Terre Celtiche Blog

The Battle of Otterburn: Claymores fighting under the Moon

Conte Douglas
il Conte Douglas

“The Battle of Otterburn” fu combattuta nel 1388 nel Border  in un oscuro medioevo teatro di continue scorrerie tra Scozia e Inghilterra, quando Sir James Douglas, secondo conte di Douglas condusse diversi clan scozzesi alla vittoria contro le truppe inglesi comandate da Sir Henry “”Hotspur” Percy figlio del conte di Northumberland.
Il resoconto della battaglia narrato come ballata, si ritrova su manoscritto solo a partire dal 1550, riportato poi più volte nei broadsides e stampato nelle maggiori raccolte settecentesche, fino a essere ripreso da sir Walter Scott nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833).

Il conte Douglas era un personaggio influente nel Border, sposato niente meno che con la Principessa Isabella Bruce, una delle figlie di Re Roberto II di Scozia.
Una teoria ipotizza che nella ballata si narri di una ripresa delle ostilità contro l’Inghilterra con due eserciti scozzesi uno diretto verso il Cumberland e l’altro verso il Northumberland che dovevano convergere verso Carlise.

LA BATTAGLIA DI OTTERBURN

L’incursione contro il porto di Newcastle, stava però per concludersi in una razzia sulla strada del ritorno, quando il gruppo degli scozzesi fu sorpreso di notte dagli Inglesi al loro inseguimento.
La battaglia si svolse al chiar di luna in una grande confusione, un feroce corpo a corpo, con gli Scozzesi che riuscirono a riarmarsi e a spingere le truppe inglesi verso un crepaccio. All’alba l’esercito inglese iniziò a ritirarsi in disordine e Hotspur (=lo sperone infernale) con il fratello venne fatto prigioniero da Sir John Montgomery. Il conte Douglas morì durante la battaglia e il suo cadavere venne rinvenuto solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo. Le perdite furono notevoli, soprattutto da parte degli inglesi. Parte della battaglia è descritta anche nella ballata Chevy Chase seguente a questa nella numerazione del Child.

Scrive Riccardo Venturi nel Saggio sulle Child Ballads “ La battaglia di Otterbourne [Otterburn] fu combattuta il 19 agosto 1388 ed è uno degli episodi di una vasta campagna militare scozzese condotta a quel tempo contro i principali feudatari inglesi confinanti. La lunga ballata (in realtà chiaramente opera di un menestrello) sarebbe quindi propriamente una Scottish border ballad, ma il suo argomento e lo stile, chiaramente epico, nonché la sua precisione e completezza, la rendono un vero e proprio resoconto storico la cui attendibilità è stata in gran parte confermata (segnaliamo in nota le divergenze dall’effettiva realtà storica, basata principalmente sulle Scottish Chronicles del Froissart). Il suo andamento stesso è peraltro simile a quello delle cronache scozzesi del XIV secolo (menzionate nella ballata!), e probabilmente è il risultato dell’unione di componimenti differenti sullo stesso argomento (alcune versioni avrebbero potuto essere state concepite o addirittura improvvisate sullo stesso campo di battaglia: nella ballata stessa, alla strofa 43, si nominano dei mynstrells che sono invitati a cantare e a suonare per spronare alla lotta). Si ha notizia di una versione scozzese, ora perduta, che potrebbe essere notevolmente più antica di quella inglese (che è comunque molto antica, provenendo infatti da un ms. del 1550 circa, Cotton Cleopatra C. IV, 64), ma i risultati di tale ricerca non sono attendibili, sebbene il testo mostri evidenti tracce di interventi “colti” ed il labor limae su di essa la abbia resa un autentico frammento epico. La ballata è citata anche nel Complaynte of Scotlande (ed. Murray, p. 65)..
The Battle of Otterburn è considerato da alcuni uno dei maggiori componimenti epici in lingua inglese e, sicuramente, colpisce per la sua narrazione diffusa, precisa ed avvincente unita alla concisione folgorante tipica delle ballate. L’interesse di questo componimento non è solo artistico e storico; malgrado le scontate idealizzazioni dei personaggi e la profusione di formule fisse e luoghi comuni, esso ci descrive una battaglia medievale così come doveva essere, con il coraggio, la spavalderia e, soprattutto, l’autentica cavalleria dei combattenti. Quando Douglas si presenta a Newcastle-upon-Tyne, dove s’è recato per dare a Sir Percy notizia delle devastazioni da lui effettuate nei suoi feudi, quest’ultimo, nel promettergli una dura risposta, gli indica però il luogo migliore per accamparsi e lo congeda con il dono d’un otre di vino per bere alla salute. Malgrado l’inferiorità numerica dell’armata di Percy, egli si presenta come promesso sul campo di battaglia, senza alcun timore. Interessantissime, sebbene non rispondenti alla realtà storica, sono le strofe 36-39, quando un messaggero si presenta a Sir Percy non appena la battaglia è iniziata, per chiedergli d’aspettare qualche giorno in modo che suo padre, altri nobili e belle dame possano assistere al combattimento, come un vero e proprio spettacolo dal vivo; il barone di Greystoke (strofa 38) avrebbe addirittura fatto un lungo viaggio per non perdersi l’evento! E, forse, è proprio l’evocazione e l’atmosfera di cavalleresche guerre lontane, con il sommo senso dell’onore e della parola data, coi menestrelli che suonano sul campo per incitare alla lotta e gli stendardi spiegati al vento che costituisce il maggior fascino di questa ed altre ballate del genere. Ma, alla fine, come in tutte le battaglie d’ogni tempo, lo spettacolo è solo desolazione e morte; se vogliamo prestare fede alle (esagerate) cifre date nella ballata (strofe 62 e 65), sul campo di Otterbourne caddero oltre in cinquantamila (in realtà molti meno, circa duemila).” (tratto da Eventi Storici in cui Riccardo Venturi ha provveduto alla traduzione italiana del testo nel Cotton Manuscript Cleopatra di metà Cinquecento Child#161 A)

The Battle of Otterburn

Roud 3293 ; Child 161 ; Ballad Index C161 ; Mudcat 43181 ; trad.]

La kilometrica ballata è spesso abbreviata dagli interpreti moderni (contrariamente al passato in cui invece le ballate si dipanavano oltre alla quarantina di strofe e servivano a intrattenere il pubblico per un buon quarto d’ora e più!!).
La versione di June Tabor è una rielaborazione della tradizione orale della Child #161 C proveniente da sir Walter Scott “Minstrelsy of the Scottish Border” 1883

June Tabor “An Echo of Hooves” + “Our Kate” tune

It fell about the Lammastide,
When moor-men win their hay,
The doughty Douglas bound him to ride
Into England, to drive a prey.
And he has burned the dales of Tyne,
And part of Bamburghshire,
And three good towers on Reidswire Fells,
He left them all on fire.

Then he’s marched on down to Newcastle,
“Whose house is this so fine?”
It’s up spoke proud Lord Percy,
“I tell you this castle is mine!”
“If you’re the lord of this fine castle,
Well it pleases me.
For, ere I crossed the Border fells,
The one of us shall die.”

Then Percy took a long, long spear,
Shod with metal free,
And for to meet the Douglas there
He rode right furiously.
How pale, how pale his lady looked
From the castle wall,
When down before the Scottish spear
She saw proud Percy fall.

“Had we two been upon the green,
No other eye to see,
I would have had you, flesh and fell;
Now your pennon shall go with me!
Now I’ll go up to Otterburn,
There I’ll wait for thee.
If you not come ere three days end
A false knight I’ll call thee.”

“Oh it’s I will come,” proud Percy said,
“I swear by our Lady.”
“Then there I’ll wait,” says Douglas
“My troth I plight to thee.”
They’ve ridden high on Otterburn,
Upon the bent so brown;
They’ve lighted high on Otterburn,
And threw their pallions down.

The day being done and the night come on,
A clear moon o’er the land,
“Awake, awake my lord!
For Percy is hard at hand.”
”You lie, you lie, you little page!
Loud I hear you lie!
For Percy had not men yestreen
To dight my men and me.

But I have dreamed a dreadful dream,
Beyond the Isle of Skye;
I saw a dead man win a fight,
And I think that man was I.”
He’s belted on his good broad sword
And to the field he ran,
But he forgot the helmet good
That should have kept his brain.

They hacked their swords
‘til the sweat did flow,
Blood ran down like rain.
And Percy wounded Douglas on the brow
And he fell never more to rise again.
He’s called to him the Lord Montgomery,
“What recks the death on one?
Last night I dreamed a dreadful dream
And I know that this day is your own.

Oh bury me by the bracken bush,
‘Neath the briar tree,
Oh hide me by the bracken bush
That my merry men might not see.”
The moon was clear, the day drew near,
The spears in flinders flew,
Many’s the bold Englishman
Ere day these Scotsmen slew.

The Percy and Montgomery met,
The blood so free did flow,
“Now yield thee, Percy,” he says,
“Or else I’ll lay you low.
You shall not yield to lord nor loun,
Nor shall you yield to me,
But yield unto the bracken bush
That grows by yonder briar tree.”

“I will not yield to a bracken bush,
Nor to a briar tree,
But I would yield to Earl Douglas,
Or else to Lord Montgomery.”
This deed was done at the Otterburn,
At the break of day.
The buried Douglas by the bracken bush
And led Percy a captive away.

[Accadde verso i primi d’agosto
Quando i contadini battono il grano:
Il potente Douglas montò a cavallo
Per far man bassa in Inghilterra.] (1)
E ha bruciato le valli del Tyne,
E parte del Bamburghshire,
E tre belle torri su Reidswire Fells (2),
Li ha lasciati tutti in fiamme.

Allora marciò sul castello di Newcastle
“Di chi è questa dimora bella assai? “
E l’orgoglioso Lord Percy rispose,
“Ti dico che questo castello è mio!”
“Se sei il signore di questo bel castello,
Beh, mi fa piacere.
ché, prima di attraversare le colline della Marca (3),
Uno di noi deve morire. “

Allora Percy prese una lunga, lunga lancia
con la punta in ferro battuto,
e per incontrare il Douglas
dritto cavalcò con furia.
Ma oh come pallida la sua dama
sembrava dalle mura del castello,
quando vide sotto la lancia scozzese
la caduta (4) dell’orgoglioso Percy.

“Se noi due fossimo stati in campo aperto,
senza occhi indiscreti
ti avrei sbudellato (5);
Ora il tuo stendardo verrebbe con me! “
Adesso andrò a Otterburn,
Là ti aspetterò.
Se non verrai entro la fine di tre giorni
ti riterrò un falso cavaliere. “

“Oh, ed io verrò”, disse l’orgoglioso Percy,
“Lo giuro sulla Madre di Gesù.”
“Allora aspetterò ” dice Douglas,
“Confido nella tua parola.”
(Gli scozzesi) cavalcarono verso Otterburn,
nella brughiera dorata,
si accamparono più in alto a Otterburn
e issarono i loro padiglioni.

Calato il giorno è arrivata la notte,
e il chiaro di luna sulla terra,
“Svegliati, sveglia mio signore!
perché Percy è a portata di mano. “
“Menti, menti, piccolo paggio (6)!
Ad alta voce ti sento mentire!
Perché Percy non aveva uomini fino a ieri
per spaventare me e i miei uomini.

Ma ho fatto un sogno orribile (7),
oltre l’isola di Skye;
vidi un uomo morto vincere una battaglia
e credo d’essere io quell’uomo. “
S’allacciò la sua brava lunga spada
e al campo s’affrettò,
ma si scordò il buon elmo
che avrebbe potuto proteggergli la testa (8)

Pugnarono con le spade
fino a sudare
e il sangue scorreva come pioggia.
Percy ferì Douglas alla fronte
il quale cadde senza rialzarsi mai più
e a lui chiamò Sir Montgomery,
“Cosa conta la morte di uno? (9)
La scorsa notte sognai un orribile incubo
e so che questo giorno è il tuo (10).

Seppelliscimi sotto il cespuglio di felci
che cresce tra i rovi
Oh nascondimi sotto il cespuglio di felci
Che i miei uomini non possano vedermi.”
La luna era chiara, il giorno si avvicinava,
le lance a pezzi volavano
più di un prode inglese
quel giorno gli Scozzesi uccisero.

Percy e Montgomery si sfidarono,
il sangue scorreva copioso
“Ora arrenditi, Percy”, dice,
“Altrimenti ti abbatterò.
Non ti arrenderai a un Lord o a un villano,
Né ti arrenderai a me,
Ma arrenditi al cespuglio di felci (11)
che cresce tra quei rovi. “

“Non mi arrenderò a un cespuglio di felci,
né a un rovo,
ma mi arrenderò al Conte Douglas,
oppure a Lord Montgomery. “
Così accadde a Otterburn
prima dello spuntar del giorno,
Douglas sepolto presso il cespuglio di felci
e Percy tratto prigioniero.

NOTE
(1) la prima strofa ricalca la versione cinquecentesca della ballata e ho utilizzato la traduzione italiana del Venturi
(2) le valli del Tyne, il Bamburghshire e le colline di Reidswire (la valle del Redesdale) sono sulla parte inglese del Confine, il Northumberland
(3) lo scozzese inoltratosi nel territorio del nemico arriva fino a Newcastle al castello di Lord Percy e lo sfida a duello
(4) Percy cade da cavallo, ma non muore questa è la prima sfida corpo a corpo tra due cavalieri che seguono le regole del codice cavalleresco in battaglia. (Scozia 1, Inghilterra 0)
(5) tradotto molto a senso
(6) il paggio o lo scudiero è un tipico personaggio delle ballate, in genere la sua entrata in scena indica un rapido cambiamento della storia. La natura di scudieri, servitori o paggi poteva essere duplice, nelle ballate alcuni sono fedeli e servizievoli, in altre subdoli e traditori
(7) anche il sogno profetico è un topico delle ballate, portano sempre funesti presagi che puntualmente si realizzano
(8) Secondo la tradizione nella fretta di contrastare l’imboscata al campo scozzese, Douglas si sarebbe dimenticato di indossare l’elmo. La ballata potrebbe riferirsi a questa narrazione o essere essa stessa la fonte della leggenda. (Scozia 0, Inghilterra 1)
(9) “What reachs the death on one?” che potrebbe voler dire “Quando arriva l’ora della morte?” ma anche” What matters the death of one!”=”Che cosa conta la morte di uno? -per l’esito vittorioso di una battaglia”
(10) cioè che sarebbe stato Lord Montgomery a sconfiggere Sir Percy (Scozia 1, Inghilterra 1)
(11) il cespuglio che cela il cadavere del Conte Douglas

The Battle of Otterburn/Lammas Tide

Un’altra però è la versione diventata standard nel Folk Revival (per lo più dalla parte scozzese) sempre tratta dalla Child#161 C con il titolo di Lammas Tide.

Tony Cuffe in “When I First Came to Caledonia” 1994
(strofe da I a Vi e da IX a XVI)
The Corries -Lammas Tide- per accorciare tutta la ballata si da per morto l’inglese Percy alla VIII strofa
Scocha in Bordering On 2013 molto marziale con voci e bodran

I
It fell aboot the Lammas-tide
when muir men win their hay
The doughty Douglas bound him ride
tae England tae catch a prey
II
He’s ta’en the Gordons and the Graemes
and the Lindsays light and gay
The Jardines would not wi’ him ride,
they rue it tae this day
III
And he has burnt the dales o’ Tyne
and hairried Bambroughshire
The Otterdale he’s burnt it hale
and set it a’ on fire
IV
And he rade up tae Newcastle
and rode it roond aboot
Sayin’, “Wha’s the laird o’ this castle,
and wha’s the lady o’t?”
V
Then up spake proud Lord Percy then,
and oh but he spak’ high
“I am the lord o’ this castle,
my wife’s the lady gay”
VI
“If thou’rt the lord o’ this castle,
sae weel it pleases me
For ere I cross the Border fells
the tane (one) o’ us shall dee”
VII
He (Then Percy) took a lang spear in his hand
shod wi’ the metal free
For to meet the Douglas
there he rade right furiouslie
VIII
But Oh how pale his lady
looked frae aff the castle wa’
When doon before the Scottish spear
she saw proud Percy fa’
IX
They lichted high on Otterburn
upon the bent sae broon
They lichted high on Otterburn
and threw their broadswords doon
X
But up there spoke a bonnie boy
before the break o’ dawn
Sayin’, Wake ye now, my good lords a’,
Lord Percy’s near at han’
XI
When Percy wi’ the Douglas met
I wat he was fu’ fain
They swappit swords and sair
they swat, the blood ran doon between
XII
But Percy wi’ his good broadsword
that could sae sharply wound
Has wounded Douglas on the brow
till he fell tae the ground
XIII
“Oh, bury me ‘neath the bracken bush
that grows by yonder brier
Let never a living mortal ken
that Douglas he lies here”
XIV
They’ve lifted up that noble lord
wi’ the salt tear in their e’e
They’ve buried him ‘neath the bracken bush
that his merry men might not see
XV
When Percy wi’ Montgomery met
that either of other were fain
They swappit swords and sair they swat,
the blood ran doon like rain
XVI
This deed was done at Otterburn
before the break of day
Earl Douglas was buried at the bracken bush
and Percy led captive away

I
Accadde nel periodo di Lammas (1)
quando i contadini tagliavano il fieno,
che il valoroso Douglas partì a cavallo
per una razzia in Inghilterra;
II
Aveva preso i Gordons e i Graemes
e i Lindsay leggiadri e gai,
ma i Jardiners non andarono con loro
e si rammaricano ancora oggi!
III
Ha bruciato le valli del Tyne
e saccheggiato la contea di Bambrough, 
[l’Otterdale ha messo
a ferro e fuoco
IV
ed è piombato su Newcastle
e ci ha girato tutt’ intorno
dicendo “Chi è il Laird(2) di questo castello
e chi ne è la Lady?
V
Allora gridò forte l’orgoglioso Lord Percy
e come parlò chiaro
Io sono il Lord di questo castello
e mia moglie è la bella Lady
“]
VI
“Se voi siete il Lord di questo castello,
allora accontentatemi

poiché ho attraversato il confine
e uno di noi due deve morire

VII (3)
Prese in mano una lunga lancia
con la punta in ferro battuto (4),
per incontrare il Douglas
dritto cavalcò con furia,
VIII
ma oh come pallida la sua dama
sembrava dalle mura del castello,
quando vide sotto la lancia scozzese
la caduta dell’orgoglioso Percy (5)
IX
(Gli scozzesi) si accamparono (6) più in alto
a Otterburn sulla brughiera (7),
si accamparono più in alto (a nord)
a Otterburn e posarono le loro spade,
X
Ma così parlò il paggio
prima dell’alba dicendo
Alzatevi ora miei bravi Lord,
Lord Percy è qui vicino

XI
Quando Percy si scontrò con Douglas
si sa (8) che era pieno di bramosia,
estrassero le spade e si colpirono con furore (9),
il sangue scorreva tra loro,
XII
ma Percy con la sua buona spada
che sapeva dare ferite mortali,
ferì Douglas sulla fronte
finchè cadde a terra (10)
XIII
Seppellitemi sotto il cespuglio di felci
che cresce tra i rovi

in modo che nessun mortale sappia
che Douglas qui giace.

XIV
Hanno sollevato quel nobile lord
con le lacrime agli occhi
e lo hanno seppellito sotto al cespuglio di felci
che i suoi compagni non lo potessero vedere.
XV
Quando Percy con Montgomery si scontrò,
l’un l’altro erano bramosi,
estrassero le spade e colpirono con furore,
il sangue scorreva come pioggia.
XVI
Così accadde a Otterburn
prima dello spuntar del giorno,
il Conte Douglas fu sepolto presso il cespuglio di felci (11)
e Percy fu tratto prigioniero.

NOTE
1) lammas è il tempo del raccolto che ha inizio con il 1° di Agosto. Storicamente la battaglia fu combattuta il 5 Agosto 1388
2) il termine Laird è tipicamente scozzese per indicare un capo, non un Lord che è di rango superiore (per terre e titolo) il titolo utilizzato in questo contesto vuole evidentemente sminuire il potere del Conte, il suo è solo il castello di un proprietario terriero non di un Conte!
3) nel duello James riesce a prendere lo stendardo di Henry Percy , vicenda è riportata da Froissart (Chroniques, Buchon, XI, 362 ss, cap. 115 ss) si stralcia una sintesi della cronaca da qui 

“.. they divided their army, directing the main body towards Carlisle, under command of Archibald Douglas, of the Earl of Fife, son of the king, and many other nobles, while a detachment of three or four hundred picked men-at-arms, supported by two thousand stout fellows, partly archers, all well mounted, and commanded by James, Earl of Douglas, the Earl of March and Dunbar, and the Earl of Murray, were to strike for Newcastle, cross the river, and burn and ravage the bishopric of Durham.
The eastern division (with which alone we are concerned) carried out their program to the letter. They advanced at speed, stopping for nothing, and meeting with no resistance, and the burning and pillaging had begun in Durham before the Earl of Northumberland knew of their arrival. Fire and smoke soon showed what was going on. The earl dispatched his sons Henry and Ralph Percy to Newcastle, where the whole country rallied, gentle and simple; he himself remaining at Alnwick, in the hope of being able to enclose the Scots, when they should take the way north, between two bodies of English.
The Scots attained to the very gates of Durham; then, having burned every unfortified town between there and Newcastle, they turned northward, with a large booty, repassed the Tyne, and halted at Newcastle. There was skirmishing for two days before the city, and in the course of a long combat between Douglas and Henry Percy the Scot got possession of the Englishman’s pennon. This he told Percy he would raise on the highest point of his castle at Dalkeith; Percy answered that he should never accomplish that vaunt, nor should he carry the pennon out of Northumberland. ‘Come then to-night and win it back,’ said Douglas; ‘I will plant it before my tent.’
It was then late, and the fighting ceased; but the Scots kept good guard, looking for Percy to come that very night for his pennon. Percy, however, was constrained to let that night pass.

“.. hanno diviso il loro esercito, dirigendo il corpo principale verso Carlisle, sotto il comando di Archibald Douglas, del conte di Fife, figlio del re, e molti altri nobili, mentre un distaccamento di tre o quattrocento uomini d’arme scelti, sostenuti da duemila soldati coraggiosi, in parte arcieri, tutti a cavallo, e comandati da James, conte di Douglas, il conte di March e Dunbar e il conte di Murray, dovevano colpire per Newcastle, attraversare il fiume e bruciare e devastare il vescovato di Durham.
La divisione orientale (di cui solo ci occupiamo) ha portato a termine il programma alla lettera. Avanzarono rapidamente, senza fermarsi e incontrare resistenza, e l’incendio e il saccheggio furono iniziati a Durham prima che il conte di Northumberland sapesse del loro arrivo. Fuoco e fumo mostrarono presto cosa stava succedendo. Il conte inviò i suoi figli Henry e Ralph Percy a Newcastle, dove l’intero paese si radunò, mite e umile; egli stesso rimase ad Alnwick, nella speranza di poter accerchiare gli scozzesi, quando avrebbero preso la strada per il nord, tra due corpi d’inglesi.
Gli scozzesi raggiunsero le porte di Durham; poi, dopo aver bruciato ogni città non fortificata tra lì e Newcastle, si diressero verso nord, con un grosso bottino, ripassarono il Tyne e si fermarono a Newcastle. Ci furono scaramucce per due giorni davanti alla città, e nel corso di un lungo combattimento tra Douglas e Henry Percy lo scozzese si impossessò del pennone inglese. Questo disse a Percy che lo avrebbe innalzato sul punto più alto del suo castello a Dalkeith; Percy rispose che non avrebbe mai dovuto compiere quel vanto, né avrebbe dovuto portare il pennone fuori dal Northumberland. “Allora vieni stasera e riconquistalo”, disse Douglas; “Lo pianterò davanti alla mia tenda.” Era tardi e gli scontri cessarono; ma gli scozzesi facevano buona guardia, aspettando che Percy venisse quella notte stessa per il suo pennone. Percy, tuttavia, fu costretto a lasciar passare quella notte.


4) metal free: se ho capito bene è metallo non in lega e quindi in ferro (e non d’acciaio) letteralmente “calzata con il metallo libero” Free potrebbe voler dire sottile aguzzo riferita alla punta e quindi ho tradotto con ferro battuto
5) La caduta da cavallo (o a terra) del Percy, non la sua uccisione.
6) lichted = set down, camped.
Si sono saltate tra l’VIII e la IX un bel po’ di strofe , gli Scozzesi levano le tende di un assedio raffazzonato e si ritirano verso il confine

” The Scots broke up their camp early the next morning and withdrew homewards. Taking and burning the tower and town of Ponteland on their way, they moved on to Otterburn, thirty miles northwest from Newcastle, where there was a strong castle or tower, in marshy ground, which they assailed for a day without success.”

” Gli scozzesi smontarono il campo di buon mattino e si ritirarono verso casa. Prendendo e bruciando la torre e la città di Ponteland lungo la strada, si trasferirono a Otterburn, trenta miglia a nord-ovest di Newcastle, dove c’era un tozzo castello o una torre, in un terreno paludoso, che attaccarono per un giorno senza successo “.

Froissart riferisce che sia Douglas che Percy erano ossessionati dalla sfida e che Percy corse dietro alle truppe scozzesi appena venne a conoscenza, tramite i suoi informatori, che non si trattava di un grande esercito (appena poco più che tremila uomini riferirono le spie, in realtà erano seimila)

“Some of the Scots knights were supping, and more were asleep (for they had had hard work at the assault on the tower, and were meaning to be up betimes to renew the attack), when the English were upon the camp, crying, Percy! Percy! There was naturally great alarm. The English made their attack at that part of the camp where, as before said, the servants and foragers were lodged. This was, however, strong, and the knights sent some of their men to hold it while they themselves were arming. Then the Scots formed, each under his own earl and captain. It was night, but the weather was fair and the moon shining. The Scots did not go straight for the English, but took their way along by the marshes and by a hill, according to a plan which they had previously arranged against the case that their camp should be attacked.
The English made short work with the underlings, but, as they advanced, always found fresh people to keep up a skirmish. And now the Scots, having executed a flank movement, fell upon their assailants in a mass … Then began a fell battle.
The English, being in excess and eager to win, beat back the Scots, who were at the point of being worsted. James Douglas, who was young, strong, and keen for glory, sent his banner to the front, with the cry, Douglas! Douglas! Henry and Ralph Percy, indignant against the earl for the loss of the pennon, turned in the direction of the cry, responding, Percy!
Knights and squires had no thought but to fight as long as spears and axes would hold out.
It was a hand-to-hand fight; …. The Scots showed extraordinary valor, for the English were three to one; but be this said without disparagement of the English, who have always done their duty.”

“Alcuni cavalieri scozzesi stavano cenando, e altri dormivano (poiché avevano faticato duramente per l’assalto alla torre, e intendevano essere pronti a riprendere l’attacco), quando gli inglesi furono sul campo, gridarono, Percy! Percy! Ci fu naturalmente il grande allarme. Gli inglesi attaccarono quella parte dell’accampamento dove, come detto prima, erano alloggiati i servi e le salmerie. Questa parte era, tuttavia, solida, e i cavalieri mandarono alcuni dei loro uomini a dar manforte mentre loro si armavano. Allora gli scozzesi si schierarono, ciascuno sotto il proprio conte e capitano. Era notte, ma il tempo era bello e la luna splendeva. Gli scozzesi non andarono dritti contro gli inglesi, si diressero verso le paludi e la collina, secondo un piano che avevano precedentemente concordato nel caso che il loro campo dovesse essere attaccato.
Gli inglesi fecero a pezzi la retroguardia, ma, man mano che avanzavano, trovavano sempre gente fresca per mantenere la schermaglia. E ora gli scozzesi, dopo aver eseguito una manovra di accerchiamento, saltarono sui loro assalitori in massa, … così iniziò una cruenta battaglia.
Gli inglesi, essendo in soprannumero e desiderosi di vincere, respinsero gli scozzesi, che erano sul punto di essere sconfitti. James Douglas, che era giovane, forte e desideroso di gloria, ha inviato il suo stendardo al fronte, con il grido, Douglas! Douglas!
Henry e Ralph Percy, indignati contro il Conte per la perdita del pennone, si voltarono in direzione del grido, rispondendo: Percy!
Cavalieri e scudieri non avevano altro pensiero che combattere finché lance e asce non si fossero sfasciati.
È stata una lotta corpo a corpo … Gli scozzesi hanno mostrato un valore straordinario, perché gli inglesi erano tre a uno; ma sia detto questo senza denigrare gli inglesi, che hanno sempre fatto il loro dovere “.


7) bent = grass il tipico tappeto cespuglioso della brughiera
8) wat = know
9) sair = sore
10) la lotta tra i due capi è solo un abbellimento del cronista, ma nessuno seppe con certezza di come andò, il cadavere del conte James Douglas venne trovato solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.
11) in realtà Il suo corpo venne riportato in Scozia e sepolto nella tomba di famiglia nell’abbazia di Melrose.

FONTI
https://web.archive.org/web/20011105083938/http://utenti.tripod.it/Balladven/history.html
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebattleofotterburn.html
http://walterscott.eu/education/ballads/battle-ballads/the-battle-of-otterbourne/
http://www.glasgowguide.co.uk/wjmc/itfellab.shtml
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_161 http://mysongbook.de/msb/songs/b/batotter.html
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofotterburn1388.htm http://chivalry.com/cantaria/lyrics/otterburn.html
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C162.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43181

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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