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Terre Celtiche Blog

The Cutty Wren: il giorno dello scricciolo

cutty wren
cutty wren

The Cutty Wren è la versione più antica e inquietante della caccia rituale dello scricciolo come diffusa in Scozia e Galles.

Sopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno. Era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio, riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbero portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. (prima parte continua)

The Cutty Wren: SCOZIA, ISOLA DI MAN & GALLES

The Cutty Wren è la versione più antica e inquietante sul rituale della cattura e uccisione dello scricciolo, di cui si trova testimonianza anche in Scozia, cutty è in effetti un termine scozzese per “corto” riferito probabilmente alla coda corta e appuntita che l’uccellino tiene fieramente rivolta all’insù. In alcune versioni il piccolo uccellino prima della morte sembra fare testamento (tradizioni carnevalesche). Di fatto però non si sono trovate prove letterarie di un testo simile a The Cutty Wren risalente al periodo medievale.

These types are usually associated with the Scots. Cutty is a word specific to the Scots dialect of English, however, we don’t find any of these songs actually in Scots Gaelic. The earliest version of this group is recorded in Herd’s Scots Songs, first published in 1776 with words but no music (pp. 210-211). It begins with the line “‘Will ze go to the wood?’ quo’ Fozie Mozie.” (tratto da qui)

Questi esempi sono di solito associati agli scozzesi. Cutty è una parola specifica del dialetto scozzese, tuttavia di fatto non troviamo tali canti in gaelico scozzese. La prima versione è documentata nelle Scots Songs di Herd, pubblicate per la prima volta nel 1776 con i testi ma senza musica (pagg. 210-211). Inizia con il verso: “‘Will ze go to the wood?’ quo’ Fozie Mozie.”

morte di uno scricciolo
John Anster Fitzgerald

THE CUTTY WREN

cutty wren
il solstizio d’inverno

Il testo sviluppa il tema della caccia dello scricciolo in una delle più antiche versioni, in cui la caccia era un vero e proprio sacrificio: in origine erano i re a rappresentare il legame con il divino e venivano sacrificati per il loro popolo, e la loro carne seminata nei campi per garantire la fertilità. (vedi prima parte)
Nel testo si rievoca così un rituale magico molto antico sacrificale con l’uccisione e smembramento della divinità (o il suo surrogato), così come si può riscontrare ad esempio nella ballata di John Barleycorn e nel sacrificio dello Spirito del Grano.

Altri ( AL Lloyd in primis,  in “The Singing Englishman” del 1944) vedono invece la canzone come una canzone di protesta che risale alla rivolta dei contadini del 1393 (o del 1381). Tuttavia i più antichi testi si datano alla fine del 1700 (e alcune citazioni di fine 600 riportano l’usanza della caccia allo scricciolo praticata in Irlanda). Vero è che esiste una filastrocca inglese dal titolo Who Killed Cock Robin? (Chi ha ucciso il pettirosso?) del XVIII sec che riprende però la storia Phyllyp Sparowe scritta da John Skelton nel 1508. Così il mito trasmigra nella fiaba e diventa una nursery rhyme!

Anche per questo brano esistono molte varianti testuali e tuttavia tutte mantengono la forma responsoriale, il modello domanda e risposta dei canti liturgici, che conferisce una sorta di solennità rituale al canto. Non posso fare a meno di pensare che sull’antico rituale celtico si sia innestato il simbolismo cristiano: qui infatti lo scricciolo non è il re degli uccelli, ma un’umile creatura, è Gesù che si sacrifica per il suo popolo, è il pasto rituale in cui il corpo e il sangue di Cristo si trasforma in cibo (che, per i cattolici,  non è una cannibalizzazione ma una transustanziazione: la rinnovazione, per mezzo del sacerdote, del miracolo operato da Gesù Cristo nell’ultima Cena di mutare il pane e il vino nel suo Corpo e nel suo Sangue).

Mi trovo in sintonia con le osservazioni di R.J. Stewart, in “Where is Saint George?”: “The sacrificing of the wren was supposed to bring fertility. This would be a natural part of the life-cycle, where death leads to new birth through the ceaseless round of the seasons. There is no dark ancient religious secret involved here, but simply the epitomising of the process by which the rural community lived. The line of survival of racial myths could, poetically speaking, come out of the land itself, through the humans who live upon it. The link with later sophisticated religious concepts is hardly surprising when we consider that these concepts grew naturally out of the roots of the human existence. […] The impact and vitality of The Cutty Wren is enormous. Its power is striking to the modern listener no matter how far removed he is from the life-cycle which it represents. Quite possibly the attraction of such material for modern scholars and musicians is not primarily in the depth of curious lore that it holds, but in the life forces from which it grows. In the ‘pagan’ songs we can feel the essential flow of life expressing itself directly, in a quality long departed from most formal religious music.[…]The fragment of ritual surviving in The Cutty Wren, in its various English versions, stops short with the death and eating of the victim. It does not continue the tale, as do the Irish legends, with the magical revival and rebirth, although the wren-hunt was still associated with the growth of crops.”

Ian Campbell folk group 1962
Royston Wood & Heather Wood (si veda la loro scheda in The Young Tradition)

“l sacrificio dello scricciolo avrebbe dovuto portare fertilità. Questa sarebbe una parte naturale del ciclo della vita, in cui la morte porta a una nuova nascita attraverso il ciclo incessante delle stagioni. Non vi è alcun oscuro segreto religioso antico coinvolto qui, ma semplicemente l’incarnazione del processo attraverso il quale viveva la comunità rurale. La linea di sopravvivenza dei miti razziali potrebbe, poeticamente parlando, venire fuori dalla terra stessa, attraverso gli uomini che vivono su di essa. Il legame con i successivi sofisticati concetti religiosi non sorprende se si considera che questi concetti sono nati naturalmente dalle radici dell’esistenza umana. […] L’impatto e la vitalità di The Cutty Wren è enorme. Il suo potere colpisce l’ascoltatore moderno, non importa quanto sia lontano dal ciclo della vita che rappresenta. È molto probabile che l’attrazione di tale materiale per gli studiosi e i musicisti moderni non risieda principalmente nella profondità della curiosa tradizione che contiene, ma nelle forze vitali da cui nasce. Nelle canzoni “pagane” possiamo sentire il flusso essenziale della vita esprimersi direttamente, in una qualità da tempo lontana dalla musica religiosa più formale. […] Il frammento del rituale sopravvissuto in The Cutty Wren, nelle sue varie versioni inglesi, si ferma con la morte e il cibarsi della vittima. Non continua il racconto, come fanno le leggende irlandesi, con la rigenerazione e la rinascita magiche, sebbene la caccia allo scricciolo fosse ancora associata alla crescita dei raccolti “.

Chumbawamba
Damh the Bard in “Tales From The Crow Man” 2009

I
Oh where are you going
said Milder to Moulder
Oh we may not tell you
said Festel to Fose
We’re off to the woods
said John the Red Nose
We’re off to the woods
said John the Red Nose.
II
And what will you do there
said Milder to Moulder
We’ll hunt the Cutty
wren said John the Red Nose
And how will you shoot her
said Milder to Moulder
With bows and with arrows
said John the Red Nose
Oh that will not do
said Milder to Moulder
Oh what will you do then
said Festel to Fose
With guns and with cannon
said John the Red Nose
III
And how will you cook her
said Milder to Moulder
Oh we may not tell you
said Festel to Fose
In pots and in Pans
said John the Red Nose
Ah that will not do
said Milder to Moulder
Oh what will do then
said Festel to Fose
A bloody great brass caldron(1)
said John the Red Nose
III
Who will get the portion
said Milder to Moulder
We may not tell you
said Festel to Fose
We’ll Give it all to the nobles
said John the Red Nose
Oh that will not do
said Milder to Moulder
What will do then
said Festel to Fose
We’ll give ‘em all to the poor(2)
said John the Red Nose.

I
“Ehi, ma dove vai”
disse Milder a Moulder
“Non vogliamo dirtelo”
disse Festel a Fose
“Stiamo andando al bosco”
disse John Nasorosso
“Stiamo andando al bosco”
disse John Nasorosso
II
“E che ci andate a fare”
disse Milder a Moulder,
“A cacciare lo Scricciolino”,
disse John Nasorosso
“E come lo ucciderete,”
disse Milder a Moulder,
“Con archi e con frecce,”
disse John Nasorosso
“Oh, ma non servirà”,
disse Milder a Moulder,
“Cosa farete allora”
disse Festel a Fose
“con pistole e cannone”,
disse John Nasorosso.
III
“E come lo cuocerete,”
disse Milder a Moulder,
“Non vogliamo dirtelo”
disse Festel a Fose
“In pentole e caldaie,”
disse John Nasorosso
“Oh, ma non servirà,”
disse Milder a Moulder
“Che farete allora”,
disse Festel a Fose
“Un gran calderone d’ottone (1) sanguinolento”,
disse John Nasorosso
III
“E come lo dividerete,”
disse Milder a Moulder,
“Non vogliamo dirtelo,”
disse Festel a Fose,
“Lo daremo tutto ai nobili”,
disse John Nasorosso,
“Oh, ma non servirà”,
disse Milder a Moulder,
“E che farete allora”,
disse Festel a Fose
“Daremo tutti ai poveri (2)”,
disse John Nasorosso

NOTE Traduzione italiana di Riccardo Venturi
1) Nella tradizione gallese il calderone di Bran il dio dell’Altro Mondo ridà la vita ai guerrieri morti in battaglia; il calderone di Kerridwen è la fonte dell’immortalità e della saggezza; così si mescolano i due miti e la morte di Gesù il Salvatore è la promessa della Salvezza eterna (dell’anima)
2) i poveri di spirito

HUNTING THE WREN -ISOLA DI MAN: “Helg Yn Dreain”

isle-man-flag

Una cronaca del rituale ci perviene da George Waldron nel suo “Description of the Isle of Man ” (1726)

On the 24th of December, towards evening, all the servants in general have a holiday ; they go not to bed all night, but ramble about till the bells ring in all the churches, which is at twelve o’clock; prayers being over, they go to hunt the wren, and after having found one of these poor birds, they kill her, and lay her on a bier with the utmost solemnity, bringing her to the parish church, and burying her with a whimsical kind of solemnity, singing dirges over her in the Manx language, which they call her knell, after which Christmas begins.” (tratto da qui)

“Il 24 dicembre, verso sera, tutti i servi fanno in genere vacanza; non vanno a letto tutta la notte, ma girovagano finché le campane suonano in tutte le chiese, ossia alle dodici; finite le preghiere, vanno a cacciare lo scricciolo, e dopo aver trovato uno di questi poveri uccelli, la uccidono e la depongono su una bara con la massima solennità, portandola alla chiesa parrocchiale e seppellendola con una sorta di capricciosa solennità, cantando lamenti funebri su di lei in lingua Manx, che la chiamano knell, dopodiché inizia il Natale “.

La tradizione del Cutty Wren che si è traslata al 26 dicembre in forma di questua rituale per distribuire le piume dello scricciolo alla comunità.

Dall’Isola di Mann proviene una registrazione sul campo risalente al 1965 (Peter Kennedy dal canto di Joe and Winifred Woods di Douglas qui) registrata in chiave folk-rock dagli Steeleye Span nel 1978. La versione in gaelico mannese “Helg Yn Dreain” non è più cantata e resta solo nella sua forma scritta  in Manx Ballads and Music  di AW Moore (1896), dove troviamo la parte testamentaria

Gaelico mannese
“Sooillyn son ny doail,
Lurgyn son ny croobee,
Scrobban son ny moght,
Crauyn son ny moddee”
Inglese
The eyes for the blind,
The legs for the lame,
The pluck for the poor,
The bones for the dogs.
Steeleye Span in Live at Last 1978: Hunting the Wren
La melodia è interpretata nell’Isola di Man come una musica da ballo e la gente la danza in cerchio (e anche un Circolo circasso può andare bene)

I
I“We’ll hunt the wren,”
says Robin to Bobbin,
“We’ll hunt the wren,”
says Richard to Robin,
“We’ll hunt the wren,”
says Jack of the land,
“We’ll hunt the wren,”
says everyone.
“Where oh where?”
“In yonder green bush,” …
“How get him down?” …
“With sticks and stones,” …
“How get him home?” …
“The brewer’s big cart,” …
“How’ll we eat him?” …
“With knifes and forks,” …
“Who’ll come to the dinner?” …
“The King and the Queen,” (1)…
“Eyes to the blind,”(2)
[says Robin to Bobbin,]
“Legs to the lame,”
[says Richard to Robin,]
“Luck to the poor,”
[says Jack of the land,]
“Bones to the dogs,” says everyone.
II (3)
The wren, the wren is king of the birds (4)
St. Stephen’s Day was caught in the furze
Although he is little his family is great
We pray you, good people to give us a treat (6).

I
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Robin a Bobbin
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Richard a Robin
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Jack della Terra
“Uccideremo lo scricciolo”
dicono tutti
“Dove oh dove?”
“In quell’agrifoglio”
“Come lo tireremo giù?”
“Con bastoni e sassi”
“E come lo porteremo a casa?”
” In una carretto da birraio “
” E come lo mangeremo?”
“Con coltello e forchetta”
“E chi verrà a cena?”
“Il Re e la Regina”
“Occhi ai ciechi”
[dice Robin a Bobbin]
“Gambe agli storpi”
[dice Riccardo a Robin]
“Fortuna ai poveri”
[dice Jack della Terra]
“Ossa ai cani”, dicono tutti
II
Lo scricciolo, lo scricciolo, il re degli uccelli
nel giorno di S. Stefano è catturato tra i cespugli
sebbene sia piccolo, il suo spirito è grande,
brava gente dateci un dolcetto!

NOTE Traduzione italiana di Cattia Salto
1) il re e le regina del disordine tipiche della festa della Dodicesima notte (Epifania)
2) la morte dello scricciolo porta salute e fortuna agli abitanti del villaggio
3) La canzone viene chiusa con la questua già ritrovata in Irlanda
4) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò, si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo all’ultimo momento e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney)
6) come da rigore nei canti di questua rituali, se non ci saranno offerte per i Wren boys allora arriveranno le strofe con le maledizioni!

HELA’R DRYW (HUNTING THE WREN) – GALLES

Flag_of_Wales

La versione in gaelico gallese di The Cutty Wren ha un che di magico, ossessiva nel ripetersi ipnotico del ritornello dopo ogni verso, un valzer della morte

il gruppo folk gallese Fernhill , una versione perfetta con il suono lamentoso della ghironda! La traccia non si trova negli albums ufficiali del gruppo ma solo in un paio di “celtic” compilation.

I
Ble rwyt ti’n mynd? meddai Rhisiart wrth Robin,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai Dibyn wrth Dobyn,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai John,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai’r Nefar Biond(1)
II
Mynd tua’r coed, meddai …
Be wnei di yno? meddai …
Hela’r dryw bach, meddai …
(repeat of 3)
Be wnei di yno? meddai …
Lladd y dryw bach, meddai …
A’i hebrwng e gartref, meddai….
Ceffyl a chert, meddai…
Beth am ei fwyta? meddai….
Cyllell a fforc, meddai…

NOTE
1) è un termine per indicare la divinità o più semplicemente un modo per dire “everyone”.

Brocc in “13 Moons”, 2011

Questa versione più antica è sbarcata anche in America e in Canada con il titolo di  “Let’s go to the Woods” (testo qui) collezionata nella raccolta  “Folk Songs of Old New England” (1939) di Linscott che la registrò dalla signora Elizabeth Wheeler Hubbard a Taunton, nel Massachusetts.
Qui però la canzone è stata ridotta a filastrocca per bambini senza collegamento con la caccia rituale dello scricciolo.

Where are you going?
said Richard to Robin
Where are you going?
said Dibyn to Dobyn
Where are you going?
said John
Where are you going?
said the Never Beyond(1)
Going to the woods, said …
What will you do there? said …
Hunt the wren, said …
What will you do there? said …
Kill the wren, said…
And carry him home, said…
A horse and cart, said…
How shall we eat him? said …
A knife and fork, said …

“Dove andate”
dice Richard a Robin
“Dove andate”
dice Dibyn a Dobyn
“Dove andate”
dice John
“Dove andate?”
dicono tutti
Andiamo nel bosco
Cosa farete là?
Cattureremo lo scricciolo
Cosa farete là?
Uccideremo lo scricciolo
e lo porteremo a casa
con carrozza e cavalli.
Come lo mangeremo?
Con coltello e forchetta

APPROFONDIMENTO
SOLSTIZIO D’INVERNO
COCK ROBIN, DEATH AND BURIAL OF COCK ROBIN

FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/apples-in-winter/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=7596&lang=it http://www.mysongbook.de/msb/songs/c/cutywren.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47959 http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/huntingthewren.html

http://piereligion.org/wrenkingsongs.htmlhttp://www.isle-of-man.com/manxnotebook/manxsoc/msvol16/p151.htm

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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