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GALLOWA HILLS

Le colline di Galloway si trovano nel cuore del Galloway Forest park al centro della contea di Dumfries e Galloway nella parte meridionale della Scozia, come dice la pubblicità ” Un incantevole paesaggio di limpidi laghetti, foreste che nascondono piccole cascate e brulle cime arrotondate formano il Galloway Forest Park, il più grande parco forestale della Gran Bretagna.” (qui)

galloway hills

Gallowa Hills è una canzone tradizionale scozzese che trova le sue origine in una canzone scritta da William Nicholson (1782–1849) dal titolo “The Braes of Galloway” (qui) sulla melodia “White Cockade
Norman Buchan’s note in 101 Scottish Songs says:”This fine song for which we are indebted to Jeannie Robertson, is evidently based on ‘The Braes of Galloway’ by William Nicholson, the wandering minstrel of Galloway, who lived and roamed and sang from 1783 to1849…
“The Braes of Galloway”, as found in Nicholson’s Poetical Works, was sung to “The White Cockade”, a Jacobite song. Buchan says Hamish Henderson suggested that “The Braes of Galloway” might itself be based on an earlier Jacobite song. Henderson based this opinion partly on the tune, and partly on the theme of departure throughout the song (tratto da qui)

Chi canta (probabilmente un highlander) chiede alla sua donna di seguirlo nell’esilio verso le Lowlands di Scozia

La melodia di Gallowa Hills però non è quella di “White Cockade” bensì riprende il “Campbell’s Farewell to Redcastle” ovvero il reel “Campbell’s Farewell to Red Gap“. Redcastle oggi è un rudere per chi volesse fare una gita nei dintorni ecco l’itinerario (qui)
La melodia viene suonata dalle bande di cornamuse nel Set detto Galloway Hills come primo tune.

ASCOLTA Tannahill Weavers – in “The Mermaid’s Song” 1993: Welcome Royal Cherlie/Campbell’s Farewell to Redcastle la melodia è stata adattata alla canzone Welcome Royal Cherlie (intro e seconda parte solo strumentale)

ASCOLTA North Sea Gas


I
For I’ll tak’ my plaidie(1), contentit tae be,
A wee bit kiltit abuin(2) my knee,
An’ I’ll gie my pipes anither blaw
An’ I’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.
CHORUS
Oh the Gallowa’ Hills are covered wi’ broom,
Wi’ heather bells an’ bonny doon(3);
Wi’ heather bells an’ riveries a’,
An’ I’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.
II
“Bonnie lassie, will ye come wi’ me
Tae share your lot(4) in a strange country,
Tae share your lot when doon fa’s a’(5),
An’ we’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.”
III
“I will sell my rock, I’ll sell my reel,
I’ll sell my Grannie’s spinnin’ wheel(6),
I will sell them a’ when doon fa’s a’,
An’ we’ll gang oot o’er the hills tae Gallowa’.”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Sarò contento di prendere il mio plaid(1)
che mi nasconde appena il ginocchio
e suonerò di nuovo nella mia cornamusa
e andrò sulle colline di Galloway
CORO
Oh le colline di Galloway sono ricoperte di ginestra
di campanelle d’erica e il bel Doon(3)
di campanelle d’erica e rivi
e andrò sulle colline di Galloway
II
“Bella fanciulla vuoi venire con me
a condividere la sorte in un paese straniero
a condividere la sorte quando tutto va in malora(5)
e andremo sulle colline di Galloway”
III
“Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò il telaio [filatoio a ruota](6) della nonna
li venderò tutti quando tutto va in malora
e andremo sulle colline di Galloway”

NOTE
1) Il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” continua
2) Kilted above: tucked up
3) un’altra bella canzone è ambientata sulle rive del fiume Doon (Ayrshire) Ye banks and braes Il Loch Doon riceve le sue acque dal Loch Enoch e ha come emissario il fiume Doon
4) to cast your lot .
5) doon fa’s a’=down falls all, letteralmente “giù cade tutto” downfall=  a sudden loss of power, happiness, success, something that causes failure ”
6) La frase è ricorrente nelle ballate vedasi ad esempio Siuil a ruin; spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello) (vedi dettaglio)

FONTI
http://sangstories.webs.com/gallawahills.htm
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/thegallowahills.html
http:[email protected]?SongID=2166
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=120829
https://thesession.org/tunes/2303
http://www.partecipiamo.it/cultura/franceschi/colline_di_galloway.htm
http://www.ilblogsonoio.com/e-il-galloway-forest-park-il-primo-sito-in-europa-ad-aggiudicarsi-il-titolo-di-dark-sky-park-assegnato-alle-zone-piu-adatte-per-losservazione-del-cosmo/
http://www.walkhighlands.co.uk/Forum/viewtopic.php?f=9&t=28266
http://www.buildingsatrisk.org.uk/details/891553
http://www.ayrshirescotland.com/loch-doon.html

THE SPINNING WHEEL SONG

“The Spinning Wheel” o anche “The Spinning Wheel song” (in taliano “La canzone del filatorio”) è una poesia scritta da John Francis Waller (1809-1894) e pubblicata sul “The Dublin University Magazine (mese di agosto anno 1853), nell’articolo “Midsummer Melodies” firmato con lo pseudonimo di Jonathan Freke Slingsby (vedi).

grimshaw_john_atkinson_lovers_in_a_wood_by_moonlight_1873Nell’articolo Waller ci racconta di essersi ispirato a dei “rustici ricordi” di una tipica sera d’estate con la luna piena, in cui una bella ragazza cerca di sottrarsi alla sorveglianza dell’anziana e cieca nonna (che ahimè per lei ci sente ancora bene!) per incontrarsi con l’innamorato.
La fanciulla è al filatoio accanto alla finestra, distratta dalla grande luna piena, che incombe sulla notte, e si accompagna con un canto mentre lavora.
E la canzone che compone è ispirata proprio a quelle dolci melodie che le fanciulle cantano per passare il tempo mentre filano e che Waller chiama “The Little House under the Hill“.

spinning_wheel_vintage_illustrations_poster-r2a63a76127f84e5ba4f5550fe36e204a_khu_8byvr_324Oltre che la luna a distrarla dal suo lavoro è il fidanzato che la chiama dalla finestra per uscire a passeggiar insieme, e la ragazza attende che la nonna, cullata dal suono della cantilena e dal rumore altrettanto cadenzato del filatoio si addormenti.
In effetti la melodia è da considerarsi una ninna-nanna anche se più “elaborata” rispetto alla semplicità più propria del genere, ma il poeta cerca ugualmente di rendere omaggio al genere, con l’uso di una struttura ripetitiva, delle assonanze e allitterazioni, come pure l’uso dei verbi al gerundio e delle espressioni e dei termini dialettali..
Le donne al lavoro in casa dovevano anche badare ai figli piccoli e non c’era niente di meglio di una ninna-nanna per farli calmare e addormentare!

FILARE CON IL FILATOIO

328px-William-adolphe_bouguereau_the_spinnerL’arte della tessitura è un arte femminile, in cui si mescolano sapienza e magia, e tutto ha inizio con un fuso, un semplice bastoncino di legno sagomato opportunamente e manovrato con un movimento ritmico e costante in modo che la lana grezza si trasformi in filo . La conocchia (o rocca) e il fuso sono gli antenati del filatoio a ruota, tuttora utilizzati dalle donne del Sud-Italia (ovvero ancora nel XX secolo).

Nel quadro di William-Adolphe Bouguereau, La filatrice la ragazza tiene al braccio sinistro la conocchia, sulla quale è messa la lana precedentemente cardata, e con la mano destra aziona il fuso imprimendo un movimento rotatorio (tipo yo-yo), è la fusaiola (una rotula, in inglese flier) per lo più in terracotta che mantiene la rotazione del fuso, in modelli ancora più semplici il fuso è composto in un unico pezzo di legno svasato al centro come se fosse una trottola detto lucignolo (per la verità ogni regione d’Italia li chiama con dei nomi tipici, quelli a cui mi riferisco sono del Veneto regione da cui proviene la mia famiglia da parte di madre).

Lo spinning wheel è un filatoio ad alette (o mulinello, filarino), caratterizzato dalla presenza di una ruota azionata con pelali che avvolge il filo attorno al rocchetto, ovvero è la ruota che fa girare l’aspo (detto comunemente reel in inglese) -che imprime nello stesso tempo una torsione al filo – e contemporaneamente la spoletta (la bobbin in figura) attorno alla quale si avvolge il filo

 

SpinningwheelArcolai a ruota esistevano già nel Medioevo azionati a mano e largamente diffusi in Inghilterra nel XV secolo (detti Jersey wheel). La più antica documentazione di filatura col fuso ad alette (mulinello) è del 1480, ma è stato Leonardo Da Vinci a perfezionare il meccanismo con l’invenzione delle alette e dei guidafili, punto di partenza delle moderne macchine per filare (principi introdotti in Inghilterra solo nel 1794)
Per torcere insieme più fili ottenuti dal filatoio e avvolti intorno alla spoletta, si passavano al torcitoio (detto anche aspo da torcitoio) che produceva le matasse.
Il filatoio è detto comunemente arcolaio però in modo improprio, infatti l’arcolaio è una sorta di dipanatore di matasse per trasformarle in gomitolo: il primo arcolaio erano i polsi delle mani e generalmente era un bambino che teneva tesa tra le braccia la matassa mentre la madre avvolgeva il gomitolo.

Sempre nel suo articolo John Francis Waller spiega come la canzone deve essere suonata e interpretata: dice di immaginare di stare suonando con il filatoio a pedale o mulinello  ossia di tenere il tempo in modo cadenzato e rilassato, a imitare i movimenti ripetitivi e automatici della filatrice intenta al lavoro.
by-maes-old-woman-asleepDice di suonare in modo tranquillo ma non monotono e che l’ultimo ritornello deve essere rallentato e con un tono indispettito, come se chi racconta la storia, disapprovasse quello che succederà tra poco; inoltre di fare una pausa per sottolineare come l’ultimo impulso dato dal piede della ragazza prima di abbandonare il filatoio sia appena sufficiente ad un giro di ruota.

Nello schema metrico della testo Waller compone una strofa di otto versi seguita da un “ritornello” che viene modificato nella III strofa finale a sottolineare il diverso movimento della ruota del filatoio.
La canzone raccolse un discreto successo e venne pubblicata in altre collezioni ottocentesche di canzoni popolari irlandesi. Resa conosciuta nel bel mondo e al grande pubblico londinese da Delia Murphy (1902-1971) negli anni 30; oggi è però interpretata più come una ballata a tempo di valzer che una ninna-nanna di solito con l’accompagnamento dell’arpa celtica: la lunghezza delle strofe iniziali è stata accorciata della metà (ovvero la prima strofa del testo di Waller è suddivisa in 2 strofe e così via) e le strofe sono sempre intercalate dal ritornello; peraltro la storia è stata condensata nella sua essenzialità per assumere un andamento più consono alle ballate di tradizione popolare.

E’ difficile trovare una versione per l’ascolto che non sia troppo datata e “zuccherosa” ma alla fine ecco:

ASCOLTA Foster & Allen (strofe I, III, II, III, V, III, VIII)

ASCOLTA Cathy Harrop (strofe I, III, II, III, V, VIII) suonata con un arpeggio cadenzato quasi come un carillon, che verso la fine perde la carica e rallenta

I
Mellow(1) the moonlight to shine is beginning
Close by the window young Eileen is spinning
Bent o’er the fire her blind grandmother sitting
Is crooning and moaning and drowsily knitting.
II
“Eileen, a chara(2), I hear someone tapping”
“‘Tis the ivy dear mother against the glass flapping”
“Eily, I surely hear somebody sighing”
“‘Tis the sound mother dear of the autumn winds dying.”
III (Chorus)
Merrily, cheerily, noiselessly whirring
Swings the wheel, spins the wheel while the foot’s stirring
Spritely and lightly and merrily ringing
Trills the sweet voice of the young maiden singing.
IV
“What’s the noise that I hear at the window I wonder”
“‘Tis the little birds chirping, the holly-bush under”
“What makes you be shoving and moving your stool on
And singing all wrong the old song of The Coolun ?”
V
There’s a form at the casement, the form of her true love
And he whispers with face bent, “I’m waiting for you, love
Get up on the stool, through the lattice step lightly
And we’ll rove in the grove while the moon’s shining brightly.”
VI
The maid shakes her head, on her lips lays her fingers
Steps up from the stool, longs to go and yet lingers
A frightened glance turns to her drowsy grandmother
Puts one foot on the stool, spins the wheel with the other.
VII
Lazily, easily, swings now the wheel round
Slowly and lowly is heard now the reel’s sound
Noiseless and light to the lattice above her
The maid steps then leaps to the arms of her lover.
VIII (final Chorus)
Slower and slower and slower the wheel rings
Lower and lower and lower the reel rings
E’re(3) the reel and the wheel stopped their ringing and moving
Through the grove the young lovers by moonlight are roving.
Tradotto da Cattia Salto
I
Dolce il chiaro di luna inizia a brillare,
nascosta dalla finestra, la giovane Avelina sta filando;
chinata sul caminetto, la sua cieca nonna siede,
mormorando, gemendo e pigramente facendo la calza.
II
“Avelina cara, sento qualcuno che bussa”
“E’ l’edera, madre cara, che sbatte contro la finestra”
“Ava, ho sentito di sicuro qualcuno sospirare”
“E’ il mormorio, madre care, del vento autunnale”
III
Allegramente, allegramente, senza ronzio
gira la ruota, gira la ruota mentre si pigia il piede
Con brio e soave e allegra risuona
e trilla la voce dolce della giovane fanciulla che canta
IV
“Cos’è il rumore che sento alla finestra, mi domando?”
“Sono gli uccellini che cinguettano sotto il cespuglio di agrifoglio”.
“Cos’è che ti fa spingere e muovere sul tuo sgabello
e cantare tutta sbagliata la vecchia canzone “ The Coolun “?
V
C’è una figura alla finestra, la figura del suo amore,
egli sussurra, col volto chino: “Ti sto aspettando, amore!
Alzati dallo sgabello e alza il piede dall’assicella
e passeggeremo nel boschetto al chiaro della luna piena”
VI
La fanciulla scuote la testa, sul labbro pone le dita,
s’alza furtiva dallo sgabello per andare, ma ancora indugia.
Una occhiata impaurita lancia alla sua sonnolente nonna,
mette un piede sullo sgabello, fa girare la ruota con l’altro.
VII
Pigramente, facilmente, ora gira la ruota
ora si sente piano e basso il suono del rocchetto
senza rumore pigia forte l’assicella sotto il piede
e poi i passi della ragazza la portano tra le braccia del suo amore.
VIII
Più lenta pian piano la ruota gira
basso e sempre più basso il suono del rocchetto
a quel punto il rocchetto e la ruota arrestano il loro ronzio e il movimento,
tra gli alberi, i giovani innamorati, al chiaro di luna, stanno vagando.

NOTE
1) Mellow: è un aggettivo colloquiale e arcaico che qui ha significato di “caldo”, “dolce”
2) in gaelico “mia cara”
3) dialettale al posto di “There”

THE OLD SPINNING WHEEL

“Spinning Wheel” è tuttavia un titolo piuttosto comune nella scena musicale country e rock (per citarne uno il brano del gruppo Blood, Sweat & Tears)

“The Old Spinning Wheeel” è un brano popolare di origini americane scritto da J. “Billy” Hill negli anni 1930 il cui titolo per intero di scrive “There’s An Old Spinning Wheel In The Parlor.” (vedi per il testo)

ASCOLTA Ray Noble

E le sue ramificazioni nell’Old Time Music
ASCOLTA

ASCOLTA Dave Hum

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=504
http://thesession.org/tunes/484
http://www.traditionalmusic.co.uk/songster/29-the-spinning-wheel.htm
http://deegold.homestead.com/spinningwheel.html

ILLUSTRAZIONI
John Atkinson Grimshaw, Lovers in a Wood by Moonlight
http://vcrfl.wordpress.com/tag/1870s/

SIUIL A RUIN

“Siuil a Ruin” scritto con la grafia inglese come “Shule Aroon“, o come “Suil a Gra” (Shule agrah), è il richiamo lanciato da una donna al suo amore andato in Francia a combattere come “Wild Geese“, perchè ritorni da lei.

shannonLa versione originale probabilmente risale al 1690 quando il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire nell’esilio in Francia, il deposto re Giacomo II, e forse era composta interamente in gaelico, rimasto solo nel ritornello come frasi non-sense nella successiva versificazione in lingua inglese. La canzone emigrò in America e divenne un canto tradizionale della Rivoluzione americana del 1776. In America cambia il titolo in  “Johnny Has Gone For A Soldier” (Buttermilk Hill) o anche come “Gone the Rainbow”.

Le prime versioni stampate risalgono al 1800, si tratta di un frammento di origine scozzese “Dick Macphalion” (1823) (vedi) e di un testo in “Irish Melodies” vol IX di Thomas Moore (1825) con la melodia “I wish I were on yonder hill” arrangiata da Joseph Robinson.

LA GUIDA ALL’ASCOLTO

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)La melodia con cui è associato il testo è quasi una ninna-nanna, malinconica o nostalgica, tutto lascia pensare che la donna stia cantando mentre lavora al filatoio.

Nel ritornello è come se la ragazza dicesse “Torna da me,  se non sei ancora morto, torna da me” e mi ricorda la lettera scritta da Ada a Inman nel film “Cold Mountain” (guerra civile americana 1861-1865) “Quel che resta del mio coraggio è riposto nella fiducia che ho in voi e nella certezza che ho di rivedervi, quindi ve lo dico più chiaro che posso: se state combattendo, smettete di combattere! Se state marciando, smettete di marciare! Tornate da me….. Tornate da me….. Questo vi chiedo. Tornate da me, tornate da me.”
Questo richiamo accorato come chiave di lettura principale è però contraddetto in alcune strofe del canto in cui la donna accetta la separazione come un fatto ineludibile.

E' difficile fare una cernita tra le varie esecuzioni essendo un brano molto popolare tra i gruppi e i solisti di musica folk, ma segnalo in particolare la versione di Sissel e della Figgy Duff Band

ASCOLTA The Chieftains & Sissel Kyrkjebø in Tears of Stone (1999) la cantante norvegese nota più comunemente come Sissel,  il canto è più lento e sospeso come in una dimensione onirica (strofe I, III, V, VII e ritornello ogni 2 strofe)

ASCOLTA Clannad in Dùlaman 1976 (strofe I, III, V, VI, VII)
ASCOLTA Reeltime 1998 (strofe I, III, V, VII) Qui la melodia è più cadenzata

ASCOLTA Figgy Duff Band 1991 (voci di Pamela Morgan e Anita Best) in The Colour of Amber, 1991 con il titolo di “Suil a Gra”: il ritornello è quello della versione americana (vedi nota 2) le strofe sono cantate anticipando la VII, I, III, V. La versione è stata collezionata dalla stessa Anita Best con Genevieve Lehr (John Joe English of Branch, St. Mary’s Bay, NL, and published as #96, in Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook, pp.165-166, edited by Genevieve Lehr (University of Toronto Press © 1985/2003). Bello anche il video

Interessanti e personali le versioni di ASCOLTA Cecil Corbel che con il suo stile pop ha trasformato brano in un pezzo dance (strofe I, II, VI, VII), e di ASCOLTA Anuna con il loro stile ancestrale e mistico: aggiungono una strofa tra la I e la II della versione standard,
“I wish I sat on my true love’s knee
Many a fond story he told to me
He told me things that ne’er shall be”
(in italiano “vorrei sedermi sulle ginocchia del mio amore, tante storie affascinanti ha da raccontami, mi dice cose che non accadranno mai”)
e chiudono con la V strofa


TESTO ORIGINALE
I
I wish I was on yonder hill
‘Tis there I’d sit and cry my fill,
Till every tear would turn a mill,
Is go dte tu mo mhuirnin slán (1)
CHORUS
Siúil, siúil, siúil a ruin
Siúil go sochair agus siúil go ciúin
Siúil go(2) doras agus ealaigh líom
Is go dte tu mo mhuirnin slán
II
His hair was black and his eyes were blue
His arms were strong and his words were true,
I wish in my heart that I were with you
And a blessing walk with you, my love.
III
I’ll sell my rock(3), I’ll sell my reel(3)
I’ll even sell my spinning wheel(3)
to buy my love a sword of steel(4)
Is go dte tu mo mhuirnin slán
IV(5)
Then the king, he was forced to flee
Took my love across the sea
I wish in my heart he were here with me
And a blessing walk with you, my love
V
I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red (6)
and it’s round the world I will beg for bread
until my parents would wish me dead.
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VI
I wish, I wish, I wish in vain
I wish I had my heart again
And vainly think I’d not complain
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VII (7)
But now my love has gone to France
To try his fortune to advance.
If he e’er come back, ‘tis but a chance
Is go dte tu mo mhuirnin slán

TRADUZIONE ITALIANA RICCARDO VENTURI
I
Vorrei essere su quella collina lassù
dove sederei a piangere a dirotto
ed ogni lacrima girerebbe un mulino,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
RITORNELLO
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
presto, vieni da me, muoviti piano,
vieni qui da me e fuggiremo assieme,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
II
Aveva i capelli neri e gli occhi azzurri,
le braccia forti e parole sincere.
Nel mio cuore vorrei essere con te,
e una bella passeggiata con te, amore mio
III
Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò l’unico telaio [filatoio a ruota](3) che ho
per comprare una spada d’acciaio(4) al mio amore
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
IV(5)
Allora il re dovette fuggire
e si portò via il mio amore, al di là del mare.
Nel mio cuore vorrei che fosse con me,
e una bella passeggiata con te, amore mio.
V
Mi tingerò le gonne, le tingerò di rosso(6)
e me ne andrò per il mondo a mendicar pane
finché i miei non vorranno che sia morta
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VI
Vorrei, vorrei, vorrei ma invano,
vorrei riavere qui il mio amore,
e invano penso che non avrei un lamento,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VII
Ma ora il mio amore è andato in Francia
a cercare di fare fortuna.
Se tornasse sarei ben fortunata,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà

NOTE
1) in inglese= And may you go safely, my darling il verso in gaelico è sostituito in alcune strofe come variante dalla frase in inglese ” And a blessing walk with you, my love” (che in gaelico si dice Iss go jay too mavoorneen slahn.)
2) nella frase Siúil go doras il go a volte diventa ‘go dtí an‘ oppure ‘dhan‘.

Il ritornello è scritto anche in inglese (fonetica) come
 Shule, shule, shule aroon
 Shule go succir agus, shule go kewn;
 Shule go dheen durrus oggus aylig lume
 And a blessing walk with you, my love 
(traduzione inglese Come, come, come O love,
 Quickly come to me, softly move,
 Come to the door and away we'll flee,
 And safe forever may my darling be.)
Nella versione americana diventa
 Súil, súil, súil a grá,
 Súil go socair agus súil a dhrá,
 Súil go doras agus éalaigh,
 Is go dtí a mhúirnín, slán.

3)  spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello), talvolta scritti come flax, rack o rod al posto di rock e meal al posto di reel. (vedi dettaglio)
4) a mio avviso la donna sarebbe disposta a vendere tutto ciò che ha di prezioso per comprare una buona spada al suo uomo, non perchè voglia sostenere la sua decisione di andare a combattere, bensì perchè egli possa avere qualche chance in più di restare vivo e ritornare da lei sano e salvo
5) probabilmente in auge nel 1700 e nel 1800 questa strofa non è più cantata dagli artisti del 1900 e dai contemporanei. Come riferisce Robert Louis Stevenson nel suo romanzo “The Master of Ballantrae” (1889) era una canzone amata dai giacobiti esuli in Francia e il re ai quali alludevano e riponevano le loro speranze era il Bonny Prince Charlie continua
6) IL COLORE ROSSO: ci si aspetterebbe che la ragazza si tingesse le vesti di nero, ma questo colore solo più recentemente è diventato nella nostra cultura, il colore del lutto; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante, e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
7) Una versione alternativa della strofa
I wish my love would return from France,
his fame and fortune there advanced.
If we meet again, ‘t will be by chance.
Is go dte tu mo mhuirnin slán

SIÚIL, A GHRÁ

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre la versione in gaelico è posteriore al testo in maccheronico
ASCOLTA Na Casaidigh in 1691 del 2009
I
A bhuachaillín aoibhinn álainn ó
Ba leathan do chroí a’s ba dheas do phóg,
Mo léan gan mise leat féin go deo
A’s go dté tú , a mhuirnín, sláncurfa(chorus)-
Siúil, Siúil, Siúil, a ghrá Níl leigheas le fáil ach leigheas an bháis
Ó d’fhag tú mé, is bocht mo chás,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán
II
Is minic a bhréag tú mé ar do ghlúin,
Ag cur do scéil dom féin in iúl
Ach chaill mé thú ‘s tú mo rún,
A’s go dté tú, a mhuirn ín, slán
III
Ach cuireadh ar Rí Séamas ruaig
A’s d’imigh na géanna leis ar luas
A’s d’imigh mo bhuachaill leo, monuar,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán


TRADUZIONE INGLESE
I
O gentle beautiful youth,
Broad was your heart and sweet your kiss,
Alas that I am not with you forever,
And may you go, my love, safely.
Chorus:
walk, walk, walk, oh love’
There’s no cure to be had but the cure of death,
Since you left me, wretched is my plight,
And may you go, my love, safely.
II
Often you beguiled me on your knee
Telling me of your life (literally: story)
But I lost you and you are my love,
And may you go, my love, safely.
III
But King James was routed,
And the geese went with him at speed,
And my lad went with them, alas,
And may you go, my love, safely

TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
O giovane bello e caro
grande era il tuo cuore e dolci i tuoi baci
peccato che io non ti stia sempre vicina
ma che tu possa andare amore mio, in salvo.
Ritornello
Cammina amore, cammina, cammina
non badare ad altro che di non restare ucciso(1)
da quando mi hai lasciato, vivo miseramente
e che tu possa andare amore mio, in salvo.
II
Spesso mi hai tenuta sulle ginocchia
raccontandomi le tue storie
ma ti ho perduto, tu che sei il mio amore
e che tu possa andare amore mio, in salvo
III
Ma re Giacomo fu messo in fuga
e le oche volarono con lui
e il mio ragazzo andò con lui, ahimè,
e che tu possa andare amore mio, in salvo

NOTA
1) la traduzione è un po’libera, ma rende meglio il senso in inglese

continua VERSIONE AMERICANA Johnny has gone for a soldier

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Si%C3%BAil_A_R%C3%BAin
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic53844.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiuilARuin.html
http://thesession.org/tunes/6753
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7985
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48603
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=336&lang=it
http://stec-173395.blogspot.it/2011/05/fuso-e-telaio.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30259
http://chrsouchon.free.fr/shulegra.htm