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Gloria in Excelsis Deo!

Gloria in Excelsis Deo” è il titolo nonché la prima strofa di un inno liturgico proprio della tradizione cattolica. Il testo inizia citando le parole cantate dagli angeli nell’annunciare la nascita di Gesù ai pastori (Luca 2,14); si diffuse dapprima in greco tra i primi cristiani nelle Chiese d’Oriente e fu tradotto successivamente in latino per il rito romano.
Il primo papa che inserì l’inno nella messa del Natale fu papa Telesphorus (140), in seguito papa  Symmachus (510) decise che il Gloria fosse eseguito ogni domenica.

la versione del Canto gregoriano

Glória in excélsis Deo
et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.
Laudámus te,
benedícimus te,
adorámus te,
glorificámus te,
grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam,
Dómine Deus, Rex cæléstis,
Deus Pater omnípotens.

Venne interpretato con varie melodie oltre al canto gregoriano tra cui anche alcune versioni di Vivaldi, ma la melodia che ha conosciuto più fortuna è stata quella di George Friedrich Händel che potrebbe aver composto nel 1706, ma gli è stata attribuita solo nel 2001.

Quando il Gloria venne tradotto dal latino nelle varie lingue volgari d’Europa si ripresentò in Francia con il titolo di “Les anges dans nos campagnes”  ( in italiano “Angeli delle Campagne”) un canto natalizio di autore sconosciuto, risalente al 1700 secondo la tradizione dei noel : la melodia è palesemente un adattamento del Gloria di Händel
Vox Angeli (Strofe I, II, III)

Sebastien Demrey & Jimmy Lahaie (strofe I, III, V) – in una versione che è quasi una ninna nanna

oppure la stessa versione sottotitolata


I
Les anges dans nos campagnes
ont entonné l’hymne des cieux;
et l’echo de nos montagnes
redit ce chant melodieux.
Gloria in excelsis Deo!
Gloria in excelsis Deo!
II
Bergers, pour qui cette fête ?
Quel est l’objet de tous ces chants ?
Quel vainqueur, quelle conquête Mérite ces cris triomphants :
III
Ils annoncent la naissance
du libérateur d’Israël;
et pleins de reconnaissance
chantent en ce jour solemnel.
IV
Cherchons tous l’heureux village
Qui l’a vu naître sous ses toits
Offrons-lui le tendre hommage
Et de nos coeurs et de nos voix.
V
Bergers, quittez vos retraites,
Unissez-vous à leurs concerts,
Et que vos tendres musettes
Fassent retenir les airs
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Gli angeli nelle campagne
cantano l’inno “Gloria in ciel”!
E l’eco delle montagne
ripete il canto melodioso:
Gloria in Excelsis Deo!
Gloria in Excelsis Deo!
II
Pastori per chi è la festa?
A chi sono dedicate le canzoni?
Quale vincitore, quale conquista
merita tali grida trionfali?
III
Annunciano la nascita
del liberatore di Israele;
e pieni di gratitudine
cantano in questo giorno solenne
IV
Cerchiamo il villaggio felice
che l’ha visto nascere sotto il suo tetto
offritegli un tenero omaggio
con il cuore e la voce
V
Pastori lasciate i recinti
e unitevi al coro
e con le vostre cornamuse
suonate la melodia

NOTE
per la versione completa qui

In italiano ha avute varie traduzioni alcune con il titolo di “Gli angeli delle campagne” (vedi)
preferisco però la versione più “sintetica” di Andrea Bocelli

Sopra i cieli e ancor più sù
dolci canti di angeli
e dai monti fin qua giù
portan gioia ai deboli.
Gloria in excelsis Deo
Gloria in excelsis Deo
A Betlem correte,
adorate il Redentor
e da lui cantate
quello che vi dice il cuor.

ANGELS WE HAVE HEARD ON HIGH

Nel 1862 il noel  è stato adattato in lingua inglese  da James Chadwick con il titolo Angels We Have Heard On High.
ASCOLTA Pentatonix


I
Angels we have heard on high
Sweetly singing o’er the plains
And the mountains in reply
Echoing their joyous strains.
Gloria, in excelsis Deo!
Gloria, in excelsis Deo!
II
Angels we have heard on high
Sweetly, sweetly through the night
And the mountains in reply
Echoing their brief delight
III
Shepherds, why this jubilee?
Why your joyous strains prolong?
What the gladsome tidings be
Which inspire your heavenly song?
IV
Come to Bethlehem and see
Him Whose birth the angels sing;
Come, adore on bended knee,
Christ the Lord, the newborn King.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Gli angeli che abbiamo udito dall’alto dei cieli cantano dolcemente sulla piana e l’eco delle montagne
ripete i loro gioisi canti:
Gloria in Excelsis Deo!
Gloria in Excelsis Deo!
II
Gli angeli che abbiamo udito dall’alto dei cieli cantano dolcemente nella notte e l’eco delle montagne
ripete la loro effimera soddisfazione
III
Pastori perchè questo giubilo?
Perchè ripete i vostri gioisi canti?
Qual’è la lieta novella che ispira la vostra canzone paradisiaca?
IV
Venitea Betlemme a vedere
colui la cui nascita gli angeli cantano,
venite, adoratelo in ginocchio
Cristo il Signore, il Re appena nato

continua

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/les_anges_dans_nos_campagnes.htm
http://gauterdo.com/noel/chants/aa/anges.campagnes.html

La fiaba di Natale: lo Schiaccianoci

Ernst Theodor Amadeus Hoffmann scrisse Nußknacker und Mäusekönig [Schiaccianoci e il re dei topi] nel 1816, una fiaba, bizzarra e allucinata variante del tema la bella e la bestia, in cui il principe stregato è stato trasformato in un tozzo schiaccianoci, un gingillo per la tavola come giocattolo di legno a forma di ufficiale ussaro, con la mascella mossa da una leva sulla schena, per rompere i gusci delle noci.
La bestia è però dietro l’angolo, nel mostruoso Re dei topi dalle sette teste (e il suo esercito topesco) che il principe stregato deve sconfiggere, sostenuto dal vero amore di un cuore puro e aiutato dai soldatini di legno. Nel 1844 Alexandre Dumas rielabora la fiaba che circolava da qualche anno tradotta in francese e la pubblica a suo nome con il titolo Histoire d’un casse-noisette [Storia di uno schiaccianoci].

NEL PARADISO DI ZUCCHERO E CONFETTI

All’interno del sogno l’adolescente Clara (oppure Marie/Masha) -in proncinto di sbocciare come fanciulla-viene trasportata in un mondo invernale fatato con casette di pan di zenzero e paesaggi di panna montata e marzapane,  fiumi e laghetti di frizzanti bevande dolci,  leccalecca, confetti, meringhe e coni gelato, è il regno di Schiaccianoci che, ridiventato un bel principe, la invita nel suo castello (Il Castello Magico sulla Montagna dei Dolciumi) per presentarla alla famiglia e ai suoi sudditi variopinti e multietnici.

il nuovo film delle vacanze della Disney, The Nutcracker and the Four Realms

Lo schiaccianoci è stato ripreso più volte dal cinema (e attendiamo l’uscita di The Nutcracker and the Four Realms ), dal teatro e dallo sport, a cominciare dal balletto omonimo musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij con brani a dir poco memorabili.

Una delle versioni più caratteristiche fu di George Balanchine che nel 1954, per il New York City Ballet, divise per la prima volta il balletto in due parti, realtà e sogno
Atto II la danza dei fiocchi di Neve: il mondo incantado del sogno di Clara è un paesaggio invernale, dove vorticano i fiocchi di neve.
Notevole anche la coreografia di Rudolf Nureyev prodotta nel 1967 per il Teatro Reale di Stoccolma, in repertorio al Teatro alla Scala di Milano dal ’69
II Atto il principe e la fata Confetto

Il tema più zuccheroso e paradisiaco è senza dubbio “La danza della Fata Confetto” (Sugar plum fairy)  animata anche da Walt Disney nel suo film Fantasia: per oboe e celesta, un piccolo strumento simile al pianoforte ma dal suono di carillon (i tasti sono collegati a dei martelletti che percuotono delle sottili lastre d’acciaio invece che le corde come nel pianoforte), scoperto dal compositore a Parigi, dal suono d’argento e campanellini.
La Fata Confetto riceve i due innamorati al Castello, è la fata madrina del Principe che si esibisce anche nel  Pas de deux con il Principe (talvolta il personaggio di Clara come nelle coreografie di Nureyev – sul piano reale- e della Fata -sul piano del sogno- coincidono).

L’animazione del film di Walt Disney Fantasia: La danza della fata Confetto, i disegnatori della Disney hanno immaginato una scena notturna con dei minuscoli spiritelli luminosi che ricoprono i fiori con gocce di rugiada

Stessa coreografia due ballerine Nina Kaptsova: “La danza della Fata Confetto

Lindsey Stirling  

Pentatonix

FONTI
http://www.lefiguredeilibri.com/2011/09/18/schiaccianoci-e-il-re-dei-topi-prima-parte/
http://www.associazioneomnibus.com/una-fiaba-di-natale-schiaccianoci-e-il-re-dei-topi/

THE LITTLE DRUMMER BOY

Nel 1941 il titolo originale era “Carol of the Drum” e il canto fu scritto da Katherine Davis, attribuendone un’origine boema, ricordo della sua infanzia. Nel 1957 Henry Onorati ne fece alcuni riarrangiamenti per Jack Halloran, che la registro’ coi Jack Halloran Singers, ma solo nel 1959 la canzone venne rielaborata da Harry Simeone, direttore e arrangiatore musicale del New Jersey, che ne ricevette i diritti d’autore con il titolo di The Little Drummer Boy ( vi lascio immaginare  la reazione della Davis).

Negli USA il brano è stato un successone commerciale tra le Top dei canti natalizi dal 1958 al 1962, così da diventare un classico di Natale, interpretato da praticamente tutti i maggiori cantanti della scena folk americana e non solo, e di ogni nazionalità (insomma è un brano natalizio internazionale diffuso in tutto il mondo ).
Vi rimando all’articolo scritto con arguzia e dovizia di particolari da Patrizia Barrera (qui)

IL RACCONTO DEL PASTORELLO

Le Jongleur Du Notre Dame, Glyn Warren Philpot ( 1884–1937)

Pare un racconto apocrifo quello del povero pastorello che, non  potendo regalare nulla al Bambinello Gesu’, suona per lui il proprio tamburo. La storia e’ in qualche modo simile a una vecchia leggenda francese del dodicesimo secolo, Le jongleur de Notre-Dame, il cui protagonista e’ un artista di strada che fa il giocoliere di fronte alla statua delle Vergine Maria. (vedi)

Patrizia Barrera nel suo articolo riassume la storia da abbecedario del tempo che fu “La trama della leggenda è molto semplice: siamo nella notte di Natale e Gesù è appena nato nella sua grotta. I pastori, avvertiti dagli Angeli che è nato un Re, si sono incamminati per onorarlo e portare i loro doni. Chi offre un agnello, chi cibo, chi coperte di lana; nessuno si incammina a mani vuote , tranne un piccolo pastorello che è il più povero di tutti. E’ solo ,non ha nessuno e nella vita si arrangia suonando il tamburo per le strade. E’ vestito di stracci, non ha coperte e non fa un buon pasto da tanto tempo. Eppure anche lui vuole onorare il Re appena nato , così povero da essere deposto in una mangiatoia. Gesù è in braccio alla sua mamma ,piange per il freddo anche se un bue ed un asino lo riscaldano col loro fiato: questa scena di dolcezza e nel contempo di estrema povertà commuove il bimbo, che vorrebbe offrire un po’ di conforto al neonato. Guarda nelle sue tasche, ma non ha proprio nulla da regalargli, tranne il suo tamburo.
Così, fattosi coraggio, il pastorello si avvicina alla grotta e comincia a suonare per distrarre il piccolo Re che subito si zittisce, mette il ditino in bocca e guarda ad occhioni spalancati il pastorello che gli sta cantando, a suo modo, una ninna nanna. Infine si addormenta. Maria sorride, benedice il piccolo suonatore e lo ricompensa con un grande regalo: egli sarà per sempre la figurina del Presepe più vicina a Gesù e il suono del suo tamburo ricorderà agli uomini che non c’è dono più grande che quello dell’Amore. (qui)

Ed ecco spiegate le statuine del presepe: da tamburello a rullante il passo è breve e le decorazioni natalizie vittoriane ne fanno un’icona (una combinazione di innocenza ed eroismo), il pastorello è diventato nell’immaginario un tamburino dell’esercito di Sua Maestà che porta la pace nel mondo (facendo la guerra)!

IL PRESEPE

Il presepe di Greccio dipinto da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi

Se fu San Francesco d’Assisi a inventarlo, l’usanza del presepio venne divulgata dalla Chiesa solo con il Barocco, il secolo del gusto per la teatralizzazione e la “messa in scena”: “Prime notizie certe di presepi di chiese si rilevano dalla Germania meridionale quando, dopo la Riforma i Gesuiti riconobbero per primi il grande valore del presepio come oggetto di preghiera e di raccoglimento, nonché mezzo di informazione religiosa. I Gesuiti fecero costruire preziosi e fastosi presepi, tanto che quest’usanza si estese velocemente nelle chiese di tutta Europa cattolica, finché ogni comune volle un presepio in ogni chiesa.. L’arte dei Presepi visse un periodo aureo nel 18osecolo, quando si cominciò ad ampliare e completare la storia di Natale con stazioni ed episodi, sia nei presepi delle chiese e dei castelli, sia nelle case della gente comune.” (tratto da qui)

THE LITTLE DRUMMER BOY

Poiché c’è una versione per ogni gusto (ma proprio tutti) mi limito a due particolari interpretazioni
gli studenti dell’NTNU (Norwegian University of Science and Technology) un egregio lavoro collettivo di regia, musica, canto

ASCOLTA Pentatonix


Mmmmmm (2x)
(Avi)
Come they told me
Pa rum pum pum pum
(Scott)
A new born King to see
Pa rum pum pum pum
(Mitch)
Our finest gifts we bring
Pa rum pum pum pum
(Kirstie)
To lay before the king
Pa rum pum pum pum,
Rum pum pum pum,
Rum pum pum pum
So to honor Him
When we come
(Scott)
Little baby
I am a poor boy too
(Mitch, Kirstie)
I have no gift to bring
That’s fit to give our King
(Kevin)
Shall I play for you
(Avi, Scott)
Mary nodded
The ox and lamb kept time
I played my drum for Him
I played my best for Him
Then He smiled at me
Me and my drum
Oh Ooh Oooh Ooh Ooh Oooh oh (4x)
(Avi)
Come they told me
A new born King to see
Me and my drum (4x)
Traduzione italiano
Mmmmmm (2x)
(Avi)
“Vieni, -mi dissero-
Pa rum pum pum pum
(Scott)
a visitare un nuovo Re appena nato
Pa rum pum pum pum
(Mitch)
porteremo i nostri doni più belli
Pa rum pum pum pum
(Kirstie)
da posare davanti al re
Pa rum pum pum pum,
Rum pum pum pum,
Rum pum pum pum
così da onorarlo
quando arriveremo”
(Scott)
“Bambinello
sono solo un ragazzo povero
(Mirch, Kirstie)
non ho regali da portare
che siano degni del nostro Re
(Kevin)
suonerò per te”
(Avi, Scott)
Mary annuì
Il bue e l’asino battevano il tempo
suonai il tamburello per Lui
facendo del mio meglio per Lui
Allora egli mi sorrise
a me e al tamburello
Oh Ooh Oooh Ooh Ooh Oooh oh (4x)
(Avi)
“Vieni, -mi dissero-
a visitare un nuovo Re appena nato
a me e al tamburello (x4)

Peace On Earth/Little Drummer Boy

little-drummer-boy-cardNel settembre del 1977 per il “Bing Crosby’s yearly Christmas special” Crosby registrò con David Bowie un insolito duetto (quando andò in onda a dicembre Crosby era morto il mese prima).
E’ strano vedere l’inventore del “glam rock” ripulito e con una sobria giacchetta blu, ma erano gli anni del Duca Bianco (il periodo tedesco di Bowie), un aristocratico personaggio dall’abbigliamento sobrio ed elegante -e del consumo di coca a go-go..
Bowie non canta Little Drummer Boy lasciato a Crosby bensì Peace On Earths (testo scritto da Buz Kohan e musica di Larry Grossman e Ian Fraser)
Il dialogo (testo qui) di questo bel “quadretto natalizio” che unisce due diverse generazioni, fu  scritto sempre da Buz Kohan

ASCOLTA Bing Crosby & David Bowie


“Come,” they told me
pa-rum-pum-pum pum
“A new born King to see
pa-rum-pum-pum pum
Our finest gifts we bring
pa-rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
(Bowie solo, with Crosby singing the first verse)
Peace on Earth, can it be?
Years from now, perhaps we’ll see
See the day of glory
See the day when men of goodwill
Live in peace, live in peace again
Peace on Earth, can it be?
Every child must be made aware
Every child must be made to care
Here and now, for a better man
To give all the love that he can
(Bowie solo, with Crosby singing parts of the second and third verses)
I pray my wish will come true
For my child, and your child, too
He’ll see the day of glory
See the day when men of goodwill
Live in peace, live in peace again
Peace on Earth, can it be
Traduzione italiano di Cattia Salto
“Vieni, -mi dissero-
Pa rum pum pum pum
a visitare un nuovo Re appena nato
Pa rum pum pum pum
porteremo i nostri doni più belli
pa-rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
(Bowie con Crosby che canta il primo verso)
Potrà esserci pace nel Mondo?
Anni da oggi forse vedremo,
vedremo il giorno della Gloria
vedremo il giorno in cui gli uomini di buona volontà, vivranno in pace.
Potrà esserci pace sulla Terra?
Ogni bambino deve essere informato, deve essere reso responsabile (per diventare) qui e ora un uomo migliore
e dare tutto l’amore possibile
(Bowie con Crosby che canta parti del secondo e terzo verso)
Spero che il mio desiderio si avveri
per mio figlio e anche per il vostro,
vedranno il giorno della Gloria
vedranno il giorno in cui gli uomini di buona volontà vivranno in pace, vivranno di nuovo in pace;
e potrà esserci la pace nel Mondo

FONTI
https://patriziabarrera.wordpress.com/2013/12/30/the-little-drummer-boy-o-la-favola-della-poverta/
http://www.gbopera.it/2015/02/jules-massenet-le-jongleur-de-notre-dame/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=4818
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2766

COVENTRY CAROL

strage-innocenti-giotto
Giotto: Strage degli Innocenti

Il 28 dicembre  il calendario celebra i Santi Innocenti (Childermas in inglese antico), i bambini coetanei di Gesù abitanti a Betlemme, uccisi a fil di spada per ordine di Re Erode (l’unica fonte è il Vangelo di Matteo 2:16).
Gli studiosi dibattono ancora se il fatto sia realmente accaduto e sull’entità della strage, evento che colpì in ogni caso l’immaginario popolare e che venne raffigurato frequentemente nell’arte.

L’eco della strage è contenuta in un canto di Natale dal titolo “Coventry Carol” di origine medievale: faceva parte delle Sacre Rappresentazioni medievali (Mistery Play) che si svolsero nella città di Coventry tra il 1391 e il 1591, la cui copia depositata presso il municipio della città è andata poi perduta o distrutta, ma comunque trascritta nel 1534 da Robert Croo.
Tradizione molto popolare e apprezzata se un autore anonimo scrive
The state and reverence and show,
Were so attractive, folks would go
From all parts, every year to see
These pageant-plays at Coventry.

illustrazione di David Jee in “Coventry Mysteries”, Thomas Sharp, 1825

A TEATRO DAVANTI ALLA CHIESA!

Le Plays sono le prime forme di teatro medievale sviluppatesi nell’ambito religioso; inizialmente si svolgevano davanti al sagrato della chiesa, poi si trasformarono in sfilate di carri mobili che si spostavano in vari punti della città dal mattino al tramonto: ogni carro era affidato alla cura e alle spese di una corporazione di artigiani e mercanti. All’epoca le Plays erano una sorta di Bibbia animata (ma anche storie anedottiche scaturite dalla fantasia popolare), una drammatizzazione delle storie bibliche, altrimenti inavvicinabili per il popolino, in un periodo in cui la Chiesa preferiva l’esteriorità del rito più che la sua comprensione.
Le Plays natalizie illustravano gli avvenimenti dall’Annunciazione alla Strage degli Innocenti. A Coventry il carro della Strage degli Innocenti era a cura dei “Pageant of the Shearmen and Tailors

THE LULLAY SONG

La carola di Coventry è anche conosciuta come The Lullay Song: è la ninna nanna con cui le madri cercano di addormentare i neonati perchè con i gemiti o i pianti potrebbero attirare l’attenzione dei soldati d’Erode; la morte dei coetanei di Gesù è la prefigurazione di quella che sarà il suo sacrificio.

ASCOLTA Loreena McKennitt

ASCOLTA Anuna

ASCOLTA Mediaeval Baebes

ASCOLTA Pentatonix


CHORUS
Lully, lulla, thou little tiny child
by by, lully lullay
I
O sisters too
how may we do,
for to preserve this day,
this poor youngling
for whom we do sing,
by by, lully lullay.
II
Herod the king
in this raging
charged he hath this day
his man of might
in his own sight
all young children to slay.
III
That woe is me(1)
poor child for thee!
and ever morn and day(2),
for thy parting,
neither say nor sing,
by by, lully lullay
Traduzione italiano
CORO
Ninna nanna, piccolo bambino
Fai la ninna, fai la nanna

I
O sorelle,
che possiamo fare
per preservare in questo giorno
questo povero bimbo
a cui cantiamo
fai la ninna, fai la nanna?
II
Erode, il re
nella sua ira
ordinò in questo giorno
ai suoi soldati
che davanti ai suoi occhi
uccidessero tutti i neonati.
III
Questo il mio dolore (1)
per te povero bambino!
Ogni mattina e giorno (2),
per la tua morte
non si dice e non si canta
“fai la ninna, fai la nanna”

NOTE
1) scritto anche come “That voice is me” (questa la mia voce)
2) scritto anche come “ever mourn and say” oppure “We’ll never mourn nor stay” ma anche “And ever watch and pray

La traduzione poetica di Fryda Rota
Ninna nanna mio bambino:
dormi presto, mio piccino.
Accostatevi sorelle: noi dovremo preservare questo giorno nel ricordo. Ricordiamoci di Erode,
re malvagio che pretende solo sangue, solo morte.
Non avranno ninne nanne i bambini che ora dormono
nella culla della terra su cuscini verdi d’erba.
Ma tu dormi mio piccino,
dormi e sogna mio bambino.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/coventry.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=147755
http://earlymusicnotes.blogspot.it/2010/12/coventry-carol-lully-lullay.html

CAROL OF THE BELLS

ShchedrykLa melodia deriva  dall’ucraino Shchedryk cantato tradizionalmente  la notte di Capodanno e alla festa dell’Epifania.

Il testo tuttavia parla di una rondine che augura al padrone di casa  un prospero anno nuovo e si riferisce al capodanno calcolato secondo il calendario  dell’antica Roma, che si celebrava all’arrivo della primavera: probabilmente rientrava nei canti rituali di questua, cantati da gruppi di  giovani che a fine anno, portavano auguri benaugurali di casa in casa.

Nel 1916 il compositore russo Mykola Leontovych ne fece una arrangiamento musicale per coro,  ma solo nel 1921 il Coro Nazionale Ucraino lo fece conoscere in America e in  Europa. Il motivo si basa sul ripetersi di sole 4 note (il termine tecnico è  detto ostinato) secondo un metodo compositivo cosiddetto primitivo.

Poco dopo negli anni ’30 il compositore americano Peter Wilhousky scrisse il testo in inglese Carol of the Bells ispirandosi al  rintocco delle campane e più tardi nel 1947, anche Minna  Louise Holman scrisse un testo alternativo in  inglese dal titolo Ring, Christmas Bell.

Oltre ai titoli già menzionati il brano è anche conosciuto  come “Ukrainian Carol” o “The Ukrainian Bell Carol” ma anche “Shtchedrik (A Christmas Carol).”

Un canto di Natale diventato in breve famoso nel mondo  anglosassone e americano, interpretato con vari stili musicali da moltissimi artisti eseguito da tutte le  corali, inserito in colonne sonore e parodie, così alla fine ho deciso di consigliarvi  l’ascolto di un bel po’ di versioni!
Iniziamo con la versione “celtica” di Moya Brennan dal  suo Cd “An Irish Christmas”  2005

ASCOLTA – Moya Brennan

l’apertura sussurrata dall’arpa nel  vento dell’inverno ripetuta dall’eco elettronico della tastiera, subito si sviluppa  in crescendo con il canto ossessivo che ripete la stessa strofa con pochi ribaditi  versi e il violino che sembra invitare alla danza con un’aria di giga;  bellissimo lo strumentale tra cornamusa e chitarra che fraseggiano tra loro…

TESTO (semplificato tratto da versione di Peter Wilhousky) strofe I, II, I

CHORUS: Merry, merry, merry, merry Christmas
I
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
“Christmas is here, Christmas is here, is here
Songs of good cheer”
II
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
Christmas is here, Christmas is here, is here
While people sing
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
canti di buon augurio”
II
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
e la gente canta”

Tutt’altro arrangiamento quello delle Celtic Woman e il violino di Mairead Nesbitt accompagnate da un orchestra di una ventina  di elementi: la formazione tutta al femminile, dal 2004 ha visto  l’alternarsi di varie voci (che si sono dedicate poi alla carriera solista)  ma tutte mezzo-soprano, soavi e melodiose!

VERSIONE DI CELTIC WOMAN (testo di Peter Wilhousky) strofe I, II, III, I, II, IV, V

I
Hark! how the bells
Sweet silver bells
All seem to say,
“Throw cares away.”
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
II
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
All caroling
One seems to hear
Words of good cheer
From ev’rywhere
Filling the air
III
Oh how they pound
raising the sound
O’er hill and dale’
telling their tale
gaily they ring
while people sing
songs of good cheer
Christmas is here
CHORUS
Merry, merry, merry, merry
Christmas
Merry, merry, merry, merry
Christmas
IV
On, on they send
On without end
Their joyful tone
To ev’ry home
Ding, dong, ding, dong.
V
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
Ding, dong, ding, dong.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ascolta! Come le  campane,
le dolci campane dal suono argentino,
sembrano tutte dire:
“Getta via gli affanni.
Natale è arrivato,
per portare allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari ”
II
Ding dong ding dong
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
tutte inneggiano canti,
crediamo di sentire
parole di buon augurio
da tutte le parti
che riempiono l’aria.
III
Oh, come rintoccano
elevando il suono
per colli e valli,
raccontando la loro storia
risuonano allegramente
mentre la gente canta
canzoni di buon augurio
il Natale è arrivato
CORO
Buon, buon, buon, buon Natale   Buon, buon, buon, buon Natale. Buon, buon, buon, buon  Natale   Buon, buon, buon, buon Natale
IV
Inviano ancora
e senza fine
il loro suono gioioso
ad ogni casa
Ding dong ding ding… dong!
V
E’ arrivato il Natale,
e porta allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari
Ding dong ding ding… dong!
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
Ding dong ding ding… dong!

ASCOLTA Pentatonix

inst_guitar_faerieE  per finire due versioni strumentali che non possono essere più diverse:

la versione strumentale di Al di Meola –  Cd Winter Nights,  1999con il suo inconfondibile stile  virtuosistico, morbido ed elegante (la cosiddetta fusion  tra jazz e musica latina)

e la versione strumentale  di August Burns  Red –  Cd Sleddin ‘Hill, 2012Metal  rock o progressive metal! Stupefacenti!

O COME EMMANUEL

Veni, veni Emmanuel” è un antifonario del XII secolo (ma molto più probabilmente di epoca Alto-Medievale) . La musica proviene forse da un inno processionale di monache francesi, tuttavia le tracce sono così labili, da non poter stabilire nessuna origine certa.
E’ un inno dell’avvento cioè il tempo liturgico che “attende” il Natale che inizia, secondo il rito romano, con la prima delle quattro domeniche che precedono il Natale.
Ricco di riferimenti ai testi dei profetici biblici deriva dal noto versetto del profeta Isaia: “Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio, e il suo nome sarà Emmanuele“. I versi sono stati arrangiati in molte varianti, specialmente per quanto concerne l’ordine delle antifone.
La melodia è bellissima! Ieratica e nello stesso tempo mestamente gioiosa.

Così scrive Ace Collins in “Behind the Best-Loved Songs of Christmas” (Zondervan, 2001): For the people of the Dark Ages–few of whom read or had access to the Bible–the song was one of the few examples of the full story of how the New and Old Testament views of the Messiah came together in the birth and life of Jesus. Because it brought the story of Christ the Savior to life during hundreds of years of ignorance and darkness, “O Come, O Come, Emmanuel” ranks as one of the most important songs in the history of the Christian faith. 

O VENI, VENI EMMANUEL

Le antifone maggiori dell’Avvento (antifone O) sono dei versetti brevi  cantati ai Vespri nei sette giorni precedenti il Natale (prima del Magnificat).
La chiesa cristiana medievale credeva fortemente nel potere della preghiera e un folto numero di monaci, erano disseminati nei vari angoli del mondo allora conosciuto, per dedicare la loro vita esclusivamente alla preghiera e al canto. L’antifona è in pratica un breve inno cantato in modo alterno da un coro diviso in due ali, così  l'”Antifona O” iniziava con O veni e aggiungeva ogni sera uno dei nomi del Messia citati dai profeti nelle Sacre Scritture
Molto probabilmente l’origine delle Antifone Maggiori è la Gallia del VII secolo.
Ecco lo schema:
17 dicembre  “O Sapientia, quae ex ore altissimi prodisti (Isaia 11:2-3)
18 dicembre  “O Adonai et dux domus Israel (Isaia 33:22)
19 dicembre  “O Radix Jesse qui stas in signum populorum (Isaia 11:1, 10)
20 dicembre  “O Clavis David et sceptrum domus Israel (Isaia 22:22)
21 dicembre  “O Oriens, splendor lucis aeternae (Isaia 9:1)
22 dicembre  “O Rex gentium et desideratus earum (Isaia 2:4)
23 dicembre  “O Emmanuel, rex et legiter noster (Isaia 7:14)

Leggendo alla rovescia la prima lettera dei nomi del Messia si ottiene “ero cras” (domani sarò qui)

La melodia è stata ricondotta ad un inno processionale del XV secolo nel monastero francescano di Lisbona (Portogallo) condotto da suore francesi. 

Iniziamo con il testo in latino interpretato da Loreena McKennitt (con le lettere pronunciate all’inglese, un latino un po’ diverso da quello imparato sui banchi della scuola italiana!) La linea melodica, qui molto lenta e crepuscolare, è sostenuta dal violoncello, uno strumento con tipiche note “di pancia” e si raddoppia nel violino che sostituisce la voce negli strumentali.
(strofa I, II, IV, V)

ASCOLTA Mychael Danna per The Nativity Story 2006, il sommesso lamento di Israele (strofa I)


I
Veni, veni Emmanuel (1)
Captivum solve Israel
Qui gemit in exilio
Privatus Dei Filio
Gaude, gaude, Emmanuel
Nascetur pro te, Israel.
II
Veni, veni, O Oriens (2)
Solare nos adveniens
Noctis depelle nebulas
Dirasque noctis tenebras (3)
III
Veni o Jesse Virgula (4),
ex hostis (5) tuos úngula,
de specu tuos tártari (6),
educ (7) et antro bárathri (8)
IV
Veni, Clavis Davidica
Regna reclude caelica
Fac iter tutum superum
Et claude vias inferum
V
Veni, veni, Adonaï
Qui populo in Sinaï (9)
Legem dedisti vertice
In maiestate gloriae
Traduzione italiano *
I
O vieni, O vieni, Emmanuele
libera dalla prigionia Israele,
che si addolora in esilio,
privata dal figlio di Dio.
Rallegrati! Rallegrati! L’Emmanuele nascerà per te o Israele.
II
O vieni, vieni Sole
illuminaci con la tua venuta;
allontana le ombre della notte,
e disperdi le tenebre.
III
O Vieni Ramo di Jesse
dallo zoccolo del tuo nemico,
dalla caverna dell’Averno
liberaci e dalla morte
IV
O vieni, Chiave di Davide,
spalanca (le porte) del Regno;
rendi sicura la via del Cielo,
e chiudi l’accesso agli Inferi.
IV
O vieni, vieni, Signore ,
che dall’alto del Sinai
donasti la legge al popolo
nella maestà  della Gloria

NOTE
*tratta in parte da qui
1)  Emmanuel in ebraico significa “Dio con noi”, fu il profeta Isaia a preannuncuare la nascita del Messia: “Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio, e il suo nome sarà Emmanuele“. Peccato che, se proprio vogliamo cavillare, al Figlio di Dio venne dato il nome di Salvatore (Yesu’ o Yeshua)!
2) letteralmente “che sorgi ad Est”: è Gesù il sole ches podesta il Sole Invitto celebrato dagli Imperatori romani, è il Nuovo Sole. Più prudentemente si preferisce tradurre con Primavera
3) noctis tenebras: letteralmente le tenebre della notte. La II e la III strofa si soffermano sul concetto di oscurità,  Male, Inferno e Morte. Gesù invece è la Luce, il Bene, il Paradiso e la Vita eterna.
4) Radix Jesse:  l’albero di Jesse è l’albero genealogico di Gesù a partire da Jesse il padre del re Davide; la discendenza davidica è stata profetizzata da Isaia 11:1-2 “Un germoglio spunterà dal tronco di ,esse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.”  Gesù diventa spesso negli inni la rosa che sboccia da Maria
5) il nemico con il piede caprino non può che essere Satana
6) il Tartarus è l’Inferno degli antichi Romani, in origine nella mitologia greca era il luogo più abissale dell’Inferno (l’Ade) dove Zeus rinchiuse i Titani
7) educo= tirare fuori, sollevare
8) antrum (antro, cavità, grotta) e barathrum (baratro, abisso, voragine) sono due termini simili che rendono l’idea di una fossa profonda e oscura come la tomba, in senso lato antrum è il luogo del terrore, l’orrido. Sembra ripetersi l’immagine del verso precedente della grotta (specus)  infernale e in effetti antrum e specus sono sinonimi, lettaralmente “dall’antro del baratro” .
9) Anche per il monte Sinai-Oreb, come per molte delle località descritte nell’Esodo, si è persa la memoria toponomastica (vedi)

COME EMMANUEL

Nel 1851 il reverendo britannico John Mason Neale tradusse solo cinque delle Antifone e le pubblicò nel suo “Mediaeval Hymns and Sequences”, ulteriori traduttori e poeti misero mano al testo di “O come Emmanuel” e in particolare il reverendo Thomas A. Lacey (1853-1931) –qui la sua revisione) e il ministro presbiteriano Henry Sloane Coffin  (1877-1954). La melodia è stata arrangiata dal pastore anglicano Thomas Helmore e venne pubblicata nel 1854 nell’ The Hymnal Noted con il testo tradotto dal rev. Neale
Il brano è interpretato da moltissimi artisti ed è un brano spesso contenuto nelle raccolte dei Celtic Christmas songs anche in versione strumentale.

La versione di Enya (in And Winter Came.. 2008)  ricrea proprio l’atmosfera monastica da cui è scaturito il brano, recuperando una parte del testo in latino

O come, O come, Emmanuel,
to bring your captive Israel,
That mourns in lonely exile here
Until the Son of God appear.
Rejoice! Rejoice! for
Israele to you shall come, Emmanuel.
Veni, veni Emmanuel
Captivum solve Israel
Qui gemit in exilio
Privatus Dei Filio
Gaude, gaude,
Emmanuel Nascetur pro te Israel.

Ben più inquietante il video di Tarja Turunen, un angelo nero, più angelo caduto che serafino dei cieli

Nella versione dei Blackmore’s Night sono riprese solo due strofe (I, V, I). Con la melodia arrangiata dalla chitarra di Ritchie appena sottolineata dal basso e il flauto di Candice nello strumentale.(live a Minstrel Hall, da “Winter Carols” 2017 )
Gli studenti della scuola di musica della Sierra University
(strofe I, V, VII)

ASCOLTA Mike Masse & Wendy Jernigan 2001 che aggiungono una base ritmica e elettronica (come già aveva fatto Sting con Gabriel’s Message) (strofe I, V, II)
ASCOLTA Anna Hawkins in Divine 2015 cantata in parte in israeliano (strofe I, VI, VII)

ASCOLTA Pentatonix (strofe I, II)


I
O come, O come, Emmanuel,
And ransom captive Israel,
That mourns in lonely exile here
Until the Son of God appear.
Rejoice! Rejoice! Emmanuel
shall come to thee, O Israel.
II
O come, O come, great Lord of might,
Who to Thy tribes on Sinai’s height
In ancient times once gave the law
In majesty  on cloud and awe
III
O come,  strong branch of Jesse(1), free Thine own from Satan’s tyranny;
From depths of hell Thy people save,
And give them victory over the grave.
IV
O come, Thou Key of David, come,
And open wide our heavenly home;
Make safe the way that leads on high,
And close the path to misery.
V
O come, Thou Day-spring, come and cheer/Thy spirit by thine advent here
Disperse the gloomy clouds of night
And death’s dark shadows put to flight (2)
VI (3)
O come, Thou Wisdom from on high,
And order all things, far and nigh;
To us the path of knowledge show,
And cause us in her ways to go.
VII
O come, Desire of nations, bind
All peoples in one heart and mind;
Bid envy, strife, and quarrels cease;
Fill the whole world with heaven’s peace.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O vieni, O vieni, Emmanuele
a riscattare la prigionia di Israele,
che si addolora nell’esilio solitario,
fino a che il figlio di Dio non apparirà.
Rallegrati! Rallegrati! Emmanuele
verrà, O Israele.

II
O vieni, vieni Signore Potentissimo, che per le tue tribù dall’alto del Sinai, nei tempi antichi, una volta desti la legge in una nube di maestà e di timore
III
O vieni, virgulto di Jesse, libera i tuoi dalla tirannia di Satana; salva il tuo popolo dall’abisso dell’inferno e dà loro la vittoria sulla tomba.
IV
O vieni, tu, chiave di Davide, vieni,
e spalanca la nostra patria celeste;
rendi sicura la via che conduce a te,
e chiudi il sentiero dell’Inferno
V
O vieni, tu, Giornata di primavera, vieni e rallegra lo spirito per la tua venuta;
disperdi le triste nuvole della notte,
e metti in fuga le tenebrose ombre della morte
VI
O vieni, tu, Sapienza dell’Altissimo,
e comanda su tutte le cose, vicine e lontane; mostraci la via della conoscenza e mettici sulla sua strada
VII
O veni, Desiderio delle nazioni, unisci i popoli in un cuore e in una mente sola;
fai cessare l’invidia, le lotte e i litigi
riempi il mondo intero con la Pace celeste

NOTE
1) anche scritto come “Thou Rod of Jesse”: la discendenza davidica è stata profetizzata da Isaia 11:1-2 “Un germoglio spunterà dal tronco di ,esse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.” Non è chiaro se Isaia si voglia riferire a Ros (rosa) o Reis (radice) così nell’iconografia medievale l’albero è raffigurato come una pianta di rose.vedi
2) I Blackmore’s Night dicono invece
“And drive away the shades of night
And pierce the clouds and bring us light”
3) Un’altra versione dice:
O come, Thou Wisdom from on high,
Who orderest all things mightily;
To us the path of knowledge show,
And teach us in her ways to go light

E per finire “last but not least” la versione metal dei August Burns Red nel Cd Sledding’ Hill, A Holiday Album (2012)
O Come, O Come, Emanuel – inizia a 33:16

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/veni_veni_emanuel.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/veni_veni_emmanuel_neale.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/O_Antiphons/notes_on_veni_veni_emmanuel.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_come_o_come_emmanuel-1.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_come_o_come_emmanuel-2.htm
http://www.preces-latinae.org/thesaurus/Hymni/VeniEmm.html
http://www.musicanet.org/robokopp/hymn/ocomeoco.html
http://songsofpraises.blogspot.it/2013/12/o-come-o-come-emmanuel.html