Staines Morris to the Maypole haste away

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In the TV series “The Tudors” an outdoor May Day has been set up, with the picturesque dancers of the Morris Dance, their rattles and handkerchiefs, the archery, the fight of the roosters, the dances with the ribbons around the May pole, performed by graceful maidens with flower crowns in their hair. The background music is titled “Stanes Morris”, in the video follow two reproductions, the first of  Les Witches group, the second a little slower of The Broadside Band.

The May poles in the sixteenth and seventeenth centuries were very tall and decorated with green garlands, ribbons or two-color striped paintings: the tradition is rooted in England, Italy, Germany and France, a real focal point of the rousing activities at his feet , symbolic fulcrum of the group of dancers.

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John Cousen: Ballando intorno al palo del Maggio in epoca elisabettiana

TO THE MAYPOLE HASTE AWAY (Staine Morris )

The melody is a dance reported in “The English Dancing Master” by John Playford, first edition of 1651, but already danced at the court of Henry VIII or in the Elizabethan era. In the video it is a Morris Dance while Playford describes it as a country dance (for instructions see)
Morris Dance version
It was William Chappell in his “Popular Music of the Old Time” of (1855-56) to combine the Tudor melody with the text “Maypole song” written in 1655 by Robert Cox for the comedy “Actaeon and Diana” . So Chappell writes “This tune is taken from the first edition of The Dancing Master. It is also in William Ballet’s Lute Book (time of Elizabeth); and was printed as late as about 1760, in a Collection of Country Dances, by Wright.
The Maypole Song, in Actæon and Diana, seems so exactly fitted to the air, that, having no guide as to the one intended, I have, on conjecture, printed it with this tune.

The text invites young people in following Love to dance and sing around the May Pole.
Martin Carthy & Dave Swarbrick from ‘Prince Heathen.’ 1969 (simply perfect!)

Shirley Collins from Morris On, 1972, the folk rock experiment of a group of excellent trad musicians John Kirkpatrick, Richard Thompson, Barry Dransfield, Ashley Hutchings  and Dave Mattacks.

Lisa Knapp & David Tibet from Till April Is Dead ≈ A Garland of May 2017  (amazing version with a further step ahead of the 70s rock rework)

MAYPOLE SONG
I
Come, ye young men, come along
with your music, dance and song;
bring your lasses in your hands,
for ‘tis that which love commands.
Refrein:
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday,
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday
II
‘Tis the choice time of the year,
For the violets now appear:
Now the rose receives its birth,
And pretty primrose decks the earth.
III
Here each bachelor may choose
One that will not faith abuse
Nor repay, with coy disdain
Love that should be loved again
IV
And when you are reckoned now
For kisses you your sweetheart gave
Take them all again and more
It will never make them poor
V
When you thus have spent your time,
Till the day be past its prime,
To your beds repair at night,
And dream there of your day’s delight.

second part: JOAN TO THE MAYPOLE

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/intorno-al-palo-del-maggio.html 
Traditional Music (con spartito)
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/stainesmorris.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=60673

HAL AN TOW in Helston (Cornovaglia)

Read the post in English

MayDay_MarshallMAY DAY SONG  (May Day Carol) IN INGHILTERRA
(suddivisione in contee)
Introduzione (preface)
inghilterraBedforshide
Cambridgshire, Cheshire  
Lancashire, Yorkshire
Flag_of_Cornwall_svgObby Oss Festival
Padstow mayday songs 
Furry Dance di Helston

1834733

A Helston in Cornovaglia si  celebra la Furry Dance (Flora o Floral  dance) che si svolge durante l’arco della giornata dell’8 Maggio. Il significato di Furry si trova  nella radice del gaelico cornico fer = fiera, festa che nel contesto di Helston è dedicata a San Michele. All’interno del nutrito programma delle danze si svolge  una specie di sacra rappresentazione a tema storico e mitico, che si snoda in una processione che parte dalla  chiesa di San Giovanni: i personaggi sono Robin Hood e la sua brigata, San  Giorgio e San Michele, che annunciano l’arrivo della Primavera.


VEDI altre riprese della festa

THE FURRY DANCE

E’ molto semplicemente una lunghissima promenade di giovani (e non proprio giovani) coppie che sfilano dietro alla banda per lo più camminando ( o con passo saltellato) alternando un paio di giri di volta con il proprio partner . Si tratta di due sfilate la prima del mattino e  la seconda di mezzogiorno con abiti più formali (abito lungo e elaborato cappellino per le signore,  tight e cilindro per i signori, very british: di origine britannica, il tight o taitè un capo dell’abbigliamento formale maschile di notevole eleganza, detto anche morning dress (“abito da giorno”) poiché indossato di giorno, è l’abito di rigore nelle cerimonie pubbliche e per tutte le occasioni che riguardano la famiglia reale inglese.)
LA DANZA DEL MATTINO
LA DANZA DI MEZZOGIORNO

I GIOCHI DI ROBIN HOOD

Di moda nel tardo Medioevo i “Giochi di Robin Hood” erano praticati durante la festa del Maggio. Si iniziava con un corteggio in  costume dei vari personaggi del leggendario Robin Hood, chiuso dal palo di  maggio portato al traino dei buoi, e dalle maschere del cavallo e del drago. Il palo del Maggio era quindi innalzato  tra il tripudio generale e si svolgeva una danza intorno ad esso. Quindi  seguivano le esibizioni buffonesche delle maschere del cavallo e del drago.
Aveva inizio quindi la gara vera e  propria: la sfida del tiro con l’arco.
Al termine la lizza era presa d’assalto  dal popolino che proseguivano fino a tardi danzando intorno al palo di  maggio. La tradizione è perdurata fino a tutto l’Ottocento

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APPROFONDIMENTO
http://www.thebookofdays.com/months/may/1.htm
http://hesternic.tripod.com/robinhood.htm http://www.boldoutlaw.com/robages/robages3.html http://www.roccadellecaminate.it/archi/encicopedia.html

THE HELSTONE FURRY-DAY SONG

Conosciuta più comunemente con il titolo di “Hal an tow” è la canzone principale nella rappresentazione dei mummers al Flora Day di Helston.
The Watersons live (I, II, VII)

Shirley Collins & The Albion Country Band in ‘No Roses’ 1971( (III, IV IV, V)
Oysterband in Trawler 1994 (II, III, IV, VII) arrangiata in versione rock è diventata molto popolare tra i gruppi del  genere celtic-rock


CHORUS

Hal-an-Tow(1), jolly rumble-O
We were up long before the day-o
To welcome in the summertime
To welcome in the May-o
For summer is coming in
And winter’s gone away
I
Since man was first created
His works have been debated
We have celebrated
The coming of the Spring
II
Take the scorn and wear the horns(2)
It was the crest when you were born
Your father’s father wore it
And your father wore it too
III
Robin Hood and Little John
Have both gone to the fair-o
We shall to the merry green wood
To hunt the buck and hare-o (3)
IV
What happened to the Spaniards(4)
That made so great a boast-o?
They shall eat the feathered goose
And we shall eat the roast-o (5)
V
As for Saint George(6), O!
Saint George he was a knight, O!
Of all the knights in Christendom,
Saint George is the right, O!
In every land, O!
The land where’er we go.
VI
But for a greater than St. George
Our Helston has the right-O
St. Michael with his wings outspread
The archangel so bright-O
Who fought the fiend-O
Of all mankind the foe
VII
God bless Aunt Mary Moses(7)
With all her power and might-o
Send us peace in England
Send us peace by day and night-o
Traduzione italiana Cattia Salto
(Coro:
Hal-an-Tow, una bella festa 
ci siamo alzati presto  prima del giorno, per salutare l’estate,
per salutare il Maggio,
perché l’estate è arrivata
e l’inverno se né andato).
I
Da quando l’uomo è stato creato
le sue opere sono state dibattute
si è celebrato
l’arrivo della Primavera
II
Prendi lo scorno e  indossa le corna, era lo stemma quando  sei nato,
il padre di tuo padre lo portava,
e anche tuo padre.
III
Robin Hood e Little John
sono andati entrambi  alla fiera
e andremo nel bosco per cacciare il cervo e la lepre.
IV
Dove sono gli Spagnoli
che si sono vantati  così grandemente? Mangeranno le piume  d’oca e noi mangeremo l’arrosto.
V
Prendiamo San Giorgio o
San Giorgio era un cavaliere o
Di tutti i cavalieri della Cristianità
San Giorgio è il protettore o
in ogni terra
in ogni terra dove andiamo
VI
Ma prendiamo uno ancora più grande di San Giorgio, chi di Helston ha preso le parti, San Michele con le ali spiegate
l’arcangelo così luminoso
che ha combattuto il diavolo
nemico di tutti gli uomini
VII
Dio benedica Santa  Maria (e Mosè)
e tutta la sua  potenza e la forza,
che ci mandi la pace  in Inghilterra,
che ci mandi la pace  notte e giorno

NOTE
1)  La traduzione di Hal an tow potrebbe essere “la ghirlanda del Calendimaggio”  (halan=calende) e lo stesso nome veniva attribuito  ai gruppi di giovinetti che fin dal mattino presto andavano nei boschi a  tagliare i rami del Maggio e li portavano in paese danzando e cantando  l’arrivo della Primavera.
Ma molti studiosi propendono per il significato di “heel and toe,”   del tipo “dagli di tacco, dagli di punta” riferito al passo di  danza proprio delle Morris dancing.
Un’altra interpretazione la traduce come “tirare la corda” (dall’olandese “Haal aan het   Touw” derivato dal sassone) riferito al lavoro  dei marinai sulle navi ma anche al gioco del tiro alla fune, uno dei pochi  sopravvissuti dai Giochi di Maggio di Robin Hood. Alcuni interpretano tutte le  strofe in chiave marinaresca, come se la canzone fosse un sea-shanty  e spiegano il termine “rumbelow” come una storpiatura  di rumbowling – rumbullion  come veniva chiamato il rum e successivamente il grog all’epoca dei pirati!
2) Take the scorn and wear the horns: la prima strofa si ritrova quasi identica nella  commedia di Shakespeare As You Like  scritta nel 1599, Atto IV, Scena II, la scena di caccia nella foresta alla  richiesta di chi abbia ucciso il cervo Jaques risponde “portiamo  quest’uomo al duca, come un trionfale conquistatore romano, che metta le  corna del cervo sulla testa, come la corona della vittoria” e alla  domanda se il guardiacaccia conosca una canzone per l’occasione ecco di  seguito il testoWhat shall he have that kill’d the deer? His leather skin and horns to wear. Then sing him home; Take thou no scorn to wear the  horn; It was a crest ere thou wast  born: Thy father’s father wore it, And thy father bore it: The horn, the horn, the lusty horn Is not a thing to laugh to scorn.(Traduzione italiano: Cosa dobbiamo dare all’uomo che ha  ucciso questo cervo? Dategli la pelle e le corna da  indossare. Poi cantate questa canzone andando a casa: non vergognatevi di indossare le corna, sono state portate da prima che voi  nasceste, il padre di vostro padre le portava e anche vostro padre. Il corno, il corno vigoroso non è da deridere o da disprezzare). Come si fa a negare il riferimento al  dio cervo e più in generale al simbolismo del cervo come animale sacro  portatore di fertilità? vedi
3) Shirley Collins canta invece:
To see what they do there-O
And for to chase-O
To chase the buck and doe
4) What happened to the Spaniards: l’immagine ironizza sugli Spagnoli che  mangiano le piume d’oca sconfitti dalla muraglia di frecce degli Inglesi ai  quali beffardamente spetta l’arrosto d’oca poichè  vincitori
5)  Shirley Collins canta invece:
And we shall eat the roast-O
In every land-O
The land where’er we go
6) San Giorgio nacque in Palestina e morì decapitato nel 287. La sua festa presso molte popolazioni del mondo rurale mediterraneo, rappresenta la rinascita della natura e l’arrivo della Primavera, il Santo ha ereditato le funzioni di una più antica divinità pagana connessa con i culti solari: San Giorgio che sconfigge il Drago è diventato il dio solare che sconfigge le tenebre. continua
7) Aunt Mary Moses: Santa Maria  o la Madonna. Nel tentativo attuato dalla Chiesa di portare nell’alveo della  venerazione dei Santi i rituali praticati dal popolo verso le divinità pagane  più radicate nella tradizione. In origine quindi l’invocazione era una  preghiera riferita alla dea della primavera. In altre versioni la frase  diventa “The Lord and Lady bless you” con una connotazione più pagana “Il Dio e la Dea vi benedicano”

Lisa Knapp from Till April Is Dead ≈ A Garland of May 2017

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40451
http://www.mudcat.org/Detail.CFM?messages__Message_ID=160194
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/halantow.html

La ghirlanda del Maggio nel Basso Piemonte

Read the post in English

Nei rituali di primavera del mondo contadino gruppi di questuanti musicisti andavano di casa in casa per cantare il Maggio, fermandosi nell’aia delle cascine: gli abitanti della casa offrivano da bere, mentre il coro intonava delle strofe, dedicate alla donna, al capo di casa, alle figlie giovani cui si augurava un felice matrimonio.

Caratteristica un tempo in tutto l’Astigiano, il Monferrato e le Langhe era la questua femminile del Cantè Magg, quando gruppi di ragazzine portavano in processione l’erburin (l’alberello) e/o una bambolina adornata con fiori: di casa in casa intonavano strofe che annunciavano il ritorno di maggio e in cambio dei doni (per lo più uova) ringraziavano con le strofe benaugurali. Alla regina del Maggio si univa anche un Re del Maggio e la coppia di bambini era detta gli “Sposini”: la Dea Fanciulla e l’Uomo Verde riuniti per rinnovare la vita e la fertilità della Terra. continua

La tradizione è consolidata anche in un  rito più spiccatamente pasquale quello  piemontese di CANTÈ  J’OV – CANTÈ J’EUV.
Il “cantare le uova” è una questua primaverile che affonda le radici nel territorio piemontese e in particolare quella terra storicamente appartenuta al dominio dei Marchesi del Monferrato.
Un tempo erano solo i giovani del paese, che di notte giravano tra le cascine chiedendo cibo, vino e anche dei  soldi con cui organizzare il pranzo del lunedì di Pasquetta. Era l’occasione  per fare scorpacciate di uova (simbolo di fertilità) e bisboccia, ma anche di cantare e suonare tanta musica!
Molte comunità mantengono ancora vive queste tradizioni  soprattutto nel Monferrato (geografico), nelle Langhe e nel Roero. Nel paese di Romagnese (PV), l’unico che ha conservato un ciclo pasquale nel territorio delle quattro province, la questua si svolge la sera del sabato Santo, influenzato dall’uso di “cantar le uova”  nell’alessandrino. continua

LA QUESTUA DEL MAGGIO

 

victorian-art-artist-painting-print-by-myles-birket-foster-first-of-may-garland-dayMentre la questua quaresimale delle uova era riservata ai giovanotti la questua del Maggio era prerogativa delle fanciulle.
La questua si svolgeva la mattina (o nel primo pomeriggio) del primo maggio: la Sposa di Maggio con le sue ancelle girava per il paese chiedendo le offerte (sia uova che danaro). L’usanza si è interrotta in molti paesi tra la prima e la seconda guerra mondiale ed è stata ripresa intorno agli anni 60-70 da alcuni gruppi locali e folkloristi.

Casal Cermelli (provincia di Alessandria) negli Anni 40-50 alle bambine si sono uniti anche i maschietti per portare il ramo fiorito di biancospino decorato con nastri e fiocchi, un uccellino di pezza e una bambolina.

Canté magg (Canto di questa del 1 maggio) · Gruppo spontaneo di Magliano Alfieri


Entruma ‘nt-sa bel éra
cu fa tant bel entré  
ciamùma a la padrun-a
sa vol laséne canté  
RIT. 
Bin vene magg, bin staga magg,
turnerùma al meis ed magg.
Suma venù cantare
a cà d-la brava gent 
a i-è rivà d-le fije   
che lùr pensavu nen
Ansima del nostr magg  
i-è ‘l fiur del gelsumin
a l’è la primavera    
cul fiur del rusmarin   
Sumà la primavera   
i fiur sun già fiurì  
tuti i-usei chi cantu
i fan piasì a sentì 
Voli propì nen cherde
che magg sia sa rivà
fevè da la finestra 
e lu vedrei dubà  
Purtuma st’érburin
carià di bei bindlin   
per fè la riverensa
a munsù e a madamin    
Guardè la nostra spùsa
cum’à l’è bin dubà  
a smìa ‘l fiur del pérsi
quandì ch’è butunà  
Guardè la nostra spusa
ca l’a dui bei urcin  
chi sa chi l’à cumpraije 
sarà ‘l so parin   
Guardelu là cul giuvu      
l’à tant an bel suris 
cun sue manine bianche
se stors i so barbis    
Guardelu che bel giuvu  
l’a tant an bel culur      
guardelu ‘n cula faccia 
smià ‘n pumin d’amur
‘Ngrasiuma la padrun-a 
che chila l’à pagà    
Nusgnur ui dia grasia 
mantena ‘n sanità    
Signora la madama 
si chila an na dà nen     
preguma la Madona       
c-ai fasa caschè i dent.
Traduzione italiano *
Entriamo in questa bella aia    dove è tanto bello entrare
chiediamo alla padrona
se vuol lasciarci cantare
ritonello
Ben venga Maggio, ben stia Maggio, torneremo al mese di Maggio
Siamo venuti a cantare
a casa della brava gente
sono arrivate delle ragazze
che loro non pensavano
Sul nostro maggio
c’è il fiore del gelsomino
è la primavera
col fiore del rosmarino
Siamo alla primavera
i fiori son già fioriti
tutti gli uccelli che cantano
fa piacere a sentire
Non volete proprio credere
che maggio sia già arrivato
fatevi dalla finestra
e lo vedrete addobbato
Portiamo quest’alberello
carico di bei bindelli
per fare la riverenza
al signore e alla signora
Guardate la nostra sposa
com’è ben addobbata
sembra il fiore del pesco
quando è appena sbocciato
Guardate la nostra sposa
che ha due begli orecchini
chissà chi glieli ha comprati
sarà il suo padrino
Guardate là quel giovane
 ha tanto un bel sorriso
con le sue manine bianche
si arriccia i suoi baffi
Guardate che bel giovane
 ha tanto un bel colore
guardatelo in quella faccia
sembra un pomo d’amore
Ringraziamo la padrona
 che ha pagato
il Signore le dia grazia
la mantenga in salute
Signora la padrona
 se lei non ci dà niente
preghiamo la Madonna
che le faccia cascare i denti

NOTE
*da qui

Tre Martelli in Giacu Trus 1985: Ben vena magg


I
Guardé cula fijeta(1)
cl’è an cima al arburen
Ca l’ha il scarpötti biònchi
ei cauzete a canaren(2)
Ben vena magg
e poi turna al meis ad Mağ
II
Guardé sur caminet
cha jie di carùzen(3)
da fej la riverenza
a sijura madamin
III
Padrouna padrouna
padrouna dir pulè
oh dami j ovi freschi
e i lendi ai lasa sté
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Guardate quella fanciulla
in cima al ramo,
ha le scarpette bianche
e le calzette gialle
Ben venga Maggio
e poi ritorna il mese di Maggio,
II
Guardate sul camino
che c’è della fuliggine
da fare i complimenti
alla signora signorinella.
III
Padrona,  padrona
padrona del pollaio,
dammi le uova fresche
e quelle vecchie lasciale stare.

NOTE
garlan-may-day1)è descritta la girlanda del Maggio realizzata intrecciando con ramo verde fiorito, sorretta da un asta porta al centro una bambolina, è la “piccola Bride” la dea triplice celtica, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Fanciulla della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura.
Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese passando di porta in porta affinchè ciascuno lasciasse un dono. continua
2) forse sta per canarin= canarino a indicare il tipico colore giallo-canarino
3) il termine si ritrova nel dialetto veneto

Ariondassa


I
Entroma ant’ is palasi
che l’ è csi bel antrè
Ai dioma a la padrouna
c’ am lasa ‘n po’ canté
Magg, Magg, Magg,
turnirà la fin di Magg
Io sono Maggio
e sono il più bello
Fiorellin d’amor
che canta sul cappello
Uccellin d’amor
che canta sulla rama
Siura padrouna
padrouna dir pulé
c’ am daga j ovi freschi
e i lendi ai lasa sté
II
Chi cl’ é ‘sta bela fija(1)
c’ansima dl’ arburii
E cl’ à la vesta bianca
e ‘l scarpi d’ maruchii
III
E s’in voi nènt cröddi
che Mağ a l’è rivà
Sfacév da cùla fnèstra
ch’l’alber l’è piantà
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Entriamo in quel palazzo
che è così bello entrare
E domandiamo alla padrona
che ci lasci un po’ cantare
Maggio, Maggio, Maggio,
tornerà la fine di Maggio.
Io sono Maggio
E sono il più bello,
fiorellino d’amore
che canta sul cappello.
Uccellino d’amore
che canta sul ramo.
Signora Padrona,
padrona del pollaio
ci dia le uova fresche
e quelle vecchie le lasci stare.
II
Chi è questa bella ragazza
in cima all’albero
con il vestito bianco
e le scarpe di pelle fine?
III
E se non volete credere
che Maggio è arrivato
affacciatevi da quella finestra
che l’albero è piantato 

IL  CARLIN DI MAGGIO

Il Carlin di maggio (personificazione del  Calendimaggio) passa di casa in casa con il suo gruppo di cantori e musicanti  per annunciare la venuta della Primavera e portare gli auguri di felicità/prosperità  con una questua.

La zona in cui è diffusa questa tradizione è quella delle  Quattro Province – area omogenea per conformazione e cultura (Alessandria – Pavia – Piacenza – Genova) dove si cerca di preservare  il grande patrimonio di canti tradizionali della tradizione contadina.
Il rituale è ancora vivo sull’appennino pavese e piacentino a Marsaglia un paese nel comune di Corte Brugnatella (Pc) nella val Trebbia ha inizio la sera del 30  aprile, o meglio nel tardo pomeriggio, fino a notte fonda (le tre o le quattro del mattino)! La gente si raduna nella piazza del paese per formare  il corteo dei canterini e dei musicisti, seguiti a ruota dagli abitanti del paese (e dai foresti cioè quelli che vengono da fuori) e passa di casa in casa fino alle frazioni sparse e alle cascine più isolate. Un tempo questa brigata di allegri festanti era  composta esclusivamente dagli uomini, mentre le donne in attesa di maritarsi  stavano nelle case ad aspettare l’arrivo dei .. corteggiatori.

L’albero simbolo del Carlin non  è il biancospino (non ancora fiorito) ma il Maggiociondolo dai caratteristici fiori gialli ricascanti a grappolo, così il giallo e il verde sono nel tempo diventati i colori dominanti  della festa, ricorrenti nei vestiti dei questuanti.

La Ciapa Rusa in  “Faruaji” (1988) segue il valzer “J’è semp temp par l’amur” composto a Maurizio Martinotti

Tendachent  (ex “La Ciapa Rusa” degli anni 80!) in Ori Pari 2000 ♪ Carlin di Maggio (in medlay nella traccia 5)

Il Carlin  si annuncia portatore del maggio e con il chiasso prodotto, sveglia la  padrona di casa che va a prendere le uova e da anche da bere del buon vino ai  suonatori.


Gh’ê chì Carlin di maggio(1)
con l’erba e con la foglia,
la rosa e la viola.
Belo venga oi maggio
Belo venga oi maggio
Belo venga oi maggio

O sentì a tramescà:
la padrona la s’ê levà
O sentì a mov a mov:
la padrona la pôrta i ov
Vi saluto padron di casa
v’ò purtà ‘na nova.
Di dentro di questa casa
gh’è fiorì le rose.
E di dentro di questa casa
gh’è la mè morosa
e se lè la sarà brava
la mi darà le ova.
E di dentro di questa casa
c’è una brava sposa
E se lè la sarà brava
la mi darà le ova
E la luna la pssa i monti
e non si vede andare.
In pace vi troviamo,
in pace vi lasciamo,
vi do la buona sera
e vi ringraziamo
Traduzione italiana Cattia Salto
E’ arrivato il Carlin del Maggio
con l’erba e con la foglia,
la rosa e la viola.
ben oggi venga il maggio
ben oggi venga il maggio
ben oggi venga il maggio

Ho sentito il trambusto:
la padrona si è alzata.
Ho sentito i passi:
la padrona porta le uova.
Vi saluto padroni di casa
ho portato una novità.
In questa casa
sono fiorite le rose.
E in questa casa
c’è la mia fidanzata.
E se sarà buona
mi darà delle uova.
E in questa casa
c’è una brava sposa.
E se sarà buona
mi darà delle uova.
La luna è dietro ai monti
e non si vede dove andare.
In pace vi troviamo,
in pace vi lasciamo,
vi do la buona sera
e vi ringraziamo

NOTE
1) il ramo fiorito di maggiociondolo

Nelle “Quattro province” il canto del Maggio è di tipo polifonico (ricorda i canti degli alpini per  intenderci), alcune strofe richiamano la questua delle uova pasquale detta “La galina grisa“. (vedi)
Carlin di Maggio a Marsaglia  in val Trebbia (PC)


O sentì a tramescà:
la padrona la s’ê levà
Belo venga oi maggio
Belo venga oi maggio
Belo venga oi maggio

O sentì a mov a mov:
la padrona la pôrta i ov.
[I prati verdeggianti
per consolar gli amanti,
per consolar gli amanti.]
Tira fora u pisadù,
dà da beive  ai sunadù.
In pace vi troviamo,
in pace vi lasciamo,
vi diam  la buona sera
e ce ne andiamo via.
Traduzione italiana Cattia Salto
Ho sentito il trambusto:
la padrona si è alzata.
ben oggi venga il maggio
ben oggi venga il maggio
ben oggi venga il maggio

Ho sentito i passi:
la padrona porta le uova.
[I prati verdeggianti
per consolar gli amanti,
per consolar gli amanti.]
Tira fuori il fiasco
e dai da bere ai suonatori.
In pace vi troviamo,
in pace vi lasciamo,
vi diamo  la buona sera
e ce ne andiamo via.

Tra le strofe tradizionali anche questa benaugurale


campa la ciossa
con tutti i pulastrin,
crepa la volpe
con tutti i suoi vulpin!
Traduzione italiana Cattia Salto
Viva la chioccia
con tutti i suoi  pulcini,
muoia la volpe
con tutti i suoi volpini

FONTI
http://www.prolococasalcermelli.it/plcc/cantar-maggio
http://www.sebastianus.org/wp-content/uploads/2014/04/Etnografia-5.pdf
http://www.appennino4p.it/marsaglia


APPROFONDIMENTO: Una disamina più panoramica della tradizione del Maggio

Nord Italia
Italia centrale
Italia del Sud

BEN VENGA MAGGIO

palomaggioCalendimaggio era la festa del primo Maggio che, durante il Medioevo ed il  Rinascimento, celebrava il ritorno della primavera ed il rifiorire della  natura. Era diffusa in tutta Italia. Era il tempo dell’amore: prima dello  spuntare del giorno i giovani del villaggio si addentravano nei boschi per  raccogliere fiori di campo, arbusti e rami di biancospino o di maggiociondolo. A volta passavano anche tutta la notte della vigilia nel  bosco “secondo un antico costume”. Durante il giorno facevano entrare il Maggio nel paese,  cantando, danzando, appendendo i fiori e i rami alle finestre e sui balconi  delle case.

maggioA Firenze il popolo festante seguiva il corteo dei fanciulli che  portavano i rami fioriti ed eleggeva la “regina di maggio”. Era tempo di Piantare  il maio, cioè di fissare un ramo  frondoso ornato di fiori e nastri variopinti sulla porta della donna amata; nella piazza si innalzava il palo del maggio  e attorno ad esso si intrecciavano le danze  o si tenevano brevi rappresentazioni teatrali, chiamate “maggi”.
Nella stampa -Incisione  del XV secolo dall’opuscolo a stampa “Ballatette  del Magnifico Lorenzo de’ Medici“, (Firenze, Biblioteca Nazionale  Centrale) – osserviamo in  primo piano due fanciulle inginocchiate davanti a Lorenzo il Magnifico una con in mano il “majo”  e l’altra con il cesto per la questua, sullo sfondo un gruppo di  ragazze che cantano e danzano in cerchio.
I gruppi di giovani del XIII e XIV giravano per borghi e  contrade intonavano canti profani, suonati e danzati detti “cantilene“, allegre “brigate” per la verità piuttosto turbolente, perchè spesso per futili motivi nascevano violente risse  e battaglie. La rivalità tra due quartieri rivive ancora ad Assisi nella rievocazione del Calendimaggio: Calendimaggio di Assisi

BENVENGA MAGGIO

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Francesco di  Stefano, il Pesellino: Trionfo dell’Amore, 1450

La ballata di Angelo Ambrogini detto Poliziano (1454-1494) “Ben  venga Maggio/ e ‘l gonfalon selvaggio” ci offre  l’esempio di un brano in cui poesia, canto e danza celebrano il Maggio. La canzone veniva cantata in una sorta di sacra rappresentazione  processionale con tanto di carro  addobbato, ovvero il “Trionfo di  Amore” che poteva essere un cupido alato o un Sir d’Amore; il coro  delle fanciulle durante le soste nelle piazze cantava “Ben Venga Maggio…” ballando in tondo.

Ben venga maggio
e ‘l gonfalon selvaggio! (1)
I
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio
II
Venite alla frescura
delli verdi arbuscelli.
Ogni bella è sicura
fra tanti damigelli,
ché le fiere e gli uccelli
ardon d’amore il maggio.
III
Ciascuna balli e canti
di questa schiera nostra.
Ecco che i dolci amanti
van per voi, belle, in giostra:
qual dura a lor si mostra
farà sfiorire il maggio.
IV
Per prender le donzelle
si son gli amanti armati(2).
Arrendetevi, belle,
a’ vostri innamorati,
rendete e cuor furati,
non fate guerra il maggio.

NOTE
1) è tempo di Piantare il maio, (il gonfalon selvaggio come viene chiamato dal Poliziano) cioè il ramo fiorito preso dal bosco sulla porta della donna amata; nella piazza si innalzava il palo del maggio e attorno ad esso si intrecciavano le danze o si tenevano brevi rappresentazioni teatrali, chiamate “maggi”.
2) La scorta di giovanotti armati e a cavallo seguiva le fanciulle per cimentarsi nei giochi (tornei o giostre) che si sarebbero tenuti quel giorno

continua

LE DANZE DEL MAGGIO: COME, LASSES AND LADS

Il testo di “Come, Lasses and Lads” è contenuto anche in “Ancient Poem, Ballads and Song of the Peasantry of England” -Robert Bell con il titolo “The rural dance about the May Pole” datato al 1671.
Pubblicato come libretto illustrato in varie edizioni e versioni ottocentesche, si rimanda a quella di Randolph Caldecott per una visione integrale (vedi). Quindi anche se il testo è secentesco, le illustrazioni che seguono vanno a documentare una tipica festa di Maggio ottocentesca.

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ASCOLTA Michael Bannett in Journey through the British Isles -2004 : una briosa melodia barocca eseguita con strumenti d’epoca e interpretata dalla voce soprano (o se vogliamo controtenore) di Michael, un dodicenne prodigioso!

VERSIONE DI MICHAEL BANNETT
I
Come, lasses and lads,
take leave of your dads
And away to the maypole hie,
For every he has got his she,
And the fiddler’s standing by,
There’s Toddie has got his Jane,
And Johnny has got his Joan,
And there to jig it, jig it,
and trip it up and down.
II
“You’re out!” says Dick.
“Not I!” says Nick.
“‘Twas the fiddler played it wrong.”
“‘Tis true!” says Hugh,
and so says Sue
And so says everyone.
The fiddler then began
To play the tune again,
And every girl did foot it and foot it,
And trip it to the men.
III
Now they did stay there all that day,
And tired the fiddler quite,
all dancing and play,
without any pay,
From morning until night;
At last they told the fiddler,
They’d pay him for his play,
and each top it, top it
top it even it went away.
IV
“Goodnight!” says Harry. “Goodnight!” says Mary.
“Goodnight!” says Paul to John.
“Goodnight!” says Sue
to her sweetheart, Hugh.
“Goodnight!” says everyone.
Some walked and some did run.
Some loitered on the way,
And bound themselves, by kisses twelve, to meet the next holiday.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Venite ragazze e ragazzi,
prendete congedo dai vostri padri
per affrettarvi al Palo di Maggio
per ogni lui c’è una lei
e il violinista è già pronto,
c’è Toddy con la sua Jane,
e Johnny con la sua Joan
per ballare e ballare
e volteggiare su e giù
II
“Sei fuori!” dice Dick
“Io no!” risponde Nick.
“E’ il violinista che ha sbagliato”
“Vero” dice Hugh
e anche Sue
e così dicono tutti.
Il violinista allora ricomincia
a suonare la melodia di nuovo
e ogni ragazza muove i piedi
e balla con gli uomini.
III
Stavano là l’intero giorno
fino a sfinire il violinista
tutti ballando e scherzando,
senza preoccupazioni,
da mane a sera;
alla fine dicevano al violinista
che lo avrebbero pagato per la musica
e ciascuno dava dava
finchè si andava via.
IV
“Buonanotte!” dice Harry
“Buonanotte” dice Mary
“Buonanotte!” dice Paul a John
“Buonanotte!” dice Sue
a Hugh, il suo innamorato.
“Buonanotte!” dicono tutti.
Chi passeggiava e chi camminava svelto
chi indugiava per la strada
e decideva, con dodici baci
di incontrarsi la prossima festa

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LA FESTA DEL MAGGIO NELL’OTTOCENTO

Prendendo spunto dalle illustrazioni di R. Caldelcott possiamo ricostruire una tipica festa del maggio ottocentesca in Inghilterra: era spesso giorno di fiera, con bancarelle e attrazioni, una festa per grandi e piccini. Al centro di un grande prato si ergeva il palo del maggio, un segnale ben visibile da tutti i punti della festa: ai danzatori si univano le maschere con le loro pantomime ovvero l’allegra brigata di Robin Hood, con Lady Marion, Fra Tack, l’hobby horse e il giullare.

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continua

LE DANZE DEL MAGGIO: TO THE MAYPOLE HASTE AWAY

Read the post in English
Nella serie-tv “The Tudors” è stata allestita una Festa del Maggio all’aperto, con i pittoreschi danzatori delle Morris Dance, i loro sonagli e fazzolettini, il tiro con l’arco, la lotta dei galli, le danze con i nastri intorno al palo di maggio, eseguita da leggiadre fanciulle con le coroncine di fiori tra i capelli. La musica in sottofondo è intitolata “Stanes Morris”, nel video seguono due riproduzioni, la prima del gruppo Les Witches, la seconda un po’ più lenta dei The Broadside Band.

I pali del Maggio nel XVI-XVII secolo erano molto alti e decorati con ghirlande verdi, nastri o dipinti a strisce bicolori: la tradizione è radicata in Inghilterra, Italia, Germania e Francia, vero e proprio punto focale delle attività che fervevano ai suoi piedi, fulcro simbolico del gruppo dei danzatori.

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John Cousen: Ballando intorno al palo del Maggio in epoca elisabettiana

TO THE MAYPOLE HASTE AWAY (Staine Morris )

La melodia è una danza riportata in “The English Dancing Master” – John Playford prima edizione del 1651 ma già danza alla corte di Enrico VIII o di epoca elisabettiana. Nel video è una Morris Dance mentre il Playford ce la descrive come una country dance (per le istruzioni della danza vedi)
La versione Morris Dance

E’ stato  William Chappell con il suo “Popular Music of the Olden Time” di  (1855-56) ad abbinare alla melodia d’epoca Tudor il testo “Maypole song” scritto nel 1655 da Robert Cox per la commedia “Atteone e Diana”. Così scrive Chappell “Questo brano è tratto dalla prima edizione di The Dancing Master. E’ anche nel Lute Book  di di William Ballet (all’epoca elisabettiana); e fu stampato attorno al 1760 in una raccolta di Country Dances, di Wright.
La Maypole Song, in “Atteone e Diana” sembra adattarsi perfettamente alla melodia così di mia iniziativa l’ho stampata con questa melodia.

Il testo invita i giovani ad abbandonarsi ad Amore per danzare e cantare intorno al Palo del Maggio..
Martin Carthy & Dave Swarbrick in ‘Prince Heathen.’ 1969 (semplicemente perfetto!)

 Shirley Collins in Morris On, 1972, l’esperimento folk rock di un gruppetto di eccellenti musicisti trad John Kirkpatrick, Richard Thompson, Barry Dransfield, Ashley Hutchings e Dave Mattacks.

Lisa Knapp & David Tibet in Till April Is Dead ≈ A Garland of May 2017  (stupefacente versione con un ulteriore passo avanti rispetto alla rielaborazione rock anni 70)

MAYPOLE SONG
I
Come, ye young men, come along
with your music, dance and song;
bring your lasses in your hands,
for ‘tis that which love commands.
Refrein:
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday,
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday
II
‘Tis the choice time of the year,
For the violets now appear:
Now the rose receives its birth,
And pretty primrose decks the earth.
III
Here each bachelor may choose
One that will not faith abuse
Nor repay, with coy disdain
Love that should be loved again
IV
And when you are reckoned now
For kisses you your sweetheart gave
Take them all again and more
It will never make them poor (1)
V
When you thus have spent your time,
Till the day be past its prime,
To your beds repair at night,
And dream there of your day’s delight.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Venite, voi giovinetti, venite
con musica, danze e canti
portate le vostre fanciulle per mano
perchè ciò amor comanda
Ritornello
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa.
II
E’ la stagione preferita dell’anno
quando le violette fanno capolino:
nascono i boccioli delle rose
e le belle primule decorano la terra.
III
Qui ogni cavaliere sceglierà
colei che non abuserà della sua fede,
né ricompenserà, con scortesia
Amore che sarà riamato
IV
E quando conterete
i baci della vostra innamorata
riprendeteli  tutti e altri ancora
che vi sembreranno sempre pochi
V
Così dopo il sollazzo
finchè il giorno sarà sfiorito
al vostro letto ritornate per la notte
e sognate le delizie del giorno

NOTE
1) tutta la strofa richiama Catullo: “Dammi mille baci, poi cento poi altri mille, poi ancora cento poi altri mille, poi cento ancora. Quindi, quando saremo stanchi di contarli, continueremo a baciarci senza pensarci..”

seconda parte: JOAN TO THE MAYPOLE

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/intorno-al-palo-del-maggio.html Traditional Music (con spartito)
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/stainesmorris.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=60673

MAIDEN IN THE MOR LAY

An ancient carol/sacred dance originally dedicated to a Goddess, pheraps the goddess of Spring (Bride?)
The text of “Maiden in the Mor lay” is the oldest lyrics known in the English Middle Ages and dates back to 913 (in the Bodleian Library – Oxford), originally a court song, later becomed a religious one with the rewriting of the text occurred in the fourteenth century. The melodic structure is that of the carol with the alternation of strophe and refrain and originally it could also be a circle dance or in chain.
[Un’antica carola canto e danza sacra dedicata originariamente ad una Dea, la dea fanciulla della Primavera? Il testo di “Maiden in the Mor lay” è il più antico che si conosca del medioevo inglese e risale al 913 (in Bodleian Library – Oxford), il brano nasce in ambito cortese, successivamente mantenuto come canto religioso con la riscrittura del testo avvenuta nel XIV secolo. La struttura melodica è quella della carola con l’alternanza di strofa e ritornello e originariamente poteva anche essere una danza in cerchio o in catena.]

PEPERIT VIRGO

A typical example of contrafactum with which in the Middle Ages the melody of a sacred song was transposed on a profane text (or vice versa). Not expressly a parody, although this technique was widely used by the clerici vagantes for their comic dittyes. With intentions opposed the technique was often used in the late Middle Ages by the orders of the mendicant friars, so in the “Red Book of Ossory” – Bishop’s Palace, Kilkenny – the friar Richard de Ledrede, bishop from 1317 to 1360, transformed the profane text of the “Maiden in the Mor lay” in a sacred text about the Virgin Mary.
[Un tipico esempio di contrafactum con il quale nel Medioevo si trasponeva la melodia di un canto sacro su di un testo profano (o viceversa). Non espressamente da intendersi come parodia, anche se questa tecnica veniva molto utilizzata dai clerici vagantes con chiari intenti goliardici o dissacratori. Con intenti opposti la tecnica venne  spesso utilizzata nel Tardo Medioevo dagli ordini dei frati mendicanti, così nel “Red Book of  Ossory” – Palazzo del Vescovo, Kilkenny – il frate Richard de Ledrede vescovo dal 1317 al 1360, trasformò il testo profano della “Vergine o Fanciulla della Brughiera” nel testo sacro sulla Vergine Maria.]
Una sovrapposizione a ben vedere affatto casuale..

Anonymus 4 in the original melodic version of the fourteenth century [nella versione melodica originale del XIV secolo]

Anúna (Lucy Champion &Consort Seanmá) – DVD “Invocations of Ireland”

Joglaresa in Sing We Yule 2017 transform the song into an Arabian chant [trasformano il canto in una nenia araba]

https://open.spotify.com/album/737SduIYVAzKsy0vaTxFkr


Peperit virgo,
Virgo regia,
Mater orphanorum,
Mater orphanorum,
Peperit virgo,
Virgo regia,
Mater orphanorum,
mater orphanorum,
Plena gracia…
Traduzione italiano
Una vergine partorì
Vergine Regina,
Madre degli Orfani
Madre degli Orfani
Una vergine partorì
Vergine Regina,
Madre degli Orfani
Madre degli Orfani
Piena di Grazia

MAIDEN IN THE MOR LAY

The song is about the regeneration of Nature in which the purification is crucial, the seven nights of waiting are linked to the lunar cycle (seven are the days of the lunar phases) and seven are the new moons that prelude the birth of new life in the mother’s womb.
The number seven is significant on all the cultures of the past, a complete and perfect cycle, formed by the sacred triad and the four constitutive elements of the world; the number seven contains the divine and the human, it’s the spirit of everything.
[Un canto che parla della rigenerazione della natura, collegata ad un rituale di purificazione, con riferimento alle sette notti dell’attesa legate al ciclo lunare (sette sono i giorni delle fasi lunari) e sette sono le lune nuove che preludono alla nascita della nuova vita nell’utero materno.
Il numero sette rappresenta un po’ in tutte le culture del passato un ciclo   compiuto e perfetto, formato dalla triade sacra e i quattro elementi costitutivi del mondo sensibile; quindi un numero che racchiude il divino e l’umano, spirito di ogni cosa.]
The flowers that feeds the maid are the first wild flowers of the woods that peek out in April, the drinking water is that of the sacred well that flows from the Mother’s womb and the colors are the male principle intertwined with the female one to propitiate the fertility of the Earth.
[I fiori di cui si nutre la fanciulla sono i primi fiori selvatici dei boschi che fanno capolino già ad aprile, l’acqua che beve è quella del pozzo sacro che sgorga dal ventre della madre e i colori che porta sono il rosso della rosa e il bianco del giglio il  principio maschile unito a quello femminile per propiziare la fertilità della Terra.]

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The Dufay Collective give it back with its fresh purity of ancient time, modulating the song on a hopping melody
[The Dufay Collective la restituiscono con la sua fresca purezza del tempo antico, modulando il canto su una melodia saltellante]
William Lyons · The Dufay Collective -Voice Trio in “I Hath Set My Hert So Hy” 2005

Most versions, however, take up the sacred tune of the fourteenth century
[La maggior parte delle versioni però riprendono la melodia sacra del XIV secolo]

Tim Rayborn in “Honey from the Thorn” 2009 it’s a poetic troubadourish aubade  [è una delicata aubade trobadorica]

 Mediaeval Baebes in Undrentide 2000, they interpret it as a sacred song [ la interpretano come un canto sacro]

Qntal in Qntal III 2003 the Germanic “electro-medieval” band offers a haunting and magical version [la band “electro-medieval” germanica propone una versione inquietante e magica]

Middle English
Maiden in the mor lay–
in the mor lay–
Sevenyst fulle, seuenist fulle.
Maiden in the mor lay–
in the mor lay–
Sevenistes fulle ant a day.
I
Welle was hire mete.
wat was hire mete?
The primerole ant the–
The primerole ant the–
Welle was hire mete.
Wat was hire mete?
The primerole ant the violet.
II
Welle was hire drying.
wat was hire drying?
The chelde water of the–
The chelde water of the welle-spring
Welle was hire drying.
Wat ws hire drying?
The chelde water of the welle-spring.
III
Welle was hire bour (1).
wat was hire bour?
The rede rose an the–
The rede rose an the–
Welle was hire bour.
Wat was hire bour?
The rede rose an the lilie flour (2)
Modern English
Maiden in the moor lay,
In the moor lay–
Seven nights full, seven nights full.
Maiden in the moor lay–
in the moor lay–
Seven nights full and a day.
I
Well was her meat.
What was her meat?
The primrose and the–
The primrose and the–
Good was her meat.
What was her meat?
The primrose and the violet.
II
Well was her drink.
What was her drink?
The chilled water of the–
The chilled water of the–
Good was her drink.
hat was her drink?
The chilled water of the well spring.
III
Well was her bedroom.
What was her bedroom?
The red rose and the–
The red rose and the-
Good was her bower.
What was her bower?
The red rose and the lily flower.

NOTE
1) bour= bower che nel medioevo indicava la stanza riservata alle donne; la domanda è con cosa adorni la tua camera? E in senso lato “Con cosa ti vesti?”
(traduzione italiano)
Vergine della brughiera,
nella brughiera giaci per sette notti e un giorno.

Allora cosa mangi? Primule e viole.
Allora cosa bevi? Le fresche acque della polla.
Allora con cosa ti adorni? La rosa rossa e il giglio
2) il rosso e il bianco sono simbolo di rigenerazione

Anúna (soloist Aideen Rickard ) “Maid in the Moor” – DVD “Invocations of Ireland”

Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
(Wat was hire mete?)
The primerole and the violet
(Wat was hire drynk?)
The colde water of the welle-sprink
(Wat was hire bour?)
The rede rose and the lili-flour

Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/imbolc-la-festa-celtica-delle-calende-di-febbraio.html
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

LA GHIRLANDA DEL MAGGIO “the bringing home the May”

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

Nel Medioevo prima dello spuntare del giorno di Calendimaggio i giovani del villaggio raccoglievano fiori di campo, rami di biancospino e facevano entrare il Maggio nel paese: cantavano, danzavano, appendevano alle finestre i rami raccolti e donavano i fiori alle fanciulle più graziose. Festeggiare il Maggio era una consuetudine anche dei nobili per tutto il tardo Rinascimento come ci mostrano i molti dipinti dell’epoca.

MayDay_Leslie(Charles Robert Leslie – May Day in the reign of Queen Elizabeth)

Nel dipinto di Charles Robert Leslie è raffigurata proprio una scena celebrativa del Maggio con la Regina Elisabetta raffigurata sulla destra in primo piano nel mentre è intrattenuta da un giullare. Sulla distesa in secondo piano si staglia il palo del maggio impavesato e decorato con ghirlande verdi; attorno al palo si stanno svolgendo le danze e sono ben distinguibili i personaggi vestiti da Robin Hood, Lady Marian, Fra Tack, ma anche un cavalluccio, un drago e un buffone.

LA REGINA DEL MAGGIO

Sempre sullo sfondo è raffigurato anche una specie di pergolato ricoperto di fiori e fronde, a forma di grotta dentro il quale si intravede una figura di donna: è la regina del Maggio, la rappresentazione vivente della dea Flora, protetta e appartata rispetto alla zona in cui si svolge la festa, quasi una reliquia, oggetto di ammirazione dei nobili e dei popolani.
Le coppie danzano intorno al Palo del Maggio per contendersi l’ambito premio, la ghirlanda del Maggio, e diventare l’anno seguente il Re e la Regina del Maggio.

Si possono rintracciare tradizioni ancora più remote in questa Fanciulla della Primavera, echi di culti ancestrali ancora impregnati della spiritualità antica in un canto irlandese in gaelico Amhran Na Bealtaine

garlan-may-dayEd ecco che nell’Ottocento in Inghilterra ritroviamo la regina del Maggio effigiata in una bambolina posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un’asta portata in giro dai Mayers (i maggiolanti).

Si tratta della “piccola Bride” la dea triplice celtica la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Fanciulla della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura.
Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese passando di porta in porta affinchè ciascuno lasciasse un dono. continua

(c) Rushcliffe Borough Council; Supplied by The Public Catalogue Foundation

A-MAYING

Come per il Wassaling e il caroling natalizio anche in primavera i bambini andavano di casa in casa per la questua, cantando una serie di versi (imparati dalla mamma) e mostrando la Ghirlanda del Maggio.victorian-art-artist-painting-print-by-myles-birket-foster-first-of-may-garland-day
Nell’Ottocento la connotazione della questua era decisamente più ossequiosa della Chiesa, con versi da penitenti e la bambolina intesa come rappresentazione della Vergine Maria.
Tradizioni che si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento.

In Italia ad esempio le cronache del tempo riferibili alla Romagna (vedi) “…nella notte d’ingresso di tale mese, elettrizzandosi la gioventù, accorrono i giovani a cantare il maggio sotto le finestre delle loro favorite. Contemporaneamente si sentono torme di giovinette cantare canzoni ponendo sulle finestre ed alle loro porte rami di albero con fiori, come dire di avere piantato Maggio” (Placucci – 1818).

il primo giorno di maggio gli amanti prendono un ramo di acacia in fiore e vanno la mattina per tempo a piantarlo o presso l’uscio, o vicino ad una finestra dell’amata: alcune volte attaccano a questo ramo doni come spille, fazzoletti o altro. Poi cantano” (Bagli – 1885).

seconda parte: Il cantar maggio nel Basso Piemonte continua
terza parte: Il cantar Maggio nelle Isole Britanniche continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://ontanomagico.altervista.org/beltaine-albero-maggio.htm

Il Maggio in Irlanda: il canto di Beltane

Read the post in English

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhradh Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers- vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino o del prugnolo  da lasciare davanti alla porta . Con questo gesto benaugurale si proteggono gli abitanti dalle fate. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. continua

Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  in particolare nella regione di Oriel (che include parti delle contee di Louth, Monaghan e Armagh) ed è eseguito sia in versione strumentale che cantato.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633.
MELODIA TRASCRITTA DA EDWARD BUNTING


The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

Pádraigín Ní Uallacháin in A Stór Is A Stóirín 1994 

Gelico irlandese
I
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Sèist
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

II
Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
III
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.
Traduzione inglese*
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer (2)
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(3),
We have brought the Summer in.
Yellow(4) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(5),
We have brought the Summer in.
Yellow(6) Summer
from the time of the sunset(7),
We have brought the Summer in.
III
The lark(8) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
La Fanciulla del Maggio
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
* da qui
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) samhradh nel contesto è il nome dato alla ghirlanda fiorita portata di casa in casa con l’effige della Bábóg
3)  il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
4) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
5) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

6) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese (continua)
7) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare (vedi simbolismo)
8) il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più (continua)

In un’altra versione testuale (vedi)

Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.
Traduziopne inglese
Holly and hazel
and elder and rowan,(1)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(2)
We have brought the Summer in
Traduzione italiana Cattia Salto
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

1) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo, protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
2) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)
Na Bealtaine è più probabile che si riferisca a un toponimo Beulteine così come era chiamato il luogo della festa di Beltane al confine tra la contea di Armagh e quella di Louth, a Kilcurry, oggi ci sono solo un piccolo tumulo con le rovine di una vecchia chiesa. Tutte le versioni raccolte nell’area descrivono un raggio intorno a questa località di circa venti miglia

Bábóg na Bealtaine, altre melodie

La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin
(strofe I, III,IV, V, VI)

Pádraigín Ní Uallacháin ha reinterpraetato la canzone, già precedentemte pubblicata sulla melodia trascritta da Edward Bunting,  sulla melodia e testo come trascritti da Séamus Ennis dalla testimonianza di Mick McKeown, Lough Ross registrato su cilindo a cera (I, II, III, IV, V, VII)


I
Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
(Mick McKeown version
Samhradh buí ’na luí ins na léanaí,
thugamar féin a’ samhradh linn;
Samhradh buí, earrach is geimhreadh
is thugamar féin a’ samhradh linn.)
II
Cailíní óga, mómhar sciamhach,
thugamar féin a’ samhradh linn;
Buachaillí glice, teann is lúfar,
is thugamar féin a’ samhradh linn.
III
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
IV
Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
V
Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
VI
Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
VII
Samhradh buí ’na luí ins a’ léana,
thugamar féin a’ samhradh linn;
Ó bhaile go baile is go Lios Dúnáin a’ phléisiúir,
is thugamar féin a’ samhradh linn.
Traduzione inglese*
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
I Mick McKeown version
Golden summer, lying in the meadows,
we brought the summer with us;
Golden summer, spring and winter,
and we brought the summer with us.
II
Young maidens, gentle and lovely,
we brought the summer with us;
Lads who are clever, sturdy and agile,
and we brought the summer with us.
III
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
IV
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
V
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
VI
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
VII
Golden summer, lying in the meadow,
we brought the summer with us;
From home to home and to Lisdoonan of pleasure,
and we brought the summer with us.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Estate dorata delle bianche margherite
 portiamo l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
portiamo l’arrivo dell’estate
I Versione Mick McKeown
Estate dorata tra i prati
abbiamo portato l’arrivo dell’estate;
estate dorata, primavera e inverno
e abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
Giovani fanciulle, gentili e amabili
abbiamo portato l’arrivo dell’estate;
con giovani svegli, robusti  agili,
per portare l’arrivo dell’estate
III
Le Fanciulle di Beltane,
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
portiamo l’arrivo dell’estate
IV
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
portiamo l’arrivo dell’estate
V
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
portiamo l’arrivo dell’estate
VI
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come specchio, i cani abbaiano, il bestiame muggisce portiamo l’arrivo dell’estate
VII
Estate dorata nel prato
abbiamo portato l’arrivo dell’estate;
do casa in casa alla Lisdoonan  del piacere
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
* tratta da qui e qui

APPROFONDIMENTO
Amhrán na Craoibhe (The Garland Song)
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://songsinirish.com/samhradh-samhradh-lyrics/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

https://thesession.org/tunes/10447

https://www.orielarts.com/songs/thugamar-fein-an-samhradh-linn/

Amhrán Na Craoibhe la ghirlanda di Beltane

Read the post in English

Amhrán Na Craoibhe (in inglese The Garland Song)  è il canto processionale  in gaelico irlandese delle donne che portano il ramo del Maggio (May garland) nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane, diffuso ancora agli inizi del Novecento nell’Irlanda del Nord (regione di Oriel).

La canzone proviene dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh ed è stata raccolta agli inizi del Novecento, erroneamente chiamata  ‘Lá Fhéile Blinne‘ (The Feast of St Blinne) perchè era cantanta nella festa della santa locale di Killeavy  Moninne, detta affettuosamente  “Blinne“, un evidente innesto delle tradizioni pre-cristiane nel solco dei rituali cattolici.
Santa Moninna di Killeavy morì nel 517-518, seguace di Santa Brigida di Kildare  i suoi nomi  “Blinne” o “Moblinne” sono più che altro vezzeggiativi per “piccola” o “sorella” (“Mo-ninne”  potrebbe essere una versione di Niniane, la “Signora del lago” del ciclo arturiano) secondo gli studiosi il suo nome era Darerca e la sua (presunta) tomba si trova nel cimitero di Killeavy sulle pendici del Slieve Gullion dove era originariamente situato il suo monastero, diventato luogo di pellegrinaggio per tutto il  Medioevo insieme al suo pozzo sacro, St Bline’s Well.

SANTA DARERCA (MONENNA) DI KILLEAVY

Sembra che il nome di Battesimo di questa vergine, commemorata nei martirologi irlandesi al 6 luglio, sia stato Darerca, e che Moninna sia invece un vezzeggiativo di origine oscura. A noi sono pervenuti i suoi Acta, ma essi presentano notevoli difficoltà dal momento che la santa è stata confusa con l’inglese santa Modwenna, venerata a Burton-on-Trent. Darerca fu la fondatrice e la prima badessa di uno dei più antichi e importanti monasteri femminili di Irlanda, sorto a Killeavy (contea di Armagh), ove sono ancora visibili le rovine di una chiesa a lei dedicata. Morì nel 517. Killeavy rimase un importante centro di vita religiosa, finché fu distrutto dai predoni scandinavi nel 923; Darerca continuò ad essere largamente venerata specialmente nella regione settentrionale dell’Irlanda. (tratto da qui)

UN’ANTICA DEA

The Slieve Gullion Cairns

Slieve Gullion ( Sliabh gCuillinn ) è in realtà un luogo di culto in epoca preistorica sulla sulla cui cima è stata costruita una tomba a camera con l’ingresso orientato  con il sorgere del sole al solstizio d’inverno. (vedi fenomeno).
Secondo la leggenda sulla sua cima vive la Vecchia Strega, la Cailleach Biorar (‘Old woman of the waters’) e il ‘South Cairn’ è la sua casa detto anche ‘Cailleach Beara‘s House’.
Per eslporare il sito con la reatà virtuale!
Sulla cima un piccolo lago e il secondo tumulo sepolcrare più piccolo costruito nell’età del bronzo. Nel lago vive, stando alle testimonianze locali, un kelpie o un mostro marino e si cela il passaggio per le Stalle del Re (the King’s Stables) Navan, Co. Armagh
Tutt’intorno alla montagna un anello di basse colline (il Ring of Gullion)

Cailleach Beara dipinto di Cheryl Rose-Hall

The Hunt of Slieve Cuilinn

La dea, una dea madre dell’Irlanda, Cailleach Biorar (Bhearra) -la Velata è chiamata  Milucradh / Miluchradh, descritta come sorella della dea Aine nel racconto di “Fionn mac Cumhaill e la  Vecchia Strega”, scopriamo così che il soprannone di Fionn (Finn MacColl) “il biondo”, “il bianco” viene da un racconto del ciclo dei Fianna: tutto ha inizio con una scommessa tra due sorelle Aine (la dea dell’amore) e Moninne (la vecchia dea), Aine si vantava che non avrebbe mai giaciuto con un uomo dai capelli grigi, così la sorella prima portò  Fionn sullo Slieve Gullion (sotto forma di grigio cerbiatto fece in modo che Fionn la inseguisse nella foga della caccia separandosi dal resto dei suoi guerrieri) poi si trasformò in una bellissima fanciulla in lacrime seduta accanto al lago per convinvere Fionn a tuffarsi e ripescare il suo anello. Ma le acque del lago erano state incantate dalla dea per portare la vecchiaia a coloro che vi si immergevano (operando all’inverso dei pozzi sacri), così Fionn uscì dal lago vecchio e decrepito e ovviamente con i capelli bianchi. I suoi compagni dopo averlo raggiunto e riconosciuto riescono a farsi dare dalla Cailleach una pozione magica che ridà il vigore a Fionn ma lo lascia con i capelli bianchi! (vedi)

La Cailleach e Bride sono probabilmente la stessa dea ossia le diverse manifestazioni della stessa dea , la vecchia dell’Inverno e la Fanciulla della Primavera nel ciclo di morte-rinascita-vita dell’antica religione.

il sentiero che porta al pozzo sacro

In occasione della festa patronale della Santa Moninna  (il 6 luglio) si svolgeva a Killeavy una processione che partiva dalla sua tomba, si dirigeva fino al pozzo sacro percorrendo un antico sentiero, e poi ritornava al cimitero. Si svolgeva una gara tra squadre di giovani dei vari villaggi nel confezionare l’effigie più bella della Dea, uno sbiadito ricordo dei festeggiamenti di Beltane per eleggere la propria Regina del Maggio. Durante la processione i giovani cantavano Amhrán Na Craoibhe accompagnandosi ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta, ogni frase è intonata dal solista a cui risponde il coro benaugurale. La melodia è una variante di Cuacha Lán de Bhuí sulla struttura di un’antica carola (vedi)

Uno dei panorami più spettacolrari d’Irlanda
In una giornata limpida, è possibile vedere dalla vetta (573 metri) fino a Lough Neagh, a ovest di Belfast, e le montagne di Wicklow, a sud di Dublino

Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir” 2010

Pádraigín Ní Uallacháin & Sylvia Crawford live 2016 in questa seconda versione è aggiunto un coro

Gaelico irlandese
AMHRÁN NA CRAOIBHE ‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
(Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di)
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
(Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di).
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir
A bhéarfas a ‘ghéag seo di na trí náisiún,
Ó bhaile go baile è ar ais go dtí an áit seo
Dhá chéad eachaí è sriantaí óir ‘na n-éadan,
Is dhá chéad eallaigh ar thaobh gach sléibhe,
È un oiread sin eile de mholtaí de thréadtaí,
Óró, a chailíní, airgead is spré di,
Tógfa ‘muinn linn í suas’ un a ‘bhóthair,
An áit a gcasfaidh dúinn dhá chéad ógfhear,
Casfa ‘siad orainn’ sa gcuid hataí ‘na ndorn leo,
An áit a mbeidh aiteas, ól is spóirse,
È cosúil mbur gcraobh-na le muc ina mála,
Nó le seanlong bhriste thiocfadh ‘steach i mBaile Chairlinn,
Féada ‘muinn tilleadh anois è un’ chraobh linn,
Féada ‘muinn tilleadh, tá an lá bainte go haoibhinn,
Bhain muinn anuraidh é è bhain muinn i mbliana é,
è mar chluinimse bhain muinn ariamh é.
traduzione inglese di P.Ní Uallacháin*
My branch is the branch
of the fairy women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride (1),
A dauntless, swift, strong lad,
Who will bring this branch (2)
through the three nations,
From town to town
and back home to this place?
Two hundred horses
with gold bridles on their foreheads,
And two hundred cattle
on the side of each mountain,
And an equal amount
of sheep and of herds (3),
O, young girls, silver
and dowry for her,
We will carry her with us,
up to the roadway,
Where we will meet
two hundred young men,
They will meet us with their
caps in their fists,
Where we will have pleasure,
drink and sport (4),
Your branch is like
a pig in her sack (5),
Or like an old broken ship
would come into Carlingford (6),
We can return now
and the branch with us,
We can return since
we have joyfully won the day,
We won it last year
and we won it this year,
And as far as I hear
we have always won it.
Traduzione italiana Cattia Salto
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte.
Chi porterà la ghirlanda
per le tre nazioni
di paese in pese
e ritornerà in questo luogo?
200 cavalli
con briglie dorate sulla fronte
e 200 bovini
sul lato di ogni montagna
e una pari quantità
di pecore e agnelli.
O giovani fanciulle, argento
e dote per lei.
La porteremo con noi
fino alla carreggiata
dove incontreremo
200 giovanotti
Li incontreremo con i loro
berretti in testa
dove ci divertiremo
con bevute e danze.
La vostra ghirlanda è come
un maiale nel sacco
o come una vecchia nave sfasciata
che arriva a Carlingford
Possiamo tornare ora
con la nostra ghirlanda
possiamo tornare
perchè abbiamo vinto
abbiamo vinto lo scorso anno
e abbiamo vinto quest’anno,
da quanto ho sentito
abbiamo sempre vinto noi

Note
1) è la May doll, ma anche la Regina del Maggio personificazione del principio femminile della fertilità
2) è la ghirlanda del maggio confezionata dalle donne
3) sono i capi di bestiame in dote ossia gli animali del villaggio che saranno pufificati dai fuochi di Beltane
4) dopo la processione la festa si concludeva con un ballo
5) sono le frasi denigratorie nei confronti delle altre ghirlande portate dalle squadre rivali: “a pig in a poke” è un incauto acquisto, invece di un maialino nel sacco potrebbe esserci un gatto!
6) Lough Carlingford  deriva dal vecchio norvegese e si traduce in irlandese come “Lough Cailleach”

7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-bluIl biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile)

 

Il Maggio in Irlanda: il canto di Beltane

FONTI
https://www.catholicireland.net/saintoftheday/st-moninne-of-killeavy-d-c-518-virgin-and-foundress/
http://www.killeavy.com/stmon.htm
http://www.megalithicireland.com/St%20Moninna’s%20Holy%20Well.html
http://www.megalithic.co.uk/article.php?sid=28400
http://irishantiquities.bravehost.com/armagh/killevy/killevy.html
http://www.nicsramblers.co.uk/p240213.html
http://irelandsholywells.blogspot.it/2012/06/saint-monninas-well-killeavy-county.html
http://www.megalithicireland.com/Killeavy%20Churches.html
http://omniumsanctorumhiberniae.blogspot.it/2015/07/saint-moninne-july-6.html
https://atlanticreligion.com/tag/moninne/
http://www.newgrange.com/slieve-gullion.htm
https://voicesfromthedawn.com/slieve-gullion/

https://www.independent.ie/life/travel/ireland/walk-of-the-week-slieve-gullion-co-armagh-26543944.html
http://geographical.co.uk/uk/aonb/item/559-the-ring-of-gullion

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221
https://www.orielarts.com/songs/amhran-na-craoibhe/
http://journalofmusic.com/focus/breathing-embers