Boston Harbour

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“Boston” o “Boston Harbor” è una forebitter song dalla provenienza incerta, Boston infatti potrebbe riferirsi sia al piccolo porto del Lincolnshire (Inghilterra) che al grande porto del Massachusetts (USA). La canzone è anche comunemente intitolata “Big Bow Wow” dal verso nel ritornello. Si trova nella raccolta del capitano Whall (Ships, Sea Songs and Shanties 1910, ristampata nel 1927)  ed è pubblicata da Joanna C. Colcord in “Songs of American Sailormen” 1938 con lo spartito. Il Capitano W B Whall scrive “E’ evidentemente l’opera di un mariaio e probabilmente non è mai apparsa in stampa prima o non mi si sono mai imbattuto. La canzone si suona con un buon swing, ed era molto popolare tra il 1860 e il 1870

Clippership Alert Leaving Boston c. 1835 -Christopher Blossom

La Smithsonian Folkways pubblica la sea shanty  nell’album “Colonial and Revolutionary War Sea Songs and Shanties” che raccoglie le canzoni tradizionali americane del mare in epoca coloniale (1765-1775). Famoso il bagno del tè a Boston ovvero il Tea Party del 16 dicembre 1773, quando i coloni americani per protestare contro le imposizioni commerciali dell’Impero Britannico decidono di assaltare una nave carica di tè approdata nel porto di Boston e gettano tutto il carico in mare. Ancora oggi il “bagno di tè” del 16 dicembre viene considerato l’evento che ha innescato la guerra.
Cliff Halsam & John Millar in Colonial and Revolutionary War Sea Songs and Shanties 1975
The Watersons (I, II, III, V) in “New Voices” (1965)

Joe Hickerson,  Jeff Warner, Gerrett Warner &Tony Saletan in Songs & Sounds of the Sea 1973
The Mimi Crew in Songs of the Sea 1988

LA VERSIONE CANADESE/TERRANOVA: Big Bow Wow
The Punters in Fisherman’s Blues 2003


I
From Boston Harbour (1) we set sail
When it was blowin’ the devil of a gale,
With the ringtail(2) set all avast (abaft) the mizzen peak (3)
And Rule Britannia (4) ploughin’ up the deep.
Chorus (after each verse):
With a big bow-wow(5)!
Tow-row-row (6)!

Fol de rol de ri do day!
II
Then up come the skipper(captain)
from down below,
It’s “Look aloft, lads, look alow!” (7)
And it’s “Look alow!” and it’s “Look aloft!”
And “Tie (Coil ) up your ropes, lads, fore and aft!”
III
Then down to his cabin well he quickly crawls (falls),
To his poor old steward (8) bawls,
“Go and mix me a glass that will make me cough (9)
For it’s better weather here than it is on top. (up aloft)”
IV
It’s we poor sailors standin’ on the deck,
With the blasted rain pourin’ down our necks;
And not a drop of grog will he to us afford,
And he damns our eyes (10) with every other word.
V
Now there’s one thing that we have to crave:
That the captain meets with a watery grave.
So we’ll throw him down into some dark hole
Where the sharks ‘ll have his body and the devil have his soul.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Dal porto di Boston siamo salpati
mentra soffiava un vento fortissimo, con il coltellaccio della mezzana a poppavia spiegato
e il Rule Britannia che naviga sull’oceano
Coro
Con un grande bow-wow!
Tow-row-row

Fol de rol de ri do day!
II
Ed esce il capitano
d’abbasso
e dice “Guardate in alto, ragazzi, guardate in basso” e “guarda in basso” e” guarda in alto”
e “legate le cime, ragazzi , a poppa e a prua”
III
Poi giù nella sua bella cabina rapido si trascina
e urla al povero vecchio maggiordomo
“Vai e versami un bicchiere
che mi faccia tossire
perchè il tempo è migliore qui che di sopra”
IV
Mentre noi povei marinai stiamo sul ponte
con la pioggia battente che ci cola giù per il collo
nemmeno una goccia di rhum ci darà per i nostri sforzi e ci maledice a male parole
V
Beh c’è una cosa in cui dobbiamo sperare:
che il capitano incontri una tromba marina,
perciò lo getteremo dentro quel buco nero
dove gli squali avranno il suo corpo e il diavolo la sua anima

NOTE
1) i Punters dicono Bay Bulls, c’è anche la versione Yarmouth
2) la frase vuole sottolieare l’imperizia del capitano perchè il coltellaccio si mette al vento quando c’è una lieve brezza
3) i Punters dicono “our ba(f)flin  is in peak”, che non ho idea di come si traduca!!
4) oppure la Dolphin striker, o “a Yankee ship”
5) bow-wow è l’abbiare del cane, ma nei doppi sensi delle canzoni del musichall ottocentesco significava l’organo sessuale maschile (come pussy per quello femminile), nel  Passing English of the Victorian bow-wow=mutton (so bad that it might be dog-flesh). Sempre da un dizionario Slang and its Analogues Past and Present (1909) bow-wow=A Bostonian: in contempt, cioè un modo dispregiativo per dire un bostoniano, un nativo di Boston
6) toe row row – tipica disposizione linea per linea, piede per piede, ovvero affiancati (vedi the British Grenadiers)
7) oppure nella versione di W.B. Whall:
And he looks aloft and he looks alow,
And he looks alow and he looks aloft,
in italiano: guarda in alto e guarda in basso, guarda in basso e guarda in alto
8) oppure cabin boy
9) una bevanda molto forte. I Punters dicono “Go and get me a drink that’ll make me cough”
10) “Damn your eyes!” è un’imprecazione, “accidenti a te”

Nel suo libro di viaggi A Ship of Solace (1911) Elinor Mordaunt pubblica un’ulteriore strofa
VI
Now that old fellow he’s both dead and gone,
But he’s left to us his one and only son.
And if he don’t prove both kind and frank,
So help me, Jimmy, we’ll make him walk the plank.

FONTI
https://www.bostonteapartyship.com/the-aftermath
https://folkways.si.edu/cliff-halsam-and-john-millar/colonial-and-revolutionary-war-sea-songs-and-shanties/american-folk-historical-song/music/album/smithsonian
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/bostonharbour.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/boston-harbour.html
http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/bostonha.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20991
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15700

La fanciulla della Valle delle Fate

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“The Lass of Glanshee” o “The maid of Glashee” o ancora “The Rose of Glanshee” è una ballata scozzese composta da Andrew Sharpe (secondo G Malcolm Laws -in American Balladry From Bristish Broadsides, 1957) sul finire del 1700 primi dell’Ottocento, sulla melodia The Road and the Miles to Dundee
Personaggio curioso, Andrew Sharpe, ciabattino di Perth (Scozia), ma anche suonatore di flauto, pittore, compositore e cantore di canti d’amore, eppure la canzone è meglio nota nella sua versione dal Celtic Canada, come è stata raccolta da Helen Creighton durante il suo lavoro di ricerca nel Nuovo Brunswick dal 1954 al 1960 e finita in “Folksongs from Southern New Brunswick” (1971)  . Il testimone Angelo Dornan, viveva a Elgin, NB (Canada orientale) al momento della registrazione. La maggior parte del suo repertorio proviene dall’Irlanda del Nord, il luogo d’origine dei suoi genitori.

La ballata si annovera tra i canti “pastorali” molto popolari in Inghilterra, Irlanda e Scozia nei secoli XVII e XVIII: questo genere letterario si caratterizza per il  contrasto amoroso tra una pastorella e un corteggiatore (anch’egli pastorello, oppure come in questo caso, un gentiluomo di passaggio) spesso a sfondo erotico o piccantemente allusivo. Le versioni testuali sono abbastanza simili e descrivono la stessa storia: mentre una rustica ma assai graziosa pastorella custodisce il gregge, un giovane la spia e la corteggia; la canzone si sviluppa quindi sul modello di contrasto amoroso con “botta e risposta” tra le parti, con lui che cerca di sedurla e lei che si sottrae, ben sapendo che non sarebbe mai diventata la sua sposa, a causa della loro differenza di rango. In realtà le giovani popolane che si aggiravano per le campagne e i boschi erano ben facili prede (più o meno consensuali) degli uomini “cacciatori” e spesso queste ballate si concludevano con l’annuncio di infauste gravidanze. (continua)

HAPPY END

“The Lass of Glanshee” ha un lieto fine come nelle belle favole i due si sposano e vivono per sempre felici e contenti!

Altan in Horse With A Heart 1989: con il loro equilibrato repertorio fondato sulla musica tradizionale del Donegal e gli influssi scozzesi  diffondono in tutto il mondo ballate, filastrocche e canzoncine in gaelico che finiscono immancabilmente nelle compilation di musica celtica. Così la loro versione di The Lass of Glanshee, pur eseguita su una canzone originaria della Scozia, è diventata uno standard per i gruppi di musica irlandese.
Anuna (I, II,IV,V, VI)

Cara Dillon live

Greenoch interessante la versione del duo italiano Cecilia Gonnelli e Roger Taradel


I
One morning in springtime
as day was a-dawning
Bright Phoebus had risen
from over the lea
I spied a fair maiden
as homeward she wandered
From herding her flocks
on the hills of Glenshee
II
I stood in amazement,
says I, “Pretty fair maid
If you will come down
to St. John’s Town (1) with me
There’s ne’er been a lady
set foot in my castle (2)
There’s ne’er been a lady
dressed grander than thee
III
A coach and six horses
to go at your bidding
And all men that speak
shall say “ma’am unto thee
Fine servants to serve you
and go at your bidding”
I’ll make you my bride,
my sweet lass of Glenshee”
IV
“Oh what do I care for
your castles and coaches?
And what do I care
for your gay grandeury (3)?
I’d rather be home at my cot,
at my spinning
Or herding my flocks
on the hills of Glenshee”
V
“Away with such nonsense
and get up beside me
E’er summer comes on
my sweet bride you will be
And then in my arms
I will gently caress thee”
‘Twas then she consented,
I took her with me
VI
Seven years have rolled on
since we were united
There’s many’s a change,
but there’s no change on me
And my love, she’s as fair
as that morn on the mountain
When I plucked me a wild rose (4)
on the hills of Glenshee
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Una mattina di Primavera
allo spuntar del giorno,
Febo luminoso era sorto
e da oltre il prato
osservai una graziosa fanciulla
mentre vagabondava sulla via di casa
e badava al gregge
sulle colline di Glenshee.
II
Meravigliato le dissi:
“Dolce e bella fanciulla,
se tu verrai a valle
a Perth con me
nessuna altra donna
metterà piede nel mio castello
e nessuna altra donna sarà
vestita più sontuosamente di te
III
Una carrozza trainata da 6 cavalli
avrai al tuo servizio
e tutti gli uomini che interrogherete
vi diranno ‘Madama al vostro cospetto
eleganti servitori per servirvi
e andare al vostro comando’
ti farò mia sposa,
mia dolce ragazza di Glenshee”
IV
“Ma cosa volete che m’importi del vostro castello e della vostra carrozza?
Cosa volete che mi interessi della vostra ricchezza?
Preferisco stare a casa nel mio letto,
al mio filatoio
o pascolare il gregge
sulle colline di Glenshee”
V
“Basta con queste sciocchezze
e fermati accanto a me,
già l’estate arriverà
tu sarai la mia dolce sposa
e allora tra le braccia
ti stringerò piano”
Così lei acconsentì
e la presi con me.
VI
Sette anni sono passati
da quando ci siamo sposati
ci sono stati dei cambiamenti,
ma non per me
e il mio amore, lei è chiara
come quel mattino sulla montagna
quando mi colse una rosa selvaggia sulle Colline di Glenshee

NOTE
1) la città di Perth che conseva una antica chiesa (St John’s Kirk) e anticamente prendeva il nome di Saint John’s Toun o St Johnstone.
2) il Perthshire è disseminato di castelli sparsi per la bellissima campagna ma anche vicini alla città di Perth: Castello di Balhousie, Castello di Huntingtower, Scone Palace, Elcho Castle, Castello di Fingask, Castello di Strathallan, Blair Castle (continua)
3) la strofa ricalca la popolarissima Raggle Taggle Gypsie
4) i due non si sono limitati a tenersi per mano, e la rosa non è solo un fiore

LA VERSIONE SCOZZESE/CANADESE: THE HILLS OF GLENSHEE

Le colline di Glenshee si trovano nella contea di Pert,  la ‘Fairy Glen’ la collina delle Fate, quasi al centro della Scozia è una rinomata località sciistica invernale e meta di escursioni d’estate.

Con il titolo “The Hills of Glenshee” è la variante diffusa a Terranova.
Harry Hibbs una versione più country, dall’icona della musica tradizionale di Terranova


I
One fine summer’s mornin’
as I went out walkin’,
Just as the grey dawn
flew over the sea (1),
I happened to spy
a fair haired young damsel,
Attending her flock
by the hills of Glenshee.
II
I said,” pretty fair one,
will you be my dear one,
For I’ll take you over,
my bride for to be;
And this very night
in my arms  I will hold you,
While you tend your flock
on the hills of Glenshee.”
III
“Oh no, my dear sir,
you’ll not take me over,
None of your footmen
to wait upon me;
I would rather stay home
in my own homespun clothing,
And attend to my flock
on the hills of Glenshee.”
IV
For twenty long years
we’ve both been together,
Seasons may change
but there’s no change in me;
And if God lets me live
and I have my right senses,
I’ll never prove false (2)
to the girl on Glenshee.
V
She’s Mary, my Mary,
my own lovin’ darlin’,
She’s as pure as the perfume
blows over the sea;
And her cheeks are as pale
as the white rose of summer,
That spreads out its leaves
on the hills of Glenshee.
VI
She’s Mary, my Mary,
my own lovin’ darlin’,
I do love her so
and I know she loves me;
And I’ll never prove false
to my girl where I met her,
No I’ll never prove false
to the girl on Glenshee.
No I’ll never prove false
to the girl on Glenshee.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Una bella mattina d’estate
mentre ero a passeggio
proprio quando la pallida alba
sorgeva dal mare
mi capitò di osservare
una giovane fanciulla dai capelli biondi
che badava al gregge
sulle colline di Glenshee.
II
Dissi: “Bella damigella,
volete essere la mia favorita
perchè vi prenderò
per essere la mia sposa
e questa stessa notte
tra le mie braccia vi terrò,
mentre badate al gregge
sulle colline di Glenshee”
III
“Oh no caro Signore
non mi prenderete
e nessuono dei vostri servitori
mi renderà omaggio;
preferisco stare a casa,
nei miei vestiti fatti a mano
a pascolare il gregge
sulle colline di Glenshee”
IV
Per venti lunghi anni
siamo stati insieme,
le stagioni possono mutare
ma io non sono cambiato;
e se Dio mi farà vivere
nel pieno possesso delle mie facoltà
non tradirò mai
la ragazza di Glenshee
V
Lei è Maria, la mia Maria
il mio amato tesoro,
è pura come la brezza
che soffia dal mare
e le sue guance sono pallide
come la rosa bianca dell’estate
quando le foglie germogliano
sulle Colline di Glenshee
VI
Lei è Maria, la mia Maria
il mio amato tesoro,
l’amo così
e so che lei mi ama
non tradirò mai
la mia ragazza che ho incontrato,
non tradirò mai
la ragazza di Glenshee
non tradirò mai
la ragazza di Glenshee

NOTE
1) in senso lato non essendoci la vista mare dalle Glenshee
2) letteralmente “non sarò mai falso”

continua
FONTI
https://www.mun.ca/folklore/leach/songs/NFLD1/2-10.htm
https://soundcloud.com/catherinecrowe/01-the-rose-of-glenshee?in=catherinecrowe/sets/field-recordings-of-angelo
http://digicoll.library.wisc.edu/WiscFolkSong/data/docs/WiscFolkSong/400/000333.pdf
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50613
http://folksongsatlanticcanada.blogspot.it/2012/04/new-brunswick-folk-songs.html
https://journals.lib.unb.ca/index.php/JNBS/article/view/20084/23145
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/26/hills.htm

Tri Martolod

Tri Martolod (in italiano, Tre Marinai) è una ballata bretone del genere marinaresco, molto vicina alle barcarole italiane; la sua zona d’origine è tuttavia la Bassa Bretagna in particolare il Finistère meridionale.
Documentata dal musicologo e ricercatore Polig Monjarret nella variante “Tri-ugent martolod” (60 marinai) in AA.VV. Sonioù Pobl.  Morlaix, Skol Vreizh (1968) la ballata è stata ripresa dai Tri Yann e da Alan Stivell nel revival folk degli anni 70.
Tre giovani marinai in cerca di fortuna salpano verso l’isola di Terranova, uno di loro ritrova la promessa sposa che aveva conosciuto al mercato di Nantes. Erano molti i marinai bretoni e normanni che affrontavano la pesca d’oltremare avventurandosi nelle acque pescose ma pericolose di Terranova o d’Islanda.


Sulla melodia si balla la gavotte de Lannilis (spartiti qui), la gavotte è il ballo più popolare della Bretagna, ma la danza è caratterizzata da stili diversi (per i passi qui)

ASCOLTA Alan Stivell
la prima versione liveal Teatro Olympia di Parigi, 1972

versione con l’arpa elettrica, Stivell riprende spesso la ballata nei suoi live riarrangiandola a seconda del contesto e interpretandola a fianco dei grandi artisti della scena bretone

ASCOLTA Tri YannTri Yann an Naoned” (in italiano: I tre Giovanni di Nantes) 1972

ASCOLTA Arany Zoltán 2009

ASCOLTA Nolwenn Leroy in Bretonne, 2010 rende omaggio al grande Stivell


Del brano si conoscono diverse strofe trascritte anche con grafie diverse a seconda della regione di provenienza, la versione più lunga è quella proveniente dai Pays Bigouden una regione all’estremità della Cornovaglia bretone


Tri martolod yaouank
(tra la la, la di ga dra)
Tri martolod yaouank
o voned da veajiń
O voned da veajiń ge, o voned da veajiń
O voned da veajiń ge, o voned da veajiń
Gant avel bet kaset
(tra la la, la di ga dra)
Gant avel bet kaset
betek an Douar Nevez
Betek an Douar Nevez ge,
betek an Douar Nevez
E-kichen maen ar veilh
(tra la la, la di ga dra)
E-kichen maen ar veilh
o deus mouilhet o eorioů
O deus mouilhet o eorioů ge,
o deus mouilhet o eorioů
Hag e-barzh ar veilh-se
(tra la la, la di ga dra)
Hag e-barzh ar veilh-se
e oa ur servijourez
E oa ur servijourez ge,
e oa ur servijourez
Hag e c’houlenn ganin
(tra la la, la di ga dra)
Hag e c’houlenn ganin
pelec’h ‘n eus graet konesańs
Pelec’h ‘n eus graet konesańs ge, pelec’h ‘n eus graet konesańs
E Naoned, er marc’had
(tra la la, la di ga dra)
E Naoned, er marc’had
hor boa choazet ur walenn
Hor boa choazet ur walenn ge,
hor boa choazet ur walenn
Gwalenn ar promesa
(tra la la, la di ga dra)
Gwalenn ar promesa,
ha par omp da zimeziń
Ha par omp da zimeziń ge,
ha par omp da zimeziń
– Ni ‘zimezo hon-daou
(tra la la, la di ga dra)
Ni ‘zimezo hon-daou,
ha pa n’eus ket avańtaj
Ha pa n’eus ket avańtaj ge,
ha pa n’eus ket avańtaj
– Ma mamm c’hwi zo ‘n hoc’h aez
(tra la la, la di ga dra)
Ma mamm c’hwi zo ‘n hoc’h aez, n’ouzoc’h ket piv zo diaes
N’ouzoc’h ket piv zo diaes ge,
n’ouzoc’h ket piv zo diaes
– N’hon eus na ti na plouz,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na ti na plouz,
na gwele da gousket en noz
Na gwele da gousket en noz ge,
na gwele da gousket en noz
N’hon eus na ti na plouz,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na ti na plouz,
na gwele da gousket en noz
N’eus na lińser na lenn,
(tra la la, la di ga dra)
N’eus na lińser na lenn,
na pennwele dindan ar penn
Na pennwele dindan ar penn ge,
na pennwele dindan ar penn
N’hon eus na skuell na loa,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na skuell na loa,
na danvez d’ober bara
Na danvez d’ober bara ge,
na danvez d’ober bara
– Ni ‘ray ‘vel ar glujar
(tra la la, la di ga dra)
Ni ‘ray ‘vel ar glujar,
ni ‘gousko war an douar
Ni ‘gousko war an douar ge,
ni ‘gousko war an douar
Ni ray ‘vel ar c’hefeleg,
(tra la la, la di ga dra)
Ni ray ‘vel ar c’hefeleg,
pa sav an heol ‘ya da redek
Pa sav an heol ‘ya da redek ge,
pa sav an heol ‘ya da redek
Echu eo ma jańson,
(tra la la, la di ga dra)
Echu eo ma jańson,
an hini ‘oar ‘c’hontinui
An hini ‘oar ‘c’hontinui,
an hini ‘oar ‘c’hontinui
traduzione in Italiano da qui
Tre giovani marinai,
(tra la la)
Tre giovani marinai
se ne andarono viaggiando
Se ne andarono viaggiando,
Se ne andarono viaggiando,
Il vento li spinse
(tra la la)
Il vento li spinse
fino in Terranova
Fino in Terranova,
fino in Terranova
Accanto ad un mulino di pietra
(tra la la)
Accanto ad un mulino di pietra gettarono l’ancora
Gettarono l’ancora,
gettarono l’ancora
E nel mulino
(tra la la)
E nel mulino
c’era una serva,
C’era una serva,
c’era una serva
E lei mi chiese
(tra la la)
E lei mi chiese
-“Dove ci siamo conosciuti?”
-Dove ci siamo conosciuti?
-Dove ci siamo conosciuti?
-“A Nantes, al mercato”
(tra la la)
A Nantes, al mercato,
noi abbiamo scelto un anello
Noi abbiamo scelto un anello
noi abbiamo scelto un anello
L’anello della promessa
(tra la la)
L’anello della promessa,
e stavamo per sposarci
Stavamo per sposarci,
stavamo per sposarci
– “Noi ci sposeremo”
(tra la la)

Noi ci sposeremo,
anche se non abbiamo beni?
Anche se non abbiamo beni?
anche se non abbiamo beni?
– Mamma mia, voi ragazzi
(tra la la)
Mamma mia, voi ragazzi,
volete sistemarvi
Volete sistemarvi,
volete sistemarvi
– Voi non sapete nulla
(tra la la)
Voi non sapete nulla
di chi vive nel bisogno
Di chi vive nel bisogno
di chi vive nel bisogno
Non abbiamo ne casa, ne paglia,
(tra la la)
Ne casa, ne paglia, ne letto
per dormire la notte
Non abbiamo ne lenzuola ne coperta,
(tra la la)
Ne lenzuola ne coperta,
ne cuscino sotto la testa
Ne cuscino sotto la testa,
ne cuscino sotto la testa
Non abbiamo ne ciotola ne cucchiaio
(tra la la)
Ne ciotola ne cucchiaio,
ne il modo di fare il pane
ne il modo di fare il pane
ne il modo di fare il pane
– Faremo come la pernice
(tra la la)
Faremo come la pernice,
che dorme per terra
Che dorme per terra,
che dorme per terra
Faremo come la beccaccia,
(tra la la)
Come la beccaccia,
che quando il sole si alza, corre
Che quando il sole si alza corre
che quando il sole si alza, corre
La mia canzone è finita
(tra la la)
La mia canzone è finita,
colui che sa continui
Colui che sa continui,
colui che sa continui

FONTI
http://www.lejardindekiran.com/le-chant-du-monde-tri-martolod/
http://per.kentel.pagesperso-orange.fr/martold3.htm
http://ballifolk.altervista.org/gavotte_lannilis.html

THE MUMMERS ARE PLANKIN’ HER DOWN

Mummers sono uomini (e donne) travestiti e camuffati, che nascondono il volto dietro veli e teli con il buco per gli occhi e la bocca, simili a spettri, e che un tempo, in certi particolari giorni dell’anno, andavano a visitare i loro vicini di casa in casa, cantando e ballando e facendo confusione. (vedi introduzione)

CHRISTMAS MUMMING

Un’usanza solstiziale che richiama certe tradizioni celtiche di Samain (vedi) è quella dell’house visiting  tipica del Mumming Natalizio diffusa un tempo nelle Isole Britanniche e anche nei paesi con una forte immigrazione irlandese e scozzese.
mummer-songLa tradizione che andava scomparendo a Terranova è stata documentata nientemeno che con una canzone scritta nel 1973 da Bud Davidge del gruppo Simani, dal titoloThe Mummer’s song (illustrata da Ian Wallace ).
Oggi il Mumming Natalizio si è trasformato in una sorta di parata carnevalesca per le strade, mentre un tempo era una house-visiting cioè un giro casa per casa dei mummers che venivano accolti nella stanza più calda (di solito la cucina) e rifocillati con bevande.
Travestiti in modo stravagante ed estemporaneo (con grottesche imbottiture per deformare la corporatura, con gli indumenti che in genere si portano sotto i vestiti portati invece sopra – reggiseni mutandoni del nonno e calzamaglia, con i volti incappucciati o velati o anneriti) “le maschere” portavano lo scompiglio e un po’ di paura, soprattutto perchè era difficile riconoscere in quei travestimenti, il vicino della porta accanto: uno suonava il violino e un altro l’organetto e avrebbero danzato per un po’ con gli abitanti della casa per portare il buonumore.

ASCOLTA Simani 

ASCOLTA Great Big Sea inizia direttamente con le strofe

Spoken:
Don’t seem like Christmas if the Mummers are not here,
Granny would say as she’d knit in her chair;
Things have gone modern and I s’pose that’s the cause,
Christmas is not like it was.
(Knock, knock, knock, knock)
Please open the door. We have…
I
Hark, what’s the noise out by the porch door?
(dear) Granny, ‘tis Mummers, there’s twenty or more.
Her old weathered face brightens up with a grin,
“Any Mummers, nice Mummers ‘lowed in?”
II
Come in, lovely Mummers, don’t bother the snow,
We can wipe up the water sure after you go;
Sit if you can or on some Mummer’s knee,
Let’s see if we know who ya be.
III
Ah, there’s big ones and small ones, and tall ones and thin,
(There’s) boys dressed as women and girls dressed as men,
(With) humps on their backs and mitts on their feet,
My blessed, we’ll die with the heat.
IV
(Well), there’s only one there that I think that I know,
That tall fellow standing alongside the stove;
He’s shaking his fist for to make me not tell,
Must be Willy from out on the hill.
V
Oh, but that one’s a stranger, if ever was one,
With his underwear stuffed and his trapdoor undone (1);
Is he wearing his mother’s big forty-two bra?
I knows, but I’m not going to say.
VI
I s’pose you fine mummers would turn down a drop
Of home brew or alky, whatever you got?
Not the one with his rubber boots on the wrong feet,
He’s enough for to do him a week.(2)
VII
Well I ‘spose you can dance? Yeah, they all nod their heads,
They’ve been tapping their feet ever since they came in;
And now that the drinks have been all passed around,
the mummers are plankin’ her down (3).
VIII
Ah, be careful the lamp! Now hold on to the stove,
Don’t you swing Granny hard, ‘cause you know that she’s old;
No need for to care how you buckles the floor (4),
‘Cause the mummers have danced here before.
IX
Oh, my God, how hot is it? We better go,(5)
I allow that we’ll all get the devil’s own cold;
Good night and good Christmas, mummers me dear,
Please God, we will see you next year.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Parlato:

“Non sembra Natale se non arrivano le Maschere- direbbe la Nonnina mentre sferruzza sulla sua sedia – i tempi sono diventati moderni e credo che sia questo il motivo,
per cui il Natale non è com’era”
Toc, Toc, Toc, Toc, 
“Aprite la porta per favore abbiamo…”
I
Ascolta, che rumore viene dalla porta del portico?
“Cara Nonnina, ecco le Maschere, sono una ventina o più.”
La sua faccia segnata dalle rughe si illumina con un sorriso
“Dei Mummers, bei Mummers possiamo entrare?”
II
“Ah venite cari mummers, non badate alla neve, asciugheremo l’acqua dopo che ve ne sarete andati;
sedetevi dove potete oppure sulle ginocchia di qualche altra Maschera.
Cercheremo di indovinare chi siete.”
III
Ah ce ne sono di grandi e di piccoli
di alti e di magri,
ci sono uomini vestiti da donna e ragazze vestite da uomini,
con gobbe sulla schiena e muffole ai piedi
“Benedetto me, scoppieremo dal caldo!!”.
IV
“Beh ce n’è soltanto uno che credo di conoscere,
quel tipo alto che sta accanto alla stufa;
sta agitando il pugno per non farmelo dire,
potrebbe essere Willy che viene dalla collina.”
V
“Oh ma quell’altro è uno straniero, se mai ce ne fosse uno, con la biancheria imbottita e la patta sul didietro aperta(1), indossa il grosso reggiseno taglia 42 della madre!
Lo conosco, ma non dirò chi è”
VI
“Immagino che voi bei mummers gradiate un goccetto
di birra fatta in casa o del distillato, ne volete?”
“Non quello con gli stivali di gomma nel piede sbagliato, ha fatto il pieno per tutta la settimana”(2)
VII
“Immagino che voi sappiate danzare?” Si – tutti annuiscono
hanno battuto il tempo con il piede sin da quando sono arrivati,
e ora che è stato fatto girare il bere,
di certo i mummers ci daranno dentro (3).
VIII
Attenti alla lampada! Adesso tenetevi alla stufa!
Non fate girare la nonnina in fretta, perché sapete che è anziana;
e non badate se rigate il pavimento (4)
perché i mummers hanno danzato qui da prima.
IX
“Oh mio Dio ma quanto caldo fa? E’ meglio se andiamo (5)”
“Suppongo che abbiamo tutti il sangue freddo come il diavolo”
“Buona Notte e Buon Natale,
miei cari mummers
a Dio piacendo, vi vedremo il prossimo anno”

NOTE
1) letteralmente botola si riferisce ad uno sbrago nei pantaloni sul didietro
2) i Great Big Sea dicono invece
Sure, the one with his rubber boots on the wrong feet
Ate enough for to do him all week.
3) letteralmente “la spalmeranno a terra” nel senso che la danza diventerà sempre più frenetica
4) i Great Big Sea dicono: And never you mind how you buckle the floor
5) i Great Big Sea dicono: We’ll never know

FIGGY DUFF with no Figgy Pudding

“Tarry Trousers” l’esibizione-concerto dei Figgy Duff per natale con musica e mummers

il concerto completo qui

FONTI
http://www.goodreads.com/review/show/684274795
http://thegrimmteaparty.blogspot.it/2009/12/have-yourself-creepy-little-christmas.html
http://www.somethingsaturdays.com/the-blog/mummers-parade-saturday
https://joannadawson.wordpress.com/2010/12/21/any-mummers-llowd-in/
http://www.msgr.ca/msgr-2/mummering4.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/mummers.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/07/mummerscarol.htm

BONNY BANKS O’ VIRGIE-O

Una lugubre ballata britannica sull’incesto-stupro e il femminicidio come si dice oggi, le cui origini risalgono al medioevo scandinavo, collezionata dal professor Child al numero 14.  Un bandito/cavaliere solitario aggredisce tre (o due) sorelle nel bosco e troppo tardi scopre di esserne il fratello. Solo dopo la rivelazione il bandito sembra provare rimorso per quanto commesso e si suicida.

Le versioni americane si intitolano “Bonny banks of the Virgie-o” (anche The Bonny Banks Of Ardrie-O) e sono sostanzialmente simili alla versione A già vista in Scozia (qui).
L’etnomusicologo canadese Kenneth Peacock sottolinea come la ballata si sia preservata nella sua interezza solo nell’isola di Terranova (in inglese Newfoundland). In queste versioni si aggiunge la figura di un sacerdote come secondo fratello che avrebbe potuto vendicare l’uccisione delle sorelle.

LA VERSIONE DI TERRANOVA

Il testo viene dalla raccolta di Maud Karpeles (1885-1976) dal viaggio del 1929 che fece nell’Isola di Terranova. La maggior parte delle canzoni trascritte dall’indagine sul campo vennero pubblicate nel 1971 nel suo “New Songs from Newfoundland” (tutto il lavoro svolto però si trova nell’Archivio Folk Lore al Memorial University di St. John, Newfoundland.
La nota in merito al brano riporta: “Kenneth Monks was another King’s Cove informant He sang “Go From My Window,” and on the after-noon of the 24th September gave Maud a “wonderful ballad” called “The Bonny Banks of Virgie-O,” a variant of “Babylon” (Child # 14)”

ASCOLTA Jean Hewson in Early Spring.


Three fine ladies went out for a walk
All a lee and the lonely, o
They met a robber on their way
On the bonny, bonny
banks o’ Virgie-o

He took the first one by the hand
He whipped her around and he made her stand
“Oh, will you be a robber’s wife
Or will you die by my penknife”
“I will not be a robber’s wife
I’d rather die by your penknife”
He took out his penknife
And he turn and took her own sweet life (2)
He took the second one by the hand
He whipped her around and he made her stand
“Oh, will you be a robber’s wife
Or will you die by my pen knife”
“I will not be a robber’s wife
I’d rather die by your pen knife”
So he took out his penknife
And he’s turned too around her life
He took the third one by the hand
He whipped her around and he made her stand
“Oh, will you be a robber’s wife
Or will you die by my pen knife”
“I will not be a robber’s wife
Nor will I die by your pen knife
If my brothers had been here
You would not have killed my sisters dear”(3)
“Who where are your brothers, I pray thee tell”
“One of them is a minister”
“And where is the other, I pray thee tell”
“He’s out a-robbing, like yourself”
“O my God what I have done(4)
I’ve killed my sisters, all but one”
Then he took out his penknife,
And he took away his own sweet life
TRADUZIONE di Cattia Salto
Tre belle dame uscirono per passeggiare
sole solette
e incontrarono un rapinatore sul loro cammino.
sulle belle rive del Virgie (1)
Egli prese la sorella più grande per mano e la colpì ripetutamente fino a stenderla.
“Vuoi essere la moglie di un ladro o preferisci morire sotto il mio pugnale?”
“No non sarò la moglie di un ladro, preferisco morire sotto il tuo pugnale”.
Egli tirò fuori il suo pugnale
la girò e prese la sua
vita così cara.

Egli prese la sorella mediana
per mano
e la colpì ripetutamente fino a stenderla.
“Vuoi essere la moglie di un ladro o preferisci morire sotto il mio pugnale?”
“No non sarò la moglie di un ladro, preferisco morire sotto il tuo pugnale”.
Egli tirò fuori il suo pugnale
e prese la sua vita.
Egli prese la terza per mano
e la colpì ripetutamente fino a stenderla.
“Vuoi essere la moglie di un ladro o preferisci morire sotto il mio pugnale?”
“No non sarò la moglie di un ladro, e non voglio morire sotto il tuo pugnale. se i miei fratelli fossero stati qui
non avresti ucciso le mia amate sorelle”
“Allora dimmi chi e dove sono i tuoi fratelli, ti prego di dirmelo”
“Uno di loro è un sacerdote”.
“E dov’è l’altro, ti prego dimmelo”
“E’ a rubare, come te”.”
“Oh Signore che cosa ho fatto,
ho ucciso le mie sorelle tranne una”.
Egli tirò fuori il suo pugnale e si tolse la vita così cara.

NOTE
1) oppure Ardrie ma anche Fordie nelle versioni scozzesi
2) nella trascrizione di Karpeles: He took the penknife in his hand, And it’s there he took her own sweet life
4) nella trascrizione di Karpeles: “If my brothers were here tonight, You would not have killed my sisters bright.”
4) nella trascrizione di Karpeles: The Lord have mercy on my poor soul

ASCOLTA Broadside Electric in More Bad News, 1996

Melodia e testo in “The Traditional Tunes of the Child Ballads” di Harris Bronson variante #4. Il testo è stato “sintetizzato” rispetto alla versione standard ma la violenza sulle ragazze è molto più esplicitata.


There was three sisters out on a day
Too-ra-lee and a loney, O
They met a robber on their way
By the bonny, bonny banks of the vergie-o
Now he took the first one by the hand
And he whipped her ‘round ‘til she could not stand
And he took the second though she tried to flee
And her red blood he spilled so free
And he held the third in a grip so tight
She said “I wish my brothers were here tonight”
“Oh, what are your brothers come tell to me”
“O one of them’s a minister,” said she
“And what’s the other, I pray you tell?”
“The other one’s a robber, like yourself”
“Lord have mercy for what I’ve done,
I’ve murdered my sisters all but one”
Now he took out a wee pen knife
And there he took his own sweet life
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
C’erano tre sorelle che un giorno uscirono
sole solette
incontrarono un rapinatore sul loro cammino.
sulle belle rive del Virgie
Egli prese la sorella più grande per mano
e la colpì ripetutamente finchè lei non riuscì a restare in piedi.
e prese la sorella mediana anche se cercava di fuggire
e versò copiosamente il suo rosso sangue, e prese la terza in una morsa così stretta
e lei disse “Vorrei che i miei fratelli fossero qui stasera”.
“Allora dimmi, chi sono i tuoi
fratelli!”
“Uno di loro è un sacerdote ”  disse
lei
“E chi è l’altro?”
“L’altro è un ladro proprio come te”.
“Signore abbi pietà di quello che ho fatto,
ho ucciso tutte le mie sorelle tranne una”.
Egli tirò fuori il suo pugnale
e si tolse la vita così cara.

FONTI
http://www.bluegrassmessengers.com/us–canadian-versions-child-14-babylonbonnie–.aspx
http://www.8notes.com/scores/6785.asp
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/airdrie.htm
http://www.secondhandsongs.com/work/130585
http://www.folkways.si.edu/kenneth-peacock/bonnie-banks-of-the-virgie-o/world/music/track/smithsonian

“Get up, Jack! John, sit down!” about a jolly roving tar

Read the post in English

Intitolata “Jolly Roving Tar” ma più frequentemente “Get Up, Jack! John, Sit Down” ecco una forebitter song che ironizza sulle oziose occupazioni di un marinaio quando si trova sulla terra ferma.
For my money’s gone, ‘tis the same old song” dice il marinaio che è benvoluto e vezzeggiato dalle donnine quando ha le tasche piene, ma messo subito da parte per far posto ad un altro ancora in grana, quando i soldi finiscono!!

Una canzone simile (non sappiamo se originale oppure riscrittura di una versione tradizionale)  è stata scritta a New York nel 1885 da Ed Harrigan & David Braham per il music hall dal titolo ‘Old Lavender’ (testo e spartito qui); una versione pubblicata da John and Alan Lomax in “American Ballads & Folk Songs” è stata attribuita a John Thomas un marinaio gallese imbarcato sul Philadelphian nel 1896. (testo qui), ma la fonte principale della variante più conosciuta  proviene da “Grammy” Fish.

“GRAMMY” FISH

La signora Lena Bourne Fish (1873-1945) visse da ragazza a Black Brook, NY, poco lontano dal confine canadese. La principale fonte delle sue canzoni era ovviamente la sua famiglia, i Bourne con il padre e lo zio in testa; i suoi antenati furono i primi coloni di Capo Cod e i canti erano passati alle varie generazioni della famiglia dai tempi dell’emigrazione con molti brani della tradizione inglese e irlandese. Il padre inoltre in qualità di commerciante di legname viaggiava molto e imparò (trasmettendole alla figlia) ulteriori canzoni nei boschi del New England.
Una volta sposata Lena si trasferì a Jaffrey, New Hampshire. Due collezionisti delle canzoni tradizionali la intervistarono nel 1940 e registrarono circa 175 canzoni (Helen Harkness Flanders e Marguerite Olney), l’anno successivo Anne e Frank Warner raccolsero un centinaio di canzoni in quattro sessioni di registrazione la metà delle quali non raccolte nell’anno precedente.
La signora aveva a preso così a cuore il suo ruolo di testimone del passato da trascrivere su numerosi quaderni le “vecchie canzoni” proprio per lasciarle in eredità alle nuove generazioni.

Assassin’s Creed Rogue, Sea Shanty Edition

Bootstrappers live


I
Ships may come and ships may go
as long as the seas do roll
But a sailor lad just like his dad
he loves the flowing bowl
a woman ashore he does adore
a girl who’s plump and round
when your money’s all gone,
it’s the same old song
“Get up, Jack! John, sit down!”
CHORUS
Come along, come along,
me jolly brave boys,
There’s plenty more grog(1) in the jar
We’ll plough the briny ocean line
like a jolly roving tar
II
When Jack’s ashore, he’ll make his way
To some old boarding house(2)
He’s welcomed in with rum and gin,
likewise with pork and scouse
He’ll spend and spend and never offend
Till he lies drunk on the ground
When his money’s all gone…
III
Then Jack will slip(3) on board
some ship bound for India or Japan
and in Asia there, the ladies fair
all love a sailor man
He’ll go ashore and he’ll not scorn
to buy some girl her gown
when his money’s all gone…
IV
When Jack is worn and weatherbeat
too old to cruise about
they’ll let him stop in some rum shop
Till eight bells(4) calls him out
Then he’ll raise hands high
and loud he’ll cry “Thank Christ, I’m homeward bound!”
when his money’s all gone…
traduzione italiano Cattia Salto
I
Le navi vanno e vengono
e navigano in lungo e in largo il mare
ma un giovane marinaio proprio come suo padre ama la boccia piena
e una donna a terra adora
una ragazza che sia graziosa e rotondetta, e quando i soldi sono andati è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”
Venite avanti
allegri e bravi ragazzi
c’è tanto grog(1) nella bottiglia
solcheremo l’oceano salmastro
come un allegro marinaio vagabondo
II
Quando Jack sbarca si dirigerà
verso una qualche vecchia pensione d’imbarco(2)
dove gli danno il benvenuto con rum e gin
e lo riempiranno con stufato di maiale.
Spenderà e spenderà e mai smetterà
finchè finirà ubriaco steso a terra
quando i soldi sono andati..
III
Jack allora dormirà(3) a bordo
di qualche nave con destinazione India o Giappone e in Asia là, le belle signore
tutte amano un marinaio
Andrà a riva e non disprezzerà
di comprare ad una ragazza un vestito
quando i soldi sono andati…
IV
Quando Jack diventa vecchio e stanco
troppo vecchio per andare in giro
si fermerà in qualche negozio di rum
finchè l’ottavo rintocco (4) lo chiamerà
Allora solleverà gli occhi al cielo
e forte griderò “Grazie Cristo, sono in rotta verso casa”
quando i soldi sono andati…

NOTE
1) qui il termine è da intendersi nel senso generico di liquore e non più propriamente della bevanda mescolata con acqua servita sulle navi ai marinai
2) Le “boarding houses” sono pensioni per marinai, presenti in ogni grande porto di mare. “Sono tenute da procuratori d’imbarco (boarding masters), di dubbia reputazione, che i marinai definiscono «arruolatori», i quali forniscono «indifferentemente alloggio e imbarco». Spesso accolgono i marinai «a credito». Sull’anticipo ricevuto dai pensionanti all’atto dell’arruolamento, si rifanno del vitto e dell’alloggio, e con il resto forniscono loro abbigliamento e attrezzature di scarsa qualità“. (Italo Ottonello)
3)  oppure He then will sail aboard some ship
4) l’espressione è squisitamente nautica sta per “quando arriverà il momento”,  è finito il suo turno di guardia a bordo come pure la sua vita (vedi nota 5)

Great Big Sea in Play 1997. Traditional American Folk Songs from the Anne & Frank Warner Collection, #71.


I
Ships may come and ships may go
As long as the sea does roll.
Each sailor lad just like his dad,
He loves the flowing bowl.
A trip on shore he does adore
With a girl who’s nice and round.
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
[Chorus]
Come along, come along,
You jolly brave boys,
There’s lots of grog(1) in the jar.
We’ll plough the briny ocean
With the jolly roving tar.
II
When Jack comes in, it’s then he’ll steer
To some old boarding house(2).
They’ll welcome him with rum and gin,
And feed him on pork scouse.
He’ll lend, spend and he’ll not offend (3) Till he’s lyin’ drunk on the ground
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
III
Jack, he then, oh then he’ll sail
Bound down for Newfoundland.
All the ladies fair in Placentia(4) there
They love that sailor man
He’ll go to shore out on a tear
And he’ll buy some girl a gown.
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
IV
When Jack gets old and weather beat,
Too old to roam about,
They’ll let him stop in some rum shop
Till eight bells(5) calls him out.
Then he’ll raise his eyes up to the skies,
Sayin’ “Boys, we’re homeward bound.”
When the money’s gone
It’s the same old song,
“Get up Jack! John, sit down!
traduzione italiano Cattia Salto
I
Le navi vanno e vengono e navigano in lungo e in largo il mare,
ogni giovane marinaio proprio come suo padre, ama la boccia piena.
Un giro a terra adora fare
con una ragazza che sia graziosa e rotondetta,
ma quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”
Venite avanti
allegri e bravi ragazzi
c’è tanto grog nella bottiglia
solcheremo l’oceano salmastro
con l’allegro marinaio vagabondo
II
Quando Jack arriva, allora si fionderà verso una vecchia pensione d’imbarco(2)
dove lo accoglieranno con rum e gin
e lo riempiranno con stufato di maiale
Presterà, spenderà e non rifiuterà (3)
finchè finirà ubriaco steso a terra
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa storia
“Alzati Jack! John siediti”
III
Jack allora oh allora farà vela,
destinazione Terranova;
tutte le belle signore di Placentia (4) là
amano quel marinaio
Andrà a riva con una lacrima
e comprerà ad una ragazza un vestito
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”
IV
Quando Jack diventa vecchio e stanco
troppo vecchio per andare in giro
si fermerà in qualche negozio di rum
finchè l’ottavo rintocco (5) lo chiamerà
Allora solleverà gli occhi al cielo
dicendo “Ragazzi, siamo in rotta verso casa”
quando i soldi sono andati
è sempre la stessa vecchia storia
“Alzati Jack! John siediti”

NOTE
1) vedi nota sopra
2) vedi nota sopra
3) nel senso che non offenderà l’oste con un rifiuto
4) la strofa è una variante locale di Terranova, Placentia è una piccola città canadese costituita dall’unione dei villaggi di Jerseyside, Townside, Freshwater, Dunville e Argentia..
5) sui vascelli il suono squillante di una campana regolava il tempo, ogni turno di guardia di 4 ore era segnalato da 8 rintocchi. (gli otto rintocchi di campana erano suonati alle 4, alle 8, alle 12, alle 16, alle 20 e a mezzanotte). Per calcolare il tempo si usava una clessidra. “Otto campane in marina indicava anche un cambiamento, un passaggio da una situazione ad un’altra, un “taglio” quindi tra il vecchio e il nuovo.
Al proposito ricordo che mio padre, maresciallo della Regia Marina, usava la frase “Sono suonate le otto campane” per significare che per un Marinaio era finita… finito il suo turno di guardia a bordo come pure la sua vita; sì era un modo di dire anzi un eufemismo per affermare che si poteva dargli l’estremo saluto!” (Marino Miccoli, tratto da qui)

LA VERSIONE INGLESE

Sempre nell’Ottocento circolava una versione completamente diversa in cui la povera Susan era affranta perché il bel William stava ancora lontano per mare, decide di seguirlo nei panni di marinaio, imbarcandosi su una nave nientemeno che del padre. La versione è ancora popolare a Terranova. Per quanto abbia cercato nel web al momento non ho trovato un video da ascoltare. Rimandando ad altri tempi un approfondimento..
It was in the town of Liverpool, all in the month of May,
I overheard a damsel, alone as she did stray,
She did appear like Venus or some sweet, lovely star,
As she walked toward the beach, lamenting for her jolly, roving Tar.

LA VERSIONE IRISH ROVER Jolly Roving Tar

Il testo è stato scritto da George Millar il fondatore degli Irish Rover (irlandesi trapiantati in Canada per chi non li conoscesse) e pur essendo una diversa canzone prende in prestito alcune frasi sia da “Get Up, Jack! John, Sit Down” che da altre altrettanto famose sea song sui marinai.
The Irish Rover in Another Round 2005:il video è una simpatica sincronizzazione con varie danze prese da spezzoni di film fantasy e animazioni


I
Well here we are, we’re back again
Safe upon the shore
In Belfast town we’d like to stay
And go to sea no more
We’ll go into a public house
And drink till we’re content
For the lassies they will love us
Till our money is all spent
CORO
So pass the flowin’ bowl
Boys there’s whiskey in the jar
And we’ll drink to all the lassies
And the jolly roving tar
II
Oh Johnny did you miss me
When the nights were long and cold
Or did you find another love
In your arms to hold
Says he I thought of only you
While on the sea afar
So come up the stairs and cuddle
With your jolly roving tar
III
Well in each other’s arms they rolled
Till the break of day
When the sailor rose
and said farewell
I must be on me way
Ah don’t you leave me Johnny lad
I thought you’d marry my
Says he I can’t be married
For I’m married to the sea
IV
Well come all you bonnie lasses
And a warning take by me
And never trust an Irishman
An inch above your knee
He’ll tease you and he’ll squeeze you
And when he’s had his fun
He’ll leave you in the morning
With a daughter or a son
traduzione italiano  Cattia Salto
I
Eccoci qui, siamo di ritorno
al sicuro sulla terra, nella città di Belfast preferiremmo restare
e non andare più per mare.
Andremo nel pub
e berremo fino a essere pieni
perché le ragazze ci amano
fino a quando tutti i soldi spendiamo
CORO
Così passa la boccia piena
ragazzi c’è il whisky nel bicchiere
berremo a tutte le ragazze
e all’allegro marinaio vagabondo
II
“Oh Johnny mi sei mancato
quando le notti erano lunghe e fredde
o hai trovato un altro amore
da tenere tra le braccia?”
Dice lui “Pensavo solo a te
mentre ero lontano per mare
così sali le scale e stringiti
al tuo allegro marinaio vagabondo”
III
Tra le braccia uno dell’altra si cullarono
fino al sorgere dell’alba
quando il marinaio si alzò
e disse “addio devo andare via”
“Oh non mi lasciare mio giovane marinaio
credevo che mi sposassi”
dice lui “Non posso sposarmi
perché sono sposato con il mare”
IV
Venite tutte voi, belle ragazze
e prendete questo avviso da me
non concedete mai a un irlandese
un pollice sopra al ginocchio
vi stuzzicherà e stringerà
e quando avrà preso il suo piacere
vi lascerà al mattino
con una figlia o un figlio

continua
FONTI
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/jolly-roving-tar.html
http://www.jsward.com/shanty/JollyRovinTar/lomax.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/07/jolly.htm
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/GETUPJAC.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/08/getup.htm
http://levysheetmusic.mse.jhu.edu/catalog/levy:072.028
http://thejovialcrew.com/?page_id=338
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=96587
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=96582
http://adirondackmusic.org/subpages/69/9/6/lena-bourne-fish

I’SE THE B’Y

Una sea song tradizionale di Terranova (in inglese Newfoundland), l’isola di fronte alla costa orientale del Canada. E’ stata raccolta da Kenneth Peacock e Gerald S Doyle e pubblicata nel “Folk Songs of Canada”, 1954 (anche nella raccolta di Gerald S Doyle “Old-Time Songs of Newfoundland,” 1955) per diventare popolare in tutto il paese.

I’SE THE B’Y

Si tratto di una canzoncina apparentemente non-sense sulla vita di una comunità di pescatori, ma che leggendo tra le righe (ovvero con il Dizionario di Terranovese in mano) un po’ di senso, ossia di doppio-senso ce l’ha!
terranova-pesca-merluzzo

 

ASCOLTA Great Big Sea 1993


I
I’se the b’y(1) that builds the boat
And I’se the b’y that sails her
I’se the b’y that catches the fish (2)
And brings ‘em home to Lizer(3)
CHORUS
Hip yer(4) partner, Sally Tibbo(5)
Hip yer partner, Sally Brown(5)
Fogo, Twillingate, Mor’ton’s Harbour(6)
All around the circle
II
Sods and rinds(7) to cover yer flake (8)
Cake (9) and tea for supper
Cod-fish in the spring o’ the year
Fried in maggoty butter
III
I don’t want your maggoty fish (10)
They’re no good for winter
I can buy as good as that
Down in Bonavista
IV
I took Lizer to a dance
And fast as she could travel
And every step that she did take
Was up to her knees in gravel(11)
V
Susan White she’s out of sight
Her petticoat wants a border(12)
Old Sam Oliver in the dark
He kissed her in the corner
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono io il tipo (1) che si costruisce la barca e ci naviga sopra,
sono io il tipo che prende il pesce (2)
e lo porta a casa da Liza. (3)
CORO
Gira (4) con il tuo compagno Sally Tibbo
Gira con il tuo compagno Sally Brown (5)
Fogo, Twillingate,
Moreton’s Harbour(6)
tutti in cerchio
II
Zolle di terra e rametti (7)per coprire la piattaforma per l’essiccazione (8)
gallette (9) e tè per cena,
merluzzo in primavera
fritto nel burro rancido.
III
Non voglio il tuo pesce marcio (10)
non va bene per l’inverno
ne posso comprare di meglio
giù a Bonavista.
IV
Ho preso Liza per un giro di danza
il più veloce possibile,
ma ad ogni passo che faceva
si bloccava le ginocchia nella ghiaia(11)
V
Susan White è fuori vista
la sua sottana ha bisogno dell’orlo (12),
il vecchio Sam Oliver al buio
la baciava nell’angolo.

NOTE
1) “I’s the B’y” = I’m the Boy
2) con “fish” a Terranova ci si riferisce al baccalà
3) Liza. Le strofe giocano sul doppio senso di Lisa come donna oppure come il nome di una barca.
4) To hip =to bump someone on the hip when dancing; anche scritto Swing
5) Tibbo sta per Thibeault. I due cognomi ricordano che ci furono coloni francesi e inglesi nella zona in cui ha avuto origine la canzone
6) Fogo, Twillingate, Morton’s (o Moreton’s) Harbour sono villaggi sulle isole al largo delle coste Nord di Terranova, come se formassero le tappe di un percorso circolare che facevano le barche
7) The rindes = strips of birch bark placed on top of the fish to protect them from the sun so they don’t burn, and to keep blow-flies off so they don’t get maggoty. In realtà il cannicciato è posto sotto il pesce messo ad essiccare e le zolle di terra non hanno niente a che vedere con il processo di riparo e di essiccazione. Così alcune versioni riportano la strofa con dei termini comprensibili in inglese standard. In questa strofa era descritto un vecchio modo di lavorazione per essiccare il merluzzo in modo che le mosche non potessero deporre le loro larve e guastare il pesce.
Strofa alternativa:
Flour and crumbs to cover the fish,
Cake and tea for supper,
Cod fish in the spring o’ the year
Fried in rancid butter.
8) flake: una piattaforma costruita su pali per far essiccare il pesce
va7-45The first thing that strikes a stranger on entering a harbour in Newfoundland is the abundance of what are called the fish flakes and stages, together with the wooden wharfs and the great dark red storehouses. The fish flakes consist of a rude platform, raised on slender crossing poles, ten or twelve feet high, with a mating of sticks and boughs for a floor. On these the fish are laid out to dry, and planks are laid down along them in various directions, to enable the persons who have the care of the fish to traverse them…. and in a populous cove or harbour the whole neighbourhood of the houses is surrounded by these flakes, beneath whose umbrageous and odoriferous shade is frequently to be found the only track from one house to the other.” (da Jukes’ Excursions: Being a revised edition of Joseph Beete Jukes’ “Excursions in and about Newfoundland, During the Years 1839 and 1840.” ) Foto: Path under the flakes, La Manche ca. 1938. PANL VA7-45 (PANL-CMCS). tratto da qui
9) cake: le gallette che facevano parte dell’equipaggiamento delle navi al posto del pane
10) magotty fish: pesce marcio infestato dalle larve
11) Gravel= pebble-strewn isthmus. Qui la frase è giocata sul doppio senso: potrebbe trattarsi di Liza che non riesce a saltare bene sulle ginocchia quando danza, ma anche della barca di nome Liza che si arena sulla ghiaia con i fondali bassi
12) come spesso accade nei canti tradizionali i riferimenti sessuali non sono mai espliciti, anche se tutti sanno a cosa si riferisce la frase

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/itb.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/itbgbs2.htm
http://www.joyhecht.net/6-08-15/Aug15-06.html
http://www.heritage.nf.ca/articles/exploration/eyewitness-accounts.php
http://www.therooms.ca/ic_sites/fisheries/main2.asp?frame=off
http://www.veneto.antrocom.org/blog/?p=1731

SURROUNDED BY WATER

Decisamente una irish folk song collocabile tra le Rebel Ballads, rimasta a lungo nella classifica tra i dischi più venduti in Irlanda quando fu interpretata da The Ludlow trio (ossia The Ludlows) nel 1966 (con la voce di Jim McCann)

THE SEA AROUND US

Il testo di “The sea around us” è stato scritto da Dominic Behan su una vecchia melodia popolare dal titolo ” ‘S faigamid siud mar a ta se”, suonata però  come un walzer.
1962_cosmoDominic Behan (1928 – 1989) fu scrittore, cantante e non ultimo attivista politico. Il suo approccio verso la canzone popolare è quella del cantastorie che rinnova le vecchie melodie, per esprimere con le parole del momento, ma più “urbane”, gli umori del popolo.

Dominic dice in merito al testo di “The sea around us”:”I got the line from my Mother which a friend of hers, Mick Byrne, wrote, together with about forty verses he couldn’t remember. The line I got was ‘Thank God we’re surrounded by water’, and I thought it far too good to lose.” Ovviamente solo un grande autore come lui, partendo da una sola frase, poteva far uscire dal cilindro una canzone così umoristica, eppure venata di “irish pride”: si può a buona ragione ritenere una parodia degli “inni” del secolo precedente e dei canti nostalgici, pieni di stereotipi “rurali” sulla amata vecchia Irlanda..

ASCOLTA Dominic Behan in Ireland sings (1965)

ASCOLTA The Dubliners


I
They say that the lakes of Killarney are fair
No stream like the Liffey could ever compare,
If its water you want, you’ll get nothing more rare
Than the stuff they make down by the ocean(1).
Chorus:
The sea, oh the sea is the gradh geal mo croide(2)
Long may it stay between England and me/It’s a sure guarantee that some hour we’ll be free
Thank God we’re surrounded by water.
II
Tom Moore made his “Waters” meet fame and renown
A great lover of anything dressed in a crown(3)
In brandy the bandy auld Saxon(4) he’d drown
But throw ne’er a one in the ocean.
III
The Danes(5) came to Ireland with nothing to do
But dream of the plundered auld Irish they’d slew,
“Yeh will in yer Vikings” said Brian Boru(6)
And threw them back into the ocean.
IV
The Scots have their Whisky(7),
the Welsh have their speech
Their poets are paid about ten pence a week
Provided no hard words of England they speak
Oh Lord, what a price for devotion.
V
Two foreign old monarchs in battle did join(8)
Each wanting his head on the back of a coin
If the Irish had sense they’d drowned both in the Boyne
And partition thrown into the ocean.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Si dice che i laghi di Killarney siano belli,
e che nessun fiume si possa paragonale al Liffey,
se è l’acqua che vuoi, non avrai niente di meglio
di quella roba che confluisce nell’oceano(1).
Coro
Il mare, oh il mare è “la gioia più grande del mio cuore”(2),
che a lungo resti tra l’Inghilterra e me, perchè è una sicura garanzia che prima o poi saremo liberi, grazie a Dio siamo circondati dalle acque!
II
Tom Moore scrivendo le sue “Waters” (3) andò incontro alla fama e alla notorietà- un grande amante di ogni cosa che indossasse una corona!
Nel brandy i vecchi Sassoni invasori(4) sarebbero annegati, ma non se n’è mai gettato uno nell’oceano.
III
I Danesi(5) vennero in Irlanda senza nient’altro da fare
che sognare di saccheggiare i vecchi Irlandesi che avevano ucciso
“Ora tocca a voi Vichinghi” disse Brian Boru(6)
e li gettò di nuovo nell’oceano.
IV
Gli Scozzesi avevano il loro whisky(7),
i Gallesi la loro parlantina,
i loro poeti erano pagati dieci penny alla settimana
guardandosi bene dal dire dure parole sull’Inghilterra, oh Signore, che prezzo per la devozione!
V
Due vecchi re stranieri(8) si unirono per la battaglia
ognuno voleva la sua testa sul retro di una moneta,
se gli Irlandesi avessero avuto il buonsenso li avrebbero affogati entrambi nel Boyne
e gettato la divisione nell’oceano

NOTE
1) Dominic dice di non guardare ai laghi e ai fiumi dell’isola ma al mare che circonda e circoscrive l’intera isola, implicitamente dice che non si deve guardare l’isola per contee, ma nella sua interezza, non divisibile cioè in due territori come quelli odierni.  Ricordiamo che la canzone è stata scritta nel 1965, quando la repubblica d’Irlanda ancora rivendicava in Costituzione le contee del Nord
2) Gradh geal mo croide = great joy of my heart; è un classico per gli autori delle canzoni popolari inserire qualche frase in gaelico e questa è la più gettonata
3) Thomas Moore scrisse nel 1807 una canzone dal titolo “The meeting of the waters” un punto ben preciso del territorio irlandese in cui il fiume Avonmore si incontra con il fiume Avonbeg per formare l’Avoca (contea di Wicklow). Considerato un poeta alla moda nell’Ottocento Moore è stato criticato nel secolo successivo: qui è visto come un irlandese “da salotto” ossequioso degli Inglesi, per questo è un “grande amante della corona”
4) con Sassoni Dominic intende gli Inglesi. I Sassoni erano tribù germaniche che migrarono in Inghilterra (ovvero la Britannia) con gli Angli ed altre tribù minori per diventare gli anglo-sassoni cioè gli Inghlesi. Il termine bandy che fa rima con brandy non ha una chiara (per me traduzione)
5) i primi invasori dell’Irlanda (dopo i Celti) furono i Vichinghi (VIII-IX secolo) e anche se vengono definiti comunemente  Danesi; in realtà  i primi vichinghi a compiere incursioni sulle coste furono i Norvegesi (sono i Danesi che diventano Normanni stabilendosi nella regione della Francia che da loro prende il nome, la Normandia). Furono i Vichinghi norvegesi, che si definivano Ostiani perchè erano gli Uomini dell’Est, a fondare Dublino.
6) in realtà quando Brian Borù vinse la battaglia di Clontarf il problema vichingo non esisteva più da una sessantina d’anni, ma per gli Irlandese è il re supremo d’Irlanda che scaccia i Vichinghi!! (XI secolo) l’ironia qui è marcata, nell’Irlanda medievale ogni capo con uno straccio di terra e di potere si proclamava re, e i re d’Irlanda continuavano a rubarsi il bestiame l’un con l’altro e a praticare il loro divertimento preferito: scannarsi tra loro.
7) ovviamente gli irlandesi hanno il whiskey (vedi)
8) i due re sono Guglielmo d’Orange (diventato Guglielmo III d’Inghilterra, Guglielmo II di Scozia e Guglielmo I d’Irlanda) e Giacomo II Stuart (il deposto re di Inghilterra e Scozia -e anche d’Irlanda- di confessione cattolica) e la battaglia del Boyne fu combattuta nel 1690.

LA MELODIA: ‘S faigamid siud mar a ta se

ASCOLTA Paul O’Shaughnessy al violino che la suona come una jig

THANK GOD WE’RE SURROUNDED BY WATER

La versione canadese è stata invece scritta da Tom Cahill sulla falsariga di quella irlandese

ASCOLTA Dick Nolan


I
I’ll sing you a song about Newfoundland dear,
We haven’t got money nor riches to spare;
But we should be thankful for one small affair,
Thank God we’re surrounded by water.
The sea, oh the sea, the wonderful sea,
Long may she roam between nations and me; And everyone here should go down on one knee,
Thank God we’re surrounded by water.
II
The French in Quebec want a separate state,
Along with our own Labrador, just you wait;
They’re down to Bell Isle (1) but they can’t walk the Strait,
Thank God we’re surrounded by water.
III
My mother-in-law wrote from Boston, the dear,
She wanted to visit for our “Come Home Year” (2);
The Carson (3) was full with no planes in the air,
Thank God we’re surrounded by water.
IV
Some visitors tasted our Newfoundland screech (4),
Tipped up the old bottle, drank six ounces each;
They let out a yell as they ran for the beach,
Thank God we’re surrounded by water.
V
Now Joey (5) is God, say the Liberal bunch,
One day on the harbour he stepped after lunch;
But he couldn’t manage the Galilee stunt,
Thank God we’re surrounded by water.
VI
Now Betsy Jane Kemp (6) took her horse for a ride,
Ripped up her old bloomers all down the left side;
She hid them away on the beach at low tide,
Thank God we’re surrounded by water.
 
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ti canterò una canzone sulla cara Terranova,
non abbiamo denaro né ricchezza da spartire;
ma dovremmo essere grati per una piccola circostabza, grazie a Dio siamo circondati dall’acqua!
Il mare, oh il mare, il mare meraviglioso,
che a lungo resti tra tra le Nazioni e me;
e tutti quanti qui dovremmo inginocchiarci
grazie a Dio siamo circondati dall’acqua!
II
I francesi in Quebec vogliono uno stato separato,
insieme al nostro Labrador, aspetta e vedrai; ma sono rimasti a Bell Isle perchè non possono camminare sullo Stretto, grazie a Dio siamo circondati dall’acqua.
III
Mia suocera ha scritto da Boston, che cara,
voleva venire in visita per la “Festa dell’Emigrante”;
il “Carson” era pieno e non c’erano aerei in aria, grazie a Dio siamo circondati dall’acqua.
IV
Alcuni visitatori hanno assaggiato il nostro screech di Terranova,
sollevato la vecchia bottiglia e bevuto sei once ciascuno:
poi lanciarono un grido mentre correvano verso la spiaggia, grazie a Dio siamo circondati dall’acqua.
V
“Ora Joey è Dio”, dice il gruppo liberale,
un giorno, nel porto, ci finì sopra dopo pranzo;
ma non poteva fare la controfigura del galileo, grazie a Dio siamo circondati dall’acqua.
VI
Ora Betsy Jane Kemp prese il suo cavallo per una cavalcata,
si strappò i vecchi calzoncini lungo tutto il fianco sinistro;
li nascose sulla spiaggia con la bassa marea, grazie a Dio siamo circondati dall’acqua.

NOTE
1) Lo stretto di Belle Isle o Stretto del Labrodor separa la penisola del Labrador dall’isola di Terranova
2) celebrazione canadese equivalente alla nostra festa dell’emigrante durante la quale molti parenti ritornano a visitare le loro comunità d’origine
3) il traghetto rompighiaccio The Carson (dedicato al politico William Carson) una delle più grandi navi costruite nel 1955, affondato per colpa di un iceberg nel 1977
4) una marca locale di rum
5) Joseph Roberts “Joey” Smallwood politico canadese
6) ?

FONTI
“Irony in Action: Anthropology, Practice, and the Moral Imaginatio”, James Fernandez,Mary Taylor Huber http://www.theballadeers.com/ire/db_d1965_npl18134_ire_sing.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=151415
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/thank.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/34/thank.htm
https://thesession.org/tunes/2611

Lord Franklin

Nell’Ottocento ancora una buona parte del pianeta era “terra incognita” e a maggior ragione il mare, vasti tratti delle mappe erano segnati come Mare In Cognito, ma l’epoca fu anche quella delle grandi esplorazioni, in particolare del Polo Nord alla ricerca del Passaggio di Nord-Ovest (ovvero la rotta che va dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico, attraversando l’arcipelago artico del Canada).
Fondamentale fu il contributo dato da John Franklin (1786-1847) a questa impresa, che diventò per lui quasi un’ossessione.

E con lui tanti altri esploratori cercarono pervicacemente la strada non solo per mare, ma anche percorrendo fiumi e sentieri via terra; ecco il resoconto di Sergio Borroni che con Erico Vigano ha ripercorso  (libro alla mano – Voyages from Montreal, on the River St. Laurence, Through the Continent of North America, to the Frozen and Pacific Oceans; In the Years 1789 and 1793) la spedizione di Alexander Mackenzie nelle regioni artiche canadesi ..

Ma il personaggio a cui è dedicata la canzone di oggi è un ufficiale, esploratore e scrittore inglese, Sir John Franklin. Già governatore della Tasmania, e tra i fondatori della Royal Geographical Society, guidò come comandante della Royal Navy numerose esplorazioni nell’Oceano Artico

LE SPEDIZIONI DI SIR FRANKLIN AL POLO NORD

franklinNel 1819 Franklin si imbarcò sulla “Prince of Wales” con il compito di mappare e compiere ricerche di oceanografia, meteorologia e magnetismo terrestre nelle regioni dell’America settentrionale.

Il viaggio terminò nel 1822, dopo aver percorso quasi 6000 miglia di navigazione e alcuni attraversamenti via terra, e venne descritto da John Franklin nel libro “Narrative of a journey to the shores of the Polar Sea in the years 1819-22” (London 1823).

Nella seconda spedizione del 1825-27 Sir Franklin, già nominato baronetto, esplorò e completò i rilievi dei fiumi che sfociano nell’arcipelago canadese (Great Bear River, Mackenzie River, Coppermine River). Nel 1845, Lord Franklin ebbe nuovamente l’incarico di ricercare il passaggio di Nord Ovest con le navi “Erebus” e “Terror“, ma la spedizione scomparve nei ghiacci.

LE SPEDIZIONI DI RICERCA DELLE NAVI DISPERSE

Nel 1848 – sia per disposizione dell’Ammiragliato, sia per la tenacia di Lady Jane Franklin – partì la prima di numerose spedizioni di ricerca, che videro impegnati tutti gli esploratori polari del tempo. Della spedizione sono state ritrovate poche tracce, le navi rimasero bloccate dal ghiaccio all’Isola di Re William, a circa metà strada del passaggio, e non riuscirono a liberarsi dalla morsa nel disgelo dell’estate successiva.
Oggi con il ritrovamento di un cadavere ben conservato nei ghiacci di un componente dell’esplorazione è stata avanzata l’ipotesi che gli uomini fossero tutti morti a causa dell’avvelenamento da piombo rilasciato dai contenitori metallici contenenti le scorte alimentari della spedizione.

Si stralcia dall’articolo “La ricerca dei passaggi di Nord-Ovest e di Nord-Est” nel sito web sullacrestadellonda.it

Nel 1852 l’Ammiragliato decise di mettere in campo un grande sforzo congiunto, alla ricerca della spedizione di Franklin predisponendo una squadra di cinque navi, al comando dell’ammiraglio Edward Belcher. L’operazione fu un pesante insuccesso perché – pur producendosi il rilievo di 16000 km di coste polari canadesi – non solo non venne trovato alcun indizio della spedizione Franklin, ma quattro delle navi andarono addirittura perdute.
L’Ammiragliato, dopo quella clamorosa disfatta, decise di sospendere definitivamente le ricerche, ma Lady Franklin non si arrese – venendo successivamente citata in giudizio dalla figliastra per aver dilapidato il patrimonio familiare in inutili tentativi – e acquistò lo yacht “Fox” con cui allestì una spedizione parzialmente finanziata da una sottoscrizione pubblica, affidandone il comando a Leopold McClintock.
Questi, partito nel 1857 da Aberdeen, seguì le tracce già scoperte da Rae nell’attraversare il golfo di Boothia e poi perlustrò l’isola di Re Guglielmo e la penisola Adelaide, dove trovò ulteriori resti, finché – alla Victory Point della penisola di Graham Gore – scoprì una sorta di diario nascosto in un tumulo di pietre, che descriveva le ultime vicende di Franklin, morto l’11 agosto 1847, e di alcuni suoi compagni, mentre resti sparsi dei “superstiti” vennero rinvenuti nei dintorni.

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L’EROE

Sembra perciò che Lord Franklin avesse trovato il passaggio (per quella che sarà la rotta percorsa nel 1850 da Robert McClure) e per la sua dedizione e il suo sacrificio fu acclamato in patria come un eroe perchè a lui fu riconosciuta la palma della scoperta, così sta scritto sul monumento eretto a Londra nel 1860:
“Franklin / to the great navigator / and his brave companions / who sacrificed their lives / completing the discovery of / the North-West passage / A. D. 1847-48 / erected by the unanimous vote / of Parliament”

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Nella mappa la rotta delle navi: da Baffin Bay per Devon Island e intorno a Cornwallis Island proseguirono lungo la costa di Somerset Island lasciando la Boothia Peninsula, finchè le tracce si persero vicino a King William Island.

LADY FRANKLIN

LadyJaneFranklinL’interesse pubblico per l’impresa di Lord Franklin e ancor di più la dedizione della moglie e la sua ostinazione, furono lo stimolo per la pubblicazione di una serie di ballate negli anni del 1850, nonché il tema di alcuni romanzi.
L’area di provenienza dei broadside ballads era la Scozia, ma la canzone nelle sue numerose varianti si è sparsa anche nel nord dell’Inghilterra ed è approdata in America (Nord-Est).
Grazie alla ricerca compiuta da Jürgen Kloss è stata ricostruita l’evoluzione storica testuale e melodica della ballata. (per l’analisi dettagliata delle fonti in vedi)

I FRAMMENTI

La versione testuale della ballata così come la conosciamo oggi si trova in Ballads And Sea-Songs Of Newfoundland (1933) a cura delle due collezioniste americane Elisabeth Greenleaf e Grace Mansfield che ritrovarono la canzone a Terranova nel 1929: si tratta di una serie di frammenti riportati da vari cantori locali messi insieme e combinati con la prima versione stampata della melodia sotto il titolo “The Franklin Expedition”, sole 3 strofe rimpolpate dalla versione Franklin’s Crew riportata nel 1938 nel libro Songs Of The American Sailormen di Joanna C. Colcord.
La canzone però non compare nelle grandi collezioni di canzoni popolari e la sua diffusione è rimasta limitata nell’ambito marinaresco.
Possiamo ascoltare una registrazione sul campo negli anni 1950 sempre a Terranova ASCOLTA dalla Canada’s Digital Collection, “MacEdward Leach and the Songs of Atlantic Canada”

Quindi fino al folk revival degli anni 60 il brano si ritrova in varie versioni frammentarie e con melodie diverse.

A.L. LLOYD E MARTIN CARTHY

E veniamo a A.L. Lloyd e al  suo Lord Franklin del 1956, versione che è alla base della ballata registrata  nel 1966 da Martin Carthy, diventata la versione standard di 5 strofe con l’arrangiamento alla melodia “The Croppy Boy“: in Lloyd le strofe erano 6 tutte riprese da Carthy tranne che per la II
I dreamed we neared the English shore,
I heard a lady weep and deplore,
She wept aloud and she seemed to say:
Alas, that my husband is so long away.
In cui si fa riferimento al dolore della moglie di Franklin.

In Martin Carthy perciò il protagonista della canzone potrebbe essere sia un marinaio (non necessariamente di quelli mandati alla ricerca dei resti della spedizione) sia lady Franklin (e in effetti il brano con lievi modifiche è stato anche intitolato come Lady Franklin’s Lament), essendoci un’incongruenza tra la II strofa che si riferisce al marinaio che solca il mare per lavoro e la V strofa che potrebbe essere pronunciata da Lady Franklin. Indubbiamente questa incongruenza è il risultato delle molte ricomposizioni di taglia e cuci operate sui frammenti disponibili (un’altra versione testuale della storia si intitola The Franklin Expedition, in cui è inserita quasi una cronaca della spedizione).

Perciò non posso che condividere la conclusione di Jürgen Kloss il quale afferma:
The tune and in most cases also the lyrics of all modern versions of “Lady Franklin” can be traced back to Greenleaf and Mansfield. Hemsworth, Mills and Lloyd all have created their own fragments from the fragments available in that particular collection and in turn Lloyd’s version has been the source for most later recordings.
Interestingly all the other field-recorded versions both from Britain – Sharp, Vaughan Williams, Greig & Duncan – and North America – MacLeach and Creighton – had no influence on the further development of this song, not at least because they weren’t as easily available as the variants published by Greenleaf and Mansfield and later Doerflinger.

(TRADUZIONE ITALIANO: La melodia e in molti casi anche il testo di tutte le moderne versioni di Lord Franklin possono essere ricondotte a Greenleaf e Mansfield. Hemsworth, Mills e Lloyd [cantanti che hanno registrato il brano] hanno creato il loro arrangiamento dalle versioni disponibile in quella particolare collezione e la versione di Lloyd, a sua volta, è stata la fonte della maggior parte delle successive registrazioni.
E’ interessante notare che tutte le versioni delle registrazioni sul campo sia dalla Gran Bretagna – Sharp, Vaughan Williams, Greig & Duncan – e dal Nord-America – MacLeach e Creighton – non hanno avuto influenza sullo sviluppo ulteriore di questa canzone, perché non erano così disponibili come la variante pubblicata da Greenleaf e Mansfield e poi da Doerflinger.)

Come già accennato per “The Croppy boy” la melodia di riferimento è stata quella di “The Robber – Charley Reilly” in Ancient Music of Ireland (Edward Bunting, 1840) (vedi) riscontrabile poi in molte varianti. La melodia era molto diffusa infatti nella Gran Bretagna e utilizzata per molte ballate del genere “rambling boy” che trattavano temi di furti e rapine. Era anche diffusa tra le canzoni dei mare che parlavano di disastri e di morte.

Tutte le parole però non servono a descrivere la bellezza fuori dal tempo di questo lament che è insieme una dichiarazione d’amore, così come rima Angelo Branduardi dando voce al dolore di Lady Franklin
“Ora ogni notte è una lunga pena
ma per Lord Franklin alzerò le vele.
Tentando ancora di ritrovarlo,
seguirò Lord Franklin,
ovunque lui sia.”

Numerosissime sono le registrazioni ma ecco i miei “The Best of”:

Pentangle in Cruel Sister 1970 (la voce è di John Renbourn)

Micheál O’Domhnaill & Kevin Burke

Che dire di questo gruppo italiano? Magico anche il video
Acustica Medievale, in “Acustica Medievale” 1982, un gruppo romano “storico” fondato nel 1976 dedito al recupero ed alla rielaborazione di musica medievale, rinascimentale e celtica: gli effetti che sentite sono di Massimo Santantonio con il guitar synth


I
We were homeward bound
one night on the deep
Swinging in my hammock
I fell asleep
I dreamed a dream
and I thought it true
Concerning Franklin
and his gallant crew.
II
With one hundred seamen
he sailed away
To the frozen ocean
in the month of May
To seek a passage
around the pole
Where we poor sailors
do sometimes go.
III
Through cruel hardships
they vainly strove
Their ships on mountains of ice
was drove
Only the Eskimo with
his skin canoe
Was the only one
that ever came through.
IV
In Baffin’s Bay
where the whale fish blow
The fate of Franklin
no man may know
The fate of Franklin
no tongue can tell
Lord Franklin among
his seamen do dwell.
V
So now my burden
it gives me pain
For my long lost Franklin
I would cross the main.
Ten thousand pounds
would I freely give,
To say on earth that
my Franklin do live.
OR:
And now my burden it gives me pain
For my Lord Franklin
I’d sail the main
Ten thousand pounds
I would freely give
To know Lord Franklin, and where he is
Traduzione italiana Alberto Truffi
I
Eravamo diretti verso casa
una notte in mare aperto
cullato dalla mia amaca
mi addormentai
e sognai un sogno
che sembrava vero
su Franklin
e la sua coraggiosa ciurma
II
Con cento uomini di mare
egli prese il largo
verso l’Oceano ghiacciato
nel mese di maggio,
per cercare un passaggio
attraverso il Polo Nord,
dove noi poveri marinai
a volte andiamo.
III
Lottarono inutilmente
contro crudeli difficoltà,
la loro nave fu sospinta
contro montagne di ghiaccio,
solo l’eschimese con
la sua canoa di pelle
era l’unico
che poteva venirne fuori.
IV
Nella Baia di Baffin
dove la balena soffia
nessun uomo è in grado
di conoscere il destino di Franklin,
Il destino di Franklin
nessuna lingua lo può raccontare
Lord Franklin dimora
tra i suoi marinai
V
Così ora il mio peso
mi fa soffrire
per il mio Franklin disperso da lungo tempo io avrei attraversato il mare(1)
avrei regalato
diecimila sterline
per tornare a terra e dire
che Franklin era ancora vivo
Oppure:
Ora il mio peso mi fa soffrire,
per il mio Lord Franklin
ho preso il mare
diecimila sterline
avrei regalato
per sapere dove si trova Lord Franklin

NOTE
1) Alberto Truffi traduce main con “distesa marina”

LA VERSIONE IN ITALIANO

Angelo Branduardi ha rivisitato la versione inglese della ballata di Lord Franklin versificandola in italiano con garbo e perizia, impeccabile l’arrangiamento strumentale.
ASCOLTA Angelo Branduardi  in “Il rovo e la rosa – Ballate d’amore e morte” 2013

I
Navigavamo tornando a casa,
nella mia amaca mi colse il sonno…
e feci un sogno che sembrava vero,
rividi Franklin
coi suoi cari compagni.
II
Con cento fidi era salpato,
col primo vento di Primavera ,
verso il passaggio che taglia il Polo,
dove chi naviga
ha in sorte di andare.
III
Troppo crudele quel freddo mare,
bianche montagne da valicare,
là solo l’eskimo con la sua canoa,
quegli aspri ghiacci
riesce ad attraversare.
IV
In Baffin Bay soffia la balena,
la fede di Franklin non vacillò,
il cuore di Franklin lo spinse ad andare,
ma alle sue spalle
si chiuse il mare.
V
Ora ogni notte è una lunga pena
ma per Lord Franklin alzerò le vele.
Tentando ancora di ritrovarlo,
seguirò Lord Franklin,
ovunque lui sia.

FONTI
https://www.rmg.co.uk/discover/explore/exploration-endeavour/sir-john-franklin
http://www.ric.edu/faculty/rpotter/SJFranklin.html
http://www.sullacrestadellonda.it/spedizioni_polari/polarindex.htm
http://www.justanothertune.com/html/ladyfranklin.html
http://musicaememoria.altervista.org/LordFranklin.htm
http://www.angelobranduardi.it/rovoerosa/testi.html