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Terre Celtiche Blog

An mhaighdean mhara

In gaelico il temine “fanciulla del mare” può significare una sirena (mermaid) oppure una donna-foca, così ritroviamo leggende simili sia in Irlanda che in Scozia. (vedi prima parte)

Pelle di foca, pelle d’anima

In questa terra dove i venti soffiano tanto forte che tutti devono indossare giacche a vento, stivaletti e berretti, viveva un uomo così solo che negli anni le lacrime avevano scavato abissi sulle sue guance. Desiderava tanto una compagnia. Una notte raggiunse un grande scoglio in mezzo al mare e vide delle donne nude, bellissime, che danzavano. Erano le donne-foche, le selkies, che toltesi le loro pelli si erano trasformate in meravigliose creature. L’uomo saltò sullo scoglio e rubò una delle pelli di foca lasciate dalle selkies. Finita la danza tutte ripresero le loro pelli eccetto una. L’uomo si fece coraggio e chiese alla donna: “Vuoi sposarmi?”. E la donna rispose: “No, io appartengo a coloro che vivono nel mare”. L’uomo insistette: “Sii mia moglie, tra sette estati ti restituirò la tua pelle”. E la selkie accettò. Ebbero un bambino e la madre raccontò al bambino le storie delle creature che vivevano nel mare. Con il passare del tempo la pelle della donna cominciò a seccarsi, le caddero i capelli, le sue rotondità presero ad avvizzire, perse la vista. Una notte il bambino fu svegliato dalle urla di sua madre che chiedeva al marito di restituirle la sua pelle perché i sette anni erano trascorsi. Ma il marito non voleva perché non sopportava di essere abbandonato e non voleva che il loro bambino restasse senza madre. Il bambino amava molto sua madre e temeva di perderla e pianse fino a crollare nel sonno, poi si svegliò, corse alla scogliera, inciampò in una pietra e sotto trovò la pelle di foca. Egli corse verso sua madre e le restituì la sua pelle. La donna lo accarezzò e accarezzò la pelle, grata perché entrambi erano salvi. Ella voleva restare col suo bambino ma qualcosa la chiamava. Si volse verso di lui con sguardo di grande amore. Soffiò il suo respiro nei polmoni del bambino tenendolo sotto il suo braccio, come un oggetto prezioso. Si tuffò in mare, sempre più in fondo, fino a raggiungere la grande foca argentea, la quale come vide il bambino lo chiamò “nipote”. Passarono sette giorni, e gli occhi e i capelli della donna ritrovarono l’antica lucentezza, ritrovò la vista, il suo corpo ritrovò la sua rotondità. E venne il tempo di restituire il bambino alla terra. Quella notte la vecchia nonna foca e la bella madre del bambino nuotarono tenendolo in mezzo a loro, risalirono le acque e lo poggiarono delicatamente sulla riva. La madre lo rassicurò: “Sarò sempre con te”. Passò il tempo e il figlio della selkie divenne un grande suonatore di tamburi, cantore e artefice di storie e si disse che tutto ciò accadde perché da piccolo era sopravvissuto sott’acqua ed era stato riportato dalle profondità del mare dalle foche. Ora, nelle grigie mattine lo si vede con il suo kayak ancorato a parlare con una certa foca. Molti hanno cercato di catturarla ma nessuno c’è mai riuscito. E’ nota come TANQIGCAP, la brillante, la sacra, e si dice che sebbene sia una foca, i suoi occhi siano capaci di sguardi umani, saggi, selvaggi e amorosi. [Clarissa Pinkola Estés – “Donne che corrono con i lupi).

AN MHAIGHDEAN MHARA

Il canto in gaelico proviene dal Donegal, raccolto da Seamus Ennis negli anni ’40 da Sheila Gallagher of Gweedore: è la conversazione tra la sirena (o la selkie) e la figlia Maria. In Irlanda la sirena è detta merrow e può essere sia femmina che maschio. Nella fiaba la Sirenetta sceglie di restare accanto ad un uomo, assumendo la forma umana, ma è condannata a non poter più toccare l’acqua salata, perchè altrimenti dovrà ritornare per sempre in mare.

Una slow air dolce-amara più propriamente un lament che esprime tutto il dolore della mutaforma costretta a lasciare per sempre la sua bambina e il marito umano. La figlia della sirena è caduta in mare e la madre per salvarla dalla maledizione, prende il suo posto e ritorna per sempre nell’oceano.
In alcune versioni è il lamento di una donna-foca che ha ritrovato la sua pelle ma è rimasta intrappolata tra i due mondi, dilaniata dall’amore per i figli e il desiderio di ritornare al mare tra la sua gente.

In traditional Gaelic songs maighdean mhara (sea(l) maiden) can be a mermaid or a seal, so we find the same legends about the selkie already seen in Scotland. (see first part). In Ireland the mermaid is called merrow and can be either female or male. In fairy tales the little mermaid chooses to stay close by a man, assuming the human form, but is condemned to no longer be able to touch the salt water, because otherwise she will have to return for always at sea. 
This Gaelic song comes from Donegal, collected by Seamus Ennis in the 1940s from Sheila Gallagher of Gweedore, it is a conversation between the Mermaid (or a selkie) and her daughter, Máire. 
A melancholy slow air that is a lament that expresses all the pain of the shapeshifter forced to leave her child and her human husband forever. The mermaid’s daughter fell into the sea and her mother takes her place and returns forever to the ocean, to save her from the curse.
In some version is the lament of a selkie who has found her seal skin but she is caught between the two worlds, torn by the love for her children and by the desire to return to the sea, with her own people.

The Chieftains + Tie the Bonnet, O’Rourke’s in The Chieftains 2

Clannad in Clannad 1972

Altan ( Mairéad Ní Mhaonaigh ) in “Island Angel”  1993

Aoife Ní Fhearraigh

Anúna in Omnis, 2003 con il titolo “The Mermaid”

Irish gaelic
I
Is cosúil gur mheath tú nó gur threig tú an greann;
Tá an sneachta go frasach fá bhéal na n-áitheann,
Do chúl buí daite (1) ‘s do bhéilín sámh,
Siúd chugaibh Máirí Chinidh (2)
‘s í ‘ndiaidh ‘n Éirne (3) ‘shnámh.
II
A Máithrín mhilis dúirt Máire Bhán.
Fá bhruach a’ chladaigh ‘s fá bhéal na trá,
‘S maighdean mhara (4) mo mháithrín ard
Siúd chugaibh Máirí Chinidh
‘s í ‘ndiaidh ‘n Éirne ‘shnámh.
III
Tá mise tuirseach (5) agus beidh go lá
Mo Mháire bhruinngheal ‘s mo Phádraig bán (6),
Ar bharr na dtonna ‘s fá bhéal na trá,
Siúd chugaibh Máirí Chinidh
‘s í in dhiaidh an Éirne a shnámh
IV
Tá an oíche seo dorcha is tá an ghaoth i ndroch aird.
Tá an tSeisreach (7) ‘na seasamh ins na spéarthaí go hard.
Ach ar bharr na dtonnta is fá bhéal na trá
Siúd chugaibh Máire Chinidh is í i ndiaidh an Éirne snámh.
English translation * 
I
It seems that you have faded away
and abandoned the love of life
The snow is spread
about at the mouth of the sea
Your yellow flowing hair  (1)
and little gentle mouth,
We give you Mary Chinidh (2) ,
to swim forever in the Erne (3)
II
“My darling mother, -said blonde Mary
By the edge of the shore
and the mouth of the sea
A mermaid is my noble mother (4),
We give you Mary Chinidh
to swim forever in the Erne
III
“I am tired (5) and will be forever
My fair Mary
and my blond Patrick (6)”
On top of the waves
and by the mouth of the sea
We give you Mary Chinidh
to swim forever in the Erne
IV
The night is dark and the wind is high
The Plough (7) can be seen high in the sky
But on top of the waves 
and by the mouth of the sea
We give you Mary Chinidh
to swim forever in the Erne
traduzione italiano Cattia Salto
I
Sembra che tu ti sia scolorita
e abbia perso il buon umore.
La neve si accumula
all’imboccatura del mare
i tuoi riccioli biondi
e la tua dolce boccuccia
Ti diamo Mary Kinney
che nuota per sempre nell’oceano
 
II
“Mia cara madre- disse la bionda Mary
al margine della riva
e l’imboccatura del mare-
una sirena [selkie] è la mia nobile madre”
Ti diamo Mary Kinney
che nuota per sempre nell’oceano
 
III
“Sono stanca  e sarà sempre così
la mia bella Mary 
e il mio biondo Patrick
sulla cresta delle onde 
e l’imboccatura del mare-
Ti diamo Mary Kinney
che nuota per sempre nell’oceano 
IV
La notte è buia e il vento è forte
il Gran Carro si scorge alto nel cielo
ma sulla cresta delle onde 
e l’imboccatura del mare-
Ti diamo Mary Kinney
che nuota per sempre nell’oceano 

NOTE
1) others translate “Your yellow-speckled back ” [altri traducono: la tua schiena maculata di giallo]
2) Mary Cinidh= Mary Heaney or Kinney is the merrow or selkie
3) Eirne is an old word for the Atlantic [è una vecchia parola per l’Atlantico]
4) a sea(l) maiden
5) it is the tragedy of the seal trapped between the two worlds, which becomes a lonely and tired figure, condemned to swim forever in the ocean, but unable to process the loss of her family on earth [è la tragedia della donna-foca finita intrappolata tra i due mondi, che è diventa una figura solitaria e stanca, condannata a nuotare per sempre nell’oceano, ma incapace di elaborare la perdita della sua famiglia sulla terra]
6) her daughter and her husband or her son [sono la figlia e il marito o il figlio]
7) the Cart (The Plow) of the Big Dipper  [il carro dell’Orsa maggiore]

LINK
https://songoftheisles.com/2012/10/03/an-mhaighdean-mhara/
https://songsinirish.com/an-mhaighdean-mhara-lyrics/
https://thesession.org/tunes/4087
http://www.celticlyricscorner.net/altan/anmhaighdean.htm
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/anmhaighdean.htm
http://www.celticlyricscorner.net/anuna/mermaid.htm
http://www.celticlyricscorner.net/fallon/anmhaighdean.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7950
http://www.irishpage.com/songs/roaninis.htm
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic109070-20.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic1036.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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