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TRANENT MUIR

Adam Skirving (circa 1746) scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans, la prima con una venatura comica è la ben più famosa “Johnnie Cope“; la seconda invece dal titolo “Tranent Muir” è quasi un reportage di guerra. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir, per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia, sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir; la battaglia si svolse in effetti proprio nei pressi del villaggio,  nella piana semi-paludosa tra Tranent e Prestonpans, ma la proclamazione a Re del Bel Carletto sarà solo una effimera stagione che condurrà i fedeli highlanders alla disfatta di Culloden!

LA CARICA DEGLI HIGHLANDER

Gli scozzesi così andavano in battaglia: all’assalto!
La famigerata carica dei rudi montanari scozzesi consisteva nel correre precipitosamente verso la schiera dei nemici, slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid; procedevano con impeto, a grandi balzi, urlando come ossessi, (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo) e brandendo minacciosamente la tipica spadona detta claymore.
Il vero kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia come nel più tardo little kilt, una pratica coperta-materasso in cui avvolgersi la notte dormendo all’aperto, sotto un cielo di stelle (ma anche sotto la pioggia) – così era la tempra con cui si forgiava il carattere.
Nelle rievocazioni storiche il particolare del kilt lasciato cadere a terra viene per lo più omesso, caso mai si esibiscono maschi petti villosi senza camicia .

Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope
(vedere prima parte)


per il brano del video YE JACOBITES BY NAME

TRANENT MUIR

La canzone è quasi un reportage di guerra, dalle tredici strofe e più, il testo riportato da David Herd in “Ancient and Modern Scottish Songs”, Volume 1, page 109, 1776 è collezionato anche nello “Scots Musical Museum” Volume III N°102, 1790; opportunamente sforbiciato in quella che è diventata la versione standard da Archie Fisher e ridotto a sei strofe.

La melodia risale al 1694 (qui) anche con il nome di “The Battle of Killicrankie”, ‘Gillicrankie’ (Killikrankie) “Original Sett of Killiekrankie” (in Gow “First Repository”, 1799 ) ma Archie Fisher ne riporta una diversa forse proveniente dalla tradizione orale, e registra il brano nel 1969 con il titolo di “The Battle of Prestonpans”

ASCOLTA Archie Fisher in “The Fate O’Charlie”, 1969

ASCOLTA The Corriers

sono stati però i Tannies come affettuosamente vengono chiamati a rielaborare il brano e a presentarlo in modo nuovo e più scintillante
ASCOLTA Tannahill Weavers in “The best of the Tannahil Weavers”, 1979-1989

TRANENT MUIR
I
The chevalier being void o’ fear
did march doon Birsle Brae man (2)
Through Tranent e’er he did stent (3)
as fast as he could gae man
While General Cope did taunt and mock
wi’ many a loud hurrah man
E’er next morn proclaimed the cock
we heard another craw man
II
The brave Lochiel as I heard tell
led Cameron on in cloods (6) man
The morning fair and clear the air
they loosed wie devilish thuds man
Doon guns they threw and swords
they drew and soon did chase them aff man
On Seaton’s crafts (7) they burst their chafts(8)
and gart them run like daft man
III
The bluff dragoons swore blood and oons
they’d mak’ the rebels run man
And yet they flee when them they see
and winnae fire a gun man
They turned their backs the fit tae crack (9)
such terror siezed them a’ man
Some wet their cheeks some fyled their breeks
and some for fear did fa’ man
IV
Smith (10) made sic’ haste sae spurred his beast
‘twas little there he saw man
Tae Berwick rade and safely said
the Scots were rebels a’ man
O’er Soutra Hill ere he stood still
afore he tasted meat man
Lang may he brag on his swift nag
that bore him aff sae fleet man
V
But Gardner brave did still behave
like to a hero bright man
His courage true, like him were few,
that still despised flight man
For king and laws and country’s cause
in honours bed did fa’ man
His life but not his courage fled
while he had breath tae draw, man
VI
At yon thorn tree that you may see
beneath the Meadow mill, man
There’s many slain lie on the plain
the clans pursuing still man
Sic’ unco whacks and deadly hacks
I never saw the likes man
Lost hands and heids cost them their deeds
that fell near Preston dyke man
LA PIANURA DI TRANENT
(traduzione  di Cattia Salto)
I
Il Cavaliere (1) senza esitazione alcuna
attraversò in marcia le colline di Birsle
e superato Tranent si schierò,
più in fretta non poteva andare.
Mentre il Generale Cope insultava e scherniva con tanti veementi Evviva
prima del seguente mattino annunciato dal gallo (4), udimmo un altro grido (5)
II
Il prode Lochiel come sentii dire
portò i Cameron in battaglia
nell’aria limpida di un chiaro mattino
spararono dei colpi infernali,
poi gettarono le pistole,
le spade sguainarono e in breve li scacciarono,
sui poderi di Seton (7) spaccarono i grugni
e li fecero correre come pazzi
III
I dragono sbruffoni giurarono sangue e lacrime,
che avrebbero fatto scappare i ribelli,
eppure fuggirono quando li videro,
e senza colpo ferire
voltarono la schiena a gambe
levate
pieni di un tal terrore,
chi si bagnò le guance, chi se la fece nei pantaloni
e chi per la paura cadde
IV
Smith fece così in fretta a spronare la bestia che ben poco vide
per correre a Berwick in salvo disse
“Erano tutti gli Scozzesi in rivolta!”
e ancora a Soutra Hill se ne sta
piuttosto che assaggiare cibo,
a lungo potrà vantarsi del suo rapido ronzino che lo portò via così velocemente
V
Ma Gardner si comportò
come si conviene a un fulgido eroe
con vero coraggio e come lui furono pochi, che pure disdegnarono la fuga,
per il re e il governo e per la causa del paese, cadde nel letto dell’onore
la sua vita, ma non il coraggio venne meno, mentre esalava l’ultimo respiro
VI
Al biancospino che puoi vedere laggiù
sotto al il mulino di Meadow
ci sono molti cadaveri che stanno sul prato, i clan ancora incalzano
una batosta così colossale e una carneficina, mai ne vidi di tal fatta
mani mozzate e corpi
decapitati
caduti vicino agli argini di Preston

Note
1) Bonny Prince Charles Stuart
2) la parola uomo è usata come intercalare
3) to place something or someone, with the implication of being overstretched or overtaxed.
4) Lo scontro tra i due eserciti avvenne alle 6 del mattino e durò una decina di minuti
5) quello degli Highlander lanciati nella carica
6) clouds letteralmente “nuvole”
7) “”crafts” = “crofts” in modern Scots, i.e. smallholdings. The Seatons (or Setons) were the biggest landowners and industrialists of the Prestonpans area, and their tenants were one of the worst-hit groups of casualties of the invasion”.
8) termine desueto per jaw
9) the foot they brake
10) la strofa con i nomi dei codardi non è univoca in Herd ad esempio diventa
Menteith the great, when hersel shit,
Un’wares did ding him owre, man,
Yet wadna stand to bear a hand,
But aff fu fast did scour, man,
Si dice che il tenente Smith abbia sfidato a duello Skirving per aver menzionato espressamente la sua fuga dalla battaglia, così si riporta nello SMM “He [Burns] also heard a story about the Lieutenant Smith mentioned in the ninth stanza, in which Mr Smith demanded that Mr Skirvan present himself and explain his portrayal of Mr Smith. Mr Skirvan refused and further insulted Mr Smith by referring to his cowardice again“. (qui)

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://lagazzettadioutlander.altervista.org/all-interno-dell-episodio-210-di-outlander/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTtranmu.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-102,-pages-103-and-104-tranent-muir.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1114
http://alaguerre.luridoteca.net/?page_id=459
http://learningtowhistle.blogspot.it/2005/08/tunes-tranent-muir.html
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiTRANMUI2.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/4454lyL2.htm
http://www.theballadeers.com/scots/tw_c1989_bo.htm
http://chrsouchon.free.fr/tranentm.htm

THE BONNIE BANKS OF LOCH LOMOND

Il Loch Lomond è il più grande lago della Gran Bretagna e si trova nelle Lowlands, nella Scozia meridionale, tra le contee di Stirling, Argyll e Bute e West Dunbartonshire, punteggiato da una trentina di isolette ha conservato nella parte orientale l’aspetto più naturale.
Il lago è lo sfondo di una popolarissima ballata dalle incerte origini The Bonnie Banks o’ Loch Lomond che custodisce una romantica e tragica storia d’amore di due giovani innamorati separati dalla guerra.

LA LETTERA D’AMORE DI DONALD MACDONALD

Lui è un MacDonald che non può esimersi di partire con i suoi uomini per sostenere la rivolta del 1745 e combattere per la libertà della Scozia. Questa è la versione in chiave giacobita, probabilmente la versione più antica scritta nel 1746 o circolata qualche hanno più tardi. Gli scozzesi sconfitti non giustiziati sul campo di battaglia furono portati nella prigione di Carlise in attesa di essere impiccati come traditori. La leggenda narra che uno di essi, Donald MacDonald scrisse questa canzone in una lettera d’amore per la sua Moira che viveva presso il lago Lomond. La storia ci dice che Donald MacDonald (o Macdonnell) di Tiendrish (o Tirnadrish) cugino dei Keppoch fu preso prigioniero a Falkirk e impiccato a Carlisle nel 1746 (vedi)

Trailer del cortometraggio diretto da Mike Slee “Legend of Loch Lomond” (2001)
VEDI Trailer
VEDI inizio film

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PRIMA VERSIONE

Come riferimento per la melodia è citata Robin Cushie (“King Robin quo she”, “Kind Robin Loves Me”), in McGibbons Scots Tunes Vol I ( 1742).

Nella ballata la protagonista è Moira, questa versione riportata da Matt Mcginn presenta peraltro dei passaggi oscuri: non è chiaro se sia un dialogo tra due persone, io l’ho interpretata come se la donna avesse una visione mentre si aggira nei luoghi in cui aveva vissuto i suoi felici momenti d’amore. Nella terza strofa una “voce” cerca di consolarla dicendole che il suo amore ritornerà dalla battaglia come un eroe, ma lei si dispera perchè ha avuto in sogno un presagio di morte e ha visto il suo Ronald ricoperto di sangue, e si arriva alla VI strofa su cui in rete si è detto di tutto e di più.
A mio avviso il significato è questo: lei ha preso la decisione di lasciarsi morire per poter accogliere il suo amante quando anche lui arriverà in Cielo percorrendo la strada maestra (la strada degli eroi). Ma si sa che i testi delle ballate sono un taglia e cuci e ogni cantore ricama sulla storia come meglio crede!

ASCOLTA Matt Mcginn in “Little Ticks of Time” 1969

VERSIONE DI “DONALD MCDONNELL”

I
Whither away my   bonnie, bonnie May
Sae late an’ sae far in the gloamin’
The mist gathers grey o’er moorland and brae
O whither alane art thou roamin’?
II
I trysted my ain love last night in the broom
My Ranald wha’ loves me sae dearly
For the morrow he marches for Edinburgh toon
Tae fecht for the King and Prince Charlie(1)
III
Yet, why weep you sae, my bonnie, bonnie May
Your true love from battle returning
His darling will claim at the height o’ his fame
And change into gladness her mourning
IV
O well may I weep for yestreen in my sleep
we stood bride and bridegroom together
But his lops and his breath were as chilly as the death
And his heart’s bluid was red on the heather
V
Oh, dauntless in battle as tender in love
He’d yield ne’er a foot toe the foeman
and never again frae the field o’ the slain
Tae Moira he’ll come and Loch Lomond
VI
He’ll tak’ the high road and I’ll tak’ the low
And I’ll be in Heaven afore him
For my bed is prepared in yon mossy graveyard
‘Mang the hazels o’ green Inverarnan(2)
VII
The thistle shall bloom, the King hae his ain
And fond lovers meet in the gloamin’
But I and my true love shall never meet again
By the bonnie, bonnie banks of Loch Lomond

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Dove vai mio mia bella May
così tardi e così lontano nel crepuscolo
la nebbia si addensa grigia sulla brughiera e sulla colline
Oh dove vai tu in giro tutta sola?
II
Mi fidai del mio unico amore, l’altra notte nel bosco, il mio Ranald che mi ama teneramente
perche’ la mattina marcerà per la città di Edimburgo per combattere per il re e principe Carlo
III
Perchè piangi così, mia bella May
il tuo amore dalla battaglia ritornerà
i suoi cari lo acclameranno nell’alto della sua fama
e muteranno in allegria i loro lamenti
IV
Posso piangere per ieri sera nel mio sonno
noi fummo insieme come marito e moglie
ma le sue braccia e il suo fiato erano freddi come la morte
ed il sangue del suo cuore scorreva rosso sull’edera.
V
Tanto temerario in battaglia come tenero in amore
affrontava il nemico faccia a faccia
ma mai più dal campo di battaglia
tornerà dalla sua Moira presso Loch Lomond.
VI
Lui prenderà la via maestra ed io quella comune, io sarò in paradiso per prima
perchè il mio letto è pronto in quella tomba coperta di muschio, tra i noccioli del verde Inverarnan.
VII
L’erica potrà fiorire ed il re avere ciò che si merita, e gli amanti appassionati si ritroveranno al tramonto
ma io ed il mio amore non ci incontreremo mai più sulle belle rive di Loch Lomond

NOTE
1) per la vicenda storica in continua
2) Inverarnan è il paese dove vive Moira sulle rive del fiume Falloch che si immette nel lago

SECONDA VERSIONE

Questa è la versione più diffusa e conosciuta della ballata scritta da Lady John Scott ovvero Alicia Scott Spottiswoode (1810-1900) che la raccolse nelle strade di Edimburgo o.

La mia versione preferita è quella delle “Irish Roses”

e se proprio volete farvi un overdose di zucchero ASCOLTA Chanticleer

VERSIONE DI LADY JOHN SCOTT
Pubblicata nel 1841 in Vocal Melodies of Scotland

I
By yon bonnie banks
and by yon bonnie braes(1),
Where the sun shines bright
on Loch Lomond
Where me and my true love
were ever wont to gae(2),
On the bonnie bonnie banks of Loch Lomond.

CHORUS
Oh! Ye’ll take the high road,
and I’ll take the low road,
And I’ll be in Scotland afore ye,
for me and my true love
will never meet again,
On the bonnie, bonnie banks of Loch Lomond.
II
‘Twas then that we parted,
In yon shady glen,
On the steep, steep side of Ben Lomond,
Where, in purple hue,
The highland hills we view,
And the moon coming out in the gloaming.
III
The wee birdies sing,
And the wild flowers spring,
And in sunshine the waters are sleeping.
the broken heart it kens(3),
Nae second spring again,
Though the waeful may cease
frae their greeting(4)

TRADUZIONE ITALIANO

I
Su quelle belle rive e sui declivi
dove il sole brilla
sul lago Lomond
dove io e il mio innamorato
eravamo abituati sempre
ad andare, sulle belle rive del Lago Lomond
RITORNELLO
Tu prenderai la via maestra
ed io quella in basso
e io arriverò in Scozia prima di te
ma il mio amore ed io
non ci incontreremo mai più
sulle belle rive del Lago Lomond
II
E’ stato allora che ci siamo separati
lì in una valle ombreggiata
sugli scoscesi versanti di Ben Lomond
dove vediamo imporporarsi
le montagne delle Highland
e la luna spuntare nel crepuscolo
III
Gli uccellini cantano
e i fiori selvatici nascono
e nel sole le acque sonnecchiano
ma si sa che il cuore spezzato
non fiorirà di nuovo
anche se il dolore può cessare
dalle sue lacrime(4)

NOTE
1) braes: hills
2) gae: go
3) kens: knows
4) la frase è un po’ oscura si potrebbe tradurre anche come “e per questo l’afflitto non risponderà al suo saluto”

TERZA VERSIONE

Il poeta scozzese e folklorista Andrew Lang  nel 1876 ha scritto la sua versione della storia che è rimasta però in forma di poesia

Andrew Lang (1844-1912)

There’s an ending o’ the dance, and fair Morag(1)’s safe in France,
And the Clans they hae paid the lawing,
And the wuddy has her ain, and we twa are left alane,
Free o’ Carlisle gaol in the dawing.

So ye’ll tak the high road, and I’ll tak the laigh road,
An’ I’ll be in Scotland before ye:
But me and my true love will never meet again,
By the bonnie, bonnie banks o’ Loch Lomond.

For my love’s heart brake in twa, when she kenned the Cause’s fa’,
And she sleeps where there’s never nane shall waken,
Where the glen lies a’ in wrack, wi’ the houses toom and black,
And her father’s ha’s forsaken.

While there’s heather on the hill shall my vengeance ne’er be still,
While a bush hides the glint o’ a gun, lad;
Wi’ the men o’ Sergeant Môr(2) shall I work to pay the score,
Till I wither on the wuddy in the sun, lad!

TRADUZIONE ITALIANO

C’è un finale della danza e il coraggioso Carlo è al sicuro in Francia,
e i Clan hanno pagato alla resa dei conti ,
e la corda del boia ha il suo proprio, e noi due siamo rimasti soli,
libertà o il carcere di Carlise all’alba

Così tu prenderai la via maestra, e io quella comune,
e sarò in Scozia prima di te:
ma il mio amore ed io
non ci incontreremo mai più
sulle belle rive del Lago Lomond

Ma il cuore del mio amore si è spezzato in due, quando lei capì che la Causa era perduta,
e lei dorme dove nessuno la potrà mai svegliare,
dove la valle si trova tutta in rovina, con le case vuote e nere,
e la casa paterna abbandonata.

Finchè c’è l’erica sulla collina la mia vendetta non avrà mai fine,
mentre il cespuglio nasconde lo scintillio di una pistola, ragazzo;
con gli uomini del Sergente Môr combatterò per segnare il punto,
fino a quando io avvizzirò al sole dalla corda del boia, ragazzo!

NOTE
1) morag in gaelico significa “il grande” riferendosi al Bonnie Prince
2) John Du Cameron sostenitore del Principe Carlo continuò a combattere contro gli inglesi fino a che fu impiccato nel 1753

FONTI
http://www.bletherskite.net/2013/05/24/the-sonny-sonny-banks-of-loch-lomond/
http://mysongbook.de/msb/songs/l/lolomond.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9274
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2785
http://www.janson.com/rights/2009/06/26/legend-of-loch-lomond/
https://tspace.library.utoronto.ca/html/1807/4350/poem2530.html

continua: RED IS THE ROSE

E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, FLORA MACDONALD’S FANCY

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino..

IL PRINCIPE E LA BALLERINA

Il principe era riuscito ad arrivare nell’isola di Banbecula delle Ebridi Esterne, ma la sorveglianza era strettissima e non aveva modo di fuggire. Ed ecco che entra in scena la fanciulla, Flora MacDonald..
I MacDonald per quanto leali al re e di confessione presbiteriana, erano simpatizzanti della causa giacobita e così Flora che viveva a Milton (isola South Uist) nella casa paterna, ma si trovava in visita dalla sua amica, nonché moglie del capoclan Lady Margareth di Clanranald, venne presentata a Charles Stuart.

In un’altra versione della storia il principe si trovava nascosto presso il Loch Boisdale sull’Isola di South Uist, sperando di incontrare Alexander MacDonald, che però era stato arrestato da poco. Avvisato che una pattuglia avrebbe ispezionato la zona, Charles fuggì con due fedelissimi per nascondersi in una piccola fattoria vicino a Ormaclette dove era stato concordato l’incontro con Flora MacDonald. Il momento venne immortalato in molti dipinti come questo di Alexander Johnston

Flora MacDonald's Introduction to Bonnie Prince Charlie di Alexander Johnston (1815-1891)
Flora MacDonald’s Introduction to Bonnie Prince Charlie di Alexander Johnston (1815-1891)

Nella versione anedottica della storia, Flora escogitò un trucco per portare via dall’isola Charlie: con il pretesto di andare a trovare la madre (che viveva ad Armadale dopo essersi risposata), ottenne per sè e per i due suoi domestici il salvacondotto; sotto il nome e gli abiti della cameriera irlandese Betty Burke però si celava il Bonny Prince!

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno…

FLORA MACDONALD’S FANCY

E’ il nome data ad una danza delle Highland in suo onore, coreografata sui passi con i quali (presumibilmente) Flora si esibì davanti al Principe. E’ una danza molto aggraziata e leggiadra, immancabile nel programma delle esibizioni: è se vogliamo una danza di corteggiamento, in cui la ragazza mostra tutta la sua abilità mantenendo sempre portamento fiero e compostezza.
Si esegue con l’abito Aboyne ovvero il vestito prescritto per le danzatrici nei balli nazionali scozzesi, come disciplinato dalla commissione di danza nell’Aboyne Highland Gathering del 1970 (con gonna a pieghe effetto bambola in tartan o bianca molto più vaporosa del kilt).
La melodia è una strathspey, che è un reel più lenta tipica della Scozia spesso associata alle commemorazioni e ai funerali.

FLORA MACDONALD’S REEL

Alla bella Flora vennero dedicati molti omaggi tra i quali  un brano strumentale. La melodia compare con molti titoli, la prima versione stampata si trova in Robert Bremer Collection of Scots Reels or Country Dances, 1757 e anche in Repository Complete of the Dance Music of Scotland di Niel Gow (Vol I). Il reel è in due parti

ASCOLTA Tonynara in “Sham Rock” – 1994

ASCOLTA The Virginia Company

A questo punti molti si chiederanno ” Ma la canzone della barca, la Skye boat song, dovè finita?”
Ma quella è un’altra storia (qui)

FONTI
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755
http://thesession.org/tunes/2629

MO GHILE MEAR

Testo di Seán Clárach MacDomhnaill ovvero John Clare McDowell (1691-1754): Poeta e cantore settecentesco irlandese di lingua gaelica
Musica: motivo tradizionale irlandese

He was surnamed "Clarach" from the place of his birth near Charleville in Co. Cork. He was a "rank" Jacobite, and on more occasions than one he saved his life by hasty retreat from his enemies, the Bard-hunters. He moreover inherited all the hatred of his race for the "Saxon Churls" who had so basely murdered at Knockanas, near Mallon in 1648 the brave Irish General, Alister Mac Colquitto of his name and race. He was the author of many Jacobite pieces and had hoped had he lived to translate Homer into his native Gaelic, but he died in 1754 aged 63 years.
(Source:Comunn Chlann Domhnaill Dun Eideann -The Clan Donald Society of Edinburgh)
With Sean O Tuama and Andrias Mac Craith, he made up the group called the "Maigue Poets"

My Darling Gallant (Mo Ghile Mear) è un Aisling song ossia un canto in cui il poeta fa un sogno o ha una visione di una bella fanciulla o di una dea che porta un messaggio di speranza, perchè presto l’Irlanda sarà libera dal dominio inglese. Ma qui la donna è invece una vedova bianca con il marito in esilio, niente meno che il principe Carlo Edward Stuart (Roma 1720-88), noto come Bonnie Prince Charles.

Charlie-Flora-William Joy
Flora MacDonald e Bonnie Prince Charlie – George William Joy

La “vedova in stracci” è l’Irlanda stessa, sposa felice un tempo, ma adesso il suo amore è lontano, in un esilio che sarà definitivo, la poesia è stata scritta infatti dopo la battaglia di Culloden (1746).
Nel tempo il canto è diventato il lamento di una donna per il suo innamorato lontano in guerra ed è tradizionalmente cantato nei pubs al momento della chiusura, quando il gestore tenta di chiudere e gli avventori, per bersi un ultimo bicchiere, la cantano con un misto di tristezza e malinconia e così facendo brindano alla salute di chi è lontano!

ASCOLTA Mary Black (bello anche il montaggio delle immagini)

ORIGINALE GAELICO IRLANDESE
Seal da rabhas im’ mhaighdean shéimh,
‘S anois im’ bhaintreach chaite thréith,
Mo chéile ag treabhadh na dtonn go tréan
De bharr na gcnoc is i n-imigcéin.

‘Sé mo laoch, mo Ghile Mear,
‘Sé mo Chaesar, Ghile Mear,
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó chuaigh i gcéin mo Ghile Mear.

Bímse buan ar buaidhirt gach ló,
Ag caoi go cruaidh ‘s ag tuar na ndeór
Mar scaoileadh uaim an buachaill beó ‘S ná ríomhtar tuairisc uaidh, mo bhrón.

Ní labhrann cuach go suairc ar nóin
Is níl guth gadhair i gcoillte cnó, Ná maidin shamhraidh i gcleanntaibh ceoigh
Ó d’imthigh uaim an buachaill beó.

Marcach uasal uaibhreach óg,
Gas gan gruaim is suairce snódh,
Glac is luaimneach, luath i ngleo Ag teascadh an tslua ‘s ag tuargain treon.

Seinntear stair ar chlairsigh cheoil
‘s líontair táinte cárt ar bord
Le hinntinn ard gan chaim, gan cheó
Chun saoghal is sláinte d’ fhagháil dom leómhan.

Ghile mear ‘sa seal faoi chumha,
‘s Eire go léir faoi chlócaibh dubha;
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó luaidh i gcéin mo Ghile Mear.

TRADUZIONE IN INGLESE di J.Mark Sugars 1997
Once I was fair as a morn of May,
Now all I do is grieve and pray,
And scan the surging ocean waves
Since my gallant laddie went away.

‘Sé mo laoch, mo Ghile Mear,
‘Sé mo Chaesar, Ghile Mear,
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó chuaigh in gcéin mo Ghile Mear.

Pain and sorrow are all I know,
My heart is sore, my tears a’ flow
Since o’er the seas we saw him go
No news has come to ease our woe.

In chestnut trees no birdsong sounds,
The glens no more echo with coursing hounds,
Winter’s gloom lasts all year ‘round,
Since my laddie left for to seek his crown.

A proud and youthful chevalier,
A highland lion of cheerful mien,
A slashing blade, a flashing shield,
Fighting foremost in the field.

Come, drain your cups as wild harps play
Let every Celt praise his noble name
As long as blood flows in your veins
Raise a toast for his health, wish him length of days.

Hero whose hopes have turned to smoke,
Erin all wrapped in mourning cloak,
I watch and wait, I dread my fate,
Since my gallant laddie went away.

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
Un tempo ero una dolce fanciulla
ora sono una vedova in stracci
il mio sposo valica le onde del mare
e cammina sulle colline dell’esilio

RIT
Lui è il mio eroe, il mio affascinante amore,
lui è il mio Cesare, il mio amore,
non ho trovato né pace nè fortuna
da quando il mio amore è partito

Ogni giorno sono sempre depressa
e verso amaramente copiose lacrime
perchè il mio amore pieno di vita se n’è andato
e ahimè nessuna sua notizia ricevo

Il cuculo non canta allegramente a mezzogiorno
e non si sente l’abbaiare dei levrieri nei boschi di nocciolo
non esiste più l’estate nelle valli nebbiose
da quando se n’è andato, il mio amore pieno di vita

Nobile, orgoglioso, giovane cavaliere
guerriero senza tristezza, dal viso piacente.
dal pugno pronto, rapido nella lotta
che sconfigge il nemico e colpisce il forte.

Che si intonino arie su arpe armoniose
e che si riempiano molti bicchieri
con animo sollevato senza colpa o tristezza
brindiamo alla vita e alla salute del mio leone

Sfolgorante amore ora attraversiamo un periodo di dolore
e tutta l’Irlanda si ricompre di un manto nero
non trovo pace nè fortuna
da quando il mio amore è partito

ASCOLTA Sting & the Chieftains

VERSIONE INGLESE
‘Se/ mo laoch, mo Ghile Mear
‘Se/ mo Chaesar Ghile Mear
Suan na/ se/an ni/ bhfuaireas fe/in
O/ chuaigh i gce/in mo Ghile Mear

Grief and pain  are all I know
My heart is sore
My tears a’flow
We saw him go.
No word we know of him, och on

A proud and gallant chevalier
A high man’s scion of gentle mean
A fiery blade engaged to reap
He’d break the bravest in the field

Come sing his praise as sweet harps play
And proudly toast his noble fame
With spirit and with mind aflame
So wish him strength and length of day

TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Lui è il mio eroe, la mia sola luce,
lui è il mio Cesare, la mia sola luce,
non ho trovato riposo né sonno da quando è andato lontano, la mia sola luce.

Pena e dolore tutti li conosco.
Il mio cuore piange
lacrime come un fiume in piena.
Lo abbiamo visto partire
e non riceviamo sue notizie.

Un cavaliere orgoglioso e gentile,
uno di nobile nascita e di viva intelligenza,
una lama fiera impegnata a combattere,
egli ha ucciso il più coraggioso in battaglia.

Canteremo il suo elogio con dolci arpe,
e brinderemo fieri alla sua nobile fama
con animo e mente ardenti,
per augurargli una lunga e prospera vita.

VERSIONE DEI MODENA CITY RAMBLERS

In un giorno di pioggia 1994 “Dichiarazione d’amore per l’Irlanda, nostra “patria dell’anima”. E’ anche un canto d’emigrazione: da buoni Irlandesi (benchè adottivi) hanno sentito il bisogno, con questa song, di lasciare l’isola di smeraldo. Portano a casa però il ricordo della musica, della luminosità del cielo (utile per perforare le micidiali nebbie padane) e della Guinness.”

ASCOLTA

Is è mo laoch, mo ghile mear
Is è mo shaesar ghile mear
Nì fhuaras fèin aon tsuan ar seàn
o chuaigh ì gcèin mo ghile mear

Addio, addio e un bicchiere levato
al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo
alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.

Un sorso di birra per le verdi brughiere
e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate,
ai folletti che corrono sulle tue strade.

Hai i fianchi robusti di una vecchia signora
e i modi un po’ rudi della gente di mare,
ti trascini tra fango, sudore e risate
e la puzza di alcool nelle notti d’estate.

Un vecchio compagno ti segue paziente,
il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d’inverno,
ti riporta le voci degli amanti di ieri.

E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra,
hai il passo pesante di un vecchio ubriacone,
ti chiudi a sognare nelle notti d’inverno
e ti copri di rosso e fiorisci d’estate.

I tuoi esuli parlano lingue straniere,
si addormentano soli sognando i tuoi cieli,
si ritrovano persi in paesi lontani
a cantare una terra di profughi e santi.

E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini,
balleremo leggeri sull’aria di un reel

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/moghile.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3235&lang=it
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/MoGhileMear.html