Canzone dello scricciolo (wren hunting & song)

Robin & Wren
lo scricciolo e il pettirosso

La canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso.

Il nome gaelico “Druidh dhubh” si traduce come “druido degli uccelli” detto anche “passero di Bran” (il dio della profezia). Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

Eppure non tutti gli studiosi concordano con il far risalile la parola gaelica “Dreoilín” (scricciolo) a “druido”, piuttosto “dryw” e “drev” vogliono dire “felice”.

A propos du roitelet, ne faudrait-il pas parler du nom latin de cet oiseau « regulus », petit roi, qui se retrouve en français, en espagnol (reyezuelo), en allemand (sous forme de traduction « Zaunkönig », roi des clôtures) et sans doute dans d’autres langues ?
A l’origine il y a la fable latine du concours de vol en hauteur pour choisir le roi des oiseaux. Le vainqueur est l’aigle, mais un roitelet s’était perché sur sa tête, à son insu, méritant ainsi le nom de « petit roi » qui lui est resté.
On peut se demander si les « wren king songs » sont, de ce fait, d’origine uniquement celtique. Les noms de cet oiseau dans les langues celtes tournent autour de l’idée de gaité :
– Breton : « laouenan (ig) » de « laouenn »= joyeux
– Gallois : « dryw » est certainement le même mot que le breton « drev » (prononcé « dreo ») qui veut dire aussi joyeux (Christian Souchon )

A proposito dello scricciolo non possiamo non citare il nome latino di questo uccello, “regulus”, piccolo re, che si trova in francese, spagnolo (reyezuelo), tedesco (sotto forma di traduzione “Zaunkönig”, re delle siepi ) e probabilmente in altre lingue?
In origine c’è la favola latina della gara di volare più in alto per scegliere il re degli uccelli. Il vincitore è l’aquila, ma uno scricciolo si era appollaiato sulla sua testa, a sua insaputa, meritandosi così il nome di “piccolo re” che gli è rimasto impresso.

Viene da domandarsi se le “canzoni del re scricciolo” siano, quindi, di origine unicamente celtica. I nomi di questo uccello nelle lingue celtiche ruotano attorno all’idea di allegria:
Bretone: “laouenan (ig)” da “laouenn” = felice
Gallese: “dryw” è certamente la stessa parola del bretone “drev” (pronunciato “dreo”) che significa anche felice

Nel suo libro “La dea bianca”, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), l’anno nascente, e il re-quercia, l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. (continua) Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita.

LA VERA MORTE DI COCK ROBIN

Cock Robin e Jenny Wren
Cock Robin e Jenny Wren

Nei secoli si sono mescolate molte varianti di questa lotta-litigio diventate anche oggetto di racconti per bambini e nursery rhymes. In quella più conosciuta Cock Robin (il pettirosso) si innamora di Jenny Wren (lo scricciolo). Viene celebrato il loro matrimonio (ampia descrizione del banchetto). Tutti sono felici, bevono e mangiano cose deliziose, ma a rovinare la festa entra in scena il cuculo, che vuole portarsi via Jenny Wren. Durante il tafferuglio viene ucciso Cock Robin. In altre varianti una lite tra i due uccellini innamorati precede il matrimonio continua

Nell’Inghilterra vittoriana è il pettirosso a rispuntare nelle cartoline degli auguri a simboleggiare la morte-resurrezione di Gesù (e l’uccellino viene raffigurato tra le mani di Gesù bambino tra le braccia di Maria).
Nella fiaba/filastrocca per bambini è lo scricciolo Jenny Wren ad essere la parte femminile della coppia, ed è il Frazer nel suo “Il ramo d’oro” a dirci che gli scozzesi lo chiamano anche “gallina della regina del cielo“.
La regina del cielo è evidentemente il sole che nell’antichità era femmina.

CANZONE DELLO SCRICCIOLO e CACCIA IN IRLANDA

In Irlanda il giorno di S. Stefano, conosciuto anche con il nome gaelico La An Droilin, il giorno dello scricciolo, i giovani del villaggio con i visi sporchi di fuliggine e armati di bastoni, andavano nei boschi alle prime luci dell’alba per cercare tra i cespugli la tana dello scricciolo: il primo di loro che riusciva a colpirlo diventava il re per un giorno. Il corpicino dello scricciolo legato ad un ramo di agrifoglio veniva portato in processione di casa in casa e cantando una filastrocca i ragazzi dello scricciolo ricevevano piccoli doni lasciando in cambio una piuma strappata dal petto del piccolo uccellino. Compiuto il giro presso tutte le case del villaggio i ragazzi intonavano una nenia funebre e andavano a seppellire lo scricciolo nel cimitero. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro” “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught”

In effetti la caccia dello scricciolo era un rituale pan-celtico sopravvissuto nell’Irlanda sud-occidentale: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.

WREN BOYS: la canzone dello scricciolo

Ancora oggi gli Wren Boys indossano vestiti stracciati e si coprono o dipingono i visi e vanno di casa in casa cantando la Canzone dello Scricciolo accompagnandosi con vari strumenti tradizionali, oggi non si permette più l’uccisione dell’uccellino, e appeso al ramo di agrifoglio c’è un simulacro che tutti i bambini del villaggio devono colpire con bastoni o sassi, fino a farlo cadere. Una volta “ucciso” lo scricciolo, i bambini dovranno bussare alle porte del paese con un rametto di agrifoglio in mano, chiedendo soldi per seppellirlo. Ancora alla fine della seconda guerra mondiale c’era l’usanza di catturare (nottetempo) lo scricciolo per tenerlo prigioniero per tutto il giorno del 26 dicembre in una gabbietta e mostrarlo di casa in casa chiedendo dei soldi per il suo funerale. I giovani del paese la sera sarebbero poi andati al pub a fare una bella veglia funebre all’irlandese (bevendo, cantando e ballando!!) (testimonianza di Joe Heaney)
A Dingle (contea di Kerry, Irlanda) il Giorno dello Scricciolo è celebrato con una festa: il fantoccio dell’uccellino è legato su un alto palo (decorato con nastri e rami di agrifoglio e edera) e portato in parata per le strade con tanto di musicisti: il danaro ricavato dalla questua è donato in beneficenza o dedicato alla danza serale che si svolge attorno al palo decorato. Le persone offrono birra e dolci (ma anche qualche monetina) e i più giovani di ogni casa visitata si uniscono alla combriccola finché non si viene a formare un gruppo numeroso di ragazzini. Alcuni Wren boys indossano abiti di paglia e buffi copri capi sempre in paglia che nei secoli XVIII e XIX erano i travestimenti dei Whiteboys, i sovversivi al tempo delle guerre contadine. L’usanza oltre che in alcune parti d’Irlanda è diffusa nell’Isola di Man e in alcune parti del Galles, nel Suffolk, ma anche in Canada presso le comunità irlandesi e in Bretagna.

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Wren boys -Paul Bommer

La canzone dello scricciolo: THE WREN SONG

Le strofe cantate nella questua variano a seconda delle località e non si può non rilevare una certa somiglianza con le questue dell’a-souling. Nel raccolta “Song of Uladh” (1904) di Herbert Hughes si riporta una strofa della canzone dello scricciolo e la testimonianza di Gerald Griffin (1803-1840)

The Wran! the Wran! the king of all birds,
St Stephen’s day was caught in the furze;
Although he’s little, his family’s great.
Get up, fair ladies! and give us a trate!
And if your trate be of the best,
In heaven we hope your soul will rest!”

‘The Wren-boys of Sean-ghualann … were all assembled pursuant to custom on the green before the chapel-door on a fine frosty morning, being the twenty-sixth of December, or Saint Stephen’s Day – a festival yet held in much reverence in Mumha, although the Catholic Church has for many years ceased to look upon it as a holiday of “obligation”.

‘Seven or eight handsome young fellows, tricked out in ribbons of the gayest colours, white waistcoats and stockings, and furnished with musical instruments of various kinds – a fife, a piccolo, an old drum, a cracked fidil, and a set of bagpipes – assumed their place in the rear of the procession, and startled the yet slumbering inhabitants of the neighbouring houses by a fearfully discordant prelude. ‘Behind those came the Wren-boy par excellence – a lad who bore in his hands a holly-bush, the leaves of which were interwoven with long streamers of red, yellow, blue and white ribbon; all which finery, nevertheless, in no way contributed to reconcile the little mottled tenant of the bower (a wren which was tied by the leg to one of the boughs) to his state of durance. After the Wren-boy came a promiscuous crowd of youngsters, of all ages under fifteen, composing just such a little ragged rabble as one observes attending the band of a marching regiment on its entrance into a country town, shouting, hallooing, laughing, and joining in apt chorus with the droning, shrilling, squeaking, and rattling of the musicians of the morn.’ [Gerald Griffin]

Áine Minogue in Hunting the Wren 2016 versione strumentale
The Albion Christmas Band in An Albion Christmas 2003

La canzone dello scricciolo

Lo scricciolo, lo scricciolo il re di tutti gli uccelli
nel giorno di S. Stefano è catturato tra i cespugli
sebbene sia piccolo, la sua stirpe è grande,
alzatevi, belle signore e dateci un dolcetto!
E se la vostra offerta sarà grande
vi auguriamo che la vostra anima vada in Paradiso
.

Gli Scriccioli di Sean-ghualann [Shanagolden è un paesino vicino a Limerick] … erano tutti riuniti, secondo l’usanza, sul prato davanti alla porta della cappella in una bella mattina gelida, il ventisei dicembre, o il giorno di Santo Stefano, una festa ancora tenuto in grande rispetto a Mumha [nel Munster], sebbene la Chiesa cattolica abbia smesso da molti anni di considerarla una festa di “precetto”.
‘Sette o otto bei ragazzi, addobbati con nastri nei colori più allegri, panciotti bianchi e calze, e forniti di strumenti musicali di vario genere: un piffero, un ottavino, un vecchio tamburo, un violino scassato, e delle cornamuse – presero posto dietro alla processione, e spaventò gli abitanti ancora addormentati delle case vicine con un preludio tremendamente discordante. Dietro quelli veniva il ragazzo dello Scricciolo per eccellenza, un ragazzo che portava tra le mani un cespuglio di agrifoglio, le cui foglie erano intrecciate con lunghe strisce di nastro rosso, giallo, blu e bianco; tutta questa raffinatezza, tuttavia, non contribuiva in alcun modo a conciliare il piccolo inquilino screziato della pergola (uno scricciolo che era legato per una gamba a uno dei rami) alla sua condizione di prigionia. Dopo il Ragazzo dello Scricciolo veniva una folla confusa di giovani, di tutte le età sotto i quindici anni, che formavano proprio una piccola marmaglia cenciosa, come quella che si osserva assistere alla banda di un reggimento in marcia all’ingresso di una città di campagna, gridando, salutando, unendosi in un coro appropriato con il ronzio, lo stridore, il cigolio e il tintinnio dei musicisti del mattino.

Di solito la canzone dello scricciolo si compone di tre, quattro strofe abbastanza simili da regione a regione (è ovvio che dovendo girare di casa in casa per tutto il paese, la canzone sia piuttosto breve!!)

The Wren Song nella versione degli Albion Christmas Band riprende in parte le strofe sottostanti e in parte la Wren boys’ song

I
The Wren, the Wren the king of all birds(1),
St. Stephen’s day, he was caught in the furze.
Although he is little, his honor(2) is great,
Rise up, kind sir, and give us a trate(3).
II
We followed this Wren ten miles or more
Through hedges and ditches and heaps of snow,
We up with our wattles and gave him a fall
And brought him here to show you all.
III
For we are the boys that came your way
To bury the Wren on Saint Stephen’s Day,
So up with the kettle(4) and down with the pan!
Give us some help for to bury the Wren!

I
Lo scricciolo, lo scricciolo il re di tutti gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano è catturato tra i cespugli
sebbene sia piccolo, il suo spirito(2) è grande,
alzatevi, gentile signore, e dateci un dolcetto(3).
II
Abbiamo inseguito questo scricciolo per 10 e più miglia
tra siepi e fossati e cumuli di neve,
abbiamo fatto rumore con i bastoni e catturato
e lo portiamo qui per mostrarlo a tutti voi.
III
Chè noi siamo i ragazzi che vengono dalle vostre parti
a portare lo Scricciolo nel giorno di S. Stefano,
su la lattina(4) e giù la monetina
Dateci un aiuto per seppellire lo Scricciolo.

NOTE Traduzione italiana di Cattia Salto
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò, si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo all’ultimo momento e quindi vincere la gara.
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) la parola si traduce come bollitore, teiera ma nel contesto credo voglia dire lattina. La traduzione letterale è: mettete su il bollitore e sotto con la padella!

Surviving in Ireland to this day the wren hunting is a pan-Celtic ritual that takes place on December 26: according to Celtic tradition the wren was the symbol of Lugh, the triumphant Son of Light and his sacrifice, a tribute to blood to the spirits of the Earth in the Winter Solstice, it was a plea to obtain favors and fortune, but also a solar sacrifice (the light that regains strength after the solstice receives energy from the blood of its simulacrum). The killing of the wren and the distribution of its feathers would bring health and fortune to the villagers.

Sopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna nelle Isole Britanniche e la Bretagna

CUTTY WREN
HELA’R DRYW
HELG YN DREAIN
HUNTING THE WREN: wren tune
PLEASE TO SEE THE KING
WREN BOYS’ SONG
WREN SONG 
WREN IN THE FURZE
MARV AL LAOUENAN (breton song)

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-23rd-dec-wren-boys.html http://www.gippeswic.demon.co.uk/wren.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

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