Wee Willie Gray

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Testo: Robert Burns
Melodia: Wee Totum Fogg.
1795

 

Il Duca di Leeds da bambino ritratto di Hans Hausing, 1726

Robert Burns riporta per lo “Scots Musical Museum” un frammento di una canzoncina popolare (rielabarota da lui basandosi su pochi versi) dal titolo “Wee Willie Gray”. Una canzoncina per bambini in cui il piccolo Willy si veste con la corteccia del salice, i petali delle rose e dei gigli. Il piccolo Willy Gray è forse un folletto o un personaggio un po’ tonto dei racconti popolari,  anche se non si esclude che Robbie abbia voluto alludere ironicamente a qualche persona di sua conoscenza.
Ci immaginiamo il piccolo Willy che indossa il costume delle Highlands, con un tessuto in tartan a base rosso, e il caratteristico berretto, lo Scottish Bonnet che a partire dal 1700 viene abbellito da una coccarda, l’emblema del clan e una piuma.
Il completino è abbinato all’immancabile mantello in tartan (plaid)
In sintonia con il buffo personaggio anche la melodia (che alcuni studiosi ritengono composta da Robert Burns) è una saltellante hornpipe del Border.

Tony Cuffe & Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Burns, Vol. 1 (Linn Records)


I
WEE Willie Gray,
an’ his leather wallet (1);
Peel a willie (2) wand,
to be him boots and jacket.
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet,
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet.
II
Wee Willie Gray,
and his leather wallet;
Twice a lily-flower
will be him sark and cravat (3);
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet (4),
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Piccolo Willy Gray
e la sua scarsella
scorteccia una bacchetta di salice
per farsi gli stivali e la marsina:
la rosa sullo spino
sarà le sue braghe e il farsetto
la rosa sullo spino
sarà le sue braghe e il farsetto.
II
Piccolo Willy Gray
e la sua scarsella
due volte il giglio
sarà la sua camicia e la cravatta
la ali di una mosca
saranno le piume del berretto
la ali di una mosca
saranno le piume del  berretto

NOTE
1) Nel settecento il portafoglio era una scarsella che si portava agganciata alla cintura e conteneva sia le banconote che del cibo. Era considerato uno status symbol, relativamente all’agiatezza di chi lo indossava. Il portafoglio piatto come lo conosciamo oggi nasce piuttosto nell’Ottocento
2) willie= willow. Nelle leggende una bacchetta di salice è la bacchetta magica degli stregoni, oltre all’assonanza con il nome Willy non posso fare a meno di  pensare alla figura della scottish country dance chiamata “streep the willow”



3) La cravatta nel 700 era una sciarpa di mussola (con bordi impreziositi da trine e ricami a seconda dell’occasione) girata una o più volte intorno al collo e annodata sul davanti con un fiocco o un nodo semplice. Per lo più bianca dopo la rivoluzione francese diventa sinonimo di controrivoluzionari.
4) è il blue bonnet la cui foggia  risale al 1500 e che ha dato il soprannome di ‘Bluebonnets’ agli Highlanders

FONTI
https://www.padandquill.com/blog/2017/03/09/wallet-origins-and-history/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/615.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-vi,-song-514,-page-530-wee-willie-gray

Wee Willie Gray

Leggi in italiano
Lyrics: Robert Burns
Tune: Wee Totum Fogg.
1795

The Duke of Leeds as a child, in Highland costume, by Hans Hausing, 1726

Robert Burns reports for the “Scots Musical Museum” a fragment of a popular song (revived by him based on a few traditional verses) entitled “Wee Willie Gray”. A little children song in which little Willy dresses with the bark of the willow, the petals of roses and lilies. The little Willy Gray is perhaps an elf or a jerky character of lore, or pheraps Robbie wanted to allude ironically to some person of his knowledge.

We imagine the little Willy all dresses in the Highland costume, with a red-based tartan fabric, and the distinctive cap, the Scottish Bonnet that since 1700 is embellished with a rosette, the emblem of the clan and a feather. The look is outfitted with a tartan coat (plaid)
In tune with the funny character also the melody (which some scholars believe composed by Robert Burns) is jumping, double hornpipe from the Borders.

Tony Cuffe & Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Burns, Vol. 1 (Linn Records)

I
WEE Willie Gray,
an’ his leather wallet (1);
Peel a willie (2) wand,
to be him boots and jacket.
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet,
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet.
II
Wee Willie Gray,
and his leather wallet;
Twice a lily-flower
will be him sark and cravat (3);
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet (4),
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet.

NOTES
for English translation
1) By the 1700s, wallets were still purse attached to the hip and carried everything from old notes to bits of food. It was considered a status symbol, relative to the comfort of the wearer. The flat portfolio as we know it today arises rather in the nineteenth century
2) willie= willow. In the legends a wand of willow is the magic wand, but it recalls the figure of the scottish country dance called “streep the willow”



3) The tie in the 700 was a muslin scarf (with borders embellished with lace and embroidery depending on the occasion) turned one or more times around the neck and knotted at the front with a bow or a simple knot. Mostly white after the French revolution, it became synonymous with counter-revolutionaries.
4) It is the blue bonnet whose style dates back to 1500s and which gave the nickname of ‘Bluebonnets’ to the Highlanders

LINK
https://www.padandquill.com/blog/2017/03/09/wallet-origins-and-history/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/615.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-vi,-song-514,-page-530-wee-willie-gray

WEARY PUND O’ TOW

La canzone umoristica “Weary pund of tow” è stata scritta (o meglio adattata) da Robert Burns su una canzone umoristica tradizionale scozzese Glen (19O0) states that this melody originally came from James Oswald’s book, ‘The Caledonian Pocket Companion’ (1759). In a letter to James Johnson, Burns said ‘I was so lucky lately to pick up an entire copy of Oswald’s Scots music and I think I shall make glorious work out of it’. Though Glen goes on to say that there is some doubt as to whether any lyrics existed for this song until Burns wrote some verses, he states that Sir Walter Scott narrated a similar-sounding song. This suggests there might well have been pre-existing lyrics which Burns merely embellished.”(tratto da qui)

L’uomo ci racconta che ha comprato per la sposina un bel po’ di piante di lino (della migliore qualità) affinchè le trasformasse in filato, ma lei è un’incapace (inesperta o pigra) ed è riuscita a ricavarne solo della scadente lanuggine (le fibre più corte). Così nel ritornello l’uomo si lamenta che la moglie non ha nessuna intenzione di mettersi a filare (cioè di obbedire ai suoi ordini). Le virtù domestiche femminili erano un tempo identificate simbolicamente nell’arte della filatura.
Nel libro dei Proverbi (31:10 – 31:19), è scritto
Una donna perfetta chi potrà trovarla?
Più prezioso assai delle perle è il suo valore”.
“Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani”
“Stende la sua mano alla conocchia
e mena il fuso con le dita”.
Per comprendere il senso della canzone scritta in dialetto scozzese, è necessario non solo un buon dizionario, ma anche conoscere i processi di trasformazione del lino in filato.

LAVORAZIONE DELLA FIBRA DI LINO IN FILATO

Dopo aver liberato gli steli di lino dalle capsule contenenti i semi, si mettono a macerare in fosse piene d’acqua, per “ammorbidirli” (oppure si lasciano macerare all’aria, di modo che la rugiada faccia tutto il lavoro). Poi si fanno essiccare (su graticole riscaldate dal fuoco) e quindi ha inizio il lungo lavoro della gramolatura per liberare la fibra dalla corteccia dello stelo.

gramola per il lino

La gramola è un “coltello” di legno fissato a una sorta di cavalletto in modo che facendo passare più e più volte un piccolo covone di lino sul cavalletto, lo si maciulla con il coltello mobile rompendone la corteccia.

La fase successiva è la “pettinatura” o cardatura delle fibre utilizzando prima una spatola (per eliminare gli ultimi residui di corteccia) e quindi un attrezzo detto pettine, formato da diversi chiodi li ferro fissati ad un supporto di legno: si “pettina” così la fibra del lino facedo passare il piccolo covone più e più volte tra il pettine (proprio come si fa per districare e lisciare i capelli): così si separano le fibre più corte (e meno pregiate) da quelle più lunghe. Le fibre meno pregiate erano filate in modo più grezzo e usate per fare corde o tela da sacco, mentre le fibre più lunghe e fini diventano la stoffa per indumenti o biancheria per la casa.

LA FILATURA

Era un’attività che si svolgeva per lo più in casa, durante i mesi invernali, utilizzando conocchia (o rocca) e fuso o il filatoio.
Sulla conocchia  (un asta di legno) prima si avvolgono le fibre del lino facendone una grossa matassa, quindi pizzicando la giusta quantità di fibra, la donna la inumidisce di tanto in tanco con dell’acqua (o saliva) e facendo ruotare il fuso (o azionando con il pedale il filatoio) riduce i baiocchi di fibra in filo ritorto.

Le donne imparavano fin da piccole a filare e ci volevano molti anni per acquisire l’esperienza per ottenre un filo sottile e uniforme  perchè le fibre si spezzano facilmente.

Una volta riempito il rocchetto del filatoio (o il fuso) si utilizza un attrezzo detto aspo per avolgere il filato in grosse matasse.
L’utlima fase prima della lavorazione con il telaio era il lavaggio e la sbiancatura delle matasse: si lavavano nella liscivia (cenere fatta bollire nell’acqua) e poi si stendevano al sole: a seconda del tempo di esposizione al sole il lino perde il suo colore naturale grigio-beige per diventare bianco (e quindi si ottene una discreta variazione dei toni nella gamma dei grigi e del bianco). Le matasse erano tinte immergendole in grossi calderoni e per fissare il colorante naturale si utilizzava aceto o urina (ammoniaca), dopo ripetuti lavaggi si mettevano le matasse ad asciugare.

La melodia è scanzonata in sintonia con il tono umoristico della canzoncina..

ASCOLTA Tony Cuffe

ASCOLTA Fiona Hunter


I
I bought(1) my wife a stane(2) o’ lint,
As gude as e’er did grow (3),
And a’ that she has made o’ that
Is ae puir pund o’ tow(4).
The weary (5) pund, the weary pund,
The weary pund o’ tow;
I think my wife will end her life,
Before she spin her tow.
II
There sat a bottle in a bole,
Beyont the ingle low ;
And aye she took the tither souk,
To drouk the stourie  tow (6).
III
Quoth(7) I, For shame, ye dirty dame,
Gae spin your tap(8) o’ tow!
She took the rock(9), and wi’ a knock,
She brak it o’er my pow (10)
IV
At last her feet-I sang to see’t!
Gaed foremost(10) o’er the knowe(11),
And or I wad anither jad
I’ll wallop(12) in a tow.
V
So come all ye jolly bachelors
that fain(13) would married be
I pray you be advised,
tak’ this note from me
VI
A single life is free frae strife,
frae sorrow, grief and woe
Besides a wife will end your life
wi’ the weary pund o’ tow
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Comprai a mia moglie una libbra di lino, della qualità migliore
e tutto quello che ne ha ricavato,
è una sola libbra di lanuggine
Una misera libbra, una misera libbra
una misera libbra di lanuggine
credo che mia moglie arriverà alla fine della vita prima di filare tutta la lanuggine
II
C’era una bottiglia nella nicchia
sul lato più lontano del piccolo focolare e sempre lei prendeva un altro sorso per inumidire la lanuggine polverosa
III
Dico io “Vergognati, donnaccia
vai a filare la conocchia”
Lei prese la rocca e con un colpo
me la ruppe in testa!
IV
Alla fine i suoi piedi -pregai per vederlo- hanno oltrepassato la collina
e piuttosto di sposare un’altra donna
penzolerei alla corda (del boia)
V
Così venite tutti voi allegri scapoloni
che desiderate essere sposati
vi prego di fare attenzione;
prendete questo avviso da me
VI
Un single è libero dalla lotta, dalla tristezza, dagli affanni e dalla miseria;
inoltre una moglie metterà fine alla vostra vita, con una misera libbra di lanuggine

NOTE
la traduzione in inglese qui, le ultime due strofe sono state aggiunte da Tony Cuffe
1) oppure gave
2) libbra antica unità di misura inglese Stone = pietra: è pari a 14 pounds ed equivalente quindi a circa 6,35 kg (vedi). stone e pound si equivaldono, qui pound non si traduce come sterlina ma come libbra
3) letteralmente mai cresciuto meglio,

4) tow : è la fibra del lino -lint= flax  decorticata e pettinata, ma dela qualità più scadente cioè le fibre più corte. Così il termine è finito anche nella descrizione dei capelli: tow-headed boys sono i ragazzi con i capelli corti (e biondi), flaxen-haired girls sono le bionde con i capelli lunghi (flax è la fira lunga del lino) tow= fibra di lino di bassa qualità, lanuggine. La moglie inesperta, incapace o poco laboriosa ha sprecato il lino di qualità miglione ricavandone solo della fibra corta, scadente e di inferiore qualità. Io ho tradotto con lanuggine, sono i biocchi di fibra.
5) weary in questo contesto significa il duro lavoro per ricavare la fibra dagli steli di lino e il misero valore, la bassa qualità della fibra ricavata, il lavoro scadente. Così date le premesse nel ritornello l’uomo teme che la moglie ci metterà tutta la vita prima di filare quella misera lanuggine
6) stour, stowrie= dusty tow; per inumidire  la fibra “pizzicata” dalla conocchia le donne intingevano il dito nell’acqua o le inumidivano con la saliva, qui si insinua che nella bottiglia ci fosse del liquore e non dell’acqua
7) Cries
8) cioè “fila la  conocchia”  tap =  i baiocchi di fibra avvolti nella conocchia, come zucchero filato

la filatrice

9) L’arte della tessitura è un arte femminile tutto ha inizio con un fuso, un semplice bastoncino di legno sagomato opportunamente e manovrato con un movimento ritmico e costante in modo che la lana grezza (o la fibra vegetale) si trasformi in filo.
Nel quadro di William-Adolphe Bouguereau, La filatrice la ragazza tiene al braccio sinistro la conocchia o rocca sulla quale è messa la lana – o la fibra vegetale- che è stata precedentemente cardata, e con la mano destra aziona il fuso imprimendo un movimento rotatorio (tipo yo-yo); la fusaiola (una rotula) per lo più in terracotta (ma anche in legno) all’estremità del fuso, lo mantiene in rotazione; in modelli ancora più semplici il fuso è composto in un unico pezzo di legno svasato al centro come se fosse una trottola (detto lucignolo).
La conocchia (o rocca) e il fuso sono gli antenati del filatoio a ruota, ci vuole molta esperienza per ottenere un filo fine e uniforme
10) è più probabile che la fanciulla fosse in possesso di un filatoio  a ruota (più impropriamente detto arcolaio), in inglese  spinning wheel,.Il filatoio a ruota o filarello o mulinello o filatoio ad alette , è caratterizzato dalla presenza di una ruota azionata con pelali che avvolge il filo attorno al rocchetto (ovvero è la ruota che ora fa girare l’aspo -che imprime nello stesso tempo una torsione al filo – e la spoletta attorno alla quale si avvolge il filo, non più la mano). Ed è quindi la conocchia (o rocca) che teneva in mano ad essere spaccata sulla testa del marito
11) to go over the hill è un’espressione tipica per dire “uscire di prigione” oppure “essere sul viale del tramonto”; In inglese l’espressione “to be over the hill” viene comunemente usata per indicare il compimento del 40esimo o 50esimo anno di età, qui il passaggio è “l’ultimo passo”
12) wallop – swing
13) fain – eager to

LINO O CANAPA?

La fibra di canapa è molto robusta, più resistente e elastica rispetto alle fibre di altre piante: se ne facevano vele per le navi, corde per legare i fasciami e per il governo delle imbarcazioni e dei veicoli a trazione animale, tende militari, calzature, abbigliamento da lavoro, ma anche lenzuola e biancheria da casa. Molta della biancheria fine della nonna che si crede di lino in realtà è di canapa (e spesso il lino più grossolano di oggi viene spacciato per canapa). Con la canapa si produce un tessuto termoregolatore, efficace barriera dai raggi UVA che pur assomigliando per certi aspetti al lino presenta molti più vantaggi, d’inverno infatti tiene caldo ed è “stretch”.  Con la selezione delle varietà e l’affinamento delle tecniche di lavorazione della canapa tessile l’Italia aveva raggiunto nel mondo il primato, mentre l’Irlanda lo aveva per il lino.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/weaver-factory.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-350,-page-362-the-weary-pund-o-tow
http://www.museo-etnografico.it/download/Flachs_Leinen_it.pdf
https://www.lucanapa.com/notizie/43-lino-e-canapa
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/525.htm
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/thewearypundotow.html
http://www.ramshornstudio.com/weary_pund.htm

 

Gli Ossian e la scottishness

Il gruppo scozzese (dalle parti di Glasgow) degli Ossian prende il nome dal leggendario bardo di Scozia, si fonda nel 1976 per dare vita a una miscela acustica raffinata ma piena di grinta (il cosiddetto drive tanto osannato nella musica rock): eppure rimarrà sempre una formazione acustica di musica tradizionale scozzese; la formazione è capitanata dai fratelli William e George Jackson (Billy arpa bardica, uillean pipes, whistle – George chitarra, cittern, violino, whistle, flauto) affiancati dal violino, mandolino, violoncello di  John Martin (che fu anche membro dei Tannahill Weavers)  e dalla voce solista, chitarra, whistle, dulcimer di Billy Ross. Quando Ross se ne andò subentrò Tony Cuffe (1981) e qualche anno più tardi il quartetto divenne un quintetto con l’aggiunta del pipaiolo Iain MacDonald (cornamuse, flauto, whistle).
Gli Ossian hanno sempre eseguito dell’ottima musica tradizionale scozzese anche se negli anni 70 era la musica tradizionale irlandese ad andare di moda! Il primo tour negli Stati Uniti (e sono finiti anche in Alaska) arriva nel 1983, ma cinque anni più tardi il gruppo si scioglie e i componenti  prendono altre strade.

Nella foto sopra da sin in alto : Tony Cuffe, George Jackson, da destra: Iain MacDonald, Billy Jackson, John Martin; nella foto sotto da sinistra: Billy Ross, Billy Jackson, George Jackson, John Martin

Tutti eccellenti polistrumentisti e cantanti, abili tessitori di trame sonore ricche e preziose sulle melodie della tradizione con un approccio quasi cameristico: canti in gaelico e in dialetto scozzese (in specie di Robert Burns), set da danza e slow air.
La loro musica ha influenzato una generazione di musicisti.

The Sound of Sleat / Aandowin’ a prua / The Old Reel in “Seal Song” 1981 nella formazione quartetto

Troy’s Wedding Biddy from Sligo in “Borders” 1986 nella formazione quintetto

LA RIFONDAZIONE

Ci fu una rifondazione nel 1997 con Billy Jackson e Billy Ross che si portò dietro Iain MacInnes (smallpipes, whistle) e Stuart Morison (violino, cittern) con i quali aveva formato un trio pochi anni prima, sigillata dall’uscita dall’album “The Carrying Stream” e anche se il nuovo gruppo non è mai stato ufficialmente sciolto non è più -al momento- in attività.

ST. KILDA WEDDING

Saint Kilda è un minuscolo arcipelago a occidente delle Ebridi Esterne e abitato fin dai tempi antichi. Di fatto isolato dalla terra ferma per buona parte dell’anno è stato abbandonato nel 1930.
Per comunicare con la terraferma gli isolani mettevano la posta in piccole sacche di cuoio impermeabile e le affidavano alla corrente marina.
Scrive Wikipedia “L’intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell’umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente ‘naturale’, ‘marino’ e ‘culturale’.
Gruppi di volontari lavorano sull’isola nei mesi estivi per recuperare gli edifici originari che gli antichi Kildani hanno lasciato. Condividono l’isola con una piccola base militare creata nel 1957
.”


La prima parte del filmato qui

La testimonianza degli antichi rituali matrimoniali praticati sull’isola ci viene da un album pubblicato dal gruppo scozzese Ossian “St. Kilda wedding”: la prima traccia è un set di musica da danza trascritto nella collezione del capitano Simon Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isle, 1816 – l’archivio digitale qui)

WILLIAM JACKSON

La formazione classica di Billy lo porta a un progetto ambizioso quello di comporre musica per una “folk orchestra”  composta cioè da musicisti tradizionali e classici. Pubblica una ventina di album di cui ben tre album per orchestra: The Wellpark Suite (1985), A Scottish Island (1998) e Duan Albanach (2003).

The Wellpark Suite è stata commissionata dalla Tennents per celebrare il centenario dell’omonimo stabilimento.
Nella sua lunga carriera come arpista gira in tour per l’Europa (è venuto diverse volta anche in Italia) e il Nord America. Ha rispolverato anche le sue origini irlandesi (i nonni venivano dal Donegal) spaziando così tra le musiche tradizionali di Scozia e Irlanda. Cito tra tutti Heart Music e The Ancient Harp of Scotland
William è anche il curatore del progetto discografico della Linn Records “Celtic Experience” vol I e II

TONY CUFFE

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1988 si dedica all’insegnamento e alla carriera solistica, nel 1994 esce l’album “When first I went to Caledonia”, – la Caledonia non è la Scozia bensì la Nuova Scozia (Canada)- in cui sfodera tutte le sue doti d’interprete, compositore e polistrumentista; Tony è rinomato per il suo tocco chitarristico, suona l’arpa con le corde di metallo che si è costruito da solo e una decina circa di strumenti. E’ stato anche coinvolto nel progetto di Fred Freeman “The Complete Song of Robert Burns” (vol I )Muore nel 2001 vinto dal cancro. Un altro cd esce postumo dal titolo “Sae Will We Yet” (2003)

Nel Blog il tag Ossian e il tag Tony Cuffe

FONTI
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/ossian/
http://standinatthecrossroads-blackcatbone.blogspot.it/2008/05/ossian-st-kilda-wedding-scottish-celtic.html
https://thesession.org/recordings/4022
http://www.wjharp.com/
http://www.independent.co.uk/news/obituaries/tony-cuffe-9257148.html
http://www.scotsman.com/news/obituaries/tony-cuffe-1-590567
https://raretunes.org/tony-cuffe/

I will set my ship in order

A traditional Scottish song (from “Bothy Songs and Ballads” by John Ord, 1930) entitled “I Drew My Ship” on the fruitful theme of the night visiting song, begins with a ship that sets sail for a quiet harbor. The model referred to is the ballad ‘The Drowsy Sleeper‘ but with several matching melodies (Allan Moore has counted eight)
Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting song, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ ma con svariate melodie abbinate (Allan Moore ne ha contate otto).

I Drew My Ship

Shirley Collins recorded it in 1958 and Alan Lomax wrote in the notes “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (from here)
Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship fu raccolta da John Stokoe in “Songs and Ballads of Northern England” [1899] senza alcuna fonte menzionata. È simile nella forma e nel contenuto a molte altre aubade o !serenate dell’alba”, ma non siamo riusciti a trovare un’altra canzone alla quale questa proprio simile. L’ascoltatore che si preoccupa di confrontare la versione registrata con quella pubblicata da Stokoe vedrà come Miss Collins ha restituito la vita alla stampa e ha reso qualcosa di bello e vivo da un modesto frammento folk.


I
I drew my ship into the harbour,
I drew it up where my true love lay.
I drew it close by into her window
To listen what my love did say.
II
“Who’s there that knocks loud at my window?
Who knocks so loud and would come in?”
“It is your true love who loves you dearly,
Then rise, dear love, and let him in.”
III
Then slowly, slowly she got up
And slowly, slowly came she down,
But before she got her door unlocked
Her true love had both come and gone.
IV
He’s brisk and braw, he’s far away,
He’s far beyond yon raging main,
Where fishes dancing and bright eyes glancing
Have made him quite forget his ain. (1)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Guidai la mia nave in porto
la portai fin dove il mio vero amore stava
la portai vicino alla sua finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
II
“Chi è là, alla finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore, che ti ama tanto
allora alzati, cara e fammi entrare”
III
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma prima di aver la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato!
IV
Sveglio e in gamba, è lontano
è lontano in mare aperto
dove i pesci danzano e occhi spavaldi brillano, facendogli dimenticare presto i suoi.

NOTE
1) the eyes of his sweetheart [gli occhi della sua innamorata]

I will set my ship in order

From the archives of Tobar an Dualchais a 1952 field recording from the voice of Willie Mathieson (1879-1958). Born in Ellon, Aberdeenshire, he was an agricultural laborer on several farms in Banffshire. He collected and transcribed a large number of Scottish folk songs that are now stored at “the School of Scottish Studies” – University of Edinburgh.
Dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies” -Università di Edimburgo.

The six verses that Willie sings are close to those in Ord. In the remaining verses the sailor swears he has not in any way slighted his sweetheart and asks her to seek her mother’s approval, but she says her mother is asleep and cannot be disturbed, so he can go and court someone else. She then goes to let him in but he has left and set sail. She begs him to come back but he is too far away and she flings herself into the sea. (from here)
“I sei versi che Willie canta sono simili a quelli di Ord. Nei versi rimanenti il marinaio giura di non aver minimamente offeso la sua innamorata e le chiede di cercare il permesso della madre, ma lei dice che sua madre dorme e non può essere disturbata, così lui può andare a corteggiare un altra. Poi va per farlo entrare ma lui è andato a imbarcarsi. Lei lo prega di tornare, ma lui è troppo lontano e lei si butta in mare.”

Fiona Kelleher

The text is taken up by June Tabor from the CD A Quiet Eye 1999, stopping, however, at the fifth stanza. In this version the girl lingers to open and the boy, believing himself refused, returns to his ship.
Il testo è ripreso da June Tabor dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è là, alla finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato!
V
“Ritorna, ritorna, mio solo vero amore,
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e non t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

Another melody, however, accompanies the song and is the one written by Tony Cuffe for the Scottish folk music group Ossian. In this textual version the girl’s indifference is due to the parents’ refusal to welcome the boy as a suitor. The ending is tragic, the girl throws herself into the sea for having been abandoned.
Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

Ossian –in “Borders” 1984
[formazione quintetto Tony Cuffe (voce e chitarra), George Jackson (cittern), Iain MacDonald (flauto), Billy Jackson (arpa bardica), John Martin (violino)]

Capercaillie in “Choice Language” 2003 
[con la coppia con Karen Matheson (voce) e Donald Shaw (organetto e tastiere), una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso),  Mànus Lunny (chitarra e bouzouki)Michael McGoldrick (flauto, whistle e uillieann pipes) e Charlie McKerron (violino), uno tra i migliori album del gruppo]

Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della mia camera
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e il lavoratore dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) the sentence is a metaphor [la frase è una metafora]
2) a classic of the genre: the suitor is cold in the snow, frost or rain! [un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o è zuppo di pioggia!]

LINK
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

CLAYMORES FIGHTING UNDER THE MOONLIGHT, THE BATTLE OF OTTERBURN

Child ballad # 161

Una battaglia nel Border  in un oscuro medioevo teatro di continue scorrerie tra Scozia e Inghilterra (siamo nel 1388) in cui Sir James Douglas, secondo conte di Douglas condusse diversi clan scozzesi alla vittoria contro le truppe inglesi comandate da Henry “”Hotspur” Percy figlio del conte di Northumberland.
Il resoconto della battaglia narrato come ballata, si ritrova su manoscritto solo a partire dal 1550, riportato poi più volte nei broadsides e stampato nelle maggiori raccolte settecentesche, fino a essere ripreso da sir Walter Scott nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833).

il Conte Douglas

Il conte Douglas era un personaggio influente nel Border, sposato niente meno che con la Principessa Isabella Bruce una delle figlie di Re Roberto II di Scozia.
Una teoria ipotizza che nella ballata si narri di una ripresa delle ostilità contro l’Inghilterra con due eserciti scozzesi uno diretto verso il Cumberland e l’altro verso il Northumberland che dovevano convergere verso Carlise.

LA BATTAGLIA DI OTTERBURN

L’incursione contro il porto di Newcastle, stava però per concludersi in una razzia sulla strada del ritorno, quando il gruppo degli scozzesi fu sorpreso di notte dagli Inglesi al loro inseguimento.
La battaglia si svolse al chiar di luna  in una grande confusione, un feroce corpo a corpo, con gli Scozzesi che riuscirono a riarmarsi e a spingere le truppe inglesi verso un crepaccio. All’alba l’esercito inglese iniziò a ritirarsi in disordine e Hotspur (=lo sperone infernale) con il fratello venne fatto prigioniero da Sir John Montgomery. Il conte Douglas morì durante la battaglia e il suo cadavere venne rinvenuto solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.

La kilometrica ballata è spesso abbreviata dagli interpreti moderni (contrariamente al passato in cui invece le ballate si dipanavano oltre alla quarantina di strofe e servivano a intrattenere il pubblico per un buon quarto d’ora e più!!)

Tony Cuffe in  “When I First Came to Caledonia” 1994 (da I a III e da V a VIII )

ASCOLTA The Corries -Lammas Tide (strofe da I a VII)


I
It fell aboot the Lammas-tide
when muir men win their hay
The doughty Douglas bound him ride tae England tae catch a prey
He’s ta’en the Gordons
and the Graemes and the Lindsays light and gay
The Jardines would not wi’ him ride, they rue it tae this day
II
And he has burnt the dales o’ Tyne
and hairried Bambroughshire
The Otterdale he’s burnt it hale
and set it a’ on fire
And he rade up tae Newcastle
and rode it roond aboot
Sayin’, “Wha’s the laird(1) o’ this castle, and wha’s the lady o’t?”
III
Then up spake proud Lord Percy then, and oh but he spak’ high
“I am the lord o’ this castle,
my wife’s the lady gay”
“If thou’rt the lord o’ this castle,
sae weel it pleases me
For ere I cross the border fells
the tane(2) o’ us shall dee”
IV
He took a lang spear in his hand
shod wi’ the metal free(4)
For to meet the Douglas
there he rade right furiouslie
But Oh how pale his lady
looked frae aff the castle wa’
When doon before the Scottish spear she saw proud Percy fa’(5)
V
They lichted(6) high on Otterburn upon the bent(7) sae broon
They lichted high on Otterburn
and threw their broadswords doon
But up there spoke a bonnie boy before the break o’ dawn
Sayin’, Wake ye now, my good lords a’, Lord Percy’s near at han’
VI
When Percy wi’ the Douglas met
I wat(8) he was fu’ fain
They swappit swords and sair(9)
they swat, the blood ran doon between
But Percy wi’ his good broadsword that could sae sharply wound
Has wounded Douglas on the brow till he fell tae the ground
VII
“Oh, bury me ‘neath the bracken bush that grows by yonder brier
Let never a living mortal ken
that Douglas he lies here”
They’ve lifted up that noble lord
wi’ the salt tear in their e’e
They’ve buried him ‘neath
the bracken bush that his merry men might not see
VIII
When Percy wi’ Montgomery met that either of other were fain
They swappit swords and sair they swat, the blood ran doon like rain
This deed was done at Otterburn before the break of day
Earl Douglas was buried
at the bracken bush(11)
and Percy led captive away
traduzione italiano Cattia Salto
I
Fu a Lammas (1 agosto)
quando gli uomini delle pianure tagliavano il fieno,
che il valoroso Douglas partì a cavallo
per una razzia in Inghilterra;
aveva preso i Gordons e i Graemes
e i Lindsay leggiadri e gai,
ma i Jardiners non andarono con loro e si rammaricano ancora oggi!
II
Ha bruciato le valli del Tyne
e saccheggiato la contea di Bambrough, l’Otterdale ha messo a ferro e fuoco
ed è piombato su Newcastle
e ci ha girato tutt’ intorno
dicendo “Chi è il Laird(1) di questo castello e chi ne è la Lady?
III
Allora gridò forte l’orgoglioso Lord Percy e come parlò chiaro
Io sono il Lord di questo castello
e mia moglie è la bella Lady

“Se voi siete il Lord di questo castello,
allora accontentatemi

poiché ho attraversato il confine
e uno di noi due deve morire

IV (3)
Prese in mano una lunga lancia
rivestita di ferro,
per incontrare il Douglas
dritto là corse con furia,
ma oh come pallida la sua dama
sembrava dalle mura del castello,
quando vide sotto la lancia scozzese
la caduta dell’orgoglioso Percy (5)
V
(Gli scozzesi) si accamparono più a nord
a Otterburn sull’erba riarsa,
si accamparono più a nord
a Otterburn  e posarono le loro spade,
ma così parlò un ragazzo
prima dell’alba dicendo
Alzatevi ora miei bravi Lords,
Lord Percy è qui vicino

VI
Quando Percy si scontrò con Douglas
(si sa che) era pieno di bramosia, estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva
tra loro,
ma Percy con la sua buona spada
che sapeva dare ferite mortali,
ferì Douglas sulla fronte
finchè  cadde a terra (10)
VII
Seppellitemi sotto il cespuglio di felci
che cresce tra i rovi

in modo che nessun mortale sappia
che Douglas qui giace.

Hanno alzato quel nobile lord
con le lacrime agli occhi
e lo hanno seppellito sotto al cespuglio di felci in modo che i suoi compagni non potessero vedere.
VIII
Quando Percy con Montgomery si scontrò, l’un l’altro erano bramosi,
estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva come pioggia.
Così accadde a Otterburn
prima dello spuntar del giorno,
il Conte Douglas fu sepolto(11)
presso il cespuglio di felci
e Percy fu catturato.

NOTE
1) il termine Laird è tipicamente scozzese per indicare un capo, non un Lord che è di rango superiore (per terre e titolo)
2) tane = one
3) nel duello James riesce a prendere lo stendardo di Henry Percy , vicenda è riportata da Froissart (Chroniques, Buchon, XI, 362 ss, cap. 115 ss) si stralcia una sintesi della cronaca da qui “.. they divided their army, directing the main body towards Carlisle, under command of Archibald Douglas, of the Earl of Fife, son of the king, and many other nobles, while a detachment of three or four hundred picked men-at-arms, supported by two thousand stout fellows, partly archers, all well mounted, and commanded by James, Earl of Douglas, the Earl of March and Dunbar, and the Earl of Murray, were to strike for Newcastle, cross the river, and burn and ravage the bishopric of Durham. The eastern division (with which alone we are concerned) carried out their program to the letter. They advanced at speed, stopping for nothing, and meeting with no resistance, and the burning and pillaging had begun in Durham before the Earl of Northumberland knew of their arrival. Fire and smoke soon showed what was going on. The earl dispatched his sons Henry and Ralph Percy to Newcastle, where the whole country rallied, gentle and simple; he himself remaining at Alnwick, in the hope of being able to enclose the Scots, when they should take the way north, between two bodies of English. The Scots attained to the very gates of Durham; then, having burned every unfortified town between there and Newcastle, they turned northward, with a large booty, repassed the Tyne, and halted at Newcastle. There was skirmishing for two days before the city, and in the course of a long combat between Douglas and Henry Percy the Scot got possession of the Englishman’s pennon. This he told Percy he would raise on the highest point of his castle at Dalkeith; Percy answered that he should never accomplish that vaunt, nor should he carry the pennon out of Northumberland. ‘Come then to-night and win it back,’ said Douglas; ‘I will plant it before my tent.’ It was then late, and the fighting ceased; but the Scots kept good guard, looking for Percy to come that very night for his pennon. Percy, however, was constrained to let that night pass.
4) metal free: se ho capito bene è metallo non in lega
5) si saltano un bel po’ di strofe , gli Scozzesi levano le tende di un assedio raffazzonato e si ritirano verso il confine “The Scots broke up their camp early the next morning and withdrew homewards. Taking and burning the tower and town of Ponteland on their way, they moved on to Otterburn, thirty miles northwest from Newcastle, where there was a strong castle or tower, in marshy ground, which they assailed for a day without success.” Froissart riferisce che sia Douglas che Percy erano ossessionati dalla sfida e che Percy corse dietro alle truppe scozzesi appena venne a conoscenza, tramite i suoi informatori, che non si trattava di un grande esercito (appena poco più che tremila uomini riferirono le spie, in realtà erano seimila) “Some of the Scots knights were supping, and more were asleep (for they had had hard work at the assault on the tower, and were meaning to be up betimes to renew the attack), when the English were upon the camp, crying, Percy! Percy! There was naturally great alarm. The English made their attack at that part of the camp where, as before said, the servants and foragers were lodged. This was, however, strong, and the knights sent some of their men to hold it while they themselves were arming. Then the Scots formed, each under his own earl and captain. It was night, but the weather was fair and the moon shining. The Scots did not go straight for the English, but took their way along by the marshes and by a hill, according to a plan which they had previously arranged against the case that their camp should be attacked. The English made short work with the underlings, but, as they advanced, always found fresh people to keep up a skirmish. And now the Scots, having executed a flank movement, fell upon their assailants in a mass, from a quarter where nothing was looked for, shouting their battle-cries with one voice. The English were astounded, but closed up, and gave them Percy! for Douglas! Then began a fell battle. The English, being in excess and eager to win, beat back the Scots, who were at the point of being worsted. James Douglas, who was young, strong, and keen for glory, sent his banner to the front, with the cry, Douglas! Douglas! Henry and Ralph Percy, indignant against the earl for the loss of the pennon, turned in the direction of the cry, responding, Percy! Knights and squires had no thought but to fight as long as spears and axes would hold out. It was a hand-to-hand fight; the parties were so close together that the archers of neither could operate; neither side budged, but both stood firm. The Scots showed extraordinary valor, for the English were three to one; but be this said without disparagement of the English, who have always done their duty.”
6) lichted = set down, camped;
7) bent = grass
8) wat = know
9) sair = sore
10) la lotta tra i due capi è solo un abbellimento del cronista, ma nessuno seppe con certezza di come andò, il cadavere del conte James Douglas venne trovato solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.
11) in realtà Il suo corpo venne riportato in Scozia e sepolto nella tomba di famiglia nell’abbazia di Melrose.

earl of douglas
Trasporto del corpo del conte Douglas dopo la battaglia di Otterburn

La stessa storia viene narrata nella ballata intitolata Chevy Chase che Child classifica al numero 162, la versione più antica risale al 1430 (detta anche The Hunting of Cheviot) mentre quella tramandata dalla tradizione orale è stata probabilmente scritta in inglese moderno nel 1620. Una grande battuta di caccia sulle Cheviot Hills organizzata da Henry “”Hotspur” Percy viene scambiata dal Conte Dougles come un tentativo di aggressione e il conte decide di dare battaglia. I due eserciti si scontreranno a Ottenburg.

Al momento non ho trovato file audio per l’ascolto

FONTI
http://www.glasgowguide.co.uk/wjmc/itfellab.shtml http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_161 http://mysongbook.de/msb/songs/b/batotter.html
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofotterburn1388.htm http://www.chevychasehistory.org/chevychase/naming-chevy-chase http://chivalry.com/cantaria/lyrics/otterburn.html http://www.luminarium.org/medlit/medlyric/chevychase.htm http://tunearch.org/wiki/Annotation:Chevy_Chase http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C162.html

The Water o’ Wearie’s Well

In the variant of the ballad “Lady Isabel and the Elf Knight“, version B (Child ballad # 4B), the Elf- Knight becomes a spirit of water, a shapeshifter creatures that could appear under the guise of a horse or a young man / maiden.
With his magic harp (instead of the horn in version A) he casts the spell of sleep on the inhabitants of the castle in order to kidnap the princess. Straddling a dark steed, the two come to a stream (or a pond) called Wearie’s Well. Here the knight orders the princess to plunge herself into the water and then to let herself drown, just as seven other princesses had done before her.
Nella variante della ballata  “Lady Isabel and the Elf Knight”, versione B (Child ballad #4B), il Cavaliere degli Elfi diventa uno spirito dell’acqua, creature muta-forma che potevano apparire sotto le sembianze di cavallo oppure di giovane uomo/fanciulla.
Così è con l’arpa magica (invece del corno nella versione A) che la creatura fatata getta l’incantesimo del sonno sugli abitanti del castello per poter rapire la fanciulla. A cavallo di un oscuro destriero, i due giungono ad un corso d’acqua chiamato Wearie’s Well. Qui il cavaliere ordina alla principessa di immergersi nell’acqua e poi di lasciarsi affogare, proprio come avevano fatto altre sette principesse prima di lei.

But it will be the shapeshifter to die (ritual death): she enchants him with a kiss and drags him down into the water, drowning him. The question arises spontaneously, how can a water fairy drown?!
Ma a morire sarà il mutaforma (morte rituale):  lei lo incanta con un bacio e lo trascina giù nell’acqua, affogandolo.
Sorge spontaneo chiedersi, come può una creatura dell’acqua affogare?! 

Wearie’s Well

The place where the Wells of Wearie are located is not easy to find today, having been destroyed during the construction of the railway line that passes at the foot of Arthur’s Seat, (one of the Seven Hills of Edinburgh)
La località in cui si trovano i Wells of Wearie non è oggi facile da individuare essendo andati distrutti durante la costruzione della linea ferroviaria che passa ai piedi all’Arthur’s Seat, (uno dei Sette colli di Edimburgo)
The Wells of Wearie were one of nearly a dozen sacred and healing wells surrounding legendary Arthur’s Seat at the edge of Edinburgh, and whose waters were also said to have supernatural properties.  Shown on James Kirkwood’s 1821 map of Edinburgh  as the ‘Well of Wery’, this curiously named site was renowned in earlier centuries as an excellent water supply for the local people — “to cure the weary traveller” for one.  Today, all we have left of them are the small ponds immediately below the road, next to the converted railway line path, just as you come out of the long tunnel. (from here)
I Wells of Wearie erano uno della dozzina di pozzi sacri e curativi che circondano il leggendario Arthur’s Seat ai margini di Edimburgo e le cui acque erano considerate soprannaturali. Segnato sulla mappa di Edimburgo di James Kirkwood nel 1821 come ‘Well of Wery’, questo sito dal nome curioso era famoso nei secoli precedenti come un eccellente rifornimento idrico per la popolazione locale – e anche “per alleviare il viaggiatore stanco”  . Oggi, tutto quello che è rimasto sono dei piccoli stagni immediatamente sotto la strada, accanto al sentiero della linea ferroviaria, quando si esce dal lungo tunnel.

The Arthur’s Seat is one of the legendary sites where the sleeping King Arthur his awakening, according to others this was the site of the legendary Camelot. Its shape vaguely recalls a huddled lion.
La montagnola soprannominata “Il trono di Artù” (in inglese Arthur’s Seat) è uno dei siti leggendari in cui il dormiente re Artù attende il suo risveglio, secondo altri questo era il sito della leggendaria Camelot. La sua sagoma richiama vagamente un leone rannicchiato. 

Tony Cuffe in Sae Will We Yet, 2003


There came a bird (1) oot o a bush
On water for tae dine
An sighing said this lady fair
“oh woe’s this heart o mine!”
And he’s ta’en a harp(2) intae his had
And he’s harped them all asleep
Except it was the King’s daughter
Who a wink couldna get 
And he’s mounted on his berry-brown steed
Ta’en her behind himsel’
And on they rode to that water
That they call Wearie’s Well(3)
“Wide in, wide in, my lady fair
Nae harm shall ye befa’
For oftimes hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very first step that she stepped in
She stepped in unto the knee
And sighing said this lady fair
“This water’s nae for me”
“Wide in, wide in, my lady fair
Nae harm shall ye befa’
For oft times hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very next step that she stepped in
She stepped in to the chin
And crying said this lady fair
“I fear I’m too far in!”
“Seven King’s daughters have I drowned here
At the water o Wearie’s Well
And I’ll mak ye the eighth o them
And I’ll ring the common bell(4)”
“If I am standing here, she said,
This dowie death tae dee
A kiss from o yer comely lips
I’m sure would comfort me”
So he’s mounted ower his saddle bow
To kiss her cheek and chin
And she’s ta’en him in her airms twa
And she’s thrown him headlong in
“Seven King’s daughters have ye drowned here
At the water o Wearie’s Well
I’ll make ye bridegroom tae them all
And I’ll ring the bell myself”
English translation Cattia Salto
There came a bird out o a bush
On water for to dine
An sighing said this lady fair
“oh woe’s this heart of mine!”
And he has taken a harp into his had
And he has harped them all asleep
Except it was the King’s daughter
Who a wink couldna get 
And he’s mounted on his berry-brown steed
Taken her behind himself
And on they rode to that water
That they call Wearie’s Well
“Walk in, walk in, my lady fair
No harm shall you befall
For oftimes have I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very first step that she stepped in
She stepped in unto the knee
And sighing said this lady fair
“This water is no for me”
“Walk in, walk in, my lady fair
No harm shall you befall
For oft times hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very next step that she stepped in
She stepped in to the chin
And crying said this lady fair
“I fear I’m too far in!”
“Seven King’s daughters have I drowned here
At the water o Wearie’s Well
And I’ll make you the eighth of them
And I’ll ring the common bell”
“If I am standing here, she said,
This sad death to die
A kiss from your comely lips
I’m sure would comfort me”
So he’s mounted over his saddlebow
To kiss her cheek and chin
And she’s taken him in her airms two
And she’s thrown him headlong in
“Seven King’s daughters have you drowned here/ At the water o Wearie’s Well
I’ll make you bridegroom to them all
And I’ll ring the bell myself”

NOTE
1) once some birds were carrying bad news. For example the English fishermen believed that the curlews announced a shipwreck and death when they stooped and rose on the coast weeping sadly; as well as that the cormorants and the gulls on the rocks are waiting for the souls of the fishermen who died at sea to torment the living.
un tempo molti uccelli erano portatori di cattive notizie. Ad esempio i pescatori inglesi ritenevano che i chiurli annunciassero naufragio e morte quando si abbassavano e alzavano sulla costa piangendo tristemente; come pure che i cormorani e i gabbiani fossero sugli scogli in attesa delle anime dei pescatori morti in mare per tormentare i viventi.
2) the harp is a magical instrument used by fairy creatures and bards see [l’arpa è uno strumento magico per eccellenza utilizzato da creature fatate e bardi per i loro incantesimi vedi]
3) the well is located south-west of Arthur’s Seat the hill east of Edinburgh, according to the etymologist it could be translated as “Devil pond”, but also “Well of Laments” or “Well of Wonders”. A Jacobite song called “Bonnie Wells o’Wearie” commemorates this location near Duddingston Loch
[il pozzo si trova a sud-ovest di Arthur’s Seat la collina ad est di Edimburgo, secondo l’etimologa si potrebbe tradurre come Pozzo del Diavolo, ma anche Pozzo dei lamenti oppure pozzo dei Desideri. Una canzone giacobita s’intitola Bonnie Wells o’Wearie proprio per commemorare questa località vicino a Duddingston Loch]
4) a bell was often placed in dangerous areas to sound the alarm and call people 
[una campana era spesso collocata nelle zone pericolose per suonare l’allarme e richiamare la gente]
traduzione italiano Cattia Salto
Là venne un uccello(1) fuori da un cespuglio
sull’acqua per pranzare
e sospirando disse questa bella dama
“O che dolore ho nel cuore!”
Ed egli prese un arpa(2) tra le mani
e li fece addormentare tutti
tranne la figlia del Re
che non riusciva chiudere occhio,
e lui montò sul suo destriero morello
facendola montare dietro
e cavalcarono verso l’acqua
detta Stagno dei Desideri(3)
“Al largo, al largo bella madamigella,
niente di male vi accadrà,
che assai spesso ho abbeverato il mio destriero
alle acque dello Stagno dei Desideri”
E con il primo passo che fece
lei si immerse fino al ginocchio
e sospirando disse questa bella dama
“L’acqua non fa per me”
“Avanti, avanti, bella madamigella
niente di male vi accadrà
che assai spesso ho abbeverato il mio destriero
alle acque dello Stagno dei Desideri”
E al passo successivo che fece
lei affondò fino al mento
e gridando disse questa bella dama
“Temo di essere troppo lontana (dalla riva)”
“Sette figlie di Re ho annegato qui
alle acque dello Stagno dei Desideri”,
ti farò l’ottava di esse
e suonerò la campana del paese(4)”
“Se sono qui -disse lei –
per fare questa morte in acqua,
un bacio dalle tue labbra belle
di certo mi daranno conforto”
Così lui si sporse dalla sella
per baciare la sua guancia e il mento
e lei lo prese tra le sue braccia
e lo gettò a testa in giù
“Sette figlie di re hai affogato qui
alle acque dello Stagno dei Desideri,
ti farò lo sposo di tutte loro
e suonerò la campana da me!”

Flow gently, sweet Afton

ritratto di Robert BurnsThe small Afton river flowing in the valley of the same name in the green Ayrshire is famous throughout the world thanks to the song by Robert Burns. In a letter to his mistress Francis Dunlop, he praises the beauty of the river and its banks. In February 1785 Burns wrote to Mrs Dunlop “There is a small river, Afton, that falls into the Nith, near New Cumnock, which has some charming, wild, romantic scenery on its banks.” Sitting on a rock and in contemplation he wrote a poem only apparently dedicated to the river.
Il piccolo fiume Afton che scorre nella vale omonima nella verde Ayrshire è famoso in tutto il mondo grazie alla canzone di Robert Burns. In una lettera alla signora Francis Dunlop, sua mecenate, egli loda la bellezza del fiume e delle sue rive. Così le scrive il 5 febbraio 1789 “C’è un piccolo fiume, Afton, che scende nel Nith, vicino a New Cumnock, il quale ha uno scenario affascinante, selvaggio e romantico lungo le sue rive..” Seduto su una roccia e in contemplazione Burns scrisse una poesia solo apparentemente dedicata al fiume.

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AFTON WATER

Poetry flows as slow and placid as the Afton, but only apparently the river is the true subject of the poet’s attention, because in every stanza the verses go to the sweet Mary. According to what reported by the brother Gilbert Burn it is certainly Mary Campbell courted by Robert in 1786, probable year in which the song was written. 
La poesia  scorre lenta e placida come l’Afton, ma solo apparentemente il fiume è il vero soggetto dell’attenzione del poeta, perchè in ogni strofa i versi vanno alla dolce Mary.
Secondo quanto riferito dal fratello Gilbert Burn la fanciulla è certamente  Mary Campbell corteggiata da Robert nel 1786, probabile anno in cui la canzone è stata scritta.

The melody chosen by Robert Burns published in the Scots Musical Museum vol IV (1792) # 386 is attributed to Major William Logan of Ayrshire. In the first part of Thomson’s Select Scottish Airs (1793) the text is set to the tune ‘The Yellow-Hair’d Laddie’
La melodia scelta da Robert Burns  pubblicata  nello Scots Musical Museum vol IV (1792) #386 è attribuita al maggiore William Logan di Ayrshire. Nella prima raccolta delle “Select Scottish Airs” (1793) di Thomson il testo è abbinato alla melodia ‘The Yellow-Hair’d Laddie

FOLK VERSION

Nickel Creek in Nickel Creek 2000
(a very young Chris Thile and the bluegrass accents – who knows what Robbie would think? He would certainly have gone to court the violinist – Sara Watkins)
(un giovanissimo Chris Thile e gli accenti bluegrass -chissà cosa ne penserebbe Robbie? Sicuramente si sarebbe messo a fare la corte alla violinista – Sara Watkins)

Tony Cuffe in The Complete Songs of Robert Burns, vol. 1


I
Flow gently, sweet Afton(1)!
Amang thy green braes(2),
Flow gently, I’ll sing thee
a song in thy praise;
My Mary’s asleep by
thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
II
Thou stock-dove whose echo
resounds thro’ the glen,
Ye wild whistling blackbirds
in yon thorny den,
Thou green-crested lapwing
thy screaming forbear,
I charge you, disturb not
my slumbering Fair.
III
How lofty, sweet Afton,
thy neighbouring hills,
Far mark’d with the courses
of clear, winding rills(3);
There daily I wander
as noon rises high,
My flocks and my Mary’s
sweet cot(4) in my eye.
IV
How pleasant thy banks
and green valleys below,
Where, wild in the woodlands,
the primroses blow(5);
There oft, as mild Ev’ning
weeps(6) over the lea(7),
The sweet-scented birk(8)
shades my Mary and me.
V
Thy crystal stream, Afton,
how lovely it glides,
And winds by the cot(4) where
my Mary resides;
How wanton(9) thy waters
her snowy feet lave(10),
As, gathering sweet flowerets,
she stems(11) thy clear wave.
VI
Flow gently, sweet Afton,
amang thy green braes,
Flow gently, sweet river,
the theme of my lays(12);
My Mary’s asleep
by thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Scorri piano dolce Afton!
Tra le verdi rive,
scorri piano, ti canterò
una canzone in lode;
la mia Mary si è addormentata
al mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.
II
Tu colombella la cui eco
risuona nella valle,
voi merli selvatici che fischiettate
in quella valle di rovi,
tu pavoncella con la cresta verde
dal richiamo lamentoso,
io vi scongiuro di non disturbare
la mia bella addormentata!
III
Che elevate, dolce Afton,
le tue colline circostanti
in lontananza segnate dai percorsi
di chiari, ruscelli tortuosi
dove mi aggiro quotidianamente
appena il giorno sorge,
con le mie greggi e la dolce casetta
della mia Mary sotto gli occhi.
IV
Come piacevoli sono le tue rive
e le verdi vallate sottostanti,
dove, nei boschi silvani,
le primule fioriscono;
là spesso, mentre le lievi gocce
di umidità serale salgono sopra il prato
la betulla dal dolce profumo
ripara la mia Mary e me.
V
Il tuo corso argenteo, Afton
come scorre amabilmente
e rinfresca la casetta dove
la mia Mary risiede;
come liberamente le tue acque
tra i suoi piedi candidi fai scorrere
mentre, raccogliendo teneri fiorellini,
lei si oppone alla tua onda chiara
VI
Scorri piano dolce Afton
tra le verdi rive,
scorri piano, dolce fiume,
tema delle mie canzoni;
la mia Mary è addormentata
dal mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.

NOTE
1) The Afton is a small river in Scotland that flows lazily from Altwhat Hill (New Cumnock) for eight kilometers along the valley of the same name until it enters the Nith. The name Afton derives from the Celtic “afon” which simply means water, stream: afon (Welsh); Abhainn (Gaelic); abann (Old Irish); M. Aoun (cornico, breton); Abona (gallic) probably referring to an ancient water divinity, is also a woman’s proper name. Some derive the name from Abhainn Donn [brown water] but the waters of the river are not at all murky, much less at the time of Burns who describes them as “crystal clear waters” for their transparency!
L’Afton è un piccolo fiume della Scozia che scorre pigramente dall’Altwhat Hill (New Cumnock) per otto kilometri lungo la Valle omonima fino a immettersi nel Nith. Il nome Afton deriva dal celtico “afon” che significa semplicemente acqua, corso d’acqua: afon (gallese); Abhainn (gaelico); abann (Old Irish); M. Aoun (cornico, bretone); Abona (gallico) in riferimento probabilmente ad un’antica divinità delle acque, è anche nome proprio di donna. Alcuni fanno derivare il nome da Abhainn Donn [in italiano acqua marrone] ma le acque del fiume non sono per niente torbide, tanto meno ai tempi di Burns che le descrive come “acque cristalline” per la loro trasparenza!
2) braes=banks
3) rills=brooks
4) cot=cottage
5) blow=blossom
6) weeps=drops moisture
7) lea=meadow
8) birk=birch
9) wanton=freely
10) lave=wash, flow against
11) stems=resists
12) lays=songs

FAIRY TALE TUNES [MELODIE DA FIABA]

Two other melodies were specially composed on the song: one in 1855, by the Scotsman Alexander Hume (recorded in 1922 by the tenor Joseph Hislop); the other one by the American Jonathan E. Spilman in 1838; the song is also occasionally set to the “Away in a Manger” melody known as “Craddle song” or in medley with it in the Christmas lullaby compilations. The versions are decidedly classic and “old style” and seem to come from an animated film by Walter Disney of the 50s, and at any moment one expects to see a Snow White coming from the banks of the brook and warbling with the birds.
Ben altre due melodie vennero composte appositamente sulla canzone: una del 1855, dello scozzese Alexander Hume (registrata nel 1922 dal tenore Joseph Hislop); l’altra dell’americano Jonathan E. Spilman che la compose nel 1838; la canzone viene inoltre occasionalmente impostata sulla melodia “Away in a Manger” nota come “Craddle song” o in medley con essa nelle compilation di Christmas lullaby.
Le versioni sono decisamente classiche e “vecchio stile” e sembrano uscite da un film d’animazione Walter Disney degli anni 50, e da un momento all’altro ci si aspetta di veder sbucare dalle rive del ruscello una Biancaneve che gorgheggia con gli uccellini.

ALEXANDER HUME tune

Christy Lyn

Ken McKellar

JONATHAN E. SPILMAN tune

Jo Stafford

ALONG AFTON [LUNGO L’AFTON]

Definitely a good starting point for a walk along the Afton River following Newton Stewart’s footsteps
Sicuramente buon spunto per una camminata lungo il fiume Afton seguendo i passi di Newton Stewart vedi

LINK
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/pn_A/index.html
http://www.robertburns.plus.com/Stories6.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/StewartofStairMrsCatherined1818.818.shtml
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-386,-page-400-afton-water.aspx
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/burns_trail/afton.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11200
http://thesession.org/tunes/855

https://burnsc21.glasgow.ac.uk/afton-water-davina-pittock/

Tail Toddle

ritratto di Robert BurnsTail Toddle is a cheerful scottish song about sex, but most people do not know its true meaning because of the archaic words!
A popular Fifeshire song, transcribed by Robert Burns in his collection of erotic songs “The Merry Muses of Caledonia”
Tail Toddle è un’allegra canzone scozzese sul sesso, ma la maggior parte della gente (compreso qualche scozzese) non conosce il suo vero significato a causa delle parole arcaiche!
Una canzone popolare del Fifeshire, trascritta da Robert Burns nella sua raccolta di canti erotici “The Merry Muses of Caledonia”

TUNE: Tail Toddle

The melody is a reel or a Strathspey from eighteenth-century, perhaps of Scottish or Welsh origin.
The earliest printings of the melody are in the Sinkler Manuscript of 1710 (where it is an untitled tune), the George Skene Manusript (1717-c. 1740, see “Lasses Gar Your Tails Toddle”) and the Drummond Castle Manuscript of 1734, inscribed “A Collection of the best Highland Reels written by David Young, W.M. & Accomptant.” It was printed by Young with variation sets, as it was in James Aird’s Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. 2 (1782), as well as in Dunkeld fiddler-composer Niel Gow’s First Collection of 1784. 
(from here)
“Johnson (1983) believes the tune may have partly followed ‘passamezzo moderno’ form (a 16th century Italian musical form popular in England and Scotland later in that century). A version appears in the Margaret Sinkler MS of 1710 and the McLean Collection published by James Johnson in Edinburgh in 1772.” (from here)
La melodia è la stessa di una ballata giacobita detta “The Chevalier’s Muster Roll” 
La melodia è un reel o uno Strathspey dalle origini molto quantomeno settecentesche forse di origine scozzese o gallese. 
“Le prime stampe della melodia si trovano nel Sinkler Manuscript del 1710 (melodia senza titolo), il George Skene Manusript  (1717-c. 1740) e il Drummond Castle Manuscript del 1734, come “Una raccolta dei migliori reel delle Highland scritte da David Young, WM & Accomptant”. È stato stampato da Young con set di variazioni, come era nel Selection of Scotch, English, Irish e Foreign Airs, vol. 2 di in James Aird (1782), così come nel First Collection (1784.) di Niel Gow , violoncellista e compositore di Dunkeld”
“Johnson (1983) ritiene che la melodia possa aver in parte seguito la forma del” passamezzo moderno “(una forma musicale italiana del XVI secolo popolare in Inghilterra e Scozia più avanti in quel secolo). Una versione appare nel Margaret Sinkler MS del 1710 e la Collezione McLean pubblicata da James Johnson a Edimburgo nel 1772. ”
La melodia è la stessa di una ballata giacobita detta “The Chevalier’s Muster Roll”

TAIL TODDLE song

lovers-observed-dettaglioA song sung on many convivial occasions, presents a text of difficult comprehension being full of obsolete Scottish words and double meanings: a maiden has fun with a young man named Tommy while the mistress is gone to the market; when the time comes for her marriage, she is a skilled girl and can make an unflattering comparison with her husband’s “doddle”.
Una canzone cantata in molte occasioni conviviali, presenta un testo di difficile comprensione essendo pieno di parole scozzesi obsolete e di doppi sensi: una servetta si diverte con un giovanotto di nome Tommy mentre la padrona di casa è andata al mercato; quando arriva il tempo del suo matrimonio, la ragazza ormai esperta, fa un confronto poco lusinghiero con l’attributo del marito.

This song is a typical Puirt à Beul (Mouth music) a traditional form of singing proper to Scotland, Ireland and the Island of Cape Breton (Nova Scotia). It is a song performed by a single voice, with a humorous theme, with double meanings or decidedly obscene, often peppered with nonsense phrases: in fact rhythm and sound have more importance than meaning of the words. The origin of this form of singing is not known exactly, since the rhythm of the words is a replica of the musical rhythm, some scholars hypothesize that they are verses composed to help violinists and bagpipers to learn the melody or to sing when it was not available (or prohibited) the use of certain instruments, or used by singers to enhance their breathing.
Il canto è un tipico Puirt à Beul (Mouth music letteralmente vuol dire melodia per la bocca) ossia una forma tradizionale di canto proprio della Scozia, Irlanda e dell’Isola di Cape Breton (Nuova Scozia). Un canto eseguito da una sola voce, a tema umoristico, con doppi sensi o decisamente osceno, spesso infarcito di frasi non-sense: in effetti il ritmo e il suono hanno più importanza del significato delle parole.
Non si conosce con esattezza l’origine di questa forma di canto, poiché il ritmo delle parole è una replica del ritmo musicale alcuni studiosi ipotizzano si tratti di versi composti per aiutare violinisti e zampognari ad imparare la melodia oppure cantati quando non era disponibile (o vietato) l’uso di certi strumenti, oppure utilizzati dai cantanti per potenziare il loro respiro.

ATTENTION: THE CONTENT MAY RESULT OFFENSIVE
[ATTENZIONE : IL CONTENUTO POTREBBE RISULTARE OFFENSIVO]

The Chad Mitchell Trio (III, II, I)

Tony Cuffe live (III, II, I-I, II, III)

Hamish Henderson live, he introduces ‘Tail Toddle’ as a Lowland puirt that he learned in Perthshire in his childhood.
introduce ‘Tail Toddle’ come un  Lowland puirt che ha imparato nel Perthshire durante la sua infanzia.


Chorus
Tail toddle, tail toddle(1),
Tammy gars (2) ma tail toddle
But and ben (3) wi diddle doddle (4)
Tammy gars ma tail toddle!
I
Oor guidwife (5) held ow’r tae Fife
Fur tae buy a coal riddle
Lang ere she cam back again
Tammy gart (2) ma tail toddle

II
Jessie Rack she gied a plack (6)
Helen Wallace gied a boddle (7)
Quo’ (8) the bride (9), ” It’s ower little (10)
For to mend a broken doddle (11).”
III
When ah’m deid ah’m oot o date,
When ah’m seek ah’m fu o trouble,
When ah’m weel ah stap aboot (12)
an
Tammy gars ma tail toddle
traduzione italiano Cattia Salto
Coro
Zum-zum, zum-zum 
Tommy mi fa zum-zum
dentro e fuori, mi sbatte per bene 
Tommy mi fa zum-zum.
I
La nostra padrona andò fino a Fife
per comprare un setaccio per il carbone
molto tempo dopo è ritornata,
Tommy mi faceva zum-zum
II
Jessy Rack diede una monetina 
Helen Wallace diede una moneta 
disse la sposa “E’ troppo piccolo
per rattoppare un buco rotto”
III
Quando sono stanca sono fuori uso,
quando sono malata sono piena di dolori, quando mi sento bene tiro avanti
e Tommy mi fa zum-zum

NOTA
1) tail toddle= “made my behind go to and fro”, sexual intercourse
Tail: a tail is the female pudenda; Toddle: toddling is the motion backward and forward
[tail toddle =  camminare con passo incerto, allusivo al su e giù dell’accoppiamento sessuale. In italiano potrebbe equivalere all’espressione colloquiale: zum-zum. Nell’edizione di “The Merry Muses of Caledonia ” del 1966 si riporta come possibile traduzione: made my behind go to and fro, letteralmente =fa andare avanti e indietro il mio didietro]
2) gars, gart = to make
3) But and ben = Up and down  [dentro e fuori]
4) diddle doddle: To wag from side to side with great energy (doddle = the male genitals
“broken doddle” would be broken maidenhead. [(doddle =sesso maschile) agitare da una parte all’altra con grande energia (anche = sverginare). ]
5) Mistress of the house
6) plack = A copper coin worth one third of a penny – possibly a plack-pie – a pie costing a plack [moneta scozzese dal valore di un dodicesimo di penny con cui si comprava una plack- pie cioè torte da una monetina]
7) boddle =a Scottish coin issued under Charles II, worth two Scots pennies [antica moneta scozzese di rame del valore di un sesto di penny]
8) Said
9) an old Scottish tradition called Penny wedding wants for food and drink to be paid for by guests, a version that is not entirely extinct even today: guests bring their own food and drinks for the party, a sort of community sharing around the table.
si tratta di un Penny wedding: una vecchia tradizione scozzese prevedeva che il cibo e le bevande fossero pagate dagli ospiti, un versione non del tutta estinta ancora ai nostri giorni, vuole che siano gli ospiti a portare il proprio cibo e le bevande per la festa, una sorta di condivisione della collettività introno alla tavola.
10) Very little
11) evidentemente la sposa non era più vergine e poteva fare paragoni
12) stap aboot=stride about

Additional stanzas [Ulteriori strofe]

LINK
http://kistoriches.co.uk/en/fullrecord/46039/1
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=117836
http://sangstories.webs.com/tailtoddle.htm

https://tunearch.org/wiki/Annotation:Lasses_Gar_Your_Tails_Toddle
https://tunearch.org/wiki/Annotation:Tail_Toddle

https://thesession.org/tunes/1484
https://thesession.org/tunes/2146
https://thesession.org/tunes/2305