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Noël Nouvelet

Molti canti sulla Natività risalgono al tardo Medioevo e sono originari di una vecchia Europa in cui si parlava francese; i noels raccontano gli avvenimenti ben noti relativi alla Natività di Gesù, a cominciare dalla visione profetica di Isaia, l’annuncio angelico della lieta novella, l’adorazione dei pastori e dei Magi, fino alla presentazione di Maria al tempio (cerimonia ebraica con cui la donna che aveva partorito -e quindi ritenuta impura- veniva riaccolta dalla comunità.)
Il termine francese Noel, ha vari significati: è il giorno della nascita di Gesù, ma anche nome del Messia (Emanuel), o più spesso esclamazione di gioia, una sorta di “evviva”. I testi, dalla versificazione semplice  pur essendo di argomento religioso erano sempre cantati su musiche della tradizione popolare, dal tempo vivace e sostenuto,  vuoi perchè erano l’espressione del sentimento genuino e semplice del popolo, vuoi con precisi intenti moralistici (contrafactum).

NOEL, NOUVELET

Canto natalizio francese del XV secolo che veniva tradizionalmente cantano a Capodanno, il cui titolo si traduce in “Nuovo canto di Natale ricco di notizie, si racconta con semplici parole la novella del Natale: Nouvelet è un vecchio termine desueto che sta per nouvel,  nouveau (nuovo, novello).
Lo troviamo in stampa nel 1483 nella racconta di canti del predicatore francescano Jehan Tisserand (Johannes Tisserandus) , Giovanni il Tessitore, originario di Bourg-en-Bresse (antico ducato di Savoia) e primo noeliste conosciuto. Non era un semplice fraticello bensì un dottore di teologia forse confessore dei reali di Francia.
Nel XVIII secolo si è diffuso anche in Inghilterra in una versione in inglese che traduce il titolo come “Sing we now of Christmas”,  “Noel! A New Noel! “,” Christmas Comes New “. La melodia è diventata anche una danza popolare ed è stata utilizzata per l’inno di Pasqua “Now the Green Blade Riseth”.
E’ uno dei tanti canti di Natale in cui gli angeli portano la buona novella ai pastori, che accorrono ad adorare Gesù bambino, così anche i Re Magi al seguito della Stella portano i loro ricchi doni.

LA MELODIA

L’arrangiamento per arpa di Kathryn Cater

LA VERSIONE IN FRANCESE

Il testo (di 13 strofe) è talvolta riportato in francese medievale, e ne esistono varie versioni, quelle più recenti sono di solito di 4-5 strofe.

Loreena McKennitt in “A Midwinter’s Night Dream.” Dawn Upshaw & Chanticleer (il testo modificato è nelle note)


I
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
Devotes gens rendons (1) a Dieu merci;
Chantons Noel pour le Roi nouvelet;
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
II
En Bethleem’ Marie et Joseph vy’
L’asne et le boeuf’ l’Enfant couche parmy (2);
La creche etait au lieu d’un bercelet.
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
III
L’estoile vint qui le jour esclaircy’
Et la vy bien d’ou j’etois departy
En Bethleem les trois roys conduisaient. (3)
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
IV
L’un portrait l’or’ et l’autre myrrhe aussi’
Et l’autre encens’ que faisait bon senty:
Le paradis semblait le jardinet.
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
V
En douze jours fut Noel accomply;
Par cinq vers sera mon chant finy’
Par chaque jour j’en ai fait un couplet (4).
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale

La gente devota rende grazie a Dio, Cantiamo il Natale per il nuovo Re
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
II
A Betlemme vidi Maria e Giuseppe l’asino e il bue e il bambinello disteso in una mangiatoria invece che in culla
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
III
La Stella vidi che rischiarò a giorno, e appena la videro bene s’incamminarono e a Betlemme i tre Re condusse
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
IV
Uno portò l’oro, e l’altro la mirra
e l’altro ancora
l’incenso che profuma di buono
il recinto sembrava il paradiso
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
V
In 12 giorni fu compiuto il Natale
e di cinque versi sarà il mio canto
per ogni cinque giorni ho fatto un distico, Un nuovo Natale, cantiamo il Natale qui

NOTE
1) oppure crions
2) oppure En Bethleem Marie et Josephis
l’âne et le boeuf, l’enfant couché au lit
3) oppure L’étoile y vis qui la nuit éclaircit
Qui d’Orient ou elle avait sorti.
En Bethleem les trois Rois amenet
4) En trente jours Noël fut accompli.
En douze vers sera mon chant fini
En chacun jours j’en ai fait un couplet
originariamente le strofe erano 13 e i giorni del Natale 30 perchè venivano contati includendo anche il 2 Febbraio cioè la Candelora. Più che al numero dei giorni ci si riferisce al mese  che va dall’Epifania alla Purificazione della Vergine. 
[Il Natale in trenta giorni è stato compiuto.
Tra dodici giorni la mia canzone sarà finita;
In ogni giorno ho fatto un distico]

la festa della Candelora è la festa della purificazione della vergine che coincide con il 2 febbraio: secondo la consuetudine ebraica la donna che partorisce è considerata impura fino al 40esimo giorno. 

Anúna hanno registrato molti canti natalizi, alcuni confluiti anche in due  christmas album “Songs for a Celtic Christmas” (1998) e “Winter Songs” (2002) e in uttimo ne “A Christmas Selection” (2017) un digital album per lo Streaming + Download dei brani più belli remasterizzati e remixati.


I
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Dé-évotes gens, crions à-à Dieu merci !
Chantons Noël pour le Roi nouvelet
Noël nouvelet, Noël chantons ici.

II
Quand je m’éveillai, et j’eus assez dormi,
Ouvris les yeux, vis un arbre fleuri (1),
Dont il sortait un bouton vermeillet.
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
III
D’un oyselet(2) après le chant ouï,
Qui aux pasteurs disait: “Partez d’ici”
En Bethléem trouvèrent l’agnelet
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale

La gente devota rende grazie a Dio, Cantiamo il Natale per il nuovo Re
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
II
Quando mi svegliai che avevo dormito abbastanza,
aprii gli occhi e vidi un albero fiorito
dal quale spuntava un rosso germoglio
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
III
Poi sentii il canto degli angeli,
che dicevano ai pastori “andate”
a Betlemme troverete l’agnello.
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale qui

NOTE
1) è la visione profetica di Isaia e l’albero di Jesse cioè l’albero genealogico di Gesù: dalla cima del ramo (Maria) fiorirà una rosa (Gesù)
2) letteralmente “oyselet” si traduce con piccolo uccello. Sarebbe interessante andare a confrontare le raffigurazione degli angeli in epoca paleocristiana e medievale. I pittori davano forma e colore alle speculazioni della patristica, distinguendo le varie gerarchie angeliche.

continua seconda parte: la versione inglese
FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/noel-nouve.htm
http://www.madbeppo.com/french-songs/noel-nouvelet/
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/noel_nouvelet.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/sing_we_now_of_christmas2.htm
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-sing-we-now-of-christmas
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-french-carol-he-is-born-celebrates-joyous-season

‘TWAS IN THE MOON OF WINTERTIME

La Huron Carol scritta in wendat da un missionario gesuita a metà del Seicento con il titolo “Jesous Ahatonhia” (“Gesù è nato”) è stata tradotta nei secoli successivi in francese per diventare  un classico canto di Natale canadese, ma la versificazione in inglese è più recente e quella che va per la maggiore, è di Jesse Edgard Middleton (1926). La “traduzione” non rispecchia però il testo urone originario quanto piuttosto ne fa un adattamento con un gusto “vittoriano”: a specchio poi dalla versificazione inglese la comunità urone in Canada ha riscritto il testo in wendat. (continua prima parte)

ASCOLTA Chanticleer – Huron Carol

ASCOLTA Quadriga Consort (per la versione integrale bisogna andare su Spotify)

I
‘Twas in the moon of wintertime when all the birds had fled
That mighty Gitchi Manitou
sent angel choirs instead;
Before their light the stars
grew dim and wondering hunters heard the hymn,
CHORUS
Jesus your King is born, Jesus is born, in excelsis gloria
.
II
Within a lodge of broken bark
the tender babe was found;
A ragged robe of rabbit skin enwrapped his beauty round
But as the hunter braves drew nigh the angel song rang loud and high
III
The earliest moon of wintertime
is not so round and fair
As was the ring of glory on the helpless infant there.
The chiefs from far before him knelt with gifts of fox and beaver pelt.
IV
O children of the forest free,
O seed of Manitou
The holy Child of earth and heaven is born today for you.
Come kneel before the radiant boy who brings you beauty peace and joy.
Traduzione di Cattia Salto
I
E’ stato nella luna d’inverno (1)
quando tutti gli uccelli erano migrati
che il potente Gran Manitù (2)
mandò gli angeli in schiera
davanti alla loro luce le stelle si offuscarono e i cacciatori
udirono l’inno
(CORO ANGELI)
Gesù il nostro Re è nato,
Gesù è nato, 
nella gloria dei cieli
II
In una capanna di legno
il tenero bambinello fu trovato
in una pelliccia stracciata di coniglio
la sua beltà era avviluppata
e non appena la compagnia di cacciatori si avvicinò, il canto degli angeli si innalzò forte e alto
III
La prima luna d’inverno
non è così piena e luminosa
come fu il coro angelico in soccorso dell’infante là.
I capi da lontano davanti a lui si inginocchiarono con doni di pellicce di volpe e di castoro.
IV
O figli della foresta,
o semi di Manitù
il Santo Bambino del Cielo e della Terra
è nato oggi per voi.
Venite a inginocchiarvi davanti al bimbo luminoso che vi porta bellezza, pace e gioia.

NOTE
1) il tempo per i nativi americani era scandito dalla luna, così l’anno era diviso in 13 lune con ogni luna lunga 28 giorni. Sebbene alcuni tipi di calendario differiscano da tribù a tribù, quasi tutti i calendari tribali iniziano in primavera. Ogni tre anni, una luna viene aggiunta per rimettere in pari il ciclo lunare con quello solare.
2) il Grande Spirito, il Manitù algonchino con cui si identifica a spanna l’equivalente divinità del Cielo. Gli Uroni convertiti furono relativamente pochi e la presenza dei missionari gesuiti fu motivo di discordie e malattie. Il mito degli Uroni che spiega la nascita della Terra è singolare e inizia con una Fanciulla del Cielo di nome Ataentsic
“Al tempo della creazione, nel mondo celeste dove non si conosceva il dolore, una piccola fanciulla, Ataentsic, nacque poco dopo la morte di suo padre. Questa morte fu la prima avvenuta tra gli abitanti del Cielo. Il corpo del padre venne posto su un giaciglio regale e la figlia prese l’abitudine di visitarlo e di parlare con lui. Quando ella crebbe, il padre le disse di intraprendere un viaggio attraverso le terre del ‘Capo che possiede la Terra’, con cui avrebbe dovuto sposarsi. La ragazza partì, attraversò un fiume sul tronco di un acero e, dopo aver scampato vari pericoli, giunse alla capanna del capo, che era posta accanto al ‘grande albero del cielo’. Lì, dopo aver superato diverse prove, ella divenne la moglie del capo. Quando questi si accorse che ella aspettava un bimbo, divenne ingiustamente e ferocemente geloso del Drago di Fuoco. Ataentsic partorì una figlia, Soffio di Vento. I rappresentanti di tutte le cose e gli esseri della creazione visitarono quindi il capo e tennero consiglio. Le Luci del Nord indovinarono che il marito di Ataentsic era geloso, e gli consigliarono di sradicare ‘l’albero della vita’; egli lo fece immediatamente, provocando un abisso in cui gettò la moglie e la figlia. Così Ataentsic cadde dal cielo, e mentre attraversava l’aria notò una specie di luce blu. Guardò bene e pensò che stava cadendo verso un grande lago, ma non vide alcuna terra. Nel frattempo, le creature che vivevano nel lago, vedendo che ella stava cadendo dal cielo, decisero di cercare la terra in fondo al lago. Sia la lontra sia la tartaruga fallirono nell’impresa, e solo il topo muschiato riuscì a mettere la terra che aveva trovato sulla schiena della tartaruga. In quel momento il carapace crebbe enormemente e divenne la solida Terra. Ataentsic, sorretta dalle ali degli uccelli, posò il piede al suolo. Sua figlia, Soffio di Vento, crebbe, ed una notte ricevette la visita del Padrone dei Venti, e concepì due gemelli: Ioskeha e Tawiscara. I gemelli si odiavano, e combatterono tra loro prima ancora di nascere, causando la morte della madre. Dal suo corpo, Ataentsic fece il sole e la luna, ma non li mise in cielo. Tawiscara persuase sua nonna che era stato solo Ioskeha a causare la morte della loro madre; questi venne quindi scacciato da Ataentsic. Ioskeha raggiunse suo padre, il Padrone dei Venti, il quale gli diede un arco, delle frecce e il mais, rendendolo padrone degli animali e del cibo vegetale. Ioskeha creò quindi diverse specie di animali. Sconfisse poi il nano Hadui, che causa tutte le malattie, e gli strappò il segreto della medicina e dell’uso rituale del tabacco. Rubò il sole e la luna ad Ataentsic e a Tawiscara, e lasciò che prendessero il loro corso nel cielo. Infine Ioskeha creò l’uomo. Tawiscara provò ad imitarlo, ma riuscì solo a produrre dei mostri, ed infine suo fratello lo mandò in esilio.” (tratto da qui)

continua a domani

THERE IS NO ROSE OF SUCH VIRTUE

Il culto mariano fiorì nel Medioevo attraverso i canti devozionali e di pellegrinaggio, quando una parte del pensiero cristiano andò a rivalutare la figura femminile (o quantomeno la sua versione mistica) sulla scia del culto della donna dilagato nelle corti feudali. L’argomento è complesso e vede discordi pareri, ma è certamente nel corso del XII secolo che si afferma nella poetica dei trobadori occitani il nuovo concetto di “amor cortese” caratterizzato dal potere mistico dell’amore (la perfettibilità dell’anima del “cavaliere” votato al servizio della sua dama). vedi

LA MANDORLA SACRA

220px-SheelaWikiNel grembo di Maria si compie il mistero raffigurato dalla Mandorla Mistica, una gigantesca vagina che racchiude il “Cristo in gloria” rappresentato in molti codici miniati, dipinti e sculture medievali: la mandorla è seme, simbolo di vita, ma anche come forma geometrica è l’intersezione delle due sfere il divino e l’umano.
La rosa è l’utero della Madre, la coppa-utero della Salvezza (e rigenerazione), la rosa che custodisce il segreto è la manifestazione del Divino Femmineo. Così le fanciulle Sheela-na-Gig mostrano i genitali dai capitelli delle chiese e sui muri dei castelli medievali in Inghilterra, Irlanda, Galles, Francia occidentale, Spagna del Nord e Scozia (anche il periodo storico è ben delimitato tra il 1080 e il 1250). Icone della fertilità tutelari del locis scolpite per lo più sulla chiave di volta dei portali per tenere lontano il male o sui muri esterni a guardia della strada. Sono state interpretate come vagine protettrici, come lo erano le vulve del Paleolitico incise nella roccia, sorgente comune di tutta l’umanità, origine simbolica del mondo, trionfo della vita sulla morte. Il triangolo sacro, potere generatore del mondo, ma anche soglia tra il mondo fisico e quello spirituale. Il simbolo doveva essere ancora molto potente se  palesato nonostante il Cristianesimo fosse una religione profondamente sessista e misogina, ostile verso il sesso (la Chiesa cattolica insegnava che il sesso doveva servire solo per la procreazione non per il piacere).

Nel suo libro “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (London: Chatto & Windus, 1914). Edith Rickert, scrive “This is one of thirteen carols found in a Cambridge MS., T.C.C. o. 3, 58, [foglio #13] part of which at least is attributed to John Dunstable of Henry VII’s Chapel. It is quite uncertain whether he wrote the words as well as the music.”

Il manoscritto MS O.3.58 di Cambridge conservato al Trinity College (detto comunemente “The Trinity Roll“) contiene ben tredici canti polifonici con musica su pentagramma di cinque righe e risale ai primi decenni del 1400 ed è la prima fonte dei canti natalizi inglesi polifonici

Agincourtcarol
(esempio di partitura nel “The Trinity Roll”)

ASCOLTA Chanticleer


ASCOLTA Sting in “If On a Winter’s Night“, 2009 un omaggio ai canti di pellegrinaggio medievali e in particolare alle Cantigas de Santa Maria


There is no rose of such virtue
as is the rose that bare Jesu.
For in this rose contained was
heaven and earth in little space
By that rose we may well see
that he is God in persons three.
The angels sungen the shepherds to:
“Gloria in excelsis Deo.”
Leave we all this worldly mirth,
and follow we this joyful birth.
Alleluia, res miranda, pares forma, gaudeamus,
Alleluia
Traduzione italiano di Cattia Salto
Non c’è una rosa di tal virtù
come colei che racchiude Gesù.
Poichè é questa rosa che conteneva cielo e terra in stretto sito.
Per quella rosa possiamo ben vedere
Dio in tre persone.
Gli angeli cantano ai pastori:
“Gloria a Dio nell’alto dei cieli”.
Abbandoniamo dunque i piaceri terreni
e assistiamo alla sua nascita gioiosa.
Alleluia, della mirabile forma,
rallegriamoci,
alleluia

NOTE
1) nell’utero di Maria cielo e terra si incontrano, è la mandorla sacra.

FONTI
Storia di V. Biografia del sesso femminile, Catherine Blackledge (2008)
http://ontanomagico.altervista.org/poesia-cortese.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/there_is_no_rose_of_such_virtue.htm http://www.diamm.ac.uk/jsp/Descriptions?op=SOURCE&sourceKey=320
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/Images/Terry-A%20Medieval%20Carol%20Book/AMCB69.jpg

THE BONNIE BANKS OF LOCH LOMOND

Il Loch Lomond è il più grande lago della Gran Bretagna e si trova nelle Lowlands, nella Scozia meridionale, tra le contee di Stirling, Argyll e Bute e West Dunbartonshire, punteggiato da una trentina di isolette ha conservato nella parte orientale l’aspetto più naturale.
Il lago è lo sfondo di una popolarissima ballata dalle incerte origini The Bonnie Banks o’ Loch Lomond che custodisce una romantica e tragica storia d’amore di due giovani innamorati separati dalla guerra.

LA LETTERA D’AMORE DI DONALD MACDONALD

Lui è un MacDonald che non può esimersi di partire con i suoi uomini per sostenere la rivolta del 1745 e combattere per la libertà della Scozia. Questa è la versione in chiave giacobita, probabilmente la versione più antica scritta nel 1746 o circolata qualche hanno più tardi. Gli scozzesi sconfitti non giustiziati sul campo di battaglia furono portati nella prigione di Carlise in attesa di essere impiccati come traditori. La leggenda narra che uno di essi, Donald MacDonald scrisse questa canzone in una lettera d’amore per la sua Moira che viveva presso il lago Lomond. La storia ci dice che Donald MacDonald (o Macdonnell) di Tiendrish (o Tirnadrish) cugino dei Keppoch fu preso prigioniero a Falkirk e impiccato a Carlisle nel 1746 (vedi)

Trailer del cortometraggio diretto da Mike Slee “Legend of Loch Lomond” (2001)
VEDI Trailer
 inizio del film

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PRIMA VERSIONE

Come riferimento per la melodia è citata Robin Cushie (“King Robin  ashe”, “Kind Robin Loves Me”), in McGibbons Scots Tunes Vol I ( 1742).

Nella ballata la protagonista è Moira, questa versione riportata da Matt Mcginn presenta peraltro dei passaggi oscuri: probabilmente è un dialogo tra due persone, la donna afflitta  che si aggira nei luoghi in cui aveva vissuto i suoi felici momenti d’amore e una “visione” . Nella terza strofa la “voce” cerca di consolarla dicendole che il suo amore ritornerà dalla battaglia come un eroe, ma lei si dispera perchè ha sognato un presagio di morte e ha visto il suo Ronald ricoperto di sangue; e si arriva alla VI strofa su cui in rete si è detto di tutto e di più.
A mio avviso il significato è questo: lei ha preso la decisione di lasciarsi morire per poter accogliere il suo amante quando anche lui arriverà in Cielo percorrendo la strada maestra (la strada degli eroi). Ma si sa che i testi delle ballate sono un taglia e cuci e ogni cantore ricama sulla storia come meglio crede!

ASCOLTA Matt Mcginn in “Little Ticks of Time” 1969

Testo DONALD MCDONNELL
I
Whither away my   bonnie, bonnie May
Sae late an’ sae far in the gloamin’
The mist gathers grey o’er moorland and brae
O whither alane art thou roamin’?
II
I trysted my ain love last night in the broom
My Ranald wha’ loves me sae dearly
For the morrow he marches for Edinburgh toon
Tae fecht for the King and Prince Charlie(1)
III
Yet, why weep you sae, my bonnie, bonnie May
Your true love from battle returning
His darling will claim at the height o’ his fame
And change into gladness her mourning
IV
O well may I weep for yestreen in my sleep
we stood bride and bridegroom together
But his lops and his breath were as chilly as the death
And his heart’s bluid was red on the heather
V
Oh, dauntless in battle as tender in love
He’d yield ne’er a foot toe the foeman
and never again frae the field o’ the slain
Tae Moira he’ll come and Loch Lomond
VI
He’ll tak’ the high road and I’ll tak’ the low
And I’ll be in Heaven afore him
For my bed is prepared in yon mossy graveyard
‘Mang the hazels o’ green Inverarnan(2)
VII
The thistle shall bloom, the King hae his ain
And fond lovers meet in the gloamin’
But I and my true love shall never meet again
By the bonnie, bonnie banks of Loch Lomond
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Dove vai mio mia bella, bella May
così tardi e così lontano nel crepuscolo? La nebbia si addensa grigia sulla brughiera e sulla colline
Oh dove vai tu in giro tutta sola?”
II
“Mi fidai del mio unico amore, l’altra notte nel bosco,
il mio Ranald che mi ama teneramente
perche’ la mattina marcerà per la città di Edimburgo
per combattere per il re e il principe Carlo”
III
“Perchè piangi così, mia bella bella May?
Il tuo vero amore dalla battaglia ritornerà, i suoi cari lo acclameranno innalzandolo alla fama
e muteranno in allegria i loro lamenti funebri.”
IV
“Oh piango perchè nel sogno di ieri notte
noi fummo insieme come marito e moglie
ma le sue braccia e il suo fiato erano freddi come la morte
ed il sangue del suo cuore scorreva rosso sull’edera!
V
Tanto temerario in battaglia come tenero in amore
affrontava il nemico faccia a faccia,
ma mai più dal campo di battaglia
tornerà dalla sua Moira presso Loch Lomond.
VI
Lui prenderà la via maestra ed io quella comune,
io sarò in paradiso per prima
perchè il mio letto è pronto in quella tomba coperta di muschio,
tra i noccioli del verde Inverarnan.
VII
Il cardo potrà fiorire ed il re avere ciò che si merita,
e gli amanti appassionati si ritroveranno al tramonto,
ma io ed il mio amore non ci incontreremo mai più
sulle belle rive di Loch Lomond!”

NOTE
1) per la vicenda storica in continua
2) Inverarnan è il paese dove vive Moira sulle rive del fiume Falloch che si immette nel lago

SECONDA VERSIONE

Questa è la versione più diffusa e conosciuta della ballata scritta da Lady John Scott ovvero Alicia Scott Spottiswoode (1810-1900) che la raccolse nelle strade di Edimburgo.
La mia versione preferita è quella delle “Irish Roses”

e se proprio volete farvi un overdose di zucchero ASCOLTA Chanticleer

VERSIONE DI LADY JOHN SCOTT
in Vocal Melodies of Scotland, 1841  
I
By yon bonnie banks
and by yon bonnie braes(1),
Where the sun shines bright
on Loch Lomond
Where me and my true love
were ever wont to gae(2),
On the bonnie bonnie banks of Loch Lomond.
CHORUS
Oh! Ye’ll take the high road,
and I’ll take the low road,
And I’ll be in Scotland afore ye,
for me and my true love
will never meet again,
On the bonnie, bonnie banks of Loch Lomond.
II
‘Twas then that we parted,
In yon shady glen,
On the steep, steep side of Ben Lomond,
Where, in purple hue,
The highland hills we view,
And the moon coming out in the gloaming.
III
The wee birdies sing,
And the wild flowers spring,
And in sunshine the waters are sleeping.
the broken heart it kens(3),
Nae second spring again,
Though the waeful may cease
frae their greeting(4)

Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Su quelle belle rive
e per quelle belle colline
dove il sole brilla luminoso
sul lago Lomond
dove io e il mio vero amore
eravamo soliti andare,
sulle belle, belle rive
del Lago Lomond
RITORNELLO
Oh, tu prenderai la via maestra
ed io quella comune
e io arriverò in Scozia prima di te
ma il mio vero amore ed io
non ci incontreremo mai più
sulle belle, belle rive
del Lago Lomond

II
Fu allora che ci separammo
in quella valle rigogliosa
sugli scoscesi, scoscesi versanti di Ben Lomond
dove in sfumature viola
vediamo le montagne degli altopiani
e la luna che spunta
nel crepuscolo
III
Gli uccellini cantano
e i fiori selvatici sbocciano
e sotto i raggi del sole le acque sonnecchiano;
ma si sa che il cuore spezzato
non fiorirà di nuovo
anche se  coloro che sono tristi smettessero di piangere

NOTE
1) braes: hills
2) gae: go
3) kens: knows

TERZA VERSIONE

Il poeta scozzese e folklorista Andrew Lang  nel 1876 ha scritto la sua versione della storia che è rimasta però in forma di poesia

Andrew Lang (1844-1912)
I
There’s an ending o’ the dance, and fair Morag(1)’s safe in France,
And the Clans they hae paid the lawing,
And the wuddy has her ain, and we twa are left alane,
Free o’ Carlisle gaol in the dawing.
II
So ye’ll tak the high road, and I’ll tak the laigh road,
An’ I’ll be in Scotland before ye:
But me and my true love will never meet again,
By the bonnie, bonnie banks o’ Loch Lomond.
III
For my love’s heart brake in twa, when she kenned the Cause’s fa’,
And she sleeps where there’s never nane shall waken,
Where the glen lies a’ in wrack, wi’ the houses toom and black,
And her father’s ha’s forsaken.
IV
While there’s heather on the hill shall my vengeance ne’er be still,
While a bush hides the glint o’ a gun, lad;
Wi’ the men o’ Sergeant Môr(2) shall I work to pay the score,
Till I wither on the wuddy in the sun, lad!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
C’è un finale della danza e il coraggioso Carlo è al sicuro in Francia,
e i Clan hanno pagato alla resa dei conti ,
e la corda del boia ha il suo proprio, e noi due siamo rimasti soli,
libertà o il carcere di Carlise all’alba
II
Così tu prenderai la via maestra, e io quella comune,
e sarò in Scozia prima di te:
ma il mio amore ed io
non ci incontreremo mai più
sulle belle rive del Lago Lomond
III
Ma il cuore del mio amore si è spezzato in due, quando lei capì che la Causa era perduta,
e lei dorme dove nessuno la potrà mai svegliare,
dove la valle si trova tutta in rovina, con le case vuote e nere,
e la casa paterna abbandonata.
IV
Finchè c’è l’erica sulla collina la mia vendetta non avrà mai fine,
mentre il cespuglio nasconde lo scintillio di una pistola, ragazzo;
con gli uomini del Sergente Môr combatterò per segnare il punto,
fino a quando io avvizzirò al sole dalla corda del boia, ragazzo!

NOTE
1) morag in gaelico significa “il grande” riferendosi al Bonnie Prince
2) John Du Cameron sostenitore del Principe Carlo continuò a combattere contro gli inglesi fino a che fu impiccato nel 1753

Dalla serie Outlander la versione strumentale arrangiata da Bear McCreary in Outlander: Season 1, Vol. 1 (Original Television Soundtrack) ascolta su Spotify (qui) con il titolo Castle Leoch

FONTI
http://www.bletherskite.net/2013/05/24/the-sonny-sonny-banks-of-loch-lomond/
http://mysongbook.de/msb/songs/l/lolomond.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9274
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2785
http://www.janson.com/rights/2009/06/26/legend-of-loch-lomond/
https://tspace.library.utoronto.ca/html/1807/4350/poem2530.html

continua: RED IS THE ROSE

WASSAILING! THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva  l’usanza del Wassailing,  il brindisi per festeggiare l’anno nuovo! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute” ed è il nome dato alla coppa che contiene la bevanda del  brindisi. (prima parte introduttiva qui)

Gloucestershire è una contea dell’Inghilterra sud-occidentale

THE  GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Del brano scritto come “Gloucester(shire) wassail” si conoscono una decina di versioni (qui ho riportato quella “standard”) in cui la prima strofa diventa il ritornello; interpretato da molti artisti di ambito per lo più folk, e molte corali. Il canto è diffuso anche presso le comunità celtiche in America e presenta molte affinità testuali con il Gower wassail.

LA MELODIA
Le versioni strumentali sono molto interessanti a cominciare da John McGaha (americano di famiglie provenienti da emigranti inglesi e scozzesi): la melodia è suonata con il bouzouki, ma anche Ed Sweeney (sempre americano) con banjo, hammer dulcimer e concertina!

ASCOLTA John McGaha in The Longest Night

ASCOLTA Ed Sweeney in A Dickens’ Christmas

ASCOLTA Patrick Ball (insuperabile versione con l’arpa celtica)


Struttura brano:
CHORUS: reclame della bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Prima Parte: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. Seconda Parte: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo)
per portare del cibo o un’offerta in denaro con la strofa delle maledizioni se l’offerta non è generosa!

 

IL CANTO
La prima versione è del duo Traveler’s Dream (sono americani ma riprendono la tradizione celtica), un vivace arrangiamento con le chitarre e le due voci sul ritornello; la seconda è quella di Loreena McKennitt anche lei dall’America più precisamente canadese, il brano è “semplicemente” cantato a più voci.

ASCOLTA Chanticleer in “Old Fashioned Christmas” 1995

ASCOLTA Traveler’s Dream in “Cold Blows the Day”

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night`s Dream” 2008


CHORUS
Wassail! wassail! all over the town,
Our toast it is white
and our ale it is brown;
Our bowl it is made
of the white maple tree;
With the wassailing bowl (1),
we’ll drink to thee.
I
Here’s to our horse,
and to his right ear,
God send our master
a happy new year:
A happy new year
as e’er he did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
II
So here is to Cherry (2)
and to his right cheek
Pray God send our master
a good piece of beef
And a good piece of beef
that we may all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
III
Here’s to our mare,
and to her right eye,
God send our mistress
a good Christmas pie (3);
A good Christmas pie
as e’er I did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
IV
So here is to Broad Mary (4)
and to her broad horn
May God send our master
a good crop of corn
And a good crop of corn
that may we all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
V
And here is to Fillpail (5)
and to her left ear
Pray God send our master
a happy New Year
And a happy New Year
as e’er he did see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
VI
Here’s to our cow,
and to her long tail,
God send our master
us never may fail
of a cup of good beer:
I pray you draw near,
And our jolly wassail
it’s then you shall hear.
VII
Come butler (6),
come fill us a bowl of the best
Then we hope that your soul
in heaven may rest
But if you do draw us
a bowl of the small
Then down shall go butler,
bowl and all (7).
VIII
Be here any maids (8)?
I suppose here be some;
Sure they will not let young men stand on the cold stone!
Sing hey O, maids!
come trole back the pin,
And the fairest maid
in the house let us all in.
IX
Then here’s to the maid
in the lily white smock
Who tripped to the door
and slipped back the lock
Who tripped to the door
and pulled back the pin
For to let these jolly wassailers in.
Traduzione italiano di Cattia Salto
CORO
Brindiamo! Brindiamo per tutta la città,
il nostro pane è bianco
e la nostra birra è scura,
la nostra coppa
è di acero bianco
e con la coppa della salute
berremo alla tua.

I
Ecco al nostro cavallo
e al suo orecchio destro,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come mai visto
e con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
II
Ecco a (alla salute di) Cherry
e alla sua guancia destra,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un bel pezzo di manzo,
un bel pezzo di manzo
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
III
Ecco alla nostra giumenta,
e al suo occhio destro,
che Dio mandi alla padrona
una buona torta di Natale;
una buona torta di Natale
come mai vista,
con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
IV
Ecco a Maria Broad
e al suo grosso corno
che Dio mandi al padrone
un buon raccolto di grano,
un buon raccolto di grano
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
V
Ed ecco a Fillpail
e al suo orecchio sinistro,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come mai visto
e con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
VI
Ecco alla nostra mucca
e alla sua lunga coda
Dio mandi al padrone,
che non possa mai negarci
una tazza di buona birra
vi prego di avvicinarvi
e  il nostro brindisi allegro
allora potrete sentire
VII
Vieni maggiordomo,
vieni a riempici la tazza più grande,
ti auguriamo che la tua anima
possa riposare in cielo,
ma se ci porti la tazza
più piccola
allora andate all’inferno,
tu e la tazza.
VIII
Ci sono delle fanciulle?
Di certo ve ne sono,
che non lascino dei giovanotti
davanti al gelido uscio!
Cantiamo ehi fanciulle!
Venite a sbloccare la serratura
e che la fanciulla più graziosa
ci faccia entrare in casa.
IX
Allora ecco la fanciulla
con il camice immacolato
che è corsa alla porta
e ha aperto il chiavistello,
che è corsa alla porta
e ha sbloccato la serratura
per far entrare questi gioiosi questuanti.

NOTE
1) La strofa suggerisce parte degli ingredienti della bevanda del Wassailing: birra scura, probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (proprio come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino). per le ricette qui
2) il nome del cavallo preferito, in alcune versioni è sempre Cherry ad aprire le strofe successive: Here is to Cherry and to his right eye..  Here is to Cherry and to his right arm.. Here is to Cherry and to his left ear; sembrerebbe quasi un’invocazione alla fortuna e prosperità della dea giumenta continua
3) il dolce di Natale tipico delle Isole Britanniche è la torta di frutta secca (per le ricette qui)
4) si tratta della tipica pecora con le corna ricurve
5) anche in questo caso è il nome di un animale della stalla, forse una mucca
6) nelle case signorili e nelle fattorie per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
7) ecco la minaccia delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!
8) maid traduce sia fanciulla che servetta, cameriera; ho preferito il significato di giovane fanciulla da maritare visto che nel verso successivo si mette l’accento sulla brigata di “young men”

ritorna

FONTI
https://en.wikisource.org/wiki/English_Folk-Carols/Wassail_Song
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/wassail_wassail_all_over_1.htm