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KING PHARIM

“The Carnal and the Crane” è un canto natalizio inglese e anche Child ballad (#55) risalente al 1700: una leggendaria conversazione tra la gru e il corvo in merito agli eventi relativi alla Nascita di Gesù. La ballata contiene una trentina di versi e si è frammentata in sotto argomenti di 4-5 strofe di narrazione più circoscritta su Erode e il miracolo del gallo e la fuga della Sacra Famiglia in Egitto. (vedi prima parte)

In alcune versioni tramandate dalle comunità gypsy re Erode diventa Re Faraone. Già nell’Herefordshire troviamo questo scambio dei nomi. (vedi seconda parte) .

ROM/SINTI

L’equivoco nasce dalla tradizione che attribuisce agli Zingari l’origine egiziana. In realtà i sinti sono arrivati in Europa alla fine del Medioevo partendo da Sindh la regione del Pakistan occidentale: L’altro nome con cui essi si definiscono è “Rom” (uomo), ma la loro prima radice è l’India.
Il primo stereotipo che si conosca sulla popolazione nomade detta più genericamente in italiano “gli zingari” è quello dello zingaro maledetto e risale al medioevo. La mentalità dell’uomo medievale europeo accomuna le persone erranti (i nomadi) al senso di peccato e di espiazione di una colpa: sono infatti i pellegrini a muoversi lungo le vie che conducono ai Santuari della Cristianità, per chiedere la remissione di un grave peccato; così gli Zingari diventarono i discendenti di Caino “raminghi e fuggiaschi” o responsabili della mancata ospitalità verso la Sacra Famiglia durante il soggiorno in Egitto; non solo essi spartiscono con gli Ebrei la grave colpa dell’uccisione di Gesù (secondo queste dicerie sono stati gli Zingari e preparare i chiodi della crocefissione).

E solo con il Romanticismo che l’immagine del rom venne rivalutata e diventa quella del gitano libero Gli Zingari sembrano essersi conservati allo stato di natura e appaiono agli occhi di alcuni intellettuali tra il Settecento e l’Ottocento, come gli unici superstiti di un mondo ormai scomparso, in cui gli uomini vivevano felici, liberi dalle convenzioni, dalle cupidigie e dall’ordine della società civile. Il Gitano, spinto dal suo irrinunciabile desiderio di libertà, ha sempre rifiutato di assimilarsi a quella società che, con le sue leggi e le sue regole, imprigiona i sentimenti veri e autentici. I tratti dell’immagine dello Zingaro, in sostanza, restavano gli stessi, ma erano mutati i criteri di giudizio: pertanto la sua incapacità di integrarsi nella società cominciava ad essere considerata rifiuto delle regole e delle convenzioni sociali; il suo nomadismo come indifferenza alla sicurezza e alle comodità; il suo rifiuto del lavoro come superiorità nei confronti dell’ansia del guadagno, dell’ossessione del denaro; la sua resistenza ad ogni forma di educazione e di istruzione come il frutto di un diverso approccio alla vita, più spontaneo e creativo; la passionalità, fino a quel momento considerata come limite e come principio di immoralità, comincia ad essere apprezzata come sensibilità, capacità di sentimenti forti ed autentici, fonte di ispirazione artistica. Poeti, romanzieri, narratori, intellettuali cominciano ad esaltare i figli del vento, il loro amore per la libertà, l’animo nobile e la totale indipendenza.” (tratto da qui)

LA VERSIONE DEL SURREY

La versione con la sostituzione di King Herod con King Pahrim ovvero il Faraone re dell’Egitto, proviene dalla tradizione dei cantori gypsy ed è stata trascritta da Lucy Broadwood nel suo English Traditional Songs and Carols (1908). Nelle note relative Lucy afferma di aver imparato la canzone da una famiglia gypsy di nome Goby verso il 1893. Fu poi la versione dei Watersons negli anni 60 a farne uno standard.
Due sono i miracoli che vengono “stalciati” dalla kilometrica “The Carnal and the Crane”, il primo avviene durante il banchetto di Erode con il gallo arrostito che tuttavia si mette a cantare, il Gallo servito a tavola è la prefigurazione della morte di Gesù che risorgerà dalla morte nel terzo giorno. Il tema è sviluppato anche in una ballata (riportata dal professor  Child al numero 22) dal titolo “Saint Stephen was a clerk” (vedi)
herod-francken
Il secondo miracolo è quello della semina miracolosa,  una tradizione molto popolare in epoca medievale, nota come “The Miraculous Harvest“: durante la fuga in Egitto la Sacra Famiglia incontra un contadino intento a seminare il suo campo e Gesù lo benedice facendo crescere all’istante il grano pronto per il raccolto. Così quando i soldati, mandati da Erode sulle tracce di Gesù, e arrivati poco dopo, interrogano il contadino, si convincono di essere partiti troppo tardi e rinunciano all’inseguimento.

La semina Miracolosa
La semina Miracolosa

ASCOLTA la melodia con l’organetto

ASCOLTA Andy Turner


I
King Pharim(1) sat a-musing
a-musing all alone.
There came a blessed Saviour
And all to him unknown.
II
Saying “Where did you come from good man (2),
And where did you then pass?”
“It was out of the land of Egypt(3),
Between an ox and ass.”
III
“Well if you come out of Egypt, man,
One thing I fain would know.
Whether a blessed Saviour(4)
Sprang from an Holy Ghost.
IV
For if it is true, is true good man,
What you’ve been telling me,
This roasted cock, that’s in the dish,
Shall crow full fences three.”
V
Well the cock soon feathered and he grew soon well,
By the work of God’s own hand.
Three times that roasted cock did crow
In the dish where he did stand.
VI
Joseph, Jesus, and Mary
Were a-travelling further West
When Mary grew a-tired,
She might sit down and rest.
VII
They travelled further and further,
The weather being so warm,
Until they came upon a husbandman
A-sowing of his corn.
VIII
“Come husbandman,” cried Jesus,
“Throw all your seed away
And carry home your ripened corn,
That you’ve been a-sowing this day.
IX
For to keep your wife and family
From sorrow, grief and pain,
And keep Christ in remembrance
Till the time comes round again.”
X
Then after came King Pharim,
with his train so furiously,
Enquiring of the husbandman
whether Jesus had passed by.
XI
“The truth it must be spoken,
the truth it must be known,
Jesus he passed by this way just
as my seed was sown.
XII
But now my corn is reapen
and some laid on my wain,
Ready to fetch and carry
into my barn again.”
XIII
“Oh back then,” said King Pharim,
“Our labour’s all in vain,
It’s full three-quarters of a year
since he his seed has sown.”
XIV
And so he was deceived
by the work of God’s own hand,
And further he proceeded
then into the Holy Land
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Re Faraone (1) stava meditabondo
e meditava tutto solo, della venuta di un Salvatore Benedetto
a lui del tutto sconosciuto.
II
“Da dove vieni buon uomo (2)
e poi dove andrai?”
“Nacque dalla terra d’Egitto (3)
tra un bue e un asino”
III
“Beh se vieni dall’Egitto, uomo
vorrei proprio sapere una cosa
se un Salvatore Benedetto (4)
è nato dallo Spirito Santo
IV
Perchè se è proprio la verità
che mi hai detto buon’uomo
il gallo arrosto che si trova nel piatto
che allora canti tre volte”
V
E il gallo rivestito di penne si è alzato subito
e per opera di Dio
il gallo arrostito cantò per tre volte
proprio nel piatto in cui era
VI
Giuseppe, Gesù e Maria
andarono verso l’Ovest
quando Maria si sentì stanca
ed ebbe bisogno di riposare.
VII
Viaggiarono ancora
e il clima era così afoso
finchè passarono accanto a un contadino
che seminava il grano
VIII
“Vieni contadino – disse Gesù
che spargi i tuoi semi
riporta a casa il grano maturo
quello che hai seminato questo giorno
IX
Proteggi tua moglie e la tua famiglia
dal dolore, dalle pene e i rimpianti
e tieni Cristo in mente
finchè il tempo (della semina) verrà”
X
Allora venne re Pharim
con grande furia
domandando al contadino
quando è passato Gesù.
XI
“Poiché la verità deve essere detta e
che la verità sia resa nota
che Gesù è passato per questa strada
proprio quando stavo seminando.
XII
Ma adesso il mio grano è falciato
e l’ho caricato sul carro
pronto per essere portato
di nuovo nel mio granaio”.
XIII
“Torniamo indietro – disse re Pharim-
la nostra fatica è del tutto inutile,
sono passati i tre quarti di un anno
da quando ha seminato”.
XIV
Così fu ingannato
per la mano propria di Dio
e non oltre egli procedette
nella Terra Santa.

NOTE
1) Erode diventa il Faraone
2) sta interrogando uno dei Magi
3) così il re della Palestina diventa il re dell’Egitto
4) anche come “Son of Mary”

FONTI
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/herodandthecock.html
https://afolksongaweek.wordpress.com/2014/12/05/week-172-king-pharim/
http://www.contemplator.com/england/pharaoh.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/433.html

PADSTOW WASSAIL

Wassail_BowlL’antica tradizione del wassailing cioè delle bevute benaugurali durante le festività natalizie: al brindisi si accompagnavano delle strofe cantate in coro o intonate da un solista e con un ritornello corale, così dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passa alle visite benaugurali di porta in porta nei villaggi, che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano, alla salute dei padroni di casa e alla loro prosperità.

WASSAIL SONGS

Facciamo perciò un giro per la campagna britannica: dalla Cornovaglia arrivano una grande varietà di wassail soFlag_of_Cornwall_svgngs il canto più diffuso ha come ritornello la frase
“With our Wassail, 
and Joy be to our jolly Wassail

BODMIN WASSAILING
GRAMPOUND WASSAIL
JACOBSTOW WASSAIL
MALPAS WASSAIL
PADSTOW WASSAIL
TWELFTH DAY CAROL
WEST CORNWALL WASSAIL
INDICE WASSAIL SONGS

Padstow è un piccolo porto di pescatori della Cornovaglia settentrionale sulla foce del fiume Camel (ora a vocazione turistica) rinomato per il suo Obby Oss Festival.
Così anche le tradizioni rituali della stagione invernale vengono perpetuate con i canti di questua durante i 12 giorni di Natale.
Questa versione del wassail ci viene da Charlie Bate ed è una variante locale del CORNWALL WASSAIL visto qui

ASCOLTA Andy Turner – voce e organetto


I
O master and mistress,
our Wassail begin
Pray open your doors
and let us come in
CHORUS
With our wassail,
wassail, wassail, wassail
And joy comes with our jolly wassail.
II
O master and mistress
sitting down by the fire
While we poor wassail boys
are travelling the mire
III
Good master and mistress,
sitting down at your ease,
Put your hands in your pockets
and give what you please
IV
Good master and mistress,
now can you forbear,
I’ll fill up our bowl
with cider and beer
V
We hope that your apples
will prosper and bear
And bring forth good cider
for this time next year
VI
We hope that your barley
will prosper and grow
And bring forth good beer
for you to bestow
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Oh padrone e padrona
inizia il nostro wassail,
aprite la porta per favore
e fateci entrare.
CORO
Con il nostro wassail,
Wassail, Wassail, 
Wassail,
e gioia sarà con l’allegro wassail. 
II
Oh padrone e padrona
seduti accanto al focolare
mentre noi poveri ragazzi del wassail andiamo in giro nel fango.
III
Buon padrone e padrona
che state belli comodi,
mettete le mani in tasca
e dateci quello che volete.
IV
Buon padrone e padrona
ora non potete astenervi,
riempirò la vostra coppa (1)
con sidro e birra.
V
Vi auguriamo che i vostri meli
porteranno tanta prosperità
e daranno tanto  buon sidro
per l’anno prossimo
VI
Vi auguriamo che il vostro orzo
crescerà in abbondanza
e porterà tanta buona birra
per voi da immagazzinare

NOTE
1) in origine erano i questuanti a distribuire la bevanda del wassail portandola di casa in casa per il brindisi benaugurale

FONTI
https://afolksongaweek.wordpress.com/2016/01/01/week-228-padstow-wassail/
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/padstowwassail.html

I MAYERS E LE CAROLE DI PRIMAVERA

Molte tradizioni del Maggio si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento. Così anche in Inghilterra (come in Italia) la tradizione dei “Mayers” non è scomparsa; anche se si è drasticamente interrotta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è stata ripresa sporadicamente e mantenuta viva dai molti Mummers e Morris Dancers, fino ai nostri giorni.

inghilterraSi riportano le tradizioni diffuse in Inghilterra andando per ordine alfabetico secondo la suddivisione in contee

Introduzione vedi
Prima parte Bedforshide vedi
Seconda parte Cambridgshire, Cheshire vedi
Terza parte Lancashire, Yorkshire  vedi

BEDFORSHIDE

Moggers-Moggies[Z49-685]On 1st May several customs were observed. Children would go garlanding, a garland being, typically, a wooden hoop over which a white cloth was stretched. A looser piece of cloth was fastened at the top which was used to cover the finished garland. Two dolls were fastened in the middle, one large and one small. Ribbons were sewn around the front edge and the rest of the space was filled with flowers. The dolls were supposed to represent the Virgin Mary and the Christ child. The children would stop at each house and ask for money to view the garland.

Another custom, prevalent throughout the county if not the country, was maying. It was done regularly until the outbreak of the First World War and, sporadically, afterwards. Young men would go around at night with may bushes singing May carols. In the morning a may bush was attached to the school flag pole, another would decorate the inn sign at the Crown and others rested against doors, designed to fall in when they were opened. Those maying included a Lord and a Lady, the latter the smallest of the young men with a veil and bonnet. The party also included Moggers or Moggies, a man and a woman with black faces, ragged clothes and carrying besom brushes. (tratto da qui)

VIDEO Ecco una testimonianza molto significativa di Margery “Mum” Johnstone dal Bedforshide raccolta da Pete Caslte, con due canzoni del Maggio

BEDFORDSHIRE MAY CAROL

La carol è conosciuta con il nome più generico di “The May Day Carol” o “Bedford May Carol” ma anche come “The Kentucky May Carol” (come preservata nella tradizione del maggio nei Monti Appalachi) ed è stata raccolta nel Bedfordshire.

ASCOLTA Shirley Collins. Questa versione ha un testo diverso da quello riportato da Lucy E. Broadwood in ” English Traditional Songs and Carols” ( London: Boosey & Co., 1908) la melodia è la stessa della Cambridgeshire May Carol (purtroppo il mio orecchio non riesce a distinguere bene alcune frasi.. lasciate in punteggiatura) qui


I
A branch of may, so fine and gay
And before your door it stands.
It’s but a sprout, it’s well-budded out
for the work of our Lord’s hand(1).
II
Arise, arise, you pretty fair maid
And take the May Bush in,
For if it is gone before morning come(2),
You’ll say we have never been.
III
I have a little bird(?)
?…
IV
If not a cup of your cold cream (3)
A jug of your stout ale
And if we live to tarry in the town
We’ll call on you another year.
V(4)
For the life of a man it is but a span
he’s cut down like the flower
We’re here today, tomorrow we’re gone,
We’re dead all in one hour.
VI
The moon shine bright,
the stars give a light
A little before this day
so please to remember ….
And send you a joyful May.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Un ramo del Maggio, così bello e allegro
sta davanti alla tua porta,
non è in germoglio, ma è ben sbocciato
per il lavoro di nostro Signore
II
Alzati, bella fanciulla
e fai entrare il Maggio
perchè se ne andrà prima che venga il mattino
potresti dire che non te lo abbiamo portato.
IV
Se non una coppa della vostra crema fredda (dateci)
un boccale della vostra birra scura
e se continueremo a  restare in città
ritorneremo da voi un’altro anno.
V
Perchè la vita di un uomo è breve
ed è recisa come un fiore
siamo qui oggi e domani non ci saremo più
saremo tutti morti nel giro di un ora
VI
La luna brilla luminosa, le stelle si accendono
tra poco sarà giorno
così ricordatevi ..
e vi auguriamo un gioioso Maggio

NOTE
1) le mani diventano quelle di Dio e non più della Madonna.
2) I Mayers giravano sia durante la notte che durante il giorno
3) questa crema fredda in bicchiere è una bevanda-dessert tipicamente inglese d’epoca elisabettiana ancora popolare in epoca vittoriana, il Syllabub. Un tempo ai Mayers si offriva “una syllabub di latte caldo direttamente dalla mucca, torte dolci e vino” (Il ramo d’Oro James Frazer). E così sono andata a curiosare per ritrovare la ricetta storica! (vedi ricetta).

Philip Mercier (1680-1760) – The Sense of Taste sullo sfondo un vassoio pieno di bicchieri di syllabubs

4) la strofa deriva da “The Moon Shine Bright” versione pubblicata da William Sandys in Christmas Carols Ancient and Modern (1833) vedi

NORTHILL MAY SONG

ASCOLTA Magpie Lane in “Jack-in-the-Green” 1998 (strofe I, II, III e IX) e a seguire The Cuckoo’s Nest hornpipe (vedi). La canzone viene riproposta nel Blog “A Folk song a Week” curato dallo stesso Andy Turner ASCOLTA in cui Andy ci dice di aver appreso la canzone dalla raccolta di Fred Hamer “Garners Gay”
Fred collected it from “Chris Marsom and others” – Mr Marsom had by that time emigrated to Canada, but Fred met him on a visit to his native Northill, Bedfordshire. Fred’s notes say “The Day Song is much too long for inclusion here and the Night Song has the same tune. It was used by Vaughan Williams as the tune for No. 638 of the English Hymnal, but he gave it the name of “Southill” because it was sent to him by a Southill man. Chris Marsom who sang this to me had many tales to tell of the reception the Mayers had from some of the ladies who were strangers to the village and became apprehensive at the approach of a body of men to their cottage after midnight on May Eve.”

ASCOLTA Martin Carthy & John Kirkpatrick in “Because It’s There” 1979, Martin Carthy scrive nelle note dell’album “May Song came from a Cynthia Gooding record which I lost 16 years ago, words stuck in my head.” (strofe da II a VIII)


I
Arise, arise, my pretty fair maids,
And take our May bush in,
For if it is gone by tomorrow morrow morn,
You’ll say we have brought you none.
II
We have been rambling all of the night,
The best(and most) part of this day;
And we are returning here back again
And we’ve brought you a garland gay (brunch of May).
III
A bunch of May we bear about(it does looked gay)
Before the (your) door it stands;
It is but a sprout and it’s all budded out
And it’s the work of God’s own hand.
IV
Oh wake up you, wake up pretty maid,
To take the May bush in.
For it will be gone and tomorrow morn
And you will have none within.
V
The heavenly gates are open wide
To let escape the dew(5).
It makes no delay it is here today
And it falls on me and you.
VI
For the life of a man is but a span,
He’s cut down like the flower;
He makes no delay he is here today
And he’s vanished all in an hour.
VII
And when you are dead and you’re in your grave
You’re covered in the cold cold clay.
The worms they will eat your flesh good man
And your bones they will waste away.
VIII
My song is done and I must be gone,
I can no longer stay.
God bless us all both great and small
And wish us a gladsome May.
IX
The clock strikes one, it’s time to be gone,
We can no longer stay.
God bless you all both great and small
And send you a joyful May.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Alzati mia graziosa fanciulla
e prendi il nostro spino del Maggio
che all’alba di domani tutto finisce e potresti dire che non te lo abbiamo portato
II
Abbiamo vagato per tutta la notte
e per buona parte di questo giorno
e siamo di ritorno ancora qui
per portarti una allegra ghirlanda (il ramo del maggio)
III
Lo spino del Maggio portiamo in giro (porta l’allegria)
e sta davanti alla tua porta
non è che un germoglio ma è ben sbocciato
per il lavoro di nostro Signore
IV
Alzati bella fanciulla
per far entrare lo spino del Maggio
perchè se ne andrà prima che venga il mattino
e potresti dire che non te lo abbiamo portato.
V
Le porte del paradiso sono spalancate
per far fuggire la rugiada
è qui oggi, puntuale
e cade su di me e te(5)
VI
Perchè la vita di un uomo è breve
ed è recisa come un fiore
non ci sono proroghe oggi c’è
e poi svanisce nel giro di un’ora
VII
E quando sarai morto e nella tomba
sarai ricoperto dalla fredda terra
i vermi mangeranno la tua carne, buonuomo
e le tue ossa si consumeranno.
VIII
La canzone è finita ed è tempo di andare, non posso restare più a lungo. Siate benedetti, grandi e piccini
e vi auguriamo un felice Maggio!
IX
L’orologio batte l’una, è tempo di andare
non possiamo restare più a lungo
Siate benedetti, grandi e piccini
e vi auguriamo un felice Maggio!

NOTE
5) la tradizione del maggio prevede il bagno nella rugiada e nelle acque selvatiche ricche di pioggia. La notte è quella magica del 30 aprile e la rugiada veniva raccolta dalle fanciulle e conservata come un toccasana in grado di risvegliare la bellezza femminile!

ASCOLTA Kerfuffle in “To the Ground”, 2008


Arise, Arise, (Northill May Song)
I
Arise, arise, you pretty fair maid
And bring your May Bush in,
For if it is gone by tomorrow, morrom morn,
You’ll say we have brought you none.
II
We have been wandering all this night
And almost all of the day
And now we’re returning back again;
We’ve brought you a branch of May.
III
A branch of May we have brought you,
And at your door it stands;
It’s nothing but a sprout but it’s well budded out
By the work of our Lord’s hand.
IV
The clock strikes one, it’s time to be gone,
We can no longer stay.
God bless you all both great and small
And send you a joyful May.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Alzati, dolce fanciulla,
a prendere lo Spino del Maggio,
che all’alba di domani tutto finisce
e potresti dire che non te lo abbiamo portato.
II
Abbiamo vagato per tutta la notte
e per buona parte del giorno
e siamo di ritorno ancora qui
per portarti il ramo del maggio
III
Un ramo del Maggio ti abbiamo portato, e davanti alla tua porta sta,
non è in germoglio, ma è ben sbocciato per mano di Nostro Signore
IV
L’orologio batte l’una, è tempo di andare
non possiamo restare più a lungo
Siate benedetti, grandi e piccini
e vi auguriamo un felice Maggio!

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FONTI
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/maysong.html
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/themoonshinesbright.html
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/moon_shines_bright.htm
http://ingeb.org/songs/themoons.html
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/04/30/week-36-northill-may-song/

THE BANKS OF THE NILE

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso tra le ballate popolari e quella tra soldato o marinaio che parte per la guerra e giovane fidanzatina che resta ad aspettarlo è un classico delle Guerre Napoleoniche.

Di “The Bakns of the Nile” s’individuano due versioni di cui quella più diffusa è quella simile al broadside Harding B 11(158) risalente al 1855-1858 (Bodleian Library Manchester).
Nancy dice al fidanzato tutto preso dalla mobilitazione delle truppe in partenza per radunarsi a Porsmouth, “non lasciarmi qui a piangere triste“.. e prosegue
“For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home, my dearest love, and I will be your wife.”
Ma il giovanotto si è ormai arruolato, convinto da qualche sergente reclutatore a prendere “lo schellino del Re” e restare a casa non è più possibile perchè ora è un soldato che deve obbedire al Governo. Allora lei gli risponde “prendimi con te”
“I’ll march beneath your banner while fortune it do smile
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile”

RESTA A CASA, DONNA

Ma la guerra un tempo era una faccenda tra uomini, le donne dovevano stare a casa a dare la vita, non a toglierla; Willy si è reso conto di essere “carne da cannone” che almeno lei resti a casa al sicuro!
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries
Così la donna conclude maledicendo tutte le guerre che si portano via la gioventù di un paese.

MA QUALE GUERRA D’EGITTO?

ASIASIAlexandriaLa Battaglia del Nilo si svolse nel 1798, fu uno scontro navale tra la flotta britannica e quella francese che restò impresso nelle memoria degli inglesi a causa della sorprendente e schiacciante vittoria conseguita grazie alla strategia di Orazio Nelson (che si fregiò da allora del titolo di “Baron Nelson of the Nile“).

Di fatto il controllo inglese restò sempre sui mari, e solo nel 1801 in quella che venne definita la seconda battaglia di Abukir, vennero inviate truppe a terra in appoggio all’esercito ottomano per dare il colpo di grazia ai francesi e alla loro campagna d’Egitto!
Altre truppe inglesi sbarcarono in Egitto nell’invasione coloniale del 1882 (per il controllo del canale di Suez, iniziato a costruire nel 1869 da una compagnia francese diretta da Ferdinand de Lesseps su progetto di un italiano Luigi Negrelli, e completato nel 1869 per il quale anche l’Inghilterra aveva investito grosse somme di danaro ) Più in generale si fa iniziare al 1870 il cosiddetto Terzo Colonialismo Inglese che coinvolse principalmente l’Africa e la Polinesia.

Come sempre nelle canzoni popolari, la rielaborazione attraverso le generazioni si appropria della contestualità così è “la Regina a dare gli ordini” e il nemico sono i “blacks and heathens” oppure in senso ancora più dispregiativo i “blacks and Negroes”.

Tel-el-Kebir

PRIMA VERSIONE

L’autore anonimo di questa canzone ha scritto un pezzo memorabile, la melodia è simile a “The Flower of Sweet Strabanevedi
ASCOLTA Fotheringay (voce Sandy Denny) 1970. Che dire? (qui) Sublime interpretazione, modello insuperabile per i posteri

ASCOLTA Piers Faccini + Camille & Dom la Nena (“A take away show” girato a Parigi nel 2009: il making-of qui) un dichiarato rifacimento di Sandy Danny. La struttura musicale impostata sulla chitarra acustica, con il violoncello a prolungare il lamento delle voci: il canto di Camille è molto intenso semplice, diretto, vero, pieno di lacrime e quasi sussurrato nell’ultimo verso, con l’ultimo fiato che resta in gola…

ASCOLTA Caroline Lavelle in “A Distant Bell” 2004 indubbiamente un’interpretazione intensa, che si appoggia a una struttura musicale raffinata e ipnotica a tratti marziale

ASCOLTA Muireann Nic Amhlaoibh in “Daybreak” 2006 che interpreta la canzone con accenti molto irish

TESTO FOTHERINGAY
I
“Oh hark! the drums do beat, my love, no longer can we stay.
The bugle-horns are sounding clear, and we must march away.
We’re ordered down to Portsmouth(1),
and it’s many is the weary mile
To join the British Army on the banks of the Nile.”
II
“Oh Willie(2), dearest Willie, don’t leave me here to mourn,
Don’t make me curse and rue the day that ever I was born.
For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home(3), my dearest love, and I will be your wife.”
III(4)
“Oh my Nancy, dearest Nancy, sure that will never do.
The government has ordered, and we are bound to go.
The government has ordered, and the Queen(5) she gives command.
And I am bound on oath, my love, to serve in a foreign land.”
IV
“Oh, but I’ll cut off my yellow hair, and I’ll go along with you.
I’ll dress myself in uniform(6), and I’ll see Egypt too.
I’ll march beneath your banner while fortune it do smile,
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.”
V(7)
“But your waist it is too slender, and your fingers they are too small.
In the sultry suns of Egypt your rosy cheeks would spoil.
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries.”
VI(8)
“Oh, cursed be those cruel wars, that ever they began,
For they have robbed our country(9) of many handsome men.
They’ve robbed us of our sweethearts while their bodies they feed the lions(10),
On the dry and sandy deserts which are the banks of the Nile.”

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Ascolta! Rullano i tamburi, amore mio, restare non possiam più.
Le trombe squillan chiare e dobbiamo partire in marcia.
Comandati siamo a Portsmouth(1), tante miglia faticose
Per raggiunger l’Armata Britannica sulle rive del Nilo.
II
Oh, Willie(2), amore mio, non lasciarmi qui a pianger triste,
Non farmi maledire e pentirmi del giorno in cui son nata,
Ché separarmi dal mio amore sarebbe come separarmi dalla vita,
Quindi stattene a casa, amore mio, è io sarò tua moglie.
III
Oh, mia Nancy, amata Nancy, non potrei mai fare questo,
Ché il governo me l’ha ordinato e dobbiamo partire via.
Il governo me l’ha ordinato, e la Regina(5) ha dato il comando:
E io son sotto giuramento, amore mio, per servire in terra straniera.
IV
E allora mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò un’uniforme e anch’io vedrò l’Egitto.
Marcerò sotto la tua bandiera e la fortuna ci arriderà,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
V
Però hai i fianchi troppo snelli, e le dita troppo piccole,
Sotto il sole atroce d’Egitto le tue guance rosee si guasterebbero
Là dove rombano i cannoni, quando volano le pallottole,
E risuonan forte le trombe argentine per celare le grida di disperazione.
VI
Maledette siano queste crudeli guerre e quando son cominciate
Ché hanno privato il nostro paese(9) di così tanti bei ragazzi.
Ci hanno rubato i nostri innamorati, e dei loro corpi si nutrono i leoni(10)
Negli aridi deserti di sabbia sulle rive del Nilo.

NOTE
1) Portsmouth importante città portuale e porto militare sulla costa meridionale dell’Inghilterra
2) talvolta Johnny
3) oppure I’ll go with you
4) la strofa in Harding B 11(158) (in corsivo) riprese anche da Muireann dice: Nancy, dearest Nancy, with me you cannot stay (that’s a thing that can’t be so). Our colonel he gives order (The colonel, he has ordered) no woman there shall go. We must forget (forsake) our own sweethearts, besides (likewise) our native soil, And go fight the blacks and heathens on the banks of the Nile. mentre Muireann dice: To fight the German soldiers on the banks of the Nile presumo si riferisca alle truppe tedesche durante la II guerra Mondiale
5) al tempo delle guerra napoleoniche sul trono d’Inghilterra sedeva re Giorgio III, mentre Vittoria divenne regina nel 1837. Evidentemente questo verso è stato aggiunto in occasione (o poco prima) della battaglia di Tell al-Kebir in cui combatterono vari reggimenti delle Highlands e molti soldati irlandesi
6) Ai tempi in cui alla donna era vietato vestire in panni maschili…
7) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: Your waist it is too slender, love; your waist it is too small. I’d be afraid you would not answer me when on you I would call. Your delicate constitution would not bear the unwholesome clime, Nor the cold sandy deserts on the banks of the Nile.
8) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: My curse attend the war and the day it first began. It has robbed old Ireland of many a clever man. It took from us our true loves, the protectors of our soil, To fight the blacks and Negroes [sic] on the banks of the Nile.
9) a seconda delle versioni il paese è l’Irlanda o la Scozia Muireann dice:”For they have robbed old Ireland of many’s the gallant man ”
10) in molte versioni è scritto “worms” intendendo che i corpi sono sepolti e diventano cibo per i vermi, ma con la parola “leoni” si acuisce il senso di desolazione e di abbandono in cui vengono lasciati i cadaveri, insepolti, dilaniati dalle fiere.

ASCOLTA Ewan MacColl in “Classic Scots Ballads“, Tradition, TCD 1051, 1959. Il testo presenta lievi differenze con il precedente e il tempo è terzinato come un valzer

I
Hark hark, the drums do beat, my love, and I must haste away, The bugles sweetly sound and no longer can I stay, We are called up to Portsmouth and it’s many a weary mile, All for to be embarked for the banks of the Nile.
II
O Willie, dearest Willie, don’t leave me here to mourn, Don’t leave me here to curse the day that ever I was born, For parting with me Willie is like parting with me life, O stay at home, dear Willie, and make me your lawful wife.
III
I’ll put on me velveteens and go along with you, I’ll volunteer me services and go to Egypt too, I’ll fight beneath your banner, love, and fortune it may smile, And I’ll be your loyal comrade on the banks o’ the Nile.
IV
O Nancy, dearest Nancy, O that would never do, The government has ordered no women there tae go, The government has ordered, the King(5) he doth command, And I am bound on oath, my love, to serve on a foreign land.
V
Your waist is rather slender, your complexion is too fine, Your constitution is too weak to stand a hard campaign, The sultry suns of Egypt your precious health would spoil, In the sandy desert places on the banks of the Nile.
VI
O cursed, cursed be the day that ever wars began, For they’ve ta’en oot of Scotland(9) mony a bonny man, They’ve ta’en frae us oor lifeguards, praetectors o’ oor isle, And their bodies feed the worms(10) on the banks o’ the Nile.

SECONDA VERSIONE

ASCOLTA Young Tradition 1968

ASCOLTA Andy Turner che scrive ” version from Betsy Henry, of Auchterarder in Pethshire – actually, MacColl’s mother. I have anglicised it slightly, although that didn’t amount to much more than substituting “England” for “Scotland” in the last verse.”

VERSIONE B

ASCOLTA Old Blind Dogs in Wherever Yet May Be 2010 (su Spotify)

I
Farewell, my dearest Nancy, farewell I must away.
I hear the drums a-beating and no longer I can stay.
we’re ordered down to Portsmouth and as many a weary mile
For to fight for british army on the banks of the Nile.
II
Oh, I’ll cut off my yellow hair and along with you I’ll go
I’ll dress meself in uniform and I’ll see Egypt, too.
I’ll fight and bear thy banners well, kind fortune upon a smile.
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.
III
Let a hundred days be darkened and let maidens give a sigh
It would melt the very elements to hear the wounded cry
Let a hundred days be brightened and let the maidens give a smile
But remember Abercrombie(11) on the banks of the Nile
IV
Oh, cursed upon the cruel war and the hour it begun,
For it has robbed our country of many a gallant man;
It took from us our old sweethearts, protectors of our soil
And their blood does steep the grass that’s deep on the banks of the Nile
V
O now the war is over and back I’ll then return
Until my wife and family I’ve left behind to mourn.
We’ll call them in around, my boys, and there’s no end of toil.
And no more we’ll go a’roving on the banks of the Nile.
TRADUZIONE DI RICCARDO VENTURI
I
Addio, mio amata Nancy, addio, devo partire.
Sento già rullare i tamburi e non posso stare più,
Ci hanno comandato a Portsmouth ed è un lungo cammino,
A combattere per la British Army sulle rive del Nilo.
II
Oh, mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò l’uniforme e (verrò) anch’io a veder l’Egitto.
Combatterò e ti farò da brava portabandiera, e che la fortuna ti arrida,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
III
Cento giorni si faccian scuri, e sospirin le ragazze,
Fonderebbe gli elementi sentire i feriti che urlano.
Cento giorni si faccian chiari, e sorridan le ragazze:
Ma ricordate Abercrombie sulle rive del Nilo.
IV
Maledico la guerra e l’ora in cui è cominciata,
Ché ha privato il nostro paese di tanti ragazzi valorosi.
Ci ha rubato i nostri innamorati, protettori della nostra terra,
E il loro sangue innaffia l’erba alta sulle rive del Nilo.
V
Ma ora la guerra è finita e tornerò presto a casa,
Da mia moglie e dalla mia famiglia che ho lasciato a disperarsi.
Li chiameremo tutti qua, ragazzi, e la pena non avrà mai fine,
E non ce ne andremo mai più a vagare per le rive del Nilo.

NOTE INTEGRATIVE
11) probabilmente si riferisce a Sir Ralph Abercromby (1734-1801) il generale scozzese che guidò le truppe ad Abukir nel 1801; durante la battaglia nei pressi di Alessandria venne colpito da un proiettile e morì poco dopo.

DURA LEX SED LEX

2415_1“La donna non indosserà abiti da uomo, né l’uomo indosserà abiti da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno” (Deu 22:5)

Per trovare donne guerriere nella storia bisogna andare molto indietro nel passato oppure risalire fino al XX secolo (in Europa e USA); la battaglia per l’emancipazione della donna passa anche dall’appropriazione della “libertà di movimento” anche in senso letterale; fu l’americana Amelia Jenks Bloomer (1818-1894) a inventare l’abito-pantalone che in suo onore venne chiamato bloomer. Dalla foggia orientale il pantalone era ampio e stretto alla caviglia e rigorosamente da portare sotto ad un abito al ginocchio. Niente di particolarmente osè e sostanzialemtne la donna restava infagottata come prima, eppure nelle sue prime apparizioni il bloomer fu considerato scandaloso!
Solo negli anni venti del 900 fecero la comparsa nel guardaroba delle signore sportive e alla moda i pantaloni di foggia maschile (e Coco Chanel diede il suo innovativo contributo con i pantaloni da barca di linea larga da indossare per il tempo libero). E tutto perchè durante la Grande Guerra (in cui le forze più giovani del paese venivano mandati a morire non solo sotto le cannonate ma anche sotto i colpi micidiali delle mitragliatrici) furono le donne a sostituire gli uomini nei lavori pesanti in fabbrica o nei campi; indossavano i pantaloni del marito o del fratello tenuti su dalle bretelle. Così il pantalone era riservato alle due classi sociali più opposte: l’aristocrazia o l’alta borghesia e le donne operaie e contadine!

FRANCIA

La legge risale al 17 novembre 1800 ed è stata abrogata solo nel 2013.
Tutte le donne che, dopo la pubblicazione della presente ordinanza, si travestiranno da uomo senza aver sbrigato le formalità prescritte- lasceranno intendere di avere colpevole intenzione di abusare del loro travestimento“. La pena? L’arresto.
Nel 1892 e nel 1909 vennero introdotte due eccezioni alla regola che impediva alle signore di portare i pantaloni, il cui uso era consentito “quando impugnassero il manubrio di una bicicletta” o “le redini di un cavallo“. Nel 1972, una deputata del Parlamento francese, Michèle Alliot-Marie, venne bloccata al suo ingresso perchè indossava i pantaloni.

ITALIA

Negli anni 40 una legge di Mussolini proibiva alle donne di portare i pantaloni. Era vietato andare in chiesa, negli uffici pubblici e a scuola con i pantaloni ritenuti una “trovata demenziale di donne perverse
I pantaloni erano permessi solo alle donne per sciare, fare alpinismo e andare in bici, ma appena si smetteva l’attività sportiva, si doveva immediatamente indossare la gonna.
E così ai giorni nostri “mutatis mutandis”:
2014 (tratto da qui) VIETATO INDOSSARE PANTALONCINI: UOMO VA A LAVORO IN GONNA
Il comune di Rio de Janeiro ha deciso, a partire da questi mesi estivi, di vietare ai dipendenti pubblici di recarsi a lavoro in pantaloncini. Poco importa se fa caldo. Ancor meno se nella maggior parte dei luoghi di lavoro non c’è l’aria condizionata. Il decoro prima di tutto. Ma la cosa non è andata giù ai lavoratori che in vari modi hanno protestato contro la decisione.
Ma il vincitore della protesta più “virale” è stato sicuramente André Amaral Silva che ha pensato bene di andare a lavoro in gonna. La foto dell’uomo che sfoggia l’indumento femminile è andata nel frattempo a finire su Facebook ed è stata condivisa da migliaia di utenti in poche ore. “Non si tratta di una burla, ma di una cosa seria: ho voluto sollevare il problema nel rispetto della legge”, ha spiegato Andrè. All’inizio, il portiere non voleva farlo entrare, ma è stato poi convinto dalla logica: la gonna è un capo autorizzato, non importa chi la indossa.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thebanksofthenile.html http://afolksongaweek.wordpress.com/2012/11/11/week-64-the-banks-of-the-nile/ http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=12883&lang=it http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=17699
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/258.html http://www.loc.gov/resource/amss.as100630/seq-1 http://celticlyricscorner.net/amhlaoibh/banks.htm

LA TRADIZIONE ORALE
http://sounds.bl.uk/World-and-traditional-music/Ethnographic-wax-cylinders/025M-C0037X1592XX-0100V0#_ http://www.itma.ie/inishowen/song/banks_of_the_nile_dan_mcgonigle http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk.php?id=550 http://www.evergreentrad.com/banks-of-the-nile/