WELCOME YULE

hollykingDuring the Christmas revel in Tudor age, the large Yule Log was brought into the houses, keeping on burning for the twelve days of the Yule. So the winter solstice set by the calendar on December 21st marked the first day of the winter holidays and the twelfth night was January 2nd, but already in the Middle Ages the twelve days began with December 25th the “Holy Day” (and the birth of Jesus coinciding with the birth of the New Sun) to end, like today, January 6, at the Epiphany “that all parties sweep away”. But the “month” of Christmas actually went from Epiphany to February 2, the day when Mary was welcomed back to the Temple, the day when according to the ancient tradition Winter ends.
[Durante le feste natalizie in Epoca Tudor il grosso ceppo di Yule (Yule Log) veniva portato nelle case e tenuto acceso per i dodici giorni dello Yule. Così il solstizio d’inverno fissato dal calendario il 21 dicembre segnava il primo giorno delle feste invernali e la dodicesima notte era il 2 gennaio, però già nel Medioevo i dodici giorni iniziavano con il 25 dicembre il “Giorno Santo” (e la nascita di Gesù finì per coincidere con la nascita del Nuovo Sole) per concludersi, come oggi, il 6 gennaio, all’Epifaniache tutte le feste spazza via“. Ma il “mese” del Natale in realtà andava dall’Epifania fino al 2 Febbraio giorno in cui Maria fu riaccolta al Tempio giorno in cui secondo l’antica tradizione finisce l’Inverno.]

THE TWELVE DAYS OF CHRISTMAS
I DODICI GIORNI DEL NATALE

In the Middle Ages the twelve days of Christmas were for the nobility, occasion of party with daily gala dinners, music, dances and many songs (with masks, pantomimes and irregularities), but the most sumptuous its took place on December 25th, 1st and 6th in January. And although Henry VIII had founded his Church, he maintained the Catholic rites and customs of Christmas. (see)
[Nel Medioevo i dodici giorni del Natale erano per la nobiltà, occasione di festa con quotidiane cene di gala, musica, danze e tanti canti (con maschere, pantomime e sregolatezze), ma le più sontuose si svolgevano il 25 dicembre il 1 e il 6 di gennaio. E sebbene Enrico VIII avesse fondato la sua Chiesa, mantenne i riti cattolici e le consuetudini del Natale. ]

WELCOME YULE

Welcome Be Thou, Heaven-King” is a Christmas carol whose text was found in the “Sloane Manuscript” dating back to the early 15th century or rather to the time of Henry VI. It was hypothesized that “Welcome Yule” was a song of medieval mummers in a sort of representation between the sacred and the profane, in which the actors played the 12 days of Christmas, or at least the King of Heaven with the crown that represented the rays of the sun, and the character of the New Year adorned with branches of holly.
[“Welcome Be Thou, Heaven-king” è un canto natalizio il cui testo è stato trovato nel “Manoscritto Sloane” risalente agli inizi del Quattrocento ovvero al tempo di Enrico VI. E’ stato ipotizzato che “Welcome Yule” fosse un canto dei mummers medievali in una sorta di rappresentazione tra il sacro e il profano, in cui gli attori impersonavano i 12 giorni del Natale o quantomeno il Re del Cielo con la corona che raffigurava i raggi del sole e il personaggio dell’Anno Nuovo adornato con rami di agrifoglio.]

Subsequently there were several melodies combined with the text: for example that of Thomas Ravenscroft, (Deuteromelia 1609) see, another score is in “The English Carol Book”, edition of Martin Shaw and Percy Dearmer with music by Sydnay H. Nicholson see or arrangement by Sir Cherles H. Parry (1848-1918)
[Successivamente sono state diverse le melodie abbinate al testo: ad esempio quella di Thomas Ravenscroft, (Deuteromelia 1609). vedi, un altro spartito si trova nel “The English Carol Book“, edizione di Martin Shaw e Percy Dearmer con musica di Sydnay H. Nicholson vedi o l’arrangiamento di Sir Cherles H. Parry (1848-1918)]

The Ranelagh singers (Sir Cherles H. Parry tune)

The Rankin Sisters
a country version from Nova Scotia, Canada
[versione country (dalla Nuova Scozia, Canada)]


I
Welcome be thou, heaven-king(1),
Welcome born in one morning,
Welcome for whom we shall sing,
Welcome Yule
II
Welcome be ye, Stephan(2) and John(3),
Welcome Innocents(4) every one
Welcome Thomas Martyr(5) one,
Welcome Yule.
III
Welcome be ye, good New Year(6),
Welcome Twelfth Day, both in fere,(7)
Welcome saints lef(8) and dear,
Welcome Yule.
IV
Welcome be ye Candlemas(9),
Welcome be ye, Queen of Bliss (10),
Welcome both to more and less,(11)
Welcome Yule.
V
Welcome be ye that are here,
Welcome all and make good cheer;
Welcome all, another year,
Welcome Yule.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Benvenuto celeste sovrano
Benvenuto, nato al mattino,
Benvenuto da coloro che canteranno
“Benvenuto Yule”
II
Benvenuti a voi, Stefano e Giovanni
Benvenuti,  Santi Innocenti, uno ad uno
Benvenuto, Tommaso Martire,
Benvenuto Yule.
III
Benvenuto a te, buon Anno Nuovo
Benvenuti 12 giorni, tutti insieme, Benvenuti Santi amati e cari, Benvenuto Yule
IV
Benvenuto a te Candelora
Benvenuto a te Regina della Grazia
Benvenuti grandi e piccini
Benvenuto Yule
V
Benvenuti a voi che siete qui
Benvenuti a tutti e tanti auguri
Benvenuti a tutti un altro anno
Benvenuto Yule

NOTE
1) the king of Heaven originally had to be the Sun reborn after the Winter Solstice, it is the Yule, become Jesus who was born on December 25th in the morning
[il re del Cielo originariamente doveva essere il Sole rinato dopo il Solstizio d’Inverno, è lo Yule, diventato Gesù che nasce il 25 dicembre di mattino]
2) St Stephan, the first Christian martyr is celebrated on December 26 with Boxing Day
[Santo Stefano, il primo martire cristiano è festeggiato il 26 dicembre con il Boxing Day]
3) St. John the Evangelist is celebrated on December 27th [San Giovanni Evangelista è festeggiato il 27 dicembre]
4) the day of the Innocents massacred by Herod is commemorated on December 28th see [ il giorno degli Innocenti massacrati da Erode è commemorato il 28 dicembre continua]
5) St. Thomas was celebrated on December 21 (the Vatican has only recently moved St Thomas’s Day to July 3), while San Tomas Becket is commemorated on December 29 [San Tommaso era festeggiato il 21 dicembre (il Vaticano ha spostato solo recentemente il St Thomas’s Day al 3 luglio), mentre San Tomas Becket è commemorato il 29 dicembre]
6) the eighth day of Christmas is January 1, the beginning of the new year, traditionally depicted with holly branches [l’ottavo giorno di Natale è il 1 gennaio, l’inizio del nuovo anno, tradizionalmente raffigurato con rami d’agrifoglio]
7) in fere= in company, together. In the song the Mummers played the 12 days of Christmas
[Nel canto i Mummers impersonavano i 12 giorni del Natale]
8) Loved
9)  the feast of Candlemas is the feast of the purification of the virgin that coincides with February 2: according to Jewish custom the woman who gives birth is considered unclean until the 40th day. The festival is celebrated 40 days after Christmas but traditionally marked the end of Winter: this is the alarm bell that reminds us how once in February we celebrated Imbolc and Bride (see more).
la festa della Candelora è la festa della purificazione della vergine che coincide con il 2 febbraio: secondo la consuetudine ebraica la donna che partorisce è considerata impura fino al 40esimo giorno. La festa è celebrata 40 giorni dopo il Natale ma tradizionalmente segnava la fine dell’Inverno. E’ questo il campanellino d’allarme che ci ricorda come un tempo a febbraio si festeggiasse Imbolc e Bride. continua
In seguito al contatto con una donna in questo stato, il mosto inacidisce, i semi diventano sterili, gli alberi appassiscono, quelli da frutto si seccano e i loro frutti cadono solo che essa si sieda sotto;.. solo che ne venga guardato uno sciame d’api immediatamente morrà, mentre il bronzo e il ferro immediatamente arrugginiranno ..un cane che ne assaggi il sangue, impazzirà ed il suo morso diventerà velenoso come nella rabbia. Inoltre, il bitume che in certi periodi dell’anno si vede galleggiare sulla superficie del lago di Galilea può essere ridotto in pezzi unicamente mediante un filo che sia stato immerso in detta infetta materia. Un filo da un vestito infetto è sufficiente. Il lino,toccato da una donna durante la bollitura o la lavatura in acqua diventa nero. Così magico è il potere delle donne durante i periodi mestruali che la grandine ed i turbini sono trascinati se il sangue mestruale è esposto ai bagliori dei lampi” da Plinio il Vecchio, Storia Naturale , libro 28, cap. 23, 78-80; libro 7, cap. 65
10) Mary is also part of the Christmas Blessings even if her revel will take place a month later in February [anche Maria rientra  nelle Benedizioni natalizie anche se la sua festa si svolgerà un mese dopo a febbraio]
11) or Great and small.

part three (terza parte)

LINK
http://www.thetudorswiki.com/page/CHRISTMAS+with+The+Tudors
http://www.dailymail.co.uk/news/article-1236809/Stuffed-peacock-fake-snow-lashings-dancing-girls–Henry-VIII-VERY-merry-Christmas-indeed.html
http://www.thetudorswiki.com/page/CHRISTMAS+with+The+Tudors
http://www.womenpriests.org/it/traditio/unclean.asp
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/welcome_yule.htm

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40923

http://forums.canadiancontent.net/history/148524-medieval-christmas-how-celebrated.html

SAINT STEPHEN WAS A CLERK

Della vita di Santo Stefano si conosce molto poco, lo troviamo a Gerusalemme come seguace di Cristo e grande predicatore, lapidato nel 36 d.C. per la sua testimonianza di fede, il primo martire della storia cristiana e perciò annoverato tra i Comites Christi, i compagni di Gesù di cui si ricordano la vita a cominciare dal giorno dopo del Natale di Gristo. (prima parte)

stefan_jpgNel canto natalizio medievale dal titolo “Saint Stephen was a clerk” è descritto come un giovane servitore alla tavola di Erode (in altre versioni è uno stalliere vedi): nella notte in cui Gesù nasce, Stefano vede la stella (che tradizionalmente guida i Magi verso Betlemme) e vuole lasciare la corte di Erode per seguire il Messia.

Il canto con il titolo di è “St. Stephen and Herod” stato collezionato nelle Child ballad (#22), ma oggi è quasi scomparso dalla tradizione popolare anglosassone mentre è ancora vivo nei paesi scandinavi; una variante della ballata si trova in “The Carnal and the Crane” ovvero nella più circoscritta “King Herod and the cock” in cui al posto di Santo Stefano troviamo i “Saggi” venuti dall’Oriente.

IL MIRACOLO DEL GALLO ARROSTO

“St Stephen and King Herod” (=St. Stefano e Erode) è un canto natalizio tradizionale trovato per la prima volta in un manoscritto risalente all’epoca di Enrico VI. Si tratta di una favoletta in cui anacronisticamente Santo Stefano è servitore alla corte di re Erode (il grande). In questa favoletta Santo Stefano è lapidato proprio il giorno dopo il Natale, per aver preferito la corte di Gesù a quella di Erode. Nella storia è incastonato anche il miracolo del gallo arrosto servito al banchetto e che ritorna in vita per dare testimonianza della nascita di Cristo. (per il simbolismo del gallo vedi). L’atmosfera della ballata è squisitamente medievale, l’accostamento tra le regalità di Erode e la regalità di Gesù è palesemente un modo per sottolineare come il regno di Gesù sia migliore di quello del potere regio.

Purtroppo non ci sono molte registrazioni in rete e l’unica che ho trovato è questa versione rock progressive
ASCOLTA Alvek (strofe da I a VIII e XI)

St Stephen and King Herod
I
Saint Stephen was a clerk (1)
In King Herod’s hall
And served him of bread and cloth
As ever king befall.
II
Stephen out of the kitchen came
With boar’s head in hand(2);
He saw a star was fair and bright
Over Bethlehem stand
III
He cast down the boar’s head
And went into the hall;
‘I forsake thee, King Herod,
And thy works all;
IV
‘I forsake thee King Herod,
And thy works all:
There is a Child in Bethlehem born
Is better than we all.’
V
‘What aileth thee, Stephen,
What is thee befall(3)?
Lacketh(4) thee either meat or drink
In King Herod’s hall?’
VI
‘What aileth thee, Stephen,
Art thou wode(5), or thou ginnest to breide(6)?
Lacketh thee either gold or fee
Or any rich weed(7)?’
VII
‘Lacketh me neither meat nor drink
In King Herod’s hall:
There is a Child in Bethlehem born
Is better than we all.’
VIII
‘Lacketh me neither gold nor fee,
Nor none rich weed:
There is a Child in Bethlehem born
Shall helpen us at our need.’
IX
‘That is also sooth(8), Stephen,
Also sooth, iwis(9),
As this capon(10) crowe shall cock
That lieth(11) in my dish.’
X
That word was not so sooner said,
That word in that hall,
The capon crew ‘Christus natus est’
Among the lords all.
XI
‘Rise up, my tormenters,
By two and all by one,
And lead Stephen out of this town
And stone him with stone.’
XII
Took they Stephen
And stoned him in the way (12);
And therefore is his even
On Christ’s own day.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Santo Stefano era un cortigiano (1)
alla corte di Erode
e gli porgeva cibo e vestiti
come capitava ai Re
II
Stefano uscì dalla cucina
con la testa di cinghiale (2) tra le mani
e vide una stella che era bella e luminosa e stava su Betlemme.
III
Egli posò la testa di cinghiale
e andò nella sala (del banchetto)
“Ti lascio re Erode
e lascio tutta la tua corte”
IV
“Ti lascio re Erode,
e lascio tutta la tua corte:
c’è un bambino nato a Betlemme
che è migliore di tutti noi”
V
“Cos’hai, Stefano
che cosa ti succede (3)?
Ti mancano (4) forse cibo o bevande
alla corte di re Erode?
VI
Cos’hai, Stefano
sei pazzo (5) e stai delirando (6)?
Ti mancano forse ricchezze o prebende
o degli abiti lussuosi (7)?
VII
“Non mi mancano cibo o bevande
alla corte di Re Erode:
c’è un bambino nato a Betlemme
che è migliore di tutti noi”
VIII
“Non mi mancano ricchezze o prebende o degli abiti lussuosi:
c’è un bambino nato a Betlemme
che ci aiuterà per ogni necessità”
IX
“Se questa fosse la verità Stefano
la verità di certo
questo cappone (10) che si trova nel piatto canterebbe!”
X
Aveva appena pronunciato
quelle parole nel salone
che il cappone gridò “Cristo è nato”
tra i signori tutti
XI
“Alzatevi, miei aguzzini,
ad uno a d uno
e portate Stefano fuori dalla città
e lapidatelo”
XII
Presero Stefano
e lo lapidarono per la strada (12)
e perciò è anche suo
il giorno proprio di Cristo

NOTE
1) i servitori del re si distinguevano dalla servitù in quanto erano per lo più dei nobili
2) la testa di cinghiare arrostita viene ancora servita a Oxford per la cena di Natale (vedi)
3) what has happened
4) lakketh= lack
5) wode” (mad)
6) ginst to brede” (given to rave).
7) ryche weed = fine clothing
8) also sooth= this is just as true
9) y-wis= indeed
10) il cappone è un gallo castrato per rendere più morbida la carne ed è un piatto caratteristico in Italia nel periodo natalizio
11) lyth= lies
12) furono i sacerdoti del Sinedrio a condannare a morte Stefano continua

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/saint_stephen_was_a_clerk.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_22 http://www.patrickcomerford.com/2011/12/christmas-poems-12-saint-stephen-was.html

THE WREN SONG AND WREN HUNTING

518px-Book_Illustration_of_a_Robin_and_WrenLa canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso. Il nome gaelico “Druidh dhubh” si traduce come “druido degli uccelli” detto anche “passero di Bran” (il dio della profezia). Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

D’altraparte non tutti gli studiosi concordano con il far risalile la parola gaelica “Dreoilín” a “druido”, piuttosto “dryw” e “drev” vogliono dire “felice”. Così Christian Souchon scrive ” I nomi di questo uccello in lingue celtiche ruotano intorno all’idea di allegria:
– Bretone: “laouenan (ig)” di “laouenn” = felice
– Gallese: “dryw” è certamente la stessa parola bretone “drev” (pronunciato “dreo”) che significa felice

A propos du roitelet, (scricciolo), ne faudrait-il pas parler du nom latin de cet oiseau « regulus », petit roi, qui se retrouve en français, en espagnol (reyezuelo), en allemand (sous forme de traduction « Zaunkönig », roi des clôtures) et sans doute dans d’autres langues ?
A l’origine il y a la fable latine du concours de vol en hauteur pour choisir le roi des oiseaux. Le vainqueur est l’aigle, mais un roitelet s’était perché sur sa tête, à son insu, méritant ainsi le nom de « petit roi » qui lui est resté.
On peut se demander si les « wren king songs » sont, de ce fait, d’origine uniquement celtique. Les noms de cet oiseau dans les langues celtes tournent autour de l’idée de gaité :
– Breton : « laouenan (ig) » de « laouenn »= joyeux
– Gallois : « dryw » est certainement le même mot que le breton « drev » (prononcé « dreo ») qui veut dire aussi joyeux (Christian Souchon )

Nel suo libro “La dea bianca”, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. (continua) Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita.

LA VERA MORTE DI COCK ROBIN

Nei secoli si sono mescolate molte varianti di questa lotta-litigio diventate anche oggetto di racconti per bambini e nursery rhymes, in quella più conosciuta Cock Robin (il pettirosso) si innamora di Jenny Wren (lo scricciolo). Viene celebrato il loro matrimonio (ampia descrizione del banchetto). Tutti sono felici, bevono e mangiano cose deliziose, ma a rovinare la festa entra in scena il cuculo, che vuole portarsi via Jenny Wren, ma nel tafferuglio viene ucciso Cock Robin. In altre varianti una lite tra i due uccellini innamorati precede il matrimonio continua
jennywren-waltercrane

Nell’Inghilterra vittoriana è il pettirosso a rispuntare nelle cartoline degli auguri a simboleggiare la morte-resurrezione di Gesù (e l’uccelino viene raffigurato tra le mani di Gesù bambino tra le braccia di Maria).
Nella fiaba/filastrocca per bambini è lo scricciolo Jenny Wren ad essere la parte femminile della coppia  ed è il Frazer nel suo “Il ramo d’oro” a dirci che gli scozzesi lo chiamano anche “gallina della regina del cielo”. La regina del cielo è evidentemente il sole che nell’antichità era femmina.

LA CACCIA DELLO SCRICCIOLO IN IRLANDA

In Irlanda il giorno di S. Stefano, conosciuto anche con il nome gaelico La An Droilin, il giorno dello scricciolo, i giovani del villaggio con i visi sporchi di fuliggine e armati di bastoni, andavano nei boschi alle prime luci dell’alba per cercare tra i cespugli la tana dello scricciolo: il primo di loro che riusciva a colpirlo diventava il re per un giorno. Il corpicino dello scricciolo legato ad un ramo di agrifoglio veniva portato in processione di casa in casa e cantando una filastrocca i ragazzi dello scricciolo ricevevano piccoli doni lasciando in cambio una piuma strappata dal petto del piccolo uccellino. Compiuto il giro presso tutte le case del villaggio i ragazzi intonavano una nenia funebre e andavano a seppellire lo scricciolo nel cimitero. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro” “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught” In effetti la caccia dello scricciolo era un rituale pan-celtico sopravvissuto nell’Irlanda sud-occidentale: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.

wren-boys
Parade of Wren Bush & Boys, 1850: i ragazzi dello scricciolo erano danzatori, cantanti e musicisti in costume, sebbene i personaggi variassero c’era sempre in Irlanda un uomo vestito da “megera” (la cailleach) e una Giumenta bianca (Lair Bhan)

Ancora oggi gli Wren Boys indossano vestiti stracciati e si coprono o dipingono i visi e vanno di casa in casa cantando la Canzone dello Scricciolo accompagnandosi con vari strumenti tradizionali, oggi non si permette più l’uccisione dell’uccellino, e appeso al ramo di agrifoglio c’è un simulacro che tutti i bambini del villaggio devono colpire con bastoni o sassi, fino a farlo cadere. Una volta “ucciso” lo scricciolo, i bambini dovranno bussare alle porte del paese con un rametto di agrifoglio in mano, chiedendo soldi per seppellirlo. Ancora alla fine della seconda guerra mondiale c’era l’usanza di catturare (nottetempo) lo scricciolo per tenerlo prigioniero per tutto il giorno del 26 dicembre in una gabbietta e mostrarlo di casa in casa chiedendo dei soldi per il suo funerale. I giovani del paese la sera sarebbero poi andati al pub a fare una bella veglia funebre all’irlandese (bevendo, cantando e ballando!!) (testimonianza di Joe Heaney qui)
A Dingle (contea di Kerry, Irlanda) il Giorno dello Scricciolo è celebrato con una festa: il fantoccio dell’uccellino è legato su un alto palo (decorato con nastri e rami di agrifoglio e edera) e portato in parata per le strade con tanto di musicisti: il danaro ricavato dalla questua è donato in beneficenza o dedicato alla danza serale che si svolge attorno al palo decorato. Le persone offrono birra e dolci (ma anche qualche monetina) e i più giovani di ogni casa visitata si uniscono alla combriccola finché non si da vita a un gruppo numeroso di ragazzini. Alcuni Wren boys indossano abiti di paglia e buffi copri capi sempre in paglia che nei secoli XVIII e XIX erano i travestimenti dei Whiteboys, i sovversivi al tempo delle guerre contadine. pommer-wrenboys L’usanza oltre che in alcune parti d’Irlanda è diffusa nell’Isola di Man e in alcune parti del Galles, nel Suffolk, ma anche in Canada presso le comunità irlandesi e in Bretagna.

THE WREN SONG

Le strofe cantate nella questua variano a seconda delle località e non si può non rilevare una certa somiglianza con le questue dell’a-souling (vedi). Nel raccolta “Song of Uladh” (1904) di Herbert Hughes si riporta una strofa e la testimonianza di Gerald Griffin (1803-1840) “The Wran! the Wran! the king of all birds,St Stephen’s day was caught in the furze; Although he’s little, his family’s great. Get up, fair ladies! and give us a trate! And if your trate be of the best, In heaven we hope your soul will rest!”’ ‘The Wren-boys of Sean-ghualann [Griffin has Shanagolden] … were all assembled pursuant to custom on the green before the chapel-door on a fine frosty morning, being the twenty-sixth of December, or Saint Stephen’s Day – a festival yet held in much reverence in Mumha [Griffin has Munster], although the Catholic Church has for many years ceased to look upon it as a holiday of “obligation”. ‘Seven or eight handsome young fellows, tricked out in ribbons of the gayest colours, white waistcoats and stockings, and furnished with musical instruments of various kinds – a fife, a piccolo, an old drum, a cracked fidil [Griffin has fiddle], and a set of bagpipes – assumed their place in the rear [Griffin has rere] of the procession, and startled the yet slumbering inhabitants of the neighbouring houses by a fearfully discordant prelude. ‘Behind those came the Wren-boy par excellence – a lad who bore in his hands a holly-bush, the leaves of which were interwoven with long streamers of red, yellow, blue and white ribbon; all which finery, nevertheless, in no way contributed to reconcile the little mottled tenant of the bower (a wren which was tied by the leg to one of the boughs) to his state of durance. After the Wren-boy came a promiscuous crowd of youngsters, of all ages under fifteen, composing just such a little ragged rabble as one observes attending the band of a marching regiment on its entrance into a country town, shouting, hallooing, laughing, and joining in apt chorus with the droning, shrilling, squeaking, and rattling of the musicians of the morn.’ Di solito le canzoni dello scricciolo si compongono di tre, quattro strofe abbastanza simili da regione a regione (è ovvio che se si doveva girare di casa in casa per tutto il paese la canzone era piuttosto breve!!)


I
The Wren, the Wren the king of all birds(1),
St. Stephenses day, he was caught in the furze.
Although he is little, his honor(2) is great,
Rise up, kind sir, and give us a trate(3).
II
We followed this Wren ten miles or more
Through hedges and ditches and heaps of snow,
We up with our wattles and gave him a fall
And brought him here to show you all.
III
For we are the boys that came your way
To bury the Wren on Saint Stephenses Day,
So up with the kettle(4) and down with the pan!
Give us some help for to bury the Wren!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Lo scricciolo, il re di tutti
gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano è catturato tra i cespugli
sebbene sia piccolo, il suo spirito(2) è grande,
alzatevi, gentile signore, e dateci un dolcetto(3).
II
Abbiamo inseguito questo scricciolo per 10 e più miglia
tra siepi e fossati e cumuli
di neve,
abbiamo fatto rumore con i nostri bastoni e lo abbiamo intrappolato
e lo portiamo qui per mostrarlo a tutti.
III
Perchè noi siamo i ragazzi che vengono sulla vostra strada
a portare lo Scricciolo nel giorno di S. Stefano,
su la lattina(4) e giù la monetina
Dateci un aiuto per seppellire lo Scricciolo.

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò, si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo all’ultimo momento e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui )
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) la parola si traduce come bollitore, teiera ma nel contesto credo voglia dire lattina. La traduzione letterale è: mettete su il bollitore e sotto con la padella!

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna britannica e per l’Irlanda!

LE WREN SONGS suddivise per territorio continua
Musiche e danze per il giorno dello scricciolo qui

APPROFONDIMENTO
SOLSTIZIO D’INVERNO qui
COCK ROBIN, DEATH AND BURIAL OF COCK ROBIN vedi

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-23rd-dec-wren-boys.html http://www.gippeswic.demon.co.uk/wren.html

THE WREN SONG E LA CACCIA ALLO SCRICCIOLO

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. continua

La canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso. Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

LA LOTTA TRA PETTIROSSO E SCRICCIOLO

Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate  (continua)
Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught”

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Parade of Wren Bush & Boys, 1850

LA QUESTUA E IL BANCHETTO

Dopo aver ucciso lo scricciolo e averlo portato in giro per il villaggio per raccogliere farina o pane, burro e uova, si seppelliva il corpo con un funerale e si procedeva a preparare un dolce tipico di Natale, il “pudding bag
Nella forma di più antica attestazione, che è anche la più semplice, la cerimonia (che si tiene sempre il 26 dicembre, giorno di S. Stefano o “Giorno dello Scricciolo”) iniziava con l’inseguimento di un vero scricciolo che infine veniva lapidato. Il suo corpo era quindi deposto in una scatola o gabbia stupendamente decorata con rami di sempreverdi, nastri colorati e frutti (detti perllan o “frutteto” in gallese) che veniva fissata all’estremità di un palo e portata in parata di casa in casa da una compagnia di danzatori, cantanti e musicisti in costume. La composizione specifica dei personaggi variava ma, almeno in Irlanda, includeva sempre un uomo travestito da “megera” (cailleach) e un cavallino chiamato Lair Bhan (“Giumenta Bianca”). Ovunque fossero accolti, i “ragazzi dello scricciolo”  eseguivano una performance di danza, clownerie e musica nuova e vecchia (parte della quale riferita specificamente all’occasione), e quindi chiedevano la carità “per seppellire lo scricciolo”. In effetti, si trattava più precisamente di soldi non per seppellire lo scricciolo, dato che si riteneva che il suo corpo portasse sfortuna; per vendicarsi, i figuranti di alcune comunità si sbarazzavano infine del cadaverino deponendolo sulla terra della casa che li aveva accolti più miseramente o in modo scortese nel corso della giornata. In altre aree, la sepoltura dello scricciolo era un rituale elaborato e il corpo veniva lasciato in un luogo “liminale” (per esempio sulla riva, né sulla terra, né in mare) dove il suo influsso veniva così neutralizzato. (tratto da Il tempo dei celti. Miti e riti: una guida alla spiritualità celtica di Alexei Kondratiev)

Inizio con una carrellata di antiche melodie celtiche dedicate allo scricciolo.
ASCOLTA “The Wren” reel arrangiamento per mandola (o irish bouzouki che dir si voglia) anche con il titolo An dro (perchè è un andrò bretone) qui

ASCOLTA ghironda

VIDEO Danza originaria dall’Isola di Man

ASCOLTA’The Wren! The Wren!’: The Dingle Set “A Celtic Christmas”

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna britannica e per l’Irlanda! seconda parte
 In Bretagna continua

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/wren-song.htm

Deck the halls it’s Yuletide

It’s time to think about Christmas decorations and listen to Christmas songs! So the command from the British Isles is “DECK THE HALLS”
[E’ tempo di pensare alle decorazioni natalizie e di ascoltare i canti di Natale! Così il comando dalle Isole Britanniche è “DECK THE HALLS” (in senso lato vuol dire: adorniamo la casa).]

A Welsh tune called “Nos Galan” that recalls the renaissance music at the Tudors, the text is more recent and dates back to 1800, published in “Welsh Melodies with Welsh and English Poetry” 1862 with an English translation by Thomas Olipahnt, but that does not reflect the original meaning. A similar text was also published in America in 1881 (J. P. McCaskey, “Franklin Square Song Collection”). And indeed it is considered a traditional American Christmas carol.
[La melodia è gallese detta “Nos Galan” e richiama la musica rinascimentale al tempo dei Tudors, il testo invece è più recente e risale al 1800, pubblicato in “Welsh Melodies with Welsh and English Poetry” 1862 con una traduzione in inglese di Thomas Olipahnt che però non rispecchia il significato originale. Un testo simile è stato pubblicato an
The first known draft is by Edward Jones (in “Musical and Poetical Relics of the Welsh” – 1784 and subsequent edition 1794), which he fits the melody with a love song; it was probably a dance music with the harpist at the center of the dancers’ circle (medieval carola). The song is enriched by many textual variations, but in its oldest version it contains many expressions now obsolete, in English, and above all, refers to the celebration of the ancient solstice festival of Yule.
[La prima stesura conosciuta  è dell’arpista Edward Jones (in “Musical and Poetical   Relicks of the Welsh” – 1784  e successiva edizione 1794), che riporta la melodia con una canzone d’amore; era probabilmente una musica da danzare con l’arpista al centro del girotondo dei ballerini (carola medievale). Il brano è arricchito da molte varianti testuali, ma nella  sua versione più antica riporta molte espressioni ormai desuete nell’inglese,  e soprattutto, fa riferimento alla celebrazione della antica festa solstiziale di Yule.]che in America nel 1881 (J. P. McCaskey, “Franklin Square Song Collection”). E in effetti è considerato un canto natalizio tradizionale americano.]

YULETIDE

La fata dell'agrifoglioOf Germanic origin but soon spread also in the Celtic Lands YULE was the festival of fire and light that was celebrated during the Winter Solstice to help the sun in its fight against the forces of darkness. A celebration of joy, of songs and dances, of banquets and colossal drinks “to do the day in the night“, that is to bring light and warmth to the icy heart of Winter. The house was decorated with branches of mistletoe and holly (our Christmas tree comes from this tradition) symbols of the persistence of plant life (and its fertility) even in the coldest and darkest of the year.
[Di origine germanica ma diffusasi presto anche nelle Terre Celtiche YULE era la festa del fuoco e  della luce che si celebrava durante il Solstizio d’Inverno per aiutare il sole nella sua lotta contro le forze dell’oscurità. Una festa dell’allegria e della gioia, di canti e danze, di banchetti e di colossali bevute per “fare  il giorno di notte” ossia per portare luce e calore nel cuore gelido  dell’Inverno. Si decorava la casa con rami  di vischio e di agrifoglio (il nostro albero di Natale arriva da questa  tradizione) simboli del perdurare della vita vegetale (e la sua fertilità) anche  nel periodo più freddo e buio dell’anno.]

YULE LOG

A large trunk (Yule log) was prepared on the eve, following precise ceremonials, decorated with ribbons and evergreens (sometimes wet with cider as an offering to the spirit of the tree) it was brought into the house with songs and blessings, be placed on the hearth.
[Un grosso tronco (il ceppo di Yule ) era preparato alla vigilia della festa seguendo dei precisi cerimoniali, decorato con nastri e sempreverdi (a volte bagnato con del sidro come offerta allo spirito dell’albero) era portato in casa con canti e benedizioni, per essere sistemato sul focolare.]

Il tronco di Yule

Passed in the tradition of Christmas, the log was placed in the fireplace of the main hall on Christmas Eve and was kept on until New Year or Epiphany: it protected the house from the spells of evil forces; its ashes were scattered over the fields to make them fertile. Some part of it were stored in order to then feed the fire of the following year.
[Passato nella tradizione del Natale, il ceppo era  sistemato nel camino del salone alla vigilia di Natale e si manteneva acceso  fino a Capodanno o all’Epifania: quel ceppo proteggeva la casa dagli incantesimi delle forze maligne; le ceneri erano sparse sopra i campi per renderli fertili. I resti  del ceppo, venivano anche conservati per poter poi alimentare il fuoco che  avrebbe arso il ceppo dell’anno seguente.]

In our days with chimneys and stoves too small for the Yule stock, those who want to celebrate according to the old traditions, could decorate a branch with candles, evergreens, pine cones and berries as a nice centerpiece that illuminates the dinners of the Christmas holidays.
[Ai nostri giorni con camini e stufe troppo piccoli per il  ceppo di Yule chi volesse celebrare la festa secondo  le vecchie tradizioni, potrebbe decorare un tronchetto con candele, sempreverdi, pigne e bacche recuperate in giardino e trasformarlo in un bel centro tavola che illumini le cene della festività natalizia.]

And to overdo it’s time to cook the “Buche de Noel“, that is the typical dessert of the French Christmas tradition.
The recipe is simple and even the preparation is not so complicated, it is about cooking a soft dough like sponge cake in a rectangular pan and roll it when it is still hot (with greaseproof baking paper is a breeze). Once cooled and gently rolled out, keep its “fold” and fill with cream to taste, roll up well and cover with chocolate icing decorating the surface as if it were a log. On the web there are so many recipes that you are spoiled for choice!
[E per strafare perchè non preparare
il “Buche de Noel” cioè il dolce  tipico della tradizione natalizia francese?
La ricetta è semplice e anche la preparazione non è poi così complicata, si tratta di cuocere un impasto soffice tipo pan di spagna in una teglia rettangolare e di arrotolarlo quando è ancora caldo (con la carta oleata da forno è un gioco da ragazzi). Una volta raffreddato e srotolato con delicatezza mantiene la sua “piega” e si farcisce con crema a piacere, si arrotola bene e riveste con glassa al cioccolato decorando la superficie come se si trattasse di un tronco di legno. In rete ci sono veramente tante ricette che non c’è che l’imbarazzo della scelta!]

DECK THE HALLS (The Blazing Yule)

James Taylor

Blackmore’s Nights

Pentatonix

Versione di T. Oliphant 1862*
Deck the halls with boughs of holly,
Fa la la la   la, la la la.
‘Tis the season to be jolly,
Fa la la la   la, la la la la.
Don (1) we now our gay (2) apparel,
Troll (3) the ancient Yuletide (4) carol (5),
See the blazing Yule before us,
Strike the harp and join the chorus.
Follow me in merry measure,
While I tell of Yuletide treasure
Fast away the old year passes,
Hail the new, ye lads and lasses,
Sing we joyous, all together,
Heedless of the wind and weather
traduzione italiano
Adorniamo le sale con rami di agrifoglio
Tra la la la   la..
È la stagione per essere gioiosi.
Fa la la la   la, la la la la.
Indossiamo  i nostri abiti festosi,
per cantare i vecchi inni del Solstizio.
Guardiamo lo Yule bruciare davanti a noi
suoniamo l’arpa e uniamoci  al coro.
Seguitemi con ritmo vivace
mentre vi rivelo dello Yule il tesoro.
Veloce il vecchio anno è  passato,
salutiamo il nuovo, forza  ragazzi e ragazze, cantiamo insieme con gioia
senza curarci del vento e del (mal)tempo.

NOTE
* among the favorite pastimes in the Victorian era there was the English translation of songs in a foreign language. But the version of Oliphant is a free adaptation to the melody.
[tra i passatempi favoriti in epoca vittoriana la traduzione in inglese di canzoni in lingua straniera. Ma la versione di Oliphant è un libero adattamento alla melodia.
1) contraction of “do on” used in the texts of 1300: stands for “put on”
[contrazione di “do on” usata nei testi del 1300: sta per “put on”]
2) the gay term proper of the medieval language stands for “full of joy or mirth”, its negative and promiscuous connotation dates back to 1600
[il temine gay proprio  del linguaggio medievale sta per “full of joy or mirth”, la sua  connotazione negativa e promiscua risale invece al 1600]
3) troll stands for “to sing in a full, rolling voice” to sing loudly or boldly
[troll sta per “to sing in a full, rolling voice” cantare  forte o con coraggio]
4) yuletide: tide used as a suffix “point or portion of time, two time”
[yuletide: tide usato come suffisso ”point or portion of time, due time”]
5) carol: in the Middle Ages the carola was a circle dance performed on the song of a soloist and with a chorus intoned by the choir, from 1500 it takes the meaning of Christmas anthem. In the next verse is described precisely the dance with the harpist put in the center of the circle of those who sang.
[carol: nel medioevo la carola era una danza in cerchio  eseguita sul canto di un solista e con un ritornello intonato dal coro, dal  1500 prende il significato di inno di Natale. Nel verso successivo è descritta proprio la danza con l’arpista messo al centro del girotondo di coloro che cantavano.]

VERSIONE IN ITALIANO SULLA MELODIA DECK THE HALLS (da cantare con i bambini)

I
Metti l’agrifoglio in casa
Questo è un giorno pien di gioia
Metti l’abito di festa
Canta l’inno del Natale
II
L’anno vecchio sta finendo
Meraviglie stan nascendo
Tempo bello, tempo brutto
Sia felice il mondo tutto
III
Il tuo cuore sia più buono
Metti il lume alla finestra
Questo è il giorno del Signore
Canta l’inno del Natale

TUNE [MELODIA]

Lifescapes in “Christmas Celtic

Frank McConnel in “A Celtic Christmas – Celtic Joy”

Carlyle Fraser

LINK
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/deck_the_hall.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=26223