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CLAYMORES FIGHTING UNDER THE MOONLIGHT, THE BATTLE OF OTTERBURN

Child ballad # 161

Una battaglia nel Border  in un oscuro medioevo teatro di continue scorrerie tra Scozia e Inghilterra (siamo nel 1388) in cui Sir James Douglas, secondo conte di Douglas condusse diversi clan scozzesi alla vittoria contro le truppe inglesi comandate da Henry “”Hotspur” Percy figlio del conte di Northumberland.
Il resoconto della battaglia narrato come ballata, si ritrova su manoscritto solo a partire dal 1550, riportato poi più volte nei broadsides e stampato nelle maggiori raccolte settecentesche, fino a essere ripreso da sir Walter Scott nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833).

il Conte Douglas

Il conte Douglas era un personaggio influente nel Border, sposato niente meno che con la Principessa Isabella Bruce una delle figlie di Re Roberto II di Scozia.
Una teoria ipotizza che nella ballata si narri di una ripresa delle ostilità contro l’Inghilterra con due eserciti scozzesi uno diretto verso il Cumberland e l’altro verso il Northumberland che dovevano convergere verso Carlise.

LA BATTAGLIA DI OTTERBURN

L’incursione contro il porto di Newcastle, stava però per concludersi in una razzia sulla strada del ritorno, quando il gruppo degli scozzesi fu sorpreso di notte dagli Inglesi al loro inseguimento.
La battaglia si svolse al chiar di luna  in una grande confusione, un feroce corpo a corpo, con gli Scozzesi che riuscirono a riarmarsi e a spingere le truppe inglesi verso un crepaccio. All’alba l’esercito inglese iniziò a ritirarsi in disordine e Hotspur (=lo sperone infernale) con il fratello venne fatto prigioniero da Sir John Montgomery. Il conte Douglas morì durante la battaglia e il suo cadavere venne rinvenuto solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.

La kilometrica ballata è spesso abbreviata dagli interpreti moderni (contrariamente al passato in cui invece le ballate si dipanavano oltre alla quarantina di strofe e servivano a intrattenere il pubblico per un buon quarto d’ora e più!!)

Tony Cuffe in  “When I First Came to Caledonia” 1994 (da I a III e da V a VIII )

ASCOLTA The Corries -Lammas Tide (strofe da I a VII)


I
It fell aboot the Lammas-tide
when muir men win their hay
The doughty Douglas bound him ride tae England tae catch a prey
He’s ta’en the Gordons
and the Graemes and the Lindsays light and gay
The Jardines would not wi’ him ride, they rue it tae this day
II
And he has burnt the dales o’ Tyne
and hairried Bambroughshire
The Otterdale he’s burnt it hale
and set it a’ on fire
And he rade up tae Newcastle
and rode it roond aboot
Sayin’, “Wha’s the laird(1) o’ this castle, and wha’s the lady o’t?”
III
Then up spake proud Lord Percy then, and oh but he spak’ high
“I am the lord o’ this castle,
my wife’s the lady gay”
“If thou’rt the lord o’ this castle,
sae weel it pleases me
For ere I cross the border fells
the tane(2) o’ us shall dee”
IV
He took a lang spear in his hand
shod wi’ the metal free(4)
For to meet the Douglas
there he rade right furiouslie
But Oh how pale his lady
looked frae aff the castle wa’
When doon before the Scottish spear she saw proud Percy fa’(5)
V
They lichted(6) high on Otterburn upon the bent(7) sae broon
They lichted high on Otterburn
and threw their broadswords doon
But up there spoke a bonnie boy before the break o’ dawn
Sayin’, Wake ye now, my good lords a’, Lord Percy’s near at han’
VI
When Percy wi’ the Douglas met
I wat(8) he was fu’ fain
They swappit swords and sair(9)
they swat, the blood ran doon between
But Percy wi’ his good broadsword that could sae sharply wound
Has wounded Douglas on the brow till he fell tae the ground
VII
“Oh, bury me ‘neath the bracken bush that grows by yonder brier
Let never a living mortal ken
that Douglas he lies here”
They’ve lifted up that noble lord
wi’ the salt tear in their e’e
They’ve buried him ‘neath
the bracken bush that his merry men might not see
VIII
When Percy wi’ Montgomery met that either of other were fain
They swappit swords and sair they swat, the blood ran doon like rain
This deed was done at Otterburn before the break of day
Earl Douglas was buried
at the bracken bush(11)
and Percy led captive away
traduzione italiano Cattia Salto
I
Fu a Lammas (1 agosto)
quando gli uomini delle pianure tagliavano il fieno,
che il valoroso Douglas partì a cavallo
per una razzia in Inghilterra;
aveva preso i Gordons e i Graemes
e i Lindsay leggiadri e gai,
ma i Jardiners non andarono con loro e si rammaricano ancora oggi!
II
Ha bruciato le valli del Tyne
e saccheggiato la contea di Bambrough, l’Otterdale ha messo a ferro e fuoco
ed è piombato su Newcastle
e ci ha girato tutt’ intorno
dicendo “Chi è il Laird(1) di questo castello e chi ne è la Lady?
III
Allora gridò forte l’orgoglioso Lord Percy e come parlò chiaro
Io sono il Lord di questo castello
e mia moglie è la bella Lady

“Se voi siete il Lord di questo castello,
allora accontentatemi

poiché ho attraversato il confine
e uno di noi due deve morire

IV (3)
Prese in mano una lunga lancia
rivestita di ferro,
per incontrare il Douglas
dritto là corse con furia,
ma oh come pallida la sua dama
sembrava dalle mura del castello,
quando vide sotto la lancia scozzese
la caduta dell’orgoglioso Percy (5)
V
(Gli scozzesi) si accamparono più a nord
a Otterburn sull’erba riarsa,
si accamparono più a nord
a Otterburn  e posarono le loro spade,
ma così parlò un ragazzo
prima dell’alba dicendo
Alzatevi ora miei bravi Lords,
Lord Percy è qui vicino

VI
Quando Percy si scontrò con Douglas
(si sa che) era pieno di bramosia, estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva
tra loro,
ma Percy con la sua buona spada
che sapeva dare ferite mortali,
ferì Douglas sulla fronte
finchè  cadde a terra (10)
VII
Seppellitemi sotto il cespuglio di felci
che cresce tra i rovi

in modo che nessun mortale sappia
che Douglas qui giace.

Hanno alzato quel nobile lord
con le lacrime agli occhi
e lo hanno seppellito sotto al cespuglio di felci in modo che i suoi compagni non potessero vedere.
VIII
Quando Percy con Montgomery si scontrò, l’un l’altro erano bramosi,
estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva come pioggia.
Così accadde a Otterburn
prima dello spuntar del giorno,
il Conte Douglas fu sepolto(11)
presso il cespuglio di felci
e Percy fu catturato.

NOTE
1) il termine Laird è tipicamente scozzese per indicare un capo, non un Lord che è di rango superiore (per terre e titolo)
2) tane = one
3) nel duello James riesce a prendere lo stendardo di Henry Percy , vicenda è riportata da Froissart (Chroniques, Buchon, XI, 362 ss, cap. 115 ss) si stralcia una sintesi della cronaca da qui “.. they divided their army, directing the main body towards Carlisle, under command of Archibald Douglas, of the Earl of Fife, son of the king, and many other nobles, while a detachment of three or four hundred picked men-at-arms, supported by two thousand stout fellows, partly archers, all well mounted, and commanded by James, Earl of Douglas, the Earl of March and Dunbar, and the Earl of Murray, were to strike for Newcastle, cross the river, and burn and ravage the bishopric of Durham. The eastern division (with which alone we are concerned) carried out their program to the letter. They advanced at speed, stopping for nothing, and meeting with no resistance, and the burning and pillaging had begun in Durham before the Earl of Northumberland knew of their arrival. Fire and smoke soon showed what was going on. The earl dispatched his sons Henry and Ralph Percy to Newcastle, where the whole country rallied, gentle and simple; he himself remaining at Alnwick, in the hope of being able to enclose the Scots, when they should take the way north, between two bodies of English. The Scots attained to the very gates of Durham; then, having burned every unfortified town between there and Newcastle, they turned northward, with a large booty, repassed the Tyne, and halted at Newcastle. There was skirmishing for two days before the city, and in the course of a long combat between Douglas and Henry Percy the Scot got possession of the Englishman’s pennon. This he told Percy he would raise on the highest point of his castle at Dalkeith; Percy answered that he should never accomplish that vaunt, nor should he carry the pennon out of Northumberland. ‘Come then to-night and win it back,’ said Douglas; ‘I will plant it before my tent.’ It was then late, and the fighting ceased; but the Scots kept good guard, looking for Percy to come that very night for his pennon. Percy, however, was constrained to let that night pass.
4) metal free: se ho capito bene è metallo non in lega
5) si saltano un bel po’ di strofe , gli Scozzesi levano le tende di un assedio raffazzonato e si ritirano verso il confine “The Scots broke up their camp early the next morning and withdrew homewards. Taking and burning the tower and town of Ponteland on their way, they moved on to Otterburn, thirty miles northwest from Newcastle, where there was a strong castle or tower, in marshy ground, which they assailed for a day without success.” Froissart riferisce che sia Douglas che Percy erano ossessionati dalla sfida e che Percy corse dietro alle truppe scozzesi appena venne a conoscenza, tramite i suoi informatori, che non si trattava di un grande esercito (appena poco più che tremila uomini riferirono le spie, in realtà erano seimila) “Some of the Scots knights were supping, and more were asleep (for they had had hard work at the assault on the tower, and were meaning to be up betimes to renew the attack), when the English were upon the camp, crying, Percy! Percy! There was naturally great alarm. The English made their attack at that part of the camp where, as before said, the servants and foragers were lodged. This was, however, strong, and the knights sent some of their men to hold it while they themselves were arming. Then the Scots formed, each under his own earl and captain. It was night, but the weather was fair and the moon shining. The Scots did not go straight for the English, but took their way along by the marshes and by a hill, according to a plan which they had previously arranged against the case that their camp should be attacked. The English made short work with the underlings, but, as they advanced, always found fresh people to keep up a skirmish. And now the Scots, having executed a flank movement, fell upon their assailants in a mass, from a quarter where nothing was looked for, shouting their battle-cries with one voice. The English were astounded, but closed up, and gave them Percy! for Douglas! Then began a fell battle. The English, being in excess and eager to win, beat back the Scots, who were at the point of being worsted. James Douglas, who was young, strong, and keen for glory, sent his banner to the front, with the cry, Douglas! Douglas! Henry and Ralph Percy, indignant against the earl for the loss of the pennon, turned in the direction of the cry, responding, Percy! Knights and squires had no thought but to fight as long as spears and axes would hold out. It was a hand-to-hand fight; the parties were so close together that the archers of neither could operate; neither side budged, but both stood firm. The Scots showed extraordinary valor, for the English were three to one; but be this said without disparagement of the English, who have always done their duty.”
6) lichted = set down, camped;
7) bent = grass
8) wat = know
9) sair = sore
10) la lotta tra i due capi è solo un abbellimento del cronista, ma nessuno seppe con certezza di come andò, il cadavere del conte James Douglas venne trovato solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.
11) in realtà Il suo corpo venne riportato in Scozia e sepolto nella tomba di famiglia nell’abbazia di Melrose.

earl of douglas
Trasporto del corpo del conte Douglas dopo la battaglia di Otterburn

La stessa storia viene narrata nella ballata intitolata Chevy Chase che Child classifica al numero 162, la versione più antica risale al 1430 (detta anche The Hunting of Cheviot) mentre quella tramandata dalla tradizione orale è stata probabilmente scritta in inglese moderno nel 1620. Una grande battuta di caccia sulle Cheviot Hills organizzata da Henry “”Hotspur” Percy viene scambiata dal Conte Dougles come un tentativo di aggressione e il conte decide di dare battaglia. I due eserciti si scontreranno a Ottenburg.

Al momento non ho trovato file audio per l’ascolto

FONTI
http://www.glasgowguide.co.uk/wjmc/itfellab.shtml http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_161 http://mysongbook.de/msb/songs/b/batotter.html
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofotterburn1388.htm http://www.chevychasehistory.org/chevychase/naming-chevy-chase http://chivalry.com/cantaria/lyrics/otterburn.html http://www.luminarium.org/medlit/medlyric/chevychase.htm http://tunearch.org/wiki/Annotation:Chevy_Chase http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C162.html

THE HIGHLAND BALOU: LA NINNA NANNA DEL BORDER REIVER!

fairy-craddleLa canzone originale in gaelico scozzese si intitola “Cagaran Gaolach” (in inglese: Lovable little darling) è una ninnananna che la madre canta al suo piccolino, la particolarità del testo è che la mamma gli augura di diventare un buon ladro secondo la migliore tradizione dei border reivers!

La dimensione è bucolica e favolistica anche se si educa a rubare agli altri .. agli altri Clan o agli Inglesi ovviamente!

ASCOLTA Gillian MacKenzie
ASCOLTA su Spotify  Mary Jane Lamond in Bho Thir Nan Craobn, 1996  (strofe I, II,III,I)
ASCOLTA Natalie MacMaster

I
Cagaran, cagaran, cagaran gaolach
Cagaran laghach thu, fear dhe mo dhaoine
Goididh e gobhar dhomh, goididh e caoraich
Goididh e sìthean a innis an aonaich
II
Cagaran, cagaran, cagaran gaolach
Cagaran odhar, na cloinneam mo dhaoine
Goididh e gobhar dhomh, goididh e caoraich
Goididh e laos-buig air innis an aonaich
III
Cagaran, cagaran, cagaran gaolach
Cagaran laghach thu, cagaran gaol thu
Dean do chadalan, dùin do shùilean
Rinn thu cadalan, fosgail do shùilean


TRADUZIONE INGLESE
I
Little darling, little darling, lovable little darling
Pleasant little darling, one of my own kin
He will steal goats for me, he will steal sheep
He will steal a fairy man from the hillside meadow
II
Little darling, little darling, lovable little darling
Pale little darling, a child of my own kin
He will steal goats for me, he will steal sheep
He will steal a wether goat on the hillside meadow
III
Little darling, little darling, lovable little darling
Pleasant little darling, darling of my love
Go to sleep, close your eyes
Wake up again, open your eye

tradotto da Cattia Salto
I
Piccolino, mio tesoro,, mio piccolo caro
mio piccolo caro e bello, uno della mia stirpe,
ruberà capre per me,
ruberà pecore
ruberà un folletto dei prati
sulla collina.
II
Piccolino, piccolino mio tesoro,
mio piccolo caro
mio piccolo caro e pallido, uno della mia stirpe,
ruberà capre per me,
ruberà pecore
ruberà un montone dei prati sulla collina.
III
Piccolino, piccolino mio tesoro,
mio piccolo caro
mio piccolo caro e bello, tesoro mio,
dormi, chiudi gli occhi,
ti sveglierai di nuovo e li aprirai ancora!

VERSIONE DI ROBERT BURNS

clanronaldRobert Burns raccolse la ninnananna nel suo viaggio per la Scozia e la trasformò in una nostalgica visione del tempo che fu: erano i giorni più felici per gli scozzesi, in cui c’era la libertà di muoversi per i territori (anche se non proprio con “oneste” intenzioni o per lo meno non da tutti i punti di vista) e soprattutto di esprimersi più liberamente (alla faccia di Puritani e Inglesi). La canzone fu pubblicata nello “Scots Musical Museum“, volume V

Al momento le registrazioni della versione di Robert Burns sono limitate all’ambito classico con impostazione lirica del canto.

Alice Coote & Graham Johnson nell’arrangiamento di Benjamin Britten “The Highland Balou”, op. 41 no. 2 (A Charm of Lullabies n° 2)

I Pur hanno realizzato una traduzione in gaelico scozzese della versione di Robert Burns (di cui non ho trovato il testo)
ASCOLTA Pur (Shona Donaldson & Katie Mackenzie) in The Lassies Reply.

VERSIONE ROBERT BURNS 1787
I
Hee balou(1), my sweet wee Donald,
Picture o’ the great Clanronald (2);
Brawlie kens our wanton Chief
Wha gat my young Highland thief.
II
Leeze(3) me on thy bonie craigie(4),
An’ thou live, thou’ll steal a naigie(5),
Travel the country thro’ and thro’,
And bring hame a Carlisle cow.
III
Thro’ the Lawlands, o’er the Border,
Weel, my babie, may thou furder!
Herry the louns(6) o’ the laigh(7) Countrie,
Syne to the Highlands hame to me.
Tradotto da  Cattia Salto
I
Ninna nanna mio dolce piccolo Donald,
immagine del gran Clan Ronald (2)
ben sa il nostro Capo spietato chi generò il mio giovane ladro delle Highland
II
Benedico il tuo bel viso
se tu vivrai, ruberai un cavallo,
viaggerai per il paese in lungo e in largo e mi porterai una mucca di Carlise
III
Per le Lowlands oltre il Confine
deh mio piccino, che tu possa andare il più lontano!
Saccheggia gli sciocchi delle Terre Basse
e poi ritorna da me nelle Highlands.

traduzione in inglese (qui)

NOTE
1) balou – lullaby
2) il Clanronald fu uno dei primi a sostenere il Bonny Prince Charlie (vedere questione giacobita)
3) Leeze = Blessings, ma anche like o love
4) craigie – face
5) naigie – horse
6) louns – fools o boys
7) laigh – low

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=138412
http://www.celticlyricscorner.net/lamond/cagaran.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-v,-song-472,-page-486-the-highland-balou.aspx
http://www.robertburns.plus.com/Stories3.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Clan_Macdonald_of_Clanranald
http://scholarcommons.sc.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1529&context=ssl

THE LAMENT OF THE BORDER WIDOW

BorderReiversLa ballata è il lamento di una delle tante vittime dell’illegalità nel Border, ovvero quel terreno di frontiera tra Inghilterra e Scozia, teatro di sanguinose battaglie tra i clan rivali negli anni nei secoli bui del Medioevo (grossomodo dal 1200 al 1500). Una “guerra dimenticata” ma non meno cruenta, ricordata però in decine di ballate giunte fino a noi dal Medioevo, non solo nelle collezioni manoscritte ma anche dalla tradizione orale.

I Border Reivers erano i guerrieri dei Clan che si davano alle reciproche razzie, (furti di bestiame e saccheggi) ai danni dei loro nemici (ovvero i loro vicini di confine, ma anche di clan rivali della stessa nazionalità). Molti Borderer erano imparentati con la parte confinante, nonostante le leggi che proibivano il matrimonio con stranieri, all’occasione si dicevano “inglesi se costretti, scozzesi per volontà e Reiver per diritto di sangue!

PRIMA VERSIONE: SIR WALTER SCOTT

Molto tempo dopo la loro scomparsa, i Reiver finirono nei romanzi di Sir Walter Scott, che nativo del Border, scriveva le storie tramandate dalla tradizione popolare e dalle ballate, come questo lamento dal titolo “The Lament of the Border Widow” (in Minstrelsy of the Scottish Border – vol III, 1803).

Come commenta Sir Scott nell’introduzione al testo: “How King James V. of Scotland, in 1529, set forth to strike terror into the Border freebooters, has been already told in the account of Johnie Armstrong. A less celebrated moss-trooper, Cockburne of Henderland, was hanged by the pitiless King over the gate of his own tower. The wife of Cockburne loved him most dearly, and when she found the King would show no mercy, fled away to the rocks behind the castle whilst the cruel sentence was carried out. She sat by a roaring torrent of the Henderland burn, the noise of which in her ears drowned the savage shouts of the King’s soldiers. The beautiful song which describes the grief of this loving woman is one of the gems of ancient poetry, and is here printed entire”.       

highland widowGli avvenimenti narrati in questa ballata potrebbero riferirsi ad un evento realmente accaduto nel 1529, ovvero l’assassinio a tradimento di William Cockburn di Henderland, fatto uccidere nel proprio castello da Giacomo V di Scozia, una spedizione fatale anche per Johnnie Armstrong di Gilnockie, Adam Scott di Tushielaw e molti altri “Reivers“. Cockburn in realtà non fu impiccato ai cancelli del sua torre-castello (come da illustrazione) bensì venne portato a Edimburgo, processato per tradimento e decapitato nel 1530.
Benchè Sir Scott ci dica di aver trascritto la ballata così come sentita recitare nella foresta di Ettrick, egli ha sicuramente rimaneggiato il testo, la melodia invece fu pubblicata nella “Select Collection of Original Scotish Airs” di George Thomson (1805). La ballata è inglobata nella ballata-fiaba “The Famous Flower of the Serving Men” .

ASCOLTA Paul & Linda Adams in Far Over the Fell: Songs and Ballads of Cumbria, 1975. Linda ha imparato il canto da Gordeanna McCulloch. Una versione simile è stata raccolta in Oklahoma, Stati Uniti d’America, pubblicata in “Ballads and Folksongs of the Southwest” (1964).

ASCOLTA June Tabor ce la restituisce in una versione fuori dal tempo (su Spotify)


VERSIONE DI SIR WALTER SCOTT
I
My love he built me a bonny bower(1),
And clad it a’ wi’ lilye flour;
A brawer bower ye ne’er did see
Than my true love he built for me.
II
There came a man by middle day,
He spied his sport and went away,
And brought the king, that very night,
Who brake my bower and slew my knight.
III
He slew my knight to me sae dear,
He slew my knight and poin’d his gear;
My servants all for life did flee
And left me in extremitie.
IV
I sew’d his sheet, making my mane,
I watched the corpse myself alane,
I watched his body night and day;
No living creature came that way.
V
I took his body on my back,
And whiles I gaed, and whiles I sate;
I digg’d a grave and laid him in,
And happ’d him with the sod sae green.
VI
But think na ye my heart was sair
When I laid the moul on his yellow hair?
O think na ye my heart was wae
When I turn’d about, away to gae?
VII
Nae living man I’ll love again,
Since that my lovely knight is slain;
Wi’ ae lock of his yellow hair
I’ll chain my heart for evermair

Traduzione di Riccardo Venturi
I
Una bella camera(1) mi fece il mio amore (2), La rivestì tutta quanta di fiori di giglio; Più bella dimora non avreste mai visto Di quella che mi fece il mio amore.
II
Ma venne un uomo, venne in pieno giorno A spiare quello che lui faceva;
La notte stessa fece entrare il Re (3)
in camera, e uccise il mio cavaliere.
III
Il mio cavaliere, per me tanto amato,
Lo uccise e vendette tutte le sue cose;
I servi fuggiron per salvarsi la vita
E mi lasciarono in preda agli stenti.
IV
Cucii il suo sudario e gli cantai il lamento, Vegliai il suo corpo, lo vegliai da sola; Vegliai il suo corpo di giorno e di notte, Nessuno venne a vegliare con me. (4)
V
Presi il suo corpo, lo presi in spalla,
Facevo un passo e cadevo a sedere;
Scavai una fossa, ve lo posi dentro,
Lo ricoprii con le verdi zolle.
VI
V’immaginate la pena nel cuore
Quando di terra coprii i biondi capelli?
V’immaginate la pena nel cuore
Quando andai via, voltandomi indietro?
VII
Mai più nessuno avrà il mio amore
Perché il mio amato oramai giace ucciso; Con una ciocca dei suoi biondi capelli Ho incatenato il mio cuore per sempre

NOTE
1) bower si traduce come pergolato, ma nell’inglese medievale indicava la camera privata di una castellana
2)  William Cockburn di Henderland
3) Giacomo V di Scozia
4) La ballata testimonia la forza d’animo di una donna del Border, che si ritrova sola ad affrontare la morte del marito: da sola lo piange, lo veglia e lo seppellisce

SECONDA VERSIONE: OH ONO CHRIO

Le versioni settecentesche della ballata richiamano sempre il tema della vedova che da sola seppellisce il marito e promette eterno amore alla sua memoria. Il primo testo proviene da un manoscritto inedito, “A Choice Collection of Several Scots Miscellanie Poems and songs,” circa 1715.

Il secondo invece è collezionata nello “Scots Musical Museum” Volume I # 89 con il titolo “Oh ono chrio”, una nota di Robert Burns commenta ” On the murder of Glencoe“.
La melodia del “Scots Musical Museum ” è stata pubblicata in precedenza come “Oh Onochie O”, in J. Di Oswald ” ‘A Curious Collection of Scots Tunes’, “, Edimburgo, 1740, poi in J. Oswald “Caledonian Pocket Companion” (c 1758).

VERSIONE 1715
Was not I a weary May,
ohon ochie ho ohno ochie ho
A widow on my bridle day,
ohon ochie ho ….
That on that dark and fatal night
They brake my bower and slew my Knight
Just in my soft and Longing arms
Where I believ’d him safe from harms
They perced his senser[?] gentle breast
And Left me with sad grief opprest
And was but I a Weary wight
A Maid, wife, widow all in a night(1)
And after that my knight was slain
I could no longer there remain
With a fair suit of his yellow hair
Which bound my heart for ever mare (2)
I cut my hair and chang’d my name
From fair Alice to sweet William (3)
No soft tongued youth nor flattering swain
Shall e’re unloose that knot again
But through this wood or world I’le roam
To seek the joyes I lost at home

VERSIONE SMM Vol I
‘Oh was not I a weary wight!
Oh! ono chri oh! oh ono chri O!
Maid, Wife and Widow, in one night !
Oh! ono chri oh!..
When in my soft and yielding arms,
When most I thought him free from harms,
Even at the dead time  of the night,
They broke my bower, and slew my knight.
With ae lock of his jet black hair,
I’ll tye my heart for evermair;
Nae sly-tongued youth, or flatt’ring swain,
Shall e’er untye this knot again;
Thine still, dear youth, that heart shall be,
Nor pant for aught, save heaven and thee.

tradotto da Cattia Salto
Come sono infelice !
Oh! ono chri oh! oh ono chri O!
Fanciulla, moglie e vedova in una notte! (1) Oh! ono chri oh!..
Quando nelle mie delicate e amorevoli braccia
lo credevo ormai in salvo,
invece nell’ora più buia della notte
hanno violato la mia camera e ucciso il mio cavaliere.
Con una ciocca dei suoi neri capelli
ho legato il mio cuore per sempre;
nessun giovane dalla lingua sciolta o corteggiatore lusinghiero
dovrà mai sciogliere questo nodo;
sempre tuo, caro, questo cuore sarà
né alcune palpito, eccetto il cielo e te

NOTE
1) dal verso sembrerebbe che la dama si sia sposata il giorno stesso e la notte sia diventata vedova!
3)
verso preso dalla ballata

TERZA VERSIONE: ROBERT BURNS

The Highland Widow’s Lament (1794)
Scots Musical Museum, Vol. V, #498, page 514, 1796
Melodia “Ochon, ochon, och ri, e”

La rielaborazione di Robert Burn traghetta la vicenda nella causa giacobita e il dolore della vedova diventa il dolore degli Highlanders sconfitti a Culloden (1746): lei è costretta a scendere nelle Lowlands per cercare di sopravvivere. La repressione inglese fu totale nel tentativo di annientare i costumi e le tradizioni della Scozia: era finita l’era dei Clan..
ASCOLTA Lorna Campbell in Four Highland Songs 1966 — Transatlantic TRA EP 146 EP. Lorna modifica le ultime tre strofe omettendo ogni riferimento alla causa giacobita.

ASCOLTA Pur (Shona Anderson) in The Lassies’ Reply 2009


VERSIONE DI ROBERT BURNS 1794
I
Oh I am come to the low Countrie,
Ochon, Ochon, Ochrie(1)!
Without a penny in my purse,
To buy a meal to me.
II
It was na sae in the Highland hills,
Ochon, Ochon, Ochrie!
Nae woman in the Country wide,
Sae happy was as me.
III
For then I had a score o’kye(2),
Ochon, Ochon, Ochrie!
Feeding on you hill sae high,
And giving milk to me.
IV
And there I had three score o’yowes(3), Ochon, Ochon, Ochrie!
Skipping on yon bonie knowes(4),
And casting woo’ to me.
V
I was the happiest of a’ the Clan,
Sair(5), sair, may I repine;
For Donald was the brawest man,
And Donald he was mine.
VI
Till Charlie Stewart cam at last,
Sae far to set us free;
My Donald’s arm was wanted then,
For Scotland and for me.
VII
Their waefu’ fate what need I tell,
Right to the wrang did yield;
My Donald and his Country fell,
Upon Culloden field.
VIII
Ochon, O, Donald, Oh!
Ochon, Ochon, Ochrie!
Nae woman in the warld wide,
Sae wretched now as me.

Tradotto da  Cattia Salto
I
Oh, io sono venuta nelle Lowlands
Ochon ochon ochrie (1)
senza un soldo nella borsa
per comprarmi il pane
II
Non era così sulle colline delle Highlands Ochon ochon ochrie
nessuna donna in tutto il Paese
era felice come me
III
Perchè avevo 20 mucche (2)
Ochon ochon ochrie
che si nutrivano sul colle più in alto
e mi davano il latte.
IV
E avevo anche 60 pecore (3)
Ochon ochon ochrie
che saltellavano sulle colline erbose (4)
e mi davano la lana
V
Ero la più felice di tutti fra la mia gente
ahimè (5) ora mi lamento
perchè Donald era l’uomo più coraggioso e Donald era mio
VI
Quando Charlie Stewart venne infine
da così lontano per liberarci
il braccio del mio Donald fu richiesto
per la Scozia e per me
VII
Il loro terribile destino devo dirvi,
dritti alla sconfitta si consegnarono, il mio Donald e il suo Paese caddero nella Battaglia di Culloden
VIII
Ochon Oh Oh Donald
Ochon ochon ochrie
nessuna donna in tutto il mondo
è ora così triste come me.

NOTE
1) “Ochoin un righ: Ahimè per il capo!”
2) a score of kine= 20 mucche
3) yowes=ewes, pecore
4) knowes=knolls, hills, colline
5) sair= sore, dolente
FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://www.electricscotland.com/history/other/scott/border_widow.htm
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/boeb/boeb25.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-089,-page-90-oh-ono-chrio.aspx
http://chrsouchon.free.fr/widglenc.htm
http://chrsouchon.free.fr/widow.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1065&lang=it
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4220

THE FAMOUS FLOWER OF SERVING MEN

“The famous flower of serving men” -in italiano “Il fiore famoso tra i servitori”- è una ballata collezionata dal professor Child nel suo “English and Scottish Popular Ballads” Volume II (1886) la cui provenienza parte dall’oscuro Medioevo, nella terra di frontiera tra Inghilterra e Scozia, teatro di sanguinose battaglie tra i Clan rivali: il Border.
Il testo più antico ritrovato è di Laurence Price (1656), ma Child ritiene che il substrato della leggenda sia ancora più remoto. La tradizione popolare ha comunque tramandato la ballata apportando molte varianti. In effetti l’andamento è tipico di una fiaba in cui l’eroina di nobili natali, viene messa alla prova da una serie di avversità e si ritrova senza marito e figli a dove badare alla propria vita.

PRIMA VERSIONE: CHILD # 106

Una notte un gruppetto di Border Reivers arrivano alla casa-fortezza del clan rivale per depredare, il marito viene ucciso e i servitori dispersi, così lei, sola, lo piange e seppellisce. Tutta questa parte è comune a un’altrettanto nota ballata intitolata però “The Lament of the Border Widow” .
donna-traveste-paggioElise, Elinor o Ellen, per sopravvivere e lasciare quelle terre sanguinose, si taglia i capelli, si traveste da uomo e con il nome di William va a lavorare alla corte del Re; il Re si sente inspiegabilmente attratto da quel bel servitore e lo nomina ciambellano.
Nel Medioevo tale mansione indicava il servizio delle stanze private del re, svolta dal cameriere personale del re, e solo in epoca più tarda si trasformò in un’alta carica di stato, la mansione di Tesoriere.

Un giorno, mentre il re è a caccia con tutta la sua corte, il dolce William suona il liuto e rivela la sua identità, ma un vecchio servitore, non visto, lo sente e riferisce tutto al re. La storia ha un lieto fine: il re finalmente comprende che l’affetto che provava per la bella Elinor era del tutto lecito e la sposa.

 

ASCOLTA Ewan MacColl


I
Come on ye ladies, great and small,
and hear unto me one and all,
and now I will let ye understand
What I have suffered in this land.
II
My father was as brave a lord
As ever Europe did afford;
My mother was a lady gay,
Bedeckt in gorgious of rich array
III
And I my self a lady fair,
My father’s chief and onely heir,
and when my good old father dy’d,
Then I was made a bonny bride.
IV
My love he built to me a bower(1),
Bedeckt with too many fragrant flower;
A braver bower did you never see
Then my true-love did build for me.
V
But there came thieves late in the night,
They brooked my bower, and slew my knight,
And after that my knight was slain,
no longer could I there remain.
VI
My servants all from me did flye,
In the midst of my extremity,
And left me by my self alone,
With a heart colder then any stone.
VII
But all my heart was full of care,
Heaven would not suffer me to despair;
so than in hast I chang’d my name
From Fair Ellen to Sweet William.
VIII
Than one a day it chanced it so
That I untill the king’s court did go.
And so much favour I did crave
That I a servant place might have.
IX
‘Stand up, brave youth, the king replyd,
‘Thy service shall not be denyd;
But first tell me what thou canst do;
Thou shalt be fitted thereunto.
X
Wilt thou be taster of my wine,
To wait on me upon when I dine?
‘Or wilt thou be my chamberlain,
To make my bed both soft and fine?
XI
Sweet William, with a smiling face,
Said to the king, If’t please your grace
To show such favour unto me,
Your chamberlain I fain would be.
XII
The king did all his nobles call,
To ask the counsel of them all,
Who gave consent Sweet William he
The king’s own chamberlain should be.
XIII
Than one a day it happened so
that the king did a hunting go,
he carried with him his noble train,
Sweet William did at home remain.
XIV
And when he saw the coast was clear,
He took a lute that he had there.
And loud he flit a melodies
Which made an old man heart rejoyce
XV
“I had my company fair and free,
Continually to visit me.
But now, alas! my husband’s dead,
since I become a serving-man.”
XVI
At last the king from hunting came,
He called upon the good old man,
‘What news, what news, -the king did say-
‘What news hast thou for me today?’
XVII
‘Brave news,’ the old man he did say;
‘Sweet William is a lady gay.’
But when the king the truth had found,
His joys did more and more abound;
XVIII
And then, for fear of further strife,
He took Sweet William for his wife;
The like before was never seen,
A serving-man to be a queen.
Tradotto da Cattia Salto (*)
I
Venite voi dame, grandi e piccini
e ascoltatemi tutti,
e ora vi spiegherò
ciò che ho patito su questa terra
II
Mio padre era un lord coraggioso
che mai Europa dispose,
mia madre era una bella dama
ornata in abiti sfarzosi
III
E io stessa una dama graziosa,
di mio padre il  capo e solo erede,
e quando il mio vecchio buon padre morì, allora divenni una bella sposa.
IV
Una bella camera(1) mi fece il mio amore,
la rivestì tutta quanta di fiori fragranti;
più bella dimora non avreste mai visto
di quella che mi fece il mio amore.
V
Ma vennero dei ladri a notte
fonda
distrussero la mia torre, e uccisero il mio cavaliere
e dopo che il mio cavaliere fu ucciso
più a lungo non potevo  restare là.
VI
I servi fuggiron per salvarsi la vita
e in preda agli stenti.
mi lasciarono da sola
con un cuore più freddo del sasso
VII
Ma il cuore mi diceva per certo
che il cielo non mi avrebbe lasciato nella disperazione, così in fretta cambiai il mio nome
da Elena la Bella in William il bello (2)
VIII
Allora da un giorno all’altro le cose cambiarono così fino alla corte del re andai e con sì tanta grazia implorai
che ebbi un posto da servitore
IX
Alzati, giovane coraggioso – il re replicò-
non posso rifiutare il tuo servizio;
ma prima dimmi cosa potresti fare
che ti sia adeguato?
X
Vorresti degustare il mio vino,
o servirmi mentre ceno?
O vorresti essere il mio cameriere
che mi prepara un bel letto soffice?
XI
Il bel William, con il volto sorridente
disse al re “Se piace a vostra grazia
mostrarmi tanto favore
il vostro cameriere mi diletterebbe essere
XII
Il re chiamò i suoi nobili per chiedere il parere di tutti che approvassero il bel William a diventare il cameriere personale del re
XIII
Un bel giorno accadde
che il re andò a caccia
portandosi dietro il suo seguito,
e il bel William rimase a casa
XVI
Quando vide che la costa era libera,
prese un liuto che aveva lì e forte innalzò una melodia (3) che fece rinascere il cuore di un vecchio
XV
Avevo il mio clan orgoglioso e libero
di continuo in visita.
Ma ora ahimè, mio marito è morto
da che sono diventata un servitore
XVI
Alla fine il re dalla caccia ritornò
e chiamò il buon vecchio
Quali novità, quali novità
il re disse-
quali novità hai per me oggi?
XVII
Una buona notizia – il vecchio disse-
il bel William è una bella Dama
ma quando il re conobbe la verità
la sua gioia man mano lo abbandonava
XVIII
e così per paura di ulteriori angosce
prese il bel William in moglie
una cosa così non è mai stata vista prima, un servitore diventare regina

NOTE
* tratta dalla traduzione di Riccardo Venturi (qui)
1) non era insolito confondere per l’assonanza la parola tower con bower, in questo caso è evidentemente una torre, la tipica casa-torre detta anche peel tower o bastle house, costruita lungo il Border per difendersi meglio dalle razzie dei clan rivali. Era una specie di torre vedetta e di segnalazione riservata anche ad uso abitativo dei piccoli proprietari terrieri
2) Il tema della fanciulla che si taglia i capelli e si traveste da uomo per affrontare le avversità della vita è antico e comune alle ballate scandinave come pure il lieto fine che si conclude con il matrimonio (vedi).
3) nella sua semplificazione delle strofe Ewan MacColl ha aggiunto questo verso senza mantenere le rima (peccato!)
Upon the lute Sweet William plaid,
And to the same he sung and said,
With a pleasant and most noble voice,
Which made the old man to rejoyce

SECONDA VERSIONE: LA FIABA DELLA CERVA BIANCA E DELLA REGINA CATTIVA

Martin Carthy ha rielaborato il testo di Child integrandolo con alcuni frammenti di The Lament of the Border Widow, così scrive nelle note dell’album Shearwater “There is a whole group of songs and stories in which the heroine, seeking to hide some shame, takes on a disguise. In Fairy stories, this has come out in, among others, the German tale Catskin, and the English Cap o’ Rushes, (more properly Cap of Ashes?). In song, one of the forms it has taken is the one known on broadsides as The Lady turned Serving Man, and in drastically curtailed form to Bishop Percy, Sir Walter Scott and Johnson, as The Famous Flower of Serving Men, or The Lament of the Border Widow.“Having first read The Famous Flower and been fired with enthusiasm, I was sobered by reading the rather pedestrian text of the Broadside, which immediately followed, and gave the story an ending, because it simply did not match – either in intensity or in elegance – the considerably older, shortened version, and decided to try and tell it in my own way. The tune came from Hedy West, who sings it to an American song called The Maid of Colchester.”

biche-blancheIn questa versione però gli orrori delle razzie dei Border Rivers sono trasfigurati nella fiaba e la parte del cattivo spetta alla madre o matrigna della protagonista: come la regina cattiva di Biancaneve, manda i suoi sgherri a uccidere la famiglia della figliastra, non è ben chiaro come la fanciulla riesca a salvarsi (forse lasciata volutamente in vita come una raffinata forma di crudeltà), ma marito e figlioletto vengono massacrati e lei, sola, li piange e seppellisce.

Ed ecco che arriva la parte magica: mentre il re si trova a caccia, una cerva bianca (vedi) lo guida nel folto della foresta presso le tombe e un uccello (una colomba bianca) gli racconta tutta la storia. Il re così rimette le cose a posto, sposa la fanciulla e manda al rogo la matrigna.

ASCOLTA Martin Carthy in Shearwater 1972

Melodia “Maid of Colchester” versione di Hedy West


I
My mother did me deadly spite,
for she sent thieves in the dark of the night
Put my servants all to flight,
they robbed my bower, they slew my knight
II
They couldn’t do to me no harm
so they slew my baby in my arm
Left me nought to wrap him in
but the bloody sheet that he lay in
III
They left me nought to dig his grave
but the bloody sword that slew my babe
All alone the grave I made,
and all alone the tears I shed
IV
And all alone the bell I rang,
and all alone the psalm I sang
I leaned my head all against the block and there I cut my lovely locks
V
I cut my locks and I changed my name
from Fair Eleanor to Sweet William
Went to court to serve my king
as the famous flower of serving men
VI
So well I served my lord the king
that he made me his chamberlain
He loved me as his son
the famous flower of serving men
VII
Oft time he’d look at me and smile,
so swift his heart I did beguile
And he blessed the day that I became the famous flower of serving men
VIII
But all alone in my bed at e’en,
there I dream a dreadful dream
I saw my bed swim with blood
and I saw the thieves all around my head
IX
Our king has to the hunting gone,
he’s ta’en no lords nor gentlemen
He’s left me there to guard his home,
the famous flower of serving men
X
Our king he rode the wood all around,
he stayed all day but nothing found
And as he rode himself alone,
it’s there he saw the milk-white hind
XI
The hind she broke, the hind she flew, /the hind she trampled the brambles through/ First she’d melt, then she’d sound,/ sometimes before, sometimes behind
XII
Oh what is this, how can it be,
such a hind as this I ne’er did see
Such a hind as this was never born
I fear she’ll do me deadly harm
XIII
And long, long did the great horse turn/ for to save his lord from branch and thorn
But long ere the day was o’er
they tangled all in his yellow hair
XIV
All in a glade the hind drew nigh,
the sun shone bright all in her eye
He sprang down, sword drew,
she vanished there all from his view
XV
And all around the grass was green
and all around where a grave was seen
And he sat himself all on the stone,
great weariness it seized him on
XVI
Great silence hung from tree to sky,
the woods grew still, the sun hung fire/ As through the wood the dove he came,/ as through the wood he made his moan
XVII
Oh the dove he sat down on a stone,
so sweet he looked, so soft he sang
Alas the day my love became
the famous flower of serving men
XVIII
The bloody tears they fell as rain
as still he sat and still he sang
Alas the day my love became
the famous flower of serving men
XIX
Our king cried out and he wept full sore,
so loud unto the dove he did call
Oh pretty bird, come sing it plain
XX
Oh it was her mother’s deadly spite,
for she sent thieves in the dark of the night /They come to rob, they come to slay,/ they made their sport, they went their way
XXI
And don’t you think that her heart was sore as she laid the mould on his yellow hair/ And don’t you think her heart was woe as she turned her back away to go
XXII
And how she wept as she changed her name
from Fair Eleanor to Sweet William
Went to court to serve her king
as the famous flower of serving men
XXIII
The bloody tears they lay all around,
he’s mounted up and away he’s gone
And one thought filled his mind,
the thought of her that was a man
XXIV
And as he’s rode himself alone
a dreadful oath he there has sworn
That he would hunt her mother down/ as he would hunt the wildwood swine.
XXV
For there’s four and twenty ladies all, and they’re all playing at the ball
But fairer than all of them is
the famous flower of serving men
XXVI
Oh he’s rode in, into his hall,
and he’s rode in among them all
He’s lifted her to his saddle brim
and there he’s kissed her cheek and chin
XXVII
The nobles stood and they stretched their eyes, the ladies took to their fans and smiled
For such a strange homecoming
no gentleman had ever seen
XXVIII
And he has sent his nobles all,
and to her mother they have gone
Ta’en her that did such wrong,
they’ve lain her down in prison strong
XXIX
And he’s brought men up from the corn, and he’s sent men down to the thorn
All for to build a bonfire high,
all for to set her mother by
XXX
Bonny sang the morning thrush
all where he sat in yonder bush
But louder did her mother cry in the bonfire where she burned close by
XXXI
For there she stood all among the thorn and there she sang her deadly song Alas the day that she became
the famous flower of serving men
XXXII
For the fire took first all on her cheek,
and there it took all on her chin
It spat and rang in her yellow hair
and soon there was no life left in
Tradotto da Cattia Salto
I
Mia madre mi fece un terribile torto
perchè mi mandò dei ladri nel cuore della notte
che hanno fatto fuggire tutti i miei servitori, hanno distrutto la mia casa, ucciso il mio cavaliere.
II
Ma non potevano farmi del male, così mi uccisero il bambino in braccio e non mi lasciarono niente con cui avvolgerlo se non il lenzuolo insanguinato in cui giaceva
III
Non mi lasciarono nulla con cui scavare la sua tomba, solo la spada insanguinata che uccise il mio bambino.
Da sola scavai la fossa
e da sola versai le lacrime.
IV
E da sola suonai la campana
e da sola  recitai i salmi
chinai la mia testa sul ceppo
e tagliai i miei bei riccioli
V
Mi tagliai i capelli e cambiai
il nome
da Eleonora la bella in William il bello
e andai a corte a servire il mio re
come il fior fiore dei servitori
VI
Così bene servii il re mio signore
che mi fece suo ciambellano
e mi amò come un figlio
il fior fiore dei servitori.
VII
Spesso mi guardava e sorrideva
così presto il suo cuore incantai
ed egli benedì il giorno in cui
divenni
il fior fiore dei servitori
VIII
Ma tutta sola nel letto di sera
sognai un sogno terribile
vidi il letto bagnato di sangue
e vidi i ladri tutti intorno al
mio capezzale.
IX
Il nostro Re è andato a caccia
non ha preso Lord o cavalieri
mi ha lasciata qui a custodire la sua
casa
il fior fiore dei servitori
X
Il nostro re cavalcò nei dintorni del bosco
e vi rimase tutto il giorno senza trovare nulla
e mentre cavalcava tutto solo
vide una cerva bianca come il latte
XI
La cerva scappava, la cerva volava
via, la cerva calpestava i rovi
prima scompariva, poi lanciava un richiamo
a volte davanti, a volte dietro
XII
“Che cos’è, com’è possibile?
Non ho mai visto una cerva come questa
una tale cerva non è mai nata (1),
temo che mi porterà un male mortifero
XIII
Tante volte il grande cavallo svoltò
per salvare il suo padrone dai rami e dalle spine
ma molto prima che la giornata finisse
si aggrovigliarono ai suoi capelli biondi
XIV
In una radura la cerva si avvicinò,
il sole splendeva luminoso nei suoi occhi,
egli balzò giù e sguainò la spada
e lei scomparve di colpo alla sua vista.
XV
E l’erba era verde tutt’intorno
tutt’intorno dove c’era stata
una tomba
e lui si sedette sulla pietra
preso da una grande stanchezza.
XVI
Un grande silenzio scese sugli alberi dal cielo
il bosco immobile e il sole di fuoco,
mentre dal  bosco venne una colomba (2)
e dal bosco lanciò il suo richiamo.
XVII
La colomba si fermò su una pietra
così bella sembrava, così soave cantava “Ahimè il giorno in cui il mio amore è diventato il fior fiore dei servitori
XVIII
Lacrime di sangue cadevano come pioggia
mentre immobile cantava
Ahimè il giorno in cui il mio amore è diventato il fior fiore dei servitori
XIX
Il nostro re gridò e pianse pieno
di dolore
così forte verso la colomba che la chiamò
O bell’uccello, vieni a raccontare tutto”
XX
Oh fu la la cattiveria mortale della madre
che mandò dei ladri nel cuore della notte
vennero a depredare,
vennero a uccidere (3)

fecero i loro comodi e ripresero la loro strada.
XXI
Non credi che il suo cuore fosse dolorante
mentre si cospargeva i biondi capelli di cenere
e non credi che il suo cuore soffrisse
mentre voltava le spalle per andarsene?
XXII
E come piangeva mentre si cambiò
il nome

da Eleonora la bella a William il bello,
andò a corte a servire il suo re
come il fior fiore dei servitori
XXIII
Lacrime di sangue si sparsero tutt’intorno
(la colomba) volo in alto e andò via
e un pensiero gli riempì la mente
il pensiero di lei che era un uomo.
XXIV
Così mentre correva da solo
un patto terribile giurò
che avrebbe ucciso la madre
così come dava la caccia
ai porci nel bosco
XXV
C’erano in tutto 24 fanciulle
che giocavano alla palla (4)
ma la più bella tra loro era
il fior fiore dei servitori
XXVI
Lui cavalcò verso il castello
e corse in mezzo a loro
e la sollevò sul bordo della sella
e la baciò
sulla bocca. (5)
XXVII
I nobili si alzarono e strizzarono gli occhi
e le dame presero i loro ventagli (6) e sorrisero
per un tale inusuale ritorno a casa
che nessun cavaliere aveva mai visto.
XXVIII
E lui mandò tutti i suoi nobili,
dalla madre di lei andarono
la presero in malo modo
e la portarono in una prigione
sicura.
XXIX
E lui mandò gli uomini nei campi
e li mandò tra i rovi
perchè costruissero un falò alto
perchè fosse tutto pronto per la madre di lei.
XXX
Dolcemente cantò il tordo del mattino
dove stava posato su un cespuglio
ma più forte gridò la madre di lei nel falò
dove bruciava.
XXXI
Perchè lei stava tra le spine
e cantava la sua canzone terribile
Ahimè il giorno che lei divenne
il fior fiore dei servitori
XXXII
Così il fuoco prese prima tutta la sua guancia
e poi prese tutto il suo mento
divampò tra i suoi capelli biondi
e presto non rimase vita in lei

NOTE
le strofe da I a V sono riportate dalla Signora Barnard di Derry come comunicate dal figlio a Percy nel 1776 “Mrs. Barnard makes this note: I remember to have seen a printed ballad, at least seventy years since, in which this was containd, as sung by a youth, overheard by a king he servd, and exalted to become his queen. I fancy these scenes were in Germany, by the names. Percy regards the verses as a “fragment of an older copy than that printed of ‘The Lady turnd Serving-Man.'” The English and Scottish Popular Ballads: Vol. 3 1964
1) la cerva non è una creatura mortale, ma un essere magico e infatti è bianca come tutti i servitori delle fate. IN latre versioni si tratta di un cigno
2) la colomba è l’anima del marito e svolge il ruolo di narratore della storia
3) si riferisce agli autori del misfatto evidentemente dei banditi prezzolati o dei taglia gole che vivevano e si nascondevano nei boschi
4)
 il gioco della palla è un tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle ballate medievali e veniva praticato nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli
5) è buffo come nella ballate non si parli mai di appassionati baci sulla bocca, ma spesso si usi un eufemismo: tra la guancia e il mento c’è per l’appunto la bocca
6) il ventaglio era un accessorio alla moda fin dal medioevo anche se fu il 600 a consacrarlo come inseparabile oggetto di seduzione femminile

FONTI

http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_106
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/205.html
http://www.gutenberg.org/files/38845/38845-h/38845-h.html
#the-lament-of-the-border-widow

http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiFLRSERV2;ttFLRSERV2;
ttFLWSERV2.html

http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/famousflowerofservingmen.html