbell che nel 1788 perse il marito (o il promesso sposo) in un naufragio causato da una tempesta; anche lei morirà qualche mese più tardi, sconvolta dal dolore. Il suo corpo è stato trovato sulla spiaggia, nei pressi del punto in cui il mare aveva riconsegnato il corpo di Ailein Duinn (Alan dai capelli neri).

Miranda di Jw Watherhouse
Miranda di Jw Watherhouse

PRIMA VERSIONE

Qui il testo è ridotto al minimo, più evocativo che esplicativo di un tragico evento che doveva essere noto a tutti gli abitanti dell’Isola. La donna che canta è segnata da un dolore immenso, il suo Alain dai capelli neri è annegato in fondo al mare, e lei vaneggia di voler condividerne il sonno negli abissi stipulando un macabro patto di sangue.

ASCOLTA Capercaillie nel Cd To the Moon – 1995: Keren Matheson, la voce ‘kissed by God’ passa dal sussurro al grido, ripreso dalla cornamusa in un frangersi di onde del mare.

ASCOLTA Meav, in Meav 2000 voce angelica, arpa e flauto

ASCOLTA Annwn nel Cd Aeon – 2009 gruppo tedesco fondato nel 2006 che si definisce Folk Mystic; molto intensa anche questa interpretazione pur nella rarefazione dell’arrangiamento, con la voce limpida e calda di Sabine Hornung, la melodia portata dall’arpa, pochi echi del flauto e il lamento del violino, magnifico.

SITO WEB AWNN http://www.annwn-music.de/

ASCOLTA Trobar De Morte il testo ridotto a sole due strofe ed estrapolato dal contesto si presta ad essere letto come il canto d’amore di una sirena nella risacca del mare (vedi anche Mermaid’s croon)

GAELICO SCOZZESE
Gura mise tha fo éislean,
Moch `s a’ mhadainn is mi `g eirigh,
Sèist
O\ hi\ shiu\bhlainn leat,
Hi\ ri bho\ ho\ ru bhi\,
Hi\ ri bho\ ho\ rionn o ho,
Ailein duinn, o\ hi\ shiu\bhlainn leat.
Ma `s e cluasag dhut a’ ghainneamh,
Ma `s e leabaidh dhut an fheamainn,
Ma `s e `n t-iasg do choinnlean geala,
Ma `s e na roin do luchd-faire,(1)
Dh’olainn deoch ge boil   le cach e,
De dh’fhuil do choim `s tu `n   deidh dobhathadh, (2)

NOTE
(1) per gli abitanti delle Isole Ebridi le foche non sono dei semplici animali, bensì creature magiche chiamate selkie, che di notte prendono la forma di uomini e donne annegati. Ritenuti una sorta di guardiani del Mare o giardinieri del fondale marino (la leggenda più diffusa è quella che le foche siano le anime degli annegati in mare) ogni notte o solo nelle notti di luna piena, abbandonerebbero le loro pelli per rivelare sembianze umane, per cantare e danzare sulle scogliere d’argento  (qui)
2) allude ad un antico rituale celtico, consistente nel bere il sangue di un amico in segno di affetto (il patto di sangue), usanza citata da Shakespeare

TRADUZIONE INGLESE
How sorrowful I am
Early in the morning rising
Chorus
Ò hì, I would go with thee
Brown-haired Alan, ò hì,
I would go with thee
If it is thy pillow the sand
If it is thy bed the seaweed
If it is the fish thy candles bright
If it is the seals thy watchmen(1)
I would drink(2), though all would abhor it
Of thy heart’s blood after thy drowning
TRADUZIONE CATTIA SALTO
Che dolore senza fine,
appena mi alzo al sorgere del mattino.
CORO
Oh vorrei camminare con te,
Alan dai capelli neri,
salve, vorrei camminare con te.
Se ti è cuscino la sabbia,
e il letto d’alghe,
se i pesci ti saranno luce di candela ,
e le foche sentinelle(1),
io vorrei bere(2), sebbene ciò mi faccia orrore,
il sangue del tuo cuore dopo il tuo annegamento

SECONDA VERSIONE

Ci sono molte varianti testuali della canzone citata anche da Alexander Carmichael (1832-1912) noto come lo scrittore dei “Carmina Gadelica”.
Ecco l’arrangiamento di Marjory Kennedy-Fraser (1857-1930) da “Songs of the Hebrides

ASCOLTA un estratto da “A Harris love lament”

GAELICO SCOZZESE
Gura mise tha fo éislean,
Moch `s a’ mhadainn is mi `g eirigh
Sèist
O\ hi\ shiu\bhlainn leat,
Hi\ ri bho\ ho\ ru bhi\,
Hi\ ri bho\ ho\ rionn o ho,
Ailein duinn, o\ hi\ shiu\bhlainn leat
Cha’n e bàs a’ chruidh ‘s a’ chéitein
Ach a fhichead ‘s tha do leine.
Ged bu leam-sa buaile spréidhe
‘s ann an diugh bu bheag mo spéis dith.
Ailein duinn a laoigh mo chéille
an deach thu air tir an Eirinn?
Cha b’e sid mo rogha céin-thir
ach an t-àit’ an ruigeadh m’ éigh thu.
Ailein duinn mo ghis ‘s mo ghàire
‘s truagh, a Righ, nach mi bha làmh riut.
Ge b’e eilb no òb an tràigh thu
ge b’e tiurr am fàg an làn thu.
Dh’ òlainn deoch ge b’ oil le càch e,
cha b’ ann a dh’ fhion dearg na Spàinne.
Fuil do chuim, a ghraidh, a b’ fhearr leam,
an fhuil tha nuas o lag do bhràghad.
O gu’n drùchdadh Dia air t’ anam
na fhuair mi de d’ bhrìodal tairis.
Na fhuair mi de d’ chòmhradh falaich,
na fhuair mi de d’ phògan meala.
M’ achan-sa, a Righ na Cathrach,
gun mi dhol an ùir no ‘n anart
an talamh-toll no ‘n àite-falaich
ach ‘s an roc an deachaidh Ailean

TRADUZIONE INGLESE rev. Kennet Macleod
I am the one under sorrow
in the early morn and I arising.
Chorus
Ò hì, I would go with thee
Brown-haired Alan,
 I would go with thee
‘Tis not the death of the kine in May-month
but the wetness of thy winding-sheet.
Though mine were a fold of cattle,
sure, little my care for them today.
Ailein duinn, calf of my heart,
art thou adrift on Erin’s shore?
That not my choice of a stranger-land,
but a place where my cry would reach thee.
Ailein duinn, my spell and my laughter,
would, o King, that I were near thee
on what so bank or creek thou art stranded,
on what so beach the tide has left thee.
I would drink a drink, gainsay it who might,
but not of the glowing wine of Spain
The blood of the thy body, o love,
I would rather,
the blood that comes from thy throat-hollow.
O may God bedew thy soul
with what I got of thy sweet caresses,
with what I got of thy secret-speech
with what I got of thy honey-kisses.
My prayer to thee, o King of the Throne
that I go not in earth nor in linen
That I go not in hole-ground nor hidden-place
but in the tangle where lies my Allan
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Sono colei che soffre
appena mi alzo al sorgere del mattino
Coro
Vorrei morire con te
Alan dai capelli neri
vorrei morire con te
Non è per la morte del bestiame nel mese di maggio
ma per il tuo sudario bagnato
sebbene le bestie fossero di certo mie, oggi poco mi importa di esse.
Ailein duinn vitello del mio cuore
sei tu alla deriva sulla costa d’Erin?
Che non vorrei fossi in una terra straniera,
ma un posto dove il mio lamento ti possa raggiungere.
Ailein duinn, mio incanto e riso
vorrei per dio essere vicina a te
su quella riva o  fiume su cui sei abbandonato,
su quella spiaggia su cui la marea ti ha lasciato.
Vorrei bere una bevanda, chi potrebbe negarlo,
ma non lo scarlatto vino di Spagna,
il sangue del tuo corpo, amore
piuttosto, il sangue che viene dall’incavo della tua gola.
Possa Dio irrorare la tua anima
con quello che ho delle tue dolci carezze,
con quello che ho del tuo parlare
con quello che ho dei tuoi dolci baci.
La mia preghiera a te, o Re del Trono
che io non vada nè in terra nè in cielo
che io non vada nè in paradiso nè all’inferno
ma nel letto d’alghe dove giace il mio Alan

TERZA VERSIONE

Ma la versione più suggestiva e drammatica è quella riportata da Flora MacNeil che l’ha imparata dalla madre. Nata nel 1928 sull’Isola di Barra è una cantante scozzese depositaria di centinaia di canzoni in gaelico scozzese. “Traditional songs tended to run in families and I was fortunate that my mother and her family had a great love for the poetry and the music of the old songs. It was natural for them to sing, whatever they were doing at the time or whatever mood they were in. My aunt Mary, in particular, was always ready, at any time I called on her, to drop whatever she was doing, to discuss a song with me, and perhaps, in this way, long forgotten verses would be recollected. So I learned a great many songs at an early age without any conscious effort. As is to be expected on a small island, so many songs deal with the sea, but, of course, many of them may not originally be Barra songs”

La storia è diversa da quella maggiormente citata, qui la donna è sposata ad Alain MacLeann  che nel naufragio muore con tutti gli altri uomini della famiglia di lei: il padre e i fratelli; la donna si rivolge al gabbiano che vola in alto sul mare e tutto vede, per chiedere conferma della disgrazia; l’ultima strofa traccia immagini poetiche di un funerale del mare, con il letto di alghe, le stelle come candele e il mormorio delle onde e le foche come guardiani.

ASCOLTA Flora MacNeil in una storica registrazione del 1951

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
O na hi hoireann o ho
Hi na hi i ri u hu o
S’ goirt ‘s gur daor a phaigh mi mal dhut
Cha chrodh laoigh ‘s cha chaoraich bhana
Ach an luchd a thaom am bata
Bha m’athair oirre ‘s mo thriuir bhraithrean
Chan e sin gu leir a chraidh mi
Ach am fear a ghlac air laimh mi
Leathanach a’ bhroillich bhainghil
A thug o ‘n chlachan Di-mairt mi
Fhaoileag bheag thu, fhaoileag mhar’ thu
Cait a d’fhag thu na fir gheala
Dh’fhag mi iad ‘san eilean mhara
Cul ri cul is iad gun anail
..

TRADUZIONE INGLESE
Endless grief the price it cost me
‘Twas neither sheep or cattle
But the load the ship took with her
My father and my three brothers
As if this wasn’t all my burden
The one to whom I gave my hand
MacLean of the fair skin
Who took me from the church on Tuesday(2)
Little seagull, seagull of the ocean
Where did you leave the fair men?
I left them in the island of the sea
Back to back, no longer breathing

TRADUZIONE ITALIANO
Un dolore senza fine mi è costato quel naufragio, non era né di pecore, né di mucche, ma il carico che la nave ha portato via con se erano mio padre, i miei tre fratelli, e come se non fosse abbastanza uno a cui il mio cuore era stato dato: il mio MacLean, con la pelle come la neve, che mi prese in chiesa di martedì.(2)
“Gabbiano, gabbiano dell’oceano
dove hai lasciato i miei cari?”
“Lasciati soli, circondati dal mare schiena contro schiena, senza più respirare. “

NOTE
(2) il martedì è ancora il giorno in cui si celebrano tradizionalmente i matrimoni nell’Isola di Barra

QUARTA VERSIONE

Ancora una versione impostata proprio come una waulking song e ancora un testo diverso, questa volta la nave è una baleniera e Allen è naufragato nei pressi dell’Isola di Man.

ASCOLTA Mac-Talla, in Gaol Is Ceol 1994 (fortunatamente nel video pubblicato su you tube c’è anche il testo con traduzione) solo le voci femminili e le note di un arpa, ma che immediatezza…

S gura mise th’air mo sgaradh
Chan eil sugradh nochd air m’aire
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Chaneil sugradh nochd air m’air’
Ach fuaim nan siantan ‘s miad na gaillinn
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Hi riri riri ri hu o, horan o o, o hi le bho
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat~Ailein.

Ach fuaim nan siantan ‘s miad na gaillinn
Dh’fhuadaicheadh na fir bho’n chaladh
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Ailein Duinn a luaidh nan leannan
Chuala mi gun deach thu thairis
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Chuala mi gun deach thu thairis
Air a’ bhata chaol dhubh dharaich
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

‘S gun deach thu air tir am Manainn
Cha b’e siod mo rogha caladh
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Ailein Duinn a luaidh mo cheile
Gura h-og a thug mi speis dhut
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

‘S ann a nochd as truagh mo sgeula
‘S cha n-e bas a’ chruidh ‘san fheithe
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Ach cho fliuch ‘s a tha do leine
Muca mara bhith ‘gad reubach
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Ailein Duinn a chiall ‘s a naire
Chuala mi gun deach do bhathadh
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

‘S truagh a Righ nach mi bha laimh riut
Ge be tiurr an dh’fhag an lan thu
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

Dh’olainn deoch, ge b’oil le cach e
A dh’fhuil do chuim ‘s tu ‘n deidh do bhathadh
Ailein Duinn o hi shiubhlainn leat

TRADUZIONE INGLESE
I am tormented
I have no thought for merriment tonight
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee.

I have no thought for merriment tonight
But for the sound of the elements and the strength of the gales
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee.
CHORUS
Hi riri riri ri hu o, horan o o, o hi le bho
Duinn o hi, I would go with thee
But for the sound of the elements and the strength of the gales
Which would drive the men from the harbor
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee
Brown-haired Allen, my darling sweetheart
I heard you had gone across the sea
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee
I heard you had gone across the sea
On the slender, black boat of oak
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee.
And that you have gone ashore on the Isle of Man
That was not the harbor I would have chosen
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee.
Brown-haired Allen, darling of my heart
I was young when I fell in love with you
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee.
Tonight my tale is wretched
It’s not a tale of the death of cattle in the bog
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee
But of the wetness of your shirt
And of how you are being torn by whales
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee
Brown-haired Allen, my dear beloved
I heard you had been drowned
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee
Alas, oh God, that I was not beside you
Whatever tide-mark the flood will leave you
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee.
I would take a drink, in spite of everyone
Of your heart’s blood, after you had been drowned
Brown-haired Allen o hi, I would go with thee

TRADUZIONE Cattia Salto
Sono tormentata
e non penso al matrimonio stanotte
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
non penso al matrimonio stanotte
ma al fragore degli elementi
e alla forza delle tempeste
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
CORO
Hi riri riri ri hu o, horan o o, o hi le bho
Duinn o hi orrei morire con te

ma al fragore degli elementi
e alla forza delle tempeste
che dovrebbero guidare gli uomini nel porto
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
Allen dai neri capelli, caro amore mio
ho saputo che hai attraversato il mare
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
su un’esile barca di scura quercia
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
e che sei sbarcato sull’Isola di Man
che non è il porto che avrei scelto
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
Allen dai neri capelli, caro amore mio
ero giovane quando mi sono innamorata di te
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
stasera il mio racconto è triste
non ti parlo di una mandria morta nella palude
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
ma della tua camicia bagnata
e di come sei circondato dalle balene
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
Allen dai neri capelli, mio caro amore
ho sentito che sei annegato
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
ma ahimè Dio, non sarò accanto a te
ovunque la marea ti abbia rilasciato
Allen dai neri capelli, o hi vorrei
morire con te
vorrei bere a dispetto di tutti
il sangue del tuo cuore
dopo che sei annegato

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/murray/ailean.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/ailein.htm
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=8239
http://folktrax-archive.org/menus/cassprogs/001scotsgaelic.htm

THE LOW LANDS OF HOLLAND

“The Low Lands of Holland” è un lament  popolare nelle Isole Britanniche che si inserisce nel filone dei canti contro la guerra ovvero i canti di protesta e anti-reclutamento della balladry anglo-americana, è anche una love song in cui si esalta la fedeltà amorosa, che sfida la lontananza e anche la morte.

Arthur Hughes The Sailing Signal Gun 1881Di probabile origine seicentesca, si trova trascritto nei broadsides della seconda metà del ‘700 (con il titolo The Sorrowful Lover’s Regrate – Il lamento dell’amante addolorata) (vedi) ed è ancora popolare durante le guerre napoleoniche, perché diventato simbolo in Irlanda dello sfruttamento militare inglese. La marina militare inglese (Royal Navy) ha ampiamente fatto ricorso all’arruolamento forzoso (impressment) in particolare durante le guerre tra Inghilterra e Olanda per il predominio sui mari del 17° secolo.

Diffusa nelle sue molte varianti in tutte le Isole Britanniche – 7 versioni testuali (senza contare le piccole varianti) e almeno cinque diverse melodie – è la storia di una donna che la notte stessa delle nozze è abbandonata dallo sposo, il quale si arruola in marina per andare a combattere nelle “Lowlands of Holland.”

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA The Dubliners , la ripropongono negli anni 70 nei circuiti dei folk clubs

ASCOLTA The Chieftains & Natalie Merchant nel Cd Tears of Stone – 1999, il cd registrato in collaborazione con le voci femminili della scena folk rock internazionale. La melodia è lenta, malinconica e ben si abbina al tono triste e amaro della storia e alla voce di Natalie (la poetessa statunitense del folk rock) dai toni bassi e profondi.
(strode I, II, IV)

I
On the night that I(1) was married
And upon my marriage bed
There came a bold sea captain
And he stood at my bedhead
Saying, “Arise, arise, young wedded man
And come along with me
To the lowlands of Holland (2)
To fight the enemy”.
II
Now then, Holland is a lovely land
And upon it grows fine grain
Surely ‘tis a place of residence
For a soldier to remain
Where the sugar cane is plentiful
And the tea grows on the tree
Well, I never had but the one sweetheart
And now he’s gone far away from me
III
Said the mother to her daughter
‘Give up your soil and bed
Is there ne’er a man in Ireland?
That will be your heart content
Way there’s men enough in Ireland
But alas there is none for me
Since high wind and stormy sea’s
Have parted me love and me
IV
I will wear no stays around my waist(3)
Nor combs all in my hair
I will wear no scarf (4) around my neck
For to save my beauty there (5)
And never will I marry (6)
Not until the day that I die
Since these four winds and these stormy seas
Came between my love and I (7)
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
La sera che mi (1) ero appena sposata
accanto al mio letto di nozze
venne un coraggioso capitano
e stava ritto al capezzale
dicendo: “Alzati alzati, giovane sposo
e vieni con me
nei Paesi Bassi d’Olanda(2)
a combattere il nemico”.
II
Così l’Olanda è un paese meraviglioso
e ci cresce buon grano,
di sicuro è un posto dove stare
per un soldato che si ferma,
dove la canna da zucchero è rigogliosa
e il tè cresce sugli alberi.
Beh, non avevo che un amore
e ora è andato molto lontano da me.
III
Disse la madre alla figlia
“Abbandonare casa e letto!
Ci sarà mai un uomo in Irlanda
che ti farà felice?”
“Ci sono abbastanza uomini in Irlanda,
ma ahimè nessuno è per me,
da quando venti forti e oceani tumultuosi
mi hanno separata dal mio amore.
IV
Non mi metterò cintura in vita (3)
né pettine fra i capelli,
non indosserò sciarpine (4) intorno al collo
per mantenere la mia bellezza (5)
e non mi sposerò (6)
fino al giorno della mia morte,
da quando venti forti e oceani tumultuosi
si misero tra il mio amore e me.” (7)

NOTE
1) ho preferito far dire la prima strofa alla donna , anche se nelle ballate si salta spesso da palo in frasca senza nessun preavviso così la frase potrebbe essere detta dallo sposo.
2) In realtà con l’Olanda si intendono le colonie olandesi nelle Indie Occidentali o molto più probabilmente la New Holland cioè l’Australia visto che ci crescono le piantine del tè e la canna da zucchero. Ma potrebbe trattarsi anche del Suriname ovvero la Guyana olandese.  Nelle sea song/shanty song le Lowlands sono più in generale le isolette caraibiche.
3) i Dubliners dicono: “I’ll wear no shoes all on my feet”
4) scritto come scarf o come handkerchief in segno di modestia la fanciulla rinuncia ad ogni artificio per farsi bella
“As bodices were cut lower and lower, silk and lace scarves were much used to preserve modesty (while at the same time, of course, drawing attention to a lady’s assets). Frothy muslin buffon scarves were often pinned about the breast, sometimes layered as high as the chin in an attempt to enhance the area’s perceived shape and size.” (tratto da qui)
5) i Dubliners dicono “For to shade my beauty fair”
6) evidentemente i due non hanno consumato e quindi il loro matrimonio non poteva considerarsi valido. Più in generale la donna dichiara eterna fedeltà al suo novello sposo, nonostante sia stata abbandonata la notte delle nozze.
7) oppure “Have parted me love and me” Probabilmente il giovane è morto in guerra o annegato in mare e la vedova dichiara il suo lutto.

LA VERSIONE SCOZZESE

Una versione diversa è quella diffusa in Scozia.
Come scrivono gli Steeleye Span nelle note nel loro primo album “Hark! The Village Wait
“Although it happens quite often in the field of folk music that many versions of a particular song are reported, it is rare that, so in the case of of Lowlands of Holland, completely differing story lines are recorded. James Reeves (The Everlasting Circle) suggests that “there may have been an original in which a young bridegroom is pressed for service in the Netherlands, but in some of the later versions Holland appears to have become New Holland, the former name for Australia, which has perhaps been confused with the Dutch East Indies.” The words of the version we perform refer to Galloway (Scotland) but the song crops up in all parts of the British Isles. Our tune was learned from Andy Irvine, a former member of Sweeney’s Men. ” (tratto da qui)

oppure nella versione rivisitata dei Levellers


I
The love that I have chosen I”ll therewith be content
And the salt sea shall be frozen before that I repent
Repent it shall I never until the day I dee
But the lowlands of Holland has twined my love and me.
II
My love lies in the salt sea and I am on the side
It’s enough to break a young thing’s heart what lately was a bride.
But lately was a bonny bride with pleasure in her e’e.
But the lowlands of Holland has twined my love and me.
III
My love he built a bonny ship and set her on the sea
With seven score (1) good mariners to bear her company.
But there’s three score of them is sunk and three score dead at sea
And the lowlands of Holland has twined my love and me.
IV
My love has built another ship and set her on the main
And nane but twenty mariners all for to bring her hame.
But the weary wind began to rise, the sea began to roll
And my love then and his bonny ship turned widdershins about.
V
There shall nae a quiff(2) come on my head nor comb come in my hair
And shall neither coal nor candlelight shine in my bower mair.
And neither will I marry until the day I dee
For I never had a love but one and he’s drowned in the sea.
VI
“Oh hold your tongue my daughter dear, be still and be content.
There’s men enough in Galloway (3), you need not sore lament.”
“Oh there’s men enough in Galloway, alas there’s none for me
For I never had a love but one and he’s drowned in the sea.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Sarò sempre contenta dell’amore che ho scelto
e il mare piuttosto si congelerà prima che me ne penta,
non avrò mai a pentirmi finchè avrò vita,
anche se le terre basse d’Olanda hanno legato indissolubilmente il mio amore e me
II
Il mio amore giace nel mare salato e io sono al sicuro,
è abbastanza per spezzare il giovane cuore di una novella sposa,
che poco prima era una bella sposa con la gioia negli occhi:
ma le terre basse d’Olanda hanno legato indissolubilmente il mio amore e me
III
Il mio amore costruì una bella nave e la mise in mare
con 140 bravi marinai per tenerle compagnia
ma una sessantina sono andati a fondo e una sessantina morti in mare
e le terre basse d’Olanda hanno legato indissolubilmente il mio amore e me
IV
Il mio amore ha costruito un’altra nave e messa in mare
con appena 20 marinai per portarla a casa
ma un vento teso iniziò ad alzarsi e il mare incominciò a rollare
e il mio amore allora con la sua bella nave furono presi nel vortice.
V
Non mi metterò una cuffietta in testa nè mi pettinerò i capelli
nè carbone o candela brillerà nella mia camera,
e mai mi sposerò fino al giorno della mia morte
perchè non avevo che un amore ed è affogato in mare.
VI
“Tieni a freno la lingua figlia mia
stai zitta e contenta.
Ci sono abbastanza uomini nel Galloway (3) non c’è bisogno che ti lamenti”
“Ci sono abbastanza uomini nel Galloway ;
ma non per me
perchè non avevo che un amore ed è affogato in mare.”

NOTE
1) score equivale a 20
2) letteralmente ciuffo
3) regione sud-ovest della Scozia che diede i natali a Robert Burns

FONTI
http:[email protected]?songid=6646
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3318&lang=it
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/lowlandsofholland.html