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SOUTH AUSTRALIA

Sotto la voce Codefish shanty si classifica una serie di canti marinareschi (sea shanty) di cui si conoscono due versioni, una di Capo Cod e l’altra dell’Australia Meridionale: i titoli sono “Cape Code girls“, e “Rolling King” o “Bound for South Australia ” (o più semplicemente “South Australia”).

VERSIONE SOUTH AUSTRALIA

Quale delle due versioni sia nata prima non è certo, possiamo solo rilevare una grande varietà di testi e anche l’abbinamento con melodie diverse. All’inizio probabilmente una “going-away song” ossia una di quelle canzoni che i marinai cantavano solo per le occasioni particolari cioè quando erano in ritta per il viaggio di ritorno, è poi entrata nel circuito folk e quindi standardizzata in due distinte versioni.

“As an original worksong it was sung in a variety of trades, including being used by the wool and later the wheat traders who worked the clipper ships between Australian ports and London. In adapted form, it is now a very popular song among folk music performers that is recorded by many artists and is present in many of today’s song books.In the days of sail, South Australia was a familiar going-away song, sung as the men trudged round the capstan to heave up the heavy anchor. Some say the song originated on wool-clippers, others say it was first heard on the emigrant ships. There is no special evidence to support either belief; it was sung just as readily aboard Western Ocean ships as in those of the Australian run. Laura Smith, a remarkable Victorian Lady, obtained a 14-stanza version of South Australia from a coloured seaman in the Sailors’ Home at Newcastle-on-Tyne, in the early 1880’s. The song’s first appearance in print was in Miss Smith’s Music of the Waters. Later, it was often used as a forebitter, sung off-watch, merely for fun, with any instrumentalist joining in. It is recorded in this latter-day form. The present version was learnt from an old sailing-ship sailor, Ted Howard of Barry, in South Wales. Ted told how he and a number of shellbacks were gathered round the bed of a former shipmate. The dying man remarked: “Blimey, I think I’m slipping my cable. Strike up South Australia, lads, and let me go happy.” (A.L. Lloyd in Across the Western Plains tratto da qui)

Così questo genere di canzoni erano un misto di versi improvvisati e una serie di versi tipici , ma in genere il ritornello del coro era standardizzato e univoco (anche per l’ovvia ragione che doveva essere cantato da marinai provenienti da tutte le parti).
La lunghezza della canzone dipendeva dal tipo di lavoro da svolgere e poteva arrivare a parecchie strofe. La canzone ha poi assunto vita propria come canzone popolare nel repertorio folk.
La sua prima comparsa in raccolte sulle sea shanties risale al 1881.
hulllogo

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem 1962 la versione che ha fatto da modello nell’ambiente folk

Vediamoli anche in una versione piratesca nell’adattamento televisivo dell'”Isola del Tesoro”

ASCOLTA Johnny Collins, in “Shanties & Songs of the Sea” 1996

ASCOLTA The Pogues

ASCOLTA Gaelic Storm in Herding Cats (1999) richiamano nell’arrangiamento la versione dei Pogues. E’ interessante confrontare lo stesso gruppo che si è cimentato anche con l’arrangiamento di Cape Code Girls.


In South Australia(1) I was born!
Heave away! Haul away!
South Australia round Cape Horn(2)!
We’re bound for South Australia!
Heave away, you rolling king(3),
Heave away! Haul away!
All the way you’ll hear me sing
We’re bound for South Australia!
As I walked out one morning fair,
It’s there I met Miss Nancy Blair.
I shook her up, I shook her down,
I shook her round and round the town.
There ain’t but one thing grieves my mind,
It’s to leave Miss Nancy Blair behind.
And as you wallop round Cape Horn,
You’ll wish to God you’d never been born!
I wish I was on Australia’s strand
With a bottle of whiskey in my hand
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Sono nato in Australia Meridionale(1)
virate, alate,
Australia del Sud via Capo Horn(2)
Siamo diretti verso l’Australia Meridionale
virate re dei mari(3)
virate, alate,
per tutto il tragitto si sente cantare

“Siamo diretti nell’Australia Meridionale!
Mentre camminavo in un bel mattino
là t’incontrai la signorina Nancy Blair.
La strinsi sotto e sopra
la strinsi tondo tondo per la città
e se c’e che una cosa che mi addolora
è lasciare la signorina Nancy Blair.
E mentre sei sbatacchiato a Capo Horn
vorresti per Dio non essere mai nato!
Preferirei essere su una spiaggia in Australia
con una bottiglia di whiskey in mano

NOTE
1) Terra di galantuomini e non di deportati lo stato è considerato una “provincia” della Gran Bretagna
2) le navi all’epoca dei velieri seguivano le rotte oceaniche cioè quelle dei venti e delle correnti: così per andare in Australia partendo dall’America o dall’Europa la situazione non cambiava occorreva doppiare l’Africa, ma che giro bisognava fare!!
Se prendiamo una mappa del globo notiamo subito che una rotta verso l’oriente, partendo dall’Europa, ci obbligherebbe a circumnavigare l’Africa. Lo stesso discorso vale per chi si avventura partendo dalla costa orientale dell’America del nord, a meno di volere circumnavigare l’America del sud e forzare controvento capo Horn!
A nord dell’equatore, nell’Atlantico, questi hanno un senso di rotazione orario. Quindi fin alle Canarie e Capo Verde tutto è facile. Poi, per via della forza di Coriolis, subentra la zona delle calme equatoriali con la loro quasi totale assenza di vento. Ma non basta, superate le calme nell’emisfero australe i venti dominanti hanno rotazione inversa cioè antioraria. Quindi partendo ad esempio dall’Inghilterra la rotta era la seguente : Atlantico fino a Capo Verde poi tutto ad Ovest verso i Caraibi quindi a Sud lungo il Brasile e la costa Argentina fino a riprendere i venti portanti che con rotta di nuovo verso Est portano a passare capo di Suona Speranza in Sud Africa e finalmente quella fetenzia di ostico oceano che è quello Indiano. Approssimativamente 30.000 Km quando in linea d’aria sono solo 8.000! (tratto da qui)

3) rolling king: è plausibile si tratti di una sorta di incitazione rivolta ai marinai a spremere tutte le loro energie.. Da Mucat varie spiegazioni: la prima è che i marinai abbiano dato un vezzeggiativo alla nave battezzandola “the Rolling King” non solo per il suo “balletto” durante il mare agitato o in tempesta ma anche perchè si comporta in modo volubile. Nonostante in inglese la nave sia una “she”, molte navi sono state battezzate con nomi al maschile così “Rolling King” potrebbero essere i marinai della nave battezzata “Rolling King” (l’equipaggio di una nave prendeva il nome della nave).
Un’altra spiegazione ragionevole sempre riportata nella discussione su Mudcat “The chanteyman seems to be calling the sailors rolling kings rather that refering to any piece of equipment. And given that “rolling” seems to be a common metaphor for “sailing” (cf. Rolling down to old Maui, Roll the woodpile down, Roll the old chariot along, etc.) I would guess that he is calling them “sailing kings” i.e. great sailors. There are a number of chanteys which have lines expressing the idea of “What a great crew we are.” and I think this falls into that category.” (tratto da qui)
Del resto ogni marinaio fantasticava sul significato della parola,  ad esempio Russel Slye scrive ” When I was in Perth (about 1970) I met an old sailor in a bar. I found he had sailed on the Moshulu (4 masted barque moored in Philly now) during the grain trade. I asked him about Rolling Kings. His reply (abridged): “We went ashore in India and other places, and heard about a wheel-rolling-king who was a big boss of everything. Well, when the crew was working hauling, those who wasn’t pulling too hard were called rolling kings because they was acting high and mighty.” So, it is a derogatory term for slackers. (tratto da qui).
E tuttavia senza andare a scomodare fantomatici Re (sulla scia del mito medievale di Re Giovanni e la fontana dell’eterna giovinezza) la parola potrebbe benissimo essere una corruzione di “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”.
Tra le tante esilaranti ipotesi anche questa (per burla) di Charley Noble: si potrebbe trattare di un riferimento ad Elvis Prisley!!

C’è anche una versione MORRIS DANCE a conferma della popolarità della canzone

continua seconda parte

FONTI
http://www.historicalfolktoys.com/catcont/95301.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/cape-cod-girls.html
http://www.folkways.si.edu/paul-clayton/cape-cod-girls/american-folk/music/track/smithsonian
http://www.capecod.com/about-cape-cod/cape-cod-history/
http://www.cavolettodibruxelles.it/2014/11/cape-cod
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/southaustralia.html
http://www.jsward.com/shanty/codfish/index.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/australia
https://en.wikipedia.org/wiki/South_Australia_(song)
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=48959
http://www.abc.net.au/arts/blog/barnaby-smith/morris-dancing-broken-knuckles-bells-folk-festivals-150327/default.htm

THE CUCKOO’S NEST

“Il nido del Cuculo” (in inglese The Cuckoo’s nest) è una canzone a doppio senso della tradizione inglese, diffusa in particolare in Scozia, Irlanda e America. Il canto del cuculo è foriero di Primavera, ma il nido del cuculo è un eufemismo per sottintendere il sesso femminile. Lasciare l’uovo nel nido (il seme maschile) equivale ad una gravidanza.

Cuculus_canorus

LA MELODIA

Una piacevole hornpipe intitolata anche Jack Tar, The Jack Tar, Jacky Tar, The Jacky Tar, The Magpie’s Nest. (vedi qui)

An extremely popular English melody known throughout the British Isles and British North America whose title, the ‘cuckoo’s nest,’ commonly referred to female pubic hair and accompanying anatomy. It dates to at least the early 18th century. James Aird’s printing in his Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. 1 (1782, pg. 66) includes an interesting fourth strain, not found in other sources. Matt Seattle (1987, 1994) believes the tune to originally have been a Scots Measure in D Minor with the title “Come Ashore Jolly Tar (with) Your Trousers On,” but notes that many versions of this tune exist, with quite substantial variation between them, in major and minor keys (he remarks that the Northumbrian William Vicker’s late 18th century setting is evidently minor, despite the key signature). The title appears in numerous 18th and 19th century dance collections, and made Henry Robson’s list of popular Northumbrian song and dance tunes, which he published c. 1800. (tratto da qui)

La variante dal Galles

Con lo stesso titolo è anche una scottish country dance vedi

LA VERSIONE SCOZZESE

Dal repertorio di Jeannie Robertson (qui), diffusa anche in America (Shirley Collins qui) è cantata indifferentemente con il soggetto al femminile o al maschile. Tra le tante versioni testuali si propone questa al femminile che va per la maggiore nelle Renaissance Faires.

ASCOLTA The Sirens, con tanto di mimica, molto allusiva


I
There’s a pombush in the garden where the lads and lasses meet
For it wouldna’ do to do the do they’re doin’ i’ the street
The first time that I went there I was very much impressed
To see the young folks rumplin’ i’ the cuckoo’s nest(1).
CHORUS
It’s hi! the cuckin’ ho! the cuckin’
Hi! the cuckoo’s nest,
Hi! the cuckin’ ho! the cuckin’
Hi! the cuckoo’s nest,
I’ll give any man a shilling and a bottle of the best
Who’ll rumple up the feathers of the cuckoo’s nest(2)
II
I met him in the morning and I had him in the night
He never gone that way before, he had to do it right
He never would have found it, he never would have guessed
If I hadn’t shown him where to find the cuckoo’s nest
III
I showed him where to find it, I showed him where to go
Through the prickles and the brambles where the little cuckoos go
From the moment that he found it, he wouldn’t let me rest
Till he rumpled up the feathers of the cuckoo’s nest
IV
It was thorny, it was prickled, it was deathered(3) all around
It was tucked into a corner where it wasn’t easy found,
I said “Young man you’re plundering(4)”, he said it wasn’t true
But he left me wi the makins of a young cuckoo
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’è un cespuglio nel giardino dove i ragazzi e le ragazze si incontrano
per poter fare quello che non potrebbero fare in strada,
la prima volta che ci andai restai molto impressionata
nel vedere i giovanotti arruffarsi nel nido del cuculo
CORO
Evviva il canto del cuculo
evviva il nido del cuculo
Evviva il canto del cuculo
evviva il nido del cuculo
darò ad ogni uomo uno scellino e una bottiglia di quello buono,
a chi arrufferà le piume del cuculo nel nido
II
Lo incontrai al mattino e lo presi la sera
non lo aveva mai fatto e ha voluto farlo bene,
non lo avrebbe mai trovato, non lo avrebbe mai immaginato,
se non gli avessi mostrato dove trovare il nido del cuculo
III
Gli mostrai dove trovarlo, gli mostrai dove andare
attraverso le spine e i rovi dove i piccoli cuculi vanno
dal momento che l’ha trovato, non mi voleva lasciare in pace
finchè non avesse arruffato le piume nel nido del cuculo
IV
Era spinoso e pizzicava, mi avvolgeva tutt’intorno
si è nascosto in un angolo dove non era facile da trovare
dissi “Giovanotto ti sei preso il tuo bottino” lui disse che non era vero,
ma mi ha lasciato con il fagotto di un piccolo cuculo

NOTE
1) il cuculo però non fa il proprio nido perchè depone le uova nel nido degli altri uccelli
2) nelle versioni al maschile la frase diventa: Just to rumple up the feathers of her cuckoo’s nest (e chiaramente il nido del cuculo è una precisa parte anatomica della donna)
3) un refuso più probabilmente sta per feathered; in altre versioni dice “it was compassed all around
4) anche scritto you’re blundering, quindi la ragazza dice “Giovanotto stai facendo un pasticcio!

LA VERSIONE MORRIS DANCE

lovers-observed-dettaglioQuesta versione testuale (probabilmente già in giro ai tempi di Shakespeare) è un tipico contrasto amoroso a botta e risposta in cui l’uomo attenta alla virtù della fanciulla, come già osservato in altre occasioni, questo tipo di canti sono una “prova generale di fertilità” a scopo matrimoniale. Contrariamente alla versione scozzese il rapporto si conclude non con una gravidanza inopportuna, ma con un matrimonio.

Il contesto potrebbe essere una sorta di prova generale, durante la quale i ragazzi e le ragazze, dilettandosi con il sesso, danno prova della loro fertilità (a scopo matrimoniale); un tempo infatti la fertilità della coppia era imprescindibile dall’unione matrimoniale e andare a catturare uccelli tra i cespugli era un buon pretesto. (tratto da qui)

ASCOLTA Ashley Hutchins & Friends

ASCOLTA come contraltare alle Sirens, questa gustosa versione de “The Taming of the Shrew” per Shakespeare’s Globe 2012: strofe I, IV, V, VI, VII: come da teatro elisabettiano la parte femminile è interpretata da un uomo (non proprio giovanissimo), che si drappeggia un lenzuolo intorno ai fianchi; “lei” e lui in piedi sul tavolo mimano tutto lo spassosissimo duetto!!


I
As I was a-walking one morning in May
I met a pretty fair maid and unto her did say:
“For love I am inclined and I’ll tell you my mind
That my inclination lies in your cuckoo’s nest.(1)”
II
“My darling,” said she, “I am innocent and young,
And I scarcely can believe your false deluding tongue.
Yet I see it in your eyes and it fills me with surprise
That your inclination lies in my cuckoo’s nest.”
Chorus
Some like a girl who is pretty in the face,
And some like a girl who is slender in the waist.
But give me a girl that will wriggle and will twist:
At the bottom of the belly lies the cuckoo’s nest.
III
“Then my darling,” says he, “if you see it in my eyes,
Then think of it as fondness and do not be surprised.
For I love you, my dear, and I’ll marry you, I swear,
If you let me clap my hand on your cuckoo’s nest.”
IV
“My darling,” said she, “I can do no such thing,
For my mother often told me it was committing sin
My maidenhead to lose and my sense(1) to be abused.
So have no more to do with(2) my cuckoo’s nest.”
V(3)
“My darling,” says he, “it is not committing sin.
But common sense should tell you it is a pleasing thing,
For you were brought into this world to increase and do your best
And to help a man to heaven in your cuckoo’s nest.”
VI
“Then my darling,” says she, “I cannot you deny,
For you’ve surely won my heart by the roving of your eye(4).
Yet I see it in your eyes that your courage is surprised,
So gently lift your hand in my cuckoo’s nest.”
VII
So this couple they got married and soon they went to bed
And now this pretty fair maid has lost her maidenhead.
In a small country cottage they increase and do their best
And he often claps his hand on her cuckoo’s nest.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre ero a passeggio un mattino di Maggio
incontrai una bella ragazza e le dissi
“Sono portato ad amare e ti dirò la mia opinione
che il mio desiderio va al tuo nido del cuculo”
II
“Caro mio – disse lei – sono innocente e giovane
e a mala pena posso credere alla tua lingua falsa e tentatrice,
eppure lo vedo nei tuoi occhi, e mi riempie di sorpresa, che il tuo desiderio va al mio nido del cuculo”
CORO
Alcuni amano la ragazza che è graziosa in viso
e altri amano la ragazza che è sottile in vita
ma datemi una ragazza che sappia come dimenarsi:
nella parte inferiore del ventre si trova il nido del cuculo”
III
“Allora mia cara – dice lui- se lo vedi nei miei occhi, pensa a ciò con affetto e non essere sorpresa
perchè ti amo, mia cara e ti sposerò, lo giuro, se mi lascerai mettere  mano nel nido del cuculo”
IV
“Mio caro – disse lei – non lo posso fare
perchè mia madre spesso mi ha detto che è far peccato
perdere la mia verginità e abusare dei miei sensi,
così non avrai più a che fare con il mio nido del cuculo”
V
“Mia cara – dice lui – non è commettere peccato
ma il senso comune ti dirà che è cosa piacevole,
perchè siamo venuti in questo mondo per moltiplicarci e fare del nostro meglio
e per aiutare un uomo in paradiso nel tuo nido del cuculo”
VI
“Allora mio caro -dice lei – non posso negarmi a te,
perchè di certo hai vinto il mio cuore con i tuoi occhi assassini,
tuttavia vedo nei tuoi occhi che il tuo coraggio è rimasto di stucco,
così dolcemente porta la tua mano nel mio nido del cuculo”
VII
Così questa coppia si sposò e presto andò a letto
e ora questa bella fanciulla ha perso la sua verginità
in una piccola casetta di campagna si moltiplicano e  fanno del loro meglio
e lui spesso mette mano nel nido del cuculo.

NOTE
1) talvolta al posto di sense dicono sex
2) oppure “so I’ll thank you not to think upon
3) la V strofa de “The Taming of the Shrew” riprende i due versi finali della III strofa : “My darling,” says he, “it is not committing sin, but common sense should tell you it is a pleasing thing, I love you my dear and I’ll marry you, I swear if you let me clap my hand on your cuckoo’s nest.”
4) oppure “It surely won’t be hard by the rolling of your eye

FONTI
https://thesession.org/tunes/6101
https://thesession.org/tunes/2395
https://thesession.org/tunes/6380
https://thesession.org/tunes/11295
http://tunearch.org/wiki/Cuckoo’s_Nest_(4)_(The)
https://mainlynorfolk.info/guvnor/songs/cuckoosnest.html
http://www.biostat.wustl.edu/~erich/music/songs/cuckoos_nest.html
http://sangstories.webs.com/cuckoosnest.htm
http://research.culturalequity.org/get-audio-detailed-recording.do?recordingId=24002

http://www.8notes.com/scores/4092.asp
http://www.horntip.com/mp3/1950s/1956–1962ca_bonnie_and_bawdy_scotch_drinking_songs__ewan_maccoll_(LP)/10_the_cuckoos_nest.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5714

LILLIBURLERO A RALLYING CRY FOR THE IRISH

La melodia della canzone è sicuramente molto antica,  le versioni testuali abbinate sono molteplici e le ipotesi sul significato del termine (nonchè i modi di scriverlo) si sprecano! Ai nostri giorni è rimasta popolare solo la melodia, interpretata per lo più come una marcetta militare, ma anche come una musica da danza ( e in particolare come Morris dance).
Brendan Behan nel suo “Island”  ritiene che Lillibulero (o Lilliburlero, Lillibolero, Lily Bolero) sia quanto resta di una frase in gaelico “An lili ba leir e, ba linn an la” (in inglese “The lily was clear, the day was ours”). E la spiega così: il giglio era il simbolo dei giovani apprendisti protestanti della città di Derry che difesero la città durante l’assedio delle truppe giacobite (1689).
Così scrive Brendan Behan “Many a writer has said that the chorus Lillibulero bullenala is incomprehensible gibberish , but this is not the case. At the time of the siege in 1689 , the apprentices were Irish-speaking and, defending the Dutch William ,their symbol was the Orange lily. The meaning of Lillibulero bullenala is simply “An lile bar leir e – ba linn an la – the lily was triumphant ,we won the day .”

Prima dello sbarco in Irlanda di Giacomo in varie località d’Irlanda si erano già avute molte perdite sia tra i guglielmiti sia tra i giacobiti. A Derry il lungo assedio era iniziato nel dicembre precedente quando gli Apprendice boys protestanti avevano sbarrato le porte della città sfidando una forza cattolica guidata da Lord Antrim. La maggior parte del paese era nelle mani dell’esercito cattolico di Tyrconnell e dei suoi associati, che accompagnarono Giacomo verso Dubliono e il Patriot Parliament. Mentre i Derry boys urlavano dalle mura “nessun cedimento” il grido sarebbe diventato la parola d’ordine del protestantesimo e dell’Ulster” (tratto da “Isole. Storia dell’Inghilterra, della Scozia, del Galles e dell’Irlanda di Norman Davies)

LA PROFEZIA

Una delle tante leggende ritiene che la frase faccia parte di una profezia: William Lilly (1602-1681) era un astrologo che fece una profezia detta “The Prophecy of the White King”.  Il giglio potrebbe essere un riferimento al “fleur de lis di Francia”, o dello stesso William Lilly , che aveva profetizzato che un cattolico sarebbe salito sul trono d’Inghilterra. Ma questa è solo una delle tante ipotesi collegate con la profezia!
Secondo un’altra leggenda  “Lillibulero” e “bullen al-a” sarebbero stati il grido di battaglia degli Irlandesi protestanti  durante la rivolta del 1641 nell’Ulster, una sorta di parola di riconoscimento tra sodali.

LA MELODIA: QUICKSTEP

E’ stata attribuita a Henry Purcell che più probabilmente nel 1686 arrangiò un’antica aria  andata in stampa nel “Delightful Companion” di Robert Carr con il titolo di Quickstep, più comunemente denominata “A new Irish Tune“. Alcuni tuttavia ritengono che la melodia sia di origini scozzesi. Un decennio più tardi vennero le parole di Thomas, Lord Wharton (1640-1715). Una versione francese è conosciuta come la Marche du Prince d’Orange , attribuita ai musici della corte di Luigi XIV, il re-sole ((Jean Baptiste Lully e Jacques Danican Philidor).

ASCOLTA l’arrangiamento di Henry Purcell

LA VERSIONE GIACOBITA (O ANTI-GIACOBITA)

La versione diffusa da Lord Wharton, uno strenuo sostenitore di Guglielmo III, è più propriamente una canzone anti-giacobita, con intento satirico, visto che i sostenitori del re cattolico erano stati sconfitti nella battaglia del Boyne. Nel 1712 fu Jonathan Swift ad attribuire il testo al capo dei Whig, Thomas Wharton.
Siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori. (vedi)
I sostenitori cattolici in Irlanda del re deposto, erano guidati da Richard Talbot, primo conte di Tyrconnell. Questa fase della guerra giacobita fu caratterizzata da  una serie di assedi delle città irlandesi e si è conclusa con la sconfitta dei “ribelli” con la battaglia nel luglio 1690. Oggi i lealisti dell’Irlanda del Nord portano il giglio arancione per commemorare la vittoria, mentre gli irlandesi repubblicani indossano il giglio bianco (detto Easter lily) per la loro Easter Rising del 1916.

Così il vescovo Burnet nella sua “History of His Own Time, 1724 – 1734” racconta l’effetto prodotto dalla canzone sui suoi contemporanei.
“A foolish ballad was made at that time, treating the papists, and chiefly the Irish, in a very ridiculous manner, which had a burden, said to be Irish words, lero, lero, lilibulero, that made an impression on the army that cannot be well imagined by those who saw it not. The whole army, and at last all people both in city and country, were singing it perpetually. And perhaps never had so slight a thing so great an effect.”


Ho brother Teague(1),
Dost hear de(2) decree?
Lilli burlero, bullen a la;
Dat we shall have a new deputie,
Lilli burlero, bullen a la.
CHORUS
Lero, lero, lilli burlero,
Lilli burlero, bullen a la
Lero, lero, lero lero
Lilli burlero, bullen a la
Ho, by my Soul, it is a Talbot(3)
And he will cut all de English throat.
Though, by my soul, de Enlish do prate,
De law’s on dere side and de divil(4) knows what.
But if Depense do come from de Pope
We’ll hang Magna Carta demselves on a rope.
And de good Talbot is now made a Lord,
And with his brave lads he’s coming aboard.
Who all in France have taken a swear,
Dat day will have no Protestant heir.
O but why does he stay behind?
Ho, by my soul, ‘tis a Protestant wind.
Now that Tyrconnel is come ashore,
And we shall have comissions galore(5).
And he dat will not go to Mass,
Shall be turned out and look like an ass.
Now, now de hereticks all will go down,
By Christ and St. Patrick’s the nation’s our own.(6)
Dere was an old prophercy found in a bog,
Dat our land would be ruled by an ass and a dog(7).
So now dis old prophecy’s coming to pass,
For James is de dog and Tyrconnel’s de ass(8).

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Fratello Teague
hai sentito la decisione?
Lilli burlero, bullen a la;
Avremo un nuovo vicerè
Lilli burlero, bullen a la.
CHORUS
Lero, lero, lilli burlero,
Lilli burlero, bullen a la
Lero, lero, lero lero
Lilli burlero, bullen a la
Per l’anima mia, è un Talbot
e taglierà le gole a tutti gli Inglesi.
Sebbene gli inglesi blaterino
la legge è dalla loro parte, il diavolo sa quale.
Ma se  la dispensa viene dal Papa, noi li appenderemo al cappio insieme  alla Magna Carta.
Il buon Talbot è ora diventato un Lord
e con i suoi bravi ha attraversato il mare
(con) coloro che in Francia hanno promesso
di cacciare i protestanti da qui.
Ma perchè tarda tanto?
Per l’anima mia, è un vento protestante.
Ora che Tyrconnel è sbarcato
avremo commissioni a bizzeffe.
Colui che non andrà alla Messa
sarà messo come un asino all’indice.
Ora tutti gli eretici se ne andranno
per Cristo e San Patrizio la nazione sarà la nostra.
Ci fu una vecchia profezia trovata in un pantano
che la nostra terra sarebbe stata governata da un asino e un cane. Così ora questa vecchia profezia si avvererà, perchè James è il cane e Tyrconnel è l’asino

NOTE
1) Il testo vede due cattolici irlandesi contenti per la nomina del cattolico Richard Talbot. L’appellativo è diventato sinonimo di cattolico irlandese: “Teague” o Taig è da intendersi in senso ironico e deriva dal comune nome irlandese “Tadhg”.
2) la pronuncia di un irlandese della combinazione di lettere th è d, un suono che equivale a una caratteristica nazionale
3) Richard Talbot  (n. 1630 – m. Limerick 1691), discendente da una vecchia famiglia cattolica anglo-normanna, venne nominato da Giacomo II comandante in capo in Irlanda con l’incarico di creare un esercito cattolico. Diventato Lord deputato d’Irlanda (1687), -ovvero il vicerè in Irlanda – dopo la fuga di Giacomo II (1689), rimase a rappresentare il re,  cercò aiuti in Francia e rimpatriò (1691) per servire la causa, ormai perduta, degli Stuart.
4) oppure scritto come Creish
5)Talbot ha riacceso la speranza dei cattolici irlandesi di riavere terre e potere politico
6) il riferimento può anche essere quella di Dublino e le sue due cattedrali: Christ Church – più propriamente Santissima Trinità – e San Patrizio).
7) Talbot, oltre ad essere un nome, è una razza di cane da caccia . Un tema comune di queste profezie è che gli stranieri sarebbero stati scacciati d’Irlanda in qualche battaglia decisiva.
8) oppure scritto come “For Talbot’s de dog, and James is de ass”

LA MARCIA MILITARE

La melodia è rivendicata soprattutto dai Whig sostenitori di Guglielmo d’Orange, ma era popolare come marcetta militare presso l’esercito inglese, vedasi questa piccola clip tratta dal film “Barry Lyndon” di Stanley Kubrik

LA COUNTRY DANCE

Una melodia così accattivante che è diventata anche la base di una contraddanza

ASCOLTA Na Casadaigh

ASCOLTA The Chieftains

La danza oggi viene proposta per lo più nelle rievocazioni storiche così come descritta dal Playford nel suo “English dancing master”
VIDEO
Salta Pede
VIDEO Saltatriculi

DEVIL AND FARMER’S WIFE

Il tema del Diavolo che cerca di portarsi all’inferno il peccatore è un classico dei racconti popolari di area celtica, reso esemplare nella storia di Jack O’Lantern: nella ballata “Devil and the Farmer’s wife” risalente al 1600 è la donna, per il suo comportamento bisbetico e irrispettoso, a meritarsi l’inferno; ma il diavolo stesso non riesce a domarla, anzi rischia di perdere la sua tranquillità. (continua)
La ballata ha avuto una grande diffusione in Inghilterra, Irlanda, Scozia e America con versioni testuali abbastanza simili seppure con melodie declinate in modo diverso. Qui per l’appunto nella versione inglese modellata su Lillibullero.

ASCOLTA Bellowhead


There was an old Farmer in Sussex did dwell
Lily Bulero bullen a lar
He had an old wife and she gave him hell
Lily Bulero bullen a lar
Chorus

Lero, lero, Lily Bulero, lero, lero bullen a lar
Lero, lero, Lily Bulero, lero, lero bullen a lar
So the devil he came to him at the plough,
“I want your wife and I want her now.”
The devil he hoisted her upon on his hump
And down to hell with her did he jump.
Two little devils were playin’ with chains;
She took up a stick and she knocked out their brains.
Two more devils looked over the wall,
They said, “Take her back or she’ll murder us all.”
So the devil he put her back on his hump
And back to earth with her did he jump.
“Now I’ve been a devil the whole of my life
But I never know hell ‘til I met your wife.”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’era un vecchio contadino nel Sussex
Lily Bulero bullen a lar
e aveva una vecchia moglie, che gli dava il tormento
Lily Bulero bullen a lar
Coro

Lero, lero, Lily Bulero, lero, lero bullen a lar
Lero, lero, Lily Bulero, lero, lero bullen a lar
Così il diavolo gli venne accanto mentre era all’aratro
“Voglio tua moglie e la voglio ora”
Il Diavolo la issò sulla schiena
e con lei giù all’inferno fece un balzo
C’erano due diavoletti che ballavano in catene
lei prese un bastone e li picchiò sulle teste.
Altri due diavoletti diedero un’occhiata dicendo
“Riportala indietro, o ci ucciderà tutti”
Così il Diavolo la riprese sulla sua schiena
e con lei indietro sulla terra fece un balzo :
“Sono stato un diavolo per tutta la mia vita,
ma non ho mai conosciuto l’inferno
fino a quando ho incontrato tua moglie!!”

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/lillibul.htm
http://www.contemplator.com/ireland/lilli.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=102149

THE GALLANT WEAVER

Canzone scritta da Robert Burns nel 1791 (data di pubblicazione nello Scots Musical Museum) ispirandosi ad una vecchia canzone tradizionale, di cui mantiene i primi quattro versi, sulla melodia “The Weaver’s March” (in italiano La marcia del tessitore) nota anche come “The 21st August”, così popolare da ricomparire sotto vari titoli per molte ballate (vedi). La prima pubblicazione della melodia risale al 1728, nel ‘Dancing Master’ secondo volume a cura di Henry Playford con il titolo ‘Frisky Jenny or The Tenth of June’.
ASCOLTA la melodia arrangiata per l’organetto
Oltre ad essere una Scottish country dance (istruzioni danza qui) è anche una popolare Morris dance
DANZA versione Morris dance

weaver-loom

Il brano si inserisce nel filone dei canti sui tessitori che iniziano come orgogliosa attestazione di appartenenza ad uno status sociale relativamente agiato, frutto di un lavoro indipendente, ricercato e ben remunerato, fino a riflettere i disagi e la perdita di valore di pari passo con la graduale dequalificazione professionale, man mano che si diffondevano i progressi nella meccanizzazione dei telai e si diffondevano le fabbriche. (continua): alla fine del settecento i tessitori non erano più considerati un buon partito e tuttavia la protagonista della canzone decide di seguire il suo cuore e di sposare il suo “gallant weaver”

ASCOLTA Gordeanna McCulloch&The Clutha

 


I
Where Cart(1) rins rowin’ to the sea,
By mony a flower and spreading tree,
There lives a lad, the lad for me,
He is a gallant Weaver.
II
O, I had wooers aught or nine,
They gied me rings and ribbons fine;
And I was fear’d my heart wad tine,
And I gied it to the Weaver.
III
My daddie sign’d my tocher-band,
To gie the lad that has the land,
But to my heart I’ll add my hand,
And give it to the Weaver.
IV
While birds rejoice in leafy bowers,
While bees delight in opening flowers,
While corn grows green in summer showers,
I love my gallant Weaver.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Dove il Cart scorre verso il mare,
attraverso molti fiori e alberi rifiorenti,
là vive un ragazzo, il ragazzo per me,
è un tessitore gentile.
II
Oh ho avuto otto o nove corteggiatori,
che mi diedero anelli e nastri eleganti;
(eppure) temevo che il mio cuore si spezzasse
e lo diedi al tessitore.
III
Mio padre ha lasciato la mia dote
da dare al ragazzo che ha la terra,
ma al mio cuore voglio aggiungere la mia mano
per darlo al tessitore.
IV
Mentre gli uccelli si rallegrano tra i rampicanti,
mentre le api si dilettano tra i fiori che sbocciano,
mentre il grano cresce verde tra gli acquazzoni estivi,
io amo il mio tessitore gentile.

TRADUZIONE INGLESE
I
Where Cart runs rolling to the sea
By many a flower and spreading tree,
There lives a lad, the lad for me –
He is a gallant weaver!
II
O, I had wooers eight or nine,
They gave me rings and ribbons fine,
And I was afraid my heart would be lost,
And I gave it to the weaver.
III
My daddy signed my dowry deed of settlement
To give the lad that has the land;
But to my heart I will add my hand,
And give it to the weaver.
IV
While birds rejoice in leafy bowers,
While bees delight in opening flowers
While corn grows green in summer showers,
I love my gallant weaver.

NOTE
1) Il fiume Cart scorre nella città di Paisley nel Renfrewshire, rinomato centro tessile specializzato nella lavorazione del filo di seta e di cotone. I tessitori erano molto abili e con l’introduzione del telaio jacquard (1804) riuscirono a produrre disegni sempre più elaborati, sono rinomati soprattutto per la produzione di scialli con disegno Kashmir ( e che venivano esportai per il mercato indiano) diventati di moda dopo che la giovane regina Vittoria ne sfoggiò uno (Paisley shawls). Ma nel 1700 i tessitori svolgevano il loro lavoro ancora in modo artigianale, su telai manuali e nelle tipiche abitazioni casa-bottega.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/the-weaver-and-the-factory-maid/ http://www.renfrewshire.gov.uk/webcontent/home/services/leisure+and+culture/heritage+and+local+history/els-jh-textileindustry http://vanderleelie.hubpages.com/hub/paisleyshawls http://www.sorbie.net/stonehouse_weavers.htm http://burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-389,-page-403-the-gallant-weaver https://thesession.org/tunes/6330 http://sangstories.webs.com/gallantweaver.htm http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/gallant-weaver.html http://www.dancearchives.co.uk/dances/song_tunes/weaver.htm

THE GIRL I LEFT BEHIND ME

Aria molto popolare in Gran Britannia e Nord America, tuttavia se la melodia sia di origini irlandesi o inglesi non è ancora assodato. Sul versante inglese abbiamo chi asserisce che la melodia fosse già nota in epoca elisabettiana (Linscott in Songs of Old New England, 1939) o chi come Chappell fa risalire il brano al 1758. Alfred Moffat individua una somiglianza con la melodia irlandese “The Rose Tree in Full Bearing ” (in Minstrelsy of Ireland (1897, p. 14) – peraltro contesa tra inglesi, scozzesi e irlandesi. Una più indubbia identità è riscontrata nella melodia irlandese “The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer”) pubblicata a Dublino nel 1791.

Secondo Theodore Ralph la melodia era conosciuta in America già nel 1650 importata dall’Inghilterra con il titolo di “Brighton Camp”. Così si legge nelle note di accompagnamento alla registrazione su cilindo risalente al 1904 (qui) In the years before the American revolution, it was often played when a British naval vessel set sail or an army unit left for service abroad. “The Girl I Left Behind Me” was adopted by the Americans and has become a traditional army song especially associated with the Seventh Infantry [ovvero quello sterminato a Little Big Horne]. It was also a favorite with the troops at Fort Snelling in the 19th century. Even today it is played at the United States Military Academy at West Point as part of the medley for the cadet’s final formation for graduation.”

ASCOLTA la versione piffero e tamburi come marcetta dei battaglioni

L’abbinamento della melodia al testo “The Girl I Left Behind Me” risale agli inizi del 19° secolo. Così si legge nel Traditional Tune Archive (vedi) “the earliest corroborated citation for a printed version of the song is in Issue 72 of Charms of Melody (approximately 1805-6). There is a reference to the song in a songbook called The New Whim of the Night, or the Town and Country Songster for 1799 wherein there is a song entitled “The Girls we love so dearly” written by R. Rusted to the tune “The Girl I left behind me.” Kidson points to a printing of “Brighton Camp” with the “Girl I Left Behind Me” melody in the publication The Gentleman’s Amusement c. 1810, an English publication. Fuld (The Book of World-Famous Music: Classical, Popular and Folk) finds the melody under the same title in a Irish publication, Hime’s Pocket Book for the German Flute or Violin (Dublin, n.d., vol. III, p. 67), and asserts it is the earliest extent publication of the melody. He also notes that the song “Girl I Left Behind Me” appears in Bell’s Rhymes of the Northern Bards (1812). Kidson has a version from a musician’s manuscript book dating from around 1815, which he reprinted in Songs of the Georgian Period, (Moffat & Kidson). A published version under the title “Brighton Camp or The Girl I Left Behind Me” indicates that both titles were in currency for the melody and can be found in Riley’s Flute Melodies (New York, 1816), an American publication. “The Girl I Left Behind Me” appears in the music manuscript of Shropshire musician John Moore of c. 1837-1840.”

GUIDA ALL’ASCOLTO
Il brano è eseguito per lo più in forma strumentale e più diffusamente in America e Irlanda, in Inghilterra è una popolare Morris Dance (VIDEO)
ASCOLTA Uncle Earl in versione bluegrass (live 2006)

Di testi con lo stesso titolo se ne contano diversi qui vengono riportati solo quelli trovati in abbinamento con l’ascolto

LA VERSIONE IRLANDESE-INGLESE

Questa versione deriva dal testo più antico collezionato nella raccolta “The Charms of Melody“, Dublino c 1795-1810 (il volume è probabilmente andato in stampa nel 1805-6) (per la versione originale qui), così come riportato nel “Popular Music Of The Olden Time” Vol 2 di William Chappell (1855-56).
Il tema è quello della separazione dei due innamorati, il soldatino in partenza per la sua destinazione pronuncia i voti di fedeltà alla fidanzatina e si raccomanda al cielo perchè possa ritornare sano e salvo a casa.

ASCOLTA The Redcoats (strofe I(1) e II) Il brano però interpretato con un tempo più lento diventa, più coerentemente, la malinconica meditazione di un cuore spezzato: ecco quindi due versioni più lente
ASCOLTA Peter Webster (strofe da I a III)
ASCOLTA Mat Williams (strofe da I a IV)

I(1)
I’m lonesome since I crossed the hill
And o’er the moorland sedgy,
Such heavy thoughts my heart do fill,
Since parting with my Betsey(2).
I seek for one as fair and gay,
But find none to remind me
How sweet the hours I passed away
With the girl I left behind me.
II
O ne’er shall I forget the night,
The stars were bright above me
And gently lent their silvery light
When first she vowed to love me
But now I’m bound to Brighton camp
Kind heaven, then, pray guide me
And send me safely back again,
To the girl I left behind me.
III
Her golden hair in ringlets fair,
Her eyes like diamonds shining,
Her slender waist, her heavenly face,
That leaves my heart still pining.
Ye gods above oh hear my prayer,
To my beauteous fair to find me
And send me safely back again,
To the girl I left behind me.
IV
The bee shall honey taste no more,
The dove become a ranger,
The falling waters cease to roar,
Ere I shall seek to change her
The vows we’ve made to heav’n above
Shall ever cheer and bind me
In constancy to her I love,
The girl I left behind me.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I(1)
Sono solo da quando ho superato la collina e per la brughiera ricoperta d’edera, pensieri così tristi riempiono il mio cuore; dopo che mi sono separato da Betsy(2) nessuna è così bella e gaia da farmi tornare in mente quelle dolci ore che ho passato con la ragazza che ho lasciato dietro di me
II
Mai più dimenticherò questa notte le stelle che brillavano sopra di me e gentilmente offrivano la loro luce d’argento, quando per la prima volta mi giurò il suo amore, ma adesso sono in partenza per il campo di Brighton, “Buon Dio allora, ti prego guidami e rimandami indietro salvo dalla ragazza che ho lasciato dietro di me”
III
I suoi capelli dorati cadono in riccioli belli, i suoi occhi (sono) come diamanti che brillano, la sua vita sottile, il suo viso celestiale di cui il mio cuore ha nostalgia oh Dio dei cieli, ascolta la mia supplica, di ritrovare la mia bellissima amata e rimandarmi indietro salvo dalla ragazza che ho lasciato dietro di me
IV
L’ape non assaggerà più il miele la colomba diventerà cacciatore le cascate smetteranno di muggire prima che io cesserò di amarla; per i voti che ci siamo scambiati in nome del cielo, sempre mi rallegrerò e mi legherò alla ragazza che sempre amerò, la ragazza che ho lasciato dietro di me

NOTE
1) strofa alternativa: I’m lonesome since I crossed the hill, And o’er the moor and valley, Such grievous thoughts my heart do fill, Since parting with my Sally I seek no more the fine or gay, For each does but remind me How swift the hours did pass away, With the girl I left behind me.
2) in Rhymes of Northern Bards (1812) Blyth Camps (or The Girl I Left Behind Me) -pg 84, il verso diventa: I’m lonesome since I left Blyth camps, And o’er the moor that’s sedgy, With heavy thoughts my mind is filled, Since I parted with my Betsy.”

Girl I

LA VERSIONE AMERICANA DURANTE LA GUERRA DI SECESSIONE

Questa particolare versione era popolare dalla truppe di entrambi gli eserciti durante la Guerra di secessione americana. Il testo è stata scritto dal poeta, scrittore e cantautore irlandese Samuel Lover (1797-1868), egli fece una tournè negli Stati Uniti (1846-8) presentando il suo spettacolo “Irish Evenings” (o Irish Nights) in cui era inclusa anche questa canzone.

ASCOLTA Raymond Dixon, 1914
I
The hour was sad I left the maid,
A ling’ring farewell taking;
Her sighs and tears my steps delayed,
I thought her heart was breaking;
In hurried words her name I blessed,
I breath’d the vows that bind me,
And to my heart in anguish pressed
The girl I left behind me.
II
Then to the East(1) we bore away,
To win a name in story,
And there where dawns the sun of day,
There dawned our sun of glory;
Both blazed in noon on al ma’s height(2),
Where in the post assigned me,
I shared the glory of that fight,
Sweet girl I left behind me.
III
Full many a name our banners bore,
Of former deeds of daring,
But they were days of Seventy-Six(3),
In which we had no sharing;
But now our laurels freshly won,
With the old ones shall entwined be,
Still worthy of our sires each son,
Sweet girl I left behind me.
IV
The hope of final victory,
Within my bosom burning,
Is mingling with sweet thoughts of thee,
And of my fond returning;
But should I ne’er return again,
Still worth thy love thou’lt find me,
Dishonor’s breath shall never stain
The name I’ll leave behind me.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
 La triste volta che lascia la ragazza prendemmo un addio che sembrava non finire i suoi singhiozzi e le lacrime rallentavano i miei passi e credetti che il suo cuore si sarebbe spezzato; con parole frettolose benedissi il suo nome e sussurrai i voti che mi legavano, con il cuore pressato dall’angoscia, alla ragazza che ho lasciato indietro.
 Poi a Est(1) siamo partiti, per vincere un nome nella storia, e là dove spunta il sole del giorno, là spunta il nostro sole della gloria; dove sia ardente a mezzogiorno alla massima altezza il posto a me assegnato, ho condiviso la gloria di quella lotta, bella ragazza che ho lasciato indietro.
 Assai nomi i nostri stendardi portano di passati atti di coraggio, ma erano i giorni del 76(3) che non abbiamo condiviso; adesso i nostri allori appena vinti, con i vecchi potremo intrecciare finchè sia degno dei nostri padri ciascun figlio, bella ragazza che ho lasciato indietro.
 La speranza nella vittoria finale bruciante nel mio petto, si confonde con i dolci pensieri di te e del mio desiderato ritorno, ma che io non possa mai ritornare finchè io non abbia meritato il tuo amore, tu non troverai mai la macchia del disonore sul nome che ho lasciato indietro.

NOTE
1) ovviamente per il federati la meta è il “South”
2) on Freedom’s height
3) l’anno della guerra d’indipendenza americana 1776

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/popular-music-olden-times-2/popular-music-of-olden-times2%20-%200708.htm
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Girl_I_Left_Behind_Me.htm http:[email protected]?SongID=2258 http://thesession.org/tunes/5418
http://www.irishmusicdaily.com/girl-i-left-behind-me-lyrics-and-chords https://archive.org/details/thegirl1904 http://tunearch.org/wiki/Girl_I_Left_Behind_Me_(1)_(The) http://tunearch.org/wiki/Talk:Girl_I_Left_Behind_Me_(1)_(The) http://tunearch.org/wiki/Brighton_Camp
http://www.myleskeogh.org/2009/11/girl-i-left-behind-me.html http://www.irishsongs.com/lyrics.php?Action=view&Song_id=133 https://www.acousticmusicarchive.com/the-girl-i-left-behind-me-brighton-camp-chords-lyrics
http://www.classic-rocks.com/english-irish-folk-music/the-girl-i-left-behind-me.html#origin
http:[email protected]?SongID=2259 http://www.80thindiana.net/hist/80grleft.htm http://sheetmusicpoint.com/collections/i/the-ideal-home-music-library/g/the-girl-i-left-behind-me.pdf

ILLUSTRAZIONE
Walter Crane

LE DANZE DELLE SPADE NELLA TRADIZIONE POPOLARE

Un’antica cerimonia della tradizione natalizia (ma anche primaverile) era quella della danza delle spade in cui gli uomini, in sgargianti costumi, disegnavano varie figure con le spade. Nel Medioevo queste danze vennero mimate con fazzoletti e campanelli al posto delle armi, conosciute ancora ai nostri giorni in Gran Bretagna con il nome di Morris dance. Erano danze spesso connesse con il Mumming natalizio in cui i mummers mettevano in scena una recita con personaggi stereotipati incentrata sul rito di morte-rinascita proprio di molte tradizioni solstiziali e di fine d’anno. (continua)

La danza delle spade ha probabilmente origini molto antiche risalenti ai rituali guerreschi quando i guerrieri più agili erano anche acrobatici danzatori.
Scrive Curt Sachs nel suo celebre studio sulla danza: “La danza della spada ha una sua precisa fisionomia nel folklore europeo: il periodo della sua maggiore fioritura si estende dal XIV al XVIII secolo. Prima di quest’epoca abbiamo nella tradizione una lacuna di considerevole estensione che giunge fino alle sue fonti nell’antica Roma. Nel secolo XIX la sua importanza si è affievolita a tal punto che, dopo il 1850, ne troviamo solo relitti”. (Sachs, 1933; trad. 1934:141).
Come ha sottolineato Pier Carlo Grimaldi “se osserviamo il calendario delle danze delle spade pare corretto sostenere che nella società tradizionale, prima che i riti costitutivi del tempo sacro si andassero sostituendo con quelli profani, il rito ricorreva soprattutto all’inizio dell’anno, in quel tempo protetto del carnevale che segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera”. (Grimaldi, 2001:17). (tratto da qui)

LA DANZA DEGLI SPADONARI

Oltre che in Inghilterra, Scozia, Francia e in vari paesi germanici (e i paesi dell’ex impero austro-ungarico), una danza delle spade si ritrova in Piemonte, in Val Susa (San Giorio di Susa, Giaglione, Venaus), in Val Chisone (Fenestrelle) e nella montagna cuneese (Bagnasco e Castelletto Stura). Località che sono solo uno sparuto baluardo di una tradizione ben più diffusa nemmeno una generazione fa, sempre nelle valli torinesi: Chianocco, Vaie, Mattie, Meana di Susa, Chiomonte, Exilles, Rueglio, Lugnacco, Salbertrand.

Il Bal del Saber (tradotto dall’occitano in danza degli spadonari) di Vicoforte abbinava alla danza la recita di una commedia.
“L’azione si supponeva avvenisse mentre la compagnia teatrale si dirigeva a Pavia: Arlecchino indisponeva Brisighella, il quale lo accusava di avere insultato il sovrano e lo denunciava al senatore. La rappresentazione si concludeva con la morte di Arlecchino, alla quale seguiva la danza che terminava intorno all’albero (Pola Falletti 1937). Ufficialmente il Bal do Sabre non si balla più dal 1904; in realtà, in questi ultimi anni, i ragazzi della scuola media del posto hanno più volte riproposto la rappresentazione del ballo in alcune località”. (tratto da Laura Bonato “Tutti in festa”)

IL BAL DO SABRE A BAGNASCO (PIEMONTE)

La danza si configura come una danza a catena, durante la quale non si svolge un duello, ma si racconta, mimandola, una storia, apparentemente  la condanna a morte di un contadino di Bagnasco che si è rifiutato di dare in sposa la propria figlia al Capo dei Saraceni. E tuttavia il rituale è molto più antico e si connette con i culti agrari e la fertilità della terra, tantè che nella parte finale si svolge la danza del palo intrecciato tipica nei riti primaverili (vedi )

Bal do sabre, ballo della sciabola, di Bagnasco

Esistono a Bagnasco delle testimonianze manoscritte e fotografiche di alcune sporadiche rappresentazioni del Bal do Sabre dagli ultimi anni dell”800 fino al 1952, quando si sono interrotte; sono state poi riprese dal 1968 da Giuseppe Carazzone e dal suo gruppo folkloristico della Pro Loco di Bagnasco.

Sui significati e i simboli della danza si rimanda all’ottimo video di Remo Schellino

EARSDON SWORD DANCE SONG

Le tracce della danza si trovano nel Northumberland e nello Yorkshire già nel 1700, anche se quelle attuali rispecchiamo la tradizione ottocentesca con l’introduzione di una spada chiamata “rapper“, più flessibile a forma di lunga spatola con doppia impugnatura. La tradizione rimasta ancorata alle comunità dei minatori che estraevano carbone, era occasione di gare rivalse e campanilismi. La tradizione è proseguita anche presso gli immigrati in America, si veda ad esempio l’esibizione dei Greenbelt Rapper di Brasstown, North Carolina.

RAPPERS CHE NON DANZANO IL RAP

In Inghilterra si tiene ogni anno il DERT “Dancing England Rapper Tournament” una gara di ballo tra i migliori gruppi di danzatori di spade (affettuosamente chiamati rappers) compresi anche gruppi di donne. Oltre ai danzatori e al musicista (anche se possono essere più di uno in genere è uno solo che esegue la melodia, più spesso un violino) ci sono due buffi personaggi Tommy detto anche il capitano e Betty o Bessy (un uomo travestito da donna).

Le musiche su cui danzano sono diventate sempre più veloci come i reels, mentre sembra che in passato si preferissero le hornpipes.

VIDEO Greenbelt Rapper


VIDEO Black Swan Rapper

CALLING-ON SONG

Le danze erano introdotte da un canto particolare secondo un rituale che si svolgeva anche nelle rappresentazioni drammatiche di Pasqua (pace-egg play ) o in occasione del giorno di San Giorgio, in cui l’imbonitore introduce la storia e i personaggi

ASCOLTA Steeleye Span in Hark! The Village Wait
I
Good people pray heed a petition
Your attention we beg and crave
And if you are inclined for to listen
An abundance of pastime we’ll have
II
We have come to relate many stories
Concerning our forefathers time
And we trust they will drive out your worries
Of this we are all in one mind
III
Many tales of the poor and the gentry
Of labor and love will arise
There are no finer songs in this country
In Scotland or Ireland likewise
IV
There’s one thing more need be mentioned
The dances are danced all in fun
So now you’ve heard our intention

thos-hedley2“The Sword Dancers” di Ralph Hedley (1880) con Tommy e Betty che sollecitano il pubblico nel lasciare qualche soldino

VIDEO Kingsmen Rapper al DERT 2011 (che indossano lo stesso costume dell’illustrazione tranne che per il dettaglio dei calzini completamente bianchi invece che a righe) nella rappresentazione compaiono sia Tommy che Betty. E’ Tommy a introdurre i danzatori con una canzone detta calling -on song, con il tono dell’imbonitore, ne reclamizza la bravura; durante l’esibizione inoltre, focalizza l’attenzione del pubblico su una particolare figura, o ne distoglie l’attenzione se i danzatori commettono qualche errore. Betty svolge il ruolo di matto ovvero di buffone.

AL Lloyd ha scritto nelle note di copertina dell’Album “Frost and Fire” dei Watersons : At one time the old death-and-resurrection folk play was performed all over these islands. Nowadays it only crops up here and there, in bits and pieces. The most ancient and fullest form we know presents to us the Fool or Medicine Man with his six hero sons, armed with swords. The sons put their father to death and lament for him, comparing him to the evening sun. But the Fool arises from the dead and recounts his journey to the other world. In north Yorkshire, Durham and Northumberland the sword-dance part of the drama survives, notably among miners. The present song is proper to the coal miners of Earsdon; it’s sung by the captain of the sword-dancers and with it, he calls on each of his heroes and gives him a fictitious name and character, as a kind of disguise. The curious tune has been used for several songs, including the old sailor ballad of The Ratcliffe Highway.

ASCOLTA The Watersons in Frost and Fire 1965 in versione integrale su Spotify


I
Good people, give ear to my story,
we have called for
to see you by chance.
Five heroes all broad blithe
and bonny intending to give you a dance.
For Earsdon(1) is our habitation,
the place we were all born and bred;
There are no finer boys in the nation and none are more gallantly led.
II
‘Tis not for your gold or your silver nor yet for the gain of your gear,
But we come for to take a week’s pleasure to welcome the incoming year.
My lads they are all fit for action with spirits and courage so bold,
They are born of the noble instruction their fathers were heroes of old.
III
The first I shall call is brave Eliot, the first youth that enters the ring,
And right proudly rejoice I to tell it:
he fought for his country and king.
When the Spaniards besieged Gibraltar ‘twas Eliot defended the place;
And he soon caused their plans for to alter, some died, others fell in disgrace.
IV
Now the next handsome youth that does enter is a boy that is both straight and tall;
He is the son of the great Bonaparte, the hero who conquered them all.
He came over the lowlands like thunder, caused nations to quiver and quake;
Many thousands stood gazing in wonder at the havoc he always did make.
V
Now you see all my fine noble heroes, my fine noble heroes by birth;
And they each bear as good a character as any such heroes on earth.
If they be as good as their fathers, their deeds are deserving record;
It is all our whole company desires to see how they handle their swords.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Brava gente prestate attenzione alla mia storia, vi abbiamo chiamati per darvi un’occasione.
Cinque eroi tutti pieni di allegria
e l’intenzione onesta di mostrarvi un ballo.
Perchè Earsdon(1) è la nostra casa,
il posto dove tutti noi siamo nati e cresciuti, non ci sono ragazzi più belli nella nazione e nessuno c’è che abbia più oneste intenzioni.
II
Non è per il vostro oro o il vostro argento e nemmeno per prendere la vostra roba,
ma veniamo qui per salutare l’anno in arrivo con una settimana di divertimenti.
I miei ragazzi sono tutti adatti all’azione dagli animi e coraggio così audaci,
nati con la nobile istruzione dei loro padri che erano eroi del passato.
III
Il primo che chiamerò è il coraggioso Eliot (2), il primo giovane a entrare in scena,
e proprio con orgoglio che ve lo annuncio: egli ha combattuto per il suo paese e per il re.
Quando gli Spagnoli assediarono Gibilterra c’era Eliot a difendere il posto; ed egli ben presto ha scompigliato i loro piani, alcuni sono morti, altri caduti in disgrazia.
IV
Il prossimo bel giovane che sta per entrare ora è un ragazzo che è sia dritto che alto; è il figlio del grande Bonaparte (3) l’eroe che conquistò tutti.
Venne dalle pianure come il tuono per far tremare e scuotere le nazioni,
a migliaia stettero a guardare con meraviglia allo scempio che fece.
V
Ora vi presento tutti i miei bei nobili eroi, i miei bei nobili eroi per nascita ed essi tutti porteranno un buon personaggio come ogni eroe sulla terra. Se essi saranno bravi come i loro padri, le loro imprese meriteranno di essere ricordate, ed è tutta la nostra compagnia che desidera vedere come maneggiano le loro spade.

NOTE
1) Earsdon è un paese del Northumberland
2) si tratta del Generale George Augustus Eliott durante l’assedio di Gibilterra del 1727 (guerra anglo-spagnola)
3) Napoleone Bonaparte nel bene e nel male scosse l’immaginario di tutta Europa e delle Americhe

Seconda parte: la moresca antica

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=28223
http://www.museoroccagrimalda.unito.it/danze_spade.htm
http://www.rapper.org.uk/
http://www.rapper.org.uk/reference/calling-on.php
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
earsdonsworddancesong.html

http://www.rupestre.net/items/img/spadaroccia_bagnasc.pdf

GENNAIO IL MESE DEL WASSAILING NEI FRUTTETI

Il Wassailing è una antica tradizione dei Paesi Anglosassoni! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. (prima parte)

LA BENEDIZIONE DEGLI ALBERI

wassailing-appleLa forma più antica della celebrazione Wassail prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno. Una delle canzoni associate a questa pratica, dichiara:
Here’s to thee, old apple tree, Whence thou may’st bud, and thou may’st blow, And whence thou may’st bear apples enow, Hats full! Caps full! Bushel — bushel — sacks full! And my pockets full too! Huzza!

Sembra proprio una formula di spell celtico che incanta l’albero perché riprenda a fiorire in primavera così da portare abbondanza di frutti! Il brindisi era quindi originariamente dedicato allo spirito dell’albero, alla sua forza vitale e rigeneratrice.

Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti.

IL RITO DELL’APPLE WASSAIL

Nell’illustrazione di Bommer compaiono tutte le caratteristiche e le connotazioni simboliche della rituale: un re e una regina in foggia antica (con chiari riferimenti ai costumi celtici indigeni) brindano all’albero e alle api, alzando i loro corni colmi di idromele o sidro (il barilotto sotto il braccio della donna). Al centro dell’immagine sia l’albero che il favo delle api, creature indispensabili alla natura per la loro opera di instancabili impollinatrici! Una fetta di dolce tra gli alberi (che veniva imbevuta di sidro) per nutrire il pettirosso che simboleggia lo spirito dell’albero e anche il re dell’anno nuovo.
Wassail e Drinkhale come botta e risposta del brindisi. Un maialino irsuto per simboleggiare il mese di gennaio.

Illustrazione di Paul Bommer
Illustrazione di Paul Bommer

I produttori di sidro nelle contee del sud-ovest dell’Inghilterra ancora ai nostri giorni celebrano l’Apple Wassailing, nel Somerset e nel Devonshire si svolge tra il 6 e il 17 gennaio (con l’antico calendario la dodicesima notte cadeva il 17 gennaio), ma alcune fattorie spostano l’appuntamento anche a fine mese (per fare in modo che le feste non si accavallino tra di loro): un susseguirsi di feste notturne nei vari frutteti delle tenute, feste aperte al pubblico e gratuite (la festa in alcuni posti inizia già nel pomeriggio con musica tradizionale dal vivo e rinfresco a base di sidro caldo e ciambelle), una specie di visita alla fattoria per fare festa e degustare i prodotti tipici.


IL RITO

wassail_picDurante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.
Alla festa è invitata tutta la popolazione e possono intervenire anche i gruppi locali di mummers per esibirsi nelle tradizionali danze dette Morris Dance (i nostri omologhi sono i gruppi carnevaleschi dei danzatori di spade ad esempio nelle vallate alpine del Piemonte)

SOMERSET WASSAIL

Dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passò alle visite benaugurali di porta in porta che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano innaffiandole con abbondanti bevute alla salute dei padroni di casa. Nel Medioevo poi si formarono dei gruppi di giovani questuanti che cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro. (continua Introduzione)

La struttura del canto segue quella tipica delle wassail songs: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
ASCOLTAArtisan


I
Wassail and wassail all over the town
The bread it is white and the ale it is brown(1)
The cup it is made of the good ashen tree
And so is the malt of the best barley
CHORUS
For its your wassail
and its our wassail
And its joy be to you
and a jolly wassail
II
Oh master and missus, are you all within?
Pray open the door and let us come in
O master and missus a-sitting by the fire
Pray think on us poor travelers,
a traveling in the mire
III
Oh where is the maid with the silver-headed pin(2)
To open the door and let us come in
Oh master and missus, it is our desire
A good loaf and cheese and a toast by the fire
IV
There was an old man and he had an old cow
And how for to keep her he didn’t know how
He built up a barn for to keep his cow warm
And a drop or two of cider will do us no harm
V
The girt dog of Langport he burnt his long tail(3)
And this is the night we go singing wassail
O master and missus now we must be gone
God bless all in this house
until we do come again
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi per tutta la città,
il nostro pane è bianco e la nostra birra è scura (1),
la coppa è fatta con il migliore acero bianco
e anche il malto è del miglior orzo.
CORO
Perciò per il vostro
e il nostro brindisi,
che la gioia sia con voi
un augurio di buona salute.
II
O Signore e Signora ci siete tutti in casa?
Aprite la porta e fateci entrare.
O Signore e Signora seduti accanto al fuoco,
pensate a noi poveri questuanti
che viaggiano nel fango.
III
Oh dov’è la domestica con la spilla d’argento (2)
per aprire la porta e farci entrare?
Oh Signore e Signora desideriamo
un bel pezzo di formaggio e un brindisi accanto al fuoco!
IV
C’era un vecchio che aveva una vecchia mucca,
e non sapeva come fare per tenerla al sicuro,
così costruì una stalla per tenere la sua mucca al caldo
così un goccio o due di sidro non ci farà del male.
V
Il grande cane di Langport si bruciò la sua lunga coda (3)
e questa è la notte che andiamo a cantare per il brindisi.
Signore e Signora adesso dobbiamo andare
Dio benedica tutti in questa casa
finchè non ritorneremo di nuovo.

NOTE
1) Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro, o anche un vin brulè, ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra scura probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino).
2) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento cerimoniale
3) il cane di Langport potrebbe essere il riferimento ad un aneddoto storico locale ma anche il nome locale dato alla costellazione del Cane Maggiore la cui coda è la luminosa stella Sirio nella prima notte che si vede sorgere subito dopo il tramonto (e che indica il tempo giusto per andare a wassailing)

apple-wassailing

APPLE TREE WASSAIL

Così scrive Roy Palmer “On Twelfth Eve, in Devonshire, it is customary for the farmer to leave his warm fireside, accompanied by a band of rustics, with guns, blunderbusses, etc., presenting an appearance which at other times would be somewhat alarming. Thus armed, the band proceed to an adjoining orchard, where is selected one of the most fruitful and aged of the apple trees, grouping round which they stand and offer up their invocations in the following doggerel rhyme: “Here’s to thee/ Old apple tree!/ Whence thou mayst bud,/ And whence thou mayst blow,/ And whence thou mayst bear,/ Apples enow:/ Hats full,/ Caps full,/ Bushels,/ bushels, sacks full,/ And my pockets full, too!/ Huzza! huzza!” The cider-jug is then passed around, and with many a hearty shout, the party fire off their guns, charged with powder only, amidst the branches.” (tratto qui)

In questa versione si aggiunge una strofa parlata che è una formula magica per invocare la fertilità
Hatfulls, capfulls, three-bushel bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!

ASCOLTA The Whateverly Brothers


I
O lily-white lily, o lily-white pin (2),
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
Chorus:
(It’s) Our wassail jolly wassail!
Joy come to our jolly wassail!
How well they may bloom, how well they may bear
So we may have apples and cider next year.
II
O master and mistress, o are you within?
Please to come down and pull back the pin
O lily-white lily, o lily-white pin,
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
III
There was an old farmer and he had an old cow,
But how to milk her he didn’t know how.
He put his old cow down in his old barn
And a little more liquor won’t do us no harm.
Harm me boys harm, harm me boys harm,
A little more liquor won’t do us no harm.
IV
O the ringles and the jingles
and the tenor (4) of the song goes
Merrily merrily merrily.
O the tenor of the song goes merrily.
Spoken:
Hatfulls, capfulls, three-bushel (5)
bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
O cameriera con la spilla d’argento (2),
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
CORO
Il nostro brindisi, l’allegro brindisi,
la gioia viene al nostro allegro brindisi!

Che essi ben fioriscano e portino abbondanza
così che si possa avere mele e sidro il prossimo anno.
II
O padrone e padrona siete
in casa?
Siete pregati di scendere e tirare indietro il paletto!
O cameriera con la spilla d’argento,
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
III
C’era un vecchio contadino e aveva una vecchia mucca,
ma non sapeva come fare per mungerla,
ha messo la sua vecchia mucca nel suo vecchio fienile
così un po’ più di liquore non ci farà male.
Non ci farà male ragazzi, Non ci farà male ragazzi
un po’ più di liquore non ci farà
male!

IV
Oh i coretti e i ritornelli
e la melodia (4) della canzone va avanti
allegramente, oh la melodia della canzone va allegramente!
Parlato:
Cappelli, berretti pieni, sacchi di tre moggi pieni (5),
un piccolo mucchio sotto le scale,
evviva

NOTE
4) nel senso di cantus firmus
4) il bushel (traducibile in italiano come “moggio” o “staio”) è una vecchia unità di misura che equivale alla quantità contenuta in un tipico cesto a due manici utilizzato per la raccolta delle mele.

continua

FONTI
http://piereligion.org/applewassail.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/appletreewassail.htmlhttp://www.ecoenchantments.co.uk/myogham_applepage.html