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LIMERICK LAMENTATION OR LOCHABER NO MORE?

Un lamento irlandese o scozzese?
La paternità della slow air è contesa tra Irlanda e Scozia,  secondo Bunting (Ancient Music of Ireland, 1840)  fu composta dal bardo irlandese-arpista Myles O’Reilly  (c. 1635) per commemorare la partenza dei giovani irlandesi dopo il trattato di Limerick (1691); secondo O’Neill (Irish Minstrels and Musicians, 1913) il compositore fu Thomas Connellan (c.1640-45 – 1698) Cloonmahon, contea di Sligo che la intitolò “The Breach of Aughrim”.
La melodia è toccante, da far sgorgar le lacrime per la sua mestizia..

MARBHNA (CAOINEADH) LUIMNI

It is sad and lone I am today, far from dear Erin’s shore
I may never, never, never see her again; I may never see her more.
In Irlanda oggi il brano è eseguito in versione strumentale occasionalmente suonato ai funerali o come emigration song.
ASCOLTA The Chieftains in “The Chieftains live” 1977

ASCOLTA Sharon Shannon & Liam O Maoinli

ASCOLTA Martin Hayes & Dennis Cahill

ASCOLTA Na Casaidigh

LOCHABER NO MORE

In Scozia già popolare lament per cornamusa, la slow air venne versificata da Allan Ramsay  nel 1723, come il lamento di un highlander in partenza per  combattere tra le fila dei ribelli (la ribellione giacobita del 1715 vedi)

(c) The Fleming Collection; Supplied by The Public Catalogue Foundation

ASCOLTA Breabach

ASCOLTA  The Rankin Family


I
Farewell to Lochaber (1), farewell to my Jean,
Where heartsome wi’ her (thee) I ha’e mony day been,
For Lochaber no more, Lochaber no more,
We’ll maybe return to Lochaber no more.
These tears that I shed they are all for my dear,
And no’ for the dangers attending on weir (2);
Tho’ borne on rough seas to a far distant (bloody) shore.
Maybe to return to Lochaber no more.
II
Though hurricanes rise, though rise ev’ry wind,
No tempest can equal the storm in my mind;
Tho loudest of thunders or louder waves roar,
There’s nothing like leavin’ my love on the shore.
To leave thee behind me, my heart is sair pain’d,
But by ease that’s inglorious no fame can be gain’d;
And beauty and love’s the reward of the brave,
And I maun deserve it before I can crave.
III
Then glory, my Jeanie, maun plead my excuse,
Since honour commands me, how can I refuse?
Without it I ne’er can have merrit for thee;
And losing thy favour, I’d better not be.
I go then, my lass, to win honour and fame;
And if I should chance to come gloriously hame,
I’ll bring a heart to thee, with love running o’er,
And then I’ll leave thee an’ Lochaber no more.
Tradotto da Cattia Salto
I
Addio Lochaber, e addio
mia Jean
dove ho trascorso con te molti giorni felici
perchè lascio  Lochaber, lascio Lochaber
e forse non ritornerò mai più a Lochaber.
Queste lacrime che verso, sono tutte per la mia cara
e non per i pericoli che mi attendono in guerra
trasportato dal mare ribelle in una spiaggia lontana (di sangue)
forse non ritornerò mai più a Lochaber.
II
Anche se gli uragani si levano, anche se si solleva il vento
nessuna tempesta può eguagliare la bufera nella mia anima,
più rumorosa dei tuoni o del ruggito delle onde più alte,
non c’è niente di come lasciare il mio amore sulla spiaggia.
Lasciarti indietro, il mio cuore è pieno di dolore,
ma con la cautela del senza gloria nessuna fama si può ottenere;
e la beltà e l’amore sono la ricompensa per il coraggio
e li devo meritare prima di poterli desiderare.
III
Allora la gloria, mia Jean dovrà perorare la mia spiegazione,
finchè  l’onore mi comanda, come posso io rifiutare?
Senza non potrò mai meritarti
e senza il tuo favore preferisco non vivere!
Vado dunque ragazza, per vincere onore e fama
e se avessi la possibilità di ritornare gloriosamente a casa
porterò il cuore a te, traboccante d’amore
e poi non lascerò te e Lochaber mai più.

NOTE
1) Lochaber è il cuore delle Highlands, nella parte meridionale della contea di Inverness: in questa regione l’acqua è una delle protagoniste assolute, ed una delle principali ragioni della sua bellezza; fiumi, laghi, cascate, mare … è un tripudio della natura che si incontra con magia, storia e l’amore dell’uomo per la terra  che abita. (continua)
FONTI
http://www.capeirish.com/guitar-book/pdf/lim4-g.pdf
https://en.wikisource.org/wiki/A_Dictionary_of_Music_and_Musicians/Lochaber_no_more
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/14886
https://thesession.org/tunes/8973
http://chrsouchon.free.fr/lochaber.htm

http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-095,-page-96-lochaber.aspx
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_lochaber.htm

PORT NA BPUCAÍ

“Port na bpúcaí” (The Fairies’ Tune) in italiano “La melodia -lamento delle fate”, è una slow air proveniente dalle isole Blaskets, un arcipelago di isolette al largo della penisola di Dingle, nel sud-ovest del Kerry, Irlanda.

pookaIL PUCA

La parola bpúcaí si traduce come pooka o puca, il folletto irlandese popolare anche nella parte Ovest della Scozia e in Galles: è uno spirito animale solitario che predilige le terre d’altura e assume diverse forme a seconda delle leggende locali; così è descritto di volta in volta come un grande coniglio, un caprone o un cane o più spesso un cavallo. Le sue sembianze hanno però sempre qualcosa d’inquietante, sia nel colore scuro del manto che nel bagliore degli occhi.
Si ritiene che la credenza del pooka derivi da un antico culto della divinità in forma di cavallo, al quale il mondo contadino ha continuato a tributare il suo rispetto se non più la venerazione.

Come cavallo è spesso una furia che galoppa selvaggiamente di notte abbattendo recinti, calpestando i raccolti e spaventando il bestiame. Così è lo spirito selvaggio che contrasta l’avanzare della campagna antropizzata e la contiene. E tuttavia anche il pooka può essere domato dall’uomo: per ottenere ciò che si desidera bisogna utilizzare una briglia speciale intrecciata con i lunghi crini del pooka e restare in sella alla fata fino all’estremo.
Solo Brian Boru re supremo d’Irlanda riuscì nell’impresa e pooka gli promise che mai più avrebbe fatto del male ad un irlandese, ma a tre condizioni: che non fosse ubriaco, che si trovasse sul suolo irlandese e che si comportasse con rettitudine!
Eppure si sa che le fate sono creature capricciose e bugiarde e così gli irlandesi, per non rischiare di finire malamente in un burrone, preferiscono evitare di salire in groppa ad un cavallo nero nel cuore della notte..

Nelle campagne della contea di Down il pooka prende la forma di un folletto deforme e spigoloso, che pretende dai contadini la sua parte del raccolto, ma si può manifestare anche in forma umana sia maschile che femminile ai viandanti dispersi nelle lande montuose, per condurli con l’inganno fuori strada e verso la morte!

La melodia è stata composta con il violino nel 1873 da Muiris O’Dalaigh un pescatore di Blasket Island ed è nota con vari titoli: Caoineadh Na HInise, The Lament Of The Island, The Music Of The Fairies, Poirt Na BPucai, Poirt Na BPúcaí, Port Na Bpúcaí, Port Na BPucai, Port Na Bpúcai, Port Na BPucaí, Port Na BPuchai, Song Of The Pookas.

In merito all’inquietante melodia sono sorte delle leggende: in una si racconta che una coppia di Inis Mhic Uibhleáin (Inishvickillane una delle piccole isole delle Blasket) in una notte d’inverno fu svegliata da un suono insolito proveniente dal mare; all’inizio pensarono si trattasse di qualche richiamo d’uccelli, ma poi percepirono questa melodia che da allora venne chiamata  ‘The Fairies’ Lament’; altri invece raccontano che furono tre pescatori a sentire degli strani rumori che provenivano da sotto la loro barca. Uno di essi, lasciò i remi e prese il suo violino per suonare insieme alla fata.

Così il poeta irlandese premio Nobel per la letteratura nel 1995, Seamus Heaney descrive nella sua poesia “The Given Note” (1969) come la musica sia nell’aria e il musicista un tramite tra il mondo ultrasensibile e quello terreno. Egli si è ispirato proprio al racconto fatto da Sean O’ Riada nel presentare il brano “Port na bpúcaí”


The Given Note
On the most westerly Blasket
In a dry-stone hut
He got this air out of the night.
Strange noises were heard
By others who followed, bits of a tune
Coming in on loud weather
Though nothing like melody.
He blamed their fingers and ear
As unpractised, their fiddling easy
For he had gone alone into the island
And brought back the whole thing.
The house throbbed like his full violin.
So whether he calls it spirit music
Or not, I don’t care. He took it
Out of wind off mid-Atlantic.
Still he maintains, from nowhere.
It comes off the bow gravely,
Rephrases itself into the air.
Traduzione italiano di Cattia Salto
La melodia donata
Sulla più occidentale delle Blasket
in un trullo
egli prese quest’aria dalla notte.
Strani suoni furono sentiti
con gli altri compagni, pezzi di accordi
che arrivavano dal tempo impetuoso
nient’altro che una melodia.
Egli maledì le loro dita e l’udito
di inesperti e principianti,
poi se ne andò solo verso l’isola
e portò indietro tutto.
La casa vibrava come l’intero violino.
Che egli chiamasse lo spirito della musica
oppure no, non importa. La prese
dal vento del medio atlantico.
Saldo la tenne, dal nulla.
Venne via con fatica dall’archetto,
e si rapprese nell’aria.

ASCOLTA Ashley & Daniel Horn (violino e cornamusa) le bellissime immagini mostrano le isole Blaskets

ASCOLTA Cillian Vallely, uilleann pipes

ASCOLTA arrangiamento per violino con Martin Hayes  & Dennis Cahill

ASCOLTA Cormac Breatnach low whistle

ASCOLTA Aoife O’Dowd arpa celtica

Il lamento del pooka di questa canzone richiama però il canto delle megattere. “Un canto misterioso percorre gli abissi marini, si propaga scivolando lungo canali invisibili, e va lontano, molto lontano.
Lo si sente, sott’acqua, a chilometri di distanza, ma anche i marinai che riposano nelle stive possono udirlo, con sorpresa ed angoscia. Lo hanno sempre temuto come un triste presagio, associandolo alle misteriose creature marine che popolano la memoria collettiva. Mostri, piovre e serpenti giganti…
Forse il canto delle sirene, che Ulisse volle ascoltare legato all’albero maestro, non era altro che il richiamo delle balene.
Negli ultimi anni, i ricercatori si stanno interessando a questi canti, che possono fornire preziose informazioni sulla vita dei cetacei.”(tratto da qui)

ASCOLTA Meav in “Silver Sea”

Is bean ón slua sí mé
Do tháinig thar toinn
Is do goideadh san oíche mé
Tamall thar lear
Is go bhfuilim as riocht so
Fé gheasa mná sí
Is ní bheidh ar an saol so
Go nglaofaidh an coileach
Is caitheadsa féin
Tabhairt fén lios isteach
Ní taithneamh liom é
Ach caithfead tabhairt fé
Is a bhfuil ar an saol so
Caithfidh imeacht as
Ach béadsa ag caoineadh’n
Fhaid a bheidh uisce sa toinn
Is ná deinig aon ní
Leis an ndream thíos sa leas…


TRADUZIONE INGLESE
I am a woman from the Sí(1)
Who has come over the waves
And I was taken at night
For a while abroad
And I am in this state
Under geasa(2) of the fairy woman
And I will not be in this world
Until the cock crows(3)
And I must go
Into the lios(4)
It is no pleasure for me
But I must do it
And all that is in this life
Must leave it
But I will be keening
As long as water remains in the wave
And have no dealings
With the crowd that is down in the lios…
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Sono una donna fatata
che è arrivata dal mare
e sono stata catturata di notte
tratta a bordo
e sono in questo stato
sotto il geis(2) di una donna fatata
e starò in questo mondo
fino al canto del gallo(3)
poi dovrò andare
verso la collina delle fate(4).
Non mi diverto
ma devo farlo
e tutto ciò che c’è in questa vita
lo devo lasciare
ma sarò rimpianta
finchè ci sarà acqua nell’onda
e avrò contatti
con la gente che vive sotto il tumulo

NOTE
1) Altrove
2) una sorta di tabù=  uno speciale obbligo o una proibizione, che mette una persona sotto una specie di incantesimo, o che comunque la lega come ad un voto. Un geis si può paragonare ad una maledizione, ma anche – paradossalmente – ad un “dono”. Chi infrange il proprio geis è destinato ad essere “punito”, disonorato, a volte perfino a morire. D’altra parte il rispetto dei propri geas asi pensava portasse potere e fortuna. In genere sono le donne che pongono i geasa sugli uomini, a volte poi rivelandosi dee o figure soprannaturali. (tratto da wikipedia)
3) il canto del gallo ha il potere di far svanire i fantasmi e gli incubi notturni
4) leas ‎(“the space about a dwelling-house or houses enclosed by a bank or rampart”) è un hillfort ovvero un luogo fortificato e per estensione un tumulo fatato, il luogo in cui dimorano i folletti

ASCOLTA Noirin Ni Riain in una rielaborazione new-age della melodia

FONTI
http://mystsofeyr.com/index.php/races/non-native-races/mystfolk/pooka
http://irelandofthewelcomes.com/tales-of-the-pooka/
https://julianpeterscomics.com/2015/07/02/the-given-note-by-seamus-heaney/
http://www.celticlyricscorner.net/meav/port.htm
https://thesession.org/tunes/1811
https://thesession.org/discussions/1669
https://harptoharp.com/product/song-of-the-pooka-port-na-bpucai/

MORNING DEW

Con questo titolo generico “My Morning Dew”, “The May Morning Dew” o anche solo “Morning Dew” si indicano diverse canzoni e anche brani strumentali della tradizione celtica

Morning_Dew_III_by_Nitrok

Inizio come sempre dalla melodia

MAY MORNING DEW: SLOW AIR O REEL?

“The May Morning Dew” è il titolo di una slow air (vedi)

ASCOLTA Davy Spillane in “The Storm”, 1985

ASCOLTA Patrick Ball e la sua magica arpa dalle corde di metallo (la seconda melodia è The Butterfly jig)

ASCOLTA Mick O’Brien all’uilleann pipes

“Morning Dew” è anche un popolarissimo reel, generalmente in tre parti conosciuto anche con il nome di Giorria Sa BhFraoch, Hare Among The Heather o Hare In The Heather “Morning Dew [1]” has been one of the more popular reels in recent decades, although the title seems a relatively modern appellation. It was printed by James Kerr in Scotland as “Hare Among the Heather (The)” in the 1880’s, and it was recorded under that title by Margret Barry and County Sligo fiddler Michael Gorman in 1956. A portion of the tune was used by Chieftains piper Paddy Moloney for his first film score, Ireland Moving. Accordion player Luke O’Malley’s version starts with the part that usually appears as the 3rd part in most other versions (Kerr’s version also starts on another part). (tratto da qui)

ASCOLTA il violino di Martin Hayes & Dennis Cahill

The Chieftains, live

MAY MORNING DEW AIR

La May Morning Dew (air) è una melodia tradizionale irlandese dalla tristezza infinita, che accompagna il canto di una persona molto anziana la quale, alla vista della vallata natia, richiama i ricordi dei tempi passati: e con essi la tristezza per il vuoto lasciato dalla perdita degli affetti.
La stagione della primavera è ricordata con rimpianto come la stagione della giovinezza ormai sfiorita e le lacrime cadono come rugiada del mattino.

La melodia è molto popolare nella zona Ovest della contea di Clare (Munster, costa occidentale) raccolta in “Around the Hills of Clare” , 2004 (vedi): This song, evoking old age and the passing of time, while being very popular in West Clare, does not seem to have been recorded from traditional singers very often elsewhere; the only other two versions listed by Roud being from Ann Jane Kelly of Keady, Armagh in 1952 and Paddy Tunney of Beleek, Fermanagh in 1965. (tratto da qui)

The Chieftains in “Water from the Well“, 2000


I
How pleasant in winter
To sit by the hob(1)
Just listening to the barks
And the howls of the dog
Or to walk through the green fields
Where wild daisies grew
To pluck the wild flowers
In the may morning dew
II
When summer is coming
When summer is near
With the trees oh so green
And the sky bright and clear
And the wee birds all singing
Their loved ones to woo
And young flowers all springing
In the may morning dew(2)
III
I remember the old folk
All now dead and gone
And likewise my two brothers
Young Dennis and John
How we ran o’er the heather
The wild hare to pursue
And the proud deer we hunted
In the may morning dew
IV
Of the house I was born in
There’s but a stone on the stone
And now all ‘round the garden
Wild thistles have grown
And gone are the neighbours(3)
That I once knew
No more will we wander
Through the may morning dew
tradotto da Cattia Salto
I
Com’è piacevole in Inverno
sedersi al focolare
e ascoltare il cane
che abbia e ulula
o camminare per i verdi campi
dove crescono le margherite selvatiche, a raccogliere i fiori
nella rugiada del mattino di Maggio
II
Quando l’estate è in arrivo
quando l’estate è vicina
con gli alberi così verdi
e il cielo luminoso e chiaro
e tutti gli uccellini cantano
per corteggiare le innamorate
e tutti i fiori sbocciano
nella rugiada del mattino di Maggio
III
Mi ricordo i vecchi
che sono morti e andati
così come i miei due fratelli,
il giovane Dennis e John
come correvamo sull’erica
per catturare la lepre
e cacciare il cervo fiero
nella rugiada del mattino di Maggio
IV
La casa dove sono nato
non è che pietra su pietra
e in tutto il giardino
sono cresciuti i cardi selvatici
e se ne sono andati tutti i vicini
che conoscevo un tempo
non potremo più andare in giro
nella rugiada del mattino di Maggio

NOTE
1) hob piano di cottura dei camini di un tempo
2) tutta la strofa è tipica dei canti del Maggio, quando le allegre brigate dei giovani andavano nei boschi a raccogliere fiori e ramoscelli da portare in paese per far entrare il Maggio nelle case. continua
3) qui si accenna allo spopolamento del paese e il senso di abbandono del luogo si riverbera sulla condizione della vecchiaia

ASCOLTA Dolores Keane


I
How pleasant in winter
to sit by the hearth
Listening to the barks
and the howls of the dog
Or in summer to wander
the wide valleys through
And to pluck the wild flowers
in the May morning dew.
II
Summer is coming,
oh summer is here
With leaves on the trees
and the sky blue and clear
And the birds they are singing
their fond notes so true
And the flowers they are springing
in the May morning dew(2)
III
The house I was reared in
is but a stone on a stone
And all round the garden
the weeds they have grown
And all the kind neighbours
that ever I knew
Like the red rose they’ve withered
in the May morning dew
IV
God be with the old folks
who are now dead and gone
And likewise my brothers,
young Dennis and John
As they tripped through the heather
the wild hare to pursue
As their joys they were mingled
in the May morning dew
TRADUZIONE ITALIANO
I
Com’è piacevole in Inverno
sedersi al focolare
e ascoltare il cane
che abbia e ulula
o in Estate camminare
per le ampie valli
a raccogliere i fiori
nella rugiada del mattino di Maggio
II
L’estate è in arrivo
l’estate è qui
con le foglie sugli alberi
e il cielo luminoso e chiaro
e tutti gli uccelli cantano
le loro melodie appassionate e sincere
e tutti i fiori sbocciano
nella rugiada del mattino di Maggio
III
Ma la casa dove sono cresciuto
non è che pietra su pietra
e in tutto il giardino
sono cresciute le erbacce
e tutti i vicini cordiali
che ho mai conosciuto
come la rosa rossa sono appassiti
nella rugiada del mattino di Maggio
IV
Dio sia con i vecchi
che sono morti e andati
così come i miei fratelli,
il giovane Dennis e John
mentre corrono sull’erica
per catturare la lepre
quando le loro gioie si univano
nella rugiada del mattino di Maggio

FONTI
https://thesession.org/tunes/8547
https://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/themaymorningdew.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=31905
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Morning_Dew_(1)_(The)
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_oconway.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_khayes.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_jlyons.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_pegmcmahon.htm