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Terre Celtiche Blog

La Lüna E ‘L Sul, le dodici parole della verità

La Lüna E ‘L Sul è un canto piemontese del genere cumulativo tratto dal canto latino “Dic mihi quid est unus? Unus est Deus qui regnat in coeli” (1602), un elenco creato per far conoscere e memorizzare importanti eventi della storia del Cristianesimo, come surrogato di “Biblia Pauperum”. L’origine è presumibilmente ancora più remota, una filastrocca druidica sulle “parole della verità” ovvero un canto pagano sull’origine del mondo a sua volta confutato dai cristiani nell’Alto Medioevo utilizzando la nuova simbologia. Ma siccome anche nella tradizione ebraica e musulmana ritroviamo un canto analogo, alcuni studiosi (vedasi Paolo Martino, “Le Dodici Parole della Verità. Nel MS. VAT. GR. 1.538. Una Filastrocca Numerica di origine ebraica”) propendono per un origine mediorientale piuttosto che celtica della filastrocca così come ripresa nel sud italiano. Sotto forma di filastrocca per bambini il canto italiano prende il titolo “Bambino nella culla“.

Ehad mi yodea”? (Uno, chi lo sa?)

Durante la celebrazione della pasqua ebraica, il padre chiede ai figli:- Uno, chi lo sa?
E i bambini rispondono- Uno, io lo so: uno è Dio in cielo e in terra; il dialogo rituale continua con la sequenza dei numeri fino al 13: – Due, le Tavole della legge- Tre i Patriarchi- Quattro le Madri di Israele- Cinque i libri della Toràh- Sei gli ordini della Mishnàh- Sette i giorni della settimana- Otto i giorni per la circoncisione- Nove i mesi per la nascita- Dieci i Comandamenti- Undici le stelle del sogno di Giuseppe- Dodici le tribù di Israele- Tredici le qualità di Dio.

Le dodici (o tredici) parole della verità

Come sia il canto è variamente diffuso nella vecchia Europa, talvolta come racconto o preghiera-scongiuro; in Italia è un canto natalizio al Nord e di scongiuro al Sud (in particolare in Calabria). Più in generale il tema rientra nella tipologia “gli indovinelli ben risposti” e si presenta anche sotto forma di dialogo tra il demonio e un santo (S. Nicola, S. Biagio o S. Martino) – si veda ad esempio ballata scozzese The Fause Knight Upon the Road  o la letteratura agiografica italo-greca sugli scongiuri- esorcismi o “incantesimi” ritenuti utili per scacciare il malocchio e gli spiriti immondi che affliggono persone, animali e cose. Sono le dodici parole della verità che scacciano i demoni (e in Sardegna le tempeste).

In Bretagna la versione prende il titolo Le jeu des cartes servant de livre de messe ed è un giocatore di carte a sciorinare l’elenco delle “Parole della Verità” con l’ausilio del mazzo di carte. Il racconto venne raccolto da F. M. Luzel nel 1847 da un mendicante cieco, di nome Garandel, presso il Mercato Vecchio a Cótes-du-Nord. (vedasi Canti cristiani di Leggenda di Flavio Poltronieri)

La Lüna E ‘L Sul

Data l’ampia diffusione del testo esistono molte varianti, qui si riporta la versione piemontese raccolta da Amerigo Vigliermo a Villate nel 1972, una frazione del Comune di Mercenasco in provincia di Torino, dalla voce di Caterina Rassa. Era ancora usata dalle mamme del secolo scorso come canto della ninna nanna.


Barabàn in La santa notte dell’oriente 1996
La Luna e il Sole
la copertina dell’album “La luna e ‘l sul” di Cantovivo (1983): nella prima traccia accennano appena al tema della filastrocca con la frase “düi, la lüna e ’l sul” seguito dallo strumentale medievale Ductia
Nuovo Canzoniere Italiano
Il Nuovo Canzoniere Italiano – Ci Ragiono E Canto è uno spettacolo di canti popolari portato sulle scene da Dario Fo nel 1966. Tra gli interpreti Giovanna Marini, Giovanna Daffini, Caterina Bueno, Rosa Balistreri, Piero Nissim, il Gruppo Padano di Piadena, il Coro del Galletto di Gallura, Maria Teresa Bulciolu, Ivan Della Mea, Enzo Del Re, Ciccio Busacca.

E ün, al prim ch’al è gnü an cust mund (1)
al è nos car Signor.

E düi, la lüna e ’l sul,
al prim ch’al è gnü an cust mund al è nos car Signor.
E trè, i trè Re Magi,
la lüna e ’l sul..
E quat, i quattro evangelisti…
E sinch, le cinque piaghe (2)…
E ses, i ses gaj ch’a cantu ’n Galilea (3)…
E sèt, i sèt Sacramenti (4)…
E ot, j’ot Beati (5)…
E nov, nov Cori angelici (6) …
E des, des Comandamenti … (7)

E uno, il primo che è venuto in questo mondo
è il nostro caro Signore.

E due, la luna e il sole, il primo che è venuto in questo mondo è il nostro caro Signore.
E tre, i Re Magi,
la luna e il sole, i
E quattro, i quattro Evangelisti….
E cinque, le cinque piaghe…
E sei, sei galli che cantano in Galilea…
E sette, i sette Sacramenti…
E otto, gli otto Beati…
E nove, nove Cori Angelici…
E dieci, Dieci Comandamenti…

NOTE
Dalla pietà popolare si sono enumerati vari motivi: le piaghe di Cristo, le anime dei giusti, le ostie consacrate, ma anche motivi di fantasia o misteri della fede come le sei messe, le sette torce o candele accese.
1) el prim c’ha l’è stait an’s  mund, Barabàn dicono “il primo che ha creato il mondo”
2) sinc piaghe del (nos) Signor
3) Barabàn dicono  “gall in galleria”
4) Barabàn dicono “sette dolori della Madonna””
5) otto porte di Roma
6) nove corpi santi, (in alcune versioni otto sono i corpi santi e nove le porte di Roma)
7) in molte versioni la filastrocca arriva fino a 12: così continua Undici, undici Stelle del sogno
Dodici, dodici Apostoli (vedasi la versione raccolta da Leone Sinigaglia con il titolo “Le dodici parole della Verità”)

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Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

3 Risposte a “La Lüna E ‘L Sul, le dodici parole della verità”

  1. Molto bello l’articolo e interessantissimi i link. In Italia forse la più conosciuta canzone enumerativa “moderna” è la versione fatta da Branduardi ne “La Fiera dell’Est” dal titolo “la serie dei numeri”, il cui testo è ripreso dal Barzaz Breiz, un libro di 690 pagine contenente canti popolari della Bretagna raccolti e pubblicati nel 1867 dal visconte Hersart de la Villemarqué e dal quale Branduardi e Stivell hanno tratto molta ispirazione…Il pezzo ha come titolo “les sèries ou le druide et l’enfant” ed è il primo della raccolta, che contiene una lunghissima introduzione sulle caratteristiche della musica bretone.

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