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The Holly and the Ivy Girl

Nelle isole britanniche la tradizione ottocentesca del Natale voleva che le case fossero decorate con sempreverdi e in genere erano i bambini e le donne ad occuparsi di raccogliere e vendere cespi e rametti di agrifoglio, vischio ed edera.

Durante il periodo natalizio le città erano affollate di venditori ambulanti con carretti e grossi cesti di sempreverdi, perlo più di giovane età ed estremamente poveri.
Il canto di Natale ‘The Holly and Ivy Girl‘ è una piccola fiaba sul modello della povera fiammiferaia: una bambina vende i sempreverdi intirizzita dal freddo, e come quella muore sotto l’indifferenza dei passanti.

Selling Christmas Trees ~ David Jacobsen ~ (1821-1871)

The Holly and Ivy Girl‘ più comunemente  intitolato “(Come Buy) My Nice Fresh Ivy” è un canto di Natale scritto da John Keegan (1809-49) sulla melodia O’Carolan’s Lament dell’arpista irlandese Turlough O’Carolan (1670-1738) –Lament for Roe Owen O’Neill (Uaill Cuma Eogan Ruaid Ua Niall)
Versione per chitarra di John Renbourn
Un lament perfetto per la cornamusa:  in Celtic Mystique, Howard Baer

E ancora una versione di John Doan

Molte delle poesie e scritti di John Keegan riflettono sugli orrori della Grande Carestia, e lui stesso morì di colera in giovane età. La poesia fu pubblicata nella prima edizione del The Irishman (1849) e Keegan la scrisse probabilmente suggestionato dalla fiaba della Piccola Fiammiferaia di Andersen pubblicata proprio l’anno precedente. Una versione estesa di 8 strofe è riportata ne “The Ballads of Ireland” di Edward Hayes, 1855,
Maureen Hegarty strofe I, II, I

Il Cór Na Nog Rté Choir la canta nel film  ‘Evelyn,’ 2002 strofe I, II


I
Come buy my nice fresh ivy
And my holly sprigs so green
I have the finest branches
That ever yet were seen
Come buy from me good Christians
And let me home I pray
And I’ll wish you a Merry Christmas times
And a happy New Year’s Day.
II
Ah! Won’t you take my ivy
The loveliest ever seen
Ah! Won’t you have my holly boughs
All you who love the green
Do take a bunch of each
And on my knees I’ll pray
That God may bless you Christmas
And be with you on New Year’s Day.
III
The cold wind whistled mournfully
O’er Dublin’s dreary town
And this a dying maiden (1) sang
While the cold hail rattled down
One stiff hand clutched her ivy sprigs
And holly boughs so fair
With the other she kept brushing
The haildrops from her hair
traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Venite a comprare la mia bella e fresca edera e i miei rametti di agrifoglio così verdi, ho i rami più belli
che abbiate mai visto.
Venite a comprare da me, bravi cristiani e fatemi ritornare a casa, ve ne prego,
vi auguro un Buon Natale
e un felice Anno Nuovo”
II
“Ah! Non volete prendere la mia edera
La più bella mai vista.
Ah! Non volete avere il mio cespo d’agrifoglio
voi che amate i sempreverdi
prendetene un ramo di entrambi
e inginocchiata pregherò
che Dio benedica il vostro Natale
e che sia con voi a Capodanno”
III
Il vento freddo soffiava mesto
sulla tetra citta di Dublino
e così una fanciulla esangue cantava
mentre il freddo nevischio cadeva,
con una mano intirizzita lei stringeva i rami d’edera e i rametti d’agrifoglio così belli, con l’altra si ripuliva
il ghiaccio dai capelli

NOTE
1) nelle verioni attuali sono cantate solo le prime due strofe quelle in cui la fanciulla invita con il canto la gente a comprare la sua merce, dietro al tono mesto si cela la drammaticità del racconto, la povera bambina tutta intirizzita e denutrita è in procinto di morire, sopraffatta dagli stenti e dalla sua misera vita.
Così prosegue la poesia

So grim and statue-like she seemed, ‘twas evident the Death
Was lurking in her footsteps – while her hot impeded breath
Too plainly told her early doom – though the burden of her lay
Was still of life and Christmas joys, and a Happy New Year’s Day.


‘Twas in that broad, bleak Thomas Street, I heard the wanderer sing,
I stood a moment in the mire, beyond the ragged ring-
My heart felt cold and lonely, and my thoughts were far away,
Where I was many a Christmas-tide and Happy New Year’s Day.


I dreamed of wonderings in the woods among the Holly Green;
I dreamed of my own native cot and porch with Ivey Screen:
I dreamed of lights forever dimm’d – of Hopes that can’t return –
And dropped a tear on Christmas fires that never more can burn.


The ghost-like singer still sung on, but no one came to buy;
The hurrying crowd passed to and fro, but did not heed her cry;
She uttered on low, piercing moan-then cast her boughs away-
And smiling, cried-“I’ll rest with God before the New Year’s Day!”


On New Year’s Day I said my prayers above a new-made grave,
Dug recently in sacred soi, by Liffey’s murmuring wave;
The Minstrel maid from Earth to Heaven has winged her happy way,
And now enjoys, with sister saints, and endless New Year’s Day.

La melodia suonata al piano da Howard J Foster

e da J.J. Sheridan

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28256
http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2014/12/storie-di-natale-la-piccola_10.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/come_buy_my_nice_fresh_ivy.htm
https://www.joeheaney.org/en/holly-and-ivy-girl-the/

THE BONNY CUCKOO

Una vecchia melodia dall’Irlanda del Nord trascritta da Edward Bunting in occasione del festival bardico che si tenne nel 1793 a Belfast (il brano giunge da Henry Joy di Ballinascreen, Co. Londonderry o dall’arpista Arthur O’Neill). L’originale era in gaelico irlandese ma Bunting ne trascrisse una versione  “.. a close translation from the original Irish
Sicuramente il bardo Turlough O’Carolan nel 1691 prese ispirazione da questa melodia per comporre “Sí bheag Sí mhor” che gli studiosi sono propensi ritenere come una variante di questa

Cuculus_canorusIL CUCULO ARALDO DI PRIMAVERA

Il cuculo arriva dall’Africa tra la fine di marzo e i primi d’Aprile e inizia subito il corteggiamento innalzando il suo caratteristico canto . Nell’Europa Settentrionale arriva un po’ più tardi, all’incirca a metà aprile. In ogni caso il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più. La femmina emette una nota molto lunga e gorgheggiante simile a un «puhuhhuhuhu». Il verso del cuculo maschio è stato reso famoso dagli orologi a pendolo in legno (gli orologi a cucù di teutonica memoria) continua

La melodia riprende il verso del cuculo, di cui ne modula il canto, proprio in questi giorni sto leggendo “Il pozzo” di Chaterine Chanter e a pg 129 leggo ” Mi fermai per ascoltare il cuculo, il primo di quest’anno.  Poi il suo richiamo ipocrita fu ripreso da un canto. Quella sera c’era una calura umida e le note si appiccicavano alle nuvole basse come un profumo. Era una salmodia, più che una canzone, e le pause e i crescendo suggerivano un solista, che quasi non riuscivo ad udire, e un coro, come in un responsorio. Mentre il cuculo si alzava in volo verso est, il canto sembrò crescere e spostarsi dalla valle verso il lato sinistro del sentiero; i bassi allungavano le pliche fin tra le radici degli alberi, gli acuti si arrampicavano sul pentagramma fin dove l’usignolo sfarfalla come un tremolo. Le note si gonfiavano con l’alzarsi della brezza e calavano, sempre invisibili, muovendosi all’unisono con l’orzo.

ASCOLTA Simon Chadwick

ASCOLTA Shirley Collins 1959

My bonny cuckoo, I tell you true
That through the groves I’ll rove with you;
I’ll rove with you until the (next) spring
And then my cuckoo shall sweetly sing.
(Cuckoo, sing girls, let no-one tell,
Untill I settle my seasons well.)(1)
The ash and the hazel shall mourning say,
Oh bonny cuckoo, don’t go away;
Don’t go away, but tarry here,
And sing for us throughout the year.
Cuckoo, cuckoo, pray tarry here,
And make the spring last all the year.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Mio bel cuculo, ti dico la verità, per i boschi andrò con te;
andò in giro con te fino a primavera
e allora il mio cuculo canterà dolcemente.
(“cu-cu” cantate ragazze, che nessuno dica, finchè mi sistemo per le stagioni)
Il frassino e il nocciolo si lamentano e dicono
“Oh bel cuculo non andare via
non andare via, ma resta qui,
e canta per noi durante l’anno
cuculo ti prego resta qui
e fai durare la primavera tutto l’anno”

NOTE
1) strofe riportate da Simon Chadwick e prese da “Queen’s University Belfast Special Collections” MS4/33(5) f9v

LA DANZA

E’ una “modern english country dance” ideata da Gail Ticknor  nel 1986 da ballarsi sulla melodia omonima ma anche su “Sí bheag Sí mhor

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/cuculo-araldo-della-primavera/
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/thebonnycuckoo.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59741
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=953898
http://dancevideos.childgrove.org/ecd/ecd-modern/316-bonny-cuckoo

SI BHEAG, SI MHOR

L’arpista irlandese Turlough O’Carolan nel 1691 si ispirò a una leggenda locale per comporre un canto riportato con vari titoli “Sheebeg Sheemore” “Sí bheag Sí mhor” “Si Beag si Mor” “Sidh Beag, Sidh Mor”: nei pressi di Lough Scur (Co Leitrim) due tumuli fatati si fronteggiano e sono la casa di due guerrieri (ovvero clan) rivali i quali continuano a combattere nottetempo la loro battaglia. La leggenda narra che lo stesso eroe celtico Finn McCool (mitico capo dei Fianna) sia sepolto nel Sí mhor (la collina più grande).

La melodia trae ispirazione dal brano tradizionale ‘The Bonny Cuckoo’ e gli studiosi la considerano una variante. Così scrive The Fiddler’s Companion “The air, according to O’Sullivan (1958) and tradition, was probably the first composed by blind Irish harper Turlough O’Carolan (1670-1738). The title of the air often appears as “Sheebag, Sheemore,” an Englished version of the original Gaelic “Si Bheag, Si Mhor” which means “so big, so little,” but it has been suggested that “Si” is derived from the medieval Irish “Siod,” meaning “fairy hill” or “fairy mound;” thus the title may also refer to “big fairy hill, little fairy hill.” It seems that the young Carolan first found favor at the house of his first patron, George Reynolds at Letterfain, Co. Leitrim (himself a harper and poet), who told the harper the legend of the two nearby hills and the fairy bands who lived inside. These fairies had a great battle with much shooting, and Reynolds encouraged Carolan to write a song about the event. Some versions of the legend have the mounds being topped by ancient ruins, with fairy castles underneath in which were entombed heros from the battle between the two rivals. O’Sullivan believes the air to be an adaptation of an older piece called “An chuaichin Mhaiseach” (“The Bonny Cuckoo” or “The Cuckoo”), which can be found in O’Neill, Bunting (1796) and Mulholland’s Collection of Ancient Irish Airs (1810). A dance by Gail Tickner appeared in CDSS news #69, March/April 1986 by the title “The Bonny Cuckoo” to the melody.

Il testo è uno dei rarissimi testi conservati dalla vasta produzione del bardo (che ci è giunta per lo più solo nella melodia) così come pubblicato dalla Irish Text Society in “Amhrain Chearbhallain” (in inglese The Poems of Carolan) (vedi):

I
Imreas mór tháinig eidir na ríoghna,
Mar fhíoch a d’fhás ón dá chnoc sí,
Mar dúirt an tSídh Mór go mb’fhearr í féin,
Faoi dhó go mór ná ‘n tSídh Bheag.
II
“Ní raibh tú ariamh chomh uasal linn,
I gcéim dár ordaíoch i dtuath ná i gcill;
Beir uainn do chaint, níl suairceas ann,
Coinnigh do chos is do lámh uainn!”
III
An tráth chruinnigh na sluaite bhí an bualadh teann,
Ar feadh na machaireacha anonn ‘s anall;
‘S níl aon ariamh dár ghluais ón mbinn
Nár chaill a cheann san ár sin.
IV
“Parlaidh! Parlaidh! agus fáiltím daoibh,
Sin agaibh an námhaid Charn Chlann Aoidh,
Ó bhinn Áth Chluain na sluaite díobh,
‘S a cháirde grá dhach, bí páirteach!”

TRADUZIONE INGLESE
I
A great contention came between the two queens
A feud that spilled from the two hills of the Sidhe
For it was said that the large mound was better
twice greater, twice greater, than the small mound
II
You have never been as noble as us
In rank decreed by the people or church
Be off with your chatter, nothing but pettiness
Keep your foot and hand from us(1)
III
When the hosts circled round there was mighty striking
On the face of the meadowlands, to and fro
So never a one came down from those peaks
but lost his head in the slaughter there
IV
Parley!(2) Parley! O friends and kin!
Here come our foes from Carn Clann Aoidh
Up from Eachluinn peak, the baneful host
And we must all stand together!
TRADUZIONE ITALIANO
I
Un grande contesa accadde tra due regine
una faida che sgorgava dai due tumuli fatati
e si disse che la collina più grande era migliore
due volte più grande che la collina più piccola
II
“Non siete mai stati così nobili come noi nel rango emanato dal popolo o dalla chiesa
non siete altro che meschini nelle vostre chiacchiere
state lontani da noi(1)”
III
Quando gli eserciti assediavano c’era una grande lotta
di fronte ai prati, avanti indietro
così nessuno mai discese da quelle cime
ma perse la testa lì nel massacro
IV
Tregua! O amici e parenti!
Qui vengono i nostri nemici da Carn Clann Aoidh
fino alla montagna di Eachluinn, l’ospite maligno
e dobbiamo stare tutti insieme!

NOTE
1) letteralmente “allontanate mani e piedi da noi”
2) parlè (in lingua inglese parley) quella discussione o conferenza che sussiste fra due parti opposte, o nemiche, per definire i termini di una tregua o altre questioni

O’Carolan, pupillo della famiglia MacDermott Roe, divenne cieco all’età di 18 anni per aver contratto il vaiolo e andò ramingo per l’Irlanda a offrire i suoi servigi di bardo: ‘Sì Bheag Agus Sì Mhor’ fu probabilmente la sua prima composizione quando poco più che ventenne si trovava nella casa di Squire Reynold a Lough Scur.

ASCOLTA Mark Harmer live: arpa e sussurri del vento  in un campo di campanule o giacinti selvatici ai piedi del bosco, semplicemente magico

ASCOLTA Planxty (probabilmente la versione più conosciuta)

ASCOLTA Deiseal in una versione più accelerata

ASCOLTA William Coulter

Il brano è stato arrangiato da molti chitarristi segnalo in particolare

ASCOLTA Ed Harris

Turlough O'Carolan (1670-1738) Nato da una famiglia di nobili origini ma caduta in miseria, a 18 anni perse la vista a causa del vaiolo. Accolto nella famiglia nobiliare dei McDermott Roe, entrò nelle simpatie della signora MacDermott Roe che lo fece studiare presso l'arpista locale per tre anni, e quando si ritenne che fosse in grado di iniziare la professione, gli procurò un arpa, un cavallo e un aiutante per guidarlo. Arpista itinerante e compositore, sebbene sia vissuto in un triste periodo della storia irlandese, ebbe una vita di successo e la sua musica è suonata ancora oggi quasi come un "classico" (tratto da qui)

continua 

FONTI
https://anglofolksongs.wordpress.com/2016/02/18/si-bheag-si-mhor/
http://terreceltiche.altervista.org/i-bardi-delle-terre-celtiche/
http://eigse.blogspot.it/2008/07/si-beg-and-si-mor-by-turloch-ocarolan.html
https://thesession.org/tunes/449
http://www.irishpage.com/songs/carolan/sheebeag.htm

THE GALWAY SHAWL

Una canzone sul corteggiamento rurale diffusa nell’Irlanda occidentale; è stata raccolta da Sam Henry (1878-1952) a Dungiven nel 1936 e riportata nella sua raccolta “Songs of the People”. Un tempo lo scialle era un indumento tradizionale per le donne del popolo e quello di Galway è lavorato all’uncinetto con le frange. Nell’isola di Arran è ancora portato abitualmente.

galway-shawl

La foto (una delle prime a colori scattate in Irlanda) ritrae una donna di Galway che confeziona scialli, è il frutto del lavoro di due donne francesi Marguerite Mespoulet e Madeleine Mignon-Alba che hanno percorso l’Irlanda nella primavera del 1913. (tratta da qui)

La storia si svolge a Maggio a Oranmore, un villaggio nella contea di Galway (oggi inglobato nella cerchia periferica della città), un musicista ambulante ossia un traveller o forse un bracciante agricolo, ma anche un mendicante (vedi), incontra lungo il cammino una ragazza e riesce a farsi invitare a casa sua per trascorrervi la notte.
L’uomo contraccambia l’ospitalità (passerà la notte probabilmente nel fienile e quasi certamente in dolce compagnia) suonando delle hornpipes mentre la ragazza canta e quasi certamente danza.

HORNPIPE DANCE

Un hornpipe e’ una danza in 4/4 dal ritmo marcato e saltellante che prende il nome dalla strumento con cui inizialmente veniva suonata, l’antenato dell’oboe moderno. Il tempo viene battuto con i piedi che calzano scarpe dalla suola dura. Le danze si suddividono in slow hornpipes e in fast hornpipes.
Probabilmente l’hornpipe è una danza dei marinai, nata in epoca elisabettiana a bordo delle navi inglesi, i cui passi vennero presi dai gesti abituali compiuti nel lavoro, come scrutare il mare, issare l’ancora, arrampicarsi sulle sartie. Nel 1700 viene introdotta nella Royal Navy come danza per l’esercizio fisico durante i periodi di mare calmo e come forma di addestramento vi rimane fino all’Ottocento.
In Irlanda le hornpipes comparvero solo alla fine del XVIII secolo e vennero trasformate in una danza di passo (step dance) cioè in una forma di danza solistica dai complicati movimenti di piedi, le braccia incrociate sul petto e/o con le mani in tasca
ASCOLTA Martin Byrnes, violinista di Galway the Blackbird/Rodney’s Glory

The Dubliners

ASCOLTA Cerys Matthews  live in una versione più “pop” la seconda parte si intitola Strange Glue, una canzone composta dal chitarrista Owen Powell per i Catatonia, la band rock gallese attiva dal 1992 al 2001 di cui Cerys era la front-woman.


I
In Oranmore, in the County Galway.
One pleasant evening in the month of May.
I spied a damsel she was young and handsome
Her beauty fairly took my breath away
CHORUS
She wore no jewels or costly diamonds
No paint or powder, no none at all.
She wore a bonnet with a ribbon on it
And around her shoulder was the Galway shawl
II
As we kept on walking, she kept on talking
Till her father’s cottage(1) came into view.
Said she Come in, Sir, and meet my father
And for to please him play the Foggy Dew(2)
III
I played the Blackbird(3) and the Stack of Barley(4)
Rodney’s Glory(5) and the Foggy Dew
She sang each note like an Irish Linnet(6)
And the tears flowed in her eyes of blue
IV
‘Twas early, early, all in the morning,
I hit the road for old Donegal;
Said she, “Goodbye, sir,” as she cried and kissed me,
And me heart remains with the Galway shawl.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
A Oranmore nella contea di Galway
in una piacevole serata di Maggio,
vidi una damigella giovane e bella,
la sua bellezza mi tolse quasi il respiro.
CORO
Non indossava gioielli o diamanti costosi,
nessun ombretto o cipria.
Portava un berretto con un nastro
e sulle spalle aveva lo scialle di Galway.
II
Ci siamo messi a camminare e lei continuava a parlare finchè siamo arrivati in vista del cottage di famiglia “Entrate, signore, a conoscere mio padre e ad allietarlo suonando The Foggy Dew”.
II
Ho suonato “The Blackbird” e “The Stack of Barley” “Rodney’s Glory” e “the Foggy Dew”
lei cantava ogni nota come un fringuello irlandese
e le lacrime scorrevano dai suoi occhi blu.
IV
Fu al mattino presto
che presi la strada per il vecchio Donegal
” Arrivederci, signore” mi disse, mentre piangeva e mi baciava
e il mio cuore rimase con lo scialle di Galway.

NOTE
1) le tipiche case dei contadini irlandesi, con le mura in pietra e intonacate con la calce e con il tetto di paglia
2) “The Foggy Dew” non può essere la canzone scritta per la Rivolta di Pasqua post-1916 Vedi. Potrebbe trattarsi della canzone “The Moorlough shore” vedi
3) The Blackbird è sia canzone (vedi) che una set dance o comunque una musica da danza ASCOLTA Sharon Shannon
4) The Stack of Barley VIDEO
5) Rodney’s Glory è una step dancing cosiddetta “Old-style” (il tip-tap irlandese) eseguita con le scarpe pesanti VIDEO. La melodia riprende l’aria di Turlough O’Carolan Princess Royal (detta anche Miss MacDermott) con il testo scritto dal poeta Eoghain Rua Ó Súilleabháin nel 1782 per commemorare la vittoria della battaglia navale detta “Les Saintes” (ASCOLTA): l’ammiraglio George Brydges Rodney al comando della Royal Navy sconfigge la flotta francese nei pressi delle isole dette “Les Isles des Saintes” nelle Indie Occidentali (continua)
6) il cardellino (varietà fanello) è un piccolo uccello dal canto melodioso. Ama vivere in gruppi , e dopo qualche tempo di convivenza con individui di altre specie riesce riprodurne quasi perfettamente tutti i richiami, talvolta inframmezzandoli e fondendoli ai propri.

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/galway.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5434
http://www.irishmusicdaily.com/galway-shawl-videos http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=865 https://thesession.org/discussions/28521
https://thesession.org/tunes/1104
https://thesession.org/tunes/3786
https://thesession.org/tunes/2224
http://antoilean.blogspot.it/2012/12/old-colour-photos-of-ireland-in-1913.html http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5030

SNOWY BREASTED PEARL

501c1a56c3261cb2a69548bbf68ca75cAnche come Pearl Of The White Breast (in gaelico Pearla na m-Brollac Baine o Péarla an Bhrollaigh Bháin) è una poesia irlandese del 18° secolo, tradotta in inglese da George Petrie nel 1855. La melodia è stata stampata in “A General Collection of the Ancient Irish Music” di Edward Bunting (1796) che l’ha accreditata a Turlough O’Carolan. “The tune was recorded (as “Pearla an Vroley Vaun”) by the Belfast Northern Star of July 15, 1792, as having been played in competition by one of ten Irish harp masters at the last great convocation of ancient Irish harpers, the Belfast Harp Festival, held that week. O’Neill (Music of Ireland: 1850 Melodies), 1903/1979; No. 511, pg. 89. Stanford/Petrie (Complete Collection), 1905; No. 623, pg. 156.”( The Fiddler’s Companion)

LA MELODIA

ASCOLTA Cáit Ní Chonchúir all’arpa

VERSIONE IN GAELICO

ASCOLTA Pádraig Mac Niocaill
ASCOLTA Joe Heaney

Tá cailín deas ‘mo chrádh le bliain agus le lá Is geallta a bheith a’m le pósadh Ach mo chreach agus mo chrádh ní dhom a bhí sí i ndán Ach an té údan nár labhair mé go fóill air Don Fhrainc nó don Spáinn dhá dtéadh mo ghrá Ó rachainn gach lá dhá féachaint Mara dhomsa a bhí tú i ndán, a phéarla an bhrollaigh bháin Mac Muire go brách ar fónamh(1).

TRADUZIONE INGLESE
A lovely girl has been tormenting me for a year and a day, and was promised to be mine in marriage; but alas and alack, she was not destined for me, but for the one over there whom I’ve not yet told of. If my love went to France or Spain I would go there every day to see her. If you were not to be mine, oh pearl of the white breast, Son of Mary, fit (1) for ever.

NOTE
1) Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (Dublino, 1960, p. 46) ‘Mac Muire na ngrás Dar Saora!’ – May the Son of Mary of the graces save us! La melodia è come quella riportata da O’Sullivan

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Una bella ragazza mi ha tormentato per un anno e un giorno e le avevo promesso di diventare mia in matrimonio; ma ahimè e purtroppo lei non era destinata a me, ma per colui laggiù di cui non ho ancora detto. Se il mio amore andasse in Francia o in Spagna andrei là ogni giorno per vederla. Se tu non dovessi essere mia perla dal candido seno, possa il Figlio di Maria misericordiosa salvarci

PRIMA VERSIONE

ASCOLTA Wolfe Tones in Let the people sing 1972 che la suonano più velocemente come un valzer

ASCOLTA Landor (strofe I e III) in una versione più moderna e dal ritmo sincopato la musica è di Katharina Schwärzer e sfuma nella jig dal titolo Muiñeira de Bargaz (melodia tradizionale delle Asturie)

I
There’s a colleen fair as May For a year and for a day I have sought by every way her heart to gain There’s no art of tongue or eye Fond youths with maidens try Yet I’ve tried with ceasless sigh, yet tried in vain
CHORUS
If to France or far off Spain She crossed the watery main To see her face again the seas I’d brave But if this is Heaven’s decree That mine she may not be May the Son of Mary me in mercy save
II
Oh, thou blooming milk white dove To whom I’ve given true love Do not ever thus reprove my constancy. There are maidens would be mine With wealth in land and kine(1) If my heart would but incline to turn from thee
III
But a kiss with welcome bland And touch of thy fair hand Are all that I demand would’st thou not spurn But if not mine dear girl Oh, Snowy Breasted Pearl May I never from the fair, with life, return(2)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’è una ragazza bella come il Maggio per un anno e un giorno ho cercato in tutti i modi di conquistare il suo cuore. Non c’è arte nel dire o nello sguardo con cui i giovani appassionati tentano le ragazze eppure ho provato con incessanti sospiri ma ho provato invano.
CORO
Se per la Francia o la lontana Spagna lei attraversasse il mare, per vedere il suo viso ancora gli oceani affronterei, ma se questo è il decreto celeste che ella non possa essere mia, che il figlio di Maria abbia misericordia di me.
II
O tu bianca colomba in fiore alla quale ho dato il vero amore così dunque non rimproverare la mia costanza ci sono fanciulle che vorrebbero essere mie in ricchezza e in povertà e tuttavia il mio cuore è incline a ritornare da te
III
Ma un bacio di benvenuto lieve e un tocco della tua bella mano sono tutto ciò che chiedo invece del disprezzo, e se altrimenti, mia cara ragazza, perla dal niveo seno, possa io dalla fiera mai ritornare vivo.

NOTE
1) la traduzione letterale è “in ricchezza di terra o vacche”
2) cosa ci sia di così pericoloso dall’andare ad una fiera da rischiare di non ritornare a casa vivo, non sono ancora riuscita a capirlo!

SECONDA VERSIONE

Stessa melodia ma testo diverso la canzone nota anche con il titolo “Oh! She Is Not Like The Rose“, venne scritta da Sir Stephen Edward De Vere (1812-1904) uomo politico e poeta della contea di Limerick.
Il tipo di donna descritto, dolce, modesta e remissiva era evidentemente il modello della perfetta moglie e madre di figli che un uomo vittoriano e vecchio stile potesse desiderare.. una donna decisamente anacronistica alla luce di tutte le battaglie femministe (all’epoca le chiamavano suffragette!!) che fervevano nella fine dell’Ottocento!

ASCOLTA John McCormack 1910 La canzone venne cantata al “Dublino Feis Ceol” del 1903 dall’allora diciannovenne e sconosciuto tenore e la sua interpretazione gli valse il primo premio nella sua categoria.

I
Oh she is not like the rose that proud in beauty glows And boasteth that she’s so wondrous fair But she’s like the violet blue, ever modest, ever true From her leafy bower perfuming the still night air Oh, she’s gentle, loving, mild, she’s artless as a child Her clustering tresses softly flowing down I’ll love thee ever more, sweet colleen Oge as-thore(1) My true love, My Snowy Breasted Pearl.
II
If I sigh, a sudden fear comes o’er her and a tear Stands quivering within her downcast eye When I smile those orbs of azure gleam forth with love and pleasure Like sudden glory bursting through a clouded sky If I claim her for my bride she trembles at my side And gently lifts her eyes with looks so tender I love the, only thee, my colleen Oge Machree My true love, my snowy breasted pearl.
III
Such was she, but oh! A change, how mournful and how strange On my loved one, my own beloved one came Paler still her cheer grew and her eyes azure hue Seemed lighted with a flame, a fatal, wasting flame Oh! We laid her in the grave, where the willows sadly wave And the hollow winds are sighing a plaintive wail I’m alone, alone, alone; so wearily I moan For my lost love, my snowy breasted pearl

NOTE
1) colleen Oge as-thore = Young girl, my treasure
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lei non è come la rosa che fiera risplende di bellezza e si vanta di essere così mirabilmente bella, piuttosto lei è come la viola del pensiero sempre modesta, sempre sincera, dal pergolato frondoso profumando l’aria della notte immota o lei è gentile, amabile, docile è senza finzione come un bambino, le sue ciocche intrecciate con grazia cadono ti amo sempre più, dolce fanciulla, mio tesoro. Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
II
Se sospiro un’improvvisa paura cade su di lei e una lacrima sta fremente sul suo occhio rivolto in basso quando sorrido quelle sfere di azzurro brillano con amore e piacere come una gloria improvvisa squarcia un cielo rannuvolato se lei rivendico come mia sposa, lei trema al mio fianco e gentilmente alza gli occhi con sguardi così teneri io amo lei, la sola la mia dolce fanciulla, mio tesoro, giovane ragazza, mio amore Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
III
Così era lei ma oh un cambiamento qual triste e strano sulla mia amata, proprio la mia amata venne. Il pallore sulle sue guance crebbe ,i suoi occhi d’azzurro sembravano illuminarsi di fiamma, una fatale, fiamma malata. O la deponemmo nel sepolcro dove i salici tristemente mormorano e i venti cupi sospirano un lamentoso ululato sono solo, solo, solo; così spossato piango per il mio amore perduto, la mia perla dal niveo seno

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12541 http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=987 http://martindardis.com/id653.html http://www.contemplator.com/ireland/pearl.html http://www.bartleby.com/250/16.html http://spikesmusic.spike-jamie.com/irish/13/OH-SHE-IS-NOT-LIKE-THE-ROSE.pdf http://www.musicnotes.com/sheetmusic/mtdFPE.asp?ppn=MN0100008

 

GIVE ME YOUR HAND/TABHAIR DOM DO LAMH

Melodia composta secondo Edward Bunting (in “The Ancient Music of Ireland”) dall’arpista cieco irlandese “Ruairi Dall” O Cathain (c. 1570-c.1650) nel 1603 mentre era in visita presso la nobiltà scozzese. Alcuni tuttavia, erroneamente, attribuiscono la melodia al bardo Turlough O’Carolan.

Francis O’Neill un altro grande collezionista di antiche melodie celtiche scrisse di “Ruairi Dall”Proud and spirited, he resented anything in the nature of trespass on his dignity. Among his visits to the houses of Scottish nobility, he is said to have called at Eglinton Castle, Ayrshire. Knowing he was a harper, but being unaware of his rank, Lady Eglinton commanded him to play a tune. Taking oftence at her peremptory manner, Ó Catháin refused and left the castle. When she found out who her guest was her ladyship sought and effected a speedy reconciliation. This incident furnished a theme for one of the harper’s best compositions. “Tabhair Damh do Lámh,” or “Give Me Your Hand!” The name has been latinized into “Da Mihi Manum.” The fame of the composition and the occasion which gave birth to it reaching the ear of King James the Sixth, induced him to send for the composer. Ó Catháin accordingly attended at the Scottish court, and created a sensation. His performance so delighted the royal circle that King James I familiarly laid his royal hand on the harper’s shoulder. When asked by one of the courtiers if he realized the honour thus conferred on him, to their consternation Rory replied: ‘A greater than King James has laid his hand on my shoulder.’ Who was that man?’ cried the King. ‘O’Neill, Sire,’ proudly answered Rory standing up

Jeremy Main scrive invece “One of the blind harpers Rory Dall was dumped in the ditch while travelling between gigs in Scotland by his hostess for the evening, who took him for a blind beggar. The said hostess (a Lady Eglington) was told what she had done when she got home, so she fetched the harper home in style cleaned him up and apologised most fulsomely. To show he had no ill-will, he produced one of the finest harp airs “Da Mihi Manum” – Give Me Your Hand. The Latin text has been lost, and there’ll be fame in the harp world for any archivist who finds it.

maclise-harperRuaidhrí Dall (Rory Dall ovvero Rory il cieco) era probabilmente di nobili natali (del clan O’Neil) originario dell’attuale Londonderry (Nord Irlanda); trascorse molta parte della sua vita in Scozia dove morì proprio nella casa di Lady Eglinton, evidentemente diventata sua mecenate. Secondo gli studiosi è l’autore della melodia The Derry Air, (Londonderry Air) diventata la nota Danny Boy.

Tutti questi aneddoti e altre storie circolate confondono spesso i due arpisti Rory Dall O’Caghan (c1570-c1650) e Rory Dall Morrison (1660-1714), che vissero per lo più in Scozia, in un’unica persona. Da alcuni studiosi Rory Dall Morrison ovvero Roderick Morison è considerato di origini scozzesi, e fu l’ultimo bardo che compose in gaelico scozzese suonando con la clarsach, la tipica piccola arpa scozzese. E qui si riapre la discussione su tante controverse attribuzioni di belle melodie al di qua o aldilà del “the channel”

Nel tempo è sopravvissuta solo la melodia peraltro riportata in molte raccolte settecentesche “The melody’s popularity was long-lived, as attested by its appearance in many collections throughout the 18th century, including Wright’s Aria di Camera (1730), Neal’s Celebrated Irish Tunes (c. 1742—a revised date from the oft-given 1721 or 1726, this based on watermark research—see the appendix to the 2001 edition of O’Sullivan’s Carolan), Burk Thumoth’s Twelve English and Irish Airs (c. 1745-50), Thompson’s Hibernian Muse (c. 1786), Brysson’s Curious Selection of Favourite Tunes (c. 1790, and Mulholland’s Ancient Irish Airs (1810).”(secondo Fiddler’s Companion)

La melodia è spesso suonata nei matrimoni irlandesi (con l’immancabile battuta: da non confondere con il brano “give me your house” più adatto per un divorzio irlandese)

ASCOLTA Chieftains

ASCOLTA Planxty
ASCOLTA con hammer dulcimer e violino
ASCOLTA Vicente La Camera Mariño sull’arpa bardica piccola

L’unica versione con il testo (al giorno d’oggi) è dei Wolfe Tones con testo scritto in inglese da Brian Warfield.

ASCOLTA Wolfe Tones in Till Ireland a Nation 1974 “Brian’s words are directed at the disagreements between the two peoples in Ireland today.” (Note Wolfe Tones, ‘Till Ireland A Nation’) Un semplice gesto di pace e fratellanza come quello di prendersi per mano

I
Will you give me your hand, is tabhair dom do lámh(1) Just give me your hand and I’ll walk with you Through the streets of our land, through the mountains so grand If you give me your hand Just give me your hand and come along with me Will you give me your hand and the world it can see That we can be free in peace and harmony From the north to the south, from the east to the west Every mountain, every valley, every bush and bird’s nest

CHORUS By day and night throughout struggle and strife I’m beside you to guide you forever my love For love’s not for one but for both of us to share For this country so fair for our world and what’s there

II
Just give me your hand, is tabhair dom do lámh Will you give me your hand, for the world it is ours All the sea and the land to destroy or command If you give me your hand. Just give me your hand in a gesture of peace Just give me your hand and all troubles will cease The strong and the weak, both the rich and the poor All peoples and creeds let’s meet their needs With a passion we can fashion a new world of love

NOTE 1) foneticamente “taur dum do law”.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTA SALTO
Mi darai la mano? Dammi solo la mano e camminerò con te, per le strade della nostra terra, tra le montagne così grandi, se tu mi darai la mano. Dammi solo la mano e vieni con me, mi darai la mano e potremo vedere il mondo per poter stare liberi in pace e armonia, da nord a sud da est a ovest, ogni montagna, in ogni valle ogni cespuglio e nido d’uccello
(CORO Di giorno e di notte, durante la lotta e il conflitto io ti sono accanto a guidarti per sempre, amore mio. Perchè l’amore non è per uno ma per entrambi da condividere, per questo paese così bello, per il nostro mondo e quello che è.) Dammi solo la tua mano, mi darai la tua mano perchè il mondo è nostro, tutto il mare e la terra da distruggere o comandare se tu mi darai la mano, dammi solo la tua mano in un gesto di pace dammi solo la tua mano e tutti i guai cesseranno. I forti e i deboli i ricchi e i poveri, tutti i popoli e le fedi soddisferanno i loro bisogni, con passione possiamo plasmare un nuovo mondo d’amore.

FONTI http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2678 http://thesession.org/tunes/454 http://mysongbook.de/msb/songs/g/givemeyo.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ secondary/genericcontent_tcm4556878.asp

THE LASS OF PATIE’S MILL

Il testo originario, se mai vi è stato, è andato perduto ed è stato riscritto dal poeta scozzese Allan Ramsay, durante una sua passeggiata lungo le sponde del fiume Irvine, nei pressi del “Patrick’s Mill”, folgorato dalla bellezza di una contadinella intenta a stendere il fieno,

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William-Adolphe Bouguereau Paesant Woman 1869

Come racconta Robert Burns, quella sera stessa Ramsay scrisse i versi adattandoli ad un’antica melodia.
“The Lass o’ Patie’s Mill is one of Ramsay’s best songs. In Sir J. Sinclair’s statistical volumes are two claims, one, I think, from Aberdeenshire, and one from Ayrshire, for the honour of this song. The following anecdote, which I had from the present Sir William Cunningham of Robertland, who had it of the late John Earl of Loudon, I can, on such authorities, believe: Alan Ramsay was residing at Loudon Castle with the then earl, father to Earl John; and one afternoon, riding or walking out together, his lordship and Allan passed a sweet romantic spot on Irwine water, still called Patie’s Mill, where a bonnie lassie was tedding hay bare-headed on the green. My lord observed to Allan that it would be a fine theme for a song. Ramsay took the hint, and lingering behind he composed the first sketch for it, which he produced at dinner.” (Robert Burns)

La canzone venne pubblicata nel Tea-Table Miscellany (1724-27) e compare nelle maggiori collezioni di musica scozzese del Settecento, fu proprio William Thomson nel Orpheus Caledonius (1725) ad attribuire la melodia a Davide Rizzo (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia) musicista e compositore piemontese alla corte di Scozia nella metà del 500. John Gay per “L’opera del Mendicante” (1728) riprese la melodia e modificò il testo col titolo “I like the fox shall grieve”.
Franz Joseph Haydn ne fece una trasposizione per violino, violoncello e pianoforte in forma di “Andante grazioso in do maggiore” opera 160 del 1800 e 160/a del 1804.
Un ulteriore rifacimento, sempre con altre parole, fu quello di J.R. Planche nel melodramma romantico “The vampyre or the bride of the isles”, adattamento del famoso Vampiro di John William Polidori.

LA MELODIA

“The lass of Patie’s Mill” o “Peggy’s Mill” è conosciuta nelle isole Shetland come una scottish country dance, tanto per abbondare l’aria è stata anche attribuita a Turlough O’Carolan (vedi) ed è nota con il titolo di Carolan‘s Cap (da non confondere con Carolan’s Cup che è un’altra melodia)

ASCOLTA Palladian Ensemble

ASCOLTA Ensemble 3 arrangiamento di Michael Langer per 4 chitarre

Mentre la melodia è ancora in repertorio nella musica folk scozzese o nella musica classica/barocca, la versione cantata è più rara, oggi il testo ci fa sorridere, ma la bellezza della melodia resta immutata.

ASCOLTA Paul Elliott versione barocca (strofe I, II e IV)

ASCOLTA Rory e Alex McEwen in “Scottish songs and Ballads“, 1958 (strofe I, III e IV) un arrangiamento più tradizionale


I
The lass of Patie’s Mill,
So bonnie, blythe, and gay,
In spite of all my skill(1)
She stole my heart away.
When tedding of the hay,
Bare-headed(2) on the green,
Love ‘midst her locks (3) did play,
And wanton’d in her e’en.
II
Her arms, white, round, and smooth.
Breasts rising in their dawn(4),
To age it would give youth,
To press them with his hand.
Thro’ all my spirits ran
An extasy of bliss,
When I such sweetness fan’
Wrapt in a balmy kiss.
III
Without the help of art,
Like flow’rs which grace the wild,
She did her sweets impart,
Whene’er she spoke or smiled.
Her looks they were so mild,
Free from affected pride,
She me to love beguiled;
I wish’d her for my bride.
IV
O! had I all the wealth
Hopetoun’s high mountains(5) fill;
Insured long life and health,
And pleasure at my will;
I’d promise and fulfil
That none but bonnie she,
The lass of Patie’s mill
Should share the same
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
La ragazza del Mulino di Pat
così bella, luminosa e gaia,
nonostante tutta la mia signorilità (1)
mi ha rubato il cuore.
Mentre rivoltava il fieno
a capo scoperto (2) nel campo
Amore tra i suoi riccioli (3) giocava e anche capricciosamente in lei.
II
Le sue braccia, bianche tonde e lisce, seni che si sollevano nella loro apparizione (4),
alla maturità darebbero la giovinezza,
nello stringerli con la mano.
Di corsa tutto il mio umore si gettava
in un estasi di beatitudine
quando io patito di tale dolcezza,
ero avvolto in un bacio balsamico
III
Senza l’aiuto dell’arte
come i fiori che abbelliscono la natura, lei impartiva le sue grazie,
ogni volta che parlava o sorrideva.
I suoi sguardi erano così miti,
liberi dall’orgoglio pretestuoso,
lei mi sedusse all’amore,
l’ho desiderata per mia sposa
IV
Oh, se avessi tutte le ricchezze
che le alte montagne di Hopetoun (5) soddisfano; lunga vita e salute assicurate, e il piacere a volontà;
prometterei di fare in modo che nessuna ma solo lei la bella,
la fanciulla del Mulino di Pat condivida lo stesso.

NOTE
1) “skill” nel senso di compostezza, padronana di sè, capacità di controllare i propri impulsi comportandosi secondo le buone maniere
2) lo spettacolo era certamente insolito perchè in genere le donne nei campi si coprivano il capo con un fazzoletto o un cappello di paglia, sia per ripararsi dai raggi del sole che dalla polvere
3) anche in Italia si collega il capello riccio con i capricci di femmina (“ogni riccio un capriccio”)
4) se non intendo male la “metafora” il poeta vuole forse dire che i seni della contadina sono acerbi, come quelli di una ragazzina?
5) si riferisce alle montagne della località in cui è nato, rinomate per le miniere (vedi)

FONTI
http://thesession.org/tunes/6731
http://www.nigelgatherer.com/tunes/tab/tab6/lassp.html
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94650504