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Silent night, holy night

Il nostro canto natalizio “Astro del ciel” è una delle tantissime traduzione di un brano famosissimo in tutto il mondo cristiano scritto originariamente in tedesco con il titolo di “Stille Nacht” da Joseph Mohr sacerdote della chiesa di San Niccolò a Oberndorf nei pressi di Salisburgo (Austria) e messo in musica il 24 dicembre del 1818 (o meglio nel 1816) da Franz Xaver Gruber.

Lo straordinario successo ottenuto davanti al povero pubblico di Oberndorf, però, non può spiegare, da solo, una fortuna musicale immutata da ben due secoli, repertorio di grandissimi autori e musicisti, del passato e del presente. Da quanto tramandato, sembra che fu un fabbricante di organi, tale Mauraher, dopo aver ascoltato la canzone, a portarla in Tirolo nel 1819, avviandone di fatto la diffusione sul continente. Nel 1822 fu suonata a Salisburgo, davanti al sovrano austriaco, Francesco II, e allo zar Alessandro di Russia. Successivamente, nel 1839, una versione fu intonata dai fratelli Rainer a New York, mentre la notizia della prima traduzione in inglese, dal titolo “Silent night” e operata dal prete John Freeman Young, si attesta al 1859. In appena venti anni la canzone natalizia, scritta dal parroco di uno sperduto villaggio austriaco, aveva già oltrepassato l’Oceano Atlantico. (tratto da qui)

SILENT NIGHT

Nel 1859 John Freeman Young pubblicò la traduzione in inglese con il titolo di “Silent Night”, ma fu solo una delle prime tra le tante versificazioni di fine Ottocento -primi Novecento

ASCOLTA Sinead O’Connor


I
Silent night, holy night,
all is calm, we see, all is bright
round young virgin mother and child,
holy infant so tender and mild
“Sleep in heavenly peace,
sleep in heavenly peace.”
II
Silent night, holy night,
shepherds first saw the sight
Glorious streaming from heaven afar,
heav’nly host sing Allelluia
Christ the savior is born,
Christ the savior is born.

I
Notte silenziosa, notte santa!
tutto è calmo, tutto è luminoso
intorno alla Vergine madre e al bimbo
bambinello santo così tenero e mite.
dormi nella pace divina
dormi nella pace divina
II
Notte silenziosa, notte santa!
i pastori per primi videro il segno!
La gloria scende dal lontano Paradiso
le schiere celesti cantano “Alleluia.
è nato Cristo il Salvatore
è nato Cristo il Salvatore”

Enya la canta invece in gaelico irlandese con il titolo Oíche Chiúin (strofe I, II, I) già registrato in Only if.. (1997) e riproposto anche in uno stilosissimo Christmas album: And Winter Came (2008)Moya Brennan in An Irish Christmas 2006


I
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Cách ‘na suan, dís araon
Dís is dílse ‘faire le spéis
Naíon beag, leanbh ceansa ‘gus caomh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
II
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Aoirí ar dtús chuala ‘n scéal
Allelúia aingeal ag glaoch
Cantain suairc i ngar is i gcéin
Críost an Slánaitheoir Féin
Críost an Slánaitheoir Féin
Traduzione italiano
I
Notte silenziosa, notte santa!
Tutti dormono tranne la coppia,
la coppia devota che guarda con speranza al Bambinello dai  ricci capelli
Christo che dorme quieto
Christo che dorme quieto
II
Notte silenziosa, notte santa!
I pastori furono i primi ad ascoltare la storia, gli angeli cantano Alleluia!
risuona ovunque, vicino e lontano
“Cristo il salvatore è qui!
Cristo il salvatore è qui!”

ASTRO DEL CIEL

la versione in italiano pur mantenendo la stessa melodia non ne è tuttavia la traduzione seppur poetica, quanto un testo originale scritto dal prete bergamasco Angelo Meli e pubblicata solo nel 1937.
Andrea Bocelli

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu disceso a scontare l’error, Tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

FONTI
http://www.silentnight.web.za/translate/eng.htm
http://www.celticlyricscorner.net/enya/oiche.htm

WE WISH YOU A MERRY CHRISTMAS

“We Wish You A Merry Christmas” (in italiano “Auguri di Buon Natale”) è una canzone natalizia conosciuta anche con il nome di “Figgy Pudding Song”  .
In cambio degli auguri di buone feste i carollers chiedono una fetta di figgy pudding ovvero una fetta di Budino Natalizio, un dolce diventato tradizionale nelle Isole Britanniche,  molto popolare nel 1500, poi guardato con sospetto dai Puritani per il grande  contenuto alcolico, è ritornato in auge in epoca Regency:  di forma tondeggiante a base di mandorle, fichi secchi o uvetta  e altra frutta, rum e varie  spezie, si portava in tavola il 25 dicembre decorato con un ramo di  agrifoglio.
Ma è stato Charles Dickens nel suo “A Christmas  Carol” a consacrare il Figgy Pudding quale  elemento immancabile sulla tavola inglese di Natale, con un operazione mirata  ad esaltare i valori della tradizione medievale.  Preparare il Christmas pudding era una festa per  tutti i bambini della casa! A cominciare dall’impasto in cui ogni componente  della famiglia dava un giro di mestolo per esprimere un desiderio. Il budino avvolto in un panno era immerso in un grande  calderone di rame, lo stesso che veniva utilizzato per lavare i vestiti e  riscaldare grandi quantità di acqua. continua

Oggi è un dessert un po’ dimenticato tranne in America che  è stato reinterpretato nella tradizionale torta di frutta secca.

FIGGY PUDDING SONG

I carollers chiedono a gran voce una fetta di budino natalizio! Del brano esistono  varie versioni testuali con delle piccole varianti in alcuni versi, e tra  tutte vi propongo la versione un po’ fiabesca e sognante di Enya e quella strumentale e stupefacente dei August Burns Red

ASCOLTA Enya in “Amarantine“,  Special Christmas edition- 2005

ASCOLTA August  Burns Red in “Sleddin’  Hill” 2012
We Wish You a Merry Christmas – 41:15


I
We wish you a Merry Christmas,
We wish you a Merry Christmas,
We wish you a Merry Christmas,
And a Happy New Year!
Chorus
Good tidings we bring,
to you and your kin
We wish you a Merry Christmas,
and a Happy New Year!
II
Now bring us a figgy pudding
Bring us a figgy pudding
Bring us a figgy pudding
And a cup of good cheer!
III
For we all like figgy pudding
We all like figgy pudding
We all like figgy pudding
So bring some out here.
IV
We won’t go until we get some
We won’t go until we get some
We won’t go until we get some
So bring some out here
TRADUZIONE ITALIANO
I
Vi auguriamo un Buon Natale
Vi auguriamo un Buon Natale
Vi auguriamo un Buon Natale
ed un Felice Anno Nuovo.
CORO
Buona novella portiamo
a voi e ai vostri parenti;
Buone notizie per il Natale
e un Felice Anno Nuovo.
II
Oh, portaci un budino all’uvetta;
portateci un budino all’uvetta
portateci un budino all’uvetta
e una tazza di buon umore.
III
Perché a tutti piace il budino all’uvetta
a tutti piace il budino all’uvetta
così portatene un po’ qui fuori.
IV
Non ce ne andremo
finché non ne avremo un po’,
finché non ne avremo un po’
allora portatene un po’ qui  fuori

continua

Adeste fideles e la tregua di Natale

Nella Prima Guerra Mondiale nei giorni di Natale del Dicembre 1914 nelle trincee accadde un evento straordinario, nato dalla spontaneità dei soldati: britannici, francesi e tedeschi fraternizzarono tra di loro, scambiandosi gli auguri e dei piccoli doni; così il film Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia (2005) scritto e diretto da Christian Carion è il racconto romanzato di un episodio realmente accaduto al fronte nel dicembre 1914. (vedi seconda parte)

Ecco la scena tratta dal film in cui il famoso cantante tedesco Nikolaus Sprink  canta “Adeste fidelis” in latino, il linguaggio comune alla Cristianità,  accompagnato dalla cornamusa scozzese di Griogair Lawrie. E’ notte e dalla parte tedesca del fronte spuntano gli abeti decorati con luminarie e candele. Sprink s’inoltra a piedi nella terra di nessuno tra le due trincee tenendo in mano un alberello di Natale e canta a piena voce per invitare, con un linguaggio comprensibile a tutti, alla tregua.

(sorvogliamo sulla scelta della versione distribuita in Italia di tradurre tutte le diverse lingue – francese, inglese e tedesco- in italiano…)
ASCOLTA  Adeste fideles (I strofa) l’attore che impersona Nikolaus Sprink è Benno Fürmann, ma la voce che canta è del tenore Rolando Villazón.

ASCOLTA Enya in Amarantine 2005 (le prime due strofe di John Francis Wade)


TESTO John Francis Wade
I
Adeste fideles læti triumphantes,
venite, venite in Bethlehem.
Natum videte Regem angelorum.
Venite adoremus, venite adoremus
Venite adoremus Dominum.
II
Deum de Deo, lumen de lumine, Gestant puellae viscera;
Deum verum, genitum non factum
TESTO Jean Francois Borderies
II
En grege relicto, humiles ad cunas,
vocatis pastores approperant.
Et nos ovanti gradu festinemus.
III
Aeterni Parentis
splendorem aeternum,
Velatum sub carne (1) videbimus
Deum Infantem, pannis involutum.
IV
Pro nobis egenum
et foeno cubamtem,
Piis foveamus amplexibus:
Sic nos amantem
quis nos redamaret?

Traduzione italiano *
I
Accorrete fedeli, lieti e festosi!
Venite, venite a Betlemme, Ammirate
il Re degli Angeli appena nato.
Venite adoriamo, Venite adoriamo
Venite adoriamo il Signore.
II
Dio degli Dei, Luce della luce,
che non rifiuta il ventre della Vergine Vero Dio, generato e non creato.
Strofe aggiuntive
II
Abbandonato il gregge per l’umile culla
si avvicinano i pastori chiamati (così) noi, pregando, ci affrettiamo volentieri.
III
Vedremo l’eterno splendore
dell’Eterno Genitore
fatto carne
Dio, bambino, avvolto in fasce.
IV
Scaldiamo con devoti abbracci
(il bambino), che per noi è stato fatto
povero e adagiato nel fieno.
Chi non ricambierà l’amore
di chi ci ama così tanto?

NOTE
*tratta da qui
1) nascosto in (un corpo di) carne.

Adeste Fideles dal manoscritto Jabobite di John Francis Wade

Adeste fideles“, entrato a far parte della tradizione italiana del presepe è un canto di natale attribuito a San Bonaventura. ma la sua origine è incerta, si può solo affermare che il copista che trascrisse sia  testo (in latino) che melodia, è John Francis Wade  (c. 1711/2-1786).
Egli copiò un tema popolare irlandese a metà del 1700, mentre si trovava a Douai – Francia del Nord, noto centro di rifermento per i cattolici esuli per motivi politici e perseguitati dai protestanti inglesi; Wade era un giacobita, musicista e maestro del coro, nonchè copista di canti e inni religiosi; secondo lo studioso Dom Jean Stéphan (in The Adeste Fideles: A Study On Its Origin and Development, 1947) Wade non si limitò alla copia di un canto più antico, ma fu autore sia del testo che della musica di “Adeste fideles” ; egli scrisse solo quattro strofe, altre se ne aggiunsero alla fine del 1700 per mano dell’Abate Jean Francois Borderies (1764-1832).

COME ALL YE FAITHFUL

La versione in inglese di “Adeste fideles” s’intitola “”O Come All Ye Faithful” fu scritta, nelle prime 4 strofe, a metà del 1800 da un pastore della Chiesa d’Inghilterra Frederick Oakeley, poi convertitosi al Cristianesimo. Altri versi vennero aggiunti da William Thomas Brooke nel tradurre quelli scritti poco prima da Jean Francois Borderies.
ASCOLTA  Celtic Woman


I
O come, all ye faithful,
Joyful and triumphant,
O come ye, O come ye to Bethlehem;
Come and behold him,
Born the King of angels
(CHORUS)
O come, let us adore him,
O come, let us adore him,
O Come, let us adore him,
Christ the Lord.
II
God of gods,
light of light Lo,
He abhors not the Virgin’s womb
Very God, Begotten not created.
III
Sing, choirs of angels,
Sing in exultation,
Sing, all ye citizens of heaven above;
Glory to God in the highest.
IV
Yea, Lord, we greet Thee
Born this happy morning
Jesus, to Thee be glory given
Word of the Father
now in flesh appearing
Traduzione italiano
I
Venite tutti voi fedeli,
gioiosi e trionfanti,
Venite, venite a Betlemme,
Venite a vederlo,
è nato il re degli Angeli
(Ritornello)
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Cristo il Signore.
II
Dio degli Dei,
Luce della luce,
che non rifiuta il ventre della Vergine Vero Dio, generato e non creato.
III
Cantano i cori degli angeli,
cantano ed esultano
cantate tutti voi cittadini del Paradiso, Gloria a Dio nell’alto dei Cieli.
IV
Si, Signore, ti salutiamo
nato questa lieta mattina
Gesù tua sia la gloria
Verbo del Padre
fatto ora carne

continua

FONTI
https://www.blogdellamusica.eu/adeste-fideles-canto-natalizio-tradizionale/
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/adeste_fideles.htm

O COME EMMANUEL

Veni, veni Emmanuel” è un antifonario del XII secolo (ma molto più probabilmente di epoca Alto-Medievale) . La musica proviene forse da un inno processionale di monache francesi, tuttavia le tracce sono così labili, da non poter stabilire nessuna origine certa.
E’ un inno dell’avvento cioè il tempo liturgico che “attende” il Natale che inizia, secondo il rito romano, con la prima delle quattro domeniche che precedono il Natale.
Ricco di riferimenti ai testi dei profetici biblici deriva dal noto versetto del profeta Isaia: “Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio, e il suo nome sarà Emmanuele“. I versi sono stati arrangiati in molte varianti, specialmente per quanto concerne l’ordine delle antifone.
La melodia è bellissima! Ieratica e nello stesso tempo mestamente gioiosa.

Così scrive Ace Collins in “Behind the Best-Loved Songs of Christmas” (Zondervan, 2001): For the people of the Dark Ages–few of whom read or had access to the Bible–the song was one of the few examples of the full story of how the New and Old Testament views of the Messiah came together in the birth and life of Jesus. Because it brought the story of Christ the Savior to life during hundreds of years of ignorance and darkness, “O Come, O Come, Emmanuel” ranks as one of the most important songs in the history of the Christian faith. 

O VENI, VENI EMMANUEL

Le antifone maggiori dell’Avvento (antifone O) sono dei versetti brevi  cantati ai Vespri nei sette giorni precedenti il Natale (prima del Magnificat).
La chiesa cristiana medievale credeva fortemente nel potere della preghiera e un folto numero di monaci, erano disseminati nei vari angoli del mondo allora conosciuto, per dedicare la loro vita esclusivamente alla preghiera e al canto. L’antifona è in pratica un breve inno cantato in modo alterno da un coro diviso in due ali, così  l'”Antifona O” iniziava con O veni e aggiungeva ogni sera uno dei nomi del Messia citati dai profeti nelle Sacre Scritture
Molto probabilmente l’origine delle Antifone Maggiori è la Gallia del VII secolo.
Ecco lo schema:
17 dicembre  “O Sapientia, quae ex ore altissimi prodisti (Isaia 11:2-3)
18 dicembre  “O Adonai et dux domus Israel (Isaia 33:22)
19 dicembre  “O Radix Jesse qui stas in signum populorum (Isaia 11:1, 10)
20 dicembre  “O Clavis David et sceptrum domus Israel (Isaia 22:22)
21 dicembre  “O Oriens, splendor lucis aeternae (Isaia 9:1)
22 dicembre  “O Rex gentium et desideratus earum (Isaia 2:4)
23 dicembre  “O Emmanuel, rex et legiter noster (Isaia 7:14)

Leggendo alla rovescia la prima lettera dei nomi del Messia si ottiene “ero cras” (domani sarò qui)

La melodia è stata ricondotta ad un inno processionale del XV secolo nel monastero francescano di Lisbona (Portogallo) condotto da suore francesi. 

Iniziamo con il testo in latino interpretato da Loreena McKennitt (con le lettere pronunciate all’inglese, un latino un po’ diverso da quello imparato sui banchi della scuola italiana!) La linea melodica, qui molto lenta e crepuscolare, è sostenuta dal violoncello, uno strumento con tipiche note “di pancia” e si raddoppia nel violino che sostituisce la voce negli strumentali.
(strofa I, II, IV, V)

ASCOLTA Mychael Danna per The Nativity Story 2006, il sommesso lamento di Israele (strofa I)


I
Veni, veni Emmanuel (1)
Captivum solve Israel
Qui gemit in exilio
Privatus Dei Filio
Gaude, gaude, Emmanuel
Nascetur pro te, Israel.
II
Veni, veni, O Oriens (2)
Solare nos adveniens
Noctis depelle nebulas
Dirasque noctis tenebras (3)
III
Veni o Jesse Virgula (4),
ex hostis (5) tuos úngula,
de specu tuos tártari (6),
educ (7) et antro bárathri (8)
IV
Veni, Clavis Davidica
Regna reclude caelica
Fac iter tutum superum
Et claude vias inferum
V
Veni, veni, Adonaï
Qui populo in Sinaï (9)
Legem dedisti vertice
In maiestate gloriae
Traduzione italiano *
I
O vieni, O vieni, Emmanuele
libera dalla prigionia Israele,
che si addolora in esilio,
privata dal figlio di Dio.
Rallegrati! Rallegrati! L’Emmanuele nascerà per te o Israele.
II
O vieni, vieni Sole
illuminaci con la tua venuta;
allontana le ombre della notte,
e disperdi le tenebre.
III
O Vieni Ramo di Jesse
dallo zoccolo del tuo nemico,
dalla caverna dell’Averno
liberaci e dalla morte
IV
O vieni, Chiave di Davide,
spalanca (le porte) del Regno;
rendi sicura la via del Cielo,
e chiudi l’accesso agli Inferi.
IV
O vieni, vieni, Signore ,
che dall’alto del Sinai
donasti la legge al popolo
nella maestà  della Gloria

NOTE
*tratta in parte da qui
1)  Emmanuel in ebraico significa “Dio con noi”, fu il profeta Isaia a preannuncuare la nascita del Messia: “Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio, e il suo nome sarà Emmanuele“. Peccato che, se proprio vogliamo cavillare, al Figlio di Dio venne dato il nome di Salvatore (Yesu’ o Yeshua)!
2) letteralmente “che sorgi ad Est”: è Gesù il sole ches podesta il Sole Invitto celebrato dagli Imperatori romani, è il Nuovo Sole. Più prudentemente si preferisce tradurre con Primavera
3) noctis tenebras: letteralmente le tenebre della notte. La II e la III strofa si soffermano sul concetto di oscurità,  Male, Inferno e Morte. Gesù invece è la Luce, il Bene, il Paradiso e la Vita eterna.
4) Radix Jesse:  l’albero di Jesse è l’albero genealogico di Gesù a partire da Jesse il padre del re Davide; la discendenza davidica è stata profetizzata da Isaia 11:1-2 “Un germoglio spunterà dal tronco di ,esse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.”  Gesù diventa spesso negli inni la rosa che sboccia da Maria
5) il nemico con il piede caprino non può che essere Satana
6) il Tartarus è l’Inferno degli antichi Romani, in origine nella mitologia greca era il luogo più abissale dell’Inferno (l’Ade) dove Zeus rinchiuse i Titani
7) educo= tirare fuori, sollevare
8) antrum (antro, cavità, grotta) e barathrum (baratro, abisso, voragine) sono due termini simili che rendono l’idea di una fossa profonda e oscura come la tomba, in senso lato antrum è il luogo del terrore, l’orrido. Sembra ripetersi l’immagine del verso precedente della grotta (specus)  infernale e in effetti antrum e specus sono sinonimi, lettaralmente “dall’antro del baratro” .
9) Anche per il monte Sinai-Oreb, come per molte delle località descritte nell’Esodo, si è persa la memoria toponomastica (vedi)

COME EMMANUEL

Nel 1851 il reverendo britannico John Mason Neale tradusse solo cinque delle Antifone e le pubblicò nel suo “Mediaeval Hymns and Sequences”, ulteriori traduttori e poeti misero mano al testo di “O come Emmanuel” e in particolare il reverendo Thomas A. Lacey (1853-1931) –qui la sua revisione) e il ministro presbiteriano Henry Sloane Coffin  (1877-1954). La melodia è stata arrangiata dal pastore anglicano Thomas Helmore e venne pubblicata nel 1854 nell’ The Hymnal Noted con il testo tradotto dal rev. Neale
Il brano è interpretato da moltissimi artisti ed è un brano spesso contenuto nelle raccolte dei Celtic Christmas songs anche in versione strumentale.

La versione di Enya (in And Winter Came.. 2008)  ricrea proprio l’atmosfera monastica da cui è scaturito il brano, recuperando una parte del testo in latino

O come, O come, Emmanuel,
to bring your captive Israel,
That mourns in lonely exile here
Until the Son of God appear.
Rejoice! Rejoice! for
Israele to you shall come, Emmanuel.
Veni, veni Emmanuel
Captivum solve Israel
Qui gemit in exilio
Privatus Dei Filio
Gaude, gaude,
Emmanuel Nascetur pro te Israel.

Ben più inquietante il video di Tarja Turunen, un angelo nero, più angelo caduto che serafino dei cieli

Nella versione dei Blackmore’s Night sono riprese solo due strofe (I, V, I). Con la melodia arrangiata dalla chitarra di Ritchie appena sottolineata dal basso e il flauto di Candice nello strumentale.(live a Minstrel Hall, da “Winter Carols” 2017 )
Gli studenti della scuola di musica della Sierra University
(strofe I, V, VII)

ASCOLTA Mike Masse & Wendy Jernigan 2001 che aggiungono una base ritmica e elettronica (come già aveva fatto Sting con Gabriel’s Message) (strofe I, V, II)
ASCOLTA Anna Hawkins in Divine 2015 cantata in parte in israeliano (strofe I, VI, VII)

ASCOLTA Pentatonix (strofe I, II)


I
O come, O come, Emmanuel,
And ransom captive Israel,
That mourns in lonely exile here
Until the Son of God appear.
Rejoice! Rejoice! Emmanuel
shall come to thee, O Israel.
II
O come, O come, great Lord of might,
Who to Thy tribes on Sinai’s height
In ancient times once gave the law
In majesty  on cloud and awe
III
O come,  strong branch of Jesse(1), free Thine own from Satan’s tyranny;
From depths of hell Thy people save,
And give them victory over the grave.
IV
O come, Thou Key of David, come,
And open wide our heavenly home;
Make safe the way that leads on high,
And close the path to misery.
V
O come, Thou Day-spring, come and cheer/Thy spirit by thine advent here
Disperse the gloomy clouds of night
And death’s dark shadows put to flight (2)
VI (3)
O come, Thou Wisdom from on high,
And order all things, far and nigh;
To us the path of knowledge show,
And cause us in her ways to go.
VII
O come, Desire of nations, bind
All peoples in one heart and mind;
Bid envy, strife, and quarrels cease;
Fill the whole world with heaven’s peace.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O vieni, O vieni, Emmanuele
a riscattare la prigionia di Israele,
che si addolora nell’esilio solitario,
fino a che il figlio di Dio non apparirà.
Rallegrati! Rallegrati! Emmanuele
verrà, O Israele.

II
O vieni, vieni Signore Potentissimo, che per le tue tribù dall’alto del Sinai, nei tempi antichi, una volta desti la legge in una nube di maestà e di timore
III
O vieni, virgulto di Jesse, libera i tuoi dalla tirannia di Satana; salva il tuo popolo dall’abisso dell’inferno e dà loro la vittoria sulla tomba.
IV
O vieni, tu, chiave di Davide, vieni,
e spalanca la nostra patria celeste;
rendi sicura la via che conduce a te,
e chiudi il sentiero dell’Inferno
V
O vieni, tu, Giornata di primavera, vieni e rallegra lo spirito per la tua venuta;
disperdi le triste nuvole della notte,
e metti in fuga le tenebrose ombre della morte
VI
O vieni, tu, Sapienza dell’Altissimo,
e comanda su tutte le cose, vicine e lontane; mostraci la via della conoscenza e mettici sulla sua strada
VII
O veni, Desiderio delle nazioni, unisci i popoli in un cuore e in una mente sola;
fai cessare l’invidia, le lotte e i litigi
riempi il mondo intero con la Pace celeste

NOTE
1) anche scritto come “Thou Rod of Jesse”: la discendenza davidica è stata profetizzata da Isaia 11:1-2 “Un germoglio spunterà dal tronco di ,esse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.” Non è chiaro se Isaia si voglia riferire a Ros (rosa) o Reis (radice) così nell’iconografia medievale l’albero è raffigurato come una pianta di rose.vedi
2) I Blackmore’s Night dicono invece
“And drive away the shades of night
And pierce the clouds and bring us light”
3) Un’altra versione dice:
O come, Thou Wisdom from on high,
Who orderest all things mightily;
To us the path of knowledge show,
And teach us in her ways to go light

E per finire “last but not least” la versione metal dei August Burns Red nel Cd Sledding’ Hill, A Holiday Album (2012)
O Come, O Come, Emanuel – inizia a 33:16

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/veni_veni_emanuel.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/veni_veni_emmanuel_neale.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/O_Antiphons/notes_on_veni_veni_emmanuel.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_come_o_come_emmanuel-1.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_come_o_come_emmanuel-2.htm
http://www.preces-latinae.org/thesaurus/Hymni/VeniEmm.html
http://www.musicanet.org/robokopp/hymn/ocomeoco.html
http://songsofpraises.blogspot.it/2013/12/o-come-o-come-emmanuel.html